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 .. giustizia ..... di Lunadicarta
 
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La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

Platone
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Buttate via tutte le liste, che tanto mancano i "programmi" ...

LA CASSAZIONE: VIA I CLANDESTINI
ANCHE SE CON FIGLI MINORI A SCUOLA


Il diritto allo studio non prevale sulle esigenze di legalità, secondo i supremi giudici

Servizio di Filippo Pirillo per La7



Gli immigrati irregolari, con figli minori che studiano in Italia, non possono chiedere di restare nel nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma "sentimentale" e un calo nel rendimento scolastico dei figli. La Corte di Cassazione ha infatti respinto il ricorso di un immigrato clandestino albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minorenni, residente a Busto Arsizio, che chiedeva l'autorizzazione a restare in Italia in nome del diritto del "sano sviluppo psicofisico" dei suoi bambini che sarebbe stato alterato dall'allontanamento del loro papà. I supremi giudici hanno spiegato che è consentito ai clandestini la permanenza in Italia per un periodo di tempo determinato solo in nome di "gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d'emergenza" e non di "tendenziale stabilità" come la frequenza della scuola.

***

IMMIGRATI: CARITAS,
SU SENTENZA CASSAZIONE ASPETTIAMO MOTIVAZIONI
 

(ASCA) - Roma, 11 mar - ''Ci riserviamo un giudizio compiuto in attesa di leggere le motivazioni della sentenza. Per ora direi agli immigrati di non preoccuparsi, perche' la Cassazione valuta caso per caso, e probabilmente avra' tenuto conto dell'interesse del minore, che per noi rimane sempre prevalente, insieme all'unita' familiare''. Cosi' Oliviero Forti, responsabile immigrazione della Caritas italiana, commenta al Servizio di informazione religiosa della Cei la sentenza n. 5856 della Corte di Cassazione con la quale ha respinto il ricorso di un immigrato clandestino albanese che chiedeva di non essere espulso perche' ha due figli a scuola.

''La legge dice che laddove l'allontanamento dovesse pregiudicare lo sviluppo psico-fisico del minore - precisa Forti - allora puo' essere rilasciato, in via eccezionale, un permesso di soggiorno temporaneo. Non conoscendo le motivazioni della Cassazione non posso criticarla''.

Sul rischio che la notizia crei allarmismo tra gli immigrati aggiunge: ''Certo, puo' accadere che una sentenza non favorevole al cittadino immigrato possa destare preoccupazione. E' necessario leggere bene la motivazione per schiarire un momento nebbioso, perche' abbiamo ancora pochi elementi per giudicarla''. ''Ovviamente - conclude - laddove invece venisse leso il diritto del minore ci opporremo. Per ora, riteniamo che non ci sia questo pericolo e da quanto ne sappiamo la Cassazione ha operato correttamente''. asp/mcc/ss



Clandestini espulsi anche se i figli minori vanno a scuola

Il Sole 24 Ore - ‎2 ore fa‎
I figli minori che frequentano la scuola non salvano il clandestino dell'espulsione. La Cassazione, con la sentenza n.5856 (il testo su Guida al diritto) inverte la marcia in tema di diritto al ricongiungimento per gli stranieri. ...

Cassazione: Clandestini espulsi anche se con figli a scuola, ma..

APCOM - ‎1 ora fa‎
Roma, 11 mar. (Apcom) - E' legittima l'espulsione del genitore clandestino anche se i figli vanno ancora a scuola in Italia e il clandestino deve lasciare il paese, se non ci sono eventi o necessità eccezionali del bambino, che sarà quindi accudito ...

IMMIGRATI: CARITAS, SU SENTENZA CASSAZIONE ASPETTIAMO MOTIVAZIONI

Agenzia di Stampa Asca - ‎32 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 11 mar - ''Ci riserviamo un giudizio compiuto in attesa di leggere le motivazioni della sentenza. Per ora direi agli immigrati di non preoccuparsi, perche' la Cassazione valuta caso per caso, e probabilmente avra' tenuto conto ...

"Via anche con figli minori a scuola"

TGCOM - ‎3 ore fa‎
Gli immigrati irregolari, con figli minori che studiano in Italia, non possono chiedere di restare nel nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma sentimentale e un calo nel rendimento scolastico dei figli. ...

Cassazione: clandestini vanno espulsi anche con figli a scuola

Reuters Italia - ‎3 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Un immigrato irregolare deve essere espulso anche se ha figli minori che frequentano la scuola in Italia, perché l'esigenza di legalità delle frontiere è più importante di quella del diritto allo studio. Lo ha deciso oggi la Corte di ...

Cassazione: clandestini fuori dai confini, anche se con figli minori

La Voce d'Italia - ‎56 minuti fa‎
Milano - Una nuova sentenza della Cassazione è destinata a suscitare polemiche. Stiamo parlando della numero 5856, con la quale la Suprema Corte ha respinto il ricorso di un immigrato albanese irregolare residente, con la moglie ei due figli, ...

Cassazione: via i clandestini, anche se hanno figli che studiano ...

NotiziarioItaliano.IT - ‎1 ora fa‎
E' quanto emerge dalla sentenza n.5856, che ha respinto il ricorso di un immigrato albanese, con due figli minori residenti a Busto Arsizio (VA), per ottenere un visto col quale rimanere in Italia in nome del diritto del "sano sviluppo psicofisico" dei ...

Cassazione: immigrati clandestini espulsi anche se hanno figli a ...

Vivere Italia - ‎2 ore fa‎
Marcia indietro della Cassazione in tema di immigrazione: l'autorizzazione all'extracomunitario di restare in Italia nonostante l'espulsione dal territorio nazionale non può essere data se non "in situazioni particolari", tra cui non rientra il fatto ...

IMMIGRATI: ZANELLO (LEGA NORD), BENE CASSAZIONE SU CLANDESTINI

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Milano, 11 mar - ''Un passo avanti nella direzione della tutela della sicurezza dei cittadini''. Cosi' Massimo Zanello (Lega Nord), assessore alla cultura della Regione Lombardia, commenta la sentenza della Corte di Cassazione che stabilisce ...

IMMIGRATI: CASSAZIONE, FIGLI A SCUOLA NON SALVANO DA ESPULSIONE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎3 ore fa‎
(AGI) - Roma, 11 mar. - L'autorizzazione all'extracomunitario di restare in Italia nonostante l'espulsione dal territorio nazionale non puo' essere data se non "in situazioni particolari", tra cui non rientra il fatto di avere dei figli che nel nostro ...

"Clandestini espulsi anche se hanno figli minori"

Libero-News.it - ‎3 ore fa‎
clandestini devono essere espulsi dall'Italia senza nessuna eccezione. A stabilirlo è la Cassazione che, facendo un passo indietro in tema di immigrazione, afferma l'impossibilità per gli stranieri irregolari di restare nel nostro Paese, anche nel caso ...

La Caritas: per ora non c'è pericolo

L'Unità - ‎2 ore fa‎
La Caritas Italiana ritiene che la sentenza della Cassazione secondo la quale la condizione irregolare del genitore prevale sul diritto di studio del minore non dovrebbe rappresentare «un pericolo». «La Cassazione - afferma Olivero Forti, ...

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, contraddicendo una sua ...

