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Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. E' la qualità più bella di un rivoluzionario.

Ernesto Che Guevara
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 01/03/2010 @ 20:52:11, in Magistratura, linkato 1637 volte)
ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
Sottosezione di SANTA MARIA CAPUA VETERE



I MAGISTRATI DI NOLA SIAMO TUTTI NOI
 

La sottosezione ANM del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere esprime la sua solidarietà ai colleghi del Tribunale di Nola, oggetto di una assurda aggressione da parte della locale Camera Penale, che, paradossalmente, è imputabile solo al sacrificio quotidiano dei colleghi che si sono impegnati ad amministrare giustizia secondo i principi costituzionali.

La dedizione di tutti i colleghi di Nola, così come di quelli degli altri Tribunali del Distretto, sia del settore civile che di quello penale, dovrebbe essere, invece, motivo di apprezzamento da parte della classe forense, che pure suole invocare, talvolta esercitando il diritto di astensione, il rispetto del principio della ragionevole durata del processo.

E’ inoltre inaccettabile la contestazione mossa ai colleghi di Nola a causa del rischio ulteriore che fa correre agli stessi qualora l’impegno dei magistrati fosse inteso dagli imputati come espressione di un pregiudizio nei loro confronti.

Ci si augura che tutte le sottosezioni adottino iniziative analoghe e che i magistrati del Distretto – compatibilmente con i loro impegni lavorativi – partecipino all’assemblea indetta dall’ANM di Nola per il giorno 4.3.2010, con l’auspicio ulteriore che anche l’Avvocatura, all’esito di un’attenta rimeditazione dell’intera vicenda, manifesti solidarietà ai colleghi di Nola.

S.Maria C.V., 1 marzo 2010.

Il segretario  Giuseppe Meccariello
Il Presidente  Carlo Fucci
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L'assenza di questo reato nel nostro ordinamento è stato uno degli argomenti trattati dai magistrati militari durante l'ultimo ciclo di conferenze per la "Giustizia", ed è da sempre nelle parole dei pacifisti. LM

Difesa: introdotto il reato di tortura
nel nuovo codice per le missioni all’estero

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Abu-Ghraib-Prison-Photos11jun04.jpg

Domani il ddl; violenze come in Somalia punibili con 15anni carcere.

Roma, 28 feb - (di Silvia Barocci) Fosse stato in vigore ai tempi della missione in Somalia, i parà della Folgore che durante la missione "Ibis" nel '97 furono ritratti nelle foto dello scandalo mentre applicavano ai testicoli di un somalo due elettrodi collegati con i fili di un telefono da campo sarebbero stati condannati a pene severissime: fino a 15 anni di carcere per un reato, quello di tortura, che soltanto adesso verrà introdotto in Italia, seppure non nel codice penale ordinario.
Al consiglio dei ministri di domani approderà infatti un nuovo codice penale, studiato "ad hoc" per tutti gli italiani, militari e civili, che partecipano alle missioni militari all'estero. Il provvedimento - un disegno di legge delega messo a punto dai dicasteri della Difesa e dalla Giustizia - era stato annunciato la scorsa estate dal ministro Ignazio La Russa, che da tempo lamenta l'inadeguatezza delle norme sino ad oggi in vigore.
Per le missioni militari in Iraq e in Afghanistan fino al 2006 è stato fatto valere il codice penale militare di guerra, mentre in questi ultimi quattro anni quello di pace. ''Se ci sono morti e feriti è come se questo avvenisse in una normale esercitazione'', ha denunciato La Russa nell'agosto 2008 di fronte all'escalation di pericolo per i militari impegnati in Afghanista.
I tecnici del ministero della Difesa e della Giustizia hanno perciò messo nero su bianco un testo in quattro articoli (undici pagine in tutto) che delega il governo ad adottare, entro dieci mesi, il nuovo codice delle missioni militari all'estero. Il provvedimento si poggia su due cardini: da un lato la non punibilità dei militari che in base alle regole d'ingaggio della missione abbiano fatto uso delle armi o della forza; dall'altro pene severe per gli italiani che compiono atti arbitrari di violenza contro i civili.
Tra le novità, appunto, l'introduzione della tortura, reato inesistente nel codice penale ordinario: la pena fissata va da un minimo di quattro a un massimo di 12 anni di carcere (che possono diventare 15 in caso di lesioni gravi), fino all'ergastolo se la tortura o i trattamenti inumani portano alla morte di una o più persone.
La lista dei reati è lunga e prevede: il saccheggio, l'incendio e la distruzione di luoghi di culto o di beni in suo alla popolazione civile; lo stupro etnico, la sterilizzazione forzata e la gravidanza forzata; l'uso di ''scudi umani''; la deportazione e altre gravi violazioni del diritto internazionale. Punito con il carcere da 5 a 15 anni chi fa uso di armi contro ambulanze (o contro ospedali, strutture sanitarie etc).
Una circostanza analoga si verificò nell'agosto del 2004 a Nassiriya, quando i militari italiani furono posti a difesa dei tre ponti dell'Eufrate: nel corso della battaglia dei ponti due lagunari spararono contro un'ambulanza ma furono assolti dal gip militare di Roma.
In base al nuovo codice delle missioni, se l'autore di uno di questi reati sarà un militare, allora procederà l'autorità giudiziaria militare di Roma e non più la procura ordinaria della Capitale. A quest'ultima, tuttavia, spetterà indagare sui civili italiani (compresi quelli a seguito della missione), gli stranieri e i militari stranieri che abbiano agito a danno degli italiani impegnati nelle missioni all'estero. (ANSA)

Ansa su GrNet.it
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Un po' di chiarezza: i radicali romani NON sono di sinistra. Non possono esserlo i radicali romani della generazione di Capezzone, perché cresciuti nientepopodimenoche con "la destra sociale" di Storace e con la gioventù dell'Osservatorio di Urso. Così questi sono i radicali ideologicamente più vicini alle cd "squadracce", visto che hanno avuto una formazione da chi non nasconde affatto il "saluto romano" nelle sue riunioni private.
Ribadisco: a Roma si è trattato di una cattiveria maturata da dentro e per ragioni di comodo. Io sono elettorato passivo come tutti gli altri, ma se lo vedo io che sono certamente di sinistra, allora i radicali ben sapevano come trattare quel rappresentante del PdL e l'ostacolo c'è stato, visto che ne han fatto addirittura "vanto".

