Immagine
 ... rose... di Admin
 
"
"Le cose sono esattamente come appaiono e dietro di esse non c'è nulla."

Sartre
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 17/01/2010 @ 10:54:36, in Magistratura, linkato 1235 volte)



Questo articoletto è un "domenicale", che dedico ai miei più affezionati lettori in quanto sono un po' dispiaciuta per non aver partecipato all'evento di ieri in Cassazione, pur essendo accreditata.


Colgo così l'occasione di salutare e ringraziare Angelo Ciancarella, ufficio stampa uscente della ANM, che ha accompagnato l'Associazione Nazionale Magistrati nel corso di questo lungo anno e durante la ricorrenza del "centenario" della Associazione.

Angelo tornerà al suo primo amore, il giornalismo della carta stampata, e mentre attendiamo di leggerlo e rileggerlo in ambito politico finanziario il testimone della comunicazione della Magistratura associata sarà presto nelle mani di una "gentile collega", che ancora non conosco.


A Ciancarella, alla nuova collega e al presidente Palamara dedico questa semplice elaborazione grafica ottenuta con un divertissment tool trovato su web ed un famosissimo quadro di Magritte, insieme alla "battuta": "E se il pm fosse come una Magic Card ?" , interrogandomi sulla "non" recondita e preoccupante possibilità di una "mobilità" che investa l'intero corpo dei rappresentanti della giurisdizione.

Auguro a tutti loro un buon lavoro per il 2010.


Loredana Morandi



Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 18/01/2010 @ 16:58:17, in Politica, linkato 1265 volte)
Qui l'articolo da "Il Tempo"



I servizietti segreti di Di Pietro


Nel 1994 Tonino fece uno strano viaggio alle Seychelles: dava la caccia a Francesco Pazienza. Per conto di chi?

Di Filippo Facci
Libero News

«Dicono che sono stato pagato dalla Cia» ha reso noto Antonio Di Pietro nel denunciare la circolazione di fotografie che lo ritraggono, in effetti, coi vertici del Sismi e persino con un agente della Cia. La storiaccia che a suo dire vorrebbero cucirgli addosso - un intrico che l’avrebbe visto al servizio degli Usa e addirittura della mafia -  appare tuttavia così improbabile che l’unico ad alimentarla, per ora, è stato oggettivamente lui, Di Pietro. Il quale, se da una parte si è prodigato nel rispondere a domande che nessuno aveva posto, d’altra parte non ha mai voluto spiegare altre vicende che appaiono molto più serie e tuttavia documentate.

Il fulcro resta lo stesso: i suoi rapporti con i servizi segreti.

Di Pietro controllava l’Aster di Barlassina, azienda che lavorava per l’Esercito - in stretto e ovvio contatto con il Sismi, i servizi segreti militari

Antonio Di Pietro, nel novembre 1984, era ufficialmente magistrato a Bergamo. Lo era diventato per vie decisamente inusuali: dapprima aveva lavorato per il ministero dell’Aeronautica presso una postazione dell’Ustaa (Ufficio sorveglianza tecnica armamento aeronautico) e in particolare controllava l’Aster di Barlassina, azienda che lavorava per l’Esercito - in stretto e ovvio contatto con il Sismi, i servizi segreti militari - e collaudava pezzi di alta tecnologia adottati dai Paesi Nato; giusto in quel periodo riuscì a laurearsi con velocità e modalità non meno inusuali - Libero avrà modo di tornarci la settimana prossima - e questo prima di diventare poliziotto lavorando nell’antiterrorismo con Vito Plantone e Carlo Alberto Dalla Chiesa, circostanze che Di Pietro non ha mai ammesso ma sulle quali, pure, si avrà modo di tornare. Non meno rocambolesco,  nel 1981, era stato il suo esame da magistrato: sicché tre anni dopo, a Bergamo, eccolo destreggiarsi dopo che i suoi superiori l’avevano deferito al Csm non ritenendolo «in grado di dare tutti quegli affidamenti che vengono richiesti a un magistrato».

La strana vacanza

È proprio in quei giorni, nell’autunno 1994, che Di Pietro decise di prendersi una vacanza decisamente particolare. Va premesso, per comprendere lo scenario, che in quel periodo il Paese era ancora scosso dagli strascichi dell’eversione: nessuno aveva propriamente raccolto il testimone del defunto generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ma le più importanti inchieste sul terrorismo erano pervenute nelle mani del sostituto procuratore romano Domenico Sica. Un caso affidatogli fu quello del cosiddetto «Supersismi», sorta di servizio segreto parallelo creato dalla Loggia P2 e reo di gravissime deviazioni e commistioni col peggior mondo criminale. Capi occulti di questo organismo risultarono essere altri esponenti eccellenti del Sismi e tra questi il cosiddetto faccendiere Francesco Pazienza, inseguito da mandati d’arresto d’ogni tipo. Ma il faccendiere intanto se la rideva: inquisito anche per la bancarotta dell’Ambrosiano, dal tardo 1984, si era nascosto alle isole Seychelles. Un uomo d’affari, Giovanni Mario Ricci, l’aveva presentato al presidente dell’arcipelago Albert René con il quale il faccendiere era entrato in grande confidenza. Ogni tanto si limitava a far spedire in Italia memoriali difensivi dal suo avvocato americano o convocava finte conferenze stampa a New York. Sica intanto gli aveva già fatto sequestrare tutti i beni e gli aveva spiccato contro sette mandati di cattura internazionali.

