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Il sentimento di giustizia è così universalmente connaturato all'umanità da sembrare indipendente da ogni legge, partito o religione.

François Voltaire
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Ucciso trent'anni fa da Prima linea: iniziative in Statale per farlo conoscere ai giovani

Il ricordo di Milano per Guido Galli,
il magistrato moderno ucciso dai terroristi

Fu assassinato perché appartenente «alla frazione riformista e garantista della magistratura»

Partecipa agli eventi organizzati dal Palazzo di Giustizia di Milano, il programma:
ANM Milano: "Guido Galli: il magistrato, il giurista, l’uomo nel suo tempo"


MILANO - In questi giorni Milano ricorda la figura di Guido Galli, il magistrato assassinato trent'anni fa (era il 19 marzo 1980) da un "gruppo di fuoco dell'organizzazione comunista Prima Linea" di fronte all’aula 309 della Facoltà di giurisprudenza dell'Università Statale, dove stava entrando per una lezione sulla legge penitenziaria, nell’ambito del corso di Criminologia a lui affidato. Un ricordo pieno di affetto e di gratitudine, che prenderà avvio oggi con una solenne cerimonia organizzata dal Tribunale milanese d'intesa con l'Università (alla quale parteciperà anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino). La solenne cerimonia proseguirà nei prossimi giorni con altre iniziative, una delle quali dedicata in particolare agli studenti di giurisprudenza, proprio nell'aula 309.

Lo scopo è quello di far sì che il ricordo di Guido — sempre vivissimo nella memoria di quanti lo conobbero nelle sedi giudiziarie e in quelle universitarie—possa trasmettersi anche ai più giovani, che forse lo conoscono solo per averne letto il nome inciso nel marmo di una lapide. Guido Galli era un magistrato moderno, di idee aperte e liberali, di sicuri sentimenti democratici, che si sforzava anzitutto di svolgere bene il suo lavoro, in silenzio, giorno per giorno: così da assicurare il buon funzionamento della macchina giudiziaria, pur operando sempre nel pieno rispetto delle garanzie degli imputati. Ma era anche, nel contempo, un magistrato aperto sul futuro, sensibile alla esigenza di adeguamento del nostro sistema processuale alla Costituzione ed alle Carte internazionali sui diritti dell'uomo (non a caso era stato membro della Commissione per la riforma del codice di procedura penale, presieduta negli anni 1974-78 da Giandomenico Pisapia). E, proprio per ciò, era preoccupato di evitare che nella stagione più aspra del terrorismo lo Stato reagisse abbassando il livello di civiltà delle nostre leggi.

Anzi, questo atteggiamento di «servizio» alla causa dei valori costituzionali lo aveva trasferito nelle diverse funzioni, che era stato chiamato a ricoprire nella sua vita professionale (da pretore a pubblico ministero, da giudice istruttore a giudice dibattimentale), dimostrando così anche attraverso la propria personale esperienza come lo svolgimento di diverse funzioni (di accusa e di giudizio) non possa che giovare alla formazione di un magistrato secondo la cultura della legalità e delle garanzie. Era uno di quei magistrati, per fortuna non pochi, i quali di fronte alla folle aggressione terroristica contro lo Stato democratico, e contro gli uomini delle istituzioni, avevano saputo mantenere la barra dritta, rimanendo coerenti con la filosofia delle riforme costruttive, senza cedere alla tentazione di una repressione cieca e alimentata dal ricorso a leggi liberticide.

Per questo è stato ucciso, perché negli uomini come lui (al pari di Emilio Alessandrini, non a caso assassinato a Milano l'anno precedente, nel gennaio 1979, sempre da un commando di Prima linea) i terroristi vedevano i peggiori nemici del loro disegno eversivo. Come scrissero anche nel comunicato di rivendicazione della sua morte, dove si legge che Galli fu assassinato perché appartenente «alla frazione riformista e garantista della magistratura, impegnato in prima persona per ricostruire l'Ufficio istruzione di Milano come un centro di lavoro giudiziario efficiente». Anche per queste ragioni, la figura di Guido merita di restare come un modello, di impegno e di compostezza, per i magistrati di oggi e di domani.

Vittorio Grevi
Corriere Sera, 18 marzo 2010

Leggi anche:

Il sito della Associazione Vittime del Terrorismo su Galli
http://www.vittimeterrorismo.it/memorie/schede/galli.htm

Testo di Gian Luigi Fontana, sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano
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Di Loredana Morandi (del 18/03/2010 @ 21:06:13, in Sindacati Giustizia, linkato 1381 volte)
MANTOVA: La UIL visita il carcere


Comunicato Stampa del 18 marzo 2010

In data 17/3/2010 una delegazione della UIL, presieduta dal segretario nazionale Angelo Urso e da una delegazione regionale, ha visitato la casa circondariale di Mantova per verificare le condizioni di lavoro, d’igiene, sicurezza e salubrità del personale e degli ambienti di lavoro.

“Immaginavo che l’istituto potesse presentare limiti dal punto di vista strutturale, dell’igiene e della salubrità, in quanto si tratta di un edificio vecchio ma, onestamente, pensavo di trovare condizioni migliori” – Sono queste le prime impressioni di Angelo Urso –

La presenza di infiltrazioni è diffusa, la salubrità degli ambienti è precaria e le condizioni lavorative del personale sono proibitive. Mezzi, strumenti e apparecchiature di lavoro obsoleti, organico di Polizia Penitenziaria, personale amministrativo contabile carente, carichi di lavoro insopportabili.
Sono queste le conseguenze del sovraffollamento presente nell’istituto. “Ha fronte di una capienza regolamentare di n.120 detenuti e di una capienza tollerabile di n.180 – prosegue il dirigente della UIL - attualmente sono ospitati all’interno dell’istituto n.225 detenuti” , stipati all’interno di 42 celle”.

Le condizioni detentive sono lesive della dignità umana e il sovraffollamento genera difficoltà anche nei semplici controlli all’interno delle camere, così come presenta limitazioni nei rapporti interpersonali che all’interno di un carcere sono essenziali per salvaguardare la sicurezza e il rispetto delle regole.

Il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, composto di soli 14 unità, deve far fronte alle esigenze connesse ai trasferimenti presso gli istituti e i palazzi di giustizia di 225 detenuti della casa circondariale e di 230 internati ricoverati presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere.

L’organico, i mezzi di trasporto e gli strumenti di lavoro sono assolutamente inadeguati rispetto alle esigenze al punto che i livelli minimi di sicurezza del servizio sono spesso violati. I tagli alla disponibilità di fondi rendono problematico anche il semplice approvvigionamento di carburante.

