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 Opinione di Lunadicarta condivisa dal Consiglio di Stato Americano: foto tali da ispirare i militar... di Lunadicarta
 
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Quando un uomo comune attinge alla conoscenza, è un saggio; quando un saggio attinge alla comprensione, è un uomo comune.

detto Zen ...
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 10:26:55, in Politica, linkato 1358 volte)
Una logica conseguenza ai fatti di sabato... L.M.

Vasta operazione di polizia dopo gli incidenti di Roma

Indignati, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici

E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo piu' radicale.

Roma, 17-10-2011

E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo più radicale. Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati nell'operazione partita all'alba e che sta interessando tutte le regioni, dal Trentino alla Lombardia,
dal Lazio alla Sicilia. L'operazione fa seguito ai gravi incidenti avvenuti a Roma nel corso della manifestazione degli indignati sabato scorso.

Le perquisizioni avviate nell'ambito dell'operazione coordinata tra polizia e carabinieri, si sono concentrate dove è più forte la presenza di aree antagoniste e aggregazioni di anarco-insurrezionalisti. In particolare ad esempio a Torino dove è storicamente forte la presenza di centri sociali vicini agli anarchici

La Digos della Questura di Napoli sta effettuando in città e provincia una decina di perquisizioni in abitazioni di persone ritenute legate all'area antagonista. Secondo quanto si è appreso, la ricerca degli investigatori si concentra sulla detenzione di materiale esplosivo.

Agenti della Digos e carabinieri stanno eseguendo alcune perquisizioni anche Milano nell'ambito dell'operazione tesa a identificare i responsabili degli scontri durante la manifestazione di Roma. A quanto si è saputo, nel capoluogo lombardo non vi sono stati per ora arresti. Le perquisizioni riguardano esponenti dell'area anarchica


http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=157502

La Rassegna

Dietro i BB, un blocco di teppisti fra No Tav, ultras e quelli di Terzigno

di Massimo Solani


«Non rompere che finisci male». Sotto il casco e la maschera antigas, gli occhi sono azzurrissimi. Impossibile capire quanti anni abbia di preciso, ma sono sicuramente meno di trenta. Giovanissimo, come più o meno tutti gli altri che assieme a lui, mezz’ora dopo la partenza da piazza della Repubblica, hanno riposto negli zaini magliette e occhiali da sole per indossare la divisa che li accomuna tutti. La dinamica è semplice: si forma un capannello, tutti stretti attorno al “compagno” che si nasconde in mezzo per la sua trasformazione. È così che il ragazzo più normale del mondo, almeno in apparenza, diventa un incappucciato in nero pronto ad assaltare vetrine e forze dell’ordine con la stessa facilità. Invisibili in nero, comparsi nella pancia del corteo fra la bandiere No Tav e quelle dei Cobas. Impossibile strappar loro qualche parola, pericoloso fotografarli. Le minacce sono il primo avvertimento, spintoni e mani in faccia il passo immediatamente successivo. Si muovono compatti, apparentemente senza ordini o capi. Eppure c’è qualcuno che li coordina, quando si alzano al cielo la mani facendo ruotare in aria pollice e mignolo in quello che una volta era il saluto dei surfisti brasiliani (reso famoso dall’esultaza di Ronaldinho) e che per tutti significa la ritirata dopo un’azione. Una generazione cresciuta nel “mito” degli incidenti del G8 di Genova, svezzata fra contestazione studentesca, centri sociali e curve degli stadi. Fra loro moltissime ragazze. Che sarebbero arrivati a Roma era noto a tutti e in questi giorni la Digos della capitale si era tenuta in costante contatto con le Questure di mezza Italia. Difficile immaginare però che sarebbero stati così tanti. Duecento, forse addirittura trecento a vederli schierati dietro al camion di “San Precario”. «San Giovanni non è la nostra piazza scandisce una ragazza al microfono non ci prestiamo al gioco di quattro capetti».

E alla fine sono proprio loro a prendersi la scena e cancellare tutto il resto di una giornata che resta come una ferita. «Gruppi di teppisti criminali», li bolla a fine giornata il capo della Polizia Antonio Manganelli. Black bloc, li etichetta la stampa. Ma è una semplificazione che non serve, e che comunque non aiuta a capire quel brodo di violenza e rabbia sociale che per un intero pomeriggio ha tenuto in ostaggio Roma. Molti di loro, ad esempio, vengono da Napoli e dintorni. Scrivono con lo spray “Terzigno resiste” e sono in prima linea negli scontri di piazza San Giovanni come lo erano un anno fa quando era il momento di bloccare l’apertura della discarica. Poi ci sono in No Tav, per lo più giovani dei centri sociali del Nord Italia (da Torino e Milano gli allarmi che più preoccupavano nei giorni scorsi la Questura romana), veneti e romani. Anche le modalità dell’aggressione alla polizia in via Emanuele Filiberto, del resto, portano la loro firma, con quegli agguati e le sassaiole nascosti fra gli alberi, in alto rispetto alla strada, mimetizzati fra la vegetazione dei giardini. E poi gli ultras, per lo più romani. Abituati a cercare il contatto con la polizia e determinati in una dinamica di attacco frontale simile a quella che sconvolse Roma negli scontri intorno allo stadio Olimpico l’11 novembre del 2007, dopo la morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola sparato dall’agente Spaccarotella. E poi i toscani, molti toscani. Un corpo unico schierato in piazza e organizzato, con le divise nel mirino e un armamentario negli zaini. Martelli, bombe carta, e bastoni usati come asta per le bandiere. Tutto l’arsenale mostrato già, poco dopo la partenza del corteo, nel primo assalto di giornata al supermercato in via Cavour. E di lì in poi è stato un crescendo praticamente indisturbato.