Iniziano già le dichiarazioni "inutili", come quella rilasciata dal Senatore Gasbarri del PD, giunto sui luoghi della bagarre ben 1 ora e mezza dopo i fatti.  Leggi:
«Ho le prove del ritardo del Pdl a Roma», dice il senatore Gasbarri (Pd)

Il radicale Sabatinelli:
«Cercano un capro espiatorio»


Il candidato della lista Bonino: «Il Pdl non vuole affrontare la verità dei fatti, si cerca di sviare l'attenzione degli elettori. Solo loro possono sapere perché è avvenuto quel pasticcio»

«La parola passa agli avvocati e alla magistratura». È indignato Diego Sabatinelli, il candidato della lista Bonino-Pannella, denunciato, con altri rappresentanti della lista radicale, per violenza privata dal momento che avrebbe impedito fisicamente il deposito dei documenti della lista provinciale romana del Pdl. C'è anche un'altra denuncia per abuso di ufficio presentata dal Pdl nei confronti dello stesso ufficio centrale, per non aver consentito il deposito.

«Non c'è stato alcun tipo di violenza – ha detto Diego Sabatinelli al Sole24ore.com – nessuno ha toccato, ma nemmeno sfiorato esponenti del Pdl, nessuno ha impedito loro di entrare». Sottolinea che «ci sono testimoni e prove filmate a disposizione».

Sabatinelli ha affidato all'avvocato dei radicali Giuseppe Rossodivita l'incarico per la presentazione di una denuncia, al momento «contro ignoti», in attesa di conoscere i nomi dei firmatari dell'accusa di violenza privata. Analogo mandato è stato conferito all'avvocato Rossodivita da Atlantide Di Tommaso, segretario del Psi di Roma, che insieme a Sabatinelli, «con una condotta assolutamente non violenta, si è steso sul pavimento davanti al cordone dei carabinieri, senza con ciò impedire fisicamente ad alcuno la presentazione della lista». Insieme sarà presentata una querela per diffamazione nei confronti della candidata a Governatore del Lazio del Pdl, Renata Polverini, aggravata dall'attribuzione di un fatto determinato.

Per Sabatinelli l'obiettivo dell'operazione del Pdl è semplice: «Il fatto politico è che stanno cercando un capro espiatorio per non affrontare la verità dei fatti, con un tentativo di sviare l'attenzione degli elettori. Solo gli esponenti del Pdl possono sapere perché è avvenuto quel pasticcio, perché il deposito della documentazione non è stato effettuato nei tempi previsti dalla legge». Una verità dei fatti, dice Sabatinelli, che dovrebbe essere «resa nota al popolo del Pdl che si dovrebbe interrogare sull'accaduto». Sabatinelli si affida ora alla magistratura. «Ai magistrati - dice - spetta l'accertamento dei fatti».

La candidata a governatore del Lazio Emma Bonino, intanto, accusa il Pdl di essere in stato di confusione e giudica «inaccettabile far passare Sabatinelli e Atlantide Di Tommaso come squadristi che hanno impedito a Milioni (delegato del Pdl incaricato di presentare la lista, ndr) di entrare. Questo la dice lunga sullo stato di confusione, sconcerto e disperazione in cui si trova il Pdl». La speranza della Bonino è che ora non si facciano provvedimenti "ad listam".

In campo scende anche l'avvocato Alessandro Gerardi, membro del Comitato nazionale dei Radicali italiani. «Nascondere le proprie evidenti inadeguatezze e incapacità organizzative gridando al complotto e paventando improbabili golpe e colpi di stato, fa davvero sorridere». Per l'avvocato «aggiungere poi che il delegato del Pdl non è riuscito a depositare la lista perché impedito fisicamente dalla violenza esercitata nei suoi confronti dal candidato della Lista Bonino-Pannella, Diego Sabatinelli, oltre a essere altrettanto ridicolo, è anche falso. La verità è che la lista non è stata presentata perché il delegato del Pdl, Alfredo Milioni, dopo essere uscito, si è ripresentato negli uffici della Corte d'appello portando con sé ulteriore documentazione da depositare, e tutto questo non già dopo qualche minuto, come detto da qualcuno, ma circa un'ora dopo la scadenza del termine per la presentazione della lista, quindi abbondantemente fuori tempo massimo».
Per Gerardi, dunque, «più che di violenza, minacce, golpe e colpi di stato sarebbe quindi più onesto parlare di sbadataggine, approssimazione, incapacità e inettitudine. E comunque preoccupa sapere che per alcuni esponenti del centrodestra il rispetto delle regole e delle procedure è considerato al pari di un comportamento eversivo». 1 marzo 2010

Il Sole 24 ore
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Di Loredana Morandi (del 01/03/2010 @ 16:37:42, in Politica, linkato 1573 volte)
A questa notizia credo, sì, perché proviene dalla Corte d'Appello di Milano. E si, perché questo è uno dei "peccati capitali" delle liste della destra italiana. Su Roma credo solo alle dichiarazioni immediate di Milioni.

Il presidente della Regione Lombardia ha tempo fino a domani pomeriggio alle 14 per presentare ricorso

Regionali, dopo Roma tocca a Milano:
fuori il listino Formigoni


ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 16:11
Roma - (Adnkronos/Ign) - La Corte d'appello di Milano avrebbe riscontrato 514 firme irregolari. Dal Colle la risposta alla Polverini: spetta a sedi giudiziarie verifica procedure. Palazzo Chigi: sui giornali ricostruzioni false. A Roma esclusa la lista Pdl. Verdi, ricoverato d'urgenza Bonelli dopo un mese di sciopero della fame. Napolitano: ''Rispetto del pluralismo nella comunicazione''. Par condicio, stop ai talk show politici in Rai

Milano, 1 mar. (Adnkronos/Ign) - E' caos-regionali. Dopo il Lazio, dove è stata esclusa la lista del Pdl che appoggia la Polverini nella provincia di Roma, in Lombardia tocca la stessa sorte al listino che sostiene Formigoni, governatore uscente.

