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Vi è una sola cosa peggiore dell'ingiustizia: la giustizia senza la spada in mano. Quando il diritto non è la forza è male.

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Pietro - Ipotesi di reato:

offesa all'onore o al prestigio del presidente della Repubblica

All'attenzione di chi indaga ci sono, al momento, alcuni articoli di stampa e l'interrogazione rivolta al ministro dell'Interno e della Giustizia dal senatore a vita Francesco Cossiga

Martedí 06.10.2009 16:09

Sono al vaglio dei magistrati della procura di Roma le affermazioni di Antonio Di Pietro nei confronti del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, dopo la promulgazione del decreto legge contenente il cosiddetto scudo fiscale. Il procuratore Giovanni Ferrara e alcuni suoi aggiunti stanno valutando se esista o meno il reato previsto dall'articolo 278 del codice penale sull'offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica.

All'attenzione di chi indaga ci sono, al momento, alcuni articoli di stampa e l'interrogazione rivolta al ministro dell'Interno e della Giustizia dal senatore a vita Francesco Cossiga. Se il nome di Di Pietro dovesse finire sul registro degli indagati, la procura dovrebbe chiedere l'autorizzazione al Guardasigilli per poter procedere.

Affari Italiani
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 05:57:09, in Politica, linkato 1316 volte)
Politica paralizzata,
la riforma della giustizia resta un miraggio



di Mario Ajello


ROMA (6 ottobre) - Aria di grande attesa. Il Palazzo della Consulta - quel luogo che un grande costituzionalista come Leopoldo Elia definì «l’isola della ragione» - ha tutti gli occhi addosso. Mentre i giudici sono in camera di consiglio, intorno a loro, ma a distanza, la polemica politica infuria, e chi tifa per la bocciatura e chi per la promozione del Lodo Alfano.

E tuttavia c’è spazio pure per ragionamenti più in profondità. Come questo dell’ex presidente della Corte Costituzionale, Piero Alberto Capotosti: «Si può pensarla in tutti i modi nel merito del Lodo Alfano e di quelli che lo hanno preceduto, ma queste cosiddette leggi ad personam in un certo senso distraggono le forze politiche dall’obiettivo di un’effettiva riforma generale della giustizia. Quella che i cittadini elettori, sia che abbiano votato Pdl sia che abbiano votato Pd, si aspettano da molti anni».

Ecco, nel bailamme e nel bla bla del grande giorno del giudizio, trovano spazio - ma vanno cercati col lanternino - anche pensieri ”di sistema”, che riescono a insinuarsi fra le opposte tifoserie. O fra le dichiarazioni di rito dei vari leader. O fra le sparate di Di Pietro che chiama il popolo a «sommergere sotto un plebiscito referendario» il Lodo Alfano, nel caso non venga bocciato dai giudici costituzionali, e i contrattacchi del portavoce del Pdl, Capezzone, che invoca la sacralità di un altro popolo - quello che ha votato centro-destra e resta affezionato al governo in carica qualsiasi cosa accada - qualora il responso della Consulta non sia quello gradito.

Intanto c’è chi sta col fiato sospeso, cioè quasi tutti, chi sperando e chi temendo, a cominciare dal titolare del Lodo in questione, il ministro Alfano. «Lasciamo lavorare la Corte - ha detto ieri da Messina il Guardasigilli - e ogni altra dichiarazione in questo momento mi sembra inopportuna». Trapela ottimismo dall’atteggiamento di Alfano. Un ottimismo non estendibile, però, a quanto accade in Parlamento. Nella politica che ruota intorno al Lodo, o alle tante iniziative giudiziarie, o alle evocazioni del golpe o delle piazze contrapposte, si blocca tutto e ieri alla Camera dei deputati, la stessa in cui mancavano l’altro giorno i deputati del Pd per il voto sullo scudo fiscale, c’è stato il vuoto degli onorevoli del Pdl. Che ha mandato in minoranza il governo su un tema di grande rilevanza sociale, qual è quello del garante dell’infanzia. Palazzo in perenne zuffa politico-giudiziaria e, insieme, istituzioni disertate sulle grandi questioni di pubblico interesse.

