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 Lithium, Li, 3, 6.941, Salar de Uyuni, Bolivia... di Loredana Morandi
 
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Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave.

Francesco Saverio Borrelli
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 11/03/2010 @ 08:54:37, in Magistratura, linkato 1264 volte)
Giustizia: Anm,
nettamente contrari a trasferimenti d'ufficio

Roma, 10 mar. (Adnkronos) - L'Associazione nazionale magistrati ribadisce "la netta contrarieta' al trasferimento d'ufficio dei magistrati e, in particolare, a quello dei magistrati piu' giovani che gia' sono stati destinati d'ufficio a sedi disagiate e che verrebbero a subire un ulteriore inaccettabile disagio".
L'Anm, inoltre, in una nota, esprime "preoccupazione per l'accelerazione della procedura per i trasferimenti d'ufficio, riservandosi l'adozione di ogni iniziativa, anche sul piano giudiziario, a sostegno dei magistrati".
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Di Loredana Morandi (del 11/03/2010 @ 08:56:12, in Politica, linkato 1366 volte)
Di seguito la ricostruzione versione PdL e quella dell'avv. Pellegrino da La Repubblica, per completezza di informazione. E' giusto attestare che, indipendentemente dalla questione liste e dai proclami a colpi di stampa, i "programmi politici" NON sono pervenuti agli elettori da entrambi gli schieramenti. L.M.

Pdl: a Roma esclusione "inopinata",
la ricostruzione di Berlusconi
 
Roma, 10 mar (Velino) - "Siamo qui per reagire all'assoluta disinformazione che è stata data sulle vicende della lista del Pdl a Roma. In quello che è accaduto non vi è stata alcuna responsabilità riconducibile a nostri dirigenti e funzionari come invece si vuol fare credere. Ai nostri delegati è stato impedito" di depositare le liste. "I nostri delegati si trovavano negli uffici ben prima del tempo previsto. Con queste parole Silvio Berlusconi in una conferenza stampa dalla sede del Pdl a Via dell’Umiltà introduce la dettagliata ricostruzione dei fatti che hanno portato alla mancata accettazione della lista provinciale del Pdl di Roma. Berlusconi sottolinea che solo Giorgio Polesi era materialmente in fila dietro la porta della cancelleria dell'ufficio elettorale, mentre l'altro delegato, Alfredo Milioni, stazionava nelle vicinanze. Poco dopo le 12, racconta il capo del governo, un responsabile di sesso maschile dell'ufficio circoscrizionale chiede chi rappresentava le liste Pdl: "Polesi alza mano. Nessuno verbalizza e identifica chi è in attesa, come si deve fare".

Alle 12,30 Milioni, che si era allontanato, "fa ritorno con l'obiettivo di dare il cambio a collega". A quel punto scatta la "gazzarra" dei delegati di altre liste d'opposizione, che denunciano una "manomissione" delle liste Pdl che "naturalmente non era" avvenuta. Un fatto "non solo inesistente ma materialmente impossibile", visto che "avrebbe dovuto riguardare 248 atti separati" contenuti nello scatolone vicino alla porta della cancelleria, mai toccato". Berlusconi dà conto dell'allontanamento dei delegati Pdl, cui è stato "impedito violentemente di riportarsi vicino alla documentazione lasciata vicino alla porta della cancelleria". Polesi e Milioni hanno chiesto l'intervento di un magistrato dell'ufficio, ma "con loro grande sorpresa, anziché ristabilire l'ordine, decideva incredibilmente escluderli", sostenendo che si trovassero "oltre una linea posta sul pavimento e larga un centimetro, linea fino a quel momento mai definita in alcun modo e comunque mai comunicata ai delegati". Poi, alle 12,40, "la dottoressa Argento dopo le rimostranze dei delegati Pdl rappresentava argomenti del tutto infondati", accolti da "applausi e grida sguaiate" dei radicali. A quel punto "è stato vietato ai delegati Pdl di avvicinarsi alla cancelleria". Ed è stato formato un cordone "per delimitare una linea mai fino a quel momento definita". I due delegati Pdl hanno chiamato il responsabile elettorale del partito, l'avvocato e deputato Ignazio Abrignani, che ha vanamente cercato di far accettare il deposito della lista "anche in ritardo", come prevedrebbero le regole.

“Prima di Abrignani – continua la ricostruzione di Berlusconi – erano arrivati anche i responsabili regionali del Pdl, Pallone e Sammarco che avevano inutilmente fatto lo stesso tentativo. Alle ore 14 la forza pubblica intimava tutti i rappresentanti del Pdl, dietro disposizione dell’ufficio, di allontanarsi immediatamente dall’area, invitandoli addirittura ad uscire dal Tribunale”. Ore 14,15: “Convinto dell’arbitrarietà dell’intimazione – continua Berlusconi – Abrignani insisteste vigorosamente, ma viene chiamato dal Prefetto di Roma che lo invita a desistere da ogni azione di forza tesa ad ottenere comunque l’ingresso in cancelleria. Il prefetto – continua Berlusconi riferendo i contenuti della conversazione telefonica fra quest’ultimo e Abrignani – asserisce di aver avuto dal presidente dell’ufficio centrale circoscrizionale dottor Durante precisa assicurazione che tutto sarebbe stato sanato a seguito di un ricorso, che consigliava di presentare tempestivamente allo stesso ufficio”. Il contenitore con la documentazione relativa alle firme “continua intanto a rimanere - racconta Berlusconi - davanti alla porta della cancelleria, nell’area dove continuava ad essere impedito l’accesso ai nostri delegati. Alle 17 viene presentato il ricorso presso la stanza dell’ufficio circoscrizionale: nell’atto viene elencato il materiale contenuto nello scatolone. Ore 17,30. E' finalmente possibile recuperare lo scatolone che viene consegnato dai carabinieri che altrimenti, a loro dire, lo avrebbero depositato nell’ufficio oggetti smarriti quale ‘res derelicta’, cosa abbandonata, a seguito di istruzioni ricevute dalla dottoressa Argento”.

