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Non rammento: il blogger Luigi de Magistris è stato magistrato?

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 11/09/2009 @ 03:44:12, in Politica, linkato 1072 volte)
Csm, Ferranti (Pd): è un brutto giorno per la giustizia

Ferranti: Alfano ‘batta un colpo’ e prenda distanze da attacchi premier


“Quando il Csm è costretto a rilevare e condannare i ripetuti attacchi del presidente del consiglio e di altri autorevoli esponenti del governo e della maggioranza a singoli magistrati e alla magistratura tutta, è veramente un brutto giorno per la giustizia italiana”.

Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta il voto de plenum del Csm di oggi.  “E le numerose pratiche a tutela della  magistratura oggi iscritte oggi all’Odg del Csm sono la testimonianza tangibile della volontà denigratoria perseguita finora dal governo e dalla sua maggioranza.

Il ministro Alfano – conclude - batta un colpo e abbia la responsabilità istituzionale di prendere le distanze da questi beceri attacchi e dalle accuse di fantomatiche cospirazioni”.

Roma, 10 settembre 2009
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Di Loredana Morandi (del 11/09/2009 @ 05:16:37, in Indagini, linkato 1653 volte)
FaceBook: Fatti Non Parole

o della "Superbia Suicida"


Purtroppo non conosco bene la persona, perché oggi mi sarebbe occorsa una certa fantasia per scrivere il "coccodrillo" (il coccodrillo è nel gergo giornalistico il "necrologio") di una ennesima utente caduta nella trappola dei due clonatori.

Il web dei filo pedofili se la ride della grossa, quindi io non cito questa esagitata signora, che scrive il suicidio della sua credibilità politica e sociale di pseudo o millantato operatore dell'antipedofilia, da me sorpresa a fare amene conversazioni con 2 personaggi notissimi:

Sissimo Neuro, la "radio serva" tra i blog filo pedofili di Blogger.com, e ... rullo di tamburi:

Maxi Fasso, il clone ufficiale del prof. Massimiliano Frassi presidente della Associazione Prometeo Onlus - lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata. Ovvero l'uomo che commette sistematicamente il reato di "Sostituzione di Persona", così come sancito dall'art. 494 del Codice Penale, ai danni del notissimo operatore dell'anti pedofilia.

Googlare vuol dire non dover mai dire "mi dispiace" e, dato che non sono affatto dispiaciuta di veder così punita la superbia per mano di sua sorella l'ignoranza, facilito per i pigri la visione dei due blog: l'originale e il clone.

L'Originale: Pedofilia, l' Inferno degli Angeli
http://massimilianofrassi.splinder.com/

E il clone: Piedofilia, l' Interno dell' Agnello (notare le iniziali e la volgarità sottintesa)
http://maxifasso.wordpress.com

Qui sotto l'odierna istantanea dell'inqualificabile, che non merita la mia citazione.


Morale: Fatelo per i Bambini. Non spacciatevi per operatori dell'antipedofilia. Tutti i vostri titoli impallidiranno di fronte all'ignoranza provata.




Update: la conversazione continua.

Una nota è d'obbligo per tutti coloro che dovessero mai trovarsi a dover denunciare reati di pedofilia. Googlate il nome di questa persona e cancellate la sua associazione tra quelle da ritenersi serie.

L'analisi del profile della sedicente consultente, evidenzia un indiscreto quanto esagitato entusiasmo nell'incontrare e "conoscere" un pedofilo per "la prima volta in vita sua", per averne soltanto letto e superficialmente in precedenza.

Poveretta, pagherà carissima la sua bravata dato che non teme di chiamare "devianza" l'omosessualità, dimostrando così di esser priva di un briciolo di politically correct, e perché ha il carattere per divenire il prossimo zimbello dei medesimi personaggi. Oppure la rivedremo, ipotesi altresì probabile, a far da consulente per la reputazione di un pedofilo che sevizia i bambini, intenta a diffamare le famiglie delle piccole vittime.

In ogni caso è fin d'ora da ritenersi persona inattendibile, nonché inaffidabile.

Avvertenza per i miei lettori: le immagini sono state tutte scattate sul sito del gruppo contro la sottoscritta e, se il sangue non è acqua, la donnina esagitata e millantatrice sta diffamando me insieme ai due pedofili.


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Di Loredana Morandi (del 11/09/2009 @ 22:51:05, in Magistratura, linkato 1507 volte)
Csm: premier ha denigrato toghe


ROMA - E' passata con l'astensione del vice presidente del Csm, Nicola Mancino e del primo presidente e del Pg della Cassazione e con il voto contrario dei laici del Pdl, al Csm la pratica a tutela dei magistrati del processo Mills, accusati dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di agire per finalita' politiche. Nel documento si rimprovera al premier di avere usato ''espressioni denigratorie'' e di aver rivolto ''gravi accuse'' delegittimanti nei confronti del Pm e dei giudici del suo processo e lo si invita a rispettare la magistratura. E' stato, invece, dichiarato inammissibile un emendamento che faceva riferimento alle recenti dichiarazioni di Berlusconi sulle procure di Milano e Palermo che hanno riaperto le indagini sulle stragi.

