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 .. abete... di Lunadicarta
 
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Se subisci un'ingiustizia, consolati: la vera infelicità consiste nel commetterla.

Democrito
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 15/01/2010 @ 08:21:27, in Magistratura, linkato 2159 volte)
Associazione Nazionale Magistrati


 

La Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati esprime forte solidarietà al collega Sebastiano Ardita, che nei giorni scorsi è stato oggetto di allarmante atto intimidatorio strettamente legato alla sua attività d’ufficio.

Siamo e saremo sempre vicini ai colleghi impegnati per garantire a fronteggiare la criminalità organizzata che rappresenta la più grave minaccia nel nostro paese.

Roma, 13 gennaio 2010

La Giunta Esecutiva Centrale

La Rassegna

MAFIA: NANIA (PDL), SOLIDARIETA' A DIRETTORE DAP PER GRAVI MINACCE

Libero-News.it - ‎Jan 12, 2010‎
Roma, 12 gen. (Adnkronos) - "Tutta la mia solidarieta' e la mia vicinanza a Sebastiano Ardita, per le gravi minacce subite, che sono certo non scalfiranno ...

MAFIA: GASPARRI, VICINO AD ARDITA PER VILE INTIMIDAZIONE

Agenzia di Stampa Asca - ‎Jan 12, 2010‎
(ASCA) - Roma, 12 gen - ''Conosco bene e stimo per il suo impegno rigoroso nella difesa della legalita' Sebastiano Ardita. A lui esprimo la mia vicinanza ...

MAFIA: FINOCCHIARO, GRANDE VICINANZA A ARDITA BERSAGLIO DI MINACCE

Libero-News.it - ‎Jan 12, 2010‎
Roma, 12 gen. - (Adnkronos) - "Voglio esprimere a nome mio personale e di tutto il gruppo del Pd al Senato grande solidarieta' e vicinanza a Sebastiano ...

Minacce contro il 41 bis

Rainews24 - ‎Jan 12, 2010‎
Un proiettile calibro 9 e una lettera di minacce erano contenute in una busta indirizzata al responsabile della gestione dei detenuti in regime di 41 Bis, ...

MAFIA: CATANOSO (PDL), MINACCE AD ARDITA RISPOSTA NERVOSA DEI CLAN ...

Libero-News.it - ‎Jan 12, 2010‎
Roma, 12 gen. (Adnkronos) - "La busta con proiettile e lettera di minaccia al magistrato del Dap Sebastiano Ardita, responsabile della gestione del 41 bis, ...

Bossolo e minacce a direttore Dap

ANSA - ‎Jan 12, 2010‎
(ANSA) -CATANIA, 12 GEN- Una busta contenente un proiettile e una lettera con minacce e' stata inviata al magistrato Sebastiano Ardita, direttore del Dap di ...

MAFIA: MINACCE A MAGISTRATO DAP RESPONSABILE GESTIONE 41 BIS

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎Jan 12, 2010‎
(AGI) - Catania, 12 gen. - Un proiettile calibro 9 e una lettera con minacce di gravi rappresaglie personali erano contenuti in una una busta indirizzata al ...

I boss contro il 41 bis. Minacce al capo del Dap

Antimafia Duemila - ‎Jan 13, 2010‎
Catania. La notizia è stata battuta dalle agenzie soltanto ieri ma la missiva contenente minacce al giudice Sebastiano Ardita, era stata già consegnata una ...

MAFIA: LUMIA (PD), PIENA SOLIDARIETA' AD ARDITA. POLITICA REAGISCA ...

Nebrodi e Dintorni (Blog) - ‎Jan 12, 2010‎
Palermo, 12 gennaio 2010 – “Piena solidarietà al magistrato Sebastiano Ardita per le intimidazioni e le minacce ricevute”. Lo dichiara il senatore del Pd ...

Minacce ad Ardita, solidarietà di Bianco

SiciliaToday - ‎Jan 12, 2010‎
A seguito delle minacce subite dal magistrato Adita, l'ex sindaco di Catania, senatore del Pd, Enzo Bianco, manifesta la propria solidarietà. ...
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Di Loredana Morandi (del 15/01/2010 @ 08:44:34, in Varie, linkato 1364 volte)
Questi fatti sono noti anche a centinaia di cattolici laici o religiosi, la mia famiglia per esempio. E non c'è istituto religioso, convento o parrocchia a Roma o in Italia, che non abbia accolto i rifugiati ebrei.

Scoperta la rete clandestina di aiuto agli ebrei di Pio XII 



Video - H2O News 14/01/2010 (5:25)


Pio XII creò una rete clandestina per salvare la vita agli ebrei perseguitati dai nazisti. Uno dei membri di questa rete è ancora in vita: si tratta del sacerdote italiano Giancarlo Centioni, classe 1912. Dal 1940 al 1945 è stato Cappellano militare a Roma della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale ed ha vissuto in una casa di sacerdoti tedeschi che l'hanno coinvolto nella rete di salvataggio.

“Abitavo nella Casa generalizia dei Pallottini, dove mi invitarono i miei colleghi sacerdoti tedeschi a partecipare. Siccome ero cappellano fascista, era più facile aiutare gli ebrei”.

