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 ..tempus fugit ...... di Admin
 
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Quando un uomo comune attinge alla conoscenza, è un saggio; quando un saggio attinge alla comprensione, è un uomo comune.

detto Zen ...
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/01/2010 @ 17:28:52, in Magistratura, linkato 1421 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

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L’ANM A REGGIO CALABRIA


 

L’11 gennaio p.v. la Giunta Esecutiva Centrale si recherà a Reggio Calabria per partecipare alla pubblica assemblea, organizzata dalla ANM distrettuale, come segno di vicinanza e di solidarietà ai colleghi del distretto reggino.

L’assemblea si svolgerà alle ore 15.30 presso l’Aula 13 - Torre 3 - piano terra - Palazzo Cedir – Via Sant’Anna – Reggio Calabria; sono stati invitati a partecipare i rappresentanti dell’avvocatura e della società civile.

Roma, 4 gennaio 2009

La Giunta Esecutiva Centrale
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2010 @ 17:21:56, in Magistratura, linkato 1435 volte)
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Magistratura Democratica


L’attentato di Reggio Calabria è fatto estremamente grave e preoccupante: ancora oggi, in certe zone d’Italia il contrasto alla criminalità espone direttamente le istituzioni ed i loro rappresentanti alle reazioni violente che mirano ad intimidire ogni pretesa di ripristino della legalità.

E’ importante che magistratura e forze dell’ordine non vengano lasciate sole, soprattutto dalle forze sociali che operano sul territorio: il rifiuto della logica della paura e dell’intimidazione rappresenta il segnale della condivisione di questa coraggiosa battaglia, che non può vincersi se non con l’appoggio della società civile.
Md è a fianco di Libera, di CGIL, CISL e UIL, e delle altre associazioni che oggi terranno un sit – in silenzioso nei pressi della Procura Generale del capoluogo calabrese, per esprimere la loro condanna ed il loro sostegno.
Ma questa battaglia non si vince senza una forte azione politica che tra l’altro, miri a rafforzare i mezzi e le risorse indispensabili per l’azione della magistratura: lo svuotamento delle procure, soprattutto del Sud, e le proposte legislative in tema di vendita dei beni confiscati ale mafie certo non vanno nel segno che oggi unifica tutte le dichiarazioni pubbliche che sono seguite all’attentato.

E’ compito anche dei magistrati denunciare le ricadute di certe scelte: e per questo è importante che l’assemblea pubblica indetta dall’ANM per il prossimo 16 gennaio  a Roma, aperta alle forze politiche, agli operatori di giustizia ed alla società civile, raccolga il maggior numero di testimonianze di chi in quelle realtà opera, con sempre maggiori difficoltà e sacrifici. Contiamo sulla massima partecipazione, anche in segno di solidarietà ai colleghi reggini.

Torino – Milano, 4 gennaio 2010

Il Presidente Claudio Castelli 

Il Segretario generale Rita Sanlorenzo
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2010 @ 17:13:11, in Politica, linkato 1255 volte)


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Bomba Reggio Calabria, Pd: Governo riferisca in Parlamento


Amici: atto di gravità inaudita, serve reazione incisiva


 
“Il Governo riferisca al più presto in Parlamento sull’attentato della scorsa notte nella città di Reggio Calabria che ha fatto saltare il portone della procura”. Lo ha chiesto intervenendo in Aula oggi alla Camera la deputata, componente dell’ufficio di presidenza del Gruppo del Pd, Sesa Amici, che ha aggiunto: “è un atto di una gravità inaudita verso una procura impegnata nella lotta contro la mafia e la criminalità organizzata. Dai vertici dello Stato, ad iniziare dal Presidente della Repubblica e dai Presidenti di Camera e Senato, e da parte dell'intera nazione, si è già sentito il richiamo alla solidarietà piena ai magistrati e alle forze dell'ordine, in una regione che oggi è così impegnata nella lotta alla criminalità organizzata.

Proprio alla luce di questo atto e di questo salto di qualità così grave ed allarmante, non solo per la regione Reggio Calabria ma per l'intero Paese, come gruppo del Partito Democratico crediamo che sia necessario non solo che il Governo trovi la forza di reagire nel modo più incisivo possibile, ma anche che dia conto delle notizie in proprio possesso e delle iniziative che intenda assumere, venendo al più presto a riferire in Parlamento su questo gravissimo attentato”.

