Immagine
 .. in justice by shyduck - deviantart... di Lunadicarta
 
"
Tieni sveglie le leggi, perché il sonno le uccide. Dà vita ai buoni esempi: sarai esentato dallo scrivere delle buone regole.

Pitagora
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 03/08/2009 @ 23:34:44, in Politica, linkato 1349 volte)
Un bellissimo editoriale di Panebianco dal quotidiano online in data di ieri. Alcuni chiarimenti, perché il Corsera anche quando sembra sviscerare una questione è cerchiobottista. 1) Le Escort? Bari è una piccola città. Si conoscono tutti e tutti frequentano gli stessi locali. Tutti sono coinvolti. 2) La sinistra ha scelto molto tempo fa di non appoggiare veramente la magistratura: chi è che ha chiesto ripetutamente la testa di De Magistris e della Forleo? 3) Comunisti veri in Italia non ce ne sono mai stati, nel passato avevamo dei personaggi di spessore relativo al soldo della grande madre Russia. Oggi non ce ne sono, affatto. 4) Di Pietro? Ha sbagliato platealmente nel disvelare la propria sudditanza al Pd, con la cassazione del povero Vulpio e l'elezione dell'ennesimo truffaldino fuorilista del Pd. Quando e se sarà travolto da una indagine sulla corruzione e le tangenti nella circoscrizione centro sud e isole, allora De Magistris rifonderà un partito di persone oneste. Sempre che non voglia tornare in magistratura... L.M.

IL PD E LE INCHIESTE GIUDIZIARIE

Dal moralismo al riformismo


Analizzando la situazione creatasi in Puglia a seguito delle inchieste sulla sanità che vedono coinvolti i partiti di centrosinistra, Antonio Macaluso ( Corriere , 31 luglio) si è chiesto maliziosamente «… se i pesanti attacchi di tutto il fronte dell’opposizione nei confronti del presidente del Consiglio e dei suoi comportamenti — sicuramente discutibili — non abbiano talvolta voluto coprire i timori per quello che l’inchiesta avrebbe potuto portare alla luce». È probabile che sia così. Ma la vicenda pugliese, se non fosse usata come mezzo per regolamenti di conti interni, potrebbe diventare la dimostrazione del fatto che non tutto il male viene per nuocere. A patto che ci sia un leader abbastanza coraggioso per prendere di petto il vero problema che attanaglia il Partito democratico, la tara che impedisce a quel partito di darsi una credibile identità riformista. Mi riferisco al fatto che esso non è mai stato in grado di impostare in modo sano e corretto, di fronte a se stesso e all’opinione pubblica, la questione del rapporto fra morale e politica.

Detto così, lo riconosco, suona tutto un po’ astratto e accademico ma, in realtà, mi riferisco a due concretissimi problemi di cui, non casualmente, nessuno parla nel confuso dibattito precongressuale del Pd. Il primo riguarda il fatto che la debolezza politico culturale del Pd lo condanna a essere un partito «eterodiretto», un partito che, nelle scelte che davvero contano, subisce il pesante condizionamento di alcuni «giornali di riferimento ». Il secondo riguarda l’incapacità di sbarazzarsi dell'alleanza con Di Pietro: come potrebbe sbarazzarsene, tenuto conto che il Pd non dispone al momento delle armi culturali necessarie per combattere quello che è ormai il suo più insidioso competitore? Le domande che il congresso del Pd dovrebbe porsi sono le seguenti: quale futuro politico può avere un partito che si presenta come riformista ma la cui componente identitaria principale, quella che trasmette soprattutto di sé, è il moralismo? E, ancora: è il moralismo una risposta giusta o sbagliata ai delicati problemi di etica pubblica che la democrazia deve quotidianamente fronteggiare?

All'origine della grande tara, della scelta del moralismo come elemento ideologico dominante della identità della sinistra italiana, ci sono probabilmente gli eventi del quinquennio 1989-1994, il periodo che va dalla caduta del Muro di Berlino all'ingresso in politica dell’Uomo Nero, Silvio Berlusconi, passando per Mani Pulite. Orfana del comunismo, la sinistra non seppe far altro, anche aggrappandosi agli aspetti peggiori dell’eredità di Berlinguer (la diversità antropologica, l’austerità), che mettersi a gridare «al ladro ». In parte, per blandire le procure impegnate nelle inchieste sulla corruzione, offrendo loro una alleanza politica di fatto (e sperando così di limitare i danni) e in parte perché non aveva altra identità a cui aggrapparsi.

