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 rosso lacca ...... di Lunadicarta
 
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Un criminale è un orrore per i giusti, un uomo giusto è un orrore per i criminali.

Libro dei Proverbi 29:27
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Questo caso è paragonato a quello di Elisa Claps, ma forse anche 35 anni dopo è più simile a quello della piccola Denise Pipitone, apparentemente sotto sequestro, o a quello egualmente tragico dei fratellini Francesco e Salvatore Pappalardi, scomparsi nel 2006 a Gravina di Puglia e ritrovati mesi dopo in un pozzo inesplorato durante le prime ricerche. Alla scomparsa di Ottavia la famiglia poté contare sul sostegno di un solo carabiniere di stanza a Montemurro. Solo dopo arrivarono i rinforzi e i cani per le ricerche.  Sembra quasi che la vita umana dei minori conti pochissimo in una fascia della popolazione italiana. Egualmente questi sono tutti casi sui quali grava pesante l'omertà, causa probabile dell'inefficienza immediata delle ricerche. LM

Caso De Luise, medico legale

esamina 'reperti' trovati in un pozzo


Potenza - (Adnkronos) - Ottavia scomparve il 12 maggio 1975. Aveva 12 anni e stava giocando con una cuginetta, poi si è allontanata e da allora è stata inghiottita dal nulla. A Montemurro potrebbe esserci chi conosce la verità perché alla famiglia sono giunte lettere anonime in cui si afferma che la bambina è stata violentata, uccisa e il suo corpo nascosto proprio nel fienile dove si stanno conducendo le indagini

Potenza, 4 mag. - (Adnkronos) - Nuovi accertamenti sono in corso da parte della polizia scientifica di Potenza nell'ambito della riapertura del caso riguardante la scomparsa di Ottavia De Luise, sparita nel 1975 a Montemurro (Potenza) quando aveva solo 12 anni. E' l'altro ''cold case'' di stretta attualita' in Basilicata ed e' stato riaperto sull'onda emozionale e mediatica del ritrovamento del corpo di Elisa Claps, scomparsa a 16 anni nel 1993, i cui resti sono stati ritrovati dopo quasi 17 nel sottotetto della chiesa Trinita' a Potenza. Ieri a Montemurro gli agenti hanno recuperato degli oggetti e dei 'reperti' da un pozzo-cisterna nel fienile di una masseria sulla vecchia strada tra Montemurro e Armento, a poca distanza dalle case di Montemurro. I 'reperti' sono stati assegnati ad un medico legale per esaminarli e cio' fa supporre che si possa trattare di resti umani.

Ottavia, cosi' chiamata perche' era ultima di 8 figli, scomparve il 12 maggio 1975. Stava giocando con una cuginetta, poi si e' allontanata e da allora e' stata inghiottita dal nulla. Nel paese potrebbe esserci chi conosce la verita' perche' alla famiglia nel tempo sono giunte lettere anonime in cui si afferma che la bambina e' stata violentata, uccisa e il suo corpo nascosto. In particolare un anonimo indica precisamente anche il luogo dell'occultamento proprio nel fienile dove si stanno conducendo le indagini. L'area e' delimitata dal nastro in uso alle forze dell'ordine e non si esclude che possa essere posta sotto sequestro.

Le attivita' di indagine stanno ripercorrendo i luoghi in cui la bambina fu vista viva subito prima della scomparsa. Una signora, ancora in vita, dichiaro' 35 anni fa di aver incrociato la bambina sulla via per Armento, vicino alla chiesa del Carmine, e di averle chiesto dove andava, ottenendo per tutta risposta da Ottavia che era diretta alla masseria alla periferia del paese, proprio il luogo dove ora si stanno conducendo le indagini ma che all'epoca non fu perlustrato.
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 19:05:39, in Osservatorio Famiglia, linkato 1680 volte)
Spunta terzo testimone nel caso di Garlasco
Avrebbe visto passare bicicletta nera simile a quella di Stasi


Roma, 4 mag. (Apcom) - Spunta un nuovo testimone nel caso Garlasco: oggi a Mattino cinque Ilaria Cavo presenta un servizio esclusivo in cui viene intervistato un nuovo testimone, Maria Teresa Colombassi, che dichiara davanti alle telecamere di aver parlato insieme a Franca Bermani, testimone chiave del caso, con la signora Brognoli. Quest'ultima, avrebbe confessato loro di aver visto passare, anche lei, una bicicletta nera molto simile a quella appartenente ad Alberto Stasi proprio la mattina dell'omicidio di Chiara Poggi.

