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 rose rosse ... ... di Lunadicarta
 
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Chi non ha libertà non conosce giustizia.

Aung San Suu Kyi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Sul piede di guerra anche in Abruzzo

il personale degli uffici giudiziari

PESCARA Sul piede di guerra anche in Abruzzo.

Il personale degli uffici giudiziari, dopo le assemblee tenutesi a L'Aquila, Pescara, Chieti, Sulmona, Avezzano, ha deciso a larga maggioranza la propria adesione allo sciopero indetto per il 5 febbraio, per l'intera giornata, proclamato dalle sigle sindacali Fp-Cgil, Uil-Pa, Flp, Rdb, a sostegno della «vertenza sulla mancata riqualificazione e contro il nuovo ordinamento professionale siglato dall'amministrazione con una minoranza delle organizzazioni sindacali». In una nota i sindacati spiegano che «la politica di tagli alle risorse umane ed economiche del Ministero della Giustizia, la mancata valorizzazione delle figure che da anni lavorano negli uffici giudiziari, la situazione di sfascio presente in molti degli uffici, spesso privi di mezzi indispensabili per un buon andamento del lavoro, sono tutti elementi che marciano nella direzione opposta a ciò che viene propagandato con la politica del "processo breve"». Con l'accordo sul contratto collettivo nazionale integrativo siglato dall'amministrazione e da due sigle sindacali non rappresentanti la maggioranza dei lavoratori, «si è inteso sancire definitivamente il progressivo smantellamento del sistema giudiziario, riportando un'organizzazione del lavoro obsoleta e in evidente contrasto con l'efficientismo e l'interfungibilità tanto cari (a parole) a questo Governo; ma, forse, la giustizia è meglio che non sia efficiente! Nessuna riforma della giustizia è possibile senza la valorizzazione del personale, nuove assunzioni, investimenti adeguati ed un serio progetto di riforma che assicuri la modernizzazione, l'efficacia e la funzionalità del sistema».

Il Tempo

Leggi la Rassegna Stampa

ROMA - Sono partiti da piazza Venezia e sono diretti al ministero ...

Corriere della Sera - ‎25 minuti fa‎
ROMA - Sono partiti da piazza Venezia e sono diretti al ministero di Giustizia i lavoratori del personale giudiziario che chiedono più «risorse», «nuove assunzioni» e la «riqualificazione del loro impiego». Una manifestazione indetta nel giorno dello ...

Sciopero giustizia: Fp Cgil, giusto per lavoratori

RassegnaOnline - ‎1 ora fa‎
“Lo sciopero dei lavoratori giudiziari, la loro pretesa di condizioni di lavoro migliori e più investimenti per un settore al collasso, per altro oggetto di una campagna mediatico-governativa che punta ad alterare la percezione che del sistema ...

GIUSTIZIA: A PESCARA HA SCIOPERATO 98% DIPENDENTI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎3 ore fa‎
(AGI) - Pescara, 5 feb. - Anche il personale degli uffici giudiziari di Pescara, Penne e San Valentino, ha aderito allo sciopero nazionale a sostegno 'della vertenza sulla mancata riqualificazione e contro il nuovo ordinamento professionale siglato ...

GIUSTIZIA: IN PIAZZA IL PERSONALE AMMINISTRATIVO

La Repubblica - ‎2 ore fa‎
Il personale amministrativo della giustizia e' sceso in piazza questa mattina a Roma per chiedere migliori condizioni di lavoro e una riqualificazione del loro impiego. Almeno 2.000 impiegati si sono ritrovati in piazza San Marco dove poco fa ha preso ...

Sciopero giustizia, alta l'adesione in Liguria: Vesco assicura che ...

Il Vostro Giornale - ‎21 minuti fa‎
Liguria. La manifestazione del personale dell'amministrazione giudiziaria ha avuto adesioni altissime in tutta la Liguria. Lo confermano le segreterie regionali di Fp Cgil, Uil Pa, Flp e Rdb che comunicano che lo sciopero ha avuto un altissimo ...