PeaceReporter - ‎21 minuti fa‎
I clandestini con figli minori che studiano in Italia non possono chiedere di restare nel nostro paese. Secondo una sentenza della Corte di Cassazione, che così smentisce una recente sentenza della stessa suprema corte, la tutela della legalità alle ...

IMMIGRATI: RONDINI (LEGA), SENTENZA CASSAZIONE CONDIVISIBILE

Diritto-oggi - ‎19 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 11 mar. - “Per una volta non possiamo che dirci d'accordo con la Corte di Cassazione. L'ultima sentenza sui clandestini da ragione a quanto la Lega afferma da sempre”. Lo sostiene Marco Rondini, segretario provinciale e deputato della ...

Cassazione, il genitore irregolare va espulso anche se in Italia ...

La Repubblica - ‎3 ore fa‎
ROMA - Marcia indietro della Cassazione in tema di immigrazione: gli immigrati irregolari, con figli minori che studiano in Italia, non possono chiedere di restare nel nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma "affettivo" e ...

Cassazione, immigrati clandestini esplulsi anche se hanno figli in ...

Barimia - ‎1 ora fa‎
Nel nostro Paese la legalità, prima di tutto, ad ogni costo. É quanto emerso da una decisione della Cassazione che ha respinto la richiesta di un uomo di origine albanese. L'immigrato, residente in maniera irregolare in Italia, si era rivolto alla ...

IMMIGRATI: FERRERO (FED SIN), SENTENZA CASSAZIONE INUMANA

Diritto-oggi - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 11 mar. - “La marcia indietro della Cassazione, che smentisce una precedente e recente sentenza di avviso opposto, in tema di immigrazione corrisponde a una sentenza inumana e indegna di un Paese civile. Grazie ad essa gli immigrati ...

Cassazione e immigrati, la tutela delle frontiere prevale sui minori

Agenzia Radicale - ‎2 ore fa‎
L'esigenza di garantire la tutela delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei bambini. E' la conclusione che si evince dalla sentenza data oggi dalla Cassazione secondo la quale gli immigrati irregolari con figli minori ...

Immigrati/Cassazione:clandestini espulsi anche se figli a scuola

Wall Street Italia - ‎2 ore fa‎
Roma, 11 mar. (Apcom) - Gli immigrati irregolari possono essere espulsi anche se hanno figli minori che studiano in Italia. Con una sentenza innovativa, la Cassazione ha stabilito che gli immigrati irregolari non possono restare nel nostro paese ...

IMMIGRATI: CASSAZIONE, VIA CLANDESTINI ANCHE CON FIGLI MINORI A SCUOLA

Agenzia di Stampa Asca - ‎2 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 11 mar - Gli immigrati irregolari con figli minorenni che studiano in Italia non possono chiedere di restare nel nostro paese poiche' la scolarizzazione e' una situazione di vita ordinaria che non giustifica la loro permanenza. ...

Sentenza della Cassazione. Prevale la tutela delle frontiere ...

Stranieri in Italia - ‎2 ore fa‎
Roma – 11 marzo 2010 - Gli immigrati irregolari vanno espulsi anche se hanno figli che frequentano la scuola dell'obbligo. Lo dice la Cassazione, sottolineando che la scuola non può più essere un motivo "straordinario" per usare tolleranza nei ...

Via clandestini con figli a scuola

euronews - ‎3 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 11 MAR – Gli immigrati irregolari, con figliminori che studiano in Italia, non possono chiedere di restarenel nostro Paese. Cosi' la Cassazione. Secondo i supremigiudici, non e' sostenibile che la loro espulsione provochi untrauma ...

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Il difficile rapporto tra giustizia e informazione.
Una tre giorni per incontrare professionisti e specialisti


(UPS - Roma, 11 marzo 2010) - Come possiamo giudicare oggi il rapporto tra Comunicazione e Giustizia? È possibile parlare di Giustizia (S)comunicata? Questi gli interrogativi di base che animeranno la tavola rotonda organizzata all'Università Salesiana il prossimo 25 marzo da UCSI Lazio (Unione Cattolica Stampa Italiana), dal mensile Famiglia Cristiana e dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell'UPS. La tavola rotonda è destinata ai giovani operatori della comunicazione e agli studenti universitari orientati al mondo del giornalismo e dell'informazione.

È un appuntamento che vedrà la partecipazione, presso i locali della FSC,  di relatori e ospiti d'eccezione provenienti dal mondo del giornalismo e della giustizia. Oltre ai promotori dell'incontro - Carlo Nanni, Rettore dell'UPS, Vania De Luca, Presidente UCSI Lazio e Alberto Bobbio, Caporedattore di Famiglia Cristiana - saranno presenti Roberto Arditti, Direttore Editoriale de "Il Tempo", don Luigi Ciotti, Presidente di Libera, Roberto Natale, Presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Luca Palamara, Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati. Coordina gli interventi il preside della FSC, prof. Franco Lever.

La tavola rotonda fungerà da apripista a una serie di incontri in stile seminariale (il 25, 26 e 27 marzo) in cui verranno approfonditi e discussi i diversi temi previsti dalle giornate (ecco alcuni dei titoli degli interventi: "I calzini del magistrato: uno sguardo sull'informazione e la giustizia oggi"; "La mafia non parla, l'informazione si"; "Lo sguardo cristiano sulla giustizia". I partecipanti avranno modo di incontrare così diverse personalità del calibro di Ennio Remondino (Rai), Rosaria Capacchione ("Il Mattino"), Goffredo Buccini ("Corriere della Sera"), Antonio Maria Mira ("Avvenire"), Valeria Manna ("RaiNews24"), Carlo Tagliabue (regista e docente FSC), Vincenzo Barba (magistrato e docente FSC).

Unisal
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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/AGCOM.jpg

CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE
IN MATERIA DI
RAPPRESENTAZIONE DI VICENDE GIUDIZIARIE
NELLE TRASMISSIONI RADIOTELEVISIVE


Le emittenti radiotelevisive pubblica e private, nazionali e locali e i fornitori di contenuti radiotelevisivi firmatari o aderenti alle associazioni firmatarie, l’Ordine nazionale dei giornalisti, la Federazione nazionale della stampa italiana, d’ora in avanti indicate come parti

VISTI gli articoli 2, 3, 10, 11, 15, 21, 24, 25, 27, 101, 102 e 111 della Costituzione italiana e gli articoli 1, 7, 11, 47, 48 e 49 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;

VISTO l’articolo 3 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante “Testo unico della radiotelevisione”, secondo il quale sono principi fondamentali del sistema radiotelevisivo la garanzia della libertà e del pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva, la tutela della libertà di espressione di ogni individuo, inclusa la libertà di opinione e quella di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza limiti di frontiere, l’obiettività, la completezza, la lealtà e l’imparzialità dell’informazione, l’apertura alle diverse opinioni e tendenze politiche, sociali, culturali e religiose e la salvaguardia delle diversità etniche e culturali, nel rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali della persona, in particolare della dignità della persona e dell’armonico sviluppo fisico, psichico e morale del minore, garantiti dalla Costituzione, dal diritto comunitario, dalle norme internazionali e dalle leggi statali e regionali;