La signora Maria Teresa Colombassi racconta che una mattina, al mercato, la signora Brognoli, che non si è mai lasciata intervistare dalle telecamere ed è sempre fuggita, ha confessato a lei a alla signora Bermani che, la mattina dell'omicidio, si stava recando, di mattino presto, dal figlio Giacomo - che abita in fondo a Via Pascoli - la via in cui è stato rinvenuto il corpo di Chiara Poggi, ed ha visto passare una bicicletta nera simile a quella di Stasi. Sarebbero quindi tre le persone ad aver visto questa bicicletta attraversare Via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007.

In ultimo, sempre Maria Teresa Colombassi, insiste sul fatto che bisognerebbe prestare molta più attenzione alla bicicletta, poiché potrebbe fornire dati importanti per lo sviluppo del caso Garlasco e che, se fosse necessario, sarebbe disposta a confermare quanto le è stato detto dalla signora Brognoli davanti ai Carabinieri.


Delitto Garlasco, il PM:
"Omicidio possibile anche prima delle 9:35"


Affari Italiani - Lunedí 03.05.2010 20:15 - "Cio' che si conosce di quanto Stasi ha fatto e' che alle 9:35 ha acceso il proprio computer e' ha guardato fino alle 10:07 alcune immagini erotiche e pornografiche. Dalle 10:17 Stasi ha lavorato sul computer portatile al file della tesi fino alle 12:20 aggiungendo al testo gia' elaborato circa due pagine. Ne consegue che Alberto Stasi abbia avuto il tempo di commettere l'omicidio sia prima delle 9:35 che nell'ultima parte della mattinata, dopo le 12:46".

Lo scrive il Pm di Vigevano, Rosa Muscio, nel ricorso in appello contro l'assoluzione di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. La rappresentante dell'accusa sembrerebbe, quindi, cambiare ancora una volta l'opinione sull'orario in cui la ragazza e' stata uccisa.

Durante le indagini, aveva sostenuto che Chiara fosse stata ammazzata nella prima parte della mattinata, mentre durante la requisitoria, a sorpresa, aveva esposto una ricostruzione diversa, indicando l'ora del delitto nella seconda parte della mattinata, tra le 12:46 e le 13:27. Nei motivi d'appello, la Procura si riavvicina all'ipotesi iniziale e a quella sostenuta dalla parte civile della famiglia Poggi rappresentata dall'avvocato Gian Luigi Tizzoni.



Omicido Garlasco, depositata perizia
 materiale pedopornografico: processo il 24 maggio


Milano - (Adnkronos) - Sembra cadere l'ipotesi di divulgazione di materiale pedopornografico, ma resta dubbia la volontarietà di scaricare quelle stesse immagini

Milano, 28 apr. (Adnkronos) - E' stata depositata la perizia, firmata dagli ingegneri Roberto Porta e Daniele Occhetti, sul materiale pedopornografico trovato nel computer di Alberto Stasi, assolto il 17 dicembre scorso dall'accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco. Sembra cadere l'ipotesi di divulgazione di materiale pedopornografico, ma resta dubbia la volontarieta' di scaricare quelle stesse immagini. L'udienza del processo è fissata per il 24 maggio prossimo, davanti al gup di Vigevano Stefano Vitelli.
Dopo la perizia sul pc di Alberto, il giudice aveva chiesto ulteriori indagini per capire se i file cancellati e ritrovati nell'hard disk, una decina di filmati e una ventina di foto di pedopornografia, fossero finiti per errore nel computer del bocconiano, oppure se fossero stati scaricati volontariamente. Pochi i dubbi che emergono nella perizia e che potrebbero garantire ad Alberto la seconda assoluzione. Dopo il contraddittorio delle parti, spettera' al giudice emettere, probabilmente prima dell'estate, la sua sentenza.

