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 Shinji piccino..... di Lunadicarta
 
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Affinché il nostro desiderio infinito di giustizia possa essere colmato, occorre un giudice che adempia a queste tre condizioni: essere il signore della Storia; conoscere il segreto dei cuori; e operare per la riconciliazione e non per la distruzione.

Fabrice Hadjadj
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 14/07/2009 @ 12:03:46, in Magistratura, linkato 1259 volte)
Magistratura Democratica



SUL SISTEMA ELETTORALE DEL CSM


La riforma del sistema elettorale della componente c.d. togata all’interno del Consiglio superiore della magistratura è al centro del dibattito politico ed associativo.

Appena qualche giorno fa la stampa nazionale ha dato notizia delle ultime voci di progetti governativi di riforma, che, a quanto è dato sapere, farebbero leva sul sistema del sorteggio per rimediare ai guasti del “correntismo” che incide negativamente sulla vita e l’operato dell’Istituzione.

Magistratura democratica ha sin da subito denunciato l’inadeguatezza dell’attuale sistema elettorale, varato su iniziativa del Governo Berlusconi della XIV Legislatura, che, costruito per indebolire il peso elettorale delle correnti, ha invece consegnato loro un forte ed incisivo ruolo nella selezione delle candidature e nell’orientamento del consenso elettorale.

Pensiamo che sia necessario ed urgente restituire al corpo elettorale della magistratura un significativo potere di decisione, per restituire  pienezza al diritto di elettorato attivo e legittimare nel modo più ampio possibile l’attività consiliare: in coerenza con la sensibilità espressa dall’Associazione Nazionale Magistrati nella sua recente presa di posizione contro l’ipotesi del sorteggio.

Un sistema elettorale capace di rimediare ai gravi inconvenienti che la legge n. 44 del 2002 ha prodotto dovrebbe incentrarsi sulla competizione per liste e programmi, sulla previsione di collegi nazionali per le categorie di eleggibili, sulla attribuzione dei seggi con metodo proporzionale;  in armonia con  quanto avviene oggi per le elezioni degli organi che costituiscono l’articolazione territoriale dell’autogoverno, i consigli giudiziari, che danno rappresentanza indiscussa a tutti i magistrati che hanno preso parte attivamente al voto.

Un modesto numero di sottoscrizioni per la presentazione della lista consentirebbe di non restringere la competizione elettorale al confronto tra le correnti associate e lo strumento proporzionale di riparto dei seggi tradurrebbe fedelmente l’indicazione costituzionale del Csm come organo di garanzia, posto a presidio dell’autonomia e dell’indipendenza di tutti i magistrati.

Un ulteriore accorgimento, volto ad attenuare il peso delle correnti, potrebbe essere dato dalla possibilità dell’elettorato di indicazione di una preferenza all’infuori della lista votata.

In questo modo, semplice e quel che più conta fedele al disegno costituzionale che vuole un Csm rappresentativo non di interessi di categoria ma dell’interesse istituzionale dell’intera magistratura come articolazione autonoma ed indipendente dei Poteri dello Stato, si realizzerebbero gli obiettivi che tutti dichiarano di voler perseguire, senza costruzioni artificiose e macchinose che, già messe in campo con la legge oggi in vigore, hanno dimostrato una completa inadeguatezza al fine.

Magistratura democratica, oltre a denunciare con forza l’incostituzionalità del sorteggio, reclama riforme in grado di garantire l’effettiva rappresentatività di tutta la magistratura, attraverso le quali innanzitutto restituire piena legittimazione all’organo costituzionale di autogoverno.
                                                 
14 luglio 2009

Il Comitato esecutivo di Magistratura democratica
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Di Loredana Morandi (del 14/07/2009 @ 11:14:53, in Redazionale, linkato 1087 volte)



E' con grandissimo piacere che Giustizia Quotidiana, cioè io,
annuncia un ospite d'eccezione sul suo Forum:

La Polizia di Stato !

