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 butterfly and red ...... di Lunadicarta
 
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Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto.

Horacio Verbitsky
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Cronaca | 22/02/2010 | ore 14.34 »

Giustizia: domani ad Ancona
protesta davanti a sede Rai



Ancona, 22 feb. - (Adnkronos) - Cgil, Uil, Flp, Rdb chiamano i lavoratori della giustizia di Ancona a manifestare domani, dalle 10 alle 12, davanti la sede della Rai del capoluogo. Nel corso della protesta saranno distribuiti volantini per spiegare ai cittadini le ragioni della lotta. Sotto accusa, spiegano i sindacati in una nota, ''sono ancora una volta, lo stato della giustizia in Italia e ad Ancona, ormai al collasso per la mancanza di personale e di investimenti per il funzionamento della giustizia stessa. Qualora non fosse risolta la situazione, il rischio e' quello di una paralisi di tutto il sistema''.
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Di Loredana Morandi (del 22/02/2010 @ 16:33:43, in Magistratura, linkato 1568 volte)
ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI


                                              
 
Stiamo assistendo ormai da troppo tempo ad una progressiva agonia della giustizia in Italia, di cui si lamenta ripetutamente e da tutte le parti la lentezza e l'inefficienza.

Tuttavia, a fronte della necessità di adottare riforme organiche e volte ad affrontare e risolvere le disfunzioni del sistema giudiziario, come richiesto dall'’ANM attraverso concrete ed analitiche proposte, quotidianamente si verificano assurdi attacchi all'’esercizio della giurisdizione, sia da parte della politica che degli stessi operatori del settore, che ne provocano l'’ulteriore delegittimazione.

Quasi come un paradosso, mentre il governo rappresenta all'’opinione pubblica, quale riforma urgente, l'approvazione di una legge che determina l'estinzione del giudizio penale all'esito del decorso di un lasso temporale, l'avvocatura penale indice uno sciopero contro i magistrati del Tribunale di Nola che vengono accusati di voler celebrare celermente i processi  con imputati detenuti.

Non sembra inutile ricordare che presso il Tribunale di Nola sono in corso importanti processi di criminalità organizzata con un numero rilevante di imputati, trattandosi di circondario ove è presente una densità criminale  tra le più significative del territorio italiano. 

In tale contesto lo svolgimento in tempi rapidi dell'’attività dibattimentale nel rispetto delle regole processuali, proprio nei procedimenti con detenuti che destano maggiore allarme sociale, impone un impegno comune degli operatori nell'interesse della collettività e degli stessi imputati.

Stupisce come l'’avvocatura non dimostri la dovuta sensibilità a tali esigenze ed indica una protesta contro la magistratura nolana, colpevole di celebrare troppe udienze, cioè di compiere ogni sforzo per arrivare alla conclusione del processo in tempi ragionevoli.

L'ANM esprime piena e convinta solidarietà ai magistrati del Tribunale di Nola e respinge con fermezza l'incredibile protesta dell'avvocatura penale.
                                                                                                                    
La Giunta Esecutiva Centrale

Leggi il Documento della Camera Penale di Nola

... dalla Stampa locale ...

Caos Tribunale, dossier a Presidente     

NOLA - Questo pomeriggio, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola Enrico De Sena, ha consegnato al Presidente del Tribunale Giovanni Fragola Rabuano il dossier sulle carenze degli uffici giudiziari del settore penale e civile del Tribunale di Nola.

Un corposo rapporto dell’avvocatura nolana per segnalare ed evidenziare, prima ancora di denunciare, i ritardi e i disservizi del servizio giustizia nel Circondario del Tribunale di Nola, quindi su un territorio composto di un vasto hinterland (34 Comuni e oltre cinquecentomila anime) che dai confini con l’avellinese si estende fino alle porte del capoluogo.

Carenze, lentezze, inefficienze, viste dalla parte degli utenti. Mancanza di personale di cancelleria, di magistrati, carenza di apparecchiature e strutture: una mappa dettagliata della Giustizia-lumaca, fatta di tanti piccoli-grandi lacci e pesi, che le impediscono di scattare e di viaggiare a un’andatura spedita. “Con la presentazione di questo documento, il Consiglio ha inteso portare a termine una iniziativa importante e forte che ha come scopo quello di denunciare in modo sempre costruttivo tutta una lunga serie di problemi, piccoli e grandi, che quotidianamente rallentano e condizionano la efficienza e l’efficacia del servizio Giustizia e che contribuiscono a imprimere un ritardo nell’esercizio della Giurisdizione civile e penale del Tribunale di Nola – ha affermato il presidente del Consiglio Forense di Nola Enrico De Sena –.