Tribunale di Pescara, si accende la protesta

Nuova Società - ‎2 ore fa‎
Protesta dei lavoratori degli uffici giudiziari di Pescara davanti al tribunale: oggetto della contestazione, il nuovo ordinamento professionale siglato dal Ministero della Giustizia con due sigle sindacali e le condizioni in cui si lavora. ...

Genova, venerdì sciopero a Palazzo di Giustizia

Adnkronos/IGN - ‎03/feb/2010‎
Genova, 3 feb. - (Adnkronos) - Manifestazione della Fpcgil, Uil Pa e Flp Rdb a sostegno della vertenza sulla riqualificazione e il nuovo ordinamento professionale Genova, 3 feb. - (Adnkronos) - Sciopero del personale degli uffici giudiziari di Genova ...

Giustizia/ Rdb,il 5 febbraio sciopero lavoratori giudiziari

Virgilio - ‎02/feb/2010‎
Il prossimo 5 febbraio la RdB Pubblico Impiego ha indetto, insieme a FPCGIL, UILPA e FLP, lo sciopero nazionale dei lavoratori giudiziari. Si prevedono manifestazioni in tutte le corti d'appello d'Italia. A Roma, un corteo da Piazza San Marco (Piazza ...

Savona, sciopero lavoratori giudiziari: “Risorse scarse per dare ...

Il Vostro Giornale - ‎3 ore fa‎
Savona. Nemmeno la pioggia, il vento e il freddo hanno fermato la protesta dei lavoratori giudiziari del Palazzo di Giustizia di Savona che, stamattina, hanno quindi aderito allo sciopero del comparto indetto a livello nazionale. ...

Regione autonoma Valle d'Aosta - ANSA Valle d'Aosta

ANSA Valle d'Aosta - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - ROMA, 5 FEB - E' stata "altissima" l'adesione dei lavoratori giudiziari allo sciopero indetto da FPCGIL, UIL-PA, RdB e FLP per reclamare risorse ed investimenti adeguati a una giustizia rapida ed efficiente e condizioni di lavoro migliori; ...

Venerdì sit-in del personale degli Uffici Giudiziari

Newz.it - ‎02/feb/2010‎
La FPCGIL, la UILPA, la FLP ed la RdB nazionali hanno proclamato per l'intera giornata del 5 febbraio 2010 uno sciopero di tutto il personale degli Uffici Giudiziari che a Reggio Calabria si riunirà la mattina per un sit-in dimostrativo nel cortile del ...

Ancona: sciopero della giustizia, picchetto davanti al tribunale

Vivere Civitanova - ‎04/feb/2010‎
La RdB Pubblico Impiego ha indetto, insieme a FP CGIL, UIL PA e FLP, lo sciopero nazionale dei lavoratori giudiziari per venerdì 5 febbraio. Sono previste manifestazioni in tutte le Corti d'Appello d'Italia. Nelle Marche si svolgerà ad Ancona ...

Lavoratori giudiziari in sciopero, domani sit in davanti al Tribunale

PiacenzaSera.it - ‎21 ore fa‎
Domani, venerdì 5 febbraio 2010, anche a Piacenza è in programma lo sciopero dei lavoratori giudiziari proclamato da FP CGIL, UILPA-UIDAG, FLP e RdB. Lo stesso giorno si terrà un volantinaggio dalle 8,00 alle 9,00 in vicolo del Consiglio (tra Tribunale ...

Sciopero dei lavoratori dell'amministrazione giudiziaria

Toscana TV - ‎02/feb/2010‎
02/02/2010 - Si torna a parlare di carenze di organico nel palazzo di giustizia di Prato, in occasione dello sciopero indetto dalla Cgil Funzione Pubblica, insieme a Uil, Flp, Rdb. La mobilitazione si terra' il 5 febbraio per protestare contro ...

