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 .. arriverà l'inverno?... di Lunadicarta
 
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Il buon giudice non deve essere giovane, ma anziano, uno che ha appreso tardi che cosa è l'ingiustizia, senza averla sentita come personale e insita nella sua anima; ma per averla studiata, come una qualità altrui, nelle anime altrui.

Platone
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

INTERCETTAZIONI,
LIBERTA’ D’INFORMAZIONE,
DEMOCRAZIA



COMUNICATO DEL PRESIDENTE E DEL SEGRETARIO GENERALE


Le nuove norme in tema di intercettazioni, di informazione sugli atti giudiziari e di gestione dei blog costituiscono il frutto di politiche di stretti orizzonti, piegate a interessi parziali e dettate da urgenze fuori da ogni logica. Si tratta, invece, di temi complessi e centrali per la democrazia, che vengono da lontano e che richiederebbero equilibrio e rispetto.

Il 18 febbraio scorso, Magistratura Democratica ha organizzato un convegno,  presso la Corte Suprema di Cassazione, (v.nota che segue) che parlava di internet e diritti. I lavori hanno ribadito che solo lo sviluppo di un’informazione non controllata può dare oggi sostanza alla democrazia in un mondo globalizzato che favorisce le concentrazioni di potere, assoggetta la politica all’economia e sta trasformando i cittadini in consumatori indifferenti ai beni comuni.

Depotenziare lo strumento delle intercettazioni è un regalo alla criminalità, e in particolare  ai poteri capaci di nascondersi, e limitare la stampa e la Rete è un regalo a chi pretende di regolare il mondo senza temere controlli.

Luigi Marini e Piergiorgio Morosini -


***
 

Internet, libertà e diritti: a partire dal caso Wikileaks”


Il Convegno dal titolo “Internet, libertà e diritti: a partire dal caso Wikileaks” del 18 febbraio 2011, presieduto da Franco Ippolito, con l’introduzione del Presidente di MD Luigi Marini, vedeva la partecipazione dei Professori Gaetano AZZARITI, Arturo DI CORINTO, Elena FALLETTI, Stefano RODOTÀ, e del Consigliere Giuseppe SALME’ .
Partendo dalla considerazione che, oggi, chi si interessa del mondo globale non può prescindere dalla conoscenza di ciò che ruota intorno a internet, l’incontro incentrava la propria attenzione sul più grande spazio pubblico che sia mai esistito, un soggetto che cresce quotidianamente, ha raggiunto i cento milioni di siti e, coinvolgendo l’intero pianeta, non può non dar luogo a conflitti che incidono sui diritti sia dell’individuo che della collettività.

Il Convegno nasceva, quindi, dall’esigenza di scandagliare la significativa questione del rapporto fra tutela dei diritti fondamentali e Internet,  in una fase di massima espansione del linguaggio mediatico, prendendo spunto dal caso Wikileaks che in quei giorni diventava dirompente.

L’occasione era volta ad approfondire i complessi aspetti afferenti la necessità e l’opportunità di disciplinare e regolamentare il pianeta Internet, salvaguardando i diritti e le libertà nella rete, ma al tempo stesso impedendo indebite ingerenze nella sfera privata e lesioni di interessi fondamentali dei singoli.

Fondamentale sembrava agli organizzatori stabilire quale organo istituzionale potesse farsi portatore di tali esigenze e di una eventuale organizzazione della materia, se l’ONU o gli Stati nazionali, e con quale coinvolgimento della sfera pubblica e dei soggetti privati.

Si è voluto verificare, in una occasione pubblica, nella significativa cornice della Suprema Corte di Cassazione quali indicazioni ci vengono dalla giurisprudenza interna e sovranazionale sul bilanciamento tra libertà di espressione e di comunicazione e protezione dei fundamental rights.

Proprio i più recenti casi giurisprudenziali e le code polemiche che li avevano accompagnati erano una chiara dimostrazione, per Magistratura Democratica, del carattere aperto ed urgente oltre che estremamente problematico di questi interrogativi sui quali solo negli ultimi anni gli studiosi di diritto, ma anche i teorici del cyberspazio, hanno cominciato un importante lavoro di riflessione a largo raggio ed in progress che ha condotto anche alla proposta di una Carta mondiale dei diritti su internet.

La tutela dei diritti emergenti e delle nuove dimensioni dell’informazione costituiscono per Magistratura Democratica un terreno cui dedicare il massimo dell’attenzione e un impegno costante.
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Di Loredana Morandi (del 13/10/2011 @ 09:01:03, in Magistratura, linkato 1516 volte)
CASERTA - Nei giorni scorsi, l’ Anm (Associazione nazionale magistrati) si è schierata a sostegno del magistrato che ha trattato i vari contenziosi del Comune, pignorandone i beni e i conti in banca.

"Spiace rilevare - e’ scritto nel documento a firma del segretario, Ilaria Sasso del Verme, e del presidente, Anna Rita Motti - e addolora doverlo sottolineare, che in uno degli articoli dei quotidiani locali esaminati vi sia stata un’evidente commistione - a tratti anche poco comprensibile - tra i fatti e la cronaca degli stessi e quelli che, cosi’ come riportati, risultano dei meri pettegolezzi finalizzati a generare ingiustificate ombre sull’operato del giudice dell’esecuzione Rosaria Dello Stritto, cosi’ ledendo la professionalita’ e l’immagine della stessa e, con lei, di tutta la magistratura sammaritana".

"L’ANM di Santa Maria Capua Vetere - e’ scritto ancora nel documento - ribadisce che tutti i provvedimenti emessi, pur criticabili ed impugnabili nelle sedi e nelle forme opportune, non perseguono altra finalita’ che non sia quella di giustizia. La magistratura sammaritana, pertanto, manifesta stima e solidarieta’ alla collega Rosaria
Dello Stritto, il cui operato, in un ufficio giudiziario gravato da carichi di lavoro ormai insostenibili, e’ stato sempre ispirato a principi di assoluta legalita’, trasparenza e indipendenza".

CASERTA - Dalla mancata mensa alla scuola materna De Amicis di corso Giannone, alla mancata raccolta dei rifiuti in città  che, giunta al quinto giorno, sfiora l’ emergenza.

Il Comune di Caserta ha chiesto, così, all’azienda Caserta Ambiente di anticipare una mensilità delle due non ancora pagate ai 180 lavoratori del servizio di raccolta dei rifiuti, ma successivamente ha dato mandato di pagamento pari a 400 mila euro indirizzato proprio a Caserta Ambiente. Si tratta di denaro entrato nelle ultime ore nelle casse del Comune attraverso la riscossione eseguita dalla concessionaria dei tributi Publiservizi.

Ma è solo una parte del debito vantato dalla società (la cifra complessiva sfiora i cinque milioni di euro), mentre per la mensa scolastica il Comune, sull’orlo del dissesto, non è riuscito a pagare la ditta erogatrice del servizio e, quindi, i genitori si autotasseranno per finanziare un servizio di mensa privato riservato ai soli bambini della scuola.

Intanto, in strada, si contano oltre 650 tonnellate di rifiuti e fuori ai cancelli delle isole ecologiche sono stati depositati dai cittadini rifiuti speciali di ogni genere. I creditori del Comune, forti di una sentenza di pignoramento, a inizio ottobre hanno bloccato la somma di 3 milioni e 400 mila euro.

Così, i 570 dipendenti della casa comunale, ad ottobre si sono ritrovati senza stipendio. Il Comune di Caserta ha debiti, infatti, per 180 milioni di euro. Nella seduta di giunta di giovedì, potrebbe arrivare la dichiarazione del dissesto.