L'idea nasce per me dall'aver conosciuto e chiacchierato di persona con gli Agenti, che gestiscono l'account "Agente Lisa" su FaceBook. Tramite loro ho anche conosciuto una agente pittrice e sono grata di aver conosciuto una persona impegnata in un lavoro tanto duro, ma che conserva intatto il suo lato artistico.

Così ieri ho scritto al Portale di Polizia di Stato e già oggi mi è pervenuta la risposta positiva.

Sono contenta, davvero !

Potete vedere il nuovo forum con le notizie dalla P.S. di tutta Italia, cliccando qui:

Polizia di Stato
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Di Loredana Morandi (del 13/07/2009 @ 22:54:27, in Redazionale, linkato 1398 volte)



Giustizia Quotidiana non Sciopera


Personalmente mi limiterò ad osservare una giornata di semi silenzio. Perché le cose che voglio dire le dirò adesso ed ora.

Caro Ministro Alfano,

l'Italia non ha bisogno di una legge che modifichi un anticaglia obsoleta come la Legge Stampa, anno domini 1948, perché la stampa stessa non ha mai dedicato alle rettifiche lo stesso spazio di una "prima di copertina", specie se scandalistica ai danni di qualcuno.

Gli italiani di oggi NON hanno la cultura e l'educazione per comprendere il fondamento civile del "Diritto di Rettifica" e qui su web ne godrebbero esclusivamente schiere di avvocatucoli di periferia, prevalentemente già impegnati nella pornografia e nella difesa dei pedofili. Cioè soltanto personcine che già si accompagnano alla criminalità organizzata.

Il web degli operatori dell'anti pedopornografia ha necessità di strumenti agili, che consentano di chiudere e far tacere per sempre quelle voci nate solo per diffamare proprio gli operatori.

E' il caso della piattaforma Blogger.com di proprietà della multinazionale Google, dove sono allocati i blog dell'orrore pedofilo, tutti, compresi gli italiani.

E' il caso dei cloni, siti e blog creati ai danni degli operatori dell'anti pedopornografia, che di per se rappresentano la pubblicazione del reato previsto ai sensi dell'art. 494 del codice penale vigente. Si veda per questo caso il blog che clona il nome di Massimiliano Frassi, presidente della Associazione Prometeo Onlus, a questo link, dove sono pubblicate anche la mia foto e quella di Don Di Noto.

E' il caso di quei siti web, che usano il buon nome di una persona per bene per indicizzare la propria attività commerciale pornografica sui motori di ricerca, ottenendo così il duplice tornaconto di una diffamazione capillare e un page rank altissimo determinato dagli argomenti trattati dalla vittima.

Qui entriamo addirittura nei casi concernenti l'Anti Stato: infatti, il solo caso che riguarda la sottoscritta è quello di una società in nome collettivo di Selargius, provincia di Cagliari, scoperta in perfetto reato di peculato d'uso del server di Università di Napoli, UniNa utilizzato per 4 lunghi anni per il file sharing illegale di ogni tipo di materiale audio video attraverso i chan server e le chat di distribuzione della rete IRC Azzurra.org.

Ancora l'assurdo sconfina nell'azione determinata dalla volontà: l'avvocato della Società s.n.c. imbandì una diatriba sull'inesistente diritto alla Privacy di un Nome Collettivo pubblicato alla Camera di Commercio di Cagliari e tentò di censurarmi, testuale, anche le parole "Stop Pedofilia" stante i suoi clienti, due uomini e una donna, avessero nick name tali da rappresentare in "acronimo" un vero e proprio cartello indicante il pedofilo di gusti omosessuali.

Io stop pedofilia posso ancora fregiarmi di scriverlo, così come dichiarare certa la pubblicazione di un nome collettivo alla Camera di Commercio sulla base dei miei esami di Diritto Finanziario e delle Società, ma come si possa avere il coraggio di dichiararsi giuristi o anche solo uomini dopo aver giocato sui fondamenti del Diritto Societario e sul Diritto fondamentale a Tutela dei Minori e della Vita Umana è ancora da scoprire.

