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 .. japan rose ..... di Lunadicarta
 
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Tutte le verità passano tre fasi. Primo: vengono ridicolizzate. Secondo: subiscono una opposizione violenta. Terzo: vengono accettate come ovvie.

Arthur Schopenhauer
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 12:56:06, in Estero, linkato 1340 volte)

Ma il titolare della cultura aveva sempre negato di aver avuto rapporti con minori

«Pedofilia»: attacco a Mitterrand

Il Fronte Nazionale ripesca un'autobiografia di 4 anni fa, in cui parlava di incontri con ragazzi thailandesi

MILANO - «Sfruttamento sessuale dei minori». È la durissima accusa che negli ultimi giorni, esponenti dell'estrema destra e della sinistra transalpina, hanno contestato a Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura e della Comunicazione in Francia e nipote del defunto presidente socialista François Mitterrand. A inchiodare l'attuale esponente del governo Fillon sarebbe «La Mauvaise Vie» (La cattiva vita), autobiografia del ministro, pubblicata 4 anni fa nelle librerie francesi. In alcuni passaggi del libro dedicato alla propria vita, il sessantaduenne, omosessuale dichiarato, che prima di diventare ministro aveva avuto una brillante carriera di regista e aveva tra l’altro collaborato con l'emittente televisiva gay francese Pink Tv, avrebbe ricordato alcune sue avventure sessuali all'estero e soprattutto in Thailandia dove amava «pagare i ragazzi per fare sesso».

SESSO A PAGAMENTO – Nei passi più controversi dell'autobiografia Mitterrand racconta della sua attrazione per «i giovani che si prostituiscono nelle strade thailandesi» e dichiara di conoscere «gli sporchi dettagli» che regolano il mercato sessuale. «Tutti questi rituali del mercato dei giovani, il mercato degli schiavi mi eccitavano enormemente - scrive Mitterrand nell'autobiografia -. L'abbondanza di ragazzi molto attraenti e immediatamente disponibili mi mettono in uno stato di desiderio». E infine la confessione: «Ho preso l'abitudine di pagare i ragazzi». Quando il libro fu pubblicato, alcuni giornalisti chiesero a Mitterrand cosa intendesse per "ragazzi" e il futuro ministro della Cultura sottolineò di riferirsi con quel termine agli uomini in generale e di non aver avuto alcuna esperienza sessuale con bambini.

LE CRITICHE - Sebbene Mitterrand sia ministro dallo scorso giugno, la storia dello sfruttamento sessuale è stata riesumata solo adesso dai suoi avversari politici. Questi ultimi non hanno apprezzato le severe critiche che il sessantaduenne ha rivolto alla polizia svizzera, colpevole di aver incarcerato Roman Polanski, il regista polacco arrestato per uno stupro commesso su una tredicenne 32 anni fa. Le dure parole di Mitterrand non sono piaciute all'estrema destra di Le Pen che l’ha accusato di non essere adatto al proprio ruolo e ha promosso una petizione online per chiedere le dimissioni del ministro. La figlia di Len Pen, Marine, deputata per il Fronte Nazionale, ha definito Mitterrand «una macchia indelebile per il governo francese». Ma i più duri sono stati alcuni esponenti socialisti, che hanno lanciato un durissimo attacco attraverso il portavoce Benoît Hamon: «Come ministro della Cultura si è fatto notare per aver difeso un regista accusato di stupro su un minore e per aver scritto un libro dove racconta di aver fatto turismo sessuale». Hamon poi ha continuato: «Nel momento in cui la Francia decide di lottare assieme alla Thailandia contro lo sfruttamento sessuale dei minori, ecco un ministro della Repubblica che spiega di essere stato uno sfruttatore. Non si può sempre relativizzare. Mi sembra tutto molto scioccante».

LA DIFESA IN TV – Il governo francese ha fatto quadrato attorno a Mitterrand e attraverso Herni Guaino, consigliere del Presidente della Repubblica Sarkozy, ha espresso la solidarietà al ministro: «È una polemica infima» ha dichiarato Guaino. «Non vi è alcuna prova contro di lui». Neppure la risposta del ministro si è fatta attendere. Dopo aver dichiarato che giovedì alle 20 si farà intervistare da Laurence Ferrari sull'emittente TF1 per spiegare la verità agli elettori francesi, ha così risposto ai denigratori: «Farsi trascinare nel fango dall'estrema destra è un onore» ha sentenziato Mitterrand. «Ma è un peccato che gli esponenti di sinistra appoggino il Fronte Popolare per attaccarmi. Mi cadono davvero le braccia. Ripeto: se il Fronte popolare mi trascina nel fango, è un onore per me. Se un deputato di sinistra fa la stessa cosa, è una vergogna per lui».