Intanto, nei giorni scorsi, l’ Anm si è schierata a sostegno del magistrato che ha trattato i vari contenziosi del comune. “Spiace rilevare – è scritto nel documento a firma del segretario, Ilaria Sasso del Verme, e del presidente, Anna Rita Motti - e addolora doverlo sottolineare, che in uno degli articoli dei quotidiani locali esaminati vi sia stata un’evidente commistione – a tratti anche poco comprensibile – tra i fatti e la cronaca degli stessi e quelli che, così come riportati, risultano dei meri pettegolezzi finalizzati a generare ingiustificate ombre sull’operato del giudice dell’esecuzione Rosaria Dello Stritto, così ledendo la professionalità e l’immagine della stessa e, con lei, di tutta la magistratura sammaritana“.

“L’ANM di Santa Maria Capua Vetere – è scritto ancora nel documento - ribadisce che tutti i provvedimenti emessi, pur criticabili ed impugnabili nelle sedi e nelle forme opportune, non perseguono altra finalità che non sia quella di giustizia. La magistratura sammaritana, pertanto, manifesta stima e solidarietà alla collega Rosaria Dello Stritto, il cui operato, in un ufficio giudiziario gravato da carichi di lavoro ormai insostenibili, è stato sempre ispirato a principi di assoluta legalità, trasparenza e indipendenza“.

Fonte:  Cuore Normanno
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Di Loredana Morandi (del 13/10/2011 @ 08:51:22, in Politica, linkato 1370 volte)
E' la politica contro la magistratura, non il contrario. L.M.

Interrogazione di Berselli (Pdl):
"Ispettori alla Procura Parma:
via Laguardia e i pm"



Mandare gli ispettori alla Procura di Parma, trasferire il procuratore Gerardo Laguardia e indagare sull’operato dei pubblici ministeri. Sono  queste le richieste che il senatore del Pdl Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia, ha inoltrato al ministro della Giustizia Nitto Palma attraverso una interrogazione.

In pratica - stando alle parole di Berselli - la procura parmigiana indagherebbe solamente nei confronti di esponenti dle Pdl tralasciando quelli legati alla Provincia. In pratica secondo il senatore azzurro le inchieste avrebbero una natura politica e per questo andrebbero immediatamente trasferiti sia il procuratore capo Laguardia sia il pubblico ministero - Paola Dal Monte - che sta portando avanti le inchieste Easy Money (oggi è stato interrogato Bernini LEGGI) e Green Money.

Il senatore chiede direttamente al ministro "se non ritenga di disporre una indagine ispettiva volta ad accertare eventuali responsabilità disciplinari, anche al fine di verificare se i comportamenti del Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia e del Sostituto Paola Dal Monte siano compatibili con la loro permanenza nei rispettivi uffici". Nell’interrogazione Berselli fa riferimento anche a presunte fughe di notizie sulla indagini avviate dalla Procura nei confronti di esponenti del centrodestra.

LA REPLICA DELLA SOLIANI: ASSURDO - La senatrice del Pd Albertina Soliani replica duramente alle richieste di trasferimento di Berselli. "Si lasci lavorare la magistratura - scrive la senatrice -  con il rispetto che le è dovuto. Sarà il seguito delle indagini ed eventualmente dei processi che apriranno fino in fondo il libro della storia più recente della nostra città. Forse è di questo che ha paura il PdL?". Una polemica che di certo non finierà presto.

L'articolo prosegue su Parma Sera




IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE DI BERSELLI

 Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

il 19 luglio 2011 il Procuratore della Repubblica di Parma, Gerardo Laguardia, intervistato da una troupe di Mediaset sulle vicende di corruzione a livello locale avrebbe dichiarato che il Sostituto Procuratore Paola Dal Monte aveva intenzione di ascoltare nel merito dell’inchiesta anche il Sindaco di Parma Pietro Vignali;

poco dopo che la notizia era uscita sul sito parma.repubblica.it, lo stesso Laguardia ha smentito la predetta circostanza ai microfoni dell’emittente televisiva locale "Tv Parma". L’intervista raccolta da Mediaset non è poi stata trasmessa, ma i giornalisti hanno confermato e confermano che Laguardia aveva fatto quelle dichiarazioni;

il 22 settembre 2011 sul sito Internet parma.repubblica.it veniva pubblicato un articolo riguardante un retroscena che getta ombre sulla inchiesta delle mazzette sul verde pubblico denominata Green Money che portò a due diverse ondate di arresti, la prima il 10 giugno 2010 e la seconda il 24 giugno 2011, nel contesto della quale sono stati arrestati funzionari e imprenditori molto vicini al sindaco di Parma. Secondo tale articolo il Sostituto Procuratore della Repubblica Paola Dal Monte avrebbe ottenuto, con la copertura del Procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia, il trasferimento a Reggio Emilia del maresciallo Giampiero Ferri e del luogotenente Roberto Furnari, due esperti sottufficiali dei Carabinieri nei ruoli della polizia giudiziaria, perché avrebbero intralciato le indagini consentendo ad uno degli indagati di trovare l’appiglio giuridico che l’avrebbe poi portato ad ottenere la scarcerazione dal Tribunale del riesame, provvedimento poi confermato dalla Cassazione. La scarcerazione fu disposta ritenendosi l’indagato Alessandro Forni, imprenditore del verde, non colpevole di corruzione, come invece sosteneva la Procura, bensì vittima di concussione. L’impianto accusatorio della Procura veniva quindi smontato e la Dal Monte, sempre con l’avallo del Procuratore della Repubblica Laguardia, cercò di scaricare le proprie evidenti responsabilità sui due poveri sottufficiali dell’Arma. Lo smacco era sotto gli occhi di tutti e la Dal Monte dichiarò ai giornalisti di voler chiedere una sanzione disciplinare per i due carabinieri. L’apposita Commissione presso la quale fu poi avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei due carabinieri, a seguito delle contestazioni della Procura, si legge nel citato articolo che così concluse: «La Commissione - si legge nella sentenza - non aderisce all’asserzione che i comportamenti, consapevolmente irrituali tenuti dagli incolpati, abbiano avuto significativi riflessi sul lamentato ’infortunio cautelare e sull’immagine pubblica esterna, ad opera dei mezzi di comunicazione’. Per la Corte d’appello, dunque, la colpa dei carabinieri non è aver causato la scarcerazione» degli indagati, ma solo di aver tenuto «"comportamenti pervicacemente irriguardosi delle disposizioni in materia di coordinamento e di subordinazione della polizia giudiziaria all’autorità giudiziaria". "I due incolpati, esperti e capaci ispettori, (...) non potevano non capire che, andando oltre, senza attivare il necessario coordinamento investigativo, accettavano il rischio di sovrapposizioni e di ingerenze in altra attività investigativa"»;

il 27 settembre 2011 vengono arrestati l’Assessore ai servizi educativi Bernini (Popolo della libertà), il suo assistente e due imprenditori con l’accusa di corruzione e tentata concussione per aver chiesto e ottenuto tangenti per l’assegnazione di appalti per le mense di alcuni asili e scuole elementari;

il Procuratore Laguardia organizza una conferenza stampa nel corso della quale si lascia andare a giudizi a parere dell’interrogante inopportuni e che esorbitano dalle sue funzioni; le parole del Procuratore sono riportate su un articolo pubblicato su "Il Messaggero" del 26 settembre 2011: "È grave, per non dire indecente, che si lucri anche sui pasti dei bambini delle materne e delle elementari proprio da parte di chi dovrebbe invece assicurare massima equità e controllo (…) Sarebbe opportuno che la politica e gli stessi partiti scegliessero con più attenzione le persone chiamate ad amministrare la cosa pubblica (…) Se è vero che i contatti tra Bernini e i casalesi non portarono ad alcuna conseguenza giudiziaria, è anche vero che questi erano stati accertati da un’inchiesta condotta dall’Antimafia di Napoli";