Oltre a tutto, il passaggio dal comunismo al moralismo, dalla rivoluzione comunista alla «rivoluzione dei Santi», favorì il matrimonio dell’ex Pci con la sinistra democristiana, anch’essa allo sbando dopo la fine della Dc. La ciliegia sulla torta fu l’arrivo di Berlusconi: di fronte all’Orco, simbolo di tutti i vizi e le turpitudini del Paese, occorreva che i buoni, i santi, gli incorrotti, facessero blocco insieme: per lo meno, questa è stata la favola raccontata per quindici anni agli elettori del centrosinistra. Ma le favole funzionano solo se le si riconosce come tali. Se le si scambia per descrizioni della realtà portano alla rovina.

Ancora una volta, quel genio della comunicazione che è Berlusconi, pur in grave difficoltà a causa della sua disordinata e sconsiderata vita privata, li ha battuti usando quattro paroline magiche: «non sono un santo». Tutti sanno infatti che di santi, su questa terra, ne circolano davvero pochi, e nemmeno i moralisti lo sono (anche se fingono, per convenienza politica, di esserlo). Sposando il moralismo, quali che siano i vantaggi politici a breve, ci si scotta sempre. In primo luogo, non si possono affrontare correttamente le questioni di etica pubblica. In termini di etica pubblica, il problema non è mai «combattere i corrotti » (l’accertamento dei reati di corruzione spetta alla magistratura penale). Il problema è invece incidere sulle condizioni, sulle circostanze, che accrescono o diminuiscono la propensione alla corruzione. Persino Madre Teresa di Calcutta, santa donna (uno dei pochi santi in circolazione nel XX secolo), avrebbe probabilmente avuto problemi con la giustizia se le avessero affidato un assessorato regionale alla Sanità in certe zone del Mezzogiorno.

In secondo luogo, sposando il moralismo, riducendo la politica a una questione di santi e di reprobi, ci si imbatte sempre, prima o poi, in qualcuno che si dichiara più santo di te. La principale ragione per cui il Pd subisce da mesi e mesi, senza reagire, l’offensiva di Di Pietro, è che, dopo quindici anni di confusione fra moralismo e etica pubblica, esso si ritrova con buona parte dei suoi elettori e militanti in sintonia ideologica con il dipietrismo.

Eppure, prendere di petto queste questioni è vitale per il Pd. L’occasione per fare un salto dal moralismo al riformismo, per affrontare a muso duro il «partito moralista », potrebbe consistere nell'accoglimento della richiesta del presidente della Repubblica di un accordo bipartisan sulle intercettazioni. La politica moralista è sempre stata intrecciata con le questioni di giustizia. Imboccando la strada di un accordo con il centrodestra sulle intercettazioni, il Pd potrebbe cominciare a sciogliere quell’intreccio. Scegliendo di porre fine a una ventennale, opportunista, politica di fiancheggiamento della Associazione Nazionale Magistrati, scegliendo di non chiudere più gli occhi di fronte agli eccessi dell'attivismo giudiziario, il Pd comincerebbe a regolare i suoi conti anche con il dipietrismo e le sue finte virtù. In nome e per conto di una identità riformista finalmente in cantiere.

In un mondo di peccatori, quel poco di etica pubblica che è possibile salvaguardare richiede lucido e pragmatico riformismo. Lasciando alla Chiesa il compito di proclamare i santi.

Angelo Panebianco
Corriere Sera - 03 agosto 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/08/2009 @ 00:13:13, in Osservatorio Famiglia, linkato 1356 volte)
Cassazione:
si può dare all'amante del 'rovina famiglie'.
Non è ingiuria



La Corte di Cassazione si schiera dalla parte dei coniugi traditi dandogli licenza di offendere i propri rivali in amore. Secondo la Corte chi è stato tradito può liberamente sfogarsi sul rivale e dargli del 'rovina famiglie' senza incorrere nel reato di ingiuria.
La decisione è della quinta sezione penale (sentenza n.31177/2009) che ha confermato l'assoluzione dal reato di ingiurie nei confronti di un uomo che incontrando per strada l'amante della propria moglie gli aveva dato del 'rovina famiglie'.
Il caso finiva da Giudice di Pace a seguito di denuncia e il procedimento si concludeva con una assoluzione. Stessa decisive veniva presa dal Tribunale. Quando il caso è finito in Cassazione anche gli Ermellini hanno ritenuto giusto assolvere il marito tradito evidenziando che lo stesso non ha commesso alcun reato avendo risposto per un ''fatto ingiusto subito in quanto contrastante con l'obbligo di fedeltà reciproca, obbligo che permane fino a che non sia intervenuta pronuncia di separazione''.
Di nessun rilievo è stato considerato il fatto che la relazione extraconiugale si fosse instaurata dopo la separazione. Questo, spiega la Corte, ''non esclude affatto che i relativi prodromi si fossero manifestati in epoca antecedente e che proprio cio' avesse dato causa alla separazione visto che la relazione tra la donna e [...] aveva avuto inizio nell'aprile del 2004 proprio nella stessa epoca della separazione''.
In sostanza, spiega la Corte, il marito tradito dando del 'rovina famiglie' al rivale ''poteva essere giunto alla conclusione che la separazione fosse stata dovuta a comportamenti contrastanti con l'obbligo di fedelta'''.