Roma, 4 gennaio 2010
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2010 @ 17:07:27, in Politica, linkato 1430 volte)
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REGGIO CALABRIA: NANIA (PDL): PIENA SOLIDARIETA', BENE PAROLE PROCURATORE

"La bomba alla Procura generale presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria è un chiaro segnale dell' ndrangheta, che ricorda la strategia adottata dalla mafia quando in passato decise di alzare il tiro contro i magistrati.

Questo attentato è un fatto gravissimo e deprecabile che dimostra la forza dell'azione di contrasto alla malavita organizzata da parte della magistratura reggina.

Ora, dobbiamo tutti stringerci intorno a questi magistrati coraggiosi ed alzare la guardia, perché compito primario delle istituzioni è quello di essere a fianco di chi, giorno dopo giorno, con abnegazione e dedizione, lotta contro la criminalità organizzata. Le parole del procuratore generale di Reggio, Salvatore Di Landro, sono il chiaro segnale della determinazione ad andare avanti senza farsi intimidire".

Così il vice Presidente del Senato, Domenico Nania, esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza ai magistrati della Procura di Reggio Calabria.
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2010 @ 11:34:27, in Magistratura, linkato 1395 volte)
Esprimo la mia solidarietà alla Magistratura di Reggio a seguito dell'attentato. L.M.

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Reggio, bomba in procura
Grasso: mafia in difficoltà



"Non ci sono dubbi sulla matrice mafiosa dell’attentato contro la Procura Generale". Lo dice il procuratore della repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone che aggiunge: "Abbiamo arrestato decine di latitanti, sequestrato centinaia di milioni di euro e fiumi di cocaina. E’ chiaro che ci troviamo davanti a una reazione".

Pignatone ieri era a Palermo ed è stato in stretto contatto con il suo "aggiunto" ed uomo di fiducia, Prestipino, che fin dall’inizio ha seguito la vicenda. Il procuratore di Reggio ha aggiunto: "Sono fatti di estrema gravità e le indagini faranno chiarezza sulle responsabilità e motivazioni. Ma mi pare chiaro che ci troviamo davanti a una reazione legata all’azione della magistratura di Reggio Calabria che negli ultimi tempi è stata intensa e continua. Solo nell’ultimo anno nella provincia abbiamo sequestrato 800 milioni di euro".

La bomba che ieri mattina ha colpito la Procura Generale della città dello stretto ha fatto clamore, e che il ministro Maroni ha fissato per il prossimo 7 gennaio un vertice interforze a Reggio Calabria. Sul grave episodio è tornato anche il Procuratore antimafia Pietro Grasso: "Se le mafie colpiscono significa che noi gli diamo fastidio. Perché‚ - ha aggiunto - quando stanno in silenzio significa che tutto va per il loro verso".

Per capire meglio il perché di un attentato contro le istituzioni bisogna considerare l’attività investigativa della magistratura reggina: 49 arrestati di cui 11 inseriti nella lista dei 30 ricercati più pericolosi, e centinaia di milioni di beni sottratti alla `ndrangheta. Resta il fatto che mai le `ndrine aveva alzato il tiro cosi in alto, consapevoli del grosso rischio di far tornare Reggio Calabria al centro dell’interesse delle forze dell’ordine, come era stato con l’omicidio di Franco Fortugno, il vice presidente del Consiglio regionale ucciso nel 2005 davanti ad un seggio delle primarie dell’Unione.

Un ordigno è stato fatto esplodere domenica mattina, verso le 5, davanti all'ingresso dell'ufficio del Giudice di pace di Reggio Calabria che si trova accanto al portone della Procura generale, in piazza Castello. L'esplosione ha provocato danni al portone, scardinando un'inferriata. Fortunatamente nessun passante si trovava nella zona quando c'è stata l’esplosione. L'ordigno era composto da una bombola di gas da 10 chili alla quale era stato applicato esplosivo ad alto potenziale che è stato innescato da una miccia. Le indagini sull'episodio sono condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria che al momento non escludono alcuna ipotesi.

