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 Blue Arashi e la fidanzatina Hoshi... di Lunadicarta
 
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Seminate per voi secondo giustizia | e mietete secondo bontà.

Osea, 10: 12
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 24/03/2010 @ 08:02:07, in Politica, linkato 1277 volte)
Francamente, forse alla ANM converrebbe scrivere un testo nel quale si dissocia da Di Pietro, che nel frattempo ha aderito al grande partito della pedofilia nel web e conclamato i suoi rapporti con la multinazionale del crimine Pirate Bay, coloro cioè che hanno acquistato tra il 2007 e il 2008 tutte le board europee del file sharing illegale, ivi comprese le board italiane, e che da sempre sono legati ai contributi della più nera delle lobby della pedofilia internazionale ospite sugli stessi server dove ora sono i forum dei link ed2k.
Inoltre, forse val la pena di una ulteriore indagine sul caso Milioni e il die-in dei radicali  al Tribunale di Roma. Gli insulti di Berlusconi piovono su tutta la Magistratura, ma il solo ombrello è la Legge. L.M.


"Faccia a faccia con Bersani? Nessuna possibilità di confronto con chi insulta, delegittima e calunnia"

Berlusconi contro le toghe: ''Riformeremo la giustizia per guarire la democrazia ferita''

ultimo aggiornamento: 23 marzo, ore 19:55
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il premier: ''Il partito delle procure è entrato pesantemente in campo". Bersani: ''E' nervoso perché non ha futuro''.. Anm: ''Sconcertati per aggressione quotidiana''. E precisa: ''Non siamo un partito''. Lazio, giovedì l'udienza per il ricorso al Tar di Sgarbi: ''E violerò il silenzio elettorale''

Roma, 23 mar. (Adnkronos/Ign) - Nuovo botta e risposta tra Silvio Berlusconi e i magistrati a pochi giorni dalle elezioni regionali. La campagna elettorale "si è snaturata perché il partito delle procure è entrato pesantemente in campo", ha detto il premier alla trasmissione 'Uno mattina'. "Con gli interventi della loro magistratura - ha aggiunto il premier - la sinistra ci ha impedito di svolgere una campagna elettorale di informazione nei confronti dei cittadini".

Il "partito delle procure", ha aggiunto il presidente del Consiglio, ''ha inventato un mese e mezzo fa una nuova tangentopoli e che poi ha tentato di distruggere il miracolo che abbiamo fatto a L'Aquila dopo il terremoto, che ha gettato fango su Bertolaso e sulla Protezione Civile. Quindi è intervenuto con il rigetto delle nostre liste dando la colpa a nostri delegati, e infine con un'inchiesta risibile con le intercettazioni al presidente del Consiglio''. ''Una campagna elettorale basata sui fatti e i progetti - ha osservato Berlusconi - sarebbe stata dannosa per loro. Nel confronto ne sarebbero usciti distrutti''.

Poi in un incontro elettorale a sostegno di Roberto Cota a Torino, torna all'attacco: "Nei prossimi tre anni metteremo in campo una grande, grande, grande riforma della giustizia perché dobbiamo uscire da questa situazione di democrazia ferita e violata". In questa campana elettorale, insiste il premier, "i giornali sono pieni solo di scandali inventati dalle Procure della sinistra".

A stretto giro è arrivata la replica del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, alle dichiarazioni in tv del premier. ''E' sconcertante che in campagna elettorale venga aggredita quotidianamente un'istituzione dello Stato''. "Noi non siamo un partito - aggiunge -, ma in uno stato di diritto il nostro compito è quello di applicare la legge".

