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 ... bacio..... di Lunadicarta
 
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In quale parte non è chiara la frase: "Quattro anni di sfruttamento in peculato d'uso dei server di Università Federico II di Napoli, ai danni dello Stato e della popolazione studentesca partenopea"?

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/04/2010 @ 10:03:00, in Redazionale, linkato 1359 volte)
risorto_pal_600

 

 è risorto !


Loredana Morandi


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Di Loredana Morandi (del 03/04/2010 @ 09:13:20, in Estero, linkato 1380 volte)
In effetti non c'è nessun paragone... ma a Gaza è genocidio, perché i missili kassam  negli anni sono divenuti complementi d'arredo per i giardini israeliani. E non si tratta di un fatto limitato al territorio, ma stiamo osservando un lungo e violento braccio di ferro contro gli Stati Uniti.. L.



PEDOFILIA: VATICANO, "NO A PARAGONI CON ANTISEMITISMO"

(AGI) - Roma, 2 apr. - E' di nuovo tensione tra il Vaticano e il mondo ebraico, dopo il paragone fatto dal predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, tra l'antisemitismo e le accuse alla chiesa cattolica per lo scandalo dei preti pedofili. Cantalamessa aveva letto una missiva a lui inviata da un amico ebreo. "Non credo sia un paragone appropriato", sono le parole del portavoce vaticano, Federico Lombardi, "ecco perche' la lettera va intesa come la solidarieta' espressa da un ebreo". Lombardi ha escluso un coinvolgimento del papa nella redazione del sermone di Cantalamessa.

PEDOFILIA: MONDO EBRAICO, "NO A PARAGONI CON ANTISEMITISMO"

(AGI) - Roma, 2 apr. - Il mondo ebraico si indigna al paragone tra antisemitismo e accuse alla chiesa per lo scandalo dei preti pedofili, fatto dal predicatore pontificio Raniero Cantalamessa. Il Centro Simon Wiesenthal ha affermato: "Queste affermazioni ingiuriose sono state fatte in presenza del Papa e il Papa stesso deve chiedere scusa". Il Consiglio ebraico della Germania ha trovato il sermone di Cantalamessa "insolente, osceno e offensivo verso le vittime degli abusi e verso le vittime dell'Olocausto" .

***
Sette raid solo ieri.

Gaza, rappresaglia israeliana contro razzi:
feriti 3 bimbi. Scontri in Cisgiordania

Hamas invita gruppi armati alla cautela. Tel Aviv avverte: operazione su larga scala se non cessano gli attacchi

ROMA (2 aprile) - Sono almeno sette i raid aerei israeliani condotti ieri sera nella Striscia di Gaza. Tra i feriti anche tre bambini di due, quattro e undici anni. A provocare la reazione l'intensificarsi dei lanci di razzi contro Israele da parte dei miliziani islamici che operano nella Striscia di Gaza in uno schema di botta e risposta che richiama la genesi della campagna militare contro gli estremisti islamici di Hamas a Gaza condotta da Israele nell'ambito dell'operazione Piombo fuso all'inizio dell'anno scorso. Un nuovo razzo in mattinata è stato lanciato della striscia di Gaza nella città israeliana di Ashqelon, senza provocare vittime né danni. Intanto la Gran Bretagna invita le parti a negoziare, mentre gli Usa invitano palestinesi e israeliani a privilegiare il dialogo, non la violenza

In uno dei raid condotti da caccia ed elicotteri israeliani a Gaza sono stati distrutti quelli che le forze armate israeliane descrivono come depositi di munizioni. Secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz sono stati sparati almeno 7 missili, quattro dei quali nei pressi di Khan Younis. Un quinto missile è stato esploso contro un edificio che ospita un'industria casearia, secondo quanto riportano fonti di Hamas. Fonti mediche hanno precisato che schegge delle bombe israeliane hanno ferito tre bambini: Malak al-Arabid di un anno, il fratello Saad di 4 e Abdul Rahm Sarsur di 11. Colpito anche il campo profughi di Nusseirat.

Cisgiordania, proteste e raduni sfociano in scontri. Oggi, intanto, sono sfociati in scontri e sassaiole con le forze di sicurezza israeliane alcuni raduni e proteste organizzati in Cisgiordania da dimostranti palestinesi e - sul fronte opposto della barricata - da coloni ebrei e militanti dell'estrema destra. Tensioni particolarmente vive si sono registrate a margine delle manifestazioni promosse nell'ambito delle tradizionali proteste del venerdì nei dintorni di Ramallah e lungo il tratto della barriera di separazione che corre vicino a Betlemme, dove le forze israeliane hanno risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma alle pietre. Alla fine si sono contati alcuni contusi su entrambi i fronti, mentre un dimostrante, colpito in pieno da un proiettile di gomma, ha riportato una ferita di media entità. Arrestato, inoltre, un attivista americano che protestava al fianco dei palestinesi. Nelle vicinanze dell'insediamento ebraico di Yitzhar a scontrarsi con pattuglie di militari israeliani sono state invece alcune decine di coloni. Secondo un portavoce del ministero della Difesa, i militari sono stati obbligati a intervenire con la forza dopo essere stati fatti bersaglio di lanci di pietre e oggetti da parte dei coloni, che protestavano contro il ferimento avvenuto ieri di uno di loro, colpito lungo la strada da una sassata tirata da un palestinese. Nella stessa zona, oggi, una giovane donna palestinese è morta dopo essere stata investita da un'automobile guidata da un colono sospettato dall'agenzia Maan di averla presa di mira deliberatamente per vendetta. A Gerusalemme Est, infine, cariche di polizia e alcuni fermi hanno messo fine stasera al consueto raduno settimanale di protesta di un drappello di pacifisti e attivisti della sinistra israeliana contro l'espansione edilizia di insediamenti ebraici nello storico quartiere arabo di Sheikh Jarrah.

Hamas invita gruppi armati alla cautela. Di fronte al graduale inasprimento della tensione militare con Israele Hamas ha intrapreso contatti con le altre fazioni armate palestinesi per concordare una unica linea di comportamento di fronte all'inasprirsi della situazione. Secondo la agenzia di stampa Maan, Hamas da un lato vorrebbe tenere alta la bandiera della «lotta ad oltranza» contro Israele, ma al tempo stesso vorrebbe anche evitare di andare ad un confronto generale. In Israele si avanza una distinzione diversa: Hamas, viene spiegato, si oppone solo al lancio di razzi dalla Striscia verso il Neghev, mentre ritiene legittimi i continui attacchi alle pattuglie di confine e i tentativi di infiltrazione armata in Israele.

Israele minaccia Hamas: se i razzi non si fermano, operazione più ampia. Fonti militari israeliane replicano che in ogni caso, Hamas sarà ritenuto responsabile di ogni nuovo attacco. Il vice primo ministro israeliano Silvan Shalom ha minacciato una nuova operazione militare su larga scala se il movimento islamico non metterà fine al lancio di razzi contro il territorio ebraico.