“Allora i miei colleghi sacerdoti Pallottini, venuti da Amburgo, avevano fondato una società che si chiamava “Raphael's Verein” (società di San Raffaele), che era stata istituita per l'aiuto agli ebrei”.

“Inoltre per avere la possibilità di fuggire dalla Germania per l'Italia prima, e poi o per la Svizzera o per Lisbona”.

In Germania, ricorda don Centioni, la società era guidata da padre Josef Kentenich, conosciuto in tutto il mondo come il fondatore del Movimento apostolico di Schönstatt. Questo sacerdote Pallottino successivamente è stato fatto prigionero e rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau, fino alla fine della guerra.

“A Roma, sempre in Via Pettinari 57, il capo di tutta questa attività era padre (Anton) Weber, il quale aveva un contatto diretto con Pio XII e la Segreteria [di Stato vaticana]”.

Questa rete consegnava passaporti e soldi alle famiglie ebree per poter fuggire.

“Il denaro e i passaporti venivano dati da padre Anton Weber e venivano consegnati alle persone. Però lui li otteneva direttamente della Segretaria di Stato di Sua Santità, per nome e conto di Pio XII”.

“Molti di questi denari li ho portati in casa degli ebrei”.

“Con me hanno aiutato almeno 12 sacerdoti tedeschi a Roma”.

Gli interventi di questa rete sono cominciati già prima dell'invasione tedesca dell'Italia.

“Sono cominciati prima della guerra, sono durati almeno, per quanto ne so io, anche dopo il '45, perché i rapporti con padre Weber, specialmente, erano molto vivi... in Vaticano, con gli ebrei...tanta brava gente. Tra i quali chi ci ha poi aiutato sono stati due ebrei che abbiamo nascosto: un letterato (Melchiorre) Gioia, e un grande musicista compositore di Vienna del tempo, che scriveva le canzoni e faceva le operette, Erwin Frimm Kozab. L'ho nascosto a Via Giuseppe, Via Bari, l'altro a Via Pettinari 57, e loro ci hanno molto aiutato dando indicazioni precise, ecc. ecc.”

Questa attività era molto rischiosa

“Ecco ho aiutato Ivan Basilius, una spia russa, che io non sapevo fosse russo o spia: questo era ebreo. Purtroppo le SS lo arrestarono e nel taccuino c'era il mio nome. Allora, apriti cielo! Mi chiamò la Santa Sede, Sua Eccellenza Hudal [alto e influente prelato tedesco a Roma] e mi disse: 'venga qua, perché viene l'SS ad arrestarla'. 'E che ho fatto?'. 'Lei ha aiutato una spia russa'. 'Io? che ne so? chi è?'. Allora, sono fuggito”.

Don Centioni, come cappellano, conobbe l'ufficiale tedesco Herbert Kappler, comandante della Gestapo a Roma e autore dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, dove furono assassinati 335 italiani, tra cui molti civili ed ebrei.

“Io durante il tempo tedesco, dopo che a marzo fecero la carneficina [alle Fosse Ardeatine], dissi a Kappler che vedevo spesso (…) 'perché non ha chiamato i capellani militari alle Fosse Ardeatine?'. 'Perché li avrei eliminati e avrei eliminato anche lei'”.

Don Centioni assicura che le centinaia di persone che ha potuto aiutare erano a conoscenza di chi c'era dietro tutto questo.

“Li aiutava Pio XII, attraverso noi sacerdoti, attraverso la “Raphael's Verein”, attraverso i Verbiti Società Tedesca a Roma”.

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Di Loredana Morandi (del 15/01/2010 @ 09:47:22, in Indagini, linkato 1333 volte)




Pubblico questo documento, in quanto sono stata rassicurata che tutto il materiale da me fornito è stato  consegnato dal Ministero dell'Interno - Redazione Sito Web della Polizia di Stato alla Polizia Postale.

Pertanto informo tutti i miei gentili Lettori, che i principali gruppi e le pagine su Facebook, fondate da "famosi" anonimi interessati, sono già denunciati anche da Polizia di Stato.


Già dato :

- Elenco Account Anonimi Inidentificabili alla Morandi


Maxi Fasso
http://www.facebook.com/profile.php?id=1216897441&ref=mf

Simone Sissimo Neuro
http://www.facebook.com/profile.php?id=1800691373&ref=mf

Frostnatt Von Nachtfall Balđrur
http://www.facebook.com/profile.php?id=1591187295


- Gruppi e Pagine


Gruppo 1
http://www.facebook.com/group.php?gid=58510057826&ref=mf

Gruppo 2 (insieme alla matrice originale)
http://www.facebook.com/pages/Rome-Italy/Contro-il-cyberbullismo-da-parte-di-Loredana-Morandi/121311079505


- Blog e altri siti web


http://dunadicacca.blogspot.com

http://maxifasso.wordpress.com

http://whois.domaintools.com/sessochannel.it


In corso di segnalazione


Gruppo 3
http://www.facebook.com/group.php?gid=172090337690&ref=mf

Gruppo 4
http://www.facebook.com/group.php?gid=215570877691&ref=mf

Gruppo 5
http://www.facebook.com/group.php?gid=215570877691&ref=search&sid=100000604855347.3741348394..1

Gruppo 6 (neonato a firma nota)
http://www.facebook.com/pages/Contro-il-CYBERBULLISMO-da-parte-di-Loredana-Morandi/253623332014?ref=search&sid=100000476499358.3741348394..1

EVENTO
http://www.facebook.com/event.php?eid=157785652922


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S. 3/2010 del 11/01/2010

Camera di Consiglio del 04/11/2009, Presidente: AMIRANTE, Redattore: MADDALENA

Norme impugnate: Art. 140 del codice di procedura civile.

