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Stop Pedofilia. Questa frase è stata pronunciata a rischio della propria vita e sotto minaccia di morte, contro il liberticidio dell'uso smodato delle leggi a tutela del commercio elettronico di pornografia.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 18:40:54, in Magistratura, linkato 1460 volte)

Tangenti, Pennisi resta in carcere.

Il gip: "Determinato nel commettere il delitto"

 
ultimo aggiornamento: 15 febbraio, ore 14:51
Milano (Adnkronos) - Per l'ex presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Marino, finito in manette per concussione in flagranza, c'è il pericolo di inquinamento delle prove. Sussistono inoltre i requisiti dell'abuso di potere. Bossi: "E' anche un pirla"

Milano, 15 feb. - (Adnkronos) - Il gip di Milano Simone Luerti ha convalidato il fermo e disposto l'arresto in carcere per Milko Pennisi(nella foto), l'ex presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Marino finito in manette per concussione in flagranza. Il giudice, in particolare, ha sottolineato a carico del politico il pericolo di inquinamento delle prove.

Per il gip non possono essere concesse altre misure meno afflittive "dovendosi tenere conto del fatto che le condotte tenute dall'indagato sia prima che dopo dell'arresto in flagranza appaiono tutte orientate ad assicurare a sé profitto ed impunità attraverso stratagemmi e cautele che rivelano lucida determinazione soggettiva a commettere il delitto...e una certa dose di persistente furbizia che rende inaffidabile l'indagato al rispetto volontario delle prescrizioni connesse ad una misura meno afflittiva".

Nell'ordinanza di convalida del fermo dell'ex presidente della Commissione Urbanistica di Palazzo Marino, il gip Luerti esclude poi che l'episodio contestato possa essere il frutto di una corruzione, come invece ha sostenuto l'indagato, ieri, a San Vittore. "Non si comprende perché mai, dopo avere deliberatamente intrapreso una iniziativa illecita" l'imprendiotre Mario Basso "avrebbe dovuto così callidamente incastrare il politico da cui aveva ottenuto un importante favore a buon prezzo, rischiando personalmente in modo inutile. Come ben si comprende - scrive il giudice - anche l'illegalità più manifesta deve rispondere ad elementari criteri di logica che invece difettano significativamente nella tesi del pennisi".

Con la denuncia dell'imprenditore Mario Basso, scrive ancora il magistrato, "si è spezzato il laccio che stringeva Pennisi tra la debolezza umana e la fascinazione del potere: certamente un bene per la collettività e, forse, una fortuna per il diretto interessato".

Nei confronti di Milko Pennisi "sussistono inoltre i requisiti dell'abuso di potere integrati dalla ventilata rappresentazione di possibili 'ostacoli' che fantomatiche terze persone potrebbero frapporre ad una pratica già pendente da molti anni, prospettata ad un imprenditore (Mauro Basso, ndr) che ha già subito evidenti danni economici da una pratica avviata cinque anni prima e che, al momento in cui sembrava vedere la fine, si incaglia ancora una volta".

E' stato un dipendente della libreria Hoepli a trovare il fascio di banconote che Pennisi ha nascosto giovedì scorso dietro il calorifero del bagno seminterrato del negozio. La scoperta è avvenuta venerdì quando il dipendente, dopo avere recuperato il denaro ed avere informato il titolare della libreria, ha consegnato la somma alla guardia di finanza. Ma su dove avesse nascosto i soldi, Pennisi, interogato ieri in carcere, ha cercato di 'confondere le acque'. Anche per questo il gip di Milano annota nella sua ordinanza di convalida del fermo che ''l'indagato ha fornito progressivamente diverse versioni adottandole via via alle contestazioni obiettive che gli venivano sollevate, dimostrando fino all'ultimo, con la vicenda del denaro, di volere nascondere almeno parte dei fatti''.
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Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 18:34:22, in Magistratura, linkato 1282 volte)
Il ministro: ''Smentisco, inoltre, un mio eventuale coinvolgimento in rapporti poco trasparenti tesi a favorire questa o quella impresa'' 

Appalti G8, Matteoli: ''Non c'entro con l'inchiesta''. 