«Il cittadino elettore - insiste l’ex presidente della Consulta - preferisce una riforma della giustizia, tale da assicurargli anzitutto una maggiore celerità in primo luogo nel processo civile e una maggiore certezza nell’applicazione del diritto». Ma anche questo, che è un tema di assoluta urgenza democratica, rischia di passare in subordine. Di finire dimenticato. Travolto. «Il fatto è che - conclude Capotosti - una complessiva riforma della giustizia trova ostacoli anche in conflitti, latenti o accesi, fra politica e magistratura. Che talvolta vanno al di là dei propri ambiti di competenza. Finendo per paralizzarsi reciprocamente, fra veti e controveti». Nei quali, a restare stritolati, oltre che la dignità dei giudici e dei politici, sono i diritti dei cittadini.

Il Messaggero

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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 06:00:57, in Magistratura, linkato 1265 volte)
Abu Omar, ex imam e moglie
chiedono 15 milioni di risarcimento


mercoledì 7 ottobre 2009 12:41
 

MILANO (Reuters) - L'avvocato difensore di Abu Omar e l'avvocato di parte civile per Nablia Ghali, moglie dell'ex imam, hanno chiesto rispettivamente 10 milioni di euro e cinque milioni di euro di risarcimento per il sequestro del religioso avvenuto nel 2003.

Carmelo Scambia -- legale di Abu Omar -- ha chiesto 10 milioni di euro, definendo "avvilente l'assenza dello stato italiano", e sostenendo che le istituzioni abbiano "evitato di cercare la verità".

Secondo l'avvocato Luca Bauccio, parte civile per Nablia Ghali, "il rapimento fu un'azione non per la sicurezza dello Stato, ma contro la sicurezza dello Stato, che ha tolto un po' di vita ad Abu Omar, a sua moglie e ai suoi familiari".

I funzionari dei servizi segreti italiani e Usa, imputati nel processo, "hanno agito come banda criminale", ha aggiunto Bauccio -- che ha chiesto 5 milioni di euro di danni -- sottolineando che "la nostra collettività non saprà mai se Abu Omar è colpevole o innocente".

Il processo per il rapimento del religioso vede imputati 33 ex funzionari dei servizi segreti italiani e Usa, tra cui l'ex numero uno dei Sismi Niccolò Pollari, con l'accusa di aver rapito nel 2003 Abu Omar -- imputato a Milano per terrorismo internazionale in un altro procedimento -- e di averlo poi inviato in una cosiddetta operazione di "rendition" in Egitto, dove il religioso sostiene di aver subito torture durante la detenzione.

Il 30 settembre scorso nella requisitoria al processo, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ha chiesto 13 anni per Pollari e 26 condanne -- tra 10 e 13 anni -- per ex agenti della Cia, parlando di prove ineluttabili di responsabilità per Pollari e per Marco Mancini, l'ex numero due del Sismi, per il quale sono stati chiesti 10 anni di reclusione.

L'11 marzo scorso la Corte Costituzionale, dirimendo un conflitto di attribuzione fra governo e magistratura, aveva stabilito che la procura di Milano non poteva utilizzare i documenti coperti da segreto di Stato, eliminando in sostanza dal dibattimento alcuni degli atti che hanno consentito i rinvii a giudizio.

I pubblici ministeri durante il processo hanno sostenuto che l'attuale premier Silvio Berlusconi e il suo predecessore Romano Prodi abbiano utilizzato il segreto di Stato per ostacolare la giustizia, accusa respinta da uno dei legali di Berlusconi che l'ha definita un "intollerabile attacco".

Washington ha difeso le "rendition" come un valido strumento di anti-terrorismo che ha prodotto importanti informazioni di intelligence, e ha respinto le accuse di tortura.

Gli Stati Uniti si sono anche mossi formalmente per opporre l'immunità dalle imputazioni a beneficio di un colonnello, tra i 26 americani sotto processo, in base a un accordo Nato che si applica ai presunti reati commessi oltreoceano da personale militare "nello svolgimento del proprio servizio".

Reuters
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 06:13:13, in Estero, linkato 1242 volte)
Il mio personale applauso a Gianni Alemanno, il sindaco di Roma che ha fatto ciò, che "nessun" altro aveva mai fatto prima per la Palestina: "donarle" una Ambasciata. Si è vero, Abu Mazen in questo momento usurpa il titolo di presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, perché il suo mandato è decaduto e non sono state fatte elezioni in Palestina. Nonostante questo "bravo Alemanno".
Peccato non esser potuta andare.. L.M.


