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 manhattan, central park ... janet cardiff... di Lunadicarta
 
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Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire.

George Orwell
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 14/10/2009 @ 05:42:11, in Magistratura, linkato 2446 volte)
LODO MONDADORI:
CSM PROMUOVE GIUDICE MESIANO


ultimo aggiornamento: 14 ottobre, ore 13:30

Roma, 14 ott. (Adnkronos) - Il plenum del Csm ha dato una promozione a Raimondo Mesiano, il giudice di Milano che ha condannato la Fininvest a risarcire con 750 milioni di euro la Cir di De Benedetti per la vicenda del Lodo Mondadori.

A Mesiano e' stata conferita la settima valutazione di professionalita', la piu' alta nella carriera di un magistrato di cui si sottolinea "l'indipendenza, l'imparzialita' e l'equilibrio", oltre alla capacita', diligenza e impegno dimostrati. Il provvedimento e' retroattivo, visto che decorre dal 13 maggio 2008, e con esso il magistrato avra' un aumento di stipendio oltre alla possibilita' di concorrere a incarichi che finora gli erano stati preclusi.

Martedi' prossimo la Prima commissione aprira' una pratica a sua tutela, dopo le critiche ricevute per la sentenza sul Lodo Mondadori.
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Di Loredana Morandi (del 14/10/2009 @ 05:35:01, in Magistratura, linkato 2222 volte)
Bomba Milano: attentatore in coma,
rinviato interrogatorio


mercoledì 14 ottobre 2009 12:41
 
MILANO (Reuters) - Il gip di Milano, Franco Cantù Rajnoldi, non ha potuto interrogare oggi come previsto Mohammed Game -- il 35enne libico arrestato per essere stato l'autore dell'attentato di lunedì alla caserma dell'esercito Santa Barbara -- perché l'uomo è in coma farmacologico in ospedale.

A dirlo è stato l'avvocato di Game, Leonardo Pedone, precisando che il gip si è riservato di decidere sulla convalida dell'arresto. Game è ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli.

Lunedì scorso il 35enne libico ha lanciato una bomba di scarsa potenza davanti alla caserma, situata in piazzale Giuseppe Perrucchetti a Milano, rimanendo ferito in modo grave e causando il ferimento lieve del militare di guardia Guido La Veneziana, che ha cercato di fermarlo.

Nell'ambito delle indagini sul caso, ieri sono state fermate anche altre due persone -- un egiziano, Kol Abdel Hady Abdelazim Mahmoud, e un libico, Israfel Mohammed Imbaeya -- perché sospettati di complicità.
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Di Loredana Morandi (del 13/10/2009 @ 23:44:54, in Politica, linkato 2367 volte)
Gli omosessuali italiani ci stanno chiedendo una nuova legge razziale, che difenderebbe di fatto non solo i gay, ma anche i pedofili se sorpresi durante una molestia a minore e tanti personaggi simili. La campagna del Circolo Mieli sta inoltre impedendo la votazione della Legge contro l'apologia della Pedofilia...

Di seguito la mozione dell'UdC approvata, che sancisce l'incostituzionalità della Legge perché introdurrebbe un privilegio per gli omosessuali in genere. Formulo un caso semplice per spiegare l'incostituzionalità rilevata dalla mozione: due prostitute, una trans e una donna. Litigano, l'una uccide l'altra. Se ad uccidere fosse la trans, per lei non vi sarebbe alcuna aggravante. Se ad uccidere fosse la donna, per lei vi sarebbe una aggravante che non considera affatto l'avversario, che è persona apparentemente donna ma con la struttura fisica e la forza di un uomo. A dirla in breve sarebbe come pagare un ulteriore dazio all'industria della chirurgia plastica e legalizzare una ulteriore violenza contro le donne ...

Ddl Camera 1658-A - - Modifica all'articolo 61 del codice penale, concernente l'introduzione della circostanza aggravante relativa all'orientamento o alla discriminazione sessuale.


