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 Miuu significa "bellissima piuma"... di Lunadicarta
 
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Un criminale è un orrore per i giusti, un uomo giusto è un orrore per i criminali.

Libro dei Proverbi 29:27
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/12/2009 @ 18:59:50, in Redazionale, linkato 2236 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/barak_0.jpg

Gli Auguri di Barak Obama

Mancano 6 giorni a Natale e la squisita cortesia dello staff del sito "politico" del primo Presidente americano al quale ho avuto il piacere di "scrivere", mi ha fatto pervenire gli "auguri e i ringraziamenti" di Barak Obama.

Ricambio a Lui gli auguri e i ringraziamenti affinché il suo paese divenga gli "Stati Uniti" che vorremmo, e sono grata perché quest'anno per me è stato lungo, impegnativo e negli ultimi mesi davvero faticoso.

Gli Auguri del Presidente Obama mi sono pervenuti via email e con un video, di seguito alcuni screen.

L'email dallo staff, che serve a distinguere il vero dal falso, ...

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-12-19_Obamauguri_lettera.jpg

.. la prima pagina del video

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/barak_1.jpg

gli auguri da un panorama cittadino..

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/barak_2.jpg

e da una fattoria, che sembra proprio quella di "Clark Kent"

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/barak_3.jpg

auguri con il mio nome su di un grattacielo

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/barak_4.jpg

.. ed infine, a voce e di pugno dal Presidente Barak Obama

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/barak_5.jpg

qui l'autografo del presidente su un semplice biglietto augurale

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/barak_6.jpg

Può sembrare banale, ma non lo è ed in particolare io lo trovo veramente, veramente, cortese da parte dello Staff e dell'Uomo più potente del Pianeta.

Purtroppo io vivo in Italia e sono abituata a vedere finanche il tradimento di novelli arricchiti nessuno, che non solo ti sfruttano ma poi quando ti hanno usata ti gettano via. Qui da noi il cane che abbaia più forte sembra aver ragione, anche e se di fatto istiga alla violenza.

Così, dalla attenta osservazione della geopolitica internazionale nei confronti del nostro paese e dall'andamento della politica nostrana si può ricavare una massima:

"Quando il più famoso Ricattatore del tuo Paese dichiara che la Pedofilia non esiste,
sappi che ha parlato per conto della Lobby Mafiosa."

Loredana Morandi


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Di Loredana Morandi (del 19/11/2009 @ 21:06:35, in Redazionale, linkato 4655 volte)



Lauretana della Santa Casa

In queste ore ho ben altro a cui pensare e molte faccende mi affaccendano, ad ogni modo questa sera ritaglio un piccolo spazio di questo blog, che narra delle vertenze della Giustizia, per fare giustizia contro una calunnia gretta e meschina tanto quanto le persone che la scrivono.

Da oltre 15 mesi, la De Natale, Sorbi, la crew di post produzione illegale audio video, il circuito del porno e altri che si sono aggiunti da poco, scelti in quella rara umanità che produce le persone più spregevoli che si possa desiderare di incontrare, propugnano l'infame menzogna: "Loredana Morandi e la sua famiglia vivono in una baraccopoli."

Niente di più falso, ma la punizione di questa sera è tale da far divenire il peccato di superbia quello che è, ovvero "l'emblema dell'ignoranza" e non solo perché la mia dimora sia altro da un comune appartamento in un qualunque quartiere romano.

Ma perché io sono "della casa" e provengo, fin dal giorno in cui ho avuto un nome, dalla "Santa Casa" di "Loreto".



La leggenda popolare narra che la "casa" che fu di Maria apparve miracolosamente presso la cittadina di Loreto, trasportata in volo dagli angeli dalla lontana Nazareth nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294. La Santa Casa altro non è se non il luogo fisico e storico, che ospitò l'evento della Annunciazione, quando cioè l'Arcangelo Gabriele disvelò alla giovanissima vergine il Mistero della Maternità divina.

Studi archeologici confermano la manifattura "palestinese" delle poverissime mura della casa di Nazareth, le pietre sono infatti lavorate con la tecnica dei Nabatei, un popolo di artigiani confinante con quello degli ebrei della casata di Maria. Fonti storiografiche invece confermano che il luogo santo, composto di sole tre pareti, fu portato in Italia dai crociati a bordo delle navi di ritorno dalla Terra Santa.



L'icona che anima il Santuario Mariano della "Santa Casa" è una Madonna nera, l'effige di una Maria più simile a quelle donne che con i loro figli compiono in questi tempi il terribile viaggio della speranza verso un mondo nuovo, per sfuggire per sempre alla fame, alle guerre ed alla povertà dei propri paesi. Un volto di incredibile attualità per la società civile laica e/o religiosa italiana. Un volto da non dimenticare MAI negli "altri".