Le foto che scottano

Il 20 novembre 1984, Antonio Di Pietro parte per le Seychelles. Con lui c’era una donna non identificata, e i due fecero di tutto fuorché i turisti. Si trattava di una meta facile: il presidente René non brillava propriamente per democrazia

Il capo del Sismi, l’ammiraglio Fulvio Martini, venne a sapere che Pazienza era celato nell’arcipelago. Quello delle Seychelles era un regime comunista appoggiato dal Cremlino, e tentare la via diplomatica all’epoca era impensabile. Alla disperata caccia di Pazienza si ritrovarono insomma il Sismi, il Sisde (i Servizi segreti civili) e il superprocuratore Domenico Sica. Una prima missione del Sisde era fallita: due agenti erano atterrati nelle isole a bordo di un aereo dell’Eni ma avevano combinato poco o niente. La circostanza è stata confermata da Giovanni Mario Ricci, allora sporadico corrispondente dell’Ansa e uomo d’affari cui i due agenti si rivolsero. Ulteriore conferma era poi giunta dal suo avvocato Corso Bovio. Ed eccoci al centro dell’arcano.

Proprio allora, il 20 novembre 1984, Antonio Di Pietro parte per le Seychelles. Con lui c’era una donna non identificata, e i due fecero di tutto fuorché i turisti. Sole e mare a parte, non si trattava di una meta facile: il presidente René non brillava propriamente per democrazia.
Tonino fece di tutto per mettersi nei guai. A bordo di una Mini-Moke a noleggio cominciò a fotografare in giro ma nascondendosi, acquattandosi; incontrò, tra gli altri, un vescovo cattolico ritenuto tra i capi dell’opposizione interna e chiese appunto informazioni su Pazienza, ascoltatissimo consigliere di René.

Di Pietro e compagna furono subito pedinati e intercettati. Un responsabile dei servizi di sicurezza locali, un nordcoreano, stilò un rapporto con tanto di fotografie e ipotizzò che quel signore potesse essere un agente del Sismi o del Sisde o della Cia, organismi interessati a Pazienza. Tutte queste circostanze, più molte altre, sono confermate da atti giudiziari nonché dal racconto di Francesco Pazienza e da un libro del medesimo pubblicato da Longanesi nel 1999, «Il disubbidiente».

L’agente nordcoreano e altri due sovietici proposero tranquillamente di far fuori l’intruso spingendo la sua auto giù da una scarpata, ritenendolo appunto un agente della Cia o del Sismi. Tra l’altro, intercettandolo, avevano verificato che ogni sera Di Pietro telefonava e relazionava. Pazienza mantenne fede al suo cognome e prese tempo. Andò all’hotel San Souci, dove dimorava quello strano italiano al mare, e ne spiò le generalità: era tal Di Pietro Antonio, magistrato alla Procura di Bergamo. Così, agli agenti sempre più ansiosi di far fuori il turista ficcanaso, Pazienza spiegò che se ne sarebbe ripartito a breve, che si calmassero. Pensò comunque di architettare uno stratagemma che potesse svelargli i referenti italiani di Tonino, e con un complicato giro di telefonate fece avere al magistrato delle notizie false: ossia che lui, il ricercato Francesco Pazienza, sarebbe passato dall’aeroporto di Lugano il 13 dicembre.

«Le informazioni raccolte da Di Pietro finivano al Sismi», ha raccontato Pazienza, «e non c’erano dubbi... le passava a un altro magistrato il quale poi le riversava a Martini»

Contemporaneamente diede la soffiata anche agli svizzeri - tramite i servizi segreti della Germania Orientale - di modo che potessero bloccare e identificare gli agenti italiani sopraggiunti irregolarmente per arrestarlo: se fossero stati poliziotti significava che Tonino agiva per canali istituzionali; se fossero stati agenti del Sismi, invece, no.  Andò tutto come previsto: gli arresti ci furono e gli agenti fermati dalla gendarmeria svizzera furono due, un tenente colonnello e un brigadiere dei carabinieri: agenti del Sismi, si appurò. La giustizia svizzera emise anche un comunicato in cui confermava un’azione contro due appartenenti a «un servizio di informazioni dello Stato italiano (Sismi)». I due carabinieri rimasero in carcere per ventisei giorni e poi furono espulsi. L’ammiraglio Fulvio Martini, del Sismi,  non fece una bella figura, e non la fece neppure il presidente del Consiglio di allora, Bettino Craxi.

«Le informazioni raccolte da Di Pietro finivano al Sismi», ha raccontato Pazienza, «e non c’erano dubbi... le passava a un altro magistrato il quale poi le riversava a Martini». Il magistrato, appunto, era Domenico Sica. Di Pietro ha fornito tiepidissime conferme ma non si è mai voluto soffermare sui particolari e neppure sulla sostanza. Pazienza, detenuto dal novembre 1995, ha confermato tutta la vicenda e così pure ha fatto Giovanni Mario Ricci, ma dell’intreccio si trova traccia anche nelle motivazioni della sentenza di primo grado per il cosiddetto crack del Banco Ambrosiano, dove si riferisce - pagine 2 e 3 - che «Il Pazienza era rifugiato alle Seychelles» e soprattutto di «irrituali indagini» di un allora «sostituto procuratore della Repubblica di Bergamo». Negli atti è finito anche un rapporto, con annesse fotografie, stilato da Di Pietro alle Seychelles: il presidente della Terza sezione penale Fabrizio Poppi prese appunto ampio spunto dalle «ricerche» di quello strano magistrato.