Omicido Garlasco: periti,
Stasi no interessato a tematiche pedopornografia


Milano, 28 apr. - (Adnkronos) - "La conclusione dell'analisi delle numeriche e delle forme di organizzazione non puo' che ritrarre il profilo comportamentale di Alberto Stasi come quello di un soggetto non specificatamente interessato alle tematiche della pornografia minorile e privo delle caratteristiche tipiche di chi fruisce abitualmente di contenuti di tale natura". E' questo quanto si legge nella relazione firmata dagli ingegneri Roberto Porta e Daniele Occhetti in merito al contenuto pedopornografico trovato all'interno del materiale informatico sequestarto ad Alberto, assolto il 17 dicembre scorso dall'accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco.


Un articolo passato per evidenziare un certo interesse (in forma di "scarica barile") nel "criminalizzare" la figura di Chiara.

Il giallo dei siti erotici nel computer di Chiara
Garlasco Gli investigatori: in quelle ore la giovane era al lavoro

I clic dal pc di casa. «Ma non lo usava solo lei»

DAL NOSTRO INVIATO

GARLASCO — C'è un nuovo capitolo nella storia di Garlasco. A pochi giorni dall'inizio del processo con rito abbreviato di Alberto Stasi, accusato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi (e che secondo il pm Muscio potrebbe aver agito per il rifiuto della fidanzata a girare un filmato hard), emerge dagli atti del procedimento un documento con l'elenco degli accessi Internet fatti con il computer della famiglia Poggi. Tra i siti visitati molti (migliaia) sono a sfondo erotico come «Youporn», «Pornotube», «Nuovemozioni.com». Gli investigatori hanno lavorato a lungo a questo aspetto, partendo dalla relazione tecnica che i carabinieri del Ris hanno depositato l'11 dicembre 2007, dopo più di tre mesi di lavoro sul computer di Chiara. E siccome gli allegati di quella consulenza avevano elencato molti dettagli di carattere pornografico è stato fatto uno screening delle consultazioni a luci rosse. Risultato: quasi la totalità dei click sono stati fatti in orari in cui Chiara era al lavoro. Lo conferma anche l'avvocato dei Poggi, Gian Luigi Tizzoni, commentando la pubblicazione della notizia, ieri, sul quotidiano Libero.

Il computer era il solo in casa Poggi ed è sempre stato usato sia da Chiara sia dal fratello Marco, 21 anni. Tutti i collegamenti risultavano con il solo nome di Chiara. E siccome la cronologia delle consultazioni erotiche spesso è frammista a siti che si occupano di ingegneria (la facoltà di Marco) «E' più che lecito dedurre e immaginare che quei siti li consultasse il fratello — rivela un investigatore —. E' maggiorenne e vaccinato. Fa quello che fanno quasi tutti i ragazzi della sua età e non è niente di penalmente rilevante come lo sono invece i siti pedopornografici che consultava Alberto...». «I sospetti su Chiara sono solo fango sull'immagine di una persona morta. Inaccettabile. Anche perché dimostreremo che non è come si vuole far credere», sostiene il legale della famiglia, Gaggi.

E' vero che non in tutti i casi di consultazione dei siti a luci rosse Chiara era al lavoro. Alcuni dei siti, per esempio, risultano visionati fra il 5 e il 13 agosto 2007, quando in casa Poggi c'era soltanto lei. Ma è anche vero che in buona parte quelle consultazioni riguardano negozi-web di oggettistica erotica e orari in cui (stando alle ricostruzioni dell'indagine) Alberto era in compagnia di Chiara. Proprio nei giorni in cui Alberto, rientrato dalla sua vacanza londinese, aveva appena regalato alla fidanzata uno di quegli oggetti. I genitori di Chiara sono amareggiati e arrabbiati. Ora devono proteggere l'immagine della figlia, ma anche difendere il figlio dalla curiosità morbosa.

Il padre si sfoga: «E' giusto scrivere certe cose, quando una persona è morta e non si può più difendere?». Dal Ris fanno sapere che solo due-tre video sono a sfondo pornografico. Gli altri sono film commerciali, anche se erotici, come pellicole di Tinto Brass. Inoltre è stato studiato un lasso di tempo lungo, non solo gli ultimi giorni di vita di Chiara. E come se non bastasse nel caso Garlasco registra anche una lettera anonima spedita per raccomandata al quotidiano locale «La provincia pavese». Dentro la busta sette pagine con un frontespizio dal titolo «Analisi forense intrnet history (l'errore di battitura è originale. Cronologia internet del computer di Chiara Poggi». Poi qualche parola scritta a mano in stampatello minuscolo: «Foto porno, video porno, sexi shop». I dati sono gli stessi del Ris. Ma chi poteva avere accesso a quel materiale? E soprattutto, chi può avere interesse a far passare Chiara come una frequentatrice dei siti porno?