«Una violenza inaccettabile», la definisce adesso il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Di sicuro non imprevedibile visto l’allarme delle ultime giornate. «Da tempo si sapeva che il corteo degli “indignati” sarebbe stato imponente e che avrebbe potuto sfociare anche in violenze attaccava ieri il segretario generale dell’Ugl Polizia di Stato Valter Mazzetti il ministro Maroni avrebbe dovuto sospendere le partite di calcio ed impiegare nella manifestazione di Roma le forze dell’ordine lì distratte». Quel che è sicuro, però, è che gli incappucciati in nero hanno colpito per ore prima dell’intervento della polizia. Una strategia studiata a tavolino che adesso però lascia più di qualche dubbio. Davvero non era possibile intervenire prima? Davvero non c’era modo di fermarli prima che le prime scintille accendessero l’incendio di piazza San Giovanni?
L'Unità - 16 ottobre 2011
http://www.unita.it/italia/dietro-i-bb-un-blocco-di-teppisti-fra-no-tav-ultras-e-quelli-di-terzigno-i-di-massimo-solani-i-1.342614

Scontri Roma, blitz contro gli estremisti

Corriere della Sera - ‎28 minuti fa‎
Un centinaio gli appartamenti perquisiti negli ambienti anarchici. Si cercano armi e indumenti. Nessun fermo Un centinaio gli appartamenti perquisiti negli ambienti anarchici. Si cercano armi e indumenti. Nessun fermo MILANO - Una vasta operazione in ...

Scontri Roma, operazione contro anarchici in tutta Italia

Reuters Italia - ‎23 minuti fa‎
MILANO (Reuters) - Dopo gli scontri di sabato scorso a Roma durante la manifestazione degli "indignati", oggi è in corso in tutta Italia una operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto "negli ambienti dell'anarchia e ...

Blitz Ps-Cc contro estremismo radicale

ANSA.it - ‎18 minuti fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 OTT - E' in corso in tutta Italia una vasta operazione di Polizia e Cc con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo piu' radicale. L'operazione di polizia, che coinvolge centinaia di ...

Indignati/Maxi operazione contro gruppi anarco-insurrezionalisti

TM News - ‎13 minuti fa‎
Roma, 17 ott. (TMNews) - Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati dalle prime ore del mattino in una vasta operazione con perquisizioni e controlli negli ambienti dell'anarco-insurrezionalismo e che sta interessando tutte le regioni ...

Guerriglia a Roma, perquisizioni e controlli fra glli anarco ...

Il Sole 24 Ore - ‎14 minuti fa‎
È in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo più radicale. L'operazione, iniziata all'alba e ancora in corso, ...

Indignati/ Perquisizioni nell'area anarco-insurrezionalista

TM News - ‎1 ora fa‎
Milano, 17 ott. (TMNews) - Perquisizioni e controlli nei confronti di presunti appartenenti all'area anarco-insurrezzionalista sono in corso dall'alba di questa mattina in diverse provincie italiane. Si tratta di un'operazione congiunta svolta da ...

Maxi-operazione in corso contro gli anarco-insurrezionalisti

Mattino Padova - ‎53 minuti fa‎
Blitz e perquisizioni in tutta Italia di Polizia e Carabinieri dopo gli scontri di sabato scorso alla manifestazione degli “indignados”a Roma. A Padova sotto osservazione il “Gramigna” ROMA. E' in corso su tutto il territorio nazionale una vasta ...

Indignati , blitz e controlli in tutta Italia Foto I black bloc ...

TGCOM - ‎1 ora fa‎
09:25 - All'indomani dei durissimi scontri tra black-bloc e forze dell'ordine, che ha visto Roma messa a ferro e fuoco, con devastazioni e atti di vandalismo, è in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con ...

Black bloc a Roma. Maxi operazione contro anarco-insurrezionalisti

SICILIAWAY - ‎1 ora fa‎
Violenti, giovani e allenati alla battaglia, in corso perquisizioni in tutta Italia. Indagano carabinieri e polizia Addestrati per combattere. I black bloc che sabato pomeriggio hanno devastato Roma, portando il terrore tra i manifestanti della ...

Indignati, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici

RaiNews24 - ‎1 ora fa‎
E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo piu' radicale. E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta ...

Scontri Roma, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
oma, 17 ott. (Adnkronos/Ign) - E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo più radicale. Sono centinaia gli uomini ...

Anarco-insurrezionalisti, perquisizioni in tutta Italia

Quotidiano.net - ‎1 ora fa‎
Perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia sono in corso in tutta la Penisola. Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati Roma, 17 ottobre 2011 - E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di ...

Indignati, perquisizioni in tutta Italia

Sky.it - ‎1 ora fa‎
A due giorni dagli scontri tra black bloc e forze dell'ordine è scattata un'operazione su tutto il territorio italiano verso l'area anarco-insurrezionalista. Polizia e Carabinieri sarebbero alla ricerca di materiale esplosivo Due giorni dopo gli ...

10:26 SCONTRI A ROMA: PERQUISIZIONI NEL COSENTINO

ANSA Valle d'Aosta - ‎5 minuti fa‎
(ANSA) - COSENZA, 17 OTT - Una ventina di perquisizioni sono state fatte eseguite stamani tra Cosenza e alcune localita' della provincia da polizia e carabinieri nell'ambito dell'operazione scattata a livello nazionale contro gli anarco ...

Anarco-insurrezionalisti, perquisizioni in corso a Milano

Il Giorno - ‎1 ora fa‎
Vasta operazione di polizia e carabinieri negli ambienti dell'estremismo. Al momento non ci sono stati arresti Milano, 17 ottobre 2011 - Agenti della Digos e carabinieri stanno eseguendo alcune perquisizioni a Milano nell'ambito dell'operazione tesa a ...

10:10 SCONTRI ROMA: PERQUISIZIONI NELLA CAPITALE

ANSA Valle d'Aosta - ‎5 minuti fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 OTT - Perquisizioni sono in corso a Roma da parte delle forze dell'ordine nell'ambito dell'operazione scattata dopo i disordini di sabato a Roma. Le perquisizioni riguardano sia esponenti che luoghi di ritrovo dell'estremismo radicale ...

Scontri a Roma: perquisizioni e controlli contro Anarco ...