Procuratore capo di Firenze: "Non faccio i nomi''

ultimo aggiornamento: 15 febbraio, ore 18:28
Firenze - (Adnkronos/Ign) - Il titolare delle Infrastrutture: ''Sono estraneo all'inchiesta''. Il procuratore Quattrocchi: "Da questo ufficio non esce una virgola''. Il gip Lupo sulla richiesta di scarcerazione dei 4 arrestati: "Non ho ancora deciso, c'è tempo fino a mercoledì. Devo riflettere''. Bossi: "La Protezione civile non deve diventare una Spa". Letta: "Resta pubblica". Di Pietro: "Se non vedo non credo"

Roma, 15 feb. (Adnkronos/Ign) - ''Sono estraneo all'inchiesta che riguarda la Protezione civile e altri soggetti incaricati di pubbliche funzioni". Lo chiarisce il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. "Le intercettazioni pubblicate oggi, peraltro in modo confuso, da un organo di stampa sono riferite all'annosa vicenda della costruzione della Scuola dei Marescialli e dei Brigadieri dei Carabinieri di Firenze risalente al 1997, che non ha attinenza alcuna con l'inchiesta sulla Protezione civile", puntualizza il ministro.

"In quella vicenda ereditata dai precedenti esecutivi, che vede aperto un contenzioso complesso e complicato, la mia azione è tesa a evitare un danno economico di circa 34 milioni di euro alle casse dello Stato e al completamento di una struttura attesa da oltre tredici anni", prosegue Matteoli.

"Smentisco recisamente, inoltre, un mio eventuale coinvolgimento in rapporti poco trasparenti tesi a favorire questa o quella impresa. La mia azione politica è finalizzata a indicare scelte e obiettivi programmatici che poi gli uffici competenti traducono in fatti e concrete realizzazioni", conclude il ministro.

Intanto, ai giornalisti che gli chiedevano se ci siano politici indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura fiorentina sugli appalti per i grandi eventi, il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi ha risposto: ''Non intendo fare i nomi di chi è iscritto nel registro degli indagati, di nessuno''. Nell'ambito dell'inchiesta sono state arrestate 4 persone, mentre gli indagati, come confermato nei giorni scorsi dallo stesso Quattrocchi, sarebbero 28.

E a chi gli chiedeva notizie sulle intercettazioni apparse oggi su alcuni giornali, il procuratore Quattrocchi ha detto categorico: ''Da questo ufficio non esce una virgola, non esce un foglio di carta''. ''Tutto quello che esce, non esce da questa Procura - ha tenuto a rimarcare Quattrocchi - ma dai destinatari degli atti, che sono tenuti ad averli, e che ne fanno un uso che io non discuto''.

Dal canto suo il gip di Firenze, Rosario Lupo non ha ancora deciso in merito alla richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati di Angelo Balducci, Diego Anemone, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola. ''C'è tempo fino a mercoledì, devo riflettere'', ha detto Lupo rispondendo a una domanda dei giornalisti. Proprio Lupo venerdì scorso ha sentito tre degli indagati nel carcere Regina Coeli di Roma, mentre De Santis è stato sentito per rogatoria a Milano.
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Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 18:19:16, in Politica, linkato 1365 volte)
Sulla candidatura del pm Lorenzo Nicastro

Magistrati in politica.
Poli Bortone: tolgono serenita’ ai cittadini


«Sacrosanto che scelgano di candidarsi ma devono dimettersi: a tutela dei cittadini e della magistratura stessa»

"È lecito che un magistrato si candidi ma, a tutela della magistratura e dei tanti che svolgono questa professione in maniera onesta e seria, occorrerebbe richiedere che si dimetta almeno un anno prima delle elezioni". Lo sostiene Adriana Poli Bortone, candidata alla presidenza della Regione Puglia, in merito alla notizia che il Pm barese Lorenzo Nicastro sarà capolista dell'Italia dei valori per le regionali.

