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 red hair ...... di Lunadicarta
 
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"Pensare è più interessante di sapere, ma meno interessante di guardare."

Goethe
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 28/08/2009 @ 06:49:17, in Magistratura, linkato 2602 volte)
Luca Crescente
Una vita per la toga     
 

di *Gaetano Paci - 27 agosto 2009


IL 26 AGOSTO DI SEI ANNI FA - quando è stato assurdamente strappato alla sua famiglia, a sua moglie Milena e ai loro due meravigliosi bambini, e alla magistratura - Luca Crescente aveva appena 39 anni, non aveva ancora maturato dodici anni di servizio, un tempo terribilmente breve...
 
...rispetto a quanto egli ancora avrebbe voluto e potuto dare ai suoi affetti, alla collettività e allo Stato.
Un tempo tuttavia sufficiente per lasciare un segno indelebile in tutti noi: Luca è stato uno splendido esempio di equilibrio tra passione e rigore, tra attaccamento alle radici e alla tradizione e capacità di innovare, tra rispetto delle regole e delle forme imposte dal diritto e incessante ricerca delle nuove frontiere della giustizia, tra discrezione e sobrietà nel tratto e nei comportamenti e insospettabile capacità di esprimere una esilarante verve comica.
Assieme ad altri colleghi del nostro concorso avevamo indossato la toga, per la prima volta, ai funerali di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti di scorta trucidati il 23 maggio di diciassette anni fa. E quell´esperienza, resa ancora più tragica dalla successiva strage di via D´Amelio, aveva impresso al nostro ingresso in magistratura un significato che andava ben oltre l´inizio di un percorso professionale e che assumeva la dimensione di una scelta di vita irrevocabile.
Luca era rimasto profondamente segnato da questi eventi che avevano contribuito a radicare in lui l´imperativo morale che occorresse dare il massimo di ciò che un magistrato può dare per liberare la nostra terra dall´illegalità e dal condizionamento mafioso. A distanza di dieci anni, nel 2001, così Luca ricorderà quel periodo: «Faccio il magistrato da dieci anni e sono orgogliosissimo di avere fatto parte dell´ordine giudiziario in questi anni. Così come sono onoratissimo di avere servito lo Stato, in questi anni, in silenzio, come magistrato della Procura della Repubblica di Palermo e da ultimo della Direzione distrettuale antimafia. Perché, nonostante i tanti errori che inevitabilmente saranno stati fatti in anni così difficili, i magistrati della Procura della Repubblica di Palermo, nel loro complesso, sono stati esempio costante di dedizione allo Stato e alla collettività intera. Sacrificando la propria libertà, sacrificando la propria giovinezza, sacrificando le proprie famiglie».
Nella sua carriera Luca Crescente ebbe modo di occuparsi di svariati fenomeni criminali: dalla pirateria informatica nel settore delle telecomunicazioni - nel quale sin dal 1993, tra i primissimi in Italia, aveva elaborato un sofisticato protocollo investigativo che gli aveva permesso di raggiungere eccellenti risultati nell´accertamento delle clonazioni - alle indagini e ai processi di criminalità mafiosa che aveva condotto con ineccepibile rigore, ottenendo l´arresto di numerosi latitanti e la loro condanna all´ergastolo. In questo settore era diventato uno dei magistrati più apprezzati per via della sua profonda conoscenza delle dinamiche dell´organizzazione mafiosa, dell´attenzione costante che prestava al divenire degli eventi, ai segnali, anche apparentemente insignificanti, ai quali cercava di dare - riuscendovi - una seria chiave di lettura.
Lontano da ogni forma di protagonismo, Luca Crescente non esitò tuttavia a prendere posizione, anche pubblicamente, in occasione di dibattiti sulla riforma della giustizia penale.
Quel 26 agosto 2003 Luca se n´è andato improvvisamente, lasciando un vuoto enorme e un inestimabile patrimonio morale, etico e professionale da salvaguardare. In definitiva un modello di magistrato capace, competente e indipendente, così efficacemente descritto in una nota di elogio dall´allora procuratore della Repubblica di Palermo Giancarlo Caselli: «È proprio per merito del sacrificio dei magistrati volenterosi e capaci come te che un ufficio come il nostro può riuscire a mantenere un livello professionale di accettabile livello, nonostante le immense difficoltà d´ogni genere».

*Sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia

Tratto da: la Repubblica - Antimafia 2000
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Ho appena ricevuto in casa mia, al mio numero telefonico privato e riservato, una telefonata proveniente da una donnina urlante.

"Ti denunciamo tutti quanti", gridava, "Ci stiamo organizzando". E poi giù minacce e insulti come se piovesse.

La mia analisi si è rivelata esatta. Il successo fittizio dato da FaceBook ad un profilo, che copia e incolla articoli di altri, deve aver dato alla testa alla tipa al telefono. E questa qui, pur di continuare a godere di un successo del tutto immeritato, è passata dall'aver attinto a piene mani ad un sito, che reca soltanto le vestigia dello stato di circonvenzione dei giovani autori, a cagione dell'interessamento commerciale di un laureato in psicologia e gestore di un sito di stoccaggio di materiale porno, hard e bdsm, interessato a fare affari anche nel settore pedo pornografia.

Così, sconsiglio vivamente Helene, che deve essere troppo giovane anche per capire in che vespaio si sta cacciando, di proseguire oltre con questa sua irosa superbia.

Da quella parte Helene potrai percorrere soltanto la via della criminalità organizzata.

La più sporca esistente: visto che sono già denunciati per un reato di peculato d'uso ai danni di un server universitario di proprietà dello Stato Italiano.

Quando ti sarai calmata, sei autorizzata a richiamarmi.

Fino ad allora ti informo: che la tua telefonata è avvenuta alla presenza di testimoni, i quali dichiareranno di averti udita urlare come una ossessa.

Attenzione, quindi, perché se non cambi registro sappi che io farò tutto quel che è giusto fare nei tuoi confronti, anche a seguito del malanimo odierno e quello di cui hai dato prova ieri via posta su facebook.

Perché lo farò?

Per difendere e tutelare quegli stessi giovani, che ho difeso a spada tratta dal rampante gestore del porno commerciale. In quanto, per me, la loro attuale guarigione e serenità è molto più importante del tuo mediocre e immeritato successo su FaceBook.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 28/08/2009 @ 09:58:12, in Indagini, linkato 2476 volte)
Questo è Reato

INFORMAZIONE per Informare per Resistere su FaceBook


Istigare persone terze a commettere atti contrari al buon funzionamento dell'Amministrazione Giudiziaria è Reato.

Inoltre non è previsto alcuno strumento normativo che consenta al cittadino di sporgere denuncia in Procura contro il testo di una Legge, votata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica.

Detto questo ti informo, che il reato più grande è l'IGNORANZA.

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Di Loredana Morandi (del 28/08/2009 @ 10:27:14, in Indagini, linkato 2051 volte)

Chi scrive di Loredana Morandi ?


Era un po' che non facevo un controllo su google. Mi accingo a farlo ora per togliere i tarli dalla mente di una ragazza, che si sta avventurando in un mondo che non conosce e che le imporrebbe esclusivamente di percorrere la strada della criminalità organizzata.

E che non mi si dica, che non sono buona.

Pure, a causa della presunzione già valutata poc'anzi, vi dico che mi disgusta profondamente farlo, nonostante io mi senta obbligata dalla evidente giovane età della blogger e telefonista minacciosa.

Ma questo è un mondo dove non ci si improvvisa giornalisti e dove il successo corrompe sempre le persone.

Io insegno con il metodo dello schiaffo. Funziona soltanto sulle persone estremamente intelligenti.

Mia Nipote, per esempio, e guai a chi me la tocca.




clicca per allargare l'immagine
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Di Loredana Morandi (del 28/08/2009 @ 15:00:39, in Indagini, linkato 6626 volte)
Chi è Helene Benedetti
del profilo FaceBook e del blog

Informare per Resistere?

- R I C A P I T O L I A M O -

Io, personalmente, non l'avevo mai vista ne conosciuta quando, a seguito di un paio di messaggi via posta su Facebook nei quali la consigliavo di non divulgare testi compromettenti inducendo altri utenti all'errore di esporsi al fuoco amico di una Procura della Repubblica, cioè a commettere un REATO, la ragazza si è permessa di minacciarmi utilizzando una foto, che proviene direttamente da scatti abusivi pubblicati su un blog, che rappresenta un periodo oscuro e pieno di errori di una persona che qui non cito.