L'emendamento e' stato trasmesso alla Prima commissione del Csm, che dovra' valutare - su richiesta dei laici del centrosinistra - se ci sono gli estremi per aprire una nuova pratica a tutela su queste ultime dichiarazioni di Berlusconi. Quella sui magistrati del processo Mills e' una delle sette pratiche a tutela di magistrati che oggi sono all' esame del plenum. L' assemblea di Palazzo dei Marescialli ha anche dato il via libera al documento che difende il pm di Milano, Armando Spataro, titolare del procedimento su Abu Omar, dalle accuse che gli avevano rivolto l' allora ministro della Giustizia Castelli e il presidente emerito della repubblica Cossiga.

NAPOLITANO A CSM: DISCUTERE SERENAMENTE ACCUSE DEL PREMIER - Il dibattito al Csm sulle pratiche a tutela di magistrati oggetto di accuse da parte di Silvio Berlusconi "avvenga con serenità ed equilibrio". E' l'invito che il capo dello Stato, Giorno Napolitano ha rivolto al Consiglio superiore della magistratura.

L'auspicio del presidente della Repubblica è contenuto in una lettera che il consigliere del presidente della Repubblica per gli affari dell' amministrazione della Giustizia Loris D'ambrosio ha inviato al vicepresidente del Csm Nicola Mancino. Nella missiva non si fa esplicito riferimento alle pratiche che riguardano il premier, ma in generale ai sette fascicoli oggi all'esame del plenum, quattro dei quali inerenti alle esternazioni di Berlusconi su magistrati di più uffici giudiziari, a cominciare da quelli del processo Mills. Auspicando che il dibattito al Csm avvenga con serenità ed equilibrio, Napolitano ribadisce "l'esigenza di fare" un uso "responsabile e prudente" dell'istituto delle pratiche a tutela dei magistrati, che ora, in seguito a una modifica regolamentare, è stato ancorato "a stringenti e rigorosi presupposti". L'uso di questo istituto "si giustifica - è detto nella lettera - solo quando è indispensabile per garantire la credibilità della istituzione giudiziaria nel suo complesso da attacchi così denigratori da mettere in dubbio l'imparziale esercizio della funzione giudiziaria e da far ritenere la sua soggezione a gravi condizionamenti; non anche quando mira a garantire la reputazione dei singoli la cui tutela, come per tutti i cittadini, è rimessa all'iniziativa dei magistrati interessati".

Ansa 2009-09-11 09:06

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AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎10/set/2009‎
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Roma - (Adnkronos) - Il presidente della Repubblica al Consiglio superiore della magistratura: "L'esame delle pratiche a tutela dei magistrati avvenga con ...

Napolitano a Csm: dibattito sereno

ANSA - ‎10/set/2009‎
(ANSA) - ROMA, 10 SET - Napolitano invita il Csm a discutere 'con serenita' ed equilibrio' le pratiche a tutela di magistrati oggetto di accuse del premier. ...

"Discutere le accuse del premier"

TGCOM - ‎10/set/2009‎
Il dibattito al Csm sulle pratiche a tutela di magistrati oggetto di accuse da parte di Silvio Berlusconi "avvenga con serenità ed equilibrio". ...

«Il premier ha denigrato le toghe»Sì del Csm a tutela della Gandus

Corriere della Sera - ‎10/set/2009‎
Mancino si è astenuto dalla decisione. Lettera di Napolitano in apertura del plenum: «Serve equilibrio» ROMA - Il plenum del Csm ha approvato la pratica a ...

Il Csm: il Cavaliere denigra i magistrati

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Napolitano parla, il Csm se ne frega

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Un attacco durissimo, fuori dai limiti concessi al Consiglio Superiore della Magistratura. E che fa già capire come sarà rovente l'autunno giudiziario di ...

Il Csm difende i giudici dagli attacchi

inviatospeciale - ‎10/set/2009‎
l plenum del Csm ha approvato ieri sette pratiche a tutela dei giudici di vari uffici giudiziari, quattro delle quali riguardanti le accuse lanciate negli ...

Csm: «Il premier rispetti le toghe» Napolitano richiama alla serenità

Corriere Canadese - ‎10/set/2009‎
ROMA - Il presidente del Consiglio rispetti la magistratura, non «denigri» i giudici e pm accusandoli di agire per finalitàpolitiche perché così si lede la ...

Il Colle pompiere preventivo

Europaquotidiano.it - ‎10/set/2009‎
Il presidente della repubblica aveva chiesto «serenità ed equilibrio» e così è stato. Il dibattito, ieri, del plenum del consiglio superiore della ...