Cristina Marrone - Corriere della Sera 04 aprile 2009
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 19:35:08, in Osservatorio Famiglia, linkato 1346 volte)
E' la rassegna degli orrori. L.M.

Calci e pugni a figlia di 10 anni

Indagati a Padova papa' orco e compagna

(ANSA) - PADOVA, 4 MAG - Per cinque mesi una bimba di 10 anni del Padovano ha subito calci, pugni e vessazioni psicologiche dal padre orco e dalla sua compagna. La piccola e' stata ricoverata in ospedale e il padre, un egiziano di 54 anni e la sua compagna marocchina, sono indagati per maltrattamenti in famiglia. Per l'uomo il gip ha emesso anche un provvedimento di divieto assoluto di avvicinare la figlia, inserita ora in una comunita' protetta.


Consente abusi su figlia, arrestata
Taranto, donna di 46 anni cede bimba tredicenne ad anziano

(ANSA) - PALAGIANO (TARANTO), 4 MAG - Avrebbe consentito abusi sessuali sulla figlia tredicenne: una donna di Palagiano (Taranto) e' finita ai domiciliari. La madre della bimba era consapevole degli abusi e anzi approfittava della situazione. La donna (46 anni) e' accusata di circonvenzione di incapace avendo indotto un anziano (86 anni) a cederle continuamente ingenti somme di denaro, abusando del fatto che l'uomo di fosse invaghito di sua figlia, e di concorso in violenza sessuale e sequestro di persona.


Durante gli abusi intratteneva le bimbe con delle favole o con dei canti

Abusava delle bambine nei bagni della scuola materna,
arrestato bidello a Lecce

Lecce - (Adnkronos) - Le indagini scattate grazie al racconto di una delle vittime. I carabinieri hanno posizionato delle telecamere all'interno dei bagni e lo hanno incastrato
Lecce, 4 mag. (Adnkronos) – Con la scusa di aiutarle, abusava in bagno delle bimbe della scuola materna. Con l’accusa di atti osceni e violenza sessuale aggravata è stato arrestato, su provvedimento del gip del Tribunale del capoluogo salentino Antonio Del Coco, un bidello della provincia di Lecce, M.C.B di 65 anni.
I fatti si sarebbero verificati all'interno di una scuola materna del nord Salento dal gennaio all'aprile 2010. L'uomo, approfittando della sua funzione di bidello mentre assisteva alcune bimbe nell'uso dei bagni avrebbe colto l'occasione per compiere furtivamente atti sessuali.
Le indagini hanno avuto inizio grazie alla famiglia di una delle bimbe che ha denunciato al comandante della stazione dei carabinieri quanto raccontato a casa dalla piccola. Da questo sono partiti i primi approfondimenti da parte della madre che avrebbero fatto emergere un quadro di abusi che coinvolgeva anche altre bambine, con un comportamento dell'uomo che il pm ha definito ''seriale''.
I carabinieri hanno quindi posizionato delle telecamere all'interno dei bagni della scuola grazie alle quali è stato possibile verificare che il racconto era vero. L'uomo ha reiterato i suoi atti, intrattenendo intanto le bimbe con delle favole o con dei canti. Il bidello agiva in maniera subdola e repentina, tale da renderlo difficilmente respingibile da parte delle piccole e da non ingenerare alcuna consapevolezza tra le vittime.


Fece prostituire figli: condannata
Foggia, 11 anni alla madre. Ragazzini ceduti per riti esoterici

(ANSA) - FOGGIA, 3 MAG - E' stata condannata a 11 anni di reclusione una quarantenne, accusata di aver costretto i figli adolescenti a prostituirsi. I due ragazzi di 11 e 15 anni erano stati ceduti ad alcuni clienti per orge durante riti esoterici.La donna costrinse anche la nipote minorenne a prostituirsi. La sentenza e' stata emessa dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Foggia. Sette le persone coinvolte, accusate di violenza sessuale di gruppo e sfruttamento della prostituzione.