RomaToday - ‎35 minuti fa‎
La manifestazione romana del 15 ottobre sta avendo ripercussioni sull'interno piano nazionale. Da questa mattina è in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti ...

SCONTRI A ROMA, BLITZ IN TUTTA ITALIA: I COLPEVOLI SI CERCANO TRA ...

Roma Capitale News - ‎44 minuti fa‎
La Polizia ei Carabinieri sono a lavoro proprio in queste ore per cercare di individuare i responsabili degli scontri di sabato pomeriggio a Roma. I blitz sono in contemporanea in tutta Italia tra gli ambienti anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo ...

INDIGNADOS, BLITZ DELLE FORZE DELL'ORDINE IN TUTTA ITALIA

Free news online - ‎1 ora fa‎
Sono in corso in queste ore le perquisizioni e le indagini di Carabinieri e Polizia in varie città d'Italia per individuare i responsabili degli scontri di Roma di sabato pomeriggio. Mentre si attende martedì quando il Ministro Maroni riferirà in ...

Indignati ultime notizie: perquisizioni in tutt'Italia contro ...

iGossip - ‎1 ora fa‎
Indignati ultime notizie: perquisizioni in tutt'Italia contro anarco-insurrezionalisti. Quanto accaduto sabato scorso nella Capitale è un fatto gravissimo per il nostro Paese. La polizia ei carabinieri stanno perquisendo le varei zone dove sono ...

Caccia agli estremisti in tutta Italia

Vanity Fair.it - ‎1 ora fa‎
Polizia e carabinieri hanno iniziato all'alba perquisizioni e controlli negli ambienti anarco-insurrezionalisti. Operazioni dalla Sicilia al Trentino E' caccia ai black bloc. Dopo gli scontri avvenuti a Roma nel corso della manifestazione degli ...

Operazione Cc-Polizia contro anarchici

Il Giornale di Pozzallo - ‎1 ora fa‎
Posted by admin on ott 17th, 2011 and filed under Sicilia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed. Vasta operazione di Polizia e Carabinieri in ...

SCONTRI A ROMA, IN CORSO BLITZ IN TUTTA ITALIA: SI CERCA TRA GLI ...

Clandestinoweb - ‎1 ora fa‎
Sono in corso in contemporanea in diverse citta' d'Italia i blitz di Carabinieri e Polizia per individuare le persone coinvolte negli assalti alle Forze dell'ordine durante la manifestazione degli indignados di sabato a Roma. ...

Operazione contro anarcoinsurrezionalisti Perquisizioni e ...

Il Fatto Quotidiano - ‎2 ore fa‎
E' in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo più radicale. L'invio dei commenti è temporaneamente abilitato solo .
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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 08:02:04, in Politica, linkato 1319 volte)

Ho avuto il piacere di conoscere l'autore dell'articolo ad una conferenza in giugno. E' un poliziotto e un sindacalista del Silp Cgil, il suo è un pensiero critico e sincero sull'organizzazione logistica delle forze dell'ordine e su ciò che vivono realmente in quelle ore  i "caschi blu". Il suo pensiero in merito agli organizzatori "laici" è decisamente più "buonista" del mio, che pure predico il "grande passo" e la scelta di civiltà di portare in piazza  con il movimento anche i sindacati di polizia. Sarà che io dico sempre grazie, perché con noi pacifisti e artisti gli uomini delle forze dell'ordine hanno collaborato in perfetta armonia. L.M.

15 ottobre, riflessioni di un poliziotto


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-15_195402.jpg


Dopo la difficile giornata di ieri e una notte che avrebbe dovuto portare consiglio al risveglio mi trovo con le stesse convinzioni di ieri: in piazza San Giovanni è stata sconfitta la democrazia.

La rete mette a disposizione materiale su quello che è accaduto ieri, c’è l’imbarazzo della scelta: ci sono i violenti che devastano (minoranza) e le persone pacifiche (la maggioranza) che manifestavano e che cercavano addirittura di fermare i violenti. La condanna delle forme di violenza è alla base della civiltà e della convivenza e questo è il primo punto fermo; il secondo è la libertà di espressione e di manifestare nel rispetto della leggi, questo purtroppo non è avvenuto e la responsabilità va attribuita allo Stato che attraverso le sue Istituzioni non è riuscito a garantire lo svolgimento di una manifestazione.  Che senso ha criminalizzare il movimentismo? Chiedergli l’isolamento dei violenti? Il movimento esprime disagi, rappresenta problematiche che una classa politica vera ascolterebbe per trovare soluzioni attraverso soluzioni legislative.  Il male superiore diventano le persone che scendono in piazza o quelli che approfittano di questi eventi per mettere in pratica violenze e devastazioni? Si rischia di trasformare le vittime in carnefici se si generalizza in modo superficiale. Perché le Istituzioni non riconoscono di aver fallito? L’ordine Pubblico di ieri è stato fallimentare e ha segnato una sconfitta per tutti noi.

Ieri se non fossi stato di servizio avrei partecipato con mio figlio, qualcuno forse può darmi del violento o tacciarmi per uno che non contrasta la violenza?

La città era blindata, gli uffici periferici praticamente chiusi per aver fornito uomini e mezzi all’emergenza della capitale e il risultato è sotto gli occhi di tutti; che l’apparato della sicurezza non ha funzionato è evidente come il fallimento di una sistema che si limita a blindare senza prevenire. 

I modelli di ordine pubblico non si creano con un giorno ma se per anni si svuotano di significato gli apparati investigativi (con tagli o continui prelievi per pattuglioni e ordine pubblico) resta solo il modello “militare” fatto di un’enorme “fanteria” dislocata per strada senza una preparazione adeguata e senza equipaggiamenti. 

Ieri ero con altre decine di colleghi in piazza del parlamento, la stragrande maggioranza non aveva esperienze di Ordine Pubblico, personale preso in ogni ufficio per fronteggiare il grande evento, siamo stati schierati e pronti ad intervenire dalle 13 fino alle 22 potendo fruire del solo sacchetto vitto delle 13 e senza altro fino alle 23.00 (inizio servizio alle 11,30 e fine servizio ore 23.00), un fallimento anche dell’organizzazione interna che continua a non rispettare i lavoratori di polizia, i loro contratti e la loro dignità professionale. 