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CSM: PER LA GANDUS TUTELA CONTRO BERLUSCONI - L'ASTENSIONE DI MANCINO

Clandestinoweb - ‎10/set/2009‎
11 set. - I quattro consiglieri "laici" (Vincenzo Siniscalchi, Celestina Tinelli, Letizia Vacca e Mauro Volti) indicati dal centrosinistra ed eletti dal ...

INT - Csm e "pratiche a tutela", reazione corporativa al Colle

Il Velino - ‎10/set/2009‎
Roma, 10 set (Velino) - Il messaggio, il terzo sul tema, inviato dal capo dello Stato nella sua qualità di presidente del Consiglio superiore della ...

Caso Mills, il Csm: da Berlusconi parole denigratorie e lesive

4minuti.it - ‎10/set/2009‎
ROMA (10 settembre 2009) - Il plenum del Csm ha approvato la pratica per la tutela del giudice Nicoletta Gandus, dopo gli attacchi del presidente del ...

Napolitano: 'Discutere con serenita' ed equilibrio le pratiche sui ...

La Voce d'Italia - ‎10/set/2009‎
Roma – “L'esame delle pratiche a tutela dei magistrati avvenga con serenità ed equilibrio”: è questo l'invito che è giunto stamani dal presidente della ...

Accuse del premier ai giudici, Napolitano auspica discussione serena

PUPIA - ‎10/set/2009‎
ROMA. Il presidente Giorgio Napolitano, in una lettera letta dal vicepresidente del Csm Nicola Mancino in apertura dell'assemblea plenaria, ...

NAPOLITANO AL CSM: DISCUTETE CON SERENITA'SU BERLUSCONI

LA 7 - ‎10/set/2009‎
Il Capo dello Stato Napolitano ha inviato una lettera al Csm nella quale chiede ai consiglieri di "affrontare con serenità" il dibattito legato alle ...

Napolitano 'spegne' il CSM: Sul Berlusconi serenità e equilibrio

Cani Sciolti - ‎10/set/2009‎
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, scrive al Consiglio superiore della magistratura, l'organo di autogoverno delle toghe. ...

«Csm discuta accuse premier serenamente»

Momento-sera - ‎10/set/2009‎
Intervento del Capo dello Stato a proposito delle pratiche a tutela dei magistrati. La richiesta avanzata in una lettera firmata dal Segretario generale del ...

"Berlusconi ha denigrato i magistrati" Il Csm dice sì alla tutela ...

La Stampa - ‎10/set/2009‎
Una lunghissima seduta di plenum e il Csm che dice basta agli attacchi della politica, e in particolare, del premier Berlusconi, nei confronti delle toghe, ...

Napolitano a Csm:discussione serena su accuse Berlusconi

Reuters Italia - ‎10/set/2009‎
ROMA (Reuters) - In una lettera inviata al Consiglio superiore della magistratura, il presidente della Repubblica ha chiesto oggi all'organo di autogoverno ...
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Di Loredana Morandi (del 11/09/2009 @ 22:57:30, in Magistratura, linkato 1266 volte)
Pool Mani pulite, ecco Woodcock

Il pm da Potenza a Napoli: si occuperà di pubblica amministrazione

La riorganizzazione della Procura comincia con l´ingresso nel pool Mani pulite di Henry John Woodcock. Il pm che nei dieci anni trascorsi a Potenza ha condotto indagini clamorose, dalle tangenti Inail al Savoiagate fino a Vallettopoli, ha preso ufficialmente possesso, ieri mattina, nell´incarico di sostituto procuratore a Napoli. Ad accompagnarlo, il capo dell´ufficio inquirente, Giandomenico Lepore e il procuratore aggiunto Francesco Greco. Woodcock ha giurato davanti al presidente del Tribunale, Carlo Alemi, poi ha incontrato il pg Vincenzo Galgano. Lepore ha assegnato il magistrato alla sezione reati contro la pubblica amministrazione.

Per ora si tratta di una destinazione provvisoria, in attesa della conclusione del concorso interno che dovrà portare fra l´altro alla copertura di quattro posti all´interno dell´anticamorra. Ma la scelta appare significativa alla luce delle esperienze che Woodcock ha maturato in Basilicata, dove si è ritrovato a gestire indagini complesse e di fortissimo impatto mediatico. Sottolinea il procuratore di Potenza Giovanni Colangelo: «Ho avuto la possibilità di conoscere Woodcock nell´ultimo anno e mezzo. È stato per me un collaboratore laborioso, leale, disponibile, sempre presente in ufficio. Ha scelto di tornare nella sua città e non posso che augurargli di ottenere le soddisfazioni che certamente saprà guadagnarsi con il suo lavoro». Ieri ha preso possesso dell´incarico anche un altro pm, Claudio Basso, proveniente da Lagonegro.