Così, cari lettori, se pur mi offende d'esser trattata da così tanto tempo con gli epiteti di cui sopra, Io, che sono una persona che non rinnega la propria cultura e tradizione per la moda o per il così fan tutti, sono salda nella certezza dell'errore altrui.

E prima o poi sappiate che quelle bocche lorde di marciume saranno con Giustizia ripulite.

Già, perché quel che di più sporco si vede è che il circuito del porno si è fatto assoldare dagli ATU, interessati a coprire i miei sette mesi sette di lavoro non retribuito, non solo, neppure risarcito delle spese e con tanto di danneggiamenti economici.

Non mi domandate se io voterò ancora per nuovi ricchi e novelli sfruttatori. Non lo faccio mai.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 17/11/2009 @ 12:16:00, in Varie, linkato 2249 volte)
In attesa di avere il tempo per un riassunto sensibile di quanto accaduto in questo periodo e nel comparto giustizia, dall'incidente occorso alla privacy del giudice Mesiano alla dichiarazione dello stato di agitazione della magistratura, più un racconto delle cattiverie a me, extra danneggiamenti, che avevo dato vita ad un gruppo facebook intitolato ai "Calzini Azzurri per la Costituzione", nato un paio di giorni prima dei calzini sul sito del Movimento per la Giustizia e cancellato per mera invidia con almeno 300 segnalazioni dalle autrici del furto del gruppo Staminali e altra criminalità del web, del quale vi mostro il banner ...



Vi pubblico questo divertente articolo tratto da Giornalettismo a firma Michele Fronterre, che mi piace molto perché sembra un dialogo tratto dalle commedie del giudice drammaturgo Gennaro Francione. Anzi, consiglio ad entrambi di far conoscenza e chissà che non ne esca uno scritto a 4 mani. L.M.


Intervista alla Giustizia


di Michele Fronterre
Giornalettismo

Alla ricerca di quattro chiacchiere con la protagonista del momento

MF si reca nella dimora che ospita la Giustizia. Non è una dimora di poco conto, ma un vero e proprio palazzo. Il Palazzo di Giustizia. Una volta giunto all’ingresso, si avvicina al banco informazioni e interloquisce con l’addetto alle informazioni, un certo, così dice il tesserino, Sig.Logiudice:

MF: Buongiorno, Mi chiamo MF e volevo incontrare la D.ssa Giustizia.

Sig.Logiudice: (ride, un sorriso non offensivo, disilluso…) E’ la prima volta che viene qui a Palazzo?

MF: Si, la prima volta.

Sig.Logiudice: Capisco. Da chi vuole andare? Dalla D.ssa Giustizia DASE’, dalla D.ssa Giustizia SOCIALE o dalla D.ssa Giustizia UNIVERSALE?

MF: Ah, non sapevo che fossero più giudici. Pensavo che fosse un’unica persona. La stessa che investiga, confuta, suggerisce, giudica, tutela, punisce. Pensavo che la D.ssa Giustizia fosse una donna che sa il fatto suo, che si fa rispettare, e che fa rispettare gli altri. E visto che oggi è così tanto al centro dell’attenzione dei più, volevo avvicinarla per porgerle delle domande.

Sig.Logiudice: (ride, un sorriso non offensivo, disilluso…) Le ripeto non è una singola persona. E non sono giudici. La prima è un Magistrato, la seconda è Avvocato, solo la terza è un Giudice. Ricevono solo su appuntamento. Vede quella lunga coda lì dietro. Ecco…

MF: Quindi ho fatto un viaggio a vuoto?

Sig.Logiudice: (ride, un sorriso non offensivo, disilluso…) Dipende.

MF: Come dipende? Mi ha appena detto che devo registrami e che normalmente intercorrono dei mesi, se non anni dalla prenotazione!?!?

Sig.Logiudice: (ride, un sorriso non offensivo, disilluso…) Dipende da chi vuole incontrare. C’è un grosso ingolfamento nelle prenotazioni per i casi gestiti dalla D.ssa Giustizia DASE’ e per la D.ssa Giustizia SOCIALE. Mentre, se vuole, forse tra mezzora può incontrare il Giudice Giustizia UNIVERSALE. Sempre se arriva. Sa quando arriva lei è sempre un momento epocale…

MF: Beh… Immagino. Anzi non immagino. Però io ero interessato alla giustizia di tutti i giorni, non a quella epocale. O forse non c’è differenza?!?

Sig.Logiudice: Non faccia il presuntuso. (si accende una sigaretta all’interno del suo gabbiotto) e tenga a freno il suo sarcasmo che a farsi giustizia da sé si fa in fretta…

MF: Ma come nel posto dove la giustizia è di casa non si è liberi di esprimere un’opinione per quanto velata da un filo di sarcasmo?