Francesco Tortora
Corriere della Sera 8 ottobre 2008
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 12:53:38, in Magistratura, linkato 1253 volte)
Materiale di potenza micidiale nei locali di una azienda di via Grimaldi

Cinquecento fuochi d'artificio
pericolosi a due passi dalla Procura

Scoperti in un deposito nei pressi del Palazzo di giustizia
Il titolare della ditta denunciato per detenzione illegale

NAPOLI - Fuochi d'artificio a due passi dal palazzo della Procura di Napoli. San Silvestro anticipato? Non proprio. Gli oltre 500 colli di materiale pirotecnico ritrovati in un deposito sono micidiali e pericolosissimi. Sarebbe bastato il fuoco di una sigaretta per scatenare una santabarbara. Questo il resoconto degli agenti della sesta sezione attività di controllo della divisione amministrativa e sociale della questura di Napoli che hanno scovato i fuochi sistemati nei locali di una ditta in via Costantino Grimaldi, proprio a ridosso del palazzo della Procura della Repubblica.

Gli scatoloni erano sparsi sul piazzale di carico mentre la legge prevede che il materiale pirotecnico sia stipato in condizioni di sicurezza in un luogo idoneo e protetto. L’azienda napoletana si occupa di recapitare in tutt’Italia fuochi d’artificio di ogni genere per conto di due importatori campani. Nel grosso capannone scoperto ieri sono stati trovati fuochi per oltre 5 tonnellate pronti per la vendita in Veneto, Sicilia, Sardegna e Lazio.

L’amministratore unico della ditta, un uomo di 47 anni, napoletano, è stato denunciato per aver tenuto in deposito e trasportato fuochi artificiali e prodotti affini senza la licenza del prefetto. E ancora, per detenzione illegale di esplosivi, per aver effettuato il trasporto senza i previsti requisiti. Anche i due committenti, due ditte di importazione di materiale pirotecnico, una di Teano (Caserta) e un’altra in provincia di Napoli sono state segnalate alla magistratura.

Corriere del Mezzogiorno - 08 ottobre 2009
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 12:43:21, in Magistratura, linkato 1205 volte)
Potrebbe essere una buona idea...
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Bari, affari sanità e politica: a tre pm

il compito di indagare su Tarantini


La decisione del procuratore Laudati che ha deciso di affiancare a Scelsi i sostituti Pontassuglia e Angelillis

BARI - Saranno tre magistrati insieme a occuparsi del caso Tarantini. Il procuratore della Repubblica di Bari, infatti, Antonio Laudati, ha assegnato a tre magistrati le indagini sull’imprenditore barese 34enne fermato il 18 settembre scorso per spaccio di cocaina e posto agli arresti domiciliari dopo tre giorni. Il sostituto procuratore inquirente della Direzione distrettuale antimafia, Giuseppe Scelsi, sarà affiancata dalla sua collega della procura distrettuale antimafia, Eugenia Pontassuglia, e dal pm Ciro Angelillis, che da anni si occupa di reati nel settore sanitario.

LE INDAGINI - Le indagini su Tarantini riguardano anche escort inviate dall’imprenditore, a pagamento, nelle residenze del premier Silvio Berlusconi e una presunta rete di corruzione finalizzata ad influenzare decisioni e determinazioni di dirigenti sanitari e di medici per la vendita di protesi commercializzate da società del gruppo Tarantini.

SANITÀ E POLITICA - Per quanto riguarda l’indagine sul presunto intreccio tra affari e politica nella gestione della sanità pubblica sono invece in corso riunioni di coordinamento tra il pm della Dda titolare dell’inchiesta, Desirèe Digeronimo, e il pm del pool per i reati contro la pubblica amministrazione Roberto Rossi. Il coordinamento è finalizzato allo scambio di informazioni e di spunti di indagine visto il lavoro che Rossi e i suoi colleghi hanno avviato nel settore sanitario. Le riunioni mirano a facilitare lo scambio di atti per unificare la strategia investigativa dell’ufficio del pubblico ministero. Non è escluso d'altra parte che la coassegnazione decisa dalla procura e gli incontri di coordinamento possano in qualche modo allungare i tempi delle indagini.

Corriere del Mezzogiorno 08 ottobre 2009
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 01:21:45, in Sindacati Giustizia, linkato 5132 volte)
E' l'ennesimo episodio di violenza e di abuso attribuibile ad un vigile urbano. Come scrissi in precedenza in merito alla trasformazione in "polizia cittadina", si tratta di corpi non adatti ad un vero servizio di polizia perché in primo luogo non ricevono una formazione adatta, ed in secondo luogo subiscono fin troppe sollecitazioni d'ambiente a commettere atti contrari all'esercizio dell'Ordine Pubblico. E con quest'ultimo particolare, purtroppo, siamo nella "leggenda" metropolitana, però è "voce di popolo" e le città non possono divenire Far West a causa di improvvisati pistoleri ... L.M.

Casilina, spara contro auto in fuga:
sequestrata pistola a ufficiale dei vigili

E' il comandante dei vigili dell'VIII gruppo, Antonio Di Maggio
Fermato il conducente, un ventenne che è stato denunciato

ROMA (6 ottobre) - Il comandante dei vigili urbani dell'ottavo gruppo, Antonio Di Maggio, con una sua pattuglia è stato protagonista questa mattina di un inseguimento lungo via Casilina e alcune strade di Tor Bella Monaca, al termine del quale ha esploso alcuni colpi di pistola contro l'auto inseguita. Sia l'auto sia la pistola dell'ufficiale sono state sequestrate per effettuare le perizie balistiche.