Intervendo a 'Uno Mattina, Berlusconi ha anche ribadito il proprio 'no' ad un faccia a faccia con il segretario del Pd Pierluigi Bersani: "non c'è nessuna possibilità di confronto - ha detto - con una sinistra che insulta, offende, deride, delegittima, calunnia". Il premier ha anche ripetuto quanto sia importante recarsi alle urne domenica e lunedì prossimi: "Occorre andare a votare perché ogni voto non dato avvantaggia la sinistra. Ho fiducia nel buonsenso degli italiani che non si riconoscono in questa sinistra ammanettata a Di Pietro".

Dopo il voto del 28 e 29 marzo, ha affermato tra l'altro il premier, "ci potremo attendere tre anni ulteriori di governo, nei quali metteremo mano alla riforma istituzionale, alla grande modernizzazione del fisco, alla grande riforma della giustizia, e a tantissime altre cose previste dai nostri programmi".

E a proposito dell'evoluzione che il cammino delle riforme potrà avere in tema di forma di governo, Berlusconi ha spiegato che "dobbiamo rivolgerci ai cittadini e sentire da loro qual è la cosa che preferiscono, se l'elezione diretta del presidente della Repubblica o l'elezione diretta del presidente del Consiglio".

Affrontando poi la questione della leadership, il premier ha dichiarato: ''Il Popolo della libertà è un partito assolutamente democratico che assume ogni decisione non da parte di un monarca, che sarei io, come indicato da qualcuno. E' esattamente il contrario''. ''All'interno del partito - ha spiegato il premier - abbiamo un forma di democrazia assoluta che abbiamo applicato in questo primo anno di lavoro''.

''C'è chi dice che il partito sia da migliorare. Tutto si può migliorare, ma io sono assolutamente contento e soddisfatto degli organi che ci siamo dati e del modo in cui hanno lavorato quest'anno'', ha aggiunto Berlusconi che oggi dalle colonne della 'Stampa' è tornato a dire di è ''offensivo'' porre il problema del futuro della leadership del Pdl ''con un leader che è in piena forma e con un indice di apprezzamento al 62 per cento''.

Sulla questione del ricambio ai vertici è intervenuto anche il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, che ha precisato: "Nessuno mette in discussione la leadership di Berlusconi, ovviamente. Dico che al Pdl - ha aggiunto però - serve il contributo fondamentale di Gianfranco Fini".

Quanto alla possibilità di un dialogo con l'opposizione sulle riforme, il presidente del Consiglio ha detto "sarebbe meglio farle con l'opposizione, se volesse dialogare, se si dimostrasse credibile". Il confronto potrà esserci, ha aggiunto il Cavaliere, "quando capiremo con chi parlare, se con i riformisti o con gli agitatori di piazza: ho ricevuto insulti, minacce, ostruzionismo in Parlamento, il ritorno dell'estremismo, il ricorso al partito delle Procure. E' l'opposizione che deve cambiare. Se cambia - conclude - ne riparleremo".
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Di Loredana Morandi (del 23/03/2010 @ 15:46:05, in Politica, linkato 1161 volte)
GIUSTIZIA: ALFANO,
300 CANDIDATI MAGISTRATI IDONEI AL CONCORSO


(AGI) Venezia, 23 mar. - "L'anno scorso ho bandito un concorso, il piu' imponente della storia repubblicana, per 500 posti di magistrato. Prenderanno servizio non piu' di 270-300 magistrati: gli altri non sono stati considerati idonei dalla Commissione esaminatrice". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, oggi a Venezia per sostenere la campagna elettorale del candidato sindaco Renato Brunetta.

"Io lavoro per un modello flessibile di organizzazione degli uffici giudiuziari e per ottenere l'obiettivo che certi uffici giudiziari, con determinate caratteristiche, abbiano il sostegno piu rapido possibile da parte del ministero - ha spiegato Alfano -. Ci sono vincoli costituzionali e legislativi che impongono procedure davvero lunghe perche' possano arrivare i magistrati.

