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Come non detto in precedenza ...

Napolitano firma il legittimo impedimento

ROMA (7 aprile) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato il provvedimento sul legittimo impedimento del presidente del Consiglio e dei singoli ministri a comparire in processo. In pratica la legge può essere invocata da Silvio Berlusconi e dai membri del governo per assentarsi, per impegni ufficiali certificati dalla Presidenza del Consiglio, da processi in cui sono imputati e ottenere il rinvio delle udienze. Attaccano le opposizioni. Per il Pd «la giustizia è stata colpita a morte». Di Pietro annuncia un referendum. Per il Pdl invece si tratta di «una norma di civiltà che porta a un sostanziale riequilibrio dei poteri». La legge ha 18 mesi di vita.

Il provvedimento, approvato in via definitiva dal Senato il 10 marzo scorso, entra in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ecco, nello specifico, cosa prevede la legge sul legittimo impedimento.

Il capo dello Stato chiede «leale collaborazione istituzionale fra autorità politica e autorità giudiziaria». A quanto si apprende in ambienti del Quirinale, punto di riferimento del Presidente della Repubblica è rimasto il riconoscimento - già contenuto nella sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2004 - dell'«apprezzabile interesse» ad assicurare «il sereno svolgimento di rilevanti funzioni» istituzionali, interesse «che può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali di diritto». In questo quadro la legge è - secondo le fonti del Quirinale - apparsa rivolta a «tipizzare» l'impedimento legittimo disciplinato dall'art. 420-ter del Codice di procedura penale, che la legge espressamente richiama, in un contesto di leale collaborazione istituzionale tra autorità politica e autorità giudiziaria.

All'art 1. la legge sul legittimo impedimento prevede: ”costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quali imputati, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti“ inerenti l’attività di governo, ”delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo“.

Si tratta di una "legge ponte" di 18 mesi fino all'entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri, nonché della disciplina attuativa delle modalità di partecipazione degli stessi ai processi penali e, comunque, non oltre diciotto mesi“ dalla data di entrata in vigore della stessa legge. «Se ce lo presentano ci lavoreremo» replica il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera Donato Bruno a chi gli chiede se la commissione sia pronta a esaminare un eventuale lodo Alfano in forma costituzionale.


Leggi l'articolo su Il Messaggero

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Cosa prevede la legge sul legittimo impedimento

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lo scudo per il premier e i ministri

Legittimo impedimento, i pm di Milano pronti a ricorrere alla Consulta

I magistrati del capoluogo lombardo orientati a sollevare eccezione di costituzionalità

MILANO
- Bocche cucite in Procura a Milano dopo la firma da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla legge sul legittimo impedimento del premier e dei ministri, che Silvio Berlusconi e i componenti del governo potranno invocare per non presenziare ai processi in cui sono imputati, e quindi ottenere il rinvio delle udienze.

Ma i pm del capoluogo lombardo sembrerebbero orientati a sollevare eccezione di costituzionalità chiedendo che gli atti dei processi al presidente del consiglio Silvio Berlusconi siano inviati alla Corte Costituzionale per decidere se la norma contrasta con la Carta. Secondo quanto è trapelato, infatti, qualcuno al quarto piano del Palazzo di Giustizia sta già studiando in modo approfondito la nuova norma. Profili di incostituzionalità potrebbero anche essere posti all'attenzione dei collegi che stanno celebrando i due processi, quello per la compravendita dei diritti tv Mediaset e quello sulla vicenda Mills, in cui il premier Berlusconi è imputato. I pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro hanno concordato da tempo la linea da seguire in diversi incontri avuti con il capo della procura Manlio Minale. Il canovaccio del ricorso alla Consulta sarebbe più o meno quello tracciato dal docente della Sapienza, Alessandro Pace, costituzionalista di fiducia della procura di Milano (caso Abu Omar), in un lungo articolo pubblicato da Repubblica l’8 febbraio scorso.

APPUNTAMENTO IN AULA IL 12 APRILE - Il primo appuntamento in aula è per i diritti tv di Mediaset lunedì prossimo 12 aprile quando tra l’altro il premier, secondo quanto anunciato da tempo dai suoi legali dovrebbe essere in viaggio a Washington. Berlusconi è imputato solo di frode fiscale, dopo che il falso in bilancio e l’appropriazione indebita erano stati dichairati prescritti. Il secondo appuntamento è per il 16 aprile, processo per la presunta corruzione di David Mills, quando è in programma la deposizione della consulente della procura, Gabriella Chersicla.

I MOTIVI - Diversi sarebbero i motivi di incostituzionalità alla base dell'orientamento della procura di Milano. Punto primo, il provvedimento approvato dal Parlamento omette lo specifico accertamento di fatto da parte dei giudici quando si fa istanza di legittimo impedimento che per essere accolto dove essere «assoluto». La norma prevede per reati comuni una prerogativa di cui lo stesso premier non potrebbe godere per reati eventualmente da lui compiuti nell’esercizio delle sue funzioni di governo. Poi, solo una legge di rango costituzionale e non ordinaria potrebbe prevedere una presunzione assoluta di legittimo impedimento per il premier e per i ministri. Il bilanciamento tra due poteri, la politica e la funzione giurisdizionale non può essere effettuata una volta per tutte dal legislatore ordinario facendo prevalere un potere sull’altro. E invece secondo la procura può provvedere solo il magistrato competente. Infine con la legge sul legittimo impedimento il legislatore ammette che poi bisognerà fare una legge di rango costituzionale, anticipata per adesso con una norma ponte di tipo ordinario. E ciò sarebbe incostituzionale. Nel processo in cui il premier è accusato di frode fiscale durante un colloquio voluto dai giudici con le parti, i pm avevano preannunciato ai legali di Berlusconi, che davano ormai per cosa fatta il decreto, l’eccezione di costituzionalità. Infine sta per arrivare il terzo fronte. In questi giorni i pm chiederanno il rinvio a giudizio di Berlusconi, del figlio Piersilvio, di Fedele Confalonieri e di altre 9 persone per la vicenda legata a Mediatrade, società Mediaset al 100 per cento. L’avviso di conlusione delle indagini è di metà gennaio. La richiesta di rinvio a giudizio è pronta da tempo ma era stata posticipata per ragioni di opportunità legate alla campagna elettorale. L’udienza preliminare dovrebbe essere comunque celebrata prima dell’estate davanti al giudice Marina Zelante.