Di Maggio, con una pattuglia, si era imbattuto in un'Audi che su via Casilina aveva seminato il panico fra gli automobilisti per l'alta velocità e le manovre spericolate. Ne è nato un lungo inseguimento durante il quale l'auto dei vigili ha affiancato e poi tagliato la strada all'Audi, all'incrocio con via di Tor Bella Monaca. Il conducente dell'auto di fronte all'auto dei vigili urbani che gli impediva di procedere la corsa ha innestato la retromarcia ed è fuggito. A quel punto Di Maggio, responsabile anche dell'ufficio antiabusivismo del comune di Roma, ha sparato alcuni colpi di pistola verso l'Audi ad altezza delle ruote, cercando di fermarla.

Giuliani: sequestro pistola atto dovuto. «Il sequestro dell'arma del comandante Antonio Di Maggio, che stamani ha rischiato di essere investito da una autovettura durante un servizio di polizia giudiziaria, è consuetudine e prassi a tutela dell'agente operante nonchè dei cittadini. In questi casi l'arma viene infatti messa a disposizione dell'autorità giudiziaria, un atto quindi doveroso», precisa il comandante generale dei Vigili urbani, Angelo Giuliani.

Il comando dei Vigili urbani ricostruisce quanto accaduto, spiegando che «Antonio Di Maggio intercettava una autovettura Audi A3 lanciata a forte velocità in via di Tor Bella Monaca. Sottrattosi all'alt della pattuglia della Polizia Municipale lo stesso veicolo veniva inseguito, al fine di evitare che su strade fortemente frequentate, provocasse danni a persone e cose. L'Audi A3, che aveva a bordo due passeggeri, veniva costretta a fermarsi in zona isolata nei pressi di via Casilina». Il conducente «con manovra repentina, per guadagnarsi nuovamente la fuga , tentava di investire il dirigente della Polizia Municipale e lo costringeva ad utilizzare la pistola d'ordinanza indirizzandola verso le ruote del veicolo». Il giovane alla guida è poi risultato «privo di assicurazione e sottoposto a fermo amministrativo».

«Il conducente, figlio della proprietaria del veicolo, si chiama Marco Maruca, 20 anni è stato identificato e riconosciuto da Di Maggio come colui che aveva tentato di investirlo». Maruca «è stato preso in consegna dai Carabinieri che ipotizzano a suo carico il reato di resistenza a pubblico ufficiale e la guida senza patente». Il magistrato che si occupa delle indagini Andrea Mosca ha disposto, come da prassi, la perizia balistica della pistola per la comparazione con il segno rinvenuto sul mozzo della ruota anteriore sinistra dell'Audi sequestrata. Durante una perquisizione nell'abitazione del giovane sono stati rinvenuti un bilancino di precisione elettronica per la misurazione degli stupefacenti e una serie di spadini utilizzati normalmente per forzare le autovetture.

Il Messaggero
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 01:18:31, in Magistratura, linkato 1294 volte)
Nave dei Veleni:
Il ministro Prestigiacomo:
“Governo tempestivo”


7 ottobre 2009


Ci si prepara a studiare il contenuto del relitto.
Giovedì l’interrogatorio del pentito Fonti


ROMA. Una nave della Saipem, società del gruppo Eni “é partita da Cipro” per identificare la cosiddetta “nave dei veleni” a largo di Cetraro e il suo contenuto. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al Question Time alla Camera. Il ministro ha quindi sottolineato che il “Governo è stato tempestivo” e che “mai in alcun momento è stato sottovalutato il problema”. È partita da Cipro, ha riferito quindi il ministro “una nave della Saipem del gruppo Eni che si è offerta gratuitamente di fare queste verifiche per capire se si tratta del mercantile Cunsky, nave utilizzata per il trasporto di rifiuti radioattivi dalla ‘ndrangheta e affidata nel 1992. Se sarà questa la nave e se ci saranno i fusti, disporremo il recupero dei barili e stiamo già verificando, a livello nazionale o internazionale, per assicurare che il recupero venga fatto in sicurezza”.

Quindi la tempestività dell’intervento. “Immediatamente dopo la scoperta del relitto - ha detto Prestigiacomo - il ministero dell’Ambiente ha costituito una task force con rappresentanti del ministero, dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente, dell’Ispra, della Guardia costiera e rappresentanti della Presidenza del Consiglio. La task force ha coordinato le attività in mare e in terra attraverso i mezzi della Capitaneria di Porto e dell’Ispra. Il 17 settembre si è recata direttamente in Calabria e con il procuratore di Paola si è concordata una comune strategia di intervento”. La Procura, ha proseguito il ministro, “per quanto attiene agli accertamenti sulla terraferma ha incaricato il ministero di individuare le diverse fonti di inquinamento nelle quattro aree ricadenti nei comuni di Aiello Calabro e di Serra d’Aiello di programmare e di effettuare interventi urgenti di messa in sicurezza e di fornire valutazioni di eventuali profili di danno ambientale”. “Il governo - ha concluso Prestigiacomo - è stato tempestivo e non possiamo inseguire notizie che vengono da gruppi assicurativi inglesi che fanno presente di aver avuto notizie di affondamenti di 30 navi.