Intanto il plenum del Csm ha approvato, con il solo voto contrario dei "laici" del Pdl e l´astensione del vicepresidente Nicola Mancino le pratiche aperte a tutela dei magistrati napoletani impegnati nelle indagini sul caso Berlusconi-Saccà e nelle indagini sui rifiuti per le quali il premier aveva definito «eroi» i manager di Impregilo, caso quest´ultimo durante il quale si era registrato lo strappo dopo la scelta di Lepore, non condivisa dai pm Noviello e Sirleo, di stralciare le posizioni dei prefetti Alessandro Pansa e Guido Bertolaso.
Commenta Cosimo Ferri, consigliere "togato" di Magistratura indipendente: «Il Consiglio si è fatto carico di affrontare la delicata questione del pericolo di ingerenze esterne nelle soluzioni da adottare nei procedimenti giudiziari in corso, con la preoccupazione che esse possano influenzare i rapporti istituzionali interni all´ufficio di Procura. La città ha bisogno di restare unita - conclude Ferri - e non si può permettere una disgregazione dell´azione della magistratura».

(d. d. p.)
(11 settembre 2009)
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Di Loredana Morandi (del 11/09/2009 @ 23:00:17, in Magistratura, linkato 1331 volte)
La giustizia che non c'è
Magistrati e soldi, tribunali a pezzi



Carenze di personale e budget da terzo mondo. Così nell'hinterland una causa dura quattro anni. Sponsorizzazioni private a Tivoli per le necessità di cancelleria.  A Velletri pendenti 18mila processi.


Pochi giudici, file chilometriche alle notifiche, cause - anche le più semplici - che, tra tempi tecnici, termini e istruttoria durano anni. Nulla di nuovo nelle aule di tribunale del distretto di Corte d'Appello di Roma. Terminate la canonica pausa giudiziaria d'agosto, resta drammatica la situazione nei Fori dell'hinterland. La carenze maggiori si registrano a Velletri (con ben tre sedi distaccate: Albano, Anzio e Frascati) e Tivoli. Numeri-vergogna che evidenziano tutti i mali della giustizia italiana. Così, se nella Capitale il Tribunale civile è al collasso da anni, in provincia la situazione è ben peggiore, con la legittima richiesta dei cittadini di veder tutelati i propri diritti frustrata per deficienze strutturali e di personale ormai divenute croniche. Particolarmente in ginocchio la giurisdizione civile. A Tivoli «abbiamo solo 2 giudici e, se si considera che nelle cause collegiali ce n'è bisogno di 3, si capisce quanto la situazione sia assurda, se non grottesca».

 A lanciare l'allarme è Bruno Ferraro, presidente del Foro tiburtino, che serve 78 Comuni dell'hinterland romano. Ben 38 sindaci hanno sottoscritto un appello al Gaurdasigilli Alfano per chiedere il potenziamento del Tribunale: servono personale e mezzi. Le casse sono vuote, tanto che «abbiamo dovuto far ricorso alle sponsorizzazioni private per avere il materiale di cancelleria, ma non è decoroso andare avanti così», ammette sconsolato Ferraro. Nei 78 Comuni della giurisdizione di Tivoli c'è un giudice ogni 23 mila abitanti. A Roma ce n'è uno ogni seimila, tanto per fare una proporzione. Con tempi che si dilatano incredibilmente, cause che durano anni e anni e rinvii di udienze addirittura a 8-9 mesi. Per non parlare dei procedimenti, che sono letteralmente lievitati: 19.985 dell'anno scorso contro gli attuali 25 mila.

E la giurisdizione penale non se la passa certo meglio. «Noi non possiamo neanche contare sugli sponsor, che per una Procura sarebbero imbarazzanti. Ma nei primi 6 mesi del 2009 abbiamo già speso tutto il budget annuale, sempre più basso. Abbiamo solo 8 dei 10 magistrati previsti, con un arretrato spaventoso di fascicoli risalenti anche al 2004», è il grido d'allarme de procuratore capo Luigi De Ficchy. Situazione non certo migliore ai Castelli Romani. Nel Foro di Velletri (che serve 29 Comuni con un bacino d'utenza di mezzo milione di abitanti) lavorano 9 pm e 12 giudici per quanto riguarda la giurisdizione penale; 9 giudici monocratici ordinari, 4 giudici monocratici della sezione Lavoro, un giudice per le esecuzioni, 4 giudici di pace per la giurisdizione civile. In totale 30 magistrati quando ne servirebbero almeno 40, di cui 2 da destinare alla sezione Lavoro.

Le cause pendenti sono 18 mila e la durata media di un processo civile ordinario è di 1359 giorni, cioè circa 4 anni. Ogni anno si scrivono a ruolo oltre cinquemila nuovi procedimenti e il personale amministrativo è sottodimensionato del 60%. Nella sezione distaccata di Albano ci sono 2 giudici monocratici civili, 2 giudici monocratici penali e 2 giudici di pace; le cause civili pendenti sono 2500 e un processo anche qui dura più di 4 anni. Peggio ancora nelle sezioni distaccate di Anzio (un giudice monocratico civile, un giudice monocratico penale e 2 giudici di pace) e Frascati (un giudice monocratico civile, un giudice monocratico penale e un giudice di pace). Questi i numeri-vergonga del Distretto di Corte d'Appello di Roma. La Giustizia già non funziona nella Capitale. Nell'hinterland è optional.