La gestione del personale di Polizia Penitenziaria all’interno dell’istituto presenta qualche perplessità dal punto di vista della distribuzione dei turni festivi, serali e notturni che non sembrano rispettare le previsioni contrattuali.

“Sul muro di cinta dell’istituto – riferisce Urso - sono ancora presenti coperture di amianto che da tempo immemorabile attendono di essere rimosse, nonostante i numerosi sopralluoghi effettuati nel corso del tempo dalle autorità competenti”.

“Nei prossimi giorni - conclude Angelo Urso – trasmetterò una relazione dettagliata sugli esiti della visita al Ministero e al Provveditorato nella speranza che si possano in qualche modo affrontare le difficoltà riscontrate”

www.polpenuil.it
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ORDINANZA N. 107

ANNO 2010

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

rigetta la domanda di sospensione dell’efficacia del decreto-legge 5 marzo 2010 n. 29 (Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa alla disciplina di attuazione), proposta dalla Regione Lazio, con il ricorso indicato in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 marzo 2010.

F.to:

Francesco AMIRANTE, Presidente

Ugo DE SIERVO, Redattore

Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 18 marzo 2010.

Consulta Online

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Di Loredana Morandi (del 19/03/2010 @ 07:34:06, in Osservatorio Famiglia, linkato 2244 volte)
Purtroppo l'Italia non è il paese delle "grandi battaglie" per la "libertà" e qualunque stato, anche in condizioni di sottosviluppo purché proprietario di risorse, ha lo stesso potere contrattuale degli Stati Uniti. Così la Bielorussia per il gas, ma chi paga è una famiglia che si batte per la vita di una bimba più volte seviziata in orfanotrofio ...

BIMBA BIELORUSSA: GENOVA,
CONIUGI AFFIDATARI CONDANNATI IN APPELLO


(AGI) - Genova, 18 mar. - Tutti condannati. Clamorosa sentenza di appello nel processo ai sette imputati accusati di sottrazione di minore nel caso di Maria - Vika, la bimba bielorussa che nel 2006 fu trattenuta in Italia dai genitori affidatari genovesi e quindi fu portata dalla nonna in Valle d'Aosta per evitare che fosse rintracciata e rimpatriata. I giudici della corte d'appello di Genova hanno ribaltato la sentenza di assoluzione di primo grado e condannato a otto mesi di reclusione i genitori affidatari Alessandro Giusto e Maria Chiara Bornacin, i 'nonni' paterni Bartolomeo Giusto e Maria Bordi, la 'nonna' materna Maria Elena Dagnino, il parroco della parrocchia di Cogoleto dove abita la famiglia padre Danilo Grillo ed il responsabile del convento in cui fu nascosta la bambina in Valle d'Aosta Francis Darbellay. Gli imputati erano stati assolti nel febbraio del 2009. Secondo i giudici di primo grado il fatto non era sussistente. (AGI) Cli/Ge

(AGI) - Genova, 18 mar. - La coppia di genitori che avevano la bambina in affidamento composta dai cogoletesi Alessandro Giusto e Maria Chiara Bornacin avevano nascosto la bimba per circa un mese per non farla tornare in patria dove, secondo loro, avrebbe subito abusi nell'orfanotrofio di Vileika. Il caso aveva sollevato un caso diplomatico tra l'Italia e la Bielorussia, i cui vertici avevano sospeso i programmi di affidamento in seguito alla sottrazione della bambina, oggi undicenne e residente in patria. Quando erano scattate le ricerche della piccola, la madre di Maria Chiara, Maria Elena Dagnino, aveva preso la piccola e l'aveva condotta segretamente in una struttura religiosa della Valle d'Aosta con l'aiuto dei consuoceri e del parroco di Cogoleto. Furono tutti indagati e rinviati a giudizio. In primo grado la richiesta del pm Paola Calleri era stata di otto mesi per ciascun imputato. Lo stesso pm aveva appellato la sentenza. Oggi in appello il pg Luigi Lenuzza ha chiesto un anno e sei mesi, la corte ha condannato gli imputati a otto mesi. (AGI) cli/ge

La Rassegna

«Giustiziata» la famiglia che tentò di salvare Vika

il Giornale - ‎2 ore fa‎
Quando sarà maggiorenne e forse riuscirà a tornare in Italia, Vika saprà che il suo «papà», la sua «mamma», i suoi «nonni» e tutti i suoi amici italiani ...

condannati i coniugi Giusto

La Repubblica - ‎9 ore fa‎
I coniugi Giusto, 'genitori affidatari' della bimba bielorussa Vika, da loro "rapita" per evitarne il rientro in patria, sono stati condannati a otto mesi ...

Adozioni: Vika, i coniugi Giusto condannati in appello

ANSA - ‎14 ore fa‎
(ANSA) - GENOVA, 18 MAR - I coniugi Giusto, genitori affidatari della bimba bielorussa 'rapita' per evitarne il rimpatrio, condannati a 8 mesi ciascuno in ...

BIMBA BIELORUSSA: GENOVA, CONIUGI AFFIDATARI CONDANNATI IN APPELLO (2)

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎14 ore fa‎
(AGI) - Genova, 18 mar. - La coppia di genitori che avevano la bambina in affidamento composta dai cogoletesi Alessandro Giusto e Maria Chiara Bornacin ...

BIMBA BIELORUSSA: GENOVA, CONIUGI AFFIDATARI CONDANNATI IN APPELLO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎14 ore fa‎
(AGI) - Genova, 18 mar. - Tutti condannati. Clamorosa sentenza di appello nel processo ai sette imputati accusati di sottrazione di minore nel caso di Maria ...

Regione autonoma Valle d'Aosta - ANSA Valle d'Aosta

ANSA Valle d'Aosta - ‎11 ore fa‎
(ANSA) - GENOVA, 18 MAR - "Rifarei la stessa cosa perché si parla di una bimba che aveva subito violenze e doveva essere tutelata". ...

Caso Vika,condannati in appello genitori affidatari della piccola

Virgilio - ‎11 ore fa‎
Colpo di scena nel processo per la bambina bielorussa Maria Vika, nascosta nel 2006 dai genitori affidatari per evitarne il rientro in patria. ...