Quello strano rapporto

Perché strano? Uno degli avvocati di Pazienza, Giuseppe De Gori, interpellato, è stato esplicito: «È chiaro che qualcuno ce l’ha mandato. A che titolo sennò poteva stendere un rapporto per Sica? Se era un sostituto procuratore a Bergamo, allora scriva tranquillamente che Di Pietro ha commesso un reato, non poteva né indagare né stendere rapporti. Di Pietro ha detto che l’aveva spedito alla Procura di Bergamo, ma questo non è vero. Io so solo, ed è strano, che quel rapporto finì non si sa come nelle carte dell’Ambrosiano. Non esiste una norma giuridica per cui sia ammissibile che si sia verificato ciò». L’allora capo della Procura di Bergamo, Giuseppe Cannizzo, dichiarò oltretutto, sempre all’autore di questo articolo, che «A me non è mai arrivato nulla. Se fosse arrivato un rapporto del genere l’avrei saputo, ero il capo della Procura. Per quanto ne so, Di Pietro era in vacanza». L’allora capo del Sismi ammiraglio Fulvio Martini, a suo tempo interpellato, ebbe a confermare l’agguato contro Pazienza in Svizzera nonché l’arresto dei due suoi agenti, non escludendo un depistaggio architettato dal faccendiere; ha specificato di aver saputo della sua presenza alle Seychelles a mezzo intercettazioni telefoniche intercontinentali, ma ha detto di non aver mai saputo nulla di Di Pietro e di un suo rapporto con Sica; ha chiarito che «l’operazione Pazienza fu gestita interamente dai Servizi segreti fino al suo primo arresto, negli Stati Uniti» nel marzo 1985, ma di non aver spedito suoi uomini alle Seychelles; ha ipotizzato che Di Pietro «lavorasse anche per il ministero dell’Interno e avesse mantenuto dei legami col precedente mestiere».
Libero-news.itLibero-news.it

"Pazienza: «Di Pietro mi confidò il suo desiderio di dedicarsi presto a un’attività che non gli avrebbe consentito di avere più nulla a che fare con Mani pulite»

Stando a Francesco Pazienza, poi, altri contatti tra lui e Di Pietro risalgono al periodo di Mani pulite. Prima si incontrarono per caso il 9 gennaio 1993, in Corso di Porta Vittoria a Milano. Ma fu un attimo. Poi, il 19 luglio 1994, decisero di vedersi e solo quel giorno Di Pietro apprese che Pazienza, dieci anni prima, gli aveva salvato la pelle. Ha raccontato il faccendiere: «Accadde un fatto strano. Di Pietro mi confidò il suo desiderio di dedicarsi presto a un’attività che non gli avrebbe consentito di avere più nulla a che fare con Mani pulite. Mi chiese se ero disponibile a dargli una mano. La mia risposta fu immediata e positiva». Questo accadeva cinque mesi prima che si dimettesse dalla magistratura. È lo stesso anno, il 1994, in cui Di Pietro fu intervistato da Gianni Minoli a Mixer (Radue) e alla domanda «Ha mai incontrato un duro come lei?» rispose «Sì, Francesco Pazienza».

Un altro «fatto strano» avvenne il 14 ottobre successivo. Di Pietro fissò a Pazienza un altro appuntamento ma quest’ultimo, mentre era in viaggio verso Milano per incontrare il magistrato, ricevette una telefonata dalla sua segretaria: i carabinieri gli stavano perquisendo l’ufficio di La Spezia.
 La motivazione ufficiale era legata ai suoi presunti rapporti con la contessa Francesca Vacca Agusta, allora già latitante. «Il giorno dopo, al ritorno nel mio ufficio, diedi un’occhiata per controllare se durante la perquisizione era state mischiate alcune carte. Mi accorsi subito che tutto era al suo posto tranne il dossier sulle Seychelles: era sparito. Provvidi a informare subito il mio avvocato Scipione Del Vecchio e il titolare dell’ufficio Rino Corniola. Appresi poi che non era stato stilato, come prevede la legge, un elenco dettagliato dei documenti asportati, ma soltanto un verbale in cui c’era scritto “scatola con documenti”».

Il 17 aprile 1996 Francesco Pazienza venne convocato dalla Corte d’Appello di Milano per il citato processo sul Banco Ambrosiano. In primo grado, come detto, era stato condannato anche in base al rapporto che Di Pietro aveva steso su di lui alle Seychelles: lo si era utilizzato per sostenere che il faccendiere se la spassasse ai tropici coi soldi del Banco. Il faccendiere, per difendersi da quest’accusa, in aula raccontò parte della storia che si è appena narrata, ma priva di particolari decisivi. «Di Pietro spiava per Sica» titolò quindi il «Corriere» del giorno dopo con un tono di sufficienza, fingendo ironia. Nessuno o quasi realizzò. Tanto che Di Pietro, non poco imbarazzato, dovette ammettere ai giornalisti: «La faccenda è molto più complicata... comunque ne feci oggetto di un rapporto al pm Sica». Nulla più. Nessuno ci capì niente.

A distanza di tanti anni, però, qualcosa si vorrebbe capire: anche perché Antonio Di Pietro frattanto è divenuto un politico col marchio di fabbrica della trasparenza: non ha mai spiegato, però, come e perché si ritrovò a condurre una missione da intrigo internazionale, spiando un latitante cui il responsabile del Servizio segreto militare teneva in particolar modo, e a cui pure teneva il principe dei magistrati antiterrorismo, e sopra tutti, se non disturba, teneva il presidente del Consiglio dei ministri.
Libero-news.itLibero-news.it

"Tonino non ha mai spiegato come e perché si ritrovò a condurre una missione da intrigo internazionale, spiando un latitante cui il responsabile del Servizio segreto militare teneva in particolar modo"

Riepilogo finale

Si provi a ricapitolare: un giovanotto molisano ha lavorato negli ambientini dell’Aeronautica (Nato, Ufficio sicurezza, Aster, Ustaa) per cinque anni; si è successivamente laureato in soli trentun mesi, pur lavorando; è divenuto poliziotto; avrebbe lavorato per un’intelligence antiterrorismo; è divenuto magistrato, e - con una doppia bocciatura e un imminente «processino» al Csm - è poi partito per i tropici stendendo poi un rapporto per Domenico Sica, per alcuni aspetti continuatore del generale Dalla Chiesa, e su chi? Su uno come Francesco Pazienza, che racconta e mette nero su bianco - anche in un libro - storie di agenti sovietici e nordcoreani a tal punto convinti che Di Pietro sia un agente, guarda caso, da volerlo ammazzare.