Daniele Di Mario
Il Tempo - 11/09/2009

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Di Loredana Morandi (del 11/09/2009 @ 23:04:33, in Magistratura, linkato 1362 volte)
Oggi la seconda giornata. Io avevo già l'accredito per la conferenza stampa, ma ho dovuto rinunciare.

"Respingimenti ingiusti e inefficaci"



Magistratura democratica, Movimento per la Giustizia e Medel a Lampedusa per una due giorni sull'immigrazione


ROMA - A Lampedusa per parlare di accoglienza e di legalità. Per essere vicini «alle vittime che in quei mari hanno perso la vita», per denunciare «l’incompatibilità della politica dei respingimenti con l’universale diritto di asilo; per riportare all’attenzione generale i doveri che allo Stato italiano derivano dall’appartenere all’Unione Europea». Con questo spirito Magistratura democratica, Movimento per la Giustizia-art.3 e Medel hanno organizzato sull’isola siciliana il convegno "La frontiera dei diritti, il diritto della frontiera". Due giorni di dibattito (oggi e domani), di confronto e di proposta.

Più di cento i magistrati che saranno presenti insieme alle associazioni del mondo dell’accoglienza e di quello cattolico. Ai lavori interverranno, oltre a Valerio Fracassi di Movimento per la giustizia e a Vito Monetti di Medel e a tanti magistrati, anche Laura Boldrini (portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati) e il regista Marco Tullio Giordana (autore del film ’Quando sei nato non puoi più nascondertì). «L’introduzione del reato di immigrazione clandestina - spiega Rita Sanlorenzo di MD -, oltre ad essere sostanzialmente priva di ogni fondamento giustificativo dal momento che la sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell’espulsione quale misura amministrativa, vale a far passare nell’immaginario collettivo l’equazione immigrato-delinquente».

Per i magistrati riuniti nelle tre associazioni «le restrizioni nei confronti dell’immigrazione regolare e il rifiuto degli strumenti di assorbimento della clandestinità, non faranno altro che aumentare il numero degli irregolari» destinati ad ingrossare le fila dei lavoratori in nero, senza diritti e garanzie, o del mondo della microcriminalità. Con la norma - aggiungono - non si risolvono le esigenze della sicurezza, e «in ogni caso la sicurezza, la cui importanza è indiscutibile, non può comportare la compressione dei diritti fondamentali, principio alla base di ogni garanzia». Per i magistrati l’introduzione del reato farà ulteriormente rallentare la macchina della giustizia, «sottrarrà risorse delle forze dell’ordine al contrasto della criminalità» e contribuirà «a costruire vieppiù un’identità negativa dello straniero, rappresentato secondo una logica schiettamente e dichiaratamente xenofoba, come un potenziale delinquente».

Altro tema di discussione al convegno sarà la prassi dei respingimenti in mare, che «ha evidenziato come nei fatti in Italia si ponga nel nulla il diritto di asilo, che invece costituisce un perno irrinunciabile di qualsiasi politica sull’immigrazione». «Come giuristi e come magistrati - si legge in una nota congiunta - sentiamo il dovere di denunciare con forza le ricadute della normativa in materia di immigrazione: una normativa ingiusta, perchè contraria ai principi universali sul diritto dell’individuo a condurre un’esistenza libera e dignitosa, ed inefficace, perchè il fenomeno non si contrasta con i respingimenti e i processi, ma con una politica degli ingressi». «Andiamo a Lampedusa - concludo le associazioni - per mettere a disposizione delle formazioni sociali impegnate sul terreno dell’accoglienza dei migranti e della loro integrazione, la nostra competenza di giuristi: per contribuire a costruire insieme una cultura che del rispetto della vita umana e della solidarietà verso l’umile e il bisognoso faccia la propria bandiera, perchè la questione dell’immigrazione è ormai la questione della nostra democrazia».

La Stampa 11/9/2009
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Di Loredana Morandi (del 11/09/2009 @ 23:26:46, in Magistratura, linkato 1306 volte)
A Gubbio giustizia al centro del confronto nel PdL


Giudici e "teoremi politici", scontro nel PdL


Gubbio, 11-09-2009

Alla scuola di formazione del Pdl, a Gubbio, prima il ministro della Giustizia Alfano esclude finalità politiche nell'operato dei giudici anti mafia. Poi il presidente del Senato Schifani ribadisce il 'no' ai pm che "ripropongono teoremi politici".

Alfano ricuce
"Noi abbiamo già, come Paese, dei consolidati risultati derivanti dalle indagini svolte da valorosi magistrati. Se vi saranno elementi per riaprire processi sulle stragi, i magistrati lo faranno con zelo e coscienza e siamo convinti che nessuno abbia intenzione di inseguire disegni politici, ma solo disegno di verità". Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, risponde così alle sollecitazioni dell'Associazione Nazionale Magistrati che aveva accusato il premier Silvio Berlusconi di delegittimare i giudici che indagano sulle stragi mafiose.