Corriere Sera
07 aprile 2010
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Intercettazioni
Prove di dialogo in Senato, si allungano tempi

Berselli vuole il testo approvato in commissione il 22 aprile


Un microtelefono Mic S05 della Selavio - Questo apparato è utilizzabile per l'intercettazione ambientale traslata. Viene usato in abbinamento ai traslatori TRA RF ed utilizza la normale linea telefonica come trasporto del segnale al centro di ascolto. Il suo funzionamento è attivo solo quando il telefono dell'utente è abbassato. Può essere fornito libero o pressofuso nelle prese Telecom.Roma, 6 apr. (Apcom) - Una data, il 22 aprile, e un modus operandi, il "confronto" in un clima "civile e sereno". Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, ritocca l'agenda della riforma delle intercettazioni, e sottolinea che "questa è la prima delle riforme messe in cantiere dal centrodestra", sulla quale tastare il polso dell'opposizione. E' qui, quindi, che "si comincerà a misurare la buona volontà dei rami più responsabili della minoranza, Pd e Udc". Questa settimana, quindi, niente impegni per i senatori: si comincia martedì della prossima settimana, con un "ufficio di presidenza" dal quale dovrà prendere vita un "tavolo di confronto tra maggioranza e opposizione".

Nel frattempo, dovrebbe essere sciolto il nodo 'legittimo impedimento'. La maggioranza non teme comunque brutte sorprese: o il capo dello Stato firmerà il testo, è la tesi più diffusa, o, al massimo, lo rinvierà alle Camere con alcune osservazioni (cioè con la stessa formula applicata al ddl lavoro), modifiche e suggerimenti che la maggioranza accoglierebbe e che non inciderebbero più di tanto sull'agenda parlamentare. Eppure, un distinguo va comunque fatto e riguarda proprio le intercettazioni. "Vedremo martedì prossimo - dice infatti Berselli - quale sarà la linea dell'opposizione. Se si presenteranno con spirito costruttivo, non ci saranno problemi a rimettersi al lavoro sul testo", limando quegli aggettivi a cui il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha promesso di "non attaccarsi".

Questo, spiega ancora il presidente della II commissione di palazzo Madama, "potrebbe portare a un testo modificato dalla maggioranza ma con dentro anche alcune modifiche proposte dall'opposizione". Soprattutto però, fa capire Berselli, sarà l'atteggiamento dei senatori del centrosinistra e dell'Udc a essere sotto la lente d'ingrandimento. "Noi - dice infatti Berselli - non pretendiamo che l'opposizione arrivi a votare il testo. Potrà esprimere serenamente un voto contrario, quel che conta - insiste - è l'atteggiamento". Che dovrà essere "civile e costruttivo" e soprattutto non ostruzionistico, altrimenti "la maggioranza non potrà far altro che procedere con il testo già approvato alla Camera, con semmai alcune modifiche (e non è detto), ma promosse unilateralmente".

Riforme/ Giustizia, prima intercettazioni,poi separazione carriere
Tempi rapidi per scissione fra pm e polizia giudiziaria

Roma 5 apr. (Apcom) - Subito la riforma delle intercettazioni, poi, a tappe forzate, la revisione del titolo IV della Costituzione e la modifica degli articoli dal 103 al 113 della Carta e finalmente l'approdo, per dirla con le parole del presidente del Consiglio, "all'assoluta parità tra l'avvocato della difesa e quello dell'accusa". Insomma, una riforma della giustizia a tutto tondo, quella che la maggioranza sta studiando da oltre un anno e che adesso, dopo le regionali e la pausa pasquale, si appresta a realizzare. Punto primo del piano è la riforma dell'utilizzo delle intercettazioni. Il testo, dopo l'approvazione a Montecitorio l'11 giugno del 2009, è rimasto fermo in commissione Giustizia al Senato fino all'inizio della campagna elettorale, quando, dopo numerose audizioni e una pioggia di emendamenti da parte dell'opposizione, il presidente Filippo Berselli ha promesso un esame rapido e l'approdo in Aula ad aprile. Berlusconi, coinvolto nell'inchiesta di Trani, in campagna elettorale è tornato a spolverare il tema, sottolineando in ogni comizio che "è uno scandalo che le telefonate private dei cittadini vengano sbattute in prima pagina". Oggi, dopo la vittoria del centrodestra alle urne, tutto è pronto, secondo i consiglieri giuridici del premier, per l'auspicato giro di vite sulla pubblicazione dei brogliacci di intercettazione e sulla limitazione del ricorso a questo strumento d'indagine. Mano tesa, però, verso l'opposizione sul merito della riforma: il Guardasigilli Angelino Alfano, in una recente intervista al Corriere della Sera, ha infatti aperto all'ipotesi di modificare il testo, cancellando l'aggettivo "evidenti" dal comma che consente l'uso delle intercettazioni soltanto a fronte di "evidenti indizi di colpevolezza". Insomma, disponibilità a ridurre le limitazioni in cambio della velocità nell'esame del provvedimento, che il Guardasigilli e il premier vogliono "legge dello stato entro giugno". Non è tutto: il ministro della Giustizia ha infatti già presentato anche un altro disegno di riforma, dedicato al processo penale, che dovrebbe essere rispolverato e portato a rapida approvazione. E' qui che si annida uno dei punti di maggior contrasto tra maggioranza e magistratura, visto che il progetto di Alfano prevede lo scioglimento del rapporto preferenziale tra pm e polizia giudiziaria e che quindi, per i magistrati, porterebbe all'impossibilità, per il magistrato, di avviare in proprio l'azione penale. (segue) Gic

Riforme/ Giustizia, prima intercettazioni,poi separazione ... -2-
Riforma del Csm e organismo disciplinare autonomo

Roma, 5 apr. (Apcom) - A chiudere il cerchio delle riforme in materia di giustizia, infine, in cdm dovrebbe approdare dopo Pasqua il primo testo di una riforma completa della magistratura, con la separazione delle carriere e la modifica del Csm. La materia è complessa e le 'bozze', in questi mesi, si sono accumulate le une sulle altre. L'obiettivo finale è quello di rivedere integralmente l'intera normativa costituzionale che stabilisce i poteri, le prerogative e l'assetto della magistratura, con doppia lettura a Camera e Senato ed eventuale referendum confermativo se la riforma non avrà la maggioranza dei due terzi del Parlamento.

