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 l'ombrello ...... di Lunadicarta
 
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Pirate Bay non si nasconde bene dietro al dito del decreto legislativo 70/2003.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/03/2010 @ 21:05:34, in Magistratura, linkato 1329 volte)
Chiedo scusa delle comunicazioni semi interrotte, ma ho la febbre altissima...


'NDRANGHETA: ANM, SOLIDARIETA' A DE BERNARDO, INQUIETANTI EPISODI

(ASCA) - Roma, 8 mar 2010 - L'Associazione nazionale magistrati esprime forte solidarieta' al collega Antonio De Bernardo, sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia della Repubblica di Reggio Calabria, che nei giorni scorsi e' stato oggetto di un grave episodio di intimidazione strettamente legato alla sua attivita' d'ufficio. E' quanto si legge in un comunicato.

Anche in questa occasione intendiamo far sentire la nostra vicinanza ai colleghi impegnati a garantire la legalita' in contesti caratterizzati da livelli elevati di criminalita'.

Quanto sta accadendo in Calabria nell'ultimo periodo - prosegue il comunicato - e' inquietante: l'attentato di inizio anno alla procura generale; le gravi intimidazioni rivolte a Filippo Vitello, procuratore della Repubblica di Lametia Terme, al collega Giuseppe Lombardo, sostituto procuratore della direzione distrettuale anti-mafia della Repubblica di Reggio Calabria; le scritte sui muri contro Mario Spagnuolo, procuratore della Repubblica di Vibo Valentia.

E' essenziale che oggi tutte le istituzioni e la societa' civile siano vicine, non soltanto con le parole ma con i fatti, ai magistrati che, con il loro quotidiano e coraggioso lavoro, operano in queste difficili realta'. Il sostegno alla loro azione e' un preciso dovere per chi vuole costruire un futuro migliore per il nostro paese. red-lsa/sam/lv


'NDRANGHETA: CSM, SOLIDARIETA' A SPAGNUOLO, CHIEDEREMO TUTELA
 
(ASCA) - Roma, 8 mar - Solidarieta' e pieno sostegno all'attivita' del Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, fatto oggetto di minacce da parte della criminalita' organizzata, e' stata espressa a nome dell'intero Consiglio Superiore della Magistratura dal vice presidente Nicola Mancino in un messaggio inviato al Capo dell'Ufficio requirente calabrese.

''A nome mio personale e dell'intero Consiglio Superiore della Magistratura - si legge nel messaggio - Le esprimo piena e convinta solidarieta' per le vili minacce rivolteLe da una criminalita' che e' diventata pericolosamente aggressiva. Domani stesso, prima riunione utile del Comitato di Presidenza, mi faro' carico di presentare una pratica con richiesta urgente di tutela della Sua persona e dell'Ufficio da Lei diretto. Saranno sollecitati gli organi dello Stato competenti perche' vengano adottate tutte le necessarie misure per garantire la continuita' dell'azione di contrasto a tutte le forme di criminalita' organizzata che la Procura della Repubblica di Vibo Valentia sta conducendo sotto la Sua ferma guida. Non manchera' - conclude il messaggio - a Lei e ai Suoi collaboratori il sostegno attivo ed efficace del Consiglio Superiore della Magistratura''. red-lsa/mcc/ss


'NDRANGHETA: SOLIDARIETA' CISL A MAGISTRATI INTIMIDITI

(ASCA) - Catanzaro, 8 mar - ''Piena solidarieta' viene espressa dalla CISL Calabria ai magistrati De Bernardo e Spagnolo oggetto di gravi azioni intimidatorie nei giorni scorsi''.

''Quanto sta accadendo nell'ultimo periodo - afferma Paola Tramonti, segretario generale Cisl Calabria - e' il segnale inequivocabile di una escalation e di un accresciuto clima di tensione nella nostra Regione, cosi' come dimostrano i continui atti di violenza nei confronti di chi ricopre incarichi di responsabilita' ai vari livelli istituzionali.

Tali atti sono ancor piu' deprecabili poiche' mirati a condizionare quanti sono impegnati quotidianamente a garantire condizioni di legalita' e sicurezza alle nostre comunita' in una terra sempre piu' oppressa dallo strapotere della criminalita' organizzata''.

''Per questi motivi e' importante - dice Tramonti - che le attivita' di contrasto a tale fenomeno siano accompagnate dal piu' ampio sostegno della societa' civile calabrese, nella stragrande maggioranza estranea a tali logiche che vanno, pertanto, respinte con fermezza e decisione''.

Ai magistrati De Bernardo e Spagnolo la CISL, ''nel ribadire vicinanza e sostegno, rinnova l'invito a proseguire con determinazione la strada lodevolmente intrapresa''. red/rg/ss


'NDRANGHETA: SOLIDARIETA' ALFANO A PM SPAGNUOLO, ''I CLAN HANNO PAURA''
 
(ASCA) - Roma, 8 mar - Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in una lunga e cordiale telefonata al procuratore capo di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, ha ribadito l'assoluta vicinanza del Governo ai magistrati degli uffici calabresi, piu' esposti, in questo momento, nella lotta alla criminalita' organizzata. ''Sono certo - ha affermato il Guardasigilli - che il procuratore Spagnuolo, da questo grave gesto intimidatorio, trarra' maggiore forza nella ferma convinzione che il percorso intrapreso e' quello giusto, poiche' tutti insieme - Governo, magistratura, forze dell'ordine, politiche e societa' civile - possiamo conseguire, al piu' presto, l'ambito risultato di avere un Paese finalmente libero, scevro dal pesante giogo della criminalita' e dalle sue logiche efferate.

