Immagine
 .. riflesso della mente ..... di Lunadicarta
 
"
Riformare la giustizia, in senso soggettivo ed oggettivo, è compito non di pochi magistrati, ma di tanti: dello Stato, dei soggetti collettivi, della stessa opinione pubblica. Recuperare infatti il diritto come riferimento unitario della convivenza collettiva non può essere, in una democrazia moderna, compito di una minoranza.

Rosario Livatino
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/04/2010 @ 14:10:48, in Magistratura, linkato 1308 volte)
Riporto da Facebook l'articolo in cui il procuratore aggiunto Armando Spataro risponde allo scritto di Bruno Tinti di lunedì, che trovandomi "candida lettrice" mi aveva così "sorpresa". Su Il Fatto quotidiano commerciale faccio mia la risposta metereologica di Trilussa: "Piove", soprattutto in questi giorni in cui si parla di preti e pedofili, i cui articoli sono tutti indirizzati dalle organizzazioni "laiche" pro pedofilia in rete, e/o scritti da due degli autori più in voga ed acquistati tra i pedofili. E' mia opinione, infatti, che la magistratura debba essere tutelata. L.M.


Csm, il sorteggio indegno

Affidare la rappresentanza dei magistrati alla dea bendata significa ridurre l'organo di autogoverno a una bocciofila, piuttosto si cerchi di contrastare le derive corporativiste.

di Armando Spataro (*)

E dunque il lettore appassionato del Fatto ha appreso lunedì che Bruno Tinti la pensa come il ministro della Giustizia Alfano. Anzi, che è stato il precursore e che rivendica il diritto di primogenitura di uno dei progetti di riforma del Csm. Ci sarà tempo di parlare di altre criticabili proposte come quelle di alterarne la composizione e di creare una sezione disciplinare esterna al Consiglio stesso. Ma ora parliamo del possibile sorteggio dei suoi componenti. Chi sostiene tale tesi parte da un assunto largamente condiviso: le correnti dell’Anm sono il male assoluto e ne va stroncato il potere che si manifesta proprio nel momento del rinnovo quadriennale del Csm. Le correnti, infatti, designando i loro candidati nelle consultazioni previste dalla legge e dalla Costituzione e ottenendone l’elezione nella proporzione risultante dal voto dei magistrati, finiscono con l’occupare il Consiglio nella misura di due terzi (mentre l’altro terzo è di nomina parlamentare) e di conseguenza con il gestire in base ad accordi spartitori tutte le funzioni e le competenze consiliari. A partire dalla nomina dei dirigenti: uno a noi, uno a voi e la prossima volta pure!

Dunque, ha detto Tinti prima di Alfano, bisogna disarticolare il potere delle correnti che tracima anche nell’occupazione dei ruoli di vertice dell’Associazione e nelle carriere parallele dei magistrati fuori ruolo, cioè quelli destinati al ministero della Giustizia e ad altri incarichi. Ma poiché sembra impossibile convincere i magistrati a votare candidati che diano garanzie di irreprensibilità (forse, deve dedursi, perché non ne esiste alcuno), non resta che togliere alla magistratura italiana il diritto di voto. Come? Semplice, procedendo al sorteggio dei futuri componenti del Csm così da ottenere, con l’aiuto della dea bendata, un esercizio delle funzioni consiliari efficiente e super partes. Qui, però, le strade del ministro e del Tinti divergono a causa di un piccolo ostacolo: l’art. 104, comma 3, della Costituzione prevede che i magistrati eleggano i loro colleghi componenti del Csm. Certo si potrebbe cambiare la Costituzione ma, come si sa, l’iter prevede tempi lunghi.

Ecco allora che si manifestano due diverse scuole di pensiero per conciliare precetto costituzionale e guerra alle correnti. I consiglieri del ministro Alfano pensano che si potrebbe procedere prima al sorteggio di un certo numero di magistrati (50,100,200?) e poi, entro questo gruppo di fortunati, consentire l’elezione dei 16 togati previsti dalla legge. Ma, osserva Tinti, questa potrebbe essere una scelta incostituzionale perché non pare che il diritto di voto possa soffrire limitazioni. Dunque, meglio sarebbe che le correnti organizzassero il sorteggio dei 16 magistrati e poi impegnassero tutti a votarli. La soluzione proposta da Tinti, insomma, si fonda sullo stesso esercizio del potere correntizio che vorrebbe contrastare e prevede che circa 9000 magistrati (vuoti d’organico permettendo) votino passivamente coloro che viene loro ordinato di votare. Francamente,non riesco ad immaginare una proposta più lesiva della dignità dei magistrati italiani di quelle legate alla possibilità di sorteggiare – direttamente o indirettamente – i componenti del Csm. Si tratta di una visione “istituzionale” non solo contraria alla Costituzione, ma anche miope nella misura in cui attribuisce all’Associazione magistrati la natura di un “sindacato” (come Tinti dice espressamente), ignorando le ragioni della sua nascita e la sua storia nobile che la portò ad autosciogliersi durante il fascismo. Ed è una visione inadeguata al livello costituzionale del Csm che si vorrebbe deputato a compiti burocratici e di ordinaria amministrazione (trasferimenti e nomine innanzitutto), esattamente come volevano i padri della Bicamerale di infausta memoria.