Alemanno consegna ad Abu Mazen
la nuova sede diplomatica Anp


L'ambasciata palestinese a Roma è stata consegnata ufficialmente dal Governo Italiano e dal Comune di Roma all'autorità palestinese. Il palazzo ha sede in via Bacelli tra la sede della Fao e le Terme di Caracalla.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno «Siamo assolutamente convinti che il concetto 'due Popoli e due Statì sia la chiave di volta per una pace giusta e duratura nel Mediterraneo. E la scelta di mettere questa nuova sede a disposizione dei nostri amici palestinesi si iscrive in questa nostra profonda convinzione».

Lo ha detto il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, presentando la nuova sede diplomatica dell'Anp e rivolgendosi direttamente al Presidente Abu Mazen presente alla cerimonia. L'ambasciata palestinese a Roma è stata consegnata ufficialmente dal Governo Italiano e dal Comune di Roma all'autorità palestinese. Ha sede in via Bacelli tra la sede della Fao e le Terme di Caracalla e alla cerimonia di consegna dell'edificio di proprietà del Comune hanno partecipato anche il sottosegretario agi Esteri, Stefania Craxi, Massimo D'Alema e Antonio Bassolino.

«Vediamo questa vostra bandiera sventolare nel cuore di Roma - ha continuato Alemanno - in questo momento memorabile. Questa amicizia ci riempie di una nuova speranza e sappiamo bene che nel simbolo di una sede diplomatica c'è infatti qualcosa di più che il suo valore pratico ed operativo».

Il Tempo - 07/10/2009
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TAGLIO DELLO STRAORDINARIO RETRIBUITO

In allegato la lettera scritta ai vertici del ministero della Giustizia sul taglio degli straordinari retribuiti;
Invitiamo i lavoratori a non barattare lo straordinario retribuito con i riposi compensativi, poichè esso concorre anche alla determinazione del montante pensionistico nel sistema contributivo. Questa riduzione è l'ennesimo colpo ai lavoratori e al funzionamento degli uffici giudiziari.


Al Sottosegretario di Stato
Sen. Giacomo Caliendo
Al Capo Dipartimento dell’O. G.
Cons. Luigi Birritteri
Roma


OGGETTO: Lavoro straordinario.


La scrivente O.S. negli ultimi tempi ha ricevuto numerose segnalazioni e da diversi uffici giudiziari circa l’insufficienza dei fondi occorrenti per retribuire le prestazioni di lavoro straordinario imposte al personale per indifferibili esigenze di servizio (assistenza alle udienze, esecuzione di provvedimenti restrittivi della libertà personale, ecc.).
Con la cronica carenza di personale, il ricorso al lavoro straordinario non è più un evento eccezionale e non programmabile, così come stabilito dai contratti, ma la “regola” per garantire il buon andamento degli uffici giudiziari.
Per rimediare all’inconsistenza dei finanziamenti alcuni dirigenti hanno emanato circolari nelle quali, dopo aver ribadito l’obbligatorietà del lavoro straordinario, viene “suggerito” al personale di commutare la retribuzione in riposo compensativo.
Al riguardo è bene ricordare che l’istituto del riposo compensativo, a norma dell’art. 26 del CCNL integrativo 16-05-2001, è una facoltà del lavoratore e non può assolutamente essere imposto al dipendente in luogo della corresponsione di denaro.
Occorre poi riconoscere che il riposo compensativo non è vantaggioso per il lavoratore: in primo luogo perché la retribuzione per il lavoro straordinario è superiore rispetto a quello ordinario e poi perché il salario accessorio concorre alla determinazione del montante pensionistico nel sistema contributivo.
La triste realtà è che con straordinari e riposi compensativi, reiterate applicazioni di personale in altri uffici si tenta di sopperire alla cronica carenza di personale e di risorse economiche; agli occhi di scrive tutto ciò appare solo come “il gioco delle tre carte” e chi ci rimette è sempre il lavoratore.
La RdB P.I. è sempre stata contraria alle politiche adottate dai vari governi di ricorrere all’utilizzo smodato del lavoro straordinario perché ciò si traduce in tagli indiscriminati ai posti di lavoro; è giunto il momento di invertire la rotta in quanto senza nuove assunzioni il funzionamento degli uffici giudiziari non può più essere garantito.
Questa O.S. ritiene che il lavoro straordinario già prestato e non retribuito sia un credito certo, liquido ed esigibile e, pertanto, non esiterà a mettere a disposizione dei lavoratori i propri uffici legali per il recupero delle somme spettanti.
Per quanto sopra esposto si chiede un immediato incontro al fine di affrontare la problematica che oramai investe tutti gli uffici del paese.