- Questione pregiudiziale di costituzionalità -

La Camera,

premesso che:

il testo unificato delle proposte di legge n. 1658 e 1882, recante l'introduzione nel codice penale della circostanza aggravante inerente all'orientamento o alla discriminazione sessuale, presenta profili di violazione della Carta costituzionale;

1. (violazione dell'articolo 3 della Costituzione) - la disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto:

l'inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall'articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all'orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo non essendo possibile accertare nell'interiorità dell'animo l'autentico movente che spinge alla violenza, ne conseguirebbe che chi subisce violenza, presumibilmente per ragioni di orientamento sessuale, riceverebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza tout court. Si introdurrebbe quindi un trattamento diverso nella commissione di delitti non colposi senza alcuna ragionevole giustificazione;

2. (violazione dell'articolo 25 della Costituzione) - la norma si pone in contrasto con l'articolo 25 della Costituzione in quanto, in assenza di una nozione di orientamento sessuale, la circostanza aggravante, nella parte in cui dà rilevanza all'orientamento sessuale, viola il principio di tassatività della fattispecie penale, a tal fine si evidenzia come dell'espressione «orientamento sessuale» non sia data una definizione, né sia rinvenibile nell'ordinamento penale. L'espressione è estremamente generica in quanto può indicare fenomeni specifici come l'omosessualità oppure, più in generale, ogni «tendenza sessuale» comprendendo anche incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, masochismo e qualsiasi altro genere di scelta sessuale, che nulla ha a che vedere con l'omosessualità;

inoltre l'indeterminatezza concettuale dell'espressione orientamento sessuale non consente di individuare le fattispecie meritorie di una particolare tutela. Nel caso di specie la norma prevede come circostanza aggravante di reato una posizione soggettiva della persona offesa che non sempre appare meritevole di una tutela differenziata. Per comprendere appieno la censura di costituzionalità si osservi che ad oggi con riferimento alle particolari condizioni delle persone offese sono previste aggravanti unicamente per fatti commessi contro pubblici ufficiali, persone incaricate di pubblico servizio, persone rivestite della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato estero nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio. Orbene, è di tutta evidenza che a differenza della disposizione in esame nei casi citati si tratta sempre di posizioni oggettive: la particolare qualità della persona offesa giustifica ictu oculi un aggravio di tutela in relazione alla particolarità delle funzioni svolte. Anche nelle ipotesi, pur presenti nell'ordinamento e derivanti dall'adempimento di obblighi internazionali, di aggravanti che si applicano quando il fatto è commesso per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, si fa sempre riferimento a circostanze oggettive circa le condizioni della persona offesa,

delibera

di non procedere all'esame del testo unificato delle proposte di legge n. 1658-1882-A.

n. 1. Vietti, Buttiglione, Rao, Capitanio Santolini, Volontè, Ciccanti, Compagnon, Naro.

Ddl Camera 1658-A - Modifica all'articolo 61 del codice penale, concernente l'introduzione della circostanza aggravante relativa all'orientamento o alla discriminazione sessuale.

Art. 1.

1. All'articolo 61 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente numero:

«11-quater) l'avere, nei delitti non colposi contro la vita e l'incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».
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Di Loredana Morandi (del 13/10/2009 @ 23:19:20, in Magistratura, linkato 2444 volte)
Borsellino/ Oggi interrogatorio per Martelli e Ferraro


05:10 - CRONACA - 14 OTT 2009

Trasferta romana per magistrati di Caltanissetta e Palermo

Palermo, 14 ott. (Apcom) - L'ex ministro della Giustizia, Claudio Martelli, e Liliana Ferraro, collaboratrice di Giovanni Falcone al ministero della Giustizia attualmente in servizio al Cesis, saranno interrogati oggi a Roma dai magistrati della Procura di Caltanissetta e Palermo. Oggetto degli interrogatori le dichiarazioni di Martelli alla trasmissione 'Annozero'.

