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 .. riflessi d'azzurro ..... di Lunadicarta
 
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Seminate per voi secondo giustizia | e mietete secondo bontà.

Osea, 10: 12
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 18:34:22, in Magistratura, linkato 1282 volte)
Il ministro: ''Smentisco, inoltre, un mio eventuale coinvolgimento in rapporti poco trasparenti tesi a favorire questa o quella impresa'' 

Appalti G8, Matteoli: ''Non c'entro con l'inchiesta''. 

Procuratore capo di Firenze: "Non faccio i nomi''

ultimo aggiornamento: 15 febbraio, ore 18:28
Firenze - (Adnkronos/Ign) - Il titolare delle Infrastrutture: ''Sono estraneo all'inchiesta''. Il procuratore Quattrocchi: "Da questo ufficio non esce una virgola''. Il gip Lupo sulla richiesta di scarcerazione dei 4 arrestati: "Non ho ancora deciso, c'è tempo fino a mercoledì. Devo riflettere''. Bossi: "La Protezione civile non deve diventare una Spa". Letta: "Resta pubblica". Di Pietro: "Se non vedo non credo"

Roma, 15 feb. (Adnkronos/Ign) - ''Sono estraneo all'inchiesta che riguarda la Protezione civile e altri soggetti incaricati di pubbliche funzioni". Lo chiarisce il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. "Le intercettazioni pubblicate oggi, peraltro in modo confuso, da un organo di stampa sono riferite all'annosa vicenda della costruzione della Scuola dei Marescialli e dei Brigadieri dei Carabinieri di Firenze risalente al 1997, che non ha attinenza alcuna con l'inchiesta sulla Protezione civile", puntualizza il ministro.

"In quella vicenda ereditata dai precedenti esecutivi, che vede aperto un contenzioso complesso e complicato, la mia azione è tesa a evitare un danno economico di circa 34 milioni di euro alle casse dello Stato e al completamento di una struttura attesa da oltre tredici anni", prosegue Matteoli.

"Smentisco recisamente, inoltre, un mio eventuale coinvolgimento in rapporti poco trasparenti tesi a favorire questa o quella impresa. La mia azione politica è finalizzata a indicare scelte e obiettivi programmatici che poi gli uffici competenti traducono in fatti e concrete realizzazioni", conclude il ministro.

Intanto, ai giornalisti che gli chiedevano se ci siano politici indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura fiorentina sugli appalti per i grandi eventi, il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi ha risposto: ''Non intendo fare i nomi di chi è iscritto nel registro degli indagati, di nessuno''. Nell'ambito dell'inchiesta sono state arrestate 4 persone, mentre gli indagati, come confermato nei giorni scorsi dallo stesso Quattrocchi, sarebbero 28.

E a chi gli chiedeva notizie sulle intercettazioni apparse oggi su alcuni giornali, il procuratore Quattrocchi ha detto categorico: ''Da questo ufficio non esce una virgola, non esce un foglio di carta''. ''Tutto quello che esce, non esce da questa Procura - ha tenuto a rimarcare Quattrocchi - ma dai destinatari degli atti, che sono tenuti ad averli, e che ne fanno un uso che io non discuto''.

Dal canto suo il gip di Firenze, Rosario Lupo non ha ancora deciso in merito alla richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati di Angelo Balducci, Diego Anemone, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola. ''C'è tempo fino a mercoledì, devo riflettere'', ha detto Lupo rispondendo a una domanda dei giornalisti. Proprio Lupo venerdì scorso ha sentito tre degli indagati nel carcere Regina Coeli di Roma, mentre De Santis è stato sentito per rogatoria a Milano.
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Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 18:40:54, in Magistratura, linkato 1460 volte)

Tangenti, Pennisi resta in carcere.

Il gip: "Determinato nel commettere il delitto"

 
ultimo aggiornamento: 15 febbraio, ore 14:51
Milano (Adnkronos) - Per l'ex presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Marino, finito in manette per concussione in flagranza, c'è il pericolo di inquinamento delle prove. Sussistono inoltre i requisiti dell'abuso di potere. Bossi: "E' anche un pirla"

Milano, 15 feb. - (Adnkronos) - Il gip di Milano Simone Luerti ha convalidato il fermo e disposto l'arresto in carcere per Milko Pennisi(nella foto), l'ex presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Marino finito in manette per concussione in flagranza. Il giudice, in particolare, ha sottolineato a carico del politico il pericolo di inquinamento delle prove.