Poi si appura che, pur risultando egli magistrato, le sue informazioni arrivano al Sismi e fanno scattare altre azioni del Sismi, gradite alla Cia.

Piacerebbe coltivare qualche curiosità a proposito, piacerebbe insomma conoscere la biografia di Antonio Di Pietro per intero: senza dover sospettare che ne esista un’altra, parallela a una carriera parallela. È gradita risposta.

18/01/2010
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2010 @ 00:19:55, in Magistratura, linkato 1391 volte)
Nel merito del mio lavoro dello scorso anno a Napoli  sulle questioni informatiche, io ho dato voce soprattutto alla Magistratura. Infatti mai avrei immaginato che la persona, dopo aver ricevuto "tanto", avrebbe venduto il mio lavoro "gratis" ad un avvocato calabrese, al fine di costruire un "falso positivo" ai danni dei lavoratori "attualmente impiegati" di una delle società in appalto presso il Ministero di Giustizia. Il fatto che la società sia la stessa di Why not e che per l'organizzazione dell'ex magistrato, sfuggito al procedimento del CSM con l'elezione europea e le dimissioni, siano state rilasciate dichiarazioni in "apologia di reati di cui all'art. 600 cp" in Palermo, non mi inducono a credere ancora ad onestà millantate e giustizialismi strilloni. Inoltre, scendere da Napoli a San Giuseppe Vesuviano per una raccomandazione è roba da veri duri. L.M.

14/1/2010 (8:40)  - GRANDE FRATELLO ALL'INTERNO DELLA DIREZIONE ANTIMAFIA DI NAPOLI


Gli spioni dentro l'Antimafia
L'inchiesta è nata dal caso Romeo
   
Napoli, scoperta centrale illecita: intercettazioni e controlli abusivi

ANTONIO SALVATI

NAPOLI - Adesso sarà interessante capire chi veniva spiato, perché e soprattutto per conto di chi. Perché dell'esistenza di una struttura all'interno della Direzione investigativa antimafia di Napoli in grado di raccogliere informazioni sulla vita privata di alcune persone i magistrati sospettavano da tempo. E con le perquisizioni ordinate ieri gli inquirenti della Procura di Napoli hanno ottenuto già i primi riscontri.

Tutto parte l'estate scorsa, esattamente il 14 agosto, quando uno degli uomini in servizio alla Dia partenopea scopre che in un'area non protetta del sistema informatico è stata creata una cartellina con all'interno dei file riguardanti le nuove indagini nate dall’inchiesta Magnanapoli, che rivelò i rapporti tra l'imprenditore Alfredo Romeo e diversi esponenti della giunta comunale di Napoli.

Le notizie coperte da segreto erano relative a presunte irregolarità negli appalti inseriti nel cosiddetto Piano Sicurezza a Napoli e in provincia. Per l'amministratore del sistema informatico ricostruire il percorso dei dati fu un gioco da ragazzi. Venne individuato anche il computer e il giorno in cui fu avviato quel tipo di lavoro. E in quella data era in servizio un sostituto commissario, 45 anni, allontanato qualche mese prima proprio dal gruppo ribattezzato Fedra, che indagava appunto sulla vicenda Global Service.

Facciamo un passo indietro: Giorgio Nugnes, l'assessore comunale morto suicida nel 2008 dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta nata in seguito agli scontri scoppiati dopo l'apertura della discarica di Pianura, fece alcune confidenze a un colonnello dell'Arma. L'uomo politico temeva di essere finito nel mirino della magistratura che indagava su una delibera per l'appalto della manutenzione delle strade cittadine. Parlò di un impiegato comunale in rapporti con un uomo della Dia in grado di fargli ascoltare anche le intercettazioni telefoniche a suo carico.

Le forze dell'ordine indagarono sul dipendente del Comune di Napoli e scoprirono che un appartamento intestato a quest'uomo venne affittato in passato proprio al sostituto commissario in servizio alla Dia che, a scanso di equivoci, fu allontanato dal gruppo investigativo che si occupava di quella delicata inchiesta. Poi la scoperta dei file segreti violati e i magistrati Falcone, D'Onofrio e Filippelli decisero di convocarlo e di sottoporlo ad interrogatorio, alla fine del quale fu arrestato e accusato di accesso abusivo ai sistemi informatici della Procura per acquisire informazioni riservate sulle indagini in corso.

Ma già all'epoca i magistrati ebbero la sensazione dell'esistenza di una più ampia rete di soggetti coinvolti in quella vicenda. Da qui alle perquisizioni di ieri il passo è breve: l'ipotesi investigativa è che all'interno della Dia ci fosse una vera e propria centrale di spionaggio in grado di operare in maniera stabile per conto di chiunque potesse mettersi in contatto con essa. Un sodalizio composto da alcuni agenti che acquisivano notizie riservate e svolgevano attività di investigazioni illecite per conto di privati. Con tanto di foto, video e pedinamenti. Che naturalmente avevano un costo, visto che durante i controlli sarebbe stato sequestrato una sorta di «tariffario» che era in possesso di uno degli agenti coinvolti nell'inchiesta.