Il modello “militare” era stato  applaudito in occasione del 1° Maggio  (nonostante violazioni contrattuali nei confronti dei lavoratori di polizia) e ierii invece si è dimostrato fallimentare, come lo era stato il 14 dicembre, evidentemente perché lo stesso modello non può essere applicato per il black bloc e per i pellegrini.

Oggi molti dei colleghi coinvolti negli scontri saranno nuovamente impiegati per garantire l’ordine pubblico allo stadio, ragione in più per ritenere questo modello non più accettabile anche per limiti operativi evidenziati e per la mancanza di rispetto per i lavoratori di polizia.

Noi che facciamo sindacato e conosciamo i meccanismi interni le pecche di un modello militare che è solo scenico, dove la preparazione e la professionalità sull’ordine pubblico sono subordinate alla “scenografia”. Quando poi si creano situazioni di guerriglia urbana è difficile tenere la situazione sotto controllo, se non si riesce  a prevenirle dopo diventa difficile, se non impossibile, gestirle. In altre occasioni si è bonificato il percorso, sono stati tolti i cassonetti e  sigillati i tombini proprio per prevenire incendi e la possibilità di alzare barricate.

Un modello diverso di società e un diverso modello di ordine pubblico sono alla nostra portata o resteranno un’utopia?

Lo squallore peggiore continua a fornirlo gran parte della classe politica che sta esasperando il paese con la loro politica di macelleria sociale, con manovre economiche che non intaccano ricchezze e privilegi ma affamano le persone e che si presenta in tv a commentare e strumentalizzare proteste legittime e pacifiche nella stragrande maggioranza, incapace di comprendere che alla base di tutto ci sono loro e della loro incapacità di governare nell’interesse pubblico.

Oggi proporranno inasprimenti delle pene, nuove compressioni dei diritti individuali facendo finta di non capire che la sicurezza urbana, che loro continuano a tagliare, non si esaurisce con il contrasto alla prostituzione ma passa per tutte le libertà, anche quelle di scendere in piazza per poter esprimere le proprie idee.

*Mirko Carletti è poliziotto e sindacalista del Silp Cgil

Mirko Carletti per Paese Sera
Domenica, 16 ottobre 2011
http://www.paesesera.it/Opinioni/15-ottobre-riflessioni-di-un-poliziotto
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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 07:47:33, in Politica, linkato 1643 volte)
Direi che è stato fortunato, se ho capito bene ed ha subito una frattura dello zigomo doveva essere svenuto all'istante. L.M.

LA GUERRIGLIA A ROMA DURANTE IL CORTEO DEGLI INDIGNATI

Il carabiniere del blindato in fiamme:
«Senza casco sarei morto»


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-16_020422.jpg

Il militare era nel mezzo assaltato dai Black bloc in piazza S. Giovanni: mai vista una cosa così. Un poliziotto: troppo vecchi per correre dietro a 20enni

ROMA - «Di manifestazioni ne ho fatte, ma non ho visto mai una cosa così». A parlare è Fabio. T. , 31 anni, il carabiniere sfuggito dal suo blindato in piazza San Giovanni appena poco prima che i Black bloc lo dessero alle fiamme nell'assalto alle forze dell'ordine durante il corteo degli Indignati sabato a Roma. Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo e per molti minuti hanno lasciato con il fiato sospeso migliaia di persone che assistevano agli scontri, nella piazza o collegate via web o tv, e che temevano per la vita dell'uomo. «Per fortuna avevo il casco, altrimenti sarei morto», ha aggiunto il carabiniere parlando con l'agenzia Ansa.

IN OSPEDALE - Il giorno dopo, Fabio si trova in un letto d'ospedale al Policlinico di Roma Umberto I. Ha uno zigomo tumefatto. Ed è ancora sotto choc, pur non essendo alle prime armi. Non ha perso la testa nonostante fosse sotto attacco da ogni parte, sotto una pioggia di sampietrini, bastonate, spranghe. «A un certo punto sono riusciti a spaccarmi lo specchietto - racconta - Non riuscivo più ad andare né avanti né indietro». I colpi gli hanno fratturato il naso e un osso del volto gli arrivano quando è ancora al volante della camionetta. La portiera è ormai forzata, forse grazie ad una spranga. Nel blindato non ci sono armi: solo scudi e qualche sfollagente. E allora il carabiniere Fabio decide di scendere, lascia il mezzo lì e scappa cercando di raggiungere gli altri suoi colleghi. Non riesce a ricordare nitidamente quei momenti, di come sia sgusciato via in mezzo a Balck bloc che inneggiavano alla morte dei poliziotti e di come sia riuscito ad uscirne vivo: «Non lo so, non ricordo molto. Mi sono allontanato, sono scappato via». Fabio se l'è cavata, oltre che con le fratture al naso e alla faccia (subirà un intervento otorinolaringoiatrico) solo con un ematoma alla coscia.

AGENTI OVER 50 - Ma nella giornata nera degli Indignati c'è anche un altro elemento da considerare. Tra le forze dell'ordine in piazza a Roma sabato, c'erano anche agenti ultracinquantenni «a correre dietro a ventenni che attaccavano con raffinate tecniche di guerriglia». A parlare con l'Ansa è un funzionario del Reparto Mobile, anche lui impegnato sabato per le strade della Capitale (e domenica sera a presidiare l'Olimpico per il derby romano). «Sabato - racconta - un carabiniere è stato colto da infarto mentre correva. Arrivati ad una certa età è difficile passare ore a correre con addosso casco e maschera antigas».

