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 Misty e Rickon con i loro fratellini ... di Lunadicarta
 
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"Le cose sono esattamente come appaiono e dietro di esse non c'è nulla."

Sartre
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 


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SCAMPATO PERICOLO!
LE SCORTE LE CONTINUERANO A PAGARE I CITTADINI!

 
Si trattava di un ...



Ma, come ogni anno, il nostro "pesce d'aprile" è stato lo spunto per tornare a parlare di questioni che continuano a mortificare la sicurezza e i poliziotti!

Il nostro comunicato di ieri 31 marzo pubblicizzava l’iniziativa del Ministro leghista Roberto Calderoli, peraltro salutata positivamente anche dall’austero Ministro Tremonti, in base alla quale “tutti gli esponenti politici di qualsiasi forza e/o coalizione sottoposti a tutela da parte delle forze dell’ordine, a far data dal 01-04-2010, sosterranno personalmente il costo del servizio di protezione mediante ritenuta mensile sugli emolumenti percepiti in ragione del proprio incarico ed ufficio”.
Ebbene, il nostro comunicato era un pesce d’aprile. Lo era, vale a dire, l’iniziativa del ministro Calderoli, ma siamo certi che se essa fosse stata vera le reazioni da parte dei vari politici, e dello stesso Brunetta da noi citato, sarebbero state molto prossime ad una crisi di governo, e comunque certamente ben peggiori di qualche pesce scagliato a terra.
Che non potesse essere altro che un pesce d’aprile, peraltro, lo si comprendeva dallo stesso argomento trattato: in Italia non è nemmeno immaginabile vedere i nostri politici pagare di tasca propria le scorte della Polizia effettuate nei loro riguardi, né una diminuzione di tale servizio che per i più rappresenta uno status simbol.
Salve quindi le tasche dei politici (… sempre meno quelle dei cittadini), salvo il ministro Brunetta che avrebbe dovuto pagare qualche migliaio di euro per le scorte di cui, contrariamente ai normali candidati alle ultime elezioni, ha approfittato durante la campagna elettorale per Sindaco di Venezia (… salvi anche i veneziani che non lo avranno come Sindaco), salvo il ministro Calderoli che sarebbe stato mandato in esilio per il sol fatto di aver presentato una tale proposta di legge!!!
Un pesce d’aprile, abbiamo detto, al quale in tantissimi sono cascati: sinceramente ci siamo un po’ preoccupati constatando che queste “notizie” potessero risultare verosimili agli occhi di qualcuno! Ci scusiamo con loro, ma davvero ci siamo sganasciati dal ridere. E comunque, il Pesce d’Aprile è sacrosanto, quindi….non voletecene!

Roma, 1 aprile 2010
LA SEGRETERIA NAZIONALE COISP
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Due iniziative eccezionali, tipiche del papato telematico di Benedetto XVI, l'uomo che ha aperto la Chiesa al web a cominciare da JP II.. L.

Internet: nasce il nuovo spazio web di Rai Vaticano


ultimo aggiornamento: 31 marzo, ore 17:13

Roma, 31 mar. (Adnkronos) - Nasce il nuovo spazio web di Rai Vaticano consultabile all'indirizzo www.raivaticano.rai.it. Il nuovo spazio web - che partira' da dopodomani in occasione del Venerdi' Santo e del quinto anniversario della scomparsa di Giovanni Paolo II - presenta, come prima iniziativa, 'La Bibbia Giorno e Notte', la lettura ininterrotta di Antico e Nuovo Testamento che si e' svolta nell'ottobre del 2008 nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme in Roma e che e' stata seguita da Raiuno e, soprattutto, da Rai Educational in diretta per oltre 137 ore. L'iniziativa valorizza e rende disponibile a tutti il patrimonio multimediale della struttura diretta da Giuseppe De Carli.

'La Bibbia Giorno e Notte' sara' scaricabile in modalita' podcast, ossia con la possibilita' per gli utenti di salvarla e conservarla sul proprio computer. Si comincia dal libro della Genesi per poi proseguire, di settimana in settimana, con gli altri 72 libri del testo sacro. Suddivise in specifiche sezioni, verranno poi pubblicate immagini e interviste esclusive, relative anche ai pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, come l'ultima intervista rilasciata prima di diventare Papa dal cardinale Joseph Ratzinger.Nella sezione 'Berrette Rosse' ci sara' la serie piu' completa di interviste esclusive ai cardinali della Chiesa cattolica. Porporati intervistati, sopra e sotto gli ottant'anni, di oltre 40 paesi, cardinali della Curia Vaticana e titolari di grandi diocesi del mondo. Alla voce 'Dirette televisive' i piu' importanti eventi religiosi su Rai Uno, curati dal Tg1 e da Rai Vaticano.

