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 .. il poeta è immortale, dedicato a R.B.... di Lunadicarta
 
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Vi è una sola cosa peggiore dell'ingiustizia: la giustizia senza la spada in mano. Quando il diritto non è la forza è male.

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 16/03/2010 @ 21:49:12, in Politica, linkato 1271 volte)
Giustizia/ Alfano: Sedi disagiate, no a manovre dilatorie Csm
Non vorrei fosse perché ci sono le elezioni del Consiglio

 Roma, 16 mar. (Apcom) - Nell'affrontare e risolvere il problema delle sedi disagiate "il Csm perde tempo, non vorrei lo facesse anche perché ci sono le elezioni del Consiglio e magari appare impopolare a qualcuno procedere con i trasferimenti di ufficio e quindi per non perdere voti alle correnti si lasciano sguarnite le sedi disagiate". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano parlando con i giornalisti a margine di una sua audizione a San Macuto.
Per coprire le sedi disagiate "io ho fatto la mia parte fino in fondo", ha aggiunto Alfano riferendosi al decreto ad hoc varato dal Governo e ora "c'è il rischio che denuncio con turbamento inquietudine che per aspettare l'immissione in ruolo di nuovi vincitori di concorso che avverrà tra un anno si perda ancora tempo".

TRANI: ALFANO, NESSUN CONFLITTO CON CSM MA NON SI FACCIA POLITICA

Il caso degli ispettori inviati dal ministero di Giustizia a Trani, dopo l'inchiesta Rai-Agcom non apre alcun conflitto con il Consiglio Superiore della Magistratura anche se quest'ultimo deve dimostrare di non fare politica pe quanto riguarda, ad esempio, la copertutra delle sedi giudiziarie disagiate. Lo ha detto il Guardasigilli Angelino Alfano commentando il caso con i giornalisti a margine della sua audizione presso la commissione parlamentare ecomafie. ''Io non ho alcun conflitto con il Csm - ha spiegato Alfano - rilevo solo che il Consiglio Superiore della Magistratura si candida, non in quanto organo nel suo insieme, ma per manovre dilatorie, che forse alcuni hanno in mente, per presentare un Csm che lascera' sguarnite le sedi disagiate''. Riferendosi al recente decreto che ha studiato il meccanismo proprio per la copertura di queste sedi giudiziarie, Alfano ha sostenuto che: ''Io ho fatto la mia parte fino in fondo. Il Csm, evidentemente, non vuole utilizzare lo strumento dei trasferimenti di ufficio ma c'e' il rischio, che per aspettare l'immissione in ruolo di nuovi vincitori di concorso, che avverra' tra circa un anno, il Csm abbia tentazioni di manovre dilatorie''. Ricordando, poi, i successi che lo Stato sta ottenendo nella sua lotta contro la criminalita' organizzata, lo stesso Guardasigilli ha aggiunto che, invece, ''il Csm perde tempo a coprire le sedi disagiate, perche' siccome ci sono le elezioni nello stesso organismo, pare impopolare procedere a trasferimenti di ufficio, per non perdere qualche voto per le loro correnti. Ma le procure di frontiere vanno immediatamente coperte - ha poi detto Alfano - e chiedero' ogni giorno che si riuniscano per risolvere il problema, perche' altrimenti - ha concluso - significa che fanno politica invece che risolvere i problemi della giustizia''.

Trani/ Alfano: Nessun conflitto con Csm ma non faccia politica
"Risolvere problemi giustizia, rischio sedi disagiate sguarnite"

"Io non ho nessun conflitto con il Csm" ma l'organo di autogoverno della magistratura, che oggi dovrebbe discutere sul caso degli ispettori inviati a Trani dal Guardasigilli, "deve risolvere i problemi della giustizia e non fare politica". Lo dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, parlando con i giornalisti al termine di una sua audizione davanti alla commissione sulle ecomafie a San Macuto. Il Guardasigilli smentisce di avere conflitti con il Csm ma, aggiunge, "rilevo solo che si candida, non in quanto organo nel suo insieme, ma per manovre dilatorie, che forse alcuni hanno in mente, a essere il Csm che lascerà sguarnite le sedi disagiate". (segue)

Trani/ Alfano: Nessun conflitto con Csm ma non faccia... -2-
"Ogni giorno chiederò di risolvere problemi sedi disagiate"

Roma, 16 mar. (Apcom) - Alfano ha sottolineato che "io chiederò ogni giorno che il Csm si riunisca per risolvere il problema delle sedi disagiate, le procure di frontiera vanno immediatamente coperte". "Altrimenti - ha concluso Alfano - vuol dire che il Consiglio fa politica invece di risolvere i problemi della giustizia".

Giustizia/ Mancino: Nessuna polemica con Alfano su sedi disagiate
Verso soluzione questione, oggi plenum mette a concorso 72 posti

Nessuna polemica con il ministro della Giustizia sulla copertura dei vuoti negli organici nelle sedi disagiate. Lo dice il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, rispondendo ai giornalisti che gli chiedono di commentare le critiche che il Guardasigilli, Angelino Alfano, ha avanzato nei confronti del'atteggiamento dell'organo di autogoverno delle toghe. "Non intendiamo polemizzare con il ministro", taglia corto Mancino, ricordando che proprio oggi il plenum del Csm è riunito in "seduta straordinaria per avviare a soluzione la questione dei trasferimenti d'ufficio". Sono 72 i posti vacanti negli uffici giudiziari di tutta Italia che il Csm mette a concorso, la maggior parte dei quali requirenti, per rimediare alle carenze di organico. Molti dei vuoti sono al Sud: a Catanzaro sono vacanti 14 posti, 12 da pm e 2 da giudici; a Palermo mancano 11 pm; a Caltanissetta sono vuote 9 poltrone, 6 pm e 3 giudici; a Messina mancano 8 magistrati, 7 pm e un giudice; a Reggio Calabria ne servono 7, 2 dei quali giudici. Per quanto riguarda, invece, gli uffici del Nord mancano 2 pm nel distretto di Torino e 3 in quello di Brescia. Dopo una iniziativa analoga precedente, oggi dunque il Csm pubblica un ultimo bando per verificare la disponibilità di magistrati ad andare a ricoprire questi posti vacanti prima di procedere, in caso di assenza di aspiranti, ai trasferimenti d'uffico. Le domande degli interessati dovranno essere inviate entro il prossimo 9 aprile.

Giustizia/ Mancino: Nessuna polemica con Alfano su sedi... -2
Presidente Commissione:Fatti dimostrano che agito in tempi record

 Roma, 16 mar. (Apcom) - A rivendicare i "tempi record" del lavoro del Csm per coprire i vuoti nelle sedi disagiate è il presidente della Terza Commissione Alfredo Viola, togato di Unicost. La messa a concorso dei posti, spiega, è "un passaggio che la legge prevede" prima di disporre i trasferimenti d'ufficio: "Verifichiamo quanti colleghi sono disposti con benefici economici e di punteggio ad andare a ricoprire i posti vacanti".
"Abbiamo provveduto in tempi brevissimi - insiste Viola replicando alle critiche del ministro -. Si fa un processo alle nostre intenzioni, mentre le nostre intenzioni sono quelle di porre rimedio ad una situazione difficile negli uffici giudiziari del Sud e non solo. Con i fatti noi abbiamo dimostrato che, rispetto ad una legge approvata 20 giorni fa, abbiamo agito in tempi record".