Val d'Aosta, "rapimento" Vika: condannati i coniugi Giusto

Barimia - ‎11 ore fa‎
Alessandro Giusto e Maria Chiara Bornacin, marito e moglie, sono stati condannati a otto mesi ciascuno nel processo d'appello per il “rapimento” di Vika ...
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Di Loredana Morandi (del 19/03/2010 @ 08:18:37, in Osservatorio Famiglia, linkato 1362 volte)
Era ora!  Dopo le proteste dell'intero pianeta dell'antipedofilia, Aldo Busi si è estromesso da solo. Lo ha fatto con il prevedibile delirio caratteriale ed il turpiloquio antico di chi ricerca una modernità personale nei non valori attuali. Che stia pure tranquillo: lui, Aldo Busi, ha già dato molto a favore della violenza contro i minori, anche alimentando quei fautori dell'annichilimento delle famiglie delle piccole vittime. Taccia Grillini, perché dalle ricattatrici trans alle dichiarazioni filo pedofile di Busi, l'unica cosa che si vede bene è che il movimento omosessuale italiano NON prende e NON ha preso MAI alcuna posizione contro quelle  turpi devianze sessuali che da sempre si nascondono nei suoi ambienti. Due devianze che sollevano un enorme volume di "affari"...


RAI: ALDO BUSI ESCLUSO DA TUTTI I PROGRAMMI
 

(ASCA) - Roma, 18 mar - Rai ''off limits'' per Aldo Busi.

Dopo le dichiarazioni dello scrittore nella puntata di ieri de ''L'isola dei famosi'' - informa una nota della Rai -, il Direttore di Rai2, Massimo Liofredi, sentito il Direttore Generale della Rai Mauro Masi, ha ravvisato nel comportamento dello stesso Busi ''palesi e gravi violazioni delle regole e delle disposizioni contrattuali''.

Pertanto - spiega la nota aziendale -, Aldo Busi verra' escluso dalla partecipazione alle prossime puntate de ''L'isola dei famosi'' e dalle altre trasmissioni della Rai. red/mcc/bra

Le famosissime dichiarazioni sulle pedofilia di Busi, ospite di Maurizio Costanzo nel 1996.



La Rassegna

Isola dei Famosi, Busi attacca il Papa La Rai lo caccia: mai più in tv

La Stampa - ‎54 minuti fa‎
E dunque quando Simona Ventura e il suo staff dell'«Isola dei famosi» hanno invitato Aldo Busi, era chiaro che volevano andare a parare dove sono ...

Busi in tv salta il tappo par condicio

La Stampa - ‎39 minuti fa‎
Aldo Busi ha finalmente ottenuto l'anatema che tanto ha cercato. Ora nel martirologio degli eretici potrà giganteggiare come vittima sacrificale per ...

BUSI CONTRO IL PAPA. LA RAI LO CACCIA

GayNews - ‎16 minuti fa‎
Il giorno dopo lo showdown all´Isola dei famosi, in cui ha parlato dell´omofobia del Papa, Aldo Busi, che ha lasciato il reality, è bandito dal servizio ...
TV: GAY PROJECT, BUSI HA SBAGLIATO MA QUESTA E' CENSURA IRIS Press - Agenzia stampa nazionale

Tv/ Saltamartini (Pdl): Giusta l'esclusione del provocatore Busi

Virgilio - ‎14 ore fa‎
(Apcom) - "Ringrazio i vertici Rai per aver finalmente deciso l'esclusione dai programmi Rai del provocatore Aldo Busi. Un personaggio che si è esibito in ...

Novella 2000 (Blog) - ‎16 ore fa‎
Menomale se n'è andato... commenta: Busi, presenza inutile sull'Isola. Che ce l'han mandato a fare, se non per ricevere prima o poi qualche esternazione ...

Isola dei Famosi 2010: Aldo Busi e le sue dichiarazioni sulla ...

Italia Top Games - ‎06/mar/2010‎
Scheletri dall'armadio (nemmeno troppo nascosti) vengono fuori per Aldo Busi in occasione della sua partecipazione all'edizione 2010 dell'Isola dei Famosi. ...
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Di Loredana Morandi (del 19/03/2010 @ 14:10:26, in Sindacato, linkato 1847 volte)

Contrariamente a quel che qualcuno potrebbe aspettarsi esprimo tutta la mia solidarietà ai giornalisti indagati, perché i veri responsabili sono i Gruppi Editoriali e i signori Direttori Responsabili. Mi permetto di rivolgere un interrogativo ad alta voce: "Perché è competente la procura di Trani, quando il segreto istruttorio rivelato dai giornalisti è quello incustodito dei loro fascicoli?" La possibilità di dover assistere alla creazione delle "vittime" a copertura di fatti più gravi è lampante. Appello alla magistratura di Trani: "Scaricate la talpa..."

I provvedimenti contro Foschini e Viviano. Uno dei cronisti
perquisito nella sede del giornale a Roma. L'Fnsi: "Preoccupante"

Trani, inchiesta sulla fuga di notizie
indagati due giornalisti di Repubblica

di MAURO FAVALE


ROMA - Ci sono due indagati nell'inchiesta sulla fuga di notizie nella vicenda Rai-Agcom. Sono i giornalisti di Repubblica Giuliano Foschini e Francesco Viviano. Nell'ambito dell'inchiesta ieri sera è stata anche perquisita dalla Digos di Roma la scrivania di Viviano nella redazione centrale di Repubblica, in via Cristoforo Colombo. L'ispezione personale, durata circa un'ora, e volta alla ricerca dei documenti pubblicati lo scorso 17 marzo dal quotidiano, si è conclusa senza esito. La Digos ha sequestrato il computer del giornalista.

Ieri, intanto, a Bari il procuratore capo di Trani Carlo Maria Capristo ha ascoltato Foschini, convocato in un primo momento come persona informata sui fatti. L'incontro è avvenuto nella Questura del capoluogo pugliese. Insieme a Capristo erano presenti anche il suo aggiunto Francesco Giannella, il sostituto Giuseppe Maralfa e il dirigente della Digos di Bari che indaga sulla fuga di notizie. Foschini è stato ascoltato per due ore e mezza, rispondendo a tutte le domande. Poi la sua posizione è cambiata: da testimone è passato a indagato. Per questo si è resa necessaria la presenza degli avvocati. L'interrogatorio è proseguito per un'altra ora e mezzo durante la quale il giornalista di Repubblica ha continuato a rispondere alle domande del procuratore di Trani e degli altri inquirenti. Al termine della deposizione, durata in totale quattro ore, gli avvocati di Foschini, Paolo Mazzà, del foro di Roma e Francesco Paolo Sisto del Foro di Bari hanno rilasciato un comunicato congiunto nel quale sottolineano che "al termine dell'adempimento abbiamo richiesto l'archiviazione per la evidente insussistenza di elementi a carico del nostro assistito".