(Data: 03/08/2009 16.18.00 - Autore: Roberto Cataldi)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/08/2009 @ 00:16:11, in Indagini, linkato 1369 volte)
Un identico reato può essere contestato sulle azioni della animatrice di chat Mitsuru, che mi disturba in continuazione sul canale che ho lasciato aperto per dialogare con chi potrebbe aver bisogno di me. L'intento della donna è farmi retrocedere dalla ferma intenzione di offrire protezione ai giovani che furono circuiti da una società del porno commerciale. Tanto è vero che, dopo la vendita di Pirate Bay, io ho ricevuto dozzine di attestati di stima ad indicarmi, che quanto ho sempre sostenuto era verità sacrosanta.

Gli sms indesiderati?
Possono essere "una vera e propria violenza privata"

Data: 31/07/2009 14:56

Condannabile in base al reato punito dall'art. 61 c.p

Roma, 31 lug. - (Adnkronos) - Gli sms indesiderati? Possono essere condannabili come vera e propria violenza privata. Il giro di vite viene applicato dalla Cassazione che sottolinea come un messaggino inviato a un coniuge tradito per indurlo magari a tirarsi indietro dal tentativo di riconciliazione con la moglie sia qualcosa di più di una semplice molestia, una vera e propria ''violenza morale'' condannabile in base al reato punito dall'art. 61 c.p. In questo modo la quinta sezione penale (sentenza 31758) ha confermato la condanna per violenza privata nei confronti di un napoletano di 55 anni, Carmine S., per avere inviato sms al marito della sua amante affinché recedesse dall'intento di riconciliarsi con la moglie Ester.

L'uomo, inoltre, è stato pure condannato per reato di minaccia avendo tentato di indurre l'amante a riprendere la loro relazione, minacciandola di diffondere materiale audiovisivo con i rapporti sessuali avuti con la stessa. Inutilmente Carmine S. ha tentato di alleggerire la sua posizione in Cassazione (la condanna per violenza privata e per minaccia era stata inflitta sia dal gup di Santa Maria Capua Vetere che dalla Corte d'Appello di Napoli, nel maggio 2007) sostenendo che i messaggini spediti al marito della sua amante non potevano essere condannati per violenza privata. Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha rilevato che ''i messaggi inviati al marito adombrano chiaramente una condotta di violenza privata ai danni del marito di Ester C. e denotano la conferma solare della violenza morale attuata nei confronti della donna''.

Insomma, conclude Piazza Cavour, i messaggini inviati al marito e le minacce rivolte all'amante non escludono ''il dolo dell'illecito contestato che consiste nella finalità di costringere la donna a riprendere la relazione extraconiugale''. Il ricorso di Carmine S. è stato dichiarato così inammissibile e, oltre a dover pagare le spese processuali, l'uomo dovrà pure versare 1.500 euro alla cassa delle ammende.

Adnkronos da Studio Cataldi
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/08/2009 @ 00:56:49, in Politica, linkato 1332 volte)
Probabilmente ha ragione chi dice che 20 anni per strage sono pochi. Vi prego di notare il neppur velato doppiogiochismo (e non solo) del nazifascista, buon amico di Francesco Storace che: si dichiara "uomo di destra", lavora con una agenzia del Partito Radicale, ed esprime i concetti tipici del filo israelianesmo radicale e del filo sionismo più gretto. Dopo Capezzone, questo è l'esempio più "chiaro" della scarpa radicale nella destra sociale di Alleanza Nazionale. Se qualcuno cercava la prova dell'ingerenza del Mossad e dei servizi deviati nella strage di Bologna, ebbene l'ha appena trovata. L.M.

