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 .. solar eclipse ..... di Lunadicarta
 
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Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, quanto il silenzio spaventoso delle persone oneste.

Martin Luther King
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/04/2010 @ 13:33:29, in Sindacati Giustizia, linkato 1415 volte)
LA MATEMATICA NON E' IL LORO FORTE



La pubblicazione fatta dalla RdB P.I.delle tabelle sugli effetti economici dell’eventuale entrata in vigore del contratto integrativo ha suscitato reazioni scomposte tra i firmatari.
Ci accusano di mentire e di aver elaborato ad arte le nostre tabelle eppure “non abbiamo dato i numeri” ci siamo limitati a mettere a confronto: quanto percepito sino ad ieri in media come fondo di produttività collettiva e i benefici economici derivanti dall’eventuale applicazione del nuovo contratto integrativo, nulla di più.
Avremmo voluto sbagliarci sui calcoli delle nostre tabelle, ma così non è.
In allegato il volantino da affiggere in ogni bacheca

Saluto Tutti
Pina Todisco


La matematica non è un opinione
ma una scienza esatta !



La pubblicazione fatta dalla RdB P.I.delle tabelle sugli effetti economici dell’eventuale entrata in vigore del contratto integrativo ha suscitato reazioni scomposte tra i firmatari.
Ci accusano di mentire e di aver elaborato ad arte le nostre tabelle eppure “non abbiamo dato i numeri” ci siamo limitati a mettere a confronto: quanto percepito sino ad ieri in media come fondo di produttività collettiva e i benefici economici derivanti dall’eventuale applicazione del nuovo contratto integrativo, nulla di più.
Avremmo voluto sbagliarci sui calcoli delle nostre tabelle, ma così non è.
Per i centometristi della firma questa verità fa male e la pronta, giustificata e legittima reazione dei lavoratori li ha indotti a reagire arrampicandosi sugli specchi.
Tra coloro che contestano i nostri dati una forza sindacale non pubblica quali sarebbero secondo loro i conti esatti; l’altra pubblica dati simili ai nostri, dimenticando di detrarre però, come correttamente  ha fatto la RdB l’11 % dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori.
Come se non bastasse, è davvero il caso di dire artificiosamente, per tentare di pareggiare i conti con il perduto FUA ha calcolato su 19 mensilità anziché, come sarebbe giusto, su tredici gli arretrati che eventualmente si percepirebbero.
Anche l’indicazione del mese di luglio, data probabile in cui secondo questa sigla sindacale si percepirebbero gli arretrati, è molto ipotetica . Infatti al momento l’ipotesi di contratto è ancora ferma alla Funzione Pubblica e qualora passasse indenne da tutti i controlli e fosse sottoscritto definitivamente ci sarebbe da completare tutto l’iter burocratico fissato per la procedura: fatta di domande, titoli e graduatorie. Senza contare eventuali ricorsi.
Allo stato dell’arte nulla è certo meno che mai gli impegni assunti dall’Amministrazione riguardo all’ aumento delle risorse economiche del FUA, ai passaggi economici futuri, alle assunzioni promesse nel documento di programmazione economica e finanziaria ecc... ecc…
Al momento tutte queste cose sono parole, soltanto parole. I fatti al contrario ci dicono che da tre anni non ci sono interpelli per i trasferimenti, delle assunzioni neanche l’ombra, le condizioni di lavoro peggiorano di giorno in giorno, il salario è sempre più magro e le somme che per un decennio abbiamo percepito nel mese di luglio, grazie all’impegno e alle lotte di RdB, allo stato sembrerebbero perdute.
Questo è il quadro portato a conoscenza dei lavoratori da questa O.S. e lo sforzo è stato quello di informarli sulle conseguenze economiche e professionali derivanti dal nuovo ordinamento professionale.
In questo contesto dove i governanti di turno hanno posto in essere processi più o meno striscianti di privatizzazione dei servizi pubblici, è innegabile l’impegno profuso dalla RdB P.I. per arginare la profonda involuzione cui sta precipitando la Pubblica Amministrazione.
La Giustizia non esce indenne da questi progetti di smantellamento e acquisire il consenso dell’opinione pubblica, attraverso l’opera di sciacallaggio sui fannulloni oltre che annientare le resistenze dei lavoratori con l’applicazione della legge Brunetta serve ad accelerare i processi in atto.