Sulla vicenda è intervenuto Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della Stampa definendo la perquisizione e l'interrogatorio "segnali preoccupanti di un clima pesante scatenatosi sui media".
Intanto si apprende che nei giorni scorsi sono stati ascoltati dalla procura di Trani altri giornalisti. E altri ancora verranno convocati nei prossimi giorni. Il fascicolo aperto dalla procura guidata da Capristo configura l'ipotesi di reato di rivelazione di segreti d'ufficio. L'inchiesta sulle presunte pressioni da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi su Rai e Agcom per la chiusura di alcune trasmissioni televisive è stata caratterizzata fin da subito da una fuga di notizie.
Trani è caccia alla "talpa"
Indagato giornalista

Si decide trasferimento

TRANI - Nel giorno in cui i legali di Silvio Berlusconi incontrano i magistrati della Procura di Trani che lo indagano, una seconda fuga di notizie inquieta il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, che già venerdì aveva promesso di andare sino in fondo per scoprire chi avesse fornito a «Il Fatto Quotidiano» notizie in anteprima sull’indagine a carico del presidente del consiglio, del commissario dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi Botti, e del direttore del Tg1, Augusto Minzolini.

CACCIA ALLA TALPA - Da ieri «la caccia alla talpa è a tutto campo ed ancor più incisiva». Così Capristo, in un breve incontro con la stampa a fine mattinata, dopo la pubblicazione su giornali di vario orientamento di ampi stralci delle conversazioni telefoniche del premier intercettate indirettamente, mentre parlava con gli altri indagati.

Le conversazioni sono state registrate dalla Guardia di Finanza di Bari fino al 28 dicembre scorso. E’ in quella data, infatti, che le bobine della caserma del lungomare di Bari smettono di registrare le conversazioni originariamente disposte a carico di Francesco Fontana e Massimo Quarra, legali rappresentanti dell’American Express Italia, accusati dal pm Michele Ruggierodi truffa ed usura nell’ambito dell’inchiesta sulle revolving cards della multinazionale.

Oggi la Digos, incaricata proprio di scoprire le talpe, convocherà in questura i primi giornalisti per sentirli sul tema. Gli atti delle intercettazioni ed il rapporto furono depositati dalla GdF alla Procura di Trani il 5 marzo scorso, dunque dopo oltre 2 mesi dallo stop alle intercettazioni. Lunedì 8 marzo, il pm Ruggiero ha iscritto Berlusconi, Minzolini e Innocenzi nel registro degli indagati per le rispettive accuse di concussione e minaccia all’Agcom, rivelazione di segreto di procedimento penale e favoreggiamento. Cinque giorni dopo, la prima fuga di notizie, seguita da quella di ieri proprio mentre nell’ufficio di Capristo erano al lavoro gli ispettori di Angelino Alfano, a cui però imagistrati tranesi hanno opposto il segreto istruttorio.

Al mutismo degli inquirenti e degli ispettori si è aggiunto quello dei legali del premier che dopo un’ora di colloquio coi magistrati tranesi non hanno inteso rilasciare alcuna dichiarazione. Gli avvocati Niccolò Ghedini, Piero Longo ed il barese Filiberto Palumbo hanno depositato un’istanza con cui chiedono lo stralcio della posizione del premier ed il trasferimento degli atti al Tribunale dei Ministri di Roma. Ma non è detto che ciò avvenga e ciò potrebbe avere una sola spiegazione: i reati contestati al premier non atterrebbero all’esercizio delle sue funzioni, vale a dire che Berlusconi avrebbe commesso i presunti reati per un fine che prescinde dal suo ruolo istituzionale e cioè evitare trasmissioni Rai che offuscassero la propria reputazione, a partire da «Annozero» di Michele Santoro.

LA FUGA DI NOTIZIE - L’inchiesta sulla fuga di notizie è seguita personalmente da Capristo e dall’aggiunto Francesco Giannella: si mira ad accertare se la talpa sia nel Palazzo di Giustizia tranese o negli uffici della Guardia di Finanza di Bari. La stessa, peraltro, che ha condotto la dirompente inchiesta su Giampi Tarantini, per cui pure ci fu una fuga di notizie alla luce della quale il procuratore di Bari, Antonio Laudati , ha delegato le indagini al Servizio Centrale Operativi della Polizia di Roma.

L’OMBELICO DEL MONDO - Alla domanda dei giornalisti se si attendono nuovi interrogatori o imminenti sviluppi dell’inchiesta, Capristo taglia corto: «Se volete restare a Trani fatelo, ma per visitare la bellissima città». Alle 14 piazza Duomo comincia a svuotarsi, con un fuori programma: l’arrivo di un’ambulanza del 118 per soccorrere un cineoperatore scivolato e perciò dolente ad una caviglia. A forza di inseguire immagini di una storia e di una città che sembra diventata l’ombelico del mondo. Almeno fino a ieri.

di ANTONELLO NORSCIA

ORE 11.05 - DI PIETRO: NESSUN COMPLOTTO, ACCERTATI REATI
"La magistratura non fa complotti maindagini ed accerta chi ha commesso reati”. Così Antonio Di Pietro, leader Idv, commenta le parole del premier sull'esistenza di un complotto ai suoi danni. “Oggi non sono venuti fuori solo le intercettazioni che riguardano comportamenti immorali e antidemocratici del presidente del Consiglio – spiega il leader Idv a Montecitorio - oggi sono stati disposti arresti anche a Bari nei confronti di alti esponenti, ex assessori regionali del Pd e quindi di un partito diverso da quello del premier a dimostrazione che la Magistratura fa il suo dovere e non hanno colpa i magistrati se ci sono alcuni politici che pretendono di imbavagliare l'informazione e prendere mazzette”.

ORE 11.36 - ROTONDI: ABBASSARE TONI, CRESCE TENSIONE PAESE
«C'è un’onda di forte tensione che monta nel Paese che dovrebbe indurre tutti i protagonisti ad abbassare i toni. La politica sta dando il peggio di sè». Lo dichiara il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi.

ORE 11.37 - INTERROGAZIONE DE MAGISTRIS A COMMISSIONE UE
L'eurodeputato IdV Luigi de Magistris ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea in merito all’attuale inchiesta della Procura di Trani sul caso RAI-AGCOM. De Magistris chiede alla Commissione di accertare se le pressioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mirate ad influenzare l’attività dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), abbiano costituito una violazione alla nuova direttiva comunitaria sui servizi audiovisivi senza frontiere in merito all’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione. Nell’interrogazione presentata dall’eurodeputato IdV, si fa anche riferimento all’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE che sancisce il principio del pluralismo dei mezzi di informazione.

ORE 11.48 - BELISARIO: PRESSIONI SU CC EMERGENZA DEMOCRATICA
«Non bastavano le pressioni su Masi, Minzolini e Innocenzi e l’interpretazione fantasiosa delle parole del presidente della Repubblica. Ora emerge che Berlusconi avrebbe fatto pressioni anche su un generale dei carabinieri, un fatto gravissimo, da vera emergenza democratica». Lo ha detto il presidente dei senatori dell’IdV Felice Belisario.

