Immagine
 .. sguardi incrociati ..... di Lunadicarta
 
"
La giustizia è l'insieme delle norme che perpetuano un tipo umano in una civiltà.

Antoine De Saint-Exupéry
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 06/08/2009 @ 18:49:08, in Politica, linkato 1378 volte)
ABORTO: GASPARRI, SU RU486 LIVIA TURCO SBAGLIA ANCHE ALL'OMBRA
 

(ASCA) - Roma, 6 ago - ''Livia Turco per dire cose sbagliate non ha bisogno di esporsi a lungo al sole. Sbaglia anche rimanendo all'ombra e al fresco. E' ovvio che abbiamo tutto il diritto di verificare in Parlamento la vicenda RU486, sia perche' il Parlamento e' libero di occuparsi di cio' che ritiene rilevante, sia perche' non siamo piu' ai tempi di Stalin che forse piacerebbero alla Turco. Quindi non accettiamo veti, ne' deleghiamo alla Turco o a semplici tecnici questioni che attengono al diritto alla vita''. E' quanto dichiara il presidente dei senatori del PDL, Maurizio Gasparri.

red-njb/sam/ss  06-08-09


ABORTO: TURCO (PD), PROPOSTA GASPARRI SU RU486 FRUTTO COLPO DI SOLE
 

(ASCA) - Roma, 6 ago - ''E' singolare che il senatore Gasparri voglia coinvolgere il parlamento su questioni che riguardano esclusivamente la valutazione tecnico-scientifica.

Non so con quale competenza i senatori e i deputati potrebbero valutare la congruita' di un farmaco sulla salute delle donne e delle persone. E' strabiliante che ci sia una richiesta di questo tipo: e' frutto del furore ideologico, che li acceca, li fa diventare arroganti e li espone al ridicolo. Potrei dire che, essendo vicini a Ferragosto, si tratta di un colpo di sole.'' Cosi' Livia Turco, capogruppo PD in Commissione Affari Sociali della Camera, commenta la proposta di ieri di Maurizio Gasparri affinche' il parlamento discuta della RU486 nel corso di un'intervista all'Agenzia Radiofonica Econews.

''La RU486 - spiega Turco - e' un farmaco normalmente utilizzato in tutti i paesi europei, e' stato validato dall'Emea, ed e' stato introdotto in Italia, e parlo con cognizione di causa perche' due anni fa ero Ministra della Salute, con una istruttoria tecnico-scientifica estremamente rigorosa. Per questo mi si consenta di ribadire la stravaganza e l'assurdita' di questa proposta''.

''C'e' una cosa - prosegue Turco - di cui dovrebbe discutere il Parlamento, ed e' la relazione annuale sull'applicazione della 194. Questa relazione documenta anche questa volta come siamo di fronte a una costante riduzione del ricorso all'aborto, anche rispetto al 2007, a una presenza del ricorso all'aborto fra le donne immigrate e all'aumento dell'obiezione di coscienza. Il Parlamento discuta di questa relazione, e impegni il Governo a fare cio' di cui si e' completamente dimenticato: potenziamento dei consultori, prevenzione dell'aborto, tutela sociale della maternita'''.

''Sono argomenti - sottolinea Turco - di cui il centrodestra parla solo in campagna elettorale. Da quando sono al Governo non hanno fatto nulla, ma proprio nulla, per potenziare i consultori, prevenire l'aborto, tutelare la maternita'. Noi lo solleciteremo, e sfideremo il centrodestra con una mozione parlamentare sui temi della prevenzione dell'aborto e della tutela della maternita'''.

Sull'ipotesi, da piu' parti ventilata, di un atto di indirizzo o di linee guida del Ministero della Salute sulla pillola abortiva, Turco dice: ''Sicuramente il governo dovra' riferire al Parlamento, perche' il Parlamento ha il dovere di sapere cosa intende fare rispetto all'utilizzo di questa nuova metodica abortiva, per garantirne un utilizzo omogeneo sul territorio nazionale. Che poi ci debba essere un atto di indirizzo per garantire un intervento che sia eguale su tutto il territorio nazionale, questo e' un atto dovuto. Il problema e' cosa ci sara' scritto in questo atto di indirizzo, per questo sara' bene che il Governo venga a riferire''.