«SERVONO GIOVANI IN STRADA» - Ho visto anche - racconta - carabinieri reduci dall'Afghanistan indietreggiare: abbiamo passato momenti difficili». La giornata, continua, «si è conclusa purtroppo con pochi fermi ed arresti dopo ore di battaglia. Si poteva fare di più, ma un problema che pochi considerano è quello dell'invecchiamento degli agenti. Nel mio reparto ieri il più giovane aveva 47 anni ed è durissima fare lunghe corse per cinque ore con addosso casco, scudo e maschera antigas, mentre si fronteggiano diciottenni che hanno ben altra prestanza fisica. Non dimentichiamo che sabato un carabiniere è stato colto da infarto mentre correva». Sulla strada, nei servizi di ordine pubblico, sottolinea, «devono starci i giovani, che hanno il fisico ed anche l'entusiasmo. Io capisco che un padre di famiglia, con figli a casa, ci pensi non due, ma dieci volte, prima di lanciarsi con impeto contro chi ti scaglia addosso mazzette di cinque chili. E non dimentichiamo che percepiamo sette euro lorde per rischiare la vita in questo servizio». Servirebbe, ha aggiunto, «un ricambio generazionale, ma l'età media dei poliziotti continua ad alzarsi (ora è di 48 anni), visto che non si assume e si va in pensione sempre più tardi».

IL RACCONTO - L'agente passa poi a descrivere la giornata. Le avvisaglie degli scontri, spiega, «c'erano: fin dall'inizio abbiamo visto nel corteo frange di malintenzionati col volto travisato, scudi e corpi contundenti. Li tenevamo sotto controllo fin da quando sono arrivati dalla metropolitana, ma si sono nascosti tra la folla pacifica. E non è vero - precisa - che i manifestanti li hanno isolati, perchè uscivano continuamente per attacchi a negozi, banche ed auto per poi tornare nel corteo». Ciò, osserva, «ha reso difficile il nostro intervento perchè catturare queste persone avrebbe comportato il rischio di colpire la folla».

«I VIOLENTI HANNO AFFILATO TECNICHE ATTACCHI» - Rispetto ad un'altra giornata nera, quella dello scorso 14 dicembre, prosegue il funzionario, «i violenti hanno ulteriormente affinato le loro tecniche di guerriglia, avvicinandosi alle forze dell'ordine, filmandole e chiamando poi sul cellulare i loro compagni per segnalare i punti deboli. E lì hanno colpito, dopo il Colosseo ed in via Labicana, dove i nuclei erano meno numerosi perchè il grosso stava presidiando le zone istituzionali». L'intento preciso dei 'nerì, secondo l'uomo, «era quello di dividerci per aggredirci. Noi dovevamo quindi non rispondere alle provocazioni e rimanere compatti». Il problema, considera l'agente, «è che occorrerebbe fermare i violenti prima che entrino nel corteo. Per farlo bisognerebbe capire chi sono e da dove vengono e ieri, contrariamente a quanto avvenuto in altre occasioni, non avevamo il supporto delle Digos delle altre province di provenienza dei manifestanti perchè non ci sono soldi per pagare le missioni».

Corriere Sera - Redazione online
16 ottobre 2011 20:39

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_16/indignati-poliziotto-blindato-fiamme-1901841684865.shtml

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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 07:39:03, in Politica, linkato 1336 volte)



Nel video il comprensibile lancio di sassi da entrambi gli schieramenti.


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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 07:19:20, in Politica, linkato 1331 volte)



la gente grida: 

Vergogna!


E chi vuol intendere, intenda...

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Di Loredana Morandi (del 16/10/2011 @ 09:47:00, in Redazionale, linkato 2521 volte)
Gli indignati e le violenze

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-16_020118.jpg

Tutti i quotidiani di oggi sono vestiti, chi più chi meno, di cordoglio per le violente devastazioni di ieri a Roma. Il Giornale intitola "Altro che indignati, Sono Criminali". La Stampa più moderata apre con un "Follia estremista, guerriglia a Roma", Il Messaggero tra i moderati è più catastrofista ed apre con "Roma, un giorno di guerra". La Repubblica senza molto impegno ripesca un vecchio titolo ex G8 di Genova e intitola "I black bloc devastano Roma".

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-15_190024.jpg

Il Fatto quotidiano, dove scrivono solo giornalisti non giornalisti senza esperienza, fors'anche involontariamente fa eco al Giornale con il titolo a caratteri cubitali "Bande Organizzate distruggono il Corteo". L'Unità, dove invece i giornalisti sanno perfettamente cosa scrivere e che cosa succede, esce con il maxi titolo "Violentati" e le parole di Bersani  "Ascoltare i giovani", immortalato in una cattiva imitazione di Benedetto XVI come se ci si potesse dimenticare il caso Penati.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/sta_02_672-458_resize.jpg

Le violenze ci sono state, tante e gravi. Le più gravi, a mio avviso, sono state la devastazione di una parrocchia e l'incendio a via Labicana, a causa del quale sono state sfollate tre ( - 3 - ) famiglie perché il fuoco del portone ha raggiunto il secondo piano dello stabile.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-15_193243.jpg

Il problema è che a Roma, a far data dal consolidarsi dei rapporti movimentisti con i manifestanti vesuviani della "munnezza", entrano materiali esplosivi di provenienza partenopea, acquistati e ceduti a pochi soldi presso la miriade di fabbrichette anche illegali di botti, petardi e affini.  Tutta roba che, coloro che di volta in volta sono denominati a casaccio tute bianche, disobbedienti, anarchici, black bloc, centri sociali di destra o di sinistra, riutilizzeranno per il prossimo attentato ad una caserma dei Carabinieri.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-16_020422.jpg

Vero che i contenuti politici e sociali della manifestazione di ieri richiedessero una presenza di piazza forte, niente a che vedere con le manifestazioni pacifiste.  Vero, per tutti coloro che conoscono la piazza, che la prima carica di polizia innesti il seme dell'ira e generi la violenza in chiunque, e se c'è un sasso o una bottiglia li vedremo volare, considerando che questo accade anche nelle manifestazioni solo sindacali quando i blocchi di polizia, creando veri e propri inghiottitoi di persone, impediscono alla folla di fluire naturalmente.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/305847_10150320449986403_638851402_8678412_1869666395_n.jpg