CONSIDERATO che ai sensi dell’articolo 2 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, istitutiva dell’Ordine dei giornalisti “E’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede”;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 471, comma 1, del codice di procedura penale “l’udienza è pubblica a pena di nullità”, e che l’art. 147 del decreto legislativo 28 luglio 1989 n. 271, nel consentire la ripresa e la diffusione dei dibattimenti processuali, ne esplicita ed accentua la naturale destinazione alla pubblica conoscenza;

VISTA la Raccomandazione approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 10 luglio 2003 (R(2003)13) relativa all’informazione fornita dai media rispetto a procedimenti penali, la quale, nel ricordare i principi fondamentali in materia quali il diritto alla libera manifestazione del pensiero, il diritto di rettifica o di replica, il diritto al giusto processo, la tutela della dignità della persona e della vita privata e familiare, elenca i principi ispiratori dell’attività giornalistica in rapporto ai procedimenti penali e invita gli Stati membri a promuovere, anche attraverso gli organi di autodisciplina, il rispetto da parte dei media dei citati principi; nonché il Protocollo n. 11 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e delle Liberta fondamentali;

VISTA la Carta dei Doveri dei Giornalisti sottoscritta da CNOG e FNSI l’8 luglio 1993, la Carta di Treviso del 5 ottobre 1990, il Vademecum Carta di Treviso del 25 novembre 1995, la Carta dell’informazione e della programmazione a garanzia degli operatori del Servizio Pubblico Televisivo, il Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, il Codice di autoregolamentazione Tv e Minori approvato il 29 gennaio 2002 e il Codice Etico approvato dal Consiglio di Amministrazione della Rai;

VISTO l’“Atto di indirizzo sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive” approvato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con delibera n. 13/08/CSP, il quale, nel declinare i principi e i criteri relativi alle trasmissioni che hanno ad oggetto la rappresentazione di vicende e fatti costituenti materia di procedimenti giudiziari in corso, invita i soggetti interessati a redigere un codice di autoregolamentazione al fine di individuare regole di autodisciplina idonee a dare concreta attuazione ai predetti principi e criteri;

CONSIDERATO che il principio costituzionale secondo cui la giustizia è amministrata in nome del popolo titolare della sovranità, che può anche direttamente parteciparvi, esige che la collettività in cui il popolo consiste sia informata nel modo più ampio possibile dei fatti attinenti a vicende giudiziarie nonché dell’andamento delle medesime e dei modi in cui in relazione ad esse la giustizia sia in concreto amministrata in suo nome;

CONSIDERATO altresì che l’esigenza informativa è assolta primariamente dai mezzi di comunicazione di massa che, a norma dell’art. 21 della Costituzione come interpretato dalla giurisprudenza costituzionale e ordinaria, concorrono a fornire alla pubblica opinione un’informazione completa, obiettiva, imparziale e pluralistica;

RILEVATO che l’attività professionale dei giornalisti e in genere degli operatori dell’informazione, in quanto comporta la necessità di raccogliere e valutare fatti ed indizi, vagliarne l’attendibilità, organizzarli secondo logica e assumerli o rifiutarli come elementi di convincimento per l’espressione del proprio pensiero in forma assimilabile al giudizio, il quale ultimo però si svolge secondo puntuali regole procedurali e trova parametri valutativi prefissati in precise norme, che tuttavia sono suscettibili di interpretazione al pari dei fatti ai quali esse vanno applicate, lasciando dunque inevitabili margini di opinabilità che comportano una relazione solo presuntiva di corrispondenza tra il giudicato e la verità dei fatti stessi.

RILEVATO, ancora, che l’attività informativa in forma di cronaca e critica giudiziaria su fatti oggetto di accertamento giurisdizionale si svolge inevitabilmente in stretto parallelismo con questo, solo così potendo assicurare il raggiungimento dello scopo suo proprio, che è quello di rendere edotta la comunità mediante la formazione della pubblica opinione sugli eventi e sulle persone nei cui confronti, in suo nome, la giustizia è amministrata;

CONSIDERATO che tale andamento parallelo determina le condizioni di un circuito virtuoso potendo, in particolare, dare impulso ad iniziative processuali della difesa e degli stessi organi giudicanti nella prospettiva dell’espansione degli spazi di garanzia degli indagati e degli imputati, della completezza delle indagini e della maturazione del libero convincimento dei giudici;

CONSIDERATO che l’essenziale funzione di informazione accompagna ma non sostituisce la funzione giurisdizionale, rispettando l’esigenza di evitare la celebrazione in sede impropria, in forma libera e a fini anticipatori i processi in corso;

CONSIDERATA la necessità costituzionale di preservare la libertà di manifestazione del pensiero degli operatori dell’informazione e dei mezzi di comunicazione di massa da ogni forma di pressione o censura, anche a garanzia del diritto dei consociati a ricevere informazioni complete, veritiere e pluralistiche;

CONSIDERATO altresì l’inderogabile dovere di rispettare, nell’esercizio di tale libertà, i diritti inviolabili alla dignità, alla onorabilità e alla riservatezza, specificamente tutelati dalla presunzione di non colpevolezza sancita dall’art. 27 Cost., delle persone, specie se soggetti deboli in ragione dell’età minore o per altre cause, a qualunque titolo aventi parte in vicende giudiziarie o che, pur a queste estranee, possano in qualsiasi modo con esse trovarsi in occasionale rapporto di connessione; dovere da valutare, quanto alla esigibilità del suo corretto adempimento, in connessione con l’interesse pubblico alla conoscenza immediata di fatti di grande rilievo sociale quali la perpetrazione di gravi reati;

PRESO ATTO che la peculiarità del mezzo radiotelevisivo, destinato alla narrazione per immagini in movimento, implica la modalità espressiva della rappresentazione scenica – comune peraltro agli aspetti “liturgici” della celebrazione processuale - la quale, se non contenuta in ragionevoli limiti di proporzionalità, può trascendere in forme espressive suscettibili di alterare la reale figura dell’indagato o imputato e di altri soggetti processuali o estranei al processo;

CONDIVIDENDO l’esigenza segnalata nella delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 13/08/CSP di disciplinare le modalità di rappresentazione televisiva delle vicende giudiziarie in corso, attraverso una scelta di autoregolamentazione da parte dei soggetti titolari del diritto costituzionale di liberamente manifestare il pensiero con qualsiasi mezzo di diffusione, anche a garanzia della formazione di una libera e consapevole opinione pubblica quale fondamento del sistema democratico;

IN CONTINUITÀ con un’autonoma tradizione di autodisciplina, ispirata al comune intendimento di assicurare il massimo grado possibile di effettività ai valori costituzionali sopra richiamati che, a partire dalla Carta di Treviso e dalla Carta dei doveri del giornalista, ha consolidato nel tempo l’acquisizione e l’attuazione dei criteri di un ponderato bilanciamento tra diritto-dovere dell’informazione, i diritti alla dignità, all’onore, alla reputazione e alla riservatezza della persona umana e i principi del giusto processo;

dopo ampio confronto in sede di “tavolo tecnico” istituito con la citata delibera AGCOM e ricevuta dalla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l’attestazione che il testo elaborato risponde compiutamente ed in modo satisfattivo alle indicazioni da essa ivi formulate, che ne rimangono pertanto attuate

ADOTTANO

il presente Codice di autoregolamentazione di seguito denominato

“Codice in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive”.