Giustizia/ Ucpi: Fra Csm ed Anm gioco di sponda su sedi disagiate
Vogliono solo evitare i trasferimenti di ufficio

Roma, 16 mar. (Apcom) - ,L'Unione Camere Penali Italiane condivide le preoccupazioni del Ministro Alfano "su possibili manovre dilatorie" del Consiglio Superiore della Magistratura sui trasferimenti d'ufficio per la copertura delle sedi disagiate.
"Queste stesse preoccupazioni - sostengono le Camere Penali in una nota- sono state da noi manifestate nei giorni scorsi a fronte dei segnali contraddittori ed equivoci provenienti dal CSM e sono oggi ancor più vive in ragione della ferma contrarietà dell'Associazione Nazionale Magistrati ai trasferimenti d'ufficio. E' significativo poi che il Vice Presidente del CSM anziché porre immediata soluzione alla drammatica situazione causata dai vuoti di organico sia rimasto in silenzio quando il sindacato delle toghe ha posto il veto ai trasferimenti d'ufficio ed ha intimato allo stesso CSM, minacciando il ricorso alla via giudiziaria, di violare la legge".
"Forse a Palazzo dei Marescialli pesa l'aria dell'imminente campagna elettorale per il rinnovo del CSM - concludono i penalisti - o forse, più semplicemente, fra CSM ed ANM è in atto un gioco di sponda, tendente da entrambi i lati ad evitare ad ogni costo i trasferimenti d'ufficio imposti per legge"
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Di Loredana Morandi (del 17/03/2010 @ 16:32:52, in Sindacati Giustizia, linkato 1210 volte)
Spiacente, ma non c'ero.

Protesta addetti settore giustizia davanti tribunale Roma

Organizzata da Fp-Cgil, Uil-Pa, Flp e Rdb-Pubblico Impiego.


Roma, 17 mar. (Labitalia) - Circa 200 lavoratori del ministero di Grazia e Giustizia stanno manifestando davanti alla sede del Tribunale di Roma di piazzale Clodio, al cui interno contemporaneamente si tiene la conferenza stampa del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e del ministro per la Pubblica Amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, su 'L'innovazione digitale nel processo penale'.

Il presidio è stato organizzato da Fp-Cgil, Uil-Pa, Flp e Rdb-Pubblico Impiego "contro l'ennesimo accordo - come si legge in una nota della Cgil - separato firmato il 15 dicembre scorso, il nuovo contratto integrativo che squalifica il personale giudiziario dal ministero e da due organizzazioni sindacali". "Un presidio, quello di oggi, che segue -prosegue- le mobilitazioni messe in campo in questi mesi dai sindacati non firmatari, come lo sciopero promosso dai lavoratori giudiziari lo scorso 5 febbraio".

"I lavoratori - ha dichiarato il responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil nazionale, Michele Gentile - sono in lotta contro chi sfascia la giustizia con un accordo firmato da chi non vuole che quest'ultima funzioni”. Come spiega Nicoletta Grieco, coordinatrice nazionale del comparto giustizia della Fp-Cgil, "protestiamo contro il nuovo ordinamento professionale firmato dalla minoranza delle organizzazioni sindacali e dall'amministrazione, che porterà a un peggioramento del servizio, con 7.900 cancellieri e 1.700 ufficiali giudiziari in meno da assegnare alle funzioni loro attribuite dalla legge". "Questa è una protesta -ha aggiunto- per chiedere la garanzia, costituzionalmente riconosciuta, di dignitose condizioni di lavoro per gli operatori della giustizia, e di un sistema equo ed efficiente per i cittadini".

"La logica politica - ha concluso la sindacalista - di chi strumentalizza il tema giustizia è insopportabile, e la nostra mobilitazione continuerà fin quando non avremo risposte sul fronte degli stanziamenti e dell'organico, ma soprattutto fin quando non sarà dato modo alle organizzazioni sindacali di partecipare alle decisioni e di espletare il proprio ruolo, ruolo che i ministri Alfano e Brunetta, nei loro rispettivi dicasteri, hanno costantemente continuato a non riconoscere, mostrando intolleranza al dissenso e incapacità di confrontarsi sul piano della democrazia sindacale e del pluralismo".
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Di Loredana Morandi (del 17/03/2010 @ 16:38:09, in Sindacati Giustizia, linkato 1334 volte)
POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA:
PUBBLICITA' PROGRESSO


Nel Decreto Legge 193/2009 del 29 dicembre all’articolo 4, è contenuta una vera e propria rivoluzione per il sistema giustizia. L'articolo, rubricato "Misure urgenti per la digitalizzazione della giustizia", prevede, tra le altre cose, che:

• Nel processo civile e nel processo penale, tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica si effettueranno, nei casi consentiti, tramite Posta Elettronica Certificata (PEC).

• Viene modificato l’articolo 51 del D.L. 112/2008, poi trasformato in legge 133/2008, “Le comunicazioni e notificazioni ex art. 170, comma 1 c.p.c. e ex art. 192, comma 1,  c.p.c. e ogni altra comunicazione al consulente sono effettuate all’indirizzo di PEC comunicato dall’ordine.

• Allo stesso modo si procederà per le notificazioni a persona diversa dall’imputato ex art. 148 c.p.p. comma 2 bis, 149, 150, 151 comma 2, c.p.p.

• Viene introdotto un articolo 149-bis (Notificazione a mezzo posta elettronica) al c.p.c. dove si regolamenta la notificazione via PEC anche del documento originariamente analogico.

Non ultima, la circolare 1/2010/DDI del dipartimento per la digitalizzazione della PA, presso Presidenza del Consiglio, che impone il collegamento dei sistemi di protocollo informatico e di gestione documentale a sistemi idonei a ricevere e trasmettere documenti sia con posta elettronica semplice e sia con PEC. 

Se si investisse in modo serio sulla PEC, connessa alla firma digitale, si potrebbe realizzare effettivamente quell'amministrazione digitale di cui tanto si parla, al contempo sarebbe logico e doveroso informare adeguatamente il personale circa le misure di sicurezza che si intendono adottare per garantire un sistema efficiente e sotto continuo controllo e monitoraggio.

Le tematiche della sicurezza, impongono inevitabilmente una forte sensibilizzazione del personale sulle piattaforme che vengono utilizzate. Sensibilizzare, formando il personale dell'Amministrazione, significa affrontare le problematiche di vulnerabilità che contraddistinguono ogni innovazione tecnologica dando risposte e rassicurazioni certe. Apparentemente ed in pratica l'operatività che richiede l'adozione della PEC è alquanto semplice ed intuitiva.

E' particolarmente complessa invece, l'infrastruttura che c'è dietro, ed è indispensabile conoscerla allo scopo di rendere gli operatori effettivamente consapevoli degli strumenti che utilizzeranno e dei rischi e delle responsabilità richieste.