Il dossier è stato il risultato di mesi di attività durante i quali tra gli Avvocati del nostro Foro sono stati raccolti dati e segnalazioni relativi a carenze, ritardi e disservizi”.”Questa iniziativa – continua il presidente De Sena, che è anche componente laico del Consiglio giudiziario presso la Corte d’Appello di Napoli – si inserisce nel solco della continuità dell’azione di impulso e di stimolo che il Consiglio Forense di Nola e l’Avvocatura nolana hanno sempre avuto come modus agendi rispetto ai problemi del servizio Giustizia del Tribunale di Nola. È un approccio costruttivo che non si limita a denunciare, ma a collaborare con le istituzioni preposte e a trovare soluzioni opportune e adeguate”.

di Redazione 18/02/2010
Anno III Numero 49 - www.ilnolano.it
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Di Loredana Morandi (del 22/02/2010 @ 18:39:49, in Osservatorio Famiglia, linkato 1290 volte)
Le agenzie riportano una ottima operazione di polizia postale del compartimento "Veneto" e questi titoli mi ispirano sempre il cuore alla speranza. Ecco la news.

Pedopornografia, due arresti
Blitz in tutta Italia: 41 indagati


Due persone sono state arrestate e 41 sono indagate in diverse città nell'ambito di una maxi-inchiesta su video e foto dal contenuto pedopornografico. Ad effettuare l'operazione è stata la Polizia postale e delle Comunicazioni del compartimento "Veneto". Le indagini hanno portato alla cattura dei due, accusati di detenere una grande quantità di materiale legato alla pedopornografia.
L'indagine, informa una nota, effettuata con accertamenti tecnico-informatici e operazione "sottocopertura nella Rete", ha permesso dunque di mettere sotto indagine 41 persone, di accertare il funzionamento dei sistemi di vendita online del materiale e di ricostruirne il flusso finanziario, reperendo utilissimi elementi alla cooperazione internazionale di Polizia.
Nella vicenda sono stati impegnati oltre 150 uomini in varie provincie italiane, si sono effettuate numerose perquisizioni e si è sequestrata una gran quantità di materiale informatico. 19/2/2010

Ma ciò che è auspicabile è un severo "cambiamento", lo stesso che avviene già in Germania ed è allo studio in Francia.

Pedopornografia: Berlino cambia misure
Legge blocca-accessi sara' abrogata, si punta a oscuramento siti

(ANSA) - BERLINO, 19 FEB - La Germania avra' da lunedi' una nuova legge anti-pedopornografia sul web ma il governo sta gia' pensando d'introdurne un'altra. La legge firmata mercoledi' dal presidente della Repubblica Koehler mira a bloccare l'accesso ai siti illegali. Ma la Cdu-Csu della Merkel, piu' in linea con gli alleati liberali, e' decisa ad eliminare i siti piuttosto che vietarne l'accesso. Al posto della nuova legge, quindi, ci sara' una serie di regolamenti in linea con il nuovo principio.

Perché, come io ho sempre sostenuto, gran parte della pedopornografia è di produzione giapponese, paese questo che punisce la produzione e non la detenzione di materiale (audio video fotografico) sui minori. Di ciò potete leggere un interessante articolo su Crime Blog.

Pedofilia e pedopornografia in aumento in Giappone

Giorni fa abbiamo fotografato la situazione pedofilia online in Bulgaria, ritenuta un fenomeno in netta crescita rispetto agli anni precedenti. Il motivo, secondo gli esperti, è da attribuire ad una mancanza legislativa sull’uso di internet, indietro rispetto all’Unione Europea e gli Stati Uniti.
Una situazione simile si sta verificando in Giappone, dove i crimini relativi alla produzione e alla distribuzione di materiale pornografico infantile sono esponenzialmente aumentati, stabilendo un record risprtto agli ultimi anni.
Solo qualche cifra: le vittime di violenza sessuale sono salite del 21,6% rispetto al 2008 e anche i reati perpetrati attraverso internet sono aumentati del 50%. Crescita del 38,3% per i reati legali alla pornografia infantile.
Anche in questo caso parte della colpa si può attribuire ad un vuoto legislativo: la pedopornografia non è mai stato considerato un grande tabù in Giappone e solo a partire dal 2000 il governo sta prendendo seriamente la questione. Segue ...

Occorre però una rettifica a quanto sostenni in precedenza, perché la pedopornografia non naviga solo sulle rotte del Fansub italiano, anche se è proprio una parte del fansub, che ne copre la post produzione e diffusione sulle reti del file sharing Torrent ed Emule.

