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Quando gli elefanti combattono è sempre l'erba a rimanere schiacciata.

proverbio africano
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 13:40:41, in Sindacati Giustizia, linkato 1211 volte)
Windows 2000 al Ministero di Giustizia


La mia testimonianza è piccola e umile, ma veritiera e sincera: i lavoratori in forza presso il Ministero di Giustizia, dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, lavorano con computer obsoleti.


La notizia è che il Ministero di Giustizia lavora su terminali che hanno installato l'ultra obsoleto sistema operativo Windows 2000 ed il suo browser internet explorer 6.0.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-04-08_133907_computer_ministero_giustizia.jpg

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Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 14:23:43, in Sindacati Giustizia, linkato 1330 volte)
On. Donatella Ferranti
Capogruppo PD Commissione Giustizia Camera dei Deputati

 
e p.c.

Luigi Angeletti
Segretario Generale UIL
On. Angelino Alfano
Ministro della Giustizia
On. Andrea Orlando
Responsabile Giustizia del PD
On. Dario Franceschini
Capogruppo PD Camera dei Deputati
On. Pierluigi Bersani
Segretario del Partito Democratico


Gentile Onorevole  Ferranti ,


abbiamo appreso che,  nella sua veste di capogruppo del PD in Commissione Giustizia della Camera, ha deciso di non accordare la sede legislativa richiesta dal Governo al disegno di legge in materia di “disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno e sospensione del procedimento con messa alla prova” . Da oggi, infatti, inizierà l’esame in sede referente.
   
Voglia consentirmi, nella duplice veste di Segretario Generale della UIL PA Penitenziari e di operatore penitenziario,  parteciparLe lo stupore, lo sconcerto e la totale avversione per la scelta operata.

La scrivente O.S. ha più e più volte sollecitato l’adozione di misure urgenti , propedeutiche alla deflazione del gravissimo sovraffollamento delle strutture penitenziarie,  che determina condizioni di inciviltà,  calpesta la dignità e nega i diritti delle persone. Per tali ragioni non abbiamo lesinato appelli alla responsabilità a chi detiene  oneri  politici e gestionali.

Eravamo certi, quantomeno  piaceva illuderci, che la drammatica realtà delle nostre prigioni avrebbe potuto indurre il maggior partito dell’opposizione ad una scelta responsabile, condivisa e consapevole.
Aver negato la sede legislativa determinerà, di fatto, un incomprensibile, ingiustificato, irresponsabile allungamento dei tempi utili alla definizione di quelle urgenti e necessarie soluzioni.

Rilevo, inoltre, che tale scelta è in netta controtendenza rispetto alle dichiarazioni che autorevoli ed  eminenti esponenti del PD hanno pronunciato durante i lavori della sessione che il Parlamento ha voluto riservare alle criticità del sistema penitenziario, con la conseguente  approvazione delle mozioni sulle carceri.

Con tale scelta si chiude la porta alla speranza di quanti hanno, responsabilmente, agito per evitare una deriva violenta delle proteste e delle tensioni interne.

Avevamo fermamente  creduto che l’iniziativa dell’On. Rita Bernardini e del Partito Radicale  denominata Ferragosto in carcere, da noi convintamente  sostenuta, avesse potuto contribuire a scuotere le vostre coscienze e le vostre menti.
Avevamo creduto che toccare con mano il disagio, la bruttura, le precarie condizioni igienico sanitarie, l’invivibilità  degli ambienti, la mancanza di spazi, la sottrazione dell’aria,  l’impossibilità di perseguire il fine costituzionale della pena avrebbe indotto una accelerazione condivisa sulla ricerca delle soluzioni possibili.

Invece così non è. Così non avete voluto che fosse.
Al netto delle parole, i fatti dicono questo.

Mi permetta, però,  ricordarLe alcuni numeri. Dal 1 gennaio di quest’anno  : 18 suicidi in cella; 29 tentati suicidi sventati in extremis dalla polizia penitenziaria (di cui spesso ci si dimentica);  42 agenti penitenziari, 4 infermieri e due medici aggrediti e feriti; 2 evasioni e tre tentate evasioni. Innumerevoli le proteste con battiture e incendi di suppellettili . Inquantificabili gli episodi di autolesionismo. Solo poche ore fa a Porto Azzurro due agenti sono stati sequestrati dai detenuti in rivolta per protestare contro le disumane condizioni del penitenziario ….
Nonostante questo desolante, preoccupante, imbarazzante, degradante, spregevole quadro d’insieme le ragioni politiche hanno, evidentemente,  sopraffatto i bisogni, le necessità ed il buon senso.