"Quello della commisione tra politica e giustizia – spiega Poli Bortone – è un problema serio che meriterebbe di essere affrontato una volta per tutte avendo presenti i cittadini e la tutela stessa dell'ordine giudiziario". "Ai cittadini – dice la senatrice – va garantita la serenità di poter pensare ai magistrati come a persone che svolgono una funzione delicatissima essendo e anche apparendo imparziali. Per questo ai magistrati, che pure hanno tutto il diritto di partecipare alla amministrazione della cosa pubblica, chiedo di farsi parte attiva nella promozione di regole per le quali sia fugato il dubbio che qualcuno di loro abbia esercitato la funzione giudiziaria facendosi pubblicità con inchieste eclatanti". In questo senso, secondo la leader nazionale del movimento Io sud, "merita apprezzamento chi scegliendo di fare politica ha lasciato definitivamente la toga".

"Finché la magistratura – conclude Poli Bortone – sarà una porta girevole e si potrà alternare l'attività di giudice o inquirente a quella di politico o amministratore pubblico nessun cittadino potrà sentirsi garantito dal modo in cui si le toghe esercitano la propria funzione"

Bari, 15/02/2010 16.06.00
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Di Loredana Morandi (del 13/02/2010 @ 17:48:23, in Magistratura, linkato 1386 volte)

Reati su Facebook

E' stato clonato il magistrato Giovanni Battista Tona.

In corso un vero sfruttamento del nome e della persona del magistrato.

Al più presto i particolari.



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Di Loredana Morandi (del 13/02/2010 @ 14:00:23, in Politica, linkato 1368 volte)
Mani pulite la memoria è finita
   
MARIO CALABRESI
per La Stampa ed 13/02/2010

Per cancellare il ricordo, ogni prudenza e la paura, per ricostruire la spavalderia, il senso di impunità e l’arroganza sono serviti 18 anni. Una generazione. Un giro completo di giostra che sembra riportarci alla casella di partenza: 17 febbraio 1992.

Diciotto anni fa, l’anniversario esatto cade mercoledì prossimo, veniva arrestato il presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio - ospizio per anziani milanese - mentre riceveva una tangente di sette milioni di lire. Si chiamava Mario Chiesa e con quelle manette prendeva il via la stagione di Mani Pulite. In quei giorni si affacciavano sulla scena politica di Milano facce nuove, pulite, che promettevano di parlare una lingua diversa: tra queste quella del leghista Pier Gianni Prosperini e di un gruppo di ragazzi della Gioventù liberale. Il primo è finito in carcere prima di Natale con l’accusa di aver incassato una tangente da 230 mila euro, mentre per uno dei giovani liberali - Camillo Pennisi detto Milko - le manette dei carabinieri sono scattate giovedì, mentre si faceva dare da un imprenditore cinquemila euro in contanti nascosti in un pacchetto di sigarette.

Se li era fatti portare nella piazzetta alle spalle di Palazzo Marino, durante la seduta del Consiglio comunale, con la naturalezza di chi esce dall’Aula un momento per fumare.

Nelle stesse ore è stato arrestato il presidente della Provincia di Vercelli e l’Italia ha cominciato a interrogarsi su quale sia la vera faccia di Guido Bertolaso e dei miracoli della Protezione civile.

Il presidente del Consiglio sostiene che i pubblici ministeri dovrebbero vergognarsi e si potrebbe essere tentati di leggere tutto questo come l’offensiva pre-elettorale di una magistratura politicizzata contro la maggioranza di governo a cui appartengono tutti questi personaggi. Ma i conti non tornano: sono in corso inchieste in otto delle tredici regioni che andranno al voto questa primavera, peccato però che i politici coinvolti in ben sei di queste appartengano al centrosinistra. Dal sindaco di Bologna allo scandalo della sanità pugliese, dagli avvisi di garanzia al candidato del Pd in Campania alla bufera sull’ex presidente del Lazio, fino alle inchieste in Calabria e all’indagine sugli appalti a Firenze. La magistratura ha colpito a destra - nel mirino la sanità lombarda - e a sinistra e i carabinieri sono intervenuti a Milano, come a Vercelli o a Roma perché c’erano imprenditori che hanno fatto denuncia, stanchi di pagare.

Ogni giorno emergono storie che ci raccontano come la sanità italiana e i suoi appalti siano diventati fonte privilegiata di approvvigionamento per gli appetiti della politica di ogni colore e schieramento. Si ha la sensazione che si sia davvero tornati al punto di partenza, con la differenza che non si agisce più per conto dei partiti, che nel frattempo non esistono più nella forma che conoscevamo vent’anni fa, ma prevalgano gli individui, le loro carriere e la voglia di avere vite private esagerate.