Origine mafiosa - È fuori discussione l'origine mafiosa dell'attentato compiuto alle 5 di domenica mattina contro la Procura generale di Reggio Calabria. È questa l'interpretazione univoca dell'episodio fatta nel corso del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato d'urgenza dal prefetto Francesco Musolino. All'incontro hanno partecipato il procuratore generale Salvatore Di Landro, l'avvocato generale dello Stato Francesco Scuderi, il procuratore aggiunto della Repubblica, Michele Prestipino, ed i vertici provinciali delle forze dell'ordine. Nel corso della riunione, durata circa due ore, avrebbe trovato conferma anche l'ipotesi che il movente sia da ricercare nell'opera di contrasto alla 'ndrangheta condotta dalla Procura generale sotto il profilo del sequestro e della confisca di beni ai mafiosi e nella delicatezza di alcuni procedimenti che sono pendenti davanti ai giudici di secondo grado e che riguardano le cosche più importanti della città e della provincia. Secondo quanto si è appreso, nel corso della riunione del Comitato sarebbero stati disposti nuovi e più stringenti controlli per la sicurezza.

A collocare l'ordigno, attorno alle 4,50 di mattina, sono stati due uomini con il volto coperto da caschi da motociclista. Lo ha riferito il procuratore generale, Salvatore Di Landro, incontrando i giornalisti. “Dalla telecamera di servizio - ha detto Di Landro - è stato possibile notare che due individui, che indossavano i caschi e che sono giunti a bordo di un motorino, hanno depositato l'ordigno composto da una bombola di gas e da materiale esplodente. Siamo certi che si tratti di un grave attentato perpetrato dalla criminalità organizzata”.

“Attentato a Procura generale” – “È un attentato diretto agli uffici della procura generale”. A dirlo è stato il procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro incontrando i giornalisti. “Siamo dinanzi ad un attacco - ha aggiunto il procuratore generale - che può essere determinato dall'attività degli uffici di Procura generale in materia di misure di prevenzione e per tutta una serie di procedimenti penali pendenti in appello che riguardano la criminalità organizzata”.

Attentato simili a altri - Un attentato analogo a quello compiuto contro la Procura generale di Reggio Calabria, con l'utilizzo di una bombola di gas ed esplosivo, è stato compiuto, sempre domenica mattina, ai danni di una pescheria situata nel quartiere Santa Caterina, alla periferia nord di Reggio, mentre un altro era stato compiuto prima di natale ai danni di un bar i cui titolari sono legati da vincoli di parentela con il collaboratore di giustizia Emilio Di Giovine. Di Giovine è considerato dagli investigatori un boss della 'ndrangheta operante a Milano e trafficante di armi e droga.

Maroni convoca la riunione straordinaria per fare il punto sulla situazione della sicurezza dopo l'esplosione dell'ordigno in prossimità degli uffici giudiziari di Reggio Calabria. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha convocato per giovedì pomeriggio una riunione straordinaria alla quale prenderanno forze dell'ordine e magistrati. La riunione è in programma alle 16 nella prefettura di Reggio Calabria.

Indagine trasferita a Catanzaro -  Dopo lo svolgimento dei primi atti urgenti, il fascicolo dell'inchiesta sulla bomba fatta esplodere all'alba contro la Procura generale di Reggio Calabria, saranno trasmessi alla Procura della Repubblica di Catanzaro. La Procura del capoluogo calabrese, infatti, è competente a giudicare per i fatti riguardanti i magistrati del distretto di Reggio Calabria.

Napolitano: “Tutto il Paese è vicino ai magistrati” - Appresa la notizia del grave atto intimidatorio compiuto questa notte agli uffici della Procura Generale di Reggio Calabria, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso ai Capi degli uffici inquirenti della Città la sua solidarietà e la vicinanza del Paese a tutti i magistrati reggini. Il Capo dello Stato, si legge in una nota del Quirinale, ha manifestato il convinto apprezzamento e il forte incoraggiamento alla tenace azione, assieme alle forze dell'ordine, di contrasto della criminalità, assicurando il pieno sostegno delle istituzioni.

Agazio Loiero: “È un atto di una gravità inaudita” – “È un atto di una gravità inaudita e si respira un clima molto pesante. Bisogna fare fronte comune per evitare che i poteri criminali attentino alla democrazia”. È il commento a caldo del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, in merito alla bomba fatta esplodere davanti al portone palazzo che ospita l'ufficio del giudice di pace e la Procura generale di Reggio Calabria. “La Calabria vera - ha aggiunto Loiero - è vicina ai magistrati reggini che non si faranno certamente intimidire da episodi anche così pesanti, come non si sono mai fatti intimidire in passato. A loro esprimo la solidarietà mia e della Calabria intera”.
 
