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 manhattan, central park ... janet cardiff... di Lunadicarta
 
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Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire.

George Orwell
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Venerdì 10 luglio 2009, nell'Aula magna della Cassazione la firma - per l'Anm, Luca Palamara


"Patto per la giustizia e per i cittadini"
Tutti insieme magistrati, avvocati dirigenti e organizzazioni sindacali



Nella foto la firma di Luca Palamara per l'ANM


Un Patto tra magistrati, avvocati, dirigenti e personale, "per la giustizia e per i cittadini": tutti insieme, per la prima volta, i protagonisti della giustizia intorno a un tavolo, per proporre al Governo un progetto condiviso, capace di rendere effettivo un diritto costituzionalmente garantito, a cominciare dalla rapidità dei procedimenti.

Sono le ragioni del "Patto per la giustizia e per i cittadini", che è stato firmato venerdì 10 luglio 2009, alle ore 19 a Roma, nell'Aula Magna della Corte di Cassazione dai presidenti della associazioni di tutte le magistrature (a cominciare da Luca Palamara dell'ANM), dell'Organismo unitario e dell'avvocatura dello Stato, dai segretari generali delle organizzazioni sindacali FP-Cgil, Uilpa-Uidag, Flp, RdB-CUB e dei dirigenti della giustizia.

Gli obiettivi del "Patto" si possono riassumere in procedure più snelle ed efficienza organizzativa; stop ai tagli del personale e migliore qualificazione dei lavoratori, con l'inversione di tendenza all'outsourcing di servizi essenziali e tecnologicamente avanzati, come l'informatica giudiziaria e la verbalizzazione dei processi; l'attribuzione di maggiori risorse finanziarie ed effettiva realizzazione del processo telematico, sempre annunciato ma esistente solo "sulla carta"; ruolo più attivo per l'avvocatura e la riforma forense, in linea con le previsioni costituzionali; nuovo assetto e tutela previdenziale della magistratura non togata; razionalizzazione della geografia giudiziaria.



Il cammino verso il Patto è iniziato giusto un anno fa, dopo il taglio di risorse e di organici del settore pubblico, giustizia compresa, compiuto dal Dl 112/2008. Il presidente dell'ANM, Luca Palamara, ricorda l'Appello per la giustizia del 21 luglio 2008 e la Giornata nazionale del 5 maggio scorso, alla quale intervennero anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il segretario generale Cgil, Guglielmo Epifani: "L'obiettivo - spiega il presidente dell'Associazione magistrati - è garantire ai cittadini la ragionevole durata dei processi. L'inefficienza non è un risparmio, ma uno spreco di risorse pubbliche, che produce costi pesanti per le imprese e i cittadini". Anche in relazione a vicende concrete e al confronto tra costi e benefici (per esempio nelle indagini di tipo economico finanziario, con il confronto tra costi delle intercettazioni, profitti illeciti recuperati, confische di beni) è stato più volte dimostrato dall'Anm che gli investimenti nella giustizia e l'efficienza del servizio hanno un risultato attivo anche sotto il profilo contabile, e non solo per il benessere generale dei cittadini in una società civile.

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Di Loredana Morandi (del 11/07/2009 @ 02:17:26, in Sindacati Giustizia, linkato 1356 volte)

Nella foto Nicoletta Grieco e Alfredo Garzi

Venerdì 10 luglio la firma del "Patto per la Giustizia e per i cittadini".

Comunicato Stampa della Segreteria Nazionale FP CGIL


Venerdì 10 luglio, alle ore 19.00 presso l'aula Magna della Cassazione, è stato firmato il 'Patto Per la Giustizia e per i Cittadini'; alle 18.30 è convocata la conferenza stampa per l'illustrazione del documento.

Per la Funzione Pubblica Cgil ha apposto la firma il Segretario Generale Carlo Podda.

Firmatari del Patto, insieme alla Fp-Cgil che lo ha promosso, l'Associazione Nazionale Magistrati, l'Organismo Unitario dell'Avvocatura, l'Associazione Magistrati Corte dei Conti, A.N.M.A., C.O.N.M.A, l'Associazione Dirigenti Giustizia, Uilpa-UIDAG, FLP, RdB-Cub,e l'Associazione Avvocati e Procuratori Dello Stato.