Le norme per una giustizia digitale ci sono finalmente, e sono le più belle del mondo, qualcuno, però, si è ricordato di avvertire e formare i lavoratori, di preoccuparsi di far funzionare i sistemi,  computer e server  come richiederebbe un innovazione di questo tipo? Di assumere nuovi informatici, visto l'esiguo numero dei presenti, di cui molti svolgono compiti di assistenza sistemistica. Di assumere nuovi analisti di organizzazione visto che i flussi di lavoro verranno pesantemente modificati? 

A tutto questo l'Amministrazione risponde con il silenzio assoluto, saranno i lavoratori, in perfetta solitudine, come nel passato, che dovranno auto istruirsi sui nuovi codici, confrontarsi con i nuovi software, rischiare in prima persona se qualcosa non funziona. Ma tant'è.

Di annunci roboanti oramai siamo abituati, ma dietro essi non c'è nulla, come diceva un insuperabile Robert De Niro nel film gli intoccabili “solo chiacchiere e distintivo”.

Roma, 17 Marzo 2010
RdB P.I. – Esecutivo Giustizia

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Il più grave peccato del falso giustizialismo sul carrozzone degli "antiberlusconiani": far perdere il senso delle istituzioni alla popolazione. Il reato è lo stesso per il quale è stato condannato Previti, ma non si vede all'orizzonte un magistrato del taglio morale della Boccassini. E mi dispiace davvero...

Inchiesta Trani: intercettazioni alla stampa, ma negate agli ispettori ministeriali

L’inchiesta della procura di Trani, balzata agli onori della cronaca a sole due settimane dalle elezioni regionali di fine marzo e che vede indagato il premier Silvio Berlusconi, che avrebbe fatto pressioni per chiudere Annozero,  ripropone il problema della pubblicazione delle intercettazioni sui giornali durante lo svolgimento delle indagini preliminari. E riapre lo scontro tra i poteri, offuscando una campagna elettorale ormai contrassegnata da colpi bassi contro il centrodestra.

Ormai la vicenda sta assumendo tratti sempre più surreali: la magistatratura che intercetta il premier (qui alcuni stralci pubblicati da il Giornale), mentre sta indagando su fatti completamente estranei alla politica; le intercettazioni, prima ancora che siano stati inviati gli avvisi di garanzia, vengono pubblicate su il Fatto e amplificate da tutti gli altri quotidiani; il Guardasigilli invia alcuni ispettori per fare chiarezza, ma i magistrati di Trani si rifiutano di fare vedere le carte: “Sono coperte dal segreto istruttorio”; il Csm chiede una verifica sull’ispezione disposta dal ministro Alfano, che contrattacca: “Il Csm viola la costituzione”. Per concludere con l’intervento del presidente della Repubblica: “Rispettare indagini e ispettori”.

Il premier Silvio Berlusconi punta il dito contro l’alleanza tra magistrati di parte e opposizione, che puntualmente si rinsalda in occasione delle elezioni (e questa volta a pochi giorni dall’apertura delle urne). Un affondo durissimo, come quello contenuto in una lettera inviata ai Club della libertà:

“Da quando sono sceso in campo, alla vigilia di ogni sfida elettorale, l’alleanza ormai scoperta tra la sinistra e una parte della magistratura interviene indebitamente nella campagna elettorale per influenzare il voto dei cittadini. Ci hanno provato in Lombardia e a Roma dove non hanno consentito la presentazione delle nostre liste ed hanno cercato di far credere a tutti che la colpa fosse dei nostri delegati. Ci provano anche con le ormai consuete accuse ad orologeria enfatizzate dai giornali compiacenti”.

E non sono pochi gli osservatori a sottolineare come il problema sia proprio a monte della vicenda: perché le intercettazioni finiscono direttamente sulla prima pagina di un quotidiano, prima ancora che i diretti interessati venissero a conoscenza di essere indagati? E il fatto che le intercettazioni siano finite a un giornalista, che le ha pubblicate, prima ancora che gli indagati siano stati avvisati non è forse una violazione del segreto istruttorio?

Lo ha spiegato, per esempio, in un suo editoriale il direttore de l’Opinione, Arturo Diaconale, il quale sottolineava come in vicende analoghe non si riesca mai ad arrivare al vero responsabile che passa sottobanco le intercettazioni ai cronisti:

“La bizzarria non è nella spiegazione giuridica dell’annuncio del magistrato pugliese. Cioè nel fatto che gli atti sono coperti da segreto istruttorio. E, quindi, non possono essere resi noti neppure agli ispettori ministeriali. E’, piuttosto, nella costatazione che il presunto segreto istruttorio è stata già abbondantemente violato. Sono giorni che la stampa nazionale, dopo le prime rivelazioni de ‘Il Fatto’ di Antonio Padellaro e Marco Travaglio, si è buttata a pesce nella vicenda raccontando in lungo ed in largo i dettagli delle telefonate intercettate (…) Nessuno esclude che in qualche caso ad aggirare il segreto istruttorio sia stato un cancelliere, un avvocato, un funzionario di polizia o un qualsiasi funzionario del Tribunale. Ma nessuno può negare che fino ad ora non si sia mai verificato un caso in cui sia stato identificato un responsabile di un simile reato”.

Senza contare che l’inchiesta, come sottolineato da Carlo Federico Grosso (professore di Diritto penale all’Università di Torino) su la Stampa, pone più di un interrogativo procedurale, in quanto la ”Procura della Repubblica di Trani, competente per i reati di truffa ed usura per i quali stava procedendo, è, palesemente, incompetente rispetto alle presunte condotte delittuose emerse dalle 18 conversazioni casualmente intercettate fra Berlusconi, Innocenzi e Minzolini, poiché è pacifico che esse non sono state commesse a Trani, ma nei luoghi dove gli interlocutori si trovavano al momento delle telefonate” (i magistrati hanno spiegato che solo una telefonata di Minzolini è partita dalla piazza principale di Trani e che quindi tutto è di loro competenza).

Ma il vero scandalo infine, per dirla con il senatore Gaetano Quagliariello (Pdl), è che non vi sia ormai più “alcun aspetto della vita privata” dei cittadini considerato “degno di tutela in un Paese - per questo sì - ridotto ormai alla stregua dello Zimbabwe”.

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Di Loredana Morandi (del 17/03/2010 @ 16:53:16, in Magistratura, linkato 1407 volte)
Grazie dott. Pavich ! Quelle notizie "si basano su atti di indagine sicuramente coperti da segreto investigativo, dunque non pubblicabili neppure per riassunto; basta leggere gli articoli 114 e 329 del codice di procedura penale".


L’indebita fuga di notizie
dall’indagine di Trani
 
di Giuseppe Pavich*
 
Notizie di stampa relative ad indagini in corso a Trani riferiscono di forme di pressione che l’attuale premier avrebbe esercitato sull’AGCOM (tramite il commissario Giancarlo Innocenzi) al fine di far cessare la messa in onda di trasmissioni “sgradite” (Annozero, Ballarò ecc.). In tale tourbillon di anticipazioni è emerso il nome di Cosimo Ferri, membro del CSM, il quale, sempre secondo tali notizie, avrebbe avuto un ruolo di non meglio precisata “consulenza” giuridica nelle iniziative volte alla soppressione di tali programmi.