Nel corso della puntata di giovedì, Martelli ha riferito di aver saputo, all'epoca dei fatti, dalla Ferraro di un presunto contatto fra quest'ultima e l'allora capitano dei Carabinieri, Giuseppe De Donno, nel trigesimo della strage di Capaci. Secondo Martelli, il capitano De Donno avrebbe incontrato la Ferraro informandola della disponibilità a collaborare di don Vito Ciancimino il quale, però, avrebbe chiesto una copertura politica. De Donno, ora colonnello, ha già seccamente smentito l'incontro e il contenuto dello stesso. Secondo il racconto di Martelli la Ferraro avrebbe, poi, informato direttamente di questo episodio Paolo Borsellino, che all'epoca era procuratore aggiunto a Palermo.

Adesso i magistrati di Palermo e Caltanissetta, che indagano sulla trattativa tra Stato e mafia, vogliono ascoltare Martelli e Ferraro anche per capire perché i due, che sono stati più volte sentiti in fase di indagini preliminari e nel processo per la strage di Capaci, non abbiano riferito tale, non certo irrilevante, episodio.
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Stupro Caffarella, gup: «Atto di totale
disprezzo, da Gavrila nessun pentimento»


Le motivazioni della sentenza: impatto devastante sulla ragazza e sul suo fidanzato. Detenuti espulsi a fine pena.

ROMA (13 ottobre) - «La violenza sessuale commessa ai danni della ragazza alla Caffarella a Roma il 14 febbraio scorso, già odiosa e vile di per sè, risulta di gravità più che apprezzabile sia per l'età della vittima, appena quindicenne, sia per le modalità di esecuzione che lo hanno reso un atto di grave efferatezza e totale disprezzo delle persone».

Così scrive il gup del Tribunale di Roma, Luigi Fisconaro nelle 25 pagine di motivazioni della sentenza che il 5 ottobre scorso ha condannato, dopo il rito abbreviato, Oltean Gavrila e Ionut Jean Alexandru rispettivamente a 11 anni e 4 mesi e 6 anni di reclusione. Gavrila, oltre a 7 anni e 4 mesi per la Caffarella, è stato condannato anche ad ulteriori 4 anni di reclusione per lo stupro di una ragazza di 22 anni avvenuto nel luglio scorso sempre a Roma.

La violenza ha avuto «un impatto devastante sulla ragazza e anche sul suo fidanzato per le conseguenze lesive e dolorose non solo sotto il profilo fisico». Il giudice sottolinea anche «l'atteggiamento vessatorio» dei due imputati nei confronti del fidanzato «che i due hanno inteso umiliare ulteriormente costringendolo ad assistere e ingiungendogli espressamente di guardare per tutto il tempo della duplice violenza nei confronti della sua ragazza e ciò veramente non richiede ulteriori commenti».

«Da Gavrila nessun pentimento». La confessione di Oltean Gavrila, spiega il gup, «nei termini in cui è stata resa porta ad escludere qualunque sentimento di pentimento o resipiscenza e conferma il giudizio negativo sulla sua personalità». «A Gavrila che ha avuto un ruolo di maggior rilievo sia nell'iniziativa che nella esecuzione della violenza - spiega il giudice - non possono essere per questo concesse attenuanti generiche richieste dal suo difensore, non essendo emersa alcuna circostanza da valutare a suo favore ma solo circostanze sfavorevoli che ne denunciano la personalità negativa e una condotta di vita fondata su una spiccata propensione a commettere reati».

Per quanto riguarda Alexandru il giudice spiega che «le attenuanti vanno concesse perché l'imputato che aveva appena compiuto 18 anni risulta privo di qualunque precedente e, una volta individuato dalla polizia e fermato, ha immediatamente ammesso la sua responsabilità e collaborato alla identificazione del suo complice riguardo ad una rapina commessa ai danni di una coppia a Roma».

Condannati espulsi solo a fine pena. «Deve essere disposta l'espulsione dal territorio» dei condannati «dopo l'espiazione della pena essendo risultata evidente la pericolosità di entrambi gli imputati e ricorrendo i presupposti in ordine al titolo dei reati per i quali vi è stata condanna richiesto dalla norma».