Morale: il parco giochi del sesso di Selargius, provincia di Cagliari, così curato dall'avvocato Giovanni Battista Gallus , nonostante una ulteriore evidenza del reato di stalking così come delineato dalla legge contro la violenza sulle donne, nella associazione del mio nome con la parola sesso ad opera di una comunità commerciale solo pornografica, è ancora online ad indicizzarsi con il buon nome della vittima.

Il mio buon nome.

Loredana Morandi

P.S.
Nel corso di 1 anno io ho fatto cancellare almeno 30 cloni del mio nome, dei nomi delle associazioni che presiedo e dei domini web a me intestati, in violazione dell'art. 494 del codice penale sulle piattaforme WordPress, Flickr, Liquida, Wikio e altre, ed ho perdonato per affetto la principale autrice, che io ho motivo di ritenere raggirata almeno quanto me dai commercianti, i quali infine hanno anche abbandonato la community dei ragazzi.

Tutto è documentabile seduta stante.


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Incomprensioni? Ma se erano ben 4 anni che il sindacato israeliano non pagava la quota alla federazione internazionale!? Antisemitismo? Da quando la parola antisemitismo vuol dire che gli israeliani hanno più diritti rispetto a tutti i giornalisti delle altre nazioni? E da quando semitismo vuol dire gratis? Ma buttateli fuori e basta!!!

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 13 luglio 2009
Prot. n. 166/C

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana trasmette la replica della Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) agli attacchi di alcuni organi di stampa italiani per l’esclusione dai suoi aderenti del Sindacato dei giornalisti israeliano (Nfij) causato dal mancato pagamento delle quote sociali.

IFJ, Assurdo parlare di “boicottaggio”
del sindacato israeliano dei giornalisti

“La Ifj (Federazione Internazionale dei Giornalisti) critica i resoconti di alcuni media italiani (Foglio di sabato, Corriere della Sera di oggi) sull’espulsione della Nfij (Federazione Nazionale dei Giornalisti di Israele) dalla IFJ per il mancato pagamento delle quote associative per quattro anni.
La Ifj afferma che l’espulsione era diventata inevitabile dopo che il sindacato israeliano aveva rifiutato l’offerta di annullare tre anni di debiti e pagare le normali quote per il 2009.
“Parlare di boicottaggio di Israele o di antisemitismo o di motivi politici dietro questa azione è assurdo”, ha dichiarato Aidan White, Segretario Generale della Federazione Internazionale: “il vertice della Ifj sostiene con forza la lotta dei giornalisti della regione, incluso Israele, per mantenere la loro indipendenza di fronte alla pressioni politiche”.
La Ifj ha discusso per anni i problemi con la Federazione Nazionale dei Giornalisti di Israele, che ha protestato per la condanna della Ifj delle azioni del governo israeliano contro i media, inclusi gli attacchi militari ai media in Libano, a Gaza e nella Striscia.
“Le nostre polemiche politiche sono con coloro che minacciano la libertà di stampa – tanto nel mondo arabo quanto in Israele”, aggiunge Aidan White. “Coloro che confondono la nostra campagna contro i governi che mettono nel mirino i giornalisti e i media con obiettivi ideologici distorcono deliberatamente la realtà del ruolo della Ifj nella regione.
“Ciò è privo di senso. La Ifj ha inviato missioni in Israele, ha visitato i nostri colleghi sul campo, e li ha invitati a prendere parte ai nostri incontri”, afferma White: “La Ifj non ha nulla da nascondere ed ha espresso il suo sincero desiderio di porre riparo alla spaccatura con la Nfij, ma siamo un’organizzazione democratica e ci attendiamo che tutti i nostri affiliati rispettino il nostro statuto e paghino le loro quote”.
La Ifj ha messo a disposizione la lettera che ha mandato alla Nuij annunciando la decisione unanime del Comitato Esecutivo Ifj a giugno, ed anche una lettera fatta circolare fra i sindacati membri per spiegare la decisione. Entrambe posso essere lette sul sito www.ifj.org”.