Fermiamoli, la RdB P.I. è con te

Roma, 09 aprile 2010
RdB P.I. . coordinamento Giustizia
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Di Loredana Morandi (del 09/04/2010 @ 14:10:48, in Magistratura, linkato 1329 volte)
Riporto da Facebook l'articolo in cui il procuratore aggiunto Armando Spataro risponde allo scritto di Bruno Tinti di lunedì, che trovandomi "candida lettrice" mi aveva così "sorpresa". Su Il Fatto quotidiano commerciale faccio mia la risposta metereologica di Trilussa: "Piove", soprattutto in questi giorni in cui si parla di preti e pedofili, i cui articoli sono tutti indirizzati dalle organizzazioni "laiche" pro pedofilia in rete, e/o scritti da due degli autori più in voga ed acquistati tra i pedofili. E' mia opinione, infatti, che la magistratura debba essere tutelata. L.M.


Csm, il sorteggio indegno

Affidare la rappresentanza dei magistrati alla dea bendata significa ridurre l'organo di autogoverno a una bocciofila, piuttosto si cerchi di contrastare le derive corporativiste.

di Armando Spataro (*)

E dunque il lettore appassionato del Fatto ha appreso lunedì che Bruno Tinti la pensa come il ministro della Giustizia Alfano. Anzi, che è stato il precursore e che rivendica il diritto di primogenitura di uno dei progetti di riforma del Csm. Ci sarà tempo di parlare di altre criticabili proposte come quelle di alterarne la composizione e di creare una sezione disciplinare esterna al Consiglio stesso. Ma ora parliamo del possibile sorteggio dei suoi componenti. Chi sostiene tale tesi parte da un assunto largamente condiviso: le correnti dell’Anm sono il male assoluto e ne va stroncato il potere che si manifesta proprio nel momento del rinnovo quadriennale del Csm. Le correnti, infatti, designando i loro candidati nelle consultazioni previste dalla legge e dalla Costituzione e ottenendone l’elezione nella proporzione risultante dal voto dei magistrati, finiscono con l’occupare il Consiglio nella misura di due terzi (mentre l’altro terzo è di nomina parlamentare) e di conseguenza con il gestire in base ad accordi spartitori tutte le funzioni e le competenze consiliari. A partire dalla nomina dei dirigenti: uno a noi, uno a voi e la prossima volta pure!

Dunque, ha detto Tinti prima di Alfano, bisogna disarticolare il potere delle correnti che tracima anche nell’occupazione dei ruoli di vertice dell’Associazione e nelle carriere parallele dei magistrati fuori ruolo, cioè quelli destinati al ministero della Giustizia e ad altri incarichi. Ma poiché sembra impossibile convincere i magistrati a votare candidati che diano garanzie di irreprensibilità (forse, deve dedursi, perché non ne esiste alcuno), non resta che togliere alla magistratura italiana il diritto di voto. Come? Semplice, procedendo al sorteggio dei futuri componenti del Csm così da ottenere, con l’aiuto della dea bendata, un esercizio delle funzioni consiliari efficiente e super partes. Qui, però, le strade del ministro e del Tinti divergono a causa di un piccolo ostacolo: l’art. 104, comma 3, della Costituzione prevede che i magistrati eleggano i loro colleghi componenti del Csm. Certo si potrebbe cambiare la Costituzione ma, come si sa, l’iter prevede tempi lunghi.

Ecco allora che si manifestano due diverse scuole di pensiero per conciliare precetto costituzionale e guerra alle correnti. I consiglieri del ministro Alfano pensano che si potrebbe procedere prima al sorteggio di un certo numero di magistrati (50,100,200?) e poi, entro questo gruppo di fortunati, consentire l’elezione dei 16 togati previsti dalla legge. Ma, osserva Tinti, questa potrebbe essere una scelta incostituzionale perché non pare che il diritto di voto possa soffrire limitazioni. Dunque, meglio sarebbe che le correnti organizzassero il sorteggio dei 16 magistrati e poi impegnassero tutti a votarli. La soluzione proposta da Tinti, insomma, si fonda sullo stesso esercizio del potere correntizio che vorrebbe contrastare e prevede che circa 9000 magistrati (vuoti d’organico permettendo) votino passivamente coloro che viene loro ordinato di votare. Francamente,non riesco ad immaginare una proposta più lesiva della dignità dei magistrati italiani di quelle legate alla possibilità di sorteggiare – direttamente o indirettamente – i componenti del Csm. Si tratta di una visione “istituzionale” non solo contraria alla Costituzione, ma anche miope nella misura in cui attribuisce all’Associazione magistrati la natura di un “sindacato” (come Tinti dice espressamente), ignorando le ragioni della sua nascita e la sua storia nobile che la portò ad autosciogliersi durante il fascismo. Ed è una visione inadeguata al livello costituzionale del Csm che si vorrebbe deputato a compiti burocratici e di ordinaria amministrazione (trasferimenti e nomine innanzitutto), esattamente come volevano i padri della Bicamerale di infausta memoria.