Ad essere tornata identica è la facilità con cui si chiedono tangenti, contributi, viaggi, automobili, prostitute, orologi, gioielli e carte di credito agli imprenditori che vogliono fare il salto di qualità. È la naturalezza con cui tutto ciò avviene e con cui si arraffa a fare impressione.

Lo spavento di un’intera classe politica, il senso di vergogna, i tabù e la prudenza che sembravano essere entrati nel dna della classe politica dopo Tangentopoli sono completamente svaniti. La rievocazione di Bettino Craxi a dieci anni dalla sua morte, che si è tenuta poche settimane fa, con quell’insistenza sui meriti storico politici dell’azione di governo dell’ex segretario socialista e la rimozione della corruzione e delle tangenti sono segno dei tempi. Segno che la memoria è svanita. Tanto che l’ex sindaco di Milano Carlo Tognoli può permettersi di dire serenamente che le tangenti erano «solo» del tre per cento, come se questo le rendesse accettabili.

In questi giorni diventa maggiorenne la generazione nata in quel 1992, una parte di questi ragazzi andrà al voto per la prima volta tra poche settimane, siamo andati a cercarli e abbiamo avuto la conferma che Mani Pulite non è materia di ricordo. C’è smarrimento in chi andrà alle urne e dovrà sostenere la Maturità, davanti alla storia recente e ai comportamenti della politica di oggi. E aumenta la sfiducia.

Il moltiplicarsi delle inchieste porta con sé anche una sensazione di stanchezza, di assuefazione dell’opinione pubblica; certa spettacolarizzazione della giustizia - un discutibile protagonismo di magistrati che parlano prima dei loro atti - crea disagio e contribuisce allo sfarinamento del vivere civile. Penso a questa divulgazione continua di particolari - meglio se sessuali o pruriginosi - dati in pasto ai mezzi di comunicazione per far salire il livello di attenzione. Una strategia pericolosa e dubbia: si finisce per giudicare un politico per la sua moralità sessuale e si perde di vista la sostanza. Certo è evidente che il sesso sta diventando parte integrante del sistema della corruzione, ma concentrarsi sugli aspetti «pecorecci» finisce per far passare in secondo piano ruberie e spoliazioni della cosa pubblica. Sono convinto che sia poco importante passare giornate a discutere se Bertolaso curasse o no il mal di schiena in un centro sportivo romano, quanto è invece fondamentale capire come funzionava la macchina degli appalti della Protezione civile.

I cittadini avvertono un senso di nausea e la politica dovrebbe farsene carico con urgenza, riscoprendo lei il senso della misura e quello della vergogna.
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Di Loredana Morandi (del 13/02/2010 @ 07:22:24, in Osservatorio Famiglia, linkato 1665 volte)
Dovranno rispondere di accuse pesantissime

Abusi nell'asilo di Rignano Flaminio,

processo per tutti e cinque gli imputati


ultimo aggiornamento: 12 febbraio, ore 17:42
Tivoli, 12 feb. - (Adnkronos) - La decisione del Gup Balestrieri, nell'inchiesta sulle presunte violenze subite dai bambini della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio. Il processo il 27 maggio a Tivoli. Sul banco degli imputati tre maestre, la bidella e il marito di una delle insegnanti''. Il 28 luglio scorso il pm di Mansi aveva chiesto il rinvio a giudizio

Tivoli, 12 feb. - (Adnkronos) - Tutti a giudizio per il Caso Rignano. Lo ha deciso il giudice dell'udienza preliminare di Tivoli, Pierluigi Balestrieri. Il processo che si svolgerà il 27 maggio prossimo davanti al tribunale di Tivoli vedrà sul banco degli imputati per le presunte violenze subite dai bambini della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Candida Magalotti, la bidella Cristina Lunerti, e il marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello.

I cinque imputati dovranno rispondere di accuse pesantissime: da atti osceni a maltrattamenti, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni, violenza sessuale di gruppo, fino a turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza.