Intanto per questa mattina è fissata una nuova riunione in Prefettura ed una in Procura, prima che il fascicolo passi per competenza al tribunale di Catanzaro. Ed è stato lo stesso Procuratore della città capoluogo, Lombardo, ad affermare: "Mi sono sentito telefonicamente ieri con i colleghi reggini, adesso aspettiamo le carte per capire come dobbiamo muoverci".

http://www.libero-news.it/pills/view/29449
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2010 @ 07:05:39, in Redazionale, linkato 3301 volte)
Io sono spaventata, certo. Quella gente non minaccerebbe così insistentemente i miei figli , anche nel corso di veri danneggiamenti se fosse altrimenti. Ma con tristezza rilevo che: usare Facebook è esattamente come usare un telefono per la conversazione con più utenze "documentabili" come identità personali, ma in quanto socialnetwork del mezzo di comunicazione "internet" tutto quanto vi avviene è pubblico, nonché pubblicato, anche a ribadire preesistenze di rapporti professionali, sociali o sindacali. Così, come definire in diritto l'unione di più rei di reati gravi ai danni di chi documenterà i reati? La giustizia può essere rallentata, ma non fermata. Per ironia della sorte, l'aver ritardato l'apertura di fascicoli in cui confluiranno prove documentali certe, potrebbe addirittura aver fatto buon gioco alla Giustizia impedendo ai rei di avvalersi delle troppe leggi e leggine che nascono per impedire il lavoro alla Magistratura seria.

Articolo 377 del codice penale

Nel codice penale italiano la fattispecie è prevista dall'art. 377 (precedentemente "Subornazione", ora rubricato come "Intralcio alla giustizia") che recita:


« Chiunque offre o promette denaro o altra utilità alla persona chiamata a rendere dichiarazioni davanti all'autorità giudiziaria ovvero a svolgere attività di perito, consulente tecnico o interprete, per indurla a commettere i reati previsti dagli articoli 371 bis, 372 e 373, soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alle pene stabilite negli articoli medesimi ridotte dalla metà ai due terzi. La stessa disposizione si applica qualora l'offerta o la promessa sia accettata, ma la falsità non sia commessa. La condanna importa l'interdizione dai pubblici uffici. »

Nel 2006 alla norma è stato aggiunto il riferimento alla violenza o minaccia nell'induzione:

« Chiunque usa violenza o minaccia ai fini indicati al primo comma, soggiace, qualora il fine non sia conseguito, alle pene stabilite in ordine ai reati di cui al medesimo primo comma, diminuite in misura non eccedente un terzo.»
   
Quest'aggiunta è talora chiamata "art. 377 bis".

Rigettando il ricorso avverso un provvedimento di restrizione cautelare intramuraria, la Corte di Cassazione ha pertanto suffragato la ricorrenza della subornazione nella sua perpertrazione attraverso minaccia, nonché la configurabilità del tentativo.
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Pedofilia su Facebook? Certo, Tutto si fa su Facebook, un luogo dove i gruppi contro Loredana Morandi sono in parte amministrati e fondati da questi signori e il loro nuovi partners come una palestra. Avete presente quel tizio che usa un sostantivo in issimo come pseudomimo? Bene, poi vi parlerò di Vittorio - Maxi, che è tutt'altro che un "ragazzo".

Pino La Monica, udienza flash:

Tensione in aula e testimoni da risentire

(Pino La Monica)

La «ripresa» del processo a Pino La Monica - accusato di abusi su minori e detenzione di materiale pedopornografico - è durata ieri solo venti minuti, ma presto il dibattimento marcerà ben più spedito con tre udienze già fissate e il «progetto» di una veloce sentenza.