«Cosa ancora deve emergere – chiede Belisario – per costringere Berlusconi a chiedere scusa a tutti gli italiani? E' da quando è sceso in politica che pensa solo a risolvere i suoi affari. Le pressioni in politica sono un malcostume che c'è sempre stato, ma in questo caso davvero si è superato ogni limite. Chiunque altro al suo posto si sarebbe già dimesso per molto meno. Per fortuna – conclude Belisario – le elezioni sono alle porte e saranno gli italiani a dargli una bella spallata».

ORE 11.50 - MANCINO: ALFANO ARRABBIATO? LEGITTIMA ISPEZIONE
Il vice presidente del Csm, NicolaMancino, che a Milano è intervenuto alla commemorazione di Guido Galli, ucciso dai terroristi, ha ribadito la legittimità del ministro della Giustizia di inviare gli ispettori a Trani spiegando però che il loro intervento non può “comprimere” l'autonomia delle indagini. “Alfano – ha spiegato Mancino – si è un pò arrabbiato ma noi abbiamo sempre ribadito la facoltà del ministero di inviare gli ispettori che non possono comprimere le indagini che sono autonome e rientrano nei poteri dei giudici requirenti. Ora attendiamo. L’uno e l’altro marciano su binari paralleli ma non convergenti”.

Il vice presidente del Csm, a proposito di alcuni titoli comparsi oggi sulla stampa, ha quindi commentato: “Noi abbiamo sempre ribadito che è facoltà del ministero in qualunque momento inviare gli ispettori. C'è un’assoluta autonomia delle indagini da parte dei giudici e nel rispetto di quest’autonomia non c'è nessuna possibilità di interferenza fra l’attività ispettiva e quella delle indagini. Questo abbiamo detto sin dall’inizio, se poi i titoli vengono deformati o adattati anche per finalità di tipo politico io non posso rispondere”.

ORE 14:00 - VENERDì LA DECISIONE SUL TRASFERIMENTO DEGLI ATTI A ROMA
Deciderà domani il pool di magistrati della procura di Trani, che indaga sulla vicenda Rai-Agcom, sul trasferimento a Roma di parte dell’inchiesta. Lo stralcio riguarda solo uno dei tre indagati, il premier Silvio Berlusconi, e non invece, il direttore del Tg1, Augusto Minzolini nè il commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi. Lo si è appreso al termine di un incontro svoltosi in procura a Trani fra i magistrati e il legale di Berlusconi, l’avv.Filiberto Palumbo. Gli atti riguardanti questo stralcio dell’inchiesta, qualora i pm decidano per il trasferimento, dovrebbero finire al Tribunale dei Ministri di Roma.

ORE 15:15 - CSM, NON SERVE ISTRUTTORIA SU ISPEZIONE
Non c'era la necessità di fare attività istruttoria sull'ispezione in corso alla procura di Trani, anche perchè nessuno dei magistrati di quell'ufficio ha segnalato al Csm «problemi o irregolarità» nel rapporto con gli 007 inviati da Alfano. Così Ezia Maccora, presidente della Sesta Commissione del Csm spiega le ragioni per cui la Commissione ha optato per una scelta diversa e dunque ha deciso di non acquisire nemmeno il mandato degli ispettori, come aveva invece chiesto durante la riunione di oggi, uno dei suoi componenti il laico del Pd Vincenzo Siniscalchi. Una scelta che, sottolinea, non può essere interpretata come una marcia indietro. «Non c'è stata nessuna frenata, perchè non c'è stata alcuna accelerazione. Noi ci siamo mossi nell’ambito della richiesta che ci è arrivata dal Comitato di presidenza, che ha tracciato una strada ben precisa, ribadita dal Presidente della Repubblica e ritenuta assolutamente condivisibile da tutti i componenti della Commissione - dice Maccora - Peraltro non ci risultano problemi legati all’ispezione in corso e quindi non abbiamo avuto la necessità di fare attività istruttoria».

Anche Siniscalchi esclude frenate da parte del Csm. Ricorda che la maggioranza dei consiglieri ha chiesto di aprire una pratica sull'ispezione di Trani per l'impressione di «una strana sincronia tra la notizia dell’inchiesta e l’annuncio da parte del ministro dell’ispezione a Trani, che quindi poteva assumere un carattere punitivo a priori». E ammette che «l'unica indagine possibile era quella di acquisire il mandato ispettivo, ma - osserva - è prevalsa l'idea non farla». Una scelta che tuttavia,secondo il laico del Pd, non pregiudica l’esito del documento finale: «potremmo concludere che il provvedimento del ministro è legittimo, ma anche che può presentare forzature di carattere istituzionale che ingenerano sospetti».

Quel che è certo allo stato che la risoluzione a cui lavorerà la Commissione oltre a riaffermare i contini tra l'attività degli ispettori e la possibilità per i magistrati di tutelare la propria autonomia con l’opposizione del segreto sugli atti di indagine, si soffermerà anche sui poteri del ministro e su quelli del Csm, a cui i magistrati devono rivolgersi in caso di problemi con gli 007 del Guardasigilli.  E' una materia su cui esiste un’ampia giurisprudenza del Csm, visto che la prima risoluzione di questo tipo risale al 1988 e che da allora si sono succedute numerose delibere: quattro negli anni Novanta ai tempi di Mani Pulite, una importante nel 2003 che segnò i paletti per gli 007 del Guardasigilli, partendo dal no opposto loro dai pm di Milano Ilda Boccassini e Gherardo Colombo alla consegna del fascicolo 9520,da cui scaturirono i processi Imi-Sir e Sme; la più recente risale invece a un anno fa, quando il Csm si occupò degli ispettori inviati da Alfano dai pm di Bari che indagavano sul ministro Fitto.

ORE 20:15 - INDAGATO GIORNALISTA DI REPUBBLICA
Il giornalista di Repubblica Giuliano Foschini ha lasciato la questura dove è stato interrogato per alcune ore nell’ambito dell’indagine aperta dalla Procura di Trani sulla fuga di notizie riguardanti l’inchiesta Rai-Agcom.
Foschini, convocato quale persona informata sui fatti, è passato nel ruolo di indagato ed è stato sentito dal procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, e dal procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella, alla presenza di funzionari della Digos. Non si conosce ufficialmente il reato contestato al giornalista. Il fascicolo d’inchiesta era stato aperto con l'ipotesi di reato di rivelazione di segreti d’ufficio. Foschini è assistito dagli avvocati Francesco Paolo Sisto, del foro di Bari, e Mazzà, del foro di Roma.