Articolo 1

1. Le parti, ferma la salvaguardia della libertà e del pluralismo dei mezzi di comunicazione in sé e a garanzia del diritto dei cittadini ad essere tempestivamente e compiutamente informati, e ferma altresì la tutela della libertà individuale di manifestazione del pensiero, che implica quella di ricercare, acquisire, ricevere, comunicare e diffondere informazioni e si esprime segnatamente nelle forme della cronaca, dell’opinione e della critica anche in riferimento all’organizzazione, al funzionamento e agli atti dei pubblici poteri incluso l’Ordine giurisdizionale, si impegnano ad adottare nelle trasmissioni televisive che abbiano ad oggetto la rappresentazione di vicende giudiziarie in corso le misure atte ad assicurare l’osservanza dei principi di obiettività, completezza, e imparzialità, rapportati ai fatti e agli atti risultanti dallo stato in cui si trova il procedimento nel momento in cui ha luogo la trasmissione, e a rispettare i diritti alla dignità, all’onore, alla reputazione e alla riservatezza costituzionalmente garantiti alle persone direttamente, indirettamente od occasionalmente coinvolte nelle indagini e nel processo.

2. Ai fini di cui al comma 1, nelle trasmissioni radiotelevisive che abbiano ad oggetto la rappresentazione di vicende giudiziarie, le parti si impegnano a:

a) curare che risultino chiare le differenze fra documentazione e rappresentazione, fra cronaca e commento, fra indagato, imputato e condannato, fra pubblico ministero e giudice, fra accusa e difesa, fra carattere non definitivo e definitivo dei provvedimenti e delle decisioni nell’evoluzione delle fasi e dei gradi dei procedimenti e dei giudizi;

b) diffondere un’informazione che, attenendosi alla presunzione di non colpevolezza dell’indagato e dell’imputato, soddisfi comunque l’interesse pubblico alla conoscenza immediata di fatti di grande rilievo sociale quali la perpetrazione di gravi reati;

c) adottare modalità espressive e tecniche comunicative che consentano al telespettatore una adeguata comprensione della vicenda, attraverso la rappresentazione e la illustrazione delle diverse posizioni delle parti in contesa, tenendo ponderatamente conto dell’effetto divulgativo ed esplicativo del mezzo televisivo che, pur ampliando la dialettica fra i soggetti processuali, può indurre il rischio di alterare la percezione dei fatti;

d) rispettare complessivamente il principio del contraddittorio delle tesi, assicurando la presenza e la pari opportunità nel confronto dialettico tra i soggetti che le sostengono – comunque diversi dalle parti che si confrontano nel processo - e rispettando il principio di buona fede e continenza nella corretta ricostruzione degli avvenimenti;

e) controllare, nell’esercizio del diritto di cronaca, la verità dei fatti narrati mediante accurata verifica delle fonti, avvertendo o comunque rendendo chiaro che le persone indagate o accusate si presumono non colpevoli fino alla sentenza irrevocabile di condanna e che pertanto la veridicità delle notizie concernenti ipotesi investigative o accusatorie attiene al fatto che le ipotesi sono state formulate come tali dagli organi competenti nel corso delle indagini e del processo e non anche alla sussistenza della responsabilità degli indagati o degli imputati;

f) non rivelare dati sensibili o che ledano la riservatezza, la dignità e il decoro altrui, ed in special modo della vittima o di altri soggetti non indagati, la cui diffusione sia inidonea a soddisfare alcuno specifico interesse pubblico.

Articolo 2

1. L’accertamento delle violazioni del presente Codice, comprensivo delle indicazioni formulate con la citata delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni , alle quali esso compiutamente risponde, e l’adozione delle eventuali misure correttive sono riservati alla competenza di un apposito Comitato che le parti sottoscrittrici ed aderenti si impegnano a costituire entro il 30 giugno 2009.

2. In ogni caso per i giornalisti eventualmente coinvolti la competenza resta riservata all’Ordine professionale.

Articolo 3

1. Il presente Codice è aperto all'adesione da parte di altri soggetti iscritti al ROC presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e a loro associazioni e consorzi.

2. L’adesione comporta la piena accettazione del presente Codice.

Articolo 4

Il presente Codice entra in vigore all’atto di costituzione del Comitato di cui all’art. 2.

Roma, 21 maggio 2009


Per Rai – Radiotelevisione Italiana Spa
Dott. Paolo Garimberti - Presidente
Prof. Mauro Masi Direttore Generale

Per RTI – Reti Televisive Italiane Spa
Dott. Fedele Confalonieri Presidente Mediaset
D.ssa Gina Nieri Vice Presidente R.T.I.

Per Telecom Italia Media Spa
Dott. Mauro Nanni Amministratore Delegato

Per l’Associazione Aeranti – Corallo
Avv. Marco Rossignoli Presidente e Coordinatore Aeranti - Corallo

Per l’Associazione FRT – Federazione Radio e Televisioni
Dott. Filippo Rebecchini Presidente

Per l’Ordine Nazionale dei Giornalisti
Dott. Pierluigi Roesler Franz Consigliere Nazionale

Per la Federazione Nazionale della Stampa
Dott. Roberto Natale Presidente

Disponibile sul sito www.agcom.it da giovedì 21 maggio 2009
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Di Loredana Morandi (del 12/03/2010 @ 08:34:32, in Sindacato, linkato 1267 volte)

Par condicio, l'Agcom richiama le tv:
squilibrio nei tg, serve parità fra le liste

Rai, Santoro e Floris non si arrendono: Annozero in onda sul web il 25 marzo


ROMA (11 marzo) - Le proteste contro la decisione del Cda della Rai di sospendere i talk show a ridosso delle elezioni continuano. Annozero andrà comunque in onda ma sul web il 25 marzo. Con Michele Santoro ci sarà anche Giovanni Floris, conduttore di Ballarò. Intanto l'Agcom richiama tutte le emittenti a un maggior rispetto della par condicio fra le liste elettorali.

L'Agcom: nell'informazione dei tg nel periodo della campagna elettorale si rileva «un certo squilibrio». E' questo il motivo del richiamo rivolto dall'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni a «tutte le emittenti» perché rispettino i principi del pluralismo. «La commissione Servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - spiega una nota - ha esaminato oggi i dati del monitoraggio sul pluralismo politico relativi alla campagna elettorale in corso (11-febbraio - 6 marzo), pubblicati sul sito dell'Autorità. Pur considerando la situazione di incertezza determinatasi nella presentazione delle liste elettorali, l'Autorità ha rilevato un certo squilibrio dell'informazione sui telegiornali ed ha quindi deciso di richiamare tutte le emittenti al rispetto dei principi di completezza, correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento di tutte le liste concorrenti, principi ai quali l'informazione deve attenersi con particolare rigore nei periodi elettorali».

Un sito ad hoc per Annozero. Il segretario della Fnsi Franco Siddi ha fatto sapere che la Federazione nazionale della stampa e l'Usigrai (l'unione sindacale giornalisti Rai) metteranno a disposizione su internet, con un sito ad hoc per trasmettere l'evento, offrendo così una copertura politico-sindacale. Siddi, che oggi era alla manifestazione Sbavagliamoci davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, ha inviato una lettera al presidente e al direttore generale Rai Paolo Garimberti e Mauro Masi, per informarli dell'iniziativa, spiegando che la Federazione nazionale della stampa promuoverà «manifestazioni e iniziative a sostegno della libera informazione», riaprendo il circuito interrotto dalla decisione del Cda Rai. Quella del 25 marzo - ha spiegato Siddi - sarà la prima manifestazione in programma.