Domani sciopero dipendenti uffici giudiziari siciliani

Live Sicilia - ‎04/feb/2010‎
La Sicilia aderisce domani, 5 febbraio, allo sciopero nazionale dei dipendenti degli uffici giudiziari. Lo sciopero, che durerà tutta la giornata, è indetto da Fp Cgil insieme a Uil Pa, Flp ed Rdb. Sit-in di protesta si terranno davanti ai tribunali di ...

Savona, domani sciopero e presidio dei lavoratori giudiziari del ...

Il Vostro Giornale - ‎04/feb/2010‎
Savona. Domani mattina, dalle 8 alle 11, sotto il Palazzo di Giustizia di Savona, in concomitanza con uno sciopero organizzato a livello nazionale, si terrà un presidio dei lavoratori giudiziari. La manifestazione è stata indetta contro i tagli al ...

Oggi 5 febbraio scioperano i cancellieri e il personale giudiziario

Blitz quotidiano - ‎3 ore fa‎
Oggi 5 febbraio incroceranno le braccia per l'intera giornata i lavoratori giudiziari. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dalle RdB insieme a Cgil, Uil e Flp. L'agitazione è stata indetta per rivendicare condizioni di lavoro accettabili, ...

Domani sciopero e presidio del personale degli uffici giudiziari

Città di Genova - ‎04/feb/2010‎
Venerdì 5 febbraio 2010 per l'intera giornata si terrà lo sciopero di tutto il personale degli uffici giudiziari. Lo sciopero è stato indetto a sostegno della vertenza sulla mancata riqualificazione e contro il nuovo Ordinamento professionale siglato ...

Oggi protesta del personale giudiziario

Romauno - ‎5 ore fa‎
Oggii incrociano le braccia per l'intera giornata i lavoratori giudiziari per lo sciopero nazionale proclamato dalle RdB insieme a CGIL, UIL e FLP. L'agitazione è stata indetta per rivendicare condizioni di lavoro accettabili, nuove assunzioni, ...

SCIOPERO: PROTESTA IN TUTTA ITALIA DEI LAVORATORI GIUDIZIARI

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎04/feb/2010‎
(IRIS) - ROMA, 4 FEB - Domani, venerdì 5 febbraio, incroceranno le braccia per l'intera giornata i lavoratori giudiziari. Si tratta di uno sciopero nazionale proclamato da RdB PI insieme a FPCGIL, UILPA e FLP. L'agitazione è stata indetta per ...
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Giustizia, a Milano uffici chiusi
e processi saltati per lo sciopero

Numerosi uffici e cancellerie del tribunale di Milano sono rimasti chiusi per lo sciopero del personale amministrativo giudiziario, indetto in ambito nazionale da RdB pubblica amministrazione, Fpcgil, Uilpa e Flp. Per l'astensione dei lavoratori, che chiedono migliori condizioni di lavoro, nuove assunzioni e protestano contro l'ipotesi di accordo sul contratto integrativo, sono saltate molte udienze e numerosi processi sono stati rinviati. Il personale amministrativo ha organizzato anche un presidio davanti al tribunale, mentre sulla porta di molte cancellerie e uffici sono stati appesi cartelli con su scritto "chiuso per sciopero" (immagini Fotogramma)

Vedi la gallery da Milano La Repubblica
http://milano.repubblica.it/multimedia/home/22895643/1
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Di Loredana Morandi (del 05/02/2010 @ 10:15:41, in Sindacati Giustizia, linkato 1141 volte)



L'autrice del blog Giustizia Quotidiana


esprime la sua più forte solidarietà ai lavoratori, che oggi saranno in molte piazze d'Italia e parteciperanno allo sciopero indetto dalle OO.SS.


No ad una riforma senza investimenti, che mortifichi le molteplici professioni in seno al comparto Giustizia e disattenda le giuste istanze dei lavoratori.