Per il gip non possono essere concesse altre misure meno afflittive "dovendosi tenere conto del fatto che le condotte tenute dall'indagato sia prima che dopo dell'arresto in flagranza appaiono tutte orientate ad assicurare a sé profitto ed impunità attraverso stratagemmi e cautele che rivelano lucida determinazione soggettiva a commettere il delitto...e una certa dose di persistente furbizia che rende inaffidabile l'indagato al rispetto volontario delle prescrizioni connesse ad una misura meno afflittiva".

Nell'ordinanza di convalida del fermo dell'ex presidente della Commissione Urbanistica di Palazzo Marino, il gip Luerti esclude poi che l'episodio contestato possa essere il frutto di una corruzione, come invece ha sostenuto l'indagato, ieri, a San Vittore. "Non si comprende perché mai, dopo avere deliberatamente intrapreso una iniziativa illecita" l'imprendiotre Mario Basso "avrebbe dovuto così callidamente incastrare il politico da cui aveva ottenuto un importante favore a buon prezzo, rischiando personalmente in modo inutile. Come ben si comprende - scrive il giudice - anche l'illegalità più manifesta deve rispondere ad elementari criteri di logica che invece difettano significativamente nella tesi del pennisi".

Con la denuncia dell'imprenditore Mario Basso, scrive ancora il magistrato, "si è spezzato il laccio che stringeva Pennisi tra la debolezza umana e la fascinazione del potere: certamente un bene per la collettività e, forse, una fortuna per il diretto interessato".

Nei confronti di Milko Pennisi "sussistono inoltre i requisiti dell'abuso di potere integrati dalla ventilata rappresentazione di possibili 'ostacoli' che fantomatiche terze persone potrebbero frapporre ad una pratica già pendente da molti anni, prospettata ad un imprenditore (Mauro Basso, ndr) che ha già subito evidenti danni economici da una pratica avviata cinque anni prima e che, al momento in cui sembrava vedere la fine, si incaglia ancora una volta".

E' stato un dipendente della libreria Hoepli a trovare il fascio di banconote che Pennisi ha nascosto giovedì scorso dietro il calorifero del bagno seminterrato del negozio. La scoperta è avvenuta venerdì quando il dipendente, dopo avere recuperato il denaro ed avere informato il titolare della libreria, ha consegnato la somma alla guardia di finanza. Ma su dove avesse nascosto i soldi, Pennisi, interogato ieri in carcere, ha cercato di 'confondere le acque'. Anche per questo il gip di Milano annota nella sua ordinanza di convalida del fermo che ''l'indagato ha fornito progressivamente diverse versioni adottandole via via alle contestazioni obiettive che gli venivano sollevate, dimostrando fino all'ultimo, con la vicenda del denaro, di volere nascondere almeno parte dei fatti''.
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Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 19:00:05, in Varie, linkato 1311 volte)
Passo parola...

DICIAMO NO A CACCIA SELVAGGIA!

Signor Presidente del Consiglio,

giovedì 28 gennaio 2010 il Senato della Repubblica ha approvato un ingannevole articolo della legge Comunitaria (il n. 38) che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione di caccia attualmente previsti dalla legge (1° settembre – 31 gennaio).
Se nei prossimi giorni la Camera dei Deputati dovesse confermarlo e trasformarlo in legge, la stagione venatoria potrebbe svolgersi anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, estendendosi al mese di agosto –con i piccoli uccelli ancora in dipendenza dei genitori e migliaia di persone in vacanza- e al delicato mese di febbraio, quando i migratori affrontano il difficile viaggio verso il nord Europa, dove si riprodurranno.
Il paradosso, signor Presidente, è che la legge Comunitaria dovrebbe servire al nostro Paese per sanare le tante infrazioni europee commesse sulla caccia e la mancata tutela della natura.
L’Europa ci accusa di cacciare troppo, di abusare delle deroghe alla normativa, di proteggere poco i migratori e gli habitat naturali.
L’Italia, al contrario, risponde aumentando le concessioni alla caccia, con grave danno alla natura ma anche ai cittadini, costretti, per via di un articolo del Codice Civile (il n. 842), a tollerare i cacciatori nei propri terreni senza potersi opporre.
Ma l’articolo 38 della legge Comunitaria non è l’unico pericolo in atto.
C’è il Disegno di legge Orsi, ci sono continui blitz in Parlamento, ci sono le proposte della caccia a 16 anni, dell’utilizzo dei piccoli uccelli come richiami vivi o zimbello, della caccia alle oche e ai fringuelli e altro ancora.
In atto, signor Presidente, c’è un vero e proprio tentativo di caccia selvaggia.
La nettissima maggioranza degli italiani non lo vuole! Non vuole caccia, piombo, fucili.
Nell’anno internazionale della Biodiversità, noi desideriamo più rispetto per gli animali, più tutela per la natura, più sicurezza e serenità per le persone.
Le chiediamo, signor Presidente, di impedire tutto questo.
Di impegnarsi in prima persona per cancellare l’articolo 38 della legge Comunitaria e fermare, definitivamente, ogni tentativo di “caccia selvaggia”.