Oggetto: Procedimento civile - Notificazioni - Irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia dell'atto (in specie, decreto ingiuntivo)

- Identificazione del momento di perfezionamento della notificazione con la spedizione al destinatario della raccomandata contenente l'avviso del deposito della detta copia presso la casa comunale, secondo quanto ritenuto dalla costante giurisprudenza di legittimità assunta come 'diritto vivente'

 - Omessa previsione che il contraddittorio si instauri all'atto della consegna al destinatario, o a chi per esso, della raccomandata informativa prevista dall'art. 140 cod. proc. civ., o, in difetto di consegna, al verificarsi della compiuta giacenza della suddetta raccomandata.

Dispositivo: illegittimità costituzionale parziale - inammissibilità
Atti decisi: ord. 75 e 88/2009
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La notizia della sentenza del Tribunale di Salerno ha suscitato un coro di no e parecchie critiche bipartisan. E' difficile schierarsi, ma è anche difficile giustificare l'interpretazione data alla Legge 40 sulla procreazione assistita. Il rischio che la coppia "non sterile", che ha almeno 1 figlio, possa generare un bimbo affetto da una malattia genetica gravissima come la amiotrofia spinale di tipo I resta alto, stante la promessa dei genetisti che si ripropongono di scegliere per questi genitori il "super uomo". L.M.

Di seguito le notizie e il comunicato della senatrice Dorina Bianchi UdC

Dorina Bianchi (UdC) Diritti Umani Fondamentali:
Tribunale Salerno in contrasto principi Legge Fecondazione Assistita


"Comprendo il dolore di una famiglia che ha vissuto ben quattro volte il dramma peggiore che un genitore possa immaginare, quello di perdere un figlio. Allo stesso tempo, però, non si può permettere che discrepanze giuridiche mettano in discussione diritti umani fondamentali, come quello alla vita".
È quanto affermato da Dorina Bianchi, vicepresidente dei senatori Udc, spiegando le ragioni di un'interrogazione parlamentare indirizzata al ministro della Salute, presentata oggi, in riferimento alla recente ordinanza del tribunale di Salerno che ha autorizzato la diagnosi genetica preimpianto ad una coppia fertile portatrice di una grave malattia ereditaria.
Bianchi si rivolge a Fazio "per sapere se, alla luce delle recenti pronunce giudiziarie, non intenda valutare la possibilità di un intervento in materia ai fini di tracciare delle linee guida per i casi di specie, onde evitare che 'creative' pronunce giudiziarie diano luogo a pericolose derive in materia".
"La pronuncia del Tribunale di Salerno - afferma - è in evidente contrasto con i principi della legge n. 40 del 2004 e ne testimonia non una volontà applicativa ma una interpretazione creativa che potrebbe aprire pericolosi scenari fino a scivolare nell'eugenetica".
Di conseguenza, conclude il vicepresidente dei senatori Udc, "si ritiene quanto mai necessario invocare un deciso e fermo intervento che delinei delle linee guida che tengano conto delle implicazioni dei casi di specie e che salvaguardino la tutela dei diritti costituzionalmente garantiti e l'applicazione di una legge dello Stato onde scongiurare rischiose derive".