Si farebbe riferimento anche a una tariffa di 50 euro all’ora relativa a un pedinamento. Gli inquirenti ipotizzano il reato di associazione per delinquere finalizzata alla interferenza illecita nella vita privata e all'accesso abusivo al sistema informatico. E fino a tarda sera negli uffici del procuratore aggiunto Rosario Cantelmo sono state interrogate le quattro persone che hanno subito le perquisizioni: si tratta di un altro sostituto commissario della Dia di Napoli, di un agente di polizia e di due cittadini.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Finalmente in discussione!!! Pedofili, è arrivata la vostra ora.

Il nuovo articolo 414 bis c.p.

Minori. Camera, ddl contro pedofilia: ecco i nuovi reati


18 gennaio 2010
DireGiovani.it

Roma, 18 gen. - Parte nell'aula della Camera il dibattito sul ddl di ratifica della Convenzione di Lanzarote, primo strumento internazionale contro la pedofilia e la pedopornografia.

Il provvedimento da' esecuzione alla convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, e stabilisce norme di adeguamento dell'ordinamento interno introducendo delle novita' nel codice penale, come i nuovi reati di pedofilia e pedopornografia culturale o l'adescamento via internet. Il disegno di legge rende poi piu' severe le pene per gli abusi sui minori.

Ecco cosa contiene il testo, nove articoli in tutto, licenziato giovedi' scorso dalla commissioni riunite Giustizia e Affari esteri e che ora attende il via libera dell'aula.

PEDOFILIA E PEDOPORNOGRAFIA CULTURALE.

Il nuovo articolo 414-bis (pedofilia e pedopornografia culturale) punisce con la reclusione da tre a cinque anni chiunque, con qualsiasi mezzo, anche telematico, e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere reati di prostituzione minorile, di pornografia minorile e detenzione di materiale pedo-pornografico, di violenza sessuale nei confronti di bambini e di corruzione.

Alla stessa pena soggiace anche chi pubblicamente fa l'apologia di questi delitti.


ADESCAMENTO DI MINORENNI VIA INTERNET.

E' un'altra novita'. Il delitto di adescamento di minorenni viene sanzionato con la reclusione da uno a tre anni. Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l'utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione.

AUTORITA' NAZIONALE.

L'Italia designa il ministero dell'Interno come autorita' nazionale responsabile al fine della registrazione e conservazione dei dati nazionali sui condannati per reati sessuali.

PROSTITUZIONE MINORILE.

È punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.000 a euro 150.000 chiunque: recluta o induce alla prostituzione una persona di eta' inferiore agli anni diciotto; favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di eta' inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto. Chiunque compie atti sessuali con un minore fra i 14 e i 18 anni, in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilita', anche solo promessi, e' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000. Se il minore non ha ancora compiuto i 16 anni, la pena e' aumentata da un terzo alla meta'. In caso di prostituzione minorile sara' escluso il patteggiamento.

ATTENUANTI PER CHI COLLABORA CON POLIZIA.

La pena e' diminuita da un terzo fino alla meta' nei confronti di chi, pur avendo concorso al reato, si adopera per evitare che l'attivita' delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, o se aiuta concretamente l'autorita' di polizia o l'autorita' giudiziaria nella raccolta di prove decisive per l'individuazione o la cattura degli altri colpevoli.

INSEGNANTI INTERDETTI A VITA E ALTRE PENE ACCESSORIE.

La condanna o l'applicazione della pena su richiesta delle parti comporta in ogni caso l'interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate abitualmente da minori. Le altre pene accessorie sono le seguenti: interdizione per cinque anni dai pubblici uffici; perdita della potestà genitoriale; interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla cura o all'amministrazione di sostegno; perdita del diritto agli alimenti e l'esclusione dalla successione della persona offesa.

AGGRAVANTI PER PARENTI, CONVIVENTI, EDUCATORI, INSEGNANTI:

Sono previste per chi compie atti sessuali con minori verso i quali ha una posizione di autorita' o influenza. Il testo cosi' recita: l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, o altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore e' affidato, o che abbia, con quest'ultimo, una relazione di convivenza che, con l'abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, e' punito con la reclusione da tre a sei anni. La stessa pena e' inflitta a chiunque fa assistere un minore di 14 anni al compimento di atti sessuali, o se mostra allo stesso materiale pornografico al fine di indurlo a compiere o a subire atti sessuali. Anche in questo caso la pena e' aumentata fino alla meta' quando il colpevole approfitti della sua posizione di influenza o autorita' sul minore.

TESTIMONIANZE MINORI ANCHE FUORI DA AULE TRIBUNALI.

In caso di incidente probatorio per le indagini su prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico, turismo sessuale, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo, atti sessuali con minori, l'assunzione della testimonianza di un minore di 16 anni puo' avvenire anche al di fuori delle aule del tribunale. Sara' il giudice a stabilisce il luogo, il tempo e le modalita' particolari attraverso cui procedere all'incidente probatorio. A tale fine l'udienza puo' svolgersi o presso strutture specializzate di assistenza o, in mancanza, presso l'abitazione dello stesso minore.

GRATUITO PATROCINIO.

Le vittime di abusi possono essere ammessi al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2010 @ 17:36:39, in Politica, linkato 1360 volte)
Mi dispiace, ma lo sapevo e soprattutto era logico che accadesse ... LM.

19/1/2010 (7:33)  - IL CASO

E a Bari Vendola è indagato

L'accusa è concussione.
Il governatore: provano a inquinare la lotta politica

CARMINE FESTA

BARI - Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola è indagato per concussione. Il suo nome è stato iscritto nel registro generale della procura barese per le pressioni che nel 2008 il governatore pugliese avrebbe esercitato sull’ex assessore alla sanità Alberto Tedesco (oggi senatore del Pd) per la nomina di un primario all’ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti. Si tratta del professor Giancarlo Logroscino, barese, esperto di epidemiologia tornato in Puglia dagli Stati Uniti dove è stato docente alla Harvard School di Boston.