La natura è la nostra vita! Le chiediamo di difenderla.

Per firmare la petizione clicca il link

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Di Loredana Morandi (del 16/02/2010 @ 08:27:06, in Magistratura, linkato 1467 volte)
Personalmente sposo in pieno le parole del Presidente Palamara. Se potessi sconsigliare il pm Nicastro, lo farei. Perché se il suo orizzonte politico è rappresentato dalle figure di Di Pietro e de Magistris, ebbene egli non ha una visione di insieme del partito al quale affida la propria candidatura e la propria persona. Italia dei Valori è un non partito in perenne transito tra sinistra e destra, a cagione del riciclaggio costante di personaggi fuoriusciti dalle due differenti correnti politiche - tutti i partiti. Egli  così si reca da solo ad affrontare una base, che è costituita esclusivamente da bocche aperte e mani tese. Io non sono mai stata a Bari, ma dalla certezza di una campagna elettorale piena di microfoni e platee tese all'ascolto egli sarà destinato ad accorgersi di buon'ora che Vendola, per la tolleranza oggettiva, era il solo che potesse sopravvivere alla precedente amministrazione non guardando nel separé accanto dello stesso locale. L'Italia ha sì bisogno di politici onesti, ma altrettanto di una magistratura tenace. Vi sembrerò tradizionalista, ma non avremmo mai visto Previti condannato se la magistratura avesse scelto la politica. Lasciare la toga in certi casi può essere come "gettare la spugna". LM.

Conoscenza


L'Idv candida il giudice Nicastro in Puglia

di Vincenzo Del Giudice

BARI - Lorenzo Nicastro, barese, 54 anni, magistrato, è il capolista dell'Idv alle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale pugliese a marzo. L'annuncio è stato dato oggi a Bari dal presidente del partito Antonio Di Pietro. Nicastro da pm della procura di Bari ha indagato per nove anni l'attuale ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, chiedendo e ottenendo anche il rinvio a giudizio del ministro con l'accusa di corruzione e illecito finanziamento dei partiti. Nicastro aveva anche chiesto l'accusa di associazione per delinquere ma questa ipotesi di reato è stata derubricata dal Gup Rosa Calia di Pinto. Immediata la replica del ministro Fitto che ha definito "vergognosa" la candidatura. "Il pm Lorenzo Nicastro - dice in una nota - ha indagato su di me per nove anni e sostenuto le accuse nei miei confronti fino a qualche attimo fa. Ora si candida con l'Italia dei Valori. Questo rende evidente una barbara commistione tra politica e giustizia". "Quella stessa barbarie - osserva Fitto - che hanno praticato i Di Pietro e i De Magistris che significativamente erano presenti alla conferenza stampa dello stesso Nicastro.

E' abnorme e scandaloso che il sospetto di un uso direttamente politico dell'azione giudiziaria divenga oggi assoluta certezza. E' una vergogna". "Se verifichiamo quanti magistrati si sono candidati prima del 1994 e quanti dopo il 1994, portando ex magistrati a legiferare e a governare le Regioni e le Province, magari fugheremo in via definitiva il sospetto che le candidature dei magistrati partano massicce dal 1994 in poi perchè finalizzate ad altro. Così non è», è stata la replica del neo candidato, che ha anche aggiunto : "mi confronterò tutti i giorni con i cittadini. Lavorerò con le regole e per le regole, che aiutano i cittadini a vivere meglio". Critico Rocco Palese, candidato del Pdl alla regione, che ha bollato l'annuncio di Di Pietro come "indecente", mentre Adriana Poli Bortone, candidata per il movimento "Io sud" e appoggiata dall'Udc ha parlato di "cittadini meno sereni con i magistrati in politica".