il 1° ottobre 2011 la stampa dà notizia che la Procura della Repubblica di Parma ha aperto una indagine sulla riqualificazione del locale "Ospedale Vecchio" chiedendone il sequestro preventivo. Le ipotesi di reato contestate sono l’abuso di ufficio e la violazione dell’art. 170 del codice Urbani sugli immobili di interesse storico ed artistico. Secondo l’accusa, tutta da dimostrare, sarebbe stata favorita la Ditta Pizzarotti nell’aggiudicazione dei lavori e sarebbe stata poi prevista la ristrutturazione dell’edificio invece del restauro. Indagati il vicesindaco Paolo Buzzi, gli assessori ai lavori pubblici Giorgio Aiello, al bilancio Gianluca Broglia, alla viabilità Davide Mora, alla sicurezza Fabio Fecci e al commercio Paolo Zoni. Con loro, gli allora delegati al welfare Lorenzo Lasagna, all’ambiente Cristina Sassi, all’urbanistica Francesco Manfredi, alla cultura Luca Sommi e al patrimonio immobiliare Giuseppe Pellacini;

dell’apertura dell’indagine nei confronti dei predetti assessori, in data 1° ottobre 2011, come già detto sopra, davano enorme risalto alla notizia le seguenti testate: "Alice non lo sa", "Av", "Corriere della Sera", "Gazzetta di Modena", "Gazzetta di Parma", "Il resto del Carlino", "Parma Qui", "La Repubblica", "La Sera", "La Stampa", "Polis Quotidiano" (che riportava le foto di tutti gli indagati) "L’Unità", "Parma Oggi";

ad oggi però nessuno degli indagati ha ancora ricevuto la prescritta informazione di garanzia mentre tutti i loro nomi sono stati resi pubblici, non casualmente, dopo una conferenza stampa del Procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia;

è gravissima la fuga di notizie di cui è con tutta evidenza responsabile la Procura della Repubblica di Parma;

in Emilia-Romagna, quella di Parma è l’unica Procura attiva nelle inchieste sui reati tipici degli amministratori pubblici (corruzione, concussione, abuso di ufficio). Solo però nei confronti del Comune, unico capoluogo di provincia della regione governato dal centrodestra, la Procura di Parma ha finora profuso impegno e zelo. Non così negli altri casi. Basti pensare che il consigliere regionale e coordinatore provinciale Popolo della libertà Luigi Villani presentò alla Procura della Repubblica di Parma in data 29 marzo un circostanziato esposto con cui, riprendendo il contenuto di una interpellanza presentata l’anno scorso dal consigliere provinciale Simone Orlandini, denunciava un grave danno per la Provincia conseguente alla stipulazione di un contratto di appalto per il servizio di noleggio a lungo termine di autoveicoli per lo stesso Ente, intervenuto con una società di cui l’attuale capo di gabinetto del Presidente della Provincia è stato Presidente e collaboratore. Dell’esito di tale esposto non si sa assolutamente nulla, mentre ci si domanda per quale motivo la Procura di Parma non si fosse già autonomamente attivata lo scorso anno a seguito della interpellanza del consigliere Orlandini,

si chiede di sapere:

quale sia il giudizio del Ministro in indirizzo in merito a quanto sopra e se non ritenga di disporre una indagine ispettiva volta ad accertare eventuali responsabilità disciplinari, anche al fine di verificare se i comportamenti del Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia e del Sostituto Paola Dal Monte siano compatibili con la loro permanenza nei rispettivi uffici in funzione delle numerose esternazioni a parere dell’interrogante improprie di cui sono stati protagonisti, della clamorosa fuga di notizie riservate da parte della stessa Procura e della totale inerzia a fronte dei gravi fatti denunciati nel 2010 nella interpellanza Orlandini, poi ripresa nell’esposto presentato dal consigliere regionale Luigi Villani nei confronti dell’amministrazione provinciale di Parma;

se risulti che sulla citata vicenda sia pendente un procedimento penale e, in caso affermativo, a quale fase sia giunto, nonché chi siano gli indagati;

quali ulteriori iniziative di competenza intenda intraprendere con urgenza per tutelare l’immagine della magistratura di Parma, ad avviso dell’interrogante gravemente compromessa dai censurabili comportamenti della locale Procura.


LA REPLICA DELLA SOLIANI: NON C'È RISPETTO PER PARMA


Manca al PdL il senso di responsabilità nei confronti di Parma. Ci mancava l’interrogazione parlamentare del senatore Filippo Berselli che chiede al Ministro della Giustizia “se non ritenga di disporre un’indagine ispettiva volta ad accertare eventuali responsabilità disciplinari” nei confronti del Procuratore di Parma Gerardo La Guardia e del sostituto Paola Dal Monte, che stanno indagando sul comune di Parma.

Anche la magistratura di Parma è entrata nel mirino della maggioranza di governo. In Italia va così: se tocchi esponenti del PdL dal capo in giù parte la richiesta di indagini sulla magistratura. Se poi il senatore interrogante è anche Presidente della Commissione Giustizia del Senato, ricoprendo un ruolo di garanzia in una delle istituzioni della Repubblica, quella legislativa, del tutto separata da quella del governo e da quella della magistratura, la cosa è evidentemente inopportuna. Se poi lo stesso senatore è anche coordinatore Regionale del PdL, con evidenti interessi di parte, la cosa è doppiamente inopportuna. Ma soprattutto è la città di Parma che non merita questo ulteriore spargimento di sale sulle ferite ricevute dalle forze politiche che hanno sostenuto sindaco e giunta senza vedere, senza sentire, senza capire. Conniventi. Ci voleva l’intervento della magistratura, avendo notizie di reato. Parma è stata esposta alla vergogna e persino al ridicolo di fronte all’Italia e al mondo. Occorrerebbe almeno rispetto. Se è possibile, l’attacco del PdL alla magistratura di Parma è il segno della indifferenza e della irresponsabilità di questa forza politica di fronte alla stagione dolorosa che sta vivendo la città

Verrà presto il Commissario e si aprirà una fase nuova nella storia di Parma. Si lasci lavorare la magistratura con il rispetto che le è dovuto. Sarà il seguito delle indagini ed eventualmente dei processi che apriranno fino in fondo il libro della storia più recente della nostra città. Forse è di questo che ha paura il PdL?

La Rassegna

Giustizia: Berselli chiede invio ispettori in Procura Parma

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Il senatore berlusconiano Berselli “Trasferire i pm di Parma ...

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Di Loredana Morandi (del 12/10/2011 @ 20:39:45, in Magistratura, linkato 1621 volte)
Ora.. c'è chi intitola alla "guerra" tra le Procure con alcune ragioni, ma è anche contestualmente guerra "alle Procure".. L.M.

Csm, Vietti bacchetta Trani
"Perché indaga su Moody's?"


Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura sulla guerra tra procure e la questione della competenza: "E' difficile spiegare perché deve essere Trani a occuparsi dei mercati internazionali"

Csm, Vietti bacchetta Trani "Perché indaga su Moody's?" Michele Vietti
"E' difficile spiegare perché Trani debba occuparsi di agenzie di rating internazionali e turbative dei mercati finanziari solo perché ha iscritto per prima". Stoccata del vicepresidente del Csm Michele Vietti alla procura di Trani che indaga su Moody's e Standard & Poor's. Vietti, in una intervista a Panorama, interviene sulla guerra tra le procure che - dice - va fermata cambiando le norme. In particolare, modificando la norma residuale prevista dal codice di procedura penale per cui, in mancanza di altri criteri, è competente la procura che iscrive per prima nel registro degli indagati.