Dopo il rinvio a giudizio, si chiude nel silenzio Marisa Pucci, una delle tre maestre imputate per le presunte violenze. "Non ho parole" si limita a dire all'ADNKRONOS con un filo di voce. "Parlate con il mio avvocato", aggiunge la maestra che oggi non era presente in aula.

Il provvedimento adottato dal Gup Balestrieri trova ovviamente d'accordo gli avvocati di parte civile. In una dichiarazione i penalisti Antonio Cardamone e Franco Merlino e Pietro Nicotera, che assistono alcuni dei familiari hanno espresso la loro soddisfazione.

In particolare Cardamone e Merlino hanno detto: "Con buona pace di chi si è stracciato le vesti per ridicolizzare questa indagine, oggi un ulteriore vaglio giudiziario ha dimostrato che le accuse hanno un valido fondamento. Affronteremo questo processo certi della sussistenza degli abusi visto che anche oggi i bambini stanno male e che il dibattimento è un passaggio fondamentale per impedire che queste cose si ripetano".

Quanto all'avvocato Pietro Nicotera, ha sottolineato: ''I familiari aspettavano con ansia questo giudizio. La soddisfazione è piena e appaga le loro attese e ora si confida che il Tribunale appronfodisca le situazioni e stabilisca le responsabilità".

Hanno accolto invece ''con sconcerto'' le decisioni del Giudice dell'Udienza Preliminare di Tivoli i legali degli imputati, il professore Franco Coppi e gli avvocati Giosuè e Ippolita Naso. Quella pronuciata oggi "è un'ordinanza che la difesa considera sconcertante alla luce degli atti processuali", ha sottolineato Coppi. "Ora - ha detto il penalista - dovremo affrontare questa vicenda nel dibattimento e subito cominceremo a prepararci. Non avremo altro rimedio per sostenere l'innocenza dei nostri assistiti".

Più duro il commento dell'avvocato Giosuè Naso: "Non sono certamente sorpreso dall'esisto di questa udienza perché non conferivo al giudice il coraggio di prendere una decisione che smentisse l'operato della Procura di Tivoli e dei suoi colleghi di ufficio. Nonostante un atto di coraggio simile avrebbe riposato sulle inequivocabili decisioni del Tribunale del Riesame e della Cassazione che in sostanza avevano censurato le iniziative della Procura". Infine anche l'avvocato Ippolita Naso ha sottolineato: "Quello di oggi è un rinvio che era scontato. Ce lo aspettavamo. Il dibattimento sarà inutile, una perdita di tempo al cui termine tutti gli imputati saranno assolti".

LA VASTISSIMA RASSEGNA

Pedofilia, processo alle porte

Il Tempo - ‎1 ora fa‎
Antonio Sbraga Dai banchi dell'asilo al banco degli imputati: sono state rinviate a giudizio le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio (insieme con il marito, Gianfranco Scancarello) e la bidella Cristina Lunerti. ...

Rignano/ Cinque a giudizio per i presunti abusi dell'asilo

Il Riformista - ‎1 ora fa‎
Tivoli (Roma), 13 feb. (Apcom) - E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". ...

Rignano, Cinque a giudizio per i presunti abusi dell'asilo

Tiscali Notizie - ‎1 ora fa‎
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Diario del Web - ‎1 ora fa‎
Tivoli (Roma), 13 feb - E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". ...

Cinque a giudizio per i presunti abusi dell'asilo di Rignano

Virgilio - ‎1 ora fa‎
E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". Il rinvio a giudizio dei 5 imputati non è ...

Rignano/ Cinque a giudizio per i presunti abusi dell'asilo

APCOM - ‎1 ora fa‎
Tivoli (Roma), 13 feb. (Apcom) - E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". ...

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Il Giornale di Vicenza - ‎1 ora fa‎
Tivoli (Roma), 13 feb. (Apcom) - E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". ...

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L'Unità - ‎1 ora fa‎
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Brescia Oggi - ‎1 ora fa‎
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L'Arena - ‎1 ora fa‎
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Abusi sui bambini di Rignano, 5 rinvii a giudizio

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Prima udienza il 27 maggio. Saranno giudicati: 3 maestre, il marito di una di loro, e la ex bidella. I difensori: siamo sconcertati Tutti rinviati a giudizio i 5 imputati nella vicenda delle violenze e degli abusi di cui sarebbero stati vittime 21 ...