“Dopo la presentazione del ricorso – spiega ancora il premier -, lo scatolone viene riconsegnato presso il comando dei Carabinieri del tribunale dove è stato inventariato dettagliatamente, come risulta dal verbale di reperimento redatto dal nucleo investigativo del reparto operativo sesta sezione appositamente intervenuto. L’attesa del reparto operativo si è protratta per poco meno di due ore e solo alle 19,30, terminato l’inventario, veniva redatto il verbale sottoscritto dai delegati Polesi e Milioni, dal coordinatore regionale del Pdl Piso e da Abrignani”. “E’ pertanto privo di ogni fondamento - commenta il presidente del Consiglio - il rilievo fatto dal Tar sul tempo intercorso tra il prelevamento dei documenti presso la cancelleria e l’arrivo al piano superiore presso il comando dei carabinieri”. “In conclusione - è la conclusione di Berlusconi - fin dalle ore 11,40 i rappresentanti del Pdl erano davanti alla cancelleria dell’ufficio centrale circoscrizionale dove sono rimasti ininterrottamente con la documentazione fino alla loro inopinata esclusione a seguito della gazzarra inscenata dai radicali”.
 
(Chantal Iannuzzi e Nicholas D. Leone) 10 mar 2010 14:33
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1078513

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Punto per punto la risposte dell'avvocato del Pd, Giovanni Pellegrino, alle tesi del premier
Il Cavaliere se la prende con i magistrati che impedirono ai ritardatari di presentare le liste

Orari, documenti errori e scatoloni
ecco le repliche alle tesi di Berlusconi


di CARMELO LOPAPA

ROMA - Tutta colpa dei magistrati e dei radicali. Dell'intransigenza di chi si è impuntato a far rispettare le regole e del Tar che si è ostinato a ignorare il decreto-colpo di spugna che pure il governo aveva prontamente confezionato. Assoluzione piena, invece, per i rappresentanti del Pdl protagonisti del "pasticcio romano". È un j'accuse a tutto campo, quello che il presidente del Consiglio lancia in una delle sue conferenze stampa fiume, dopo che anche il Tar ha escluso una volta per tutte la loro squadra in provincia di Roma. Una difesa in dieci capitoli alla quale risponde punto per punto l'avvocato Gianluigi Pellegrino, che in questo delicatissimo "contenzioso" difende il Pd con il professor Vincenzo Cerulli Irelli e gli avvocati Federico Vecchio e Francesco Rosi.

Nel giorno in cui il Csm ha puntato il dito contro le pesanti accuse del premier ai magistrati, Silvio Berlusconi torna ad attribuire una buona fetta delle responsabilità per l'esclusione delle liste a due toghe. Indicate per nome e cognome. Loro, Durante e Argento, nella ricostruzione del leader Pdl, avrebbero escluso la lista "anziché ristabilire l'ordine". L'avvocato Pellegrino chiama in causa invece il ruolo e la responsabilità dei presentatori della lista Pdl. Sono stati "Milioni e Polesi, come risulta accertato negli atti dei carabinieri e di altri pubblici funzionari, a non presentare la documentazione nei termini di legge". E i magistrati si sono limitati a "impedire ai ritardatari di confondersi con coloro che avevano presentato le liste tempestivamente". Il Tar, poi, "non poteva fare diversamente. La legge regionale, in materia elettorale, prevale sulla disciplina nazionale.

1. RESPONSABILITÀ

BERLUSCONI: "In quello che è accaduto non vi è stata alcuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e ai nostri funzionari".
PELLEGRINO: "I loro rappresentanti non hanno mai chiesto di presentare la lista nel termine fissato dalla legge e cioè entro le ore 12 del 27 febbraio. Questo risulta accertato in atti dei carabinieri e di altri pubblici funzionari che fanno fede sino a querela di falso. Non l'abbiano fatto perché distratti o perché si contendevano documenti fondamentali, non è rilevante ai fini dell'accertamento della verità".

2. LO SCATOLONE

BERLUSCONI: "Ore 11,40, i rappresentanti di lista del Pdl Giorgio Polesi e Alfredo Milioni arrivano nella cancelleria con lo scatolone, come confermano tre testimoni".
PELLEGRINO: "In realtà i testimoni potrebbero essere anche mille. Il punto è che persino lo "scatolone" che hanno depositato l'altro ieri non contiene la documentazione fondamentale per presentare una qualsiasi lista. Mancano l'atto principale che attribuisce poteri ai presentatori, le accettazioni delle candidature e le dichiarazioni di collegamento con una lista regionale. E ancora, i simboli e l'autorizzazione ad utilizzarli. Per questo la documentazione nello scatolone allora non fu presentata nel termine richiesto e lunedì scorso non è stata accettata".

3. SALA ANGUSTA E GAZZARRA

BERLUSCONI: "Ore 12,30. Milioni raggiunge Polesi in fila, con l'obiettivo di dare il cambio al collega, dato che la sala angusta non consentiva la permanenza di entrambi. Non appena i due sono insieme davanti alla porta della cancelleria, da parte dei rappresentanti di altre liste, in particolare dai Radicali, viene inscenata una gazzarra con la scusa che fosse in corso un atto illegittimo di manomissione delle liste".
PELLEGRINO: "La sala d'attesa era molto ampia (circa 80 mq). Al Tar abbiamo depositato anche le foto. La zona delimitata ha assolto la semplice necessità di non confondere eventuali inammissibili ritardatari con i presentatori in regola. La cosiddetta gazzarra, quindi, è stata semplicemente dovuta al tentativo dei rappresentanti del Pdl di confondersi con gli altri dopo le 12,30".