Vero che questi teppisti siano organizzati, ma da quel che vedo nelle fotografie si tratta  però di ragazzi molto giovani, probabilmente nella fascia intermedia tra l'ultimo anno di scuole superiori e il primo anno di università. Infatti, sarebbe interessante sapere chi sono coloro che tirano i fili di questi burattini dalla testa calda e dove stipano le riserve dinamitarde. Internazionali, no non credo, nonostante le numerose dichiarazioni a riguardo.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-15_193211.jpg

Durante il rovente pomeriggio romano è arrivato via news di agenzia anche l'atto di dissociazione dalle violenze degli organizzatori, il Comitato 15 ottobre, giusto e seriamente motivato. Sono i sindacati di Base di solito a fornire un eccellente servizio d'ordine alle manifestazioni di piazza, così sono i loro delegati a sorbirsi ore e ore di discussioni con tutte le organizzazioni promotrici. Ma le ultime piazze studentesche e quest'ultima degli indignati non si potevano tenere, contro la determinazione di "certi" organizzatori.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/300300_110638449046750_100003017856599_74453_835922948_n.jpg

Inoltre è pur vero che nelle manifestazioni oltre ai caschi blu ci siano sempre gli uomini della Digos, che si aggirano tra i manifestanti in borghese, proprio per verificare l'accendersi improvviso di focolai di violenza. L'accusa che si può rivolgere alla Questura è una qualche disorganizzazione reale. Vero, come mai prima d'ora, che gli stessi agenti chiamati a reggere lo scontro con i facinorosi siano persone stanche, provate moralmente dalle delusioni del governo e ridotte al regime di povertà oggettiva, che ha colpito tutto il pubblico impiego e la popolazione italiana con l'aumento dell'IVA.  Più volte e ripetutamente i sindacati di polizia hanno manifestato il proprio disagio e la propria indignazione al ministro. Per il colmo dei colmi le forze di Polizia erano in piazza contro il ministro, esattamente un giorno prima degli scontri studenteschi del dicembre 2010.

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Il mio consiglio agli organizzatori è il seguente:  "Volete veramente veder cadere questo governo? Dovete portare in piazza anche i sindacati di polizia, perché non ci sono indignati più indignati dei dipendenti di Pubblica Sicurezza.

 Loredana Morandi

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MAGISTRATURA DEMOCRATICA


sull'istruttoria disciplinare nei confronti di
Miller e Narducci



L’avvio della istruttoria disciplinare presso l’ANM nei confronti dei magistrati Arcibaldo Miller e Giuseppe Narducci è una decisione autonoma del collegio dei probiviri, che eventualmente sarà oggetto di valutazione da parte del Comitato direttivo centrale dell’ANM.

Allo stato appare scandalosa la modalità con quale i mezzi di informazione hanno diffuso questa notizia, ponendo sullo stesso piano condotte e situazioni assolutamente non comparabili.

Al di là dei profili disciplinari per l’ANM, accomunare le due posizioni significa spostare l’attenzione dal vero problema che sta vivendo la magistratura italiana di questi tempi, ossia la presenza al vertice dell’Ispettorato di un magistrato costretto ad astenersi in numerose attività rilevanti e delicate.

Inoltre, sappiamo che il Comitato direttivo centrale sin dal luglio del 2010 aveva sollecitato l’intervento del collegio dei probiviri al fine di valutare la eventuale rilevanza disciplinare dei comportamenti dei colleghi coinvolti nella vicenda giudiziaria denominata "P3".

Allo stato, viceversa, non si comprende quale sia stata la genesi della iniziativa nei confronti del collega Giuseppe Narducci. Sarebbe importante conoscerla anche ai fini della individuazione della responsabilità di quella azione.

Piergiorgio Morosini
Segretario Generale di Magistratura Democratica  
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Di Loredana Morandi (del 16/10/2011 @ 02:53:15, in Magistratura, linkato 1367 volte)
14/10/2011 - POLITICA E INCHIESTE- INTERVISTA

Vietti (Csm): "Su Miller ci siamo espressi a giugno
Nessuno ha fatto nulla"

Azione a orologeria? Il vicepresidente smentisce il ministro Palma

GUIDO RUOTOLO

ROMA - Al ministro della Giustizia Nitto Palma, che sulla Stampa di ieri accusava il Csm di aver sollevato il problema di trasferire il capo degli ispettori di via Arenula, Arcibaldo Miller, dopo che lui aveva deciso di mandare gli ispettori a Napoli e Bari, risponde il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Michele Vietti: «Mi spiace dover smentire il ministro. Non è vero che il Csm si sia mosso su Miller dopo l’annuncio delle sue ispezioni a Napoli e Bari. Il plenum ha archiviato a metà giugno la pratica di trasferimento d’ufficio del capo dell’Ispettorato del ministero di Giustizia e contestualmente ha disposto la trasmissione degli atti alla quinta e alla terza commissione, per le valutazioni di competenza». E sul blitz al Senato sul processo breve, Vietti conferma che si tratta di un’amnistia mascherata: «Da parte della maggioranza c’è una “istigazione alla prescrizione”. Va evitata una Caporetto della giustizia. Dovremmo tutti lavorare insieme perché nessun processo vada in prescrizione».

Intervenendo in Aula, il presidente Berlusconi ieri ha detto che la riforma della giustizia va fatta per realizzare una giustizia giusta e porre fine al suo uso politicizzato che va avanti da troppo tempo.
«Bisogna intendersi su che cosa vuol dire “riforma della giustizia”. Se si vogliono riformare i magistrati a pochi anni dall’ultima modifica dell’ordinamento giudiziario, si agita solo uno spauracchio che non serve a nessuno. Se si vogliono dare ai cittadini risposte alla loro domanda di giustizia, bisogna rendere i processi più brevi. Per farlo bisogna avere idee. Quelle che mancano. Lo slogan sull’uso politicizzato della giustizia ormai è venuto a noia a tutti».