Rita Sanlorenzo
, segretaria di Magistratura democratica, ha invece già ricordato che “il modello realizzato dai Padri costituenti ha consapevolmente fondato il sistema di autogoverno su una forte rappresentatività del corpo della magistratura, un modello che ha fino ad oggi tenuto, nonostante i numerosi interventi sul sistema elettorale (5 riforme in 50 anni). Modificarlo, magari per abbracciare ipotesi di evidente stampo reazionario come quella del sorteggio dei componenti del Csm, porterebbe ad annullare questa rappresentatività e dunque ad abolire il sistema di governo autonomo [...].

Il fatto che proprio su questo carattere si voglia intervenire, agendo periodicamente sui sistemi elettorali, è il segno di quanto l’obiettivo reale sia la capacità del Consiglio di essere davvero rappresentativo e per questo autorevole nella difesa della magistratura verso l’esterno”. Non è difficile spiegare in cosa consiste la “rappresentanza” della magistratura che è alla base del sistema di autogoverno se solo si accetta l’idea, certo non blasfema, che i magistrati abbiano il diritto di interloquire sul funzionamento della giustizia, sulla sua organizzazione, sulla difesa della propria indipendenza: è meglio nominare un dirigente più anziano o uno più dinamico e capace (vecchio tema di discussione)? È meglio privilegiare la specializzazione o la pluralità delle esperienze professionali? È giusto organizzare corsi di aggiornamento professionale aperti alle esperienze esterne alla magistratura? O è meglio evitarlo? In che senso interpretare la possibilità di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale ecc.?

E, passando alle valutazioni dei disegni di legge, si deve accettare la pretesa – pure negata dagli interventi degli ultimi due capi dello Stato – che il Csm resti silente sui progetti di riforma della giustizia se non interpellato dal governo? Questi e altri possibili interrogativi si materializzano all’atto del rinnovo del Csm perché è logico che, al momento di eleggerne i componenti , il magistrato elettore che intenda esprimere un voto consapevole voglia conoscere le opinioni e i programmi dei candidati. Ed è altrettanto logico che costoro, per presentarsi agli elettori, si aggreghino per omogeneità di vedute e che vogliano rendersi riconoscibili con un programma, una sigla. Sono le regole fondamentali della democrazia. E la democrazia non riguarda solo il Parlamento, riguarda anche l’elezione dei comitati di quartiere. Ecco perché all’interno dell’Associazione magistrati si sono formate le tanto vituperate correnti: luoghi di aggregazioni ideali, delle quali va contrastata non la ragiond’essere, ma solo la deriva corporativa. Voglio essere anche chiaro, però, su uno dei punti centrali che muovono i recenti “raffinati” progetti di riforma del Csm: è un fatto certo, cioè, che sulle scelte consiliari pesano, spesso in modo significativo, fattori impropri, come le appartenenze correntizie, così come le amicizie, i localismi geografici (condizionamenti che riguardano anche i componenti laici, e spesso in misura maggiore dei togati). Ma perché, allora, non sforzarsi di contrastare queste patologie, chiedendo trasparenza nelle motivazioni di ogni scelta consiliare e stimolando, all’atto del voto, il ricordo di quelle ingiustificabili? E’ forse troppo difficile discutere, o esercitare la memoria, o provare a responsabilizzare i magistrati elettori? In fondo è quanto chiediamo anche agli italiani all’atto del voto per il rinnovo del Parlamento. Non comprendo, allora, perché il Csm debba essere ridotto al rango di una bocciofila di quartiere e i magistrati al livello di persone che non sanno giudicare, orientarsi, scegliere, partecipare alla vita democratica, costrette invece ad accettare che le alte funzioni consiliari siano esercitare da colleghi selezionati in base al caso.

La risposta possibile è una sola: i magistrati sono persone da punire, anche privandole del diritto di voto.