Ne prendiamo atto con rammarico, persino con dolore.

Vorrà permettermi di affermare con sincerità impolitica che dopo la grave scelta compiuta dal PD, ogni parola che sarà pronunciata in relazione alle criticità, al degrado, all’inadeguatezza del nostro sistema penitenziario non sarà più credibile.
Voglio auspicare, e rivolgo accorato appello,  che potendo, in ogni momento, concedere la sede legislativa si voglia rivedere la determinazione assunta e favorire, pertanto, il varo di quelle soluzioni che, per quanto non esaustive e parziali, contribuirebbero ad alleviare l’attuale insostenibile situazione dei nostri penitenziari.

Mi creda, ne abbiamo bisogno !
Molti cordiali saluti,

C. Eugenio Sarno
Segretario Generale

*** gli ultimi comunicati del PD sulla questione carceraria

Carceri, Pd: bene messa in prova e carcere domiciliare, ma servono investimenti

Ferranti: in commissione valuteremo reale volontà governo e maggioranza

 “Prima di accordare la legislativa sul provvedimento del governo sulla detenzione domiciliare e la messa in prova, vogliamo verificare in commissione la reale volontà di tutte le forze politiche ad avviare un percorso normativo che sia veramente risolutivo e durevole per risolvere le cause primarie del sovraffollamento delle carceri.


Non vogliamo alcun allungamento dei tempi, ma come sempre puntiamo su un confronto in commissione costruttivo ed efficace. Se il governo e la maggioranza ci daranno segnali in questo senso, saremo i primi a richiedere il trasferimento in legislativa. Una delle maggiori perplessità sull’attuale testo del ddl è che ancora una volta si vorrebbero affrontare le riforme sulla giustizia a costo zero.


Quando sappiamo bene che per una reale riuscita della messa in prova e del carcere domiciliare c’è bisogno di investire su mezzi e risorse umane”. Lo afferma la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.

 

Roma, 7 aprile 2010


MOLTE CARCERI SONO CAYENNE
MA IL GOVERNO PENSA SOLO ALL'EDILIZIA

Dichiarazione del senatore Francesco Ferrante (PD)

“Il livello di suicidi nelle carceri italiane è un dato di enorme gravità, che è miope sperare di risolvere innalzando la capienza massima delle strutture di detenzione. Dall’inizio dell’anno sono 16 le persone che si sono tolte la vita in un penitenziario, e l’ultimo caso, quello di Romano Iaria nel carcere di Sulmona, ci pone di fronte ad una questione gravissima perché in quella ed in altre strutture carcerarie i suicidi e le morti sospette si susseguono con una frequenza inquietante, che fa inorridire e pensare ad una moderna Cayenna”. Lo dichiara il senatore del PD Francesco Ferrante, che ha presentato sul drammatico fenomeno delle morti nelle carceri e nei Cie già 8 interrogazioni al governo, senza mai ricevere risposta.
"È in corso una strage silenziosa – continua Ferrante -che colpisce alcune carceri più di altre: solo nel carcere di Cagliari, con una presenza media di 500 detenuti, vi sono stati 21 morti in 7 anni, mentre, per fare un paragone, a Regina Coeli a Roma, nello stesso periodo ci sono stati 20 decessi, ma a fronte di più di 1.000 detenuti, dunque un tasso doppio rispetto al sovraffollato carcere romano. Il sovraffollamento è senza dubbio un delle maggiori fonti di disagio per la popolazione carceraria e per il personale di sorveglianza, ma non è assolutamente da sottovalutare lo stato di prostrazione e inedia cui sono obbligate le persone, come Romano Iaria, che si trovano recluse nelle cosiddette ‘Case di lavoro’, che a dispetto del nome non offrono nessuna o quasi attività, anzi nel caso in questione del carcere di Sulmona costringono l’internato a vivere per venti ore al giorno nella propria cella, che è uno spazio di nove mq per tre persone. Quello che invece prospetta l’imminente ‘Piano carceri’ del Governo è la creazione di 47 nuovi padiglioni e 18 nuove carceri 'flessibili' (sul modello delle case del post-terremoto all'Aquila) che assieme ad altre strutture penitenziarie porteranno entro il 2012 alla creazione di quasi 22mila nuovi posti, con un'ordinanza che affida al Commissario straordinario Franco Ionta poteri speciali, tali da poter agire in deroga alle normali procedure, con la segretazione delle gare di appalto e avvalendosi della Protezione Civile, e un finanziamento di 600 milioni di euro.”
“Un piano carceri dunque – conclude Ferrante - che è teso solo a sostenere l’edilizia carceraria in deroga alle procedure ordinarie, mentre per rendere più umane le condizioni della vita quotidiana nei penitenziari occorre aumentare la pianta organica delle guardie carcerarie, occorre diradare le carceri attraverso il ricorso, quando possibile, alle pene alternative, che vanno finanziate, e garantendo a chi sta scontando la pena un adeguato sostegno psicologico.”