(il sociologo Stefano Zanetti)

L’aula era affollatissima perché la «rimodulazione» della Corte ha riportato in udienza i 24 testimoni già sentiti, ma una buona fetta di queste persone dovrà ritornare perché il nuovo avvocato dell’imputato (Tullio Virgili) ha ottenuto - come previsto - lo slittamento del processo di una ventina di giorni per poter prendere visione degli atti.
 Il difensore, dopo aver studiato gli interrogatori, dovrebbe stilare un elenco di testimoni a cui porre nuove domande. Già escluse dal ritorno in udienza le due ragazze entrate in contatto su Facebook con la Monica quando era agli arresti domiciliari: sono state considerate esaustive, dalle parti, le loro testimonianze già «cristallizzate» agli atti. Presenti in udienza i componenti dello staff difensivo che si è modificato con l’ingresso del professor Marco Casonato, mentre è rimasto al suo posto il sociologo Stefano Zanetti che ora, però, si trova sotto inchiesta per subornazione di testimone. «Credo che l’assisterò io - spiega l’avvocato Virgili - comunque è stata una brutta sorpresa. Gli viene contestato d’aver minacciato un testimone per farlo ritrattare, ma le cose stanno diversamente». Per il sociologo bolognese anche momenti di tensione ieri, in aula, per un battibecco (a causa di uno sguardo mal interpretato) con il padre di una delle ragazzine che accusano La Monica. 

Nel «pienone» al primo piano del tribunale anche alcuni componenti del Comitato Insieme per Pino, stavolta però senza slogan e cartelli come avvenne nell’ottobre 2008. «Il Comitato rimane molto presente - rimarca la portavoce Francesca Montecchi - ma con un sostegno a Pino più silenzioso. Abbiamo fiducia, il tempo sarà galantuomo». Nessuna dichiarazione ai cronisti al termine dell’ennesima «puntata» di questo delicato processo da parte del pm Maria Rita Pantani, affiancata come sempre in aula dal maresciallo Roberto Cesi, comandante dei carabinieri di Correggio che hanno svolto le indagini. A voce alta, invece, il commento di alcuni familiari delle ragazzine accusatrici a fine-udienza: «Speriamo che questo calvario giudiziario finisca presto!».

Gazzetta di Reggio 7 novembre 2009 

http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1619

***

L'ex difensore è, naturalmente, Ugo del blog giustiziagiusta su Blogger.

Abusi su minori. E’ finito sotto inchiesta il sociologo Zanetti Oggi ricomincia il processo e La Monica sarà affiancato dal nuovo legale Virgili

L’ex difensore: «Ringrazio il pm Pantani» 

Questa mattina ricomincia il delicato processo che vede alla sbarra - per abusi su minori e detenzione di materiale pedopornografico - Pino La Monica, ma negli ultimi giorni i colpi di scena sembrano non finire mai: prima il collegio giudicante che cambia con ovvie «ricadute» giudiziarie, poi l’improvviso cambio del difensore dell’imputato (è subentrato a Francesco Miraglia il collega Tullio Virgili) ed ora la chiusura dell’inchiesta nei confronti di un consulente della difesa, cioè il sociologo bolognese 40enne Stefano Zanetti, accusato di subornazione di testimone. 

Secondo quanto «filtra», il sociologo avrebbe avvicinato un testimone per cercare di farlo ritrattare. Un’indagine che potrebbe aver avuto origine in una delle udienze - a porte chiuse - già tenutesi davanti alla Corte e gli accertamenti dei carabinieri sono stati coordinati dal pm Maria Rita Pantani (che rappresenta l’accusa in aula ed ha seguito tutta l’inchiesta sul caso-La Monica). 

Nello scorso gennaio era stato annunciato - con un comunicato-stampa - l’ingresso di Zanetti nello staff difensivo insieme allo psichiatra Camillo Valgimigli: ma nell’udienza del 10 giugno i due consulenti della difesa erano stati allontanati dall’aula perché il pm Pantani aveva contestato la loro presenza, rimarcando che si tratta di un processo a porte chiuse e che la legge prevede possano assistere alle testimonianze solo l’imputato e il suo difensore.

Valutazioni fatte proprie quel giorno dal tribunale che con un’ordinanza aveva fatto uscire dall’aula i due consulenti. Oggi «debutterà» in udienza il nuovo avvocato difensore Virgili («Sono stato contattato mercoledì, chiederò alla Corte i termini a difesa per poter valutare con attenzione gli atti di un processo davvero molto delicato») che affiancherà La Monica sempre più deciso a battersi in aula: «Ora ho bisogno - ha anticipato mercoledì alla Gazzetta l’attore-educatore 36enne - che il mio difensore lavori in profondità sugli atti e ho scelto un nuovo legale.