FECONDAZIONE: GIUDICE, SI PROCREAZIONE ASSISTITA IN COPPIA FERTILE

(AGI) - Roma, 13 gen. - Il giudice Antonio Scarpa del Tribunale di Salerno ha autorizzato, per la prima volta in Italia, la diagnosi genetica preimpianto e l'accesso alle tecniche di procreazione assistita per una coppia fertile portatrice di una grave malattia ereditaria, l'Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1, superando di fatto l'articolo 1 della legge 40 che vieta di accedere alla fecondazione assistita a chi non ha problemi di sterilita'. Lo rende noto il legale della coppia, l'avvocato Filomena Gallo. La coppia, portatrice di una patologia che causa la degenerazione e la morte motoneuronale con la conseguente inarrestabile paralisi e atrofia di tutta la muscolatura scheletrica (e costituisce oggi la piu' comune causa genetica di morte dei bambini nel primo anno di vita) si era rivolta al ginecologo Domenico Danza per accedere alla procreazione medicalmente assistita e poter effettuare la diagnosi preimpianto con tecniche combinate di citogenetica e di genetica molecolare, al fine di avere un figlio che potesse vivere. Lo specialista non ha potuto consentire l'accesso alle pratiche di procreazione medicalmente assistita perche' la Legge 40 del 2004 lo consente solo per casi di sterilita'/infertilita'. Ma il giudice Antonio Scarpa, nella sentenza ha stabilito che "Il diritto a procreare, e lo stesso diritto alla salute dei soggetti coinvolti, verrebbero irrimediabilmente lesi da una interpretazione delle norme in esame che impedissero il ricorso alle tecniche di pma da parte di coppie, pur non infertili o sterili, che pero' rischiano concretamente di procreare figli affetti da gravi malattie, a causa di patologie geneticamente trasmissibili; solo la pma attraverso la diagnosi preimpianto, e quindi l'impianto solo degli embrioni sani, mediante una lettura "costituzionalmente" orientata dell'art. 13 L.cit., consentono di scongiurare tale simile rischio". Il Tribunale di Salerno, per la prima volta in assoluto, ha quindi consentito di ricorrere alla procreazione assistita preceduta da diagnosi genetica preimpianto alla coppia fertile e che ha gia' avuto altre 4 gravidanze naturali, ordinando il trasferimento in utero dei soli embrioni sani, superando con una interpretazione della legge 40 in linea con la Carta Costituzionale, il disposto dell'art.1 comma 2 e art.
  4 comma 2 della stessa legge 40 che stabilisce il divieto ad accedere alla fecondazione assistita a chi non ha problemi di sterilita'. "Il tribunale di Salerno - commenta l'avvocato Gallo - ha emesso una decisione chiara e rispettosa dei diritti dei soggetti coinvolti. Sono stati oggi riconosciuti e affermati diritti inviolabili, trascurati dalla legge 40/04 e invece tutelati costituzionalmente: tutela del diritto alla salute della donna; tutela del diritto all'informazione nel trattamento sanitario; tutela del diritto alla procreazione cosciente e responsabile". (AGI)


FECONDAZIONE: CENTRO BIOETICA CATTOLICA CONTRO SENTENZA SALERNO

(AGI) - Roma, 14 gen. - Il Centro di Bioetica dell’Universita’ Cattolica esprime il suo “totale disaccordo rispetto alla sentenza emessa dal tribunale di Salerno, con la quale si viola palesemente la legge 40 approvata dal Parlamento e sottoposta al referendum”. La sentenza permette il ricorso alla procreazione medicalmente assistita ad una coppia non sterile e la autorizza ad una selezione reimpianto “che costituisce di fatto - spiega il presidente del Centro prof.Adriano Pessina - la legittimazione di alcuni tribunali di una prospettiva eugenetica. Pur comprendendo l’umano desiderio di ogni coppia di avere un figlio sano, e’ necessario ribadire come tra il sacrificio del proprio desiderio e il sacrificio della vita altrui una societa’ civile debba sempre far prevalere il rispetto e la tutela della vita. Questa sentenza e’ in netto contrasto con lo spirito e la lettera della Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilita’. E’ oggetto di scandalo civile - attacca Pessina - la costante deriva di alcuni magistrati che nelle questioni bioetiche si sostituiscono alle leggi italiane e alla coscienza morale del Paese”. (AGI) Pgi


14/01/2010 - 15:25 - FECONDAZIONE ASSISTITA, SCIENZA E VITA: NO ALL'EUGENETICA PER SENTENZA

“Il doloroso vissuto della coppia di Salerno, non può farci dimenticare che, ancora una volta attraverso una sentenza, si vuole scardinare la legge 40, finalizzata a regolare le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Una legge votata dal Parlamento e confermata da un referendum”. Questo il primo commento di Lucio Romano, copresidente dell’Associazione Scienza & Vita, all’indomani del provvedimento del tribunale di Salerno che autorizza la diagnosi preimpianto e la Pma in una coppia fertile portatrice di una grave malattia genetica. “Inoltre – continua Lucio Romano – con questa decisione, la drammaticità di un singolo caso viene utilizzata per introdurre surrettiziamente una componente di discriminazione eugenetica”. “Generare in modo consapevole molteplici embrioni portatori di anomalie, per poi privarli di ogni chance esistenziale, – ribadisce il giurista Luciano Eusebi, consigliere di Scienza & Vita – riduce la vita umana nella sua prima fase al rango di una cosa totalmente soggetta all’altrui dominio, in totale contrasto col riconoscimento del concepito come soggetto, di cui all’art. 1 della legge 40”.
“Appare dunque sorprendente – prosegue il giurista – che una simile modalità di utilizzo delle tecniche di Pma venga intesa addirittura, nella pronuncia in discussione, come costituzionalmente obbligata e tale da consentire una sorta di disapplicazione giurisprudenziale diretta delle norme vigenti, pur mancando qualsivoglia disposizione esplicita in materia nella legge fondamentale. In sostanza, si finisce per privare il potere legislativo del compito suo proprio di definire gli assetti normativi nel quadro complessivo della norme costituzionali, salvo, ovviamente, il vaglio circa la non trasgressione delle medesime che compete alla Consulta”. “E ciò – conclude Eusebi – appare tanto più incomprensibile in un ambito nel quale la scelta della Legge 40 di non rendere disponibile la Pma per attività selettive, si fonda sulle norme costituzionali che escludono ogni discriminazione tra individui viventi, quale presupposto del principio di uguaglianza. La pronuncia in esame invece apre per la prima volta a una generazione di vite umane fin dall’inizio ‘sub condicione’, cioè non finalizzata a che ciascuna di esse possa svolgere l’intero arco esistenziale, bensì esplicitamente funzionale a un processo selettivo, da realizzarsi a vita già iniziata”.
Sir
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Consolo (Pdl): ''Anm collabori invece di minacciare. Alfano ha l'appoggio di tutti i cittadini di buon senso''