«L'anno prossimo l'umanità intera festeggerà la nascita dello Stato palestinese»: lo afferma il premier dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Salam Fayad, in una intervista al quotidiano Haaretz, secondo il quale la data prevedibile della proclamazione è l'agosto 2011. Fayad ha precisato che si tratterà «di uno Stato sovrano, non controllato da altri. Non vogliamo uno Stato 'Mickey Mousè (Topolino), uno Stato a brandelli».

Il premier ha aggiunto di essere stato molto incoraggiato nella realizzazione dei suoi progetti dalle recenti prese di posizione del Quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu) e ha precisato che è necessario che la proclamazione del nuovo Stato avvenga durante la presidenza di Barack Obama. Fayad si dice sicuro che per l'Anp sarà possibile superare i dissensi con Hamas (che dal 2007 controlla la striscia di Gaza), ma non entra nei dettagli.

Usa: serve dialogo, non violenza. Gli Stati Uniti, dopo gli incidenti di Gaza, hanno invitato oggi israeliani e palestinesi a privilegiare il dialogo sulla violenza.

Il Messaggero http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=96712

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Di Loredana Morandi (del 03/04/2010 @ 08:38:16, in Estero, linkato 1282 volte)
Repubblica Democratica del Congo:
Magistrati in Sciopero contro le Riforme



(AGIAFRO) - Kinshsasa, 2 apr. - I magistrati del tribunale delle grandi istanze e quelli di pace della giurisdizione della citta' di Lubumbashi, nelle Repubblica democratica del Congo, hanno dichiarato una giornata di sciopero contro la revisione dello statuto dei magistrati.

L'agitazione e' stata proclamata dal Sindacato nazionale dei magistrati e il suo segretario, Lusenge, ha spiegato che la categoria rifiuta la decisione del governo di affidare ai due rami del Parlamento la riforma dello statuto.

Secondo il sindacato, la revisione e' controversa e in particolare viene contestata una norma secondo la quale scatta l'automatismo di revoca di un magistrato nel caso, questi sia perseguito giudiziariamente, senza che ne sia stata accertata la responssbilita'.

Per Lusenge questo significa sottomettere i magistrati al potere del governo. Il ministero della Giustizia, da parte sua ha fatto sapere che la revisione dello statuto e' finalizzata a eliminare dalla giustizia congolese i magistrati corrotti. (AGIAFRO) -
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Di Loredana Morandi (del 02/04/2010 @ 22:10:05, in Magistratura, linkato 1598 volte)
Puntualissimo il Procuratore Caselli alla giornata indetta dalla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni. Io, invece, mi scuso ma non sarò altrettanto puntuale con il mio video girato a piazza Navona, perché gli audio non vanno bene e devo un pochino lavorarci sopra. L.M.

Reati informatici, Caselli:
Torino, ci sarà pool di magistrati


di Lorenzo Gennari
venerdì 2 aprile 2010

La procura di Torino costituirà un pool di magistrati che si occuperà dei reati informatici. Lo ha annunciato il procuratore capo, Giancarlo Caselli, durante la prima giornata per la sicurezza sul web.

«Abbiamo già individuato i magistrati che faranno parte di un pool che si occuperà in modo specifico dei reati informatici», sono queste le parole del procuratore capo, Giancarlo Caselli, intervenuto oggi alla prima giornata per la sicurezza sul web promossa dalla polizia di Stato.

La procura di Torino pertanto costituirà un pool di magistrati che si occuperà esclusivamente dei reati informatici e cioè di furti d'identità, pirateria musicale, attacchi informatici e adescamento online.

Il contrasto di questo tipo di reati impegna, attualmente, oltre 2 mila operatori della polizia postale ogni giorno. Solo nel 2009 sono stati monitorati più di 56 mila siti e ne sono stati oscurati ben 127, con 118 arresti di persone.

Nello stand allestito per l'occasione in piazza Castello, nel centro di Torino, si possono osservare le tecnologie e gli strumenti tutt'ora in uso agli investigatori. La polizia postale e delle comunicazioni rimarrà comunque in prima linea, affiancando nelle indagini tecniche tutto il personale dei vari organi di contrasto alla criminalità.

Un nuovo tassello potrebbe quindi aggiungersi a quel mosaico la cui composizione era iniziata nel lontano 1993 con l'approvazione del disegno di legge di ratifica ed esecuzione della convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, stilata a Budapest il 23 novembre 2001.

All'epoca, in ossequio alle indicazioni contenute nella raccomandazione del Consiglio d'Europa si erano inserite, attraverso la legge 23 dicembre 1993 n. 547, numerose nuove fattispecie di reato all'interno del codice penale, con l'intento di arginare l'emergente fenomeno della criminalità informatica.

Pubblica Amministrazione.NET
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Di Loredana Morandi (del 02/04/2010 @ 21:48:05, in Magistratura, linkato 2051 volte)
Dall'intervista de Il Giornale:
Ma i vescovi non hanno l’obbligo di denunciare i preti che sbagliano.
«È vero che non esiste un obbligo formale di denuncia da parte dell’autorità ecclesiastica, perché un vescovo non è un pubblico ufficiale. Quindi il vescovo che tace non commette il reato che commetterebbe un preside che tacesse.

Pedofilia: Forno, mai ostacoli da Chiesa

Procuratore aggiunto Milano su verifica disposta da Alfano

02 aprile, 19:25

(ANSA) - ROMA, 2 APR - ''In indagini sulla pedofilia non ho mai incontrato ostacoli dalle gerarchie ecclesiastiche''. Cosi' il sostituto procuratore, Forno. Alcune dichiarazioni del magistrato su pedofilia e Chiesa hanno indotto il guardasigilli Alfano a disporre una verifica. ''Non ho inteso fare generalizzazioni - aggiunge - anzi ho dato atto che migliaia di preti compiono con scrupolo la loro missione. Ho constatato che le vicende che ho trattato non sono nate da denunce dell'autorita' ecclesiastica''.

***

Curia Milano: mai coperto abusi
Forno: nessuna accusa alla chiesa ma non ho ricevuto denunce da parte di ecclesiastici

02 aprile, 21:02

MILANO - Il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno, che da anni si occupa di reprimere la pedofilia, si sfoga con 'Il Giornale', accusando le gerarchie ecclesiastiche di non aver mai denunciato episodi che videro coinvolti sacerdoti, e il ministro della Giustizia Angelino Alfano incarica i suoi ispettori di vederci chiaro. Gli 007 di via Arenula dovranno verificare se le dichiarazioni del magistrato abbiano "carattere potenzialmente diffamatorio" e se Forno "con tale condotta abbia violato i doveri di correttezza, equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia", evitando "pericolose generalizzazioni".