Roma 6 aprile 2010
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Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:01:02, in Magistratura, linkato 1425 volte)
Trani e l'autogoal del Csm


Roma, 8 apr (Il Velino) - Il Guardasigilli può disporre ispezioni negli uffici giudiziari ma queste non devono interferire con le indagini in corso. È quanto ha rimarcato il Csm con una risoluzione, approvata oggi a maggioranza dal plenum dell’organo di autogoverno della magistratura con il voto contrario dei laici del Pdl e l’astensione di Luisa Napolitano di Unicost, riguardante l'ispezione disposta dal ministro della Giustizia alla Procura di Trani in merito all’inchiesta Rai-Agcom che ha coinvolto anche il presidente del Consiglio.

Con il documento, Palazzo dei Marescialli ha evidenziato come il Guardasigilli non possa attraverso gli 007, sindacare “né il merito, né le strategie di indagine dei pubblici ministeri” perché verrebbe messa “a rischio l'indipendenza garantita dalla Costituzione alla funzione giudiziaria”.

E il Csm in casi simili ha “l'obbligo” di intervenire “proprio per rilevare l'avvenuta lesione del relativo principio costituzionale”. Nella risoluzione viene sottolineato come il magistrato sottoposto a ispezione, “non è tenuto ad assoggettarsi agli accertamenti ispettivi che vadano oltre l'ambito dell'incarico” deciso dal Guardasigilli e deve “informare il Csm nel caso in cui gli accertamenti interferiscano con l'ambito insindacabile dell'attività giudiziaria”. Nella delibera viene indicato che i magistrati sono tenuti ad “accertare che in presenza di ispezioni non si verifichi alcun rischio di interferenza nell'esercizio della funzione giurisdizionale svolta” e questo esame deve essere “particolarmente” rigoroso nel caso l'ispezione riguardi “attività di esercizio della funzione giudiziaria ancora in corso”.

Tra i 20 voti a favore, quello del vicepresidente Nicola Mancino il quale ha spiegato di essere “con convinzione” d’accordo con la risoluzione, ma ha ammesso che sull’inchiesta di Trani “abbiamo fatto autogol in partenza”. Il riferimento di Mancino era alla “precipitazione” con la quale i consiglieri hanno chiesto l’intervento del Csm sull’ispezione disposta dal ministro Alfano provocando la “bufera” dello scontro con il Guardasigilli a cui è seguito il successivo intervento del presidente della Repubblica.

Per il vicepresidente la richiesta firmata da 20 consiglieri di aprire una pratica in Prima Commissione sull’ispezione decisa da Alfano, ha fornito l’impressione che “si volesse sindacare il comportamento del ministro. Un compito che – ha rimarcato Mancino - non spetta al Csm ma al Parlamento”. Il tiro è stato “raddrizzato”, ha aggiunto il vicepresidente, nel momento è in cui è stato affidato alla Sesta Commissione l’incarico di mettere mano a una risoluzione di carattere generale. Mancino ha quindi rivelato di aver “faticato tanto” per ripianare la situazione, contattando diverse personalità per risolvere “l’aspro” conflitto che si era scatenato.
 
(sar) 8 apr 2010 16:42
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1097861

Agcom, atti al Tribunale dei ministri

Libero-News.it - ‎2 ore fa‎
opo il passaggio dalla Procura di Trani a quella di Roma, il fascicolo sul caso Agcom passa al Tribunale dei ministri. L'inchiesta sulle presunte pressioni esercitate dal premier Silvio Berlusconi sul commissario Giancarlo Innocenzi per la chiusura ...
TGCOM - il Giornale - Leggo Online
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GIUSTIZIA: ANM, IN CASSAZIONE CRISI INTOLLERABILE

(AGI) - Roma, 8 apr. - La Corte di Cassazione si trova in una situazione “indegna” e “intollerabile”, “peggiorata” negli ultimi mesi. E’ l’allarme lanciato dalla Anm Sezione Cassazione, che, per questo, ha deciso di convocare i magistrati in assemblea giovedi’ 22 aprile, per discutere delle iniziative da adottare. “Le condizioni di lavoro non sono degne di una Corte Suprema europea”, denuncia il sindacato delle toghe, e “tutto questo e’ in assoluto contrasto con la funzionalita’ della Corte e, dunque, con l’interesse dei cittadini”.