Parla l'ex leader Nar, scarcerato dopo 20 anni di carcere, 4 di semilibertà e 5 di condizionale "A 20 anni ero disperato, pensavo fosse necessaria la lotta armata"


Fioravanti: "Ora la Procura lavori
sulla pista palestinese"


di CONCETTO VECCHIO

ROMA - "Sarebbe stato più comodo ammettere che fummo noi, che fu un incidente, ci avrebbero pure pagato. Questa storia sarebbe finita cento anni fa, e avremmo fatto contenta un sacco di gente. Ma non fummo noi, e il fatto che una sentenza definitiva lo stabilisca, che la gente lo pensi, mi dà una punta di angoscia. Perciò dico: si continui ad indagare sulla strage di Bologna". L'ex Nar Valerio Fioravanti, 51 anni, cinque ergastoli, un certificato penale di 27 pagine, esce dal dentista, zona Nord di Roma. Ora è un uomo libero: entrò in carcere nel febbraio 1981, vi rimase 20 anni difilato, più quattro di semilibertà e altri cinque di libertà condizionale. Non nega 26 pagine e mezzo del suo curriculum terroristico: salvo la mezza paginetta, ma pesantissima, su Bologna.

Se non siete stati voi dei Nar, chi ha messo la bomba?
"La pista palestinese implica almeno quattro diverse ipotesi, tra cui quella indicata da Cossiga - "un incidente" - o quella del terrorista Carlos, il cui braccio destro Thomas Kram era a Bologna la sera prima della strage. Sono tutte molto suggestive e nessuna è provata. Mi chiedo: perché non si procedette già allora? Risposta: era interesse del governo e dei servizi segreti tenere nascosti una serie di accordi sottobanco che erano stati raggiunti con alcuni dei principali terroristi internazionali. La cosa era estremamente imbarazzante, lo è tuttora, visto che non abbiamo una conferma ufficiale. Carlos in due interviste ha ammesso che l'esplosivo era il loro, ma che la strage fu "un incidente provocato" dagli israeliani o dagli americani per danneggiare gli ottimi rapporti che coltivava con i nostri 007. Questi filoni d'inchiesta non furono presi in considerazione dalla magistratura. Si preferì da subito improvvisare, da parte dei nostri servizi segreti, una pista neofascista".

Ma due ufficiali del Sismi, Musumeci e Belmonte, e Licio Gelli, furono condannati per depistaggio nel vostro stesso processo. Non è una contraddizione?
"Quella fu una grave forzatura di quel processo. Del resto la sentenza di primo grado non stabilisce il movente, i mandanti, dove venne preso l'esplosivo, colui che lo collocò, riconosce che nessuno ci riconobbe alla stazione. Tutto questo sarebbe stato affermato da un'inchiesta bis, che però non è mai arrivata. In più noi Nar eravamo i più lontani dalla linea stragista. Non a caso la sentenza fu definita dal senatore Pellegrino "appesa nel vuoto". Ora ogni 2 agosto c'è il rito stanco per cui ci viene chiesto di rivelare i nostri complici, ma in tutti questi anni la Procura non è riuscita a trovare questi importanti elementi indicati allora dai giudici".

Veramente i magistrati stanno già indagando, è del 2005 un'inchiesta bis proprio sulla pista Carlos.
"Non mi faccio illusioni, capisco che una marcia indietro danneggerebbe troppe persone che hanno costruito la propria carriera su questo processo. Né mi pare ci sia un'enorme impazienza della Procura di Bologna di smentire se stessa, anche se le indagini sono state affidate ad un magistrato molto più serio e molto più scrupoloso, però senza la collaborazione di tutti non credo che possa fare più di tanto".

È un fatto che nessuno vi riconobbe in stazione, ma è anche vero che voi inizialmente non ricordaste dove eravate il 2 agosto, fornendo più versioni: tutti gli italiani ricordano dov'erano quel giorno.
"L'abbiamo spiegato più volte, invece. È la prova del resto che non c'eravamo costruiti un alibi. So che molti pensano che il mio sia un trucco, che voglia allontanare da me il sospetto dalla strage: non posso farci niente. So per converso che alcune delle vittime non sono affatto convinte che la sentenza abbia affermato la verità".

Un anno fa il presidente Fini disse che su Bologna c'erano "molte zone d'ombra". Si aspetta "una sponda" da questo governo?
"No, non credo che il governo abbia interesse a farlo. Né la destra né la sinistra hanno intenzione a rivelare i termini di quel lontano accordo con l'Olp. Le aggiungo anche che sono freddo sull'amnistia: chi è stato in carcere ha già pagato, e la punizione è stata severa ma giusta, i latitanti avranno le loro prescrizioni, chi è stato in Francia ha vissuto bene".