E' lo stesso Forno, però, tornato di recente a Milano dopo alcuni anni come sostituto procuratore generale a Torino, a chiarire il suo pensiero: "Non ho inteso fare alcuna generalizzazione e anzi ho dato atto che migliaia di preti compiono con scrupolo la loro missione. Ho constatato che le vicende che ho trattato non sono nate da denunce da parte dell' autorità ecclesiastica. Ribadisco, tuttavia, che, una volta iniziate le indagini, non ho mai incontrato ostacoli di alcun tipo da parte delle gerarchie ecclesiastiche". Le sue osservazioni nascono "dall'esperienza dei casi specifici, ormai definiti" di cui si è occupato nel tempo e Forno mostra tranquillità di fronte all'iniziativa di Alfano: "Poiché si tratta di indagini concluse - spiega - sarò ben lieto di fornire agli ispettori tutti i chiarimenti ritenuti utili, anche sulla base della esperienza che ho maturato durante questi anni in tutte le indagini per casi di pedofilia e abuso su minori". Sulle dichiarazioni dell'aggiunto milanese interviene anche il quotidiano Avvenire, per dire: "Meno male che la gente conosce bene i suoi preti. Meno male. Altrimenti chi legge 'Il Giornale' e abita a Milano ieri avrebbe avuto un mezzo colpo al cuore". Il direttore del quotidiano cattolico, Marco Tarquinio, invita a "non alzare polveroni", perché "non si può sparare nel mucchio. Non si dovrebbe, perciò, neanche osare scrivere di "una gerarchia cattolica che tace, copre e insabbia". "Ha proprio ragione - conclude l'editoriale - chi dice che non si può generalizzare. E non si può neanche, generalizzando, accettare che suoni a distesa un allarme che non c'é".

La Curia di Milano, invece, interviene a proposito di un'intervista, sempre sul Giornale al padre di una bambina che avrebbe subito molestie da parte di un sacerdote che è in questi giorni processato con rito abbreviato nel capoluogo lombardo. Lo fa per spiegare che, contrariamente da quanto sostenuto dall'uomo, la Curia "non ha in nessuno modo coperto i presunti abusi o ostacolato le indagini". E' invece l'ispettore dei Salesiani di Milano, al cui ordine appartiene il sacerdote imputato, ad affermare "di essere convinto della sua innocenza e di avere rigettato la richiesta di denaro da parte del padre della presunta vittima".
Leggi la Rassegna

L'articolo da Il Giornale con l'intervista a Pietro Forno

Pedofilia, procura Milano: "Complicità dei vescovi"

di Luca Fazzo

Pietro Forno, capo del pool antimolestie: "La lista di sacerdoti inquisiti è lunga. La Chiesa non ha mai ostacolato le indagini. Ma i vertici non hanno mai denunciato un caso". L'Abc: "Anche Paolo VI sapeva"

Roma - Una gerarchia cattolica che tace, copre, insabbia. Che per paura degli scandali non punisce i preti colpevoli di abusi sessuali. Che li lascia a contatto con i fedeli e con i bambini. Che chiude gli occhi davanti a un fenomeno talmente radicato e devastante da domandarsi se non vi siano uomini che scelgono la strada del sacerdozio proprio per poter avvicinare le loro vittime. È un quadro sconcertante quello dipinto in questa intervista al Giornale dal magistrato che da più tempo in Italia si occupa di abusi sessuali: Pietro Forno, procuratore aggiunto della Repubblica a Milano, capo del pool specializzato in molestie e stupri.

Quanti sacerdoti ha inquisito per reati sessuali?
«La lista, purtroppo, non è corta».

E qual è stato l’atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche?
«Devo dare atto che, una volta iniziate le indagini, non mi sono mai stati messi ostacoli. Però le notizie positive finiscono qui».

In che senso?
«Nel senso che nei tanti anni in cui ho trattato l’argomento non mi è mai, e sottolineo mai, arrivata una sola denuncia né da parte di vescovi, né da parte di singoli preti, e questo è un po’ strano. La magistratura quando arriva a inquisire un sacerdote per questi reati ci deve arrivare da sola, con le sue forze. E lo fa in genere sulla base di denunce di familiari della vittima, che si rivolgono all’autorità giudiziaria dopo che si sono rivolti all’autorità religiosa, e questa non ha fatto assolutamente niente».

Ma i vescovi non hanno l’obbligo di denunciare i preti che sbagliano.
«È vero che non esiste un obbligo formale di denuncia da parte dell’autorità ecclesiastica, perché un vescovo non è un pubblico ufficiale. Quindi il vescovo che tace non commette il reato che commetterebbe un preside che tacesse. È anche veroche qualunque cittadino - soprattutto quandoè investito di un’autorità odi un’autorevolezza particolari - quando viene a sapere di un reato per cui si può procedere d’ufficio ha la possibilità di denunciare, e direi il dovere morale. Questo non avviene mai. Mai. È un punto dolente. Noi come magistrati abbiamo l’obbligo di informare l’ordinario diocesano, ovvero il vescovo, quando arrestiamoo chiediamo il rinvio a giudizio di un prete, e lo abbiamo sempre rispettato. Ma il contrario non mi è mai accaduto. Non ho mai ricevuto dalle gerarchie cattoliche una sola denuncia nei confronti di un prete o di un altro sottoposto al controllo vescovile, come un sacrestano, un educatore, un chierichetto».

Perché? Nonsanno quello che accade nelle loro parrocchie? O lo sanno e preferiscono tacere?
«Io sono convinto che loro sappiano molto più di quello che sappiamo noi. Ma c’è un problema a monte, ed è cosa significa l’abuso sessuale da parte di un sacerdote. E qui mi permetto di dire una cosa di cui in questi giorni non si è parlato, nelle tante discussioni sul temadegli abusi sessuali all’interno della Chiesa. Il discorso viene spesso liquidato come un problema di pedofilia. Mail prete che abusa di un bambino è più paragonabile aungenitore incestuoso che a un pedofilo di strada che insidia i bambini ai giardinetti. Bisogna partire da un dato di fatto: il sacerdote ha un enorme potere spirituale, tanto che spesso viene chiamato “padre”, e questo è significativo. Seguardiamo questi episodi in senso non biologico ma spirituale e morale, ci troviamo di fronte più a un abuso incestuoso che a un classico stupro. Ricordo che anche nelle cronache di questi giorni si parla di atti avvenuti in confessionale. E io mi chiedo: perché proprio in confessionale? Perché proprio in quel luogo e in quel momento? Perché è in quel momento che più intensamente il sacerdote si presenta come rappresentante di Dio. È stato condannato a Milano un sacerdote che nel confessare ragazze di quattordici o quindici anni le faceva spogliare e le palpeggiava dicendo “lo vuole Gesù”. Ecco, il concetto del “lo vuole Gesù” è il punto d’arrivo dell’incesto spirituale».