Il vile avvertimento al procuratore Spagnuolo - ha concluso il ministro Alfano - rivela ancora una volta la paura e il disorientamento in cui si trovano ormai i clan della 'ndrangheta. E la loro paura e il loro disorientamento sono il termometro dell'impegno, del lavoro e dei successi di quanti, in prima linea, combattono per l'affermazione dei principi di legalita' e di giustizia''. red/mcc/ss
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Di Loredana Morandi (del 08/03/2010 @ 12:25:27, in Varie, linkato 1749 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.com/public/Trilussa_marmo.jpg

La politica



Ner modo de pensà c’è un gran divario:
mi’ padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch’è er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so’ monarchico, ar contrario
de Ludovico ch’è repubblicano.

Prima de cena liticamo spesso
pe’ via de ’sti princìpi benedetti:
chi vo’ qua, chi vo’ là... Pare un congresso!

Famo l’ira de Dio! Ma appena mamma
ce dice che so’ cotti li spaghetti
semo tutti d’accordo ner programma.

Trilussa

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Di Loredana Morandi (del 08/03/2010 @ 08:30:42, in Magistratura, linkato 2048 volte)
Minacce a De Bernardo,
Pignatone: clima teso



Reggio Calabria. La situazione a Reggio Calabria continua a essere estremamente pesante e questo episodio è la conferma di uno stato di tensione all’interno delle cosche della ‘ndrangheta che sfocia in attentati e intimidazioni a magistrati, forze dell’ordine e giornalisti. È l’analisi del procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, in relazione al ritrovamento della lettera contenente un proiettile di pistola calibro 9 indirizzata al pm della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, Antonio De Bernardo.

Un’intimidazione, l’ennesima ai danni di un magistrato reggino, l’ultima risale al 25 gennaio scorso quando fu recapitata un’analoga missiva contenente un messaggio di morte e un proiettile inesploso di fucile calibro 12 all’indirizzo di Giuseppe Lombardo, che – a detta di Pignatone – non fermerà l’azione di contrasto ai clan che la DDA si è prefissata. Antonio De Bernardo rappresenta l’accusa in delicati processi contro le principali consorterie reggine e del basso Ionio.

La busta contenente la pallottola è stata intercettata in un ufficio postale della ionica. Se si tratta di depistaggio o meno è tutto da valutare. Delle indagini per far luce sull’oscuro mittente, così come per la bomba alla procura e le minacce al pm Lombardo se ne occuperà la procura di Catanzaro, distretto territoriale di competenza per ciò che concerne questioni che vedono coinvolti magistrati reggini.

Francesco Chindemi

Reggio TV, Domenica 07 marzo 2010  ore 14:40
http://www.reggiotv.it/news.php?id=13883

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Reggio Calabria: Ferri (Csm), solidarieta' a magistrati calabresi ...

Libero-News.it - ‎14 ore fa‎
Roma, 7 mar. (Adnkronos) - "La magistratura di fronte alle reiterate minacce intidimitadorie rispondera' come sempre compatta ed in difesa della legalita', ...

'NDRANGHETA: BUSTA CON PROIETTILE A PM DDA REGGIO CALABRIA

La Repubblica - ‎14 ore fa‎
Una busta con un proiettile calibro 9 destinata al pm della Dda di Reggio Calabria Antonio De Bernardo e' stata trovata in un ufficio postale della zona ...

Reggio Calabria: Alfano, solidarieta' a pm De Bernardo

Libero-News.it - ‎15 ore fa‎
Roma, 7 mar. - (Adnkronos) - "Solidarieta' e vicinanza al pm della Dda reggina, Antonio De Bernardo, per l'ennesimo, gravissimo gesto intimidatorio ...

Calabria/ Busta con proiettile a magistrato Dda di Reggio

APCOM - ‎19 ore fa‎
Roma, 7 mar. (Apcom) - Atto intimidatorio contro i magistrati di Reggio Calabria. Un busta contenente un proiettile indirizzata al magistrato della Dda, ...

Reggio Calabria: busta con proiettile a pm antimafia

Libero-News.it - ‎21 ore fa‎
Reggio Calabria, 7 mar. (Adnkronos) - Una busta intimidatoria con un proiettile e' stata recapitata ieri al sostituto procuratore Antonio De Bernardo, ...

'ndrangheta: busta con proiettile a un pm

ANSA - ‎21 ore fa‎
(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 7 MAR - Una busta con un proiettile di pistola, senza alcun messaggio, e' stata inviata al pm della Dda di Reggio Calabria, ...

Busta con proiettile a pm della Dda.R.Calabria, indirizzata a De ...