«Il diritto all'elettorato passivo – ha commentato il presidente nazionale dell'Associazione magistrati, Luca Palamara - non può essere negato ai magistrati. Tuttavia non sono opportune candidature nei luoghi in cui il magistrato ha esercitato la giurisdizione o è stato titolare di delicate indagini». «Deve, inoltre, costituire serio momento di riflessione all'interno della magistratura - aggiunge il leader del sindacato delle toghe - il rientro in servizio del magistrato che ha svolto un mandato elettorale; tema sul quale l'Anm intende impegnarsi anche attraverso la revisione del proprio codice deontologico».

Il Sole 24 ore
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Di Loredana Morandi (del 16/02/2010 @ 14:19:32, in Magistratura, linkato 1484 volte)
La Federmot ha una presidenza davvero "ispirata" !

TOGHE ONORARIE 5 GIORNI IN SCIOPERO DALL'1 MARZO


E A TURNO LAVORERANNO DI NOTTE,
CON RIFORMA INDIETRO DI SECOLI

(ANSA) - ROMA, 14 FEB - Cinque giorni di sciopero a partire dal primo marzo e a turno al lavoro nelle ore notturne per simboleggiare che si è arrivati alla "notte della giustizia": così i magistrati onorari aderenti alla Federmot protesteranno contro la riforma che li riguarda e che secondo l'organizzazione sindacale "fa indietreggiare la storia di secoli" e "rende il servizio giustizia meno efficiente". Il blocco delle udienze civili e penali è stato proclamato dopo che "il Ministro Alfano non ha dato alcun riscontro alla richiesta di convocare i rappresentanti della magistratura onoraria ad un tavolo di trattative per emendare il disegno di legge governativo di riordino della categoria".

La riforma "non muta l'assetto attuale della magistratura onoraria rinnovando la disciplina solo in senso ancora più afflittivo": infatti "continua ad affidare la tutela di diritti fondamentali dei cittadini ad una giurisdizione precaria", ed "é anacronistica nel mantenere un sistema di pagamento a cottimo e nell'omettere di riconoscere copertura in caso di malattia, maternità, previdenza proprio a coloro che devono, tra l'altro, sanzionare i datori di lavoro in caso di mancato versamento dei contributi previdenziali". Ma c'é di più: così si "rinuncia a perseguire l'obiettivo della ragionevole durata dei processi, quando una valorizzazione della professionalità dei magistrati onorari in servizio varrebbe in concreto a rimediare alle carenze del sistema e perciò a celebrare processi brevi senza fare prescrivere i reati e a fare risparmiare alle casse dello Stato le spese di risarcimento dei danni da durata irragionevole del processo".

Primi ad essere impegnati a lavorare la notte negli uffici, saranno il 25 febbraio prossimo i magistrati onorari in servizio presso il Tribunale di Torino. (ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 16/02/2010 @ 14:55:54, in Magistratura, linkato 2097 volte)
CSM :ELEZIONI; PRIMARIE PER SCELTA CANDIDATI CORRENTI SINISTRA
 

(ANSA) - ROMA, 15 FEB - Saranno scelti con le primarie i candidati delle correnti di togati di sinistra alle prossime elezioni del Csm, che si terranno a inizio luglio. A spingere Magistratura democratica e il Movimento per la Giustizia a intraprendere questa strada - come spiegano i rispettivi segretari dei due gruppi Rita Sanlorenzo e Valerio Fracassi in una lettera ai colleghi - l'esigenza di rafforzare il Csm dando ai suoi componenti "la massima legittimazione, che deriva innanzitutto dal consenso dei magistrati";anche di quelli - precisano - "che non sono iscritti a nessun gruppo ma che pretendono di poter incidere sulla scelta, facendo valere non le appartenenze , ma le idealità e i valori". Alla consultazione che si terrà dal 22 al 26 marzo prossimo potranno infatti partecipare non solo le toghe delle due correnti, ma anche i magistrati che "non intendendo aderire a nessuno dei due gruppi, condividono i valori e l'azione concreta di un certo modo di praticare l'associazionismo": questi non solo potranno votare, ma anche candidarsi, entro il 3 marzo, "aderendo espressamente alle linee programmatiche e impegnandosi a promuoverne l'attuazione in caso di successiva elezione al Csm". Si tratta di scegliere un candidato di Cassazione, due pubblici ministeri e almeno quattro giudici. Anche l'Associazione nazionale magistrati qualche mese fa aveva annunciato l'intenzione di procedere alle primarie per la scelta dei candidati alle elezioni del Csm, ma poi non se n'era fatto nulla quando era emersa la contrarietà di Magistratura Indipendente, la corrente più moderata e attualmente l'unica all'opposizione della giunta guidata da Luca Palamara. (ANSA).
 