Quali sono le ripercussioni sulle vittime?
«Sono esperienze che marchiano in profondità le vittime per tutta la vita, proprio per le figure da cui provengono. Io ho in mano un documento della Chiesa canadese che negli anni Novanta è stata la prima a fare una indagine interna e ha scoperto che il 5 per cento del clero canadese ha queste tendenze. Il 5 per cento! In quel documento si ricostruiscono le conseguenze devastanti che questi avvenimenti hanno sulle vittime, si ricostruiscono persino i loro percorsi religiosi, e si vede che spesso abbandonano la Chiesa e si formano una immagine di Dio molto simile a quella dei loro abusanti».

Perché sono così numerosi questi casi?
«Io ormai ho un dubbio, e parlo solo di dubbio perché non posso avere riscontri diretti: che ci siano sacerdoti che scelgono di fare i sacerdoti per abusare, perché è oggettivo che nella scelta del sacerdozio c’è un’enorme facilitazione nell’avvicinarele vittime. Eppure compiono tutto il percorso formativo fino a venire messi a contatto con i ragazzi. Questo pone un grosso interrogativo: ma nessuno se n’è accorto prima? Dov’è il discernimento spirituale che dovrebbero esercitare coloro che li scelgono? Non hanno osservato il loro comportamento, le loro tendenze, le modalità con le quali si rapportano ai giovani? E un’ultima domanda: cosa accade all’interno dei seminari?».

Se le cose stanno come le descrive lei, siamo di fronte aunfenomeno di indulgenza, se non di omertà, da parte delle gerarchie. Teme che in fondo questi siano considerati peccati veniali?
«Nessun teologo può avere l’ardire di sostenere che si tratti di un peccato veniale, tanto che questi sono tra i pochi casi per cui il diritto canonico prevede la riduzione allo stato laicale. Eppure nessuno di questi sacerdoti ha mai subito questa punizione. Neanche quello che diceva alle sue vittime “lo vuole Gesù”».

La riduzione allo stato laicale può essere una soluzione estrema. Magari prendono misure più blande.
«Io convengo chela riduzione allo stato laicale sia indubbiamente una sanzione grave, ma di fronte alla gravità di queste cose non credo che si debba essere indulgenti. Invece non solo non vengono cacciati ma accade a volte che non vengano nemmeno messi in condizioni di non nuocere più. Quando hanno queste notizie si limitano a spostarli da una parrocchia all’altra, e così gli permettono di fare altre vittime inconsapevoli, perché quando la piazza è bruciata gli consentono di andare dove non li conoscono».

Come se lo spiega?
«Lo chieda a loro. Non alla Chiesa, ma alla gerarchia ecclesiale. Della Chiesa fanno parte anche i fedeli, e molti di loro - tra cui il sottoscritto - la pensano diversamente. Il problema è la gerarchia. Secondo me non li puniscono perché li hanno scelti loro, educati loro, allevati loro, e quindi si creano dei legami di difesa, di protezione. E c’è soprattutto la paura dello scandalo. Cheè una paura pocoevangelica, perché il Vangelo dice invece che è necessario che gli scandali avvengano. È una paura poco cristiana, insomma»

Adesso le sembra che qualcosa stia cambiando? Che stiano correndo ai ripari?
«Nel 2000 scrissi suunarivista giuridica che esisteva un problema di pedofilia nella Chiesa, e un sacerdote che va per la maggiore mi replicò negando semplicemente l’esistenza del problema. Adesso quello stesso sacerdote riconosce che questo dramma è reale. Meglio tardi che mai, mi vien da dire. E visto che nelle recenti direttive del Papa è previsto che le diocesi possanorivolgersi a laici per essere aiutate e consigliate nella prevenzione di questi fatti, io sono a disposizione. Qualche idea da suggerirgli ce l’avrei».

Il Giornale

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Corriere della Sera - ‎01/apr/2010‎
MILANO - «La lista dei sacerdoti inquisiti per reati sessuali è lunga». Lo dichiara Pietro Forno, capo del pool antimolestie e procuratore aggiunto di Milano in una intervista dedicata al fenomeno dei preti pedofili. «Gli episodi sono così numerosi ...

Pedofilia/ Donadi: Per Alfano ispezioni sono strumento politico

Virgilio - ‎6 ore fa‎
Roma, 2 apr. (Apcom) - Dopo il portavoce nazionale del partito, Leoluca Orlando, anche il presidente dei deputati dell'Idv, Massimo Donadi, attacca il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per l'ispezione annunciata nei confronti del pm ...

Preti pedofili, Feltri lancia l' "allarme a Milano"

Rainews24 - ‎01/apr/2010‎
"Preti pedofili: allarme a Milano". Vittorio Feltri questa volta imita il New York Times e muove contro la Chiesa accuse che meritano l'apertura dell'edizione di oggi e addirittura le prime tre pagine del Giornale. Anche se poi, nell'editoriale, ...

PM DI MILANO SU PRETI PEDOFILI: ALFANO INVIA GLI ISPETTORI

LA 7 - ‎5 ore fa‎
Hanno provocato la reazione del ministro della Giustizia Alfano le dichiarazioni rilasciate ieri dal Procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno, sulla pedofilia nella Chiesa. Il titolare del dicastero di via Arenula ha deciso di inviare gli ispettori ...

PEDOFILIA: ORLANDO(IDV), ALFANO CON ISPEZIONE INTIMIDISCE INQUIRENTI

Agenzia di Stampa Asca - ‎6 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 2 apr - ''E' grave che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, abbia avviato un'ispezione nei confronti del magistrato Pietro Forno che ha avuto il coraggio di denunciare le presunte omerta' sui casi di pedofilia all'interno delle ...

Pedofilia/ Pm Cerrato, ispettori faranno loro lavoro

Affaritaliani.it - ‎4 ore fa‎
"Gli ispettori del ministro faranno illoro lavoro con grande senso di responsabilita' eprofessionalita' come in tante altre occasioni". Cosi' ilprocuratore aggiunto di Milano, Nicola Cerrato, commenta ladecisione del ministro della Giustizia, ...

Feltri va all'attacco sui preti pedofili con un pm che faceva ...

L'Occidentale - ‎14 ore fa‎
Il Giornale di ieri ha pubblicato una intervista al magistrato Pietro Forno, capo del pool antimolestie della procura di Milano. L'intervistato sostiene che i casi di molestie da parte del clero milanese sono tanti, che la gerarchia non ha mai impedito ...

Pedofilia, procura Milano:<br /> "Complicità dei vescovi"

il Giornale - ‎01/apr/2010‎
Pietro Forno, capo del pool antimolestie: "La lista di sacerdoti inquisiti è lunga. La Chiesa non ha mai ostacolato le indagini. Ma i vertici non hanno mai denunciato un caso". L'Abc: "Anche Paolo VI sapeva" Roma - Una gerarchia cattolica che tace, ...

''Preti pedofili: allarme a Milano'', intervista choc del Giornale ...

Il Salvagente - ‎01/apr/2010‎
L'orrore non è solo lontano da noi, in America, in Irlanda o in Germania. L'orrore è anche qui in Italia, perfino nella civilissima Milano. Preti che grazie alla fiducia delle famiglie avvicinano e poi abusano i bambini, vescovi che per non infangare ...