Pedopornografia: indagato sacerdote
Scaricava foto porno con minori dal pc della parrocchia

(ANSA) - ROMA, 3 MAG - Utilizzava il computer della parrocchia per collegarsi a Internet e scaricare da un forum foto porno che ritraevano minori. Per questo un giovane sacerdote polacco e' stato indagato dal pm Pollidorio della Procura di Roma, che gli contesta il reato di pedopornografia.
Il prete si sarebbe collegato nel 2006 quattro volte dal pc della parrocchia. A scoprirlo, gli agenti della polizia postale di Torino nel corso di una vasta operazione contro la pedofilia sul web.
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 19:58:53, in Magistratura, linkato 1310 volte)
Auguri di buona competizione al magistrato, che in luglio si batterà contro eccellenti colleghi. Auguri anche a loro, naturalmente. Possibile però che le democratiche "primarie" di MD e Movimento per la Giustizia Art. 3 per la scelta dei propri candidati siano dimenticate piè pari da tutti i commentatori? L.M.

Un giudice, da solo,contro il consociativismo del Csm

Delle tre l’una: o Edoardo Cilenti è un rivoluzionario, oppure un illuso, o un provocatore. A 43 anni, questo giudice della Sezione lavoro del tribunale di Napoli il 3 maggio ha deciso di presentarsi per le elezioni del Consiglio superiore della magistratura, che si terranno il 4 e il 5 luglio. Che cosa c’è di strano? Beh, che Cilenti lo fa DA SOLO, sganciato da ogni corrente. «Sono il primo» dice lui «e la mia è un’iniziativa di rottura. Oggi il sistema elettorale è blindato: le candidature vengono decise a tavolino dalle correnti, il confronto elettorale è modesto».

Insomma, visto che la democrazia è anche una scommessa elettorale, e visto che le correnti della magistratura non hanno alcuna voglia di scommettere, dopo 14 anni di carriera il giudice Cilenti lancia il sasso nello stagno e cerca di opporsi al consociativismo spartitorio, che da troppi anni nel Csm unisce i «partiti» delle toghe (da Magistratura democratica a Magistratura indipendente). Quindi il rebus iniziale è risolto: Cilenti è decisamente un allegro provocatore. A lui, comunque vada a finire, tutti i nostri migliori auguri. Ma vogliamo scommettere che combinerà poco?

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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 20:08:09, in Sindacato, linkato 1089 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana
   

Roma, 4 maggio ’10
Prot. n. 101/c

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

“Lo stillicidio delle minacce e degli attentati ai giornalisti, in particolar modo in alcune regioni del Sud, è diventato ormai una vera e propria emergenza democratica.

I proiettili che sono stati recapitati alle redazioni palermitane di La Repubblica e del Il Giornale di Sicilia con pesanti minacce a giornalisti, magistrati e testimoni di giustizia sono l’ultimo anello di una lunga catena di soprusi e intimidazioni agli organi di informazione. Questo è intollerabile che avvenga impunemente in un Paese civile.

La richiesta, forte e decisa, della Fnsi è, dunque, che polizia, magistratura e gli organi della sicurezza si concentrino da una parte a spezzare omertà e connivenze criminali e dall’altra ad adottare misure capaci di tutelare la libera e serena attività giornalistica dei colleghi fino a che le menti criminali che ordiscono queste minacce non siano finalmente assicurate alla giustizia”. 
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 20:12:37, in Magistratura, linkato 1292 volte)
Magistratura Democratica




Deve suscitare massimo allarme,  forte preoccupazione e sincero sdegno,  l'esplicita minaccia rivolta oggi nei confronti dei colleghi Di Matteo, Ingroia e Lari.

Lo scritto anonimo li definisce "tumori generati da un eccesso di ruoli all'interno del nuovo sistema di poteri": sono invece uomini coraggiosi che hanno messo le loro vite a disposizione del Paese, per contrastare il fenomeno mafioso proprio là dove manifesta la sua maggior forza.

Noi siamo al loro fianco, per sostenerne l'azione e per esprimere la nostra gratitudine.