Sig.Logiudice: Lei non si rende conto di essere in un ufficio pubblico. In un palazzo giudiziario. Dove si pesa tutto. Soprattutto le parole. Che sono sentite, intercettate, interpretate, a volte, alla bisogna, riascoltate. Abbiamo bilance e bilancini. (Indica col dito una vetrinetta che ospita bilance da orafo antiche). Lei non è libero di dire quello che vuole. Deve chiedere a me che sono l’ufficiale di portineria. Io che smisto, che oriento e introduco.

MF: Va bene. Mi scusi. La prego di non farci caso. Torniamo al motivo per cui sono qui. Sono qui per un’intervista. Ma a questo punto non so chi è meglio incontrare.

Sig.Logiudice: (serissimo) Mi dica che domande aveva in mente ed io la inoltro.

MF: A me sta a cuore capire se è vero come sostengono alcuni che è una spendacciona. Conoscere che tipo è. Se è veramente una donna libera ed emancipata. Indipendente.

Sig.Logiudice: Il discorso è complicato. Le devo descrivere tre donne diverse. Cercherò di semplificare. Sa, ho tanto da fare e non posso perdere tempo con i ficcanaso. Le basti sapere che: la Giustizia UNIVERSALE e quella SOCIALE fanno tutto in economia. Sono come le massaie di una volta. Ma il loro lavoro si svolge molto lentamente. Talmente in là nel tempo che…. La Giustizia DASE’… invece, beh, diciamo che non si fa mancare nulla. E’ donna del suo tempo. Sofisticata, sempre in tiro. Ha classe ed eleganza. Libera e indipendente ma che di tanto in tanto cade vittima di passioni e innamoramenti.

MF: ma si tratta di innamoramenti per interesse?

Sig.Logiudice: E’ un essere umano

MF: Perchè c’è questa disparità. Perchè la Giustizia UNIVERSALE e quella SOCIALE impiegano più tempo della Giusitizia DASE’?

Sig.Logiudice: Eh, semplice! Loro due risolvono problemi che non sono di questo mondo. La D.ssa Giustizia DASE’ invece ha un numero incalcolabile di cause in corso. Tutti la desiderano. Anche se non lo si ammette, tutti vogliono tempi certi e condanne certe. Però, sappia che questo correre, questo voler accelerare non fa altro che creare casi per le altre due. Fisiologici effetti collaterali…

MF: Cioè mi faccia capire, c’è un aldilà del diritto e un aldiqua del rovescio?

Sig.Logiudice: Un’altra così e la faccio giudicare per direttissima!

MF: Scusi ma non sarebbe meglio affiancare alla D.ssa Giusitiza DASE’ qualche assistente?

Sig.Logiudice: Puaff!!!

MF: Ma per vedere riconosciuti i propri diritti si dovrà pure fidarsi di qualcuno?

Sig.Logiudice: Lei cerca risposte universali pensando che si trovino nella pratica di tutti i giorni. Non è così. Non è facile soppesare colpe e complicità, smascherare colpevoli e garantire imputati giustamente o ingiustamente. Specie quando non c’è in gioco solo lo stato di dirtto ma gli interessi degli uomini di stato. Specie se poi si è costretti a usare le bilance arruginite di 100 anni fa!

MF: Però sono le 10 del mattino e qui non si vede ancora nessuno. E le file crescono.

Sig.Logiudice: Ehi guardia! Venga! Presto! Metta dentro questo imprudente!

http://www.giornalettismo.com/archives/42125/intervista-alla-giustizia/
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Gentili Lettori,

sono mancata a questa pagina per qualche tempo, soprattutto a causa degli impegni, ma anche per la grande delusione di veder strumentalizzato tutto il mio lavoro di anni per la Giustizia.

Loredana Morandi però non si arrende e Vi comunica la splendida notizia che:

Giustizia Quotidiana sarà Associazione!

In questo momento alcuni giuristi sono già allo studio dello Statuto, che mi consenta da un lato di tutelare i miei scritti e il mio volontariato per il comparto Giustizia e dall'altro di assumere in carico le sole campagne meritorie di essere sostenute regolamentandone tutti i rapporti.

L'Associazione avrà inoltre facoltà di donare delle Tessere "Onorarie" e la prima è già promessa con il cuore ai

Lavoratori degli Uffici Giudiziari di Milano.

Tutti, impiegati e magistrati.




I CASI di Giustizia Quotidiana sono SEMPRE RISOLTI

Di seguito una rapida carrellata di immagini sul come siano addirittura pubblicati TUTTI gli attuali rapporti in Associazione tra gli attori di ben DUE REATI ai danni dei beni dello Stato Italiano, presso Università di Napoli e presso il Tribunale di Napoli.