Ma le parole di Alfano, visto il luogo dove sono pronunciate - la scuola di formazione del Pdl, a Gubbio - suonano anche come risposta allo stesso premier, che recentemente ha adombrato il sospetto di indagini nei suoi confronti legate a inchieste di mafia, e al presidente della Camera Gianfranco Fini, che aveva invitato la maggioranza a non avvalorare illazioni di aver qualcosa da nascondere.

Alfano non crede che l'opera dei magistrati di Palermo nasconda altri fini, come qualcuno adombra anche all'interno del partito, anche perché "una componente della criminalità organizzata, e mi riferisco - aggiunge il Guardasigilli - a quella mafiosa, ha ragioni di rancore e di ostilità nei confronti di un uomo come Silvio Berlusconi che ha contrastato la mafia nell'unico modo che la mafia teme e cioè il carcere duro abbinato alla confisca dei beni".

Fini apprezza
"La inequivocabile dichiarazione del Guardasigilli Alfano, che condivido al cento per cento, e che indica chiaramente l'auspicio del governo - fa subito sapere il presidente della Camera Gianfranco Fini - spazza via le strumentali interpretazioni e le false dietrologie circa quanto ho affermato ieri sulla necessita' di giungere alla completa verità sulle stragi mafiose degli anni '90"

Schifani puntualizza
La magistratura, dice il presidente del Senato, "mi piace meno quando alcuni singoli magistrati, seguendo percorsi contorti e nebulosi ed avvalendosi di dichiarazioni di collaboratori di giustizia che parlano per sentito dire, tendono a riproporre teoremi politici attraverso l'evocazione di fantasmi di un passato lontano che avrebbe visto congiure contro il regolare assetto delle istituzioni".

Schifani ha invece sottolineato che la magistratura "mi piace di più quando si occupa, a volte addirittura pagandone il prezzo in prima persona, del contrasto diretto e senza quartiere alla Mafia per distruggerne l'organizzazione territoriale, sradicandone le sue radici velenose e profonde".

Rai News 24

***

Anm: bene le parole di Alfano

Palamara:spero che il governo condivida

Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati dice di essere onorato dalle parole del ministro della Giustizia Alfano, che ha esaltato la serietà dei magistrati impegnati nelle inchieste sulle stragi di mafia. "Ne prendo atto con viva soddisfazione", ha detto il presidente Luca Palamara, aggiungendo: "Mi auguro che la posizione del ministro sia condivisa dall'intero governo".

TGCOM
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Una parola sola: pazzesco!

E' il mercantile descritto da un pentito di mafia. L'ha fotografato un robot della Regione. Ha uno squarcio a prua. Si vedono i fusti

Trovata la nave dei rifiuti radioattivi
l'hanno inabissata al largo della Calabria

E' una delle tre imbarcazioni che la malavita organizzata avrebbe affondato nei nostri mari con il loro carico mortale

di ANNA MARIA DE LUCA

CETRARO (Cosenza) - E' lei. E' la nave descritta dal pentito di mafia Francesco Fonti. E' come e dove lui aveva indicato. Sotto cinquecento metri di acqua, lunga da 110 a 120 metri e larga una ventina, con un grosso squarcio a prua dal quale fuoriesce un fusto. Si trova venti miglia al largo di Cetraro (Cosenza). I fusti sarebbero 120, tutti pieni di rifiuti tossici. E la nave sarebbe una delle tre fatte sparire nei nostri mari con il loro carico mortale.

La verità è venuta fuori oggi pomeriggio: ora ci sono le foto scattate nei fondali da un robot inviato lì sotto dalla Regione Calabria. Sono abbastanza nitide. Si vede un mercantile adagiato su una fiancata lunga dieci metri, coperto da reti, costruito dopo gli anni Cinquanta. Si vede la prua squarciata e il fusto che fuoriesce. Sono foto importantissime, che abbiamo rischiato di non avere mai.

"E' un risultato - spiega il Procuratore Capo della Repubblica di Paola, Giordano Bruno - al quale siamo arrivati grazie al sostegno dell'assessorato all'ambiente della Regione Calabria che ha mobilitato uomini e risorse economiche per questo". Sì, perché in Procura spesso non arrivano neanche i soldi per comprare la carta per le fotocopie, figuriamoci per finanziare un'operazione cosi complessa. "Sono contentissimo - continua Bruno - ma anche triste: speravo di sbagliarmi. Quella che fino a ieri poteva essere una ipotesi diventa ora un fatto concreto e rivela un progetto tanto macabro da lasciare sconcertati".