Rita Sanlorenzo
, segretaria di Magistratura democratica, ha invece già ricordato che “il modello realizzato dai Padri costituenti ha consapevolmente fondato il sistema di autogoverno su una forte rappresentatività del corpo della magistratura, un modello che ha fino ad oggi tenuto, nonostante i numerosi interventi sul sistema elettorale (5 riforme in 50 anni). Modificarlo, magari per abbracciare ipotesi di evidente stampo reazionario come quella del sorteggio dei componenti del Csm, porterebbe ad annullare questa rappresentatività e dunque ad abolire il sistema di governo autonomo [...].

Il fatto che proprio su questo carattere si voglia intervenire, agendo periodicamente sui sistemi elettorali, è il segno di quanto l’obiettivo reale sia la capacità del Consiglio di essere davvero rappresentativo e per questo autorevole nella difesa della magistratura verso l’esterno”. Non è difficile spiegare in cosa consiste la “rappresentanza” della magistratura che è alla base del sistema di autogoverno se solo si accetta l’idea, certo non blasfema, che i magistrati abbiano il diritto di interloquire sul funzionamento della giustizia, sulla sua organizzazione, sulla difesa della propria indipendenza: è meglio nominare un dirigente più anziano o uno più dinamico e capace (vecchio tema di discussione)? È meglio privilegiare la specializzazione o la pluralità delle esperienze professionali? È giusto organizzare corsi di aggiornamento professionale aperti alle esperienze esterne alla magistratura? O è meglio evitarlo? In che senso interpretare la possibilità di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale ecc.?

E, passando alle valutazioni dei disegni di legge, si deve accettare la pretesa – pure negata dagli interventi degli ultimi due capi dello Stato – che il Csm resti silente sui progetti di riforma della giustizia se non interpellato dal governo? Questi e altri possibili interrogativi si materializzano all’atto del rinnovo del Csm perché è logico che, al momento di eleggerne i componenti , il magistrato elettore che intenda esprimere un voto consapevole voglia conoscere le opinioni e i programmi dei candidati. Ed è altrettanto logico che costoro, per presentarsi agli elettori, si aggreghino per omogeneità di vedute e che vogliano rendersi riconoscibili con un programma, una sigla. Sono le regole fondamentali della democrazia. E la democrazia non riguarda solo il Parlamento, riguarda anche l’elezione dei comitati di quartiere. Ecco perché all’interno dell’Associazione magistrati si sono formate le tanto vituperate correnti: luoghi di aggregazioni ideali, delle quali va contrastata non la ragiond’essere, ma solo la deriva corporativa. Voglio essere anche chiaro, però, su uno dei punti centrali che muovono i recenti “raffinati” progetti di riforma del Csm: è un fatto certo, cioè, che sulle scelte consiliari pesano, spesso in modo significativo, fattori impropri, come le appartenenze correntizie, così come le amicizie, i localismi geografici (condizionamenti che riguardano anche i componenti laici, e spesso in misura maggiore dei togati). Ma perché, allora, non sforzarsi di contrastare queste patologie, chiedendo trasparenza nelle motivazioni di ogni scelta consiliare e stimolando, all’atto del voto, il ricordo di quelle ingiustificabili? E’ forse troppo difficile discutere, o esercitare la memoria, o provare a responsabilizzare i magistrati elettori? In fondo è quanto chiediamo anche agli italiani all’atto del voto per il rinnovo del Parlamento. Non comprendo, allora, perché il Csm debba essere ridotto al rango di una bocciofila di quartiere e i magistrati al livello di persone che non sanno giudicare, orientarsi, scegliere, partecipare alla vita democratica, costrette invece ad accettare che le alte funzioni consiliari siano esercitare da colleghi selezionati in base al caso.

La risposta possibile è una sola: i magistrati sono persone da punire, anche privandole del diritto di voto.

(*) Procuratore aggiunto a Milano, segretario del Movimento per la Giustizia/Articolo 3 a Milano

da Il Fatto Quotidiano dell'8 aprile 2010

LINK http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/04/08/csm_il_sorteggio_indegno.html

Csm: il sorteggio incostituzionale che vuole Alfano di Bruno Tinti
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 09/04/2010 @ 13:33:29, in Sindacati Giustizia, linkato 1397 volte)
LA MATEMATICA NON E' IL LORO FORTE



La pubblicazione fatta dalla RdB P.I.delle tabelle sugli effetti economici dell’eventuale entrata in vigore del contratto integrativo ha suscitato reazioni scomposte tra i firmatari.
Ci accusano di mentire e di aver elaborato ad arte le nostre tabelle eppure “non abbiamo dato i numeri” ci siamo limitati a mettere a confronto: quanto percepito sino ad ieri in media come fondo di produttività collettiva e i benefici economici derivanti dall’eventuale applicazione del nuovo contratto integrativo, nulla di più.
Avremmo voluto sbagliarci sui calcoli delle nostre tabelle, ma così non è.
In allegato il volantino da affiggere in ogni bacheca

Saluto Tutti
Pina Todisco


La matematica non è un opinione
ma una scienza esatta !