res-map/sam/ss  06-08-09


... cattolici, valdesi e filo sionisti, rabbini no che son più bigotti della Cei


ABORTO: BONINO SU RU486, RICOVERO COATTO PER 3 GIORNI E' UNA BUFALA
 

(ASCA) - Cortina, 4 ago - ''Non c'e' da cambiare la 194, non c'e' nulla da fare, c'e' da fare una doccia fredda perche' e' utile per calmare i bollori''. Lo dichiara Emma Bonino, vicepresidente del Senato, a Cortina InConTra. ''L'articolo 15 della legge 194 gia' diceva che gli enti ospedalieri e gli altri dovevano essere aperti a nuove tecniche meno invasive, meno violente, qualora fossero arrivate''. ''Sulla RU486 - ha continuato la Bonino - non credo ci sara' molto da fare, tutto fumo. Ho sentito tante bufale, una di seguito all'altra, compreso il ricovero coatto per tre giorni, cosa che non si fa in nessuna altra parte al mondo. Ho sentito parlare di decreto, mi sembra l'ennesimo intervento di mala politica in cose in cui la politica non dovrebbe assolutamente entrare''. Inoltre ''da noi si sentono cose strampalate, il fatto che il Vaticano e le gerarchie ecclesiastiche siano nella porta accanto influisce, ma la responsabilita' e' soprattutto di una classe politica che e' sempre particolarmente genuflessa e non tiene piu' in conto la laicita' delle istituzioni''. E sulla scomunica minacciata dalla Chiesa: ''Mi stupisce che venga lanciata solo sul territorio italiano e non contro francesi e spagnoli ad esempio''. La Bonino e' critica rispetto ad una discussione in parlamento: ''Nessuno di noi e' esperto di queste cose, c'e' l'agenzia del farmaco che ha autorizzato la RU486, a questo punto deve essere il cittadino, assieme al suo medico, a scegliere se e' piu' appropriato l'aborto farmacologico o quello chimico. E' fondamentale la liberta' di ciascuno di assumersi la responsabilita' delle proprie scelte''.

fdm/sam/alf  04-08-09


ABORTO: VALDESI, INFONDATE PREOCCUPAZIONI CHIESA CATTOLICA SU RU486
 

(ASCA) - Roma, 3 ago - ''Ritengo gran parte delle preoccupazioni espresse dalle gerarchie cattoliche largamente infondate''. Di fronte al dibattito sulla pillola abortiva RU 486, Luca Savarino, coordinatore della ''Commissione della Tavola valdese per i problemi etici posti dalla scienza'' (Commissione bioetica). Parlando a titolo personale con l'agenzia evangelica Nev, il valdese Savarino non condivide la tesi del Presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, secondo cui la decisione dell'Agenzia italiana del farmaco di ammettere anche in Italia l'utilizzo della pillola abortiva andrebbe nella direzione di identificare l'aborto con un metodo anticoncezionale.

''Non va dimenticato - sottolinea Savarino - che la quasi totalita' delle scelte abortive coincide piuttosto con esperienze di forte travaglio etico e morale da parte dei soggetti coinvolti nella scelta, in primo luogo da parte della donna. Il rispetto della vita umana, sin dal momento del concepimento va contemperato con altri valori in gioco, che richiamano primariamente la responsabilita' della madre, che va guardata come un soggetto etico pienamente capace di autodeterminarsi. Ancora una volta, purtroppo, nelle dichiarazioni di influenti esponenti della chiesa cattolica romana e' evidente la tendenza a considerare con timore la liberta' e la responsabilita' individuali, identificandole con l'arbitrio''.

asp/mcc/ss  03-08-09


ABORTO: FAM.CRISTIANA, RU486 FARMACO DI MORTE INCOMPATIBILE CON LA 194
 

(ASCA) - Roma, 3 ago - ''L'introduzione della RU486 nel prontuario farmaceutico pone problemi medici, giuridici e morali''. Lo sostiene il teologo Luigi Lorenzetti in un articolo pubblicato sul numero di ''Famiglia Cristiana'', in edicola da mercoledi' .

Dopo aver premesso che ''l'aborto, in qualunque modo venga praticato, e' sempre uccisione di un essere umano'', padre Lorenzetti afferma che ''la RU486 pone forti obiezioni di compatibilita' con la legge 194/1978, dal momento che l'articolo 1 contrasta l'idea che l'aborto possa essere considerato un mezzo di regolazione delle nascite e che l'articolo 5 prevede una procedura rispettosa della donna, ma dissuasiva dall'aborto''.

Infine, sostiene il teologo, ''la RU486 pone obiezioni di carattere medico. Si puo' escludere che non sia dannosa per la donna? Anche solo nel dubbio (non infondato), l'etica medica esige che prevalga il principio di precauzione verso un farmaco paradossalmente chiamato cosi' visto che procura la morte mentre ci si aspetterebbe che la scienza medica s'impegnasse nella prevenzione e non a fornire, di volta in volta, nuove modalita' per abortire, impedendo che prevalgano eventuali interessi economici delle ditte farmaceutiche''.

res-map/mcc/ss  03-08-09


.. e coloro che non sanno che: se il feto dell'aborto non viene espulso per via farmacologica, si finisce per dover fare comunque il raschiamento ...


ABORTO: SINISTRA E LIBERTA' LAZIO, NO RICOVERO COATTO PER RU486

(ASCA) - Roma, 6 ago - ''La Ru486 rappresenta per le donne un'opportunita' di poter scegliere un metodo meno invasivo e mortificante per attuare un'interruzione di gravidanza, e alle donne che scelgono questo metodo abortivo deve essere evitata l'imposizione del ricovero coatto: la Regione Lazio ne tenga conto nelle sue linee guida per l'utilizzo del farmaco''. Lo chiedono, in una lettera aperta al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, Giulia Rodano e Alessandra Tibaldi, consigliere regionali di Sinistra e Liberta' e assessori regionali.

Nella lettera, sottoscritta anche da altre consigliere regionali, si ricorda al presidente Marrazzo che ''proprio ieri il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha invitato il Governo a non fare alcun 'intervento improprio' sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486 che, come il resto dell'organizzazione sanitaria, e' competenza delle Regioni'', e che ''se la donna decide di non accettare l'ospedalizzazione nel corso del trattamento con la Ru486, non le puo' certo essere imposto di essere ricoverata, cosi' come vorrebbe il sottosegretario Roccella, che nei giorni scorsi ha addirittura prospettato la possibilita' di imporre 3 giorni di ricovero coatto''.