Il merito della vicenda è tutto da verificare; negli articoli si fa diffuso, ma generico riferimento ad intercettazioni telefoniche da cui l’intera vicenda viene estrapolata. Lo stesso comunicato stampa del cons. Ferri, nel quale l’interessato precisa di avere solo espresso valutazioni personali nei suoi colloqui con Innocenzi, è necessariamente sintetico poiché sulla vicenda sono in corso indagini, sebbene lo stesso Ferri auspichi che le sue conversazioni vengano pubblicate al più presto, “in modo che emerga con chiarezza la natura delle conversazioni avute''.

Se si guarda ai termini in cui la vicenda è stata riportata, non viene indicato alcun elemento specifico da cui desumere che l'intervento del cons. Ferri promesso al premier da Innocenzi ci sia davvero stato, e sia stato nei termini in cui lo avrebbe presentato lo stesso Innocenzi; né vi sono elementi per escludere che quella di Innocenzi sia stata una mera promessa, un escamotage per tacitare l'interlocutore, o addirittura una millanteria.

Nonostante un quadro così incerto, è stata subito accreditata l'ipotesi che Ferri avrebbe contribuito con suoi pareri ad azioni mirate alla chiusura di alcuni programmi televisivi. E si è scatenata la bagarre: articoli che riportano il disagio di alcuni colleghi sulle mailing lists interne, e l’accusa di "correntismo" già rivolta a Ferri in passato da gruppi avversari; e poi l’apertura di una pratica pesantemente critica nei suoi confronti da parte della maggioranza dei colleghi al CSM. Di qui l’amarezza con la quale Ferri collega gli attacchi alla sua persona alle “ormai prossime elezioni del CSM”,  facendogli “pensare assai male sui reali obiettivi che si vogliono raggiungere'': un velato richiamo a dinamiche interne all’ordine giudiziario.

Se nel merito ancora molto è da chiarire (e il fatto che si dia per scontato ciò che non lo è accresce i dubbi), di sicuro vi è che le notizie si basano su atti di indagine sicuramente coperti da segreto investigativo, dunque non pubblicabili neppure per riassunto; basta leggere gli articoli 114 e 329 del codice di procedura penale per rendersene conto; tant’è che sarebbe stato aperto un fascicolo per violazione del segreto d’ufficio. Insomma, se le regole fossero state rispettate, di tutta questa storia non dovremmo sapere nulla. Senza dire dei dubbi sulla competenza territoriale, sul fatto che le conversazioni riguarderebbero anche parlamentari con tutto ciò che ne consegue, sul fatto che le conversazioni sarebbero state captate nel corso di tutt’altra indagine.
Ve n’è abbastanza per valutare i fatti con molta cautela e misura; molta più di quanta non ne è stata usata finora.

Magistrato del tribunale di La Spezia*
www.radiocarcere.com
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Regionali: Vito, nessuna irregolarita'
da ufficio centrale Roma su presentazione liste


Roma, 17 mar. (Adnkronos) - "Le operazioni di ricezione delle liste da parte dell'Ufficio centrale circoscrizionale presso il Tribunale di Roma sono state oggetto di verifica anche attraverso l'esame delle relazioni dei preposti al Servizio d'ordine e dai controlli effettuati non sono emersi elementi sintomatici di irregolarita' e di disfunzioni dell'Ufficio centrale circoscrizionale ne' sono state rilevate condotte censurabili dei magistrati addetti".

Lo ha sottolineato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, rispondendo alla Camera durante il Question time ad un'interrogazione dell'Api a proposito della mancata presentazione della lista del Pdl alla Regionali del Lazio nella circoscrizione di Roma e provincia.

Nota: io, dopo anni e anni di faticose trattative con la Questura, durante le quali mi sono conquistata la stima di tanti funzionari, vorrei sapere: "La manifestazione del die-in è permessa all'interno del Tribunale di Roma? Si o no?
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Di Loredana Morandi (del 17/03/2010 @ 17:45:22, in Politica, linkato 1440 volte)
L'associazione Magistrati esprime "preoccupazione" per l'iniziativa del ministro della Giustizia.

Napolitano: rispetto per autonomia pm
ma anche per ispezioni

"Vanno rispettate l'autonomia delle indagini e l'autonomia degli interventi ispettivi disposti dal Ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri", dice il Capo dello Stato. L'associazione magistrati esprime "preoccupazione per l'iniziativa del ministro della Giustizia".

Roma, 17-03-2010  "Vanno rispettate - in tutti i casi, compreso quello oggi all'attenzione dell'opinione pubblica - l'autonomia delle indagini e l'autonomia degli interventi ispettivi disposti dal Ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri". Lo scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in una nota.

Mancino: chi governa eviti drammatizzazioni
Rimesse dal capo dello Stato "le questioni al loro posto", chi ha "responsabilità istituzionali e di governo, se davvero vuole accogliere l'auspicio del Capo dello Stato di evitare 'drammatizzazioni e contrapposizioni, come sempre fuorvianti', si comporti di conseguenza". E' quanto dice il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, replicando (senza citarlo direttamente) al ministro della giustizia Angelino Alfano.

L'ispezione disposta dal ministro della Giustizia a Trani e' legittima, ma non deve interferire nelle indagini in corso in quell'ufficio giudiziario. Lo precisa il vicepresidente del Csm Nicola Mancino all'indomani della dura presa di posizione del Guardasigilli Angelino Alfano contro la decisione dell'organo di autogoverno della magistratura di aprire una pratica per verificare proprio i 'confini' di quella ispezione.

"Con la decisione di affidare alla sesta Commissione consiliare competente sull'ordinamento giudiziario al pratica proposta da molti consiglieri in seguito all'inchiesta della Procura di Trani, il comitato di presidenza del Csm - sottolinea Mancino - non ha messo in discussione la legittima facolta' del ministro di inviare ispettori in quell'ufficio. Il comitato ha, pero', anche precisato che nessuna ispezione puo' interferire nelle indagini giudiziarie".

Gli avvocati di Berlusconi chiedono il trasferimento degli atti a Roma
Una pagina e mezza "molto tecnica" nella quale si sollevano dubbi sulla competenza della Procura di Trani sull'inchiesta Rai-Agcom e si chiede il loro trasferimento degli atti a Roma. E' quanto gli avvocati di Silvio Berlusconi Niccolo' Ghedini, Piero Longo e Filiberto Palumbo hanno portato questa mattina in Procura a Trani. Il collegio legale si e' intrattenuto circa due ore con i magistrati titolari dell'inchiesta Rai-Agcom e con il procuratore Capo Carlo Maria Capristo.