TGCOM - ‎22 ore fa‎
Una busta con un proiettile di pistola calibro 9, senza alcun messaggio, indirizzata al pm della Dda di Reggio Calabria, Antonio De Bernardo, ...

Dalla 'ndrangheta ancora intimidazioni

Corriere Canadese - ‎4 ore fa‎
CATANZARO - Proiettili e minacce da Reggio Calabria a Vibo Valentia. In Calabria non si ferma la spirale di intimidazioni per i magistrati in prima linea ...

Loiero: ''Con le minacce ai pm la 'ndrangheta partecipa alle ...

Strill.it - ‎13 ore fa‎
“Le nuove minacce a magistrati in prima linea, quasi una forsennata ostentazione di forza delle cosche, disvelano un clima di imbarbarimento che, ...

Minacce a De Bernardo, Pignatone: clima teso

Reggio TV - ‎17 ore fa‎
eggio Calabria. . È l'analisi del procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, in relazione al ritrovamento della lettera contenente un proiettile di ...

Il proiettile indirizzato a De Bernardo è l'ennesima dimostrazione ...

Strill.it - ‎20 ore fa‎
il fascicolo della recente operazione “Nuovo Potere”, condotta dai carabinieri contro la 'ndrangheta di Roccaforte del Greco. E' anche il pubblico ministero ...

Reggio Calabria: proiettili in una busta al pm antimafia

Quotidiano Nazionale - ‎20 ore fa‎
Il plico recapitato al sostituto procuratore Antonio De Bernardo. Un'escalation di messaggi che parte dal 3 gennaio, quando una bomba è esplosa davanti al ...

REGGIO CALABRIA, BUSTA CON PROIETTILE PER MAGISTRATO

CNR Media - ‎20 ore fa‎
Intimidazione al magistrato dell'antimafia di Reggio Calabria Antonio De Bernardo. Una busta con un proiettile indirizzata al pm è stata intercettata da un ...

Ancora intimidazioni: proiettile indirizzato al pm De Bernardo

Newz.it - ‎21 ore fa‎
Un ufficio postale del litorale jonico reggino, ha intercettato una busta contenente un proiettile di pistola calibro 9, indirizzata al pm della Dda di ...

Reggio Calabria: busta con proiettile a magistrato anti mafia

La Voce d'Italia - ‎21 ore fa‎
Reggio Calabria - Era indirizzata al pm della Dda di Reggio Calabria, Antonio De Bernardo, attualmente impegnato in alcuni importanti processi per traffico ...

'ndrangheta: busta con proiettile a pm

euronews - ‎21 ore fa‎
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 7 MAR – Una busta con un proiettile dipistola, senza alcun messaggio, e' stata inviata al pm della Ddadi Reggio Calabria, ...

'Ndrangheta, proiettili e minacce ai pm a Reggio Calabria e Vibo ...

Il Messaggero - ‎7 ore fa‎
ROMA (7 marzo) - Non si ferma la spirale di intimidazioni della 'ndrangheta alla magistratura in Calabria. A Reggio Calabria una busta, con all'interno un ...
 
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Di Loredana Morandi (del 07/03/2010 @ 20:49:29, in Sindacato, linkato 1275 volte)
Masoumi Nejad: l’appello del padre,
"gli italiani che lo conoscono dicano
che persona è mio figlio" 


Domenica 07 Marzo 2010 08:33

TEHERAN - “Era amico di tutti, non aveva mai fatto del male a nessuno, in Italia i colleghi lo adoravano, ora chiedo che non lo lascino solo ed almeno dicano che persona è mio figlio”. Sono le parole del padre ultrasettantenne di Hamid Masoumi Nejad che con le lacrime in fondo agli occhi, teme per la sorte del figlio arrestato in Italia con l’accusa di traffico di armi.

“Io conosco gli italiani, dice affranto, sono stato in Italia e mi sono sempre sembrati gente molto gentile e affettuosa”. Proprio per questo il padre è ancora sotto choc per l’arresto del figlio per un’accusa che nessuno può credere e che sottolinea il padre, non può essere vera. “Hamid era sempre molto cordiale e gentile con le persone e sono sbalordito dal fatto che proprio queste sue relazioni molto vicine con amici e conoscenti italiani siano state usate per accusarlo”, dice il padre di Hamid che prosegue: “È tutto così assurdo; un tale che voleva esportare bitume per asfalto in Iran ha chiesto consigli a Hamid e lui gli ha detto di contattare la nostra ambasciata; tutto quì e solo per questo motivo lui è stato condannato a voler esportare materiale dual-use in Iran”.

Il padre teme per la condizione di Hamid ma anche per la sua salute, perchè dal suo arresto, il 3 Marzo, non ha potuto vedere o parlare con nessun membro della sua famiglia. Il padre di Hamid, che tormenta in continuazione il telefono nella speranza di poter fare qualcosa per il figlio, ha paura che l’arresto di suo figlio rientri in quella promessa di linea dura contro l’Iran, fatta il mese scorso da Berlusconi a Israele e a questo pensiero non riesce a darsi pace: “Mio figlio e la sua famiglia non devono essere sacrificati per obbiettivi politici; gli amici italiani che lo conoscono non lo lascino solo e vadano a raccontare che genere di persona è”.

