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Basho
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 12:53:38, in Magistratura, linkato 1255 volte)
Materiale di potenza micidiale nei locali di una azienda di via Grimaldi

Cinquecento fuochi d'artificio
pericolosi a due passi dalla Procura

Scoperti in un deposito nei pressi del Palazzo di giustizia
Il titolare della ditta denunciato per detenzione illegale

NAPOLI - Fuochi d'artificio a due passi dal palazzo della Procura di Napoli. San Silvestro anticipato? Non proprio. Gli oltre 500 colli di materiale pirotecnico ritrovati in un deposito sono micidiali e pericolosissimi. Sarebbe bastato il fuoco di una sigaretta per scatenare una santabarbara. Questo il resoconto degli agenti della sesta sezione attività di controllo della divisione amministrativa e sociale della questura di Napoli che hanno scovato i fuochi sistemati nei locali di una ditta in via Costantino Grimaldi, proprio a ridosso del palazzo della Procura della Repubblica.

Gli scatoloni erano sparsi sul piazzale di carico mentre la legge prevede che il materiale pirotecnico sia stipato in condizioni di sicurezza in un luogo idoneo e protetto. L’azienda napoletana si occupa di recapitare in tutt’Italia fuochi d’artificio di ogni genere per conto di due importatori campani. Nel grosso capannone scoperto ieri sono stati trovati fuochi per oltre 5 tonnellate pronti per la vendita in Veneto, Sicilia, Sardegna e Lazio.

L’amministratore unico della ditta, un uomo di 47 anni, napoletano, è stato denunciato per aver tenuto in deposito e trasportato fuochi artificiali e prodotti affini senza la licenza del prefetto. E ancora, per detenzione illegale di esplosivi, per aver effettuato il trasporto senza i previsti requisiti. Anche i due committenti, due ditte di importazione di materiale pirotecnico, una di Teano (Caserta) e un’altra in provincia di Napoli sono state segnalate alla magistratura.

Corriere del Mezzogiorno - 08 ottobre 2009
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 12:56:06, in Estero, linkato 1342 volte)

Ma il titolare della cultura aveva sempre negato di aver avuto rapporti con minori

«Pedofilia»: attacco a Mitterrand

Il Fronte Nazionale ripesca un'autobiografia di 4 anni fa, in cui parlava di incontri con ragazzi thailandesi

MILANO - «Sfruttamento sessuale dei minori». È la durissima accusa che negli ultimi giorni, esponenti dell'estrema destra e della sinistra transalpina, hanno contestato a Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura e della Comunicazione in Francia e nipote del defunto presidente socialista François Mitterrand. A inchiodare l'attuale esponente del governo Fillon sarebbe «La Mauvaise Vie» (La cattiva vita), autobiografia del ministro, pubblicata 4 anni fa nelle librerie francesi. In alcuni passaggi del libro dedicato alla propria vita, il sessantaduenne, omosessuale dichiarato, che prima di diventare ministro aveva avuto una brillante carriera di regista e aveva tra l’altro collaborato con l'emittente televisiva gay francese Pink Tv, avrebbe ricordato alcune sue avventure sessuali all'estero e soprattutto in Thailandia dove amava «pagare i ragazzi per fare sesso».

SESSO A PAGAMENTO – Nei passi più controversi dell'autobiografia Mitterrand racconta della sua attrazione per «i giovani che si prostituiscono nelle strade thailandesi» e dichiara di conoscere «gli sporchi dettagli» che regolano il mercato sessuale. «Tutti questi rituali del mercato dei giovani, il mercato degli schiavi mi eccitavano enormemente - scrive Mitterrand nell'autobiografia -. L'abbondanza di ragazzi molto attraenti e immediatamente disponibili mi mettono in uno stato di desiderio». E infine la confessione: «Ho preso l'abitudine di pagare i ragazzi». Quando il libro fu pubblicato, alcuni giornalisti chiesero a Mitterrand cosa intendesse per "ragazzi" e il futuro ministro della Cultura sottolineò di riferirsi con quel termine agli uomini in generale e di non aver avuto alcuna esperienza sessuale con bambini.