E' di oggi un articolo di Giampaolo Pansa per "Il Riformista", che intitola "L'affarismo è il nuovo terrorismo". Esatto, mai definizione più appropriata sposa il caso pedopornografia in Italia: Infatti è la rampante pornografia commerciale a fare propria questa fetta di mercato. Lo abbiamo ben visto nella vicenda dello scandalo di Università Federico II di Napoli, lo sfruttamento dei server universitari ad opera di un sito del porno e delle sue chat hard in rete IRC, da me scoperto nel corso dell'acquisizione violenta del power share di una antica crew di post produzione illegale dedita all'autoproduzione di pornografia.


Con la più totale semplicità io dichiarai anni fa: "Sposate la campagna per una moralità immediatamente ravvisabile nel vostro comportamento", oggi come allora è in quest'ottica che devono essere inquadrate le iniziative "selvagge" del file sharing spacciato per "sviluppo sostenibile", perché è intollerabile che 1 solo sito pornografico metta in scacco una Procura della Repubblica ed uno dei più grandi Provider italiani.

Questi sono gli interessi di Pirate Bay in Italia, che per i fatti di cui narro è impunita, anche se il suo rampantismo a spese della Procura di Bergamo officiante il sequestro italiano è stato punito con giustizia dalla Suprema Corte di Cassazione. E gli interessi, meno evidenti, del cd "Partito Pirata", che offre una "rete di navigazione "anonimizzata" a tutti i suoi utenti e così raduna schiere di scambisti pedofili.

Facebook: Oggi un collaboratore esterno del Corriere della Sera ha scoperto e fatto oscurare un gruppo di facinorosi "Contro le disabilità dei ragazzi Down".

Io, che seguo da mesi su facebook le prodezze di 8 tra i pedofili più famosi del web (ivi compresi il processo di Reggio Emilia e i sostenitori del "condannati" in Cassazione su Torino) ieri ho scoperto una donna, stalker ai miei danni, che alberga un gruppo facebook abitato da centinaia di ragazzini di etnia euro/asiatica.  Un'altra di cui conosco i precedenti,  amica virtuale della prima, è una vittima - carnefice che torna e ritorna a rischio e pericolo d'altri sul luogo intellettuale dello stesso identico delitto, per il non avere la capacità morale di distaccarsene.


Però ancora non vedo i "nostri" all'orizzonte, mentre attendo di conoscere il pm cui consegnerò tutto il materiale delle indagini cui sono stata costretta da una persecuzione iniziata quasi 24 mesi fa...

Loredana Morandi

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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/rdbcub_presidiorai.jpg

Presidio alla Rai e presso i Media dell'Informazione

Per una giustizia rapida ed efficiente.
Per la valorizzazione e riqualificazione del personale e per le nuove assunzioni
Contro i tagli indiscriminati
Per investimenti adeguati ed un progetto di rilancio che riporti al centro il servizio pubblico.

Lavoratori Uffici Giudiziari di Milano

Update: negli stessi orari i Lavoratori degli Uffici Giudiziari di Milano svolgeranno la propria protesta presso la sede del Corriere della Sera in via Solferino - Milano.

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Di Loredana Morandi (del 23/02/2010 @ 16:11:02, in Sindacati Giustizia, linkato 1433 volte)
Giustizia Quotidiana

Presidio alla Rai dei Lavoratori della Giustizia


Roma 23 febbraio 2010


No, non si può mancare a questi appuntamenti importantissimi per il comparto dei Lavoratori Giudiziari alle prese con il "contratto integrativo", che giungono fino alle porte di "Mamma Rai" per fare udire il loro appello.
Non si può mancare neppure se hai la febbre, come la sottoscritta oggi, che egualmente ha voluto portare un proprio contributo.
Mi scuserete se i video non sono perfetti..

Di seguito un primo brevissimo video intervento per la presentazione dell'iniziativa, e subito a seguire  il video dell'intervista a me rilasciata da Giovanni Martullo, del Coordinamento Nazionale RdB Cub Giustizia.





Nota tecnica: ancora non sono riuscita a comprendere il perché il mio pc non legga i video  scaricati dalla telecamera. Non sembra trattarsi di un problema di plugin. Questa stranezza però non mi consente una vera lavorazione del video, che è grezzo e senza tagli.

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Di Loredana Morandi (del 24/02/2010 @ 06:43:13, in Sindacati Giustizia, linkato 1167 volte)
PRESIDIO SOTTO LA RAI DI VIALE MAZZINI




Il Direttore delle Relazioni Esterne della RAI riceve una nostra delegazione

Ottima riuscita della manifestazione che si è svolta ieri a Roma a V.le Mazzini: i lavoratori della giustizia, oscurati dalle reti nazionali durante lo sciopero del 5 febbraio, hanno portato la loro voce direttamente sotto la sede della RAI, distribuendo ai cittadini ed ai giornalisti un opuscolo sul malfunzionamento della giustizia.