A Sbavagliando hanno partecipato tra gli altri Roberto Natale (Fnsi), Carlo Verna (Usigrai), Beppe Giulietti (Art. 21), Paolo Gentiloni (Pd), Corradino Mineo, Sandro Ruotolo, Marco Pierani (Altroconsumo), Lelio Grassucci (presidente di Mediacoop).

Rai, Zavoli: «Troppi filtri esterni, manca solo il filo spinato: così la strangoleranno»

Il Messaggero

Vedi dal sito Agcom:

Delibera n. 24/10/CSP: Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita' di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni regionali provinciali e comunali previste per i giorni 28 e 29 marzo 2010, nel periodo compreso tra la data di convocazione dei comizi elettorali e il termine di presentazione delle candidature.

Delibera n.25/10/CSP: Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita' di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni regionali provinciali e comunali previste per i giorni 28 e 29 marzo 2010, nella fase successiva alla presentazione delle candidature

Modelli mag: Messaggi autogestiti gratuiti

Elenco delle Regioni, delle Province e dei Comuni (fonte Ministero dell'Interno)

Elenco delle emittenti radiotelevisive che hanno presentato domanda di adesione per la trasmissione di messaggi autogestiti

 

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Di Loredana Morandi (del 12/03/2010 @ 14:01:35, in Economia, linkato 1287 volte)


COMUNICATO STAMPA n.11/2010
 
12 marzo 2010

 

NOMINA SEGRETARIO GENERALE
della CORTE DEI CONTI
 
Con decreto n. 5 del 10 marzo 2010 il Presidente della Corte dei conti di concerto con il Consiglio di Presidenza ha nominato Segretario Generale della Corte dei conti il Presidente di Sezione Gian Giorgio Paleologo. La nomina ha decorrenza dal 10 marzo 2010 per la durata di un biennio.

Il magistrato responsabile dell'Ufficio Stampa
Consigliere Cinthia Pinotti

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*Biografia del Presidente Gian Giorgio Paleologo

Nato a Roma.il 5 luglio 1937.

Dopo la laurea in giurisprudenza ha vinto numerosi concorsi presso amministrazioni pubbliche e ed poi risultato primo del concorso a referendario presso la Corte dei conti nei cui ruoli è entrato in data 1 luglio 1972.

Dal 1972 ad oggi ha svolto tutte le funzioni istituzionali (di controllo, giurisdizionali e requirenti) in particolare : presso la Delegazione regionale per la Toscana (1972/1973); la Procura Generale ( 1973/1974);le Sezioni riunite in sede referente (1974 /1978 ) periodo in cui ha curato la redazione di parti generali delle Relazioni al Parlamento - organizzazione della P.A. ed attività contrattuale - sia di parti speciali - Presidenza del Consiglio, Ministero dell'interno ed i giudizi di parificazione sui rendiconti generali della Regione Trentino-Alto Adige e delle Province Autonome).

E' stato il primo consigliere delegato al controllo sugli atti di governo, ruolo che ha svolto per 13 anni consecutivi da 1984 al 1997 .E' stato relatore ed estensore di delibere di grande rilievo partecipando tra l'altro alle Sezioni Riunite quali fra le altre :la deliberazione con cui le Sezioni riunite, modificando il precedente orientamento, hanno riconosciuto natura di procedimento di riesame alla richiesta di visto con riserva;quella con la quale la Sezione del controllo in occasione della prima applicazione della legge n. 20 del 1994 - ha definito i programmi ed i criteri di riferimento del controllo successivo, ha proceduto alla determinazione del numero e delle competenze dei collegi, in relazione a tipologie di controllo, settori e materie, ed ha determinato i criteri generali per la composizione dei collegi ; quella con cui le Sezioni riunite, hanno adottato il regolamento per l'organizzazione dei collegi regionali di controllo e di una sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali (deliberazione 13 giugno 1997, in G.U. n. 145 del 1997).

Dal 16 agosto 1984 è stato preposto al Servizio Documentazione e Studi. Dal 25 febbraio 1997 al 31 dicembre 2000 è stato Delegato al controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio dei Ministri (tra le numerose deliberazioni della Sezione del controllo redatte nell'esercizio di tale funzione, v., in particolare, quella concernente la proposizione di conflitto di attribuzione nei confronti del Governo, conflitto risolto dalla Corte costituzionale in favore della Corte dei conti) .

Dal 1° gennaio 2001 al 25 ottobre 2002: Delegato al controllo sugli atti dei Ministeri istituzionali.

Dal 25 ottobre 2002 al 20 aprile 2006: Presidente della Sezione di controllo per la Regione Calabria.

Dal 26 aprile 2006al 2008 : Presidente della Sezione Giurisdizionale per l'Abruzzo.

Dal 2008: Presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite in sede di controllo.

Fra i vari incarichi extra istituzionali ha svolto dal 2004 le funzioni di componente della Camera dei Lavori Pubblici e dal 2005 di Presidente della Camera Arbitrale.

E' autore di numerose pubblicazioni scientifiche su temi di diritto pubblico ed ha svolto molteplici incarichi di docenza , fra i quali, per molti anni presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione.
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IMMIGRAZIONE
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Il diritto allo studio del minore
non salva il genitore dall'espulsione

Cassazione di cassazione - Sezione I civile
Sentenza 11 marzo 2010 n. 5856


I figli minori che frequentano la scuola non salvano il cittadino comunitario dell'espulsione. La Cassazione, con la sentenza n.5856 inverte la marcia in tema di diritto al ricongiungimento per gli stranieri.

Gli ermellini escludono, infatti, che il diritto dei bambini a ultimare gli studi nel territorio dove vivono e dove li hanno iniziati rientri tra le situazioni particolari in grado di bloccare un provvedimento di espulsione. Il parere negativo al permesso di restare in Italia, partito dalla Corte d'Appello di Milano, nei confronti di un cittadino albanese è stato confermato dalla Corte di Cassazione.

La richiesta di restare nel territorio era stata inoltrata sulla base del diritto a "un sano sviluppo psico-fisico" dei due figli avuti da una signora in possesso di regolare permesso di soggiorno e in attesa di ottenere la cittadinanza italiana. Secondo il ricorrente il suo allontanamento avrebbe avuto un contraccolpo negativo sull'equilibrio dei bambini.

La Suprema corte precisa però che i "gravi motivi connessi con lo sviluppo psico-fisico del minore" devono essere determinati da situazioni di emergenza e non possono invece derivare da circostanze di "tendenziale stabilità" come la frequenza della scuola da parte dei minori e il processo educativo formativo che rientrano nell'"essenziale normalità" e non fanno dunque scattare la tutela prevista dall'articolo 31 del Testo unico sull'immigrazione.

Il Supremo collegio ha così sconfessato una precedente sentenza della stessa sezione (n.823 del 19 gennaio 2010) che aveva invece acconsentito alla richiesta di restare di un genitore extracomunitario, bollandola come riduttiva, in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore senza tener conto "dell'inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo".