Altra cosa da risolvere, secondo Vietti, è bloccare i continui ricorsi al giudice per i conflitti di competenza: "Le procure - spiega - dovrebbero invece rivolgersi alla procura generale, come prevede il nostro ordinamento, ma non lo fanno perché ciascuna è gelosa della sua inchiesta e se la tiene fino a che non decide un giudice".

Quanto all'inchiesta sulle escort di Tarantini e l'invio degli ispettori disposto dal Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, nelle procure di Napoli e Bari, Vietti rassicura: "Sono contro le teorie complottiste, da qualunque parte vengano. Il potere ispettivo appartiene alle attribuzioni del ministro e quindi non mi scandalizza che venga esercitato. Gli ispettori sono magistrati e quindi sono certo che sapranno rispettare l'autonomia e l'indipendenza dell'attività giuridizionale dei propri colleghi".
 

(12 ottobre 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/10/12/news/trani_vietti-23118153/

***

Non avvisò il capo, Csm processa pm Trani


ROMA– E' finito sotto processo disciplinare davanti al Csm il pm di Trani Michele Ruggiero, che avviò l'inchiesta (poi trasmessa a Roma, dove una parte è ancora pendente) sulle presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, al commissario Agcom Giancarlo Innocenzi, per la chiusura di Annozero. Il magistrato fu oggetto di un’ispezione che fece clamore perchè disposta dall’allora Guardasigilli Angelino Alfano all’indomani della pubblicazione da parte del “Fatto quotidiano” della notizia e del contenuto di alcune intercettazioni in cui il premier conversando con Innocenzi e il direttore del Tg1 Minzolini manifestava la sua intolleranza per la trasmissione di Santoro.Ora davanti alla sezione disciplinare di Palazzo dei marescialli deve rispondere dell’accusa di non aver informato n‚ prima n‚ subito dopo il procuratore Carlo Maria Capristo dell’iscrizione del premier, di Innocenzi e del direttore del Tg1 Augusto Minzolini nel registro degli indagati.

“C'è un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo di abuso delle intercettazioni e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d’ufficio”,disse Alfano quando annunciò l’ispezione a Trani. Ma i suoi 007, guidati dal capo Arcibaldo Miller, e che comunque non ebbero la possibilità di visionare le carte dell’inchiesta, ancora coperta dal segreto, alla fine riscontrarono che non c'erano state nè intercettazioni a strascico, nè violazioni della competenza territoriale (gli atti su Berlusconi furono infatti trasferiti a Roma) o illeciti nella trattazione di dati sensibili. Rimase in piedi una sola accusa minore: quella di cui ora è chiamato a rispondere Ruggiero di non aver informato per tempo il suo capo.

“L'informativa al capo non deve essere preventiva o immediatamente successiva ma avvenire in tempi ragionevoli” ed è quello che è avvenuto in questo caso, si è difeso il magistrato in una memoria e nella prima udienza del processo, che riprenderà a marzo con l’esame testimoniale di Capristo.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=2699&IDNotizia=461882

***

Dopo Bari è bufera
nella Procura di Trani


dal nostro inviato RINO DALOISO

TRANI - «Sono certo di aver fatto semplicemente il mio dovere. E sono altrettanto certo che chi dovrà valutare il mio comportamento lo farà col giusto equilibrio». Lo sottolinea con voce tranquilla il sostituto procuratore Michele Ruggiero, il pm che nel marzo 2010 mise sotto inchiesta (poi trasmigrata a Roma) Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri. Il magistrato contestò al premier l’accusa di concussione e violenza e minacce nei confronti dell’Agenzia garante delle comunicazioni per le sue ripetute pressioni (una vera e propria ossessione, la sua, si direbbe) per far chiudere i battenti alla trasmissione tv «Annozero» di Michele Santoro. Le «insistenti sollecitazioni» erano rivolte a Giancarlo Innocenzi, allora componente di quell’Agenzia. Ora, però, la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura contesta al pm tranese di non aver tempestivamente informato il suo capo, il procuratore Carlo Maria Capristo, proprio dell’iscrizione di Silvio Berlusconi nel registro degli indagati.

«Niente di più falso - replica Ruggiero -. Il procuratore l’ho informato, oltre che per una questione interna di organizzazione degli uffici, anche e soprattutto per una questione di lealtà. Andai io stesso a casa sua, quando mi accorsi che quanto era stato rilevato nelle indagini portava dritto alla iscrizione del presidente del Consiglio nel registro degli indagati». E poi: «L’informativa al capo non deve essere preventiva o immediatamente successiva - si è difeso Ruggiero davanti alla sezione del Csm il 22 settembre scorso - ma deve avvenire in tempi ragionevoli».

L’«atto di incolpazione» nei confronti del magistrato parla di violazione delle «norme tabellari», quelle, cioè, di organizzazione interna della Procura. Prevedono, quelle norme, che il sostituto informi il capo, allorquando vi siano «sviluppi rilevanti» di un’inchie - sta, vuoi per l’oggetto dell’i n ch i e s t a stessa, vuoi per le persone coinvolte. «Io - aggiunge Ruggiero - mi sono scrupolosamente attenuto a quanto prevede l’articolo 335 del codice di procedura penale, che impone al pm l’immediata iscrizione nel registro di ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa». «Mi conforta d’altra parte - ha aggiunto - che l’azione disciplinare sia stata esercitata dall’allora ministro di giustizia Angelino Alfano e non dal procuratore generale presso la Cassazione».
Una contestazione «residuale», se si pensa che il capo degli ispettori di via Arenula, Arcibaldo Miller, e l’ispettrice Monica Tarchi, incontrarono il 16 marzo scorso, a Bari, il procuratore Carlo Maria Capristo e il sostituto Michele Ruggiero. Il mandato conferito loro dal ministro Alfano prevedeva «la contestazione di almeno tre gravi patologie: un problema di competenza territoriale, uno di abuso delle intercettazioni e un terzo in merito alla rivelazione del segreto d’ufficio».

Rivelatesi inconsistenti le tre ipotesi, è rimasta quella della tempestiva informazione o meno al procuratore. Che sarà ascoltato il 27 gennaio dal Csm. Insomma, nell’anno di grazia 2011 si fa presto a passare dal banco degli accusatori a quello degli accusati. Specie se si conducono inchieste che incrociano i rappresentanti della politica. Ma ormai non si può dire che questa sia una grande novità.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=1&IDNotizia=461922

Indagò premier senza avvertire il capo, il Csm processa il pm di ...

Corriere della Sera - ‎11/ott/2011‎
TRANI - Il 27 gennaio prossimo il Csm si esprimerà sul caso del pm di Trani, Michele Ruggiero, che nel marzo 2010 iscrisse il premier Berlusconi nel registro degli indagati per le presunte pressioni su Agcom allo scopo di bloccare la trasmissione ...

Indago' premier senza avvertire capo, Csm processa pm Trani

ANSA.it - ‎11/ott/2011‎
(ANSA) - ROMA, 11 OTT - Mentre il ministro della Giustizia manda i suoi ispettori nelle procure di Napoli e Bari, la sezione disciplinare del Csm processa il pm di Trani Michele Ruggiero, che avviò l'inchiesta (poi trasmessa a Roma) sulle presunte ...

Dopo Bari è bufera nella Procura di Trani

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎7 ore fa‎
TRANI - «Sono certo di aver fatto semplicemente il mio dovere. E sono altrettanto certo che chi dovrà valutare il mio comportamento lo farà col giusto equilibrio». Lo sottolinea con voce tranquilla il sostituto procuratore Michele Ruggiero, ...

Trani, il sostituto procuratore Ruggiero sottoposto a processo ...