Vicepresidente, Arcibaldo Miller deve continuare a guidare la pattuglia degli ispettori del ministero di Giustizia?
«Il plenum del Csm nella sua delibera di giugno ha affermato: “In astratto le condotte tenute dal dottor Miller potrebbero integrare i presupposti per l’apertura di una procedura ex art. 2 Legge Guarentigie (trasferimento d’ufficio, ndr), ma il ruolo ricoperto dal dottor Miller non è a disposizione del Csm”».

Dunque, il Csm nulla puote?
«Il 21 settembre la terza commissione ha chiesto un parere all’Ufficio studi del Csm sull’ammissibilità della revoca del collocamento fuori ruolo anche per incarichi fiduciari, di diretta collaborazione con il ministro. Non aggiungo nulla di più perché ovviamente quando una commissione lavora, il vicepresidente tace».

Il ministro Palma insiste. Ieri mattina in radio ha detto che «la questione Miller è per certi versi speciosa per altri di notevole gravità.
«Grave per chi? Il Csm è un organo collegiale e assume le sue determinazioni secondo procedure garantite. È bene che nessuno lo tiri per la giacca».

Che margini d’intervento ci sono?
«Il plenum del Csm ha già espresso la sua valutazione quattro mesi fa. Da allora non è accaduto nulla. Ci sono profili giuridici e profili di opportunità. Se dei primi si occupa il Csm, i secondi sono affidati alla sensibilità del ministro».

Insomma, dovrebbe essere il Guardasigilli a rimuovere Miller. Ma intanto, il ministro Palma si schiera a favore della legge salva Berlusconi. Si giustifica dicendo che in ogni caso il processo Mills a gennaio è prescritto.
«Se le cose stanno così, conviene evitare un intervento che produrrebbe un impatto di sostanziale amnistia su altre migliaia di processi. Siamo già sotto osservazione dell’Europa per l’eccessiva durata dei processi per corruzione con riferimento a termini troppo brevi di prescrizione. Dopo la mannaia della Cirielli del 2005, che ha drasticamente tagliato i tempi di prescrizione, questa nuova sforbiciata ci porrebbe in una condizione ancor più anomala, rispetto al resto dell’Europa. E poi, mi consenta un’osservazione: perché al centro dell’iniziativa legislativa c’è sempre l’imputato e mai la parte offesa che si aspetta giustizia, e l’interesse dello Stato di esercitare la pretesa punitiva?».

Vietti, l’opposizione sostiene che il problema è l’imputato Silvio Berlusconi e che il processo breve è un vestito fatto su misura per il premier.
«Ogni prescrizione rappresenta un fallimento del sistema giustizia. La ragionevole durata del processo si rispetta arrivando a una decisione nel merito e non soffocando il processo nella culla. Per usare una metafora sanitaria sarebbe come dire che il ricovero breve comportata la soppressione del malato che non guarisce nei tempi previsti».

Nessuna vocazione punitiva l’ispezione mandata a Napoli e Bari?
«Le ispezioni sono legittimamente disposte dal ministro di Giustizia. E ricordo che a farle sono magistrati che conoscono bene l’autonomia della funzione giurisdizionale e i limiti del sindacato ispettivo che il Csm ha in più occasioni richiamato».

Sembrava che il pacchetto intercettazioni dovesse essere approvato in queste ore. E invece la corsia preferenziale è per il processo breve.
«La politica ha deciso di accantonarle? Poi non si lamenti più, non gridi “al lupo al lupo” al prossimo giro di intercettazioni pruriginose o scandalistiche pubblicate sui giornali. Io sono tra quelli che non hanno mai nascosto che i problemi c’erano. Ora prendiamo atto dell’ennesima occasione persa».

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/424758/
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Di Loredana Morandi (del 15/10/2011 @ 13:41:48, in Varie, linkato 2235 volte)
COORDINAMENTO 15 OTTOBRE
http://15ottobre.wordpress.com


MANIFESTAZIONE NAZIONALE  A ROMA
PEOPLES OF EUROPE , RISE UP!


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/los-indignados.jpg
 
Corteo da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni

- ore 14.00 -
 
 
Dalla Bolivia alla Tanzania, dal Canada, da Tirana in Albania a Tijuana in Messico, dall’Alaska alla Palestina: la Giornata mondiale di mobilitazione di domani, 15 Ottobre, vede 952 città in 82 Paesi uniti per il cambiamento globale (united for global change) come proclama lo slogan condiviso dalle milioni di persone che scenderanno in strada contemporaneamente per protestare contro le misure di austerity imposte dagli organismi finanziari internazionali appoggiate dai governi nazionali, e per rivendicare diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell'occupazione, del welfare.

Anche in Italia sono centinaia le iniziative preparatorie che si stanno organizzando in questi giorni nelle piazze e in luoghi simbolici per le vertenze cittadine. Mobilitazioni che domani 15 Ottobre confluiranno tutte nella manifestazione nazionale di Roma dove, a partire da piazza della Repubblica, centinaia di migliaia di persone daranno vita ad un corteo che attraverserà le vie della Capitale.

La manifestazione nazionale di Roma, aperta dai due striscioni PEOPLE OF EUROPE RISE UP (IN PIU’ LINGUE) e CAMBIAMO L'EUROPA, CAMBIAMO L'ITALIA, vedrà in testa i protagonisti delle lotte più emblematiche contro degli effetti delle politiche in atto e contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia che esse stanno generando.
 
La manifestazione, articolata in spezzoni organizzati dalle diverse componenti del Coordinamento 15 Ottobre, attraverserà la città a partire dalle 14.00 passando per V.Cavour, V.dei Fori Imperiali, il Colosseo, V.Labicana e V.E.Filiberto. Nel corso del corteo  una parte dei manifestanti darà vita ad “accampate” in piazze e luoghi limitrofi al percorso, senza che si creino difficoltà per il passaggio del corteo stesso. Gli studenti si concentreranno alle ore 12.00 in Piazzale Aldo Moro dal quale muoveranno per Piazza della Repubblica per unirsi al corteo. Iniziative creative si svolgeranno a lato del corteo. Gli occupanti e gli artisti del teatro Valle  animeranno con piccole performance il camion che precederà il loro spezzone.

