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 Akiko ... di Lunadicarta
 
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Giustizia! Santa parola, prostituita, derisa dai potenti della terra!

Giuseppe Garibaldi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 15:15:17, in Magistratura, linkato 1532 volte)
Ancora minacce a magistrati. Questa volta in Calabria. Da notare la perfetta sincronia mediatica con le minacce palermitane.
Facebook: Ci scommetto, se fossero stati lasciati proliferare i profili di tanti "capi bastone" queste minacce oggi sarebbero pervenute alla magistratura con la "classica" busta contenente proiettili e anche in forma di comunicato stampa via socialnetwork. Prima o poi vedremo i siti web e i blog, Al Qaeda insegna.

La solidarietà di GQ al dott. Spadaro, al dott. Vitello e al dott. Dominjanni. L.M.

BUSTA CON PROIETTILI A SINDACO

E MAGISTRATI A LAMEZIA


(AGI) - Catanzaro, 5 mag. - Un busta contenente 5 proiettili ed un foglio sul quale erano stati scritti i nomi di 3 magistrati e del sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza e' stata intercettata nei locali del centro meccanografico delle Poste della citta' calabrese.

Il ritrovamento risalirebbe ad alcuni giorni fa, ma la notizia e' riportata stamani sul "Quotidiano della Calabria". Secondo quanto riferisce il giornale, nel foglio erano riportati i nomi dei magistrati Giuseppe Spadaro, presidente della sezione penale del tribunale cittadino; del procuratore Salvatore Vitello, dell'ex sostituto della Dda di Catanzaro Gerardo Dominijianni, ora al tribunale ordinario di Catanzaro, e del primo cittadino, tutti affiancati da una croce.

Del ritrovamento sono stati informati i Carabinieri.

Sulla vicenda indagherebbe la Procura di Salerno, competente per i reati riguardanti magistrati del distretto giudiziario catanzarese.

MINACCE A SINDACO E MAGISTRATI LAMEZIA: REAZIONI

(AGI) - Catanzaro,5 mag. - “L’ultimo atto intimidatorio che ha colpito il Sindaco della citta’ di Lamezia Terme, Gianni Speranza, e’ la chiara dimostrazione che il malaffare e la delinquenza organizzata non ha sopportato la schiacciante vittoria di Gianni Speranza alle ultime elezioni amministrative”. Lo afferma carlo Guccione, segretario regionale del Pd, che aggiunge: “Con Gianni Speranza si vuole colpire la parte migliore di questa citta’ che attraverso l’espressione democratica del voto ha detto chiaramente che non vuole tornare indietro e soccombere sotto i colpi della mafia. Il Sindaco Speranza - dice - nella sua azione amministrativa si e’ sempre distinto per la sua onesta’ e la sua trasparenza, ma soprattutto per il suo grande impegno quotidiano di contrasto a qualsiasi forma di violenza e di sopruso. Speranza rappresenta un riferimento certo non solo per i lametini ma anche per gran parte dei calabresi e delle forze sane che guardano a questa esperienza amministrativa con interesse, ammirazione e sostegno”.

“Le nuove minacce al sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza e ai magistrati Dominjanni, Spadaro e Vitello, ai quali va tutta la mia solidarieta’, sono atti di eversione da parte di una criminalita’ allo sbando, e dunque ancor piu’ pericolosa, che vorrebbe ancora controllare e regolare la vita dei lametini”. Lo ha detto il consigliere regionale ed ex presidente della Calabria Agazio Loiero, invitando “le forze politiche, le istituzioni e i calabresi tutti a fare fronte comune contro l’arroganza della ‘ndrangheta”. “C’e’ di che essere indignati e preoccupati - ha aggiunto Loiero - perche’ sembra proprio che al peggio non ci sia mai fine. Lamezia, grazie all’azione coraggiosa dei suoi amministratori, delle forze dell’ordine e di una magistratura vigile e attenta, ha fatto, in via definitiva, la scelta della legalita’, della trasparenza, della convivenza civile e del progresso, un progetto a cui io personalmente e la giunta regionale da me guidata abbiamo contribuito con convinzione. Chi agisce nell’ombra sappia che indietro non si puo’ tornare, che legalita’ e progresso sono un binomio inscindibile di cui sono certo, sindaco e magistrati oggi nel mirino dei clan, continueranno a garantire senza cedimenti di sorta”. (AGI) Adv
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 15:37:09, in Sindacato, linkato 1213 volte)
Ben detto! Tutti aspettiamo la FNSI. Anche io, che considero D'Alema un leader insostituibile non fosse altro per il suo sincero interessamento sulla questione Palestinese, soprattutto se eviterà come la peste personaggi del calibro di Tarantino.

Massimo! Ma da quando vai a scuola da Tonino???

Lettera22: D'Alema contro Sallusti,
attendiamo reazione FNSI

Cosa sarebbe successo se quelle cose le avesse dette Berlusconi?


Roma, 5 mag. (Apcom) - "Cosa sarebbe successo se a dire 'vada a farsi fottere' a un giornalista fosse stato Berlusconi? Lettera 22 attende con impazienza le reazioni indignate della Federazione nazionale della stampa, del sindacato dei giornalisti Rai e dell'Ordine dei Giornalisti a quanto avvenuto nella puntata di Ballarò di ieri 4 maggio, durante la quale Alessandro Sallusti è stato definito dall'onorevole Massimo D'Alema 'bugiardo' ed accusato di guadagnarsi 'lo stipendio dicendo mascalzonate', dopo di che direttamente invitato 'a farsi fottere'". Lo afferma in una nota Lettera22.