''Ogni trattamento medico viene infatti somministrato sulla base del consenso informato, sta dunque al medico informare dei rischi e delle possibilita' - sottolineano infatti Giulia Rodano e Alessandra Tibaldi -. Imporre il triplo del tempo attualmente impiegato per un'interruzione di gravidanza chirurgica, opzione in cui le donne vengono spesso dimesse in giornata, comporterebbe non soltanto gravi conseguenze di ordine socio - psicologico a danno delle pazienti, ma anche un ingiustificato aggravio di costi ai danni del sistema sanitario regionale''.

res-map/sam/ss  06-08-2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 06/08/2009 @ 18:57:05, in Sindacato, linkato 1179 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana
 
Roma,  6 agosto 2009
Prot. n. 188/C
 

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

“La Federazione Nazionale della Stampa non è solita prendere in considerazione indiscrezioni, boatos e congetture, soprattutto in occasione dei cosiddetti "giri di valzer” dei direttori. Ma 15 milioni cash di "buonentrata" e uno stipendio di 3 milioni annui (questo si dice sia il compenso a Vittorio Feltri per tornare a dirigere il Giornale), oppure 5 milioni annui a Belpietro per Libero, se confermati, sono cifre esorbitanti, incredibili, illogiche. Sono - senza nulla togliere al valore professionale dei due colleghi - una scelta cinica e indecorosa. Sono cifre surreali nel momento in cui, in Italia, le imprese editoriali stanno aprendo decine di stati di crisi. Per restare ai due illustri direttori e alle loro case editrici, ricordiamo che solo l'anno scorso Il Giornale ha chiesto e ottenuto una ristrutturazione interna, con accesso ai prepensionamenti e attingendo alle casse dell'Inpgi. Se tutto ciò risponde al vero e l'azienda ora può fare un contratto milionario, deve essere prima chiamata a ritornare alla situazione occupazionale precedente, a reintegrare nel lavoro e nello stipendio i colleghi prepensionati, a restituire all'Inpgi i costi dei pensionamenti anticipati. Al Ministero del Lavoro il compito di fare le verifiche e diradare le nubi.
Quanto balza all'ordine del giorno si innesta, peraltro, sulla problematica trattativa in corso alla Mondadori. C'è anche una vertenza sindacale a Libero. La Fnsi chiede ai diretti interessati, alle relative aziende e alla Fieg di fare chiarezza su stipendi che escono dalla legittima riservatezza per entrare di diritto nelle tematiche industriali e sindacali dell'editoria e della sua conclamata crisi”.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 06/08/2009 @ 19:02:59, in Sindacati Giustizia, linkato 1159 volte)
Allarme dei lavoratori della Giustizia Minorile aquilana


L'Aquila, 6 ago - I lavoratori della Giustizia Minorile di L'Aquila: Centro per la Giustizia Minorile, Istituto Penale per i Minorenni, Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni, Centro di Prima Accoglienza, sono preoccupati per il rischio di trasferimento dall'Aquila dei servizi che essi svolgono.
Tale preoccupazione deriva dalle notizie diffuse dalla stampa e confermate dal dirigente locale del Centro per la Giustizia Minorile, dell'occupazione dei locali, in cui vengono svolti i servizi richiamati, da parte della Facoltà di Lettere dell'Università dell'Aquila.
Alcuni dei servizi della Giustizia Minorile hanno continuato a funzionare regolarmente dopo il 6 aprile, altri sono quasi totalmente occupati da uffici della Giustizia Ordinaria che hanno avuto le loro sedi danneggiate, altri come l'Istituto Penale per i Minorenni sono stati evacuati per motivi di sicurezza.
Fra l'altro dovrebbero iniziare i lavori già appaltati, per  circa 2 milioni di euro, per la ristrutturazione del carcere.
I lavoratori, riuniti in assemblea, hanno proclamato lo stato di agitazione ed hanno inviato una lettera a tutte le autorità interessate, compresi il Sindaco ed i presidenti di Provincia e Regione, per chiedere un loro interessamento al fine di scongiurare l'eventualità di un trasferimento dall'Aquila della sede della Giustizia Minorile.
I lavoratori sono sconcertati come alla messe di parole e di proclami delle istituzioni a tutti i livelli sull'importanza della permanenza a L'Aquila degli Uffici Pubblici come condizione indispensabile per la rinascita della città, non faccia seguito un impegno reale delle istituzioni medesime nel senso auspicato.
I lavoratori sperano che le loro richieste non cadano nel vuoto e che presto possano ottenere le rassicurazioni necessarie per la ripresa, nonostante le difficoltà oggettive che tutti gli aquilani vivono, della loro vita in questa città.

Il Capoluogo
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 07/08/2009 @ 01:42:35, in Osservatorio Famiglia, linkato 8901 volte)
Dossier - I Bambini Soldato


"Quando i mayi-mayi attaccarono il mio villaggio, scappammo tutti via. Durante la fuga, i soldati catturarono tutte le ragazze, anche quelle molto giovani. Una volta che sei nelle loro mani, sei costretta a 'sposare' uno di loro, non importa se è vecchio come tuo padre o se è giovane, se è bello o brutto... sei costretta ad accettare. Se ti rifiuti, ti uccidono. È accaduto a una delle mie amiche. Ti sgozzano come galline e neanche seppelliscono i corpi. Ho visto personalmente torturare una ragazza che non voleva 'sposarsi'...".