Certi di un sollecito riscontro si porgono distinti saluti.

Roma, 6 ottobre 2009

Coordinamento Nazionale Giustizia
Giuseppa Todisco
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 10:18:19, in Magistratura, linkato 1341 volte)

Il Lodo Alfano è stato dichiarato "illegittimo"


Ovvero, si tratta di una decisione che non cambierà il quadro politico, a parte i toni minacciosi delle opposte fazioni, ma che di fatto riaprirà i processi contro Berlusconi. In particolare la decisione della Corte riaprirà il processo Mills e quello per i diritti Mediaset.

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che boccia la legge per le violazioni all'art. 138 della Costituzione e con tanto di citazione dell'Art. 3, il principio di ugualianza, occorrerà una legge costituzionale per ripristinare il privilegio della "sospensione dei processi" nei confronti delle 4 Cariche più alte dello Stato, voluta dal cd "lodo Alfano".

L.M.
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 10:34:37, in Magistratura, linkato 1373 volte)
ANM: INCREDIBILE ACCUSA DISEGNO EVERSIVO


(AGI) - Roma, 7 ott. - "E' incredibile che esponenti politici investiti di responsabilita' istituzionali possano parlare di 'disegno eversivo' e affermare che ci sia 'chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volonta' democratica del popolo italiano'.

Cosi' la giunta dell'Associazione nazionale magistrati, riunita oggi a Roma, ha espresso "solidarieta' e vicinanza al collega" Raimondo Mesiano, estensore della sentenza civile sul Lodo Mondadori, "oggetto di ripetuti attacchi e inaccettabili insulti da parte di esponenti politici e organi di stampa".

Ed "e' tanto piu' incredibile - continuano i vertici del sindacato delle toghe - che cio' sia affermato in relazione a una sentenza civile di primo grado, dunque suscettibile di impugnazione, che decide una controversia patrimoniale, e peraltro fondata su una sentenza penale passata in giudicato.

L'esercizio ordinario della giurisdizione, diretto ad assicurare la corretta applicazione della legge e l'uguaglianza di tutti i cittadini, non puo' tollerare tentativi di condizionamento e fenomeni di sistematica delegittimazione dell'istituzione giudiziaria e delle sue decisioni".

***


Lodo Mondadori: Anm, nessun disegno

Da sindacato toghe solidarieta' a giudice Mesiano


Lodo Mondadori: Anm, nessun disegno (ANSA) - ROMA, 7 OTT - L'Anm critica i politici che parlano di 'disegno eversivo' im merito alla sentenza civile sul lodo Mondadori. 'E' incredibile - sostiene l'associazione magistrati - che personalita' investite di responsabilita' istituzionali possano parlare di disegno eversivo e affermare che ci sia chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volonta' democratica del popolo italiano'. L'Anm esprime anche 'solidarieta' e vicinanza' al giudice di Milano Raimondo Mesiano.

07 Ott 14:16

*** Precedenti

Lodo Mondadori, 15 membri del Csm:
tutelare il giudice Mesiano



ROMA (5 ottobre) - Dopo i giudizi espressi da Silvio Berlusconi e dai capigruppo del Pdl al Senato sulla sentenza che ha condannato la Fininvest al pagamento di 750 milioni di euro, quindici consiglieri del Csm (togati e laici del centro-sinistra) hanno chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli di aprire una pratica a tutela del giudice del tribunale di Milano Raimondo Mesiano.

I 15 consiglieri parlano di vicenda che si caratterizza per «gravità» e «singolarità», chiedendo di tutelare insieme al magistrato la «credibilità della giustizia civile». Nel documento non si fa esplicito riferimento al premier e ai capigruppo del Pdl al Senato, ma si parla genericamente di «dichiarazioni pubbliche di autorevoli esponenti del Parlamento e del Governo».
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 10:39:56, in Magistratura, linkato 1322 volte)
Associazione Nazionale Magistrati



Solidarietà dell’Anm al giudice Mesiano
«Incredibile l’accusa di disegno eversivo»


La giunta dell’Associazione nazionale magistrati, riunita oggi a Roma, ha espresso «solidarietà e vicinanza al collega Raimondo Mesiano, oggetto di ripetuti attacchi e inaccettabili insulti da parte di esponenti politici e organi di stampa».