Rignano/ Parte civile: Con processo si fara' accertamento profondo

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"Con il rinvio a giudizio si avrà un processo. Non possiamo essere soddisfatti perché stiamo parlando di violenze e abusi sessuali su dei bambini". Così hanno detto gli avvocati di parte civile, Antonio Cardamone e Franco Merlino, dopo la decisione del ...

Rignano/ Una mamma: Con processo primo passo verso verita'

Virgilio - ‎6 ore fa‎
"Oggi è solo il primo passo per l'accertamento della verità. Sono commossa". Così una mamma di uno dei 21 bimbi di Rignano Flaminio che sarebbero stati oggetto di abuso e violenze sessuali ha detto dopo la decisione del gup di Tivoli di disporre il ...

Da Rignano Flaminio a Berkeley

Style.it - ‎7 ore fa‎
Tutti rinviati a giudizio i cinque imputati di Rignano Flaminio, per le presunte violenze su 21 bambini di un asilo nido della piccola città in provincia di Roma. Ha deciso così il gip del tribunale di Tivoli. Subiranno così il processo le maestre ...

Rinviati a giudizio i cinque accusati

L'Unione Sarda - ‎8 ore fa‎
A processo andranno le tre maestre Patrizia Del Meglio, Annalisa Pucci e Silvana Magalotti oltre alla bidella Cristina Lunerti e l'autore tv, marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello. Il processo inizierà il 27 maggio A processo andranno le tre ...

RIGNANO: RINVIATI A GIUDIZIO I 5 IMPUTATI

CNR Media - ‎9 ore fa‎
Affronteranno il processo le cinque persone accusate di abusi sessuali nei confronti di 21 bambini della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio, vicino a Roma. Si tratta di tre maestre, del marito di una di queste e di una bidella. ...

Rignano Flaminio: a giudizio i 5 imputati per gli abusi sui bimbi

Newnotizie - ‎10 ore fa‎
Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nell'inchiesta sui presunti abusi ai danni di bambini di Rignano Flaminio della scuola materna “Olga Rovere” nell'anno scolastico 2005-06. Lo ha deciso il gup del tribunale di Tivoli, ...

Rignano e il ritorno della caccia alle streghe

Il Foglio (Abbonamento) - ‎11 ore fa‎
Tutti a giudizio i cinque imputati per i presunti abusi subiti dai bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. La sentenza del gup Pierluigi Balestrieri arriva a più di tre anni e mezzo dall'inizio delle indagini. ...

Rignano Flaminio, cinque rinviati a giudizio per presunti abusi su ...

Donna Fanpage - ‎11 ore fa‎
È stata accolta al gup della città di Tivoli la richiesta del Pubblico Ministero di rinvio a giudizio dei cinque indagati accusati degli abusi compiuti su ventun bambini dell'asilo “Olga Rovere” di Rignano Flaminio. Tra le accuse quelle di sequestro di ...

Rignano, abusi in asilo: rinviati a giudizio i cinque imputati

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Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Tivoli ha disposto 5 rinvii a giudizio per i presunti abusi sessuali compiuti ai danni di almeno 21 bambini della scuola materna “Olga Rovere”. La prima udienza è fissata per il prossimo 21 maggio ...

CRO - Rignano Flaminio, rinviati a giudizio i 5 imputati

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Roma, 12 feb (Velino) - Sono stati rinviati a giudizio i cinque imputati nell'inchiesta sui presunti abusi ai danni di bambini della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. La decisione è stata presa dal gup del tribunale di Tivoli, ...

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ASILO DI RIGNANO: RINVIATI A GIUDIZIO I CINQUE IMPUTATI

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RIGNANO FLAMINIO: GENITORI IN LACRIME, VINTO MA E' PRIMO PASSO

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Rignano. Abusi asilo, rinviati a giudizio i cinque imputati

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Roma, 12 feb. - Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nell'inchiesta sui presunti abusi ai danni di ventuno bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio, comune alle porte di Roma. Questa la decisione del gup della ...