Se questa notizia sarà fondata valuteremo il da farsi insieme con la procura”. Tutto questo mentre la Commissione parlamentare antimafia ha fatto propria la mozione presentata dal senatore Antonio Gentile del Pdl (primo firmatario), dal senatore del Pd Luigi De Sena e dall’on. Angela Napoli (Pdl). L’odg chiede al Governo “di istituire, insieme alla Regione Calabria, un’unità di crisi per affrontare la gravissima vicenda delle navi arenate sul Tirreno, per le quali si parla di probabile presenza di rifiuti radioattivi: La proposta impegna la Commissione parlamentare antimafia a venire nei prossimi giorni in Calabria “per verificare la gravità della vicenda ed agire d’ausilio con le procure impegnate ad identificare i criminali che hanno organizzato questo vergognoso affare” “Riteniamo - ha detto Gentile - di avere conseguito un risultato brillante, coinvolgendo anche il vice presidente della Commissione antimafia, del Pd, in un’ottica di collaborazione nella lotta al malaffare mafioso ed alle cointeressenze che hanno agito da copertura”. “Approfitto dell’occasione per rivolgere una domanda al ministro, dato che l’avrei dovuto incontrare oggi, ma dubito che accada: che cosa vogliono fare delle altre navi di cui ha parlato il futuro pentito?”. Lo ha detto l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, ai microfoni di CNRmedia. “Oltre a prendersi subito quella nave, cosa buona e giusta - ha aggiunto Greco - perché non intraprendono anche una campagna per l’individuazione delle altre imbarcazioni che sono state affondate? Per i calabresi ormai questa è una campagna di civiltà”. Intanto è fissato per oggi l’interrogatorio del pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti, che parlò dell’affondamento di alcune navi cariche di rifiuti altamente pericolosi, eseguito dalla malavita su commissione. L’uomo sarà ascoltato nell’ambito delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, e relative al ritrovamento della presunta “nave dei veleni”, individuata a largo di Cetraro, agli inizi del mese, grazie alle rivelazioni fatte da una fonte confidenziale agli inquirenti di Paola.

Come aveva annunciato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, mercoledì al termine di una riunione fra i rappresentanti di tutte le Procure interessate dal caso, Fonti, che è stato per lungo tempo legato alla criminalità organizzata di San Luca, sarà ascoltato dai magistrati della Dda di Catanzaro e di Reggio Calabria, che approfondiranno se ed in che misura l’uomo può contribuire all’indagine. L’attività della Procura di Catanzaro è finalizzata, come prima cosa, ad accertare se il relitto della nave ritrovata sia o meno quello della nave “Cunsky” che, secondo le ipotesi inizialmente costruite dalla Procura di Paola - che poi ha trasmesso il caso per competenza all’Ufficio del capoluogo calabrese -, sulla scorta delle dichiarazioni di una fonte confidenziale, potrebbe contenere una quantità di fusti che racchiudono scorie radioattive.

È stata la misteriosa fonte, infatti, ad indicare, sia pur in maniera non del tutto precisa, la presenza del relitto a largo di Cetraro. E ciò, inspiegabilmente, a ben tre anni di distanza da quando, nel 2006, lo stesso Fonti parlò dell’affondamento di una nave carica di rifiuti tossici in quella zona, anche se le indagini che seguirono portarono al rinvenimento di un relitto che, però, non risultò quello temuto, ma uno del tutto innocuo. Per quanto riguarda il nuovo relitto ritrovato, molto distante da quello rinvenuto nel 2006, tutto è ancora da chiarire e, in particolare, si attende ora il recupero di un campione di materiale contenuto nella nave, che sarà analizzato per avere risposte certe sull’eventuale pericolo per la salute pubblica. Il recupero sarà effettuato da una task force del Ministero dell’Ambiente, che ha tra i suoi compiti anche quello di prelevare i campioni necessari dal relitto sospetto e dalla flora e fauna circostante. Poi la Procura di Catanzaro deciderà a chi affidare l’incarico di analizzare i campioni.

Il Giornale di Calabria
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 00:39:12, in Magistratura, linkato 1389 volte)
8/10/2009 (7:35) - LO SCONTRO - LA PAROLA ALLE PROCURE

Domani riparte il processo Mills



Il premier potrebbe essere chiamato a Milano come testimone in appello

PAOLO COLONNELLO

MILANO - Nei corridoi della Procura milanese, mentre fuori il mondo politico impazzisce, la tranquillità regna sovrana. Ma dietro la porta in legno dell’ufficio del sostituto procuratore Fabio De Pasquale, il pm nei processi di Silvio Berlusconi, si ascolta una musica di cornamuse e tamburi: è una vecchia canzone del bardo bretone Alan Stivell che s’intitola «E’ venuto il giorno della liberazione». Il pm che con un’eccezione di costituzionalità sul Lodo Alfano poco più di un anno fa fece partire l’onda tellurica che ieri ha terremotato lo scudo giudiziario di Silvio Berlusconi, se ne sta chino, con la musica a palla, sulle carte dei suoi procedimenti: ben tre contro l’uomo più potente del paese. Toccherà a lui, condurre ancora una volta in aula il ruolo dell’accusa.