4. MANOMISSIONE

BERLUSCONI: "La manomissione delle liste è materialmente impossibile, poiché ogni modifica avrebbe dovuto riguardare i 248 atti separati, prestampati a macchina, e contenuti nel contenitore".
PELLEGRINO: "In realtà i punti sono due. Vi è stato oggettivamente il tempo di modificare i contenuti dello scatolone ben oltre il termine di legge. E comunque nello scatolone non c'erano i documenti fondamentali. Perché dovrebbero avere l'indebito vantaggio di depositarli ora? Nemmeno in un'elezione condominiale sarebbe consentito".

5. PARAPIGLIA

BERLUSCONI: "Ore 12,40. A seguito del parapiglia i delegati vengono costretti a spostarsi di qualche metro e viene loro impedito, dai radicali sdraiati per terra, di tornare alla documentazione lasciata dietro la porta della cancelleria. Milioni e Polesi chiedono l'intervento del magistrato e il presidente dell'Ufficio centrale circoscrizionale, dottor Durante, appoggiato dal giudice Anna Argento, anziché ristabilire l'ordine, decide di escluderli".
PELLEGRINO: "Ma i termini sono già ampliamenti scaduti. Ai delegati del Pdl viene solo impedito, da parte dei magistrati, di confondersi con coloro che tempestivamente avevano chiesto l'ammissione della lista. Se i pubblici ufficiali lo avessero permesso, avrebbero commesso un illecito. Il presidente del Consiglio avrebbe dovuto piuttosto lodarli".

6. ACCETTAZIONE TARDIVA

BERLUSCONI: "Ore 14. Il responsabile nazionale elettorale del Pdl, Ignazio Abrignani, tenta inutilmente di far accettare comunque dall'Ufficio la presentazione della lista, anche con tutte le riserve del caso. Il prefetto informa Abrignani di aver avuto dal presidente Durante precisa assicurazione che tutto sarebbe stato sanato a seguito di un ricorso".
PELLEGRINO: "Abrignani non aveva titolo a chiedere alcunché, non essendo presentatore. In ogni caso, il deposito tardivo sarebbe irrilevante ai fini dell'ammissione che comunque doveva essere negata. Quindi, pur se accertate, le violenze o irregolarità denunciate dal Pdl dopo le 12.30 non incidono sulla piena regolarità delle elezioni. I riferimenti al prefetto non sono in grado di verificarli e comunque sono anch'essi irrilevanti. I termini erano scaduti".

7. I CARABINIERI

BERLUSCONI: "Ore 17,40. Lo scatolone viene consegnato ai carabinieri, ma la verbalizzazione da parte dei delegati presso i carabinieri si protrae fino alle 19,30 e solo allora viene redatto il verbale. È privo di ogni fondamento il rilievo fatto dal Tar circa il tempo intercorso fra il prelevamento dei documenti presso la cancelleria e l'arrivo presso il comando dei carabinieri".
PELLEGRINO: "Lo scatolone è rimasto incustodito pure in precedenza, fino alle 14. I carabinieri hanno verbalizzato che la consegna a loro è avvenuta alle 19,30. E non alle 17,40, come sostiene il presidente Berlusconi. In ogni caso, come accertato definitivamente dall'ufficio elettorale, nel plico non c'erano gli atti fondamentali e questo sgombra il campo da ogni questione".

8. MARCHIANO ERRORE

BERLUSCONI: "La documentazione ripresentata all'Ufficio elettorale lunedì 8 marzo è la stessa che era in possesso dei delegati del Pdl all'ingresso in tribunale. È stato frutto di un marchiano errore da parte dell'Ufficio circoscrizionale il non aver registrato gli arrivi entro le ore 12 dei presentatori delle liste in attesa".
PELLEGRINO: "L'unica documentazione sulla quale vi è un minimo di certezza che il pomeriggio del 27 fosse presso il tribunale, è quella contenuta nello scatolone che lunedì è stato aperto. Gli uffici sono tenuti a ricevere le liste nei termini di legge da parte di chi lo chieda. E non certo a registrare le presenze di chi agli uffici non si rivolge affatto".

9. IL DECRETO

BERLUSCONI: "I rilievi del Tar sono privi di pregio in relazione all'inapplicabilità del decreto legge interpretativo, dato che la norma regionale del Lazio richiama espressamente la norma nazionale oggetto dello stesso decreto".
PELLEGRINO: "Lo stesso presidente Berlusconi ha evidenziato come nove regioni italiane hanno una disciplina del procedimento elettorale meno formalista con riguardo alle firme. È la conferma della prevalenza della disciplina regionale come del resto la Corte costituzionale ha più volte ribadito. Peraltro, non applicare il decreto vuol dire salvaguardare le elezioni che verrebbero altrimenti travolte dall'accoglimento dei ricorsi proposti dalla Regioni".

La Repubblica
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Di Loredana Morandi (del 11/03/2010 @ 09:12:09, in Sindacati Giustizia, linkato 1551 volte)
Vedi anche la notizia di agenzia..


TRIBUNALE DI ROMA:
ENNESIMA AGGRESSIONE A UNA LAVORATRICE!



Ieri si è consumata l’ennesima aggressione ai danni di una lavoratrice del Tribunale di Roma addirittura da parte di un Avvocato:

Episodi come questi si verificano con sempre maggior frequenza, il penultimo in ordine di tempo è quando sono “volate” alcune scrivanie contro dei lavoratori! E’ evidente che tale situazione non è più tollerabile e non si può più ignorare.