Il Quotidiano Italiano - ‎11/ott/2011‎
(11 ottobre 2011) BARI – Il sostituto procuratore di Trani, Michele Ruggiero, che avviò l'inchiesta sulle presunte pressioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi sul commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi, perché favorisse la chiusura di ...

Indagò Berlusconi: Ruggiero finisce sotto processo disciplinare

TraniWeb - ‎11/ott/2011‎
E' finito sotto processo disciplinare davanti al Consiglio superiore della magistratura il pm di Trani Michele Ruggiero che avviò l'inchiesta sulle presunte pressioni esercitate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al commissario ...

Non avvisò il capo, Csm processa pm Trani

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎11/ott/2011‎
ROMA– E' finito sotto processo disciplinare davanti al Csm il pm di Trani Michele Ruggiero, che avviò l'inchiesta (poi trasmessa a Roma, dove una parte è ancora pendente) sulle presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, al commissario Agcom ...

CSM - Pm sotto esame per caso Rai-AgCom

Edizioni Oggi - ‎11/ott/2011‎
La Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura ha aperto un procedimento di esame nei confronti del pm di Trani, Michele Ruggiero (foto), titolare dell'inchiesta sulle presunte pressioni del presidente del Consiglio, Berlusconi, ...
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Di Loredana Morandi (del 12/10/2011 @ 16:08:14, in Politica, linkato 1367 volte)

SENATO

Prescrizione breve, il centrodestra accelera
Il gip Villoni: "Quanti reati senza giustizia"

Domani il via libera in commissione giustizia di Palazzo Madama. E già in settimana sarà fissato il calendario dell'aula. Parla un giudice del tribunale di Roma: "Mi sto occupando di una truffa alle assicurazioni, con le nuove norme sarebbe già tutto prescritto. Stiamo minando la fiducia dei cittadini nel sistema giustizia"

di TIZIANA TESTA

ROMA - Avanti tutta sulla prescrizione breve. Neppure un emendamento da parte del centrodestra rispetto al testo approvato alla Camera. Entro stasera saranno esaminate le 150 proposte di modifica dell'opposizione, domani ci sarà il via libera in commissione giustizia. Poi via di corsa verso il voto dell'aula, per il sì definitivo che fulminerà il processo Mills prima di una possibile condanna per Silvio Berlusconi. A metà novembre potrebbe già arrivare la sentenza ma, con la prescrizione per gli incensurati che si accorcia da un quarto a un sesto della pena, il procedimento è già praticamente chiuso.

"Mi aspetto che il calendario venga fissato da una conferenza dei capigruppo venerdì prossimo", avverte Filippo Berselli, del Pdl, presidente della commissione giustizia del Senato. Il provvedimento può essere legge in un paio di settimane. Anche imponendo un ennesimo voto di fiducia, in caso di ostruzionismo.

Il mondo della giustizia si interroga sugli effetti dell'ennesima modifica. Orlando Villoni è giudice al tribunale di Roma da 10 anni. Ed è in magistratura da 25. "Ho lavorato un po' in tutti i ruoli: da pretore, a pm, a giudice monocratico", spiega. Villoni ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sul lodo Alfano, ma ha anche archiviato l'inchiesta sulla compravendita dei senatori che
coinvolgeva Silvio Berlusconi. Insomma, non è un giudice sospettabile di pregiudizi  nei confronti del premier. Ma, dinanzi alle nuove norme appare, scoraggiato. "E' l'ennesimo colpetto a un sistema già duramente provato", premette. "Un sistema che già deve scontare l'effetto pesantissimo, sulla prescrizione, della legge Cirielli.

AUDIOINTERVISTA/ CASCINI: UN MILIONE DI PROCESSI A RISCHIO

Qual è il suo giudizio su questa legge e sulla volontà del centrodestra di approvarla a ogni costo?
"Non ci sono dubbi, è un intervento callido, mirato, studiato per un singolo caso, una vera legge ad personam. Non posso dire che sia devastante per il sistema. Ma certo aggrava una situazione già drammatica. Le faccio un esempio, in questo momento mi sto occupando di una truffa alle assicurazioni, articolo 642 del Codice penale. E' iniziato tutto nel 2004, con sequestri e perquisizioni, ma il caso è arrivato in udienza preliminare solo nel 2010. E' già quasi tutto prescritto, sono rimasti in piedi solo 3 reati su 28. Con la legge che è oggi al Senato, sarebbero cancellati anche questi. Cadrebbe perfino il reato associativo. Posso solo dire che stiamo scherzando col fuoco, stiamo minando la fiducia dei cittadini".

Altri reati a rischio?
"Quelli in materia tributaria: pena massima 6 anni. Il tempo per l'azione penale, attualmente, è 7 anni e mezzo.  E può sembrare molto. Ma bisogna tenere presente che per questi reati servono accertamenti, da parte della guardia di finanza, molto complessi. Che in genere si concludono a quattro anni dal fatto. Normalmente si arriva davanti al gip dopo 4-5 anni, e spesso ci sono anche problemi di competenza. Con il taglio imposto dalla prescrizione breve perderemo 6 mesi. Insomma, capiterà ancora più spesso che mi arrivino processi già morti".

Le è successo di sentirsi umanamente a disagio nel dichiarare un reato prescritto?  
"Ho visto anche degli omicidi colposi prescritti. Mi occupo spesso di denunce per colpa professionale medica, anche questi casi possono richiedere molti anni. La denuncia magari non scatta subito, poi occorre tempo per le consulenze degli specialisti. A volte mi sono sfogato con gli stessi pm, ho detto che conveniva seguire la strada del risarcimento in sede civile, vista l'impossibilità di arrivare a sentenza. Ma d'altra parte il nostro è un sistema anomalo. Le dico solo che i miei colleghi all'estero si mettono a ridere quando sentono che in Italia la prescrizione può intervenire anche dopo una sentenza di primo grado".  (11 ottobre 2011)

http://www.repubblica.it/politica/2011/10/11/news/prescrizione_breve-23049272/

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Di Loredana Morandi (del 12/10/2011 @ 16:04:27, in Magistratura, linkato 1278 volte)
Escort, procura Bari chiede
revoca arresti per Lavitola


mercoledì 12 ottobre 2011 14:08

BARI (Reuters) - La procura di Bari oggi ha chiesto la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del faccendiere ed ex giornalista Valter Lavitola - attualmente latitante - indagato per il reato di induzione a dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta su una presunta estorsione ai danni dei premier. Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Il procuratore aggiunto di Bari Pasquale Drago ha inoltrato la richiesta al gip Sergio Di Paola, che dovrà decidere entro sabato se accoglierla e annullare il provvedimento restrittivo. Il 16 ottobre, infatti, scade l'ordinanza di arresto emessa dalla procura di Napoli nei confronti di Lavitola.

Nella richiesta - dicono le fonti - la procura scrive che non ci sono "i gravi indizi di colpevolezza sulla consumazione del reato di induzione a mentire all'autorità giudiziaria" nei confronti dell'imprenditore Gianpaolo Tarantini.

Drago aggiunge che la richiesta di revoca degli arresti è stata decisa dopo "matura e sofferta decisione". Nel frattempo, però, vanno avanti le indagini affidate ai carabinieri per "capire esattamente come si sono svolti i fatti".

Il reato di induzione a dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria è stato ipotizzato dal Tribunale del riesame di Napoli, che ha ribaltato una prima ipotesi d'indagine della procura partenopea, secondo cui Lavitola e Tarantini avrebbero estorto denaro a Silvio Berlusconi in cambio del loro silenzio sulla vicenda delle escort nelle case del presidente.