Secondo Bolognesi, il rappresentante dei familiari delle vittime, è stato un errore concederle il beneficio della libertà condizionale.
"Vorrei che avesse più rispetto per le sentenze che non gli piacciono, e non applaudire solo quelle che fanno comodo a lui. Il nostro sistema prevede delle garanzie, e io, da uomo di destra, dopo tanti anni sono fuori grazie a una Costituzione scritta da persone che erano considerate dal regime dei terroristi. Garanzie che loro hanno votato, forti della loro esperienza".

A 51 anni la sua vita ricomincia. Cosa vede se si guarda indietro?
"A vent'anni ero disperato, pensavo che ce l'avessero tutti con noi, e quindi che fosse necessaria la lotta armata: non lo penso più ovviamente. Vivo con Francesca Mambro, abbiamo una figlia di otto anni, lavoriamo a "Nessuno tocchi Caino", una vita tranquilla, serena".

(La Repubblica, 4 agosto 2009)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ricevo e trasmetto ...

Dai Tribunali nessuna giustizia:

lettera ai quotidiani locali della madre di Luca Vertullo


 
La chiusura dell’ udienza del 27 luglio scorso, e’ stata l’ennesima delusione.

Dopo 3 anni non ci si aspettava che su 11 imputati solo 3 fossero condannati, per non parlare delle pene afflitte.

Mi dispiace contraddire le parole del Sindaco che dice che non è stata una fatalità, ma vedendo il risultato dell’ultima udienza non mi sembra siano state date delle grosse colpe. Per la morte di un ragazzo non si raggiungono i due anni di reclusione ???… mi chiedo, ma la vita di mio figlio vale cosi’ poco !?!? Io non posso accettare come genitore che  i colpevoli (e mi riferisco a tutti quei bei incarichi chiamati manager o legali rappresentanti, capo nave e capo turno) possano uscirne puliti da questa tragedia, se ero io a poterli condannare li avrei messi in galera a vita ma purtroppo non sono nessuno ma non accetterò mai la decisione del Giudice.

Dico questo perché vorrei far sapere ai cittadini che giustizia non esiste !

..ormai danno delle condanne più pesanti a chi commette dei piccoli furti.


Sono molto delusa.

Mio figlio Luca non è morto per cause naturali, me lo hanno ammazzato!!

La responsabilità sta nella ricerca del profitto ad ogni costo, i contratti interinali, i ritmi di lavoro, la paura di non avere il contratto riconfermato.

Le merci contano più della vita di un lavoratore!

Non abbiamo mai detto che al Porto la situazione sia migliorata.

Certo, c’e’ la pesa ma bisogna fare ancora molto per migliorare la sicurezza sul lavoro.

Noi siamo stati lasciati soli.

A parte la mobilitazione cittadina e nazionale della Rete sicurezza sul lavoro, lo Slai Cobas, nessuna forza politica e sindacale ha fatto qualcosa.

Siamo stati lasciati soli anche dagli stessi colleghi di Luca (li chiamiamo colleghi ma non hanno avuto nemmeno il tempo di conoscerlo), solo pochissimi hanno collaborato per la giustizia di Luca.

Tanta omertà e paure. Ma perché?

Perché non e’ stata processata l’agenzia Intempo che aveva assunto nostro figlio?


Abbiamo scritto una lettera al Presidente Napoletano che si era pronunciato perché i processi per morti sul lavoro si svolgessero in tempi brevi.

La realtà dimostra che ancora ad oggi non e’ affatto così.

Ci rivolgiamo nuovamente a Lei, Signor Presidente perché si pronunci nuovamente sui processi che restano ancora troppo lunghi.

E ci auguriamo che non metta la sua firma al Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro di questo governo nella parte che salva i manager dalla condanna  per migliorare la Legislazione sulla sicurezza sul lavoro.

Abbiamo deciso  di scrivere questa lettera perché  alla fine della lettura della sentenza eravamo troppo amareggiati e addolorati da non riuscire a parlare.

Ci auguriamo che questa lettera possa servire a qualcosa, a sensibilizzare la coscienze, perché ci sia vera giustizia.

Perché sul lavoro non debba morire più nessuno.