La pubblicazione fatta dalla RdB P.I.delle tabelle sugli effetti economici dell’eventuale entrata in vigore del contratto integrativo ha suscitato reazioni scomposte tra i firmatari.
Ci accusano di mentire e di aver elaborato ad arte le nostre tabelle eppure “non abbiamo dato i numeri” ci siamo limitati a mettere a confronto: quanto percepito sino ad ieri in media come fondo di produttività collettiva e i benefici economici derivanti dall’eventuale applicazione del nuovo contratto integrativo, nulla di più.
Avremmo voluto sbagliarci sui calcoli delle nostre tabelle, ma così non è.
Per i centometristi della firma questa verità fa male e la pronta, giustificata e legittima reazione dei lavoratori li ha indotti a reagire arrampicandosi sugli specchi.
Tra coloro che contestano i nostri dati una forza sindacale non pubblica quali sarebbero secondo loro i conti esatti; l’altra pubblica dati simili ai nostri, dimenticando di detrarre però, come correttamente  ha fatto la RdB l’11 % dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori.
Come se non bastasse, è davvero il caso di dire artificiosamente, per tentare di pareggiare i conti con il perduto FUA ha calcolato su 19 mensilità anziché, come sarebbe giusto, su tredici gli arretrati che eventualmente si percepirebbero.
Anche l’indicazione del mese di luglio, data probabile in cui secondo questa sigla sindacale si percepirebbero gli arretrati, è molto ipotetica . Infatti al momento l’ipotesi di contratto è ancora ferma alla Funzione Pubblica e qualora passasse indenne da tutti i controlli e fosse sottoscritto definitivamente ci sarebbe da completare tutto l’iter burocratico fissato per la procedura: fatta di domande, titoli e graduatorie. Senza contare eventuali ricorsi.
Allo stato dell’arte nulla è certo meno che mai gli impegni assunti dall’Amministrazione riguardo all’ aumento delle risorse economiche del FUA, ai passaggi economici futuri, alle assunzioni promesse nel documento di programmazione economica e finanziaria ecc... ecc…
Al momento tutte queste cose sono parole, soltanto parole. I fatti al contrario ci dicono che da tre anni non ci sono interpelli per i trasferimenti, delle assunzioni neanche l’ombra, le condizioni di lavoro peggiorano di giorno in giorno, il salario è sempre più magro e le somme che per un decennio abbiamo percepito nel mese di luglio, grazie all’impegno e alle lotte di RdB, allo stato sembrerebbero perdute.
Questo è il quadro portato a conoscenza dei lavoratori da questa O.S. e lo sforzo è stato quello di informarli sulle conseguenze economiche e professionali derivanti dal nuovo ordinamento professionale.
In questo contesto dove i governanti di turno hanno posto in essere processi più o meno striscianti di privatizzazione dei servizi pubblici, è innegabile l’impegno profuso dalla RdB P.I. per arginare la profonda involuzione cui sta precipitando la Pubblica Amministrazione.
La Giustizia non esce indenne da questi progetti di smantellamento e acquisire il consenso dell’opinione pubblica, attraverso l’opera di sciacallaggio sui fannulloni oltre che annientare le resistenze dei lavoratori con l’applicazione della legge Brunetta serve ad accelerare i processi in atto.

Fermiamoli, la RdB P.I. è con te

Roma, 09 aprile 2010
RdB P.I. . coordinamento Giustizia
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pedofilia e Omosessualità in un video delle Iene


Si tratta dell'ennesimo scoop costruito da Le Iene, in onda mercoledì 7 aprile scorso, e riguarda ovviamente il caso di un prete "pedofilo", anche se in realtà si tratta di un religioso omosessuale che cade nella trappola dell'attore scritturato dalle Iene.

Un caso emblematico, che apre a numerosi scenari non solo a quello della pedofilia, in cui lo spettatore impreparato assiste ad una "iniziazione" dolce ai riti sessuali dell'omosessualità.
Il video coglie senz'altro impreparate la casalinga e la donna comune, che giustamente gridano all'orrore senza però aver capito con pienezza cosa hanno appena osservato. La medesima reazione avviene su Facebook, dove il video è distribuito purtroppo da persone estremamente superficiali.

L'orrore c'è, assolutamente, perché in uno degli scenari proposti dalle Iene tra i due adulti si intravede l'abisso senza fondo della cd "pedofilia dolce", cioè quella pedofilia affettiva promossa dai portali dell'orgoglio degli orchi e dalle centinaia di blog pedofili internazionali e non su Blogger.com che narrano delle loro relazioni, in cui si blatera di una "inesistente ed indimostrabile" sessualità vissuta e di scelta dei minori, cioè coloro cui universalmente la giurisprudenza planetaria riconosce una incapacità di giudizio fino alla maggiore età. I famosi personaggi Pedobear e Shotacat sono letteralmente le due icone della pedofilia dolce. E, tanto per la cronaca, quando Maxi Fasso (il clone di Frassi) si esprime con frasi come "non mi infangare Pedobear" è lì che avviene la sua "dichiarazione" di appartenenza.