Loredana Morandi



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Di Loredana Morandi (del 04/02/2010 @ 20:23:19, in Magistratura, linkato 1242 volte)
Esprimo la mia più sincera solidarietà al Presidente Luca Palamara,

con il ribadire  con forza i numerosi miei allarmi sui nuovi usi e costumi della criminalità del web nostrano, ed in merito al perdurante e fosco clima dato da veri reati di istigazione a delinquere esercitati sulle masse con i metodi demagogici del neuromarketing.


Loredana Morandi


Giustizia/ Minacce a presidente Anm, atti inviati a Perugia

Indagine trasmessa dagli inquirenti romani


APCOM - Il pubblico ministero romano e presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara ha ricevuto, tramite internet e in lettere anonime, alcune minacce. Ciò ha determinato l'apertura di un'indagine che sarà ora trasmessa dagli uffici di piazzale Clodio alla procura di Perugia, competente ad indagare su vicende che coinvolgono i magistrati della capitale. Le minacce in questione sono apparse su due siti internet e nella lettera ricevuta dal magistrato. Gli esponenti dell'Anm vengono definiti "terroristi", "mafiosi all'ennesima potenza" e "no global".


GIUSTIZIA: PROCURA ROMA APRE INCHIESTA
SU MINACCE A PALAMARA

(ASCA) - Roma, 4 feb - Una indagine sulle minacce via internet e per lettera dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara e' stato aperto dalla procura di Roma. Nei prossimi giorni, l'incartamento sara' inviato per competenza a Perugia, visto che Palamara e' pm a Roma. Nelle lettere minatorie, Palamara e i dirigenti dell'Anm vengono definiti ''terroristi'', ''mafiosi all'ennesima potenza'' e ''no global''.

sar/mar/alf

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Di Loredana Morandi (del 04/02/2010 @ 16:16:53, in Redazionale, linkato 1412 volte)
Iconografia Cristiana

Il testo in immagine di seguito è la pubblicazione agli "Atti" del riassunto  "sbobinato" del mio intervento dato in Roma, nell'agosto 1999, in contemporanea all'anteprima del restauro della Facciata del Maderno in San Pietro, a cura dell'Architetto Sandro Benedetti, e alla di lui presenza e dei colleghi del corso - ritiro spirituale per gli Artisti "Appartenenza e Creatività".


Con questi meravigliosi Artisti del "Sacro" ho avuto il piacere di partecipare al "Giubileo degli Artisti" celebrato da Sua Santità Giovanni Paolo II in Vaticano, Roma - Anno domini 2000.




Uno stralcio "dotto" dal mio lavoro per la "Porta Santa"  inoltre è pubblicato in Universitas Civium 1999/2000, edito in Casamari.






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Di Loredana Morandi (del 04/02/2010 @ 15:50:10, in Redazionale, linkato 1657 volte)

Per i nostalgici: il documento di costituzione della Associazione Argon in Bologna e Roma, anno 2004.

Una chicca: lo statuto costitutivo è stato scritto dal magistrato ed ex senatore Domenico Gallo, ed adattato alle esigenze degli Artisti dai giuristi del Codacons.

Il logo è opera di un artista romano e potete vederlo navigare in ogni pagina, articolo o post di questo sito.

In ragione della privacy degli Artisti sono stati censurati i nomi e gli indirizzi nell'immagine.

