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 Miuu significa "bellissima piuma"... di Lunadicarta
 
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Un criminale è un orrore per i giusti, un uomo giusto è un orrore per i criminali.

Libro dei Proverbi 29:27
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 10:26:16, in Politica, linkato 1642 volte)
Dl procure e' legge dopo ok Senato

Punta a risolvere problema sedi vacanti e trasferimenti ufficio

(ANSA)- ROMA, 17 FEB -Il Senato approva all'unanimita' il decreto sulla funzionalita' del sistema giudiziario che punta a risolvere il problema delle sedi vacanti. Il dl contiene disposizioni sui trasferimenti d'ufficio dei magistrati nelle sedi considerate disagiate. Il decreto legge, che scade il 28 febbraio, e' gia' stato approvato dalla Camera il 4 febbraio, non ha subito modifiche ed e' convertito definitivamente in legge.

Giustizia/ Dl sedi vacanti è legge,via libera unanime da... -2-
Fino a 31 dicembre 2014 Csm può disporre trasferimenti d'ufficio

Roma, 17 feb. (Apcom) - Quattro i punti fondamentali del provvedimento: la copertura delle sedi vacanti, la digitalizzazione del processo civile e penale, la formazione di dirigenti-manager (cioè di quei magistrati che aspirano ai vertici degli uffici giudiziari), la proroga dei magistrati onorari.

Fino al 31 dicembre 2014 - prevede la nuova legge - il Csm potrà disporre il trasferimento d'ufficio dei magistrati per coprire i vuoti negli organici delle Procure, "senza il loro consenso"; se nonostante il trasferimento d'ufficio, risultasse ancora una scopertura superiore al 30%, "eccezionalmente", una parte dei 300 magistrati che assumeranno le funzioni nel 2011, potrà essere destinata, al termine del tirocinio, ad uffici di Procura, sotto il diretto controllo del capo dell'ufficio.

Misure "straordinarie" le ha definite fin dall'inizio il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, convinto che "assicureranno il funzionamento degli uffici giudiziari di frontiera, più impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata e presidio fondamentale per la sicurezza dei cittadini".

Grazie alle nuove tecnologie informatiche, e alle regole tecniche che saranno adottate dal ministero della Giustizia, è previsto che le comunicazioni e le notificazioni tra uffici giudiziari e avvocati siano effettuate per via telematica, riducendo "notevolmente" i flussi cartacei ed abbattendo "in modo drastico" tempi e costi del processo. Sono state, inoltre, previste le aste telematiche per vendere on line i beni nelle procedure esecutive e fallimentari, garantendo trasparenza, celerità ed efficienza delle procedure esecutive.

Viene garantita, inoltre, una migliore formazione dei dirigenti degli uffici giudiziari, attraverso corsi gestiti dalla Scuola della magistratura specificamente mirati a valutare le loro capacità organizzative. E, infine, si assicura la continuità dell'apporto dei magistrati onorari.

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Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 10:30:11, in Estero, linkato 1639 volte)

In Italia il simbolismo contenuto in Avatar, il capolavoro di James Cameron, è stato ripreso dalle "proteste" della Associazione Nazionale Magistrati che, come il popolo Na'vi abitante di Pandora, subisce  e si batte contro l'ingiuria dei bulldozer della politica.

In terra di Palestina i bulldozer sono sempre al lavoro ed hanno ucciso.

 

palestinaavatarpandora1_600
  

 Vedi la Gallery su Virgilio:

http://notizie.virgilio.it/gallery/avatar-pandora-palestina-proteste.html,zoom=390633.html

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Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 10:56:20, in Magistratura, linkato 1333 volte)
Associazione Nazionale Magistrati



Magistratura e questione morale



Le recenti indagini presso la Procura della Repubblica di Firenze rappresentano l’occasione per  ribadire che la deontologia professionale, la correttezza e il riserbo nei comportamenti rappresentano baluardi della credibilità della magistratura, in relazione ai quali si impone un costante impegno complessivo e coerente di autoriforma.

E’, pertanto, indispensabile che tali questioni, in quanto esprimono valori fondamentali della giurisdizione, trovino concreta e tempestiva risposta nell’organo di governo autonomo, anche attraverso la scelta di una dirigenza professionalmente adeguata.   