Tutto ciò nonostante, non potrebbe gridare allo scandalo sui contenuti del video  delle iene nessun omosessuale maschio e adulto, perché la iniziazione maschile ai riti dell'omosessualità vissuta è nella stragrande maggioranza dei casi decisamente più violenta. Tutt'altro che una scelta naturale. Quante volte mi avete letto scrivere di "Monte Caprino" e dei giardini del Campidoglio in Roma? Tante. Ebbene lì conobbe l'iniziazione alla sessualità omosessuale l'"amico" di cui ho narrato, minorenne a soli 17 anni, che vergine e astemio da ogni droga venne "fatto" di coca e eroina, abusato più volte e convinto a parole di essere in stato di allucinazione da overdose. Il particolare segnante è che lo scaricarono da un auto rannicchiato su se stesso e rotto da un pianto inarrestabile sotto casa mia. Fortuna volle che non fosse overdose il down dal mix di droghe iniettate al mio amico, maggiore di me di un solo anno.

Un bel colpo quello delle Iene perché, pur denunciando tutti i possibili abusi del clero e chi cade preda del fascino di un attore che sembra un diciassettenne è certamente affascinato anche da un ragazzino di quindici o più piccolo, in conclusione ha fornito una ragione vera ad dictat di Ratzinger e il suo "fuori tutti gli omosessuali" dalla Chiesa.

Dovete però sapere che quel video e la successiva messa in onda sono Reati. La libertà di informazione non può giustificare tutto e qualsiasi attività di una redazione giornalistica, neppure quando il video nasce da una segnalazione su fatti gravi o gravissimi.

In primo luogo, che mi/ci piaccia o no, nel video sono violate le libertà personali  e la privacy dell'adescatore adescato. Secondo, ma non ultimo reato, la redazione mediaset de Le Iene pone in essere di fatto "lo sfruttamento della prostituzione" dell'attore, che di suo si prostituisce con l'adescatore adescato.

L.M.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:56:59, in Magistratura, linkato 1386 volte)
ANM Palamara: No a strumentalizzazioni su disciplinare

Va bene autonomo, ma resti dentro al Csm

Roma, 8 apr. (Apcom) - Il presidente dell'Anm, Luca Palamara, commenta le proposte di modifica del disciplinare dei magistrati presentate oggi dal Guardasigilli e sottolinea che "il tema deve essere trattato senza strumentalizzazioni, come purtroppo accade nell'ultimo periodo".

"Una sezione disciplinare esterna al Csm - dice Palamara - rischia di elmimare il tema dell'autonomia e dell'indipendenza dei magistrati. Altro, invece, è discutere di un disciplinare autonomo ma interno al Csm". A proposito di 'riforme alla francese' Palamara sottolinea inoltre che la magistratura associata "è nettamente contraria a tutto ciò che può rappresentare un ritorno al passato, con l'assoggettamento del pm all'esecutivo".

Giustizia, Alfano: sezione disciplinare fuori da Csm

Reuters Italia - ‎20 minuti fa‎
ROMA (Reuters) - Il governo è pronto a modificare la Costituzione per togliere al Consiglio Superiore della Magistratura il giudizio disciplinare sui giudici e garantire la presenza del ministro della Giustizia all'interno di questo giudizio. ...
Adnkronos/IGN - Virgilio - ANSA - Newnotizie
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:48:08, in Osservatorio Famiglia, linkato 1480 volte)
Credo di aver detto la stessa cosa all'inizio di questa sequela di insulti che ha ricoperto il Vaticano e tutto il clero nel mondo. Ma è giusto dire di più: l'Italia non è al passo con gli altri paesi europei, Francia e Germania si sono dotate di severe leggi sulla pedofilia e sulla pedopornografia online. Qui in Italia si parla della riforma della Giustizia senza uno straccio di testo, metre ammuffisce nei cassetti del Parlamento la migliore Legge europea a contrasto del fenomeno della pedofilia in Rete.

Ma la cosa più grave è che la Proposta di Legge è firmata Pagano (PdL) + più gli stralci della Proposta di Legge Veltroni (PD) + 152 firme di parlamentari bipartisan. E giace nel dimenticatoio ...

Pedofilia, interviene Famiglia Cristiana
Settimanale: 'il Papa agisce, gli Stati no'

08 aprile, 15:41

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 8 APR - 'Il Papa agisce, gli Stati no'. E' quanto sostiene Famiglia Cristiana in un editoriale dedicato allo scandalo pedofilia.'Quale Stato si e' mai preoccupato seriamente dell'abuso sessuale dei minori come fenomeno sociale di estrema importanza?' si chiede polemicamente il settimanale nell'articolo in cui sono riassunte tutte le iniziative della Chiesa di Benedetto XVI, 'per scovare, denunciare e assumere pubblicamente il problema'.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:42:33, in Giuristi, linkato 1415 volte)
La rassegna sul sito dell'Unione Camere Penali: http://www.camerepenali.it/NewsDetail.aspx?idNews=11370


IL GOVERNO PREANNUNCIA LA RIFORMA
IL COMUNICATO UCPI: SUBITO IL TESTO

I quotidiani di oggi anticipano un imminente intervento propositivo su separazione delle carriere, CSM, azione penale con un testo "in lavorazione". Bisognerà vedere le carte, e capire i tempi. Intanto Giuliano Pisapia, al Riformista, richiama la vignetta UCPI: attenzione alla maglietta dell'arbitro.