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Di Loredana Morandi (del 04/02/2010 @ 10:01:22, in Magistratura, linkato 1265 volte)
Anm: Solidali con lavoratori in sciopero

"Nessuna riforma possibile senza investimenti e assunzioni"

 

L'Associazione nazionale magistrati esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori giudiziari e appoggia le manifestazioni di sciopero indette per venerdì prossimo, 5 febbraio, a sostegno della vertenza sulla mancata riqualificazione del personale della giustizia. I vertici del sindacato delle toghe, in una nota, ribadiscono che "nessuna riforma della giustizia appare possibile senza la valorizzazione della professionalità del personale amministrativo, senza investimenti adeguati e senza nuove assunzioni".
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Di Loredana Morandi (del 03/02/2010 @ 15:23:58, in Magistratura, linkato 1343 volte)
l'inchiesta

Il pm chiede il rinvio a giudizio per l'ex procuratore capo Maffei

Dovrà comparire davanti al gip romano Maurizio Silvestri il 19 febbraio per le accuse a due suoi pm


ROMA - Il 19 febbraio l'ex procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere dovrà comparire davanti al Gip di Roma Maurizio Silvestri, per rispondere delle accuse rivolte al suo ex vice, Paolo Albano, e la Pm Filomena Capasso, per una inchiesta che riguardava un medico ospedaliero e che secondo l'allora capo della Procura sammaritana avrebbe avuto risvolti di falso e di abuso d'ufficio. A chiedere il rinvio giudizio dell'ex magistrato (é andato in pensione da quasi due anni) è stato il pm romano Giancarlo Amato che nella sua richiesta sostiene che la denuncia per Albano è Capasso è stata fatta in assenza di qualsiasi elemento accusatorio e ben sapendo che i due magistrati non erano responsabili di quanto gli veniva addebitato.

Della vicenda a più riprese se ne sono occupate la procura generale di Napoli, l'ispettorato del ministero di Grazia e Giustizia e il Consiglio superiore della magistratura, perchè in queste vicende ci sono state accuse di mobbing, denunce e contro denunce. Mariano Maffei è stato, poi travolto nel 2008 dall'inchiesta su Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, che dopo gli arresti venne trasferita da Santa Maria Capua Vetere a Napoli (e la procura ha ritenuto valida quella indagine tanto che sono stati presi provvedimenti nei confronti della presidente del consiglio regionale). Polemiche tanto forti (specie dopo le dimissioni di Mastella e la caduta del governo Prodi) che chiese ed ottenne di andare in pensione con qualche mese di anticipo rispetto alla data stabilita, anche per una intervista televisiva che non servì a risolvere le questioni relative all'inchiesta.

«Non ci stupisce leggere che la Procura di Roma, sia pure, per ora, per un’altra vicenda, ha chiesto il rinvio a giudizio l’ex procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei». Lo affermano i Popolari-Udeur ricordando che «si tratta dello stesso magistrato che due anni fa, con un’inchiesta sulla cui validità il tempo farà giustizia, firmò gli arresti domiciliari per Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, con le conseguenti dimissioni di Clemente Mastella da Ministro della Giustizia e la successiva crisi di governo». «Abbiamo grande rispetto per la magistratura e la complessità del suo lavoro - dice una nota dei Popolati Udeur - ma ci chiediamo se si hanno sempre ben presenti, come peraltro la vicenda Maffei sembra ancora una volta insegnare, le conseguenze devastanti che sulla vita dei cittadini e delle loro famiglie possono avere le decisioni di alcuni giudici, quando non sono ben ponderate e suffragate da fatti concreti». «Di una cosa - conclude la nota - siamo certi: che la vicenda aperta dall’ex procuratore di Santa Maria Capua Vetere con l’arresto della Lonardo potrà riservare molte sorprese sulle sue cause e sui suoi reali obiettivi».