Nel primo screen sono visibili per l'associazione diretta ed i rapporti fin interpersonali:

1) il gruppo nato per radunare tutti i nemici della "autrice di Giustizia Quotidiana";

2) la più famosa animatrice hard della società sarda, implicata nello sfruttamento del server Uni Napoli;

3) gli informatici ATU implicati nel falso ai danni di Morandi, CM Sistemi e Senato + danneggiamenti;

4) l'autore della azione di hacking ai danni dei server del Tribunale di Napoli;

5) alcuni membri di una crew di post produzione audio video introdotta nel file sharing illegale e legata al circuito porno;

6) il clonatore ufficiale del presidente della Associazione Prometeo Onlus;

7) alcune persone in stato di circonvenzione psicologica per l'opera della campagna di Neuro Marketing;

8) alcune persone già sotto processo, altre denunciate a Pescara ed alcune in corso di denuncia;

9) alcune persone i cui profile non sono stati ben studiati in precedenti processi concernenti fatti di pedofilia;

CLICCA PER ALLARGARE L'IMMAGINE



IL CASO E' CONCLAMATO

Che il caso sia conclamato non lo dice la Morandi, ma lo afferma esultante una persona stra denunciata.

Esatto, il clone di Frassi. Il migliore amico di tutti gli Amici, ma soprattutto AMICO di se stesso.

Maxi Fasso infatti è la "Coda di Paglia" fatta persona, ed il suo agire è sempre "un colpo al cerchio e uno alla botte", perché fidarsi è bene e non fidarsi è meglio. L'abito mentale di una persona che ben sa di commettere reati inenarrabili e non spreca se stesso, per le polemiche e i rapporti di comodo a copertura di truffe e affini.

E lo fa, alla faccia di Tutti con un Puntuale:

IRC - PEDO - "GO" - Azzurra.org

di un bel verde brillante (notare le foto mie e di Don Di Noto) !

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COME AVVENGONO I DANNI ?

I danni alla sottoscritta si realizzano attraverso l'organizzazione gestita dai due blog, entrambi diffidati a mezzo telegrammi inviati alle Procura della Repubblica di Viterbo e Caltanissetta e presso le due residenze anagrafiche dei principali autori conosciuti, e si concretizzano a mezzo divulgazione via Facebook. Uno dei due blog è di fatto autore delle minacce di morte a me rivolte nell'ottobre 2008 e non ne è ancor noto il principale autore.

Di seguito lo screenshot.

CLICCA PER ALLARGARE L'IMMAGINE



AVVERTENZA PER GLI AVVOCATI

Questa è gente talmente fuori di testa da avermi consentito di abbattere l'avvocato di Pirate Bay, tirato dentro con tutte le forze dai propri clienti e responsabile di "falso" sui canoni minimi del "Diritto Commerciale e delle Società", la cui fondazione prevede la "pubblicazione di nomi e loghi" presso le Camere di Commercio, e da me consegnato nelle mani immacolate dell'illustrissimo Pubblico Ministero di cui tal schiatta di clienti stava infangando la reputazione. Tutto si fa per soldi, ma devono essersene ben accorti anche alla suprema Corte di Cassazione.

Così vi avviso, perché questa sarà soltanto una bella operazione di Polizia Giudiziaria, che si concluderà felicemente per la Morandi, accompagnata da una Associazione a Tutela dei Consumatori, e per tutti coloro che credono in una "Magistratura" saggia e terza rispetto ai poteri forti.

Ciò che infatti devono temere le Procure, dai tratti principali del mio intero carteggio, è l'installazione sui server dei Tribunali di reti Irc e/o l'installazione di database in FTP per la gestione di materiale vietato dalla Legge. Perché, date le nuove tecnologie che consentono l'installazione di analoghe strutture web volanti su database innocenti e all'oscuro dei proprietari, qual'è il luogo più sicuro del "pianeta" se non un computer di Tribunale?

Questo screen, a firma Dunadicacca e Sissimo Neuro (email sissimo_neuro@hotmail.it) contiene le prove del come avviene il danneggiamento e di come vengono usate le scartoffie senza alcuna dignità fornite con intento doloso da malandati studi legali raggranellati in giro per l'Italia.




All'immagine in hosting free su Tinypic appare infatti questo, che altro non è se non un volontario danneggiamento operato ai miei danni in regime di "NORMALIZZAZIONE EXTRAGIUDIZIARIA".

Perché AccuWebHosting, in corso di ritrovamento della propria sanità, risponde eccome...

Tra i due, l'uomo è un vero delinquente e la sua identità è sconosciuta, ma dato che frequenta solo blog inneggianti alla Pedofilia contro tutto e contro tutti, soprattutto la Giustizia e i Magistrati, dubbi non ve ne sono. L'altra, la mia "clonatrice" cioè l'autrice di oltre trenta clonazioni dei miei nomi, ha gravi problemi di connessione psicologica con la realtà. Lo si evince chiaramente dai suoi scritti di pugno. Inutile ogni tipo di accordo con lei.