"L'aggressione a colpi di insulti e di 'Io non la faccio parlare' è avvenuta solo perché il vicedirettore de Il Giornale, durante la trasmissione di Floris, ha ricordato a D'Alema, che già in passato ha dimostrato di non tollerare la critica della stampa, la vicenda di 'Affittopoli'. Lettera22 si domanda cosa sarebbe successo se a comportarsi così fosse stato un politico dell'altro schieramento", conclude.
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 16:24:27, in Osservatorio Famiglia, linkato 1228 volte)
Leggevo giusto ieri pomeriggio un articolo sui "riti di passaggio" di uno psicologo. Purtroppo molte cose si stanno capovolgendo. Le mafie assoldano minorenni da sempre, esattamente come le guerre creano i cd "bambini soldato" e come è radicato il loro impiego nel "lavoro nero". Shindler, l'autore della famosissima lista di deportati ebrei da salvare da Aushwitz, ebbe un estremo bisogno delle bambine e dei bambini per la lavorazione di "armi specialistiche". Un escamotage riuscitissimo il suo, perché nel mondo da qualche parte probabilmente c'è un bambino che maneggia pericolosissimi esplosivi.
A mio avviso, quello che per i minori è veramente da combattere è l'anestesia morale e l''annichilimento di una intera generazione. Se pur estremamente discussa, la lettera scuola famiglia e la "punizione della pulizia delle toilettes", concettualmente non è poi così male. L'anestesia si può contrastare anche con la "responsabilità". L.M.

MAFIA: DE FICCHY, MINORENNI
CON RUOLI SEMPRE PIU'ALTI NEI CLAN


Ormai non si limitano più a fare il palo o la sentinella, i minori nelle organizzazioni mafiose rivestono ruoli sempre più alti, commettono omicidi, trafficano in sostanze stupefacenti: l'allarme è stato lanciato da un magistrato, Luigi De Ficchy, procuratore di Tivoli ma per 16 anni alla procura nazionale antimafia, nel corso di un convegno organizzato dalla ong "La caramella buona".

"Ormai la criminalità organizzata, tutta quanta - ha spiegato De Ficchy - tratta i minori alla stregua di adulti, con ruoli conseguenti. Non è raro che minorenni, o persone molto giovani, arrivino ai vertici dei clan. Qualcosa si è visto ad esempio nella guerra tra Scissionisti e clan Di Lauro, nel corso della quale è stato ucciso un quindicenne perché aveva rapinato uno che non doveva essere toccato".

Ed è proprio la camorra, ha precisato, l'organizzazione che maggiormente assolda under 18. Cosa attrae questi ragazzi, cosa li induce a entrare nelle mafie? "Un mondo che dà loro la possibilità di costruirsi un'identità forte. Il senso di appartenenza. E poi la ritualità: la 'ndrangheta affilia persino i neonati, che al momento del battesimo vengono baciati dai membri che recitano delle formule; poi, l'affiliazione iniziale viene confermata a 14 anni, con prove di coraggio a cui il minore viene sottoposto" conclude il magistrato.
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 16:50:20, in Politica, linkato 1430 volte)
In corso un pesante scambio di battute tra Storace e la Mussolini..

Laziogate: Storace condannato a 1 anno e 6 mesi

Condannate anche altre sette persone


ROMA - L'ex governatore della Regione Lazio, Francesco Storace, è stato condannato ad 1 anno e sei mesi di reclusione, assieme ad altre sette persone, nell'ambito del processo nel cosiddetto Laziogate. La sentenza è stata letta questa mattina dal giudice monocratico Maria Buonaventura, della quarta sezione del Tribunale di Roma. Oltre Storace sono stati condannati a 2 anni di reclusione il suo ex portavoce Nicolo' Accame, ad un anno di reclusione per Mirko Maceri, l'ex direttore tecnico della societa' Laziomatica, Nicola Santoro e Romolo Reboa e Pierpaolo Pasqua. Ad otto mesi di reclusione sono stati, inoltre, condannati l'ex vicepresidente del consiglio comunale, Vincenzo Piso, (per il quale il pm aveva chiesto l'assoluzione) e Tiziana Perreca.

Assolto invece Daniele Caliciotti per il quale il pubblico ministero aveva chiesto una condanna ad uno anno di reclusione. Per tutti la pena e' sospesa e il presidente ha concesso le attenuanti generiche. Maceri, Reboa, Storace, Accame e Santori sono stati condannati a risarcire la Lait in sede civile. Inoltre Accame e Pasqua dovranno liquidare in separata sede anche Alternativa sociale. Oggetto del processo, durato tre anni, sono le presunte interferenze al corretto svolgimento delle elezioni regionali del 2005. Per questa vicenda, nel marzo del 2007, patteggiarono la pena davanti al gup del Tribunale di Roma, il collaboratore dell'ex presidente della Regione, Dario Pettinelli (tre mesi di reclusione poi convertita in sanzione pecuniaria) e l' investigatore privato Gaspare Gallo (dieci mesi di reclusione). Fabio Sabbatani Schiuma, predecessore di Piso alla vicepresidenza del consiglio comunale, fu invece prosciolto dalle accuse in sede di udienza preliminare.