Anni di mala gestione del servizio Giustizia hanno defraudato i lavoratori della dignità e del rispetto della funzione. Anche per questi motivi la RdB P.I. sollecita i lavoratori ad aderire alla protesta indetta dal 15 al 20 Marzo in tutti gli uffici giudiziari rispettando le proprie mansioni e applicando pedissequamente le norme ed i regolamenti che la legge impongono.

In allegato il volantino da affigere in tutte le bacheche

Saluto Tutti
Daniela Rosone
Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego
Confederazione Unitaria di Base

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TRIBUNALE DI ROMA:
ENNESIMA AGGRESSIONE A UNA LAVORATRICE!



Ieri si è consumata l’ennesima aggressione ai danni di una lavoratrice del Tribunale di Roma addirittura da parte di un Avvocato: a scatenare la furia aggressiva dell’uomo il rifiuto posto dalla cancelliera, in corretta  applicazione della normativa vigente, di consegnare un fascicolo che l’avvocato intendeva portare fuori dalla stanza.
Episodi come questi si verificano con sempre maggior frequenza, il penultimo in ordine di tempo è quando sono “volate” alcune scrivanie contro dei lavoratori!  E’ evidente che tale situazione non è più tollerabile e non si può più ignorare.

Le gravi carenze di personale, di strutture, di risorse e la situazione in cui versa la Giustizia italiana, determinano episodi di intolleranza ed intemperanza da parte di un’utenza costretta nelle condizioni date a lunghe attese.

Sarebbe opportuno che chi di dovere,  piuttosto che occuparsi di apparire in prima pagina,  si preoccupasse dell’incolumità dei lavoratori. La RdB P.I. nello stigmatizzare i comportamenti sempre più aggressivi nei confronti dei lavoratori, colpevoli di svolgere il proprio dovere in una condizione quotidiana al limite del collasso, denuncia la mancanza di misure di sicurezza e di controllo agli ingressi del Tribunale Civile di Roma dove paradossalmente è possibile entrare anche armati.

A questo punto non è più possibile il contatto diretto con il pubblico e si rende improcrastinabile installare, in tutti gli uffici,  barriere divisorie a salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori.
Anni di mala gestione del servizio Giustizia hanno defraudato i lavoratori della dignità e del rispetto della funzione.
Anche per questi motivi la RdB P.I. sollecita i lavoratori ad aderire alla protesta indetta dal 15 al 20 Marzo in tutti gli uffici giudiziari rispettando le proprie mansioni e applicando pedissequamente le norme ed i regolamenti che la legge impongono.

Roma, 10 marzo 2010              
RdB P.I. – Coordinamento Giustizia
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Di Loredana Morandi (del 11/03/2010 @ 14:10:41, in Sindacati Giustizia, linkato 1225 volte)
Intimidazioni magistrati calabresi.
La solidarietà della Uilpa


In relazione alle nuove minacce a magistrati che svolgono il loro lavoro in prima linea, di chiara matrice mafiosa, che rappresenta un gravissimo atto intimidatorio nei confronti di chi opera rischiando la propria vita negli uffici giudiziari del distretto e della Calabria, esprimiamo come UILPA-Giustizia Nazionale e come UILPA Provinciale piena e totale solidarietà e vicinanza di questo Sindacato a tutti i Magistrati e a tutte le colleghe e i colleghi che operano negli Uffici Giudiziari della provincia di Reggio e della Calabria.
Nel contempo esprimiamo forte preoccupazione per chi svolge quotidianamente, con dedizione e grande senso di responsabilità, il proprio lavoro nel nome della legalità e della democrazia. I Magistrati e tutto il personale dell’Amministrazione Giudiziaria, insieme alle Forze dell’Ordine, sono diurnamente esposti a tutti i rischi che ne derivano dalla dura lotta alla criminalità organizzata, operando, purtroppo, in una situazione di “emergenza continua” senza mezzi, senza risorse finanziarie e senza risorse umane.
Purtroppo la politica dei tagli , ha comportato una nuova diminuzione del 10% degli organici nelle Pubbliche Amministrazione, duro colpo alla funzionalità degli Uffici, mettendo in ginocchio la macchima giudiziaria. Questa tipo di politica, dei “tagli aritmetici” alle risorse va contro l’interesse del cittadino e contra la funzionalità dei servizi pubblici. Noi ancora aspettiamo delle risposte dal Governo, dai Parlamentari e dal Ministro della Giustizia, sulle drammatiche e gravose situazione degli Uffici Giudiziari locali che questo Sindacato in sinergia con i Capi degli Uffici, ha continuamente evidenziato, perché non basta esprimere solidarietà, Noi chiediamo che alle belle parole seguono i fatti. Noi chiediamo alle forze politiche, al Governo e alle Istituzioni delle iniziative concrete, per spezzare l’assurdo circuito vizioso che si è venuto a creare, che per Noi sono: “più risorse finanziarie, più mezzi, più risorse umane, più rispetto verso i magistrati e i dipendenti giudiziari (spesso attaccati e delegittimati da diversi membri del governo e da autorevoli esponenti della maggioranza attuale) ”. Il nostro augurio e il nostro auspicio è che sulla “tematica della giustizia” si faccia veramente fronte comune per evitare che i poteri criminali e mafiosi attentino alla democrazia. Senza giustizia non vi è democrazia.