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE79B07P20111012

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Di Loredana Morandi (del 12/10/2011 @ 15:37:54, in Magistratura, linkato 1519 volte)

La Cassazione certo ha le sue ragioni, ma a mio avviso la magistratura tarantina ha fatto un buon lavoro, nonostante l'attacco sconsiderato dei vampiri della stampa e quello congiunto dei necrofili da rotocalco. L.M.

Da Taranto a Potenza

La Cassazione sposta il processo Scazzi

La procura della Suprema Corte, comunicano i legali di Sabrina Misseri, ha chiesto di trasferire l'inchiesta a Potenza prendendo atto delle intimidazioni che ci sono state nei confronti di persone coinvolte in questo procedimento. Coppi: soddisfatti per la richiesta del Pg.

Roma, 12-10-2011

La procura della Cassazione ha detto 'si" allo spostamento del processo per il delitto di Avetrana da Taranto a Potenza. Secondo la procura c'e' troppa "emotivita' ambientale" nella sede processuale di Taranto.

La procura della Suprema corte, rappresentata dal sostituto procuratore Gabriele Mazzotta, rendono noto i legali di Sabrina Misseri al termine dell'udienza a porte chiuse, ha chiesto di trasferire l'inchiesta a Potenza prendendo atto delle intimidazioni che ci sono state nei confronti di persone coinvolte in questo procedimento, del lancio di pietre durante l'arresto di Cosima Serrano e di intimidazioni nei confronti di Michele Misseri che si e' dovuto anche chiudere in casa.

Coppi: soddisfatti per la richiesta del Pg
Soddisfazione e' stata espressa dai legali di Sabrina Misseri, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, al termine dell'udienza a porte chiuse, innanzi alla prima sezione penale, nella quale la procura ha dato il via libera alla richiesta di trasferire il processo per l'omicidio di Avetrana da Taranto a Potenza. "Si e' creato un clima ambientale che si riverbera sulla serenita' del procedimento - ha fatto presente Coppi nella sua requisitoria - e il codice tutela questa preoccupazione".

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=157336
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Di Loredana Morandi (del 11/10/2011 @ 14:59:50, in Magistratura, linkato 1204 volte)

Scontro sugli ispettori a Napoli e Bari
Csm valuta revoca Arcibaldo Miller

Il procuratore Lepore: vogliono delegittimarci

 

ROMA - Lo scontro sulla giustizia si riaccende dopo la decisione di ieri del ministro Nitto Palma di inviare gli ispettori nelle procure di Napoli e Bari, che hanno indagato sul caso escort e sul ricatto a Berlusconi. Oggi il procuratore di Napoli Lepore parla di tentativo di delegittimazione, mentre dal canto suo il Csm sta valutando l'ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo al capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller; un atto che se venisse effettivamente compiuto costringerebbe il capo degli ispettori di Palma a rinunciare al suo incarico. Il nome di Miller compare nelle carte dell'inchiesta sulla P3 . 

«Stiano subendo attacchi concentrici, ingiustamente anche perchè non abbiamo più l'inchiesta madre. Vogliono depotenziare e delegittimare la procura di Napoli: forse qualcuno invidia i nostri risultati - ha detto il procuratore Giovandomenico Lepore - Dal ministero comunque potrebbe anche arrivare solo la richiesta di alcuni atti».

Gli ispettori arriveranno a Napoli tra qualche giorno. Tra loro non ci sarà Miller. In questi giorni sarà messa a punto anche l'altra squadra di ispettori che Palma ha deciso di inviare a Bari.

Martedì 11 Ottobre 2011
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=166103&sez=HOME_INITALIA
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Di Loredana Morandi (del 11/10/2011 @ 14:49:07, in Politica, linkato 1427 volte)
Inchieste sulle escort, Nitto Palma
invia gli ispettori a Napoli e Bari


di Marco Ludovico

Una decisione attesa: Nitto Palma manda gli ispettori del ministero di Grazia e Giustizia nelle procure di Napoli e di Bari. Quelle, cioè, che insieme ai colleghi di Roma hanno a vario titolo i fascicoli sul premier, le escort, il direttore dell'Avanti! Valer Lavitola e l'imprenditore Gianpaolo Tarantini, gli appalti di Finmeccanica, i finanziamenti all'editoria. Scatta - ma non troppo - la protesta dell'opposizione, Pd e Idv soprattutto, contro la scelta del guardasigilli.

Ora resta da vedere come si muoverà il pool degli ispettori guidati da Arcibaldo Miller. Un nome che, fanno notare Pina Picierno e Donatella Ferranti (Pd), «compare nell'inchiesta P3 della procura di Roma». E aggiungono: «La sua permanenza in carica rischia di compromettere, anche sotto il profilo dell'immagine, la garanzia di indipendenza e terzietà dell'organo ispettivo potendo addirittura arrivare a pregiudicare la trasparenza dell'azione del ministro».

Ferranti e Piciermo, però, precisano di non voler «entrare nel merito nella scelta del ministro di inviare gli ispettori».
Al di là del clamore politico, la scelta di Palma risulta orientata verso questioni specifiche da chiarire. Come quella all'esame al Csm sullo scontro tra il procuratore di Bari, Antonio Laudati, e l'ex pm Giuseppe Scelsi, che lo accusa di aver rallentato l'indagine sulle escort e Berlusconi. Il titolare di via Arenula sembra che abbia chiesto copia delle audizioni al Consiglio superiore della magistratura. L'azione di controllo sulla procura di Napoli deriva poi da una serie di interrogazioni Pdl: proprio oggi Palma risponderà in Parlamento.

I punti da accertare sono tre. Il fatto che siano stati i pm e non un giudice a emettere un decreto con cui è stato sollevato dal segreto professionale l'avvocato Nicola Quaranta, uno dei legali di Tarantini, episodio che ha suscitato anche un esposto dei penalisti di Bari. La fuga di notizie su un'intercettazione tra Lavitola e Berlusconi pubblicata dal settimanale L'Espresso prima ancora che venisse depositata.

La revoca, infine, della competenza a indagare, decisa dal tribunale di Napoli. Questioni senza dubbio importanti, ma se i punti critici rimanessero solo questi l'ispezione a Napoli - la più delicata, senza dubbio - non dovrebbe mettere in discussione il piano della correttezza generale dell'azione investigativa.

Ieri c'è stata una riunione nella capitale tra i vertici degli inquirenti napoletani e romani. La procura di Roma procederà per la presunta estorsione ai danni del premier, nel periodo marzo-luglio di quest'anno, attribuita a Tarantini e al direttore dell'Avanti! Valter Lavitola. Gli inquirenti del capoluogo pugliese accerteranno invece se, nel 2009, il presidente del Consiglio abbia indotto l'imprenditore a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria sul caso escort. Oggi il procuratore aggiunto di Bari Pasquale Drago sarà sentito dal Csm. Mentre il senatore Alberto Maritati, chiamato in causa da Laudati su una sua presunta connessione con Scelsi per ottenere notizie sull'indagine escort (si veda Il Sole 24 Ore di domenica) replica: «Chiederò copia della relazione di Laudati e nel caso tutelerò la mia immagine e la mia integrità nelle sedi opportune».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-11/palma-invia-ispettori-napoli-082526.shtml?uuid=AacBGyBE

La Rassegna

BERLUSCONI: DI PIETRO, ISPEZIONI A NAPOLI E BARI SONO ATTO ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Roma, 11 ott - ''Le ispezioni disposte dal ministro della Giustizia, Nitto Francesco Palma, sono vere e proprie intimidazioni nei confronti dei magistrati di Napoli e Bari sia sul piano del metodo sia su quello del merito''. ...