L'anno scorso ho bandito un concorso, il piu' imponente della storia repubblicana, almeno che si ricordi a memoria di ministero, per 500 posti di magistrato. Al termine di questo concorso, secondo le ultime proiezioni, prenderanno servizio non piu' di 270-300 magistrati. Non ne faccio una colpa alla Commissione esaminatrice che ha il dovere di scegliere quelli meritevoli, quindi se non ci sono 500 meritevoli, meglio che non entrino in magistratura soggetti che non lo meritano.

Ma, a fronte della disponibilita' del governo di assumere 500 magistrati, ne sono stati considerati idonei a ricoprire questa importantissima funzione meno di 300. Quindi noi ce la stiamo mettendo tutta, nonostante la carenza di risorse". (AGI) Cli/Ve
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Di Loredana Morandi (del 23/03/2010 @ 15:44:45, in Sindacati Giustizia, linkato 1153 volte)
CONTINUIAMO AD ATTENERCI
STRETTAMENTE
ALLE MANSIONI




La protesta dilaga in tutti gli uffici giudiziari e la forza della nostra lotta sta crescendo ogni giorno di più; ne è prova la recente contestazione effettuata dai lavoratori romani ai Ministri Brunetta ed Alfano in occasione della conferenza stampa convocata per la presentazione di un presunto progetto digitalizzazione del processo penale, ed il grande successo ottenuto dalla protesta sul rigoroso rispetto delle mansioni.

Nel corso di tutte le iniziative, fino ad oggi promosse da RdB PI, Uil, Cgil e Flp., il personale ha avuto il merito di evidenziare le condizioni difficili in cui lavora quotidianamente, raccogliendo la convinta solidarietà di magistrati, avvocati e cittadini che hanno dichiarato pubblicamente di sostenere le nostre ragioni.

Per questi motivi riteniamo che la protesta sul rigoroso rispetto delle mansioni debba proseguire, ove i lavoratori lo ritengano attuabile e possibile, per far crescere il nostro movimento ed informare l’opinione pubblica sulle ulteriori conseguenze nefaste che il nuovo ordinamento professionale, firmato dall’Amministrazione e da una minoranza sindacale (CISL e Unsa-Sag), comporterà per il servizio.

Oltre a questa iniziativa vi invitiamo a proseguire con le assemblee informative, i sit-in, i presidi, con la mancata disponibilità al lavoro straordinario post-elettorale, con la non adesione volontaria alla vigilanza al prossimo concorso di magistratura, e con ogni altra azione che possa rendere evidente la nostra vertenza.

Saluto Tutti
Giovanni Martullo

Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego
Confederazione Unitaria di Base
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Di Loredana Morandi (del 23/03/2010 @ 15:13:28, in Sindacato, linkato 1331 volte)
Traffico d'armi: restano in carcere i 2 iraniani arrestati
Il ministro degli Esteri di Teheran ne aveva chiesto il rilascio

  
(ANSA) - MILANO, 22 MAR 2010 - Restano in carcere i 2 iraniani arrestati nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Milano su un presunto traffico d'armi verso l'Iran.
Lo ha deciso il Tribunale del Riesame, respingendo le istanze avanzate dalle difese. Anche il ministero degli Esteri di Teheran ne aveva chiesto il rilascio.
Il 3 marzo le indagini avevano portato all'arresto di Hamid Masoumi-Nejad, giornalista della tv iraniana accreditato da anni presso la Sala stampa estera a Roma, e di Ali Damirchilu, fermato a Torino.

Nota di Loredana Morandi: In Italia il processo è indiziario, pertanto, stante per il riesame resti efficace il fermo in carcere del giornalista e mio amico Masoumi Nejad, ciò che deciderà la sua colpevolezza o la sua innocenza sarà il processo e i gradi successivi di giudizio.
Personalmente non posso credere, che un magistrato della statura morale di Armando Spataro sia divenuto improvvisamente servo del potere esecutivo.
Viceversa dopo anni ed anni di vere battaglie dell'illustre magistrato contro gli apparati nazionali e internazionali corrotti e servi di quel potere che fomenta "le guerre, io non metto la mano sul fuoco su nessuno dei collaboratori esterni alla Procura della Repubblica di Milano.