ItalianRadio

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Caso Masoumi Nejad: l'Ambasciatore Iran
in Italia fa visita a famiglia giornalista arrestato


Domenica 07 Marzo 2010 13:38

ROMA - L’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia ha fatto visita alla famiglia di Hamid Masoumi Nejad, il giornalista dell’IRIB arrestato con la falsa accusa di traffico di armi. Secondo l’agenzia IRNA, Mohammad Ali Hosseini, appena rientrato a Roma dal viaggio in Iran, è andato a far visita alla moglie ed ai due figli di Masoumi Nejad. L'Ambasciatore Hosseini ha promesso ai famigliari di Masoumi Nejad che farà il possibile per ottenere al più presto il suo rilascio. L’Ambasciatore ha spiegato che la rappresentanza diplomatica iraniana ha già inviato una nota alla Farnesina chiedendo che l’ambasciatore iraniano possa poter visitare in carcere il giornalista arrestato.

ItalianRadio

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Iran: arresto di Masoumi Nejad una tattica
in stile mafia per ostacolare nucleare iraniano


Sabato 06 Marzo 2010 17:18

TEHERAN - L'Associazione dei giornalisti e reporter iraniani ha condannato l'arresto in Italia del corrispondente dell’IRIB, Hamid Masoumi Nejad, definendolo come una tattica in stile mafia per esercitare pressioni sull'Iran per il suo programma nucleare.

Masoumi Nejad, accreditato come giornalista della RadioTelevisione iraniana presso la sala stampa estera a Roma, è stato arrestato mercoledì 3 marzo dalla Guardia di Finanza con l'accusa di una presunta esportazione di armi verso l'Iran, violando l’embargo internazionale contro Teheran.

In una dichiarazione rilasciata venerdì all'agenzia FARS NEWS, Abbas Darvish-Tavangar, a capo dell'Associazione dei giornalisti e reporter iraniani, ha affermato che l'arresto del giornalista iraniano dimostra che la mafia si è infiltrata nei ranghi più alti del governo e della Giustizia d’Italia. "L’arresto di Masoumi Nejad è interpretabile in uno scenario mafioso disegnato e organizzato da Israele e Stati Uniti per ostacolare il programma dell’arricchimento d'uranio iraniano", ha detto Darvish-Tavangar.

"In un recente incontro con le autorità israeliane, il premier italiano ha promesso di aumentare le pressioni su Teheran per quanto riguarda il suo programma nucleare. Berlusconi è stato spinto fino al punto di promettere di fare il possibile per porre fine alle attività nucleari di Teheran", ha osservato. Parlando a nome di tutti i giornalisti iraniani, Darvish-Tavangar ha sottolineato che l'arresto di Masoumi Nejad è una facenda "puramente politica, del tutto immorale e in palese violazione dei diritti umani".

ItalianRadio.ir
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Di Loredana Morandi (del 07/03/2010 @ 20:36:54, in Sindacato, linkato 1734 volte)
News Code:  997081         GMT:  3/6/2010 3:09:46 PM
   
Iranian reporter arrest, Italy’s subservience to US

Tehran, March 6, IRNA – Iran's former ambassador to Italy believes that the detention of the Iranian reporter, Hamid Masoumi Nejad, by the Italian police is act of subservience by Rome to the White House.

Talking to IRNA, Abulfazl Zohrehvand added that apprehension of the reporter of the Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB) on alleged charge of arms smuggling is a source of regret for the community of reporters on the one had and politicization of the issue on the other.

Referring to the membership of Masoumi Nejad in Association of Italy-Based Reporters, he noted that Masoumi Nejad was a precise and professional reporter and lover of his career.

“The Italian government’s move is based on a scenario written in cooperation with the Zionist regime and foreign powers, especially the US,”, he said.

Hamid Masoumi Nejad, a reporter for Iranian state television who has been based in Rome for more than 15 years, was detained on Wednesday along with one other Iranian and five Italians.

Zohrehvand further noted that accusation leveled against the Iranian journalist indicates that the Italian government lacks political intelligence.

Pointing the volume of multi-billion-dollar economic trade between the two states, he said that despite the high level of commercial ties, the Rome government has taken such a measure which will have nothing for it.

Berlusconi’s government should make up its mistake by freeing Masoumi Nejad as soon as possible, he said.

8072**1412

End News / IRNA / News Code 997081
http://www.irna.ir/En/View/FullStory/?NewsId=997081&idLanguage=3
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Di Loredana Morandi (del 07/03/2010 @ 20:25:57, in Sindacato, linkato 1778 volte)
Questo sito pubblica le notizie sul giornalista Masoumi Nejad nella sezione sindacato, onde evidenziare lo stato di "agitazione" in attesa di un comunicato stampa della FNSI. L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/hamid_masoumi_nejad.jpg

Traffico armi: Larijani, 'atto infantile' arresto Masoumi

Teheran, 7 mar. - (Adnkronos) - Teheran ancora all'attacco dell'Italia per l'arresto di Hamid Masoumi-Nejad, il giornalista della tv Irib finito in manette mercoledi' scorso con l'accusa di essere coinvolto in un traffico illegale di armi verso l'Iran. Secondo quanto dichiarato oggi dal presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani, citato dall'agenzia di stampa Irna, "il governo italiano dovrebbe rispondere per il suo indecoroso comportamento nei confronti del corrispondente della televisione iraniana", il cui arresto e' "un atto infantile".