Procure deserte, Anm pronta allo sciopero.
Alfano: inaccettabile chiusura corporativa

ultimo aggiornamento: 16 gennaio, ore 18:08

Roma - (Ign) - L'allarme del sindacato delle toghe: in due anni quadruplicati i vuoti di organico negli uffici. Palamara: dl governo stravolge la vita dei magistrati. La protesta anche in una vignetta: no ai pm 'Avatar'. Il Guardasigili: atteggiamento finalizzato "esclusivamente a difendere privilegi di casta''. Berlusconi: ''Riproporremo l'inappellabilità delle sentenze di primo grado''

Roma, 16 gen. (Ign) - Non si può assistere ''inermi al drammatico svuotamento'' di organico negli uffici delle Procure. E' l'allarme lanciato dall'Associazione nazionale magistrati, che si dice pronta anche allo sciopero e se il governo non farà cadere, almeno temporaneamente, il divieto di destinare i magistrati di prima nomina nelle procure.

Nel suo intervento all'assemblea di oggi in Cassazione, il presidente del sindacato delle toghe, Luca Palamara, non parla esplicitamente di sciopero ma spiega che ''l'Anm vuole una riforma della giustizia che assicuri un processo giusto in tempi ragionevoli e vuole uffici organizzati e funzionanti''.

Per questo, ''è intenzionata ad adottare ogni efficace e anche estrema iniziativa di mobilitazione della magistratura associata e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla gravità della situazione attuale''. E spiegando la ''desertificazione'' delle Procure, si sottolinea che in due soli anni le scoperture di organico si sono quadruplicate, passando da 68 a 249.

L’Anm ha anche affidato la sua protesta ad una vignetta in cui si cita il film Avatar. ''Il pm Avatar in tutte le aule di tribunale dal 15 gennaio”, si legge nel disegno, distribuito in Cassazione in occasione dell'assemblea.

Ma la drammatica situazione delle procure, e "gli aspetti paradossali" del dl messo a punto dal governo, sono "realtà e non finzione come 'Avatar' - ha rimarcato Palamar - e non possiamo quindi clonarci. Vogliamo avanzare una proposta seria".

Secondo L’Anm, dunque, "non si può far fronte al problema con la soluzione individuata dal governo. Quella dell'esecutivo – taglia corto Palamara - è un intervento fortemente penalizzante per i più giovani, in quanto destinato a stravolgere la vita sia lavorativa che familiare di magistrati entrati in servizio da poco, già destinati a uffici di frontiera e lontani dalle sedi di provenienza".

La "chiusura corporativa e di retroguardia" dell'Associazione nazionale magistrati è "inaccettabile", fa sapere il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per il quale, l'atteggiamento dell'Anm è finalizzato "esclusivamente a difendere privilegi di casta".

"Dispiace che l'Anm ironizzi e affigga vignette su un provvedimento del governo - afferma il Guardasigilli in una nota - invece di contribuire a risolvere il problema e cioè coprire immediatamente le sedi disagiate che, in realtà, disagiate non sono, ma solo sgradite ai magistrati".

"Considero inaccettabile - ribadisce - questa chiusura corporativa assunta dal sindacato delle toghe, finalizzata esclusivamente a difendere privilegi di casta. Il messaggio - prosegue il ministro della Giustizia - è chiaro: si esige, si pretende, minacciando anche estreme misure di mobilitazione, che si sospendano ben tre leggi dello Stato già in vigore''.

''Occorre, quindi - insiste Alfano - che i cittadini sappiano che tutto ciò accade solamente per impedire che qualche decina di magistrati, insensibili ai garbati appelli che ho loro rivolto in questi mesi, possa essere scomodata, per un periodo limitato di tempo, per prestare la propria opera lì dove vi è maggiore bisogno di capacità e di esperienza".

"L'Assemblea dell'Anm dimentica, infatti - aggiunge Alfano - che i magistrati, per dettato costituzionale, sono soggetti alla legge e che, oggi, e' legge anche la disciplina sul trasferimento d'ufficio. Sarebbe gravissimo solo ipotizzare uno sciopero che, in quest'ottica, rappresenterebbe un'inammissibile protesta contro tre leggi dello Stato".

Per la maggioranza è Giuseppe Consolo, vice presidente della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio a notare: ''Invece di collaborare nell'interesse esclusivo dei cittadini per colmare quei vuoti di organico negli uffici giudiziari, l'Anm minaccia scioperi a 360 gradi. Si tratta di una minaccia grave, specie considerando chi l'ha posta in essere. Ma Alfano stia tranquillo: tutti i cittadini di buon senso - assicura il deputato del Pdl - prescindendo dagli schieramenti politici, lo appoggeranno''.
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Di Loredana Morandi (del 16/01/2010 @ 19:55:33, in Magistratura, linkato 1433 volte)
GIUSTIZIA: ANM, ASSENZA ALFANO ALL'ASSEMBLEA GRANDE OCCASIONE PERSA
 

(ASCA) - Roma, 16 gen - ''E' stata persa una grande occasione''. I vertici dell'Associazione nazionale magistrati commentano cosi' l'assenza all'assemblea del ministro della Giustizia Angelino Alfano, ma anche di rappresentanti della maggioranza di governo. ''E' un peccato che rappresentanti del governo e della maggioranza non abbiano assistito a questo dibattito - ha detto il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini - che avrebbe consentito loro di constatare come la magistratura sia composta da persone serie, e nonostante gli insulti che riceve, si pone problemi e propone soluzioni per una giustizia che funzioni, nell'interesse dei cittadini.