 

La Mamma di Luca Vertullo
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/08/2009 @ 10:31:51, in Magistratura, linkato 1400 volte)
«Io, toga del Csm,
dico no allo strapotere delle correnti»



di Redazione

«Insisto nel sostenere che l’ampio sorteggio dei candidati per l’elezione dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura vada seriamente preso in considerazione e che, comunque, il sistema di elezione attuale sia da superare al più presto». A parlare, in questa intervista al Giornale, è Cosimo Maria Ferri, giudice e membro togato del Consiglio superiore della magistratura. Il sorteggio, le correnti e tutto il resto: sono parole controcorrente le sue, a cominciare dall’apertura sulla riforma elettorale del Csm avanzata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, una proposta, questa, fortemente contrastata dall’Anm, l’Associazione nazionale magistrati presieduta da Luca Palamara.
Giudice Ferri ma lei è davvero favorevole alla proposta del ministro Alfano?
«Da iscritto attendo risposte concrete. Con il presorteggio dei candidati si amplierebbe la rosa dei candidati per renderla più rappresentativa. Insomma, si eviterebbe che fossero le correnti a predesignare chi si debba candidare».
Secondo lei cosa c’è che non va nell’attuale sistema elettorale del Csm?
«Il correntismo - questo il messaggio che vorrei far arrivare ai miei colleghi magistrati - non ha nulla a che vedere con l’autogoverno, l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, a cui tengo molto. Io ho faticato di più per farmi candidare dalla mia corrente, Magistratura indipendente, che per venire eletto al Csm. Dalla mia corrente sono stato candidato per un solo voto di scarto. Deve tener presente alcuni dati per capire appieno il peso correntizio in magistratura».
Quali dati?
«Alle ultime elezioni del Csm su 16 posti per togati (2 per giudici di Cassazione, 4 per Pubblici ministeri, 10 per Giudici di merito), e con 9mila magistrati aventi diritto al voto, si sono presentati soltanto 20 candidati. In quota giudici - ad esempio - le candidature sono state 12 e solo due colleghi, pertanto, sono rimasti esclusi; nella quota dei pubblici ministeri, invece, si sono candidate 5 persone per 4 posti (sempre con 9mila magistrati che votano) e per la Cassazione c’erano tre candidati per due posti. Quindi, una volta ottenuta la candidatura, grazie all’appoggio della propria corrente, viene eletto l’80% dei candidati».
Insomma, se si ha l’appoggio di una corrente ci sono 8 possibilità su dieci di farcela, altrimenti nisba?
«È vero che la legge consente a chiunque di candidarsi però di fatto - se non in casi isolatissimi - nessuno al di fuori delle correnti ha l’ardire di proporsi e difficilmente, se rimarrà questa legge in futuro aumenteranno i candidati. Non è facile per un magistrato di valore che è fuori da questi schemi farsi eleggere senza una corrente d’appoggio. Per questo diventa determinante la designazione da parte della propria corrente di appartenenza. È questa situazione che va superata».
Come?
«Io sono aperto a qualsiasi tipo di nuovo sistema purché si svincoli il Csm dalle correnti, dato che l’associazionismo è un indiscutibile valore quando non sfocia negli effetti negativi del correntismo».
Lei, qualche tempo fa, ha parlato di disaffezione dei magistrati verso le scelte del Csm. Può spiegare meglio?
«Le scelte del Csm, da un po’ di tempo, vengono impugnate con più frequenza davanti alla giustizia amministrativa. Ribadisco che oggi c’è disaffezione e stanchezza da parte di molti magistrati. C’è uno scollegamento tra i dirigenti e la base, la quale non capisce più la linea dell’Anm e le decisioni del Csm».

Il Giornale
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/08/2009 @ 12:09:29, in Politica, linkato 1508 volte)
La pena gli verrà cancellata dal casellario giudiziario

«Regalo di compleanno» per Cusani:
l'ex manager potrà tornare a votare

Cusani, ideatore della maxitangente «Enimont», fu accusato di falso in bilancio: scontò 4 anni di carcere

NAPOLI - È un bel regalo di compleanno per Sergio Cusani: l'ex manager compirà 60 anni il 4 agosto e il tribunale di sorveglianza di Milano gli ha dato la possibilità di votare e ricoprire pubblici incarichi, restituendogli così la pienezza dei diritti civili. Cusani, uscito dal carcere il 30 marzo 2001, aveva presentato istanza per la riabilitazione al Tribunale di sorveglianza e l'ufficio della Procura generale aveva dato parere favorevole. Inoltre la pena gli verrà cancellata dal casellario giudiziale.

IL PERSONAGGIO - Cusani è un ex manager napoletano finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta «Mani pulite» con l'accusa di falso in bilancio: è ritenuto l'ideatore dei meccanismi che crearono la «madre di tutte le tangenti», quella Enimont. Braccio destro di Raul Gardini, è stato il principale condannato nell'inchiesta scontando in cella 4 anni di carcere (la pena a 5 anni e 10 mesi) ed ha dovuto restituire 35 miliardi di lire. Al giudice Ghitti dichiarò di essere colpevole dei reati per i quali era stato accusato dall'allora pm Antonio Di Pietro. Nel 2000 ha creato un movimento politico per tutelare i diritti dei poveri e dei detenuti: il «Partito della solidarietà». Con l'ex terrorista Sergio Segio ha lanciato una campagna per l'indulto e l'amnistia in occasione del Giubileo e per la riforma penitenziaria, con il progetto «Piccolo piano Marshall per le carceri». Attualmente è impegnato in progetti di recupero detenuti e sta partecipando al presidio degli operai della fabbrica Innse, alla periferia di Milano.