Vendola lo avrebbe voluto primario all’ospedale di Acquaviva e di questa nomina avrebbe discusso con l’ex assessore Tedesco in conversazioni telefoniche che sono state intercettate dagli inquirenti che già indagavano sull’assessore regionale alla sanità. In una di queste Vendola avrebbe detto di aver saputo che per contrastare la nomina di Logroscino al “Miulli” si era mossa anche la massoneria. E avrebbe chiesto a Tedesco se la mancata scelta di Logroscino fosse dovuta proprio all’allora assessore alla sanità che, al professore tornato dagli Usa, avrebbe preferito un altro primario.

Tedesco replica che la scelta di un altro nominativo era stata dettata esclusivamente dalla valutazione dei titoli professionali del concorrente di Logroscino. Aggiunge inoltre di aver subito molte pressioni per il docente di Harvard e se ne lamenta con il governatore. Toni animati tra i due, ma la conversazione si conclude con Tedesco che dice di aver trovato la soluzione. Logroscino in Puglia si sarebbe occupato di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Ma sono stati soprattutto i riferimenti a presunte pressioni della Massoneria sulle nomine dei primari negli ospedali pugliesi ad attirare l’attenzione della procura barese. Per questo motivo Nichi Vendola nel luglio scorso fu sentito in procura dalla pm Desirée Digeronimo. Il colloquio tra i due durò quattro ore. E qualche giorno dopo fu seguito dalla lettera aperta che il governatore pugliese scrisse alla magistrata sui temi della sanità pugliese e le indagini che aveva provocato.

L’iniziativa di Vendola scatenò la polemica politica. E non solo. Lo stesso Consiglio superiore della Magistratura intervenne a tutela dell’inquirente barese, criticando l’uscita pubblica del presidente della Regione. Ora la vicenda di presunte pressioni di Nichi Vendola per la nomina del primario torna prepotentemente alla ribalta. Il governatore pugliese commenta così la notizia di una indagine a suo carico: “Sono notiziole che danzano nell’aria e che provano ad assediare la mia vita, ma sono notizie usate continuamente come inquinamento della lotta politica. Nel caso di Logroscino – aggiunge – se sono davvero iscritto nel registro degli indagati, non vedo quali reati potrei aver commesso. Anzi, dovrei essere premiato per aver capovolto l’andazzo italiano che porta avanti le persone non per meritocrazia, ma per fedeltà politica. Ho l’orgoglio di aver chiesto di tornare in Puglia ad un associato di Harvard, presidente mondiale dell’associazione delle scienze neurovegetative. Direi che in questo caso ho difeso il primato del diritto alla salute. Faccio fatica a credere ad una ipotesi di reato a mio carico. Se fosse così, sarebbe una ipotesi stravagante”.

Domenica prossima il centrosinistra pugliese sceglierà attraverso le primarie il candidato presidente della Regione. Nichi Vendola, governatore uscente e leader nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, affronterà Francesco Boccia, deputato del Pd. Fin qui la campagna elettorale è stata tormentata. Il centrosinistra non è riuscito a fare sintesi sul nome del candidato unico e arriva diviso alle urne. Ora alla polemica politica, allo scontro tutto interno che la coalizione ha consumato in queste ultime settimane, si aggiunge il caso giudiziario. Quando al voto mancano cinque giorni.

La Stampa
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2010 @ 17:54:14, in Politica, linkato 1279 volte)
Attentato giudici: Rosario Crocetta (PD) "Sincera solidarietà.
I siciliani onesti sono accanto a voi".



"La mia solidarietà vera, sincera nei confronti di 4 valorosi magistrati che la lotta alla mafia l'hanno fatta e la fanno veramente, col proprio impegno costante, quotidiano, con serietà e dedizione, contribuendo in questi anni a fare luce su tanti delitti, su tante sopraffazioni rendendo giustizia ai siciliani".
E' quanto dichiara Rosario Crocetta, eurodeputato del partito Democratico, commentando la notizia dello sventato attentato nei confronti di alcuni magistrati impegnati in indagini antimafia in Sicilia.

"Così come sono convinto che faranno luce su una delle pagine più buie della storia d'Italia, quella stagione delle stragi che vide realizzare un patto scellerato fra criminalità organizzata e settori deviati dello Stato. Ritengo che Lari, Ingoia, Paci e Gozzo anche questa volta troveranno la soluzione, troveranno assassini e mandanti, scopriranno la chiave di lettura per comprendere quella fase della nostra storia e sapranno individuare insieme agli
autori materiali delle stragi anche i mandanti ed i complici. La Giustizia non si ferma, - continua Crocetta - nessuno pensi di poterlo fare. La mafia deve sapere che la nostra lotta non si arresta di fronte alle minacce, alle condanne e agli attentati.

C'è una vicenda che colpisce ancora una volta nel progetto dell'attentato ai magistrati, quello che non è vero che la mafia abbia rinunciato all'azione militare, la mafia sceglie di volta in volta la propria strategia e sa quando deve colpire.
E' compito dello Stato e dei cittadini - conclude l'europarlamentare del Pd - assicurare quella protezione e quella solidarietà che possano consentire un grande lavoro di giustizia che rende liberi tutti quanti. Grazie a Sergio Lari, Gaetano Paci, ad Antonio Ingoia e Domenico Gozzo. I siciliani onesti sono accanto a voi".