Sarebbe stata una lezione di senso istituzionale, che purtroppo manca a tanti''. Il presidente dell'Anm Luca Palamara dal canto suo ha giudicato ''difficilmente interpretabile'' la scelta degli esponenti del governo e della maggioranza di non partecipare all'assemblea. ''Un peccato - ha detto - perche' nel nostro Paese si fanno leggi senza valutarne prima l'impatto. E oggi da questo punto di vista sarebbe stata una grande occasione''.

16-01-10 ram/mcc/ss


GIUSTIZIA: ALFANO REPLICA ALL'ANM, RISPETTI LE LEGGI DELLO STATO
 

(ASCA) - Roma, 16 gen - ''Dispiace che l'Anm ironizzi e affigga vignette su un provvedimento del Governo, invece di contribuire a risolvere il problema e cioe' coprire immediatamente le sedi disagiate che, in realta', disagiate non sono, ma solo sgradite ai magistrati''. Cosi', con una nota, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si dichiara ''fortemente preoccupato per l'incomprensibile e miope arroccamento dell'Anm contro un decreto legge che offre al Paese una ragionevole e definitiva soluzione. In particolare, il governo Berlusconi - che ha ereditato dal governo di sinistra il decreto legislativo che impedisce agli uditori giudiziari di svolgere funzioni requirenti e monocratiche - e' intervenuto in materia con due importanti provvedimenti: il decreto legge del dicembre 2008 che introduce incentivi economici e di carriera per coloro i quali intendono trasferirsi volontariamente nelle cosiddette sedi disagiate, e il recente decreto legge del dicembre 2009 che istituisce il meccanismo del trasferimento d'ufficio, in via transitoria, fino al 2014''.

''Considero inaccettabile - afferma quindi il Guardasigilli - questa chiusura corporativa e di retroguardia assunta dal sindacato delle toghe, finalizzata esclusivamente a difendere privilegi di casta. Il messaggio - prosegue Alfano - e' chiaro: si esige, si pretende, minacciando anche estreme misure di mobilitazione, che si sospendano ben tre leggi dello Stato gia' in vigore. Occorre, quindi, che i cittadini sappiano che tutto cio' accade solamente per impedire che qualche decina di magistrati (insensibili ai garbati appelli che ho loro rivolto in questi mesi) possa essere scomodata, per un periodo limitato di tempo, per prestare la propria opera li' dove vi e' maggiore bisogno di capacita' e di esperienza''.

''L'Assemblea dell'Anm dimentica, infatti - conclude il Guardasigilli -, che i magistrati, per dettato costituzionale, sono soggetti alla legge e che, oggi, e' legge anche la disciplina sul trasferimento d'ufficio.

Sarebbe gravissimo solo ipotizzare uno sciopero che, in quest'ottica, rappresenterebbe un'inammissibile protesta contro tre leggi dello Stato; protesta, tra l'altro, promossa e indetta proprio da coloro che, in qualita' del loro ruolo, dovrebbero ergersi a custodi delle stesse. Agendo in questo modo, appare, invece, che l'unica strada concepita sia quella di una gravissima forma di nonnismo giudiziario e poco importa se a decidere sulla liberta' dei cittadini saranno i vincitori di concorso di prima nomina, sui quali il Csm non ha espresso neanche la prima valutazione di professionalita'''.

16-01-10 ram/mcc/ss
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Di Loredana Morandi (del 16/01/2010 @ 19:58:17, in Politica, linkato 1357 volte)
GIUSTIZIA: QUAGLIARELLO (PDL),DISINNESCARE CONFLITTO CON POLITICA

(AGI) - Cagliari, 16 gen. - "Per creare le condizioni affinche' una riforma possa essere discussa e andare in porto occorre disinnescare la miccia del conflitto tra il potere politico e quello giudiziario e addirittura tra potere giudiziario e la sovranita' popolare". Gaetano Quagliariello, senatore del Pdl, intervenendo a Cagliari al convegno nazionale sul ruolo delle Assemblee legislative e sulle riforme, ha ribadito la volonta' della maggioranza di governo di "metter mano a riforme complessive ed essenziali per la nostra democrazia. Le opposizioni non dipingano come legge ad personam provvedimenti essenziali per il Paese".