Lo stesso opuscolo è stato consegnato ufficialmente dai rappresentanti nazionali delle OO.SS. FPCGIL, RdB, UILPA e FLP al Direttore delle Relazioni Esterne, Dr. Guido Paglia, che ha espresso comprensione per la situazione drammatica in cui versano gli uffici giudiziari di tutta Italia.

Il Dr. Paglia, dopo aver ascoltato le ragioni dei lavoratori, si è anche impegnato a segnalare la notizia della protesta ed il contenuto dell’opuscolo ai direttori delle testate nonché a dar voce alle ragioni dei lavoratori giudiziari in una trasmissione televisiva.

La riuscita delle iniziative in varie città italiane conferma che la nostra protesta è giusta: continueremo pertanto nella lotta fino a che la voce dei lavoratori non verrà ascoltata, per la giustizia e per i diritti di chi ci lavora.


FPCGIL  UILPA  RdB  FLP

Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego
Confederazione Unitaria di Base
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2010 @ 07:25:04, in Politica, linkato 1200 volte)
Palermo, aggredito a bastonate avvocato Pdl è gravissimo

Il legale è consigliere comunale. La seduta è stata sospesa

L'avvocato Enzo Fragalà, uno dei più noti penalisti di Palermo, ex parlamentare di An, consigliere comunale Pdl è stato aggredito a sprangate sotto il suo studio in pieno centro. E' ricoverato al centro di rianimazione dell'ospedale civico, in coma. Le sue condizioni sono disperate a causa del versamento cerebrale subito a seguito delle percosse. Dalle dichiarazioni di due testimoni all'aggressione si è trattato di un vero e proprio agguato, un uomo con giaccone e casco da motociclista lo avrebbe avvicinato alle spalle colpendolo ripetutamente con un bastone.

(questa news è un riassunto)
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Riciclaggio: operazione broker, sequestrati immobili e quote societarie

ROMA (MF-DJ)--Nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma che vede coinvolti gli ex vertici di Fastweb, sono stati disposti sequestri preventivi di "247 immobili, per un valore dichiarato di 48 milioni di euro".

Nel decreto eseguito dagli uomini del Ros e della Guardia di Finanza, ci sono anche sequestri di 133 autovetture, 5 imbarcazioni per un valore di 3 milioni e 700.000 euro; 743 rapporti finanziari; 58 quote societarie per un valore di un milione e 944.000 euro.

Ma anche "crediti nei confronti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, per complessivi 340 milioni di euro", 2 gioiellerie. Inoltre il valore dei beni localizzati all'estero ammonta a circa 15 milioni di euro. cat (END) Dow Jones Newswires

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Fastweb, Telecom Italia Sparkle, richiesta interdizione attività

MILANO, 23 febbraio (Reuters) - Nell'ambito di inchiesta per riciclaggio è stata avanzata una richiesta di "misura interdittiva dell'esercizio dell'attività" nei confronti delle società coninvolte Fastweb (FWB.MI: Quotazione) e Telecon Italia Sparkle. Lo dice Fastweb in una nota, precisando che la richiesta sarà valutata dal giudice il prossimo 2 marzo. La società, prosegue la nota, "garantisce la continuità dell'attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle oltre 8.000 persone che lavorano per Fastweb".

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Riciclaggio, Telecom Italia si dichiara parte lesa - nota

MILANO, 23 febbraio (Reuters) - Telecom Italia (TLIT.MI: Quotazione) ritiene di essere parte lesa nell'inchiesta sul riciclaggio della procura di Roma, che vede coinvolta la controllata Sparkle. Il gruppo guidato da Franco Bernabè ha pubblicato un comunicato su richiesta della Consob. Alla luce dei reati contestati, si legge nella nota, il pm ha chiesto al Gip l'applicazione della misura della nomina del commissario giudiziale, contestando i delitti di associazione per delinquere transnazionale e riciclaggio internazionale.

La decisione sulla richiesta del pm è fissata per il 2 marzo prossimo.

L'inchiesta, ricorda Telecom, fa rifemento a una presunta forde Iva perpetrata da un fornitore operante nel mercato dei servizi di tlc di tipo 'Premium'. All'epoca, Sparkle interruppe i rapporti commerciali con i soggetti indagati.

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Riciclaggio: mandato arresto Di Girolamo
Inchiesta Broker, ricercato Silvio Scaglia ex ad Fastweb

Riciclaggio: mandato arresto Di Girolamo (ANSA) - ROMA, 23 FEB - Emessa un'ordinanza di custodia cautelare per il senatore Nicola Di Girolamo (Pdl), nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio. L'accusa e' di violazione della legge elettorale 'con l'aggravante mafiosa'. Lo ha reso noto il procuratore della Dda di Roma Giancarlo Capaldo in una conferenza stampa con il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso per illustrare l'operazione 'Broker' di Cc e Gdf. Mandato di arresto anche per l'ex amministratore delegato di Fastweb, Silvio Scaglia.