Claudio Castelli   e   Rita Sanlorenzo
Presidente e Segretario di Magistratura democratica
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 20:24:43, in Politica, linkato 1279 volte)
MAFIA: NANIA (PDL): CONDANNA SENZA SE E SENZA MA


"I messaggi intimidatori vanno sempre condannati senza se e senza ma. L'idea che si possa arrivare a minacciare e ad intimidire dei pubblici ministeri, dei giornalisti o quanti lavorano e si espongono in prima persona è inaccettabile. A loro va tutta la mia solidarietà".  Lo dichiara il vice Presidente del Senato, Domenico Nania, in riferimento alla busta con proiettile e messaggio intimidatorio inviata alla  'Repubblica' di Palermo contro i pm antimafia Ingroia, Di Matteo, al procuratore Lari, a Ciancimino, al pentito Spatuzza e ai giornalisti Santoro e Ruotolo.


MAFIA: FINOCCHIARO, FERMA CONDANNA E SI FACCIA PIENA LUCE


"E' da condannare con fermezza il grave messaggio intimidatorio recapitato alle sedi palermitane de La Repubblica e de Il Giornale di Sicilia e che rivolge gravissime minacce a magistrati, collaboranti, testimoni e giornalisti evidentemente ritenuti 'scomodi' dalla mafia". Lo dichiara la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro in merito alla busta con proiettile e messaggio intimidatorio inviato ai due quotidiani contro i pm antimafia Ingroia, Di Matteo, il procuratore Lari, il collaboratore di giustizia Ciancimino ed il pentito Spatuzza e ai giornalisti Santoro e Ruotolo.
"E' chiaro che messaggi tanto meschini mascherano una grande debolezza da parte di chi li pensa. Si tratta però pur sempre di fatti molto gravi di cui spero vengano al più presto svelati gli autori".


Mafia: Calipari, “Silenzio e indifferenza rendono forti i criminali”

La vicepresidente dei deputati PD: solidarietà ai giornalisti e ai pm minacciati

“Due buste con proiettili e con nuove minacce a magistrati, giornalisti e collaboratori di giustizia sono state recapitate al "Giornale di Sicilia" e alla redazione palermitana di "Repubblica". Nelle lettere contenute nei plichi si fa cenno, secondo le informazioni stampa, a operazioni a sostegno della nostra democrazia" e vengono presi di mira i magistrati Antonio Ingroia, Sergio Lari e Nino Di Matteo,e i giornalisti Michele Santoro e Sandro Ruotolo. Vengono citati anche Massimo Ciancimino ed il pentito Gaspare Spatuzza. E’ un segnale grave che ci porta a dire come sia importante anche una scorta mediatica verso chi fa antimafia anche nel mondo della comunicazione come succede alla giornalista del Mattino Rosaria Capacchione più volte vittima di intimidazioni da parte della Camorra. E’ il silenzio e l’indifferenza a rendere più forti i criminali, non le fiction o i libri che non piacciono a Berlusconi”.

Lo dice Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del PD.

Roma, 4 maggio 2010


Mafia: Garavini (Pd), vigliacca intimidazione contro magistrati e giornalisti


''E’ una vigliacca intimidazione contro chi afferma con il proprio esempio la cultura dell’antimafia e della legalità”.  Lo ha detto Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione Antimafia, dopo aver appreso dell’invio di proiettili e messaggi intimidatori alle redazioni di Palermo de Il Giornale di Sicilia e La Repubblica, contro Michele Santoro e Sandro Ruotolo, i magistrati Antonio Ingroia, Nino Di Matteo e Sergio Lari, e anche contro Massimo Ciancimino ed il pentito Gaspare Spatuzza.

“Esprimo la solidarietà dei componenti Democratici dell’Antimafia alle redazioni e ai magistrati colpiti da questo gesto di vile prepotenza da parte di chi teme l'azione repressiva dello Stato e la libera informazione sulla mafia e i suoi rapporti con la politica e l'economia''.