In buona sostanza, i cardini della riforma saranno la separazione delle carriere e il conseguente splittamento del Csm in due organismi, con in più, come anche ipotizzato dal responsabile riforme del Pd, Luciano Violante, la creazione di un organismo disciplinare a se stante per gestire gli illeciti compiuti dalle toghe, eletto in parti uguali dai magistrati, dal presidente della Repubblica e dal Parlamento.

Il tutto, con un di più: prende sempre più corpo, infatti, l'ipotesi di una riforma elettorale del Csm, che obbligherebbe a una proroga dell'attuale consiliatura di almeno sei mesi, con conseguente scompigliatura dei piani delle correnti, che hanno già individuato, nell'ultimo mese, i propri candidati per palazzo dei Marescialli. Il tempo ottenuto con la proroga, inoltre, sarebbe bastevole per imporre al Csm lo spostamento d'ufficio di alcuni magistrati per andare a coprire i posti vacanti nelle cosiddette sedi disagiate, operazione alla quale i consiglieri si sono sempre mostrati contrari.
Leggi la Rassegna:

Intercettazioni, tempi più lunghi

La Stampa - ‎1 ora fa‎
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Intercettazioni, nuovo stop alla legge Maggioranza pronta al dialogo

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ROMA - Doveva essere il fulcro d'esempio della fase post elezioni, la prima soddisfazione che il Cavaliere si voleva togliere subito dopo tante attese e ...

Intercettazioni prima verifica

Il Sole 24 Ore - ‎06/apr/2010‎
Silvio Berlusconi non ha dubbi: il successo elettorale ha sancito il via libera alle riforme della giustizia che lui ha sempre cavalcato, ...

Più spazio alla polizia meno ai procuratori E sulle ...

il Giornale - ‎05/apr/2010‎
Stop all'uso indiscriminato delle intercettazioni, più poteri di indagine alla Polizia giudiziaria, con ridimensionamento delle prerogative del pubblico ...

Riforma: sul piatto presidenzialismo e giustizia

Il Secolo XIX - ‎05/apr/2010‎
del Csm e garantire la piena attuazione del federalismo fiscale: sono questi i temi chiave intorno ai quali ruoterà l'azione dell'Esecutivo nei prossimi ...

Intercettazioni, si allungano i tempi. La maggioranza “testa il ...

Blitz quotidiano - ‎19 minuti fa‎
Nuova battuta d'arresto per la riforma delle intercettazioni. Il dibattito sul testo, che ormai attende il via libera dal 3 giugno 2008, sarebbe dovuto ...

Intercettazioni/ Prove di dialogo in Senato, si allungano tempi

Virgilio - ‎13 ore fa‎
Roma, 6 apr. (Apcom) - Una data, il 22 aprile, e un modus operandi, il "confronto" in un clima "civile e sereno". Il presidente della Commissione Giustizia ...

Disegni e proposte sulla riforma giudiziaria alla riscossa

Rinascita - ‎14 ore fa‎
Che fine hanno fatto quei disegni di legge sulla giustizia che, presentati come punti cruciali per il futuro del paese, hanno dominato i lavori del ...

Federalismo, giustizia e istituzioni nel dossier

Brescia Oggi - ‎21 ore fa‎
L'AGENDA DEL GOVERNO. Sul tavolo i temi chiave su cui intervenire, in Parlamento intercettazioni e processo penale Rivedere l'architettura istituzionale ...

Giustizia, prima le intercettazioni poi le norme sul nuovo ...

Ultime Notizie - ‎05/apr/2010‎
Il disegno delle riforme avrà un primo banco di prova sulle intercettazioni. Tra una settimana o poco più, sarà facile capire se il confronto, ...

**** L'accelerazione...

Riforme/ Prima intesa Berlusconi-Lega. Agricoltura a Galan

APCOM - ‎14 minuti fa‎
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Bossi e Berlusconi ''Trovano la quadra'' e all'Agricoltura ...

Il Salvagente - ‎15 minuti fa‎
All'incontro a Villa San Martino c'era anche il figlio di Umberto, detto la "trota". Ad Arcore ieri erano in tanti. Eppure mettersi d'accordo su come rivoluzionare l'assetto politico del Paese e come cambiare la Costituzione non deve essere stato ...

RIFORME: CICCHITTO A LEGA, NON SIANO MONOPOLIO DI UNA PARTE

Agenzia di Stampa Asca - ‎16 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 7 apr - ''Sul piano del merito non credo che una cosa cosi' seria e delicata come le riforme costituzionali possa essere monopolio di una sola parte, anche dentro la maggioranza. Nemmeno del Pdl, che e' tre volte piu' grande'' della Lega ...

Bossi sindaco? C'è il no di Berlusconi
Riforme, il progetto ...

il Giornale - ‎30 minuti fa‎
L'incontro tra i due leader dà il via libera alla "road map" per federalismo e riforme: "Progetto pronto entro l'estate. Se la sinistra dirà solo no risponderà ai cittadini". Dal premier arriva uno stop al Senatùr: "Non può avere il posto della ...

Per le riforme un metodo Berlusconi - Bossi

Giornale Radio Rai - ‎31 minuti fa‎
Lega Nord e Pdl accelerano e siglano un patto su come fare le riforme, da quelle istituzionali alla par condicio, proposte dai ministri competenti al tavolo dei coordinatori dei due partiti per poi giungere al Consiglio dei ministri e quindi al ...

VERTICE BERLUSCONI-BOSSI, AVANTI CON LE RIFORME

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎32 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 7 apr. - Riforme istituzionali, giustizia e fisco: il vertice ad Arcore tra gli stati maggiore di Pdl e Lega con Silvio Berlusconi, ha confermato l'intenzione della maggioranza di accelerare su questi tre punti. ...

Vertice ad Arcore tra Berlusconi e Bossi. Presto riforme. Galan ...

Italia News - ‎33 minuti fa‎
Si è concluso nella notte il vertice ad Arcore tra il Premier Berlusconi e il leader della Lega Noed Umberto Bossi. Il tema principale del vertice sono le riforme necessarie all'Italia. Alla fine del vertice il ministro della Difesa La Russa (PDL) fa ...

IL PUNTO / La «regia» leghista non va presa alla lettera, ma nella ...

Il Sole 24 Ore - ‎43 minuti fa‎
Dietro la polemica sulla «regia delle riforme», rivendicata alla Lega in un'intervista di Roberto Maroni al Corriere della Sera, c'è un punto cruciale. Lo stesso che ieri sera aleggiava sulla cena di Arcore fra Berlusconi e Bossi. ...

