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 shutoku - hi izuru tokoro no tenshi... di Lunadicarta
 
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Il sentimento di giustizia è così universalmente connaturato all'umanità da sembrare indipendente da ogni legge, partito o religione.

François Voltaire
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 07/09/2009 @ 09:10:59, in Magistratura, linkato 1315 volte)
La seconda è Roma....

Beni confiscati alla Mafia, Palermo è prima



Che le cosche mafiose abbiamo conquistato Roma e buona parte del Norditalia non lo dicono i sempre più frequenti arresti di boss e latitanti ma, soprattutto, la consistenza dei patrimoni di provenienza illecita confiscati dai magistrati ai mafiosi in attuazione della legge Rognoni-La Torre. Con 14.973 beni posti sotto sequestro o confisca, Palermo è la città in testa alla classifica dei capiluogo dove l'Antimafia ha colpito di più. Al secondo posto è Roma, con 11.648 beni sottratti ai mafiosi, che è doppia» Reggio Calabria, al terzo posto, con con 5.248. La speciale graduatoria, diffusa dal settimanale Asud'Europa edito dal Centro studi Pio La Torre (www.piolatorre.it), è stata realizzata sulla base della relazione annuale del Ministero della Giustizia sui beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni mafiose.

"Può stupire il primato della Capitale - spiega il Presidente del Centro Pio La torre, Vito Lo Monaco - ma ciò è sintomo della ormai consolidata trans-nazionalità degli investimenti della criminalità mafiosa". E' di quasi un miliardo di euro (916 milioni) il valore dei beni sequestrati a Roma di proprietà di condannati per associazione mafiosa. Un valore economico che supera di gran lunga quello degli immobili posti sotto sequestro a Palermo, 42 milioni o Napoli, 29 milioni.

Dal punto di vista regionale, è comunque la Sicilia in testa alla classifica con oltre 21 mila beni mafiosi (21.141) attualmente sotto il controllo delle autorità giudiziarie, di cui 1486 definitivamente sottratti al controllo della mafia. Dei 3.888 beni attualmente posti sotto il regime di confisca in Italia il 38% risiede in Sicilia, seguono il Lazio con 625 (16%) e la Campania (13%). Il primato spetta anche in questo caso a Palermo con 946 beni sottratti, seguono Roma con 590 e Milano con 374.

(La Repubblica 07 settembre 2009)
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Ho appena inviato l'adesione del blog Giustizia Quotidiana.it

Federazione Nazionale della Stampa Italiana


Roma, 7 settembre 2009
Prot. n. 196


La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

“L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16.

La Fnsi rivolge un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa.

La manifestazione si propone, in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione  completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio.”
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Di Loredana Morandi (del 07/09/2009 @ 15:36:17, in Indagini, linkato 1653 volte)

24 mesi orsono: la chat

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Affinché non se ne perda affatto la memoria, ecco lo stato delle chat in cui gli autori del gruppo su facebook convivevano insieme con i tre titolari della società del porno sarda: il cartello pro pedofili omosessuali "PVF", dove la F è l'iniziale del nome del socio principale della Società in Nome Collettivo.

Nel primo screen appaiono i due titolari uomini: "_P_ e 'F " (i cui nomi sono noti e oggetto di indagine).

Nell'immagine successiva ritorna nuovamente il socio "_P_", insieme alla partner "Vanilla ('P')". A questa immagine ho voluto dare una dettagliata quanto colorata spiegazione, per evidenziare i personaggi di cui ho narrato in una istantanea, che riprende la chat irc utilizzata per il file sharing illegale.




In entrambi questi screen shot appare anche il nickname di un ragazzo, che mi rivelò personalmente essere già sotto processo e sequestrato per detenzione di materiale vietato dalla Legge.

Da un anno ad oggi alcune cose sono cambiate, nonostante il fatto che le chat siano ancora tutte lì. Purtroppo quel che sembra non cambiare mai è il comportamento violento e persecutorio dei due pedofili, esperti in clonazione e diffamazione: Sissimo Neuro e Maxi Fasso.

Oggettivamente NON si può affatto escludere che Sissimo Neuro sia persona direttamente collegata alla società del porno e al sito di stoccaggio materiali audiovideo in ragione di accordi economici, data la sua fedeltà di intenti nei confronti del personaggio che clona ufficialmente e in violazione dell'Art. 494 del Codice Penale il Presidente di una Associazione contro la Pedofilia. Mentre quest'ultimo, il Maxi Fasso, grossolano e ignorante, ha il profilo tipico dell'utente dei servizi promossi dalla società del porno.

Leggi anche

24 mesi di indagini - ma il caso è sempre risolto!