Ora le indagini proseguiranno e sono davvero tanti gli interrogativi da sciogliere. "A quella profondità - dice il Procuratore Capo - la pressione è tale che non si sa fino a che punto dei fusti possano reggere senza spargere il loro contenuto in mare. E non sappiamo quanto siano isolati".

Di certo i misteri che hanno sempre avvolto questa vicenda non lasciano sperare bene. Come aveva già confermato la Marina militare, nella zona - siamo a venti miglia al largo di Cetraro (Cs) - non ci sono relitti bellici né della prima né della seconda guerra mondiale. Ma di battaglie pare ce ne siano state ben altre nei nostri mari, diventati il tavolino dove politica e mafia giocano le loro partite di soldi e di potere.

Certo, per avere la certezza matematica di cosa ci sia in quei fusti occorre aspettare che vengano tirati fuori dall'acqua e analizzati. Ma a questo punto il quadro sembra completo anche in considerazione della presenza di un'altra nave nei fondali di Amantea, la Jolli Rosso e del recente ritrovamento in zona di una collina di rifiuti radioattivi. Per non parlare dell'aumento dei tumori sulla costa, sui quali indaga proprio la Procura di Paola.

Quali saranno i prossimi passi? "Il robot - spiega il procuratore Bruno - non è potuto entrare nelle stive. Ora servirà usarne un altro, con un supporto più "morbido" capace di fotografare anche l'interno. Il nostro lavoro continua.

(La Repubblica - 12 settembre 2009)
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Procura di Palermo: «Stupiti dal premier,
non abbiamo indagini su stragi '92 e '93»


Il procuratore Messineo: «Sorprendenti le dichiarazioni di Berlusconi, ma l'Anm ha risposto con efficacia»
       
ROMA (12 settembre) - «Mi hanno onestamente sorpreso la dichiarazione di Berlusconi su noi e sulla Procura di Milano, perché noi non abbiamo indagini sulle stragi del '92 e del '93»: così il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, di ritorno dal Medio Oriente, commenta le parole del premier sui magistrati di Palermo e di Milano. «Le indagini sulle stragi di mafia del '92 e del '93 sono di esclusiva competenza di Caltanissetta e di Firenze, noi a Palermo non abbiamo indagini su questi fatti e non potremmo neppure averne - ha detto Messineo - Quindi, davvero non comprendo come questo possa riguardare la Procura di Palermo. Non riesco a leggere a quale tipo di indagine si fosse riferito il presidente del Consiglio nelle sue dichiarazioni».

Lo scorso otto settembre, Berlusconi aveva affermato: «So che ci sono fermenti in Procura a Palermo e a Milano. Si ricominciano a guardare fatti del '92 e del '93. Follia pura. Mi fa male che queste persone, con i soldi di tutti, facciano cose cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese».

«Abbiamo sì delle indagini alle quali partecipa e collabora il pentito Gaspare Spatuzza (che sta facendo rivelazioni nuove sulle stragi di mafia ndr), ma si tratta di indagini su delitti di mafia avvenuti a Palermo - ha detto ancora Messineo - Non ha nulla a che vedere con le stragi. Il nostro angolo di visuale su Spatuzza concerne i delitti attribuiti ai contesti criminali di cui lui faceva parte negli anni in cui operava. Si tratta di vicende su cui Gaspare Spatuzza ha reso delle dichiarazioni che sono state ovviamente analizzate e che, eventualmente, formeranno oggetto del quadro di indagine. Ma noi non abbiamo nessun motivo di parlare delle stragi, e lo ribadisco ancora, perché non abbiamo nessuna competenza. Quindi, ancora meno leggibile per me è il riferimento alla Procura di Milano. Mi hanno sorpeso per questo le parole del premier».

A proposito delle polemiche dei giorni scorsi, legate alle dichiarazioni del premier e alla presa di posizione dell'Anm, Messineo dice che «l'Anm ha risposto efficacemente. Adesso leggerò con calma i giornali di quei giorni e vedrò quello che è accaduto in quei giorni in cui ero in vacanza».

Il prossimo 21 settembre, l'argomento sarà al centro della riunione di Direzione distrettuale antimafia che sarà convocata nei prossimi giorni da Messineo. «E' un argomento di notevole importanza - dice lo stesso Messineo - che esamineremo, come facciamo sempre quando ci sono argomenti particolarmente importanti. Non ho ancora preso contatti con i colleghi, molti dei quali sono ancora in ferie, ci rifletteremo soprae poi vedremo se prendere una posizione ufficiale». Messineo dice di condividere «pienamente le parole del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso», secondo cui i soldi spesi dagli italiani per gli stipendi dei magistrati «non sono soldi sprecati» e ggiunge di voler «sentire le opinioni e gli stati d'animo dei magistrati. Vediamo cosa hanno da dire anche loro. Questa vicenda riguarda tutto quanto l'ufficio per il modo in cui è stata trattata».