"Ho parlato con i miei avvocati: ho deciso di non avvalermi di alcun beneficio o dell'indulto". Lo ha detto il leader de La Destra Francesco Storace, nel corso di un conferenza stampa nella sede del partito convocata a seguito della sua condanna nell'ambito del caso Laziogate. "Se alla fine del giudizio questa sentenza sarà confermata - ha proseguito - me ne vado tranquillamente in carcere, perché gli italiani devono sapere com'é la giustizia. Il carcere - ha aggiunto Storace - è la prospettiva che mi spaventa di meno".
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 16:59:28, in Magistratura, linkato 1797 volte)
Truffa da 34 milioni allo Stato, 10 arresti
Sequestrati beni per oltre 130 milioni


CATANIA -Una presunta truffa allo Stato di circa 34 milioni di euro realizzata con una rete di società italiane ed estere che riuscivano a ottenere finanziamenti pubblici attraverso la costituzione di contact center, aziende che vendono software a clienti del settore televisivo e della telecomunicazione, in Piemonte, Puglia, Calabria e Sicilia è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Catania.

Nell'inchiesta, coordinata dal procuratore capo etneo Vincenzo D'Agata e dal sostituto della Dda Antonino Fanara, sono indagate 11 persone, nei cui confronti i militari delle Fiamme gialle stanno eseguendo un'ordinanza cautelare emessa dal Gip Francesca Cercone.

Il giudice ha disposto anche il sequestro di beni per 130 milioni di euro riconducibili a quattro società e agli indagati, compresa una barca a vela di oltre 20 metri, vincitrice di diverse regate oceaniche e nota per essere stata il set cinematografico del film del 1989 'Ore 10, calma piatta' del regista Phillip Noyce, che aveva tra i protagonisti anche l'attrice Nicole Kidman.

Le indagini della Guardia di finanza di Catania avrebbero permesso di ricostruire l'esistenza di complesso gruppo societario a 'piramide' organizzato con il sistema delle 'scatole cinesi', allo scopo di rendere difficile qualunque tipo di accertamento fiscale e patrimoniale. Complessivamente sono 10 le persone arrestate, a cinque delle quali sono stati concessi i 'domiciliari'. E' attualmente irreperibile un indagato che si troverebbe all'estero. Al centro dell'inchiesta ci sono progetti finanziati dal ministero dello Sviluppo economico per un ammontare di 44 milioni di euro, 34 dei quali circa già concessi, a favore di quattro società: la B2b con sede legale a Catania ma operante a Trapani, la Multimedia planet con sedi a Trapani e Bistritto (Bari), la Multivoice di Lametia Terme (Catanzaro) e la Soft4web di Vibo Valenzia.

Secondo l'accusa la truffa verteva sull'acquisto, con finanziamenti di Stato ottenuti con la legge 488, del 'codice sorgente' di un software di gestione di call center, che secondo la polizia postale di Catania non sarebbe però mai stato utilizzato perché presentava un bug di difficile soluzione informatica e che era prodotto da due aziende che avevano sede all'estero. Le indagini della guardia di finanza avrebbero permesso di appurare l'esistenza di anomale fatturazioni fra 'gruppi' e aziende, che per la Procura di Catania erano soltanto apparentemente estranee tra loro, ma in realtà erano collegate. Con questo sistema, ritiene l'accusa, sarebbe stato possibile "svuotare le cassa dei call center a favore di conti correnti, aperti in banche svizzere e orientali, da società organicamente poste in posizione 'superiore' nella catena di controllo a 'piramide'".

Alcuni dei promotori della truffa, secondo l'accusa, prestavano la propria consulenza alla società fornitrice del software, per il quale avrebbero ricevuto i contributi, affinché fosse utilizzabile almeno a livello dimostrativo per ingannare gli ispettori ministeriali preposti al controllo. Per il procuratore capo D'Agata e il sostituto Fanara, "erano tre degli indagati i veri ideatori e promotori" di quella che i magistrati definiscono "una e vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati tributari e, soprattutto, di truffe ai danni dello Stato con la richiesta e la percezione di contributi pubblici non dovuti".