(*) Procuratore aggiunto a Milano, segretario del Movimento per la Giustizia/Articolo 3 a Milano

da Il Fatto Quotidiano dell'8 aprile 2010

LINK http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/04/08/csm_il_sorteggio_indegno.html

Csm: il sorteggio incostituzionale che vuole Alfano di Bruno Tinti
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Tutto è bene, quel che finisce bene! Personalmente, per aver potuto assistere e partecipare alla grande solidarietà sul caso, ringrazio tutti i miei contatti Facebook tra i sindacati e le associazioni dei "Tutori della Legge", gli investigatori privati italiani e stranieri e le testate giornalistiche, che hanno rilanciato la notizia a tappeto via web. Il gruppo Facebook nato per ostacolare le attività web del padre pedofilo.

http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs388.snc3/23683_1229998841850_1585497038_30489399_253561_n.jpg

Pedofilo italiano preso a Londra
La moglie l'aveva denunciato in tv



Un pedofilo condannato per aver abusato della sua bambina di tre anni e per minacce alla moglie è stato arrestato a Londra dai carabinieri di Monza. L'uomo, Gianluca Falduto, 34 anni, era latitante da quando la sentenza era diventata definitiva. La moglie aveva lanciato un appello su Internet e a una trasmissione televisiva per la sua cattura. La donna aveva chiesto che chiunque l'avesse visto avvertisse subito le forze dell'ordine.
(Foto tratta da Visto)

La moglie aveva scoperto che l'uomo aveva abusato della loro bambina dopo che la sorella e il cognato le avevano indicato atteggiamenti sessualizzati nella piccola (mimava l'atto sessuale).

Così aveva denunciato il marito, ed erano seguiti il processo e la condanna a 6 anni e due mesi nel febbraio 2003. Poi, dopo la conferma definitiva della sentenza da parte della Corte di Cassazione nell'ottobre del 2009, Gianluca Falduto era sparito.

Nel frattempo la donna aveva scoperto anche che l’ex imprenditore edile di origine calabrese aveva anche fondato un gruppo su Facebook (probabilmente con scopi di lucro). Il gruppo in questione si chiamava "Regala un click ad un bimbo sordo".

"Quando mi sono accorta che agiva anche su quel social network e che poteva quindi adescare altri bimbi mi sono detta che dovevo fare qualcosa per avvertire tutte le altre potenziali vittime”; ha raccontato la donna. Così, ha stampato diversi manifesti con nome, cognome e fotografia dell’ex marito latitante. Poi si è attivata con messaggi sul Web e alla trasmissione Chi l'ha visto?. "Se qualcuno lo vede, se chiede ospitalità in un albergo, se si rivolge a qualcuno in cerca di lavoro, avvertite la Polizia o i Carabinieri", aveva detto la donna. Il marito era stato individuato nel suo nascondiglio dalla stessa trasmissione della Rai.

Intercettazioni da brivido.  Parlando del suo crimine, nelle intercettazioni, Falduto commentava con frasi del tipo “Eh ma non è mica morto nessuno” e “I bambini non scrivono il copione della propria vita fino agli 11 anni”. Poi altre giustificazioni come : “bisognava farle capire la differenza tra i sessi” ed accuse rivolte alla moglie quali “ma tu non venivi mai a letto con me”.

TGCOM

La Rassegna

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Milano, 9 apr. (Adnkronos) - E' stato arrestato a Londra dal personale dell'Interpol, unitamente a quello di Scotland Yard, in seguito all'attivita' di indagine dei militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Monza, Falduto Gianluca, ...

Arrestato pedofilo grazie a "Chi l'ha visto"

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Arrestato padre pedofilo a Londra

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MONZA, PEDOFILO ARRESTATO GRAZIE A CHI L'HA VISTO -FOTO

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I carabinieri di Monza hanno arrestato a Londra un pedofilo, Gianluca Falduto, 34 anni, condannato a 6 anni e due mesi per aver abusato della sua bambina di circa 3 anni nel febbraio 2003 e per minacce ai danni della moglie. ..
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Di Loredana Morandi (del 09/04/2010 @ 14:49:14, in Magistratura, linkato 1660 volte)
Il Gip Guido Savini ha acquisito tutti i fascicoli precedentemente trattati dal duo giudice e consulente...

Lazio, due arresti per concussione,
tra cui giudice tributario

giovedì 8 aprile 2010 10:56

MILANO (Reuters) - Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giudice tributario e di un consulente tecnico della commissione tributaria regionale Lazio, della seziona staccata di Latina, per l'accusa di concussione.