E’ incredibile che esponenti politici investiti di responsabilità istituzionali possano parlare di “disegno eversivo” e affermare che ci sia “chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volontà democratica del popolo italiano”. Ed è tanto più incredibile che ciò sia affermato in relazione a una sentenza civile di primo grado, dunque suscettibile di impugnazione, che decide una controversia patrimoniale, e peraltro fondata su una sentenza penale passata in giudicato.

L’esercizio ordinario della giurisdizione, diretto ad assicurare la corretta applicazione della legge e l’uguaglianza di tutti i cittadini, non può tollerare tentativi di condizionamento e fenomeni di sistematica delegittimazione dell’istituzione giudiziaria e delle sue decisioni.


La giunta esecutiva centrale dell’Anm
Roma, 7 ottobre 2009
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 11:00:48, in Magistratura, linkato 1269 volte)



Dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale
il c.d. lodo Alfano


La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.

Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma


Roma 7 ottobre 2009

Consulta online

***

Leggi anche

16.09.2009: La memoria dell’Avvocatura dello Stato sulle questioni di costituzionalità del c.d lodo Alfano
…si conclude perché tutte le questioni di legittimità costituzionale (…) siano dichiarate inammissbili o infondate
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 11:18:52, in Politica, linkato 1231 volte)
Lodo Alfano, Ferranti (Pd): indegne reazioni centrodestra e governo

Sentenze non si commentano sono oro colato



Le sentenze non si commentano, sono oro colato e come tale vanno trattate. Sono pertanto indegne le reazioni della maggioranza e del governo che tentano di delegittimare il pronunciamento del “giudice delle leggi”. La Corte ha oggi ribadito che nel nostro paese la legge è uguale per tutti, nessuno escluso.

Così la capogruppo del Pd in commissione Giustizia della camera commenta le reazioni della maggioranza e di autorevoli esponenti del governo alla sentenza sul lodo Alfano.

Roma, 7 ottobre 2009

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Lodo Alfano: Melis (Pd), Corte ripristina abc del diritto
 

“Berlusconi è un cittadino come gli altri e se, fuori delle sue funzioni istituzionali, viola la legge deve essere giudicato come chiunque altro. Questo è l’abc dello Stato di diritto ed è consolante che la Corte, con una sentenza esemplare, lo abbia ricordato all’intero paese”.

Lo dichiara Guido Melis, deputato del Pd e membro della Commissione Giustizia della Camera. “Il Lodo Alfano – prosegue – è incostituzionale perché prevedeva, come ha riconosciuto nella sua arringa lo stesso avvocato Ghedini, che la legge (o la sua applicazione) non è eguale per tutti, in aperta violazione dell’articolo 3 della Costituzione: dovevano dunque provare a cambiare la Costituzione ma evidentemente non hanno avuto il coraggio di farlo”.

Roma, 7 ottobre 2009

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LODO ALFANO: SERENI: Tutti uguali. Scandaloso che Berlusconi attacchi i giudici”

La vicepresidente dei deputati PD:
La piazza? E’ in campo una forza tranquilla, il PD



“La Corte Costituzionale ha ristabilito un principio importante che era stato violato, nonostante la nostra ferma opposizione e il monito di tanti costituzionalisti: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge anche Berlusconi. Le sentenze vanno rispettate ed è uno scandalo che il presidente del Consiglio si permetta di attaccare i giudici costituzionali. Leggeremo con attenzione le motivazioni che hanno portato la Consulta a dichiarare illegittimo il “Lodo Alfano”. è’ chiaro che il riferimento all’art. 138 della Costituzione non consentirà al centrodestra di ripresentare una proposta di legge ordinaria. Tutti coloro che nella maggioranza hanno evocato o pensano di evocare il ricorso alla piazza contro questo giudizio sappiano che è in campo una grande forza democratica e tranquilla, il PD. Con le primarie del 25 ottobre milioni di persone avranno l’occasione di dimostrare che è matura l’apertura di una nuova pagina nella vita del nostro Paese”.

Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD, dopo la decisione della Consulta.

Roma, 7 ottobre 2009


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LODO ALFANO ILLEGITTIMO. SILVIA COSTA (S&D/PD): "DECISIONE CONSULTA RIPRISTINA FIDUCIA DEI CITTADINI VERSO LE ISTITUZIONI"


"Oggi è una grande giornata in Italia e in Europa per la cultura del diritto e delle regole democratiche". Lo ha dichiarato l'europarlamentare Silvia Costa (S&D/PD) commentando la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano e la decisione di oggi del Parlamento europeo di discutere sulla libertà d'informazione in Italia nella seduta plenaria di domani mattina, durante la quale interverrà la Commissaria Viviane Reding per conto della Commissione europea".