Gli operatori della giustizia propongono al Governo un progetto condiviso per riformare la giustizia e rendere ai cittadini un servizio efficiente.

FpCgil Nazionale


Precedente: 8 luglio 2009

Durante la giornata della giustizia, tenutasi a Roma lo scorso 5 maggio, alla quale abbiamo partecipato insieme all'ANM, all'OUA e ad altre Associazioni e OO.SS del settore, ho lanciato a nome della mia organizzazione una sfida ambiziosa: la sottoscrizione di un "patto per la Giustizia", che richiami l'attenzione sui problemi concreti del sistema giudiziario e proponga una riforma condivisa, che punti ad assicurare un servizio efficiente per i cittadini.

Una sfida raccolta. Per questo, venerdì 10 Luglio, presso l'Aula Magna della Cassazione, insieme ai rappresentanti delle magistrature, dell'avvocatura, dei dirigenti e delle altre OO.SS, sottoscriveremo il 'PATTO PER LA GIUSTIZIA E PER I CITTADINI', che propone al Governo un progetto condiviso che indichi soluzioni per il buon funzionamento della giustizia.

Tra i punti qualificanti del patto: investimenti adeguati, riconoscimento professionale del personale e formazione, nuove assunzioni, informatizzazione del servizio e un nuovo modello organizzativo, norme che effettivamente snelliscano le procedure e una nuova geografia giudiziaria, la reinternalizzazione di tutti i servizi essenziali, come la verbalizzazione e l'assistenza tecnica informatica.
Nessuna riforma è infatti possibile senza un progetto ed investimenti adeguati: i provvedimenti varati dal Governo sino ad oggi vanno invece nella direzione opposta, e le odiose norme del Ddl Sicurezza, e quelle relative alla riforma del processo civile, presto renderanno ancora più difficile la situazione degli uffici giudiziari italiani.
La giustizia è un diritto costituzionalmente garantito: la firma del patto costituisce per noi un passo fondamentale verso un confronto aperto, che metta in campo le vere necessità della giustizia e permetta di migliorare un settore così importante per l'affermazione della democrazia.

FP Cgil - Carlo Podda
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Di Loredana Morandi (del 11/07/2009 @ 02:12:20, in Sindacati Giustizia, linkato 2047 volte)
Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Coordinamento Nazionale Giustizia



La FLP Giustizia sottoscrive il "Patto per la Giustizia e per i cittadini"
Prende il via la riforma del "Pianeta Giustizia"


Ha preso il via, dopo la "Giornata per la Giustizia", tenutasi a Roma lo scorso 5 maggio, l'idea di proporre una riforma partecipata relativamente al "Pianeta Giustizia". Per risolvere in concreto tutte le problematiche che affliggono il sistema, per dare un servizio più efficiente all'utenza e a tutti gli Operatori Giudiziari.

Dopo diverse riunioni tenutesi presso la sede della ANM è stato predisposto il documento "Patto per la Giustizia e per i Cittadini" contenente tra le altre proposte anche: giusti investimenti, formazione e riconoscimento professionale di tutto il personale, nuovo modello organizzativo, nuove assunzioni, avvio del processo telematico, snellimento delle procedure, la reinternalizzazione dei servizi.

Alle varie sedute erano presenti oltre alla FLP altre OO.SS. del settore, l'ANM, l'OUA ed altre associazioni.
Il Segretario Generale della FLP Giustizia, Piero Piazza, ritiene di avere aperto insieme agli altri organizzatori un confronto che metta l'attenzione sulle reali necessità della giustizia per l'affermazione della democrazia riconoscendo la giustizia come un diritto garantito dalla Costituzione.

Purtroppo i provvedimenti emessi da questo Governo non vanno nella direzione di concreti investimenti nel settore e le innovazioni non sono possibili senza risorse adeguate.
Mentre le riforme messe in atto da ultimo rendono ancora più difficile la situazione dei lavoratori giudiziari di tutti gli uffici italiani.