Le cornamuse impazzano e De Pasquale tace: ma non sorride, si preoccupa. La procura è ormai una fortezza nel Deserto dei Tartari: meglio fingere noncuranza per le decisioni della Consulta. «Tutta questa agitazione non la capisco: Berlusconi non è mai caduto per via giudiziaria e non vedo perchè dovrebbe succedere proprio adesso». La battuta, che arriva da un procuratore aggiunto, nasconde la preoccupazione di smontare una delle teorie più gettonate dagli avvocati del premier che hanno sostenuto le ragioni del Lodo Alfano: ovvero che un Presidente del Consiglio non può contemporaneamente governare e difendersi in un’aula di giustizia. Perchè Berlusconi ha già governato e affrontato processi. Soprattutto venendo prescritto. Ma forse erano altri tempi.

Perchè l’orizzonte giudiziario di Silvio Berlusconi attualmente risulta assai incerto. Cadendo le prerogative di ingiudicabilità garantite dal Lodo Alfano, per il Premier potrebbero rimettersi in moto a breve almeno due processi: uno, relativo ai fondi neri accumulati attraverso la compravendita dei diritti televisivi oltreoceano (circa 470 milioni di euro) nel quale Berlusconi, in seguito a una serie di prescrizioni è rimasto imputato di frode fiscale. L’altro, che porta con sè il carico di una sentenza già emessa anche se nei confronti di un coimputato, è quello per la corruzione dell’avvocato Mills. Con alcune differenze però. Se il primo infatti, quello per i fondi neri Mediaset, è rimasto sospeso a poche udienze dalla fine e dovrebbe prescriversi nel 2012-2013, il secondo, (Mills) dovrebbe ricominciare da capo e prescriversi tra non più di un anno.

Il risultato perciò sarebbe di un processo che potrebbe risolversi con una condanna in primo grado per frode fiscale e di un altro, quello per corruzione, che verrebbe destinato ad essere prescritto. Sebbene infatti la procedura preveda la possibilità di acquisire dal dibattimento gemello solo le deposizioni dei testi, la legge consente agli avvocati di riconvocarli in aula. Opportunità che ovviamente non verrebbe lasciata sfuggire dai legali portando all’oblio la storia dei 600 mila dollari versati a Mills per mentire in vecchie vicende giudiziarie del Premier.

I due processi in questione potrebbero riprendere non prima di qualche mese. Ci sono poi altre due variabili: l’inchiesta Mediatrade, partita da una costola del processo per i fondi neri Mediaset e relativa a ingenti disponibilità all’estero direttamente riconducibili al Premier, dove già Berlusconi figura tra gli indagati ma per reati che vengono tenuti gelosamente segreti. Il che significa che potrebbero anche venire emessi dei provvedimenti, come un’informazione di garanzia o un invito a comparire, che scatenerebbero una vera e propria tempesta mediatico-politica. Un ulteriore riflesso, potrebbe arrivare infine dalla Capitale, dove un gip deve decidere su una richiesta di archiviazione nei riguardi del Cavaliere, finito sotto inchiesta per istigazione alla corruzione nei confronti di alcuni parlamentari dell’allora governo Prodi.

Ma le danze inizieranno già domani, quando nell’aula della Corte d’Appello prenderà il via il processo di secondo grado per il solo avvocato Mills, condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione. che gli avvocati della difesa hanno chiesto che il Presidente del Consiglio venga convocato in aula per testimoniare come “teste e imputato di procedimento connesso”.

La Stampa

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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 00:30:26, in Magistratura, linkato 1453 volte)

Il tribunale militare ha fatto cadere le accuse nella vicenda legata al volo dell'Atr-42
Il generale della Gdf nell'agosto 2005 si fece portare dieci cassette di pesce

Processo per le spigole
assolti Speciale e Baielli


ROMA
- Assolti perché il fatto non sussiste. L'ex comandante della Guardia di Finanza, generale Roberto Speciale, e l'ex comandante aeronavale della Gdf Ugo Baielli, sono stati assolti dalla seconda sezione penale del tribunale militare di Roma per la vicenda legata al volo dell'Atr-42 che nell'agosto 2005 partì da Pratica di Mare diretto in Trentino con un carico di spigole.

I reati contestati a vario titolo erano di peculato militare, concorso in forzata consegna, abuso nell'imbarco di passeggeri, in seguito alla famosa "festa in montagna" denunciata in un articolo di Carlo Bonini su Repubblica, corredato da un video. La Procura militare aprì un'inchiesta sul viaggio del comandante, della moglie e altre signore insieme al carico di dieci cassette di spigole e altro pesce a bordo dell'Atr-42 partito da Pratica di Mare e diretto al passo Rolle, in Trentino, in occasione di una cena. "Speciale - hanno riferito Antonio Maio e Andrea Longo, legali dell'ex comandante, ora parlamentare del Pdl - è stato assolto perché il fatto non sussiste".

Per il pm Giovanni Barone, che aveva chiesto la condanna a tre anni per Speciale e a un anno e due mesi per Baielli, in questa vicenda sarebbero stati utilizzati uomini e mezzi delle Fiamme gialle per scopi personali, fermo restando il ruolo più marginale rivestito dal generale di brigata Baielli, oggi in pensione. Il pm, in udienza, aveva sottolineato che nel 2005 la Guardia di finanza aveva due soli aerei Atr-42, che dovevano pattugliare tutta Italia e, dunque, "se se ne usa uno per i fini privati del comandante generale si fa un danno anche alla funzionalità del corpo".