Lo riferisce una nota delle Fiamme gialle, precisando che, secondo le indagini, "i due avrebbero proposto a una società che aveva fatto ricorso contro un accertamento fiscale, di 'fornire' una sentenza favorevole alla parte, a fronte di una cospicua tangente da versare parte in contanti e parte su conti esteri".

La nota aggiunge che sono in corso anche una serie di perquisizioni nelle abitazioni e gli uffici degli indagati, per reperire documentazione di interesse per le indagini, che "riguardano anche ulteriori episodi di corruzione e di appalti truccati".


Il gip Guido Salvini (LaPresse) MILANO - La Gdf di Milano ha ...

Corriere della Sera - ‎08/apr/2010‎
MILANO - La Gdf di Milano ha arrestato con l'accusa di concussione, giovedì mattina nel milanese, un giudice tributario e un consulente tecnico della ...

Un giudice tributario finisce in manette per tentata concussione

Il Sole 24 Ore - ‎16 ore fa‎
Nuova inchiesta per tangenti, nuovi video nascosti e nuovi arresti. Stavolta in carcere finiscono un giudice tributario di Latina, Saverio Masi, ...

Arrestati giudice e consulente

Libero News - ‎08/apr/2010‎
(ANSA) - MILANO, 8 APR - La Gdf di Milano ha arrestato con l'accusa di concussione, questa mattina nel milanese, un giudice tributario e un consulente ...

«Vuoi vincere il ricorso? Paga» Manette al giudice anti evasori

il Giornale - ‎9 ore fa‎
Ma il 22 gennaio arriva la vendetta: la Commissione Tributaria di Latina si riunisce, esamina il ricorso degli americani e lo respinge in pieno. Il giudice ...
 
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Di Loredana Morandi (del 10/04/2010 @ 07:27:26, in Osservatorio Famiglia, linkato 1225 volte)
Il tanto contestato e niente affatto letto "Crimen sollicitationis" è su web da tantissimo tempo...

PEDOFILIA: ARRIVANO LINEE GUIDA S.SEDE SU SITO VATICANO

(ANSA) - ROMA, 9 APR - Il Vaticano si prepara a mettere sul proprio sito le 'linee guida' che la S.Sede segue - a livello di procedure canoniche - nel gestire i casi di pedofilia.

La pubblicazione sul web - secondo quanto si è appreso da fonti vaticane - è attesa a stretto giro e 'apparira'', probabilmente lunedì, nella pagina dedicata agli episodi di abusi che si apre con la recente lettera pastorale di Benedetto XVI ai cattolici di Irlanda. (ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 10/04/2010 @ 07:37:41, in Magistratura, linkato 1765 volte)
Fregio rosso sangue sulla casa
del giudice anticlan dei casalesi


di Rosaria Capacchione

NAPOLI (9 aprile) - Una striscia rossa, una sorta di freccia obliqua larga quattro o cinque millimetri e lunga una decina di centimetri. Un fregio accanto alla porta d’ingresso, denso e vischioso, con la consistenza del sangue rappreso o forse di un grumo di vernice.
Tra l’una e l’altra ipotesi c’è l’abisso che separa una intimidazione da un falso allarme. Perché la parete bianca macchiata di rosso è quella dell’abitazione casertana di Raffaello Magi, giudice estensore della sentenza Spartacus, presidente della sezione del Tribunale che per la prima volta ha condannato il figlio di Francesco Schiavone-Sandokan, Nicola, e che sta processando il gruppo di Giuseppe Setola per le estorsioni e le intimidazioni che hanno segnato la stagione stragista del 2008.

Magi è uno dei magistrati più esposti sul fronte anticamorra, soprattutto dopo che le condanne all’ergastolo ai capi del clan dei Casalesi sono diventate definitive. Il cartello camorristico, infatti, dal 15 gennaio scorso è alla ricerca - finora apparentemente sotto traccia - di un nuovo equilibrio. Due dei capi storici, Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti, condannati all’ergastolo, resteranno detenuti per sempre. Michele Zagaria e Antonio Iovine, latitanti da oltre quattordici anni e pure condannati al carcere a vita, hanno la necessità di conservare questo status mantenendo il ferreo e rigido controllo del territorio. Ed è per questo che sono alla ricerca di un capro espiatorio da offrire alle carceri, che reclamano vendetta, e agli affiliati che vogliono capi in grado di garantire gli stipendi ai familiari. Denaro che già da mesi non sta arrivando più.