Antonino Nasone – Segretario generale Uilpa
Patrizia Foti – Responsabile provincia Uilpa RC

Newz.it
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il nuovo orientamento smentisce una recente sentenza

Cassazione: clandestini vanno espulsi
anche se i figli minorenni vanno a scuola


L'esigenza di garantire la tutela delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei bambini

MILANO - Marcia indietro della Cassazione in tema di immigrazione: i clandestini con figli minori che studiano in Italia non possono chiedere di restare nel nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma «sentimentale» e un calo nel rendimento scolastico dei figli. Secondo il nuovo orientamento della Suprema corte, che smentisce una recente sentenza, l'esigenza di garantire la tutela alla legalità delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori.

LE MOTIVAZIONI - Con la sentenza n. 5856 la Cassazione ha respinto il ricorso di un immigrato albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minori residente a Busto Arsizio (Va): voleva l'autorizzazione a restare in Italia in nome del diritto del «sano sviluppo psicofisico» dei suoi bambini che sarebbe stato alterato dall'allontanamento del loro papà.
I supremi giudici gli hanno risposto che è consentito ai clandestini la permanenza in Italia per un periodo di tempo determinato solo in nome di «gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d'emergenza». Queste situazioni d'emergenza, però, non sono quelle che hanno una «tendenziale stabilità» come la frequenza della scuola da parte dei minori e il normale processo educativo formativo che sono situazioni di «essenziale normalità».
Se così non fosse, dice la Cassazione, le norme che consentano la permanenza per motivi d'emergenza anche a chi è clandestino finirebbero con il «legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia».
Con questa pronuncia, inoltre, i supremi giudici superano la precedente decisione della stessa Cassazione che aveva dato il via libera alla permanenza di un papà clandestino, definendola come «riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore, omettendone l'inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo» della legge sull'immigrazione.

Corriere Sera 11 marzo 2010
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Di Loredana Morandi (del 11/03/2010 @ 15:35:24, in Magistratura, linkato 1350 volte)
Avete presente quel diluvio di email provenienti da ogni tipo di istituto di credito, banca o finanziaria?  Eccoli qui...

Truffa telematica su conti correnti da 1 mln euro
Sono 17 gli arresti per il reato di phishing


(ANSA) - ROMA, 11 MAR - Vasta operazione della Polizia Postale di Perugia che da stamani sta eseguendo 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere. L'accusa e' di associazione a delinquere finalizzata al reato di phishing. Gli arresti vengono eseguiti in Romania con mandato di arresto europeo, oltre che nelle province di Milano, Padova e Novara.

Centinaia le persone truffate, che si sono viste prosciugare i propri conti correnti, con un danno che dalle prime stime sfiora il milione di euro.Sono accusati di essersi impossessati di centinaia di password per l'accesso tramite Internet a conti correnti, che sono stati poi rapidamente prosciugati, utilizzando finte mail provenienti in apparenza dalle Poste e da banche le 17 persone nei confronti delle quali la polizia postale di Perugia sta eseguendo ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Si tratta di romeni, italiani ed egiziani. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla frode informatica e ad altri reati.

L'operazione e' stata coordinata dal sostituto procuratore Giuliano Mignini. Nelle finte mail, migliaia quelle inviate, veniva indicato un link che metteva in collegamento con siti attraverso i quali - e' emerso dagli accertamenti - venivano carpite le password.
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CONTRATTO INTEGRATIVO:
DI MEGLIO E DI PIU’ NON SI POTEVA FARE?


Ai toni trionfalistici e agli squilli di tromba utilizzati da chi ha sottoscritto l’ipotesi di C.I. possiamo solo replicare che a nostro avviso: peggio non si poteva fare. Quanto poi a chi ci rimprovera di fare “demagogia allo stato puro” rispondiamo anticipando in concreto cosa accadrà con il nuovo C.I., nell'allegato volantino da affiggere in tutte le bacheche

Saluto Tutti
Pina Todisco

DI MEGLIO E DI PIU’
NON SI POTEVA FARE?





Ai toni trionfalistici e agli squilli di tromba  utilizzati da chi ha sottoscritto l’ipotesi di C.I. possiamo solo replicare che a nostro avviso: peggio non si poteva fare. Quanto poi a chi ci rimprovera di fare “demagogia allo stato puro” rispondiamo anticipando in concreto cosa accadrà con il nuovo C.I.:

- Il Fondo Unico d’Amministrazione -  frutto degli scippi fatti ai lavoratori sugli aumenti salariali degli ultimi bienni economici e dei risparmi derivanti dai tagli di personale selvaggiamente attuati (circa quindicimila unità in un decennio) - verrà quasi integralmente “spalmato” sulle tredici mensilità, ma l’importo annuo sarà nettamente inferiore a quanto prima percepito nel mese di luglio di ogni anno per la grandissima maggioranza del personale; Ma ciò non avverrà subito, ma solo all’esito di una procedura che tra domande, formazione di graduatorie, pubblicazione e impugnative eventuali, procrastineranno di tanto la riscossione dell’ex FUA 2009.

- Grazie ai firmatari l’Amministrazione incasserà, ancora una volta a costo zero, maggiore flessibilità e indeterminatezza delle mansioni; in cambio i lavoratori avranno  un mero passaggio economico finanziato con i propri soldi.      