La Corte d'appello di Milano, a quanto si apprende, avrebbe riscontrato 514 firme irregolari delle 3.935 firme presentate a sostegno del 'listino' di cui Roberto Formigoni è capolista. A questo punto le firme valide 'scendono' a 3.421, sotto quindi la soglia delle 3.500 necessarie per 'fare passare' il listino.

Dopo un controllo formale delle firme, i giudici della Corte d'appello di Milano hanno ritenuto fondate le 'doglianze' lamentate in un ricorso presentato dai Radicali sia nei confronti della lista Formigoni che per la lista Penati. In particolare, stando a quanto si apprende, le irregolarità riguardano ''la mancanza di timbri sui moduli, la mancanza di data dell'autenticazione e la mancanza del luogo dell'autenticazione''.

L'attuale presidente della Regione Lombardia, comunque, ha tempo fino a domani pomeriggio alle 14 per presentare ricorso.

Nessun problema, invece, per la lista 'Penati presidente': il ricorso dei Radicali è stato respinto dalla Corte.

Stamane, infatti, il delegato della Lista Bonino-Pannella Lorenzo Lipparini, accompagnato da Marco Cappato, ha depositato all'Ufficio elettorale centrale regionale e alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Milano formale istanza di rivalutazione dell'ammissione della lista 'Per la Lombardia' avente come capolista Roberto Formigoni e della lista 'Penati Presidente' avente come capolista Filippo Penati "per insufficienza delle firme dei sottoscrittori". La Lista Bonino-Pannella ha anche chiesto alla Procura della Repubblica di voler procedere "al sequestro in originale delle liste avente come capolista Formigoni al fine di conservare la prova di eventuali illeciti".
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TALK SHOW: OGGI CONFERENZA STAMPA IN FNSI

CON SANTORO, FLORIS, PARAGONE. ORE 17


CARE COLLEGHE E CARI COLLEGHI E' STATA INDETTA D'URGENZA DA FNSI E USIGRAI UNA CONFERENZA STAMPA PER LE ORE 17 IN FNSI PER  PROTESTARE CONTRO LA GRAVISSIMA DECISIONE ADOTTATA STAMATTINA DAL CDA RAI IN MERITO AI CONTENITORI POLITICI. INTERVERRANNO  GIOVANNI FLORIS, GIANLUIGI  PARAGONE, MICHELE SANTORO E NUMEROSI ALTRI GIORNALISTI. IL SINDACATO ANNUNCERA' LE SUE INIZIATIVE.

Leggi la notizia su AdnKronosPar condicio, stop ai talk show politici in Rai


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma 1 marzo 2010
Prot.n. 50

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, ha dichiarato:


Siddi (Fnsi): sconcerto e preoccupazione
per il rinvio dell’Infedele di Gad Lerner

“Il rinvio della puntata de l’Infedele di Gad Lerner, che stasera doveva essere dedicata alle note vicende dell’inchiesta sul riciclaggio connesso al traffico telefonico, deciso improvvisamente dall’azienda editrice di Italia Sette, evidenzia più di un elemento di sconcerto e preoccupazione.
E’ la prima volta, infatti, che la trasmissione viene rinviata per una decisione aziendale che, sia pure motivata da quello che riteniamo un eccesso di cautela, appare grave, soprattutto se si pensa che per altre vicende che pure chiamavano in causa il Gruppo Telecom o sue dipendenze, l’Infedele e La7 stessa erano state esemplari per completezza e rigore di analisi e informazione. Purtroppo ancora una volta questa vicenda evidenzia che l’informazione non è posta al riparo da conflitti di interesse, anche laddove meno ci sarebbe da aspettarselo. Questo problema non è dunque – come abbiamo sempre sostenuto – una questione di ‘antiberlusconismo’ ma è una dimensione reale e profonda di disagio e di debolezza del nostro sistema.
Per questo, nel mentre invitiamo con forza l’azienda editrice dell’Infedele a ritornare su questa decisione, insistiamo nel chiedere nuovi e più efficaci criteri a garanzia dell’indipendenza del lavoro e della dignità delle testate, delle trasmissioni di informazione e dei giornalisti, al fine di avere anche in Italia finalmente un assetto degno di una democrazia moderna e matura.”
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Di Loredana Morandi (del 01/03/2010 @ 08:52:30, in Magistratura, linkato 1814 volte)
Tutti i video della trasmissione in onda ieri sono già in rete su youtube, a cura di uno sconosciuto che ringrazio. Non ho idea se la riproduzione sia legale, io li rilancio per favorirne la visione a chi avesse perso la puntata e perché i siti della Rai si sono dotati di un sistema che richiede un lettore video il più delle volte incompatibile con i sistemi operativi meno evoluti (il mio per esempio). L.M.

di Danilo Procaccianti, Elena Stramentinoli e Riccardo Iacona

 

Qual è lo stato della Giustizia?

Un viaggio che attraversa tutta l’Italia fa vedere con quali mezzi, con quali risorse e con quanta fatica in Italia si fanno le indagini e si celebrano i  processi.
Siamo andati nei  tribunali e nelle procure del Sud dove lo Stato dovrebbe far sentire di più la sua presenza per combattere il crimine organizzato.

A Marano, in provincia di Napoli, una zona ad alta densità camorristica, il palazzo di giustizia è ospitato provvisoriamente in quelli che prima erano gli uffici del Comune: all’ingresso non c’è neanche un metal detector e le aule di giustizia si affacciano direttamente sulla strada. L'unica scala utilizzabile dentro il tribunale è larga poco più di un metro e sono decine gli avvocati che si accalcano ogni mattina nei corridoi perché non ci sono aule a disposizione. A Marano per la sezione civile ci vogliono anni per le sentenze e le pendenze sfiorano i 12mila provvedimenti. La giustizia non è garantita neanche al penale, dove l'organico ha 3 giudici, un cancelliere e sono oltre  3mila i procedimenti pendenti.
Quasi tutti i tribunali e le procure del Sud soffrono per le strutture inadeguate, per i computer inesistenti, per il personale insufficiente.