Di seguito vi propongo una intervista registrata dalla radio iraniana, di cui condivido solo in parte i contenuti.

Sergio Cararo: L'arresto di Masoumi Nejad è stato un'atto della guerra diplomatica da parte del governo italiano contro l'Iran.

Mercoledì 17 Marzo 2010 17:47

Sono trascorsi 14 giorni dall'arresto del corrispondente IRIB in Italia, Hamid Masoumi Nejad. Moltissime persone tra i quali giornalisti, attivisti politici, scrittori ecc hanno espresso la loro solidarietà con il giornalista iraniano. A questo riguardo parliamo con Sergio Cararo direttore della rivista Contropiano nonché collaboratore di Radio Città Aperta di Roma. (AUDIO)

L'arresto di Masumi Nejad è uno strumento di pressione politica sull'Iran o un caso giudiziario davvero come ha annunciato il minsitro Farttini?

Nell'appello che abbiamo fatto noi sosteniamo la prima ipotesi e ciò che in realtà l'arresto di Hamid sia un'operazione più politica che giudiziaria alla quale purtroppo fa parte anche un pezzo della Magistratura italiana che pure sempre ha dimostrato di essere piuttosto indipendente. In questo caso abbiamo avuto l'impressione che in realtà l'arresto del corrispondente della televisione iraniana in Italia è stato un'atto della guerra diplomatica, delle tensioni, tra il governo italiano e l'Iran, avvenuto all'indomani di un viaggio a Tel Aviv del premier italiano nel quale è dimostrata la subalternità del governo italiano ai diktat delle autorità. Al suo ritorno un'operazione con queste caratteristiche che dal punto di vista giudiziario è del tutto inferiore rispetto ai titoli dei giornali; l'arresto di un giornalista iraniano che qui in Italia è molto conosciuto e molto stimato, è una persona per bene ecco perché ha suscitato delle reazioni secondo cui quelle accuse non siano credibili.

Non è una cosa strana il fatto che questa notizia abbia avuto un'eccezionale copertura mediatica?

In Italia succede questo; quando si viene arrestati si finisce in prima pagina, quano si viene assolti si scompare dall'Informazione e questo è un difetto dell'informazione nel nostro paese. In questo caso abbiamo avuto l'impressione che l'enfasi mediatica su questa vicenda sia stata proporzionale a quelli che hanno gli interessi di carattere politico del governo italiano, il quale aveva bisogno di dimostrare alle autorità israeliane e anche agli Stati Uniti che era attivo nella campagna di preparativi dell'eventuale attacco militare all'Iran e quindi l'Italia faceva la sua parte in questa scalation.

Lei conosceva da vicino Masumi Nejad?

Sì. L'abbiamo conosciuto in questi anni perché ha seguito sempre con grande attenzione la vita politica italiana, quindi era molto facile incontrarlo in confereze, in manifestazioni con la sua telecamera, le sue domande,  garnde curiosità, grande attenzione. Hamid è un professionista che fa bene il suo lavoro e probabilmente facendo bene il suo lavoro ha anche evidenziato le contraddizioni del governo italiano ed è diventato un giornalista che faceva forse domande e servizi non graditi alle autorità del nostro paese. Hamid che lo conosciamo noi è una brava persona, un bravo giornalista per questo abbiamo sentito il dovere di mettere in dubbio le accuse contro di lui.