Precisiamo poi che in onore al merito di avere svolto mansioni superiori:

- gli ex ausiliari rimarranno ingabbiati nella 1^ area; agli ex operatori giudiziari B1 viene attribuita lo svolgimento di attività di sorveglianza agli accessi; agli ex operatori giudiziari B2 l’attività di collaborazione in compiti di natura contabile tecnica o amministrativa e, come se non bastasse, l’assistenza in udienza; gli ex esperti informatici ecc… (effettivamente esperti) ora saranno assistenti!; gli ex cancellieri B3, oltre a restare ingabbiati nella 2^ area, si chiameranno ancora cancellieri ma con un profilo professionale uguale alla figura dell’ex assistente giudiziario; gli ex cancellieri C1, a differenza delle altre  figure professionali dell’area 3^ il cui passaggio è anche giuridico in quanto sono stati accorpati ex C1, C2 e C3, faranno un mero passaggio economico

- In questa confusione il lavoratore sarà facilmente ricattabile giacché la indeterminatezza delle mansioni produrrà un aumento esponenziale delle sanzioni disciplinari. Un omaggio al ghigno di Brunetta!

Ma si, diciamolo, di peggio non si poteva fare!

Ma al di la del C.I. qualcuno dovrebbe spiegare ai “collaborativi” che chi vive giornalmente negli uffici giudiziari e, vede le condizioni lavorative e salariali peggiorare in maniera preoccupante, reclama oltre che salario, diritti, dignità il rispetto per il ruolo ricoperto. Ed è proprio in virtù della dignità e nel rispetto del lavoratore della Giustizia che si può e si deve entrare nel merito del processo breve, a meno che non si parta dal presupposto che il ruolo dei dipendenti giudiziari sia di semplice passacarte. Vorremmo poi ricordare a costoro che è preoccupante che una forza sociale che dovrebbe difendere gli interessi dei lavoratori manifesti pubblicamente fastidio rispetto all’esercizio di un diritto democratico!

Spiegare ai cittadini che la giustizia ha bisogno di una riforma organica e non di leggi ad effetto, perché il servizio scadente è responsabilità esclusiva dei governi succedutisi negli ultimi 15 anni e non dei lavoratori fannulloni, è porre una questione politica?

Di quale  militanza politica sarebbe accusata la RdB P.I. non è dato saperlo visto che, a prescindere dal colore del governo, con coerenza e in perfetta continuità ha portato avanti le stesse rivendicazioni dimostrando di avere come unico obiettivo la difesa dei diritti dei lavoratori. La riprova è la rinuncia a partecipare alla gestione dei fondi pensioni, a comitati e enti bilaterali vari che sono in palese conflitto con gli interessi dei lavoratori. Quanti sindacati possono vantare queste scelte?

Comunque per capire tutto questo bisogna avere l’orgoglio di stare dall’altro lato del tavolo, non gioire di avere realizzato l’inconfessabile sogno di stare seduto dalla parte del datore di lavoro.

Di questo se ne accorgeranno i lavoratori nei prossimi giorni.

Roma, 10 marzo 2010
RdB P.I.  – Coordinamento Giustizia
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Di Loredana Morandi (del 11/03/2010 @ 16:14:34, in Magistratura, linkato 1165 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

Ancora un no ai trasferimenti d’ufficio

L’Anm non esclude iniziative sul piano giudiziario a sostegno dei magistrati


L’Associazione nazionale magistrati ribadisce la netta contrarietà al trasferimento d’ufficio dei magistrati e, in particolare, a quello dei magistrati più giovani che già sono stati destinati d’ufficio a sedi disagiate e che verrebbero a subire un ulteriore inaccettabile disagio.

L’Anm esprime preoccupazione per l’accelerazione della procedura per i trasferimenti d’ufficio, riservandosi l’adozione di ogni iniziativa, anche sul piano giudiziario, a so-stegno dei magistrati.

La Giunta, alla luce dell’avvio da parte del Csm della procedura per i trasferimenti d’ufficio, insiste sulle proposte più volte avanzate, sia sul piano legislativo sia su quello amministrativo, per risolvere la questione della scopertura degli organici in procura: revi-sione delle circoscrizioni giudiziarie; deroga alle limitazioni al passaggio di funzioni; possibilità di disporre l’applicazione temporanea in procura, su disponibilità, anche dei giudici.

La Gec richiama i numerosi documenti approvati al riguardo e, in particolare, quello consegnato al Csm in occasione dell’audizione del primo aprile del 2009 nel quale si evidenziava anche l’assoluta necessità di introdurre sistemi di incentivazione sul piano amministrativo non solo per il trasferimento e l’applicazione, ma anche per la disponibilità a permanere nelle sedi disagiate. Nello stesso documento la Giunta auspicava che alle esi-genze di copertura dell’organico si facesse fronte anche tenendo conto del numero dei ma-gistrati fuori ruolo.

Roma, 10 marzo 2010
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Una prima reazione alla giurisprudenza della Cassazione, speriamo che non si tratti di sole chiacchiere ...

11/3/2010 (15:17)  - IMMIGRAZIONE- LA PROPOSTA

I sindaci: permesso di soggiorno
ai bimbi entrati prima della stretta

L'appello al governo dell'Anci: «E' paradossale mandarli via dopo il percorso di formazione»

L’Anci chiede al governo che, almeno ai minori che sono arrivati in Italia prima dell’entrata in vigore del "pacchetto sicurezza" cioè prima dell’8 agosto 2009 sia concesso il permesso di soggiorno. «Sarebbe paradossale che al termine del percorso di accoglienza e formazione, di cui si fanno carico soprattutto i Comuni, venga loro consegnato un foglio di via, che di fatto crea un nuovo irregolare sul territorio».