Testimonianza raccolta da Amnesty International, in un rapporto del 2006, di Jasmine, 16 anni, arruolata da un gruppo armato mayi-mayi del Kivu meridionale quando ne aveva 12.

La coalizione internazionale "Stop all'uso dei bambini soldato" nel rapporto 2008 considera che sono 86 i paesi nel mondo a far uso di questa risorsa strategica umana, che spezza l'infanzia e carpisce al bambino la gioia dei suoi primi anni di vita. L'Africa ne è la prima linea, ma anche tutti gli ultimi conflitti hanno visto bambini usati per scopi bellici e/o inquadrati negli eserciti (regolari e non) di molti paesi.

Al reclutamento forzato dei maschi si unisce il reclutamento forzato delle femmine, principalmente usate per i lavori umili o come schiave per il sesso. Ad alcune bambine può capitare di svolgere anche funzioni prettamente militari e di partecipare attivamente ai conflitti armati, ma ciò è visto come ulteriore motivo di vergogna e timore della non accettazione in famiglia e nella società di cui sono originarie. Questo elemento, così nascosto, impedisce agli operatori umanitari quell'aiuto di cui le bambine soldato avrebbero veramente bisogno.

L'operato dei Tribunali Internazionali assolve un ruolo fondamentale sul lato politico, ma l'incapacità di proteggere i minori vittime di un arruolamento forzato e/o di perseguire i rei ne rende l'azione inefficace, dichiara il Dossier.

Gli obiettivi, estratto integrale dal Dossier "I Bambini Soldato":

1. La totale cessazione dell’utilizzo dei bambini nelle ostilità in ogni sua forma da parte delle forze armate governative o da qualsiasi altra forza legata oi appoggiata dai governi, compresi gli ausiliari, le milizie e le organizzazioni di difesa civile.

2. Un aumento significativo del numero di gruppi armati non statali che hanno sviluppato piani d’azione per prevenire il reclutamento al di sotto dei 18 anni, e per il rilascio dei bambini all’interno dei loro ranghi; questi gruppi devono venir appoggiati e monitorati nell’esecuzione di questi piani.

3.L’inclusione in tutti gli armistizi e gli accordi di pace di disposizioni per un immediato disarmo, smobilitazione e reinserimento dei bambini soldato.

4. L’inclusione di disposizioni per i bambini nella pianificazione dei programmi ufficiali di reinserimento e l’applicazione conforme dei Principi di Parigi nella realizzazione di tutte le iniziative di DDR, tenendo conto dei bisogni in base al contesto e alle realtà. L’inclusione, di fatto, di programmi speciali per le bambine culturalmente appropriati, e la previsione di finanziamenti a lungo termine per la reintegrazione nei progetti da sottoporre ai donatori.

5. La creazione da parte dei governi in Paesi in cui ci sono i bambini soldato (ma non operazioni di peacekeeping) di programmi con lo scopo di identificare e rilasciare questi bambini, e di sostenere la loro reintegrazione.

6. Lo sviluppo di svariate strategie per evitare il reclutamento e l’uso di bambini da parte dei gruppi armati, e in grado di creare misure legali, istituzionali, sociali, economiche e culturali per tutte le situazioni ad alto rischio, comprese quelle di Paesi colpiti da un conflitto, o di Paesi in cui operano gruppi armati o ove un conflitto è possibile.

7. La criminalizzazione esplicita nelle legislazioni interne del reclutamento (vale a dire coscrizione e arruolamento) al di sotto dell’età prestabilita e dell’uso di ogni persona al di sotto dei 18 anni nelle ostilità, e l’istituzione di una giurisdizione universale per questi crimini.

8. Progressi verso l’indagine e il perseguimento giudiziario sistematico da parte dei tribunali nazionali ed internazionali degli individui sospettati di aver reclutato e fatto uso di bambini in gruppi o forze armati. Qualora pertinente, questi crimini dovrebbero anche essere sottoposti all’attenzione di altri meccanismi della giustizia di transizione, comprese le Commissioni di verità, le forme di riparazione e approfondite analisi di valutazione.

9. La creazione, nei Paesi di destinazione, di misure effettive per i rifugiati, richiedenti asilo e bambini migranti in modo da proteggere coloro che sono stati reclutati o usati nelle ostilità. Ciò comprende assicurare loro una prima identificazione, assistenza per il recupero fisico e psicologico e un reinserimento sociale tramite misure che tengano conto della cultura da cui provengono e della loro natura di bambini.

10. Un aumento significativo nel numero di Paesi le cui legislazioni interne non permettono l’arruolamento nelle forze armate all’età di 16 o 17 anni, e che hanno adottato la regola dei 18 anni, standard valido per tutte le forme di reclutamento militare.

Concludendo, l'Italia è già in delinquency rispetto a questi obiettivi. Il nuovo pacchetto sicurezza ha creato in Italia addirittura il fenomeno dei Bambini Invisibili e presto, purtroppo, saremo noi stessi oggetto di ulteriori attività predatorie contro i minori: il mercato degli organi e la prostituzione pro pedofili.

Per chi volesse approfondire l'argomento la coalizione italiana "Stop all'uso dei Bambini Soldato", composta da Alisei, Amnesty International - Sezione italiana, Cocis, Coopi, Focsiv, Jesuit Refugees Service – Centro Astalli , Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Terre des Hommes Italia e Unicef Italia è contattabile a questo link:

www.bambinisoldato.it

Di seguito il sommario del Dossier "i Bambini Soldato" e il link al testo originale.