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La Biblioteca Apostolica Vaticana
digitalizza i suoi preziosi manoscritti


Il progetto illustrato dal prefetto, mons. Cesare Pasini


La Biblioteca Apostolica Vaticana ha avviato, da alcune settimane, un percorso di eccezionale importanza culturale e scientifica che mira alla digitalizzazione completa degli ottantamila manoscritti appartenenti ai suoi fondi. Il progetto tecnico innovativo, che potrà partire effettivamente quando saranno reperiti i finanziamenti necessari, è stato già ampiamente studiato, ma è entrato ora in una fase di vero e proprio collaudo. Sull’importanza storica del progetto, Fabio Colagrande ha intervistato mons. Cesare Pasini, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana:

R. – Un progetto ormai perfezionato, che, speriamo, dovrà iniziare presto. Quando ci saranno i fondi adeguati dovrà iniziare la sua fase operativa. Certo possiamo chiamarlo storico, perché è la prima volta in cui tutto il posseduto manoscritto della Biblioteca potrà essere fotografato e quindi conservato e poi utilizzato per le mille maniere che servono agli studiosi o che servono in biblioteca, sempre a loro servizio.
 
D. – Vuole darci qualche cifra per capire la vastità di quest’operazione?
 
R. – Si prevede che le pagine da fotografare, digitalizzare siano 40 milioni. Poiché le fotografie sono ad alta definizione, tutto l’insieme informatico che ne verrà, si è calcolato possa aggirarsi sui 45 petabyte. L’unità petabyte consisterebbe in 45 milioni di miliardi di byte.
 
D. – La durata di massima prevista?
 
R. – Dieci anni, non necessariamente in sequenza: sono tre anni, più altri tre, più quattro. Se motivi di vario genere, anche eventualmente motivi di raccolta di fondi, richiedessero di procedere a tappe, dopo i primi tre anni il lavoro avrebbe già una sua consistenza e compiutezza e potrebbe quindi essere temporaneamente interrotto per riprendere gli altri tre anni e poi gli altri quattro.
 
D. – In cosa consiste questa fase di collaudo che avete già avviato?
 
R. – Noi la chiamiamo "testbet", quindi collaudo, e consiste nel testare tutto in miniatura: quindi, fare le fotografie dei manoscritti, vedere come vengono raccolte in un formato particolare di conservazione, il formato “fits”, che è un formato elementare, semplice, ma di garantita durevolezza. E' quello che usa la Nasa per conservare le proprie fotografie delle missioni spaziali; controllare che il software, che deve analizzare i dati, lo faccia in maniera adeguata, così che poi sia pronta tutta la filiera, non solo a livello di progetto teorico, ma anche a livello di verifica concreta di un certo numero, pur limitato di casi.
 
D. – Questa fase di collaudo è stata possibile anche grazie alla collaborazione di alcune società che vi hanno offerto il loro aiuto?

R. – E’ stato finanziato da Autonomy, una società inglese leader del settore informatico nel mondo, per controllarne l’efficienza, visto che si lavora anche con un software di loro produzione. In più una macchina di scanner ci è stata concessa a prestito gratuito dalla Metis. Si tratta di scanner preparati, affinché permettano la scannerizzazione delle immagini, senza rovinare i manoscritti, che sono collocati in maniera adeguata.
 
D. – Vuole farci qualche esempio dei vantaggi pratici che scaturiranno grazie a questa digitalizzazione dei preziosi e antichi documenti della Vaticana?
 
R. – Il primo vantaggio, che rimane a fondamento, è che noi conserviamo questi materiali e li conserviamo in una definizione di fotografia altissima e quindi sicura per il futuro. Vuol dire anche che non dovrò accedere sempre, continuamente, ai manoscritti, ma come primo approccio potrò guardare queste fotografie che avrò degli 80 mila manoscritti. Questo significa anche che potrò avere accesso a queste immagini da casa mia, tramite collegamenti in rete, on-line. C’è anche la possibilità di utilizzare un particolare software proprio per indagare nelle immagini. Potrei anche imbattermi in una certa scrittura o in una certa immagine. Ebbene, c’è un software che permette la ricerca di queste immagini, all’interno dell’intero posseduto della Biblioteca, in maniera estremamente agile ed estremamente intelligente. Immaginarsi, se lavorando sulla scrittura di un tale autore, metto dentro questo testo e dico: “Mi ritrovi qualcosa di simile?” Oppure lavorando su uno stemma di una famiglia nobile, di un Papa, di un qualcosa che storicamente è rilevante, dico: “Scusa, dove lo trovi, più o meno analogo?” Quando sarà attuabile sull’intero posseduto di 80 mila manoscritti, immaginatevi quali ulteriori conoscenze e scoperte si potranno fare, che invece ora sono più faticose.

Radio Vaticana
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Commercio, venerdì sciopero nazionale Carrefour


Stop in tutta Italia per gli addetti del gruppo francese. Previsti due sit-in a Roma e a Milano. La vertenza per il rinnovo dell’integrativo è aperta da oltre un anno. Il 6 aprile si fermano i lavoratori della Pam

Prosegue la battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori di Carrefour. “Il gruppo francese della grande distribuzione, che comprende anche Gs e DiperDì con oltre 20 mila lavoratori, continua a far parlare di sé, con atti e comportamenti che ledono la vita lavorativa dei propri dipendenti”. A dirlo in una nota è la Camera del lavoro di Venezia. Le sigle di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato per venerdì 2 aprile una giornata di sciopero e di mobilitazione che vedrà tutti gli addetti del gruppo riunirsi dalle ore 10, in due presidi: uno a Milano, davanti l’ipermercato Carrefour di Assago e l’altro a Roma presso il Centro Commerciale Cinecittà2. Due pullman di lavoratori delle sedi venete saranno presenti al presidio di Milano.