Redazione on line Corriere del Mezzogiorno
03 febbraio 2010
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Di Loredana Morandi (del 03/02/2010 @ 15:21:29, in Magistratura, linkato 1423 volte)
Il pm Guerra deve testimoniare
al processo Aldrovandi bis


 
Al processo bis sulla morte di Federico Aldrovandi, che vede imputati quattro ispettori di polizia per presunti depistaggi e omissioni nelle indagini, sarà in aula, come testimone, il pm Mariaemanuela Guerra, il magistrato che svolse le indagini nei primi mesi e poi lasciò l'inchiesta per incompatibilità

FERRARA. Aveva già fornito chiarimenti al Consiglio superiore della magistratura, per spiegare la sua condotta la mattina del 25 settembre 2005, quando venne avvertita dagli uomini della questura della morte di Federico Aldrovandi. In una relazione del febbraio del 2007, poi entrata a far parte del fascicolo dibattimentale del processo per omicidio colposo, il pubblico ministero Mariaemanuela Guerra si era »difesa« motivando le ragioni per cui quella mattina non si era recata sul posto, ragioni sulle quali il Csm non aveva sollevato obiezioni.

QUELLE STESSE motivazioni ora le dovrà ripetere il 16 febbraio davanti al giudice Monica Bighetti in qualità di testimone del processo Aldrovandi bis: l'inchiesta sui presunti depistaggi che vede imputati quattro poliziotti accusati a vario titolo di favoreggiamento, omissioni e falsa testimonianza. Tra gli imputati c'è l'allora dirigente delle Volanti Paolo Marino, che deve rispondere di omissione. Secondo l'accusa il funzionario non disse al pm di turno Guerra che il ragazzo aveva avuto una colluttazione con i quattro agenti delle pattuglie intervenuti in via Ippodromo (e già condannati a 3 anni e mezzo per omicidio colposo), spiegò che molto probabilmente il decesso era dovuto a un'overdose e, in questo modo, la indusse a non recarsi sul posto. Paolo Marino, difeso dall'avvocato Eugenio Gallerani, aveva chiesto di essere giudicato con rito abbreviato.

IL GIUDICE ieri, nel corso della seconda tappa dell'udienza preliminare, ha deciso di stralciare la sua posizione e pronunciarsi sulla richiesta di rito alternativo solo dopo aver ascoltato il pm Guerra. «Una decisione di cui siamo molto soddisfatti - dichiara l'avvocato Gallerani - perché già nella relazione al Csm il magistrato aveva fornito una spiegazione del tutto simile a quanto riferito dal mio assistito nell'ottobre di quello stesso anno e successivamente al processo Aldrovandi. Per questo non capisco perché il pm Guerra non sia stata ascoltata già durante la fase delle indagini preliminari, perché sarebbe stato chiaro fin da subito che le imputazioni a carico di Marino sono prive di fondamento. Il mio assistito non ha mai nascosto l'azione di contenimento dei quattro agenti, ha rappresentato al pm i fatti così come si presentavano in quel momento. Non ha tratto conclusioni perché non era suo compito trarne. Il pm può sempre decidere, in piena autonomia, di recarsi sul posto. La dottoressa Guerra ha fatto, correttamente, quello che prevede il codice: ha richiesto la presenza del medico legale e ha disposto l'autopsia in incidente probatorio per congelare i fatti».

SARA' DUNQUE IL PM Guerra, direttamente davanti al giudice, a fare chiarezza su uno dei »nodi« della vicenda Aldrovandi. Un punto su cui anche la famiglia chiede che sia fatta luce: «È positivo che il pm sia ascoltato come testimone - commenta la mamma di Federico, Patrizia Moretti, che insieme al papà del ragazzo, Lino, e al fratello Stefano è stata accolta tra le parti civili - Il fatto che il giudice voglia approfondire ogni aspetto non può che vederci soddisfatti».

INSIEME a Marino sono imputati anche Luca Casoni, Marcello Bulgarelli e Marco Pirani. Casoni e Bulgarelli devono rispondere di favoreggiamento in concorso e falsa testimonianza. Il primo era ufficiale di polizia giudiziaria, il secondo, quella mattina, era il responsabile della centrale operativa del 113. Ad averli inguaiati è una telefonata tra loro avvenuta poco dopo la tragedia. Bulgarelli, in questura, chiese a Casoni, appena arrivato in via Ippodromo, cosa fosse successo. Casoni lo invitò a interrompere la registrazione dicendo »Stacca«. Marco Pirani infine, ufficiale di Pg, è accusato a sua volta di omissione, per non aver trasmesso alla procura la copia del registro delle chiamate arrivate alla centrale operativa la mattina del 25 settembre. Tutti, tranne Luca Casoni, hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato.

