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L'avvocato cavilloso, che finge di non vedere un reato, ha appena commesso un reato.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 23/04/2010 @ 17:24:58, in Sindacati Giustizia, linkato 1224 volte)
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Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia

COMUNICATO STAMPA   
DEL 23 APRILE 2010

Lo scontro politico tra Fini e Berlusconi ha messo in evidenza la diversità di vedute nei territori.
Il COISP evidenzia la sua posizione.

“Lo scontro, tutto interno alla coalizione di maggioranza tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Presidente della Camera Gianfranco Fini, ha squarciato un velo sui tanti problemi che questo Paese sta vivendo”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia - dice : “Non diamo giudizi politici su quanto sta accadendo, né ci interessa assumere una posizione schierata, ma non possiamo esimerci dall’osservare ed esprimere una nostra fondata opinione sul fatto che il Presidente della Camera, l’Onorevole Gianfranco Fini, abbia ragione quando afferma che questo Governo è trainato dalle decisioni e dalle prese di posizione della Lega”.

“Per ciò che attiene al Comparto Sicurezza - continua il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia - vorremmo ricordare le decisioni assunte, suggerite dalla Lega, in materia di controllo del territorio con la tentata istituzionalizzazione delle ronde o l'ulteriore bluff del Governo che voleva far credere agli italiani che l’Esercito nelle città avrebbe definitivamente risolto i problemi di quelle zone a rischio sicurezza”. “Ribadiamo che non assumiamo posizioni politiche - conclude Franco Maccari - ma ci preme sottolineare la forte preoccupazione del momento, in quanto ci rendiamo conto che tutti i nodi, creati da una diversità di concepire il Governo del Paese, come avevamo previsto stanno venendo al pettine. Nodi che evidenziano la volontà di spaccare il Paese in senso orizzontale creando due Italie, e in senso verticale, contrapponendo le parti, in ogni campo, come nemici e gettando così le basi di un forte scontro sociale”.
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Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia


COMUNICATO STAMPA
DEL 23 APRILE 2010

Il COISP interviene, tramite il Segretario Generale, dopo la trasmissione Anno Zero di ieri sera: “Pericolose dichiarazioni dei Sindaci leghisti che rischiano di creare sacche di  intolleranze che avranno un solo risultato, lo scontro sociale.”

“Le immagini mandate in onda dalla trasmissione Anno Zero, corredate dalle dichiarazioni dei Sindaci leghisti devono preoccupare tutti. E’ evidente che c'è una parte d'Italia dove si pensa di poter governare non secondo le leggi dello Stato ma secondo regole fatte su misura.          
E' sempre quella parte d’Italia che pensava di gestire l'ordine pubblico con le ronde e dove anche le regole amministrative vengono stravolte da interessi particolari”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia - si dice preoccupato per quanto riportato dalla trasmissione Anno zero. “Non vogliamo neanche pensare che la politica sia quella che abbiamo visto in tv rappresentata da un Sindaco incosciente che non si è reso conto che con le sue parole, cariche di istigazione verso gli immigrati, quand’anche questi siano regolari, possono provocare disordini sociali. Non crediamo che la politica sia quella, ma siamo preoccupati del fatto che la politica abbia delegato il Governo dei territori a degli amministratori che con la loro faziosità creano sacche di intolleranze pericolosissime a livello sociale”. “Saremo sempre vicini agli amministratori che combattono le irregolarità, di qualsiasi matrice esse siano, italiane o straniere - conclude Franco Maccari - ma non possiamo esimerci dal mettere in guardia la società e il Governo centrale del fatto che dichiarazioni come quelle sentite ieri, sono solo la miccia di uno scontro sociale che da ideologico diventerà fisico, laddove non si riesca a governare includendo chi ha pari diritti e doveri regolati dall'unica legge da tener presente: la costituzione italiana”.
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Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia

COMUNICATO STAMPA
DEL 23 APRILE 2010

OK A TUTTE LE TRASFERTE, MACCARI: “DECISIONE FOLLE CHE PREMIA LE FRANGE VIOLENTE”

“E’ folle e inaccettabile la decisione del CASM (Comitato analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive) e dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, presieduto dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, di consentire tutte le trasferte del campionato di calcio”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – secondo il quale “la decisione – certamente dettata da ragioni politiche anziché tecniche o di mero buon senso - legittima e premia, anziché sanzionare pesantemente, l’azione di quelle tifoserie violente che continuano impunemente a macchiare di sangue le manifestazioni sportive”.