Il giudice spiega anche i calcoli svolti nello stabilire le pene: undici anni e quattro mesi (di cui quattro per il Pigneto e sette anni e quattro mesi per la Caffarella) per Gavrila e sei per Alexandru. Per quanto concerne la Caffarella il giudice accoglie la configuarabilità del reato di violenza sessuale di gruppo, mentre ha ritenuto di derubricare quello di sequestro di persona in violenza privata. «Non è invece ipotizzabile il riconoscimento della continuazione» tra i due episodi di abusi, commessi uno il 18 luglio del 2008 (Pigneto), l'altro il 14 febbraio del 2009 (Caffarella).

Il Messaggero
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Di Loredana Morandi (del 13/10/2009 @ 08:47:13, in Politica, linkato 1284 volte)
VILIPENDIO A NAPOLITANO:
DI PIETRO E BELPIETRO INDAGATI


(AGI) - Roma, 13 ott. - Vilipendio al capo dello Stato. Con questa ipotesi di reato la Procura di Roma ha indagto, per due fatti diversi, il direttore di 'Libero' Maurizio Belpietro e il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro.

Il primo, nei giorni seguenti l'attentato contro una pattuglia di soldati italiani a Kabul costato la vita a sei militari, scrisse un articolo - intitolato 'La dignita' dello Stato non vale un fusillotto' - con il quale criticava il presidente Napolitano, che era in visita ufficiale in Giappone. "Invece di tornare a Roma e' andato a mangiare i fusillotti", affermo' tra l'altro il giornalista nel suo fondo.

Di Pietro e' invece indagato per aver pronunciato frasi contro Napolitano in occasione della promulgazione dello 'scudo fiscale'.

Ora il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, dovra' autorizzare la Procura di Roma a proseguire l'inchiesta.

***

Roma, 15:42

NAPOLITANO: DI PIETRO,

ALFANO AUTORIZZI INCHIESTA


"E' un mio diritto fondamentale avere un giudizio da un giudice su un tema cosi' delicato, quindi il ministro Alfano non puo' permettersi di rifiutare l'autorizzazione al processo, altrimenti lede il diritto del Capo dello Stato di avere un pronunciamento e il mio diritto di sapere qual e' il limite del mio diritto di critica".

Antonio Di Pietro commenta cosi' in Transatlantico la notizia dell'inchiesta avviata sul leader dell'Italia dei Valori per vilipendio al Capo dello Stato. "Accetto questa verifica" ha affermato Di Pietro, ma "rivendico il diritto-dovere di un parlamentare e capo dell'opposizione di criticare un provvedimento come lo scudo fiscale se lo considero incostituzionale.

Accetto la verifica del giudice - ha proseguito - e considerero' questo pronunciamento una pietra miliare per individuare il limite del diritto di critica a una istituzione quando non se ne condividono gli atti". Dunque Di Pietro afferma: "non mi avvarro' di nessuna richiesta di tutela. Il giudice si esprima nel merito di un tema cosi' delicato e quale che sia la verifica del giudice la rispettero' come una decisione giudiziaria e non come una valutazione politica".


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Di Loredana Morandi (del 13/10/2009 @ 08:41:24, in Giuristi, linkato 1318 volte)
Ecco, finalmente del fuoco amico !

GIUSTIZIA:GIURISTI DEMOCRATICI,
NO RIFORME CONTRO AUTONOMIA PM


(AGI) - Roma, 13 ott. - “Non ci interessa se le riforme anticipate sulla Giustizia siano una vendetta per la bocciatura del Lodo Alfano, cio’ che ci interessa e ci preoccupa sono le conseguenze delle annunciate riforme su separazione delle carriere e Csm, che non ridurranno di un giorno la durata dei processi, ma ridurranno quelle garanzie che derivano al cittadino dalla presenza di una magistratura autonoma ed indipendente”. Lo sottolinea in una nota il presidente dei Giuristi democratici Riccardo Lamacchia, rilevando che “come era prevedibile, dopo le sentenze sul caso Mondadori del Tribunale di Milano e della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, e’ partita la grande controffensiva del Centrodestra nei confronti di una magistratura che si vuole non piu’ autonoma, ma asservita al risultato delle elezioni politiche; ecco, dunque, ritornare in auge l’ormai stantio ricorso alla separazione delle carriere, come panacea di ogni male e la modifica del sistema di elezioni del Csm, da affidarsi al sorteggio per l’individuazione dell’elettorato passivo”.