LE CRITICHE - Sebbene Mitterrand sia ministro dallo scorso giugno, la storia dello sfruttamento sessuale è stata riesumata solo adesso dai suoi avversari politici. Questi ultimi non hanno apprezzato le severe critiche che il sessantaduenne ha rivolto alla polizia svizzera, colpevole di aver incarcerato Roman Polanski, il regista polacco arrestato per uno stupro commesso su una tredicenne 32 anni fa. Le dure parole di Mitterrand non sono piaciute all'estrema destra di Le Pen che l’ha accusato di non essere adatto al proprio ruolo e ha promosso una petizione online per chiedere le dimissioni del ministro. La figlia di Len Pen, Marine, deputata per il Fronte Nazionale, ha definito Mitterrand «una macchia indelebile per il governo francese». Ma i più duri sono stati alcuni esponenti socialisti, che hanno lanciato un durissimo attacco attraverso il portavoce Benoît Hamon: «Come ministro della Cultura si è fatto notare per aver difeso un regista accusato di stupro su un minore e per aver scritto un libro dove racconta di aver fatto turismo sessuale». Hamon poi ha continuato: «Nel momento in cui la Francia decide di lottare assieme alla Thailandia contro lo sfruttamento sessuale dei minori, ecco un ministro della Repubblica che spiega di essere stato uno sfruttatore. Non si può sempre relativizzare. Mi sembra tutto molto scioccante».

LA DIFESA IN TV – Il governo francese ha fatto quadrato attorno a Mitterrand e attraverso Herni Guaino, consigliere del Presidente della Repubblica Sarkozy, ha espresso la solidarietà al ministro: «È una polemica infima» ha dichiarato Guaino. «Non vi è alcuna prova contro di lui». Neppure la risposta del ministro si è fatta attendere. Dopo aver dichiarato che giovedì alle 20 si farà intervistare da Laurence Ferrari sull'emittente TF1 per spiegare la verità agli elettori francesi, ha così risposto ai denigratori: «Farsi trascinare nel fango dall'estrema destra è un onore» ha sentenziato Mitterrand. «Ma è un peccato che gli esponenti di sinistra appoggino il Fronte Popolare per attaccarmi. Mi cadono davvero le braccia. Ripeto: se il Fronte popolare mi trascina nel fango, è un onore per me. Se un deputato di sinistra fa la stessa cosa, è una vergogna per lui».

Francesco Tortora
Corriere della Sera 8 ottobre 2008
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:06:13, in Magistratura, linkato 1359 volte)
Movimento per la Giustizia - Art. 3



Il presidente del Consiglio, in ripetuti interventi televisivi, commentando la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo "Alfano", sentenza di cui non si conoscono le motivazioni, ha attaccato anche la Corte Costituzionale, accusata di essere composta da giudici di parte, così come la magistratura ordinaria.

Nel corso della trasmissione Porta a Porta, si è anche lamentato del fatto che il presidente della Repubblica non sia intervenuto su alcuni giudici costituzionali per ottenere una decisione diversa da quella che la Corte costituzionale ha adottato sulla questione di costituzionalità del Lodo Alfano.

Se gli attacchi agli organi di garanzia, per decisioni sgradite, qualunque esse siano, ne delegittimano l'autorità ed il ruolo, lamentarsi di un mancato intervento di chi rappresenta l'unità della nazione sull'organo deputato a garantire l'osservanza della Costituzione si pone oggettivamente in contrasto con l’ordine costituzionale di ripartizione dei poteri dello Stato.

E manifesta una concezione di tutta la giurisdizione per cui ciò che conta non è il rispetto dei ruoli e delle regole, ma l'ossequio alla volontà di chi esercita uno dei poteri dello Stato. Come dire: "Non mi interessa quali siano le regole: devi decidere come io desidero, altrimenti sei contro di me e contro chi mi ha eletto ".

E' lo stravolgimento dei principi essenziali della Costituzione. E spiega le reazioni di intolleranza ad ogni decisione giurisdizionale che non sia favorevole ai propri interessi contingenti.

Non è inopportuno ricordare che secondo l'art. 1 della Costituzione la sovranità appartiene al popolo che però la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione stessa. e che i poteri di garanzia sono essenziali in ogni democrazia al pari di quelli elettivi.

Siamo sbigottiti.

Ma noi ricordiamo il giuramento di fedeltà alla Costituzione che abbiamo prestato.
E siamo certi che tanti condividano il nostro turbamento.

Movimento per la giustizia-art.3

Patrizia Morabito, presidente
Valerio Fracassi, segretario

***


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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:14:00, in Estero, linkato 1250 volte)
Notizia del 08/10/2009 - 17:07     

SVIZZERA Inchiesta su Mediaset,
quattro manager nei guai

La Confederazione sta per aprire un'inchiesta per riciclaggio di denaro

BERNA - Quattro manager Mediaset saranno indagati per il reato di riciclaggio di denaro. È quanto si legge sull'edizione online de Il Corriere della Sera, che cita l'agenzia stampa Ap.

Sembra che la magistratura federale stia per aprire un procedimento a carico dei quattro funzionari dell'azienda italiana, in relazione alla sovravalutazione di film e diritti tv.