“Mi riferisco, ad esempio - continua Maccari -, alla frangia violenta della tifoseria della Lazio, che nell’ultimo derby della Capitale è stata protagonista di scontri violentissimi che hanno fatto registrare feriti, accoltellati, e solo per una fortunata casualità si è evitato che ci scappasse il morto, anche tra persone innocenti. Quegli stessi criminali vengono oggi ‘premiati’ con la possibilità di assistere a una partita ad alto rischio come quella in programma contro il Genoa allo stadio Ferraris”.

Conclude Maccari: “Chiediamo agli organismi preposti alla sicurezza delle manifestazioni sportive, e ancora di più al Ministro dell’Interno, di rivedere una decisione che mette a rischio l’incolumità degli uomini delle Forze dell’Ordine – chiamati ogni maledetta domenica ad affrontare vere e proprie situazioni di guerriglia – e soprattutto dei tanti tifosi che gremiscono gli stadi per il solo amore dello sport e non per sfogare la propria rabbia violenta contro poliziotti o altri tifosi”.
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COMUNICAT0 STAMPA n. 20/2010

23 aprile 2010
 

Martedì 27 aprile nell'Aula delle Sezioni Unite della Corte dei Conti, a Roma, magistrati contabili, magistrati ordinari, professori e rappresentanti del Parlamento discuteranno del tema scottante ed attualissimo delle società pubbliche in dissesto ed in particolare di quelle di gestione dei servizi pubblici locali.

Il Seminario di Formazione permanente della Corte dei Conti, l'Università degli Studi del Molise e la Seconda Università di Napoli, hanno organizzato, una giornata di approfondimento a Roma presso l'Aula delle Sezioni Unite della Corte il 27 aprile su un tema di rilevantissimo interesse scientifico, sociale ed economico.

Negli ultimi dieci anni si è assistito ad un proliferare di società a partecipazione pubblica di gestione dei servizi locali che oggi sono più di 800 in Italia e che sono servite per lo più ad eludere i c.d. patti di stabilità. A partire dagli ultimi due anni, il venir meno dei trasferimenti nazionali ha generato la crisi economica di molte di queste società fino ad arrivare alle prime dichiarazioni di fallimento ed all'assoggettamento a procedure concorsuali.

La vicenda fa emergere una componente quasi sconosciuta del debito pubblico che si produrrà e delle relative responsabilità civili, penali e contabili, tenuto conto anche delle implicazioni derivanti dall'abuso di etero-direzione degli enti locali-soci, titolari dei servizi, affidati spesso in house providing.

Si pone allora con urgenza il problema della individuazione delle soluzioni interpretative e normative per la gestione di queste crisi nell'interesse non solo dei creditori, dei lavoratori ma anche degli utenti dei servizi pubblici erogati.

Al convegno oltre ad esperti della materia (professori e magistrati ordinari, contabili ed amministrativi) parteciperanno il Vicesegretario del Pd, on. Enrico Letta, il Presidente della Commissione lavoro del Senato, Giuliano ed una serie di altri parlamentari.
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Che sia un “indulto mascherato”?
Ecco i dubbi dei magistrati


ROMA. Non convince affatto i magistrati di sorveglianza il ddl del governo che prevede la detenzione domiciliare per chi deve scontare un anno di pena e l’introduzione dell’istituto della messa alla prova per gli imputati di reati fino a tre anni. Le nuove regole sulla detenzione domiciliare appaiono poco chiare e sono diffusi i dubbi, da parte di chi dovrà applicarle se diventeranno legge, sulla loro costituzionalità, per contrasto con l’articolo 27 della suprema Carta, e cioé con il principio che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Dubbi esternati davanti alla Sesta Commissione del Csm, che sta preparando un parere sul ddl.