La Giunta riafferma il proprio impegno a tenere alta l’attenzione sui temi indicati, che appaiono indefettibili per il futuro della magistratura.

Roma, 17 febbraio 2010
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Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 12:42:27, in Sindacato, linkato 1299 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 17 febbraio 2010
Prot. n. 36

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

Tagli all’editoria: rilevante appello di quasi 300 deputati.
Il Governo ascolti la voce del Parlamento.


“L’appello al Governo di quasi trecento deputati di tutte le aree politiche, perché siano prorogati fino al 2011 i contributi all’editoria no profit, di partito, di giornali gestiti da cooperative, di idee e di espressione di minoranze linguistiche,  è rilevante  perché coerente con gli indirizzi di una riforma organica condivisa, da far partire dopo una idonea fase di transizione.
L’appello non può essere lasciato senza risposta dal Governo. Sono in gioco il pluralismo delle voci, un bene che lo Stato deve preservare e proteggere,  e migliaia di posti di lavoro.
E’ opportuno che sia fatto ogni sforzo per recuperare i fondi già nel passaggio del decreto “Milleproroghe” alla Camera dopo essere stato approvato dal Senato. E’ altresì indispensabile stringere i tempi per una riforma del sistema delle provvidenze, al fine di sostenere con rigore le voci del pluralismo, facendo chiarezza sui requisiti e prestando attenzione alla reale organizzazione editoriale e alla consistenza dell’ occupazione qualificata e certificata.
La Fnsi resta impegnata con i  comitati di redazione e le organizzazioni di settore a compiere ogni sforzo perché questi temi siano recuperati coerentemente dal Governo e dal legislatore.
Il Sindacato dei giornalisti illustrerà le preoccupazione della categoria al Sottosegretario Paolo Bonaiuti, che ha comunicato di aver messo in agenda questo appuntamento a brevissima scadenza”.

*** IL DOCUMENTO FNSI

Federazione Nazionale della Stampa Italiana
   
Roma, 5 febbraio 2010
Prot. n. 026

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

“Il Consiglio Nazionale della Fnsi esprime forte preoccupazione e allarme per il taglio dei fondi all’editoria che si profila per l’anno in corso: tra il 18 e il 20%, tra 30 e 35 milioni di euro rispetto al 2009.

La notizia, emersa oggi dall’Audizione del Sottosegretario all’Editoria, Bonaiuti, in ordine alla proposta di nuovo regolamento per l’erogazione dei contributi di settore, introduce pesanti nubi su un provvedimento  che pure contiene elementi di interesse, ancorché non tutti omogenei fra loro.
Notizie come queste contraddicono e rischiano di vanificare, infatti, alcune norme di intelligente indirizzo come l’introduzione di un indicatore del lavoro qualificato, giornalistico, per l’ ammissione dei giornali al sostegno pubblico.
Come si possono ottenere effetti positivi per l’occupazione regolarmente disciplinata se poi il primo e per ora unico risultato certo (a prescindere dal Regolamento) è il taglio dei contributi?
Non è in discussione l’impegno del  Sottosegretario Bonaiuti a compiere ogni sforzo per recuperare risorse anche da altre fonti della Presidenza del Consiglio. E’ uno sforzo apprezzato come lo è quello annunciato per disboscare aree di anomalia, fissando vincoli più rigorosi e importanti, certificazioni precise sulla reale occupazione giornalistica e sui parametri minimi di organizzazione redazionale, con evidenti riscontri sulla regolarità previdenziale e contrattuale.
Il Consiglio Nazionale della Federazione della Stampa rileva che il Sindacato dei giornalisti non ha mai fatto mancare una sua decisa azione per la trasparenza, ma ribadisce che non si possono introdurre nuove regole sapendo che mancano i finanziamenti su cui il settore, sulla base delle norme in vigore, ha programmato la propria attività.
La Fnsi ha già presentato proposte di chiarificazione e modifica al regolamento, sia alla Presidenza del Consiglio che alla Commissione Affari costituzionali del Senato ed è impegnata a documentarle ulteriormente.
Il Consiglio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana esorta il Sottosegretario Bonaiuti e il Governo a ripristinare la certezza dei Fondi, ed inoltre a non far gravare sull’editoria il costo di oneri postali, causati da tariffe di spedizione dei giornali superiori ad altri Paesi in assenza di concorrenza di mercato.
Il Consiglio Nazionale chiede che, in ogni caso, le modifiche regolamentari sui contributi all’editoria, con un decreto legislativo che cambia numerosi articoli di legge  che regolano la disciplina del settore, non debbano entrare in vigore se non dopo un biennio, allo scopo di consentire una transizione non traumatica verso un eventuale nuovo quadro, che si auspica condiviso.
Il Consiglio Nazionale invita la Segreteria e la Giunta a continuare a ricercare e sostenere il confronto con Governo e Parlamento per adeguare il Regolamento a principi di equità, di giustizia, di certezza del diritto.
Il Consiglio nazionale ribadisce, inoltre, che l’editoria ha bisogno di un intervento riformatore complessivo, regolatore di sistema, che affronti i nodi dei conflitti di interesse, assuma con nettezza il pluralismo quale principio e condizione da garantire in quanto interesse pubblico primario e prevalente su ogni altro, realizzi un piano regolatore del mercato pubblicitario idoneo a superare gli attuali abnormi squilibri.
E’ indispensabile e urgente un tavolo istituzionale con tutte le parti sociali per un cambio di passo in questa direzione.   
Il Consiglio nazionale invita infine, a questo scopo, la Segreteria e la Giunta esecutiva a sostenere la convocazione degli stati generali del settore e a verificare l’opportunità di promuoverli anche direttamente, d’intesa con le altre parti sociali”.
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Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 12:47:49, in Sindacato, linkato 1299 volte)
Gravi incomprensioni sul caso Federico Aldrovandi