Le agenzie che riprendono il comunicato dell'U.C.P.I.

Apc-Giustizia/ Penalisti: Avanti su carriere toghe, subito un testo Separarle è pilastro per sistema giudiziario democratico

Roma, 8 apr. (Apcom) - "Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole, e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche". La sollecitazione arriva dall'Unione delle Camere Penali italiane."Noi penalisti - afferma l`Ucpi - rivendichiamo da sempre l`assoluta necessità della separazione delle carriere quale pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico.Basta pensare al fondamento storico e ideologico dell'attuale sistema a carriere unificate, risalente al Guardasigilli Dino Grandi, per comprendere come ad esso sia sottesa una concezione autoritaria della giurisdizione che non trova ormai più spazio alcuno nel nostro assetto costituzionale. La semplice riprova sta nel fatto che in ogni paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore"."Il progetto del ministro Alfano - aggiungono i penalisti - fa propria dunque una fondamentale battaglia di civiltà giuridica e recepisce per giunta, nella sua sostanza, una proposta di legge di riforma costituzionale elaborata da tempo proprio dall'Unione delle Camere Penali Italiane. Ora l`auspicio - concludono gli avvocati - è che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non può che essere evidente".Red/Pol

GIUSTIZIA: PENALISTI, SEPARAZIONE CARRIERE E' PILASTRO DEMOCRAZIA (AGI)

Roma, 8 apr. - "Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole, e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche". Ad affermarlo e' l'Unione camere penali italiane.

"Noi penalisti - spiega una nota - rivendichiamo da sempre l'assoluta necessita' della separazione delle carriere quale pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico. Basta pensare al fondamento storico e ideologico dell'attuale sistema a carriere unificate, risalente al Guardasigilli Dino Grandi, per comprendere come ad esso sia sottesa una concezione autoritaria della giurisdizione che non trova ormai piu' spazio alcuno nel nostro assetto costituzionale. La semplice riprova sta nel fatto che in ogni paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore"."Il progetto del ministro Alfano - continua l'Ucpi - fa propria dunque una fondamentale battaglia di civilta' giuridica e recepisce per giunta, nella sua sostanza, una proposta di legge di riforma costituzionale elaborata da tempo proprio dall'Unione delle camere penali italiane. Ora l'auspicio e' che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non puo' che essere evidente". (AGI) Bas 081822 APR 10

Giustizia, Ucpi: Separazione carriere e' pilastro riforma

Roma, 08 APR (Il Velino) - "Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole, e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche". E' quantp si legge in una nota dell'Unione camere penali italiane. "Noi penalisti - afferma l'Ucpi - rivendichiamo da sempre l'assoluta necessita' della separazione delle carriere quale pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico. Basta pensare al fondamento storico e ideologico dell'attuale sistema a carriere unificate, risalente al Guardasigilli Dino Grandi, per comprendere come ad esso sia sottesa una concezione autoritaria della giurisdizione che non trova ormai piu' spazio alcuno nel nostro assetto costituzionale. La semplice riprova sta nel fatto che in ogni paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore. Il progetto del ministro Alfano fa propria dunque una fondamentale battaglia di civilta' giuridica e recepisce per giunta, nella sua sostanza, una proposta di legge di riforma costituzionale elaborata da tempo proprio dall'Unione delle Camere Penali Italiane. Ora l'auspicio - concludono gli avvocati - e' che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non puo' che essere evidente". (com/udg) 081752 APR 10 NNNN

GIUSTIZIA: UNIONE CAMERE PENALI, SUBITO LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE IN MAGISTRATURA ='PASSARE DALLE PAROLE A UN TESTO SUL QUALE LE FORZE POLITICHE SI CONFRONTINO

'Roma, 8 apr. (Adnkronos) - "Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole; e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche". E' quanto dichiara l'Unione Camere Penali italiane, rivendicando "l'assoluta necessita' della separazione delle carriere, quale pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico".L'Ucpi ricorda che "in ogni Paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore. Il progetto del ministro della Giustizia Alfano fa propria dunque una fondamentale battaglia di civilta' giuridica e recepisce per giunta, nella sua sostanza, una proposta di legge di riforma costituzionale elaborata da tempo proprio dall'Unione delle Camere Penali Italiane. Ora l'auspicio - concludono gli avvocati - e' che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non puo' che essere evidente".(Sin/Gs/Adnkronos) 08-APR-10 18:37

GIUSTIZIA: PENALISTI, SUBITO TESTO SU SEPARAZIONE CARRIERE (ANSA)