A cura di Amani

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Di Loredana Morandi (del 23/03/2010 @ 15:11:20, in Osservatorio Famiglia, linkato 1379 volte)

La verità su Elisa Claps

Rainews24 - ‎2 ore fa‎
E' iniziata da pochi minuti, nell'Istituto di medicina legale al Policlinico di Bari, l'autopsia sui resti di Elisa Claps, la sedicenne di Potenza i cui resti sono stati trovati dopo 17 anni in un sottotetto della Chiesa della Santissima Trinita' ...
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Di Loredana Morandi (del 23/03/2010 @ 09:10:44, in Indagini, linkato 1234 volte)
Fotografia e Pedofili
l'errore umano della Terza Penale di Cassazione


La sentenza pubblicata ieri dalle agenzie è sbagliata. Purtroppo lo Stato non ordina aggiornamenti per il personale dipendente o per la magistratura, quindi la cecità è determinata soprattutto dalla "non conoscenza" dei fatti.


Coloro che invece conoscono la storia del boy love day sono anche informati dell'esistenza di una data alternativa, legata alle tematiche del girl love, intitolata Alice Day nell'aprile di ogni anno. Questa data non ha la stessa diffusione del doppio evento omosex (a giugno e a Natale), perché quest'ultimo è statutariamente promosso dai movimenti omosessuali internazionali e neppur nascostamente da quello italiano.

Come lo conosco io? E' semplice, perché vi sto parlando dell'atavico nemico di Don Fortunato Di Noto,  l'autore del sito mostro fotografico tradotto in circa sette lingue, contenente gli interessi morbosi e necrofili di un pedofilo verso le bambine. Un pedofilo fotografo, che nel corso della sua oscena carriera ha rubato centinaia e centinaia di scatti illegali ai danni di minori e delle loro famiglie (i bimbi sono fotografati anche per mano ai genitori) e li ha pubblicati tra la fine degli anni '90 e il 2007 sul suo sito.

L'afghano della sentenza assolutoria romana alla luce delle realtà della rete e della lobby  è un pedofilo oppure, ed è più grave, egli è la longa manu di una organizzazione di pedofili scelta a caso tra gli "esibizionisti pedofili" della fauna ostiense.

La fotografia "ricordo" è costume fisiologico dei pedofili ed antica, oscena, documentabile, tradizione. La fotografia per un pedofilo è la partecipazione diretta al reato predatorio, anche quando non consumato, e contestualmente l'atto del conclamare l'apologia del reato stesso, anche oltre il "così fan tutti". La fotografia è così  la "seconda pelle" del pedofilo, quella che puzza di carogna, tanto per esser chiari.

Gli operatori seri sanno che alla Cassazione son mancati "gli strumenti" per perseguire il reato commesso dall'uomo sulla spiaggia di Ostia, ma piuttosto che accettare passivamente il "sospetto giornalistico" sulla cd "frenata ammazza sentenze", a mio avviso, la Terza Penale dovrebbe piangere, coprire la testa di cenere, battersi il petto e a gran voce richiedere "gli strumenti" al Governo.

Il bene di un tal gesto avrebbe un ritorno addirittura "politico", perché tra il cd "processo breve" e il "legittimo impedimento" questo governo conserva nel cassetto delle cose dimenticate la migliore proposta di Legge sui reati di pedofilia, mai prodotta prima in un parlamento aderente alla Unione Europea. "Lo strumento", appunto.

A dimostrazione integrale di quanto dico sulla storicità ideologica della "fotografia" ecco le foto dei "bimbi in spiaggia" in rete più "famose" cui io, don Di Noto e tutti gli operatori seri contro la pedofilia, compresa la Polizia delle Telecomunicazioni,  si possa ricorrere al più puro titolo di "documentazione". 

Nel ritaglio sono oscurati il nome, il link e ogni altro riferimento che induca "chiunque" alla visitazione di questo sito.






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Di Loredana Morandi (del 22/03/2010 @ 20:40:26, in Sindacati Giustizia, linkato 1187 volte)



A tutti i lavoratori della giustizia
si prosegue con le iniziative di lotta
fino alla manifestazione nazionale di sabato 24 aprile


La protesta dilaga in tutti gli uffici giudiziari e la forza della nostra lotta sta crescendo ogni giorno di più; ne è prova la recente contestazione effettuata dai lavoratori romani ai Ministri Brunetta ed Alfano in occasione della conferenza stampa convocata per la presentazione di un presunto progetto digitalizzazione del processo penale, ed il grande successo ottenuto dalla protesta sul rigoroso rispetto delle mansioni.