Roma, 4 maggio 2010


MAFIA: PROIETTILI A QUOTIDIANI; GARRAFFA (PD), GESTI DI MATRICE MAFIOSA


"Ai magistrati e ai giornalisti va la mia solidarietà nella consapevolezza che sapranno rispondere con la loro eccellente professionalità, con il loro continuo impegno a questi ulteriori gesti di viltà di matrice mafiosa".  Lo dichiara il senatore Pd Costantino Garraffa, della  commissione parlamentare antimafia, commentando la notizia dell'invio di proiettili a magistrati e ai giornalisti di Repubblica, Giornale di Sicilia e Annozero.

Roma, 4 maggio 2010


MAFIA: LUMIA (PD), VILE TENTATIVO DI INTIMIDIRE MAGISTRATI E GIORNALISTI


Palermo, 04 maggio 2010 – “È il vile tentativo di intimidire l’azione repressiva dello Stato, che in questi anni ha ottenuto grandi risultati e il giornalismo libero, che informa l’opinione pubblica sui fatti di mafia, sulle collusioni con la politica e l’economia. Ai giornalisti e ai magistrati va la mia piena solidarietà per l’importante lavoro antimafia che svolgono con professionalità e senso civile”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia in riferimento alla busta con proiettile e messaggio intimidatorio inviato a due quotidiani (Giornale di Sicilia e la Repubblica) contro i pm antimafia Ingroia, Di Matteo, il procuratore Lari, il collaboratore di giustizia Ciancimino ed il pentito Spatuzza e ai giornalisti Santoro e Ruotolo.
“È evidente – aggiunge Lumia – che la mafia ha i nervi scoperti e lancia messaggi intimidatori perché ha paura che magistrati, collaboratori di giustizia e giornalisti possano svelare verità scomode ed eclatanti”.

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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 09:38:32, in Magistratura, linkato 1356 volte)
Solidarietà a
Ingroia, Lari e Di Matteo


L'autrice di questo blog esprime la più sincera solidarietà ai magistrati minacciati ieri con la lettera che ha recapitato dei proiettili di kalashnikov (kałasznikow, correzione ricevuta) alle redazioni di alcune testate palermitane.

In questo momento storico la magistratura è gravemente avversata dal fronte dei media, ma nessuna trasmissione e nessuna testata giornalistica brilla per una coesione vera agli obiettivi di giudiziari e alle vertenze sindacali del comparto Giustizia.

Le minacce ricevute dai magistrati sono gravi, gravissime ma stranamente improntate ad una conoscenza più che "televisiva" della cronaca e della politica locale. Da far sembrare ininfluente il "fatto reato" mafioso.

Confido nella saggezza dei signori magistrati, soprattutto quelli minacciati, nel non prestare il fianco a strumentalizzazioni di ogni sorta che potrebbero pervenir loro dai media e dai socialnetwork.

Facebook, in particolare, è il regno della grande mistificazione. Alcuni dei gruppi che oggi propugnano solidarietà alla magistratura sono retti da persone variamente aggregate, tra i quali segnalo anche alcuni dichiarati truffatori, clonatori di nomi, propugnatori della cultura della pedofilia in rete e altri che agiscono come veri istigatori alla violenza.

Sconsiglio soprattutto le persone che io stessa, ingannata e raggirata con un falso nel corso dei convegni per la Giustizia 2009, ho presentato alla magistratura.

L'uso e l'abuso della buona fede di giornalisti (numerosi tra gli sfruttati professionalmente, non pagati o pagati in nero e tra i licenziati senza giusta causa) è consueta tra chi batte bandiera di Italia dei Valori in meridione, così nasce il "partito dei giudici" ma non ha neppure la cultura dei "girotondi" e non ha lo stesso carisma giuridico.

Una preghiera per la vostra sicurezza:

Non affidate le vostre "Agende" a chi "ruba" le agende dei giornalisti e dei lavoratori.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 15:07:44, in Magistratura, linkato 1429 volte)
Giustizia, Castelli (Md):
Fini non può avallare il Lodo Alfano
 

Roma, 5 mag (Il Velino) - “Se Fini pone al centro del dibattito politico la legalità non può avvallare una legge in conflitto col principio di uguaglianza fra i cittadini”. Così, nel corso d...

Castelli giudica perlatro incostituzionale anche il legittimo impedimento. “La valutazione spetta alla Corte Costituzionale - dice -, ma sono assolutamente convinto che il legittimo impedimen...