“È ormai un anno, proprio dal marzo del 2009, che questa vertenza è aperta” dichiara la Filcams nazionale, sottolineando che “l’azienda continua a mettere in atto scelte unilaterali che vanno contro i lavoratori e tagliano completamente fuori il sindacato”. La disdetta del contratto integrativo, tra l’altro, “comporta per i dipendenti Carrefour, una perdita economica notevole. Considerati i cambiamenti relativi alla pausa retribuita, l’integrazione di malattia e il salario variabile, per esempio, un lavoratore full-time quarto livello con orario di lavoro in turno unico, avrà una perdita di oltre 1.100 euro. A questo si aggiunge un’inaccettabile distinzione di trattamenti per i più giovani presenti in azienda”.

Il 6 aprile seguirà lo sciopero nazionale dei dipendenti Pam che si riuniranno in un presidio alle ore 10 Spinea, in provincia di Venezia, dove ha sede l’azienda.

Rassegna.it
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Radio Vaticana - Intervista a padre Brundage: accuse al New York Times, ricostruzione del caso Murphy imprecisa, sciatta e basata su menzogne



Un duro attacco contro il New York Times per l'inattendibilità e l'imprecisione dei suoi articoli contro il Papa è stato lanciato da padre Thomas Brundage, vicario giudiziale dell'arcidiocesi di Milwauke dal 1995 al 2003 e dunque presidente del collegio giudicante che avviò il processo contro il prete pedofilo Lawrence Murphy, morto nel 1998.

Padre Brundage accusa il quotidiano di aver fatto una ricostruzione assolutamente imprecisa e sciatta della vicenda fondandosi tra l’altro sulle menzogne di mons. Rembert Weakland, il grande accusatore, una persona fatta passare per testimone creedibile, costretto a lasciare la guida dell’arcidiocesi di Milwaukee dopo il coinvolgimento in una storia omosessuale con un’ex studente di teologia. Mons. Weakland – dice padre Brundage – mente quando afferma, come dichiarato dal New York Times, che dal Vaticano era partito l’ordine di sospendere il procedimento contro padre Murphy. Una cosa assolutamente falsa. “Se mi fosse stato chiesto di sospendere la procedura - afferma - certamente avrei insistito che si facesse appello alla Corte suprema della Chiesa, o a Giovanni Paolo II se necessario''. Il procedimento contro padre Murphy è dunque andato avanti fino a quando è sopraggiunta la sua morte. L’allora cardinale Ratzinger, che come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede era competente sui casi di abuso, voleva andare assolutamente a fondo di tali vicende: mai nessuno nella Chiesa ha fatto quanto lui contro i casi di abusi. Padre Brundage accusa inoltre il New York Times di non averlo mai sentito – e ciò è piuttosto strano da un punto di vista professionale – in quanto lui è uno dei principali esperti del caso che ha seguito come presidente del collegio giudicante. Ma il quotidiano ha pensato bene di citarlo da fonti internet totalmente inaffidabili, facendogli dire cose che non ha mai detto. Imprecisa, inaccurata e basata su menzogne: ecco come, secondo padre Brundage, è stata costruita la campagna del New York Times contro il Papa. Il sacerdote affida queste sue parole al settimanale della diocesi dell'Alaska dove oggi risiede, il Catholic Anchor, dicendo di essere intervenuto per raccontare la vera storia del processo contro padre Murphy spinto dal dovere della verità. D’altra parte, l'attuale arcivescovo di Milwaukee, mons. Jerom E. Listecki, in una nota pubblicata dal sito della diocesi, sottolinea che nella vicenda Murphy gli errori sono stati fatti non in Vaticano, ma a Milwaukee da parte della Chiesa locale e delle autorità civili. Ma ascoltiamo l’intervista di Chris Altieri a padre Brundage che parte da una domanda sulla durata del procedimento contro padre Murphy:


R. – From 1996 until 1998...
Dal 1996 al 1998, il processo ha avuto una durata di 18 mesi e si è concluso con la morte di padre Murphy.
 
D. – A quei tempi, ha ricevuto pressioni di qualsiasi tipo da Roma, durante il processo, perché i procedimenti giudiziari venissero sospesi, per nasconderli o cose del genere?
 
R. – No, never. If anything...
No, mai, semmai il contrario. Roma ha rinunciato alla prescrizione in questo caso. Stavamo trattando questioni canoniche estremamente complesse, perché a quei tempi la legge canonica stava avendo un’evoluzione e, quindi, io ho dovuto sostenere delle discussioni pubbliche e private con esponenti ecclesiastici a Roma, per cercare di capire come giudicare un caso del genere, e, come ho detto, quindi, ho avuto degli incontri con i membri della Chiesa, a Roma e a Washington, e ho ricevuto un’assistenza completa. E neppure una volta mi è stato detto di interrompere il caso o di fare qualsiasi altra cosa che non quella di procedere verso la sua conclusione. Sfortunatamente, la morte di padre Murphy ha concluso il caso.
 
D. –In questo quadro, qual è stato all’epoca il ruolo, secondo lei, dell’allora cardinale Ratzinger? Per dirla più semplicemente, è stato parte del problema o parte della soluzione?
 