Loredana Morandi

Sommario:

Il primo processo che vede la testimonianza attiva delle vittime

I rapporti dell’Onu e la normativa internazionale

Il Rapporto 2008 della Coalizione Internazionale “Stop all’Uso dei bambini soldato”

Tra l’aprile del 2004 e l’ottobre del 2007, in 21 paesi o territori sono stati utilizzati i bambini in aree di conflitto

La “mappa” del bambini-soldato

La situazione in Sri Lanka

Estensione della responsabilità degli Stati

I bambini tratti come nemici

L’inefficacia dei programmi di reinserimento

Le bambine-soldato

L’impunità.

Gli obiettivi da conseguire

Link al Dossier "I Bambini Soldato" sull'Agenzia Fides

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 07/08/2009 @ 07:27:21, in Politica, linkato 1178 volte)
De Magistris: Lasciamo lavorare i giudici pugliesi 


di Monica Centofante - 7 agosto 2009


“Credo che in Puglia sia esplosa – come già è accaduto in tante altre Regioni governate dal centrosinistra – un’enorme questione morale”.

Non ha dubbi l’eurodeputato Luigi de Magistris, che dalle pagine de Il Tempo, intervistato da Lanfranco Palazzolo, interviene sugli scandali che hanno investito la Sanità e la giunta regionale pugliesi. Seguendo “quello che è già avvenuto in Calabria e in Basilicata ai tempi in cui mi occupavo delle inchieste che riguardavano quella realtà”.

Vicende che l’on. Idv aveva conosciuto direttamente, nelle vesti di pubblico ministero e che ora inserisce in un contesto più allargato che comprende anche la Campania di Antonio Bassolino e la Regione Abruzzo con i fatti giudiziari che hanno riguardato il Governatore Ottaviano Del Turco.

“Vedo che all’interno del Pd – spiega de Magistris – soprattutto tra i parlamentari che non hanno un ruolo di primo piano, c’è una grande sensibilità per la questione morale. Non c’è dubbio che la nomenclatura del Pd tende a nasconderla e fa un grave errore. Noi – sottolinea - crediamo che l’alternativa a Berlusconi si costruisca affrontando la questione morale e anche la questione culturale”.

In quanto alle dichiarazioni rilasciate ieri da Nichi Vendola e prima ancora da Michele Emiliano, che hanno mosso critiche all’operato della magistratura, l’eurodeputato afferma: “Non mi sono piaciute le dichiarazioni che ho letto sui giornali. Mi riferisco alle parole del Presidente della giunta pugliese Nichi Vendola che ha criticato i magistrati”. E “non mi piace ascoltare discorsi di un ex magistrato come quelli del sindaco di Bari Michele Emiliano che lanciano opacità sul lavoro della magistratura. Io farei lavorare la magistratura senza interferenze”. “Credo – conclude – che si tratti di inchieste molto serie. Lo erano quando si trattava delle escort che attenevano al Presidente del Consiglio. E mi sembrano altrettanto serie adesso alla luce dell’acquisizione degli elementi di indagine nei confronti del centrosinistra”.
Antimafia 2000
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Accade in Sardegna. Io non sono sorpresa dall'esperienza dello scorso anno, in cui una società commerciale del porno di Selargius, Cagliari, (implicata nell'affare Unina come utilizzatore del servizio reso con il peculato d'uso del server universitario) avrebbe tentato l'acquisizione di una community giovanile dedita ad anime e manga giapponesi e al collezionismo da file sharing, con membri già sotto processo nel nord italia, per farne la propria prima fila del file sharing illegale di materiali vari, anche in violazione delle leggi a tutela dei minori. I tre titolari: un cartello pubblicitario che con i loro nick name forma un acronimo noto nel mondo degli orchi ad indicare il genere di gradimento sessuale boy male.

Ogliastra, la tratta dell'orrore: il prezzo di un bimbo 50 euro



E' il prezzo che emerge da una frase che una connazionale urla per telefono alla donna arrestata all'alba di martedì dai carabinieri di Lanusei nell'ambito dell'inchiesta su un presunto traffico di bambini con il nordafrica. Accertamenti anche su un funzionario dell'ambasciata italiana a Rabat

Avrebbe già portato in Sardegna altri bambini, se solo avesse saputo che, in Marocco, procurarli era così facile, grazie a una venditrice molto disponibile.

Il prezzo? «Lo sai che lo hai comprato per cinquanta euro». Č la frase, agghiacciante, che una connazionale in lacrime urla per telefono a Omu el Kahir Aniba, 46 anni (per i familiari Khira) arrestata all'alba di martedì dai carabinieri di Lanusei. La donna - questa la ricostruzione del pm Rossella Spano - sarebbe la vera madre del neonato che Khira ha portato in Italia sostenendo che fosse suo figlio. Per comprare il piccolo, dunque, sarebbe bastata una volgarissima banconota, anche se nelle trattative condotte in Marocco per un orrendo mercato di bimbi, il tariffario oscillava di parecchio. E, se i sospetti saranno confermati, coinvolgerebbe anche l'ambasciata italiana dove un funzionario è sotto indagine per aver concesso troppo facilmente il visto d'ingresso al neonato. Nato in casa e non in clinica come si voleva far credere grazie alla ipotizzata complicità di un medico.