L'articolo prosegue su ANSA


SISTEMA SOCIETA' A 'PIRAMIDE' - C'é un gioco di società a 'scatole cinesi' al centro della presunta truffa da circa 34 milioni di euro scoperta dalla guardia di finanza di Catania che ha portato la Procura etnea alla richiesta e all'ottenimento di un'ordinanza di custodia cautelare per 11 indagati e al sequestro beni preventivo per 130 milioni di euro. Tutto sarebbe stato creato da tre indagati che sono ritenuti dall'accusa i promotori dell'iniziativa: Ermanno Traverso, di 56 anni, originario di Torino ma residente a Londra; Giancarlo Catanzaro, di 50 anni, originario di Genova ma residente in Svizzera; e Giancarlo Grenci, di 40 anni, originario di Milano ma residente in Svizzera. I primi due sono stati arrestati, il terzo è attualmente irreperibile. Il sistema, secondo, l'accusa è 'piramidale'. Alla base della struttura ci sono le quattro società di contact center che forniscono servizi e software a call center: la B2b con sede legale a Catania ma operativa a Trapani, la Multimedia planet con sedi a Trapani e Bistritto (Bari), la, Multivoice di Lametia Terme (Catanzaro) e la Soft4web di Vibo Valenzia. Le quattro società, secondo la ricostruzione della guardia di finanza di Catania, sono di proprietà al 100% di Amt Italia, srl, che ha sede a Torino, che è controllata al 100% dalla lussemburghese Amt Europa sa. Quest'ultima a sua volta è controllata integralmente da una società di diritto con sede in uno degli Stati 'paradisi fiscali' degli Usa, il Delaware, che ha uffici in Svizzera, che è "gestita" dalla Techne capital Ltd con uffici in Svizzera e Singapore. Le due società 'madri', hanno accertato gli investigatori delle Fiamme gialle, sarebbero state gestite da proprio da Ermanno Traverso e Giancarlo Catanzaro, che sarebbero gli amministratori non soltanto delle società estere ma di 'fatto' i veri controllori di tutta la 'catena' dettando le operazioni di finanziarie di Amt Europa e Amt Italia. E a 'caduta' sulle altre quattro società alla 'base' della 'piramide'. Traverso e Grenci, inoltre, sarebbero anche i fornitori del 'software' incriminato attraverso società a loro riconducibili: la Virinchi international limited, con sede in una fattoria isolata della Nuova Zelanda nonostante abbia un fatturato di oltre 90 milioni euro di cui Grenci è direttore e che è nata da una costola dell'indiana Virinchi consultants del cui consiglio direttivo era componente Traverso; e la Viviobio Ltd di Dublino, creata da Grenci, che cede alla Soft4web prodotti per poche migliaia di euro da una società di Hong Kong, la Dason tecnologies, che gli investigatori ritengono riconducibile a Traverso, che sarebbe stato in possesso di una delega a operare sui conti correnti.


ACCERTAMENTI ANCHE A PHONEMEDIA - Nell'ambito dell'inchiesta 'Call center connection' della Procura di Catania accertamenti tecnici sono stati eseguiti a quella che la guardia di finanza definisce la "collegata galassia Phonemedia, società Raf di Novara", azienda per la quale il 26 aprile scorso il Tribunale di Novara ha disposto l'amministrazione straordinaria e i cui lavoratori senza stipendio attendono la cassa integrazione straordinaria. In particolare indagini nella Raf di Novara sono state eseguite da agenti della polizia postale di Catania che hanno studiato i software al centro dell'indagine, che sarebbero dovuti servire nella gestione dei call center e per le attività di marketing, comprendendone le caratteristiche e le complesse modalità di funzionamento. Agenti della polposta etnea hanno anche eseguito perquisizioni informatiche in vari call center e, secondo l'accusa, sarebbero riusciti a dimostrare che di fatto i programmi non solo spesso non venivano utilizzati nelle varie sedi ma che in alcuni casi i programmi non erano nemmeno funzionanti. In seguito, la Polizia Postale ha svolto le perizie tecniche sul considerevole materiale informatico sequestrato rilevando ulteriori elementi utili alle indagini e recuperando dati cancellati sulle varie memorie.

UN PIANO ANCHE IN ABRUZZO - Realizzare una joint venture in Abruzzo con la Regione dopo il terremoto per ottenere fondi per costruire un centro di ricerca per produrre carburante ecologico, con una formula già sperimenta negli Usa ma rivelatasi assolutamente inefficace, per avere contributi che lo Stato avrebbe speso nella ricostruzione. E' uno dei progetti a cui lavora uno degli indagati dell'operazione Call center connection che è intercettato, nell'aprile del 2009, dalla guardia di finanza. Nella telefonata ascoltata dagli investigatori un uomo rimasto sconosciuto dice che presto avrà "una certificazione americana" che gli permetterà di fare "il primo carburante al mondo bio-degrabile". E che per questo "bisogna fare uno stabilimento che produce la sostanza" e fare aggiungere da un esperto "degli ingredienti che non servono a un cazzo, in modo che nessuno ci capisca nulla". L'uomo spiega all'imprenditore indagato perché la scelta dell'Abruzzo: "per la visibilità con il mondo intero", perché "donando" parte del ricavato sarà più facile "avere le autorizzazioni nell'iter burocratico" ma soprattutto perché "ci vorranno 20 anni per accertare che alla fine è un prodotto di merda...".

GLI ARRESTATI - Sono 10 complessivamente le persone raggiunte dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catania nell'ambito dell'operazione Call center connection per una presunta truffa allo Stato da 34 milioni di euro. La Guardia di Finanza ha arrestato Ermanno Traverso, di 56 anni, originario di Torino ma formalmente residente a Londra; Giancarlo Catanzaro, di 50 anni, originario di Genova ma residente in Svizzera; Giuseppe Benedetto Dellisanti, di 57 anni, di Milano; Matteo Gianni, di 36 anni, di Torino; e Massimo Piermarini, di 45 anni, di Bolzano. I militari delle Fiamme Gialle invece, su disposizione del gip, hanno messo agli arresti domiciliari Gianna Tavella, di 47 anni, di Torino, Andrea Fornasari, di 44 anni, di Ferrara, Vittorio Maruzzi, di 50 anni, di Milano; Giuseppe Battaglia, di 49 anni, di Milano; e Marco Mannucci, di 36 anni, di Catanzaro. Un undicesimo indagato, Giancarlo Grenci, di 40 anni, nato a Milano ma residente in Svizzera, destinatario di ordine di custodia cautelare in carcere, è attualmente irreperibile.
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 17:11:58, in Politica, linkato 2369 volte)
Verdini (PdL) indagato per corruzione
Nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti in Sardegna


ROMA - Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta riguardante un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare i progetti sull'eolico in Sardegna.