Che cos'è una chat IRC ?

Una lettura illuminante su cosa sia l'acronimo PVF.

Loredana Morandi


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Di Loredana Morandi (del 08/09/2009 @ 09:29:11, in Magistratura, linkato 1424 volte)
Genova, la lettera del Presidente del Tribunale dei Minori

Il Giudice ai Militari:
sull'immigrazione dovete disobbedire

Una tesi in contrasto con la linea dura del governo sui respingimenti

Inviata a carabinieri, finanza e questori: i minori vanno accolti in ogni caso


Alessandra Pieracci - Genova

La tutela dei minori viene prima di tutto, anche "in presenza di eventuali altre disposizioni": un richiamo alla legittima disobbedienza in caso di ordine illegittimo, firmato dal presidente del Tribunale minorile, Adriano Sansa, è arrivato ieri sulle scrivanie del comandante dei Carabinieri, del comandante della Guardia di Finanza, dei questori delle quattro province liguri e dei comandanti delle Capitanerie di Imperia, Savona, Genova e La Spezia.
Il magistrato, richiamando convenzioni internazionali recepite dall'Italia, sostiene che in caso di arrivo sulle coste di barconi con bambini, questi devono essere soccorsi, portati in Italia e presi sotto tutela.
Una tesi destinata a creare polemiche politiche perché si distacca dallo spirito della legge sulla sicurezza appena entrata in vigore e dalla linea dura del governo in materia di immigrazione.
"Di fronte ai drammatici avvenimenti riguardanti l'immigrazione e i tentativi di ingresso in Italia lungo le coste - scrive Sansa - sento la necessità (...) di ribadire la preminenza della tutela dei minori su ogni altra istanza. Non solo la civiltà e l'onore, ai quali codesti corpi da sempre usano attenersi, ma le leggi nazionali e le convenzioni internazionali impongono, anche in presenza di eventuali diverse disposizioni, di salvaguardare l'interesse dei minori, accertando la loro identità, la presenza di genitori o altre persone esercenti la potestà, assicurando quando occorra l'asilo o lo status di rifugiato (...) e informando il Tribunale dei minorenni per ogni intervento di sua competenza".
Il magistrato cita in particolare la Convenzione di New York secondo cui "l'interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente".
"Sono intervenuto perché c'è molta confusione - spiega Sansa - e la confusione ha ucciso dei bambini. Ho voluto fare chiarezza, ricordare che c'è un diritto legittimo di non eseguire un ordine illegittimo, sia su nave che su terra.
La Liguria con la sua lunga costa potrebbe diventare zona di sbarchi ed è bene che si sappia qual è la linea della magistratura, anche nella confusione di istruzioni difformi.
Ad oggi incertezza e contraddizione sembrano aver caratterizzato alcuni interventi italiani e no".
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Di Loredana Morandi (del 08/09/2009 @ 10:32:34, in Associazioni Giustizia, linkato 1750 volte)
Non profit: al via le verifiche anti-frode per le associazioni


di Valentina Melis

Verifica a tutto campo sugli enti non profit. È disponibile, infatti, il modello per comunicare all'agenzia delle Entrate i dati rilevanti a fini fiscali da parte degli enti associativi, per i controlli sui circoli privati previsti dall'articolo 30 del Dl 185/08. In sostanza, tutte le associazioni, politiche, sindacali, culturali, sportive, assistenziali, di promozione sociale, religiose, di formazione extra scolastica, sono tenute a inviare la comunicazione per provare di possedere i "requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria" che danno diritto alle agevolazioni fiscali sulle imposte sul reddito e sull'Iva. Se l'amministrazione finanziaria verificherà la mancanza dei requisiti, le agevolazioni verranno meno. Obiettivo della disposizione, è quello di contrastare l'uso distorto della qualifica di associazione, di evitare, cioè, che dietro questa forma giuridica si nasconda un'attività commerciale. Gli enti potenzialmente interessati alla comunicazione all'agenzia potrebbero essere circa 200mila.