L’occasione per il confronto sul provvedimento, un seminario di studi al quale hanno partecipato la maggioranza dei presidenti dei tribunali di sorveglianza, 18 sui 26 dislocati su tutto il territorio nazionale. E se le riserve sul provvedimento sono state soprattutto di natura di tecnica, diffusa è stata la critica di fondo: non è chiaro se questa detenzione domiciliare vada considerata una misura alternativa alla detenzione (ma in questo caso i magistrati di sorveglianza dovrebbero avere gli elementi per valutare se ammettere o no i singoli condannati alla concessione) oppure se si tratta di una sorta di “indulto mascherato”: un beneficio che dovrebbe essere applicato automaticamente a tutti coloro che sono nelle condizioni previste dal disegno di legge.

Ma in questa seconda ipotesi, hanno fatto notare in tanti, il ddl rischierebbe di finire nel nulla sotto la scure della Corte Costituzionale. Sì perché esiste uno specifico precedente: nel 2006 la Consulta bocciò il cosiddetto “indultino”, il provvedimento introdotto tre anni prima che prevedeva come automatica e obbligatoria la sospensione condizionata dell’esecuzione della pena, per chi doveva scontare al massimo ancora due anni, e che non consentiva al giudice di sorveglianza alcuna valutazione di merito.

E questo nonostante la legge non fosse stata approvata secondo le modalità prescritte dalla Costituzione per l’emanazione di un provvedimento di indulto. La Consulta dichiarò l’illegittimità per contrasto con gli articoli 3 e 27 , ritenendo “evidente” che “la generalizzata applicazione del trattamento di favore, nell’assegnare un identico beneficio a condannati che presentino fra loro differenti stadi di percorso di risocializzazione, compromette, non soltanto il principio di uguaglianza, finendo per omologare fra loro, senza alcuna plausibile ratio, situazioni diverse, ma anche la stessa funzione rieducativa della pena”. (Ansa)

Volontariato Oggi

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Di Loredana Morandi (del 23/04/2010 @ 16:59:34, in Magistratura, linkato 1480 volte)
GIUSTIZIA: ANM CASSAZIONE,
DI LAVORO STIAMO MORENDO


(AGI) - Roma, 22 apr. - Carenze di organici e mezzi, mole di lavoro difficilissima da smaltire: e’ un grido d’allarme quello che l’Associazione nazionale magistrati, sezione Cassazione, lancia durante un’assemblea convocata oggi nell’Aula Magna di ‘Palazzaccio’.
“Di lavoro stiamo morendo e nessuno di noi e’ uno scansafatiche.
Da anni siamo sottoposti a sforzi incessanti e sempre crescenti. Questo non e’ ulteriormente tollerabile”, osserva il presidente dell’Anm Cassazione Alfonso Amatucci, che, in primis, rileva come alla Suprema Corte, per quanto riguarda la funzione giudicante, manchino oltre 100 magistrati a fronte di un totale di organico di 357, “una scopertura oltre la media, paragonabile solo a quella che si registra nelle sedi giudiziarie disagiate”.
Prima dell’estate, spiega Amatucci, arriveranno 47 giudici da inserire in organico, ma cio’ non risolvera’ il problema perche’ “fino al nuovo bando si verificheranno altri posti vacanti, per cui saranno ancora 70 i magistrati mancanti” e quelli in servizio saranno “il 25 per cento in meno rispetto a quelli che dovrebbero esserci”.
Inoltre, risultano essere in aumento i pensionamenti anticipati richiesti dalle toghe di piazza Cavour: “cio’ significa o che il lavoro non e’ appagante oppure che non e’ piu’ tollerabile - sottolinea Amatucci - siccome e’ di certo appagante, credo che la ragione sia la seconda”.
Per questo il sindacato delle toghe di legittimita’ lancia un appello al presidente e al pg di Cassazione, membri del Comitato di presidenza del Csm, nonche’ ai colleghi che saranno eletti a Palazzo dei Marescialli nel prossimo luglio per la nuova consiliatura: “i bandi di concorso per i posti vacanti siano pubblicati con anticipo - chiede Amatucci - e magari siano distinti per il civile e per il penale.
Cosi’ potremo evitare le carenze d’organico”.
Il Csm, secondo Amatucci, potrebbe intervenire anche sulla situazione critica che riguarda il Ced (centro elettronico di documentazione) della Corte, il cui personale e’ stato ridotto da 150 a poco piu’ di 50 unita’: “quest’assemblea non vuole distribuire colpe o meriti - aggiunge il presidente dell’Anm Cassazione - ma dobbiamo dire che il Ced ci serve, che vogliamo che funzioni, che non deve essere ulteriormente decrementato”.
Il presidente di sezione della Suprema Corte Ernesto Lupo, prendendo poi la parola in assemblea, ha affrontato ancora il problema della mole di lavoro: “lavoriamo tutti quanti tantissimo, e questo nel penale porta risultati soddisfacenti, mentre nel civile cio’ non si avvera perche’ ci sono 96mila ricorsi pendenti. Questa situazione e’ terribile, se ne esce solo lavorando diversamente”. La sua ricetta, dunque, e’ quella di utilizzare un “diverso stile nella stesura delle motivazioni delle sentenze: anche la dottrina - ha sottolineato - ci rimprovera un eccesso di motivazione”. (AGI) Oll
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Di Loredana Morandi (del 23/04/2010 @ 16:54:33, in Magistratura, linkato 1514 volte)
All'Archivio di Stato l'assemblea
dell'Associazione Magistrati Tributari