Qui la prova cliccabile delle minacce via posta di facebook:


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-08-26_142547-HELENE.BENEDETTI.jpg



QUI sotto, il REATO DI ISTIGAZIONE a commettere Atti contrari alla Buona amministrazione della Giustizia. Ovvero: non esistono norme giuridiche che consentano ad un cittadino di denunciare in Procura una LEGGE dello Stato, quando il testo è stato votato dal Parlamento e promulgato dal Presidente della Repubblica. Gli strumenti sono altri. In pratica per i non addetti ai lavori: lo SPAM alle Procure della Repubblica NON è Permesso ed è Perseguito come REATO. Inoltre qui NON si tratta di un Girotondo, ma di un Suicidio e ben lo rammenteranno coloro, che firmarono gli esposti a sostegno degli indagati nei processi del Sud Ribelle. FINITI INDAGATI A CENTINAIA. Più chiaro di così ... cliccare per credere:





Non contenta di avermi minacciata via posta su Facebook, la ragazza oggi ha utilizzato il mio numero telefonico abitativo, una utenza privata e riservata, certamente copiata da uno dei blog pirata del MIO NEMICO, la società del porno. Telefonandomi a casa MIA, presenti TUTTI i miei figli e gli amici. Si legga QUI.

Ho dovuto così acquisire la consapevolezza di non avere a che fare con una persona normale, anche se in pieno delirio di onnipotenza, ma con una organizzazione con la capacità di diffamarti presso 39.115 utenti.



Me ne sono resa conto quando diverse persone che ho in lista "amici" mi hanno scritto via posta su FaceBook.



Poi ho dovuto rilevare alcuni gesti di paura. Già, perché 39.115 contatti spaventano chiunque, anche i più coraggiosi. Io invece NON mi spavento mai per me stessa, affatto. Visto che della signorina è già noto il nome e può essere agevolmente perseguita nei termini di legge.




Quindi chi è per me questa Helene Benedetti? Una comune sconosciuta avvezza ad ogni tipo di reato, dalla diffamazione all'istigazione a delinquere, presumibilmente priva di una educazione e di una morale.

Identica a tutte le centinaia di bloggers decisi ad ottenere il successo, ad esempio quelli del blog falso finito in Tv per l'elezione del Papa, anche e soprattutto utilizzando l'unica via di comodo che consiste nel passare sulla vita degli altri. Membro elettivo e osceno della medesima società obsoleta e corrotta, che ha partorito antichi mostri come Noemi.

Danneggiamenti alla sottoscritta: SICURAMENTE. A me basta pensare al ricatto costituito dalla pubblicazione della foto di mio figlio su quel blog, da cui è stato attinto a piene mani dalla Benedetti, che per mesi è stato il trombettiere del regime del porno e di persone indagate fin dal 2004 dalla Guardia di Finanza, o in corso di processi per detenzione di materiale vietato dalla Legge anche a Tutela dei Minori.

Loredana Morandi

PRIVACY NOTA ALL'ARTICOLO. Tutto il materiale fotografico è pubblicato dal social network FaceBook. I nomi privati sono tutti adeguatamente cancellati o coperti da pseudonimo, eccettuati il Mio e quello della Helene Benedetti, che altresì utilizza uno pseudonimo per diffamarmi "nome e cognome" presso i suoi 39.115 contatti.

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Di Loredana Morandi (del 28/08/2009 @ 17:55:49, in Redazionale, linkato 2185 volte)
ByoBlu di Claudio Messora e il sequestro


Un sequestro non cruento quello che subisce l'autore di ByoBlu, quasi amichevole nei rapporti con la Polizia Postale milanese, come da lui stesso narrato in questo post.

Claudio è un blogger coraggioso, uno dei pochi che ha saputo ascoltare il famoso e perseguitato esperto dei gas Randon in quel del terremoto aquilano, ed ha prestato la propria voce per divulgarne le teorie e le "previsioni" scientifiche, contribuendo così affinché fossero salve quante più persone possibili.