Il corteo giungerà a P.zza S.Giovanni dove, in una prima fase, si svolgeranno brevi interventi di protagonisti di esperienze di lotta in corso nel Paese. Successivamente, sei TIR con amplificazione si dislocheranno in diversi punti  piazza per facilitare una discussione tra i presenti sulle lotte contro la crisi e le proposte di uscita da essa.  

La grande manifestazione nazionale non sarà che una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, necessario per cambiare l’Italia e il nostro continente e restituire democrazia, partecipazione, diritti.
 
Roma, 14 ottobre 2011
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Di Loredana Morandi (del 14/10/2011 @ 17:27:11, in Politica, linkato 1327 volte)
Turco minaccia denunce a destra e manca nei confronti dei dissidenti, che dichiareranno di credere che tutti i radicali eletti con i voti del PD sono passati a destra. Io continuo a ritenermi impressionata dalle relazioni della Bernardini con Alemanno e le associazioni pro pedofili italiane. L.M.

ANCORA FIDUCIA AL GOVERNO

MA MAGGIORANZA SEMPRE SUL FILO


Ancora una volta il governo guidato da Silvio Berlusconi porta a casa la fiducia. Ma, rispetto a molte altre conquistate nell'aula di Montecitorio, quella di oggi ha un significato diverso. Era un appuntamento molto atteso, che richiamava l'analogo voto di fiducia (o meglio di sfiducia) del 14 dicembre scorso. Oggi, come dieci mesi fa, la fiducia e' stata posta non per un singolo provvedimento ma sugli impegni programmatici dell'esecutivo. Allora Berlusconi ottenne 314 voti contro i 311 dell'opposizione e molte furono le polemiche che seguirono. Venne contestato al governo di non aver raggiunto i 315 voti che segnano il raggiungimento della maggioranza assoluta (i deputati sono 630 ma convenzionalmente il presidente di Montecitorio non vota facendo cosi' scendere a 629 il numero su cui fare il calcolo). Ancora, gran clamore suscito' il voto pro-governo di Polidori e Siliquini, fino ad allora Fli, di Razzi e Scilipoti (ex Idv), i voti degli ex Pd Calearo e Cesario, il non voto di Moffa, anch'egli fino a quel momento Fli.

Oggi il governo di Berlusconi (che nel pomeriggio riferira' inevitabilmente anche della situazione politica nell'incontro programmato con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano) ha raccolto invece la formale maggioranza assoluta, segnando 316 voti a favore contro i 301 no. Una maggioranza doppia, considerando che con i 617 votanti il limite richiesto era 309. L'esecutivo e' riuscito poi a disinnescare ''l'agguato'' (come lo ha chiamato lo stesso Berlusconi) organizzato dalle opposizioni: non votare ne' alla prima ne' alla seconda chiama, nella speranza che grazie ai dissidenti e ai malpancisti del Pdl dell'ultima ora, non si raggiungesse il numero legale e si invalidasse la votazione. Con un chiaro messaggio al Paese e soprattutto al Presidente della Repubblica.

Un piano che pero' e' fallito al termine della prima 'chiama', quando sono entrati in aula ed hanno votato (comunque contro la fiducia) cinque dei sei deputati Radicali eletti nel Pd. Immediatamente si e' scatenata la bagarre, con buona parte dell'opposizione che ha contestato violentemente l'iniziativa radicale. Si e' pensato infatti che l'ingresso dei cinque deputati pannelliani avesse fatto fallire la trappola messa a punto, permettendo il raggiungimento del numero legale. Ma non e' stato evidentemente cosi'.

Al di la' delle dure critiche al comportamento della pattuglia radicale (''Sono ormai fuori dal nostro gruppo'', dice la Bindi) il capogruppo del Pd Dario Franceschini assicura che ''non sono stati determinanti''. Al momento del loro ingresso, riferisce Franceschini (ma cosa analoga e' stata detta dal vicepresidente della Camera, il Pdl Maurizio Lupi), i votanti erano 322, di cui 315 a favore della fiducia e 7 contrari (i cinque Radicali e i due delle Autonomie). Il numero di 315 era stato quindi raggiunto.

Colui che ha invece rischiato di essere determinate, in negativo, e' l'ex Responsabile Luciano Sardelli - oggi gia' anche ex deputato di Popolo e Territorio, secondo quanto affermato dal capogruppo Silvano Moffa -. Sardelli, come per altro aveva gia' annunciato, non ha partecipato al voto nonostante le sollecitazioni dello stesso Silvio Berlusconi.

I colleghi Pisacane e Milo, anche loro dati per incerti, alla fine hanno pero' votato la fiducia. Assente al voto l'ex Pdl Santo Versace, che nei giorni scorsi ha abbandonato polemicamente il partito.

Complessivamente sono stati dodici i deputati che non hanno partecipato al voto. Fra questi, oltre Sardelli, ci sono Fabio Gava e Giustina Destro (indicati come 'scajoliani') e Calogero Mannino (misto). Erano poi assenti, oltre ai deputati gia' indicati, Carmelo Lo Monte (misto), Pietro Franzoso (Pdl), Antonio Gaglione (misto). Per l'opposizione erano assenti Antonio Buonfiglio (Fli), Mirko Tremaglia (Fli) ed Elisabetta Zamparutti (Pd-radicali, all'estero).

Insomma ennesima fiducia raggiunta, con la maggioranza assoluta, anche se certamente questo non plachera' le feroci polemiche di questi giorni. Considerando soprattutto che il voto di oggi ha origine nella sconfitta del governo nei giorni scorsi alla Camera sul rendiconto generale dello Stato.

http://www.asca.it/copertina-GOVERNO__CON_316_VOTI_OTTIENE_LA_FIDUCIA_ALLA_CAMERA-5003.html

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