CSM : ELEZIONI; PRIMARIE PER CANDIDATI TOGATI SINISTRA /ANSA
FORSE IN PISTA INGROIA E BORRACCETTI,MA SPAZIO PER INDIPENDENTI
 

(ANSA) - ROMA, 15 FEB - Due mesi fa ci aveva provato l'Associazione nazionale magistrati, ma l'operazione non era andata in porto, per l'opposizione di Magistratura Indipendente, la corrente più moderata. Ora sono i due gruppi delle toghe di sinistra, Magistratura democratica e Movimento per la Giustizia, ad aver deciso di ricorrere alle primarie per la scelta dei propri candidati alle prossime elezioni del Csm, previste per inizio luglio. Una sfida che potrebbe vedere in campo tra gli altri il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, pm ai processi Dell'Utri e al generale Mori, e il capo della procura di Venezia Vittorio Borraccetti.
Le primarie, che si terranno dal 22 al 26 marzo, permetteranno di dare spazio anche a candidature indipendenti, cioé di magistrati non iscritti alle due correnti ma che ne condividono programmi e valori; una strada che viene percorsa con l'obiettivo di "rafforzare" il Csm , dando ai suoi componenti "la massima legittimazione, che deriva innanzitutto dal consenso dei magistrati", come spiegano in una lettera ai colleghi i segretari di Md Rita Sanlorenzo e del Movimento Valerio Fracassi.
Aperta la polemica con le altre correnti, che invece non hanno compiuto questo passo: "Tutti lamentano a parole gli effetti perversi" dell'attuale sistema elettorale del Csm "che attribuisce alle dirigenze dei gruppi associativi un potere pressocché assoluto nella scelta dei candidati"; ma alle "affermazioni di principio, alle denunce e alle accuse sono seguiti fin qui ben pochi fatti - lamentano i due segretari - posto che altri gruppi hanno già designato i propri candidati, senza discostarsi in nulla dai metodi tradizionali". Il riferimento è a Unità per la Costituzione e a Magistratura Indipendente. Il primo gruppo ha definito proprio sabato scorso la sua lista con sei candidati (in tutto sono 16 i posti da consigliere togato, di cui 2 per i magistrati della Cassazione, 4 per i pm e dieci per i giudici di merito): il sostituto pg della Cassazione Riccardo Fuzio, il pm romano Paolo Auriemma, il presidente del tribunale di sorveglianza di Catanzaro Alberto Liguori e i giudici Pina Casella (tribunale Napoli), Mariano Sciacca (tribunale Catania) e Giovanna Di Rosa (sorveglianza Milano). Cinque invece i candidati di Mi: il consigliere della Cassazione Stefano Schirò, il pm romano Angeloantonio Racanelli, e i giudici Tommaso Virga (Tribunale Palermo), Alessadro Pepe (tribunale Napoli) e Aldo Morgigni (consigliere Corte appello Roma). (ANSA). FH/
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Di Loredana Morandi (del 16/02/2010 @ 15:15:11, in Magistratura, linkato 1400 volte)
Le 'candidature giudiziarie' di Italia dei Valori

martedì 16 febbraio 2010
di ANDREA SPINELLI BARRILE

L’Italia dei Valori ha scelto Lorenzo Nicastro come capolista per le elezioni regionali in Puglia. La notizia è stata data dallo stesso presidente del partito, Antonio Di Pietro. Lorenzo Nicastro, 54 anni, magistrato da 23, membro del pool della Procura di Bari per i reati contro la pubblica amministrazione, precedentemente avvocato.