Ormai, secondo Lamacchia, “il Presidente del Consiglio e il suo Governo non fanno piu’ mistero di voler assoggettare il Pubblico Ministero al potere esecutivo ed e’ di immediata comprensione che cosa cio’ potrebbe significare nell’attuale situazione politica italiana: si tratterebbe dell’ennesima riforma ad personam e che finirebbe inevitabilmente per far perdere ai magistrati della Pubblica Accusa la loro autonomia e quella cultura della giurisdizione, che si dovrebbe rendere il piu’ possibile condivisa con giudici e avvocati”. Alle proposte di riforma si aggiungono, poi, sottolinea ancora il leader dei Giuristi democratici, “le volgari accuse al giudice Mesiano, che si sarebbe fatto scrivere da altri la sua sentenza sul caso Cir/Fininvest, quelle ai Giudici della Corte Costituzionale, nonche’ le accuse gravissime al Capo dello Stato, presunto traditore di un impegno ad intervenire presso quei giudici costituzionali che costituirebbe un gravissimo attentato all’indipendenza della Corte Costituzionale e che infatti il Presidente della Repubblica ha categoricamente smentito”. Insomma, conclude Lamacchia, “i tentativi di trasformare l’Italia da repubblica a democrazia parlamentare e fondata sulla separazione dei poteri a repubblica presidenziale plebiscitaria, in senso stretto, sono in stadio molto avanzato e ad essi va data ferma risposta, richiamandoci ai principi su cui e’ fondata la nostra Carta Costituzionale”. (AGI)

AGI Red/Oll

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Di Loredana Morandi (del 13/10/2009 @ 08:13:44, in Sindacati Giustizia, linkato 1657 volte)
A CHI LO SCUDO FISCALE
E A CHI IL TAGLIO SALARIALE!



Pochi giorni fa il Parlamento ha approvato lo scudo fiscale. L’operazione consentirà a tutti coloro che hanno occultato al Fisco capitali mobiliari ed immobiliari, di rimetterli in circolazione nel Paese, avendo assicurato l’anonimato e pagando un’aliquota dell’1% per 5 anni. Siamo davanti al peggior condono fiscale mai visto, che crea un buco di bilancio di oltre 100 miliardi di Euro rispetto al gettito che sarebbe arrivato ad aliquota ordinaria. Un buco di risorse indirettamente  sottratte a tutti quei lavoratori dipendenti, pubblici e privati,  che pagano regolarmente le tasse!
Lo scudo è anche un’amnistia per reati gravi, per i quali i nostri codici prevedono la reclusione fino a sei anni: falso in bilancio, distruzione di scritture contabili, uso di false comunicazioni sociali, sono solo alcuni dei comportamenti illeciti connessi all’evasione fiscale  sui quali calerà definitivamente il silenzio, grazie all’anonimato che la legge ha imposto per gli intermediari che invieranno le dichiarazioni di adesione allo scudo.  Garanzia all’anonimato per chi evade, mentre i lavoratori dipendenti ed i pensionati, che hanno sulle loro spalle quasi l’intero  gettito fiscale del nostro Paese, hanno nomi e cognomi conosciuti da tutti!
L’ennesima legge che premia i grandi evasori, quelli che si sono arricchiti con le speculazioni finanziarie, quelli che hanno sottratto grandi risorse allo stato sociale, quelli che hanno impoverito il Paese sottoponendo i ceti sociali più deboli ad una pressione fiscale, diretta ed indiretta, enorme.
E intanto, per uscire dalla crisi economica, il Governo non stanzia le risorse per il rinnovo dei contratti e opera tagli draconiani ai bilanci della pubblica amministrazione per utilizzare questo “tesoretto” a sostegno degli imprenditori  e delle banche (gli stessi soggetti responsabili dell’esportazione dei capitali all’estero).
Nel frattempo avanza la “controriforma” di Brunetta che, attraverso una falsa meritocrazia, introduce per legge l’esclusione dal salario accessorio per una fascia vastissima  di lavoratori pubblici.
E Confindustria, senza vergogna, invoca azioni punitive contro i dipendenti pubblici.
Nessuno fermerà questo scempio e nessuno dirà basta a questo stato di cose, se all’indignazione non facciamo seguire concrete azioni di lotta.
La RdB rivolge a tutti i lavoratori un invito a firmare contro lo scudo fiscale, un motivo in più per aderire allo