La giunta dell'Anm esprime "preoccupazione per l'iniziativa del ministro della Giustizia di disporre un'ispezione presso la Procura di Trani che, per le modalita' e i tempi in cui e' stata avviata e per l'oggetto della stessa, rischia di alterare il corretto rapporto tra le attivita' di indagine degli uffici di procura e i poteri ispettivi del Ministro".
L'Anm rivendica di avere "piu' volte sottolineato come l'inizio di attivita' ispettive e soprattutto il loro annuncio a mezzo stampa, per ogni indagine che assuma rilevanza esterna, secondo una prassi purtroppo consolidata e che risale anche ai precedenti Ministri, rappresenta oggettivamente un'interferenza sulle indagini in corso e rischia spesso di suonare come un'intimidazione nei confronti dei magistrati interessati dall'ispezione".
"In questo contesto - denunciano ancora i vertici dell'Anm - appaiono particolarmente gravi le dichiarazioni del ministro della Giustizia che, di fronte alla ineccepibile iniziativa del Consiglio superiore della magistratura di aprire una pratica relativa all'ispezione, trattandosi di questione 'connessa a rapporti istituzionali', ha accusato l'organo di governo autonomo di violare la Costituzione.
L'Anm considera, inoltre, "gravi e intollerabili gli insulti che, anche in questa occasione, il presidente del Consiglio ha rivolto alla magistratura".
Rainews 24

La Rassegna

Napolitano su Trani: "Rispettare l'autonomia dei pm e degli ispettori"

La Stampa - ‎20 minuti fa‎
Vanno «rispettate in tutti i casi l'autonomia delle indagini el'autonomia degli interventi ispettivi disposti dal Ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri»: lo afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una dichiarazione ...

L'Anm: l'ispezione interferisce

Il Sole 24 Ore - ‎1 ora fa‎
L'inchiesta della procura di Trani, che vede indagato Berlusconi per presunte pressioni sull'Agcom per far chiudere programmi Rai a lui sgraditi, continua a essere al centro del dibattito politico. Soprattutto dopo lo scontro che ha opposto il ministro ...

Napolitano: Niente scontri tra Csm e ministero su inchiesta Trani

Virgilio - ‎27 minuti fa‎
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ammonisce: Niente contrapposizioni tra Csm e ministero della Giustizia sull'inchiesta di Trani. Serve rispetto per le indagini e per gli ispettori inviati dal ministro Angelino Alfano, su cui il Csm ha ...

Alfano: «Meno male che c'è Napolitano»

Il Sole 24 Ore - ‎4 ore fa‎
senza la presidenza di Napolitano». Si è espresso così il ministro della Giustizia Angelino Alfano commentando con i giornalisti, a margine della conferenza stampa sulla digitalizzazione informatica del tribunale di Roma, le parole del capo dello Stato ...

Trani/Mancino: Alfano ascolti Napolitano, eviti contrapposizioni

APCOM - ‎1 ora fa‎
Roma, 17 mar. (Apcom) - Il vice presidente del Csm Nicola Mancino replica al ministro della Giustizia Angelino Alfano che ha criticato l'organo di autogoverno della magistratura sulla vicenda dell'invio degli ispettori alla procura di Trani, ...

Rai-Agcom: Alfano, buon senso Napolitano

ANSA - ‎2 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 MAR - Napolitano 'si e' ancora una volta confermato il piu' alto presidio di equilibrio e di buon senso'. Secondo il Guardasigilli, l'intervento del Csm sull'invio degli ispettori ministeriali a Trani 'e' stato veramente un fuor ...

E il Pdl compatto da Bondi a Bocchino «chiama» il Quirinale

Corriere della Sera - ‎2 ore fa‎
Ora che l'offensiva del Csm contro il Guardasigilli ha innescato quello che lo stesso Alfano definisce «un conflitto devastante», è chiaro che lo scontro sull'inchiesta di Trani finirà per chiamare in causa il Quirinale. Perché è vero che il premier ha ...

Napolitano: rispetto per indagini e ispettori. Alfano apprezza

Virgilio - ‎2 ore fa‎
Dopo gli incontri di ieri in procura a Bari, gli ispettori del ministero della Giustizia che stanno valutando l'operato dei magistrati di Trani che lavorano sull'inchiesta Rai-Agcom sono arrivati nella procura pugliese. E sulle polemiche innescate ...

Trani/ Al Csm stupore per attacco Alfano,ma Napolitano... -2-

Virgilio - ‎3 ore fa‎
Del resto, un caso simile è avvenuto di recente, nel luglio del 2009, ricorda Mario Fresa, anche lui togato del Movimento per la giustizia e relatore di quella pratica: "Il caso era identico, il ministro Alfano inviò gli ispettori a Bari sul caso Fitto ...

Trani/ Al Csm stupore per attacco Alfano,ma Napolitano rassicura

Virgilio - ‎3 ore fa‎
Roma, 17 mar. (Apcom) - Stupiti e increduli di fronte all'"attacco" al Csm venuto dal ministro della Giustizia per un'iniziativa legittima. Rassicurati, invece, dalle parole del capo dello Stato, "in sintonia" con le posizioni dell'organo di ...

Rai: al Csm stupore per attacco Alfano

Adnkronos/IGN - ‎3 ore fa‎
Roma, 17 mar. - (Adnkronos) - I consiglieri di Palazzo dei Marescialli si dicono stupiti di fronte all''attacco' al Csm arrivato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano per un'iniziativa che considerano legittima. Ma allo stesso tempo si sentono ...

Giustizia/ Alfano: Da Csm non accetterò più pareri non... -2-

Virgilio - ‎4 ore fa‎
Alfano ha sottolineato che per quanto riguarda i pareri del Csm "se li avrò chiesti li accoglierò ben volentieri, ma se non sarà stato così e me li manderanno io rimanderò indietro il postino per restituirli a Palazzo dei Marescialli". ...

Ispettori a Trani, scontro Csm-Alfano

Corriere della Sera - ‎18 ore fa‎
Il ministro contesta l'ok a una pratica sull'ispezione. I pm di Trani: «Gli 007 Via Arenula non vedranno gli atti» inchiesta rai-agcom/SANTORO SENTITO 2 ORE DAI PM. il PREMIER: «LIBERTà MUTILATA» Il ministro contesta l'ok a una pratica sull'ispezione. ...

ALFANO, NAPOLITANO PIU' ALTO PRESIDIO EQUILIBRIO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎4 ore fa‎
(AGI) - Roma, 17 mar - "Il Presidente della Repubblica si e' ancora una volta confermato il piu' alto presidio di equilibrio e buon senso della realta' delicata che stiamo vivendo". Cosi' il ministro della Giustizia Angelino Alfano commenta le ...

Trani / Capristo: Digos al lavoro su fuga notizie

Virgilio - ‎3 ore fa‎
La Digos di Trani è al lavoro per indagare sulle fughe di notizie che stanno caratterizzando l'inchiesta Rai-Agcom. Lo ha confermato il procuratore capo della cittadina pugliese Carlo Maria Capristo. "Stiamo indagando a 360 gradi in tutte le sedi non ...

Alfano: 'non accetterò più dal Csm pareri non richiesti'

C6.tv - ‎1 ora fa‎
Roma. "Il Presidente della Repubblica si è ancora una volta confermato il più alto presidio di equilibrio e di buon senso nella realtà delicata che stiamo vivendo, non voglio neanche immaginare cosa sarebbe questo Csm senza la presenza del Presidente ...