Nel corso di una sessione del Majlis, parlando ancora dell'inchiesta che ha portato alla detenzione di Masoumi-Nejad e di un altro cittadino iraniano, oltre a cinque italiani, Larijani ha affermato che "il governo italiano si sta virtualmente giocando il suo prestigio politico e di sicurezza, dal momento che non e' in grado di convincere nessuno con questi metodi semplicistici".

Sulla vicenda e' poi nuovamente intervenuto anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast, che gia' due giorni fa aveva definito "politicamente motivato" l'arresto di Masoumi-Nejad. Secondo il portavoce, citato dall'Irna, la detenzione di cittadini iraniani in Italia "e' avvenuta in linea con la nuova politica di Washington di creare problemi agli iraniani in altri Paesi". Mehman-Parast ha quindi ribadito che il governo di Teheran ha chiesto all'Italia di "rilasciare immediatemente" i due iraniani arrestati.

07/03/2010 | ore 12.31

Di seguito gli articoli coraggiosi di due giornalisti di Rinascita...

L`accerchiamento di Teheran può contare anche su Roma. E colpisce l`informazione

Nome sbagliato, città sbagliata...

di: Alessia Lai

Che dire, la notizia la si può apprendere leggendo la stampa “embedded”. La cronaca della nuova tessera del mosaico anti-iraniano di casa nostra è l’arresto, avvenuto martedì, di cinque persone accusate di traffico d’armi verso Teheran. Non è nostro compito né interesse entrare nel merito delle indagini e delle accuse, basate, come accade ormai abitualmente in questo Paese, su “intercettazioni telefoniche”.
Nemmeno discettare sull’affidabilità di trascrizioni di discorsi telefonici è nostro interesse. Quel che ci interessa è che la strategia di accerchiamento dell’Iran passa anche per l’Italia e sta iniziando ad usare le stesse armi che già inquinano e avvelenano la politica nostrana. Forse non è un caso. Quel che più ci preoccupa è che il tintinnare di manette stavolta lo ha sentito un collega da anni impegnato a fare informazione sull’Iran in Italia e a portare notizie del nostro Paese a Teheran. Hamid Masoumi Nejad, corrispondente dell’Irib a Roma, è stato arrestato martedì dai militari della Guardia di Finanza di Milano e accusato di essere coinvolto in questo presunto traffico d'armi con Teheran. È stato definito uno 007. Nientemeno che un agente segreto “del nemico”.
Nella sua frenetica attività, fatta di un lavoro puntuale e quotidiano, sempre sulla notizia, Hamid avrebbe trovato il tempo di occuparsi di un flusso clandestino di armi, o meglio, di componentistica civile adattabile per uso militare, verso Teheran, da anni sottoposta ad embargo. Ma non vogliamo entrare nel merito, nemmeno di queste accuse. Quel che più ci turba, in realtà, è che la nuova tessera del puzzle colpisce un giornalista che da anni lavora cercando di fare un’informazione chiara e non allineata sull’Iran. Il punto è uno, l’impresa di demonizzazione ha iniziato a colpire obiettivi più mirati. L’informazione, lo sappiamo da tempo, è una potente arma. Azzoppare quella iraniana in Italia è un nuovo segnale che l’Italia, nel suo ruolo di sgherro dell’impero, manda a Teheran. Una nuova provocazione, dopo le dichiarazioni di Berlusconi e Frattini, che si aggiunge nel palma res di questa Roma succursale della Casa Bianca.
Con le dovute proporzioni e differenze: chi scrive, qualche anno fa, in un libro vergato (?) dal signor Giancarlo Elia Valori, il cui ritratto si può evincere da un rapido giro su internet, è stata accusata di essere nientemeno che una “negazionista storica” vista la sua presenza alla Conferenza di Teheran del 2006 nella quale si era dibattuto dell’olocausto. Il fatto di essere stata inviata in qualità di giornalista, visto che è quello il mio mestiere, non ha minimamente sfiorato l’autore.
Bastano un nome e un luogo per entrare a fare parte dell’elenco dei cattivi. Nome sbagliato – non scrivo per il Corriere, Repubblica, La Stampa…-, luogo sbagliato: Teheran, l’incarnazione del male odierno.