A Palazzaccio, infatti, mancano oltre cento magistrati giudicati su 357 “con una scopertura - sottolinea l’Anm - che non ha eguali nella storia e che non e’ ulteriormente tollerabile per una Corte Suprema che decide oltre centomila ricorsi all’anno, presentati da oltre 40 mila avvocati abilitati”. Inoltre, il centro elettronico di documentazione della Corte “e’ stato depotenziato - rileva l’Anm - al punto da non poter piu’ recuperare le originarie capacita’ operative”. A preoccupare il sindacato delle toghe, infine, e’ anche l’annuncio dell’”ennesima riforma della legge elettorale” per l’elezione dei togati del Csm, nell’imminenza della scadenza, in luglio, dell’attuale consigliatura “della quale e’ ventilata la possibile proroga”. L’assemblea di giovedi’ 22, dunque, aperta anche alla partecipazione di avvocati, personale amministrativo e rappresentanti della societa’ civile, si terra’ nell’Aula Magna, dove oggi invece e’ atteso il ministro Angelino Alfano che partecipera’ ad un convegno sulla responsabilita’ disciplinare dei magistrati. (AGI) Oll/Stp

Cassazione, l'Anm:
"Condizioni di lavoro indegne, non si può andare avanti così"

L'Amn della Cassazione, con manifesti affissi nei corridoi della Suprema Corte, ha convocato un'assemblea per il prossimo giovedì 22 aprile nell'aula magna per scegliere iniziative da adottare di fronte a condizioni di lavoro definite come "non degne di una Corte Suprema Europea". In particolare l'Anm denuncia la mancanza di "oltre 100 magistrati giudicanti su 357, con una scopertura che non ha uguali nella storia e che non è ulteriormente tollerabile per una Corte Suprema che decide oltre 100 mila ricorsi all'anno, presentati da oltre 40 mila avvocati abilitati".

La denuncia dell'Anm - "Non si può andare avanti così" - denuncia il manifesto dell'Anm della Suprema Corte - e la situazione è "addirittura peggiorata" rispetto allo scorso 29 ottobre quando i supremi giudici aderirono allo stato di agitazione delle toghe. L'Anm del "Palazzaccio", tra i motivi di 'malessere', annovera anche l'annuncio dato dalla stampa della "ennesima riforma della legge elettorale per l'elezione dei componenti togati del Csm (due dei quali da eleggere tra i magistrati della Suprema Corte) nell'imminenza della scadenza, a luglio, dell'attuale Csm, del quale è ventilata la possibile proroga".

Inoltre si denuncia il "depotenziamento" del Centro elettronico di documentazione della Suprema Corte "al quale vanno meriti che non è enfatico definire storici e che non potrà più recuperare, secondo qualificate e pienamente consapevoli opinioni, le originarie capacità operative". Questa situazione - conclude l'Anm di Piazza Cavour - "é in assoluto contrasto con la funzionalità della Corte, e, dunque, con l'interesse dei cittadini". Per questo la Giunta dell'Anm della Cassazione - segretario Maria Cristina Siotto, presidente Alfonso Amatucci - ha deliberato "di convocare i magistrati in assemblea giovedì 22 aprile, alle ore 16, per discutere delle iniziative da adottare". L'assemblea "é aperta alla partecipazione di magistrati, personale amministrativo, avvocati e rappresentanti della società civile".
08 aprile 2010
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Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:23:27, in Sindacati Giustizia, linkato 1283 volte)

Carceri, Pd: è emergenza umanitaria,

servono interventi realmente applicabili

 

Ferranti scrive a Uil penitenziari: su di noi parole ingenerose, vogliamo rapido iter

 

“Nelle carceri italiane siamo ampiamente oltre la soglia di massima tolleranza e il livello di sovraffollamento sta determinando una situazione di vera e propria emergenza umanitaria. Il piano carceri è ancora avvolto da una coltre di indeterminatezza e anche il provvedimento sulla detenzione domiciliare e la messa in prova presenta molte criticità.


La più rilevante è che un provvedimento di quella portata non può essere fatto a costo zero. Per una reale riuscita della messa in prova e del carcere domiciliare c'e' bisogno di investire su mezzi e risorse umane. In caso contrario quel provvedimento non riuscirebbe nel suo scopo, resterebbe lettera morta e sarebbe utile solo per la propaganda governativa.