Il lungo viaggio finisce nel palazzo di giustizia di Milano che  soffre come tutti gli altri di carenze di uomini e mezzi: mancano all’appello infatti 35 magistrati, mentre per i cancellieri e il personale amministrativo la scopertura è del 22 per cento; ce ne vorrebbero 150 in più. Nonostante le condizioni difficili e l’enorme mole di lavoro, a Milano sono riusciti ad abbattere i tempi dei processi: il tempo medio di un procedimento penale è di 2 anni e mezzo e si sta lavorando a ridurre al massimo a un anno anche la durata dei procedimenti civili.

Presadiretta rende conto anche del decreto sulla funzionalità del sistema giudiziario appena approvato al Senato con i voti del centrodestra e del centrosinistra, volto proprio a dotare la macchina della Giustizia di più uomini e mezzi.






Nel primo video:
l'inaugurazione dell'anno giudiziario e i passi più toccanti dell'intervento del PG di Cassazione. Seguono l'intervista al dott. Vincenzo Pezzella del Tribunale "disastrato" di Marano, provincia di Napoli. Inizia qui l'intervista alla d.ssa Margherita Di Giglio, dirigente capo del Tribunale che svolge udienza con le finestre non protette direttamente sulla strada.

http://www.youtube.com/watch?v=VMZtorfsEpI

Video 2: Prosegue l'intervista alla Di Giglio e segue una inchiesta filmata in locale sul tribunale "fantasma" di Giuliano. Inizia qui lo "spot" vacanziero del Procuratore di Palmi, dott. Giuseppe Creazzo, che offre "le bellezze naturali e balneari della sua regione" per allettare la scelta di nuovi magistrati a rinforzare Procura e Tribunale.

http://www.youtube.com/watch?v=PSANfc1vDn8

Video 3: escono dalle labbra di Creazzo le vere problematiche della Giustizia in Calabria e sulla piana di Gioia Tauro dove si stanno ricostituendo le n'drine sgominate anni fa. E' intervistata la gip Silvia Capone, sotto protezione, che dichiara ben 29 arresti per droga ed armi nel solo periodo settembre/dicembre 2009. Una breve apertura del servizio sul convegno Unicost "Procure a Perdere" tenutosi a Catania: la scopertura è del 40%, mancano 90 sostituti in Sicilia, scoperte 57 sedi. Le iniziative ANM a Catania: l'apertura alla cittadinanza e alle scuole. Inizia l'intervista a Salvatore De Luca, procuratore di Barcellona Pozzo  di Gotto, che esplica le dimensioni del problema degli uffici. La sua scopertura stà per raggiungere l'80%.

http://www.youtube.com/watch?v=wVkneLtB2YM

Video 4: prosegue e si conclude l'intervista al dott. Salvatore De Luca, con le immagini delle manifestazioni tenutesi a Barcellona e del convegno, con un ritorno in "sala" di Iacona.

http://www.youtube.com/watch?v=0SgA56fTstU

Video 5: ancora scene dalla vita in Barcellona con una breve intervista a Don Salvino dell'Oratorio Salesiano "il vero miracolo è una nuova fiducia nella Giustizia", dice il religioso. Enna: a reggere l'ufficio è il solo Procuratore Calogero Ferrotti, un magistrato che lavora fino a notte fonda e il giorno dopo tiene udienza. La scopertura ad Enna è del 100%. Il magistrato ha rappresentato la situazione della Procura e per tutta risposta è stato consigliato di andare i "pensione", con tanto degli "infelici" ringraziamenti del "ministro". Dopo 40 anni ...

http://www.youtube.com/watch?v=DILQgVN9Nfw

Video 6: Torna Iacona sul Senato e la leggina per consentire al CSM i trasferimenti d'ufficio. I tagli sono stati di 500 milioni di euro nel solo 2009. Roma, eventi del 5 febbraio a cura di Domenico Iannaccone. Gli interventi di piazza della Todisco, Martullo e altri lavoratori giudiziari che non conosco di persona. "Giù le mani dalla Giustizia" è lo slogan. I lavoratori ormai non rilasciano dichiarazioni, ma sgranano il "Rosario" : no turnover, no mezzi, no computer, no carriera, no riqualificazione, carichi di lavoro in aumento su tutto il territorio, carenze ovunque. Questo sito reca testimonianza infatti, che dal Ministero di Giustizia si collegano con computer che girano con il sistema operativo Windows 2000. Intervista a Birritteri.

http://www.youtube.com/watch?v=tbJ2md5nUcc

Video 7: si conclude l'intervista a Birritteri sul protocollo Brunetta/Alfano sulla digitalizzazione. Occorreranno 60 milioni di euro, Tremonti aprirà le borse del Tesoro al Ministero di Giustizia? ARRIVO A MILANO: la tana del Lupo, il luogo giudiziario del Processo Mills e dei processi a Berlusconi. Piano terra: i processi per direttissima, anche 40 in un giorno. Intervistato il capo della segreteria: Antonio Pelullo, che dichiara 7000 arrestati e oltre 5000 fascicoli trattati.

http://www.youtube.com/watch?v=pITMd11wkYI

Video 8: Milano il Processo Parmalat, l'accusa è aggiottaggio. Intervista a Carlo Nocerino, il pm che con Francesco Greco ha seguito le indagini e la ricostruzione dell'affare ai danni dei piccoli risparmiatori. Un processo sul quale pende la mannaia del "processo breve". Interviste a privati e avvocati. Ritorno in sala con Iacona.

http://www.youtube.com/watch?v=mVSiaZetoTs

Video 9: Milano, la violenza alle donne, che oggi hanno una legge contro lo stalking e la violenza familiare, ma che in quanto vittime soffrono della lunghezza dei processi e delle "prescrizioni" che ne derivano. A Milano mancano 35 magistrati e 150 cancellieri, il 30% in meno i contributi economici del Ministero per il 2010. La sezione Civile, a cura di Elena Stramentioli. Ritorno alla sezione penale con l'intervista a Felicia Russo della fp cgil, cancelliere B3, per i corridoi addetta al trasporto dei fascicoli ed amanuense in aula. Nei sotterranei con gli ufficiali giudiziari, l'organico è di 44 invece di 75.