La decisione degli ermellini mette in guardia anche contro il rischio di strumentalizzazione dell'infanzia da parte dei clandestini.

Guida al Diritto
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Di Loredana Morandi (del 12/03/2010 @ 17:39:15, in Magistratura, linkato 1256 volte)
Avellino Scontro Tribunale
Toghe ferme dal 26 marzo al 3 aprile


Avellino – Si acuisce lo scontro in Tribunale tra i penalisti del Foro di Avellino e la Procura della Repubblica. Una nuova settimana di sciopero è stata indetta dalla Camera Penale Irpina (Cpi) che ha proclamato “… l’astensione da tutte le udienze penali” dal giorno 26 marzo e fino al 3 aprile.

Tra le cause dello sciopero c'è sempre lo scontro con la Procura che esplose il 19 settembre scorso all'indomani della diffusione di un comunicato in cui la Procura irpina contestava la sentenza “… ritenuta troppo mite” del Gup Paolo Cassano a carico del professore Renato Balletta, accusato di molestie ai danni di ex allieve e condannato a due anni con pena sospesa.

“La misura dell’astensione – si legge nella nota della Cpi – deve considerarsi l’unica adeguata a fare da sprone alle autorità preposte onde approfondiscano gli eventi narrati, ne ricostruiscano le responsabilità ed applichino le conseguenti sanzioni ed al Consiglio Superiore della Magistratura affinché provveda entro il più breve tempo possibile a completare l’iter necessario all’avvicendamento del Dott. Aristide Mario Romano ed alla sua adeguata ricollocazione”.

IRPINIANEWS (giovedì 11 marzo 2010 alle 15.47)
http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=64770
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Di Loredana Morandi (del 12/03/2010 @ 18:07:10, in Magistratura, linkato 1265 volte)

Regionali, Presidente Tribunale Roma:
"Nessun Complotto"


venerdì 12 marzo 2010 16:11

ROMA (Reuters) - Non c'è stato alcun "complotto" nell'esclusione della lista del Pdl per la provincia di Roma dalle Regionali. Lo ha dichiarato oggi il presidente del Tribunale della Capitale, Paolo De Fiore, rispondendo a distanza al premier Silvio Berlusconi.

"Nessun complotto o concerto malizioso per impedire che venissero presentate le liste del Pdl", ha detto oggi De Fiore.

Martedì l'Ufficio elettorale circoscrizionale del Tribunale di Roma non ha accettato l'iscrizione della lista del Popolo della Libertà per il collegio provinciale di Roma. Il Pdl ha presentato un ricorso su cui oggi dovrebbe esprimersi l'Ufficio centrale della Corte d'Appello della Capitale.

Lunedì un'altra bocciatura era arrivata dal Tar del Lazio. Anche in questo caso il Pdl ha presentato ricorso, al Consiglio di Stato.

A proposito di questa situazione, Berlusconi ieri ha parlato di "una grande, insopportabile porcheria" e di "un disegno molto ben pensato".

Il presidente del Tribunale di Roma ha aggiunto che i magistrati dell'Ufficio elettorale circoscrizionale "hanno agito nel pieno rispetto delle leggi... altrimenti non ci sarebbe stato bisogno del decreto" interpretativo varato venerdì scorso dal governo nel tentativo di risolvere il problema.

"E neppure i magistrati si sono avvalsi di formalismi esasperati", ha proseguito De Fiore, che ha espresso "amarezza personale" per gli "attacchi ingiusti e ingenerosi fatti ai magistrati Anna Argento e Maurizio Durante" che si sono alternati alla presidenza dell'Ufficio elettorale circoscrizionale.

A De Fiore ha risposto il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, che in una nota parla di "dichiarazioni fatte 'ad orologeria' (che) rappresentano un indebito tentativo di condizionare l'imminente giudizio".

"Guarda caso... De Fiore interviene a difesa dei due magistrati dell'ufficio centrale circoscrizionale e contro il Pdl, negando una circostanza che perfino i giudici Durante e Argento hanno dato per acquisita (cioè la presenza dei delegati del Pdl in tribunale e in orario), proprio mentre i loro colleghi dell'ufficio centrale regionale sono in camera di consiglio per decidere o meno l'ammissione della lista provinciale di Roma del Pdl".

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE62B0KX20100312
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Di Loredana Morandi (del 12/03/2010 @ 18:30:51, in Magistratura, linkato 1364 volte)
Berlusconi-Agcom, inchiesta a Trani

Colloqui telefonici tra premier e commissario dell'Authority scatenano una nuova bagarre

12 marzo, 18:23

ROMA - Il leader dell'Italia dei valori chiede le dimissioni del direttore del Tg1 Augusto Minzolini e del commissario all'autorità delle Comunicazioni Giancarlo Innocenzi dopo che il quotidiano "Il Fatto" riferisce di telefonate intercettate in un' inchiesta della procura di Trani. Intercettazioni nelle quali - si legge sul quotidiano - Berlusconi, Minzolini e il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi discutono della tv pubblica, delle sue trasmissioni con Annozero e Santoro nel mirino.
 
DI PIETRO: ORA CACCIARE INNOCENZI E MINZOLINI - "Abbiamo presentato un'interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organi di controllo come l'Agicom chiedendo la chiusura di 'Annozero'. Il responsabile dell'Agicom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini". Così Antonio Di Pietro commenta, in una conferenza stampa, le intercettazioni pubblicate oggi da "Il Fatto Quodidiano".

Di Pietro si riferisce a quanto pubblicato oggi in prima pagina dal quotidiano di Antonio Padellaro. "Così Berlusconi ordinò: 'Chiudete Annozero'", titola 'Il Fatto', raccontando di un'inchiesta della procura di Trani su carte di credito nell'ambito della quale le intercettazioni, fatte dalla Guardia di Finanza, hanno raccolto conversazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi, Giancarlo Innocenzi (ex deputato della Pdl, ora commissario dell'Autorità per le comunicazioni), il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ed il dg Rai Mauro Masi. L'indagine sulle carte di credito, scrive il quotidiano, era partita nel 2009. Non si precisano le date ed il numero delle conversazioni intercettate che coinvolgono il premier, Innocenzi ed i dirigenti Rai, ma 'Il Fatto' afferma che durarano "settimane" e che "raggiungono il parossismo" attorno a fine anno.

Da quanto riporta il quotidiano, il premier avrebbe chiesto ad Innocenzi di far chiudere Annozero e, sempre secondo 'Il Fatto', il commissario dell'Agcom si sarebbe attivato in questo senso. Il dg Rai, con il quale Innocenzi avrebbe parlato della richiesta - sempre secondo il quotidiano - avrebbe risposto che "certe pressioni non si ascoltano neppure in Zimbawe". Il direttore del Tg1 Minzolini - si legge sul Fatto - conversando al telefono con il premier, avrebbe promesso editoriali sulle "balle di Spatuzza" e servizi su alcuni magistrati. "Se esistono reati" in queste conversazioni, conclude il quotidiano, saranno i magistrati ad accertarlo, ma "la notizia é che il 'regime' è stato trascritto in migliaia di pagine di brogliacci".