Roma, 8 luglio 2009
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Di Loredana Morandi (del 11/07/2009 @ 01:59:34, in Sindacati Giustizia, linkato 1184 volte)



Patto per la Giustizia

dal sito della RdB CUB



Roma –
giovedì, 09 luglio 2009

I rappresentanti delle magistrature, dell’avvocatura, dei dirigenti e del personale amministrativo, impegnati quotidianamente nel settore-giustizia, nell’esclusivo interesse del buon funzionamento del servizio per il sistema-Paese, hanno sottoscritto il PATTO PER LA GIUSTIZIA E PER I CITTADINI proponendo al Governo un progetto condiviso, che dimostra la possibilità di far funzionare la giustizia in un paese civile e di fornire un servizio rapido ed efficiente, in grado di garantire agli utenti il diritto alla “ragionevole durata” dei processi civili e penali.


In allegato il testo completo del Patto per la Giustizia dal sito Giustizia RdB Cub.


La foto è di Loredana Morandi, autrice di GiustiziaQuotidiana.it

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UN ACCORDO TRASVERSALE PER UNA GIUSTIZIA EFFICIENTE
 
VARATO IL
“PATTO PER LA GIUSTIZIA E PER I CITTADINI”

 

(nella foto Maurizio de Tilla, pres. OUA e Carlo Podda CGIL)

OUA: LE RAGIONI DELLA NOSTRA FIRMA


 
L’Organismo Unitario dell’Avvocatura italiana sottoscriverà, venerdì prossimo, il “Patto per la Giustizia e per i cittadini” insieme all’Associazione Nazionale Magistrati e alle maggiori sigle sindacali dei lavoratori e dei dirigenti della giustizia. Nel documento si fissano i punti programmatici per una moderna riforma della giustizia. «L’avvocatura – spiega Maurizio de Tilla, presidente Oua - intende cooperare positivamente per il rinnovamento dell’amministrazione della giustizia. La macchina giudiziaria non fornisce un servizio efficiente ai cittadini per moltemplici ragioni: la carenza di risorse economiche e di organici, l’improduttività dell’attività giudiziaria, i ritardi nella informatizzazione degli uffici, le remore nei confronti del processo telematico, le carenze di quadro ordinamentale, le procedure amministrative burocratizzate e la  commistione di ruoli tra giudici ed avvocati».

«L’avvocatura in passato è stata colpevolmente esclusa dai soggetti protagonisti degli interventi di risanamento della macchina giudiziaria - ha sottolineato il presidente Oua - per risolvere i problemi dell’organizzazione giudiziaria si è fatto cenno solo ai capi e dirigenti degli uffici giudiziari, al C.S.M. L’avvocatura, invece, è stata a torto indicata come una delle responsabili delle lungaggini dei processi. Il che è falso, oltre che ingiusto. Nella maggior parte dei casi l’avvocato chiede la pronta istruttoria del giudizio e la sollecita definizione della causa. Ne ha tutto l’interesse per guadagnare la fiducia del cliente che viene avvantaggiato da una decisione celere  e giusta».

«Nel Patto per la giustizia – ha continuato - l’OUA ha inserito espressamente la riforma dell’ordinamento forense. A viva voce nel convegno di Fermo (26-27 giugno scorso) si è chiesto ai parlamentari presenti di superare le contrapposizioni e varare rapidamente una riforma bipartisan. Occorre una legge moderna e adeguata ai tempi ma, soprattutto, occorre modificare la Costituzione che già riconosce la parità di ruolo tra magistratura e avvocatura nel processo, senza però citare quest’ultima esplicitamente. Se l’avvocatura fosse riconosciuta come soggetto costituzionale si renderebbe più che legittima la selezione nell’accesso all’albo, ma principalmente si accrescerebbe sensibilmente l’apporto sinergico dell’Avvocatura. L’importanza di questa iniziativa risiede nella constatazione che la riforma della giustizia e dell’assetto della magistratura e dell’avvocatura deve essere accompagnata dallo stanziamento adeguato di risorse umane e strutturali. Gli operatori della giustizia lavorano in condizioni di emergenza, in strutture insicure e, spesso, con mezzi precari. È una situazione insostenibile».

«Con puntualità – ha concluso de Tilla - il Ministro Angelino Alfano ha presentato la riforma del processo civile invocando la leale collaborazione dell’avvocatura italiana  chiamata ad affrontare un’importante sfida riformatrice. L’avvocatura, con un ruolo paritario, è pronta a collaborare non solo nel processo. La firma del “Patto per la giustizia” è la concreta dimostrazione della volontà di cambiare con efficacia e trasparenza».