MAFIA: LUMIA (PD), STATO GARANTISCA SICUREZZA MAGISTRATI ANTIMAFIA



Palermo, 19 gennaio 2010 - "Contro Cosa nostra non va assolutamente abbassata la guardia. La notizia di oggi sul pericolo attentati corso da alcuni dei magistrati antimafia più qualificati di Palermo e Caltanissetta deve trovare una risposta severa e forte da parte dello Stato". Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia, commentando la notizia, riportata dalla stampa, di un progetto di attentato pianificato dalla
mafia ai danni del magistrato Sergio Lari. Nel mirino anche il suo sostituto Nico Gozzo e i pm di Palermo Antonio Ingroia e Gaetano Paci.

"È necessario - aggiunge Lumia - comprendere che la sicurezza non deve essere mai lesinata a chi combatte contro la mafia e poi bisogna sostenere sempre i magistrati antimafia sia quando colpiscono la parte militare di Cosa nostra, sia quando si occupano del sistema delle collusioni con la politica e l'economia. Ai magistrati va non solo una generica solidarietà, ma un pieno sostegno, perché la loro libera e autonoma attività è una risorsa preziosa che lo Stato deve tutelare".
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2010 @ 17:59:46, in Magistratura, linkato 1483 volte)
STRASBURGO, CRITICA TOGHE A LEGGI NON ALTERA PROCESSI

(AGI) - Roma, 19 gen. - I magistrati sono legittimati a esprimere le loro eventuali riserve su progetti di legge. Ad affermarlo e' la Corte europea dei diritti dell'uomo nel dichiarare "inammissibile" il ricorso presentato da Cesare Previti in merito alle vicende giudiziarie del caso Imi-Sir. La Corte ritiene, in particolare, "che il fatto che gruppi di magistrati critichino dei progetti di legge non e' in grado di per se' di alterare l'equita' dei processi ai quali le misure previste da quei progetti di legge potrebbero applicarsi". Bas

GIUSTIZIA:CORTE UE,CRITICA TOGHE A LEGGI NON ALTERA PROCESSI

I magistrati sono legittimati a esprimere le loro eventuali riserve su progetti di legge. Ad affermarlo e' la Corte europea dei diritti dell'uomo nel dichiarare "inammissibile" il ricorso presentato da Cesare Previti. La Corte ritiene, in particolare, "che il fatto che gruppi di magistrati critichino dei progetti di legge non e' in grado di per se' di alterare l'equita' dei processi" (La Repubblica)


IMI/SIR: CORTE EUROPEA DICHIARA INAMMISSIBILE RICORSO PREVITI

(AGI) - Strasburgo, 19 gen. - Nel ricorso presentato nel novembre del 2006 Previti lamentava che erano stati violati i suoi diritti “ad un giusto processo”, “a non essere punito in assenza di legge” e “al rispetto della vita privata”: lo testimoniavano l’impossibilita’ di accedere a certi documenti, il fatto che era stato costretto a saltare alcune delle udienze per la concomitanza con i suoi impegni parlamentari, la mancanza di chiarezza delle accuse, la carenza di giurisdizione della Corte di Milano, ma soprattutto la mancanza di imparzialita’ del Tribunale di Milano. Secondo l’ex ministro della Difesa, poi, i giudici gli erano pregiudizialmente avversi ed avevano criticato pubblicamente un progetto di legge che avrebbe potuto avere un impatto a lui favorevole sulla vicenda giudiziaria.

In realta’, per la Corte europea, sebbene sarebbe stato preferibile che i magistrati fossero piu’ “circospetti” nei loro commenti pubblici, “non c’e prova dell’esistenza di pregiudizi” contro Previti e del fatto che le loro idee abbiano prevalso sull’obbligo di imparzialita’ sottoscritto al momento di entrare in servizio. In ogni caso, “il fatto che gruppi di magistrati critichino dei progetti di legge non e’ in grado di per se’ di alterare l’equita’ dei processi ai quali le misure previste da quei progetti di legge potrebbero applicarsi”.

La Corte respinge anche la tesi secondo la quale Previti avrebbe dovuto essere giudicato solo per “corruzione semplice” e non per “corruzione in atti giudiziari”, previsione di reato quest’ultima introdotta nel ‘90 ma applicabile, per un vizio di forma, solo al corrotto e non al corruttore fino al marzo del ‘92: non sarebbe infatti “arbitraria” l’interpretazione della Cassazione italiana secondo cui i pagamenti al magistrato corrotto erano proseguiti fino al dicembre 1993, comportando uno “slittamento in avanti” del reato.

Quanto infine, all’utilizzabilita’ delle intercettazioni telefoniche richieste dagli inquirenti, la Corte riconosce che tale richiesta fu fatta nel rispetto della legge vigente e comunque permise di “stabilire l’esistenza e la frequenza di contatti tra certi accusati” all’epoca dei fatti contestati. (AGI) Bas/Vim
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2010 @ 18:04:20, in Magistratura, linkato 1358 volte)
Giustizia/ Governo modifica dl su vuoti procure, 11 emendamenti
Sede definitiva a giovani toghe dopo tirocinio 2 anni e mezzo


Roma, 19 gen. (Apcom) - I magistrati di prima nomina potranno essere assegnati alle sedi definitive dopo un tirocinio di due anni e mezzo in una sede provvisoria: lo stabilisce uno degli undici emendamenti presentati oggi dal governo al decreto sulle procure all'esame della commissione Giustizia di Montecitorio.

"L'emendamento - si legge nella relazione che accompagna la proposta di modifica - è finalizzato ad introdurre importanti modifiche dell'ordinamento giudiziario espressamente finalizzate a risolvere in modo definitivo il problema della copertura delle sedi giudiziarie rimaste scoperte per difetto di aspiranti, sia nel lungo che nel breve periodo". Al provvedimento quindi viene aggiunto l'articolo 3-bis che "mira a risolvere in modo stabile e duraturo l'annoso problema" che il governo affronta nello stesso decreto con "il rimedio provvisorio del trasferimento d'ufficio".