Sul tavolo le riforme

Il Tempo - ‎48 minuti fa‎
A Villa San Martino anche Renzo Bossi. Il Cavaliere insiste su Galan. Dal vertice di Arcore con la Lega ai piani per vincere ancora. I primi ad arrivare a Villa San Martino sono i due coordinatori del Pdl, Denis Verdini e Sandro Bondi. ...

Berlusconi dice sì alla Lega: a loro la regia delle riforme

Avvenire.it - ‎54 minuti fa‎
«Tutti si sono agitati, io no... Con Umberto c'è amicizia, collaborazione...». Silvio Berlusconi, passa da una telefonata all'altra e continua a rassicurare, minimizzare, escludere un caso Lega. All'altro capo del telefono però sono molti a insistere: ...

Berlusconi in pista pure nel 2013

Il Tempo - ‎55 minuti fa‎
Il premier già pensa alla prossima sfida. La sua leadership non ha crisi e il consenso cresce. L'asse con la Lega lo rafforza. Al Colle? Ci andrà Letta. Vertice ad Arcore con la Lega: Galan verso l'agricoltura. Sembra una data lontanissima. ...

Riforme, summit Lega – Pdl ad Arcore. Le reazioni politiche

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E' terminato dopo tre ore il vertice sulle riforme ad Arcore. Al centro della discussione tra il leader della Lega Bossi ed il premier Berlusconi -presenti i relativi stati maggiori ed il figlio di Bossi – il federalismo, la giustizia, ...

RIFORME: FUMATA BIANCA NEL VERTICE DI ARCORE TRA PDL E LEGA

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E Tremonti vigilerà sui costi

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Accordo sul metodo delle riforme, accelerazione su giustizia e ...

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Un senatore leghista la chiama «la strategia del seggiolino». «Avete presente una partita di tennis? L'arbitro sta lassù, osserva chi gioca la palla, sta attento a chi rispetta le regole e non commette errori...». Il torneo è quello delle Riforme: ...

Lega Nord e Pdl per le riforme, le richieste del Pd

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Silvio Berlusconi ed Umberto Bossi a confronto sulle riforme. Dopo l'appello di Giorgio Napolitano, affinche' si portassero avanti le leggi necessarie per riformare il paese, ecco che la maggioranza si e' riunita ad Arcore, a Villa San Martino, ...

Riforme:patto su metodo tra Pdl e Lega

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Riforme: intesa Pdl-Lega su metodo 'rapido'

ANSA - ‎2 ore fa‎
ROMA - Dai ministri competenti al tavolo dei coordinatori dei partiti per poi giungere al cdm e quindi al Parlamento. E' questo il metodo individuato, nel corso del vertice Pdl-Lega per fare le riforme. ''E' stata una riunione importante ,abbiamo ...

Lo stato maggiore leghista da Berlusconi Tre ore di vertice su ...

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ARCORE - E' durato tre ore il vertice di villa San Martino ad Arcore tra Pdl e Lega. Al termine dell'incontro Umberto Bossi ha lasciato la residenza del premier senza fare dichiarazioni. Così anche Giulio Tremonti, che è stato il primo a lasciare il ...

Berlusconi e Bossi siglano patto su metodo 'rapido' per riforme

Bluewin - ‎2 ore fa‎
Il premier italiano Silvio Berlusconi ed il leader della Lega Umberto Bossi hanno trovato l'accordo "sul metodo rapido per fare le riforme". Ad annunciarlo al termine dell'incontro di ieri sera ad Arcore è stato il ministro per la Semplificazione ...

Il nuovo patto del premier con Umberto "Tu guidi le riforme, ma ...

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ROMA - Giuliano Urbani, il professore ormai lontano dalla prima linea, ieri sera è stato richiamato in servizio ad Arcore. "Sono un vecchio amico di Berlusconi - racconta Urbani a notte fonda tornando a casa - e sono stato presente a tutti i momenti di ...

La cena di Arcore, tra dopo-Zaia e agenda riforme

Virgilio - ‎4 ore fa‎
In agenda per ora non c'è. E non è detto che il faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si terrà oggi, prima dell'ufficio di Presidenza convocato per le 18 e dopo la cena fra il Cavaliere e Umberto Bossi, di ieri sera ad Arcore. ...

Tra Berlusconi e Bossi vertice a Villa S. Martino sul dossier riforme

Il Sole 24 Ore - ‎5 ore fa‎
Il via con un faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi in serata ad Arcore. Poi, nei prossimi giorni, l'atteso incontro tra il premier e Gianfranco Fini che, dopo le elezioni, ritornano al dialogo con l'obiettivo delle riforme. ...

Accordo sul metodo delle riforme, accelerazione su giustizia e ...

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MILANO - Un accordo sul metodo per le riforme. E' quello travato nel vertice di Arcore tra il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi. «È stata una riunione importante, abbiamo trovato la quadra sul metodo per fare le riforme»: ...
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Di Loredana Morandi (del 07/04/2010 @ 09:03:21, in Osservatorio Famiglia, linkato 1293 volte)
Gay quarantenne denuncia un prete e scrive a Sodano


"La Chiesa stia con noi, non con il Papa" intitola il Corriere Sera su una lettera al cardinale Sodano firmata da un attivista gay, che critica l'augurio rivolto a Benedetto XVI nel giorno di Pasqua.

Francesco Zanardi, fresco degli eventi realizzati per i favori sessuali di Manuel Incorvaia, ne inventa una delle sue in questo infelice tempo pasquale e dichiara di essere stato vittima di abusi in età giovanile, ad opera di un prete nella provincia di Savona. Lo fa richiamando il Vaticano e il Cardinal Sodano con la sua lettera e interessando la magistratura con una denuncia.

Ma codesti millantati abusi come avranno influito nella sua vita sessuale? Dovete sapere che "visivamente" sia Zanardi che Incorvaia fanno parte di quella categoria in cui si iscrivono coloro che son del "fisico", da Corona a Davide il naufrago di Rai 2, e la prestanza fisica è uno dei fondamenti del body cult, insieme alla prestanza sessuale che richiede assolutamente i "grandi numeri".

Da anni critico il movimento gay per non aver mai dato una posizione seria sul fenomeno della pedofilia, e sulla scia di quanto visto e appreso di persona non credo agli abusi dichiarati da Zanardi, neppure se me li mostrasse lui di persona in fotografia.