 
Roma, 8 luglio 2009


la foto è di Loredana Morandi, autrice di GiustiziaQuotidiana.it
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Di Loredana Morandi (del 11/07/2009 @ 00:23:19, in Sindacati Giustizia, linkato 1219 volte)
Alle segreterie regionali
Alle segreterie territoriali
FPCGIL

Alle lavoratrici e ai lavoratori
della Giustizia

Si è svolta oggi la prevista riunione sul Contratto Integrativo della giustizia.

L’Amministrazione ci ha presentato una proposta non documentata e confusa che prevederebbe l’apertura di un tavolo tecnico per la definizione di un Contratto Integrativo interlocutorio ed un passaggio economico all’interno delle aree con un impegno non definito per i successivi passaggi tra le aree, senza specificare per quanti lavoratori ciò sarebbe possibile.

Abbiamo risposto all’Amministrazione che per qualunque discussione sul contratto integrativo necessaria premessa è la ricomposizione del lavoro rappresentato dalle figure professionali spalmate tra due aree, ed abbiamo ribadito la nostra posizione specificata nella piattaforma presentata lo scorso dicembre, ovvero, il passaggio per tutti i lavoratori in virtù dell’art. 10 comma 4 del CCNL 2006/09, che fa salve le procedure già concordate, nel nostro caso con il protocollo di intesa del 9.11.06; per fare ciò servono risorse economiche per i passaggi tra le aree e per la rideterminazione delle dotazioni organiche

Qualunque altra soluzione a nostro avviso comporterebbe molti problemi, per i lavoratori e per il servizio, infatti, bisognerebbe tornare indietro di dieci anni: dividere il lavoro collocato su due aree e buttare tutta la professionalità che si è creata negli uffici, inoltre non assicurerebbe agli ex a1 alcun passaggio nell’area successiva.

In altre parole la proposta che se fosse un film si intitolerebbe: “ un incerto passaggio economico per tutti e poi si vedrà” rappresenta una cortina fumogena che nasconde l’inattività progettuale dell’amministrazione ben rappresentata dall’atteggiamento del ministro Alfano che a febbraio aveva chiesto 15 giorni di tempo per parlare con Tremonti e poi ha fatto perdere le sue tracce.

Abbiamo invece dato completa disponibilità a discutere del fua 2009 anche dalla prossima settimana.

Stasera alle 19.00 si firma un importante impegno tra tutti gli operatori della giustizia, il ‘Patto per la Giustizia e per i cittadini’ che propone al Governo un progetto condiviso per il miglioramento del servizio: tra i punti qualificanti del patto c’è il riconoscimento professionale dei lavoratori che non può essere confuso con un mero riconoscimento economico.

La firma di quel patto è fondamentale e costituisce un impegno per tutti i firmatari per il raggiungimento di tutti gli obiettivi che vi sono contenuti.

La discussione è stata aggiornata alla prossima settimana ad una data da fissare.


La coordinatrice nazionale
FPCGIL Organizzazione Giudiziaria
Nicoletta Grieco
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Di Loredana Morandi (del 11/07/2009 @ 00:12:43, in Magistratura, linkato 1400 volte)

Intimidazione contro magistrato anti camorra, bruciata l'auto


Intimidazione della criminalità organizzata contro un giudice donna dell'Ufficio Gip. E' stata incendiata l'auto di un magistrato particolarmente impegnato contro camorristi e pubblici funzionari corrotti. L'episodio risale ad alcuni giorni fa. Il giudice aveva anche convalidato il fermo di Marco Ricci, il giovane accusato di aver fatto parte del commando che ha ucciso il musicista di strada romeno Petru Birlandeandu

di Conchita Sannino

Intimidazione della criminalità organizzata contro un giudice donna dell'Ufficio Gip di Napoli. Il magistrato, particolarmente impegnata nell'emissione di ordinanze di custodia contro camorristi e pubblici funzionari corrotti e nella convalida di arresti che hanno riguardato i clan del centro storico di Napoli, ha subìto alcuni giorni fa l'incendio della propria auto. Ma l'episodio è stato reso noto solo ieri, attraverso una nota di protesta di Tullio Morello, il presidente dell'Anm distrettuale.