SCIOPERO GENERALE DEL SINDACALISMO DI BASE 23 OTTOBRE

MANIFESTAZIONE NAZIONALE
ROMA ORE 10
P.zza DELLA REPUBBLICA

Contro lo scudo fiscale
proteggi i tuoi diritti, difendi il tuo salario, rispetta la tua dignità.
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Bomba Milano, due fermati,
trovato materiale per ordigni


martedì 13 ottobre 2009 10:34


MILANO (Reuters) - Due uomini sono stati fermati stanotte a Milano perché sospettati di complicità nell'attentato di ieri contro la caserma Santa Barbara, mentre nel corso delle indagini sono stati ritrovati circa 100 chili di materiale utilizzabile per la fabbricazione di ordigni.

Lo riferiscono fonti investigative.

I due fermati sono un egiziano e un libico.

Il potenziale esplosivo ritrovato, ha detto una fonte investigativa, comprende "fertilizzanti e altri materiali atti al confezionamento (di ordigni)". Altri dettagli verranno resi noti durante una conferenza stampa alle 12.

Ieri mattina Mohammed Game, di 35 anni e di nazionalità libica, ha lanciato una bomba di scarsa potenza davanti alla caserma dell'esercito Santa Barbara, situata in piazzale Giuseppe Perrucchetti a Milano, rimanendo ferito in modo grave e causando il ferimento lieve del militare di guardia Guido La Veneziana, che ha cercato di fermarlo.

Il presidente del Consiglio provinciale di Milano, Bruno Dapei, ha detto che la bomba aveva circa due chili di esplosivo e che il bilancio avrebbe potuto essere molto più drammatico se l'uomo non fosse stato prontamente fermato.

Game, che dal 2003 vive con regolare permesso di soggiorno in Italia e convive con un'italiana, è stato arrestato per detenzione, porto e fabbricazione di esplosivo e denunciato per strage.

L'uomo non ha un lavoro fisso, sarebbe stato in crisi finanziaria dopo il fallimento dell'impresa per la quale lavorava, non era particolarmente devoto e si sarebbe riavvicinato alla religione negli ultimi tempi, forse proprio per superare un momento difficile. Ha piccoli precedenti per ricettazione.

Il pm di Milano, Armando Spataro, che si occupa delle indagini sul caso assieme al collega Maurizio Romanelli, ha detto ieri che il nome del libico non è mai emerso in inchieste per terrorismo e non risulta che il 35enne abbia mai frequentato moschee a Milano.

Lo scorso dicembre la Digos di Milano aveva arrestato due marocchini accusati di progettare attentati nella provincia contro vari obiettivi tra cui, secondo i sospetti degli inquirenti, poteva esserci anche la caserma di piazzale Perrucchetti.

Reuters

***
MILANO: NITRATO DI AMMONIO,
IL FERTILIZZANTE CHE ESPLODE/SCHEDA


Roma, 13 ott. (Adnkronos) - Il nitrato di ammonio, sostanza della quale sono stati trovati in possesso il libico e l'egiziano arrestati questa notte come presunti complici dell'attentatore che ha attaccato ieri la Caserma S. Barbara di Milano, e' un ottimo fertilizzante ma anche l'ingrediente base per confezionare artigianalmente esplosivi, il fatto di essere economico, sicuro e di facilissima reperibilita', lo ha reso tristemente famoso come uno dei prodotti preferiti da organizzazioni terroristiche per la fabbricazione di ordigni.