Ulteriori conferme del baratto di bimbi in fasce? Una nordafricana, intercettata, chiede a un'altra se è vero che Khira ha preso un milione (verosimilmente s'intendono mille euro, osserva il pm) per comperare il bambino. Prezzi stracciati in confronto al valore aggiunto che poi sarebbe maturato nell'Isola, dove il commercio di immigrati clandestini avrebbe fruttato somme fino a diecimila euro.

La ricostruzione della Procura è agghiacciante. E getta ombre sinistre anche sulla figura di Peppino Murgia, 74 anni, originario di Osini ma residente a Tortolì. L'undici ottobre dell'anno scorso Omu Aniba torna in Italia dopo una breve permanenza in Marocco dove ha soggiornato per un breve periodo proprio in compagnia del pensionato di Osini. Al loro rientro in Italia di due portano con loro il neonato, appena un mese di vita. All'arrivo, in una telefonata, la sorella Fathia la informa che ha già comunicato il lieto evento a connazionali che risiedono a Gairo. La messinscena sulla maternità, in parte è già servita. Agli altri marocchini che chiedono come mai la donna non abbia scelto di partorire in Italia, Fathia Aniba risponde che sua sorella avrebbe preferito farsi assistere da un medico in Marocco e che il bimbo sarebbe nato settemino. Per rendere tutto più credibile, Fathia suggerisca a Omu di confermare questa circostanza. In modo tale da non innescare troppa curiosità su un pancione che non c'era, circostanza che affiora da un'altra telefonata e spiazza persino il fratello della sedicente mamma. Ovviamente anche ad Hassan Aniba viene chiesto di confermare questa versione dei fatti. Lui dà garanzie.

La tratta dei bambini - sempre stando alla ricostruzione del pm Spano - sembra interessare molto le extracomunitarie. Tanto che, sempre nella stessa giornata, le due sorelle si sentono ancora per telefono. Fatiha richiama Khira e si lamenta dell'occasione persa. Si rammarica di non averle consigliato di portare una bambina e la frase, al proposito, è da brividi: «Avremmo fatto grossi affari e poi ne avremmo portato anche altri». Altrettanto agghiacciante è la replica di Khira, che se avesse saputo che procurare bambini era così facile ne avrebbe portato anche altri, anche se Peppino Murgia, dice la donna, non era molto d'accordo.

Concordata la linea per simulare la maternità, la massima preoccupazione di Khira è quella di registrare il suo bambino all'anagrafe, «così me lo prendono all'asilo». A questo punto cominciano i sospetti. Un funzionario del Comune di Tortolì, sentito dagli investigatori, riferisce che all'ennesima insistenza di Peppino Murgia e Khira Aniba, ha telefonato all'ambasciata italiana a Rabat. L'impiegato all'altro capo del filo ha un sussulto quando sente parlare di Khira Aniba. Dice di aver ricevuto una lettera dai carabinieri e di aver sospeso la pratica perché il collega (dunque un altro dipendente dell'Ambasciata) che aveva rilasciato il visto per il bambino era sotto indagine.

Unione Sarda - Venerdì 07 agosto 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/08/2009 @ 07:31:57, in Magistratura, linkato 1546 volte)
La frase chiave dell'articolo è "senza contraddittorio", ovvero fondato sulle dichiarazioni di vicini anonimi, psicologi che non hanno lavorato per l'opposizione delle parti e sul parere delle assistenti sociali, ovvero la prima fila delle corruzioni a capo del business dell'assistenzialismo selvaggio.

Rifiutare la perizia psicologica è prassi normale: io ad esempio rifiutai la perizia psicologica alle mie figlie, perché non avendo potuto contattare un perito di parte mi presentai dalla psicologa incaricata dal tribunale ove si discuteva la mia pratica di divorzio armata di un "registratore". La negazione totale a tal tipo di presenza "fisica" a tutela delle bambine mi insospettì molto sui pregiudizi della consulente e sulla sua personale "chiarezza", la mia lecita richiesta infatti fu approvata anche dalla magistrato del Tribunale civile di Roma, una donna di grande intelligenza (e bellissima), nonostante l'ovvio parere sfavorevole (il parere di una sciocca visto che l'altro genitore era addirittura dimissionario per il trasferimento ad altro Continente) perché il primo dovere del genitore che "resta" è quello di prendersi cura dei figli, anche impedendo i traumi casuali e/o causali di un interrogatorio psicologico, come nel mio caso, voluto dall'avvocato sciatto e disordinato del mio ex marito, che mirava esclusivamente a "soldi".

La Cassazione ha recentemente sentenziato la liceità di dare del "Rovina Famiglie" al "Terzo" per antonomasia, purtroppo però si incontrano moltissime terzietà letali a questo Istituto Umano che è la Famiglia: un principale mobbizzatore, i suoceri invadenti, l'invidia o la povertà. A tutto questo segue quasi in tutti i casi la "sordità" e/o la "superbia" di tante professioni inutili. E, ehm.. devo aver già detto che Freud e Jung erano massoni ... L.M.

L'articolo ...