"Il Guardasigilli non ci fa paura inchiesta seria e faremo un pool"

La Repubblica - ‎14/mar/2010‎
TRANI - Sarà il pubblico ministero Michele Ruggiero a coordinare il pool di magistrati che si occuperà dell'inchiesta sulle pressioni del premier per bloccare Annozero. Lo ha deciso Carlo Maria Capristo, procuratore di Trani dal 2008, in passato in ...

Alfano: "Csm non faccia politica" Trani, "ispettori sono al lavoro"

TGCOM - ‎16/mar/2010‎
"Io non ho nessun conflitto con il Csm" ma l'organo di autogoverno della magistratura, che oggi dovrebbe discutere sul caso degli ispettori inviati a Trani dal Guardasigilli, "deve risolvere i problemi della giustizia e non fare politica". ...

Il Csm apre pratica sull'ispezione a Trani

Il Messaggero - ‎8 ore fa‎
I pm: ispettori non vedranno i fascicoli. Berlusconi: a Trani libertà mutilata e offesa. Santoro: pressioni su Annozero sono pubbliche. Mancino: rispettare autonomia toghe. Di Pietro: metodi mafiosi ROMA (16 marzo) - Scontro tra il Consiglio superiore ...

Alfano: il Csm viola la Costituzione

Rainews24 - ‎20 ore fa‎
Diventa sempre piu' aspro lo scontro tra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il Consiglio superiore della magistratura sull'ispezione alla procura di Trani, che ha messo sotto inchiesta il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. ...

Trani, Napolitano: "Rispettare indagini e ispettori"

La Repubblica - ‎5 ore fa‎
ROMA - "E' auspicabile che in un periodo di particolari tensioni politiche qual è quello della campagna per le elezioni regionali, si evitino drammatizzazioni e contrapposizioni, come sempre fuorvianti, sul piano istituzionale". ...

CSM: ALFANO, NON ACCETTERO' PIU' PARERI NON RICHIESTI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎4 ore fa‎
(AGI) - Roma, 17 mar - Il Guardasigilli Angelino Alfano non accettera' piu' dal Csm pareri su atti legislativi del Governo se non espressamente richiesti dallo stesso ministro. "Noi - ha detto Alfano commentando ancora lo 'scontro' con Palazzo dei ...

Agcom, Mancino: ispezione a Trani legittima, ma no interferenze

Reuters Italia - ‎6 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Dopo che ieri il Consiglio superiore della magistratura ha aperto una pratica sull'ispezione disposta dal ministro della Giustizia alla procura di Trani, oggi il vice presidente del Csm Nicola Mancino ha detto che la missione degli ...

Alfano: Napolitano "presidio di buon senso", Csm sleale

Reuters Italia - ‎4 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "si è ancora una volta confermato il più alto presidio di equilibrio e di buon senso nella realtà delicata che stiamo vivendo". Lo ha detto oggi il Guardasigilli Angelino Alfano, ...

Comitato di presidenza del Csm convoca Ferri

ANSA - ‎16/mar/2010‎
Il Comitato di presidenza del Csm ha convocato per oggi pomeriggio il consigliere Cosimo Ferri, finito nelle intercettazioni dell'inchiesta di Trani, in cui è indagato il presidente del Consiglio, per colloqui avuti con il commissario di Agcom ...

Agcom, Napolitano difende operato Csm

Reuters Italia - ‎5 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Dopo che il Consiglio superiore della magistratura ha aperto ieri una pratica sull'ispezione disposta dal ministro della Giustizia alla procura di Trani, il presidente della Repubblica, che è anche il numero uno del Csm, ...

Indagine Agcom, procuratore capo Trani: non temiamo ispettori

Reuters Italia - ‎14/mar/2010‎
ROMA (Reuters) - L'inchiesta di Trani sulle intercettazioni che vedono coinvolto il presidente del Consiglio è "seria", quindi la Procura pugliese, dove i magistrati stanno lavorando in un clima di "armonia", non teme l'invio degli ispettori del ...

TRANI: MANCINO, ISPETTORI NON iNTERFERISCANO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎7 ore fa‎
(AGI) - Roma, 17 mar. - L'ispezione disposta a Trani dal guardasigilli Alfano "e' legittima", ma "non deve interferire" con le indagini in corso. Lo dichiara il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, rispondendo cosi' al ministro della Giustizia che ...

Trani,Mancino:"Ispezione legittima"."Ma nessuna interferenza con ...

TGCOM - ‎6 ore fa‎
"Il Comitato di presidenza del Csm non ha messo in discussione la legittima facoltà del ministro di inviare ispettori alla procura di Trani, ma ha anche precisato che nessuna ispezione può interferire nelle indagini giudiziarie". ...

Alfano: "Trani, talpe da punire"

Il Tempo - ‎16/mar/2010‎
Il Guardasigilli: "Le talpe saranno individuate e punite". Oggi è cominciata l'ispezione ministeriale. Il conduttore Santoro, ascoltato in Procura a Trani, sta valutando se costituirsi parte civile. «Gli ispettori da oggi cominceranno a lavorare senza ...
 
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Di Loredana Morandi (del 17/03/2010 @ 17:57:47, in Magistratura, linkato 1346 volte)
Trani: Pm, segreto indagini vale per tutti
Il magistrato lo aveva detto ieri prima di audizione ispettori


(ANSA) - TRANI, 17 MAR - L'indagine Rai-Agcom e' coperta dal segreto investigativo che vale sia per indagati che per gli ispettori: ha ribadito il pm Ruggiero.

Nell'inchiesta di Trani e' indagato per concussione e minacce ai danni dell'Agcom anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il pm Michele Ruggiero aveva preannunciato la decisione di opporre il segreto istruttorio agli ispettori conversando con i cronisti prima di essere ascoltato, ieri sera, dagli 007 di via Arenula.


Domanda: Quindi Travaglio è tecnicamente indagato per  la rivelazione di "segreti investigativi" e di reati accessori come la corruzione: di pubblico ufficiale, personale dipendente pubblico, consulenti esterni del Tribunale, magistrati e/o , ecc... ??? Gli italiani devono capire...
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Di Loredana Morandi (del 17/03/2010 @ 18:13:38, in Economia, linkato 1760 volte)
Al lavoro il pm Alfredo Robledo e il gup Simone Luerti, si tratta del primo processo sul tema. Il solo precedente risale all'inghilterra della fine degli anni '90.

Derivati: rinvio a giudizio per DB, Ubs, JPMorgan, Depfa Bank


MILANO (MF-DJ)--Il Gup del tribunale di Milano Simone Luerti ha disposto il rinvio a giudizio per 13 persone e 4 banche nell'ambito dell'inchiesta per truffa aggravata su operazioni di derivati effettuate dal Comune di Milano. In particolare, si e' appreso da una fonte, il Gup ha disposto il rinvio a giudizio per Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank e per 11 funzionari di banca e 2 ex-manager del comune di Milano.