Soprattutto perché il profilo psicologico dell' "esibizionista", prevede la creazione conscia di una personalità che ha realizzato la costruzione della propria enorme balla spaziale aderendo e facendo proprie le parole di Busi sulla seduzione ad opera di minori, inoltre magnificando il funzionamento degli attributi sessuali dono di natura e il proprio essere stato un conturbante e lascivo pedofilo di se stesso a 3 anni. Un transfert/copione già visto e tipico di una intera generazione di omosessuali.

Si tratta chiaramente di una ennesima battaglia della campagna pubblicitaria, con la quale il movimento omosessuale ottiene inviti e presenze televisive e l'attenzione della stampa, pur non avendo alcun titolo di rubare spazio ad altre e più colte attività mediatiche.

La mia è una posizione critica fortemente motivata, perché il movimento omosessuale Non ha mai preso posizioni contro il fenomeno della pedofilia, mentre ne ha prese finanche a favore. E' per questo che scrissi per rimproverare il presidente dell'Arcigay per la polemica innestata sul rifiuto di un istituto scolastico a ricevere omosessuali come relatori ad un pubblico di minori sulla propria scelta sessuale, proprio per i "canoni pedofili" in cui il tutto si sarebbe svolto. Scrissi, infatti, mentre già si riversavano barili di spazzatura e liquami umani contro le famiglie dei minori interessati e il personale docente dalle pagine di Gay tv e altre testate del movimento.

Inoltre non sfugge alla magistratura e alle polizie nazionali ed internazionali che sia proprio il movimento omosessuale a nascondere tra le sue file i pedofili, per colmo della sventura telematica: tutti i siti del child love recano i link ad organizzazioni gay. Lo sappiamo tutti.

L'assalto alle Procure per fomentare la campagna contro il Vaticano. Accade in quel di Savona dove la magistratura, ritenuta in questo periodo storico e su tutti i fronti come "usa e getta" , viene utilizzata per fomentare l'odio contro il clero sulla scia delle inchieste negli states. La così detta "giustizia ad orologeria" è stata addirittura trasformata dagli interessi della "pubblica confraternita degli orologiai".

Probabilmente avremo migliori notizie su questo evento e leggeremo l'intera deposizione del Zanardi pubblicata sulle pagine di uno dei quotidiani delle grandi catene del Capitale, fa nulla se gli atti son coperti o meno dal segreto istruttorio. Il prete accusato dall'omosessuale di grido sarà probabilmente un grigio "giovanni maria rossi", e la sua figura ininfluente ed infangata sarà attribuita con fumose accuse dal rampante personaggio alle colpe ataviche di Ratzinger o di qualsiasi altro porporato già visto in questi giorni sulle pagine dei giornali.

La magistratura di Savona ha l'ingrato compito di aver di fronte una persona che ha atteso tutta la sua vita di quarantenne, e l'aver inscenato il proprio finto matrimonio, per cogliere l'occasione di denunciare un prete qualsiasi durante una campagna denigratoria internazionale contro il Vaticano.

A noi povere donne e madri con figli uccise, fatte a pezzi, violentate, picchiate, stolkizzate e mobbizzate sul posto di lavoro resta soltanto il diritto di appellarci alle forze dell'ordine entro i canonici 90 giorni, per evitare il peggio.

La mia personale solidarietà a tutte le donne magistrato in quel di Savona, che assisteranno a questo brutto show del maschilismo planetario, che apre una ennesima finestra temporale per il ritorno al Medioevo della donna.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 06/04/2010 @ 16:41:16, in Osservatorio Famiglia, linkato 1385 volte)

Bergamo, cadavere neonato ritrovato fuori ad una discoteca

PUPIA - ‎13 minuti fa‎
Mario Gelmi, 47enne di Treviglio, stava seguendo il camion della nettezza urbana per spazzare la strada all'ingresso del calzaturificio “Scaini”, nello spiazzato nei pressi della discoteca “Shiva”, quando si è accorto di una busta nera dalla quale ...
CADAVERE DI NEONATO IN UN PARCHEGGIO AGI - Agenzia Giornalistica Italia
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Storie di ordinaria follia in Iraq ...

'Wikileaks.org' ha pubblicato il filmato


Scambiano teleobiettivi per lanciarazzi
e fanno fuoco, uccisi reporter

Roma - (Ign) - Il 12 luglio 2007 i piloti di un elicottero Apache in volo su Baghdad hanno scambiato i teleobiettivi delle macchine fotografiche dei giornalisti per armi e hanno aperto il fuoco.

Roma, 6 apr. (Ign) - Reporter scambiati per terroristi e uccisi in un raid americano in Iraq. E' quanto accaduto il 12 luglio 2007, quando i piloti di un elicottero Apache in volo su Baghdad hanno scambiato i teleobiettivi delle macchine fotografiche dei reporter per lanciarazzi e, secondo le regole di ingaggio in guerra, hanno aperto il fuoco. Quel giorno sono morti Namir Noor Eldeen, reporter dell'agenzia Reuters a Bagdad, il suo autista Said Chmagh e altre 10 persone.

Tre anni dopo, l'episodio è venuto alla luce grazie al sito 'Wikileaks.org' che ha diffuso una copia del video registrato da una telecamera a bordo del velivolo dopo averlo ricevuto da una fonte. Nel filmato si vede un gruppo di persone che cammina, tra cui Noor Eldeen e Said Chmagh che hanno le macchine fotografiche in spalla. Quando uno di loro si abbassa per controllare cosa accade dietro l'angolo di un muro, il teleobiettivo viene identificato come un'arma e sul gruppo di persone viene aperto il fuoco.

Secondo quanto diffuso dalla versione ufficiale, i due elicotteri sono intervenuti per proteggere una pattuglia statunitense: il comando Usa ha diffuso un breve rapporto nel quale precisa che gli uomini della Reuters non avrebbero fatto nulla per farsi riconoscere come giornalisti.
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Di Loredana Morandi (del 06/04/2010 @ 15:38:20, in Sindacato, linkato 1389 volte)
In Italia stanno avvenendo numerosi eventi che non sono definibili sani per la loro nascita spuria. Questo mio punto di vista nasce dalle più recenti fughe di notizia, che diventano fumetto per fare audience all'evento di Santoro. Un evento che tutto è fuorché la "liberazione" del mondo dell'informazione, tanto che a rappresentarla ci sono politici (Santoro ex europarlamentare) e altri mamma santissima della Rai come l'intoccabile dell'albo d'oro israeliano Gad Lerner ed un più dimesso, ma stabile, Floris.