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Riciclaggio/ Mandato arresto per Scaglia, gip: maxifrode da 2 mld
Chiesto l'arresto anche per senatore Di Girolamo


Roma, 24 feb. (Apcom) - Secondo Aldo Morgigni, gip del tribunale di Roma che ha condotto le indagini, è "tra le più colossali frodi d'Italia". Coinvolge il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia, il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, conta un avviso di garanzia per Stefano Parisi, attuale amministratore delegato di Fastweb: nel complesso un'ordinanza di custodia cautelare per 56 persone. Ma coinvolge anche Telecom Italia. Silvio Scaglia è accusato di riciclaggio; l'operazione congiunta Ros-Guardia di Finanza ha portato alla luce un'evasione fiscale di quasi due miliardi di euro, un danno erariale di 400 milioni. Il fondatore di Fastweb, all'estero per lavoro, ha fatto sapere tramite i suoi legali di essere totalmente estraneo agli addebiti. La vicenda relativa all'inchiesta sul maxi riciclaggio chiama in causa direttamente anche Fastweb, quotata a Piazza Affari (oggi ha perso quasi l'8%), e Telecom Italia Sparkle (Tis), controllata al 100% da Telecom Italia.

Per entrambe si potrebbe profilare il commissariamento su cui deciderà il gip il prossimo 2 marzo.

Nell'ordinanza si legge che "Le modalità operative attraverso le quali Tis agiva pongono con solare evidenze il problema delle responsabilità degli amministratori e dirigenti della società capogruppo", Telecom Italia. La complessa frode si sarebbe sviluppata in parte con la realizzazione di ingenti crediti fiscali, ma soprattutto con "ingenti poste passive di bilancio apparentemente spese per pagare l'Iva in favore delle 'cartiere'", che "consentivano a Fastweb e Telecom Italia Sparkle di realizzare 'fondi neri per enormi valori'" su conti estero su estero.

Non solo: la frode era "talmente macroscopica" che era "necessario per i membri del sodalizio associarsi con pubblici ufficiali, ed in particolare ufficiali di polizia giudiziaria" per evitare le indagini. Per il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, l'accusa sarebbe di mafia in relazione alla sua elezione con il voto degli italiani residenti all'estero, "effettuata anche attraverso il contributo determinante di una famiglia della 'Ndrangheta, in particolare la famiglia Arena di Isola di Capo Rizzuto". E proprio "Il clan della 'ndrangheta calabrese degli Arena ha collaborato e protetto il sodalizio criminale".

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Riciclaggio: indagati societa' e manager T.I.Sparkle e Fastweb

ROMA (MF-DJ)--Risultano indagate le societa' Telecom Italia Sparkle e Fastweb, nelle persone dei legali rappresentanti pro tempore, nell'inchiesta della Procura di Roma sulla maxi-rete di riciclaggio internazionale emersa dall'operazione "Broker".

Da quanto emerge dall'ordinanza del Gip di Roma, sono coinvolti Stefano Mazzitelli e Carlo Baldizzone, rispettivamente ex amministratore delegato ed ex Cfo di Telecom Italia Sparkle. Sono indagati, tra gli altri, Silvio Scaglia e Stefano Parisi, rispettivamente ex presidente e attuale amministratore delegato di Fastweb.

Fra le ipotesi di reato su cui indaga la magistratura, figurano "associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, per avere in numero superiore a 10 nelle rispettive qualita' organizzato, promosso e comunque fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di delitti" in materia di evasione fiscale contro la pubblica amministrazione e l'amministrazione della giustizia (corruzioni di pubblici ufficiali, favoreggiamento, rivelazione di segreto d'ufficio), contro la fede pubblica (falsi in atti pubblici), contro il patrimonio (riciclaggio, intestazione fittizia di beni e reinvestimento di proventi illeciti, associazione transnazionale per cooperanti in piu' paesi sia nell'Ue che al di fuori dell'Ue.