http://www.youtube.com/watch?v=lzB8hNOFfT0

Video 10: Milano, interviste agli avvocati, che lamentano la mancanza degli impiegati amministrativi. Il trasferimento dei fascicoli per tutti i tipi di avvisi. I fascicoli raggiungono con un furgoncino la sede distaccata degli Uffici Giudiziari. Un impiegato dichiara di aver portato il computer, la stampante e il fax da casa. Ma nell'ufficio del dott. Enrico Consolandi la tecnologia è arrivata, il magistrato è infatti uno dei 50 fortunati (su 150) ad aver dato vita al "Processo Civile Telematico". Il merito non è del Ministero che ha fornito 17 computer sui 140 richiesti, bensì degli aiuti esterni dalla Associazione Bancaria, dagli Avvocati milanesi che han fornito personale e scanner e dalla Regione Lombardia che ha fornito i programmi di riconoscimento vocale. Simpaticissimo il dott. Consolandi alla domanda: "Ma se si rompe il suo computer?" - confessa - "Ne vado a rubare uno a qualcun altro". A Milano il Cisia funziona, i tecnici assunti dal ministero in caso di guasti si sono attrezzati a cannibalizzare le macchine più vecchie per riparare le altre. Le notifiche telematiche via email faranno risparmiare 1 milione di euro.

http://www.youtube.com/watch?v=a2S_8UeyKq0

Video 11: intervista all'avvocato Paolo Lessi sulle notifiche via email. Paolo Giuggioli, presidente dell'ordine degli Avvocati di Milano, intervistato dichiara di aver investito sul processo telematico 150.000 euro. L'artefice di tutte le collaborazioni con enti e associazioni è Claudio Castelli, dirigente dell'ufficio innovazione. Il presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro: i numeri a Milano sono eccellenti. Le Toghe Rosse per la magistrato sono un dibattito troppo ideologizzato su questioni che riguardano i cittadini e che dovrebbero impegnare solo a questo tutte le parti. L'inaugurazione dell'anno giudiziario: le toghe con la Costituzione lasciano la sala, Angela Scalise presidente della giunta distrettuale di Milano legge il documento unitario della ANM. Intervista al pm Alfredo Robledo esperto in reati finanziari della Procura, per lui l'accusa insopportabile alla categoria professionale è "la politizzazione". Inizio intervento Spataro.

http://www.youtube.com/watch?v=OjCPMSvMtP4

Video 12: Intervista ad Armando Spataro, coordinatore del dipartimento terrorismo ed eversione. La legge Carotti del 94 ha fatto del processo un percorso ad ostacoli. La legge sui pentiti: perché non utilizzare le dichiarazioni del singolo collaboratore a sei mesi dal rilascio, se una memoria successiva taglia le unghie di chi è incaricato di fare luce sui fatti? Un sistema di tribunali su base "pre unitaria" in cui i Ministri da sempre si impegnano a parole ma non a fatti. I cambiamenti del codice penale: i provvedimenti ad personam. Rischio e Responsabilità, la scelta di voltare le spalle al Governo. Grande la preoccupazione sul pericolo di violenti strappi ai principi della nostra Costituzione. L'operato di un pm si conclude con il pronunciamento di un Giudice, anticostituzionale anche l'ipotesi che un processo si concluda senza questo pronunciamento. E' la mannaia del "Processo Breve" uno dei più grandi timori del dott. Spataro, uno dei magistrati più stimati d'Italia.

Video 13: anticipazioni sulla puntata successiva.
http://www.youtube.com/watch?v=rSF_zSBvCKY

Un saluto a Felicia Russo e ai lavoratori milanesi che conosco di persona e che stimo.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 01/03/2010 @ 08:22:52, in Ambiente, linkato 2005 volte)
Dai terremotati de L'Aquila sono pervenute le istanze più svariate e di incomprensibile superbia, dalla protesta per la carne e le bevande negli alberghi all'odierna protesta per le macerie.
La "normativa" che i manifestanti chiedono di cambiare dovrebbe essere quella del vincolo paesaggistico, che obbliga la ricostruzione / restauro con gli stessi materiali originali.
In pratica queste teste vuote chiedono una modifica che avrebbe consentito o forse obbligato  a ricostruire la chiesa di San Francesco in Assisi dopo i crolli del terremoto con due travi di metallo e una mano di cemento, invece che con le pietre originali.

Vai a far del bene agli asini, dice il proverbio! Ed è giusto di ieri l'intervista a Birritteri del Ministero di Giustizia, che giustificava i tagli alla spesa pubblica per la destinazione dei fondi del governo alla ricostruzione aquilana. E pensare che nell'Irpinia di oggi, molti anni dopo il terremoto, c'è ancora chi vive nei container...
L.M.


L'Aquila: in 6.000 a 'rivolta carriole'
Cialente: serve cambiare normativa su macerie

(ANSA) - L'AQUILA, 28 FEB - Con una ventina di carriole manifestanti hanno scaricato davanti alla sede del Consiglio d'Abruzzo, detriti raccolti a piazza Palazzo. E' la 'rivolta delle carriole', alla quale hanno partecipato seimila persone.
Tra queste, la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e il deputato Pd Giovanni Lolli. Portati davanti all'Emiciclo anche 5 cassonetti di rifiuti. 'Il problema vero e' cambiare la normativa sulle macerie', ha commentato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.
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Di Loredana Morandi (del 28/02/2010 @ 15:18:20, in Politica, linkato 2560 volte)
Non Sparate su Alfredo Milioni
- il ritardatario del PdL -


Intanto è una brava persona e qualche anno fa è stato anche parecchio male. E' un ex sindacalista socialista, confluito in Forza italia quando una parte degli italiani ha creduto nel miracolo "imprenditoriale", ed è il presidente del XIX Municipio di Roma.

Io sono di sinistra e lo conosco come persona sempre disponibile con tutti, neppur troppo avversato dai consiglieri di opposizione per questa sua caratteristica, tanto che l'unica persona di Rifondazione che io voto in tutta Italia dice di lui, che tutto sommato è un brav'uomo aperto al dialogo.

L'ho conosciuto quando era solo un consigliere del municipio, perché fu la persona che  recuperò di fatto i posti all'asilo nido pubblico spettanti di diritto ai miei figli dalla "lottizzazione" dei bottegai della Balduina, durante una presidenza poco illuminata o quanto meno "distratta", pensate, proprio di Rifondazione.