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 13 luglio 2009
Prot. n. 167/C

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, membro del direttivo della Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ) ha dichiarato:

Giornalisti: Siddi (Fnsi) rinnovato impegno
per superare incomprensioni con Sindacato israeliano

“Siamo addolorati per la misura polemica assunta dalla presa d’atto della mancata adesione della Federazione nazionale dei giornalisti israeliani (Nfij) da parte della Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ).
La Fnsi, che fa parte da tempo della Federazione internazionale, è impegnata a creare le condizioni per la revoca di questo provvedimento, per il superamento delle incomprensioni e per affermare le ragioni del dialogo e della piena partecipazione della rappresentanza israeliana. In questo senso ha comunicato alla Ifj la disponibilità a svolgere la propria opera di relazione e rilancio della partecipazione insieme con i Sindacati dei giornalisti statunitensi e olandesi.
Faremo davvero il possibile perché vengano meno le incomprensioni. Tra di noi non ci sono ragioni antiisraeliane e nessun sentimento di questo tipo può essere imputato a dirigenti passati e presenti della Fnsi. Ci sono già abbastanza ragioni di ostilità tra israeliani e parti importanti del resto del mondo, cui non pensiamo affatto di dover concorrere. Come ha sottolineato anche il Papa, nella sua recente visita in Israele, va alleggerita la tensione e a ciò, professionalmente e sindacalmente, ci sentiamo impegnati nell’adesione all’autonomia della nostra condizione di operatori che vogliono poter agire in una situazione di informazione libera e pluralista ovunque, che non deve per forza costruirsi nemici .
Legittimamente, i dirigenti del Sindacato dei giornalisti israeliani Nfij hanno ritenuto di contestare prese di posizione della Ifj, trasformando questi atti nel ritiro dell’adesione. Legittimamente la Ifj, dopo tre anni di mancata sottoscrizione delle iscrizioni, applicando le sue disposizioni statutarie, ha preso atto di un’auto cancellazione di fatto.
La Federazione internazionale dei giornalisti, presente in 123 Paesi nel mondo attraverso Associazioni nazionali di categoria rappresentative di più di seicentomila giornalisti, è chiamata a tenere insieme, anche organizzativamente, molte voci diverse. Linee guida: la libertà, la democrazia e il pluralismo dell’informazione all’insegna del motto “Non c’è stampa libera se i giornalisti vivono in condizioni di corruzione, di povertà, di paura”. Le campagne per la libertà e il pluralismo dell’informazione prescindono dai Governi di qualsiasi Paese, sono contro i regimi e come dimostra in questi giorni l’iniziativa internazionale per libertà di stampa in Iran, cui la Fnsi ha attivamente partecipato anche con manifestazioni tutt’altro che simboliche tenute nella sua sede di Roma.
Ecco perché la Fnsi continua a stare nella Federazione internazionale dei giornalisti con una sua linea di sostegno all’impegno dei giornalisti liberi, all’affermazione di legislazioni nazionali rispettose della libera stampa (condizione sempre riconosciuta in Israele), alla lotta contro le sopraffazioni e contro le violenze nei confronti del giornalismo. La democrazia di Israele, la libertà del popolo palestinese e i suoi diritti nazionali sono beni grandi e delicati, per i quali ci sono ancora troppe sofferenze e non vogliamo alimentarne altre per nessuna ragione. Il nostro lavoro sui terreni della comprensione, del dialogo, dell’amicizia è e resta permanente”.
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Di Loredana Morandi (del 13/07/2009 @ 11:37:05, in Osservatorio Famiglia, linkato 1232 volte)
I precedenti del caso dello stupratore seriale. Seriale, appunto, come il collega famoso, il mostro del Circeo, anche lui in circolazione libero di uccidere per l'errata opinione di uno psicologo.