Sono convinta che dopo tutto questo, la mia amica Nicoletta Grieco della FP Cgil non mi domanderà mai più perché ho lasciato i Giuristi Democratici nel lontano 2004, pur avendo tutti i requisiti per esserne di fatto uno dei Fondatori storici.

Ma io le fornisco comunque la risposta, perché purtroppo e per la diversità congenita e irrinunciabile di essere una cattolica osservante, non potevo allora neppur tollerare che una irriducibile assassina mai pentitasi fosse presentata come "pacifista".

Infatti, pur stimando molti tra i primi giuristi romani a dare vita all'iniziativa politica e di volontariato, me ne andai per non essere costretta ad alcun tipo di rapporto con la irriducibile del braccio armato napoletano delle Brigate Rosse che, su probabile mandato della camorra di Raffaele Cutolo, uccise il poliziotto Antonio Ammaturo e l'agente Pasquale Paola.

Una morale c'è: perché i Partiti possono pagare in nome di non si sa quale politica i propri annosi debiti con gli "Anni di Piombo" ed inviare un esponente delle Brigate Rosse al parlamento europeo, ma la gente che lo sa non li vota. Proprio come faccio io.

Loredana Morandi


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Di Loredana Morandi (del 07/11/2009 @ 08:53:54, in Varie, linkato 3702 volte)




25 novembre 2009

contro

la Violenza sulle Donne

io mi preparo

Loredana Morandi
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Giustizia Quotidiana

dichiarazione di copyright

La signora Loredana Morandi esplicita il copyright su tutto il materiale concernente la vertenza dei lavoratori del comparto Informatici ATU, ed in particolare nei confronti dei signori:

Giuseppe Di Spirito, Luigi Amico, Edoardo Triolo + Studio Legale Triolo, Luigi Amico, Giacomo Bellomare, Giorgio Ciaccio, Lidia Undiemi + Danilo Tipo, Antonino Monteleone.

Tale copyright è espresso a Tutela della Magistratura,

già conclamato il FALSO sulla identità di Triolo

ad opera di Giuseppe Di Spirito ed Edoardo Triolo ai danni di CM Sistemi, azienda in subappalto presso il Ministero di Giustizia, che a seguito di inganno è stato dato da Loredana Morandi alla Stampa Nazionale Quotidiana e di Agenzia e alla Stampa Parlamentare.

Si esplicita l'efficacia del copyright di Loredana Morandi anche nei confronti di

Università di Palermo e del signor Gioacchino Genchi.

Il signor Gioacchino Genchi è efficacemente avvisato tramite la segreteria particolare dell'
Onorevole Luigi de Magistris, già magistrato.


Loredana Morandi

AVVERTENZA
Si rende pubblico, per tutti i fini previsti dalla legge, il nome e cognome reali del "datore di lavoro" nonché il suo indirizzo. E' inoltre necessario ribadire che la Morandi NON ha e NON ha avuto in precedenza alcun tipo di rapporto privato con il Di Spirito e gli altri citati sopra dai quali è stata circuita.


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Di Loredana Morandi (del 14/10/2009 @ 06:25:24, in Sindacato, linkato 2254 volte)
Ahaa.. che riposo! Niente super maggiorate, reggicalze o tacchi a spillo nelle parole di Polito...  ; - )

Ci vogliono zittire


di Antonio Polito

Intolleranza. Eugenio Scalfari protesta con la Rai perché ci ha lasciato parlare al Tg1. Il ministro La Russa ci minaccia a Matrix perché difendiamo la Consulta. Pensare con la propria testa sta diventando pericoloso.

Il coraggio intellettuale della verità e l'attività politica sono due cose incompatibili in Italia.
Pier Paolo Pasolini (Scritti corsari, 1975)

Se fossimo un giornale come tanti altri (come quasi tutti, al giorno d'oggi), faremmo il titolo che leggete oggi sulla nostra prima pagina: «Ci vogliono zittire». Siccome siamo diversi, lo facciamo lo stesso e ci prendiamo un po' in giro. Ma fino a un certo punto. Perché ho visto cose che voi umani non avreste mai potuto immaginare, per dirla con le parole del replicante di Blade Runner, e ai nostri lettori voglio raccontare un paio di storie istruttive.

La prima riguarda Eugenio Scalfari e me. È andata così. Il Tg1 mi ha chiesto lunedì di fare una dichiarazione sull'ultimo caso de Bortoli, e cioè sull'attacco che il direttore del Corriere ha subìto da Scalfari, e sulla sua risposta. Ho accettato di dire la mia, ma poiché ritenevo che le accuse del premier a de Bortoli («fa un giornale di sinistra»), fossero più gravi di quelle di Scalfari («non lo fa abbastanza contro Berlusconi»), sono partito dal premier.