Senza fondi aggiuntivi ad ogni detenuto che uscirà ad un anno dal fine pena ce ne saranno almeno due che entreranno per colpa del sistema della recidiva obbligatoria introdotta dalla legge Cirielli che non consente la valutazione dell’effettivo recupero del condannato.


Questa, purtroppo, è la realtà! E allora, prima di accordare la legislativa diretta, abbiamo chiesto di verificare in commissione la reale volontà di tutte le forze politiche ad avviare un percorso normativo e di investimento che sia durevole e capace a  risolvere le cause primarie del sovraffollamento delle carceri.


Se il governo e la maggioranza ci daranno segnali in questo senso, saremo i primi a richiedere il trasferimento in legislativa.


Mi spiace che le parole strumentali e ingenerose della collega Bernardini abbiano potuto generare un così macroscopico equivoco. Noi non vogliamo alcun allungamento dei tempi: come sempre puntiamo ad un confronto in commissione costruttivo, efficace e celere. Il provvedimento è in ogni caso già calendarizzato in Aula per il mese di maggio”.


Così il capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti in una lettera inviata al presidente della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno.

 

Roma, 8 aprile 2010

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Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:27:29, in Sindacati Giustizia, linkato 1358 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/COISPlogo.jpg


Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia

COMUNICATO STAMPA DEL 8 APRILE 2010

Oggetto: RIVOLTA AL CENTRO IMMIGRATI DI CROTONE, POLIZIOTTI FERITI.
MACCARI: CHIUDERE LA STRUTTURA, E’ UNA BOMBA PRONTA AD ESPLODERE


“E’ da mesi che denunciamo la scandalosa situazione del Centro per immigrati di Crotone: una bomba a tempo che è pronta ad esplodere e che deve essere disinnescata al più presto”. Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando la notizia dei violenti disordini scoppiati martedì scorso all’interno del centro di accoglienza Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, durante i quali sono rimasti feriti due agenti della Polizia di Stato e due militari della Guardia di finanza con prognosi fra i quattro e i sette giorni.

Dopo gli incidenti, i poliziotti della squadra Mobile della Questura di Crotone hanno arrestato quattro giovani extracomunitari – due marocchini, un algerino e un tunisino – con le accuse di devastazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Continua Maccari: “Come avevamo denunciato dopo il nostro sopralluogo nella struttura, oltre alle vergognose condizioni di vita per gli ospiti - alloggiati in strutture fatiscenti e in pessime condizioni igienico-sanitarie, come testimoniato anche da un nostro esaustivo dossier fotografico - il centro costringe gli Operatori di Polizia ad operare in una situazione di estremo rischio, non solo sanitario, ma anche legato all’impossibilità logistica di affrontare e controllare situazioni di rivolta. Martedì sera si è rischiato grosso, quando all’interno del Cie decine di immigrati sono saliti sui tetti delle palazzine ed hanno lanciato pietre e altri oggetti contundenti contro gli uomini delle Forze dell’ordine in servizio nel campo.

Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno dovuto affrontare una vera e propria guerriglia fino a notte fonda per evitare che gli extracomunitari sfondassero le recinzioni per darsi alla fuga”. “Forse occorre ricordare – continua Maccari – che solo poche settimane fa nel centro sono stati incendiati alcuni container adibiti ad alloggi, e sempre negli ultimi mesi sono rimasti feriti, in diversi episodi di rivolte o risse scoppiate nel campo, un ispettore di Polizia che, colpito da un sasso in pieno petto, ha riportato una frattura allo sterno, un brigadiere dei Carabinieri, e tre militari dell’esercito. Anche questa volta si è registrato soltanto “qualche” ferito.

Ma bisogna che qualche nostro collega ci lasci la pelle perché si cominci a parlare del Centro immigrati di Crotone e soprattutto si decida di chiudere questo “mostro” che non dovrebbe esistere in un paese civile?”. Aggiunge Maccari: “Ricordo che quello di Crotone è il più grande Centro per immigrati in tutta Europa e ospita 1600 immigrati, che però in maniera incontrollata si moltiplicano durante le ore notturne, perché gli otto chilometri di recinzione esterna sono pressoché incontrollabili e centinaia di immigrati si introducono per mangiare e dormire, e non ci sono Forze di Polizia sufficienti ad assicurare un controllo adeguato.