Lui è un cronista vecchia maniera, un giornalista da strada, come ancora se ne trovano soltanto tra i bloggers, quando sono persone serie. Autore di un giornalismo sì tecnologico, ma che ancora lascia uno spazio alla voce delle persone comuni. Un giornalismo sano che si assume la responsabilità sociale e morale di perorare le cause piccole e disumane che vessano, quotidianamente, l'uomo medio, alle prese con i rampantismi e le ipocrisie anche economiche della società e del pubblico. Un giornalismo apparentemente "perduto" dall'Italia tra le pieghe del Capitale nelle pagine quotidiane o tra le onde radiotelevisive delle grandi catene editoriali.

Scherzando Claudio lancia il concorso a premi: "Chi sarà il richiedente del sequestro?" Al vincitore andrà una copia del prossimo libro del Messora, non appena avrà il tempo di scriverlo tra un documentario video e un altro. Io rilancio, augurandogli ogni bene, con un timido: "Papi !?".

Più seriamente sono convinta che Claudio Messora non ha nulla da temere, la Procura e il Tribunale di Milano sono il tempio virtuoso delle arti del Diritto tecnologico e della Giustizia. Nulla di male può accadergli!


Nonostante ciò, affinché non sia per lui penoso il momento di oltrepassare a piedi il triplice corridoio marmoreo dell'architettonico "fascio littorio" milanese, gli auguro con stima un calorosissimo in bocca al lupo.

A proposito: perché non pensare al metodo grillico delle valigie?

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 28/08/2009 @ 21:26:13, in Magistratura, linkato 2978 volte)
La giornata tipo del Magistrato?
Altro che quelle 4,2 ore di lavoro...

di Giuseppe Pavic*


Con una lettere pubblicata dal Corriere della Sera, il presidente dell'ANM Palamara ha contestato i dati e i contenuti del libro di Stefano Livadiotti, Magistrati - l'Ultracasta, a distanza di qualche mese dall'uscita del volume.
In precedenza, il libro è stato oggetto di discussione in vari dibattiti, durante i quali l'intervento di alcuni appartenenti alla categoria messa sotto accusa, i magistrati, appunto, ha cercato di opporre argomenti e cifre a quelli contenuti nel saggio del giornalista de L'Espresso.
Il presidente dell'ANM oppone agli argomenti del libro una serie di osservazioni ineccepibili, a cominciare da quelle riguardanti l'eccessivo richiamo di Livadiotti a vicende assai datate, delle quali non può seriamente farsi una colpa la magistratura di oggi. Ma probabilmente non sottolinea a sufficienza alcuni degli aspetti in ordine ai quali la tesi del libro, che indica nei magistrati i principali, se non gli unici responsabili dell'attuale sfascio della giustizia, appare inaccettabile.
Come esempio prendiamo l'accusa di scarsa propensione al lavoro, basata sul riferimento a una sentenza disciplinare del Csm in base alla quale da un magistrato sarebbe lecito attendersi 1.560 ore all'anno di lavoro, pari a 4,2 ore al giorno. E' evidente che basare su un simile dato la conclusione che giudici e pm lavorano troppo poco è apodittico, fuorviante e arbitrario: la realtà, del tutto diversa, è che, in condizioni normali, un magistrato non si limita a celebrare le udienze o a parteciparvi come pubblico ministero, ma deve anche scrivere i provvedimenti o gli altri atti; deve studiare i fascicoli processuali; deve aggiornarsi e approfondire, specie se si considerano le continue e significative modifiche apportate dal Parlamento alle leggi che egli deve applicare.
Tutto questo comporta un enorme dispendio di tempo. Si obietta: ma allora come mai spesso i giudici non sono in ufficio? La risposta è che alcuni di loro l'ufficio neppure ce l'hanno; e gli altri, fin dove possono, conciliano nel proprio ufficio lo studio dei fascicoli e la stesura dei provvedimenti con il continuo andirivieni di persone, il continuo sopravvenire di questioni urgenit, le oggettive carenze in termini di supporti bibliografici e informatici; e per il resto si vedono costretti a lavorare a casa.
La mia persona esperienza, riferibile anche ai numerosi colleghi con cui ho lavorato e lavoro, mi porta a stimare l'impegno di un magistrato in almeno 9-10 ore al giorno, salendo anche oltre tale soglia in certi uffici di frontiera. E, spesso, è necessario lavorare il sabato e la domenica, e anche in ferie.
Non credo di aver mai conosciuto un solo collega che lavorasse solo 4,2 ore al giorno: se lo facesse, probabilmente la sua improduttività salterebbe agli occhi.