"Secondo noi – continua Castelli nell'intervista di Klaus Davi - il primo rimedio sarebbe ridurre il campo del penale, i dati riferiscono che in Italia abbiamo il doppio dei reati della ...

Nel corso del talk show diretto da Klaus Davi, il presidente di Magistratura Democratica Claudio Castelli, ha precisato inoltre come l’idea di un pubblico ministero “controllato” ...

A seguire i link alla puntata via YouTube


 
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 15:12:06, in Magistratura, linkato 1440 volte)
Csm, Mancino favorevole a
ripristino commissione antimafia
 

Roma, 5 mag (Il Velino) - La richiesta di alcuni consiglieri, esponenti di varie correnti dell’Associazione nazionale dei magistrati, di ripristinare all’interno del Consiglio superiore della magistratura la commissione antimafia non viene scartata dal vicepresidente Nicola Mancino.

Nel corso del plenum, infatti, Mancino ha solidarizzato con alcuni piemme di Palermo e Caltanissetta che nelle ultime settimane hanno ricevuto minacce ed ha accettato l'idea di un "intervento non episodico" dell'Organo di autogoverno della magistratura. Sarà comunque la sesta commissione del Csm a valutarne la necessità inserendola con ogni probabilità nella relazione che sta preparando per il Parlamento sullo stato degli uffici giudiziari nelle regionali meridionali.

 
(vum) 5 mag 2010 12:24


MAFIA: DOPO MINACCE A PM,

CSM PENSA A RIPRISTINO ANTIMAFIA


Dopo le minacce ai pm siciliani, il Csm pensa al ripristino di una sua commissione antimafia. E' quanto emerso in un breve dibattito al plenum del Csm, aperto dalle dichiarazioni di "solidarietà e incoraggiamento" del vicepresidente del Csm Nicola Mancino ai pm di Palermo e Caltanissetta.

"Siamo certi - ha detto tra l'altro Mancino - che questi valorosi giudici, in prima linea nella lotta contro la criminalistà organizzata, non si faranno intimidire e proseguiranno con rinnovata energia e competenza nelle indagini loro affidate".

Dell'ipotesi di ripristinare la commissione Antimafia, presente nelle passate consiliature, sta ragionando la sesta commissione di palazzo dei Marescialli che inserirà questa sua proposta nella relazione che sta preparando per il Parlamento e che riguarda la situazione degli uffici giudiziari del Mezzogiorno più esposti nella lotta alla criminalità organizzata.

La proposta di tornare ad una commissione ad hoc sulla criminalità organizzata è stata rilanciata nel dibattito dal togato di Magistratura democratica Livio Pepino, secondo cui in questo modo il Csm potrebbe fare "un intervento non episodico" sugli uffici giudiziari più esposti nella lotta alla mafia.

"Quello che sta accadendo a Palermo e Caltanissetta è molto più pericoloso di quel che appare - ha detto tra l'altro Pepino - si persegue l'isolamento di quei magistrati che sono ritenuti dotati di un accanimento particolare".

La questione è stata poi ripresa dallo stesso Mancino, che ha assicurato che già il 6 maggio porrà il problema al comitato di presidenza del Csm. Oltre al ritorno della commissione Antimafia, è stata anche proposta dalla togata di Magistratura democratica Ezia Maccora, una visita a Palermo del Csm.

Maccora ha espresso allarme per "l'escalation" delle minacce ai magistrati nei territori più esposti alla criminalità organizzata e ha sottolineato come le istituzioni debbano "essere sempre presenti" in quelle realtà. A favore di una visita a Palermo, ma anche a Caltanissetta si sono espressi anche i consiglieri Dino Petralia (Movimento per la giustizia), secondo il quale le minacce colpiscono i magistrati che hanno riaperto le indagini sulle stragi di Capaci e di Via d'Amelio, e Francesco Mannino (Unicost), per il quale il Csm con la presenza deve far comprendere la propria "vicinanza" ai magistrati.

La Rassegna

MAFIA: DOPO MINACCE A PM, CSM PENSA A RIPRISTINO ANTIMAFIA

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MAFIA: MANCINO, SOLIDARIETA' CSM A MAGISTRATI MINACCIATI

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MAFIA: CSM, POSSIBILE RICOSTITUZIONE COMMISSIONE AD HOC

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