Pedofilia/Alfano invia ispettori a Milano per procuratore Forno

Affaritaliani.it - ‎7 ore fa‎
Il ministro della giustizia Angelino Alfano, lette le dichiarazioni rese ieri alla stampa dal procuratore aggiunto di Milano dott. Pietro Forno, che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia ...

Il Giornale lancia allarme: "Preti pedofili a Milano"

Barimia - ‎01/apr/2010‎
E´ allarme preti pedofili a Milano ea lanciarlo è il quotidiano di Feltri "il Giornale" con l´odierna edizione. All´argomento è dato molto risalto ed è spalmato sulle prime tre pagine più un editoriale firmato dallo stesso direttore. ...

Allarme pedofilia nel mondo della chiesa

La Voce d'Italia - ‎01/apr/2010‎
Roma – L'intervista pubblicata su 'Il Giornale' a Pietro Forno dipinge una situazione agghiacciante nella Chiesa in merito ai presunti reati di pedofilia compiuti dai membri del corpo ecclesiastico. Forno è il procuratore aggiunto della Repubblica a ...

Il Giornale denuncia: a Milano allarme preti pedofili

SKY.it - ‎01/apr/2010‎
Il Giornale lancia l'allarme preti pedofili a Milano. In una lunga intervista a Pietro Forno, capo del pool antimolestie e procuratore aggiunto di Milano, viene rilevato che "La lista dei sacerdoti inquisiti per reati sessuali è lunga". ...

Pedofilia, la denuncia del padre di una bambina:<br /> "Un prete ...

il Giornale - ‎10 ore fa‎
Dopo le rivelazioni del magistrato milanese Forno sui casi nascosti in Italia, il racconto choc: "Aveva 7 anni quando il prete le mise le mani addosso. Dopo la denuncia i salesiani mi hanno isolato ". Ma non è il matrimonio a guarire i preti malati ...

PEDOFILIA: ALFANO INVIA GLI ISPETTORI ALLA PROCURA DI MILANO

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎8 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 2 APR - In seguito alle dichiarazioni di ieri sulla stampa del procuratore aggiunto di Milano, il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha inviato gli ispettori per accertarsi della buona condotta del dott. Pietro Forno. ...

Forno: “Preti pedofili coperti dalla Chiesa” e Alfano manda gli ...

Blitz quotidiano - ‎6 ore fa‎
Il ministro della giustizia, Angelino Alfano, invia gli ispettori a Milano per indagare sul pm Pietro Forno e le sue dichiarazioni sulla Chiesa e la pedofilia. Ieri il procuratore aggiunto di Milano e capo del pool antimolestie Forno, in un'intervista ...

Meno male che la gente conosce i suoi preti

Avvenire.it - ‎9 ore fa‎
Meno male che la gente conosce bene i suoi preti. Meno male. Altrimenti chi legge il Giornale e abita a Milano ieri avrebbe avuto un mezzo colpo al cuore. Avrebbe scoperto in un titolo a tutta pagina che nella diocesi di Sant'Ambrogio, quella dei mille ...

Flash | Pedofilia, Alfano invia ispettori dopo parole procuratore

Per Città (Blog) - ‎6 ore fa‎
MILANO - Le storie di sacerdoti coinvolti in reati sessuali sono un argomento scottante, di questi tempi. Angelino Alfano ha inviato gli ispettori a Milano dopo le dichiarazioni a riguardo del procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno, ...

Iniziano a Milano le indagini sui preti pedofili italiani

02blog.it (Blog) - ‎9 ore fa‎
Lo scandalo riguardante i preti pedofili all'interno della Chiesa si allarga fino a raggiungere l'Italia. A farsi carico dei problemi del Vaticano non sarà Roma ma Milano dove lavora Pietro Forno come procuratore aggiunto. ...

Pedofilia: PM di Milano "Vescovi non denunciano abusi"

Corrispondenti.net - ‎01/apr/2010‎
“La lista dei sacerdoti indagati per pedofilia è lunga ma nessuno dei vescovi ha mai denunciato gli abusi”. E' l'allarme lanciato dal procuratore aggiunto della Procura di Milano, Pietro Forno, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Giornale. ...

Vittorio Bellavite. “Noi Siamo Chiesa” fa una proposta alla Chiesa ...

Tellus Folio - ‎01/apr/2010‎
Anzitutto un abbraccio di pace per questa settimana santa e per Pasqua. Un po' convenzionale ma veramente sincero. Sono le giornate più importanti per la preghiera e per la riflessione sulle questioni ultime della nostra fede. ..

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Di Loredana Morandi (del 02/04/2010 @ 15:30:29, in Magistratura, linkato 1614 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/israele-gaza.jpg

Esprimo la mia sincera solidarietà ai magistrati della Procura di Milano per l'ennesima visita degli ispettori del ministro, con una preghiera sul tema Vatican: pensate alla Palestina bombardata dalla milizia israeliana. Pedofilia in Vaticano e Bombardamenti su Gaza sono due argomenti che vanno troppo spesso di pari passo per non essere idealmente collegati. Dal bombardamento dei 23 giorni che hanno raso al suolo Gaza, ad oggi. Mi scuso senz'altro con chi potrebbe ad una prima lettura non comprendere il mio commento, fortemente motivato dall'attuale stato online del portale del boy love day in lingua ebraica nonostante le denunce mie e di don Di Noto e a cagion delle risposte evasive ottenute dalle autorità competenti locali. L.M.


Pedofilia, Alfano: ispettori a Milano dopo critiche pm a Chiesa


MILANO (Reuters) - Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha deciso di inviare ispettori alla procura di Milano, per verificare se le dichiarazioni rese ieri in un'intervista dal pm Pietro Forno -- procuratore aggiunto a capo del pool specializzato in molestie e stupri, che si è lamentato della scarsa collaborazione del Vaticano nei casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti -- siano diffamatorie.

In una nota diffusa oggi dal ministero della Giustizia, il Guardasigilli, "lette le dichiarazioni rese (...) da Forno, che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia, considerato il carattere potenzialmente diffamatorio di tali dichiarazioni, ha dato mandato al suo ufficio ispettivo di verificare se il dott. Forno con tale condotta abbia violato i doveri di correttezza equilibrio e riserbo".

Criteri, dice ancora la nota, "che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia, reati che vanno perseguiti con estrema decisione ma evitando pericolose generalizzazioni".

In un'intervista al quotidiano Il Giornale, ieri Forno ha detto che nei casi di abusi commessi da religiosi, le gerarchie ecclesiastiche, una volta iniziate le indagini, non hanno mai frapposto ostacoli. Ma che la loro collaborazione si è limitata a questo, sottolineando che "nei tanti anni in cui ho trattato l'argomento non mi è mai, e sottolineo mai, arrivata una sola denuncia né da parte di vescovi, né da parte di singoli preti, e questo è un po' strano".