In questa operazione, "Telecom Italia Sparkle e Fastweb fungevano consapevolmente da cassa, dalla quale estrarre le somme di denaro oggetto di successivo riciclaggio, in cambio dell'aumento dei crediti Iva verso l'erario, dell'aumento del fatturato e dei margini ottenuti grazie alla riappropriazione di parte dell'Iva pagate alle societa' "cartiere" C.M.C srl, Web Wizard srl, I-Globe srl e Planetarium srl, tutte appositamente costituite da altri partecipanti all'associazione. In tal modo, gli indagati ponevano in essere fittizie operazioni commerciali in circolarita'". fra/ren francesca.chiarano
(END) Dow Jones Newswires
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Tlc e 'ndrangheta, riciclaggio da 2 mld
Il gip: «La più colossale frode di sempre»


Chiesto l'arresto per gli ex ad di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, Scaglia e Mazzitelli. Indagati Parisi e Ruggiero. La 'ndrangheta avrebbe messo il nome del senatore pdl Di Gerolamo sulle schede bianche

ROMA - Una gigantesca rete di riciclaggio di denaro sporco con ramificazioni internazionali per un ammontare complessivo di circa due miliardi di euro e 400 milioni di Iva evasa. E' questo il quadro dell'operazione Phunchard-Broker, i cui dettagli sono stati resi noti dal procuratore della direzione distrettuale antimafia di Roma, Giancarlo Capaldo, nel corso di una conferenza stampa insieme al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Quella emersa, stando alle parole usate dal gip nell'ordinanza, è «una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale». La vicenda chiama in causa in particolare Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Ma secondo il gip, le modalità operative di quest'ultima «pongono con solare evidenza il problema delle responsabilità degli amministratori e dirigenti della società capogruppo alla quale appartiene Tis, ossia Telecom Italia Spa».

ARRESTI E INDAGATI - Nella vicenda sono coinvolti alcuni dei protagonisti nel campo delle telecomunicazioni. Per Silvio Scaglia, ex amministratore delegato e fondatore di Fastweb, è stato emesso mandato di arresto, ma al momento ricercato all'estero. Scaglia ha dato mandato ai suoi difensori di concordare il suo interrogatorio nei tempi più brevi per chiarire tutti i profili della vicenda. Arresto anche per Stefano Mazzitelli, ex amministratore delegato della Telecom Italia Sparkle; per Nicola Di Girolamo, senatore del Pdl eletto nella circoscrizione estera Europa; e per un ufficiale della Guardia di finanza, Luca Berriola, attualmente in servizio al Comando di tutela finanza pubblica. Risultano poi indagati Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb a partire dal primo novembre 2004 e Riccardo Ruggiero, all'epoca dei fatti presidente di Telecom Italia Sparkle. Complessivamente il gip di Roma ha disposto 56 arresti.

CHIESTA L'INTERDIZIONE - La procura di Roma ha fatto richiesta formale di commissariamento di Fastweb e Telecom Sparkle. Secondo quanto si è appreso la richiesta è motivata dalla «mancata vigilanza» ed è stata fatta sulla base della legge 231 del 2001 che prevede sanzioni per quelle società che non predispongono misure idonee ad evitare danni all'intero assetto societario. Fastweb fa però sapere che nei confronti delle due aziende sarebbe stata avanzata anche una richiesta di misura interdittiva dell’esercizio dell’attività, precisando che la richiesta sarà valutata dal giudice il prossimo 2 marzo. La stessa Fastweb, in un comunicato, dice di ritenersi estranea e parte lesa in relazione alla vicenda e in ogni caso si dice pronta a garantire la continuità dell'attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle oltre 8.000 persone che lavorano per la società. Le indagini hanno avuto ripercussioni anche sulla quotazione delle due società in Borsa.

LE ORDINANZE - Sono stati i carabinieri dei Ros e la Guardia di Finanza a condurre l'inchiesta che ha portato alle 56 ordinanze di custodia cautelare. Alcuni indagati sono stati arrestati in Usa, Inghilterra e Lussemburgo. Nelle richieste di arresto ci sono anche altri ex dirigenti di Fastweb in carica tra il 2003 e il 2006 e di Sparkle. Viene loro contestato di non avere adottato le necessarie cautele per evitare che le società fittizie lucrassero crediti d'imposta per operazioni inesistenti relativi all'acquisto di servizi telefonici per grossi importi. Le parole del gip, secondo cui si sarebbe appunto di fronte ad una delle più colossali frodi della storia italiana, sono legate a diversi fattori: «l' eccezionale entità del danno arrecato allo Stato, la sistematicità delle condotte la loro protrazione negli anni e la qualità di primari operatori di borsa e mercato di Fastweb (Fweb) e Telecom Italia Sparkle».

METODI MAFIOSI - Ma non c'è solo l'entità della frode: per il magistrato l'organizzazione smantellata dall'inchiesta è anche «tra le più pericolose mai individuate», proprio a causa dell'abituale collaborazione con appartenenti alla 'ndrangheta, cui venivano intestati beni di lusso e attività economiche degli associati. Il gip tira in ballo veri e propri metodi mafiosi per descrivere l'associazione per delinquere: «Unisce - scrive il gip - all'inusitata disponibilità diretta di enormi capitali e di strutture societarie apparentemente lecite l'eccezionale capacità intimidatoria tipica degli appartenenti ad organizzazioni legate da vincoli omertosi, la cui violazione è notoriamente sanzionata da intimidazioni e violenze che, spesso, giungono a cagionare l'uccisione sia di quanti si oppongano ai progetti delittuosi che degli stessi appartenenti al sodalizio criminale ritenuti non più affidabili».