Federazione Nazionale della Stampa Italiana


Roma, 17 febbraio 2010
Prot. n. 034

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Associazione Stampa dell’Emilia Romagna e l’Associazione Stampa Ferrara comunicano:

“Un duro e offensivo attacco all’informazione è stato sferrato ieri, pubblicamente in un’aula del tribunale di Ferrara, dal procuratore della Repubblica Rosario Minna che ha definito “fogna mediatica” il contributo grazie al quale giornali e tv locali e nazionali hanno tenuto viva l’attenzione attorno al caso giudiziario della tragica morte dello studente Federico Aldrovandi.
Inchiesta che dopo mesi di silenzio riprese vigore soltanto in concomitanza con la diffusione di un blog della madre del ragazzo e, grazie al lavoro dei giornalisti che si sono occupati del caso e che a Ferrara vide anche un’iniziativa del Sindacato dei giornalisti, assunse una dimensione mediatica nazionale.
L’intervento del procuratore della Repubblica di Ferrara contro l’informazione e la libertà di stampa, con toni in nessun modo giustificabili, appare sconcertante e ancora più grave perché rivolto in un’aula di giustizia dove si sta celebrando il processo sulle omissioni di cui devono rispondere quattro agenti della Questura.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Associazione Stampa dell’Emilia-Romagna e l’Associazione Stampa Ferrara non possono accogliere in silenzio le parole del procuratore della Repubblica Minna e esprimono piena e totale solidarietà ai colleghi indistintamente colpiti dalle espressioni dello stesso procuratore. A fronte delle accuse di “eccesso di attenzione mediatica” formulate da Minna, Il Sindacato dei Giornalisti ricorda che il lavoro attento e scrupoloso dei mezzi d’informazione è stato riconosciuto nelle motivazioni della sentenza del primo processo Aldrovandi (in cui altri quattro agenti sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi per eccesso colposo in omicidio colposo) dal giudice Francesco Caruso, il quale  aveva sottolineato l’operato dei giornalisti con espressioni positive”.

Nota: la stampa in molti casi è responsabile di forti pressioni sulla magistratura, il più delle volte determinate dal semplice atto di riportare le dichiarazioni dei politici. La magistratura, di contro, è profondamente stanca di questo stato di cose. Spero sinceramente che le incomprensioni tra il pm Minna e la stampa locale possano volgere al meglio al più presto, perché il caso Aldrovandi è un vero emblema di come la Stampa abbia collaborato a far luce su una questione di Giustizia. Nonostante io sia stata di fatto la prima  opinionista ad interfacciarsi con il Parlamento in merito alla morte del giovanissimo Federico, devo dire che non mi sembra giusto innestare il meccanismo delle dichiarazioni e contro dichiarazioni perché lo si fa ai danni della Famiglia.  La ragione così è da entrambe le parti. L.M.