Il pm nell'intervista ha osservato che la magistratura quando arriva a inquisire un sacerdote per questi reati deve arrivarci da sola, con le sue forze, in genere sulla base di denunce di familiari della vittima, "che si rivolgono all'autorità giudiziaria dopo che si sono rivolti all'autorità religiosa, e questa non ha fatto assolutamente niente".
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Di Loredana Morandi (del 02/04/2010 @ 12:47:51, in Osservatorio Famiglia, linkato 2680 volte)
La Polizia Postale e delle Telecomunicazioni
scende in Piazza


E io, ci vado, per riportare ai lettori di questo blog una video intervista ai ragazzi che si troveranno presso lo stand di piazza Navona. Sono sinceramente curiosa di vedere le tecnologie "portabili" presso lo stand ,  se ce ne sono, e mi riprometto di riprendere bambini e famiglie soltanto di spalle, proprio per non ledere la privacy.

Sarò lì, perché apprezzo molto le iniziative istituzionali volte a creare ex novo un rapporto confidenziale e di fiducia con la popolazione e con i giovani. All'apertura dell'Anno Giudiziario sono stati numerosi i Tribunali italiani che si sono aperti al pubblico e alle scuole, mentre a Milano ha ottenuto un buon successo di visitatori la mostra alla memoria del magistrato Guido Galli, promossa e organizzata dai magistrati del Tribunale milanese. La Polizia Postale, poi, si occupa di anti pedofilia, ed io non posso assolutamente mancare.

La Rassegna

Sicurezza in Rete, La Polizia postale in piazza

PCWorld - ‎2 ore fa‎
Infopoint in venti piazze d'Italia. La polizia postale è a disposizione dei cittadini per rispondere alle domande sulla sicurezza Nella giornata di oggi, 2 aprile 2010, la Polizia postale e delle comunicaziononi sarà presente con punti informativi ...

Internet/ Al via giornata della sicurezza sul web

Virgilio - ‎1 ora fa‎
Oggi venerdì 2 aprile nelle principali piazze dei capoluoghi d'Italia la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha allestito infopoint e stand per accogliere i cittadini e fornire consigli e suggerimenti per la "navigazione sicura in rete". ...

SICUREZZA WEB: FIRENZE,COME PREVENIRE RISCHI LEGATI A NAVIGAZIONE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Firenze, 2 apr. - Furto di identita', acquisto sicuro online, pirateria musicale, adescamento in rete e attacchi informatici. Di questo parlera' oggi la Polizia di Stato in Piazza della Signoria dalle 10 alle 19 in occasione della "Prima ...

INTERNET: OGGI PRIMA GIORNATA DELLA SICUREZZA SUL WEB

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Roma, 2 apr - Oggi venerdi' 2 aprile nelle principali piazze dei capoluoghi di regione, a Roma nella storica piazza Navona, la Polizia Postale e delle Comunicazioni dalle 10.00 alle 18.00 all'interno dell'infopoint allestito per l'occasione, ...

Polizia Postale: in piazza per navigare sicuri

Hi-Tech Italy - ‎1 ora fa‎
Domani verranno allestiti in tutta Italia dei punti informativi a cura della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Un modo per arrivare al cittadino e informare sulla navigazione sicura. Gli specialisti della polizia postale saranno a totale ...

Sicurezza sul web: informazioni in piazza a Torino

ZipNews - ‎1 ora fa‎
Il furto di identità, l'acquisto sicuro online, la pirateria musicale, l'adescamento in rete; particolare attenzione anche a come prevenire attacchi informatici, tramite virus, e finalizzati a reperire informazioni protette. ...

La Polizia promuove la sicurezza sul Web

WebNews - ‎3 ore fa‎
Venerdì 2 Aprile, il giorno in cui la Polizia di Stato scende in piazza per l'iniziativa "c'è più sicurezza insieme! 1 clik X te" con cui si intende promuovere la sicurezza in rete presso giovani e meno giovani: no alla pirateria, ...

Polizia in piazza per parlare di sicurezza sul Web

La Stampa - ‎2 ore fa‎
Interessa 20 piazze italiane il progetto della polizia «Prima giornata della sicurezza sul Web» che si svolge oggi, venerdì 2 aprile. L'obiettivo dell'iniziativa è fornire ai cittadini consigli e suggerimenti per la navigazione sicura in Rete. ...

SICUREZZA SUL WEB, LA POLIZIA SCENDE IN PIAZZA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎01/apr/2010‎
(AGI) - Genova, 1 apr. - Per parlare di sicurezza sul web la polizia scende in piazza. Domani, in 20 piazze italiane, la Polizia Postale e delle Comunicazioni allestira' dei punti informativi per parlare ai cittadini di navigazione sicura. ...

I pericoli di internet: la Polizia informa

L'Eco di Bergamo - ‎9 ore fa‎
Giovedì 2 aprile il Ministero degli Interni e la Polizia di Stato hannon indetto la prima Giornata per la sicurezza sul web. Nelle principali piazze italiane - a Milano in Piazza San Carlo - saranno allestiti alcuni infopoint della Polizia Postale e ...

Sicurezza sul web, Polizia postale in piazza per rispondere alle ...

Tiscali Notizie - ‎2 ore fa‎
Venti piazze per parlare di Internet e navigazione sicura. Gli specialisti della Polizia Postale e delle Comunicazioni, in occasione della prima giornata della sicurezza sul Web, metteranno oggi a disposizione dei cittadini la propria esperienza e le ...

Prima Giornata della sicurezza sul Web

Estense.com - ‎11 ore fa‎
Oggi è stata indetta dalla Polizia di Stato la prima Giornata della Sicurezza sul Web. L'iniziativa che mira a rafforzare lo spirito di prossimità e di sicurezza partecipata tra cittadini e Polizia di Stato, sarà caratterizzata dalla presenza di ...

Reggio: domani la Polizia spiega la sicurezza sul web

Strill.it - ‎17 ore fa‎
A Reggio Calabria, l'evento si svolgerà in piazza Camagna e sarà patrocinato dal Comune di Reggio Calabria. Dalle ore 9.00 alle ore 20.00, gli utenti potranno visitare gli spazi informativi, ove esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni ...

Pescara, Giornata della sicurezza sul web

CityRumors - ‎01/apr/2010‎
Pescara. Domani venerdì 2 aprile si celebra la prima Giornata della sicurezza sul web, indetta dalla Polizia di Stato. In venti città italiane, e tra queste anche Pescara, la Polizia Postale e delle Comunicazioni allestirà appositi spazi espositivi per ...

Oggi a piazza Navona, la "Giornata della Sicurezza sul Web"

06blog.it (Blog) - ‎13 minuti fa‎
Per aiutare i cittadini a non cadere nelle numerose trappole della rete, tutelare chi è meno abile a utilizzare il web, svelare le insidie che può nascondere una navigazione poco attenta, la Polizia di Stato in collaborazione con Msn.it, organizza la ...