Ieri, a Firenze, è stato perquisito il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario presieduto da Verdini. Gli investigatori inviati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Rodolfo Sabelli e Ilaria Calò (aggiungo il nome della pm dalla breve di MF Dow Jones) erano alla ricerca del passaggio di un certo numero di assegni dei quali gli inquirenti intendono accertare la provenienza e la destinazione. In procura c'é un grande riserbo sulla natura delle indagini in corso.

Gli accertamenti su quello che si ritiene essere stato un giro di appoggi e di promesse per favorire alcuni imprenditori sono stati avviati nel 2008 nel quadro di un'altra indagine avviata dalla Direzione distrettuale antimafia. Oltre a Verdini sono indagati, tutti per concorso in corruzione, anche l'uomo d'affari Flavio Carboni, il costruttore Arcangelo Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu, il direttore generale dell'Arpa della Sardegna Ignazio Farris, e un magistrato tributario, Pasquale Lombardi. (Ansa)

Perquisita la banca di Verdini

La Rassegna

Appalti in Sardegna, Verdini indagato per corruzione

Reuters Italia
ROMA (Reuters) - Il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini è indagato per corruzione dalla procura di Roma nell'ambito di un'inchiesta su un presunto comitato d'affari che avrebbe gestito l'assegnazione di una serie d'appalti in Sardegna. ...

Pdl: Verdini indagato per corruzione, nessun interrogatorio in vista

Borsa Italiana
ROMA (MF-DJ)--E' indagato per corruzione dalla Procura di Roma uno dei coordinatori del Pdl, Denis Verdini, nell'ambito dell'inchiesta su un presunto comitato d'affari interessato a una serie di appalti in varie citta' italiane, tra cui quelli per la ...

Perquisita la banca di Verdini

La Repubblica
Dopo Scajola, spuntano altri nomi eccellenti dalle intercettazioni: nel mirino ancora acquisti e mutui. Un filo rosso collega i fascicoli su Carboni ei Grandi eventi FIRENZE - La bufera giudiziaria che ha travolto il ministro Claudio Scajola è soltanto ...

Pdl, Verdini indagato per corruzione

Corriere della Sera
ROMA - Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta riguardante un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, ...

Appalti G8, indagato coordinatore Pdl Denis Verdini

Rainews24
L'inchiesta riguarda appalti per carceri e impianti eolici in Sardegna. Gli accertamenti su quello che si ritiene possa essere stato un giro per favorire alcuni imprenditori sono stati avviati nel 2008, nel quadro di un'altra indagine avviata dalla ...

Verdini indagato per corruzione

Il Tempo
Il coordinatore nazionale del Pdl è stato iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta sull'aggiudicazione di appalti per la realizzazione di carceri e impianti eolici in Sardegna. Il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini è indagato per ...

Appalti in Sardegna, Denis Verdini indagato per corruzione dai pm ...

Adnkronos/IGN
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il nome del coordinatore nazionale del Pdl appare nell'inchiesta riguardante l'attività di un presunto comitato d'affari che coinvolge anche l'imprenditore Flavio Carboni e altre quattro persone. L'indagine riguarderebbe tra ...

Appalti in Sardegna, Verdini indagato

ANSA
(ANSA)- ROMA, 5 MAG -Denis Verdini, uno dei coordinatori del Pdl,e' indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta per appalti in Sardegna. L'inchiesta riguarda presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato in maniera ...

Eolico in Sardegna, indagato Verdini

Alguer.it
ROMA - Un'altra botta per il Governo all'indomani delle dimissioni del ministro Scajola. Ieri (martedì), a Firenze, è stato perquisito il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario presieduto da Denis Verdini. Il coordinatore nazionale del Pdl è ...

DENIS VERDINI INDAGATO PER CORRUZIONE

Agenzia di Stampa Asca
Il coordinatore del Pdl Denis Verdini e' indagato per corruzione dalla Procura di Roma. L'indagine, partita dagli appalti per l'eolico nella regione Sardegna, ha portato i magistrati a effettuare verifiche sui soldi transitati per il Credito ...

Indagato il coordinatore del Pdl Denis Verdini

Nove da Firenze
E' fissata per il 15 giugno prossimo la data d'apertura del processo sull'appalto della scuola marescialli dei carabinieri a Firenze. La vicenda rientra nel filone toscano dell'inchiesta sui grandi eventi e vede coinvolti Angelo Balducci, ...

APPALTI: INDAGATO A ROMA PER CORRUZIONE DENIS VERDINI (PDL)

AGI - Agenzia Giornalistica Italia
(AGI) - Roma, 5 mag. - C'e' anche il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, tra gli indagati a Roma nell'ambito dell'inchiesta su un comitato di affari interessato a una serie di appalti in varie citta' italiane, tra cui quelli per la realizzazione di ...

Denis Verdini indagato per corruzione

SKY.it
Il coordinatore del Pdl sotto inchiesta a Roma. Avrebbe fatto parte di un comitato d'affari che si è occupato di appalti pubblici Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito ...