Nel corso di tutte le iniziative, fino ad oggi promosse da queste OO.SS., il personale ha avuto il merito di evidenziare le condizioni difficili in cui lavora quotidianamente, raccogliendo la convinta solidarietà di magistrati, avvocati e cittadini che hanno dichiarato pubblicamente di sostenere le nostre ragioni.

Per questi motivi riteniamo che la protesta sul rigoroso rispetto delle mansioni debba proseguire, ove i lavoratori lo ritengano attuabile e possibile, per far crescere il nostro movimento ed informare l’opinione pubblica sulle ulteriori conseguenze nefaste che il nuovo ordinamento professionale, firmato dall’Amministrazione e da una minoranza sindacale (CISL e Unsa-Sag), comporterà per il servizio.

Oltre a questa iniziativa vi invitiamo a proseguire con le assemblee informative, i sit-in, i presidi, con la mancata disponibilità al lavoro straordinario post-elettorale, con la non adesione volontaria alla vigilanza al prossimo concorso di magistratura, e con ogni altra azione che possa rendere evidente la nostra vertenza.

La protesta avrà il suo culmine in una grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma sabato 24 aprile, e che avrà come principali protagonisti i lavoratori della giustizia.

La manifestazione dovrà essere un momento in cui avremo la opportunità di dire al paese quali sono i rischi che la giustizia corre in Italia e di presentare la nostra piattaforma e le nostre soluzioni: confidiamo di avere la solidarietà degli altri operatori della giustizia e di associazioni, per rendere la giornata un momento condiviso e di impegno di cittadinanza.

Abbiamo predisposto un  modulo di adesione alla Manifestazione e lo faremo girare negli uffici nei prossimi giorni.

Siamo profondamente convinti della nostra azione comune per questo vi invitiamo a non mancare all’appuntamento: tutti in piazza a Roma il 24 aprile, per la giustizia  e per i diritti di chi ci lavora.
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Di Loredana Morandi (del 22/03/2010 @ 18:26:41, in Osservatorio Famiglia, linkato 1247 volte)

Ingaggia due killer per uccidere padre

ANSA - ‎52 minuti fa‎
(ANSA) - REGGIO EMILIA, 22 MAR - Una giovane, che secondo le indagini assoldo' due killer per uccidere il padre, e' stata fermata dai carabinieri di Reggio Emilia. Il primo dei due killer ha colpito a coltellate la vittima, solo ferendola, ...
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Di Loredana Morandi (del 22/03/2010 @ 16:35:21, in Osservatorio Famiglia, linkato 2111 volte)
Una sentenza davvero preoccupante, che dichiara soprattutto l'assenza di strumenti nelle mani della magistratura. Ma che, riflettendo, non sembra considerare il nuovo reato di stalking ai danni di minori (art. 612 bis) anche nella previsione di ogni possibile uso improprio fatto delle fotografie ai danni dei bambini e delle famiglie ignari. Sincera, dirò la verità come mio solito: "Sospetto fortemente si tratti di un atto di buonismo nei confronti dell'afghano, ma per le insidiose ramificazioni che avrà sul territorio nazionale le ripercussioni saranno addirittura selvagge.
Prometto ai miei lettori di pubblicare quanto di provenienza da fonti che "certamente" fanno "ideologia" della pedofilia, per mostrarvi gli effetti devastanti della sentenza, che probabilmente sconta il registro  nella fase transitoria tra il dl e la legge di attuazione del reato oggi possibile in difesa delle famiglie. L.M.