Si è occupato di recente dell’inchiesta sulla sanità pugliese e, in passato, ha indagato anche sull’allora governatore Raffaele Fitto. Il magistrato ha manifestato la sua totale disponibilità ad operare nell’interesse della Regione Puglia e dei cittadini pugliesi, portando argomentazioni perfettamente in linea con la politica del partito cui appartiene: “Lavorerò per le regole, con le regole e sulle regole, perché le leggi devono servire agli uomini per vivere meglio” ha dichiarato il neo-politico. Il Presidente dell’IDV ha inoltre affermato che nelle liste è meglio avere giudici che delinquenti.

La notizia di questa candidatura ha scatenato polemiche feroci, innescate proprio dall’attuale Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, che parla apertamente di “barbara commistione tra politica e giustizia” manifestando la certezza di “un uso direttamente politico dell’azione giudiziaria”. Tutta la maggioranza si è scagliata in dichiarazioni al vetriolo nei confronti di questa candidatura, urlando al complotto giudiziario ed ottenendo come risposta il quadrato attorno a Nicastro dell’Italia dei Valori tutta.

Reazioni e controreazioni prevedibili. Anche l’Associazione Nazionale Magistrati ha sollevato la questione, dichiarando “inopportuna” la candidatura del PM. Effettivamente, pur essendo legittimato a candidarsi, la “discesa in campo” di un magistrato nel luogo in cui ha esercitato giurisdizione per 23 anni, lavorando anche su inchieste importanti, delicate ed attualissime, balzate alle cronache giudiziarie come “il caso Tarantini”, andrebbe quantomeno ponderata meglio.

Stando ad una dichiarazione del Presidente dell’Anm “deve, inoltre, costituire serio momento di riflessione all’interno della magistratura il rientro in servizio del magistrato che ha svolto un mandato elettorale; tema sul quale l’Anm intende impegnarsi anche attraverso la revisione del proprio codice deontologico”. Certamente il miscuglio dei poteri dello Stato, incarnato in uomini che da magistrati divengono politici, è un argomento che dovrebbe essere trattato con la delicatezza e l’accortezza del caso, pur non contenendo in sé alcunché di illegittimo.

È fuori luogo, deontologicamente parlando, che un PM indaghi gli ambienti politici pugliesi per decenni, entri in politica proprio in Puglia e possa, terminato il mandato, tornare ad indagare sulle stesse vicende. Il conflitto d’interesse, in questo caso, è totalmente professionale, quasi di attribuzione di poteri dello Stato. Certo, il CSM ha dato il via libera all’aspettativa elettorale per Nicastro, tuttavia dichiarando ciò “atto dovuto”. Di Pietro, sensibile all’argomento in qualità di ex-magistrato, dice che all’interno dell’IDV la questione è già stata affrontata e tutti i magistrati che si sono candidati con il suo partito non sono più tornati alla toga.

Resta comunque la scelta personale, che non è vincolata a nulla se non alle singole coscienze. Per effetto di una circolare del CSM di cinque anni fa i magistrati candidati (anche non eletti) non possono, a termine del mandato o dell’aspettativa, tornare nel distretto di provenienza per almeno cinque anni. Troppo poco, forse, per dare garanzia d’imparzialità ai cittadini.

Nuova Agenzia Radicale
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Di Loredana Morandi (del 17/02/2010 @ 09:45:16, in Magistratura, linkato 1350 volte)
Giustizia: blog ironico pg Ancona
finisce anche su Playboy


Il caso del giudice citato in articolo su magistrati italiani

16 febbraio, 17:24

(ANSA) - ANCONA, 16 FEB - Finisce anche su Playboy il blog in cui l'ormai ex procuratore generale di Ancona Gaetano Dragotto commentava ironicamente sentenze di colleghi. Il caso e' citato in un articolo come uno dei pochi in cui un magistrato viene sanzionato per la sua condotta, differentemente, scrive il giornalista, da altri giudici che magari hanno mandato in carcere delle persone per un errore. Il pg incappo' in un procedimento disciplinare da cui venne 'assolto' ma poi il Csm non lo confermo' nell'incarico. Dopo mesi di oscuramento il blog di Dragotto riaprira' i battenti forse gia' da aprile. (ANSA).