Un caro saluto ad Hamid

La Rinascita (04 Marzo 2010)
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=958

Arresti eccellenti...

di: Ugo Gaudenzi    

Evviva! Con la sua notoria efficienza, la macchina da guerra della Repubblica Italiana ha scoperto e stroncato un ingente traffico d’armamenti tra l’Italia, la Germania, il Regno Unito, la Svizzera, la Romania, il Dubai. Destinazione Teheran.
“Una trama nera”: affermava ieri il Corriere della sera (che, per inciso, non dedicava una riga - se non una vomitevole analisi usa-e-getta - alla crisi greca provocata dall’usura internazionale).
Sette gli “agenti”, i “trafficanti”, finiti in galera: cinque italiani e due iraniani. Altri due ricercati.
E’ ininfluente - hanno spiegato gli inquirenti - il “dual use” del materiale sequestrato o comunque “osservato” (cannocchiali, 120 giubbotti da immersione, traccianti e miscele chimiche e, forse, un elicottero). Sono di uso civile ma possono essere destinati all’uso militare; anzi, come affermato dal solito Corsera, “ad alimentare i canali del terrorismo internazionale”.
Il ragionamento non fa una grinza. E’ perfettamente in linea con le direttrici atlantiche.
Se per gli anglo-americani e i loro fedeli sudditi, costruire una centrale nucleare per uso civile dell’energia non è “conforme” (perché non soggetta ai controlli della banda dei cinque detentori “ufficiali” del nucleare bellico) alla pace atlantica, l’Iran va bastonato perché sta preparando la bomba. Anzi, se possibile, come dichiarava Luttwak, deve essere bombardato preventivamente con atomiche tattiche. E l’embargo sulle sue importazioni va stretto e aumentato.
Ergo, se dall’Italia o dall’Europa un imprenditore qualsiasi si permette di commerciare in prodotti dal possibile doppio uso... quantomeno deve finire in galera. Lui e i suoi presunti complici.
Nulla quaestio se, dopo migliaia di giorni, la “rete terroristica” verrà assolta - come accaduto qualche giorno fa per il gruppo già indicato trionfalmente dopo l’11 settembre come reclutatore e finanziatore di al Qaida in Italia - perché composta da cittadini stranieri che non hanno commesso il fatto.
Intanto il bliz di propaganda è andato a buon fine, poi si vedrà.
E ora veniamo alle cronache della Procura di Milano.
E prendiamo il caso di quello che, senza un minimo di vergogna, l’articolista del Corriere della sera ha già condannato, con tanto di foto e titolo sulla sua “doppia vita”, come “l’ammanettato agente 007 iraniano”: Nejad Hamid Masoumi.
Nejad Hamid Masoumi, 51 anni, è lo stimato corrispondente della tv di Stato iraniana Irib accreditato da anni in Italia e membro dell’Associazione della Stampa estera a Roma. Un allegro e affannato giornalista, sempre in viaggio su e giù per la penisola a programmare incontri, a fare interviste, a produrle, a trasmetterle. Mai un attimo di respiro, se non brevi colloqui amichevoli con i suoi contatti: anche con noi, con Rinascita.
E Nejad sarebbe uno 007? O un “trafficante d’armi”?
Noi ne abbiamo conosciuti tanti, di tutte le risme. Rigidi, pseudo-affettuosi, algidi, serpentini: dietro il contenitore tutti con una sostanza, diciamo così, “militare”. Italiani e stranieri.
E questa Italia atlanticante perché non arresta, allora, anche Scaroni, il presidente dell’Eni? E perché dimentica i trafficanti d’armi veri, da Vittorio Emanuele di Savoia in giù, fino agli 007 che vendettero a pezzi ai libici un carro armato Tigre completo?
Ah, già. Adesso non serve la sostanza. serve la forma.
La Clinton si rallegrerà, e tanto basta.

Ciao, Nejad, speriamo a presto.

La Rinascita (04 Marzo 2010)
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=960
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Di Loredana Morandi (del 07/03/2010 @ 08:12:30, in Varie, linkato 1246 volte)
A questo punto mi ritengo un voto perso "per disonestà", perché nella mia regione io non posso assolutamente votare il nuovo "patto scellerato" della sinistra.

Rosy, ma te e Bersani che state a fa' ?

La verità, tutta la verità, niente altro che la Verità. A Roma "liste o non liste" non si può votare, perché a sinistra  l'unica cosa che si vede bene è il patto scellerato tra la Bonino e l'ultradestra dell'eversione terrorista. Per carità, lo zampino è quello dell'avvocato "Francesco" che, pensando solo a se stesso, ha allungato i propri tentacoli anche a sinistra. E quei due sono storicamente amici suoi.
Verità: a Roma una intera generazione di Radicali, non solo Capezzone che mi faceva accapponare la pelle quando definiva le donne come "compagne", è nata e cresciuta in seno alla "destra sociale". Ma altro che squadracce...



Così, cara Rosy, che significato ha questo canditato, dato in pasto ai romani nonostante le prostitute transessuali di Sircana e Marrazzo, nonché colpevolmente contro tutte le Donne dopo lo stupratore seriale di Roma? E ci sarebbero anche le prostitute baresi. Così, chi muove i fili di chi in questa consolidata "puttanocrazia"? E lo slogan? Liberazione da chi? Non dagli sfruttatori storici della prostituzione, non da chi ha inventato il mito della bionda dell'est europeo riempendo di schiave i marciapiedi nostrani, non una liberazione da chi tutto questo lo fa per denaro.