La categoria rivendica un immediato e giusto adeguamento economico


Grosseto: A seguito di quanto emerso in occasione della Giornata celebrativa della Giustizia Tributaria, avvenuta il 25 marzo 2010 in Roma, nell’Aula Magna della Corte di Cassazione, nella quale è stato palesemente riconosciuto che la Giustizia Tributaria costituisce il quarto pilastro del nostro sistema giudiziario ((assieme alla Giustizia Ordinaria (civile e penale), quella Amministrativa e quella Contabile)) - si è svolta in Grosseto, nella sala dell’Archivio di Stato, l’assemblea della Sezione Provinciale dell’ Associazione Magistrati Tributari, per discutere diversi ed importanti temi afferenti la categoria e la giurisdizione tributaria.
In considerazione dei fatti eclatanti così gravi, che risulterebbero recentemente commessi da alcuni giudici tributari di altre sedi, fatti che hanno gravemente colpito la categoria nella propria dignità ed onorabilità, tutti i magistrati tributari della Sezione A.M.T. di Grosseto hanno preso le distanze nei confronti di coloro, che con il loro comportamento deplorevole hanno infangato la categoria.
In ordine poi al mancato incontro – finalizzato all’esame congiunto dei temi della giustizia tributaria – tra il vertice del nostro C.P.G.T. (Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria) e dell’A.M.T. (Associazione Magistrati Tributari) con il Sottosegretario di Stato all’economia e alle finanze on Casero Luigi, l’assemblea ha espresso la più viva delusione ed invita i nostri rappresentanti a richiedere alla Autorità Politica ed Istituzionale la riconvocazione urgente dei tavoli tutti, con priorità assoluta di quello economico.
Infatti, la categoria – a fronte dell’attività sempre più complessa, qualificata ed assorbente svolta a servizio della collettività – rivendica un immediato e giusto adeguamento economico, dato che da anni il compenso fisso in circa 200,00 euro mensili, e l’esiguità degli emolumenti percepiti per ogni sentenza, ne umiliano la dignità professionale.
Infine, ad unanimità, è stata richiesta da tutti i partecipanti la convocazione di una assemblea regionale plenaria, nella quale si possano dibattere le istanze della categoria e si affronti il grave ed urgente problema della riforma istituzionale, dando precedenza immediata all’aspetto economico da inserire con priorità assoluta nell’agenda governativa.

Maremma News
Venerdì 23 Aprile 2010 09:51
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Di Loredana Morandi (del 23/04/2010 @ 08:28:44, in Osservatorio Famiglia, linkato 1182 volte)
La notizia  "vera" contenuta nella news che segue è allarmante, perché dichiara in modo chiaro che si sia trattato di sperimentazione e non di prevenzione.

Altrimenti, gli studiosi non avrebbero ottenuto quei dati sulla facilità di abbordaggio di un minore e sulla sua eventuale collaborazione. Da quanto si evince gli "studiosi" hanno lavorato prima per abbassare le difese del minore, poi, forse, per introdurre alcuni concetti a "difesa". Una gravissima violazione dei diritti umani dei minori e delle loro famiglie.

Sospetto che tale sconsideratezza abbia prodotto 438 potenziali vittime minori e la vita umana vale sicuramente di più del successo di uno o più psicologi interessati solo agli aspetti tecnici della ricerca.

Che cosa stanno facendo al Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, alla Provincia di Roma e al Municipio IX ?