La Nuova Ferrara 01 febbraio 2010
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Di Loredana Morandi (del 03/02/2010 @ 06:05:18, in Politica, linkato 1232 volte)
A me Gioacchino Genchi non piace, non mi piace la sua figura a livello istituzionale, non mi piace in nessuna parte la questione "archivio" che ne fa il più "famoso" ricattatore italiano, una persona che deve la sua "bravura" solo ai magistrati per i quali ha lavorato come "spione". Io poi, per questo suo entusiasmarsi durante interventi ed interviste l'ho addirittura denunciato: per l'apologia ai reati di pedofilia del 27 ottobre 2009 in Palermo, che avrebbero seduta stante provocato l'ennesima pubblicazione delle fotografie dei miei figli. Chi, come Genchi, abbia appena scritto un libro non può non rammentare "la storia", ma è una smargiassata dichiarare che l'antifascismo in Italia lo abbian fatto la mafia, la massoneria e la Chiesa. E' il classico "bussa al Cielo e ascolta il suono", ma in Italia ci sono dossier per tutti ed una casa editrice che porta i suoi illeciti di commercio a farsi fotografare con il Papa ha le "gambe corte". La massoneria che non ama gli istrionismi e gli showman lo sta già baciando, gli risponderà la mafia che per 42 anni ha celato Provenzano agli occhi del Paese? Non saprei, però lui ci spera ..

02 Febbraio 2010 - Giustizia - IL CASO

Ciclone Genchi su Radio Radicale

Su Radio radicale, e segnatamente nella imperdibile trasmissione domenicale in cui il direttore Massimo Bordin intervista a ruota libera Marco Pannella, domenica 31 gennaio 2010 si è abbattuto un ciclone dal nome Gioacchino Genchi. Uno che non dovrebbe a occhio e croce piacere molto ad ascoltatori e elettori della lista Bonino Pannella, ma tant’è. Gioacchino Genchi infatti non è un investigatore che propone dubbi ma solamente certezze. Nella sua visione della vita, esplicitata nell’ormai noto libro “ll caso Genchi - Storia di un uomo in balia dello stato” (ma questo sottotitolo andrebbe rovesciato, essendo l’Italia da tempo in balia di quelli come Genchi) per il consulente di De Magistris e di decine di altri magistrati italiani (curiosità: sua moglie fa il magistrato anche lei), non esistono persone nella politica italiana che non siano sospettabili di aderire a una qualche cupola mafiosa e massonica che si spartisce tutto.  Intendiamoci, si capisce benissimo come da una parte i veri e propri deliri che si sono sentiti domenica nella consueta conversazione Pannella - Bordin possano tirare acqua al mulino radicale, specie sotto elezioni e con una candidata di spessore come Emma Bonino, la quale potrebbe essere astrattamente interessata a catalizzare su di sé anche le simpatie del popolo viola e dei fan dell’Italia dei Valori nel Lazio proprio con questa specie di specchietto per le allodole, come un Genchi dentro Radio radicale.  E infatti già dall’inizio della trasmissione Pannella ribadiva che il libro, mille pagine di accostamenti e deduzioni che partono dai dati oggettivamente raccolti dallo stesso Genchi durante le proprie consulenze e non si a quale titolo utilizzate o utilizzabili in un libro, poteva chiamarsi il “caso Italia”. Che è una realtà oltre che un efficace slogan coniato per rilevare l’assoluta illegalità in cui operano nel nostro paese quasi tutte le istituzioni. Riusciva però francamente poco agevole seguire Genchi nei suoi voli pindarici che comprendevano questo tipo di argomentazioni, peraltro sciorinate come verità rivelate del Corano: “le bombe al Velabro e alla chiesa di San Giovanni Laterano le hanno messe per dare un messaggio ai due presidenti dell’epoca di Camera e Senato, cioè Giorgio Napolitano, per San Giorgio al Velabro, e Giovanni Spadolini, per San Giovanni in Laterano”; “il fascismo in Italia lo hanno combattuto solo tre ”istituzioni“, la mafia, la massoneria e la Chiesa”; “io mi meraviglio che abbiano dato una medaglia al valore a Giancarlo Elia Valori per le azioni compiute dalla madre Emilia durante la seconda guerra mondiale a favore degli ebrei e della resistenza, possibile che non se ne fosse accorto nessun presidente prima di questo?”; “io vengo da un paese in cui fanno la raccolta differenziata a dorso di mulo”; “il 95% dei magistrati in Italia fa benissimo il proprio lavoro” e qualche altra perla sul perchè dello scioglimento del Pli di Altissimo da parte di Stefano de Luca alla fine del 1993. De Luca che doveva fondare “Sicilia libera” per fare un favore ai corleonesi ma che lasciò perdere quando nacque Forza Italia. Sempre secondo la vulgata di Genchi.