R. – He was part of the solution....
E’ stato parte della soluzione. Probabilmente è stata la figura religiosa di spicco più attiva nel cercare di occuparsi degli abusi sessuali nei confronti dei bambini in termini di prevenzione, nel cercare di riparare il più possibile dopo il fatto, e nel trovare giustizia per le vittime. C’è stato un notevole cambiamento dopo il 2001. Prima di quella data, la maggior parte dei casi di abuso sessuale in appello andavano a finire alla Sacra Rota Romana e i casi tendevano a restare sospesi lì a lungo e spesso non sembrava venissero risolti. Dopo il 2001, i casi sono stati inviati alla Congregazione per la Dottrina della Fede e c’è stata subito un’immediata differenza. I casi sono stati trattati velocemente e correttamente, rispettando i diritti di tutti. Come Papa nessuno ha fatto quello che ha fatto Benedetto XVI, parlando pubblicamente della vergogna della Chiesa a causa di tutto questo, dello schifo dell’intera questione dell’abuso dei bambini, specialmente da parte di un prete, e penso che storicamente, sarà apprezzato come figura straordinariamente forte, nell’aiutare la Chiesa a riprendersi da tutto questo.
 
D. – Cosa pensa di ciò che riporta il New York Times, che ha pubblicato la notizia, e degli altri che l’hanno ripresa?
 
R. – I have to admit...
Devo ammettere di essere rimasto indignato, particolarmente per il New York Times e per l’Associated Press. Nella versione online del New York Times si sono sentiti liberi di citarmi in un documento preso da Internet, che io alla fine ho trovato. Ho guardato attentamente il documento e le citazioni, che presumibilmente dovevano essere mie: la grafia era bellissima, la mia invece è orribile. Infatti, è persino difficile leggerla. Così, sono rimasto indignato dal fatto che non abbiano nemmeno avuto il senso giornalistico di cercare di contattare la fonte di una citazione come questa. Sono anche ben consci, avendo il file del caso in mano, del mio ruolo nel caso stesso, ed è stato incredibile per me, dato il ruolo che avevo, che nessuno abbia nemmeno tentato di contattarmi.

Radio Vaticana
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Caso Masoumi Nejad: Enzo Bianco,
l’accusa rivolta al giornalista iraniano in Italia non esiste


Martedì 30 Marzo 2010 10:41

BANGKOK - Alla 122ma Assemblea interparlamentare la delegazione iraniana incontra quella italiana e il capo di quest’ultima, l’ex ministro dell’interno Enzo Bianco, afferma che l’accusa rivolta contro Hamid Masoumi Nejad non esiste nemmeno nel sistema giudiziario italiano.

Secondo l’agenzia IRNA, Enzo Bianco, politico e avvocato italiano, durante l’incontro avvenuto tra la delegazione iraniana e quella italiana, ha spiegato che l’accusa di azione contro la sicurezza nazionale, rivolta a Masoumi Nejad, non esiste nemmeno nel sistema giudiziario italiano.

Il parlamentare italiano ha espresso stupore per l’arresto del giornalista dell’IRIB a Roma ed ha promesso di informarsi sulla questione al rientro in Italia.

Enzo Bianco ha ribadito che ad ogni modo l’Italia mira allo sviluppo degli scambi con l’Iran in tutti i settori. I membri della delegazione iraniana presente all’Assemblea interparlamentare hanno ricordato che l’arresto di Masoumi Nejad è stato controproducente per l’immagine dell’Italia in Iran e che è chiaro alla gente che il giornalista iraniano svolgeva solo la sua attività professionale.

Il capo della delegazione iraniana Heshmat-Allah Falahat Pishe ha ricordato: “L’aspettativa del Parlamento iraniano è che l’Italia liberi Masoumi Nejad”. La 122ma Assemblea interparlamentare iniziata a Bankok il 27 Marzo si concluderà il primo aprile.

ItalianRadio

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Italia: procuratore Spataro condanna
strumentalizzazione mediatica del 'caso Masoumi Nejad'


Martedì 30 Marzo 2010 10:35

MILANO - L’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran Seyyed Mohammad Ali Hosseini ha incontrato il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro a seguito dell’arresto in Italia del giornalista iraniano Hamid Masoumi Nejad.

Secondo l’agenzia IRNA, in questo incontro, avvenuto il 29 marzo, l’ambasciatore iraniano ha espresso prima di ogni cosa la sua protesta alla strumentalizzazione mediatica del caso Masoumi Nejad che come la giustizia italiana potrà presto appurare, non è altro che un grosso malinteso.

L’ambasciatore Hosseini ha poi chiesto la liberazione di Masoumi Nejad e dell’altro iraniano coinvolto nel caso in attesa che inizi il processo. Dal canto suo, Armando Spataro, ha esposto un resoconto sulle indagini e il caso ed ha condannato fermamente ogni sorta di strumentalizzazione mediatica del caso del giornalista ai danni della Repubblica Islamica dell’Iran.

ItalianRadio
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Di Loredana Morandi (del 31/03/2010 @ 15:54:05, in Politica, linkato 1999 volte)
PD: 49 SENATORI SCRIVONO A BERSANI,

"INCONTRIAMOCI, SERVE MAGGIORE GENEROSITA' DA PARTE DI TUTTI.  NOI SIAMO PRONTI".