2009-07-13 19:53

Ecco perché nel'1996 Bianchini fu assolto

ROMA - "Non è imputabile perché al momento dei fatti non era capace di intendere e di volere" dunque "mancano elementi di fatto che consentono ragionevolmente di ritenere probabile che il Bianchini commetta nuovi fatti penalmente illeciti". Dunque: fu colto da un raptus e non è detto che reiteri un tentativo di stupro. Queste le motivazioni della sentenza che nel settembre del 1997 assolse Luca Bianchini, il presunto stupratore seriale di Roma, dall'accusa di tentata violenza ai danni di una vicina di casa.

Una sentenza, quella del gup Antonio Trivellini, che si basò sulla perizia dello psichiatra Giusto Giusti il quale ritenne Bianchini al momento del fatto "persona non in grado d'intendere e di volere". Una perizia complessa, lunga e articolata quella del professore Giusto Giusti, per il quale il pomeriggio dell'aggressione alla vicina, sventata dal figlio di dieci anni della donna, Bianchini fu protagonista "di un episodio psicotico dissociativo": minuti durante i quali si sarebbero "alternati momenti di normalità dello stato di coscienza con momenti di grave riduzione di esso, in un contesto dominato dalla incapacità di resistere all'impulso, dall'incapacità cioè dell'esercizio della volontà".

Lo psicologo Luigi Abbate, poi, evidenziò come Bianchini avesse "una struttura di personalità fragile e caratterizzata da profondi sentimenti di auto svalutazione, vuoto ed inconsistenza interiore". Queste conclusioni furono fatte proprie dal gup che, nelle 15 pagine della sentenza, spiega che "al momento dei fatti il Bianchini era afflitto da uno stato dissociativo acuto" e che questa diagnosi psichiatrica "concorda con quella formulata all'ospedale Sandro Pertini" dove l'uomo fu sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Per il giudice, le conclusioni dello psichiatra dovevano "essere condivise perché confortate dalla diagnosi dei sanitari e sorrette da argomentazioni valide".

Da ciò, non era escludibile che il disturbo dissociativo al momento dei fatti potesse essere considerato "il primo segnale di un disturbo schizofrenico" che potrebbe "di certo rientrare nelle categorie delle infermità psichiche che escludono la capacità di intendere e volere". Conclusioni che furono duramente contestate dalla difesa della donna sostenuta dall'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi.

Il perito di parte, riferendosi all'azione di Bianchini, parlò di "premeditazione, adeguata capacità di progettazione, corretta elaborazione di una strategia di difesa, consapevolezza della natura trasgressiva della propria condotta ed una idonea capacità ad orientare la propria volontà". L'avvocato evidenziò infatti come "il ragazzo per introdursi in casa della vicina simulò di avere fatto cadere una maglietta sul terrazzo". Diversa l'opinione dell'allora difensore di Bianchini, Bruno Andreozzi: "Mi resi allora conto che quello che aveva fatto non era un atto 'criminale', ma un gesto inconsulto e non controllabile. So che poi frequentò un centro di igiene mentale e fece l'esame di maturità".
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Di Loredana Morandi (del 13/07/2009 @ 11:03:41, in Politica, linkato 1970 volte)
E' storia: dalle ramificazioni della 'Ndrangheta si vede Roma attraverso il "dirigibile" dei grembiulini della Massoneria. Cordova è stato il primo in quel di Palmi, poi Luigi de Magistris a Catanzaro. Oggi è il turno del pm Pierpaolo Bruni, al quale faccio i miei migliori auguri di buon lavoro.
Sono colpita dalle indagini su Pecoraro Scanio, ma posso dire che non è affatto difficile associare un Verde alla Massoneria Universale, ed in particolare alla Gran Loggia degli ALAM. Basta mettere piede una sola volta in Italia Nostra, sede nazionale, dove due terzi del personale a stipendio tra segreteria e ufficio stampa è iscritto alla loggia di rito scozzese, che ha sede a Palazzo Vitelleschi, a Largo Argentina in Roma. Tra l'altro i Verdi hanno candidato per anni un ex Venerabile, ex Delegato Magistrale, ex Delegato Regionale (negli anni ne ha fatta di carriera) e scrittore, sempre proveniente dagli A.L.A.M. (antichi, liberi, accettati, muratori). Era ancora vivo il Gran Maestro Franco Franchi, quello che fece la stampata dei suoi iscritti in quel delle indagini sulla P2 e la consegnò alla polizia... Così, tutto è "giusto e perfetto", all'Oriente di Roma di questa povera Italia, ma questo non vuol dire che da massoni si delinqua per forza... anche se qualche volta, in verità, "gli operai non son pagati al tramonto".