La più recente iniziativa editoriale è intitolata "Valigia blu" ed è uscito il  suo primo numero.  Tutto lascia credere che  il foglio politico/movimentista nasca da Facebook. Ma non è così, non può essere così, e certamente  l'iniziativa nasce da più lontano, perché rappresenta l'ennesimo capitolo del processo all'intenzione  e dello scontro diretto tra i poteri "forti" di Santoro e Minzolini in Rai.

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Per carità, chiamatelo pure "prescritto", ma una prescrizione per l'indagato corrisponde alla liberazione dalla morsa/azione del pm. In tutti i casi conosciuti. Di destra e di sinistra. E tanto per la cronaca Vendola è indagato e il suo vice addirittura arrestato, eppure dopo 5 anni di ruberie gli han rimesso la Regione tra le mani.

Voglio dar ragione a Luttazzi, nel suo pezzo pornografico ben oltre l'osceno dato a Rai per una notte, perché è vero che oggetti contundenti di genere turistico milanese vengano utilizzati per la "masturbazione viola", se un movimento con nulla da dire e nessun significato politico o sociale merita oggi la pubblicazione di un libro di Gianfranco Mascia + vari bloggers raccolti in rete. Scritto non si sa come, forse in 1 settimana, e dato alla stampa al massimo in 3 giorni per la commercializzazione.

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Il popolo viola è espressione della rinnovabile commercializzazione di prodotti vecchi e obsoleti.  Questo è tutto quel che c'è da dire. Niente altro. L'antiberlusconismo invece è il cavallo di battaglia di gente come Mascia. Ma lui, come Santoro e Travaglio, hanno fatto il loro tempo, ed oggi sono degli "ultra 'anta' " che si riciclano non avendo mai fatto niente altro di politico che le polemiche e il gossip antiberlusconiano. Erano scomparsi, infatti, tutti letteralmente dalla piazza dell'informazione agli esordi dell'attacco unilaterale all'Iraq, ma son convinta che abbiano lavorato al fianco associazioni e movimenti pacifisti per cagionarne la lenta agonia.

Mi dispiace, non credete male, perché Gianfranco sono stata tra i primi a sostenerlo nelle sue iniziative, ma il suo riciclaggio mi duole soprattutto perché leva a lui per sempre la "purezza" del "nuovo" dei primi moti. Oggi chi sono i riferimenti politici viola? Il vegliardo Di Pietro, che se non era una alternativa prima non lo è adesso? De Magistris, invecchiato nel giro di due settimane dall'elezione ad inutile europarlamentare? IdV non è mai stata giovane per il suo background di riciclaggio tra gli estromessi delle sezioni locali (di destra e di sinistra).

I girotondi sono morti, gli ultimi che li han visti in azione siamo noi pacifisti a tiranneggiarci sull'uso della Casa della Pace (consegnata e sottratta poi dal Comune di Roma giunta Veltroni ai pacifisti) e queste violacciocche non sono neppure gli eredi, e non gli assomigliano, perchè non conservano alcuna moralità del primitivo movimento "giustizialista" e non hanno rispetto per la magistratura.

Le novelle testate giornalistiche viola infatti hanno preso tutte le brutte abitudini del Premier, addirittura migliorando lui stesso, perché martellano pié pari la magistratura se per caso osa opporsi in ambito giudiziario (per chi non lo sapesse è la competenza specifica del Terzo Potere dello Stato) alle azioni sconsiderate ed in piena violazione di tutta la Giurisprudenza italiana.

L'equazione è presto detta: Tutto quello che è "Social" è anche "Commercial", la Tv ha i propri grandi numeri, il web può dare numeri altrettanto elevati. Così l'equazione è la medesima che apre la Tabula Smaragdina di Ermete Trismegisto:

"Verum sine mendacio, certum et verissimum.

Quod est inferius est sicut quod est superius, et quod est superius est sicut quod est inferius ad perpetranda miracola Rei Unius.

Et sicut omnes res fuerunt Uno, meditatione Unius: sic omnes res natae fuerunt ab hac Una re adaptatione."

Traduzione

"E' vero senza errore e menzogna, è certo e verissimo.

Ciò che e' in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa-Una (di una cosa sola).

Come tutte le cose sono sempre state e venute dall'Uno, per mediazione dell'Uno, cosi tutte le cose nacquero da questa Cosa Unica per adattamento."

Dove la Cosa Unica è il Commercio, la cui sola devianza "per adattamento" è il "commercio al dettaglio".

I libri di filosofia chiamano questo "prostituzione dei valori".

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 06/04/2010 @ 12:41:21, in Osservatorio Famiglia, linkato 1296 volte)
Tutti gli altri sono "laici" ... L.

PEDOFILIA: RADIO VATICANA,

PRETI COINVOLTI SONO LO 0, 03 PER CENTO


(AGI) - CdV, 5 apr. - Le affermazioni del promotore di giustizia della Congregazione della Dottrina della Fede, padre Charles Scicluna, sulla marginalita' del fenomeno nella Chiesa Cattolica trovano conferma in un rapporto governativo statunitense sugli abusi: "per oltre il 64 per cento sono commessi da genitori, parenti o conviventi, dunque all'interno delle relazioni familiari; nelle scuole del Paese quasi il 10 per cento dei ragazzi subisce molestie".

Per quanto riguarda i sacerdoti cattolici coinvolti il rapporto datato 2008 stima che "siano meno dello 0,03 per cento" sul totale dei criminali che hanno commesso abusi su minori. Lo riferisce la Radio Vaticana che denuncia "una eclatante campagna diffamatoria che, secondo alcuni commentatori, non vuole colpire i preti pedofili ma Benedetto XVI nonostante la sua decisa azione contro 'la sporcizia nella Chiesa'". In proposito, l'emittente della Santa Sede cita l'intellettuale statunitense George Weigel, per il quale "il Papa e' sotto attacco perche' afferma l'esistenza della verita'", mentre "forze potenti in Occidente" la negano.