La struttura, inoltre, è l’unica di tali dimensioni a comprendere nello stesso luogo i Centri di Accoglienza (C.D.A.), di Identificazione ed Espulsione (C.I.E.) e di Accoglienza Richiedenti Asilo (C.A.R.A.): un assembramento di strutture che, rivolta dopo rivolta, versa in condizioni sempre più critiche e pericolose, sia di tipo strutturale che sotto il profilo delle condizioni di vita e di lavoro: condizioni che tra l’altro risultano inspiegabili alla luce delle cospicue somme di denaro elargite per finanziare la gestione dell’accoglienza degli immigrati e la manutenzione del centro”. “Purtroppo – conclude Maccari - quasi tutti gli organi di informazione continuano a tacere dei continui scontri e focolai di rivolta che avvengono nel centro, mentre la politica e le istituzioni competenti fingono di non vedere: il Centro immigrati di Crotone va chiuso, e anche in fretta, ma evidentemente sono troppi e troppo consistenti gli interessi che ruotano intorno al mantenimento di quel tipo di struttura”.


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Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:42:33, in Giuristi, linkato 1433 volte)
La rassegna sul sito dell'Unione Camere Penali: http://www.camerepenali.it/NewsDetail.aspx?idNews=11370


IL GOVERNO PREANNUNCIA LA RIFORMA
IL COMUNICATO UCPI: SUBITO IL TESTO

I quotidiani di oggi anticipano un imminente intervento propositivo su separazione delle carriere, CSM, azione penale con un testo "in lavorazione". Bisognerà vedere le carte, e capire i tempi. Intanto Giuliano Pisapia, al Riformista, richiama la vignetta UCPI: attenzione alla maglietta dell'arbitro.

Le agenzie che riprendono il comunicato dell'U.C.P.I.

Apc-Giustizia/ Penalisti: Avanti su carriere toghe, subito un testo Separarle è pilastro per sistema giudiziario democratico

Roma, 8 apr. (Apcom) - "Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole, e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche". La sollecitazione arriva dall'Unione delle Camere Penali italiane."Noi penalisti - afferma l`Ucpi - rivendichiamo da sempre l`assoluta necessità della separazione delle carriere quale pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico.Basta pensare al fondamento storico e ideologico dell'attuale sistema a carriere unificate, risalente al Guardasigilli Dino Grandi, per comprendere come ad esso sia sottesa una concezione autoritaria della giurisdizione che non trova ormai più spazio alcuno nel nostro assetto costituzionale. La semplice riprova sta nel fatto che in ogni paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore"."Il progetto del ministro Alfano - aggiungono i penalisti - fa propria dunque una fondamentale battaglia di civiltà giuridica e recepisce per giunta, nella sua sostanza, una proposta di legge di riforma costituzionale elaborata da tempo proprio dall'Unione delle Camere Penali Italiane. Ora l`auspicio - concludono gli avvocati - è che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non può che essere evidente".Red/Pol

GIUSTIZIA: PENALISTI, SEPARAZIONE CARRIERE E' PILASTRO DEMOCRAZIA (AGI)

Roma, 8 apr. - "Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole, e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche". Ad affermarlo e' l'Unione camere penali italiane.

"Noi penalisti - spiega una nota - rivendichiamo da sempre l'assoluta necessita' della separazione delle carriere quale pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico. Basta pensare al fondamento storico e ideologico dell'attuale sistema a carriere unificate, risalente al Guardasigilli Dino Grandi, per comprendere come ad esso sia sottesa una concezione autoritaria della giurisdizione che non trova ormai piu' spazio alcuno nel nostro assetto costituzionale. La semplice riprova sta nel fatto che in ogni paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore"."Il progetto del ministro Alfano - continua l'Ucpi - fa propria dunque una fondamentale battaglia di civilta' giuridica e recepisce per giunta, nella sua sostanza, una proposta di legge di riforma costituzionale elaborata da tempo proprio dall'Unione delle camere penali italiane. Ora l'auspicio e' che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non puo' che essere evidente". (AGI) Bas 081822 APR 10

Giustizia, Ucpi: Separazione carriere e' pilastro riforma

Roma, 08 APR (Il Velino) - "Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole, e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche". E' quantp si legge in una nota dell'Unione camere penali italiane. "Noi penalisti - afferma l'Ucpi - rivendichiamo da sempre l'assoluta necessita' della separazione delle carriere quale pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico. Basta pensare al fondamento storico e ideologico dell'attuale sistema a carriere unificate, risalente al Guardasigilli Dino Grandi, per comprendere come ad esso sia sottesa una concezione autoritaria della giurisdizione che non trova ormai piu' spazio alcuno nel nostro assetto costituzionale. La semplice riprova sta nel fatto che in ogni paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore. Il progetto del ministro Alfano fa propria dunque una fondamentale battaglia di civilta' giuridica e recepisce per giunta, nella sua sostanza, una proposta di legge di riforma costituzionale elaborata da tempo proprio dall'Unione delle Camere Penali Italiane. Ora l'auspicio - concludono gli avvocati - e' che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non puo' che essere evidente". (com/udg) 081752 APR 10 NNNN