Una lottizzazione tanto radicata quanto qualunquista e bipartisan quella dei bottegai, che rammenteranno i giornalisti delle pagine romane de La Repubblica di aver visto ben altre sottrazioni di posti scolastici pubblici, anche alle elementari. Glieli ho dati io, salvo poi fermare gli articoli quando uffici e segreterie scolastiche capitolavano.

Questo è uno spaccato vero di Roma, come la conosciamo nel quotidiano.

Così, nel video di Repubblica Multimedia una persona, non identificata, dichiara di "essersi sdraiato a terra" per impedire il passaggio di Alfredo Milioni. Ebbene, caro tizio del popolo viola, una azione del genere non solo calpesta le libertà del cittadino mentre si interfaccia con le Istituzioni Pubbliche, ma denota lo scarsissimo senso di responsabilità di una certa sinistra prona al proprio  plateale non voler agire nella legalità e pronta solo all'atto violento in se contro l'avversario, in assenza della politica e dei programmi.

Quello che voglio dire è che se questa sinistra dai colori mortuari per emergere ha bisogno di "gettarsi a terra" per impedire il passaggio di uno come Alfredo Milioni, allora siamo davvero arrivati alla frutta e per prendere la Regione Lazio qualcuno è anche disposto a rubare.

Troppa fretta Tonino, perché è la "fame" ad agire e a parlare per te.

L.M.

La Rassegna

La Corte d'Appello ha respinto l'istanza. La mancata presentazione lascia la candidata senza un importante sostegno. Storace: "La magistratura usi il buon senso". Bonino: "Guai a provvedimenti ad listam"

Regionali, Pdl senza lista in provincia di Roma
Polverini: "Napolitano garantisca gli elettori"

Rotondi: "Stufo di questa banda d'incapaci". Il centrodestra annuncia che presenterà ricorso

ROMA - E' stata respinta l'istanza presentata dal Pdl per l'accoglimento della lista provinciale di Roma dei candidati del centrodestra alle elezioni regionali del Lazio.  "Per ora faremo un nuovo ricorso all'ufficio centrale regionale della Corte d'appello", ha annunciato Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del Pdl.

"Sono convinta che si tratti solo di un fatto burocratico. Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l'accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia. Lancio un appello al capo dello Stato: garantisca a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl di esprimere il proprio voto", ha detto Renata Polverini candidata alla presidenza della regione Lazio nella conferenza stampa convocata al comitato elettorale di via Imbriani dopo l'esclusione della lista Pdl per ritardo dalla competizione elettorale. "Non ci nascondiamo dietro la burocrazia - ha rimarcato Polverini - sono convinta che si tratti solo di un fatto procedurale. Il Pdl sta seguendo tutte le vie legali per garantire questo diritto di voto. Non parliamo di una lista respinta ma dell'impossibilità di presentarla - ha concluso Polverini - Restituiamo ai cittadini i loro diritti". E anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si appella al capo dello Stato e ai magistrati "che devono decidere sugli esiti di questa vicenda, affinché venga garantito il diritto dei romani a esprimersi democraticamente".

Intanto è scontro sulla mancata presentazione della lista. Mentre nel Popolo della Libertà si oscilla tra le accuse di incapacità (Rotondi) a chi ha organizzato la presentazione e la difesa di Storace: "Sarebbe un golpe", il centrosinistra chiede garanzie che non si usano pesi e misure diverse per salvare la lista Pdl. "Non vorrei che dopo le leggi ad personam, assistessimo a provvedimenti ad 'listam'. Una innovazione degna di qualche altro regime" dice Emma Bonino "Noi - rimarca la candidata del centrosinistra - non ci lamentiamo, ma nessuno abbia memoria corta. Questa lista semplicemente non c'è. Si parla di verbale aperto o chiuso. No, non c'è proprio. Questo è un punto di legalità da tenere ben fermo".

Dalle diverse ricostruzioni dei fatti emerge che, comunque, alle 12 di ieri (scadenza legale della presentazione), le liste del Pdl non c'erano ancora. Francesco Storace, leader della destra, si appella al buon senso dei giudici: "La magistratura usi buonsenso. L'esclusione del Pdl dalle Regionali avrebbe il sapore di un colpo di Stato. La sinistra, comunque, non si illuda: nel Lazio non molla nessuno".

Ma anche nel centrodestra piovono critiche sull'organizzazione deficitaria del partito. Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del Programma è inferocito: "L'onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana. I maestri del PdL hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia".

E il centrosinistra insiste: "Per molto meno in passato altre liste sono state escluse dalla competizione elettorale. Non si capisce pertanto su quali basi sia stato impostato il ricorso del Pdl, che, se accolto, capovolgerebbe all'istante, ed in modo davvero clamoroso, tutta la più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato". E' quanto afferma l'avvocato Alessandro Gerardi, membro della leadership radicale. "La normativa sulla presentazione delle liste - spiega il legale - è chiarissima e prescrive che la lista regionale dei candidati e i relativi allegati debbono essere presentati prima delle ore 12 e che di questo atto, di natura istantanea, si dia conto nel verbale di ricevuta; in altre parole il solo ingresso dei delegati presentatori, seppur tempestivo, nella cancelleria della corte di appello è elemento di per sè irrilevante se non accompagnato dalla materiale ed altrettanto tempestiva consegna della documentazione, completa e perfettamente in ordine, al cancelliere".

Invece, ricorda Gerardi: "I rappresentanti del Pdl non hanno fatto nulla di tutto questo, trattenendosi all'esterno degli edifici della corte d'appello ben oltre lo scadere del termine perentorio per la presentazione della lista in quanto, come riferito da numerosi testimoni, non disponevano di tutti i documenti necessari; tanto è vero che al loro rientro non gli è stato consegnato il verbale di ricevuta da parte del cancelliere, al quale non è mai stata consegnata la documentazione".