Verdini viene indagato dalla Procura di Roma per corruzione

4minuti.it
ROMA (5 maggio 2010) - Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Popolo delle libertà, è stato indagato dalla Procura di Roma per corruzione. L'indagine nasce su un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato di appalti pubblici in modo ...

CORRUZIONE: COORDINATORE DEL PDL VERDINI INDAGATO PER APPALTI IN ...

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale
(IRIS) - ROMA, 5 MAG - Il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, è indagato dalla Procura di Roma per corruzione, in riferimento a degli appalti per la costruzione di impianti eolici in Sardegna. La decisione è stata presa dai pm Ilaria Calò, ...

Denis Verdini indagato per corruzione a Roma

NanoPress (Blog)
Denis Verdini è finito nei guai. L'esponente del Popolo della Libertà risulta infatti indagato per corruzione a Roma. Prima il caso che ha riguardato Claudio Scajola, il ministro dello Sviluppo Economico che si è dimesso dal suo incarico istituzionale. ...

Cronaca: Denis Verdini indagato per corruzione

Corrispondenti.net
Denis Verdini è stato iscritto nel registro degli indagati in relazione a un'inchiesta della procura di Roma relativa agli appalti pubblici per i progetti sull'energia eolica in Sardegna. Sul coordinatore del PDL peserebbe l'accusa di corruzione. ...

Appalti in Sardegna, Verdini indagato

euronews
Grecia: tre morti nelle sommosse durante lo sciopero generale. Una ventina di persone intrappolate in un incendio in una banca. Almeno 25 mila in piazza ad Atene contro il piano di austerity (ANSA)- ROMA, 5 MAG -Denis Verdini, uno dei coordinatori ...

Indagato Denis Verdini

ItalyNews.it
Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del PdL, è indagato dalla Procura di Roma per corruzione. E' stato iscritto nel registro degli indagati per l'inchiesta sull'aggiudicazione di appalti, per la realizzazione di carceri e impianti eolici in ...

I pm di Roma a caccia di politici: nel mirino altri 10 parlamentari

il Giornale
L'inchiesta punta a una presunta associazione interessata agli appalti sull'eolico. Intercettato e pedinato il coordinatore pdl Verdini, perquisita la sua banca Inchiesta top secret su politica e affari, atto secondo. Occhio a questi nomi su cui sta ...

Dopo Scajola, anche Verdini è nei guai: perquisita di nuovo la sua ...

Il Salvagente
Il coordinatore del Pdl è già indagato a Firenze per i rapporti con la "cricca". Le colonne portanti del Pdl continuano a tremare. Dopo Claudio Scajola, ora anche un altro pezzo da 90 del partito rischia grosso. Denis Verdini, uno dei tre coordinatori ...

Indagato anche Denis Verdini per l'eolico in Sardegna

PolisBlog.it (Blog)
Non si fa in tempo a registrare un'indagine o una condanna che ne segue un'altra. Questa volta tocca al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, indagato per corruzione nell'inchiesta su illeciti negli appalti pubblici in Sardegna. ...

Inchiesta su mutui e favori: dopo Scajola spunta il nome di ...

Tiscali Notizie
Non c'è solo il nome dell'ormai ex ministro Claudio Scajola nell'inchiesta partita dalla "cricca" dei Grandi Eventi, degli appalti del G8 e della Maddalena. Un'altra indagine, partita da Roma e che si incrocia con la prima, minaccia di fare passare ...

Inchiesta sugli appalti, perquisita la banca di Verdini

Blitz quotidiano -
Dopo Claudio Scajola, la bufera giudiziaria sui Grandi eventi per gli appalti del G8 alla Maddalena colpisce un altro esponente del Popolo della Libertà: Denis Verdini. Già indagato nell'inchiesta della Procura di Firenze sull'appalto della scuola ..
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 17:40:27, in Magistratura, linkato 3266 volte)
Dottor Woodcock a testimoniare ci vada con la moto!

Canteremo per sempre le sue gesta, - sembra dire l'artista Joe Fallisi - a cui mi unisco anch'io, nel veder celebrata la guerra del potere dei soldi contro i poveri e gli artisti.

A Joe, cui ho scritto una lettera di solidarietà, narro una storia conosciuta a pochi. Quella del "piccolo principe", cui il mio bisnonno garibaldino dalla camicia rossa insegnò la bellezza della "Lingua Italiana".

Ebbene, Vittorio Emanuele III era pittore dotato e sublime poeta, amava teneramente la compagna per la vita cui donava sovente mazzolini di violette lasciandoli sul comodino con un breve scritto affettuoso. Chissà se  il piccolo Re nell'animo suo non abbia sperato talvolta di svegliarsi libero e guitto invece di essere il Re suddito di Mussolini, il primo rude fascista, una figura sì inquietante ma fin perdonata dalla storia di mille peggiori fascismi attuali.

Ti sono vicina, Joe, col pensiero.

Un buon lavoro anche al Legale della difesa e al Giudice di Pace di Massa Carrara.

Loredana Morandi
Presidente di Artists Against War Italia
Pronipote del senatore garibaldino Luigi Morandi (battaglia di Mentana)
(calunniata dal web sardo del porno commerciale)

L'Articolo..