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Di Loredana Morandi (del 12/02/2010 @ 18:25:07, in Osservatorio Famiglia, linkato 1448 volte)
Rignano: per Giovanardi e' un
"esempio di giustizia malata"


12 Febbraio 2010 17:30 POLITICA

ROMA - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi parla di "esempio di una giustizia malata, impermeabile alle ragioni del buon senso" riferendosi al rinvio a giudizio dei cinque indagati nell'inchiesta sui presunti abusi ai danni di bambini della scuola materna di Rignano Flaminio. Giovanardi ha criticato il processo definendolo "infinito con imputati con accuse inverosimili sulle quali non e' stato portato uno straccio di prova". (RCD)

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La decisione è stata presa oggi dal Gup del tribunale di Tivoli

Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati
Genitori in lacrime: «E' un primo passo»


Sono accusati di violenze e abusi su 21 bambini che frequentavano l'asilo nido del paese
 
ROMA - Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nella vicenda delle violenze e degli abusi sui 21 bambini di un asilo nido a Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Lo ha stabilito oggi il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Tivoli. E' stata accolta, dunque, la richiesta del pm Marco Mansi.

GENITORI IN LACRIME - Alcuni genitori, presenti in aula, sono scoppiati a piangere quando il giudice Balestrieri ha letto il provvedimento. In primis Antonio Cardamone e Franco Merlino secondo cui «con buona pace di chi si è stracciato le vesti per ridicolizzare questa indagine, oggi un ulteriore vaglio giudiziario ha dimostrato che le accuse hanno un valido fondamento. Affronteremo questo processo - hanno spiegato - certi della sussistenza degli abusi visto che ancora oggi i bambini stanno male e che il dibattimento è un passaggio fondamentale per impedire che queste cose si ripetano». E un'altra mamma: «Oggi è solo il primo passo per l’accertamento della verità». Dello stesso tenore l'analisi dell'avvocato Pietro Nicotera: «I familiari aspettavano con ansia questo giudizio. Per il momento sono soddisfatti di questa soluzione e confidano che il tribunale possa approfondire le responsabilità degli imputati».

GLI IMPUTATI - Il processo si celebrerà il 27 maggio a Tivoli. Le ipotesi di reato a carico degli indagati sono atti osceni, maltrattamenti, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni, violenza di gruppo e atti contrari alla pubblica decenza. Alla sbarra finiranno dunque le maestre Silvana Magalotti, Patrizia del Meglio e Marisa Pucci, Gianfranco Scancarello - marito della Del Meglio - e la bidella Cristina Lunerti. Erano già state archiviate, invece, le posizioni di un'altra maestra, Assunta Pisani, e del benzinaio Kelum Weramuni Da Silva. Gli indagati respingono le accuse e lamentano che mancano riscontri a cominciare dalla mancanza di tracce del loro Dna e delle loro impronte digitali su peluche e altri oggetti sequestrati.

LE TAPPE DELLA VICENDA - La vicende fece scalpore: secondo il mandato d’arresto, i bimbi tra il 2005 e il 2006, tutti alunni della scuola materna ’Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, sarebbero stati prima narcotizzati e in seguito abusati sessualmente in una villa alla presenza di un uomo che filmava questi abusi.Dopo il carcere, che era stato disposto il 24 aprile del 2007, passati appena pochi giorni dai fatti, il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame annullò gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolì le ipotesi dell’accusa. «Indizi insufficienti e anche contraddittori», scrissero i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema corte aggiunse che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dai propri genitori. «Interrogati con domande inducenti» osservarono gli ermellini, i piccoli «tendono a conformarsi alle aspettative dell’interlocutore». Dopo le scarcerazioni la Procura inizia a cercare nuovi indizi attraverso l’incidente probatorio disposto dal gip Elvira Tamburelli.

I RACCONTI DEI BAMBINI - Nelle udienze, che si protraggono per mesi, oltre venti bimbi, tra i 4 e i 6 anni, raccontano del «gioco della patatina»; della «bua ai bambini», delle «cose brutte» che avvenivano in un «castello cattivissimo». Insomma «c’era una strega che si chiamava Patrizia, stava in un castello. Il castello era nero e ci andavamo con la macchina. La macchina era di Marisa, un’altra strega». Un maschietto: «Le bidelle Cristina e Patrizia facevano i giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia». Le accuse sono di fatto basate sugli elementi emersi da questi racconti. Gli unici su cui gli inquirenti possono contare, perché le analisi del dna effettuate sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno dato esito negativo. La individuazione di un casale e la descrizione di una stanza dove si sarebbero svolti alcuni incontri, sono un ulteriore tassello del quadro.