La comunicazione deve essere inviata telematicamente (anche tramite intermediario abilitato) all'agenzia delle Entrate, per gli enti già costituiti il 29 novembre 2008, entro il 30 ottobre 2009. Per gli enti costituiti dopo il 29 novembre 2008, l'invio deve avvenire entro 60 giorni dalla data di costituzione (se questa scadenza cade prima del 30 ottobre 2009, l'invio resta fissato a quella data).
Sono esclusi dall'invio della comunicazione le associazioni proloco, che hanno optato o optano per l'applicazione delle agevolazioni previste dalla legge 398/91, le associazioni dilettantistiche iscritte nel registro del Coni che non perseguono attività commerciale, nonché, tutte le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali o delle province autonome, a patto che l'attività commerciale rispetti i requisiti di marginalità.
I 38 quesiti posti dalle Entrate alle associazioni spaziano dalla frequenza delle raccolte fondi, ai proventi da sponsorizzazioni, dalle donazioni ai contributi pubblici ricevuti, dai prezzi di vendita al pubblico dei beni e dei servizi offerti, alla proprietà (o locazione) dei locali dell'associazione. Insomma, un ventaglio di informazioni sulla base delle quali saranno organizzati i controlli del Fisco.
La relazione al Dl 185/08 stimava anche gli il maggior gettito fiscale della "stretta" sulle associazioni: 150 milioni nel 2009, 150 milioni nel 2010 e 300 milioni nel 2011.

Sole 24 ore - 3 settembre 2009
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La frontiera dei diritti
Il diritto della frontiera



Lampedusa 11/12 settembre 2009


Giovedì 10 settembre 2009 ore 12, presso “l’auletta” dell’Associazione Nazionale Magistrati, (Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour, Roma) si terrà la conferenza stampa di presentazione del convegno “La frontiera dei diritti. Il diritto della frontiera”

I tragici fatti di quest'estate, consumatisi al largo dell'isola di Lampedusa, riportano tutta l'urgenza e la drammaticità del fenomeno delle migrazioni, e la questione del loro governo da parte della nostra legislazione. Parlare di diritto, e di diritti, proprio a Lampedusa, per giuristi, ed in particolare per magistrati, è il contributo per costruire una cultura nuova che appunto parta dal rispetto della vita umana e dall'affermazione di un diritto universale, capace di valere per ogni individuo, indipendentemente dalla provenienza e dalla cittadinanza.

Magistrati, Avvocati, Professori di materie giuridiche, Giudici costituzionali, si troveranno a Lampedusa l'11 e 12 settembre anche lanciare un ponte verso le associazioni impegnate sul terreno dell'immigrazione e dell'accoglienza dei migranti, per mettere a disposizione la propria competenza di giuristi al fine di concorrere a diffondere un messaggio che per la nostra democrazia è ormai prioritario.

Il convegno verrà presentato da Valerio Fracassi, Segretario nazionale del Movimento per la giustizia - Art.3, Vito Monetti, Presidente di Medel, Magistrats Européens pour la liberté et la democratie, Rita Sanlorenzo, Segretario nazionale di Magistratura democratica

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Di Loredana Morandi (del 09/09/2009 @ 05:09:30, in Magistratura, linkato 1231 volte)
Anm: "Il premier delegittima
chi combatte la mafia"



ROMA - Il premier non può delegittimare chi combatte la mafia. L'Associazione nazionale magistrati Anm esprime "indignazione" per le dichiarazioni "inaccettabili" del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sulle procure di Milano e Palermo. "La lotta alla mafia non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea nell'azione di contrasto alla criminalità mafiosa".

Intervenendo ieri all'inaugurazione della Fiera tessile milanese, Berlusconi aveva detto: "So che ci sono fermenti in procura, a Palermo e a Milano. Si ricominciano a guardare i fatti del '93, del'94 e del '92. Mi fa male che queste persone, con i soldi di tutti, facciano cose cospirando contro di noi, che lavoriamo per il bene del Paese". Per il premier le nuove iniziative dei magistrati, sono "follia pura". "Ci attaccano come tori inferociti", insiste il Cavaliere, facendo comunque capire di avere le spalle larghe, ma "qui c'è un torero che non ha paura di nessuno. Noi lavoriamo per il bene del Paese".

Dura la replica dell'Anm che ritene "del tutto inaccettabile" paragonare ad uno spreco di soldi pubblici il lavoro dei magistrati impegnati nelle indagini sulle stragi mafiose dei primi anni '90. "La lotta alla mafia, che il Governo in carica dichiara spesso di voler perseguire con ogni mezzo - prosegue il documento dell'associazione dei magistrati - richiede un impegno corale di tutte le istituzioni e non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea contro la criminalità mafiosa".

(9 settembre 2009)
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Di Loredana Morandi (del 09/09/2009 @ 05:20:17, in Economia, linkato 1243 volte)

GIUSTIZIA. Europa, Tribunale di primo grado

respinge ricorso AceaElectrabel


08/09/2009 - 10:49


Il Tribunale di primo grado delle Comunità europee ha respinto il ricorso di AceaElectrabel (società di produzione di energia elettrica) contro la Commissione delle Comunità europee. Il ricorso riguardava la domanda di annullamento della decisione della Commissione (16 marzo 2005, 2006/598/CE), relativa all'aiuto di Stato che l'Italia (Regione Lazio) intende concedere per la riduzione dell'emissione di gas a effetto serra.