"Così il senatore Pd intercettato chiedeva notizie su Tarantini"

L'Occidentale - ‎2 ore fa‎
L'attacco all'ex pm del caso D'Addario Pino Scelsi da parte del procuratore capo di Bari Antonio Laudati è durissimo. Ben più di quanto trapelato dalle indiscrezioni sulla sua audizione al Csm. In un memoriale che ricostruisce cronologicamente le ...

Maritati: mai fatte

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎2 ore fa‎
LECCE - «Sono stato un ingenuo, se tornassi indietro non lo rifarei, ma non è possibile che una persona estranea ai fatti dell'in - dagine, si chiami Roberto De Santis oppure no, finisca nel tritacarne degli scontri e dei media». ...

Nitto Palma manda gli ispettori a Napoli e Bari

Il Salvagente - ‎2 ore fa‎
Il messagggio è chiaro, chi indaga su Berlusconi o altri esponenti di spicco della maggioranza si becca un'ispezione. Così il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha deciso ieri di inviare gli ispettori del ministero presso le procure di Bari ...

Ispettori del ministro dai pm del caso-escort

Il Giornale di Vicenza - ‎2 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha disposto un'ispezione alle procure di Bari e di Napoli a proposito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini a Berlusconi. Il ministro - la cui azione ha sollevato critiche anche molto ...

E manda ispettori a Bari e Napoli

Libero-News.it - ‎2 ore fa‎
l ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Giampaolo Tarantini al premier, Silvio Berlusconi. Secondo quanto è trapelato da ...

Palma manda gli ispettori a Bari ea Napoli

Excite Italia - ‎3 ore fa‎
Controffensiva del Pdl contro le procure di Napoli e Bari nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini a Berlusconi. Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha infatti accettato la richiesta dei parlamentari del partito di ...

Escort, il ministro invia gli ispettori nelle procure di Bari e Napoli

Il Messaggero - ‎3 ore fa‎
L'ispezione di Bari non è stata chiesta dal Pdl, ma dal Pd con un'interrogazione a firma Andrea Orlando, responsabile giustizia, e Donatella Ferranti, capogruppo in commissione giustizia. Già, ma non mi sembra che nessuno di quelli da Lei citati abbia ...

Escort e P4: stamane i pm a Bari e Napoli. Papa dal carcere: "Sono ...

InfoOggi - ‎3 ore fa‎
ROMA, 11 OTTOBRE 2011 – Nuovo giro di vite sull'inchiesta P4. Il Ministro della Giustizia Nitto Palma ha disposto questa mattina l'invio di ispettori nelle procure di Napoli e Bari nell'ambito dell'inchiesta sul giro di escort e sulla presunta ...

Nitto Palma in Parlamento: risponderà sui controlli alla Procura ...

Mediterranews - ‎3 ore fa‎
Il guardasigilli Nitto Palma, manderà gli ispettori del ministero nelle procure di Napoli e Bari, da tempo occupate, insieme a quella di Roma, a indagare sulle vicende riguardanti il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, le escort, ...

Caso Tarantini, Nitto Palma manda ispettori a Napoli e Bari

Politica 24 - ‎3 ore fa‎
Il ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, manda gli ispettori del ministero alle procure di Napoli e Bari nell'ambito del cosiddetto caso Tarantini. Secondo delle notizie che arrivano dagli ambienti del Csm, il ministro Nitto Palma avrebbe ...

Papa denuncia i pm: "mi scarcerano solo se accuso Berlusconi"

Wakeupnews - ‎3 ore fa‎
Napoli – “Il pm Woodcock mi ha fatto sapere che sarebbe disponibile a farmi scarcerare a patto che ammetta almeno uno degli addebiti mossimi e renda dichiarazioni su Berlusconi e Lavitola o almeno su Finmeccanica”. E' quanto scrive il parlamentare del ...

Caso escort, il Ministro Palma invia gli ispettori a Napoli e a Bari

fanpage - ‎3 ore fa‎
Il Guardasigilli ha disposto l'invio degli ispettori nelle Procure di Napoli e Bari per accertare eventuali mancanze durante l'inchiesta sulle escort nelle ville di Berlusconi e sui filoni di indagine collegati, come il presunto ricatto da parte di ...

Caso Tarantini: ministro invia ispettori a Bari e Napoli

Corrispondenti.net - ‎4 ore fa‎
Il guardasigilli, Francesco Nitto Palma, avrebbe inviato gli ispettori del ministero alle procure di Bari e Napoli. Lo riferisce la stampa italiana precisando che il ministro intenderebbe verificare se a Bari vi siano stati ritardi nella chiusura ...

Ispezione a Napoli e Bari sull'inchiesta escort

Universy.it - ‎4 ore fa‎
Il Ministro della Giustizia Nitto Palma ha disposto un'ispezione alla Procura di Napoli ea quella di Bari in merito all'inchiesta sul giro di escort nelle residenze del Presidente del Consiglio. La richiesta di una ispezione era stata avanzata dagli ...

Caso escort: il ministro Palma manda gli ispettori nelle procure ...

Oggi (Blog) - ‎4 ore fa‎
Caso escort: il ministro Palma manda gli ispettori nelle procure. E Papa accusa i pm Il parlamentare detenuto denuncia: "Libero se accuso il premier”. Il Guardasigilli indaga sui magistrati di Napoli e Bari Valter Lavitola, ex direttore dell'Avanti! è ...

Inchiesta escort: Palma manda ispettori a Bari e Napoli

L'Impronta L'Aquila - ‎4 ore fa‎
Il ministro della Giustizia, Nitto Palma ha deciso di inviare un'ispezione alla Procura di Napoli e alla Procura di Bari sul caso escort, iniziativa sollecitata nei giorni scorsi dal Pdl e che ha sollevato la protesta delle opposizioni. ...

Inchiesta escort, il ministro Palma manda gli ispettori a Bari e ...

NotizieItaliane.it - ‎4 ore fa‎
INCHIESTA ESCORT PALMA ISPETTORI NAPOLI BARI / ROMA – Secondo quanto si apprende in ambienti vicini al Csm il Ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, avrebbe deciso di inviare degli ispettori presso le Procure della Repubblica di Napoli e Bari ...

Inchieste sulle escort, Nitto Palma invia gli ispettori a Napoli e ...

Il Sole 24 Ore - ‎4 ore fa‎
Una decisione attesa: Nitto Palma manda gli ispettori del ministero di Grazia e Giustizia nelle procure di Napoli e di Bari. Quelle, cioè, che insieme ai colleghi di Roma hanno a vario titolo i fascicoli sul premier, le escort, il direttore dell'Avanti ...

ESCORT/ Ispettori del ministero a Napoli e Bari, le motivazioni

Il Sussidiario.net - ‎4 ore fa‎
Il ministero di grazia e giustizia per ordine del suo responsabile Nitto Palma, ha deciso di inviare ispettori nelle procure di Napoli e Bari, dove si indaga e si detiene il materiale relativo alle inchieste sul capo del governo, le escort, ...

Inchiesta escort: il ministero della Giustizia dispone ispezioni ...

DirettaNews.it - ‎4 ore fa‎
CASO ESCORT: ISPEZIONI IN PROCURE BARI E NAPOLI – Tra le numerose vicende giudiziarie che in questo periodo interessano Silvio Berlusconi figura l'inchiesta sul giro di escort che Gianpaolo Tarantini portava alle feste organizzate presso le residenze ...

Nitto Palma invia gli ispettori a Napoli e Bari

GQ.com - ‎4 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma manda gli ispettori a Napoli e Bari per l'inchiesta sulle Escort, Tarantini, Lavitola e Berlusconi. Secondo quanto si è appreso il ministro avrebbe chiesto anche gli atti delle audizioni di Laudati e ...