Il Messaggero
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Di Loredana Morandi (del 12/09/2009 @ 23:23:43, in Varie, linkato 1236 volte)
Michele Placido: «Io schifoso?
Denuncio Brunetta per calunnia»



ROMA (12 settembre) - Il regista Michele Placido ha deciso di querelare il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, per calunnia. Ieri, durante un seminario del Pdl a Gubbio il ministro aveva lanciato un duro affondo ai cineasti «parassiti» che animano la Mostra del cinema di Venezia in questi giorni. «Gente che ha preso tanti soldi e ha incassato poco al botteghino - ha detto Brunetta - Gente che non ha mai lavorato per il bene del Paese, anzi non ha mai lavorato. Ci sono orchestrali che mettono insieme orchestre che suonano poco per avere sussidi statali e poi si fanno il complessino loro. Andate a lavorare, confrontatevi con il mercato. Questo è un pezzo di Italia molto rappresentata, molto “placida”. Questa è l'Italia leggermente schifosa».

Placido, che in questi giorni al lido di Venezia ha presentato il film Il grande sogno ha preso come attacco personale le parole del ministro e ha dichiarato:«Sono indegnato, anzi indignati,io e i miei familiari perchè il ministro ha usato il mio nome». Il regista ha inoltre controbattuto con una lettera aperta.

La lettera di Placido al ministro. «Ha sbagliato persona - scrive il regista - per questo io la denuncio alla giustizia italiana. Questo signore che lei chiama Placido, leggermente schifoso, lavora per il Comune di Roma Teatro Tor Bellamonaca gratis da cinque anni, teatro di periferia signor Brunetta e sempre gratis con le risorse di pochi ha creato un teatro in Calabria per bambini in un posto di sangue e di 'ndrangheta. i miei ultimi tre film, a proposito di sovvenzioni non ne hanno avute e hanno incassato 14 milioni di euro più le vendite all'estero. Non chiedo una percentuale, ma rispetto. Ho lavorato anche con Mediaset nel rispetto dell'azienda così come ho sempre lavorato lealmente con i funzionari dello spettacolo anche di questo governo. In Francia sarei un pezzo della cultura francese, qui invece sono un pezzo, come ha detto lei, leggermente schifoso».

continua su Il Messaggero

***

L'attacco di Brunetta a cineasti e musicisti:
niente fondi ai parassiti


ROMA (12 settembre) - E’ scontro fra il ministro dell’amministrazione Pubblica, Renato Brunetta, e il settimanale ”L’Espresso”. Secondo il periodico, che dedica al ministro la copertina di questa settimana, i dati sul calo dell’assenteismo fra gli statali sarebbero molto diversi da quelli diffusi nei mesi scorsi. In sintesi, secondo l’Espresso, Brunetta avrebbe «vantato risultati clamorosi contro gli assenteisti mentre ora si scopre che le assenze non sono diminuite». Un bluff, insomma. In particolare il settimanale spiega che il ministro avrebbe utilizzato dati a campione concentrati su «singole amministrazioni che intendono farsi belle».

Ieri la dura replica del ministro che, nel suo intervento alla scuola di formazione del Pdl, ha difeso la validità dei dati sull’assenteismo. In particolare Brunetta ha difeso il campione sulla base del quale viene monitorato l’assenteismo fra gli statali. Campione che è «ampio e valido» perché - ha detto il ministro - comprende poco meno della metà delle amministrazioni (e i comuni più grandi)
Secondo Brunetta non è vero che l’effetto della stretta stia regredendo. «Vogliamo raggiungere un livello fisiologico di assenze - ha sottolineato il ministro - Siamo persino sorpresi nel verificare che sia a giugno che a luglio l’assenteismo è diminuito rispettivamente di un ulteriore 27,4% e 17,3%».

Al capitolo Espresso, il ministro ha legato alcune considerazioni sul Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus) che assicura i finanziamenti per il mondo della cultura. «I rubinetti del Fus vanno chiusi - ha esortato Brunetta - A tutti i parassiti dei teatri lirici, ai finti orchestrali che suonano poco e poi vogliono i sussidi pubblici, a questi dico: a lavorare. Confrontatevi con il mercato, suonate di mattina e di notte come faceva mio padre». Il ministro ha poi criticato i «cineasti parassiti» riuniti a Venezia in occasione della Mostra del Cinema: «Persone - attacca il ministro - che hanno preso milioni di euro di soldi pubblici e poi al botteghino hanno incassato pochissimo. Gente che non ha mai lavorato per il bene del paese, anzi che non ha mai lavorato. Questa Italia è leggermente schifosa». Dopo aver dato ragione sulle banche «10-100-1000 volte al mio amico-nemico Tremonti», Brunetta ha detto che «la Cgil e i sindacati della scuola se ne fregano dei cittadini e rappresentano un certo culturame parassitario». Infine per il ministro governo e Pdl sono «gli eversori, gli smontatori di un’Italia parassitaria. Siamo gli smontatori della borghesia radical chic ed autoreferenziale di merda. Dobbiamo essere i distruttori di questa Italia».

Il Messaggero
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