  Secondo il costituzionalista del Pdl "se si vuole modernizzare l'Italia, rendendola una democrazia normale, non si puo' non metter mano al problema della giustizia: serve ai cittadini che hanno diritto ad una giustizia piu' equa ed efficiente e serve al Paese, che da quindici anni e' sottoposto a fibrillazioni continue a causa del conflitto tra giustizia e politica e dell'uso politico della giustizia". Non l'esigenza di una persona, quindi, ma "un'esigenza strutturale dell'Italia". Da una democrazia dei partiti si e' passati, per Quagliariello, "a una democrazia degli elettori. Una situazione sostanziale, suggellata dalla volonta' dei cittadini, dalla ricerca di un contatto diretto tra gli elettori e la rappresentanza. Se si vuole che il Parlamento conservi la sua centralita' - ha detto ancora il senatore Pdl - sara' importante completare al piu' presto la riforma dei regolamenti avviata in Senato: molti problemi si possono risolvere cosi', senza modificare la costituzione. Si possono garantire tempi certi per l'approvazione dei provvedimenti del Governo, riconducendo anche la decretazione d'urgenza entro binari propri".


GIUSTIZIA: ORLANDO (PD), DA ANM ALLARME SERIO. AFFONTARE PROBLEMI VERI
 


(ASCA) - Roma, 16 gen - ''Dall'Anm giunge un allarme serio sulla funzionalita' della giustizia nel nostro Paese. La richiesta fatta da Palamara di intervenire per colmare le carenze di organico corrisponde all'interesse dei cittadini, che si scontrano quotidianamente con le disfunzioni e le lungaggini della macchina giudiziaria.
Il governo dimostri di avere davvero a cuore il tema dei tempi del processo intervenendo su organici, informatizzazione degli uffici giudiziari, ridefinizione delle circoscrizioni, organizzazione dei tribunali''.
Ad affermarlo e' Andrea Orlando, presidente Forum Giustizia del Partito democratico. ''Solo cosi' -aggiunge- si possono creare le condizioni per un serio confronto per affrontare questi problemi.
Partendo da queste questioni concrete, noi siamo disponibili a condividere ulteriori interventi di piu' ampio respiro.
I presupposi per una discussione seria sono questi. Ma quella vera e propria amnistia mascherata in approvazione al Senato che va sotto il nome di processo breve non li contempla.
Anche per questo ci opporremo ad essa in modo durissimo''.

min/ram/ss

GIUSTIZIA: CAPEZZONE, MAGISTRATURA AL LIMITE DELLA SOVVERSIONE
 

(ASCA) - Roma, 16 gen - ''Le iniziative minacciate dall'ala piu' sindacalizzata e politicizzata della magistratura appaiono ormai ai limiti della sovversione.
In qualunque altro Paese occidentale, sarebbe impensabile un'azione della magistratura volta a contrastare leggi e provvedimenti legittimamente assunti dagli organi votati democraticamente dagli elettori. I magistrati non fanno le leggi, ma le applicano. Se vogliono fare politica, devono dimettersi e chiedere i voti degli elettori''.
Lo afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl che aggiunge: ''La difesa corporativa, e anche la difesa di qualche comodita', stanno spingendo i magistrati alle soglie di limiti davvero gravi. Che dicono gli uomini e le donne della sinistra? Tutti muti? Tutti vittime di amnesie rispetto alla separazione dei poteri e al rispetto delle leggi scritte?''.

min/mcc/ss
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Di Loredana Morandi (del 16/01/2010 @ 20:07:36, in Magistratura, linkato 1410 volte)
GIUSTIZIA: TOGHE PRONTE A SCIOPERO SU VUOTI PROCURE


(AGI) - Roma, 16 gen. - Abrogare le norme - in particolare quella che vieta ai giovani appena entrati in magistratura di svolgere funzioni di pm - che hanno portato alla drammatica situazione di scopertura di organici nelle procure, altrimenti i magistrati arriveranno a una dura protesta, non esclusa quella dello sciopero. E' il messaggio che esce dal 'Procura-day', l'assemblea nazionale organizzata dall'Anm in Cassazione, alla quale hanno preso parte moltissime toghe - tra cui anche i magistrati piu' giovani - e rappresentanti del Csm, delle opposizioni, come Luigi Li Gotti (Italia dei valori), Donatella Ferranti (Pd) e Roberto Rao (Udc), e dei sindacati di categoria. Del tutto assenti, nonostante l'invito a prendere parte alla riunione, la maggioranza e il Governo.

"Noi pensiamo di avere ragione - afferma il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini - pensiamo di riuscire a convincere il Governo. Abbiamo detto che non escludiamo alcuna forma di protesta, faremo di tutto per trovare soluzioni. Il problema e' principalmente del Governo se le procure non funzionano. Continueremo la nostra battaglia per consentire agli uffici di procura di sopravvivere, da noi c'e' disponibilita' a cercare soluzioni, chiediamo al Governo e al Guardasigilli di farsi carico delle loro responsabilita'".

Il primo a parlare della possibilita' di un'"estrema iniziativa di mobilitazione" e', in apertura dell'assemblea, il presidente del sindacato delle toghe Luca Palamara e non sono pochi i magistrati che, negli interventi successivi, hanno sollecitato una presa di posizione dura da parte dell'Anm contro i provvedimenti del Governo. Se il pm di Palermo Nino Di Matteo propone di disertare le cerimonie dell'anno giudiziario, previste per il 29 e il 30 gennaio, e di consegnare le toghe in segno di protesta, il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi, esponente di Md, afferma: "non arretreremo nella lotta. Decideremo tutti insieme cosa fare, ma non e' accettabile che restino scoperti gli uffici".