Savoia diffamato:
il pm Woodcock testimone


Il processo. Joe Fallisi, anarchico milanese e cantante lirico davanti al giudice di pace. La difesa punta su un colloquio in carcere del principe sulla vicenda dell'isola di Cavallo.

Carrara, 4 maggio 2010 - C'è anche il pm Henry John Woodcock nella lista dei testimoni al processo che vede imputato un anarchico milanese, Giuseppe 'Joe' Fallisi, accusato di diffamazione nei confronti dell’erede di casa Savoia, il principe Vittorio Emanuele (nella foto), figlio dell’ultimo re d’Italia Umberto II. Lo ha confermato ai giornalisti l’avvocato difensore Gabriele Fuga del foro di Milano prima dell’udienza di ieri mattina davanti al giudice di pace Rino Tortorelli.

Fallisi, 61 anni, tenore lirico, con esibizioni anche ne La Traviata al Teatro alla Scala di Milano, è accusato, come recita il capo di imputazione, di aver offeso, in veste di oratore ufficiale di un raduno anarchico a Carrara del 23 luglio 2003, l’onore e la reputazione di Vittorio Emanuele di Savoia accusandolo di essere un commerciante internazionale di armi da fuoco e di aver ucciso il 17 agosto 1978 un giovane tedesco in una darsena dell’isola di Cavallo (Corsica) per futili motivi.
 
Per questa vicenda Vittorio Emanuele venne assolto dall’accusa di omicidio volontario e la giustizia francese lo condannò solo a sei mesi con la condizionale per porto abusivo d’arma da fuoco. Oltre all’ex pm della Procura di Potenza (ora sostituto procuratore al tribunale di Napoli), l’avvocato Fuga ha citato anche gli ex giudici istruttori della pretura di Venezia Carlo Mastelloni e Carlo Palermo della pretura di Trento che negli anni settanta indagarono Vittorio Emanuele per traffico internazionale di armi verso alcuni paesi mediorientali posti sotto embargo (l’indagine fu poi archiviata), il giornalista e scrittore Gianni Barbacetto, Rocco Migliardi, compagno di cella di Vittorio Emanuele quando venne arrestato nel 2006 per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e allo sfruttamento della prostituzione nell’ambito di un’indagine legata al casinò di Campione d’Italia condotta dal pm Woodcock.

Per il reato di sfruttamento della prostituzione il gip del tribunale di Como ha accolto l’istanza di archiviazione mentre per il reato di corruzione (presunte tangenti pagate per ottenere dai Monopoli l’installazione di slot machine) il gup di Potenza, il 23 settembre 2009, ha rinviato a giudizio Vittorio Emanuele.
 
Il sesto teste della difesa è il medico romano Niky Pende, ex marito di Stefania Sandrelli che si trovava all’isola di Cavallo quando morì il giovane tedesco. Vittorio Emanuele che è stato invece citato come teste dal pm, ha chiesto un risarcimento danni di 50 mila euro. L’avvocato difensore Gabriele Fuga ha detto ai giornalisti di aver citato il pm Woodcock perché "durante la permanenza in carcere a Potenza, Vittorio Emanuele aveva parlato col compagno di cella Rocco Migliardi vantandosi di aver fregato i giudici francesi che lo avevano assolto dall’accusa di omicidio volontario. La trascrizione del colloquio, registrato da una microspia — ha precisato l’avvocato Fuga — è importante per la nostra tesi difensiva anche se il giudice di pace di Carrara non l’ha ammessa al fascicolo. Però la testimonianza di Woodcock sarà, a nostro avviso, determinante, per l’innocenza del mio assistito". Giuseppe Fallisi era presente in aula. L’udienza è stata rinviata al prossimo 12 luglio.

Guido Baccicalupi - La Nazione

Una breve per ricordare la vicenda francese e l'operato del pm potentino


WOODCOCK: IL PRINCIPE DI SAVOIA A GIUDIZIO


Ancora guai per Vittorio Emanuele. Il Pubblico Ministero di Potenza Henry John Woodcock ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del principe di Savoia, in relazione all'inchiesta che due anni fa lo portò in carcere. La via per una possibile condanna la provò per la prima volta la Corte d’Assise di Parigi nel 1991.

Allo “sbadato” principe sfuggì un colpo di fucile. Disse che a sparare furono altri. Lui solo in aria. Fu assolto.

Il tenace pm di Potenza stavolta affonda il colpo. Rinvio a giudizio per il principe e non si discute. Le accuse sono pesanti: è accusato di essere stato tra i promotori e organizzatori di una sorta di ''holding del malaffare'', impegnata nel settore del gioco d'azzardo, che avrebbe fatto ricorso ad operazione di corruzione per ottenere specifici ''nulla osta'' dai Monopoli di Stato per l'installazione di videogames.

Alcuni atti dell'inchiesta, inoltre, sono finiti a Parigi. E per il principe di Savoia la situazione ora si complica. Il ministero della giustizia italiano, su richiesta del pm Woodcock, ha, infatti, inoltrato a quello francese alcune intercettazioni che si riferiscono all'omicidio che si consumò nel 1978 in Corsica e che uccise un giovane tedesco. La magistratura francese, allora, scagionò il principe dall'accusa di omicidio preterintenzionale.

Nel carcere di Potenza, invece, Vittorio Emanuele intercettato, disse di quella storia: “Anche se avevo torto, li ho fregati”. Sulla base di queste novità, la magistratura francese potrebbe cambiare idea e riaprire il caso.