***

Apprezzamento per l'analisi del Presidente Tullio Lazzaro

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 17 febbraio 2010
Prot. n. 035

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Associazione Stampa Siciliana comunicano:

“La Fnsi e l’Associazione Siciliana della Stampa esprimono profondo e convinto apprezzamento per la lucida e puntuale analisi del Presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro il quale, con grande senso di responsabilità ha denunciato le storture e i danni causati dalle istruttorie avviate in sede locale dai magistrati contabili “con esorbitanza rispetto ai limiti imposti dalla legge”.
Sotto questo punto di vista la Sicilia – osserva il Sindacato - rappresenta il caso esemplare denunciato dal presidente Lazzaro. Le recenti istruttorie avviate da un singolo procuratore sugli uffici stampa delle PA dell’Isola ha determinato (e citiamo ancora il presidente Lazzaro) “uno stato di incertezze del diritto” e rischiano di “ingenerare in amministratori e funzionari timori ingiustificati di subire condanne”. Inoltre appaiono “dettate da concezioni del tutto personali o da scelte di valori non fatte proprio in modo chiaro dalla legge”.
Sono sotto gli occhi di tutti i danni personali causati ai giornalisti e i danni derivati finora alle PA, costrette a negare diritti acquisiti dai lavoratori e a ritirare atti deliberativi adottati dagli organismi democratici, solo in forza di ingiunzioni unilaterali imposte alla burocrazia da chi conduce l’istruttoria.
Il Sindacato guarda con attenzione al richiamo del presidente Lazzaro nella certezza che istruttorie aperte sulla base di convincimenti personali, anziché “sulla base di una specifica e concreta notizia di danno, saranno presto annullate dai magistrati giudicanti”.
Resta il profondo rammarico per l’assoluta mancanza di considerazione con la quale in Sicilia è stato trattato – cercando di renderlo inservibile – un lungo e delicato lavoro di contrattazione sindacale in forza solo di una interpretazione personale tutta da dimostrare e nella evidente negazione delle leggi regionali in vigore”.
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Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 15:51:44, in Magistratura, linkato 1384 volte)
IL PM DI BARI HA INDAGATO SU FITTO E ORA SI PRESENTA ALLE REGIONALI CON L'ITALIA DEI VALORI

Nicastro, dal Csm sì sofferto all'aspettativa

La decisione è passata con 13 favorevoli, 4 no e 4 astenuti Ma tutti hanno parlato di «candidatura inopportuna»

BARI - Sì sofferto dal Plenum del Csm alla concessione dell’aspettativa al pm di Bari Lorenzo Nicastro, che ha condotto le indagini sul ministro Fitto e che si candida alle regionali in Puglia con l’Italia dei Valori. La decisione è passata con 13 voti a favore, 4 contrari e 4 astensioni. La maggioranza ha ritenuto che non vi fossero margini per negare l’aspettativa, essendo il diritto di elettorato «costituzionalmente garantito».

INOPPORTUNITA' - Ma in tutti gli interventi è stata sottolineata «l’inopportunità» che Nicastro si candidi proprio nello stesso territorio in cui ha condotto le «delicate indagini su Fitto». Come pure tutti hanno evidenziato l’inadeguatezza del’attuale legge che disciplina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità. Tra i più severi censori della legge il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che ne ha sottolineato «incongruenze e imperfezioni» e ha ricordato che da parlamentare votò contro quel provvedimento. «Č mai possibile che un magistrato dopo aver fatto indagini si presenti alle regionali nello stesso territorio, mettendo in discussione la credibilità della magistratura oltre che la propria immagine?» si è chiesto Mancino, puntando l’indice sulla «distrazione» del legislatore su casi come questo e sostenendo l’assenza di margini perchè il Csm potesse comprimere «un diritto costituzionalmente protetto», assumendosi peraltro «un ruolo di supplenza» esposto alle critiche di chi già oggi accusa il Consiglio di comportarsi come una «Terza Camera».