*Giudice del Tribunale di La Spezia

Italia Oggi, ed. 28/08/09, pag. 2
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Di Loredana Morandi (del 29/08/2009 @ 07:18:13, in Indagini, linkato 2845 volte)
Facebook e il Giallo del Gruppo a favore delle Staminali
 
Lettera aperta a:
 
Gentile Editrice ChiareLettere,
 
p.c. Marco Travaglio
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Stante alcune esperienze negative, resto fermamente ancorata alla convinzione di aver conosciuto tramite il social network FaceBook moltissime persone eccezionali.
 
Accade proprio in queste ore, che una delle persone eccezionali da me conosciute tramite FB, Marco Franceschetti, sia in grave difficoltà a causa di persone terze e interessate.
 
Marco è un uomo di 45 anni, nato a Pescara, ed a parlarci al telefono esprime tutta quella innata e gentile rudezza degli abbruzzesi. Così, tra una parola ed un altra, Lui che da mesi si sveglia per le scosse di assestamento del terremoto a L'Aquila ti racconta la sua storia, dolce ma virile e senza compiangersi.  Alle sue spalle, infatti, c'è un doloroso cammino sanitario che lo lascia, pur padrone di un eccezionale miglioramento, emiplegico e costretto a deambulare con una stampella, a seguito di un intervento al cervello per risolvere gravi problemi vascolari. Un uomo coraggioso che, superata la sofferenza, si impegna per gli altri.
 
La ricerca sulle Cellule Staminali rappresenta una speranza per Marco, che spinto dal desiderio di sapere e condividere la conoscenza, attiverà mesi or sono il Gruppo a Favore delle Cellule Staminali per Malattie Gravi sul noto socialnetwork.
 
Il gruppo cresce molto oltre alle aspettative di Marco, lui non cerca popolarità ma di poter dare e ottenere delle risposte, così si rivolge ad esperti e ricercatori conosciuti via web, con i quali stabilisce alcune importanti collaborazioni. Una per tutte quella con il professor Francesco Zinno dell'Università Roma 3 di Tor Vergata, che proprio ieri ha dichiarato tramite un blog della piattaforma Splinder di volersi distaccare dal gruppo oggetto di tanti veleni.
 
I FATTI
 
Circa una settimana fa l'account di Marco viene disabilitato, nulla di particolarmente grave si pensa all'inizio, perché potrebbe trattarsi del solito errore dello staff di Facebook. Quell'account non è mai più stato restituito e, per i fatti che accadranno al Gruppo, è lecito pensare che sia stato disabilitato a causa di un accordo per la segnalazione di più persone interessate ad estromettere il Fondatore del Gruppo, e ad acquisire la popolarità data da ben 25.000 appetitosissimi utenti iscritti.
 
Oscurato il Franceschetti, sulla prima pagina del Gruppo inizia la sistematica cancellazione degli articoli di informazione archiviati nel corso dei mesi e una sorta di zapping delle immagini del profilo, una passerella di volti di utenti ignari e/o foto prese dalla cronaca dei casi più famosi. Oggi vi campeggiano i link a due articoli tratti da uno dei blog della Editrice "Chiarelettere", la casa editrice di Travaglio, la vostra Casa Editrice.
 
Gli amministratori al pannello del Gruppo si susseguono a velocità folle, alcuni si auto cancellano, altri vengono cancellati e bannati "d'ufficio", altri ancora sono nominati amministratori senza saperlo. Tanto che si vocifera di hackeraggio e sottrazione degli account, ma non è così che funzionano gli hackeraggi perché sempre l'utente originale non può accedervi, mentre tutti gli ex amministratori scrivono normalmente e il gruppo funziona perfettamente sotto il profilo meramente tecnico. Lo stesso Francesco Zinno appare essere oggetto di un ban censorio.
 