"Non è reato fotografare bimbi al mare"
Anche se si chiede di mostrare il sedere


La Cassazione getta acqua sul fuoco. E il fuoco è la pedopornografia. Non commette infatti reato chi fotografa i bambini col costume sulla spiaggia, chiedendo loro di chinarsi per riprendere il sedere, come nello spot di una nota marca di crema abbronzante. Con una sentenza destinata a far discutere, la numero 10981 di oggi, la Corte di cassazione ha accolto il ricorso di uno straniero che, sulla spiaggia di Ostia, aveva fotografato il sedere, con il costume, ad alcuni bambini, dicendo loro: “Girati che ti faccio una foto sul sederino”.

I giudici della terza sezione penale hanno quindi accolto il ricorso dell’uomo che era finito in manette, annullando la custodia cautelare in carcere, poi confermata anche dal riesame capitolino, senza rinvio, ordinando cioè l’immediata scarcerazione dell’indagato.
Secondo il Collegio di legittimità, infatti, non commette reato di pedopornografia colui che scatta diverse fotografie a minori in costume da bagno, anche chiedendo loro esplicitamente di voltarsi ritraendo la loro parte posteriore mentre sono chinati.

“Tale reato infatti - riporta il sito Cassazione.net - richiede essenzialmente esibizioni o materiali rappresentativi, connotati da un’allusione o un richiamo di tipo sessuale. Il giudice italiano, nell’applicazione dell’art. 600 ter c.p., deve fare riferimento alla nozione di pedopornografia fornita dall’art. 1 della decisione quadro 2044/68/Gai, al fine di rendere compatibile la fattispecie penale ai principi di determinatezza e offensività. Perciò, il materiale pedopornografico previsto dalla norma codicistica come oggetto materiale della condotta criminosa deve essere inteso come quel materiale che ritrae o rappresenta visivamente un minore implicato o coinvolto in una condotta sessualmente esplicita, quale può essere anche la semplice esibizione lasciva dei genitali o della regione pubica”.

Libero-news.it - 22/03/2010


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Di Loredana Morandi (del 22/03/2010 @ 15:39:35, in Osservatorio Famiglia, linkato 1297 volte)
Sono d'accordo con Veltroni. E' vero si deve continuare a cercare la verità. Infatti sarebbe ora che si processi pubblicamente Pasolini per istigazione e sfruttamento della prostituzione giovanile e per il reato di pedofilia. LM.

Proposta di Walter Veltroni

"Riapriamo il caso Pasolini"


Roma, 22-03-2010

"Si deve continuare a cercare la verita"'. E' quanto chiede in una lettera indirizzata al ministro della Giustizia Angelino Alfano e pubblicata oggi dal Corriere della Sera, Walter Veltroni a proposito dell'omicidio dello scrittore Pierpaolo Pasolini.

Nel suo intervento Veltroni spiega che su alcuni reperti del delitto, "il paletto insanguinato, i vestiti, il plantare", "oggi le nuove tecnologie investigative consentono, come e' avvenuto per via Poma, di riaprire casi del passato".

D'altronde, secondo l'esponente Pd occorre anche riconsiderare quanto affermava il presidente del tribunale dei Minori, Alfredo Carlo Moro, spiegando il senso della sentenza contro Giuseppe Pelosi, unico colpevole dell'omicidio. Secondo Moro, Pelosi "non era solo" all'Idroscalo dove Pasolini trovo' la morte.

Analizzando poi i tanti errori che ci furono nella conduzione delle indagini, Veltroni ricorda che "sull'auto di Pasolini c'era un'impronta insanguinata che nessuno rilevo' e fu cancellata dalla pioggia". Inoltre, sottolinea l'ex sindaco di Roma, oggi "l'analisi del Dna e dei reperti puo' chiarire anche le modalita' di aggressione", spiegando quindi definitivamente la dinamica della colluttazione tra Pelosi e Pasolini."

Rainews24

La Rassegna

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