"La Chiesa - ricorda la nota trasmessa nel radiogiornale internazionale - difende la giustizia, e la prima giustizia e' il diritto alla vita, difende la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna". Cosi' c'e' chi vede "nelle mancanze di alcuni figli della Chiesa l'opportunita' di distruggere gli insegnamenti della Chiesa", escludendola dal dibattito pubblico su temi cruciali; per non parlare poi di "avvocati senza scrupoli che tentano di mettere le risorse del Vaticano alla portata dei tribunali". In questo attacco, rileva Radio Vaticana, "Weigel vede anche il coinvolgimento di settori cattolici che perseguono una rivoluzione mai realizzata: fine del celibato, ordinazione delle donne e diminuzione dell'autorita' dei vescovi".
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Di Loredana Morandi (del 06/04/2010 @ 12:20:58, in Magistratura, linkato 1492 volte)
Di seguito alcuni stralci dell'ultimo articolo di Bruno Tinti per Il Fatto di Travaglio, dal titolo "Csm: il sorteggio incostituzionale". Personalmente lo trovo incomprensibile, o quanto meno trovo inappropriata la sua "picconata" su tutta la magistratura, che oggi attende la "mannaia" governativa a privare il Csm di gran parte della sua autonomia. A meno che l'illustre giurista non sia novello dedito alla corrente inenarrabile del "divide et impera".

Mi limiterò alle sole definizioni, perché sono davvero molto colpita dalla linea simile in tutto a quella del Premier contro il partito dei "giudici". Una picconata data alla magistratura con la scusa del "qualcosa si deve pur fare" stante lo sforzo e l'impegno democratico di MD e Movimento per la Giustizia - Articolo 3 per le "primarie" di "Area" alle quali, sono convinta, hanno partecipato  se non ideologicamente almeno fisicamente o nella discussione di corridoio anche tanti magistrati di Unicost e Magistratura Indipendente.

A mio avviso e tutto sommato il ruolo svolto dai profeti vecchi e nuovi del "cosa fare" non inficieranno minimamente l'unica possibile soluzione alle proposte anticostituzionali del Ministro: incrociare le braccia. Si, proprio come i magistrati della Repubblica Democratica del Congo, se per la libertà di informazione siamo già a quei livelli.
E poi, c'è la Consulta e l'istituto costituzionale del "referendum" popolare, che non deve mai più essere gestito da piacioni, saltimbanchi e politici d'improvvisazione... L.M.

Brani tratti da

"Csm: il sorteggio incostituzionale che vuole Alfano"


No alla proposta del ministro, ma qualcosa deve cambiare

Alfano vuole una nuova legge elettorale per il Csm: dice che i magistrati che lo compongono vanno sorteggiati; così s’impedirà alle correnti di lottizzarlo, come è avvenuto finora. Naturalmente dei componenti politici non si parla proprio: quelli continueranno ad essere nominati con il buon vecchio metodo della spartizione partitica.
Io conosco bene il problema perché questa idea del sorteggio l’ho avuta per primo, quando facevo il magistrato e non mi piacevano (come non mi piacciono ora) le correnti. Non è così facile come sembra, anche se sarebbe proprio cosa buona e giusta. Cerco di spiegare perché. C’è l’Associazione Nazionale Magistrati, una sorta di sindacato, che è però solo un contenitore di quattro correnti, Magistratura Democratica, Movimento, Magistratura Indipendente e Unità per la Costituzione.

- omissis -

Fu naturale dunque per questi magistrati trovarsi insieme, confrontarsi, riconoscersi su basi giuridiche e culturali comuni. Nacque Md. Poco dopo nacquero altre correnti: Magistratura Indipendente, ispirata a una cultura più conservatrice e, fin da allora, in posizione critica nei confronti di Md, più progressista; e poi Unità per la Costituzione e da ultimo il Movimento. Poi iniziò un processo forse inevitabile. Ovviamente, tanti più aderenti contava una corrente, tanto maggiore era l’influenza che essa esercitava: a quanti ragazzini-ladri si sarebbe evitata la prigione! Così ogni corrente, Md soprattutto, cominciò a fare proseliti: associatevi, lavoriamo insieme per migliorare la magistratura, la legge, la giustizia! E non era solo un problema d’interpretazione della legge: si trattava di organizzazione, distribuzione dei processi, criteri di priorità; e dunque bisognava nominare capi di Procure e Tribunali che condividessero la cultura della corrente e che li gestissero in modo da realizzarne i principi. E, per fare ciò, bisognava "contare" nel Csm: lì si nominavano i capi degli uffici, lì bisognava essere presenti.

- omissis -

E poi ai vertici delle correnti c’è gente che conta Qui si fanno carriere parallele: Comitato Direttivo Centrale, Giunta, Csm, Gabinetto di qualche ministro, incarichi extra giudiziari, se proprio si deve rientrare nei ranghi, posti comodi e importanti. Negli uffici giudiziari restano i magistrati "spalatori", quelli che una brillante collega contrappose un giorno ai magistrati "scalatori". Per questo avevo immaginato un Csm nominato con sorteggio; per impedire alle correnti di continuare a spartirselo.

- omissis -

Solo che c’è la Costituzione dimezzo: perché, secondo l’art. 104, i componenti del Csm debbono essere "eletti". E sorteggiati èdiverso da eletti. Per questo la mia proposta prevedeva un "passo indietro": le correnti accettino di rinunciare a monopolizzare le elezioni del Csm; si costituisca un Comitato con il solo compito di gestire il sorteggio di 16 magistrati destinati a diventare componenti del Csm; poi si fanno elezioni formali e tutti votano per i 16 sorteggiati.

L'articolo segue qui...


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Messaggi offensivi su Facebook:
scatta la condanna al risarcimento del danno
Tribunale Monza, sez. IV civile, sentenza 02.03.2010 n° 770 (Simone Marani)



(Nel mio caso ricorrono anche la violenza privata, le minacce, gli insulti, i danneggiamenti volontari ai miei figli minori, l'istigazione di una azione di neuro-marketing e altri reati in associazione per delinquere, per la partecipazione di fatto di società commerciali. La cosa più penosa è che per tenerli a debita distanza sono anche costretta a rispondere, quando eviterei il se pur minimo pensiero).

E’ tenuto al risarcimento del danno colui che lede la reputazione, l’onore o il decoro di una persona mediante l’invio di un messaggio per il tramite del social network “Facebook”.

Lo ha deciso il Tribunale di Monza, Sezione Quarta Civile, con la sentenza 2 marzo 2010, che segnaliamo per essere stata la prima, in Italia, a trattare di uno dei siti di condivisione più popolari al mondo.

Il caso

Tizia, portatrice di una particolare tipologia di strabismo, definita “esotropia congenita”, conosce Caio, tramite “Facebook”, con il quale incomincia una vera e propria relazione sentimentale.