Il problema è tutto sinistro. Soprattutto sinistro. Sarò anche elettrice ma non passiva come pensa certa gente e  mi preoccupo, quando guardo un filo pedofilo come Aldo Busi, ammesso H24 nell'isola della Tv di Stato, che come unico contributo socio politico nazionale ai naufraghi "ha bruciato il giocattolo intagliato in legno a forma di cane" al solo fine di lanciare un messaggio forte ai pedofili italiani: "Sui Pedoanimali".
Busi è talmente autoreferenziale da non aver bisogno di leggere la Morandi, che pur odiata ha visto capitolare le più avvelenate sostenitrici di quelli, che oggi sono tutti denunciati per lo stalking di mesi e la depersonalizzazione su Facebook, grazie al Pedobear di Maxi Fasso.

Conoscenza


E quindi dopo i tacchi a spillo cosa pensare della "rima sbagliata" di Vendola, famosissimo per le sue dichiarazioni filo pedofile identiche a quelle di Busi? Il bimbo, caro Nichi, lascialo a Noi donne e madri. Tu non hai neppure lo staff per interessarti di questioni che riguardano l'infanzia, e soprattutto non hai diritto di appropriarti di un ennesimo "messaggio subliminale" ai danni dei minori.



In ultimo, nella  Puglia del dopo escort e sanità si scopre che ciò che indigna a Roma diviene addirittura patetico perché, tra Rifondazione coi suoi tacchi a spillo delle squillo trans e i messaggi subliminali di Vendola ai pedofili, spunta uno che dichiara di non essere una escort ma di candidarsi lo stesso. E' un D'Addario e si candida con il PdL, che sia parente ?




Stando così le cose, se va tutto bene e nelle giornate di voto venissi presa da un improvviso e furibondo "dovere costituzionale di cittadinanza", io nel Lazio al massimo voto Casini.
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Di Loredana Morandi (del 07/03/2010 @ 06:21:31, in Magistratura, linkato 1253 volte)
.. affinché non se ne perda memoria.

Violenze alla caserma di Bolzaneto durante il G8, 44 condanne


06/03/2010 01:03    

Sono stati tutti condannati in secondo grado i 44 imputati del processo per le violenze nella caserma di Bolzaneto, a Genova, durante il G8 del luglio del 2001. Secondo i giudici della Corte d'appello sono responsabili civilmente delle violenze e delle torture denunciate dai manifestanti che vennero portati in quella caserma. I reati sono stati però dichiarati prescritti. La sentenza della Corte d'appello di Genova,giunta dopo oltre 11 ore di camera di consiglio, ha così ribaltato il verdetto di primo grado, condannando al risarcimento del danno anche gli imputati che erano stati assolti dal Tribunale. Sono state inflitte sette condanne a complessivi dieci anni di reclusione nei confronti di quattro guardie carcerarie responsabili di falso - reato non prescritto - e di tre poliziotti che avevano rinunciato alla prescrizione. I sette imputati condannati sono l'assistente capo della Polizia di stato Massimo Luigi Pigozzi (condannato a 3 anni e 2 mesi), gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico Sonia Sciandra (2 anni e 2 mesi). Pene confermate a 1 anno per gli ispettori della Polizia di Stato Matilde Arecco, Mario Turco e Paolo Ubaldi. In primo grado le condanne furono solo 15 mentre le assoluzioni erano state trenta. I ministeri della Difesa, della Giustizia e dell'Interno dovranno risarcire alle vittime delle violenze oltre 10 milioni di euro.

http://www.primocanale.it/news.php?id=65239

Ribaltata sentenza primo grado

Genova, 5 mar. 2010 (Apcom) 21:32 - Tutti colpevoli i 44 imputati nel processo d'appello per le violenze nella caserma di Bolzaneto durante il G8 del 2001 a Genova. Dopo oltre 11 ore di camera di consiglio i giudici della Corte d'Appello di Genova hanno dichiarato responsabili civilmente gli imputati, anche se i reati contestati sono ormai prescritti, condannando al risarcimento del danno anche coloro che erano stati assolti in primo grado. Sette imputati sono stati condannati anche penalmente con pene che variano da uno a tre anni di reclusione.
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Di Loredana Morandi (del 06/03/2010 @ 22:37:57, in Magistratura, linkato 1339 volte)

Documento approvato all'unanimità

Toghe e politica, altolà dell’Anm: ''Basta commistioni''


Roma - (Adnkronos/Ign) Il sindacato delle toghe si appella al Parlamento: “Necessaria una legge per fissare regole rigorose”. E sollecita un giro di vite sulla corruzione interna: “Maggiore intransigenza, modificare codice deontologico”.

Roma, 6 mar. (Adnkronos/Ign) – Servono “regole rigorose” sulla partecipazione dei magistrati alla vita politica del paese e, visti i recenti episodi di corruzione, una maggiore “intransigenza” al proprio interno con una modifica del codice deontologico. E’ l’altolà lanciato dall’Associazione nazionale magistrati in un documento approvato all’unanimità.