Il giudice colpito dal grave gesto, infatti, come tutti i colleghi del settore penale e dell'Ufficio delle Indagini preliminari, non dispone né di un accompagnamento né di una tutela, a differenza di quanto previsto per i pubblici ministeri del pool antimafia di Napoli. "Nell’esprimere la solidarietà di tutti i magistrati napoletani a chi ha subito tale gravissima intimidazione, o ritorsione per la propria attività, devo denunciare ancora una volta l’assoluta mancanza di sicurezza dei magistrati del distretto. Appare intollerabile che i giudici del settore penale e dell’ufficio GIP sono costretti a raggiungere e lasciare l’ufficio con mezzi propri anche quando celebrano difficili processi contro imputati pericolosissimi", scrive infatti Morello, dopo avere incontrato sia la collega sotto minaccia che il presidente dell'Ufficio Gip, Bruno D'Urso, che ha attivato tutte le procedure per la sua protezione.

"Si tratta di una persona molto forte e motivata, dunque serena. Ma questo non può esimerci dal denunciare l'inadeguatezza delle misure di protezione", aggiunge Morello. Che spiega: "E’ inefficiente lo Stato che non sa proteggere i suoi cittadini, ma è ancor più ingrato e ingiusto lo Stato che non vuole proteggere i suoi servitori quando essi sono esposti a rischio".

La prossima settimana il prefetto Alessandro Pansa valuterà la richiesta di una tutela per il magistrato, nel corso del comitato per l'ordine e la sicurezza: un'istanza che dovrebbe ovviamente sfociare nell'assegnazione di una scorta. Sulle modalità dell'attentato indagano i carabinieri del comando provinciale di Napoli. Pochi dubbi sulla matrice camorristica del raid. Gli inquirenti lo mettono in relazione a più decisioni che avrebbero esposto quel giudice ad eventuali ritorsioni. L'ultimo atto firmato da quel gip, in ordine di tempo, ha riguardato un episodio di ferocia criminale che ha scosso la città: le scorribande armate dei killer dei Quartieri Spagnoli. Il magistrato aveva infatti convalidato il fermo per concorso in omicidio di Marco Ricci, il giovane accusato, insieme ad altri complici, di avere sparato alla cieca alla Pignasecca, lo scorso maggio, uccidendo per errore il musicista di strada rumeno Petru Birlandeandu.
 
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Giustizia, Pd: bene Patto,
subito in Parlamento per un confronto reale e costruttivo

Ferranti: mondo della giustizia più avanti del Governo


Il  ‘Patto per la giustizia’ che magistrati, avvocati, dirigenti e personale della giustizia si accingono a firmare per rendere più rapidi i procedimenti è molto importante e mostra quanto gli operatori attendano con ansia una riforma seria, che sia in grado di contemperare certezza del diritto, effettività delle garanzie e ragionevole durata dei processi”.

Così la capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta il  ‘Patto per la giustizia e per i  cittadini’. “E’ la dimostrazione che il mondo della giustizia è più avanti del Governo che, nonostante le rassicurazioni del ministro Alfano, continua a trattarne i temi in modo superficiale e sterile, avendo a cuore esclusivamente gli interessi di pochi e, troppo spesso, varando provvedimenti ad personam.

Alla maggioranza e al governo – conclude - lanciamo anche noi un appello affinchè in Parlamento si possano discutere, in un clima leale e costruttivo, i temi posti a base del  ‘Patto’, al fine di varare in tempi ragionevoli  riforme che siano in grado di accorciare i tempi della giustizia e garantirne la qualità ”.
 

Roma, 10 luglio 2009
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Di Loredana Morandi (del 10/07/2009 @ 13:23:33, in Magistratura, linkato 1708 volte)
Diffamazione Caselli e pm Palermo, Iannuzzi condannato       


10 luglio 2009


Milano. Il giornalista ed ex senatore Lino Iannuzzi è stato condannato a sei mesi di reclusione per diffamazione a mezzo stampa...
 
...nei confronti dei magistrati di Palermo che rappresentarono l'accusa nei processi a Giulio Andreotti e a Bruno Contrada, in relazione a due articoli pubblicati sul settimanale Panorama.