ROMA, 8 APR - 'Ci auguriamo che la maggioranza di governo porti avanti con determinazione il progetto di separazione delle carriere, per ora affidato soltanto alle parole, e che depositi immediatamente un testo sul quale aprire un confronto fra le forze politiche': questo l'auspicio dell'Unione delle Camere Penali, secondo cui la separazione delle carriere e' il 'pilastro per un sistema giudiziario che voglia dirsi democratico'.Basta pensare al fondamento storico e ideologico dell'attuale sistema a carriere unificate, risalente al Guardasigilli Dino Grandi, per comprendere come ad esso sia sottesa una concezione autoritaria della giurisdizione che non trova ormai piu' spazio alcuno nel nostro assetto costituzionale' affermano i penalisti in una nota. E 'la semplice riprova sta nel fatto che in ogni paese europeo ormai da decenni il passaggio da regimi autoritari a regimi democratici ha necessariamente comportato la completa separazione fra il ruolo di giudice e quello di pubblico accusatore'. Il progetto del Ministro Alfano 'fa propria dunque - afferma ancora l'Ucpi- una fondamentale battaglia di civilta' giuridica'. Gli avvocati si augurano 'che anche l'opposizione voglia riappropriarsi di una battaglia il cui fondamento democratico non puo' che essere evidente'.(ANSA).FH 08-APR-10 18:39 NNNN

Di seguito la stampa dell'8 aprile 2010 sull'argomento:

 Il riformista -  Intervista a Giuliano Pisapia "La Separazione delle carriere serve ad avere un processo equo"

 Corriere della Sera - "Via al piano giustizia. Carriere separate e il CSM si sdoppia"

La Repubblica - "E nella bozza Alfano spunta la nuova riforma. l'esecutivo controlla i pm"

Il Messaggero - "Pm sotto il controllo dell'esecutivo" Alfano: così cambieremo la giustizia
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:27:29, in Sindacati Giustizia, linkato 1343 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/COISPlogo.jpg


Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia

COMUNICATO STAMPA DEL 8 APRILE 2010

Oggetto: RIVOLTA AL CENTRO IMMIGRATI DI CROTONE, POLIZIOTTI FERITI.
MACCARI: CHIUDERE LA STRUTTURA, E’ UNA BOMBA PRONTA AD ESPLODERE


“E’ da mesi che denunciamo la scandalosa situazione del Centro per immigrati di Crotone: una bomba a tempo che è pronta ad esplodere e che deve essere disinnescata al più presto”. Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando la notizia dei violenti disordini scoppiati martedì scorso all’interno del centro di accoglienza Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, durante i quali sono rimasti feriti due agenti della Polizia di Stato e due militari della Guardia di finanza con prognosi fra i quattro e i sette giorni.

Dopo gli incidenti, i poliziotti della squadra Mobile della Questura di Crotone hanno arrestato quattro giovani extracomunitari – due marocchini, un algerino e un tunisino – con le accuse di devastazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Continua Maccari: “Come avevamo denunciato dopo il nostro sopralluogo nella struttura, oltre alle vergognose condizioni di vita per gli ospiti - alloggiati in strutture fatiscenti e in pessime condizioni igienico-sanitarie, come testimoniato anche da un nostro esaustivo dossier fotografico - il centro costringe gli Operatori di Polizia ad operare in una situazione di estremo rischio, non solo sanitario, ma anche legato all’impossibilità logistica di affrontare e controllare situazioni di rivolta. Martedì sera si è rischiato grosso, quando all’interno del Cie decine di immigrati sono saliti sui tetti delle palazzine ed hanno lanciato pietre e altri oggetti contundenti contro gli uomini delle Forze dell’ordine in servizio nel campo.

Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno dovuto affrontare una vera e propria guerriglia fino a notte fonda per evitare che gli extracomunitari sfondassero le recinzioni per darsi alla fuga”. “Forse occorre ricordare – continua Maccari – che solo poche settimane fa nel centro sono stati incendiati alcuni container adibiti ad alloggi, e sempre negli ultimi mesi sono rimasti feriti, in diversi episodi di rivolte o risse scoppiate nel campo, un ispettore di Polizia che, colpito da un sasso in pieno petto, ha riportato una frattura allo sterno, un brigadiere dei Carabinieri, e tre militari dell’esercito. Anche questa volta si è registrato soltanto “qualche” ferito.

Ma bisogna che qualche nostro collega ci lasci la pelle perché si cominci a parlare del Centro immigrati di Crotone e soprattutto si decida di chiudere questo “mostro” che non dovrebbe esistere in un paese civile?”. Aggiunge Maccari: “Ricordo che quello di Crotone è il più grande Centro per immigrati in tutta Europa e ospita 1600 immigrati, che però in maniera incontrollata si moltiplicano durante le ore notturne, perché gli otto chilometri di recinzione esterna sono pressoché incontrollabili e centinaia di immigrati si introducono per mangiare e dormire, e non ci sono Forze di Polizia sufficienti ad assicurare un controllo adeguato.

La struttura, inoltre, è l’unica di tali dimensioni a comprendere nello stesso luogo i Centri di Accoglienza (C.D.A.), di Identificazione ed Espulsione (C.I.E.) e di Accoglienza Richiedenti Asilo (C.A.R.A.): un assembramento di strutture che, rivolta dopo rivolta, versa in condizioni sempre più critiche e pericolose, sia di tipo strutturale che sotto il profilo delle condizioni di vita e di lavoro: condizioni che tra l’altro risultano inspiegabili alla luce delle cospicue somme di denaro elargite per finanziare la gestione dell’accoglienza degli immigrati e la manutenzione del centro”. “Purtroppo – conclude Maccari - quasi tutti gli organi di informazione continuano a tacere dei continui scontri e focolai di rivolta che avvengono nel centro, mentre la politica e le istituzioni competenti fingono di non vedere: il Centro immigrati di Crotone va chiuso, e anche in fretta, ma evidentemente sono troppi e troppo consistenti gli interessi che ruotano intorno al mantenimento di quel tipo di struttura”.


Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:23:27, in Sindacati Giustizia, linkato 1265 volte)

Carceri, Pd: è emergenza umanitaria,

servono interventi realmente applicabili

 

Ferranti scrive a Uil penitenziari: su di noi parole ingenerose, vogliamo rapido iter

 

“Nelle carceri italiane siamo ampiamente oltre la soglia di massima tolleranza e il livello di sovraffollamento sta determinando una situazione di vera e propria emergenza umanitaria. Il piano carceri è ancora avvolto da una coltre di indeterminatezza e anche il provvedimento sulla detenzione domiciliare e la messa in prova presenta molte criticità.


La più rilevante è che un provvedimento di quella portata non può essere fatto a costo zero. Per una reale riuscita della messa in prova e del carcere domiciliare c'e' bisogno di investire su mezzi e risorse umane. In caso contrario quel provvedimento non riuscirebbe nel suo scopo, resterebbe lettera morta e sarebbe utile solo per la propaganda governativa.


Senza fondi aggiuntivi ad ogni detenuto che uscirà ad un anno dal fine pena ce ne saranno almeno due che entreranno per colpa del sistema della recidiva obbligatoria introdotta dalla legge Cirielli che non consente la valutazione dell’effettivo recupero del condannato.


Questa, purtroppo, è la realtà! E allora, prima di accordare la legislativa diretta, abbiamo chiesto di verificare in commissione la reale volontà di tutte le forze politiche ad avviare un percorso normativo e di investimento che sia durevole e capace a  risolvere le cause primarie del sovraffollamento delle carceri.


Se il governo e la maggioranza ci daranno segnali in questo senso, saremo i primi a richiedere il trasferimento in legislativa.


Mi spiace che le parole strumentali e ingenerose della collega Bernardini abbiano potuto generare un così macroscopico equivoco. Noi non vogliamo alcun allungamento dei tempi: come sempre puntiamo ad un confronto in commissione costruttivo, efficace e celere. Il provvedimento è in ogni caso già calendarizzato in Aula per il mese di maggio”.


Così il capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti in una lettera inviata al presidente della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno.

 

Roma, 8 aprile 2010

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
GIUSTIZIA: ANM, IN CASSAZIONE CRISI INTOLLERABILE

(AGI) - Roma, 8 apr. - La Corte di Cassazione si trova in una situazione “indegna” e “intollerabile”, “peggiorata” negli ultimi mesi. E’ l’allarme lanciato dalla Anm Sezione Cassazione, che, per questo, ha deciso di convocare i magistrati in assemblea giovedi’ 22 aprile, per discutere delle iniziative da adottare. “Le condizioni di lavoro non sono degne di una Corte Suprema europea”, denuncia il sindacato delle toghe, e “tutto questo e’ in assoluto contrasto con la funzionalita’ della Corte e, dunque, con l’interesse dei cittadini”.

A Palazzaccio, infatti, mancano oltre cento magistrati giudicati su 357 “con una scopertura - sottolinea l’Anm - che non ha eguali nella storia e che non e’ ulteriormente tollerabile per una Corte Suprema che decide oltre centomila ricorsi all’anno, presentati da oltre 40 mila avvocati abilitati”. Inoltre, il centro elettronico di documentazione della Corte “e’ stato depotenziato - rileva l’Anm - al punto da non poter piu’ recuperare le originarie capacita’ operative”. A preoccupare il sindacato delle toghe, infine, e’ anche l’annuncio dell’”ennesima riforma della legge elettorale” per l’elezione dei togati del Csm, nell’imminenza della scadenza, in luglio, dell’attuale consigliatura “della quale e’ ventilata la possibile proroga”. L’assemblea di giovedi’ 22, dunque, aperta anche alla partecipazione di avvocati, personale amministrativo e rappresentanti della societa’ civile, si terra’ nell’Aula Magna, dove oggi invece e’ atteso il ministro Angelino Alfano che partecipera’ ad un convegno sulla responsabilita’ disciplinare dei magistrati. (AGI) Oll/Stp

Cassazione, l'Anm:
"Condizioni di lavoro indegne, non si può andare avanti così"

L'Amn della Cassazione, con manifesti affissi nei corridoi della Suprema Corte, ha convocato un'assemblea per il prossimo giovedì 22 aprile nell'aula magna per scegliere iniziative da adottare di fronte a condizioni di lavoro definite come "non degne di una Corte Suprema Europea". In particolare l'Anm denuncia la mancanza di "oltre 100 magistrati giudicanti su 357, con una scopertura che non ha uguali nella storia e che non è ulteriormente tollerabile per una Corte Suprema che decide oltre 100 mila ricorsi all'anno, presentati da oltre 40 mila avvocati abilitati".