IL VOTO - Il vice presidente si è dunque schierato con la maggioranza, anche se era assente al momento del voto. Voto che ha diviso i gruppi rappresentati a Palazzo dei marescialli. Contro hanno votato i laici Ugo Bergamo (Udc) e Letizia Vacca e Celestina Tinelli (del centro-sinistra); con loro il togato di Unicost Giuseppe Maria Berruti. Si sono astenuti invece i togati Cosimo Ferri (magistratura Indipendente), Elisabetta Cesqui (magistratura democratica), il laico del Pdl Gianfranco Anedda e il pg della Cassazione Vitaliano Esposito. Favorevoli tutti gli altri, ad eccezione di Giulio Romano, che ha abbandonato l’aula per invitare «tutti i magistrati a dare prova di responsabilita».

LA MINORANZA CONTRARIA - A contestare la tesi della maggioranza sono stati soprattutto Vacca e Berruti, secondo cui con lo strumento dell’interpretazione delle norme il Csm avrebbe potuto dire di no a Nicastro. «Č vero che c’è una norma costituzionale sul diritto di elettorato attivo e passivo; ma c’è anche una norma materiale della Carta che garantisce ai cittadini una giustizia imparziale» ha fatto notare Vacca, invitando il Csm a «non sottrarsi alle sue responsabilità» e dunque a valutare la legittimità del comportamento di un «pm con forte esposizione mediatica, che cambia cappello, e passa dalla toga all’impegno politico».Un intervento possibile, quello del Csm, secondo Berruti, anche alla luce di una sentenza della Corte costituzionale che nel 2009 ha stabilito che «al magistrato è precluso l’organico schieramento con una delle parti politiche in gioco».

Corriere del Mezzogiorno
Redazione online 18 febbraio 2010


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Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 15:59:02, in Magistratura, linkato 1277 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

Magistrati e partecipazione alla politica


La Giunta, riconoscendosi nelle dichiarazioni del presidente Luca Palamara, ribadisce che il tema della credibilità della magistratura non può essere disgiunto da quello dell’inopportunità della partecipazione alla vita politica dei magistrati nei luoghi dove abbiano esercitato la giurisdizione, per evitare il rischio di indebite strumentalizzazioni dell’attività svolta. 

Il diritto all’elettorato passivo non può essere negato ai magistrati. Tuttavia, la Giunta auspica una seria riflessione, anche attraverso la programmata revisione del codice deontologico, sulle modalità di accesso del magistrato alla vita politica e amministrativa e sul rientro in servizio di coloro che abbiano svolto un mandato elettorale. 

Roma, 17 febbraio 2010
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Cronaca | 18/02/2010 | ore 15.14 »

Omicidio Hina: Cassazione,
ragazza fu vittima di possesso-dominio del padre

Roma, 18 feb. - (Adnkronos) - Hina Saleem, la ragazza pakistana uccisa nel bresciano dal padre, e' stata principalmente vittima di un ''possesso-dominio'' da parte del padre che non accettava il suo stile di vita all'occidentale. La prima sezione penale della Cassazione spiega cosi' i motivi per i quali, lo scorso 12 novembre, ha resa definitiva la condanna a 30 anni di reclusione nei confronti del padre, Mohammed Saleem.

Secondo la Suprema Corte la barbara uccisione della ragazza non e' da ricercarsi nei motivi di religione quanto nel ''rapporto fra Hina e la sua famiglia e soprattutto nella inaccettabile concezione, travalicante i pur presenti profili religiosi e di costume rinvenibile anche in contesti diversi, che l'imputato Saleem aveva del rapporto padre-figlia come possesso-dominio'', nonche' ''nell'atteggiamento spesso intimidatorio e violento di costui nei confronti della figlia che non sottostava ai suoi voleri e rivendicava margini di autonomia''. (segue)

Cronaca | 18/02/2010 | ore 15.15 »

Omicidio Hina: Cassazione, ragazza fu vittima di possesso-dominio del padre (2)

(Adnkronos) - Pienamente condiviso dalla Suprema Corte il ''motivo abietto'' dell'uccisione come pure il fatto che a scatenare la follia omicida sia stato un ''patologico e distorto rapporto di possesso parentale essendosi -rimarca la Cassazione- la riprovazione furiosa del comportamento negativo della figlia fondata non gia' su ragioni o consuetudini religiosi o culturali bensi' sulla rabbia per la sottrazione al reiterato divieto paterno''.