Lo ha affermato Flavio Zanonato, sindaco di Padova e vice presidente dell’Anci con delega all’immigrazione, intervenendo alla conferenza stampa sul Terzo Rapporto Anci sui Minori stranieri non accompagnati. Grazie ai fondi del ministero del lavoro aumentati da 10 a 15 milioni di euro i Comuni sono riusciti nel 2008 ad ospitare fino a 7216 minori, che sono perlopi— ragazzi che arrivano in Italia quando hanno 16-17 anni». Il pacchetto sicurezza (legge n.94/2009) prevede che solo i minori presenti da tre anni sul territorio nazionale possano ottenere il permesso di soggiorno, al compimento della maggiore età con la conseguenza che, a conclusione del percorso di formazione, questi ragazzi devono essere espulsi, ben sapendo che di fatto resteranno in Italia come irregolari. «Tutto ciò è paradossale, così creiamo nuovi clandestini» Il prefetto Mario Morcone, responsabile del dipartimento immigrazione e libertà religiose, presente alla conferenza stampa, non ha escluso che il problema possa essere risolto per quanti sono arrivati in Italia prima dell’entrata in vigore del pacchetto sicurezza. «Abbiamo prospettato la possibilità che per coloro che si trovavano in Italia prima dell’entrata in vigore, l’8 agosto del 2009, della nuova norma valga quella vecchia».

Tale decisione riguarderebbe circa 400-500 persone. «Bisogna però comprendere che togliere questo limite significa avere un effetto richiamo molto importante che dobbiamo evitare».

«Il rapporto Anci conferma il legame forte di collaborazione che si Š venuto a creare tra l’amministrazione centrale e le amministrazioni locali». Lo ha detto Giuseppe Maurizio Silveri, direttore generale Immigrazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, intervenuto alla conferenza stampa. «I Comuni da soli non potevano gestire la situazione, occorreva un intervento deciso e forte dell’amministrazione centrale. Per Silveri oltre alla politica di accoglienza, serve una politica di cooperazione con i Paesi di origine dei ragazzi.

La Stampa
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Di Loredana Morandi (del 11/03/2010 @ 18:15:17, in Magistratura, linkato 1495 volte)
Inchiesta G8/ Procuratore Roma: ho fatto solo il mio dovere

Denunce ai quotidiani. "Mai parlato di opportunità politica"


Roma, 11 mar. (Apcom) - "Nella vicenda in questione ho preteso il rispetto delle regole sulla competenza territoriale, sul coordinamento tra uffici e sul segreto investigativo, oltre ad esercitare il potere - dovere di capo dell'ufficio". Così afferma il procuratore di Roma, Giovanni Ferrara, in una comunicazione inviata al Consiglio superiore della magistratura, al procuratore generale della Cassazione e della Corte d'Appello della Capitale, ed al ministro della giustizia.

Alla nota sono allegate le querele che Ferrara ha presentato nei confronti dei quotidiani Repubblica e Corriere della Sera, per gli articoli pubblicati stamane rispetto all'inchiesta della Procura di Perugia sugli appalti del G8 della Maddalena. I giornali pubblicano le deposizioni fatte nei giorni scorsi, agli inquirenti del capoluogo umbro, dai pm Assunta Cocomello e Sergio Colaiocco e da due ufficiali del Noe dei carabinieri, che erano stati delegati agli accertamenti quando il fascicolo era ancora a Roma.

Nell'inchiesta, sviluppata dalla Procura di Firenze e poi trasmessa a quella di Perugia, è indagato l'ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, per favoreggiamento, corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio. "Non so quel che pensava quando faceva le sue valutazioni - ha detto Ferrara ripensando al comportamento di Toro - La sua è una vicenda personale e circoscritta. L'immagine mia e degli uffici giudiziari di Roma è danneggiata se si continua a non raccontare la verità. Perché se uno sbaglia non si deve coinvolgere tutta la Procura e il lavoro di oltre 100 magistrati".

In particolare, nella lettera il procuratore Ferrara spiega di dolersi "del fatto che atti segreti arrivino alle redazioni dei quotidiani, i quali possono costruire, manipolando giornalisticamente le notizie, (ignoro per quale scopo) articoli diffamatori". Rispetto al merito di quanto riportato nei verbali, Ferrara ha sottolineato: "Non ho mai parlato di opportunità politica, rispetto alla decisione di non avviare le intercettazioni. Secondo me non c'erano i presupposti e inoltre in un primo momento si poteva ipotizzare al massimo l'abuso d'ufficio, troppo poco".

E ha poi continuato: "Riguardo al resto, dispiace la manipolazione, perché ho esercitato soltanto le mie prerogative, ho fatto quel che la legge mi impone e non accetto che si lancino sospetti sulla mia amicizia con Toro". Ferrara ha, quindi, aggiunto: "Non ho mai incontrato i carabinieri del Noe e non capisco come possano aver detto quelle cose, se le hanno dette così come riportato dai quotidiani oggi".

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=886256

Leggi la Rassegna:

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Il Messaggero - ‎3 ore fa‎
ROMA (11 marzo) - E' stata una questione di «opportunità politica» a bloccare le intercettazioni romane mai partite nell'inchiesta sugli appalti dei ”Grandi ...

"Così i giudici Toro e Ferrara ostacolavano le indagini a Roma"

il Giornale - ‎8 ore fa‎
Firenze - Giovanni Ferrara, procuratore capo di Roma, superiore diretto di quell'Achille Toro indagato per corruzione e favoreggiamento della Banda Balducci ...

La pm e «le intercettazioni negate»:

Corriere della Sera - ‎9 ore fa‎
PERUGIA — «Secondo il procuratore Giovanni Ferrara al massimo c'erano elementi per individuare un abuso d'ufficio. E mi ha anche responsabilizzato in ordine ...

"G8, Ferrara e Toro ordinarono di non fare intercettazioni"

La Repubblica - ‎10 ore fa‎
ROMA - Agli appalti truccati del G8 della Maddalena, al nocciolo duro della "cricca" - Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola, Diego Anemone - i ...