E intendo anche essere interrogato, ma non sotto la forma delle “spontanee dichiarazioni”». Nel comunicato di commiato l’avvocato Miraglia ha rimarcato d’aver rinunciato all’incarico «per motivi strettamente personali» sottolineando poi i risultati quasi insperati raggiunti e ringraziando, infine, anche il pm Pantani «affrontata spesso con toni aspri ma sempre con il rispetto del ruolo».www.bambinicoraggiosi.com 6 novembre 2009 

Gazzetta di Reggio 6 novembre 2009

http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1615
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Di Loredana Morandi (del 01/01/2010 @ 20:46:40, in Redazionale, linkato 1877 volte)

Un anno è appena trascorso ed io, nel primo giorno del nuovo anno, desidero ricordare ai miei lettori e a me stessa quello che è stato e ringraziare coloro che mi hanno ascoltata o che ho sostenuto nelle piccole e grandi imprese politiche e sociali, finanche nella lotta per la sopravvivenza.

Il mio primo ringraziamento va, con tutto il cuore ai Ragazzi e alle Ragazze degli Uffici Giudiziari del Tribunale di Milano, che hanno avuto tanta fiducia in me da affidarmi la loro "Lettera al Presidente Giorgio Napolitano".
Un ringraziamento sentito e di cuore all'eccellente staff della Presidenza della Repubblica per aver risposto  "ancora" alla mia umile voce e per avermi insegnato negli anni il "protocollo" con il quale ci si rivolge alla più Alta Autorità dello Stato.
Di seguito la lettera con la quale ho ricevuto la risposta per i "Lavoratori degli Uffici Giudiziari di Milano".
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/presidenza_repubblica.JPG

Come ogni anno ringrazio Tutto lo staff del Comune di Roma, la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali di Roma e del Lazio, la Questura e l'Arma dei Carabinieri per avermi affidato ancora una volta il "Ponte di Castel Sant'Angelo" per l'evento degli Artisti. Purtroppo quest'anno l'evento annuale degli Artisti contro la Guerra è saltato, ed io mi scuso perché ciò è avvenuto esclusivamente a causa dello sfruttamento professionale e di un vero e proprio raggiro ai miei danni in corso d'opera proprio in quelle date.
Qui la "busta" della lettera con la quale il Ministero per i Beni e le Attività Culturali mi ha affidato il Ponte del 2 giugno 2009, per la Pace e per la memoria delle vittime civili e militari di tutte le guerre.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Sov_BAAL_2009.JPG

Per il mese di marzo 2009 ringrazio Tutti gli Artisti per avermi seguita nella costituzione di parte civile contro i crimini di guerra a Gaza di fronte alla Corte Penale Internazionale. Per la conferenza di presentazione del progetto ringrazio: il giurista francese Gilles Devers , Vito Monetti Presidente di MEDEL Italia, il giornalista Paolo Serventi Longhi della FNSI; il direttore responsabile della Agenzia ANSA e tutti i giornalisti che hanno raccolto l'appello, in particolare ringrazio la Tv iraniana che ha prodotto un servizio sulla "prima" conferenza europea in argomento; l'artista e drammaturgo già magistrato Gennaro Francione fondatore di Eugius per aver partecipato e per avermi sostenuta durante l'organizzazione. Di seguito alcuni screen dalle agenzie nazionali e internazionali sull'evento.

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Nell'aprile successivo persone disoneste, intenzionate a lucrare sulle mie attività sociali, mi avrebbero indotta con l'inganno a fornire notizie false sulla persona di un licenziato calabrese della CM Sistemi alla Stampa Parlamentare e a quella Quotidiana.

Dal 5 maggio ho seguito e collaborato da esterna alla realizzazione delle "Giornate per la Giustizia" organizzate dalla Associazione Nazionale Magistrati e dalle sezioni distrettuali. Ringrazio in particolare il Presidente Luca Palamara, la Giunta ANM Napoli per il convegno del 30 giugno e la Presidente e la Giunta di Milano per avermi ospitata alla conferenza del 16 giugno 2009 presso il Tribunale di Milano.
Qui sotto la firma del "Patto per la Giustizia" e una mini rassegna di foto scattate dalla sottoscritta.