Piazza Cavour, inoltre, ha riconosciuto anche il risarcimento dei danni all'ex fidanzato di Hina, il bresciano Giuseppe Tampini con cui la ragazza aveva imbastito una convivenza per circa un anno. In proposito, la Suprema Corte parla di un ''sostegno economico-morale assicurato dal Tempini ad Hina'' e riconosce la ''intrapresa comunanza di vita''.
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Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 16:30:06, in Economia, linkato 1799 volte)
Corte Conti/ Anm: Corruzione è piaga,
Politica faccia sua parte



Palamara: Servono intercettazioni, ma anche più mezzi e risorse

Roma, 17 feb. (Apcom) - La corruzione è una "grave piaga" in Italia, una "grave forma di criminalità organizzata" che "ciclicamente i magistrati sono chiamati a contrastare". Reati che spesso è "difficile" accertare. Occorre quindi che "anche la politica faccia seriamente la sua parte". Il leader dell'Anm, Luca Palamara, condivide il quadro preoccupante tracciato dal pg della Corte dei Conti nella relazione di inaugurazione dell'anno giudiziario e richiama la politica alle sue responsabilità. "Purtroppo - osserva il leader del sindacato delle toghe a margine di un'audizione in commissione Giustizia alla Camera sul processo breve - sulla corruzione la relazione del pg della Corte dei Conti non fa che evidenziare una grave piaga del nostro Paese. Di fronte ad emergenze come la criminalità organizzata e la criminalità comune la macchina giudiziaria deve essere messa in grado di operare, con strumenti quali le intercettazioni ma anche con più mezzi e risorse". "La corruzione - insiste Palamara - è una grave forma di criminalità presente in Italia e i magistrati sono chiamati ciclicamente a doverla contrastare. Spesso si tratta di realti difficili da accertare, problematici. Occorre che anche la politica svolga seriamente la sua parte".

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CORTE CONTI: MALA SANITA',PRESCRIZIONI FALSE E INTERVENTI INUTILI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎17/feb/2010‎
La Corte dei conti segnala "particolari fenomeni" di malasanita'. Nella sua relazione all'inaugurazione dell'Anno giudiziario, il procuratore generale della ...
 
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Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 17:00:21, in Magistratura, linkato 1805 volte)
GIUSTIZIA: BERLUSCONI, RIFORMARLA;
E ATTACCA CSM E BOCCASSINI



(AGI) - Roma, 19 set. - "E' arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti". Silvio Berlusconi torna alla carica.

  "Voglio subito la riforma della giustizia, e' arrivato il momento di procedere spediti, finalmente possiamo farlo", ha argomentato ieri sera durante una cena con alcuni senatori del Pdl. Il premier, racconta chi ha partecipato all'incontro, ha attaccato duramente - citandolo - il Csm "che premia i magistrati che mi attaccano".

E' una cosa gravissima, ha spiegato il premier facendo alcuni esempi e citando pubblicamente il nome di Ilda Boccassini. "E' stata premiata - ha argomentato secondo quanto viene riferito - solo perche' mi attacca da anni". Per il Cavaliere c'erano giudici che avevano piu' titoli di lei, "ma la Boccassini - ha osservato - e' stata premiata perche' mi attacca" da sempre. (AGI) .


(*) Nota: l'autrice di questo collage fotografico sono io, le foto sono state reperite in rete e non ne conosco gli autori, che cmq ringrazio. Ho realizzato il collage circa 1 anno fa, scegliendo alcuni "momenti" importanti della carriera professionale della illustre magistrato. Non l'ho mai pubblicato ritenendo sconveniente farlo senza la sua autorizzazione. Lo pubblico oggi a titolo di personale "solidarietà" nei confronti della signora Boccassini a seguito delle dichiarazioni del premier.
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