Inchiesta G8/ Procuratore Roma: ho fatto solo il mio dovere

Wall Street Italia - ‎2 ore fa‎
Roma, 11 mar. (Apcom) - "Nella vicenda in questione ho preteso il rispetto delle regole sulla competenza territoriale, sul coordinamento tra uffici e sul ...

Scandalo appalti, un giro da oltre 300 escort

SKY.it - ‎7 ore fa‎
Non solo Berlusconi e legittimo impedimento. Nella rassegna stampa di oggi, infatti, su alcuni quotidiani torna lo scandalo legato ai lavori per il G8 a La ...

Inchiesta G8, la Procura di Roma si “spaccò” sulle intercettazioni ...

Blitz quotidiano - ‎8 ore fa‎
Secondo quanto riportano sia la Repubblica sia il Corriere della Sera, i capi della Procura di Roma negarono l'autorizzazione per intercettare la “cricca” ...

350 escort a disposizione della "cricca", tariffe da 500 a 700 euro

Libero-News.it - ‎6 ore fa‎
a “cricca” di Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis avevano a disposizione 350 escort, che gli imprenditori “amici” offrivano loro come ...

G8, inchiesta a Firenze "Gestiva" 350 escort la cricca degli appalti

il Giornale - ‎8 ore fa‎
Enorme numero di squillo usate come tangenti sessuali. In media pagate 5-700 euro, ma qualcuna arrivava a 5mila. Nelle intercettazioni i commenti dei ...

"Appalti in cambio di 350 escort" G8, retroscena hot sull'inchiesta

TGCOM - ‎9 ore fa‎
La vasta inchiesta sul G8 della Maddalena, sui Grandi eventi e sulla Scuola marescialli di Firenze si arricchisce di nuovi dettagli hard. ...

Un esercito di escort nel carnet della cricca

La Stampa - ‎10 ore fa‎
Quelle imprese vanno commissariate perché sono una distorsione permanente del mercato. I pubblici ministeri di Perugia vanno all'attacco delle imprese di ...

"Un giro di squillo per la cricca appalti in cambio di 350 escort"

La Repubblica - ‎10 ore fa‎
PERUGIA - Un giro di escort d'alto bordo, circa 350, con tanto di nomi e cognomi e con tariffe che oscillavano tra i 500 ed i 700 euro, è finito nel grande ...

Inchiesta G8: 350 escort per dire 'grazie'

La Voce d'Italia - ‎1 ora fa‎
Roma – Secondo quanto sta emergendo dall'inchiesta sul G8 della Maddelana la “cricca” composta da Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis ...

Inchiesta sugli appalti del G8 La 'cricca' gestiva un giro di ...

Quotidiano Nazionale - ‎4 ore fa‎
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno ...

Inchiesta G8, trecentocinquanta escort a disposizione della cricca ...

Tiscali Notizie - ‎5 ore fa‎
Spuntano pure le escort nell'inchiesta sugli appalti del G8. Servivano a ricompensare la cricca di Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola e Fabio De ...

Inchiesta sul G8: spunta un "giro" di 350 escort

Barimia - ‎5 ore fa‎
Ancora una volta i giornali italiani sono costretti a scrivere sulle proprie pagine una parola che fino a poco tempo fa era sconosciuta ai più: escort. ...

Inchiesta G8, scoperto un grosso giro di escort per i funzionari ...

Excite Italia - ‎6 ore fa‎
L'inchiesta sugli appalti del G8 della Maddalena, che ha coinvolto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, prosegue e fa emergere nuove verità. ...

Inchiesta G8, appalti in cambio di escort

corriereweb.net - ‎7 ore fa‎
I pubblici ministeri di Perugia tornano ad attaccare Diego Anemone, ancora in carcere per le gravi accuse di corruzione. I magistrati hanno infatti ribadito ...

Inchiesta G8, spuntano dettagli hot: appalti in cambio di 350 escort

Barimia - ‎8 ore fa‎
Spuntano dei retroscena hot sulla già vasta inchiesta aperta sul G8 della Maddalena, sui Grandi eventi e sulla Scuola marescialli di Firenze. ...

Stoffe pregiate, intercettazioni bloccate e squillo di lusso per ...

Reset Italia (Blog) - ‎8 ore fa‎
E dopo la news sui fondi neri del G8, che erano dietro ad un bel quadro di scene religiose, gestita dall'economo della Congregazione dei Missionari del ...

Escort in appalto, scontro in Procura

Rainews24 - ‎4 ore fa‎
La procura di Roma si spaccò sulla necessità di intercettare Angelo Balducci, Mauro della Giovampaola e Diego Anemone, i principali esponenti della 'cricca' ...

INCHIESTA G8: LEGALI CHIEDONO TRASFERIMENTO INDAGINE SCUOLA CC

Agenzia di Stampa Asca - ‎10/mar/2010‎
(ASCA) - Firenze, 10 mar - Sono state presentate alla Procura di Firenze le istanze avanzate dai legali di alcuni degli arrestati nell'inchiesta sui grandi ...

INCHIESTA G8: DIFENSORI CHIEDONO TRASFERIMENTO DA FIRENZE A ROMA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎10/mar/2010‎
(AGI) - Firenze, 10 mar. - I legali di alcuni degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i cosiddetti 'grandi eventi' hanno presentato ...

E ancora...

G8, rimandato l'interrogatorio di Fusi

La Repubblica - ‎10/mar/2010‎
Il 30 marzo è invece fissata l'udienza presso il tribunale del riesame che dovrà decidere sul ricorso presentato dalla procura fiorentina contro la ...
INCHIESTA G8, INTERROGATORI IN CARCERE AGI - Agenzia Giornalistica Italia
Virgilio - Il Capoluogo.it
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