Anche a Perugia la "giornata della sicurezza sul web"

Tam Tam - ‎31/mar/2010‎
Sarà in Piazza Matteotti, sul lato di via Oberdan, il posto, dove il 2 aprile sarà allestito un gazebo informativo, aperto dalle ore 10.00 alle 18.00, della Polizia Postale e delle Comunicazioni, per la prima «giornata della sicurezza sul web». ...

Sicurezza sul web, Polizia postale incontra giovani

PubblicaAmministrazione.net - ‎31/mar/2010‎
Il 2 aprile, con la "Prima giornata della sicurezza sul web", nei capoluoghi di regione di tutta Italia, dalle 08 alle 18, la Polizia postale metterà a disposizione i propri esperti di sicurezza in Rete per stabilire un contatto con i giovani e per ...

PERUGIA ADERISCE ALLA "1° GIORNATA DELLA SICUREZZA SUL WEB ...

tuttoggi.info - ‎01/apr/2010‎
Tante le testimonianze VIP nell'infopoint di P. Matteotti. Atteso anche Mauro Casciari direttamente da "Le Iene" Insieme ad altre 19 città italiane, anche Perugia aderisce alla prima "giornata della sicurezza sul web", prevista per venerdì 2 aprile, ...

WEB,PRIMA GIORNATA SICUREZZA:INFOPOINT DOMANI IN PIAZZA SAN CARLO

La Repubblica Milano.it - ‎22 ore fa‎
Informare i cittadini per una navigazione sicura in rete. In occasione della prima giornata della sicurezza sul web, i migliori esperti della Polizia Postale saranno a disposizione di tutti i navigatori milanesi per fornire consigli e suggerimenti per ...

Prima giornata della sicurezza sul web: un appuntamento nelle ...

Vivere Civitanova - ‎31/mar/2010‎
Venerdì 2 aprile nelle piazze di 20 città italiane la Polizia di Stato parlerà di sicurezza sul web: la Polizia Postale e delle Comunicazioni allestirà infopoint per accogliere i cittadini e fornire consigli e suggerimenti per la navigazione sicura in ...

Reggio, 2 aprile "Giornata della Sicurezza sul Web": appuntamento ...

Strill.it - ‎31/mar/2010‎
Primo appuntamento della Polizia di Stato per parlare di sicurezza sul web: venerdì 2 aprile nelle piazze di 20 città italiane, tra le quali Reggio Calabria, la Polizia di Stato allestirà degli info-point per accogliere i cittadini e fornire consigli e ...

Sicurezza sul web domani la Polizia scende in piazza

BitCity - ‎17 ore fa‎
L'appuntamento è per domani, 2 aprile 2010, dalle 8 alle 18, nei capoluoghi di regioni di tutta Italia, dove la Polizia postale e delle comunicazioni si metterà a disposizione dei cittadini per fornire informazioni sulla sicurezza del web. ...

ANCHE A CATANIA LA "GIORNATA NAZIONALE DELLA SICUREZZA SUL WEB".

CataniaOggi - ‎31/mar/2010‎
Come nelle maggiori città italiane, anche Catania ospiterà il prossimo 2 aprile la 1 edizione della "Giornata nazionale della sicurezza sul web". Presso un info-point allestito nella centralissima piazza Università, gli esperti della Polizia Postale e ..
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Di Loredana Morandi (del 02/04/2010 @ 10:24:32, in Osservatorio Famiglia, linkato 1446 volte)
Questa è la cultura del file sharing illegale, come promossa dalla Wolfram & Hart di Cagliari e... vuoi vedere che la chat la conosciamo già ..?  L.M.


Cagliari, fratellini segregati al buio: arrestata la madre

 
Sono stati trovati dai carabinieri sporchi, affamati e chiusi in una stanza senza luce. Il piccolo ha tre anni, la bambina solo uno in più. La mamma era solita lasciarli da soli in quelle condizioni per uscire a fare, afferma lei, la "pierre". La donna ha già scontato alcuni anni in carcere per aver ucciso il suo convivente: aveva tenuto il cadavere nascosto in casa

di Alessandra Sallemi

CAGLIARI. Ci hanno messo mezz’ora i carabinieri del nucleo investigativo di Cagliari a far uscire dalla stanza i bambini, sette anni in due. Vivevano segregati al buio nella loro camera da letto. Uscivano soltanto per il pranzo e, quando c’era, per la cena. Alle pareti, tante impronte di manine colorate: il colore era la «popò» che i bambini, ormai fuori tempo massimo, facevano ancora nel pannolino. Toglierselo e giocarci alla fine era l’unica cosa che potevano fare nelle lunghe giornate di solitudine. La madre è stata arrestata mercoledì pomeriggio dopo un appostamento durato 4 giorni.

I carabinieri del nucleo investigativo hanno lavorato assieme ai colleghi della stazione del paese vicino Cagliari dove la donna si era stabilita alla fine dell’anno scorso. Uscita di casa la mattina, la donna era tornata nella palazzina intorno alle 16.30. Il maresciallo le si è avvicinato, si è qualificato, le ha chiesto di salire su a casa: in fretta è arrivato alla porta della camera dei bambini, chiusa a chiave.

«Non l’ho chiusa io...» ha tentato di dire la donna, «Non l’ho certa chiusa io» ha risposto secco il carabiniere e le ha fatto aprire la porta. La luce è entrata nella stanza: il maschietto era sdraiato sul letto con gli occhi aperti verso il soffitto, la femminuccia dormiva. Il bambino ha girato la testa e ha chiuso subito gli occhi. Troppa luce. Il maresciallo è entrato, ha parlato piano, il bambino teneva sempre gli occhi chiusi. Col telefono ha chiamato i colleghi, uno di loro ha avvertito i vigili urbani che hanno inviato due colleghe, altri ancora chiamavano l’assistente sociale del Comune che già un’altra volta era stata in quella casa.

I bambini erano luridi. Avevano il ciuccio e il panno zuppo. Puzzavano. Le lenzuola di un colore indefinito, l’unico giocattolo, un pupazzo senza il quale il bambino non dormiva, era lercio. L’a rmadio vuoto. Alle pareti le impronte delle manine. La finestra era chiusa, solo una fessura lasciava entrare una lama di luce e un po’ d’aria. Nel soffitto la lampadina non c’era. L’aveva tolta la madre perché «il bambino l’accendeva e la spegneva continuamente. Mi dava fastidio»

Attorno alla maniglia della porta-finestra un legaccio di stoffa annodato con un fiocco: «L’ho chiusa perché i bambini andavano fuori a giocare con la pompa». I due piccoli uscivano dalla prigione solo per il pranzo: un piatto di pasta, anche se in frigo c’era altro che poteva essere cucinato. Se uno non lo finiva, quella sarebbe stata la cena di tutti e due. Ma non sempre la cena arrivava. La scoperta della tana in cui la donna teneva segregati i bambini è avvenuta intorno alle 16.30: a quell’ora i due fratellini non avevano ancora mangiato. Sotto gli occhi dei carabinieri la donna ha dato al bambino un succo di frutta: stava mangiando anche il cartone. Le vigilesse sono arrivate con panini al prosciutto: divorati.