La coda di lamentele e mugugni, già forti due anni fa quando iniziò l’offensiva di Setola, ha fatto alzare la temperatura e scattare l’allarme, tanto che da due mesi è stata potenziata la protezione ai potenziali obiettivi della rappresaglia: collaboratori di giustizia e loro familiari e, naturalmente, i magistrati che hanno ricoperto un ruolo di primo piano nella repressione del clan dei Casalesi. Quindi, il procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho, che ha sostenuto l’accusa in tutto il processo Spartacus e che oggi si occupa, con particolare attenzione delle confische; i giudici che hanno emesso la sentenza di condanna, Catello Marano e Raffaello Magi; i pm che, extra-Spartacus, hanno continuato a indagare sull’organizzazione, e cioè l’intero pool Caserta della Dda; il giudice Raffaele Cantone, oggi in Cassazione, più volte indicato da fonti investigative tra i «nemici» del clan.

È per questo, per l’esistenza di questa situazione, che il ritrovamento della striscia rossa accanto alla porta di casa di Magi e di alcune macchioline sulle pareti dell’ascensore ha fatto scattare l’allerta. I carabinieri del Reparto operativo di Caserta hanno effettuato il sopralluogo, inviando un campione della sostanza al Racis di Roma. Con loro, il pm sammaritano Ivana Sassi, che ha anche sentito alcuni testimoni.

L’episodio è valutato con particolare attenzione dagli inquirenti che, prima di azzardare compiutamente una qualunque ipotesi, attendono il risultato delle indagini scientifiche. Sinora sarebbe stato escluso, però, il fatto accidentale. Cioè, che la traccia sia stata lasciata da qualcuno - personale addetto alle pulizie, operaio, fornitore - che, ferito, si sia appoggiato con la mano alla parete. Oggetto di verifica anche la possibilità che il segno sia stato lasciato dopo un «sopralluogo» di ladri specializzati che, negli ultimi giorni, hanno preso di mira proprio il quartiere dove vive il magistrato che ha già subito il tentativo di furto dell’auto. Eventualità che gli investigatori hanno preso in considerazione, segnalando la necessità di potenziare il servizio di vigilanza nell’intero quartiere.

Il Mattino

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Sequestro-record ai casalesi colpiti gli eredi di Passarelli

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I SEQUESTRI AI CASALESI / L'eredità del boss la prende lo stato

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sequestrati oltre 700 milioni di beni ai Casalesi, 63 arresti a ...

Il giornale di Pachino - ‎08/apr/2010‎
... del clan dei Casalesi e sono state arrestate 63 persone accusate di far parte di un'organizzazione dedita a traffico e spaccio di stupefacenti, ...

CASERTA - Un affiliato al clan dei Casalesi, Michele Galoppo, di ...

Corriere della Sera - ‎06/apr/2010‎
Un suo parente era stato arrestato nell'ambito dell'operazione Liternum CASERTA - Un affiliato al clan dei Casalesi, Michele Galoppo, di 37 anni, ...

Camorra/ Sequestro beni eredi Casalesi, Procura: Frutto legge 2008

Virgilio - ‎08/apr/2010‎
Il valore reale di quanto sottoposto a sequestro a persone ritenute vicine al clan dei Casalesi potrebbe arrivare a due miliardi e ha riguardato le province ...

CAMORRA: MAXI SEQUESTRO A CASALESI PER 700 MLN EURO

La Repubblica - ‎07/apr/2010‎
... antimafia di Napoli, in collaborazione con i carabinieri di Caserta, hanno eseguito un maxi sequestro di beni ai danni del clan dei Casalesi. ...

CAMORRA: casalesi, arrestati boss e imPRENDITORI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎31/mar/2010‎
... sottolineando di essere sotto ricatto dei Casalesi e quanto fosse conveniente pagare, creando insomma le condizioni per far sentire la pressione degli ...

Camorra: Casalesi, sequestro per 700 mln

ANSA - ‎07/apr/2010‎
(ANSA)- NAPOLI, 8 APR - Duecento uomini della DIA e dei Carabinieri di Caserta hanno sequestrato beni per 700 mln di euro ad esponenti del clan dei Casalesi ...

Sequestro beni a uomo Casalesi

ANSA - ‎02/apr/2010‎
... APR- Sequestrati dalla Dia beni per un valore di 5 mln a Nicola Verolla, detenuto e considerato vicino ad elementi di spicco del clan dei Casalesi. ...
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PAPA: CANONISTA, 5 INESATTEZZE
IN RICOSTRUZIONE CASO KIESLE


(AGI) - CdV, 9 apr. - Cinque inesattezze nella ricostruzione de1 "caso Kiesle" sono state rilevate da un esperto di diritto canonico.