DI PIETRO - «Cusani merita di riavere i propri diritti individuali», afferma il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro che aggiunge: «Il problema non sta nella riabilitazione di Cusani, che si è pur difeso in un processo. Il problema sta nei tanti impuniti che non si riabiliteranno mai perché hanno preferito difendersi da un processo con leggi "ad personam". Sul piano personale - prosegue l'ex magistrato e grande accusatore proprio di Cusani - lui è stato uno dei pochi ad aver saldato i conti con la giustizia senza ricorrere a mezzucci come hanno fatto invece tanti altri. Cusani, da imputato - sottolinea - si è difeso in aula. Quando è stato condannato, è andato in galera. E dopo si è pure dedicato ai servizi sociali».


Corriere del Mezzogiorno, 03 agosto 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 05/08/2009 @ 00:17:58, in Magistratura, linkato 1425 volte)
Assistenzialismo selvaggio e profittatore: non ci crederete, ma è così. I vigili hanno sempre torto sulla vita umana o animale, loro mirano a soldi per gli stipendi in esubero di tutti i Comuni d'Italia, in tutta Italia, e la povera bestiola è stata vista in termini monetari: un bel gruzzolo di centinaia di euro + il carro attrezzi + l'intervento del canile, insomma un bottino da pacca sulle spalle. I consulenti esterni del Tribunale lavorano solo per soldi e il Canile Municipale, come centinaia di strutture identiche, versa nelle condizioni di un vecchio carcere sovraffollato, con in più che nel 99% dei casi è sporco e maltenuto come i carceri africani, ed i carcerati malnutriti costretti a soggiornarvi nelle proprie feci dietro le sbarre. Così un animale strappato alla propria famiglia muore. A buon conto a causa di una infezione virale. Sicuri che l'animale di razza non sia stato dato a qualche farmaceutica per la vivisezione o addirittura venduto? Io indagherei, perché è ingiustificato che sia il Tribunale a dover cercare il cane e non il Canile a notificare documentando l'avvenuta morte del "bene" vivente sequestrato dai magistrati. L.M.

Di seguito l'articolo di Luigi Ferrarella, che ringrazio per avermi fatto ricordare come salvai il mio adorato Black, un pastore tedesco purissimo di soli nove mesi ancora in dentizione, pronto per finire alla vivisezione direttamente dal canile municipale. Il cucciolone, forse fuggito giocando da una villa, era stato investito e fu raccolto dagli uomini del canile in stato di choc sul bordo della strada. Una lieve ma dolorosa lesione ad una vertebra ne decise la sorte, poi intervenni io. Dopo le mie cure prevalentemente a base di calcio per aiutarlo nella crescita la bestiola poteva correre felice in pineta, immemore della lesione guarita perfettamente. Effetti collaterali: una brillante e possente dentatura.

Maltrattamenti, padrone condannato: a vuoto i tentativi di restituirgli l'animale


Tribunale, il cane muore in attesa di giudizio

di Luigi Ferrarella


Giudici, pm, avvocati, ufficiali giudiziari, veterinari, funzionari dell'Asl: una legione di inquilini (a vario titolo) del Palazzo di giustizia impegnata a ottenere un provvedimento giudiziario un poco inconsueto, come un "decreto di restituzione" di cane sottoposto a sequestro, e parecchio difficile da eseguire se non si sa più dov'è finito il cane.
Era un bel boxer, a pelo fulvo e di grossa taglia, inopinatamente legato dal suo padrone con il guinzaglio al volante di un'auto e lì lasciato un giorno di giugno di due anni fa.
Dal verbale dei vigili era scaturita, per il padrone, un'accusa di maltrattamenti d'animale, per aver lasciato il cane in auto "in condizioni incompatibili con la sua natura e pertanto produttive di gravi sofferenze".
Il pm chiede un decreto penale di condanna, il giudice lo emette, l'imputato è condannato a pagare una ammenda di 1.750 euro e nella sentenza il giudice "ordina il dissequestro in data 25 giugno 2007", e cioè la riconsegna del boxer al suo padrone. Facile a dirsi. Comincia la giostra degli ufficiali giudiziari: il padrone non si trova più. gli ufficiali vanno dal primo avvocato e il legale rifiuta la notifica, perché nel frattempo il cliente ha cambiato avvocato, ma anche lui la rifiuta perché nemmeno sapeva di essere stato nominato. Finalmente si trova a chi notificare, ma non si sa più cosa notificare: perché il cane non si sa più dove sia finito.
Fin quando le ricerche dell'Asl lo trovano. Ma postumo: "Si precisa che il bene sequestrato e da restituire al legittimo proprietario risulta essere deceduto il 6 marzo 2009 presso il canile municipale".