«Ci hanno tolto nostro figlio

senza spiegarci il perché»

07 agosto 2009
di graziano cetara


La denuncia di una coppia di genitori, lui funzionario pubblico, lei professionista, che da due anni vivono lontano dal figlio affidato a una comunità. Ufficialmente il padre, definito violento da testimoni anche anonimi si sarebbe rifiutato di sottoporsi a perizia psichiatrica

«Quando torno a casa?». La voce di Marco, 10 anni, arriva attraverso il telefono una volta alla settimana da quasi tre anni. Da un luogo che fino a tre mesi fa era segreto. Ogni volta la stessa domanda, ogni volta per risposta lo stesso silenzio. È come se fosse in prigione, Marco, condannato senza sentenza e senza appello. Invece è ospite della comunità che i giudici e gli assistenti sociali hanno scelto per lui e per il suo bene. Suo padre e sua madre non sono capaci a fare i genitori. Per questo una mattina cinque poliziotti dell’anti crimine in divisa (uno con il giubbotto anti proiettile) si sono presentati a casa di Marco e lo hanno portato via. Lo ha deciso il tribunale dei minorenni. Senza un contraddittorio, ma quel che è peggio, senza che mamma e papà - due persone come tanti, professionista lei, funzionario pubblico lui - sapessero il perché.

È una delle storie che emergono dalle nebbie di paura e dolore nelle quali sono avvolti molti casi di giustizia minorile. «Ingiustizia minorile» avverte il padre, protagonista di questa vicenda che raccontiamo sfumando i dettagli e oscurando i nomi. Per rispetto della privacy in particolar modo dei minori coinvolti ma anche «perché il timore di ritorsioni da parte dei giudici e degli assistenti sociali è reale», avverte il legale della famiglia. Chiedere ai giudici di difendere e sostenere il loro operato nello specifico è fatica inutile: il segreto istruttorio e il rispetto della privacy degli stessi protagonisti-accusatori dei loro casi impedisce ogni possibilità di verifica e di controllo.

«È questo il problema - attacca l’avvocato - quello di un giudice del tribunale dei minorenni è un potere pressoché assoluto per buona parte delegato ai servizi sociali del Comune». È il punto cruciale della questione sollevato a pochi giorni dall’ispezione del ministero della Giustizia, di cui ha dato notizia il Secolo XIX la settimana scorsa, che si è conclusa e che è stata chiesta e ottenuta dall’associazione Vela Latina, a partire dalle storie di cinque madri ecuadoriane. Sarebbero state discriminate dai giudici nell’ambito delle cause di separazione dai mariti italiani. Sulle accuse aleggia il sospetto che siano gli assistenti sociali a dettare legge in tribunale. Sospetto allontanato dal presidente in carica Adriano Sansa: «I nostri giudici operano in modo equilibrato nel rispetto della legge e dell’unico interesse dei bambini».

Tutti i particolari e i retroscena della storia e la testimonianza dei due genitori sull’edizione odierna del Secolo XIX in edicola.

Il Secolo XIX
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/08/2009 @ 08:13:00, in Magistratura, linkato 1381 volte)
Ne parlavo poco fa su Facebook con il coordinatore regionale per la Sicilia di un organismo di controllo tecnico giuridico, nato tra forze dell'ordine e altri consulenti dei Tribunali. I magistrati devono essere aiutati a valutare questi portavoce dell'Assistenzialismo selvaggio. Poi, si spera, che una Procura coraggiosa apra il proprio fascicolo di indagine, ad esempio, sulle "case famiglia" a Roma, a Palermo, a Napoli, a Milano.. e altrove in Italia..

Minori tolti ai genitori: sette esposti al Csm



08 agosto 2009
Graziano Cetara


Si può definire provvisorio un ordine del tribunale dei minorenni che resti immutato per quattro, cinque, anche sei anni? Una cosa è certa, qualunque sia la risposta: per quanto duraturo sia, il provvedimento, quando non è definitivo, è per legge non impugnabile. Impossibile contestarlo, valutarne i presupposti, provare a ottenerne uno contrario attraverso un ricorso alla corte d’appello. Niente. Un bambino, tolto “provvisoriamente” ai genitori finiti sotto esame e affidato a una comunità, fa tempo a diventare un adolescente prima e poi addirittura maggiorenne, nell’attesa.

I tempi lunghi della giustizia minorile hanno un fondamento nella carenza di fondi e di personale, tagliati quest’anno di un buon 35% almeno.

Per uno dei più noti e battaglieri legali specializzati in diritto di famiglia, l’avvocato Enrico Bet, nome ricorrente tra le associazioni che si occupano dei diritti dei minori, non esistono giustificazioni nei bilanci e negli organici.

E la battaglia, che fino a ieri era combattuta a suon di solleciti e istanze, è diventata una dichiarazione di guerra affidata a sette esposti inviati al Consiglio superiore della magistratura, al ministro Guardasigilli e alla Procura generale presso la Corte di Cassazione. Sette esposti per sette casi simbolo di genitori finiti davanti a un giudice del tribunale degli under 18.

Il Secolo XIX

Nell’audio qui sotto, tre storie tratte dai sette esposti dell’avvocato Bet.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Molte settimane fa io ho detto la stessa cosa, ma non potevo avere idea che così presto l'avrebbero detto anche altri. Dai modi mediatici con i quali si è giunti, finalmente, a conoscere i termini del vero scandalo in Regione Puglia, c'è da credere che ogni singola intuizione della Pm sia verità. Buon lavoro Desiree ... L.M.