Improvvisamente, 2 giorni fa quando ad amministrare il gruppo dei 25.000 utenti son rimasti solo in 3 o 4 dai molti nomi che erano, appare il personaggio di spicco. E' l'autrice degli articoli che oggi appaiono sulla prima pagina del Gruppo a favore delle Cellule Staminali per Malattie Gravi: Cinzia Lacalamita, giornalista, esperta in pubbliche relazioni e marketing e collaboratrice della ottima editrice di Marco Travaglio.
 
La Lacalamita sorprendentemente furibonda e forse anche sotto il rullo compressore della folla inizierà a lanciare strali contro il povero Marco Franceschetti, arrivando prestissimo ad eccessi come la domanda: "Cosa ha a che fare Franceschetti con la Beike Europa!?", affiancando così il buon nome del fondatore del Gruppo agli interessi di una società finita nel 2005 sulle pagine delle Cronache, per lo scandalo dei falsi "viaggi della speranza" in Cina per l'impianto delle Cellule Staminali e per le evidenze di un falso in bilancio su prestazioni sanitarie mai erogate dal centro Gulliver di Lugano. Non contenta di aver già infuriato, la Cinzia Lacalamita, ha proseguito per 24 ore consecutive con dichiarazioni del tipo "Attendo il Dott. Zinno, io penso solo ai malati" per concludere con la promessa MAI mantenuta della restituzione del Gruppo al legittimo fondatore Marco Franceschetti.
 
Dai a Cesare quel che è di Cesare e a Dio (o amore) quel che è di Dio sorge spontaneo alla memoria, perché un impegno così attivo e capillare per le sorti del gruppo di Marco Franceschetti non si era mai visto in un luogo anonimo come il social network, grazie a tutti, ma soprattutto grazie all'impegno di Tutela Amici e Protezione Account.
 
Così, mi e Vi chiedo: come mai Cinzia Lacalamita ha deciso di intromettersi e privare Marco Franceschetti dei diritti di fondazione del suo gruppo?
 
Quale brillante soluzione può esserle balenata alla mente dalle scrivanie della editrice ChiareLettere, ad averla così confusa tra Giustizia e giustizialismo  in maniera tanto "ingiusta" e plateale ?
 
La ricetta dello chef delle ragioni appartiene al regno del molteplice, 25 mila utenti fanno gola a chiunque, condite la pietanza con un certo qualunquismo, spargete una buona manciata di protagonismo, aggiungete una casa editrice ed i comunicati stampa già pubblicati su quotidiani online, blog e agenzie del web, ed il piatto è servito.
 
Più famosa Cinzia Lacalamita e costretto a difendersi in Questura il legittimo titolare Marco Franceschetti.
 
Ora vi domando: a che pro tutto questo?
 
Quale la Giustizia, se un uomo per bene che supera la propria sofferenza e aiuta gli altri deve rivolgersi alla Questura?
 
Siamo tutti in attesa di una vostra gentile in risposta e delle scuse pubbliche di Cinzia a Colui che, pur virilmente e con l'impegno per gli altri, vive quotidianamente un serio problema esistenziale.
 
A sostegno di Marco Franceschetti.
 
Loredana Morandi
www.giustiziaquotidiana.it

LINK UTILI
 
sulla Beike Europa
 
una breve storia di Marco Franceschetti
 
Tutela Amici
 
Protezione Account
 
Gruppo a favore delle Cellule Staminali per Malattie Gravi
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Di Loredana Morandi (del 29/08/2009 @ 23:21:30, in Sindacato, linkato 2267 volte)
Per Boffo, che non è mai stato conosciuto come uno stinco di santo, meglio Feltri che ha tagliato il ramo secco piuttosto che un ennesimo attacco in stile La Repubblica. Ora Feltri è pronto per attaccare il pedofilo in Parlamento e penso proprio che lo farà ... L.M.

Federazione della stampa:

attacco incredibile al giornale dei vescovi


ROMA (28 agosto) - «Č cosa non qualificabile che per contrastare e far cessare (inutilmente crediamo) voci e idee che sono, anche senza pregiudizio politico, fuori dal coro e non classificabili secondo immediati schemi della politica, si vada a scandagliare nelle fogne, come ha fatto oggi il giornale di famiglia del capo del Governo, nei confronti nel quotidiano dei vescovi, l'Avvenire, e del suo direttore Boffo», dice il segretario della Fnsi Franco Siddi.