Nel 2002, la Repubblica italiana ha notificato alla Commissione due progetti di aiuto all'investimento riguardanti la costruzione di una rete di teleriscaldamento sul territorio di Torrino Mezzocammino e la costruzione di una nuova centrale. La Commissione constatava però che il beneficiario dell'aiuto, l'Acea, era un'azienda municipalizzata del settore energetico che aveva già beneficiato dei regimi sugli aiuti di stato e dichiarava che questi erano illegittimi, imponendo il recupero degli importi erogati, cosa non fatta però dalle autorità italiane. La Commissione ha in seguito ritenuto di non poter valutare l'importo dell'aiuto ricevuto da Acea né l'impatto sul mercato comune. Alla fine, informa una nota stampa, "ha dichiarato il provvedimento compatibile con il mercato comune, ma ne ha sospeso il versamento fintantoché la Repubblica italiana non avrà fornito la prova che l'aiuto dichiarato illegittimo ed incompatibile nella decisione 2003/193 non sia stato restituito dall'Acea".

2009 - redattore: BS

Help Consumatori

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Di Loredana Morandi (del 09/09/2009 @ 05:23:35, in Magistratura, linkato 2745 volte)
Il magistrato

Italo Ormanni, l'esperto
messo in campo per ottenere giustizia


Ha lasciato la procura di Roma nel giugno dello scorso anno.

Italo Ormanni, 73 anni, è andato via dopo aver ricoperto l'incarico di procuratore aggiunto della città giudiziaria più grande d'Europa.

L'alto magistrato prese servizio nella Capitale come procuratore aggiunto nell'agosto del 1994 e il suo trasferimento è stata una conseguenza di quella norma della riforma dell'ordinamento giudiziario che aveva stabilito il limite di otto anni nella permanenza in uno stesso ufficio direttivo.

Il procuratore aggiunto è anche stato responsabile della direzione distrettuale antimafia del Lazio ed ha seguito numerose inchieste giudiziarie sul terrorismo di matrice brigastista, occupandosi anche di diversi casi che hanno avuto molto risalto sulle cronache nazionali come la morte della studentessa universitaria Marta Russo, uccisa a 22 anni il 9 maggio del 1997 in un vialetto de «La Sapienza».

Non solo. Anche il delitto di via Poma, con l'omicidio di Simonetta Cesaroni, la ragaza ammazzata con 29 colpi di un'arma acuminata il 7 agosto del 1990. Nonché del caso dell'Olgiata, relativo all'uccisione della contessa Alberica Filo Della Torre, assassinata il 10 luglio del 1991: un'inchiesta che ha ripreso vita proprio nei mesi scorsi con la riapertura da parte della magistratura romana delle indagini. Au.Par.


Il Tempo
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Di Loredana Morandi (del 09/09/2009 @ 09:24:36, in Sindacato, linkato 1117 volte)
Quello che è giusto, è giusto.


Caso Boffo - il Giornale,
procure di Monza e Terni ora aprono un'inchiesta


Milano - Le procure di Monza hanno aperto un’inchiesta a carico di ignoti ipotizzando i reati o di accesso abusivo a sistema informatico o falsificazione di atto pubblico in relazione alla vicenda Boffo-Feltri. Le indagini sono state avviate in seguito all’esposto presentato dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro.

L'esposto presentato da Di Pietro L’esposto è stato presentato dall’Italia dei Valori la scorsa settimana ai carabinieri di Roma che l’hanno poi trasmesso alle procure di Monza e Terni alle quali era indirizzato. La procura di Terni guidata da Fausto Cardella lavorerà d’intesa con quella lombarda, affidata al pm Caterina Trentini, per valutare le ipotesi di reato formulate nell’esposto dell’Idv e per stabilire la competenza territoriale dell’indagine.

Attacco a Feltri Nella denuncia Di Pietro ha sostenuto due ipotesi: o la falsificazione da parte di qualcuno di un documento pubblico o di un atto giudiziario o l’accesso abusivo nel casellario giudiziario. Le due ipotesi si basano sul fatto che il Giornale diretto da Vittorio Feltri nel pubblicare il casellario giudiziario dell’ex direttore dell’Avvenire Dino Boffo era in possesso di un documento che solo un ufficiale di Pg o un magistrato in servizio può avere. Di Pietro aveva ritenuto che questa sia stata una "operazione di dossieraggio ai fini di destabilizzazione delle istituzioni".
Il Giornale
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