Secondo il Pm titolare dell'inchiesta, Alfredo Robledo, ci sarebbero state delle presunte irregolarita' sull'emissione di un bond da 1,68 mld di euro per un guadagno illecito, a favore delle banche, di circa 100 milioni a danno del Comune di Milano. Il pm commentando la decisione del Gup ha detto che si tratta della "tappa di un percorso, e' un passaggio delicato ma un passaggio". Il rinvio a giudizio disposto dal tribunale di Milano e' il primo di carattere penale tra l'Europa e gli Stati Uniti, mentre per l'ambito amministrativo ci fu un solo precedente negli anni 90 in Inghilterra quando un tribunale sentenzio' che i comuni non potevano fare derivati. La prima udienza si terra' il prossimo 6 maggio davanti alla quarta sezione penale. mcn/sm

(END) Dow Jones Newswires
March 17, 2010 08:46 ET (12:46 GMT)

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Derivati: DB, dipendenti hanno agito con integrita'

MILANO (MF-DJ)--"Continuiamo a ritenere che le nostre argomentazioni siano fondate e saranno dimostrate nel corso del procedimento giudiziario. Ribadiamo inoltre la piena fiducia nell'integrita' dei nostri dipendenti coinvolti nella transazione".
Lo afferma in una nota un portavoce di Deutsche Bank in merito al rinvio a giudizio, insieme a Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank, disposto dal Gup del Tribunale di Milano, Simone Luerti, nell'ambito dell'inchiesta per truffa aggravata su operazioni di derivati effettuate dal Comune di Milano. com/mur

(END) Dow Jones Newswires
March 17, 2010 11:22 ET (15:22 GMT)

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Derivati: Ubs, nessuna truffa perpetrata a danni Milano

MILANO (MF-DJ)--"Ubs riconferma la posizione gia' espressa in altre occasioni e cioe' che nessuna truffa e' stata perpetrata da parte della banca ne' di alcuno dei propri esponenti ai danni del Comune di Milano".
Lo afferma l'istituto in una nota diffusa in merito al rinvio a giudizio, insieme a Deutsche Bank, Jp Morgan e Debfa Bank, disposto dal Gup del Tribunale di Milano, Simone Luerti, nell'ambito dell'inchiesta per truffa aggravata su operazioni di derivati effettuate dal Comune di Milano.
"L'udienza preliminare - prosegue l'istituto elvetico - e' una sede in cui non viene trattato in pieno il merito della causa e Ubs e i propri esponenti sono fiduciosi di poter dimostrare pienamente, nel corso del dibattimento, che non vi e' stato mai alcun accordo truffaldino tra esponenti di Ubs ed esponenti del Comune, ne' che vi e' stato alcun inganno perpetrato in danno del Comune, in quanto le operazioni finanziarie oggetto dell'imputazione sono sempre state linearmente comunicate dalle banche al Comune. Tali operazioni sono state autonomamente valutate dal Comune, sia sotto il profilo finanziario, sia per l'aspetto legale, dai competenti organi del Comune medesimo e da professionisti esterni (compreso un primario studio legale) e da una commissione nominata dal Comune. Si deve aggiungere che non vi e' stato alcun illecito profitto in capo alle banche, in quanto i costi di intermediazione praticati erano pienamente legittimi e tantomeno tali costi sono stati occultati al Comune. Per ultimo non vi e' stato alcun danno per il Comune". com/vz/mur

(END) Dow Jones Newswires
March 17, 2010 09:41 ET (13:41 GMT)

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Derivati: Jp Morgan, certi sara' dimostrata solidita' posizione

MILANO (MF-DJ)--"Ci difenderemo con forza dalle accuse avanzate e siamo certi che la solidita' della nostra posizione in relazione agli addebiti contestati verra' dimostrata nel corso del dibattimento".
Lo riporta una nota che chiarisce la posizione di Jp Morgan in merito al rinvio a giudizio, insieme a Deutsche Bank, Ubs e Debfa Bank, disposto dal Gup del Tribunale di Milano, Simone Luerti, nell'ambito dell'inchiesta per truffa aggravata su operazioni di derivati effettuate dal Comune di Milano.
L'istituto aggiunge peraltro che "riteniamo che i dipendenti di Jp Morgan coinvolti abbiano agito con professionalita' e in modo appropriato". com/vz

(END) Dow Jones Newswires
March 17, 2010 09:11 ET (13:11 GMT)



Derivati Milano, a giudizio quattro banche e 13 persone

mercoledì 17 marzo 2010 15:33
 

MILANO (Reuters) - Il gup di Milano Simone Luerti ha rinviato a giudizio oggi al termine dell'udienza preliminare tutti gli imputati del procedimento per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per la vendita di derivati: si tratta di quattro banche estere e 13 persone.

Lo hanno riferito fonti legali e giudiziarie. Il prossimo 6 maggio davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Milano si dovranno presentare le banche: Jp Morgan, Deutsche Bank, la filiale londinese di Ubs e quella di Dublino di Depfa Bank, insieme a due ex funzionari del Comune di Milano e 11 funzionari degli istituti di credito.

Il procedimento ha al centro uno swap trentennale che risale al 2005 tra il Comune di Milano e le banche. La pubblica accusa sostiene che gli imputati abbiano truffato il Comune di Milano, guadagnando illecitamente oltre 100 milioni di euro. Alcune delle banche coinvolte hanno negato ogni addebito ribadendo piena fiducia nei propri dipendenti.

Ubs ha emesso una nota in cui ribadisce che "non è stata commessa frode da Ubs o da suoi dipendenti nei confronti del Comune di Milano". "Ubs e i suoi esponenti sono fiduciosi che riusciranno a dimostrare nel corso del processo", fra l'altro, che il Comune di Milano non ha avuto danni dall'operazione e che Ubs non ne ha tratto illeciti guadagni.

"Ci difenderemo con forza dalle accuse avanzate e siamo certi che la solidità della nostra posizione in relazione agli addebiti contestati verrà dimostrata nel corso del dibattimento. Riteniamo che i dipendenti di J.P. Morgan coinvolti abbiano agito con professionalità e in modo appropriato", recita una nota della banca Usa.

Anche Deutsche Bank attraverso un portavoce ha preso posizione sul tema. "Riteniamo che le nostre argomentazioni siano fondate e saranno dimostrate nel corso del procedimento giudiziario. Ribadiamo inoltre la piena fiducia nell'integrità dei nostri dipendenti coinvolti nella transazione", dice il portavoce.

PRIMO PROCESSO PENALE SUL TEMA

Secondo il pm Alfredo Robledo si tratta del primo caso di un processo penale sul tema. "C'è solo un precedente di una sentenza amministrativa in Inghilterra alla fine degli anni 90 - ha detto il magistrato ai giornalisti dopo la decisione del giudice - In questa sentenza si diceva che i Comuni non dovrebbero comprare derivati dalle banche". 

"E' la tappa di un percorso - ha aggiunto commentando il provvedimento di rinvio a giudizio - Un passaggio delicato, ma un passaggio".

Come detto fra gli imputati ci sono due persone che all'epoca dei fatti ricoprivano il ruolo di funzionari del Comune di Milano, tre funzionari di Ubs, due di Deutsche Bank, quattro di Jp Morgan e due di Depfa Bank.