«Tanto palese appare - aggiunge Siddi - infatti lo scopo: non tanto quello di informare ma quello di scagliare fango in modo da “pareggiare” mediaticamente conti improponibili». «Č incredibile - dice ancora - che, attraverso questa via, si voglia limitare e intimidire il giornale dei vescovi nella libertà di dire la loro in testimonianza dei propri principi di fede e al direttore e ai giornalisti di Avvenire di esercitare la loro funzione nell'opera di informazione e di critica senza travestimenti. Ogni giornale ha legittimamente una sua linea e ogni indirizzo diverso va rispettato, secondo, però, un'etica della convivenza che non può mai far venir meno la civiltà del confronto né ridurre gli accadimenti a occasioni di lotta feroce e di resa dei conti vendicativa tra fazioni e parti che magari stanno altrove».

Il Messaggero
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Di Loredana Morandi (del 30/08/2009 @ 03:41:47, in Indagini, linkato 2746 volte)

A quelli del blog Informare per Resistere:
Avviso Pedofili

La vostra collaboratrice Helene Benedetti attualmente è letteralmente circuita da pedofili.

Clicca qui per vedere:


Il più famoso tra questi è il clone, in violazione dell'Articolo 494 del Codice Penale, del dott. Massimiliano Frassi, presidente della Associazione Prometeo Onlus contro la Pedofilia.

Qui il suo profilo su FaceBook: Maxi Fasso

L'altro pedofilo è un certo Sissimo Neuro, un inquietante personaggio che ha funzioni popolari uso "Radio Serva" e frequenta esclusivamente siti e blog PRO Pedofilia. I suoi scritti sono reperibili in rete, basta googlare.


Informo tutti i miei lettori

che ho appena scritto allo Staff di Facebook per segnalare i due utenti e TUTTI gli amministratori dei due psicotici fanclub negativi ai miei danni.

GRUPPO INFORMATIVO SU LOREDANA MORANDI

Non è la prima volta che io incontro questi signori. Nell'ultimo anno e dopo aver denunciato due società commerciali in flagranza di reato di Peculato d'uso di un server universitario, di proprietà dello Stato Italiano, sono stati da me estirpati da numerose piattaforme tra cui le internazionali Flickr e WordPress.com, nonché dai news aggregator Liquida e Wikio.

La vicenda del server Unina è pubblica e pubblicata dalla stampa quotidiana. Oggi il server universitario è libero dall'utilizzo reo per il file sharing illegale di materiali audio video vari, dal film nelle sale a quello in violazione della Legge a Tutela dei minori.

L'informazione è una cosa seria e deve essere curata da persone serie e preparate.



Ribadisco che: in Italia NON esistono strumenti giuridici che consentano al cittadino di DENUNCIARE una LEGGE presso le Procure della Repubblica. Soprattutto dopo che la Legge è stata votata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica.


Gli strumenti sono altri e per l'abrogazione di una Legge si deve usare il solo strumento del REFERENDUM popolare, a seguito di una raccolta firme.

PER I NON ADDETTI AI LAVORI: fare SPAM alle Procure della Repubblica E' REATO e viene perseguito per legge come un REATO, con multe penali e condanne.

La divulgazione e l'invito a riprodurre i testi di Peppe Sini e Saverio Tommasi avrebbe potuto essere reato di istigazione a commettere atti contro il buon funzionamento della amministrazione Giudiziaria.

Tommasi è un artista comico e NON ha un ufficio stampa di ferro come il collega Beppe Grillo. Così lui può sbagliare in perfetta buona fede e senza dolo.

Voi di Informare per Resistere il dolo ce lo stavate mettendo, finché io non sono intervenuta a fermarvi, fino a fermarvi.

Cordialità

Loredana Morandi


Update ATU (Benedetti e Informare per Resistere qui non c'entrano):



Garantito che io sarò prima a Caltanissetta e Palermo.

A scanso di equivoci informerò anche le segreterie parlamentari, che stanno organizzando l'evento romano onde evitare contatti sgradevoli o penalmente rilevanti come la presenza di pedofili o altro.

Agli ATU: Come io avevo preannunciato, la strada che state percorrendo è quella della criminalità e la prima ad intraprenderla è stata proprio la palermitana.

Non si tratta di opinione, ma di realtà visibile a TUTTI.






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