Dopo il risultato delle regionali, il senatore Gian Piero Scanu ha inviato una lettera al segretario sottoscritta da altri colleghi del gruppo appartenenti a tutte le aree del partito.

Caro Segretario,

il passaggio elettorale di questi giorni ci consegna molteplici spunti di riflessione, che non mancheranno di essere approfonditi nelle settimane che verranno. A nostro avviso ci troviamo di fronte ad un momento della vita del nostro Paese rispetto al quale s’impongono, da parte di tutti noi, una maggiore generosità nell’impegno, una più partecipata attività politica ed una nuova consapevolezza riguardo l’effettiva portata dell’emergenza democratica in cui viviamo.

Il lavoro ordinario non basta più. I ritmi ortodossi sono troppo lenti. Le liturgie della casa sono stantie. I cartellini da timbrare sono sempre più falsati. L’imborghesimento ci tenta in continuazione ed arriva persino a coinvolgerci in scellerate trasversalità ammantate di riformismo. I nostri valori fondanti rischiano di vacillare sotto i colpi della sfiducia e di un neo relativismo che intossica le nostre coscienze per condurci verso la più colpevole accidia.


Bisogna cambiare passo. Bisogna muoversi subito. Bisogna accedere ad una nuova dimensione del nostro impegno politico che anche noi parlamentari spesso non esprimiamo con la necessaria efficacia.

Serve un supplemento d’anima.


Ti poniamo l’esigenza di incontrarci subito per riflettere insieme. Per trovare, dopo una leale discussione, la giusta strada da percorrere per servire degnamente il nostro Paese. Non intendiamo farci  consumare addosso i prossimi tre anni della legislatura, immersi in un attendismo fideistico che assegna al destino il compito di liberare l’Italia dal sultanato che la devasta. Aspettiamo con fiducia una tua puntuale risposta, convinti che non trascurerai, né sottovaluterai, il valore ed il significato delle nostre riflessioni e dei nostri propositi.

Con molta cordialità.

Gian Piero Scanu, Daniele Bosone, Gianrico Carofiglio, Marco Filippi, Giuseppe Lumia, Paolo Rossi, Alberto Tedesco, Claudio Molinari, Manuela Granaiola, Francesco Ferrante, Marilena Adamo, Vittoria Franco, Vincenzo  Vita, Paolo Giaretta, Achille Serra, Roberto Di Giovanpaolo, Vincenzo De Luca, Franca Biondelli, Mauro Del Vecchio, Adriano Musi, Silvio Sircana, Felice Casson, Massimo Livi Bacci, Mariapia Garavaglia, Alfonso Andria, Giovanni Procacci, Franca Donaggio, Emanuela Baio, Luigi Lusi, Roberta Pinotti, Luigi De Sena, Leana Pignedoli, Flavio Pertoldi, Teresa Armato, Antonio Rusconi, Marina Magistrelli, Andrea Marcucci, Daniela Mazzuconi, Maria Teresa Bertuzzi, Anna Serafini, Mauro Marino, Ignazio Marino, Maria Fortuna Incostante, Paolo Nerozzi, Anna Maria Carloni, Maria Leddi, Anna Rita Fioroni, Alberto Maritati, Tiziano Treu.


Nota: bellissima lettera e molto coraggiosa, che cosa avevo scritto a proposito di "scelleratezze trasversali" ? La sola nota dolente, la firma degli indagati del PD.

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Un benvenuto su queste pagine al Coisp, Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, di cui anni fa sono stata "corsista". L.M.

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SCORTE DELLA POLIZIA:
I POLITICI DOVRANNO PAGARLA DI TASCA PROPRIA
PREANNUNCIATA UNA CRISI DI GOVERNO!
 

La leggendaria flemma dell’immarcescibile ministro Brunetta messa a dura prova dall’ultima proposta di legge.

E’ di queste ore la notizia che l’imperturbabile Ministro Brunetta, ha minacciato di scatenare una crisi di governo, non appena ha appreso della proposta di legge formulata dal Ministro leghista Roberto Calderoli, peraltro salutata positivamente anche dall’austero Ministro Tremonti, in base alla quale (citiamo testualmente), “tutti gli esponenti politici di qualsiasi forza e/o coalizione sottoposti a tutela da parte delle forze dell’ordine, a far data dal 01-04-2010, sosterranno personalmente il costo del servizio di protezione mediante ritenuta mensile sugli emolumenti percepiti in ragione del proprio incarico ed ufficio”.

Da notizie pubblicate dalle agenzie, pare che il sempiterno serafico Brunetta informato della notizia poco dopo essere venuto a conoscenza della seconda debacle veneziana dopo quella del 2000, abbia scagliato a terra il pesce che stava mangiando all’interno di uno dei più lussuosi ristoranti lagunari, ove era ospite di alcuni amici in attesa del risultato delle urne.