Durissimo il capo della Procura di Palermo Francesco Messineo, che ha definito "irrazionale e micidiale negli effetti", nonche' "insultante" il decreto varato dal Governo sui trasferimenti d'ufficio, che, a suo parere, "ha degli scopi futuri: introdurre il principio di mobilita' dei magistrati, creare una situazione per cui, di fronte allo sfascio, saremo noi a chiedere la separazione delle carriere, e far 'abbassare la cresta' ai pm. Poi ci verra' offerto l'aiuto della polizia giudiziaria e si prepara forse il reclutamento straordinario. Le prese di posizione dell'Anm devono essere forti e idonee".

La Giunta del sindacato delle toghe, quindi, si riunira' mercoledi' prossimo: in quella sede, verranno decise le iniziative da adottare tra il 20 e il 27 gennaio, durante la settimana di mobilitazione gia' annunciata da tempo, nonche' quelle eventuali in vista dell'Anno giudiziario e la data del Cdc in cui si potrebbe affrontare il capitolo 'sciopero'. "Serve una forma di risposta dura per dimostrare che senza i nostri sacrifici il sistema giustizia non funzionerebbe - sottolinea Carlo Fucci (Unicost), ex segretario dell'Anm - mentre oggi vogliono far ricadere la colpa sui magistrati.

Anche il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, impossibilitato a partecipare all'assemblea, ha affidato al presidente Palamara un saluto da rivolgere ai presenti, con il quale il 'superprocuratore' ha espresso tutta la sua "preoccupazione" per la situazione degli uffici requirenti. Il segretario di Magistratura Indipendente, Antonietta Fiorillo, pur sottolineando che "al momento si parla di proposte, oggi non e' la giornata dello sciopero", chiede all'Anm "un impegno serio" per "non cedere - rileva la rappresentante della corrente piu' moderata delle toghe - di fronte a una norma come, nonostante la consapevolezza del disastro, l'Anm ha fatto quando si e' trattato di contrastare il ddl Mastella".

Contro il processo breve, poi, parla Vittorio Borraccetti, procuratore capo di Venezia: "la Costituzione parla di 'durata ragionevole', commisurata al processo stesso, e' sbagliato fissare un tetto di anni", e reputa l'assenza del Governo all'Assemblea "un segnale di ostilita'". Per Giuseppe Berruti, togato di Unicost al Csm, "oggi il tema di fondo e' l'obbligatorieta' dell'azione penale: con la norma sui giovani magistrati si obblica i capi delle procure a scegliere quali processi portare avanti e quali destinare al limbo della prescrizione e cio' vuol dire impedire l'esercizio dell'azione penale". Attenzione ai giovani magistrati e' stata rivolta anche dal primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, che questa mattina, salutando la platea dell'Aula Giallombardo della Suprema Corte, ha invitato le giovani toghe a partecipare alla cerimonia dell'Anno giudiziario in Cassazione, offrendo loro una toga in dono.


GIUSTIZIA: ANM, NON SI PUO' ASSISTERE INERMI
A SVUOTAMENTO PROCURE

 

(ASCA) - Roma, 16 gen - Non si puo' assistere inermi allo svuotamento delle Procure. E' questo l'allarme lanciato dall'Anm che minaccia inoltre uno sciopero. La desertificazione delle procure e' ''drammatica''. In due soli anni le scoperture di organico si sono quadruplicate passando da 68 a 249. Per questo i magistrati sono pronti anche allo sciopero e se il governo non fara' cadere, almeno temporaneamente, il divieto di destinare i magistrati di prima nomina nelle procure. ''L'Anm non potra' assistere inerme allo svuotamento degli uffici di procura''. Lo ha detto il presidente dell'Anm Luca Palamara prima dell'inizio dell'assemblea dei magistrati convocata oggi in Cassazione, sottolineando che l'Anm ''e' fermamente intenzionata ad adottare ogni efficace e anche estrema iniziativa di mobilitazione della magistratura associata e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla gravita' della situazione attuale''.

16-01-10 mar/mcc/ss
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Di Loredana Morandi (del 16/01/2010 @ 20:15:41, in Magistratura, linkato 2106 volte)

GIUSTIZIA: VIGNETTA ANM,




NO A PM 'AVATAR'



(AGI) - Roma, 16 gen. - L'Associazione nazionale magistrati affida ad una vignetta, in cui si cita il film 'Avatar', che sta spopolando nelle sale cinematografiche, la sua protesta per le scoperture di organico nelle procure.

"Il pm Avatar in tutte le aule di tribunale dal 15 gennaio", si legge nel disegno, distribuito in Cassazione in occasione dell'assemblea di oggi, "in fondo non era difficile.... basta creare dei cloni virtuali", "gia', da un singolo pm ne ricaviamo circa un centinaio...".

La drammatica situazione delle procure, e "gli aspetti paradossali" del dl messo a punto dal Governo, sono "realta' e non finzione come 'Avatar' - ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, nel suo intervento - e non possiamo quindi clonarci, vogliamo avanzare una proposta seria". (AGI) .

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