ORE 21:05 - I LEGALI DEL GIORNALISTA CHIEDONO ARCHIVIAZIONE
Nel corso dell’audizione del giornalista di Repubblica Giuliano Foschini, ascoltato in questura a Bari dai pubblici ministeri del tribunale di Trani come persona informata sui fatti in relazione ad una presunta fuga di notizie sull'inchiesta Rai-Agcom, «a maggiore garanzia» del giornalista «i magistrati hanno ritenuto opportuna la presenza dei difensori». Lo riferiscono in una nota gli avvocati Paolo Mazza, del foro di Roma, e Francesco Paolo Sisto, del foro di Bari. «Al termine dell’adempimento – scrivono i legali – abbiamo richiesto l’archiviazione per la evidente insussistenza di elementi a carico del nostro assistito».

ORE 21:45 - PERQUISITA SEDE ROMANA DI REPUBBLICA
Uomini della polizia giudiziaria, aquanto si è appreso, hanno perquisito questa sera a Roma, nella redazione del quotidiano la Repubblica, la postazione di lavoro del giornalista Francesco Viviano, che si è occupato in questi giorni dell’inchiesta Rai-Agcom della procura della Repubblica di Trani.

Nel pomeriggio, un altro cronista del quotidiano, Giuliano Foschini, in servizio nella redazione di Bari, è stato prima interrogato dai magistrati pugliesi come persona informata dei fatti e poi è stato sentito in qualità di indagato nell’ambito dell’indagine aperta per rivelazione di segreti d’ufficio.

Gazzetta del Mezzogiorno

La Rassegna

BAT — Gli atti dell'inchiesta relativa al premier Silvio ...

Corriere della Sera - ‎12 minuti fa‎
BAT — Gli atti dell'inchiesta relativa al premier Silvio Berlusconi, accusato di pressioni sull'Agcom per bloccare la messa in onda di Annozero, ...

Trani, inchiesta sulla fuga di notizie indagati due giornalisti di ...

La Repubblica - ‎5 ore fa‎
ROMA - Ci sono due indagati nell'inchiesta sulla fuga di notizie nella vicenda Rai-Agcom. Sono i giornalisti di Repubblica Giuliano Foschini e Francesco ...

Rai-Agcom: ispettori Alfano rientrati

ANSA - ‎19 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 18 MAR -E' terminata la prima fase dell'inchiesta amministrativa disposta dal ministro della Giustizia Alfano presso gli uffici giudiziari di ...

Rai: inchiesta Procura Trani, giornalista ascoltato su fuga notizie

Libero-News.it - ‎19 ore fa‎
Bari, 18 mar. (Adnkronos) - Un giornalista del quotidiano 'La Repubblica' e' stato ascoltato questo pomeriggio per alcune ore dal Procuratore capo della ...

TG 18.03.10 Inchiesta Trani, si cerca la talpa

ANTENNASUD - ‎22 ore fa‎
Torniamo a parlare dell'inchiesta di Trani. Ieri è stata la giornata dei difensori di Berlusconi arrivati a Trani per chiedere il trasferimento degli atti ...

Rai: inchiesta Procura Trani su premier verra' trasferita a Roma

Libero-News.it - ‎18/mar/2010‎
Trani, 18 mar. (Adnkronos) - Il fascicolo dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Trani sulle presunte pressioni che il presidente del Consiglio ...

«Non siamo una Procura "rossa"»

Corriere della Sera - ‎18/mar/2010‎
TRANI—«Ma porca miseria....». Alle otto meno un quarto del mattino il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, ha già di che irritarsi. ...

TRANI: CAPRISTO, NON SIAMO TOGHE ROSSE. SIAMO DA PARTE GIUSTIZIA

Agenzia di Stampa Asca - ‎18/mar/2010‎
(ASCA) - Roma, 18 mar - ''Ma quale procura rossa, io non ci sto a questo gioco. Io ei miei procuratori stiamo da una sola parte che e' quella della ...

Procura nervosa Capristo smentisce la «sfuriata» contro il suo pm

il Giornale - ‎17/mar/2010‎
Tensione alla procura di Trani? Il capo in persona dell'ufficio, Carlo Maria Capristo si affretta a smentire. E così ieri, in risposta al «Corriere della ...

TRANI - Nessuna «sfuriata» nei confronti del pm Ruggiero: lo ha ...

Corriere della Sera - ‎17/mar/2010‎
TRANI - Nessuna «sfuriata» nei confronti del pm Ruggiero: lo ha confermato il procuratore della Repubblica, Carlo Maria Capristo, in un brevissimo incontro ...

Rai-Agcom, in procura a Trani è caccia alle talpe

TraniWeb - ‎1 ora fa‎
E' terminata la prima fase dell'inchiesta amministrativa disposta dal ministro della Giustizia Angelino Alfano presso gli uffici giudiziari di Trani. ...

Documenti trafugati: ascoltato un cronista

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎3 ore fa‎
BARI - Il documento contenente le telefonate di Berlusconi al commissario Innocenzi potrebbe essere stato trafugato da un ufficio del tribunale di Trani. ...

Trani, indagati giornalisti Repubblica

L'Essenziale - ‎3 ore fa‎
di ELISABETTA AMODEO. Scrivanie sottosopra e computer sequestrati per le due penne della Repubblica Giuliano Foschini e Francesco Viviano. ...

Procura Trani: chiusa l'inchiesta

Corriere Canadese - ‎8 ore fa‎
TRANI - Si è conclusa la prima fase dell'inchiesta amministrativa alla procura di Trani disposta dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. ...

Rai-Agcom: ispettori Alfano rientrati

euronews - ‎18 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 18 MAR -E' terminata la prima fasedell'inchiesta amministrativa disposta dal ministro dellaGiustizia Alfano presso gli uffici giudiziari di ...

Bari: intercettazioni, ascoltato il giornalista di Repubblica

L'Unione Sarda - ‎21 ore fa‎
Viene ascoltato in queste ore nella questura di Bari il giornalista di Repubblica Giuliano Foschini, in relazione alla pubblicazione di alcune ...

Inchiesta Trani, Carlo Maria Capristo: "Non siamo una Procura Rossa"

Barimia - ‎18/mar/2010‎
Dopo il caos scoppiato a causa della fuga di notizie sulle intercettazioni telefoniche che vedrebbero indagato il presidente del Consiglio, ...

Trani, Capristo: Non siamo una Procura rossa

Newnotizie - ‎18/mar/2010‎
La sua Procura è nell'occhio del ciclone e calamita l'attenzione nazionale per la presenza di imputati eccellenti coinvolti nell'inchiesta appena aperta. ...

Due pesi due incazzature

L'Opinione - ‎18/mar/2010‎
Silvio Berlusconi, intercettato, s'incazza come un picchio con Giancarlo Innocenzi perché Michele Santoro continua processarlo in diretta su Rai 2. ...