[ Pubblicato Venerdì, 4 Luglio 2008 ]
www.lucaturi.it/2008/07/woodcock_il_pri.shtml
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 20:01:56, in Politica, linkato 1279 volte)

Tutta questione di carattere...

Corriere della Sera
MILANO - Un incontro di circa quaranta minuti, durante il quale Giorgio Napolitano ha firmato il decreto in cui si accettano le dimissioni di Claudio Scajola da ministro dello Sviluppo economico e si affida l'interim al premier, Silvio Berlusconi. ...
ANSA -
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 20:08:13, in Magistratura, linkato 1419 volte)
Il giudice Leonardo Guarnotta è il
nuovo presidente del tribunale di Palermo

mercoledì 5 maggio 2010 - 19:37


 E’ stato giudice istruttore del pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e, da oggi, è il nuovo presidente del tribunale di Palermo. Si tratta di Leonardo Guarnotta, ora alla guida del tribunale di Termini Imerese.

Guarnotta, che ha 60 anni ed è di Palermo, è stato nominato dal plenum del Csm a maggioranza; un “verdetto” che ha ribaltato l’orientamento della Commissione per gli incarichi direttivi, che aveva indicato come candidato di maggioranza Giuseppe Biagio Rizzo, presidente della sezione gip al tribunale di Palermo.

Quindici i voti ottenuti da Guarnotta, che è stato sostenuto dai consiglieri del Movimento per la Giustizia, di Magistratura Democratica, di Magistratura Indipendente, oltre che dal vice presidente del Csm Nicola Mancino, dal Pg della Cassazione Vitaliano Esposito e da tre laici di sinistra.

Nove invece le preferenze ottenute da Rizzo, che è stato appoggiato dai consiglieri di Unicost, dai laici del Pdl e dal primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone.

Live Sicilia
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 21:25:05, in Osservatorio Famiglia, linkato 1731 volte)
No, non me ne ero affatto dimenticata. Anzi, informo i miei lettori che "Agente Lisa" sta organizzando un "raduno" dei suoi fan per sabato 15 maggio 2010, alle ore 19.00, presso il Laghetto dell'Eur a Roma.

E io, ci vado, ma questa è una sorpresa.

L'evento via facebook:   1° raduno dei fan di Agente Lisa


Pedofilia: “Giornata nazionale” contro gli abusi


Pedopornografia online: Sono più di 50 le persone arrestate e più di mille quelle denunciate nel 2009 per reati legati allo sfruttamento della prostituzione minorile, alla produzione, commercio, diffusione e detenzione di materiale pedopornografico agli atti di violenza su minori. Dall'inizio di quest'anno ad oggi sono già 26 le persone arrestate e 300 i denunciati. I dati sono stati forniti dalla polizia postale in occasione della ricorrenza della Giornata nazionale contro la pedofilia e pedopornografia.

''Oggi le nuove realtà di internet sono i social network, che consentono forme di contatto, forme di comunicazione anche visive, estremamente semplificate estese a fasce di utenti enormi, con possibilità di scambi di comunicazione estremamente rapidi; si prestano quindi in maniera ottimale a tentativi di adescamento, tentativi di coinvolgere i minori in forme di abusi in evoluzione''. Lo ha sottolineato Antonio Apruzzese, direttore della polizia postale e delle comunicazioni, commentando le insidie della Rete, a margine della tavola rotonda ''Un futuro di sole e d'Azzuro'' tenutasi oggi, a Roma.

"In queste nuove realtà - ha concluso il direttore della polizia postale - noi ci occupiamo come Polizia in generale di tutto il fenomeno degli abusi sessuali. Noi ci occupiamo di tutto ciò che riguarda Internet. È un mondo in fortissima evoluzione che peraltro sta facendo crescere questa forte ansia di sicurezza".

"Man mano che aumentano le potenzialità della Rete, aumentano le occasioni di reato ma è migliorata anche la capacità repressiva", sottolinea Diego Buso, responsabile della Divisione investigativa del Servizio polizia postale e delle comunicazioni spiegando come, da parte degli agenti, "ci sia un'attività di monitoraggio della Rete internet 24 ore su 24".

Sono 570 i siti dai contenuti illeciti finiti nella "lista nera" da quando è stata istituita 3 anni fa, fino ad oggi. Una volta entrati nella black list i siti diventano inaccessibili dall'Italia o dagli altri Paesi che aderiscono al sistema di condivisione e scambio delle black list.

"Dietro lo scambio di file dal contenuto pedopornografico c'è un mercato gestito dalle organizzazioni criminali - dice ancora Busi - oppure canali più riservati, dove il materiale viene scambiato per condividere perversioni, come le violenze su minori".

Difficile tracciare un 'identikit' del pedofilo anche se, secondo Buso, "i reati di violenza e di collezionismo di materiale pedopornografico riguardano soprattutto uomini".

A volte si tratta di autentici 'insospettabili': le indagini, prosegue il responsabile della Divisione investigativa del Servizio polizia postale e delle comunicazioni, "vengono fatte con la massima delicatezza". Le perquisizioni aprono veri e propri "drammi familiari" e nel mirino finiscono anche uomini "sposati e con figli piccoli".

05-05-2010
Polizia di Stato
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