Il collegio, presieduto da Bruno Rocchi, ha invece recepito le argomentazioni delle difese. In particolare, gli avvocati Antonio Maio e Andrea Longo, legali dell'attuale parlamentare del Pdl, hanno dimostrato che "Speciale, con il suo comportamento, non ha arrecato alcun danno allo Stato né messo in atto un abuso di potere. Quello del comandante generale della Guardia di Finanza era un omaggio agli allievi della scuola alpini di Predazzo. Siamo soddisfatti di quanto accertato dalla magistratura militare che ha preso atto del comportamento lineare e trasparente del nostro assistito. Nessuna responsabilità, insomma, è stata ravvisata a carico del generale Speciale".

"Finalmente. Speriamo che questa vicenda si chiuda qui definitivamente" ha commentato Speciale con i propri difensori dopo la lettura della sentenza. Rispetto al caso delle spigole, Speciale era stato assolto anche dalla Corte dei conti perché non era stato causato alcun danno erariale allo Stato. I giudici contabili avevano spiegato, nelle motivazioni, che "non è determinante la presenza di alcuni familiari al seguito per escludere il carattere istituzionale" di un soggiorno oltretutto collegato, si fa notare, a una visita in loco del capo dello Stato. Quanto alle spigole, secondo la Corte dei conti "non si tratta di un interesse privato, ma di un gesto del comandante diretto a migliorare la vita dei finanzieri della scuola alpina".

La Repubblica
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 00:26:54, in Magistratura, linkato 1413 volte)
I mali della giustizia bolognese
in un dossier di 800 pagine

L'hanno stilato i dodici ispettori mandati dal ministro Alfano, che ha convocato i capi degli uffici giudiziari il 12 e il 20 ottobre

di Paola Cascella

Il Consiglio superiore della magistratura convoca i capi degli uffici giudiziari bolognesi. Il presidente della Corte d´appello Giuliano Lucentini, l´Avvocato generale Marcello Branca, il Procuratore Massimiliano Serpi, il presidente del Tribunale Francesco Scutellari verranno ascoltati il 12 e il 20 ottobre per spiegare cos´è che non va negli uffici in cui si amministra la giustizia. Ovvero la ragione di quelle che i dodici ispettori inviati a Palazzo Baciocchi dal ministro Angelino Alfano segnalano come gravi «anomalie» e diffuse «criticità» che necessitano di correzioni immediate. Le loro 800 pagine molto dettagliate che non tralasciano nulla (neppure la mancanza di estintori nella sala delle intercettazioni), riassumendo l´indagine capillare fatta in qualche mese di permanenza a Bologna, tra la fine del 2008 e l´inizio del 2009, sono state trasmesse anche a Palazzo dei Marescialli. E rappresentano un atto d´accusa che non risparmia nessuno. Gli ispettori puntano il dito contro giudici, pm e personale amministrativo, spesso colpevoli di ritardi e disservizi che incidono pesantemente sui diritti dei cittadini.

In Tribunale tra il 2002 e il 2008 (l´arco d´indagine dell´ispezione) sono stati centinaia i casi di sentenze e ordinanze civili e penali depositate in tempi di gran lunga superiori ai 60, 90 giorni previsti. Qualche volta per avere le motivazioni si è dovuto aspettare addirittura un anno. I peggiori tre giudici del civile, rispettivamente con 470, 373, e 202 sentenze le cui motivazioni sono state depositate ben oltre il periodo prescritto. Il danno dell´utenza è pesante, perché il ritardo fa sì che scadano i termini per la presentazione del ricorso in appello o in Cassazione.

Ed è stato ancora il cittadino a pagare per i fascicoli archiviati causa prescrizione, un effetto dovuto alla mancata fissazione della data dell´udienza. Dalla fotografia degli ispettori risulta che i processi finiti al macero per questa ragione sono 39200. I procedimenti per i quali erano scaduti i termini per le indagini 22265. Per 8496 di questi era stata richiesta, anche da tempo, la fissazione dell´udienza al Tribunale. Nel frattempo in Procura giacevano 2378 fascicoli, per i quali, malgrado la fissazione dell´udienza fosse già stata stabilita, il pm non aveva ancora emesso il decreto di citazione diretta. Gli ispettori lo registrano, puntualizzando che il futuro non si presenta affatto roseo perché «l´ufficio è fortemente in ritardo anche nelle notifiche», tanto che in molti casi il Tribunale è costretto a rinnovarle «rinviando udienze già fissate da lungo tempo». Il rischio quindi è di nuove prescrizioni. Al quadro non esaltante contribuiscono i vuoti in pianta organica del personale ausiliario. Risultano scoperti 17 posti, mentre 23 persone hanno trasformato il loro rapporto di lavoro a tempo pieno in part time.

Nonostante tutto però, secondo gli ispettori, «nel complesso, a parte il rilevante numero di richieste di archiviazione per prescrizione e dei procedimenti scaduti per le indagini preliminari, il lavoro di tutti i magistrati della Procura è connotato da lodevole impegno e diligenza».