Cari Nicola Zingaretti e Andrea Catarci come spendete i soldi del Ministro?

L.M.

22/04/2010, 05:30

Prevenzione della pedofilia a scuola Un gioco per riconoscere gli orchi

Giochi di simulazione per evitare i pedofili.

È «Sembra un gioco», iniziativa che ha visto coinvolti 438 bambini. Protagonisti di questo progetto, finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, gli istituti Malaspina, Alonzi e Battisti, l'istituto di Montecompatri e la scuola Trilussa di Pomezia.

L'iniziativa è promossa anche dalla Provincia e dal Municipio XI. A Palazzo Valentini presentato uno studio su 438 bambini: 270 hanno detto di accettare di allontanarsi con uno sconosciuto senza avvertire; 414 accettano regali in cambio della proposta di fare alcuni «giochi da grandi in segreto».

Il Tempo
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Di Loredana Morandi (del 22/04/2010 @ 19:00:44, in Osservatorio Famiglia, linkato 1824 volte)
Le news di oggi sono pazzesche, soprattutto la prima che mostra il lato delirante dell'assistenzialismo selvaggio. Vien da dire "salvate il magistrato Ryan" da psicologi e assistenti sociali, poi restituite subito il maltolto perché subirà 1000 e 1 traumi psicologici, così com'è in pessima compagnia...

Mamma ama troppo, Tribunale toglie bimbo
E' successo a Trento, provvedimento eseguito a scuola

(ANSA) - TRENTO, 22 APR - Troppo affetto dalla mamma, tale da pregiudicare un corretto sviluppo del bambino: per questo il Tribunale dei minori le toglie il figlio. E' successo a Trento: il provvedimento, secondo quanto riportano i quotidiani locali, e' stato eseguito ieri durante la ricreazione a scuola da assistenti sociali, ma anche con l'intervento dei vigili urbani, perché la mamma, accorsa insieme alla nonna, tentava di non lasciare andare via il piccolo. Il legale della madre lamenta le modalita' di esecuzione.

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Cadavere per strada, gente indifferente
Tra un boccone e l'altro ha dato occhiata distratta a vittima

(ANSA)- LECCO, 22 APR -Il cadavere a terra, coperto da un lenzuolo, dopo un volo dal 3/o piano, e la polizia.A pochi metri un bar,dove la gente continua a mangiare.
E' successo ieri a Lecco, dove e' morto un pensionato 70enne. Gli investigatori ritengono si sia trattato di un suicidio.
L'uomo ultimamente era depresso, tra l'altro per motivi economici. A lasciare perplessi i soccorritori e' stato l'atteggiamento della gente che tra un boccone e l'altro ha dato un'occhiata alla vittima rimanendo seduta ai tavolini.

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.. vatti a fidare di un insegnante non vedente!

Palpeggiamenti in aula, 16 mesi di carcere ad un docente

Il professore, non vedente, doveva rispondere di violenza sessuale, per aver molestato in aula, durante la lezione, un´alunna di 18 anni. La scena sarebbe stata ripresa con un telefonino.
E’ stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale, Salvatore Emmolo, docente di storia e filosofia all’istituto scientifico «Quintino Cataudella» di Scicli. Il professore, non vedente, doveva rispondere della pesante accusa di violenza sessuale, per aver molestato in aula, durante la lezione, una studentessa di 18 anni. Il docente, che si è sempre proclamato innocente, è stato giudicato con il rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena, con il consenso del pubblico ministero Gaetano Scollo, che aveva invocato l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato.
La sentenza di condanna è stata emessa, dopo un paio d’ore di camera di consiglio nel palazzo di giustizia di via Aldo Moro (nella foto), dal collegio penale presieduto dal giudice Giovanna Scibilia. L’imputato, condannato altresì al risarcimento danni alla parte offesa da quantificarsi in separata sede, e al pagamento delle spese processuali, era difeso dall’avvocato Cesare Borrometi. La studentessa si era invece costituita parte civile tramite l’avvocato Carmelo Ruta. Era stata proprio la testimonianza della ragazza a caratterizzare la prima udienza del processo.