GIUSTIZIA: UNIONE CAMERE PENALI, SUBITO LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE IN MAGISTRATURA ='PASSARE DALLE PAROLE A UN TESTO SUL QUALE LE FORZE POLITICHE SI CONFRONTINO

'Roma, 8 apr. (Adnkronos) - "Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole; e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche". E' quanto dichiara l'Unione Camere Penali italiane, rivendicando "l'assoluta necessita' della separazione delle carriere, quale pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico".L'Ucpi ricorda che "in ogni Paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore. Il progetto del ministro della Giustizia Alfano fa propria dunque una fondamentale battaglia di civilta' giuridica e recepisce per giunta, nella sua sostanza, una proposta di legge di riforma costituzionale elaborata da tempo proprio dall'Unione delle Camere Penali Italiane. Ora l'auspicio - concludono gli avvocati - e' che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non puo' che essere evidente".(Sin/Gs/Adnkronos) 08-APR-10 18:37

GIUSTIZIA: PENALISTI, SUBITO TESTO SU SEPARAZIONE CARRIERE (ANSA)

ROMA, 8 APR - 'Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole, e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche': questo l'auspicio dell'Unione delle Camere Penali, secondo cui la separazione delle carriere e' il 'pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico'.Basta pensare al fondamento storico e ideologico dell'attuale sistema a carriere unificate, risalente al Guardasigilli Dino Grandi, per comprendere come ad esso sia sottesa una concezione autoritaria della giurisdizione che non trova ormai piu' spazio alcuno nel nostro assetto costituzionale' affermano i penalisti in una nota. E 'la semplice riprova sta nel fatto che in ogni paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore'. Il progetto del Ministro Alfano 'fa propria dunque - afferma ancora l'Ucpi- una fondamentale battaglia di civilta' giuridica'. Gli avvocati si augurano 'che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non puo' che essere evidente'.(ANSA).FH 08-APR-10 18:39 NNNN

Di seguito la stampa dell'8 aprile 2010 sull'argomento:

 Il riformista -  Intervista a Giuliano Pisapia "La Separazione delle carriere serve ad avere un processo equo"

 Corriere della Sera - "Via al piano giustizia. Carriere separate e il CSM si sdoppia"

La Repubblica - "E nella bozza Alfano spunta la nuova riforma. l'esecutivo controlla i pm"

Il Messaggero - "Pm sotto il controllo dell'esecutivo" Alfano: così cambieremo la giustizia
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Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:48:08, in Osservatorio Famiglia, linkato 1498 volte)
Credo di aver detto la stessa cosa all'inizio di questa sequela di insulti che ha ricoperto il Vaticano e tutto il clero nel mondo. Ma è giusto dire di più: l'Italia non è al passo con gli altri paesi europei, Francia e Germania si sono dotate di severe leggi sulla pedofilia e sulla pedopornografia online. Qui in Italia si parla della riforma della Giustizia senza uno straccio di testo, metre ammuffisce nei cassetti del Parlamento la migliore Legge europea a contrasto del fenomeno della pedofilia in Rete.

Ma la cosa più grave è che la Proposta di Legge è firmata Pagano (PdL) + più gli stralci della Proposta di Legge Veltroni (PD) + 152 firme di parlamentari bipartisan. E giace nel dimenticatoio ...

Pedofilia, interviene Famiglia Cristiana
Settimanale: 'il Papa agisce, gli Stati no'

08 aprile, 15:41

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 8 APR - 'Il Papa agisce, gli Stati no'. E' quanto sostiene Famiglia Cristiana in un editoriale dedicato allo scandalo pedofilia.'Quale Stato si e' mai preoccupato seriamente dell'abuso sessuale dei minori come fenomeno sociale di estrema importanza?' si chiede polemicamente il settimanale nell'articolo in cui sono riassunte tutte le iniziative della Chiesa di Benedetto XVI, 'per scovare, denunciare e assumere pubblicamente il problema'.
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Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:56:59, in Magistratura, linkato 1405 volte)
ANM Palamara: No a strumentalizzazioni su disciplinare

Va bene autonomo, ma resti dentro al Csm

Roma, 8 apr. (Apcom) - Il presidente dell'Anm, Luca Palamara, commenta le proposte di modifica del disciplinare dei magistrati presentate oggi dal Guardasigilli e sottolinea che "il tema deve essere trattato senza strumentalizzazioni, come purtroppo accade nell'ultimo periodo".