INCHIESTA BARI: MANCINO,
CSM VALUTI PRATICA A TUTELA PM



(AGI) - Roma, 8 ago. - Il Csm valutera' se la lettera indirizzata ieri dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al pm di Bari Desiree Digeronimo contenga i presupposti per aprire una pratica a tutela del magistrato.

L'esortazione viene dal vicepresidente di Palazzo dei Marescialli Nicola Mancino in una nota inviata alla Prima Commissione del Csm: "invito la Prima Commissione - scrive Mancino - a valutare se la lettera inviata dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola alla dottoressa Desiree Digeronimo, pm a Bari, concretizzi la sussistenza dei presupposti previsti dalla recente novella del regolamento per l'apertura di una pratica a tutela e, dunque, in caso positivo, se nel merito, il contenuto epistolare richiamato interferisca nel libero autonomo e indipendente esercizio dell'attivita' inquirente del predetto magistrato".

La Commissione, quindi, prenderà in esame la questione in settembre, alla ripresa dei lavori dell'organo di autogoverno della magistratura.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/08/2009 @ 08:48:47, in Politica, linkato 1397 volte)
Mi dispiace, ma io non credo ad una sola parola, perché come minimo Nichi è stato un cattivo amministratore, e che la facesse finita subito, con questo falso ricatto morale perché si dice "soldi" anche a casa degli omosessuali. I depressi malinconici non fanno gli amministratori pubblici. E basta infinocchiare il popolo della sinistra, perché dopo i diritti degli omosessuali viene sempre il diritto delle compagne prostitute, ma con le migliaia di schiave non mi pare proprio il caso di battersi il petto per una che si auto gestisce. Caro Nichi, per il polverone prenditela con Franceschini (Tedeschi) e la cattiva riuscita delle Escort baresi a casa del Premier, quale che sia, anche Berlusconi, che proprio come Te è uomo che delle prostitute può fare a meno... L.M.

Per me che amo disperatamente la vita


Autore: redazione

La lettera aperta di Nichi Vendola al Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Bari Desirè Digeronimo titolare di una delle inchieste sulla sanità pugliese.

Gent.ma Dott.ssa Digeronimo,


l’amore per la verità non mi consente più di tacere. Ho l’impressione di assistere ad un paradossale capovolgimento logico per il quale i briganti prendono il posto dei galantuomini e viceversa. Io ho la buona e piena coscienza non solo di non aver mai commesso alcun illecito nella mia vita, ma viceversa di aver dedicato tutte le mie energie a battaglie di giustizia e legalità.

“Nichi il puro” titola “Panorama” per stigmatizzare le mie presunte relazioni con un imprenditore che non conosco e a cui ho chiuso, dopo trent’anni, una discarica considerata un autentico eco-mostro (stupefacente notare che “L’Espresso” pubblica un articolo fotocopia del rotocalco rivale: sarebbe carino indagare sul calco diffamatorio che origina questa singolare sintonia di scrittura!).

In effetti mi considero un puro: e non rinuncio ad aver fiducia nel genere umano e a credere che la giustizia debba alla fine trionfare. In questi anni di governo ogni volta che ne ho ravvisato la necessità ho adottato provvedimenti tanto tempestivi quanto drastici a tutela delle istituzioni: sono fatti noti, che fanno la differenza tra il presente e il passato.

Ma la sua indagine, dott.ssa Digeronimo, sta diventando, suo malgrado, lo strumento di una campagna politica e mediatica che mira a colpire la mia persona pur non essendo io accusato di nulla. Per antico rispetto verso la magistratura e verso di lei ho evitato, in queste settimane, di reagire alla girandola di anomalie con le quali si coltiva un’inchiesta la cui efficacia si può misurare esclusivamente sui Tg.

La prima anomalia è che lei non abbia sentito il dovere di astenersi, per la ovvia e nota considerazione che la sua rete di amici e parenti le impedisce di svolgere con obiettività questa specifica inchiesta.

La seconda anomalia riguarda l’aver trattenuto sotto la competenza della Procura Antimafia una mole di carte che hanno attinenza con eventuali profili di illiceità nella Pubblica Amministrazione.

La terza riguarda l’acquisizione di atti che costituiscono il processo di gestazione di alcune leggi, come se le leggi fossero sindacabili dall’autorità inquirente.

La quarta riguarda la incredibile e permanente spettacolarizzazione dell’inchiesta: che si svolge, in ogni suo momento, a microfoni aperti e sotto i riflettori.

Così per la mia convocazione in Procura. Così per l’inaudita acquisizione dei bilanci di alcuni partiti e addirittura di alcune liste elettorali.

Il polverone si è mangiato i fatti: quelli circostanziati legati al cosiddetto sistema Tarantini: e nella festosa scena abitata da questo imprenditore io, a differenza persino di alcuni magistrati, non ho mai messo piede. Lei è così presa dalla sua inchiesta che forse non si è accorta di come essa clamorosamente precipita fuori dal recinto della giurisdizione: sono diventato io, la mia immagine, la mia storia, la posta in gioco di questa ignobile partita. Non dico altro. Il dolore lo può intuire. Qualcuno sta costruendo scientificamente la mia morte. Per me che amo disperatamente la vita è difficile non reagire. Le chiedo solo di riflettere su queste scarne parole.

Nichi Vendola
Bari, 7 Agosto 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










20/08/2019 @ 18.23.31
script eseguito in 515 ms