Leggi il seguito sul Corriere di Ragusa



Donna morta Torino: 30 anni al fidanzato
La vittima fu uccisa nell'aprile del 2009

(ANSA) - TORINO, 22 APR - E' stato condannato a trent'anni di carcere Alain Dante Stefanone, il trentaseienne torinese accusato di avere ucciso la fidanzata. La sentenza e' stata pronunciata dal gup Salvadori dopo un rito abbreviato. L'uomo aveva avuto con la donna, Alice Acquarone,46 anni, una relazione. Nell'aprile 2009 la donna fu trovata priva di vita, avvolta in un telo nel cortile del palazzo dove abitava: aveva il cranio fracassato. Stefanone aveva detto di averla colpita solo dopo essere stato insultato.

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Fa molestare figlia: 6 anni alla madre
La donna lasciava la ragazzina sola in casa con l'uomo

(ANSA)- GENOVA, 22 APR - Condannata a 6 anni di reclusione una donna sudamericana 40enne che faceva molestare la figlia minorenne per poche decine di euro.
I fatti risalgono al 2006, quando la figlia aveva poco piu' di 15 anni. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la donna riceveva spesso le visite di un amico che portava a casa la spesa e generi di conforto. Una volta entrato, la donna li lasciava soli. La situazione e' durata piu' di un anno, fino a quando la ragazzina ha denunciato tutto ai Cc.

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Bimba 22 mesi morta: pg, madre colpevole
Ricorso in Cassazione contro l'assoluzione della donna

(ANSA) - TORINO, 22 APR - La Procura generale di Torino e' certa che provocare la morte della figlia Matilda fu Elena Romani e non il convivente Antonio Cangialosi.
La morte della bimba avvenne a Roasio (Vercelli) il 2 luglio 2005. Per questo ha presentato un ricorso in Cassazione contro la sentenza con cui la Corte d'assise d'appello non solo ha assolto la Romani, ma ha indicato esplicitamente Cangialosi come colpevole invitando la procura di Vercelli a procedere nei suoi confronti. Il ricorso e' di 115 pagine.

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Accoltella moglie, arrestato da Cc
L'uomo non voleva separarsi.Colpita nel Vibonese davanti a figli

(ANSA) - VIBO VALENTIA, 22 APR -Voleva riallacciare con la moglie,dalla quale si stava separando, ma al suo ennesimo rifiuto,l'ha colpita con 2 coltellate al collo.
E' successo ieri a Maierato, nel Vibonese. L'uomo, un medico, ha cercato invano di convincere la moglie a tornare con lui. Ma alla determinazione della moglie ha risposto con 2 coltellate che solo per puro caso non hanno reciso la carotide. I figli hanno assistito alla scena e hanno chiamato i Carabinieri che hanno arrestato l'uomo.

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Omicidio Fiori, arresto dopo 9 anni
Imprenditrice sarda uccisa nel 2001 in Ogliastra, presa mandante

(ANSA) - NUORO, 22 APR - E' stata arrestata Daniela Depau accusata di essere la mandante dell'omicidio dell'imprenditrice Rosanna Fiori avvenuto nel 2001. La Polizia ha eseguito un decreto di fermo emesso dal procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi a carico della Depau, 36 anni, di Villanova Strisaili. L'imprenditrice, nipote di Francesco Cossiga e moglie di Stefano Wallner, presidente della Confagricoltura Nazionale, fu uccisa nell'azienda florovivaistica Barbagia Flores a colpi di fucile.


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Di Loredana Morandi (del 22/04/2010 @ 18:30:23, in Osservatorio Famiglia, linkato 1785 volte)
Roma: caso Pasolini, ascoltato in Procura Dell'Utri

Roma, 22 apr. (Adnkronos) - Sul caso di Pier Paolo Pasolini tornato all'esame della Procura della Repubblica di Roma per verificare nuove circostanze circa i motivi della sua uccisione, il pubblico ministero Francesco Minisci ha sentito oggi per circa mezz'ora Marcello Dell'Utri. Al centro dell'interrogatorio alcune dichiarazioni fatte tempo fa dal parlamentare circa la sua conoscenza di un capitolo del libro 'Petrolio' pubblicato dopo la morte dello scrittore. Capitolo scomparso ma che Dell'Utri afferma, come ha confermato oggi, di aver visto qualche tempo fa. A mostrarglielo una persona che lo aveva avvicinato a Milano in occasione di una mostra su Curzio Malaparte.