Difendo il Corriere dalle accuse di Berlusconi - ho detto - il quale troppo spesso scambia la libertà di stampa per faziosità politica. E poi ho aggiunto che difendo de Bortoli anche dalle accuse di chi, come Scalfari, contesta al Corriere di essere troppo poco anti-berlusconiano, o comunque di non esserlo secondo il canone Repubblica.

Del servizio del Tg1 che ha preceduto le mie dichiarazioni io non rispondo, né rispondo delle altre dichiarazioni rese da de Bortoli e Belpietro; e lascio volentieri al Cda-editore della Rai, il cui presidente Garimberti ha già annunciato un'inchiesta, stabilire se è stata violata la par condicio che Scalfari pretende sia applicata a sé come se fosse un partito. Ma rispondo delle mie parole, le confermo una per una e mi domando se quei giudizi rientrino oppure no nella libertà di stampa e di espressione del pensiero in nome della quale si è appena fatta una manifestazione, cui ha partecipato Scalfari medesimo.

Il fondatore di Repubblica non ha gradito le mie opinioni. Lo capisco, a nessuno di noi piace sentirsi criticato. Ma invece di contestarmi ciò che ho detto, mi ha liquidato così (insieme a Belpietro): «Questi due colleghi fanno da tempo parte organica del club di Bruno Vespa ed è evidente che prendano da me tutte le distanze possibili». Che cosa c'entri il club Bruno Vespa non lo so, non so nemmeno se esista, e se esistesse mi comporterei come Groucho Marx, che non si sarebbe mai iscritto a un club che lo accettasse come socio. Ciò che so è che l'argomento per contrastare un diverso argomento, anche in teste ancora lucide come quella di Scalfari, è ormai sempre e solo quello: appartieni a un altro club. O stai nel club degli amici o in quello dei nemici, e non c'è terra di mezzo. E se non c'è terra di mezzo non c'è più giornalismo nel senso classico del termine, ma solo propagandisti e corifei, di questo o di quell'altro interesse politico.

La seconda storia che vi voglio raccontare riguarda invece il ministro La Russa e, anche qui, un programma televisivo. La sera della bocciatura del Lodo ero a Matrix, trasmissione Mediaset che mantiene una certa attenzione alla pluralità delle opinioni, e ho avuto uno scambio infuocato col ministro. Gli ho rimproverato di accusare la Consulta («sentenza politica», gridava), e gli ho ricordato che è un ministro della Repubblica, che fa dunque parte di un organo costituzionale, e che avendo giurato sulla Costituzione dovrebbe contribuire a difendere la dignità e la credibilità degli altri organi costituzionali, Consulta compresa.

Gli ho poi rimproverato le frasi contro il Capo dello Stato che aveva appena pronunciato Berlusconi, più o meno con gli stessi argomenti. Il ministro era in evidente difficoltà. Ha tentato di salvare capra e cavoli, e cioè funzione istituzionale e partigianeria politica. Gli è riuscito male. Così, in una pausa per la pubblicità, è esploso. Mi ha urlato un paio di volte, davanti a tutto lo studio, al conduttore e agli ospiti, che mi avrebbe fatto «un coso così», e mentre lo urlava metteva le mani a tarallo perché fosse chiaro a che si riferiva. Credo che se ne sia accorto anche qualche telespettatore, perché quando è ripartita la diretta il ministro era ancora alterato e nella posa minatoria. Io ci ho riso sopra, e ho lasciato perdere. Per fortuna sono passati i tempi in cui si doveva davvero temere che Ignazio La Russa e i suoi camerati di allora ti facessero «un coso così».

Ma la storia mi è tornata in mente ieri mattina, quando ho letto sul Corriere una pensosa intervista del ministro in cui chiedeva «una tregua» nello scontro istituzionale, affermava anzi che il suo partito deve fare «il primo passo», e diceva: «Io per esempio non ho condiviso l'aver gettato nel calderone delle polemiche il Capo dello Stato, che a mio giudizio si è sempre comportato correttamente». E io mi sono detto: ma benedett'uomo, non ci poteva pensare prima? Non poteva ammetterlo l'altra sera a Matrix, ciò che oggi afferma e che a me voleva far pagare con «un coso così»? Mah.

Queste due storielle dicono solo questo: che oggi stare in mezzo, non iscriversi pregiudizialmente a una tifoseria, giudicare caso per caso, è diventato molto difficile. Lo è per un galantuomo come Napolitano, lo è per il presidente della Camera Fini, lo è per il Corriere e, si parva licet, lo è anche per questo piccolo giornale. Se visto da questo punto di vista, se inteso come chiusura di ogni spazio intermedio nella guerra civile dei due eserciti, il «vogliono zittirci» non è poi tanto ironico. Se potessero, ci zittirebbero tutti. Ma noi insistiamo. Non praevalebunt (si spera).