2009-07-13 16:06

ENERGIA: FONDI CENTRALE,
INDAGATI PECORARO SCANIO E ALTRI 15


CROTONE - L'ex ministro all'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, dei Verdi, e l'ex sottosegretario alle Attività produttive, Giuseppe Galati, del centrodestra, figurano tra i 16 indagati di un'inchiesta condotta dalla Procura di Crotone su presunte irregolarità nei finanziamenti pubblici erogati per la costruzione di una centrale per la produzione di energia elettrica a turbogas nel comune di Scandale, nel crotonese.

Nella stessa inchiesta risultano indagati anche l'ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, del centrodestra, e l'ex assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Diego Tommasi, dei Verdi. Il pm titolare dell'inchiesta, Pierpaolo Bruni, ha disposto dieci perquisizioni che sono in corso di esecuzione da parte dei carabinieri della Compagnia di Crotone in collaborazione con la guardia di finanza. Tra gli indagati figurano anche vari imprenditori. Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono quelle di associazione a delinquere, concussione, falso, truffa, ricettazione, e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete.

PECORARO: IO ESTRANEO AI FATTI
L'ex ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, appreso dagli organi di stampa di un'indagine della procura di Crotone che lo vede coinvolto, ha dato mandato al suo avvocato Paola Balducci di presentare querela per calunnia "contro chiunque abbia cercato di accostare il suo nome a fatti rispetto ai quali è totalmente estraneo". Pecoraro sottolinea come da ministro dell'ambiente non si é mai occupato di finanziamenti "e meno che meno a centrali a turbogas". L'ex ministro si dice inoltre "a disposizione della procura di Crotone per qualunque chiarimento sui fatti in questione rispetto ai quali, ribadisce, è completamente estraneo".

Ansa
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Di Loredana Morandi (del 12/07/2009 @ 23:35:41, in Magistratura, linkato 1706 volte)
Si dissocia la Confederazione dei Giudici di Pace.

Sciopero dei Giudici Onorari: da oggi a sabato 18 luglio!


L'associazione Nazionale e l'Unione Nazionale dei Giudici di Pace lamentano la mancata riforma della Magistratura Onoraria. Durante le Giornate per la Giustizia i magistrati onorari, Got e Vpo ci hanno raccontato la loro storia: sono di fatto il precariato della Magistratura.

No ferie, no indennità di malattia e per le donne niente congedo di Maternità, la retribuzione dei giudici di pace avviene con il metodo del "gettone" di presenza, una indennità giornaliera che al massimo raddoppia, ma esclusivamente sulla base del tempo effettivo prestato in servizio dal giudice. Senza contributi.

Quello odierno è il secondo grande sciopero di categoria indetto dalla magistratura onoraria, il primo lo abbiamo avuto a metà giugno, ed ha ottenuto una interrogazione parlamentare ad Alfano e la risposta del Ministro. Sono gli uffici giudiziari che comunicano le spettanze al singolo giudice di pace tramite il sistema elettronico GiudiceNet e, a quanto dichiara la nota del Ministro, i gettoni vengono pagati e solo poi attribuiti in carico ai "costi" dei singoli Uffici. Ma, evidentemente, questo sistema non funziona e l'arretrato pende dal 1 gennaio 2009.

Non di solo denaro è fatto lo sciopero odierno: infatti la Feder.M.O.T., nella consapevolezza che le nuove leggi in tema di giustizia penale e civile sempre più spesso ricorrono alle figure professionali della Magistratura Onoraria, chiede l'indizione di concorsi a posti riservati, una equiparazione formale al ruolo della magistratura togata e la facoltà di nominare un delegato presso i Consigli Giudiziari istituiti presso ogni Corte d'Appello in Italia.