1) Nel 1985 la Congregazione per la Dottrina della Fede non era competente per i casi di pedofilia, ma lo era per le richieste di dispensa dal sacerdozio.

2) Il sacerdote Stephen Miller Kiesle chiedeva appunto la dispensa dal sacerdozio; la richiesta era appoggiata dal vescovo, ma era del sacerdote.

3) Non si trattava quindi di una riduzione allo stato laicale di tipo "penale".

4) Era ed e' tuttora prassi che non si concedano dispense dal sacerdozio a coloro che le richiedono, se non al compimento dei 40 anni di eta'.

5) Se vescovo non aveva intrapreso un processo il vescovo e' in torto . END NEWS



Da Giornalettismo.com ( Bravi !!!! Un applauso scrosciante alla Redazione! )

La traduzione della lettera di Ratzinger in risposta alla diocesi di Oakland

Pubblichiamo una parte della traduzione dal latino della lettera inviata da Joseph Ratzinger alla diocesi di Oakland (traduzione a cura di Milena Marinò).

Eccellentissimo signore,

dopo aver ricevuto la tua lettera del giorno 13 settembre, a proposito della causa di dispensa da tutti gli oneri sacerdotali che riguarda il reverendo Stephanum Miller Kiesle, di codesta diocesi, è mio dovere comunicarti quello che segue.

Questo Dicastero, sebbene ritenga di estrema importanza gli argomenti addotti a favore della dispensa richiesta nel caso, tuttavia stima necessario considerare il bene della chiesa universale insieme a quello di colui che fa la richiesta e per questo motivo non può sottovalutare i danni che la concessione della dispensa può provocare nella comunità dei fedeli, considerata, soprattutto, l’età giovanile di chi fa la richiesta.

E’ quindi opportuno che questa Congregazione si accosti ad un esame alquanto accurato di un caso di tal natura, poiché richiederà necessariamente uno spazio di tempo piuttosto lungo.

Nel frattempo sua eccellenza non tralasci di seguire con la cura paterna che può il richiedente manifestando, inoltre, convenientemente al medesimo la ragione del comportamento (modo di agire) di questo dicastero, che suole procedere

Ottenuta questa occasione, ti attesto i miei forti sentimenti di stima, restando sempre il suo

Joseph Ratzinger

[orator in latino classico ha un altro significato, la sua traduzione più logica è “colui che chiede, richiede”]

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FP CGIL FLP RdB
 
I lavoratori penitenziari
aderiscono alla manifestazione nazionale
per la giustizia e per i diritti di chi ci lavora
sabato 24 aprile tutti in piazza !!!


La volontà governativa di smantellare un pezzo istituzionale importante di questo paese, quello della Giustizia in tutte le sue articolazioni dipartimentali, è un assunto palesemente innegabile e gli ultimi fatti e propositi enunciati dal Ministro Alfano,- dalla firma di un contratto integrativo di comparto fortemente iniquo siglato da sole due OO.SS. (CISL e UNSA-SAG) alla riforma della giustizia senza adeguata discussione in parlamento fino al tanto pubblicizzato quanto inadeguato "piano carceri" -, rappresentano la drammaticità di scellerate scelte, in termini politico culturali, e la loro ricaduta devastante sull'operatività dei lavoratori tutti.

Con la sottoscrizione del contratto integrativo, peraltro ancora bloccato dagli organi di controllo, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha dimostrato totale incapacità di produrre un serio e coerente progetto organizzativo mirato ad arginare il totale stato di abbandono in cui si trova il sistema penitenziario manifestando totale approssimazione se non indifferenza nella valutazione delle gravi problematiche che lo caratterizzano e che abbiamo da sempre a gran voce evidenziato.

La complessità del sistema e le pesanti difficoltà in cui versa richiede un intervento mirato e a tutto tondo, richiede la necessaria ed opportuna valorizzazione delle professionalità considerando che la ricaduta del loro intervento professionale è sulla "persona" in esecuzione penale, in ottemperanza ai principi enunciati dall'art.27 della Carta costituzionale.

E se a ciò aggiungiamo gli interventi del governo mirati alla drastica riduzione delle risorse economiche e umane in un contesto già fortemente provato, possiamo senz'altro affermare che la situazione risulta assolutamente preoccupante.