La proposta di modifica del governo prevede che "i magistrati che hanno ottenuto un positivo giudizio di idoneità allo svolgimento delle funzioni giudiziarie ai sensi dell'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 30 gennaio 2006, n.26 vengano dapprima assegnati ad una sede provvisoria, per una durata di due anni e sei mesi, per il completamento del primo periodo di formazione professionale. Solo dopo il conseguimento della prima valutazione di professionalità, con provvedimento motivato, il Csm, previo parere del consiglio giudiziario, potrà assegnare i suddetti magistrati alla loro sede definitiva".

La soluzione proposta dal governo si applica solo ai magistrati ordinari assunti dopo l'entrata in vigore della legge in questione e, si legge nella relazione del governo, "consente a regime di risolvere il problema della copertura delle cosiddette sedi disagiate, mantenendo ferma la preclusione speciale" che vieta ai magistrati di prima nomina di occuparle.

Giustizia, governo modifica dl su sedi disagiate magistrati

Reuters Italia - ‎48 minuti fa‎
ROMA (Reuters) - Il governo ha presentato oggi alla Camera 11 emendamenti al decreto legge sulla funzionalità del sistema giudiziario, che punta a risolvere ...

Dl sedi disagiate cambiera'

ANSA - ‎19 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Il dl presentato sulle procure disagiate sara' modificato da un emendamento del Governo che sara' presentato domani alla Camera. ...

GIUSTIZIA: DL SEDI DISAGIATE SI CAMBIA, DA GOVERNO 11 EMENDAMENTI

Stato-oggi - ‎2 ore fa‎
(AGI) - Roma, 19 gen. - Sara' modificato il decreto legge sulla copertura delle sedi giudizarie disagiate all'esame della commissione Giustizia. ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2010 @ 18:09:37, in Magistratura, linkato 2026 volte)
GIUSTIZIA: VERSO PROROGA MANDATO GIUDICI PACE FINO AL 31 DICEMBRE

(AGI) - Roma, 19 gen. - Sara’ prorogato fino al 31 dicembre di quest’anno il mandato dei giudici di pace. A stabilirlo e’ un emendamento al decreto legge sulle sedi giudiziarie disagiate presentato oggi dal governo.

“L’estensione della proroga ai giudici di pace si rende necessaria in considerazione del fatto che non e’ attualmente possibile sostituire i giudici di pace in scadenza”, si legge nella relazione tecnica, dal momento che si attende la revisione delle dotazioni organiche delle sedi. Entro fine anno dovrebbe arrivare la riforma organica della magistratura onoraria di cui sta gia’ discutendo il consiglio dei Ministri. (AGI) Sab
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2010 @ 18:13:01, in Magistratura, linkato 1437 volte)
GIUSTIZIA: CORSI E VALUTAZIONI PER MAGISTRATI DIRIGENTI


(AGI) - Roma, 19 gen. - In arrivo novita’ per i magistrati che puntano a far carriera: saranno sottoposti a corsi di formazione e al termine dovranno superare una valutazione di idoneita’. A stabilirlo e’ un emendamento del governo al decreto legge sulle sedi giudiziarie disagiate che punta a “introdurre importanti modifiche nell’ordinamento giudiziario finalizzate a dare impulso al sistema”, si legge nella relazione tecnica, facendo proprie norme gia’ in discussione in Senato. Il governo, si spiega ancora, vuole “razionalizzare e garantire l’efficienza dei servizi giudiziari, nel rispetto delle prerogative costituzionali del ministro della Giustizia e del Consiglio superiore della magistratura”.

Dunque, il magistrato che dirige un ufficio giudiziario dovra’ vigilare sul rispetto nell’unita’ che guida dei programmi di informatizzazione predisposti dal ministero della Giustizia.

Il dirigente sara’ obbligato a comunicare al ministero, per via telematica, i dati relativi all’andamento dell’organizzazione dei servizi giudiziari individuati dal ministro, sentito il Csm, anche “al fine di monitorare la produttivita’ dei servizi coinvolti”. Inoltre, per trasparenza, i dati saranno pubblicati sul sito del ministero.

Alla luce del nuovo compito, “si prevede un’apposita formazione per i magistrati, giudicanti e requirenti, che aspirano al conferimento di incarichi direttivi”. Dunque saranno organizzati corsi di formazione, con frequenza obbligatoria, sui criteri di gestione delle organizzazioni complesse. I magistrati dovranno poi acquisire le dovute competenze sui sistemi informatici e i modelli di gestione delle risorse umane e materiali utilizzati dal ministero di Giustizia per il funzionamento dei propri servizi.

I corsi saranno obbligatori per tutti i magistrati che aspirano a incarichi direttivi. Al termine, giudici e pm saranno sottoposti dal comitato direttivo della Scuola superiore di magistratura a una valutazione di idoneita’ al conferimento degli incarichi, ma solo per quello che riguarda le capacita’ organizzative si sottolinea nella relazione tecnica. La valutazione positiva varra’ 5 anni.

La nuova norma stabilisce che il “concerto del ministero della Giustizia sul conferimento di incarichi direttivi”, si spiega ancora, sia “specificamente motivato con esclusivo riguardo alle attitudini del candidato relative alle capacita’ organizzative dei servizi e che lo stesso sia esteso anche alle delibere concernenti la conferma delle funzioni di direzione degli uffici giudiziari, colmano un’attuale lacuna del sistema normativo”. (AGI) Sab
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










23/08/2019 @ 21.54.03
script eseguito in 531 ms