"Una sezione disciplinare esterna al Csm - dice Palamara - rischia di elmimare il tema dell'autonomia e dell'indipendenza dei magistrati. Altro, invece, è discutere di un disciplinare autonomo ma interno al Csm". A proposito di 'riforme alla francese' Palamara sottolinea inoltre che la magistratura associata "è nettamente contraria a tutto ciò che può rappresentare un ritorno al passato, con l'assoggettamento del pm all'esecutivo".

Giustizia, Alfano: sezione disciplinare fuori da Csm

Reuters Italia - ‎20 minuti fa‎
ROMA (Reuters) - Il governo è pronto a modificare la Costituzione per togliere al Consiglio Superiore della Magistratura il giudizio disciplinare sui giudici e garantire la presenza del ministro della Giustizia all'interno di questo giudizio. ...
Adnkronos/IGN - Virgilio - ANSA - Newnotizie
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Pedofilia e Omosessualità in un video delle Iene


Si tratta dell'ennesimo scoop costruito da Le Iene, in onda mercoledì 7 aprile scorso, e riguarda ovviamente il caso di un prete "pedofilo", anche se in realtà si tratta di un religioso omosessuale che cade nella trappola dell'attore scritturato dalle Iene.

Un caso emblematico, che apre a numerosi scenari non solo a quello della pedofilia, in cui lo spettatore impreparato assiste ad una "iniziazione" dolce ai riti sessuali dell'omosessualità.
Il video coglie senz'altro impreparate la casalinga e la donna comune, che giustamente gridano all'orrore senza però aver capito con pienezza cosa hanno appena osservato. La medesima reazione avviene su Facebook, dove il video è distribuito purtroppo da persone estremamente superficiali.

L'orrore c'è, assolutamente, perché in uno degli scenari proposti dalle Iene tra i due adulti si intravede l'abisso senza fondo della cd "pedofilia dolce", cioè quella pedofilia affettiva promossa dai portali dell'orgoglio degli orchi e dalle centinaia di blog pedofili internazionali e non su Blogger.com che narrano delle loro relazioni, in cui si blatera di una "inesistente ed indimostrabile" sessualità vissuta e di scelta dei minori, cioè coloro cui universalmente la giurisprudenza planetaria riconosce una incapacità di giudizio fino alla maggiore età. I famosi personaggi Pedobear e Shotacat sono letteralmente le due icone della pedofilia dolce. E, tanto per la cronaca, quando Maxi Fasso (il clone di Frassi) si esprime con frasi come "non mi infangare Pedobear" è lì che avviene la sua "dichiarazione" di appartenenza.

Tutto ciò nonostante, non potrebbe gridare allo scandalo sui contenuti del video  delle iene nessun omosessuale maschio e adulto, perché la iniziazione maschile ai riti dell'omosessualità vissuta è nella stragrande maggioranza dei casi decisamente più violenta. Tutt'altro che una scelta naturale. Quante volte mi avete letto scrivere di "Monte Caprino" e dei giardini del Campidoglio in Roma? Tante. Ebbene lì conobbe l'iniziazione alla sessualità omosessuale l'"amico" di cui ho narrato, minorenne a soli 17 anni, che vergine e astemio da ogni droga venne "fatto" di coca e eroina, abusato più volte e convinto a parole di essere in stato di allucinazione da overdose. Il particolare segnante è che lo scaricarono da un auto rannicchiato su se stesso e rotto da un pianto inarrestabile sotto casa mia. Fortuna volle che non fosse overdose il down dal mix di droghe iniettate al mio amico, maggiore di me di un solo anno.

Un bel colpo quello delle Iene perché, pur denunciando tutti i possibili abusi del clero e chi cade preda del fascino di un attore che sembra un diciassettenne è certamente affascinato anche da un ragazzino di quindici o più piccolo, in conclusione ha fornito una ragione vera ad dictat di Ratzinger e il suo "fuori tutti gli omosessuali" dalla Chiesa.

Dovete però sapere che quel video e la successiva messa in onda sono Reati. La libertà di informazione non può giustificare tutto e qualsiasi attività di una redazione giornalistica, neppure quando il video nasce da una segnalazione su fatti gravi o gravissimi.

In primo luogo, che mi/ci piaccia o no, nel video sono violate le libertà personali  e la privacy dell'adescatore adescato. Secondo, ma non ultimo reato, la redazione mediaset de Le Iene pone in essere di fatto "lo sfruttamento della prostituzione" dell'attore, che di suo si prostituisce con l'adescatore adescato.

L.M.
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