Ps. La citazione di Pasolini che apre questo articolo mi è stata segnalata da Luca Ricolfi, uno dei pochi animatori del dibattito pubblico italiano che continua a venerare la verità e che non accetta mai di piegarla a fini di parte.

Il Riformista, mercoledì, 14 ottobre 2009
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Di Loredana Morandi (del 14/10/2009 @ 06:16:02, in Sindacato, linkato 2224 volte)
La news...

Quirinale, Belpietro: ''Voglio essere processato''

ultimo aggiornamento: 14 ottobre, ore 11:06

Roma - (Adnkronos) - Il direttore di 'Libero' nel suo editoriale di oggi: ''Così sarà possibile dimostrare quanta ipocrisia regna nelle redazioni e quanto l'ideologia di certi giornali abbia mascherato la realtà''. Cossiga: ''A me ne hanno dette di tutti i colori. E mai nessun magistrato ha mosso un dito"

Roma, 14 ott. (Adnkronos) - "Questa volta mi sacrifico volentieri all'ennesima denuncia, voglio essere processato. Cosi' sara' possibile dimostrare quanta ipocrisia regna nelle redazioni e quanto l'ideologia di certi giornali abbia mascherato la realta'. Finalmente vedremo il colore di tanti colleghi e paladini della liberta' che mi giudicano: il rosso. E mi auguro sia di vergogna, perche' non siamo al vilipendio ma al reato di lesa maesta' e, per una volta, sono io che non ci sto". Il direttore di "Libero", Maurizio Belpietro, conclude cosi' il suo editoriale di oggi, a commento dell'apertura di un fascicolo giudiziario contro di lui, insieme ad un altro contro Antonio Di Pietro, per vilipendio del Presidente della Repubblica. "Quando le agenzie di stampa hanno battuto la notizia dell'apertura di un fascicolo giudiziario contro di me e Antonio Di Pietro, per vilipendio del presidente della Repubblica, devo confessarvi che la prima reazione e' stata di dispiacere -esordisce Belpietro- Non tanto per essere stato messo nel mirino dalla magistratura: non e' la prima volta e non faro' cortei in nome della liberta' di stampa. E nemmeno per aver dato un dolore a nonno Giorgio: non ho offeso Napolitano e neppure l'ho ingiuriato. Il dispiacere mi veniva dal fatto d'essere messo sullo stesso piano di Antonio Di Pietro: non ho dimestichezza con le manette, non ho restituito soldi in scatole di scarpe, che ho dunque da spartire con l'ex pm?"

Il comunicato della Federazione Nazionale Stampa Italiana

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

   
Roma, 13 ottobre ’09
Prot. n. 226/c

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:


“Non è condivisibile che la magistratura metta sotto indagine i giornalisti per il loro modo di raccontare la realtà, per quanto sgradevole possa risultare il loro punto di vista. L’articolo di fondo che il direttore di “Libero”, Maurizio Belpietro, ha dedicato alla visita del Presidente della Repubblica in Giappone ha suscitato polemiche e indignazione.

Ma è fuori luogo il ricorso ad una strumentazione giuridica visibilmente anacronistica, che si configura come un impedimento all’esercizio del diritto di critica. Se nella vicenda in questione Maurizio Belpietro ha violato canoni di correttezza deontologica, altri dovranno eventualmente occuparsene. Ma siamo convinti che il rispetto dovuto al Presidente Napolitano - indiscutibile garante delle nostre istituzioni democratiche - non abbia bisogno di essere sostenuto da iniziative di stampo illiberale”.
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Di Loredana Morandi (del 14/10/2009 @ 05:53:53, in Politica, linkato 3095 volte)
Riforme giustizia :
separazione carriere ,
penalisti favorevoli

di Mauro W. Giannini

Anche gli avvocati penalisti, fieri sostenitori della separazione delle carriere in magistratura, intervengono nel dibattito sulle roforme della Giustizia riapertosi a seguito delle dichiarazioni del ministro Alfano che, all'indomani della sentenza sul Lodo Alfano, aveva affermato: "non faremo ritorsioni.... Andremo avanti per la nostra strada in modo chiaro e trasparente. Tanto più che le nostre riforme sulla giustizia sono già depositate in Parlamento" e a Porta a Porta aveva spiegato: "La riforma del processo penale è ... pendente presso la commissione Giustizia del Senato. A compimento delle riforme e delle approvazioni di norme in corso, faremo la riforma costituzionale della giustizia, sulla quale speriamo di trovare una più ampia convergenza in Parlamento".

Per l'Unione Camere Penali Italiane, "La separazione delle carriere fra chi giudica e chi accusa è il fondamento di un ordinamento giuridico che voglia dirsi democratico e l'indispensabile premessa della giustizia della decisione: rispetto ad essa non vi è spazio per parlare di 'ritorsione' o di 'rivincita' né per affrontarla come tale. Si tratta di un adeguamento dell'assetto della magistratura al vigente codice di rito che attende esattamente da venti anni e che proprio per questo non può certo essere tacciata di estemporaneità conseguente a decisioni giudiziarie".