L'inchiesta elvetica sarebbe dunque un filone di quella aperta dalla procura milanese: Mediaset avrebbe acquistato per sette anni (dal 1992 al 1999) diritti tv di film americani a prezzo gonfiato. Le accuse, in Italia, sono di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio. I fondi in oggetto sono di Mediatrade spa, la società che nel 1999 sostituì Mediaset e la maltese Ims nell'acquisto dei diritti tv. Diritti che venivano convogliati da Los Angeles a Lugano, nel periodo tra il 2000 e il 2002.

La Confederazione ha congelato, nel 2005, conti bancari per oltre 150 milioni di franchi, e ora annuncia l'indagine sui manager Mediaset.

AP Luca Bruno
TicinOnline
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:21:01, in Magistratura, linkato 1206 volte)
Lodo Alfano, Mancino:
accuse rozze, no a riforme minatorie


ROMA (Reuters) - Secondo il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino, c'è della "rozzezza senza limiti" nelle accuse rivolte ieri al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in seguito alla dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano.

Dopo la decisione della Consulta sulla legge che prevedeva l'immunità dai processi penali per le prime quattro cariche dello Stato, il premier ha accusato i giudici costituzionali e la maggior parte degli organi di informazione di essere di sinistra, aggiungendo che "il capo dello stato sapete voi da che parte sta".

"La rozzezza delle accuse questa volta non ha proprio avuto limite", ha detto oggi il numero due di Palazzo Marescialli ai giornalisti prima del plenum del Csm.

Mancino è poi intervenuto in merito alle dichiarazioni del governo sulla messa a punto di riforme in tema di giustizia. "E' una minaccia?", si è domandato. "Le riforme si fanno sapendo che devono durare oltre la legislatura. C'è bisogno di rasserenare il clima e di proposte di riforma che non siano né dispettose né minatorie".

Il numero due del Csm non ha voluto commentare la sentenza con cui i giudici hanno dichiarato incostituzionale il Lodo Alfano, perché non ne ha ancora letto le motivazioni. Ha però osservato che "nella precedente sentenza (la dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Schifani) sono stati affrontati aspetti sollevati allora dal giudice del rinvio, mentre questa volta gli argomenti erano diversi perché diverso era il problema sollevato dai magistrati ordinari".

Mancino è infine intervenuto sulle accuse rivolte dal premier ad alcuni giudici della Consulta. "Alla Corte Costituzionale ci sono giudici di sinistra? E che devono essere di destra, o celestiali?", ha detto. "Dire che i giudici politicizzano le questioni al loro esame mi sembra un ritornello che si ripete".

giovedì 8 ottobre 2009 11:59
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:35:27, in Osservatorio Famiglia, linkato 1523 volte)
Una versione alla quale io credo, per quello che stanno facendo a me non posso fare a meno di credere. In un altra vita Chiara avrebbe iniziato uno sciopero della fame e/o denunciato Alberto senza nessuna pietà, perché quando si parla di pedofili si tratta sì di malati, ma i pedofili non possono essere curati e soprattutto si organizzano a branco.

Delitto di Garlasco, coincidenza agghiacciante

Chiara dava la caccia ai pedofili
Stasi fanatico dei bimbi stuprati



MILANO 06/10/2009 - Chiara Poggi, tempo prima di essere uccisa, aveva scaricato sulla sua chiavetta Usb alcuni articoli medici che parlano della più torbida devianza sessuale: la pedofilia.
E quella chiavetta, la sera prima di essere uccisa, sarebbe stata consultata dalla stessa ragazza sul computer del fidanzato Alberto Stasi, indagato con l’accusa di averla ammazzata.
Ma c’è di più. Sarebbero state riscontrate alcune anomalie nel sistema d’allarme di casa Poggi. Arrivando a inserirlo e a disinserirlo per ben cinque volte la sera prima di essere uccisa. L’ultima volte sarebbe stato disattivato dopo l’una e trenta. Quando il suo fidanzato, secondo la versione che lui stesso ha fornito ai carabinieri, era già tornato a casa a dormire. Chi ha fatto entrare, dunque, Chiara in casa sua? E' quanto emerge dalle anticipazioni di una parte della perizia informatica che domani arriverà sul tavolo del giudice per le indagini preliminari Stefano Vitelli.

Articoli medici
A destare particolare attenzione sono innanzitutto i file trovati nella chiavetta della ragazza. Articoli che parlano di pedofilia, e che spiegano che cos’è e come si può aiutare chi ha questi disturbi sessuali.