LE ACCUSE - Le accuse, per gli indagati, vanno dagli atti osceni, ai maltrattamenti, alla violenza sessuale, al sequestro, alla corruzione, allo stupro di gruppo, agli atti contrari alla pubblica decenza. Il 30 ottobre del 2009 il Gup di Tivoli nell’udienza preliminare ha accolto la costituzione di parte civile di 19 famiglie di Rignano Flaminio.

Redazione online
12 febbraio 2010
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Di Loredana Morandi (del 12/02/2010 @ 17:40:52, in Sindacato, linkato 1238 volte)


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G8 Bertolaso: l'Ordinanza sul sito de La Repubblica*

Non sembra, ma questa è una protesta.
Per le amministrative parleremo solo di "Francesca" invece che
dei programmi politici.
Grillo scrive addirittura le ricette.
Per questo inserisco il post nella sezione Sindacato.

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Di Loredana Morandi (del 12/02/2010 @ 17:18:08, in Varie, linkato 3571 volte)

La Neve a Roma

12 febbraio 2010



Le foto sono gentilmente offerte dall'ufficio stampa del Comune di Roma.

Gli scatti sono del fotografo Fabio Callini.

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Roma, 12 febbraio 2010

NEVE: I NUMERI DEL PIANO CAPITOLINO

 

Il Piano antineve e ghiaccio del Comune di Roma è stata attivato da due giorni, da quando, cioè, il servizio meteorologico ha indicato come probabile il rischio di precipitazioni nevose sulla Capitale.
Nella giornata odierna verranno consegnate ai Municipi ulteriori 85 tonnellate di sale, portando il totale delle disponibilità municipali a 425 tonnellate, mediamente 22 a Municipio. Sempre oggi, a seguito delle due nevicate, sono stati impiegati, con il coordinamento del Centro Operativo comunale della Protezione civile e in collaborazione con la Protezione civile regionale, 2000 uomini, fra Polizia Municipale, Ama e Servizio giardini, Protezione civile e le 58 Organizzazioni di volontariato, con 700 mezzi a disposizione.
Alle ore 18.00 è stata convocata una riunione con i Municipi per perfezionare le ultime operazioni tese a scongiurare la formazione di ghiaccio sulle strade durante le ore notturne.

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Di Loredana Morandi (del 12/02/2010 @ 16:51:19, in Giuristi, linkato 1417 volte)
Il primo numero del 2010 di Italiani Europei:

Agenda
Giustizia
Focus

Media

Con articoli di:

Lucia Annunziata - Vittorio Borraccetti - Carlo Freccero - Carlo Federico Grosso - Carlo Guarnieri - Marcello Maddalena - Luigi Manconi - Ignazio R. Marino - Giovanni Minoli - Massimo Mucchetti - Giuliano Pisapia - Paolo Ruffini - Donatella Stasio - Luciano Violante

Sommario

Agenda. Giustizia. I nodi del processo penale
La riforma della giustizia nel quadro del mutamento degli organi dello Stato di Luciano Violante
Riforme ordinarie e riforme ordinamentali per il rinnovamento della giustizia di Giuliano Pisapia
Ipotesi di riforma del sistema della giustizia penale in Italia di Marcello Maddalena
Rischi e prospettive di una riforma costituzionale della giustizia penale di Carlo Federico Grosso
Qualche idea per restituire funzionalità alla giustizia penale di Vittorio Borraccetti
Oltre la crisi: un approccio diverso per il settore penale di Claudio Castelli
La riforma del sistema penale: tra urgenza degli interventi e necessità di un approccio di sistema di Roberto Garofoli
La penalizzazione della politica: una peculiarità italiana? di Carlo Guarnieri
Il rapporto tra procure e magistratura giudicante: esperienze europee e proposte per il contesto nazionale di Mauro Palma
Giustizia penale e società italiana: appunti per un programma di Luigi Manconi
La spettacolarizzazione mediatica del processo penale di Donatella Stasio

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