(28 febbraio 2010)

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Pdl senza lista in provincia di Roma
La Corte d'Appello ha respinto l'istanza

La mancata presentazione lascia la Polverini senza un importante sostegno Storace: "La magistratura usi il buon senso". Bonino: "Guai a provvedimenti ad listam". Rotondi: "Stufo di questa banda d'incapaci". Il centrodestra può presentare appello

E' stata respinta l'istanza presentata dal Pdl per l'accoglimento della lista provinciale di Roma dei candidati alle elezioni regionali del Pdl. Lo si apprende da fonti bene informate. Ora il Pdl può presentare appello all'Ufficio centrale regionale. Intanto è scontro sulla mancata presentazione della lista. Mentre nel Popolo della Libertà si oscilla tra le accuse di incapacità (Rotondi) a chi ha organizzato la presentazione e la difesa di Storace: "Sarebbe un golpe", il centrosinistra chiede garanzie che non si usano pesi e misure diverse per salvare la lista Pdl. "Non vorrei che dopo le leggi ad personam, assistessimo a provvedimenti ad 'listam'. Una innovazione degna di qualche altro regime" dice Emma Bonino "Noi - rimarca la candidata del centrosinistra - non ci lamentiamo, ma nessuno abbia memoria corta. Questa lista semplicemente non c'è. Si parla di verbale aperto o chiuso. No, non c'è proprio. Questo è un punto di legalità da tenere ben fermo".

E' lo stesso delegato del Pdl a spiegare come sono andati i fatti, alle 12.45, quando è tornato in tribunale e ha trovato gli avversari pronti a impedirgli la consegna fuori tempo massimo della lista. Lo fa a caldo, non senza contraddizioni. Incalzato dalle domande, dice che è uscito una prima volta per prendere i lucidi dei simboli che aveva dimenticato, e poi una seconda volta portando con sé le accettazioni. "Ne ho approfittato per mangiare qualcosa e sono tornato in tutta tranquillità". Fatto sta che, dopo mezzogiorno, né lui né l'altro delegato erano in tribunale; nessuno le ha consegnate all'interno dell'ufficio deputato in tempo utile.

AUDIO - Milioni: "Sono uscito e ho mangiato qualcosa in tutta tranquillità"

VIDEO Pdl, liste in ritardo: contestazioni in Tribunale

Renata Polverini, in giornata, convoca una conferenza stampa: "Vinceremo lo stesso", dice. "Abbiamo sentito il presidente Berlusconi, è sconcertato per quanto accaduto". Ha spiegato di aver lanciato l'appello al Capo dello Stato "perché credo che possa garantire le condizioni perché le elezioni nel Lazio si svolgano regolarmente facendo partecipare tutte le forze politiche e, in particolare, il primo partito del Lazio". Polverini sottolinea che "non possiamo consentire che la burocrazia uccida la democrazia. Quindi rivolgo un appello al Capo dello Stato in questo senso".

Dalle diverse ricostruzioni dei fatti emerge che, comunque, alle 12 di ieri (scadenza legale della presentazione), le liste del Pdl non c'erano ancora. Francesco Storace, leader della destra, si appella al buon senso dei giudici: "La magistratura usi buonsenso. L'esclusione del Pdl dalle Regionali avrebbe il sapore di un colpo di Stato. La sinistra, comunque, non si illuda: nel Lazio non molla nessuno". Anche nel centrodestra piovono critiche sull'organizzazione deficitaria del partito. Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del Programma è inferocito: "L'onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana. I maestri del PdL hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia".

E il centrosinistra insiste: "Per molto meno in passato altre liste sono state escluse dalla competizione elettorale. Non si capisce pertanto su quali basi sia stato impostato il ricorso del Pdl, che, se accolto, capovolgerebbe all'istante, ed in modo davvero clamoroso, tutta la più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato". E' quanto afferma l'avvocato Alessandro Gerardi, membro della leadership radicale. "La normativa sulla presentazione delle liste - spiega il legale - è chiarissima e prescrive che la lista regionale dei candidati e i relativi allegati debbono essere presentati prima delle ore 12 e che di questo atto, di natura istantanea, si dia conto nel verbale di ricevuta; in altre parole il solo ingresso dei delegati presentatori, seppur tempestivo, nella cancelleria della corte di appello è elemento di per sè irrilevante se non accompagnato dalla materiale ed altrettanto tempestiva consegna della documentazione, completa e perfettamente in ordine, al cancelliere".

Invece, ricorda Gerardi: "I rappresentanti del Pdl non hanno fatto nulla di tutto questo, trattenendosi all'esterno degli edifici della corte d'appello ben oltre lo scadere del termine perentorio per la presentazione della lista in quanto, come riferito da numerosi testimoni, non disponevano di tutti i documenti necessari; tanto è vero che al loro rientro non gli è stato consegnato il verbale di ricevuta da parte del cancelliere, al quale non è mai stata consegnata la documentazione".

LE LISTE TUTTI I CANDIDATI (pdf)

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Di Loredana Morandi (del 28/02/2010 @ 14:55:06, in Economia, linkato 2056 volte)
Informatizzazione giustizia:
un milione e mezzo dalla Giunta Campana


Redazione Julie News
28/02/2010, ore 10:57


Un milione e mezzo di euro per l’informatizzazione degli uffici giudiziari. Lo prevede un nuovo protocollo di intesa tra Regione e Ministeri della Giustizia e Pubblica Amministrazione che promuove azioni congiunte per l’informatizzazione degli Uffici giudiziari collocati sul territorio della Regione Campania.

In particolare saranno oggetto dell’azione innovativa gli uffici del Tribunale, della Procura e del Giudice di Pace.
Di seguito sono specificati i servizi che il progetto innovativo va a realizzare:

• Aumentare lo scambio, la trasmissione e l’accesso per consultazione di atti e documenti per via telematica;
• Notificazione telematica delle comunicazioni e degli atti processuali;
• Rilascio telematico di certificati giudiziari e capillarizzazione della rete di accesso per gli utenti;
• Trasmissione telematica delle notizie di reato fra forze di polizia e procure della Repubblica;
• La trasmissione telematica e la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate degli atti prodotti per dare seguito esecutivo;
• Progettare e realizzare infrastrutture centralizzate di servizio di archiviazione digitale e conservazione dei documenti a supporto dell’intera Amministrazione;
• Fornire agli utenti servizi di consultazione e copia dei documenti in formato digitale per via telematica;
• Consentire l’accesso telematico alle sentenze ed ai dati dei procedimenti in attuazione del codice dell’Amministrazione digitale;
• Razionalizzare e ridurre i costi di produzione e gestione dei servizi;
• Razionalizzazione, evoluzione e messa in sicurezza delle infrastrutture ICT.