Una coincidenza inquietante se si pensa che proprio sul pc del suo fidanzato Alberto i carabinieri trovarono numerose immagini pedopornografiche scaricati da internet che ritraggono bambini di appena tre anni che fanno sesso con gli adulti. Forse Chiara aveva dei sospetti sul fidanzato e per questo si stava documentando. Gli articoli in questione erano stati salvati come “pedofilia 1,2 e 3”.

Davanti al pc
E poi, ancora, spunta l’ipotesi che la ragazza, la sera precedente al delitto, sia rimasta per almeno dieci minuti da sola davanti al pc di Stasi. Tra i migliaia di file salvati sul suo pc ce ne sono 21 (in formato jpg) e sette video di carattere pedopornografico per i quali il 25enne risulta indagato. Si tratterebbe, secondo le indagini, di documenti scaricati dopo il 22 ottobre 2006 e copiati su un hard disk esterno. E poi ci sono 7.064 immagini pornografiche archiviate e suddivise in 22 sottocartelle. Scaricate e poi salvate secondo criteri precisi, comprendono anche donne violentate, persone anziane sofferenti, caviglie e piedi con o senza scarpe, oggetti fallici stravaganti. Alcune immagini provengono dalla navigazione in vari sexy shop online. Ci sono poi le foto amatoriali. E si sono anche sette racconti hard, di cui uno a sfondo omosessuale con un protagonista africano.

a.g.
Cronaca Qui
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:42:14, in Osservatorio Famiglia, linkato 1366 volte)
Un applauso al gip Lorenzo Benini!

Il pedofilo resta in cella

CARPENEDOLO. La decisione del gip è stata depositata ieri: convalidato il fermo della polizia e custodia cautelare. Il suo avvocato, intanto, ha formalizzato la richiesta di perizia psichiatrica

08/10/2009

Il giudice per le indagini preliminari Lorenzo Benini ieri mattina ha depositato una decisione tutt'altro che inaspettata: convalida del fermo per sequestro di persona, atti osceni in luogo pubblico, atti sessuali su minori e resistenza a pubblico ufficiale e continuazione della custodia cautelare in carcere.
Non si era fatto tante illusioni l'avvocato Marino Colosio che assiste d'ufficio F.C., l'uomo di 57 anni di Carpenedolo sorpreso sabato pomeriggio in una stradina del paese in auto con quattro bambine marocchine dai 6 ai 12 anni: si era offerto di dare loro un passaggio fino al centro commerciale da buon vicino di casa. Ma davanti agli agenti di una pattuglia della Polstrada è apparso nudo dalla cintola in giù con quelle bambine intorno che si porteranno addosso a lungo quelle immagini di depravazione.
Circostanze, quelle dell'arresto, che lasciano poco spazio all'interpretazione, all'equivoco, all'autodifesa. Forse proprio per questo l'uomo davanti al giudice ha preferito tacere e per lui hanno parlato le testimonianze delle bambine e il verbale di arresto redatto dagli uomini della Polstrada di Montichiari.
Il cinquantasettenne di Carpenedolo, sposato con una figlia ormai grande, rimarrà per ora in una cella di isolamento della casa circondariale di Canton Mombello (un regime che per lui è una garanzia di incolumità da una legge non scritta che in carcere equipara i pedofili agli infami). Una soluzione che potrebbe anche essere transitoria visto che ritirando il provvedimento di convalida dell'arresto, la difesa ne ha approfittato per depositare la richiesta di perizia psichiatrica. Una decisione maturata sull'esito dei primi incontri tra l'indagato e il suo difensore. «Se la pedofilia è una devianza vorrei che qualcuno ci dicesse - spiega l''avvocato Marino Colosio - se il mio assistito sapeva quello che stava facendo ed è tuttora consapevole della sua condizione e delle sue azioni».
Di quel turpe sabato pomeriggio l'uomo, infatti, non avrebbe fornito alcuna giustificazione, alcuna ricostruzione. Solo mezze parole farfugliate a fatica e senza alcuna logica apparente.

M.TOR.
Brescia Oggi
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:50:50, in Osservatorio Famiglia, linkato 1279 volte)
Le aggressioni nei bagni delle scuole da lei frequentate

Gb: maestra pedofila confessa,
ho abusato di centinaia di bambini dal '92 ad oggi

Carole Clarke, 46 avrebbe ammesso le sue responsabilità al giudice dopo essere andata in terapia

MILANO - A prima vista, Carole Clarke sembra semplicemente una rispettabile ex insegnante part-time. Secondo le accuse invece, la 46enne di Grimsby, nel Lincolnshire, sarebbe una pedofila seriale e avrebbe abusato sessualmente di alcuni bambini fra i 4 e i 7 anni almeno un centinaio di volte dal 1992 a oggi. Le aggressioni avvenivano sistematicamente nei bagni e nelle docce pubbliche, non appena i piccoli venivano lasciati soli dai genitori. Sarebbe stata lei stessa a raccontarlo alla polizia e ora il caso è finito davanti alla Grimsby Crown Court.