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Di Loredana Morandi (del 17/02/2010 @ 10:05:47, in Politica, linkato 1285 volte)
GIUSTIZIA: PD, MAGISTRATI
NON ELEGGIBILI NEI LORO DISTRETTI





Roma, 19:39 - 'Magistrati in lista? Si', ma non nelle sedi di competenza in cui esercitano, o hanno esercitato nei 3 anni precedenti la presentazione della candidatura, la propria funzione giudiziaria'. Lo prevede una proposta di legge che domani verra' depositata dal PD alla Camera, firmata dal deputato Guglielmo Vaccaro, da Donatella Ferranti, capogruppo PD in Commissione Giustizia, e da Andrea Orlando ed Enrico Letta, rispettivamente responsabile Giustizia e vicesegretario del Partito Democratico. -

(16 febbraio 2010)

GIUSTIZIA: PD PROPONE
MAGISTRATI NON ELEGGIBILI DOVE ESERCITANO
 

(ASCA) - Roma, 16 feb - ''Magistrati in lista? Si', ma non nelle sedi di competenza in cui esercitano, o hanno esercitato nei 3 anni precedenti la presentazione della candidatura, la propria funzione giudiziaria''.

Lo prevede una proposta di legge che domani verra' depositata dal PD alla Camera, firmata dal deputato Guglielmo Vaccaro, da Donatella Ferranti, capogruppo PD in Commissione Giustizia, e da Andrea Orlando ed Enrico Letta, rispettivamente responsabile Giustizia e vicesegretario del Partito Democratico.

Nel dettaglio, la norma prevede che i magistrati potranno candidarsi a una carica elettiva nella circoscrizione elettorale ricadente (totalmente o parzialmente) nel distretto di Corte d'Appello dove esercitano o hanno esercitato l'attivita' giurisdizionale entro 36 mesi dalla formalizzazione delle dimissioni, dalla richiesta di trasferimento o dal collocamento in aspettativa non retribuita. I magistrati potranno, comunque, essere candidati in circoscrizioni diverse da quelle ricomprese nel distretto dove svolgono, o hanno svolto, le loro funzioni''. min/mcc/ss
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Di Loredana Morandi (del 17/02/2010 @ 10:10:15, in Magistratura, linkato 1406 volte)
Galgano e i pm "asini e fanatici"
Il caso si avvia all'archiviazione


Il caso del procuratore generale di Napoli Vincenzo Galgano si avvia all’archiviazione. Nell'ottobre di un anno fa, in un'intervista al “Corriere del Mezzogiorno”, Galgano aveva parlato di pm “fanatici e asini”. Per tutta risposta, una settantina di magistrati della procura di Napoli sottoscrisse un documento per chiedere al Csm un intervento a loro tutela, mentre 30 senatori del Pdl sollecitavano il ministro della Giustizia a disporre un'ispezione nell'ufficio requirente del capoluogo campano.

Ebbene, la Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli ha deciso di proporre al plenum di chiudere il caso con l'archiviazione, bocciando a larghissima maggioranza (5 voti contro 1) la proposta di Mario Fresa, togato del Movimento per la Giustizia, di aprire nei confronti di Galgano la procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale. Sulla decisione di oggi avrebbe avuto il suo peso anche la circostanza che Galgano a luglio lascerà la magistratura per andare in pensione.

Non è passata nemmeno la proposta più soft, formulata dalla relatrice e presidente della Commissione Fiorella Pilato (Magistratura democratica) e appoggiata poi da Fresa, di aprire la pratica a tutela dei pm napoletani. Stavolta la Commissione si è spaccata in tre fronti: hanno votato contro i laici Mauro Volpi (sinistra) e Ugo Bergamo (Udc), e il togato di Unicost Giuseppe Maria Berruti, mentre si è astenuto il consigliere di Magistratura Indipendente Antonio Patrono.

Nella contestata intervista, rispondendo a una domanda sull'inchiesta napoletana sui rifiuti, Galgano aveva puntato l'indice contro il "fanatismo" di alcuni pm che "provoca sofferenza alla gente e alla collettività". E poi parlando più in generale della qualità dei magistrati aveva detto: "Gli altri hanno cento cavallucci. Noi dieci stalloni di razza, ma 90 asini". Ascoltato in audizione dalla Commissione Galgano aveva poi spiegato: si è trattato di considerazioni di carattere generale sulla magistratura che rientrano nella libertà di manifestazione del pensiero di chi dirige un ufficio giudiziario.

(La Repubblica 16 febbraio 2010)
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