Non contento si sarebbe poi arrampicato sul carrello dei dessert, e scusandosi, avrebbe tenuto davanti agli allibiti ed impauriti avventori un comizio post elettorale, lanciando (questa volta per fortuna in senso figurato) strali di fuoco all’indirizzo della Lega e dei suoi rappresentanti a livello locale e nazionale, minacciando ufficialmente di aprire una crisi di governo ed esponendo all’incredulo pubblico le ragioni di tanta rabbia, principalmente legate al fatto che ritiene la sua persona in grave pericolo di vita per le minacce ricevute a suo tempo (25 anni fa) dalle Brigate Rosse.
E pensare che fino a non molto tempo fa l’impavido Brunetta aveva dichiarato di sentirsi spossato da 25 anni di scorta (http://orientalia4all.net/post/il-ministro-brunetta-spossato-dalla-scorta).

Cosa farà adesso che dovrà pagarla di tasca propria?
 

Assolderà i bravi al pari di don Rodrigo? Sarà costretto a vendere una delle sue proprietà in centro a Roma, Ravello, Venezia o in Umbria? E come farà senza scorta ad affrontare i cittadini dissenzienti e provocatori che incontrerà per le strade di Napoli piuttosto che in quelle di Mestre?
Aldilà di tutto crediamo però che nell’occasione la sua flemma sia stata intaccata dalla seconda sconfitta all’interno della sua città natale, in cui da bambino si guadagnava da vivere vendendo gondole nel quartiere di Canareggio.

Il COISP in questa occasione esprime solidarietà al Ministro Brunetta, pugnalato alle spalle per la seconda volta dai suoi concittadini, che ancora una volta non lo hanno saputo valorizzare nemmeno come sindaco.
Infatti (come si legge nel sito internet http://pdmira.tumblr.com/post/348896668/brunetta-candidato-a-sindaco-di-venezia-i-precedenti) “già nel 2000 si presentò, candidato sindaco per il Polo delle libertà, e fu sconfitto al secondo turno da Paolo Costa (44% contro 56%). Di quella debacle non si trova traccia nella biografia ufficiale del Ministro (pubblicata sul sito web del suo ministero). Così come si tace la seguente esperienza di consigliere e di capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale della città lagunare.
D’altronde Brunetta ha poco di cui vantarsi di quel periodo: secondo i dati ufficiali dell’amministrazione, in cinque anni ha partecipato a 87 sedute del Consiglio su 208, risultando il peggiore in assoluto tra i 47 consiglieri comunali.
Le sue rare apparizioni a Cà Farsetti sono ricordate più per l’ingombrante presenza della sua scorta (che lo seguiva fin sulla porta del bagno) e per la sua scarsa incisività piuttosto che per i risultati ottenuti.”
Veneziani ingrati ed orsi!!!...anzi no ORSONI!!!

Roma, 31 marzo 2010
La Segreteria Nazionale del COISP
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Di Loredana Morandi (del 31/03/2010 @ 13:07:28, in Politica, linkato 2632 volte)
Oggi abbiamo il Presidente in cui tutti speravano.. L.M.



Ddl lavoro, Napolitano non firma

Capo dello Stato lo rinvia alle Camere


Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha firmato il ddl sul lavoro riguardante l'articolo 18 che contiene la norma sull'arbitrato, rinviandolo alle Camere. "Il capo dello Stato non ha firmato a causa della eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale", spiega una nota del Quirinale.

Il Capo dello Stato ha commentato che "la riforma va bene, ma con garanzie ed equilibrio", aggiunge il testo. ''Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - si legge ancora nella nota del Quirinale - ha chiesto alle Camere, a norma dell'art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro".

"Il Capo dello Stato ha ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale", conclude il testo del Quirinale.

TGCOM

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Legge sul lavoro: Napolitano non firma


Il provvedimento rinviato alle Camere a causa, tra l'altro, della 'estrema eterogeneità' del testo

Ansa - 31 marzo, 13:14

ROMA  - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, spiega una nota del Quirinale, non ha firmato a causa della "estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni - con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 - che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale".

"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - si legge nella nota del Quirinale - ha chiesto alle Camere, a norma dell'art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro".

"Il Capo dello Stato - prosegue la nota - è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni - con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 - che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale. Ha perciò ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale".


REALIZZARE RIFORMA CON GARANZIE - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto alle Camere, a norma dell'art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge di riforma del lavoro "affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale". Lo si legge nella nota del Quirinale.

MARONI, NULLA DA ECCEPIRE SU DECISIONE NAPOLITANO  - "E' nel suo potere rimandare alle Camere" una legge, "io non ho nulla da eccepire". Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha commentato - nel corso di un'intervista a Sky Tg24 - la decisione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di rinviare alle Camere la legge di riforma del Lavoro. Il problema è quello dei cosiddetti decreti omnibus - ha aggiunto Maroni - ma io non ho seguito direttamente il provvedimento".

RINVIO NAPOLITANO PER NORMA SU ARBITRATO - Una delle due norme del ddl Lavoro al centro dei rilievi del Quirinale riguarda la nuova procedura di conciliazione e arbitrato che di fatto incide sulle norme dell'articolo 18 relative al licenziamento. In particolare l'articolo indicato nel comunicato del Quirinale prevede che già nel contratto di assunzione, in deroga dai contratti collettivi, si possa stabilire che in caso di contrasto le parti si affidino ad un arbitrato. Il timore, che era stato avanzato dai sindacati e dall'opposizione, è che al momento dell' assunzione il lavoratore accetti la via dell' arbitrato che lo garantisce di meno rispetto al contratto che prevede l'art. 18 che tutela chi é licenziato senza giusta causa. L'altro articolo sul quale il Quirinale ha mosso rilievi è il 20, che esclude dalle norme del 1955 sulla sicurezza del lavoro il personale a bordo dei navigli di Stato.