Al via audizioni al Csm ea sorpresa si presenta il procuratore di ...

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎4 ore fa‎
ROMA - Non era tra i convocati almeno ufficialmente, ecco perchè la sua presenza ha sollevato qualche stupore: l'ex procuratore di Bari ed ora a Brindisi, Marco Di Napoli è arrivato a Roma e si è presentato alle audizioni in corso presso il Consiglio ...

Scelsi-Laudati, arrivano gli ispettori bufera sull'ordine del ministro

La Repubblica - ‎5 ore fa‎
Nitto Palma ha deciso di verificare cosa è accaduto negli anni 2009-2011 nella procura barese. Al Csm la ricostruzione dei tre pm Angelillis, Pontassuglia e Nitti, ascoltati per cinque ore La guerra tra il procuratore Antonio Laudati e il suo ex ...

Ministro Palma invia ispettori in procura a Napoli e Bari

TM News - ‎5 ore fa‎
Roma, 11 ott. (TMNews) - Il ministro della Giustizia Nitto Palma si prepara a ordinare un'ispezione alla Procura di Napoli e alla Procura di Bari sul caso escort che ruota attorno al premier, come più volte gli è stato richiesto dalle interrogazioni ...

Inchiesta escort, il ministro manda ispettori a Bari e Napoli

RomagnaOggi.it - ‎5 ore fa‎
Continua a fare discutere l'inchiesta sulle escort che sarebbero state procurate dall'imprenditore Tarantini nelle varie residente del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. E questa volta a scendere in campo è direttamente il ministro della ...

Tarantini: Palma dispone ispezione presso procure di Bari e Napoli

ViViCooL - ‎5 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma avrebbe disposto un'ispezione presso le prucure di Bari e Napoli in merito alla vicenda delle escort che Tarantini portò a Silvio Berlusconi. A quanto pare Palma avrebbe richiesto anche tutti gli atti ...

Palma ordina controlli per le indagini su Tarantini e il Cav.

Lettera43 - ‎6 ore fa‎
Giro di vite presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini al premier Berlusconi. A disporre un'ispezione sarrebbe stato proprio il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma. ...

Ispettori del governo alla procura di Bari e Maritati si giustifica

La Voce di Manduria - ‎6 ore fa‎
ROMA — Non sarà elegante, come si osserva negli ambienti legali, ma la decisione del ministro Francesco Nitto Palma di inviare gli ispettori negli uffici della procura barese – oltre che in quelli della procura napoletana – è tecnicamente «neutra», ...

Per i PM baresi cinque ore di audizioni al CSM

DiariodelWeb.it - ‎7 ore fa‎
Domani saranno ascoltati i due aggiunti e il Capo dei Gip. Probabile chiusura dell'istruttoria. Sul conflitto nella Procura di Bari è aperta un'inchiesta penale a Lecce nella quale il procurato ROMA - Sono durate oltre cinque ore le audizioni dei ...
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In Italia uccisa una donna ogni 3 giorni

Omicidi commessi da persone conosciute

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Roma - (Adnkronos) - I numeri presentati oggi nel corso della conferenza stampa tenutasi alla vigilia della 'tre giorni' che aprirà i battenti domani a Roma contro la violenza di genere. Trend in crescita ininterrotta, solo il 4% ammazzata da sconosciuti . Mancano centri anti-violenza e alcuni rischiano chiusura per mancanza risorse.

Roma, 10 ott. (Adnkronos) - Nei primi 9 mesi del 2011 una donna ogni tre giorni ha perso la vita in Italia vittima di violenza. Da gennaio a settembre ne sono state uccise 92, mentre nel 2010 le vittime, "ammazzate perché donne", sono state 127, in aumento del 6% rispetto all'anno precedente. I numeri, da brivido, sono stati presentati oggi nel corso della conferenza stampa tenutasi alla vigilia della 'tre giorni' che aprirà i battenti domani nella Capitale contro la violenza di genere. Si tratta di un appuntamento internazionale, organizzato da Women Against Violence Europe (Wave), che si tiene per la prima volta in Italia e che per la prima volta darà voce anche ai Paesi arabi del Mediterraneo.

I numeri presentati questa mattina sono ufficiosi ma non ufficiali, "il sommerso - assicura Titti Carrano, presidente dell'associazione nazionale Donne in rete contro la violenza (Dire) - è enorme e resta sconosciuto, perché i dati del ministero dell'Interno sugli omicidi non sono accompagnati dal movente". I numeri presentati oggi sono stati fotografati "da una ricerca della Casa delle donne di Bologna - spiega Carrano - che ha censito tutti i femminicidi apparsi sulla stampa". Delitti ai danni delle donne "che dal 2005 ad oggi - assicura - hanno registrato una crescita ininterrotta". E che vedono "solo il 4% degli omicidi messo a segno da sconosciuti: le vittime sono state uccise nella quasi totalità dei casi da persone note o conosciute, ad esempio mariti, partner, vicini di casa, ecc.".

Nel corso della 'tre giorni', al via da domani, gli addetti ai lavori in arrivo da tutta Europa chiederanno più centri antiviolenza, in Italia e più in generale nel Vecchio Continente. "Dovremmo assicurare un posto letto ogni 10 mila abitanti - spiega, numeri alla mano, Rosa Logar, coordinatrice della Rete europea Wave - eppure solo 6 Paesi su 44 rispettano questa raccomandazione europea: Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Malta, Spagna e Slovenia". Tutti gli altri, Italia compresa, mostrano numeri al ribasso, tant'è che all'appello in Europa "mancano 54 mila posti letto".

Per sintetizzare la gravità della situazione Logar cita un esempio che la dice lunga: "In Austria una sera non siamo riuscite ad accogliere un'egiziana che aveva bussato alla nostra porta - spiega - mancavano posti letto, così la donna è tornata a casa. Quella stessa notte è stata ammazzata".

In Italia "i posti letto sono 500 - prosegue Logar - ne mancano ben 5.200". Mentre i centri esistenti fanno i conti con tagli e 'sforbiciate' che ne minano la sopravvivenza. "Molti sono a rischio chiusura - dice Carrano lanciando l'allarme - al Nord e al Sud indistintamente. Ma la crisi attuale con la quale facciamo i conti non può mettere a repentaglio la vita delle donne, eppure di giorno in giorno si fa più manifesta l'insensibilità rispetto a un problema enorme che le investe".

E il problema, a detta di Carrano, sta anche nella mancanza di conoscenza. "In Italia non ci sono dati ufficiali sulle violenze perpetrate ai danni delle donne né tantomeno sui femminicidi, su procedimenti in corso, denunce o ordini di protezione", fa notare. Domani al ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna "chiederemo come intende rendere operativo il piano antiviolenze - aggiunge Emanuela Moroli, presidente Differenza Donna - e se i 20mila euro che fece stanziare sono ancora disponibili".

Del resto il pianeta violenza investe in pieno il mondo delle donne. In Italia e più in generale in ogni angolo del mondo. "Tutti i giorni - denuncia Logar - le donne fuggono dalle violenze, spesso tirandosi dietro i loro figli. Scappano e corrono forte, a volte fuggono anche senza scarpe pur di liberarsi della violenza che abita le loro case". I numeri dicono più di tante parole. "Nel 2010 - racconta Marcella Pirrone, componente del Coordination Commitee di Wave - abbiamo preso un giorno a caso e abbiamo deciso di censire tutte le richieste di aiuto che arrivavano. Ebbene, in quel singolo giorno - sottolinea - i nostri 2.774 centri nel mondo sono stati contattati da ben 57.754 donne, con 41.900 figli coinvolti nella loro richiesta d'aiuto. Ma per 11.460 donne - conclude con amarezza - non c'era un posto letto".
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