Genchi nelle proprie argomentazioni, benché si faccia un vanto di avere indagato solo su riscontri, in realtà vive di teorie: come quella che Falcone e Borsellino furono ammazzati dagli americani che non volevano il Caf o quell’altra che le Torri gemelle siano state fatte cadere da qualcuno, magari da Bush, che voleva convincerci che il terrorismo era davvero un problema. Normalmente Pannella per meno della metà di questo tipo di cose dette da Genchi domenica in trasmissione avrebbe dovuto chiedere al proprio interlocutore di andare cortesemente a pascolare altrove. E invece ieri è caduto quasi in soggezione psicologica di questo personaggio che indubbiamente è anche un grande affabulatore e appare persino convincente, ma che comunque sia rappresenta sicuramente quel tipo di professionisti delle indagini anti mafia che a radicali come Leonardo Sciascia non sarebbero garbati. Né sarebbero scampati ai suoi strali, buon anima.  E invece a un certo punto della trasmissione di ieri abbiamo dovuto sentire anche una specie di duetto di amorosi sensi tra Pannella e Genchi. Diceva Pannella: “In 50 anni, un po’ di incroci di mie telefonate, le è capitato di poterli fare? O che mi coinvolgessero come soggetto passivo della telefonata?”. Rispondeva Genchi: “No, guardi le posso dire che non l’ho mai trovata invischiata in nessun tipo di indagine. Ricordo però di avere individuato come soggetto passivo un suo cellulare che era intestato a lei. Ma lei utilizzava un cellulare intestato a lei, lo pagava lei. Non aveva un cellulare intestato a una ditta, o alla Camera”. Insomma a Pannella, che alla fine della trasmissione chissà perché si è anche commosso, almeno tale appariva nella voce e nel volto guardandolo in diretta su internet, serviva una specie di conferma, di rassicurazione, di certificato di garanzia di onestà proprio da parte di Genchi. Il puro, più puro che non solo ti epura ma anche ti garantisce contro altri eventuali epuratori.  Sembravano evidenti i sudori freddi del direttore della Radio per tenere a bada le esuberanze di Genchi peraltro inspiegabilmente incoraggiate dallo stesso Pannella. E infatti conserviamo nella memoria, una bella battuta sarcastica pronunciata da Bordin allorché Genchi si è esibito nella performance delle bombe del Velabro e della chiesa al Laterano, con la teoria dell’avvertimento mafioso a Napolitano e Spadolini: “sì, e se la mettevano a San Pietro che dicevate, che volevano dare un avvertimento a Pietro Ingrao?”

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