INTERCETTAZIONI: L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI TRANI - L'inchiesta nel corso della quale sarebbero state raccolte le intercettazioni sul 'Caso Annozero' al quale ha fatto riferimento Antonio Di Pietro è coordinata dal pm della procura di Trani Michele Ruggero. Sono ipotizzati i reati di truffa e usura aggravate ed è relativa a finanziamenti per il credito al consumo di una carta di credito del tipo 'revolving' chiamata Gold credit card American express. Nello scorso settembre sequestri furono compiuti nella sede romana dell'American express e avvisi di garanzia furono notificati dai militari del nucleo di polizia tributaria di Bari della guardia di finanza ai due rappresentanti legali della sede italiana della multinazionale. La guardia di finanza sequestrò l'archivio informatico relativo ai titolari di 'revolving card', la contabilità, copie della corrispondenza della società, del software per la gestione delle carte e del software per il calcolo degli interessi. L'indagine fu avviata sulla base della denuncia di un titolare di carta di credito il quale lamentava l'applicazione di tassi usurai. A fronte di un fido di 2.600 euro, non avendo pagato una rata di 129 euro ricevette una richiesta di pagamento di 686,54 euro. Secondo calcoli compiuti da consulenti di parte dello stesso consumatore, della procura e dalla guardia di finanza, a quella rata sarebbe stato applicato un tasso superiore al tasso soglia del 28.98%. Il tasso soglia è stabilito dalla legge: oltre quel tasso gli interessi applicati vengono considerati usurari.

BERLUSCONI INDAGATO? PROCURATORE, NON DICO NIENTE - Nessuna risposta il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani, Carlo Maria Capristo, ha fornito ai giornalisti che, mentre lasciava la procura, gli chiedevano se Berlusconi è indagato nell'ambito dell'indagine condotta dal pm Michele Ruggiero. "Non dico niente", ha ripetuto più volte, si è infilato in ascensore e ha lasciato il palazzo. Negli uffici della procura sono rimasti - chiusi ciascuno nella propria stanza - il pm inquirente, Michele Ruggiero, e qualche altro pm. Uno di questi, insieme col personale di segreteria, ha invitato i giornalisti a lasciare il corridoio della procura sottolineando che nessuno avrebbe risposto ad alcuna loro domanda.

LEGALI, PREMIER INDAGATO? NON RISULTA - "Non risulta". Così, i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo rispondono alla domanda se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risulti o meno indagato a Trani per le presunte pressioni sull'Agcom per bloccare le trasmissioni di "Annozero". "Premesso che se lo avesse fatto davvero - commenta Longo - sarebbe stato encomiabile visto che 'Annozero' è di una noia insopportabile, ma quale sarebbe poi il reato contestato?". "E' chiaro che la qualificazione giuridica del fatto appartiene al magistrato - aggiunge Longo - ma non mi viene in mente quale potrebbe essere...". Tornando ad "Annozero", Longo sottolinea: "Quel programma è davvero noioso, proprio come quelle telenovelas in cui sembra che succedano grandi cose e in realtà non accade mai nulla. Eccezion fatta per Dallas e Dynasty dove invece succedeva di tutto ad ogni puntata...".

INNOCENZI,CONTESTO ILLAZIONI E QUERELO - Il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi ha dato mandato "all'avv. Marcello Melandri per predisporre le denunce e le querele necessarie alla tutela della verità dei fatti e della mia onorabilità". Lo rendo noto in riferimento a quanto apparso oggi su "Il Fatto Quotidiano". Innocenzi dice di "contestare in maniera assoluta tutte le illazioni in esso contenute" e sottolinea "l'assoluta in conferenza delle intercettazioni e la illiceità della pubblicazione delle stesse".

CICCHITTO, DI PIETRO CAVALCA SPAZZATURA - "Di Pietro, con le sue solite espressioni sguaiate e violente, cavalca anche oggi la spazzatura che pubblica l'organo ufficiale del giustizialismo per cercare di colpire la libertà d'informazione". Così Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. " Di Pietro, adesso attaccando Minzolini e Innocenzi - spiega - persiste meticolosamente a coltivare la politica della demonizzazione dell'avversario perché è un fattore essenziale della sua strategia eversiva che punta all'esasperazione dello scontro politico".

MINZOLINI, MAI RICEVUTO NULLA - "Non ho ricevuto nulla e non mi è arrivato alcun avviso di garanzia. In ogni caso dov'é il reato?" Questo il primo commento del direttore del Tg1 Augusto Minzolini a quanto riportato da Il Fatto sulle intercettazioni della Guardia di Finanzia di Bari. Minzolini denuncia però "la fumosità e l'assenza di chiarezza dell'articolo", che parla di sue conversazioni telefoniche con il premier Silvio Berlusconi.

BONAIUTI, PUBBLICAZIONE FUORI LEGGE - "Ancora una volta spezzoni di ipotetiche intercettazioni, estrapolate da ogni contesto, vengono pubblicate con una palese violazione della legge, senza avere alcuna attinenza con i procedimenti dai quali derivano e senza avere alcuna rilevanza penale. Come mai l'autorità giudiziaria non interviene?". E' quanto si chiede il sottosegretario alla presidenza del consiglio Paolo Bonaiuti.

BINDI (PD), RAI REVOCHI MINZOLINI - ''Altro che Zimbawe! Il direttore generale della Rai non dovrebbe lamentarsi per le pressioni che riceve evocando paesi piu' civili e seri del nostro. Solo nell'Italia prigioniera dell'invasivo conflitto d'interessi di Berlusconi si puo' leggere una storia come quella che ha raccontato oggi il 'Fatto quotidiano'''. Lo afferma Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e presidente del Pd, chiedendo alla Rai di revocare la nomina di Augusto Minzolini a direttore del Tg1. ''Si conosceva - prosegue - la sua insofferenza al pluralismo delle idee e alla libera informazione. Ne abbiamo visti tanti frutti amari, dall'editto bulgaro fino all'ultimo blitz sulla 'impar condicio'. Stavolta emerge la vergogna di pesanti e plateali condizionamenti condotti in prima persona dal capo del governo, proprietario della piu' importante azienda privata di comunicazione del Paese, a danno di trasmissioni del servizio pubblico come 'Annozero'. Anche cosi' si delegittimano le istituzioni. E' intollerabile servirsi di chi dovrebbe svolgere una funzione terza, di vigilanza sull'equilibrio e la correttezza del sistema delle comunicazioni, per mettere la mordacchia all'informazione piu' scomoda e piu' seguita delle reti Rai''. ''Alla luce di quanto sta emergendo, la Rai non e' tenuta a pagare multe ne' ad ottemperare alle diffide di un'Authority priva di credibilita' e di autonomia. Quanto al ruolo di Minzolini, mi chiedo cosa aspetti il Cda della Rai a revocare la nomina a direttore del Tg1 e l'Ordine dei giornalisti ad intervenire per difendere la dignita' della professione'', conclude.

MINZOLINI E INNOCENZI TRE MESI FA A TRANI COME TESTI - Nell'ambito delle indagini sulle carte di credito, diretta dal pm della procura di Trani Michele Ruggiero, il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, e il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi Botti furono già sentiti nel dicembre scorso come persone informate dei fatti. Furono interrogati in una giornata, il 17 dicembre 2009, nella quale il pm e il tenente colonnello della guardia di finanza Salvatore Paglino ascoltarono testi dalle 10 alle 19, una giornata palesemente dedicata a testimoni nell'ambito della comunicazione giacché, oltre a Minzolini e Innocenzi, furono interrogati nella stessa veste anche il direttore per le relazioni istituzionali di Mediaset e presidente della l'Associazone nazionale per lo sviluppo della tv digitale terrestre, Andrea Ambrogetti, e l'ex direttore Raiuno Fabrizio Del Noce.