LE ACCUSE - L'accusa è associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di capitali illecitamente acquisiti attraverso un articolato sistema di frodi fiscali. Il riciclaggio veniva realizzato attraverso la falsa fatturazione di servizi telefonici e telematici inesistenti, venduti nell'ambito di due successive operazioni commerciali a Fastweb e a Telecom Italia Sparkle rispettivamente dalle compagini italiane Cmc e Web Wizzard nonché da I-Globe e Planetarium che evadevano il pagamento dell'Iva per un ammontare complessivo di circa 400 milioni di euro, trasferendoli poi all'estero. Per realizzare la colossale operazione di riciclaggio, il sodalizio si è avvalso di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese e off-shore. L'Iva lucrata veniva incassata su conti esteri e poi i soldi venivano reinvestiti in appartamenti, gioielli e automobili.

BENI SEQUESTRATI - Ci sono 247 immobili, per un valore dichiarato di 48 milioni di euro, tra quanto è stato sequestrato nell’ambito dell’operazione. Nel decreto eseguito dagli uomini del Ros e della Gdf, ci sono 133 autovetture, 5 imbarcazioni per un valore di 3milioni e 700mila euro; 743 rapporti finanziari; 58 quote societarie per un valore di un milione e 944mila euro. Ma anche "crediti" nei confronti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, per complessivi 340 milioni di euro", due gioiellerie. Inoltre il valore dei beni localizzati all’estero ammonta a circa 15 milioni di euro.

SWISSCOM: «NOI SAPEVAMO» - «Sapevamo delle accuse di riciclaggio e frode fiscale contro Fastweb quando la comprò nel 2007 e sapeva dei rischi a cui andava incontro» ha detto nel pomeriggio all'agenzia Ansa Josef Huber, capo ufficio stampa di Swisscom, la società che ha acquisito il controllo di Fastweb, aggiungendo che le accuse contro la società italiana erano di «dominio pubblico». Nella definizione del prezzo d'acquisto di Fastweb, spiega ancora il portavoce di Swisscom, che ha rilevato la società italiana nel 2007 versando 47 euro ad azione, «si tenne conto dei rischi legati alle accuse» mosse contro la società italiana. Swisscom, ha aggiunto Huber, valuterà con attenzione cosa fare nei prossimi giorni e «se le verrà richiesto, collaborerà con le autorità italiane» come «ha già indicato Silvio Scaglia».

LA 'NDRANGHETA E LE ELEZIONI - Nel corso dell'inchiesta è emerso, come detto, il ruolo della 'ndrangheta. Tramite emissari calabresi in Germania, soprattutto a Stoccarda, l'organizzazione criminale avrebbe messo le mani sulle schede bianche per l'elezione dei candidati al Senato votati dagli italiani residenti all'estero e le avrebbero riempite con il nome di Nicola Di Girolamo. Per il senatore l'accusa è violazione della legge elettorale «con l'aggravante mafiosa». Sponsor di questa operazione di supporto nell'elezione del parlamentare, sarebbe stato l'imprenditore romano Gennaro Mokbel, collegato in passato ad ambienti della destra eversiva, e che più recentemente aveva fondato il movimento Alleanza federalista del Lazio e poi il Partito federalista. Dalle indagini si è scoperto che si sono tenute alcune riunioni a Isola di Capo Rizzuto con esponenti della 'ndrangheta per la raccolta di voti tra gli emigrati calabresi in Germania. Agli incontri avrebbero partecipato esponenti della cosca Arena. Il 7 giugno 2008 venne emesso nei confronti di Di Girolamo una misura cautelare agli arresti domiciliari, con richiesta di autorizzazione all'arresto che venne negata dal Senato (posizione che ora il Pd chiede venga rivista dall'Aula). Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha commentato: «Se dalle carte della magistratura emergeranno elementi, deve essere chiaro che nessuno è intoccabile. Non ci saranno impedimenti a nessun tipo di indagine». Di Girolamo ha invece bollato le accuse nei suoi confronti come «roba da fantascienza». Dicendo che «non so per quale motivo amaro mi capita questo», ha rimandato a mercoledì un suo intervento per spiegare la propria posizione.