Il ragazzo, evidentemente assillato dalle continue e pressanti attenzioni della donna, decide di inviare a quest’ultima, sempre mediante l’utilizzo del social network in questione, un messaggio, ben visibile da altri utenti, con il quale, oltre ad intimarle di cessare ogni rapporto con il medesimo, non solo infieriva sull’aspetto fisico della giovane, ma rendeva palesi determinati gusti sessuali di quest’ultima, ledendo, in tal modo, la reputazione, l’onore ed il decoro della ragazza.

Per tale motivo, Caia decide di adire le vie legali, chiedendo al magistrato il risarcimento del danno morale soggettivo o, comunque, del danno non patrimoniale, conseguente alla lesione subita.

Il social network quale strumento di diffusione dell’espressione lesiva della reputazione

Facebook è, attualmente, di sicuro uno dei più noti social network ad accesso gratuito, sorto nel 2004 ad opera del giovane studente di Harvard Mark Zuckerberg, all’interno del quale gli utenti possono creare dei propri “profili personali” contenenti fotografie, video, informazioni personali e liste di interessi, oppure scambiarsi messaggi, sia pubblici che privati, ed aderire a gruppi di amici.

In altre parole, Facebook consente agli utenti di fruire di alcuni servizi tra i quali l’invio e la ricezione di messaggi, fino alla possibilità di scrivere sulla bacheca di altri amici, decidendo di impostare diversi livelli di condivisione di tali informazioni. E’ evidente di come gli utenti del social network siano consapevoli del fatto che altre persone possano prendere visione delle informazioni scambiate in rete, anche indipendentemente dal loro consenso. E’ quello che accade mediante lo strumento del “tagging”, il quale permette al soggetto “taggato” di copiare fotografie, video e messaggi pubblicati all’interno delle bacheche o profili altrui.

Come rilevato dal Tribunale di Monza, sebbene il sito offra ai soggetti iscritti grandi possibilità di relazionarsi con gli altri, molti sono i rischi delle “potenziali esondazioni dei contenuti che vi si inseriscono”, contenuti il più delle volte sottratti alla disponibilità dell’autore per effetto della procedura appena accennata.

La soluzione accolta dalla giurisprudenza di merito

L’istituto del danno non patrimoniale è, probabilmente, quello che più di ogni altro, negli ultimi anni ha visto un progressivo innalzamento dell’attenzione da parte della giurisprudenza, in particolare di legittimità. A tal proposito si ricorda come, secondo l’orientamento tradizionale di tipo restrittivo, si rinvenisse la risarcibilità del danno non patrimoniale solo nei casi in cui il fatto costituisse reato, interpretando limitatamente il disposto dell’art. 2059 c.c., il quale restringe la risarcibilità di tale voce di danno ai “soli casi determinati dalla legge”. Com’è risaputo, la Corte Costituzionale, con la sentenza 30 giugno - 11 luglio 2003, n. 233 disattese tale impostazione, affermando il principio secondo il quale il risarcimento del danno non patrimoniale doveva essere concesso in caso di lesione di qualsiasi “valore” di rilievo costituzionale.

Il danno non patrimoniale è sì risarcibile nei soli casi previsti dalla legge, ma questi si dividono in due gruppi: a) le ipotesi in cui la risarcibilità è prevista in modo espresso (fatto illecito integrante reato); b) quelle in cui la risarcibilità, pur non essendo prevista da norma di legge, deve ammettersi sulla base di un’interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 2059 c.c., per avere il fatto illecito vulnerato, in modo grave, un diritto della persona direttamente tutelato dalla legge (Cass., Sez. Un., sentenza 16 febbraio 2009, n. 3677).

Sul punto, il Tribunale di Monza, richiamando la recente giurisprudenza di legittimità, precisa come “nell’ambito della categoria generale del danno non patrimoniale, la formula danno morale non individua una autonoma sottocategoria di danno, ma descrive – tra i vari pregiudizi non patrimoniali – un tipo di pregiudizio, costituito dalla sofferenza soggettiva cagionata dal reato in sé considerata: sofferenza la cui intensità e durata nel tempo non assumono rilevanza ai fini della esistenza del danno, ma solo della quantificazione del risarcimento” (Cass. Sez. Un., sentenza 11 novembre 2008, n. 26972 e n. 26975).

Secondo il giudice territoriale, nella specie deve essere affermata la risarcibilità del danno morale soggettivo, quest’ultimo inteso cometranseunte turbamento dello stato d’animo della vittima del fatto illecito, ovvero come insieme delle sofferenze inflitte alla danneggiata dall’evento dannoso, del tutto indipendentemente dalla rilevanza penalistica del fatto.

Rilevanza che, secondo il giudice, si potrebbe ravvisare nel fatto sussumibile nell’ambito della previsione normativa di cui all’art. 594 (ingiuria) e, soprattutto all’art. 595 (diffamazione) c.p. “alla luce del cennato carattere pubblico del contesto che ebbe ad ospitare il messaggio de quo, della sua conoscenza da parte di più persone e della possibile sua incontrollata diffusione a seguito di tagging”.

(Altalex, 30 marzo 2010. Nota di Simone Marani)

 

Tribunale di Monza

Sezione IV Civile

Sentenza 2 marzo 2010, n. 770

Massima e Testo Integrale

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Di Loredana Morandi (del 05/04/2010 @ 09:06:26, in Magistratura, linkato 1383 volte)
LUTTO NEL PICCOLO SCHERMO

Addio Santi Licheri, giudice di Forum

Aveva 92 anni, storico protagonista del programma di Mediaset con Rita Dalla Chiesa.

ROMA - È morto a Roma all'età di 92 anni Santi Licheri, il giudice forse più famoso del piccolo schermo, storico protagonista del programma di Mediaset «Forum», condotto da Rita Dalla Chiesa. La notizia è stata confermata dalla stessa conduttrice.

Nato a Ghilarzo, in provincia di Oristano, il 13 aprile 1918, Santi Licheri è approdato a «Forum» fin dalla prima edizione (1985), dopo una brillante carriera di procuratore della Repubblica, giudice e magistrato che lo ha portato fino al grado di presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione. Dal primo giorno ha affrontato le controversie tipiche della trasmissione con garbo ed equilibrio, restandone un punto di riferimento fino alla penultima stagione.

Nota: sono in molti a dare il proprio addio su Facebook al giudice Santi Licheri, tantissimi i gruppi e i singoli operatori del diritto, mentre i gruppi nati a seguito della notizia sembrano vere e  proprie iniziative "commercial"..

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