(La Repubblica Bologna - 07 ottobre 2009)
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 13:13:23, in Politica, linkato 1256 volte)
Scudo fiscale: Pd, chiesta espulsione per Gaglione

Richiamo scritto per sei deputati
 

L’ufficio di Presidenza del gruppo del Partito Democratico della Camera ha dato seguito alla decisione presa all’unanimità dal comitato direttivo, nel quale era stata decisa la richiesta di espulsione dell’on. Gaglione, ed ha disposto un richiamo scritto nei confronti di sei deputati.

Roma, 7 ottobre 2009


Precedente:


Alle redazioni in indirizzo: si trasmette documento del Comitato Direttivo Gruppo Pd su assenze relative voto DL scudo fiscale.


 
In merito al voto finale sul DL del governo sullo scudo fiscale, il Direttivo del Gruppo del PD alla Camera ha discusso circa le misure da assumere nei confronti dei deputati risultati assenti.

La presenza del gruppo PD nel momento del voto era pari al 90% del totale. In generale, il gruppo del Partito Democratico nella attuale legislatura garantisce un tasso di presenza elevatissima e qualificata, la più alta tra i gruppi presenti alla Camera; in particolare sul DL “scudo fiscale” il gruppo del PD ha svolto oltre 200 interventi ed è stato determinante nell’impedire che il provvedimento fosse approvato sbrigativamente come la maggioranza  e il governo hanno tentato di fare.

Il grande lavoro e l’impegno della stragrande maggioranza dei deputati e delle deputate del PD ha rischiato di essere gravemente offuscato dalla assenza di un numero limitato di parlamentari.

Dei 22 deputati del PD assenti, 12 risultavano giustificati per malattia. Per gli altri, non determinanti ai fini dell’esito del voto finale, il Direttivo ha deciso di aprire un’istruttoria, con contradditorio, al fine di verificare la sussistenza o meno di ragioni tali da giustificare l’assenza in un momento tanto delicato della vita parlamentare.

Per quei deputati la cui assenza si confermerà ingiustificata la Presidenza  del Gruppo è stata delegata ad assumere tempestive misure disciplinari previste dal Regolamento.

Il Direttivo ha condiviso il giudizio della Presidenza sul comportamento inaccettabile dell’ On. Gaglione, sul suo assenteismo e sulle parole sprezzanti che ha usato nelle dichiarazioni pubbliche nei confronti del Parlamento. Il passaggio dell’On. Gaglione al Gruppo Misto non mitiga la gravità delle sue affermazioni, che sarebbe risolta soltanto dalle dimissioni dall’incarico di parlamentare, per rispetto degli elettori del PD che lo hanno votato. Il Gruppo proporrà , inoltre, ai componenti organi del PD di procedere all’espulsione dell’On. Gaglione dal Partito.

Il Direttivo riunito oggi, Martedì 6 ottobre, ha votato all’unanimità.

Roma, 6 ottobre 2009
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 13:00:09, in Politica, linkato 1195 volte)
INFANZIA – PALOMBA (IDV): “GOVERNO E
MAGGIORANZA IN STATO CONFUSIONALE”


“La seconda bocciatura in meno di 24 ore è la dimostrazione che la maggioranza non solo è in pieno stato confusionale ma che le fila si stanno rompendo” lo dichiara l’on. Federico Palomba, capogruppo di Italia dei Valori in Commissione Giustizia della Camera.

Sul Garante dell’Infanzia chiediamo un testo coerente, che ponga al centro i diritti dei bambini che, per loro natura sono deboli, ma di straordinaria importanza sociale. Un Garante concepito come una mera propaggine di un qualsiasi organo amministrativo, come vorrebbe il Governo, non serve a nulla. Serve solo a soddisfare la vanagloria di qualche ministro. Per questo, abbiamo presentato il nostro emendamento che obbliga la maggioranza a redigere un testo conseguente con la natura di organo di autorità. Noi abbiamo le idee chiare. Vorremmo che altrettanto lo fossero quelle del Governo” conclude Palomba.

***

INFANZIA – PALOMBA (IDV): “VITTORIA DI IDV.
NOSTRO EMENDAMENTO HA COSTRETTO A RINVIO”


“Esprimiamo viva soddisfazione per la decisione della maggioranza di rinviare la legge sull’istituzione del garante per l’infanzia in Commissione. E’ una vittoria di Italia dei Valori che, con il suo emendamento, ha impedito che venisse approvato un testo assolutamente insoddisfacente, inchiodando il governo alle sue responsabilità e alle sue mancanze” lo dichiara in una nota l’on. Federico Palomba, capogruppo di Italia dei Valori in Commissione Giustizia alla Camera.

“La visione del governo era ridotta e riduttiva e noi lo abbiamo detto forte e chiaro. Il tema dei diritti dei bambini necessita della giusta e doverosa attenzione. Un Garante concepito come una mera propaggine di un qualsiasi organo amministrativo, come voleva il Governo, non sarebbe servito a nulla. Sarebbe stato l’ennesimo spot di questo Governo, ovvero l’ennesimo provvedimento di facciata. Saremo pronti a collaborare con il governo se si deciderà finalmente ad ascoltare l’opposizione” spiega Palomba.