LE INDAGINI

L'indagine fa luce su uno swap trentennale del 2005 tra il Comune di Milano e le quattro banche su un bond bullet da 1,68 miliardi di euro in scadenza nel 2035.

Nella vicenda le quattro banche sono imputate come persone giuridiche per illeciti amministrativi previsti dalla legge 231 del 2001 che impone alle aziende la costituzione di modelli organizzativi per prevenire gli illeciti.

La procura ha sostenuto nella sua richiesta di processo che gli indagati avrebbero detto "falsamente" che la struttura proposta al Comune "avrebbe consentito una riduzione del valore finanziario delle passività totali a carico dell'Ente nella misura di 57 milioni 326.070 euro così prospettando tale proposta come conveniente" per il Comune.

In realtà invece, secondo l'accusa, il prodotto offerto a Palazzo Marino "non rispettava il valore complessivamente nullo di uno swap all'atto della sua stipula, secondo la prassi e la condotta di mercato".

Secondo l'accusa, i due funzionari del Comune coinvolti avrebbero poi "indotto in errore" il Consiglio e la Giunta comunale che, dando il via libera all'emissione obbligazionaria nei termini previsti dalle banche, "procuravano l'illecito profitto, definitivamente acquisito (...), e mantenuto occulto nei confronti dell'Ente territoriale" per 52 milioni 689.907 euro (di cui 3 milioni 972.606 euro a Ubs Ltd, 10 milioni 379.893 a Deutsche Bank, 31 milioni 144.808 a JpMorgan e 7 milioni 192.601 a Depfa Bank) "con pari decremento patrimoniale del Comune di Milano, cui cagionavano danno di rilevante gravità".

Secondo il pm ancora, nella stipulazione del contratto il Comune sarebbe stato "spogliato dolosamente" delle tutele previste per gli enti qualificati come "intermediate customer", non ricevendo le protezioni espressamente indicate dal Conduct of Business Sourcebook e dal Financial Services Authority Handbook.

La vicenda aveva preso il via nel 2008 quando il gruppo consiliare del Pd a Palazzo Marino aveva depositato alla procura un esposto sulle operazioni in strumenti derivati effettuate dal Comune, in cui si chiedeva l'applicazione del reato di truffa a carico dei quattro istituti.

Reuters
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Di Loredana Morandi (del 18/03/2010 @ 06:36:59, in Politica, linkato 1303 volte)

A questo punto gli elettori del Pdl nel Lazio dovrebbero inscenare un die-in di fronte ai portoni del tar e della corte d'appello impedendo l'accesso, e magari farlo solidarizzando con i lavoratori amministrativi in sciopero bianco, a titolo di incidente probatorio sul come mai non è stata presentata la lista. Il patto scellerato che porterà i due nar Mambro e Fioravanti ad ottenere un posto fisso alla Regione Lazio non merita, soprattutto perché sappiamo che in seguito si direbbe di loro che è stato qualcun altro e non la Bonino a metterli lì, essendo ciò falso.

Dal Tar , nuovo stop alla lista Pdl di Roma: è il settimo

20:33   CRONACA La lista del Pdl per la provincia di Roma rimane esclusa dalle prossime elezioni regionali. Č quanto ha deciso il Tar, respingendo il nuovo ricorso avanzato dal partito. E giovedì la Consulta si pronuncia sulla costituzionalità del decreto salvaliste



Dal Tar del lazio nuovo stop lista del Pdl

Respinto il nuovo ricorso avanzato dal partito

ROMA - La lista del Pdl per la provincia di Roma rimane esclusa dalle prossime elezioni regionali. Č quanto ha deciso il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, della sezione seconda bis presieduta da Eduardo Pugliese, respingendo il nuovo ricorso avanzato dal partito, confermando il provvedimento della Corte d’appello di Roma, che venerdì aveva escluso la lista dalle elezioni, presentata il lunedì precedente grazie all’effetto del decreto salvaliste. Si tratta della lista bis presentata dal centrodestra lunedì 8 marzo, in applicazione del cosiddetto decreto salvaliste varato dal governo la notte di venerdì 5 marzo. La lista bis era stata presentata mentre ancora pendeva il ricorso presso il Consiglio di Stato (ricorso bocciato poi il 13 marzo) per la riammissione della prima lista legata a Renata Polverini nella circoscrizione elettorale di Roma e provincia: quella rigettata dalla Corte d'Appello di Roma perchè giunta all'ufficio elettorale il 27 febbraio 45 minuti dopo la chiusura dei termini di consegna. Nel respingere il nuovo ricorso il Tar ha ribadito quanto già aveva affermato nell’ordinanza di lunedì 8 marzo: il decreto salvaliste non può essere applicato, dal momento che la potestà legislativa in materia elettorale è competenza regionale e, in ogni caso, «si registra una carenza di elementi precisi e concordanti» che dimostrino la presenza dei delegati del Pdl prima delle 12 e con la prescritta documentazione in quel fatidico 27 febbraio.

LA PRIMA BOCCIATURA - La lista bis del Pdl era già stata esclusa martedì 9 marzo con un provvedimento della Corte d’Appello di Roma giunto a tarda sera. Mercoledì 17 l’udienza della seconda sezione bis del Tar, presieduta dal magistrato Eduardo Pugliese, è iniziata intorno alle 13. Nel pomeriggio è attesa l’ordinanza.
Confermato il cambio di due dei tre componenti la sezione del Tar rispetto ai giudici che già l'8 marzo si erano occupati della vicenda. Il cambiamento interessa anche il «giudice relatore»: non più Mariangela Caminiti, bensì Francesco Arzillo. A questo punto gli sviluppi possibili sono due ed entrambi aprono scenari per ulteriori ricorsi al giudizio di grado superiore.

I FERMI IMMAGINE - I legali del partito del premier, gli avvocati Luigi Medugno, Ignazio Abrignani (che è anche il responsabile elettorale nazionale Pdl), Filippo ed Enrico Lubrano ed Elisabetta Rampelli, hanno depositato al Tar alcune fotografie che dimostrerebbero l'esistenza all'interno del tribunale già il 27 febbraio (originaria data di scadenza dei termini per la presentazione) di tutta la documentazione richiesta per la presentazione della lista. Documentazione che, per due volte, gli Uffici elettorali del Tribunale e della Corte d'appello, hanno considerato incompleta, decretandone l'esclusione. Le foto in questione sono fermi immagine estratti da un video comparso su YouTube.

IN CASO DI BOCCIATURA - La nuova bocciatura del Tar fa sì che il Pdl resti senza una lista a Roma e provincia. Il Pdl ricorrerà al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio di escludere la lista di Roma dalle elezioni regionali. Quello di stasera è il settimo stop alla lista Pdl Roma: due sono arrivati dall'ufficio elettorale centrale, due dalla Corte d'Appello, due dal Tar (compreso quello di oggi) e uno dal Consiglio di Stato. Il nuovo ricorso sarebbe l'ultimo giudizio in grado di riammettere o escludere la lista Pdl di Roma e provincia dalla competizione elettorale nel Lazio.

Redazione online

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