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Terrorismo: Pg Milano, Ichino era obiettivo politico e simbolico nuove Br

Milano, 22 apr. - (Adnkronos) - Il giuslavorista Pietro Ichino, ''era un obiettivo politico e simbolico'' delle nuove Br. E' quanto ha sostenuto il sostituto procuratore generale Laura Barbaini nella sua requisitoria al processo d'appello nei confronti di 14 imputati accusati a vario titolo di associazione a delinquere, banda armata, detenzione di esplosivi e armi.

Processo nuove Br pg,confermare condanne
Tra i 14 imputati Davide Bortolato e Claudio Latino


Processo nuove Br pg,confermare condanne (ANSA) - MILANO, 22 APR - Processo d'appello alle 'nuove Br' del Partito Comunista politico-militare: il sostituto Pg di Milano chiede la conferma delle condanne. Si tratta di 14 imputati condannati nel giugno scorso a pene comprese tra i 15 anni di reclusione e i 10 giorni d'arresto.

Tra questi ci sono Davide Bortolato e Claudio Latino, ritenuti rispettivamente i leader delle cellule padovana e milanese del gruppo che si rifaceva, secondo l'accusa, alla 'seconda posizione' delle Br, ovvero l''ala movimentista'.

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Fisco: Pm Milano, Maldini corrompeva funzionario per evitare controlli

Milano, 22 apr. (Adnkronos) - L'ex capitano rossonero Paolo Maldini, avrebbe corrotto un funzionario dell'Agenzia delle Entrate per evitare controlli fiscali in particolare per quanto riguardava la societa' Velvet, riconducibile a lui e alla moglie, Adriana Fossa. E' quanto scrive nel provvedimento di chiusura indagini il pm di Milano, Paola Birotta.

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Milano: incendio in carcere Beccaria, intossicate in modo lieve tre guardie giurate

Milano, 22 apr. - (Adnkronos) - E' di 14 persone coinvolte, di cui tre intossicate in modo lieve, il bilancio dell'incendio scoppiato in tarda mattinata in un'ala del carcere minorile Beccaria a Milano. A renderlo noto e' l'Areu, l'azienda regionale emergenza urgenza.

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Blocco studentesco: ''Non una rissa, ma un'aggressione''
Università, scontri a Tor Vergata e Roma Tre: otto provvedimenti cautelari


Il 7 maggio la manifestazione nazionale del Blocco studentesco a Roma

ultimo aggiornamento: 22 aprile, ore 18:23
Roma - (Adnkronos/Ign) - Obbligo di dimora per quattro aderenti a Blocco Studentesco e quattro aderenti ai collettivi studenteschi universitari dopo gli scontri negli atenei romani. Polacchi: ''Inaccettabile confondere aggressori e aggrediti''. Iannone: ''Avremo giustizia solo quando qualcuno di noi sarà assassinato''.

Blocco studentesco: ''Aggrediti a Roma Tre e feriti in 10''. Alemanno: ''Brutto clima''

Roma, 22 apr. (Adnkronos/Ign) - Otto provvedimenti cautelari a carico di quattro aderenti a Blocco Studentesco e di quattro aderenti a collettivi studenteschi universitari, in particolare, quello dell'Università di Tor Vergata denominato 'Lavori in Corso', sono stati eseguiti dagli agenti della Digos di Roma. I provvedimenti dispongono l'obbligo di dimora e di comunicazione del luogo di reperibilità alla Polizia Giudiziaria, e il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 19 alle 6 del giorno successivo.

Le misure cautelari, spiega una nota della Questura di Roma, sono state emesse dal Giudice delle indagini preliminari Adele Rando, a seguito delle richieste del procuratore aggiunto Pietro Saviotti e del sostituto procuratore Luca Tescaroli, che hanno recepito gli esiti dell'attività investigativa della Digos ''su alcuni episodi di tensioni e scontri tra estremisti di opposte fazioni politiche, avvenuti nel mese di marzo all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e nei pressi della III Università''.