E' LA PRIMA LEGGE CHE NAPOLITANO RINVIA ALLE CAMERE - Il provvedimento sul lavoro e' la prima legge che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rinvia alle Camere, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione, da quando, a maggio del 2006, ha assunto la carica.


La Rassegna

Napolitano rinvia alle Camere il ddl lavoro. Dubbi su arbitrato

Il Sole 24 Ore - ‎8 minuti fa‎
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rinviato alle Camere il ddl lavoro. Una nota del Quirinale spiega che «il capo dello Stato è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità ...

Ddl lavoro, Napolitano non firma.Capo dello Stato lo rinvia alle ...

TGCOM - ‎21 minuti fa‎
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha firmato il ddl sul lavoro riguardante l'articolo 18 che contiene la norma sull'arbitrato, rinviandolo alle Camere. "Il capo dello Stato non ha firmato a causa della eterogeneità della legge e ...

Lavoro: Napolitano non firma

ANSA - ‎23 minuti fa‎
ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, spiega una nota del Quirinale, non ha firmato a causa della "estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni - con specifico riguardo ...

Napolitano non firma il ddl sul lavoro

Il Secolo XIX - ‎26 minuti fa‎
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha firmato e ha rinviato alle Camere il cosiddetto ddl lavoro che contiene la norma sull'arbitrato. Napolitano, come si legge in una nota del Quirinale, «ha chiesto alle Camere, ...

Napolitano rinvia alle Camere il ddl lavoro. Dubbi su arbitrato

Wall Street Italia - ‎2 minuti fa‎
Napolitano rinvia alle Camere Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rinviato alle Camere il ddl lavoro. Una nota del Quirinale spiega che «il c... articoli correlati Il pedale Toyota sotto la lente della Nasa Bolletta del gas più ...

Ddl lavoro/Maroni: Non obietto decisione Napolitano,è suo potere

Wall Street Italia - ‎17 minuti fa‎
Roma, 31 mar. (Apcom) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "ha sempre mostrato una grande attenzione" alla etrogeneità delle norme e alle coperture finanziarie: "è nel suo potere rimandare alle Camere, non ho nulla da obiettare". ...

Napolitano/ Rinvia alle Camere ddl lavoro

Affaritaliani.it - ‎23 minuti fa‎
"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto alle Camere, a norma dell'art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione inordine alla legge: "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione ...

Giorgio Napolitano non firma la legge sul lavoro

NanoPress (Blog) - ‎16 minuti fa‎
Notizia dell'ultim'ora: il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano non ha posto la sua firma sulla nuova legge dedicata all'universo del lavoro. Il capo del Quirinale, infatti, ha deciso di non firmare il decreto voluto dal governo ...

Art.18, Napolitano non firma e rinvia il decreto alle Camere

ItalyNews.it - ‎9 minuti fa‎
Giorgio Napolitano non ha firmato il ddl sull'articolo 18 e lo ha rimandato alle Camere. In un comunicato del Quirinale si spiega che “il Capo dello Stato è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla ...

Napolitano: "Ora riforme condivise contro astensionismo"

Corrispondenti.net - ‎30/mar/2010‎
Augurio di Giorgio Napolitano ai Presidenti e ai nuovi Consigli regionali usciti fuori dalle urne. In un messaggio del Quirinale, il Capo dello Stato auspica che dai nuovi eletti venga “un sostanziale impulso e contributo allo sviluppo del processo ...
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Di Loredana Morandi (del 31/03/2010 @ 10:09:05, in Politica, linkato 2184 volte)
Le Regioni nel Baratro: Indagini Bipartisan

Mi limito a citare le Regioni i cui casi sono "caldi" con il rilevare tristemente, che la gente non impara nulla neppure quando ha tutto e tutti gli attori sotto gli occhi, come in Puglia.

Informo coloro che volessero accusarmi di essere passata a destra che: nei confronti della  radicale Bonino e a causa della presenza dei due terroristi neri Fioravanti e Mambro nella segreteria politica, io ho applicato la scelta di opinione già operata nei confronti di Bertinotti e della Morgantini per la Cotone, ex irriducibile delle brigate rosse pagata con stipendio da portaborse europarlamentare.

Io sono di sinistra, ma la mia "legge morale e d'opinione" mi induce sempre a dissociarmi da qualsiasi forma di pubblico "pagamento" dato da Partiti ad esponenti di qualsiasi schieramento di destra o di sinistra provenienti dagli "Anni di Piombo".

Ciò che ieri si scriveva "terrorismo", oggi si legge "corruzione".

E quello che è giusto, è giusto.