FRATTINI, SOLIDALE CON MINZOLINI - "Sono solidale con il direttore Minzolini". E' quanto sottolinea, in una nota, il ministro degli Esteri Franco Frattini. "Questa orologeria delle intercettazioni - prosegue Frattini - é uno scandalo tutto italiano e poiché riguarda contenuti di atti giudiziari, molto spesso senza neppure rilevanza penale, conforta la sensazione che in questo modo si intenda alimentare un circuito mediatico con il solo scopo di delegittimare la politica e gli avversari politici. E' questo il vero pericolo che corrono le nostre istituzioni".

ANSA
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Di Loredana Morandi (del 12/03/2010 @ 18:44:38, in Sindacato, linkato 1232 volte)
Sky Italia: ''Grande soddisfazione''. Bersani: ''Il buon senso torni anche a Viale Mazzini''

Il Tar boccia lo stop ai talk show

Roma - (Adnkronos/Ign) - Accolto il ricorso di Sky e Telecom per la sospensione della parte di regolamento dell'Agcom che blocca i talk show televisivi in periodo elettorale. Secondo 'Il Fatto' sarebbero indagati a Trani il presidente del Consiglio Berlusconi, il direttore del TG1 e il commissario dell'Agcom Innocenzi. Pubblicate le intercettazioni dei tre. Di Pietro: "Minzolini si dimetta". Santoro: "E' un fatto di gravità inaudita". Replica Cicchitto: "Il leader Idv punta all'esasperazione dello scontro politico".

Roma, 12 mar. (Adnkronos/Ign) - Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Sky e Telecom per la sospensione della parte di regolamento dell'Agcom che blocca i talk show televisivi in periodo elettorale per le emittenti private. L'Autorità potrebbe riunirsi già oggi per valutare gli effetti del pronunciamento del tribunale amministrativo. Mentre il Consiglio di amministrazione della Rai è stato convocato in seduta straordinaria per lunedì prossimo 15 marzo alle ore 12.

Sky Italia in una nota comunica di aver accolto "con grande soddisfazione la decisione del Tar del Lazio che sospende il provvedimento dell'Agcom con cui veniva esteso ai media privati il regolamento sulla par condicio predisposto per la Rai dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza". Sky Italia "ha da subito contestato la legittimità di questo provvedimento e, come dimostra il dibattito andato in onda il 9 marzo scorso su Sky Tg 24 che ha coinvolto tutti i candidati alla presidenza della regione Puglia, ha scelto da subito di prescindere dalle regole irragionevoli e inapplicabili previste dal regolamento della par condicio".

"Certa che i 'faccia a faccia' rappresentino una componente fondamentale dell'informazione del cittadino - si spiega dalla società - Sky Tg 24 continuerà a proporre nei prossimi giorni appuntamenti tra i candidati alla presidenza delle altre regioni chiamate alla consultazione elettorale".

La decisione del Tar "ristabilisce il principio della libertà di espressione e tutela anche quello del libero mercato, previsti entrambi dalla Costituzione Italiana. Presupposti necessari per poter garantire ai cittadini di questo paese il loro diritto a un'informazione libera e indipendente".

Intanto l'opposizione chiede un immediato intervento della Rai. "Il Tar ha ripristinato criteri saggi e assennati mostrando l'assoluta irragionevolezza delle norme che bloccano i programmi di dibattito politico - ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani - Ci aspettiamo che tali criteri siano fatti propri anche dalla commissione Parlamentare di Vigilanza Rai e che tutto il sistema sia messo nelle stesse condizioni".

"Il rischio - avverte Bersani - è che il solo servizio pubblico rimanga ostaggio di norme che limitano libertà e discussione. Serve riportare il buon senso e riaprire subito gli approfondimenti informativi che sono stati sospesi nei giorni scorsi".

Per Paolo Gentiloni, presidente del forum Ict del Pd, la sospensione del regolamento Agcom per le tv commerciali ''è una chiara bocciatura della norma-bavaglio imposta dalla destra in commissione di Vigilanza. Quella norma era in contrasto con la legge sulla par condicio, che distingue chiaramente tra programmi di informazione e tribune elettorali e violava apertamente la sentenza 155 della Corte Costituzionale".

"Ora la Rai deve intervenire. Il Cda di viale Mazzini non può che prendere atto dell'interpretazione del giudice amministrativo. I programmi giornalistici devono riprendere subito anche in Rai: un silenzio riservato alla sola tv pubblica sarebbe, a questo punto, un vero e proprio scandalo", conclude Gentiloni.

''Ora ci si attende che il Cda Rai riveda la sua posizione subito, permettendo l'andata in onda delle trasmissioni'' chiede pure Vincenzo Vita, senatore del Pd, componente della Vigilanza. E ''una pronta e immediata sterzata della Rai nell'applicazione del regolamento per le reti del servizio pubblico" la sollecita Giorgio Merlo, del Pd, vice presidente della Vigilanza. Secondo Merlo sarebbe ''quantomeno singolare nonché ridicolo se le reti commerciali avessero piena libertà di movimento in campagna elettorale e le reti Rai fossero bloccate da un ridicolo regolamento che disciplina la campagna elettorale''.

Mentre per il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, "la sentenza del Tar sulla par condicio dimostra ancora una volta di più quanto sia superata questa legge'' e assicura che ''subito dopo le elezioni vanno varate norme nuove che garantiscano il pluralismo''.

Michele Santoro, coinvolto in prima persona dal regolamento dell'Agcom, si augura ''che sulla scia della decisione del Tar la Rai rimetta i onda i programmi che ha sospeso". "Con la pronuncia del Tar sul regolamento dell'Agcom - dice il giornalista conduttore di 'Annozero' - crolla il primo pezzo di un castello di illegalità costruito con la scusa della par condicio ma che in realtà non è affatto in applicazione della legge ma contro la legge. Ora aspettiamo di leggere la motivazione della sospensiva per vedere quanto mette in discussione l'impianto del regolamento e quindi anche l'analogo regolamento della Vigilanza e la successiva delibera del Cda Rai''.

Intanto Giovanni Floris, conduttore di 'Ballarò', per far fronte alla sospensione dei programmi di informazione della Rai organizza i talk show itineranti e lunedì prossimo presenterà alla stampa il suo 'Giro d'Italia'. "Non saranno piazze, sara' qualcosa di piu' originale... Ma aspettiamo lunedi' e vedremo!" Lo afferma all'Adnkronos lo stesso Floris. E sull'iniziativa del 25 marzo di Michele Santoro al Paladozza di Bologna, Floris spiega: "Saro' un semplice ospite, non ci sara' una co-conduzione. Sono stato invitato da Michele Santoro insieme a tanti altri colleghi e esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. Non so altro'', conclude il conduttore di 'Ballaro''.

Contro lo stop ai talk show in campo anche la Federazione nazionale della stampa che per il 25 marzo alle 21 ha indetto una manifestazione al Paladozza di Bologna che sarà condotta da Michele Santoro e Giovanni Floris.
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