L’intrattenimento che ha fatto colpo sul maschietto era la piccola torcia tascabile del maresciallo: accendi e spegni, uno spasso che è durato forse un’ora. La bambina è rimasta stregata dalla televisione.

Una pediatra è stata chiamata subito e ha trovato la bambina in condizioni molto precarie. Tutti e due avevano difficoltà a muoversi e a parlare. In casa madre, bambini, carabinieri, vigilesse, assistente sociale e pediatra si sono trattenuti un po’. La comitiva si è trasferita poi in caserma, le vigilesse giocavano coi bambini, la madre stava lì con loro. Si è aspettato fino alla sera per portarla a Buoncammino. «Mamma deve uscire, starà fuori per un po’, vieni di là a vedere la televisione?», la bambina ha seguito il maresciallo, il bambino ha continuato a giocare con la vigilessa e dopo sono stati accompagnati in una casa famiglia di Cagliari, le vigilesse si sono trattenute ancora a lungo.

La donna ha altri figli, tutti tolti dal tribunale. Anche adesso era sotto controllo da parte del tribunale per i minori di Cagliari che aveva ricevuto la segnalazione dall’ufficio di una città dell’alta Italia dove erano cominciate le procedure che probabilmente avrebbero portato all’allontanamento dei bambini. La donna trascorreva le sue giornate a chattare, a collegarsi con Facebook e a mandare messaggi. Erano quelle le sue fonti di sostentamento: fissava appuntamenti, a volte si presentava, altre no. Comunque riceveva denaro. Ai carabinieri ha detto di essere una «pierre». A vari clienti inviava sue foto non troppo vestita. Oppure mandava le foto di donne più giovani di lei, ovviamente avvenenti. Usciva, il pranzo dei bambini poteva essere alle 13, alle 15, più tardi: dipendeva dagli impegni.

«Ti aspetto al locale x», mandava a dire attraverso la chat line. L’assistente sociale si era presentata a casa, tempo fa, lei aveva fatto uscire la bambina: le aveva pulito la faccia e dato un succo. I carabinieri sono stati coinvolti perché era evidente che qualcosa non andava nel comportamento della donna: usciva spesso, con chi lasciava i bambini? Dovrà rispondere di maltrattamenti aggravati e continuati e di abbandono di minore, che non sono forse le accuse più gravi della sua vita.

La donna ha già scontato una pena di diversi anni di reclusione per aver ucciso il suo convivente. Non fu in Sardegna. Lei riuscì a tenere nascosto il cadavere per molti giorni. Davanti al piccolo esercito radunato a casa sua mercoledì pomeriggio sembra non abbia mostrato particolare disorientamento. Lei non picchiava i bambini, dava loro da mangiare, li teneva chiusi perché altrimenti scappavano e, quanto alla sporcizia, anche la sua camera sembrava «un porcile».
(02 aprile 2010)

L'Espresso
http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/cagliari-fratellini-segregati-al-buio:-arrestata-la-madre/1907254
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Il Commissariato di PS Online, mi ha spedito questo irrinunciabile invito..

Ciao,

il 2 aprile parte nelle piazze dei capoluoghi di regione la 1^ giornata nazionale della sicurezza sul web.

Gli infopoint con gli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni saranno a disposizione per aiutare a difendersi dai pericoli e dalle insidie che si nascondono nella Rete.

L’evento clou dell’iniziativa sarà un concerto riservato a 3000 studenti e che sarà trasmesso il 3 aprile su Rai1, all’interno del programma "Le amiche del sabato".

Perché un concerto? Per portare ai giovani un messaggio di legalità e sicurezza attraverso la musica e lo stare insieme.

Lo slogan dell’evento è infatti "C’è più sicurezza insieme! 1 clik… x te".

Anche Microsoft si è unito all’iniziativa e per l’occasione sul portale MSN ha dedicato un minisito all’evento.

Lo troverai all’indirizzo: http://notizie.it.msn.com/polizia-di-stato/


Vieni a trovarci in piazza, saremo:


    * ANCONA: Piazza Roma
    * BARI: Piazza della Libertà
    * BOLOGNA: Piazza Maggiore
    * CAGLIARI: Via Garibaldi
    * CAMPOBASSO: Piazza Guglielmo Pepe
    * CATANIA: Piazza Università
    * FIRENZE: Piazza della Signoria
    * GENOVA: Piazza De Ferrari
    * MILANO: Piazza San Carlo
    * NAPOLI: Piazza Trieste e Trento
    * PALERMO: Piazza Politeama
    * PERUGIA: Piazza Matteotti
    * PESCARA: Piazza Salotto
    * POTENZA: Piazza della Prefettura
    * REGGIO CALABRIA: Piazza Campagna
    * ROMA: Piazza Navona
    * TORINO: Piazza Castello
    * TRENTO: Piazza Duomo
    * TRIESTE: Centro Commerciale le Torri, via B. Dalvino
    * VENEZIA: Piazza San Marco
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COLLEGATO LAVORO:
RDB E SDL ESPRIMONO SODDISFAZIONE PER
LA DECISIONE DEL PRESIDENTE NAPOLITANO
 

Ora segua concreto intervento per fermare questo attacco ai diritti ed alle condizioni dei lavoratori


RdB e SdL Intercategoriale esprimono soddisfazione per la decisione formale di rinvio alle Camere del cosiddetto “Collegato al Lavoro” assunta dal Presidente della Repubblica Napolitano, decisione che di fatto rappresenta una bocciatura della maggioranza di governo e di Cisl, Uil e Ugl, le quali avevano già formulato la loro approvazione ancor prima della firma del Presidente della Repubblica.  

Per due anni, nel più completo silenzio dei partiti in parlamento e di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, questa legge è stata presentata, discussa ed approvata. Solo negli ultimi giorni, con il Congresso Cgil in pieno svolgimento ed in aperta campagna elettorale, è emersa qualche flebile critica da parte della Cgil e del centro-sinistra.

Il sindacalismo di base e moltissimi avvocati e giuristi, quasi del tutto inascoltati, criticano invece da mesi e mesi questo provvedimento contro il quale hanno messo in campo numerose iniziative di lotta.  

Secondo RdB e SdL la risoluzione del Presidente Napolitano può e deve rimettere in moto un processo di opposizione concreta a questa legge ed alla filosofia che la sostiene. Le due organizzazioni sindacali richiamano quindi le forze politiche e sociali a fare ciò che non hanno fatto sino ad oggi, ad un concreto e fattivo intervento per fermare quel che rappresenta realmente questa legge: la fine del diritto del lavoro e l'ennesimo e pesantissimo attacco ai diritti ed alle condizioni dei lavoratori.


Saluto Tutti

Pina Todisco
Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego
Confederazione Unitaria di Base
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