Leggi il testo della convocazione dello sciopero del 15 giugno.

Le Associazioni della Magistratura onoraria dichiarano che "inascoltati" dal governo dal mese di ottobre indiranno scioperi a singhiozzo ogni due settimane. La previsione per questa nuova settimana di sciopero, che bloccherà gli Uffici dei Giudice di Pace, è di circa 170 mila processi, che saranno rinviati a nuova data.

di L.Morandi

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Di Loredana Morandi (del 12/07/2009 @ 22:45:24, in Magistratura, linkato 1185 volte)
Inchiesta Mastella, giudice denuncia: pressioni da una collega per archiviazione

L'ex ministro della giustizia: «Di questa storia non so nulla»


NAPOLI (12 luglio) - Pressioni da una collega per ammorbidire la posizione processuale dell'ex Guardasigilli, e neo europarlamentare Clemente Mastella, in cambio di favori al Csm. E' la denuncia di un magistrato dell'ufficio gip di Napoli, Sergio Marotta. Le pressioni sarebbero state fatte nel corso di un incontro avvenuto lo scorso 2 luglio.

Aperta un'inchiesta. Sulla vicenda - secondo quanto riferisce oggi il quotidiano Il Mattino - la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta e un esposto è finito sul tavolo del Csm.

Le «pressioni». «So che sei il gup di Mastella, ti chiedo di proscioglierlo o archiviare la sua posizione» è la frase riferita da Marotta nella sua denuncia al capo dell'ufficio Bruno D'Urso e al presidente del tribunale di Napoli Carlo Alemi.

L'inchiesta sull'Udeur. L'inchiesta in questione è quella sull'Udeur campano che vede imputato con lo stesso Mastella anche la moglie, Sandra Lonardo. Oltre che per loro, il 15 maggio scorso la procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio di una ventina di persone. Nel mirino dell'inchiesta che portò Mastella nel gennaio del 2008 a dimettersi da Guardasigilli, ci sono presunti illeciti nell'assegnazione di appalti e incarichi pubblici.

Mastella: non ne so nulla. In serata è arrivato il commento dell'ex ministro della giustizia di Prodi ed attuale eurodeputato del Pdl: «Di questa storia non so nulla, né come nasce, né come si svolge, per cui no comment».

Il Messaggero

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Di Loredana Morandi (del 12/07/2009 @ 09:35:45, in Redazionale, linkato 1199 volte)




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Di Loredana Morandi (del 11/07/2009 @ 03:15:44, in Sindacati Giustizia, linkato 1552 volte)
I rappresentanti delle magistrature, dell’avvocatura, dei dirigenti e del personale amministrativo, impegnati quotidianamente nel settore-giustizia, nell’esclusivo interesse del buon funzionamento del servizio per il sistema-Paese,

sottoscrivono un


PATTO PER LA GIUSTIZIA
E PER I CITTADINI


proponendo



al Governo un progetto condiviso, che dimostra la possibilità di far funzionare la giustizia in un paese civile e di fornire un servizio rapido ed efficiente, in grado di garantire agli utenti il diritto alla “ragionevole durata” dei processi civili e penali.