Loredana Morandi



Lombardia
(Bancarotta Fraudolenta)


CronacaQui Milano - ‎12 minuti fa‎
MILANO 31/03/2010 - Rieletto in Regione da meno di ventiquattro ore, a fare la festa all'assessore alla Protezione Civile Massimo Ponzoni, ci ha pensato la guardia di Finanza che, su disposizione della Procura di Monza, ha eseguito perquisizioni nei ...
ANSA - Adnkronos/IGN - il Giornale - TGCOM tutte le notizie (67)

http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:eRIRwOo5AqWBTM:http://www.giulianovaweb.it/Giulianova_e_dintorni/Italia/Campania/Stemma_reg_campania.jpg

Campania (Bassolino e i Rifiuti)

Bassolino esce di scena con un rinvio a giudizio

il Giornale - ‎3 ore fa‎
NapoliUn addio peggiore alla sua poltrona di presidente della regione Campania, Antonio Bassolino, non poteva darlo: ieri mattina, l'ex in tutto (parlamentare, sindaco, ministro del Lavoro, presidente della Regione) è stato rinviato a giudizio dal ...

http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:Ma2IFYwr-nnO6M:http://www.italguide.com/sicilia/stemma_regione_Sicilia.jpg

Sicilia (Lombardo Storie di mafia)

La tempesta giudiziaria sulla Regione Siciliana

Giornale Radio Rai - ‎29/mar/2010‎
La Procura di Catania indaga il presidente Lombardo per rapporti con la mafia in cambio di appoggi elettorali. Il governatore riunisce la Giunta e decide di ...
Antimafia Duemila - Live Sicilia tutte le notizie (407)

http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ikbZFFS4d7dxXM:http://www.easypedia.com/el/images/shared/8/89/Regione-Puglia-Stemma.png
Puglia
(era Bari Escort e Sanità)

BARI - Dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla ...

Corriere della Sera - ‎11 ore fa‎
... detenzione in carcere per l'ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Frisullo è stato arrestato il 18 marzo scorso nell'ambito di un'indagine ...

http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:mDJSNJDGzVCWkM:http://files.gazzaspace.gazzetta.it/8317a37a020d98e52873248a7a85b700_medium.jpg

Lazio (Marrazzo e la prostituzione delle transessuali)

Il gip: «Cafasso ucciso perché sapeva troppo»

il Giornale - ‎4 ore fa‎
La versione fornita dall'ex governatore, e smentita dalle indagini, «verosimilmente si spiega con la difficoltà di giustificare la consegna di una somma ...
La Stampa - La Gazzetta del Mezzogiorno
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 31/03/2010 @ 09:21:01, in Osservatorio Famiglia, linkato 2037 volte)
Pedofilia: Si allargano inchieste
su pedopornografia avviate in Alto Adige


Bolzano, 30 mar. - (Adnkronos) - Gli sviluppi delle indagini della polizia postale che nel luglio 2009 avevano portato all'arresto di un giovane di 22 anni della Val Venosta accusato di aver convinto una quindicina di minorenni, di eta' compresa tra gli 11 ed i 15 anni, ad inviargli foto ose' in cambio di soldi o ricariche telefoniche, hanno portato a 13 perquisizioni in tutta Italia, di cui 2 in Alto Adige a carico di persone che avevano scambiato via internet materiale pedopornografico con il giovane arrestato; le altre perquisizioni sono state compiute nelle province di Arezzo, Brescia, Como, Frosinone, Palermo, Pordenone, Savona, Varese, Venezia e Verona.

L'indagato, che si trova tuttora in carcere, sarebbe stato in contatto con le persone a carico delle quali, nelle ultime ore, sono state effettuate le perquisizioni. Questa ultime, da parte loro, sono accusate di aver scambiato attraverso chat e forum on line materiale multimediale realizzato mediante lo sfruttamento sessuale di minori. Sono stati denunciati a piede libero un 20enne che vive in un comune limitrofo a Bolzano e un 45enne meranese.

Cronaca | 30/03/2010 | ore 20.48 »

La brevissima rassegna

Pedofilia: Si allargano inchieste su pedopornografia avviate in ...

Libero-News.it - ‎12 ore fa‎
Bolzano, 30 mar. - (Adnkronos) - Gli sviluppi delle indagini della polizia postale che nel luglio 2009 avevano portato all'arresto di un giovane di 22 anni ...

Pedofilia online: 13 perquisizioni da Bolzano a Palermo

ANSA - ‎15 ore fa‎
(ANSA) - BOLZANO, 30 MAR - Si e' conclusa con tredici perquisizioni in otto regioni italiane una operazione contro la pedofilia in internet della polizia ...

Pedofilia: blitz polizia postale contro pedopornografia on line ...

Libero-News.it - ‎19 ore fa‎
Bolzano, 30 mar. - (Adnkronos) - Tredici perquisizioni in otto regioni italiane, 2 delle quali in Alto Adige, sono state eseguite nell'ambito ...

Blitz su pedopornografia on-line coinvolge anche Arezzo

Arezzo Notizie - ‎11 ore fa‎
Gli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno effettuato operazioni contro la pedopornografia on line anche in provincia di Arezzo, ...

PEDOPORNOGRAFIA: 13 PERQUISIZIONI IN 8 REGIONI ITALIANE

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎18 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 30 MAR - "Tanja". Questo il nome della maxioperazione anti-pedofilia che ha portato a tredici perquisizioni in otto regioni italiane, ...

Pedopornografia/ Blitz in varie province italiane:13 perquisizioni

Virgilio - ‎18 ore fa‎
Blitz contro la pedopornografia: oltre 50 gli uomini della polizia postale e delle comunicazioni impiegati nelle operazioni in varie province d'Italia, ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
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