L'UDIENZA - Durante l’udienza, il giudice è venuto a conoscenza delle innumerevoli violenze perpetrate ai danni dei bambini e anche se il numero esatto dei reati resta ancora da stabilire con esattezza, pare che l’ex insegnante avrebbe confessato un centinaio di atti di libidine. «Ho sentito parlare di 100 casi – ha spiegato il pm, Gordon Stables, al “Daily Mirror” – ma direi che è un’esagerazione. Penso, piuttosto, che si tratti di pochi bambini che hanno subìto violenze un centinaio di volte». Ma l’aspetto più incredibile della vicenda è che, malgrado le violenze siano iniziate ben 17 anni fa, la Clarke sia stata arrestata solo a gennaio di quest’anno, quando ha chiesto aiuto ad un terapeuta, che ha poi segnalato il caso alle autorità. «La mia cliente stava cercando di avere il miglior aiuto possibile per il suo problema», ha spiegato al “Daily Express” il suo avvocato, David Lee.

Prosegue su Corriere Sera

***

LA PIU' PICCOLA SI E' CONFIDATA CON UN'INSEGNANTE

Molesta le nipotine, arrestato lo zio

Un 52enne di Bollate responsabile di pesanti abusi commessi durante le feste in famiglia

MILANO - Per abusi ai danni delle nipoti di 12 e 15 (oggi 18) anni è stato arrestato a Bollate (Milano), con l'accusa di violenza sessuale aggravata, un uomo di 51 anni. La denuncia è arrivata dall'insegnante con cui si è confidata la più piccola delle ragazzine, e l'ordinanza del gip Salvini è stata eseguita il 22 settembre dalla Squadra mobile, che l'ha resa nota oggi.

LE FESTE IN FAMIGLIA - In due occasioni, durante feste o riunioni familiari, l'uomo, incensurato e impiegato in Posta, si è reso protagonista di abusi nei confronti delle ragazzine. Le due sorelle ne hanno parlato tra loro ma solo la più piccola è riuscita a confidare ciò che era successo a un'insegnante, che ha fatto scattare la denuncia. Dopo gli accertamenti, l'uomo è stato arrestato mentre tornava a casa dal lavoro e non ha né ammesso né negato i fatti a lui imputati. L'uomo è sposato e ha anche lui due figlie minorenni.

Prosegue su Corriere Sera
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 23:26:17, in Sindacato, linkato 1351 volte)
Mi pare saggio. Il problema che abbiamo in Italia è un premier indagato, più due terzi dell'opposizione nelle medesime condizioni, c'è del lavoro da fare per la stampa, ma non è quello del seguire le logiche del Capitale..

"No uso Ue per problemi nazionali"

Invito durante dibattito libertà stampa


Non bisogna "fare uso delle istituzioni europee per risolvere problemi che in base ai trattati devono essere risolti a livello nazionale". Ad affermarlo è il commissario Ue ai Media, Viviane Reding, nel dibattito in aula all'Europarlamento sulla libertà di informazione in Italia. Il commissario ha sollecitato a "concentrarsi nell'applicare le regole e i principi per i quali l'Ue è competente", ricordando la direttiva "Tv senza frontiere".

E non solo. Ricorda anche le norme riguardanti le assegnazioni delle frequenze Tv per le quali la Commissione ha avviato una procedura nei confronti dell'Italia."Tutte le istituzioni Ue hanno sottoscritto la Carta dei diritti fondamentali dell'Ue, che, all'art.11, dice che ognuno ha diritto a libera espressione di liberta' d'opinione e fornire informazione senza pressioni politiche".

Insomma, spiega ancora Reding, "la politica Ue è di assicurare che tutti gli attori abbiano un accesso non discriminato alle frequenze tv'', sottolineando di avere avviato nel 2006 col commissario alla concorrenza Neelie Kroes una procedura contro l'Italia. ''Sotto questa pressione le autorita' italiane stanno cambiando il loro approccio'', ha indicato Reding ricordando che la la libertà di espressione e' un ''fondamento'' del pluralismo. "Una profonda conivnzione - aggiunge il commissario Ue durante il dibattito in aula - in quanto ex giornalista".

TG Com

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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 23:33:34, in Magistratura, linkato 1342 volte)

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.. e ci van giù pesanti.
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