Così il mio 2009 è stato un anno ricco di eventi e di lavoro, che archivio nella piena consapevolezza di aver sottovalutato alcune persone la cui pericolosità sarebbe stata da depotenziare e non da sostenere.
Purtroppo e per fortuna c'è una sola persona in Italia capace di intenerirsi per una protesta sottovoce della Magistratura, anche se inspiegabilmente censurata al portatore dalla Stampa locale. Quella persona così idealista sono io, che non posseggo la sfera di cristallo e che son stata ingannata dall'apparenza innoqua di un ennesimo personaggio dalla doppia personalità.

Concludo ringraziando due neo eletti al Parlamento europeo per avermi mostrato il volto profittatore della loro personale esperienza politica. Sappiano entrambi che io non voto sfruttatori e che la pedofilia non mi induce ad alcun tipo di ilarità, pertanto il sorriso beota resti per sempre stampato sui loro volti che il mio voto di cattolica non lo vedranno neppure in fotografia, ma una foto l'avranno.

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Di Loredana Morandi (del 25/12/2009 @ 07:42:47, in Varie, linkato 2283 volte)

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Auguri di Buone Feste

Loredana Morandi
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Internet, sequestrabili siti pirati
Dura sentenza della Cassazione, in pericolo 'Pirate bay'

23 dicembre, 19:29

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Giro di vite durissimo della Cassazione sui siti web che forniscono la possibilita' di scaricare gratuitamente da internet film e cd. La Suprema Corte ha dato infatti via libera alla sequestrabilita' dei siti, anche stranieri che, con la tecnica del 'peer to peer' a mezzo di file 'torrent', aggirano il copyright. Il primo a farne le spese potrebbe essere il sito svedese 'Pirate bay', leader nel libero scambio di file audio e video.

La sentenza della Cassazione e' la 49437 depositata oggi.


Cassazione, via libera a sequestrabilità dei siti pirata stranieri
Il primo a farne le spese potrebbe essere il sito svedese 'Pirate bay'

23 dicembre, 18:42

ROMA - Giro di vite durissimo della Cassazione - e il primo a farne le spese potrebbe essere il sito svedese 'Pirate bay', leader nel libero scambio di file audio e video - sui siti web che forniscono agli utenti la possibilità di scaricare gratuitamente da Internet, tramite la messa a disposizione di chiavi di accesso, opere complete protette dal diritto d'autore come film e cd.

La Suprema Corte - con la sentenza 49437 (depositata oggi 23 dicembre 2009 e relativa all'udienza svoltasi lo scorso 29 settembre) che detta le regole in tema di misure cautelari applicabili alla pirateria in rete - dà infatti il via libera alla sequestrabilità dei siti anche stranieri che, con la tecnica del 'peer to peer' a mezzo di file 'torrent', aggirano il copyright. E' questo, in sintesi, il senso delle tanto attese motivazioni - specie dagli imprenditori del settore musicale che conducono una battaglia contro il downloading gratuito, ma anche dai naviganti - con le quali la Cassazione, quasi tre mesi fa, ha accolto il ricorso della Procura di Bergamo contro il 'no' al sequestro di 'Pirate bay' deciso dal Tribunale di Bergamo, il 24 settembre 2008, nel procedimento penale contro i quattro gestori svedesi del sito.

Spiega la Cassazione che l'autorità giudiziaria ha il "potere inibitorio di ordinare ai provider dei servizi" peer to peer con file torrent di "precludere l'accesso alla rete informatica Internet al solo fine di impedire la prosecuzione" della violazione del diritto d'autore. Questo potere esercitabile anche in via d'urgenza, avverte la Suprema Corte, deve, però, essere usato con "proporzionalita" in modo che non sia leso il diritto alla libertà di pensiero sancito dalla Costituzione. In conclusione - recita la massima di diritto espressa dai magistrati di legittimità, estensore Giovanni Amoroso - "il giudice può disporre il sequestro preventivo del sito web il cui gestore concorra nell'attività penalmente illecita di diffusione nella rete Internet di opere coperte da diritto d'autore, senza averne diritto, richiedendo contestualmente che i provider del servizio di connessione Internet escludano l'accesso al sito al limitato fine di precludere l'attività di illecita diffusione di tali opere".

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