Davanti ai tanti casi di “commistione impropria”, l’Anm chiede con nettezza al Parlamento “un intervento legislativo”. Il sindacato delle toghe reputa "non opportuno che un magistrato possa partecipare ad elezioni, ovvero possa assumere incarichi di governo in amministrazioni locali in luoghi in cui ha esercitato la funzione". Per il comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati è quindi “necessario fissare regole rigorose per evitare commistioni improprie tra la funzione giudiziaria e l'impegno politico". Da qui la richiesta al parlamento di “un intervento legislativo che adegui la legge elettorale per le amministrative a quella per il Parlamento nazionale, introducendo un divieto per i magistrati di partecipare alle elezioni, ovvero di assumere incarichi di governo nelle amministrazioni dove hanno precedentemente esercitato la funzione giudiziaria".

Davanti alle recenti cronache del malaffare dei magistrati, su tutti il caso dell’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro coinvolto nell’inchiesta sui grandi appalti della Protezione civile, l'Associazione nazionale magistrati torna anche sull'ipotesi di una modifica del codice deontologico delle toghe. "Le recenti cronache giudiziarie -spiega in una nota l'Anm- hanno fatto emergere la preoccupante diffusione di fenomeni di corruzione della vita pubblica e hanno visto il coinvolgimento in indagini anche di magistrati. L'Anm ribadisce che la magistratura è un corpo sano, capace di trovare al proprio interno gli anticorpi necessari a individuare e isolare i comportamenti dei singoli, contrari alla legge".

Il sindacato delle toghe sottolinea che, nonostante ciò, "la magistratura ha il dovere nei confronti dei cittadini di guardare con rigore e intransigenza al proprio interno fissando regole di condotta e di comportamento che assicurino la piena trasparenza dell'operare dei magistrati".

La Rassegna

Regionali:Anm,legge su toghe in politica

ANSA - ‎2 ore fa‎
(ANSA)- ROMA, 6 MAR- I magistrati chiedono una legge che precluda ai giudici di candidarsi alle regionali nella stessa zona dove hanno esercitato la ...

Toghe e politica, altolà dell'Anm: ''Basta commistioni''

Adnkronos/IGN - ‎2 ore fa‎
Roma - (Adnkronos/Ign) Il sindacato delle toghe si appella al Parlamento: “Necessaria una legge per fissare regole rigorose”. E sollecita un giro di vite ...

L'Anm: stretta contro i pm infedeli

La Stampa - ‎6 ore fa‎
I magistrati vogliono darsi regole deontologiche più rigorose «sui temi della questione morale» dato che «le recenti cronache giudiziarie hanno fatto ...

Inchiesta G8, Anm: "Toghe corrotte, giro di vite"

il Giornale - ‎7 ore fa‎
Roma - "La magistratura è un corpo sano capace di trovare al proprio interno gli anticorpi necessari a individuare e isolare i comportamenti singoli ...

Regionali:Anm,legge su toghe in politica

euronews - ‎1 ora fa‎
(ANSA)- ROMA, 6 MAR- I magistrati chiedono una legge cheprecluda ai giudici di candidarsi alle regionali nella stessazona dove hanno esercitato la ...

GIUSTIZIA: ANM, PARLAMENTO INTERVENGA SULLE TOGHE IN POLITICA

Diritto-oggi - ‎5 ore fa‎
(AGI) - Roma, 6 mar. - “Dobbiamo affrontare il tema dei rapporti della magistratura con la vita politico-amministrativa - ha detto il presidente dell'Anm ...

GIUSTIZIA: ANM, PARLAMENTO INTERVENGA SULLE TOGHE IN POLITICA

Elezioni-oggi - ‎7 ore fa‎
(AGI) - Roma, 6 mar. - Un “intervento legislativo” che “adegui la legge elettorale per le amministrative a quella per il Parlamento nazionale introducendo ...

Anm, no alle toghe in politica "Codice deontologico va rivisto"

L'Unione Sarda - ‎4 ore fa‎
Un documento approvato dal sindacato dei magistrati chiede al governo una legge che vieti alle toghe di candidarsi alle elezioni. Dopo il "caso Toro", ...
 
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Associazione Nazionale Magistrati
 

Il CDC sulla partecipazione dei magistrati alla vita politica


Recenti episodi hanno riproposto all'attenzione dell'opinione pubblica il tema della partecipazione dei magistrati alla vita politica.

L'Anm rileva che sarebbe un errore rinunciare alla presenza di magistrati nelle istituzioni rappresentative, in particolare nelle assemblee legislative.

Ma allo stesso tempo ritiene necessario fissare regole rigorose finalizzate ad evitare commistioni improprie tra la funzione giudiziaria e l'impegno politico. In particolare ritiene non opportuno che un magistrato possa partecipare alle elezioni ovvero possa assumere incarichi di governo in amministrazioni locali in luoghi nei quali ha esercitato la funzione.

IL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE DELL’ANM CHIEDE

al Parlamento un intervento legislativo che adegui la legge elettorale per le amministrative a quella per il parlamento nazionale introducendo un divieto per i magistrati di partecipare alle elezioni ovvero di assumere incarichi di governo nelle amministrazioni locali nei luoghi dove hanno precedentemente esercitato la funzione giudiziaria.

Roma, 06 marzo 2010

Approvato dal Comitato Direttivo Centrale
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