Corriere Sera - Redazione online
23 febbraio 2010
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2010 @ 07:53:12, in Magistratura, linkato 1403 volte)
Giustizia: Spataro, non indebolire
programma di protezione pentiti



Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - "Il programma di protezione dei pentiti non puo' essere indebolito, scelte legislative precipitose in questo campo sarebbero molto gravi". E' quanto affermato da Armando Spataro, procuratore aggiunto di Milano, a margine del la presentazione dello studio dell'Osservatorio socio-economico sulla criminalita' del Cnel sull''Infiltrazione della criminalita' organizzata nell'economia di alcune regioni del Nord Italia'. Spataro ha sottolineato il calo dei collaboratori nel milanese: le richieste di accesso al programma di protezione sono passate da 223 prima del 2001 a solo 12 nel periodo dal 2001 al 2007.

"Non si tratta solo di un fenomeno settentrionale - ha spiegato Spataro - ma della conseguenza di scelte legislative operate con troppa precipitazione e del clima culturale generale che scoraggia chi collabora. E' assurda la possibilita' di utilizzare le dichiarazioni solo entro 6 mesi dall'inizio della collaborazione".

Per quanto riguarda le intercettazioni, invece, "un'eventuale approvazione del ddl in Senato sarebbe un colpo durissimo al contrasto alla mafia e alle altre forme di criminalita' - ha aggiunto Spataro - Ad esempio cambierebbe la possibilita' di fare intercettazioni ambientali: si pensi pero' che le intercettazioni dalle quali si risale alla criminalita' organizzata nascono spesso da quelle su reati comuni". "Spero vi sia un sussulto di razionalita' in chi discute questo ddl - ha concluso il procuratore aggiunto - limitare l'uso di intercettazioni sarebbe di gravita' assoluta".

La Rassegna sul ddl anti pentiti

Maroni boccia la legge antipentiti
Corriere della Sera - ‎03/feb/2010‎
Lo ha detto il ministro dell'interno Roberto Maroni rispondendo a una domanda sul cosiddetto ddl antipentiti, fermo alla commissione giustizia del Senato e ...
MARONI, NON CONDIVIDO il DDL ANTI-PENTITI AGI - Agenzia Giornalistica Italia

Ingroia, con ddl "antipentiti" a rischio l'antimafia

Rainews24 - ‎02/feb/2010‎
... a proposito del disegno di legge "antipentiti" firmato dal senatore Giuseppe Valentino (relatore del processo breve e vice di Ghedini). ...

Intercettazioni, Alfano le "blinda". Pd: sarà battaglia

L'Unità - ‎22/feb/2010‎
E in commissione c'è ancora il ddl anti-pentiti (del senatore Valentino, pur disconosciuto da Alfano), mai accantonato e abbinato alla riforma del processo ...

DDL ANTIPENTITI: BERLUSCONI, PAROLE DEVONO AVERE RISCONTRO REALTA'

Agenzia di Stampa Asca - ‎10/feb/2010‎
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando del disegno di legge presentato dal senatore Valentino, denominato 'anti-pentiti'. ...

Ddl antipentiti,Maroni contrario

ANSA - ‎03/feb/2010‎
(ANSA) - ROMA, 3 FEB - Sul cosiddetto ddl antipentiti Maroni e' assolutamente contrario: 'Ovviamente e' una norma che io non condivido'. ...

DDL ANTIPENTITI: VITALI(PDL), BASTA LINCIAGGIO A SEN. VALENTINO

Agenzia di Stampa Asca - ‎04/feb/2010‎
... commentando le critiche rivolte in queste ore al senatore del Pdl Giuseppe Valentino autore del disegno di legge anti-pentiti da lui presentato. ...

DDL ANTIPENTITI: BERSELLI, DAL 'PARTITO-REPUBBLICA ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎02/feb/2010‎
(ASCA) - Roma, 2 feb - Il disegno di legge 'antipentiti' cui fa oggi il quotidiano La Repubblica e' una mera strumentalizzazione politico giornalistica da ...

DDL ANTIPENTITI: NANIA (PDL), VERITA' SIA SEMPRE RISCONTRABILE

Agenzia di Stampa Asca - ‎03/feb/2010‎
Lo dichiara il vice Presidente del Senato, Domenico Nania (Pdl) a proposito del Ddl... Valentino. ''Penso inoltre - aggiunge Nania - che le dichiarazioni vere

DDL ANTIPENTITI: BRESSA(PD), UNA VERGOGNA CON EFFETTI IRREPARABILI

Agenzia di Stampa Asca - ‎02/feb/2010‎
Cosi' il capogruppo del Pd nella commissione Affari costituzionali della Camera Gianclaudio Bressa commenta il disegno di legge Valentino, il cosiddetto ...

GIUSTIZIA: VELTRONI, UN DDL ANTI PENTITI? SI VA VERSO IMPUNITA ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎02/feb/2010‎
Lo afferma in un comunicato Valter Veltroni, a proposito del cosidetto 'ddl anti pentiti'. ''Leggi come scudo fiscale e la previsione di vendita all'asta ...
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