La denuncia dell'Anm - "Non si può andare avanti così" - denuncia il manifesto dell'Anm della Suprema Corte - e la situazione è "addirittura peggiorata" rispetto allo scorso 29 ottobre quando i supremi giudici aderirono allo stato di agitazione delle toghe. L'Anm del "Palazzaccio", tra i motivi di 'malessere', annovera anche l'annuncio dato dalla stampa della "ennesima riforma della legge elettorale per l'elezione dei componenti togati del Csm (due dei quali da eleggere tra i magistrati della Suprema Corte) nell'imminenza della scadenza, a luglio, dell'attuale Csm, del quale è ventilata la possibile proroga".

Inoltre si denuncia il "depotenziamento" del Centro elettronico di documentazione della Suprema Corte "al quale vanno meriti che non è enfatico definire storici e che non potrà più recuperare, secondo qualificate e pienamente consapevoli opinioni, le originarie capacità operative". Questa situazione - conclude l'Anm di Piazza Cavour - "é in assoluto contrasto con la funzionalità della Corte, e, dunque, con l'interesse dei cittadini". Per questo la Giunta dell'Anm della Cassazione - segretario Maria Cristina Siotto, presidente Alfonso Amatucci - ha deliberato "di convocare i magistrati in assemblea giovedì 22 aprile, alle ore 16, per discutere delle iniziative da adottare". L'assemblea "é aperta alla partecipazione di magistrati, personale amministrativo, avvocati e rappresentanti della società civile".
08 aprile 2010
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 19:01:02, in Magistratura, linkato 1403 volte)
Trani e l'autogoal del Csm


Roma, 8 apr (Il Velino) - Il Guardasigilli può disporre ispezioni negli uffici giudiziari ma queste non devono interferire con le indagini in corso. È quanto ha rimarcato il Csm con una risoluzione, approvata oggi a maggioranza dal plenum dell’organo di autogoverno della magistratura con il voto contrario dei laici del Pdl e l’astensione di Luisa Napolitano di Unicost, riguardante l'ispezione disposta dal ministro della Giustizia alla Procura di Trani in merito all’inchiesta Rai-Agcom che ha coinvolto anche il presidente del Consiglio.

Con il documento, Palazzo dei Marescialli ha evidenziato come il Guardasigilli non possa attraverso gli 007, sindacare “né il merito, né le strategie di indagine dei pubblici ministeri” perché verrebbe messa “a rischio l'indipendenza garantita dalla Costituzione alla funzione giudiziaria”.

E il Csm in casi simili ha “l'obbligo” di intervenire “proprio per rilevare l'avvenuta lesione del relativo principio costituzionale”. Nella risoluzione viene sottolineato come il magistrato sottoposto a ispezione, “non è tenuto ad assoggettarsi agli accertamenti ispettivi che vadano oltre l'ambito dell'incarico” deciso dal Guardasigilli e deve “informare il Csm nel caso in cui gli accertamenti interferiscano con l'ambito insindacabile dell'attività giudiziaria”. Nella delibera viene indicato che i magistrati sono tenuti ad “accertare che in presenza di ispezioni non si verifichi alcun rischio di interferenza nell'esercizio della funzione giurisdizionale svolta” e questo esame deve essere “particolarmente” rigoroso nel caso l'ispezione riguardi “attività di esercizio della funzione giudiziaria ancora in corso”.

Tra i 20 voti a favore, quello del vicepresidente Nicola Mancino il quale ha spiegato di essere “con convinzione” d’accordo con la risoluzione, ma ha ammesso che sull’inchiesta di Trani “abbiamo fatto autogol in partenza”. Il riferimento di Mancino era alla “precipitazione” con la quale i consiglieri hanno chiesto l’intervento del Csm sull’ispezione disposta dal ministro Alfano provocando la “bufera” dello scontro con il Guardasigilli a cui è seguito il successivo intervento del presidente della Repubblica.

Per il vicepresidente la richiesta firmata da 20 consiglieri di aprire una pratica in Prima Commissione sull’ispezione decisa da Alfano, ha fornito l’impressione che “si volesse sindacare il comportamento del ministro. Un compito che – ha rimarcato Mancino - non spetta al Csm ma al Parlamento”. Il tiro è stato “raddrizzato”, ha aggiunto il vicepresidente, nel momento è in cui è stato affidato alla Sesta Commissione l’incarico di mettere mano a una risoluzione di carattere generale. Mancino ha quindi rivelato di aver “faticato tanto” per ripianare la situazione, contattando diverse personalità per risolvere “l’aspro” conflitto che si era scatenato.
 
(sar) 8 apr 2010 16:42
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1097861

Agcom, atti al Tribunale dei ministri

Libero-News.it - ‎2 ore fa‎
opo il passaggio dalla Procura di Trani a quella di Roma, il fascicolo sul caso Agcom passa al Tribunale dei ministri. L'inchiesta sulle presunte pressioni esercitate dal premier Silvio Berlusconi sul commissario Giancarlo Innocenzi per la chiusura ...
TGCOM - il Giornale - Leggo Online
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< giugno 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










16/06/2019 @ 16.30.08
script eseguito in 485 ms