La formula chimica del nitrato di ammonio, che e' il sale dell'ammoniaca con l'acido nitrico, e' NH4NO3. Il composto si presenta in forma di cristalli incolori e inodori; e' molto solubile in acqua e mediamente solubile in etanolo; e' stabile a temperature ordinarie. In agricoltura il nitrato di ammonio e' largamente usato, in quanto composto azotato, come fertilizzante e proprio questo ne facilita la reperibilita'. La sua peculiarita' sta nel fatto che contiene sia azoto immediatamente utilizzabile da parte della pianta, sia azoto a lento rilascio. Altro uso 'normale' del nitrato di ammonio e' la preparazione del 'ghiaccio secco' per utilizzo medico o sportivo, grazie alla sua reazione endotermica con l'acqua.

Dato il suo bilancio di ossigeno positivo, il costo poco elevato e la facile reperibilita' il nitrato di ammonio costituisce la base per confezionare numerose miscele esplosive che sono anche di uso 'sicuro' in quanto poco sensibili all'innesco, ovvero difficilmente soggette a esplosioni accidentali, tanto che alcune delle miscele che se ne ricavano necessitano di inneschi che possono arrivare anche al mezzo chilo di alto esplosivo.

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MILANO: CASERMA S. BARBARA DAGLI ANNI '30'
SEDE DEL REGGIMENTO 'VOLOIRE'/SCHEDA



Roma, 12 ott. - (Adnkronos) - La Caserma S. Barbara di Milano, teatro dell'attentato di stamattina, ospita il Reggimento di Artiglieria a Cavallo "Voloire", parte della Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli. Il "Voloire" e' stato impiegato per unita' in quasi tutte le missioni all'estero dei militari italiani, a sostegno del Reggimento di appartenenza, l'ultimo impegno all'estero l'ha assolto in Libano, rientrando nel maggio scorso.

Le batterie a cavallo furono costituite l'8 aprile 1831. Il Reggimento "Voloire", viene costituito in Venaria Reale con Regie Patenti di Sua Maesta' Maria Cristina di Borbone-Napoli Reggente del Regno di Sardegna, ordinato su 2 batterie, ciascuna costituita da 4 ufficiali, 7 sotto ufficiali, 11 caporali, 178 uomini di truppa, 210 cavalli, al comando di Vincenzo Morelli di Popolo. Nel 1844 il reggimento assume sul copricapo, a distinzione della propria specialita', la criniera nera che sostituisce il pennacchietto tipico dell'Artiglieria.

L'intuizione alla base della nascita del reggimento fu di Alfonso Ferrero La Marmora, che intui' le capacita' di un artiglieria rapida e veloce; e' lui il propugnatore delle "Voloire", create con lo scopo "di far campagna come artiglieria leggera" in appoggio celere ed aderente alle unita' di cavalleria. Le batterie a cavallo parteciparono cosi alle campagne per l'indipendenza, facendosi onore sul campo in Battaglie che faranno la storia d'Italia :Goito, Sommacampagna, Santa Lucia. (segue)


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Di Loredana Morandi (del 13/10/2009 @ 03:47:27, in Giuristi, linkato 1546 volte)
Mille e uno modi per sbugiardare
chi usa abusivamente email "Europee"

Il riferimento è a Simone Sissimo Neuro, che utilizza ai miei danni una email "scritta" con evidente abuso a lui in risposta da persona terza interessata, una donna già appartenente alla Colonna napoletana delle Brigate Rosse introdotta senza alcun criterio presso l'Unione Europea.

Sarebbe stata proprio la stessa identica MENZOGNA se a rispondere fosse stata di pugno la ex europarlamentare, con la sola singolare particolarità della mediocre caduta di stile.

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