La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico della sesta sezione penale del Tribunale di Milano. L'ex procuratore capo di Palermo, ora a Torino, Gian Carlo Caselli, e i magistrati Roberto Scarpinato, Guido Lo Forte, Gioacchino Natoli e Antonio Ingroia si sono costituiti parti civili nel processo, rappresentati dagli avvocati Ettore Zanoni e Enrica Domeneghetti. Alle parti civili il giudice ha riconosciuto una provvisionale di 15 mila euro.

Iannuzzi era stato già condannato a un anno e 3 mesi, con sentenza confermata dalla Cassazione nel febbraio 2007, a seguito di una querela di Caselli e altri 7 pm di Palermo per il contenuto del libro 'Il processo del secolo' sul caso Andreotti.

Nel processo che si è concluso oggi, invece, era stato querelato per due articoli pubblicati il 22 e il 29 novembre 2001 e intitolati rispettivamente 'Pressione bassa e udienze infinite' e 'Il pentito? Ai pm piace double face'.

Nel secondo articolo Iannuzzi, tra le altre cose, parlava dei magistrati di Palermo come di "indegni eredi di Falcone". Il 16 febbraio 2005 al giornalista era stata concessa la grazia dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che aveva riguardato anche una serie di condanne per diffamazione comminate all'ex senatore. Nell'aprile scorso, poi, per un altro processo per diffamazione ai pm del processo Andreotti il giudice monocratico di Milano ha trasmesso gli atti alla Consulta.

ANSA su Antimafia2000
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Di Loredana Morandi (del 09/07/2009 @ 23:31:28, in Estero, linkato 1083 volte)
I nostri grattacapi nazionali li conosciamo, ma Tutto il mondo è paese e tanto per la cronaca Murdoch, che non è affatto uno stinco di santo ma un grande mecenate dei media, ha sposato in terze nozze una nordcoreana di 35 anni più giovane di lui, che gli ha dato 2 figlie delle quali lui potrebbe essere agevolmente il bisnonno.
Secondo me, si dovrebbe tornare repentinamente ad un giornalismo serio e d'indagine, accantonando per sempre il gossip disastroso di oggi, che vede la Regione Puglia con giunta di centro sinistra indagata per le Escort e la Sanità.


Morale: il giornalismo gestito da Murdoch fa addirittura schifo! Grazie a lui, anche l'Inghilterra scenderà posizioni nella classifica internazionale delle libertà di stampa.

Polizia Gb indaga su presunto "spionaggio" da giornale Murdoch

giovedì 9 luglio 2009 13:54


LONDRA (Reuters) - La polizia britannica sta indagando su alcune notizie secondo cui i giornalisti del quotidiano britannico più venduto di Rupert Murdoch si sarebbero organizzati per intercettare i telefoni di celebrità, parlamentari e personaggi pubblici.

Il capo della polizia di Londra Paul Stephenson ha detto che un alto funzionario indagherà sulle accuse fatte dal Guardian ai giornalisti di News of the World, che avrebbero lavorato con investigatori privati per accedere a "due o tremila" telefonini privati.

L'editore di News of the World, Sun e Times non ha fatto commenti.

Tra gli intercettati, ci sarebbero l'ex-vice primo ministro britannico John Prescott, l'attrice Usa Gwyneth Paltrow e la modella australiana Elle Macpherson.

Secondo il Guardian, investigatori privati avrebbero lavorato per il News of the World intecettando messaggi in segreteria telefonica e ottenendo accesso a dati personali come bollette ed estratti conto bancari.

I politici del partito laburista hanno chiesto un'indagine sul ruolo della polizia, sui giornali di Murdoch e sul partito Conservatore all'opposizione, che hanno assunto l'ex-direttore del News of the World Andy Coulson come capo della comunicazione nel maggio 2007.

News International, il ramo britannico di News Corp, ha già pagato un milione di sterline per chiudere casi in tribunale con tre persone i cui telefoni erano stati violati, scrive il Guardian.

L'ex-ministro dell'Interno Charles Clarke ha detto che il leader dei conservatori David Cameron, in testa ai sondaggi in vista delle elezioni del prossimo anno, dovrebbe licenziare Coulson.

"Penso che sia oltraggioso. Dobbiamo agire immediatamente", ha detto Clarke alla radio Bbc, aggiungendo che il ministro dell'Interno Alan Johnson deve chiedere un rapporto sul comportamento della polizia.

Reuters
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