"Si conferma drammaticamente l'anomalia italiana nel contesto europeo di un premier che, oltre a riunire nelle sue mani una concentrazione delle testate televisive, delle risorse pubblicitarie e dell'editoria, aveva anche ottenuto dal suo ministro della Giustizia e dalla sua maggioranza parlamentare un provvedimento incostituzionale per sottrarsi a processi in cui è imputato".

"La Consulta - continua Costa - ha limpidamente assunto una decisione fondamentale per riaffermare i valori costituzionali e ripristinare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni".



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LODO ALFANO: SERENI “Qualcuno fermi Bossi, irresponsabile”


Dichiarazione di Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD.

“Le minacce di insurrezione di Bossi sono irresponsabili e qualcuno dovrebbe fermarlo e ricordargli che è un ministro della Repubblica e non un semplice militante del suo partito. La Corte Costituzionale sta prendendo una decisione importante e qualunque essa sia noi la rispetteremo perché crediamo nell’autonomia delle istituzioni democratiche del nostro Paese. La violenza delle parole del Senatùr, il silenzio degli altri esponenti del centrodestra, sono allarmanti”.

Così Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD.

Roma, 7 ottobre 2009

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LODO ALFANO: LUMIA (PD), BERLUSCONI RISPETTI LA COSTITUZIONE


Roma, 7 ottobre 2009 - "La pronuncia della Consulta sul Lodo Alfano afferma il principio di uguaglianza di tutti i cittadini italiani". È il commento del senatore del PD Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, sulla sentenza della Corte costituzionale.

"Nelle democrazie avanzate - aggiunge Lumia - ad un grande potere corrispondono grandi responsabilità. Il Presidente del Consiglio rispetti la Costituzione senza cercare nuovi stratagemmi per scavalcare la legge ed affronti i processi."

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LODO ALFANO: SASSOLI (PD), LA CONSULTA SANA UN'INGIUSTIZIA

"E' stata sanata un'ingiustizia che prevedeva che i cittadini non fossero uguali di fronte alla legge". Così David Sassoli, capo delegazione del Pd al Parlamento europeo sulla bocciatura del Lodo Alfano

"La bocciattura della Consulta del Lodo Alfano riafferma il principio costituzionale dell'uguaglianza. E' il rispetto della Costituzione - ha aggiunto Sassoli - e delle sue regole che fa dell'Italia un grande paese".

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LODO ALFANO. ATTESA IN 'PIAZZA', I TURISTI SI FERMANO E CHIEDONO


(DIRE) Roma, 7 ott. - "Cosa succede qui?". "E' il palazzo della Corte costituzionale italiana. I giudici sono riuniti per decidere su una legge che sospende i processi per le piu' alte cariche dello Stato". "Pure il processo a Silvio Berlusconi per i reati sessuali?". "No, non c'e' mica un processo per quelli".
"Come? E non lo processate?". Piazza del Quirinale, secondo giorno del giudizio. Nell'attesa della decisione della Consulta sul lodo Alfano, tra l'incertezza e i tempi che si allungano, anche il disorientamento di una turista spagnola diventa cronaca.
Viene dalla Galazia e con il marito si gode il clima sereno da ottobrata romana. "Bella manifestazione quella di sabato", dice.
"Siamo andati in piazza- aggiunge il marito- e' giusto chiedere liberta' di stampa e pensiero". Poi, perplessi dal fatto che nessun tribunale stia aspettando di processare Berlusconi per i suoi "reati sessuali", si congedano e se ne vanno in direzione di via XX settembre.
Poco piu' in la', su via Ventiquattro maggio, di fronte al palazzo della Consulta, lo spiazzo e' pieno di giornalisti. A raccontare la cronaca della giornata ci sono anche una tv tedesca e una russa, oltre a quelle italiane. Alfonso Celotto, professore di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma, diventa la star della giornata. Passa da una telecamera all'altra, comprese quelle dei cronisti arrivati da Berlino e Mosca, cercando di spiegare cosa stanno facendo i giudici in camera di consiglio.
Alla fine, pero', la domanda che si sente rivolgere e' sempre la stessa: "Professore, ce lo fa un pronostico?".

(Anb/ Dire) 13:44 07-10-09
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