“Non siamo una procura rossa”

Corriere2000 - ‎18/mar/2010‎
”Ma quale procura rossa, io non ci sto a questo gioco. Io ei miei procuratori stiamo da una sola parte che è quella della giustizia”. ...

Trani/ Procuratore Carlo M. Capristo: Non siamo una procura rossa

Virgilio - ‎18/mar/2010‎
Quella di Trani non è una "procura rossa": lo assicura il procuratore Carlo Maria Capristo, che, in un'intervista al 'Corriere della sera', afferma: "Ma ...

Trani/ Ispettori in procura, Capristo: C'e' collaborazione

Virgilio - ‎17/mar/2010‎
Dopo gli incontri di ieri in procura a Bari, gli ispettori del ministero della Giustizia che stanno valutando l'operato dei magistrati di Trani che lavorano ...

Come non riflettere

Giustizia Giusta ® - ‎17/mar/2010‎
Come non riflettere quando un Procuratore Capo della Repubblica (nella fattispecie quello di Trani, Carlo Maria Capristo) si dichiara intenzionato a non far ...

Indagine su Berlusconi, Capristo si concede ai cronisti

Radiobombo - ‎17/mar/2010‎
Al termine dell'ennesima giornata di grandi attese e di insistente attenzione mediatica su piazza Duomo, il Procuratore Angelo Maria Capristo ha tenuto una ...

Inchiesta Trani, il procuratore capo: "Con gli ispettori clima di ...

Dire (Abbonamento) - ‎17/mar/2010‎
ROMA - "Ci tengo a precisare, perché non si alimentino fantasie, che l'audizione di ieri sera si è svolta in un clima di grande serenità e di leale ...

RAI-AGCOM: PROCURA TRANI, RICHIESTA A CAMERA? ATTO SEGRETO

Primaonline.it - ‎17/mar/2010‎
(ANSA) - TRANI, 17 MAR - La richiesta di utilizzare processualmente il contenuto delle telefonate del premier Silvio Berlusconi “fa parte di un atto ...

Fuga di notizie, indagato giornalista

Il Secolo XIX - ‎16 ore fa‎
Il giornalista di Repubblica Giuliano Foschini ha lasciato la questura dove è stato interrogato per alcune ore nell'ambito dell'indagine aperta dalla ...
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Di Loredana Morandi (del 20/03/2010 @ 02:59:43, in Magistratura, linkato 1427 volte)
Abu Omar: Sismi 'salvato' da due governi

Segreto di Stato non giustifica rapimento, per Pollari una 'comoda scappatoia'

19 marzo, 19:07

MILANO - Gli ex appartenenti del Sismi, tra i quali l'ex direttore Nicolò Pollari, imputati nella vicenda del sequestro di Abu Omar, "non sono stati neppure giudicati per scelta e decisione" dei due governi, Prodi e Berlusconi, che hanno apposto il segreto di Stato. Lo scrive il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, che ha presentato appello contro la sentenza di primo grado. Spataro scrive che in primo grado "gli imputati di nazionalità statunitense, non protetti da alcun segreto di Stato, sono stati giudicati e condannati", mentre "quelli italiani appartenenti al Sismi non sono stati neppure giudicati per scelta e decisione del presidente del Consiglio". Una conclusione, questa, che secondo Spataro "non appare accettabile in qualsiasi democrazia costituzionale" e che viola il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

"L'errore-chiave" della sentenza di primo grado sulla vicenda del sequestro di Abu Omar, con cui é stato dichiarato il 'non doversi procedere' nei confronti degli ex componenti del Sismi per l'esistenza del segreto di Stato, sta in una "ingiustificata interpretazione" della sentenza della Corte costituzionale che nel 2009 aveva fissato i paletti del segreto di Stato sulla questione, sottoliena Spataro che ha presentato appello.

Il pm, nei motivi d'appello, riporta la decisione della Consulta che spiegava che "sono coperti da segreto di Stato sia i rapporti con gli altri servizi informativi, sia le modalità organizzative ed operative del servizio, ancorché collegati o collegabili al fatto reato meglio noto come sequestro Abu Omar". Secondo il pm il giudice di primo grado ha dato "della congiunzione 'ancorche'" una "ingiustificata interpretazione estensiva (...) come se avesse la portata di includere qualsiasi attività sia lecita, che illecita collegata al sequestro di Abu Omar".

Cosa che, scrive Spataro, "non è in alcun modo asserito nella sentenza della corte costituzionale". Questo, spiega ancora Spataro, è "l'errore-chiave riscontrabile in sentenza", quello che ha poi portato alla sentenza di non doversi procedere" nei confronti degli ex appartenenti del Sismi, tra cui Niccolò Pollari.

SEGRETO DI STATO NON GIUSTIFICA RAPIMENTI - Il segreto di Stato opposto sulla vicenda del sequestro dell'ex imam di Milano ha minato il "principio fondamentale", secondo cui "la necessità di tutela della sicurezza dei cittadini" non può "giustificare in alcun modo rapimenti e torture", afferma ancora Spataro che parla di un segreto di stato 'ambiguo e dilatato' e 'tardivamente opposto da due governi'.

Il procuratore aggiunto ha presentato appello anche riguardo al 'non doversi procedere' per tre imputati in relazione all'immunità diplomatica e per tutti gli altri imputati condannati, tra cui appartenenti alla Cia, in relazione alla "eseguita" delle pene inflitte. Riguardo al segreto di Stato, il pm scrive che "sembra perfino superfluo dover ribadire dinnanzi alla Corte d'Appello che la necessità di tutela della sicurezza dei cittadini (...) non può giustificare in alcun modo rapimenti e torture delle persone sospettate di essere terroristi o condannate per tale ragione".

Eppure, scrive ancora il pm, "in questo processo, a causa di un ambiguo e dilatato segreto di Stato, tardivamente opposto da due governi (...) il suddetto principio fondamentale, certamente da collocarsi tra quelli su cui si fonda la nostra democrazia, rischia di essere in concreto disapplicato".

SEGRETO DI STATO 'COMODA SCAPPATOIA' - Il segreto di Stato è stato "una comoda scappatoia" per l'ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari. "Mai come in questo caso - scrive Spataro - il segreto di Stato è apparso una comoda scappatoia per tutti gli imputati italiani del sequestro, ancor più che per Pollari, per evitare il confronto con la realtà processuale e la conseguente inevitabile condanna". Spataro parla di una "scelta" che "appare ancora più singolare ed utilitaristica", dato che in sede di indagini c'erano state ammissioni da parte degli imputati italiani "nonostante il governo, come afferma la Corte Costituzionale, avesse già apposto il segreto di Stato".
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Sia l'amministrazione ad individuare
il personale per il lavoro post-elettorale



Siamo fermamente convinti che vada garantito il diritto dei cittadini ad esprimersi democraticamente, tuttavia, dato lo stato di emergenza, è opportuno lasciare all’Amministrazione, che non vuole occuparsi dei veri problemi che da anni affliggono i lavoratori della giustizia, la responsabilità di individuare i dipendenti incaricati dello svolgimento delle operazioni post- elettorali.