FpCgil- Flp- RdB penitenziari aderiscono, pertanto, alla manifestazione del 24 aprile ritenendo questo un momento di mobilitazione importante e necessario per dar voce al dissenso dei lavoratori penitenziari riguardo l'accordo siglato e a ciò che ne consegue.
Invitiamo, quindi, tutti i lavoratori a mobilitarsi a fianco dei colleghi degli altri dipartimenti del Ministero contro l'accordo per contrastare la volontà del governo di distruggere l'intero sistema della Giustizia.

Per questo vi invitiamo a non mancare all'appuntamento: tutti in piazza a Roma il 24 aprile, per la giustizia e per i diritti di chi ci lavora.

Roma, 09.04.2010

FP CGIL FLP RdB
Lamonica Piazza Roscioli
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Magistratura Democratica

A PROPOSITO DELLE PROPOSTE DI RIFORMA
DEL RESPONSABILE GIUSTIZIA PD, ON. ORLANDO


COMUNICATO STAMPA

Il dominio delle correnti sull'elezione dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura si contrasta introducendo un sistema elettorale proporzionale, su liste, che riporti il potere di scelta in mano ai magistrati, come voluto dalla Costituzione.

Questa è la scelta compiuta nel 2007 dalla riforma Mastella per i consigli giudiziari, oggi invece si passa a sostenere il sistema elettorale maggioritario su base regionale, che ai difetti del correntismo sostituirebbe inevitabilmente lo sfacelo del clientelismo localistico.

Non servono slogan per riformare la giustizia, nè scelte estemporanee ed incoerenti, serve innanzitutto maggior informazione sulla realtà dell'autogoverno, anche in sede disciplinare: solo nel 2009, 62 condanne e 17 uscite dall'ordine giudiziario (su un corpo di 9000 magistrati) stanno a dimostrare che la giustizia disciplinare opera all'interno della magistratura quanto  non avviene in nessuna amministrazione, ed in nessun ordine professionale.

Siamo disposti a misurarci su tutte le proposte, ma partendo da dati di fatto, non da  compromessi al ribasso.

Torino, 10.4.2010

Il SEGRETARIO GENERALE DI MD
Rita Sanlorenzo

Per approfondimenti:


5 proposte per riformare la giustizia
Andrea Orlando, responsabile Giustizia del PD, le pubblica su Il Foglio.

Clicca sull'immagine per leggere l'articolo dalla rassegna stampa




Nota: un grande intervento della d.ssa Sanlorenzo!
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Di Loredana Morandi (del 10/04/2010 @ 19:49:01, in Sindacati Giustizia, linkato 2165 volte)
Condoglianze sincere alla famiglia.

Suicida Bruno Fortunato, poliziotto ferito dalle Br
Nel conflitto a fuoco sul treno Roma-Arezzo fu ucciso Emanuele Petri


ROMA, 10 aprile, 15:57 (ANSA) - Si è suicidato a Nettuno, sul litorale romano, Bruno Fortunato, 62 anni, poliziotto della Polfer in pensione, che restò ferito il 2 marzo 2003 nella sparatoria sul treno Roma-Arezzo, nella quale morirono il sovrintendente di polizia Emanuele Petri, il brigatista Mario Galesi e fu catturata Nadia Desdemona Lioce. Fortunato si è ucciso sparandosi con la sua pistola di ordinanza.

VEDOVA PETRI, NON MI ASPETTAVO SUICIDIO - "E' una cosa che non mi aspettavo": sono le poche parole che Alma Petri, la vedova di Emanuele, l'agente della polfer ucciso dalle Br, ha pronunciato dopo avere appreso la notizia del suicidio di Bruno Fortunato. La donna è apparsa visibilmente scossa e non ha voluto commentare ulteriormente quanto successo.

LEGALE, FORTUNATO OTTIMO SERVITORE STATO  - "Un ottimo servitore dello Stato, una persona che ha fatto il suo dovere fino in fondo a rischio della vita. Questo si può e si deve dire". Così l'avvocato Antonio Bonacci ricorda Bruno Fortunato di cui fu legale, come parte civile, al processo per la sparatoria sul treno Roma-Firenze. Bonacci è sorpreso e scosso dalla notizia del suicidio del poliziotto, che non sentiva da un po' di tempo. Non vuole commentare. Ricorda solo che Fortunato "era il personaggio meno conosciuto della sparatoria sul treno, ma cardine, è stato grazie a lui che fu bloccata Nadia Desdemona Lioce. Gli va riconosciuto e tributato quello che merita".

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