"Né vi è spazio - secondo l'UCPI - per le solite litanie su un preteso attentato all'indipendenza della magistratura. Un giudice effettivamente indipendente e terzo rispetto alla pretesa dello stato, così come alla difesa dell'imputato, è un giudice completamente autonomo e equidistante da entrambe le parti. Il principio è elementare e la sua bontà di immediata percezione. L'opposizione non ceda anche questa volta a polemiche strumentali e la maggioranza affronti finalmente e immediatamente la riforma senza limitarsi ad agitarla come una clava: si tratta di un fondamentale pilastro di civiltà".

Di attentato all'indipendenza della magistratura avevano parlato anche alcune associazioni, come i Giuristi Democratici e l'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti. Battuta del presidente di quest'ultima organizzazione, Rita Guma, in risposta alle dichiarazioni dell'UCPI: "Se la separazione delle carriere fra chi giudica e chi accusa e' il fondamento di un ordinamento giuridico che voglia dirsi democratico e l'indispensabile premessa della giustizia della decisione, ne dovremmo dedurre che la Gran Bretagna, che e' tornata sui suoi passi permettendo al PM di fare il giudice, e gli Stati Uniti, dove in molti Stati i magistrati passano da un ruolo all'altro con estrema facilita', non abbiano ordinamenti democratici. Certo noi stessi siamo molto critici verso la giustizia USA, ma per altre ragioni, come l'elezione dei magistrati - che politicizza al massimo la carica - mentre sulla giustizia britannica, molto attenta ai diritti umani, non mi pare nessuno abbia da ridire".

Osservatorio Legalità

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Dossier giustizia

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Mah !

''Ci sono le condizioni per un'ampia convergenza''

Fini: ''Pm siano indipendenti da esecutivo.
Riforme possibili con larga maggioranza''


ultimo aggiornamento: 14 ottobre, ore 13:38
Francoforte - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Camera: ''I magistrati non possono essere sottoposti ad altri poteri che non siano quello giudiziario". Altolà sull'Unità nazionale: ''Non è oggetto di trattative''. Alfano: ''La riforma della giustizia è una priorità non una vendetta per il no al Lodo''. Lodo Mondadori, Csm promuove giudice Mesiano

Francoforte, 14 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Su un tema come la separazione delle carriere non ho cambiato opinione, ma è essenziale che venga rispettata la Costituzione che prevede l'assoluta indipendenza di tutti i magistrati". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini rispodendo ai giornalisti durante la conferenza stampa che ha concluso la sua visita inaugurale alla Fiera del libro di Francofortedello stand degli editori italiani. Fini ha precisato che sull'argomento "bisogna attenersi a quelli che saranno i fatti e gli atti" in Parlamento ma ha anche precisato che "un conto è la separazione delle carriere" dei magistrati "un altro conto è l'indipendenza dei magistrati" che a norma di Costituzione non possono essere "sottoposti ad altri poteri che non siano quello giudiziario".

Parlando di riforme della Costituzione, Fini ha sottolineato che in questa legislatura sono possibili sulla base di un'ampia maggioranza parlamentare in grado di superare i rischi di una mancata approvazione in sede referendaria, come è accaduto in un recente passato con la riforma varata dal centrodestra ma non confermata dagli elettori.

Il presidente della Camera ha ricordato che la procedura dell'articolo 138 della Costituzione "non è stata prevista per caso dai padri costituenti" mentre l'esperienza recente ha dimostrato che "quando una maggioranza dà corso ad una riforma solo sulla base dei voti di cui dispone in Parlamento compie un'operazone legittima costituzionalmente, ma che può presentare inconvenienti di tipo politico". Insomma, solo con una maggioranza qualificata è possibile sottrarre il testo di una riforma a un referendum popolare.

"Il mio auspicio - ha sottolineato Fini - è che in questa legislatura non si perda l'occasione per riformare le istituzioni, portando così a compimento un iter e un dibattito molto ricco" e sul quale si sono registrate diverse convergenze. In particolare ha ricordato l'esigenza che "nel processo federalista in corso è indispensabile che vi sia uno sbocco a livello istituzionale".

Per il presidente della Camera "ci sono le condizioni per un'ampia convergenza per individuare un processo di raccordo tra governo e parlamento, che è uno dei nodi, ma anche sulla riduzione del numero troppo ampio di parlamentari e sulla fine del bicameralismo perfetto". Fini ha anche sottolineato, fra le questioni da affrontare quella di individuare "nuove forme di equilibrio tra il potere legislativo e quello esecutivo. Credo - ha concluso - che si possa dar vita ad una riforma costituzionale in questa legislatura sulla base di una larga maggioranza" sui punti citati.

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