Saluto Tutti
Pina Todisco
Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego
Confederazione Unitaria di Base




A TUTTI I LAVORATORI DELLA GIUSTIZIA

Sia l’amministrazione ad individuare il personale necessario
allo svolgimento del lavoro post-elettorale


Mentre prosegue la mobilitazione del personale con presidi e manifestazioni in tutte le sedi giudiziarie, l’Amministrazione ed il Governo restano sordi alla protesta dei lavoratori.
Con una precaria condizione di lavoro è già difficile garantire l’ordinario, figuriamoci cosa potrà accadere con lo straordinario impegno richiesto al personale in occasione delle prossime consultazioni elettorali.
Siamo fermamente convinti che vada garantito il diritto dei cittadini ad esprimersi democraticamente, tuttavia, dato lo stato di emergenza, è opportuno lasciare all’Amministrazione, che non vuole occuparsi dei veri problemi che da anni affliggono i lavoratori della giustizia, la responsabilità di individuare i dipendenti incaricati dello svolgimento delle operazioni post- elettorali.
In un momento in cui non è possibile garantire, per carenza di personale, il quotidiano smaltimento delle attività ordinarie rendiamo evidenti le nostre ragioni non offrendo spontaneamente la nostra disponibilità al lavoro post elettorale.

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Di Loredana Morandi (del 20/03/2010 @ 04:47:54, in Magistratura, linkato 1270 volte)
A giudizio ex procuratore Santa Maria Capua Vetere
Per accuse di abuso d'ufficio e calunnie


Roma, 19 mar. (Apcom) - L'ex procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei, è stato rinviato a giudizio, a Roma, per le accuse di abuso d'ufficio e calunnie. Il magistrato, quando era in carica, secondo la contestazione a lui mossa, avrebbe indagato su due colleghi per fatti che si sono rivelati poi insussistenti.

A chiederne il rinvio a giudizio il pm Giancarlo Amato. Il processo, che comincerà a settembre, è stato disposto dal gup, Maurizio Silvestri. Maffei mise sotto inchiesta la moglie dell'ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, la signora Sandra Lonardo.
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Di Loredana Morandi (del 20/03/2010 @ 22:12:32, in Politica, linkato 1374 volte)
Cara Sinistra,

ti scrivo, così non ti distrai neppure per un momento... Questa manifestazione partecipatissima del PdL te la sei cercata, l'hai chiamata e oggi l'hai ottenuta, perché hai fatto "partito" dove non c'era.



Berlusconi ha chiamato la piazza e la piazza ha risposto. Così, nessuno dei mezzi che usi abitualmente è stato risparmiato, neppure Facebook il nuovo mezzo delle campagne elettorali di Di Pietro, perché il popolino che non è "chic" e neppure "radical" comprende molte più cose di quanto non crediate.



E' inutile affannarsi a cercare il confronto tra le piazze, perché a noi che siamo la sinistra può apparire solo la menzogna. Il foto confronto che è stato messo in circolazione da La Repubblica è tra l'odierna manifestazione e quella del 15 febbraio 2003 contro la guerra all'Iraq. Un evento con il quale i Radicali e la Bonino, che manifestavano pro Israele durante il bombardamento di Gaza, non hanno NULLA a che fare.



E nulla hanno a che spartire con quell'evento Bersani o un Di Pietro, entrambi assenti dai movimenti pacifisti "per carattere". I berluscones poi, oggi hanno dato prova di non dover invidiare neppure il concerto del Primo Maggio e sono più uniti, anche grazie a noi.



Peccato, perché in quella piazza pacifista di San Giovanni di tanto tempo fa c'erano pure i "Magistrati", io lo so, perché la magistratura italiana firmò il testo dell'appello contro l'attacco unilaterale all'Iraq nella versione da me predisposta per l'associazionismo nelle professioni dello Stato. Una piazza che, costretta con durezza a guardare solo quello che vede l'occhio, apre il cuore e si rivolta anche "contro le istituzioni" e gli "incomprensibili" cavilli della iperburocrazia nazionale, che priva del voto gli elettori.



"Ti piace vincere facile?" diviene la domanda di "giustizia" di uno striscione, quando quella  stessa piazza aveva già dato il  grido del "Fermate la guerra ai Magistrati" e il primissimo "girotondo". Colpa nostra?



Certamente, perché nel falso giustizialismo che si riconosce in de Magistris si è persa l'etica dei Magistrati dei grandi processi. E si è persa anche l'eredità di "mani pulite", se oggi stesso Di Pietro ha potuto partecipare in video conferenza alla manifestazione di Pirate Bay, la lobby nera della pedofilia internazionale riunita a Roma, insieme con i truculenti avvocati italiani della Pornografia telematica. E si, c'era anche il radicale Cappato, a far compagnia a tutti i  nuovi fornitori di  "escort" e "servizi per il sesso", nonché ai fautori della distruzione totale dell'indotto delle professioni legate al cinema e allo spettacolo.




Non vi sorprendete quindi delle richieste del popolino, se chi vi scrive in merito alle millantate "libertà telematiche" di Di Pietro e della Wolfram & Hart (Attorneys at Law, specialize in representing demons) può opporre seduta stante il metodo "scientifico della calunnia" di un sito del porno commerciale, che istiga a delinquere ai danni suoi e della sua famiglia e viola la sua privacy da più di un anno e mezzo: Impunito.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/pdl_santoro.jpg

Altri, a mio avviso, saran puniti proprio dalla vuota professione di fede. Morto Berlusconi, magari durante una ennesima campagna elettorale o per un infarto a seguito della ennesima istigata aggressione, cadranno tutti i non valori rappresentati oggi dal presentatore ex deputato e dai troppi galoppini  dallo stile inconfondibile alla Travaglio per "l'inutilità" oggettiva e culturale. Sarò profetica: in un lontano futuro li cacceranno proprio da "sinistra". E già oggi scelgono piazze piccole come Bologna un ventesimo di Roma per far pienone,  inoltre chiedendo soldi a manetta, tanto da far sembrare regalia davvero "illustre" il costo pagato di un biglietto "metro".

Così, cara sinistra mia, quello che ti stai perdendo sono gli italiani, pure i tuoi..
.. tra le file delle persone per bene.

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