***

INFANZIA/EVANGELISTI (IdV) A BRESSA.
PD HA NERVI SCOPERTI


“Mi sfugge il senso, oltre che la ragione, di un’affermazione così piccata dell’onorevole Bressa sull’assenza di Di Pietro dall’Aula dovuta a impegni europei” replica a Bressa del Pd Fabio Evangelisti, vicepresidente del Gruppo parlamentare dell’Idv alla Camera.

“A mio avviso la pretestuosa e un po’ stizzita dichiarazione del parlamentare del Pd su Di Pietro – prosegue Evangelisti – mostra chiaramente la sensibilità dei nervi scoperti all’interno di questo gruppo, anche perché mancare alla possibilità di non solo battere il Governo su un provvedimento (e quale! lo scudo fiscale!) ma causarne anche un forte contraccolpo è ben altro che essere talvolta nella condizione di doversi assentare come a ciascuno di noi può capitare per motivi di lavoro parlamentare. Altra cosa è assentarsi per motivi di lavoro personale come è capitato nella quasi totalità delle volte a un deputato Pd, poi transitato nel gruppo Misto, che preferiva un altro lavoro a quello parlamentare”.

***

Infanzia. Turco, ministro Carfagna bocciata dal Parlamento


“Lo stop alla legge sul garante dell’infanzia è un successo dell’opposizione e rappresenta la bocciatura delle politiche del ministro Carfagna, da parte anche della stessa maggioranza. La legge fermata alla Camera era utile solo al ministro delle pari opportunità per nominare qualche suo amico. L’arroganza e l’incompetenza sono state fermate dal Parlamento. Vediamo adesso di fare una legge veramente utile per l’infanzia”.

Lo ha detto Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

Roma, 7 ottobre 2009

***

Infanzia. Pd, Carfagna sconfessata, suo garante inefficace


“Grazie all’emendamento dell’opposizione approvato dalla Camera, che ha trasformato il garante proposto dal ministro Carfagna in una vera autorità di garanzia dei diritti dei minori, oggi si è ottenuto il rinvio in Commissione del provvedimento. Un successo della battaglia dell’opposizione. Adesso dobbiamo dare vita ad un testo coerente che dia risposte concrete alle richieste delle associazioni per la tutela dell’infanzia e di tutti i bambini. Il ministro Carfagna è stato sconfessata dalla sua stessa maggioranza in Parlamento. Si fermi e ne tragga le conclusioni”.

Lo hanno detto Doris Lo Moro e Daniela Sbrollini, deputate del Pd, relatrici di minoranza al provvedimento sul garante dell’infanzia.

Roma, 7 ottobre 2009

***

INFANZIA: SERAFINI (PD), "GOVERNO BOCCIATO DUE VOLTE
SU ATTACCO AD  AUTONOMIA GARANTE".



"Seconda vittoria oggi alla Camera contro i ripetuti tentativi della maggioranza di togliere autonomia e indipendenza al Garante nazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Per la seconda volta in poche ore il governo è stato battuto sulla richiesta del Pd di sospendere l'esame di legge per l'istituzione del garante e rinviarlo alla Commissione".  Così la senatrice Anna Serafini, responsabile famiglia del Pd, commenta il voto di oggi alla Camera.

"L'atteggiamento del governo - sostiene la senatrice PD - sta  svilendo e snaturando il lavoro intenso e proficuo svolto in Commissione che aveva portato all'intento unanime di assicurare all'istituzione del Garante una piena autonomia economica e gerarchica.  Anche l'Unicef oggi, come già oltre 50 associazioni nei giorni scorsi, raccomanda di 'non commettere errori, istituendo un Garante privo della possibilità di incidere realmente'.

"Noi - prosegue Anna Serafini - continueremo a batterci strenuamente, in Aula e in Commissione, alla Camera e al Senato, perché il Garante dell'infanzia sia un garante vero che difenda effettivamente, senza interferenze e condizionamenti,  i diritti dei bambini e degli adolescenti nel nostro Paese. Per legiferare correttamente su un organo di garanzia come quello dei bambini , occorre la massima unità del paese, al di là di ogni legittimo orientamento politico.  Il PD - conclude - rimane disponibile, grazie anche alla propria proposta di legge, a far sì che ciò avvenga".

Roma, 7 ottobre 2009

***

Garante Infanzia: Pd, governo di nuovo sotto alla Camera


Aumenta tasso di assenteismo della maggioranza 


“Per la seconda di volta in poche ore il governo, per sette voti, è stato di nuovo battuto sulla richiesta del Pd di sospendere l’esame della legge che istituisce il Garante nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza”. Lo dichiara Erminio Quartiani, segretario d’Aula del gruppo dei Democratici, il quale spiega che “oggi a Montecitorio la discussione si è protratta perché noi chiedevamo di garantire che questo nuovo organismo fosse dotato delle risorse necessarie per svolgere i suoi compiti. I deputati del Pd hanno perciò chiesto la sospensione dei lavori, richiesta accolta positivamente dall’Aula. La maggioranza è stata così sconfitta su questo nodo procedurale, nonostante fossero stati chiamati al voto ministri e sottosegretari presenti al banco del governo. E’ evidente che è in aumento il tasso di assenteismo della maggioranza, in spregio alla centralità del parlamento”.

Roma, 7 ottobre 2009
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