PREMESSA

La giustizia è un diritto costituzionalmente garantito per ogni cittadino, ma le condizioni in cui versano gli uffici giudiziari italiani ed il sistema-giustizia nel suo insieme fanno sì che il servizio non possa venire assicurato in tempi brevi e in modo efficace, tanto che si può sostenere che lo stesso diritto alla giustizia sia messo in discussione, a partire dal fondamentale principio di uguaglianza.
Per la prima volta, nel nostro Paese, il 5 maggio 2009 tutte le Associazioni rappresentative degli “operatori” di questo sistema hanno dato vita alla Giornata nazionale per la giustizia, mettendo in evidenza sia il costante impoverimento delle risorse economiche e del personale – in corrispondenza con un aumento dei carichi di lavoro, delle cause presentate e delle sentenze emesse – sia le storture che provocano una ridondanza di procedimenti.
Per giungere ad una seria riforma della giustizia e per migliorare l’assetto della magistratura e dell’avvocatura, si deve partire da un dato fondamentale: la macchina-giustizia deve avere le risorse indispensabili per il suo funzionamento.
I provvedimenti recentemente varati, invece, sono stati improntati soltanto a tagli indiscriminati delle risorse economiche necessarie al funzionamento e alla programmazione delle attività nonché a riduzioni di quel personale che, quotidianamente, cerca di far funzionare le strutture.
Il fatto di attraversare un momento di grave crisi economica non deve far velo alla necessità di intervenire con risorse aggiuntive – come già avvenuto in tutti i Paesi europei più avanzati – su un settore così importante per l’affermazione della democrazia: non è infatti possibile ignorare quanto il cattivo funzionamento della giustizia influisca negativamente sulla nostra economia, sul sistema delle imprese e sull’assetto complessivo della convivenza civile.
E' invero innegabile che la macchina-giustizia oggi non fornisce un servizio efficiente alla cittadinanza: tutti gli addetti al settore – magistrati, avvocati, personale amministrativo e forze dell'ordine – da molti anni lavorano in condizioni di emergenza, in edifici spesso insicuri, con esiguità di mezzi e per svolgere la funzione manca loro, da tempo, non il “superfluo” ma addirittura il “necessario”.



IL PROGETTO DA NOI CONDIVISO DOVRÀ COMPRENDERE


1) l'ammodernamento della macchina giudiziaria, attraverso nuove norme che snelliscano le procedure, come di recente avvenuto per la giustizia amministrativa, nonché un nuovo modello organizzativo che metta al centro l’efficacia del servizio offerto alla cittadinanza;

2) una quantità di personale adeguata e le professionalità necessarie al funzionamento degli uffici;

3) quel giusto riconoscimento professionale che il personale attende da anni e nuove assunzioni programmate nel tempo, in modo da assicurare sia il turn over sia la trasmissione delle conoscenze tra le diverse generazioni di dipendenti;

4) la riforma dell’ordinamento forense per garantire all’Avvocatura un ruolo in linea con la funzione prevista dalla Costituzione;

5) l’istituzione di una magistratura “non togata”, che deve essere resa uniforme e selezionata con rigore all’accesso, garantendo alla stessa dignità ed adeguato trattamento retributivo-previdenziale. E’ molto importante, inoltre, prevedere un sistema di incompatibilità assoluta tra funzione giudiziaria e libera professione, nonché una formazione adeguata ed efficienti strutture logistico-organizzative;

6) un rivisitato assetto della geografia giudiziaria, che – tenendo conto delle esigenze dei cittadini e dei mutati assetti istituzionali– permetta una razionalizzazione degli uffici, garantendone il miglior funzionamento;

7) risorse adeguate per il funzionamento degli uffici, un progetto concreto di informatizzazione – che porti allo snellimento delle procedure attraverso le notifiche telematiche ed il processo telematico completo – ed una appropriata formazione per il personale;

8) la re-internalizzazione del servizio di verbalizzazione nelle udienze nonché del servizio di assistenza tecnica informatica, importanti per ricomporre il ciclo lavorativo garantendo sicurezza.

9) il mantenimento di tutti i servizi all’interno del Ministero della Giustizia e delle altre Amministrazioni di riferimento, svolti da dipendenti interni all’apparato.


Consapevoli che la Giustizia è una priorità per il Paese e per la sua democrazia, desideriamo offrire il nostro contributo per un confronto aperto, che permetta di innovare la macchina e di conservare lo spirito della Costituzione italiana.



Roma, venerdì 10 luglio 2009

Associazione Nazionale Magistrati, Organismo Unitario dell’Avvocatura, Associazione Magistrati Corte dei Conti, Associazione Dirigenti Giustizia, Funzione Pubblica -CGIL, Uilpa-UIDAG, Federazione Lavoratori Pubblici, RdB-Cub, A.N.M.A., C.O.N.M.A, Associazione Magistrati Militari,

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