Il finanziamento rientra nell’ambito delle azioni di E-government ed E-inclusion del Programma Operativo FESR 2007/2013.

Si tratta di un ulteriore investimento della Regione Campania a favore del miglioramento dei servizi nel settore della Giustizia per velocizzare i tempi dei procedimenti penali e civili a vantaggio dei cittadini e delle Pubbliche Amministrazioni Locali.
Già nel 2006 la Regione Campania investì con lo stesso scopo € 1.500.000,00 a valere sui fondi della Misura 6.2 del POR Campania 2000-2006 e successivamente ha sostenuto il progetto IRESUD, per l’informatizzazione degli Uffici Giudiziari, con 4.305.000,00 a valere sui fondi dell'Accordo di programma in materia di e-government e Società dell'Informazione.

“L’informatizzazione della Pubblica Amministrazione – ha dichiarato il presidente della Giunta Regionale – è un fronte importante su cui abbiamo lavorato intensamente in questi anni. I flussi documentali della Regione sono completamente digitali, così come la pubblicazione e la consultazione di leggi, delibere, decreti, bandi di gara e altri atti importanti. Con il protocollo siglato oggi – ha continuato il presidente della Regione Campania – diamo un ulteriore contributo alla modernizzazione degli uffici della magistratura, un’istituzione fondamentale del nostro Paese. Più efficienti sono i mezzi che la magistratura e le forze dell’ordine hanno a disposizione, più efficace è il contrasto alla criminalità organizzata e i servizi resi ai cittadini” ha concluso il presidente della Regione.

“Lo sviluppo dei sistemi informativi della giustizia rappresenta un’esigenza prioritaria finalizzata al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell'azione giudiziaria. Un ulteriore riflesso dell’innovazione è il supporto al contrasto della criminalità con benefici per l’intera società, i cittadini e le imprese”, ha dichiarato l’assessore alla Ricerca e all’Innovazione della Regione Campania. “Condizione necessaria per realizzare questo obiettivo è l’interconnessione tra le pubbliche amministrazioni centrali e locali, fattore di promozione per le politiche di sviluppo della Società dell’Informazione, ha proseguito l’assessore. Inoltre la modernizzazione degli uffici giudiziari deve necessariamente integrarsi nell’ambito dei progetti di digitalizzazione della giustizia sviluppati congiuntamente dal Ministero della Giustizia e dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione”.

“Sono molto contento di rappresentare il Ministero della Giustizia nella sottoscrizione di questo Protocollo di intesa che costituisce sicuramente un importante contributo nella direzione dell’aumentata efficienza degli uffici giudiziari e, conseguentemente, del miglioramento dei servizi ai cittadini”, ha detto il sottosegretario di Stato alla Giustizia. “ Questa esigenza diffusamente sentita e fortemente auspicata in ogni sede, soprattutto in una realtà territoriale complessa come quella napoletana che richiede uno sforzo congiunto di tutte le istituzioni, locali e centrali, nell’utile ricerca di quelle soluzioni che meglio di altre possano garantire una valida e tempestiva risposta alle istanze di giustizia della collettività”, ha proseguito il sottosegretario.
“E’ questa una ulteriore dimostrazione della serietà dei propositi di impegno manifestati sia dal Governo, all’atto del suo insediamento, che dallo stesso Ministro Alfano in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2009”, ha concluso il sottosegretario alla Giustizia.
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Di Loredana Morandi (del 28/02/2010 @ 14:32:08, in Magistratura, linkato 2256 volte)
FEDER.M.O.T.

Federazione Magistrati Onorari di Tribunale
www.federmot.it

ASTENSIONE
DEI MAGISTRATI ONORARI
01 – 05 marzo 2010


Da Lunedì 1° marzo a Venerdì 5 marzo 2010 i Giudici Onorari di Tribunale e i Vice Procuratori della Repubblica si asterranno per cinque giorni dalle udienze civili e penali.

Preso atto che il Ministro Alfano non ha dato alcun riscontro alla richiesta di convocare i rappresentanti della magistratura onoraria ad un tavolo di trattative per emendare il disegno di legge governativo di riordino della categoria divulgato lo scorso dicembre, la Feder.m.o.t. proclama l’astensione dalle udienze civili e penali per cinque giorni a partire dal I marzo.

La dichiarata riforma annunciata dal Ministro: non muta l’assetto attuale della magistratura onoraria (disattendendo i dicta della Corte Costituzionale, che finora non aveva censurato l’attuale normativa solo in virtù della sua temporaneità), rinnovando la disciplina solo in senso ancora più afflittivo per coloro che, proprio a dire del Ministro, contribuiscono in modo determinante al funzionamento della giustizia in Italia «con ammirevole impegno e abnegazione»;

continua ad affidare la tutela di diritti fondamentali dei cittadini ad una giurisdizione precaria, è anacronistica nel mantenere un sistema di pagamento a cottimo e nell’omettere di riconoscere copertura in caso di malattia, maternità, previdenza proprio a coloro che devono, tra l’altro, sanzionare i datori di lavoro in caso di mancato versamento dei contributi previdenziali;

fa indietreggiare la storia di secoli e rinuncia alle conquiste sociali della civiltà moderna, quando persiste nel negare una retribuzione all’attività più pregnante dei giudici, la redazione delle sentenze (vale a dire che giudici chiamati a decidere cause civili del valore di centinaia di migliaia di euro e della libertà delle persone continueranno a motivare le loro decisioni gratuitamente), e una retribuzione adeguata a pubblici ministeri chiamati a difendere le ragioni delle vittime dei reati in udienza. Meccanismo che peraltro favorirà, indirettamente, un reclutamento dei magistrati per censo;

rinuncia a perseguire l’obiettivo della ragionevole durata dei processi, quando una valorizzazione della professionalità dei magistrati onorari in servizio varrebbe in concreto a rimediare alle carenze del sistema e perciò a celebrare processi brevi senza fare prescrivere i reati, a fare risparmiare alle casse dello Stato le spese di risarcimento dei danni da durata irragionevole del processo, e a rilanciare l’economia facendo conquistare posizioni all’Italia nella classifica mondiale stilata dalla World Bank in base alla durata media dei processi civili per il recupero dei crediti commerciali.

Il Segretario Generale
Giovanni Pomarico

Il Presidente
Paolo Valerio

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