In particolare, la procura mette in relazione i due episodi del 15 e del 16 marzo avvenuti a Tor Vergata e quello della settimana scorsa a Roma Tre, nel quale sono rimasti feriti nove esponenti del Blocco studentesco. Nell'ordinanza il gip scrive: ''Si prospetta plausibile ipotizzare che, a seguito della rissa presso la Facoltà di Giurisprudenza del 15 marzo 2010, nel corso della quale erano prevalsi gli aderenti al Blocco studentesco (...), nonché degli scontri proseguiti in data 16 marzo 2010 (...), vi sia stato l'intento di una reazione organizzata nei confronti dello stesso Blocco studentesco che determinava la rissa a Valco San Paolo e conseguenze personali stavolta piu' gravi per la fazione che nell'occasione precedente era prevalsa''.

Una ricostruzione contestata dal Blocco studentesco. ''Confondere gli aggrediti con gli aggressori è un fatto inaccettabile'', afferma, in una nota, il presidente del movimento Francesco Polacchi, che spiega: ''A Tor Vergata abbiamo assistito al tentativo di aggressione da parte dei collettivi, nei confronti di ragazziche partecipavano ad una iniziativa regolarmente autorizzata. A Roma Tre militanti del centro sociale Acrobax si sono resi protagonisti di una aggressione, armata e premeditata, contro alcuni ragazzi del Blocco Studentesco che si trovavano lì per attaccare dei manifesti, 9 dei quali hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. Ricordo che per quest'ultimo episodio esistono anche delle testimonianze dirette e un ordine del giorno approvato dal Comune di Roma in cui si esprime solidarietà al Blocco Studentesco''.

In particolare, Polacchi fa in effetti riferimento a un testimone citato anche nell'ordinanza. A quanto scrive il gip, l'uomo ha visto dal balcone ''una decina di ragazzi nell'atto di attaccare manifesti sui muiri di via Ostiense'' e ha notato ''all'improvviso circa 40 persone provenienti dal valco San Paolo che, brandendo bastoni, spranghe, caschi e mattoni, si sono diretti verso i ragazzi che attaccavano manifesti e, senza parlare, li avevano aggrediti e colpiti ripetutamente''. ''I ragazzi che stavano attaccando i manifesti - ha raccontato il testimone - in un primo tempo cercavano di scappare al fine di eludere l'aggressione posta in essere dagli aggressori, ma con esito negativo, e vistisi aggrediti ne scaturiva una rissa''.

Insomma, secondo Polacchi, ''il quadro è chiaro: da una parte c'è una sinistra antagonista che chiede l'esclusione del Blocco Studentesco dalle competizioni elettorali, l'annullamento di manifestazioni autorizzate e democratiche, e che punta all'eliminazione dell'avversario attraverso aggressioni violente. Dall'altra c'è il Blocco Studentesco, che vuole portare avanti le proprie idee, che partecipa al confronto, anche elettorale, rifiutando la logica dell'odio politico''.

Rincara la dose il leader di CasaPound Italia, Gianluca Iannone: ''A Tor Vergata, così come a Roma Tre, non c'è stata nessuna rissa. In entrambi i casi i ragazzi del Blocco studentesco sono stati provocati e aggrediti a freddo e non hanno potuto fare altro che difendersi. Per questo non possiamo accettare in nessun modo la ricostruzione che la procura ha fatto di quegli eventi''. Una ricostruzione, spiega, ''che finisce con l'accreditare un'ipotesi che non corrisponde assolutamente a verità, e cioè che a Roma sia in corso una lotta tra opposte fazioni. Una guerra tra bande che vede contrapposti il Blocco studentesco e la sinistra antagonista. Non è vero. A Roma, come nel resto d'Italia, peraltro, è invece in corso una campagna premeditata di aggressioni nei confronti del Blocco studentesco e di CasaPound Italia: un piano preordinato per tentare di sottrarci ogni agibilità politica. Ed è in questa logica che vanno letti anche gli 'scontri' all'università''.

''A Roma Tre - conclude Iannone - dieci ragazzi che stavano facendo affissione sono stati aggrediti da oltre 100 esponenti dei centri sociali armati di catene, mazze, caschi, bastoni, martelli. Cento persone organizzate in maniera militare che, incuranti della differenza di numero, hanno agito per fare male, tanto da mirare direttamente alla testa dei loro antagonisti, come dimostrano le ferite riportate dai militanti del Blocco, e come hanno dichiarato i testimoni ascoltati anche dagli investigatori. Evidentemente avremo giustizia e saremo riconosciuti effettivamente innocenti solo nel momento in cui qualcuno di noi sarà assassinato''.
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