Corriere Sera - Milano 4/07/09
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 05/08/2009 @ 01:27:48, in Magistratura, linkato 1542 volte)
Vi posto questo articolo del Dott. Cantone, che narra di Camorra, l'organismo criminale che io definivo "l'Idra senza testa". Avrei una curiosità in merito alla descrizione delle attività gestite da questa criminalità: a mio avviso a Napoli e in Campania ormai la prostituzione è gestita a livello di etnie locali. I rumeni per le donne dell'est, i neri per le schiave di colore, mentre per i servizi e i confort e la prima accoglienza (vitto e alloggio) provvede sempre la camorra. Sarà d'accordo il dott. Cantone?

La parola è Camorra


Criminali campani a rischio di consenso

Raffaele Cantone
Magistrato e Scrittore

Spiegare cosa sia la "camorra" non è semplice, perché il fenomeno è stato per lungo tempo sottovalutato e oggetto di scarso approfondimento, anche da parte degli studi sociali. La stessa parola, del resto, ha un'incerta provenienza etimologica; secondo alcuni deriva da giacca ("gumurri") indossata da banditi spagnoli; secondo altri trae origine da "morra", parola ancora utilizzata nel dialetto napoletano per indicare una "frotta di persone" o un raggruppamento di malfattori; secondo altri, infine, indicherebbe la tassa sul gioco d'azzardo che bisognava pagare a chi proteggeva dai rischi di risse i locali dove si scommetteva. Con quest'ultimo significato compare nei documenti ufficiali del regno di Napoli della metà del '700. Nel linguaggio attuale, si riferisce alle organizzazioni criminali in Campania e presenti soprattutto nelle provincie di Napoli e Caserta e in parte di Salerno.
I gruppi criminali definibili come "camorristici", però, hanno strutture molto diverse fra loro, così il termine finisce per individuare soltanto la provenienza campana e l'operatività in questo territorio, oltre all'assenza di qualsivoglia organo di coordinamento centralizzato fra gli stessi gruppi. Gli adepti dei clan non si definiscono quasi mai camorristi ma, soprattutto in alcuni quartieri della città, preferiscono indicarsi come inseriti nel "sistema".
I soldalizi a Napoli hanno una struttura che li avvina molto alle organizzazioni gangsteristiche tipiche di tutte le città occidentali; operano in un singolo quartiere e si occupano di tutte le attività illecite che vanno dallo spaccio di droghe, alle estorsioni, fino a reati minori come furti, ricettazioni, i "cavalli di ritorno" (cioè le richieste di riscatto per riavere merce rubata) e il parcheggio abusivo. Ma se in metropoli come Parigi o Londra i gruppi malavitosi sono radicati e operano soltanto nelle periferie degradate, a Napoli esistono in tutti i quartieri. Tali gruppi sono caratterizzati da un numero non elevato di affiliati e dalla continua mutevolezza degli equilibri interni ed alleanze esterne, che sono poi la causa delle esplosioni di violenza e dell'alto numero di omicidi.
Nella provincia i clan hanno un'organizzazione diversa, molto più simile alla mafia siciliana: la forte gerarchizzazione interna dei numerosi affiliati porta a una rilevante capacità di controllo di un territorio spesso vasto; l'uso mirato della violenza e dell'intimidazione si abbina, soprattutto, a una propensione ad ingerirsi nelle attività economiche ed imprenditoriali. E' in questa realtà che prospera la "camorra imprenditrice", capace di creare occasioni di lavoro e di svolgere funzioni di intermediazione sociale ed economica. I clan, così, creano intorno a loro un pericoloso clima di consenso e complicità, che coinvolge parti della società civile. E' attraverso questa fascia - definita "zona grigia" - che i clan si inseriscono, poi, nella politica e nelle istituzioni, cercando di controllare le macchine amministrative soprattutto degli enti locali.

L'Unità 4/08/09, pag. 31/31
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 05/08/2009 @ 01:49:23, in Politica, linkato 1199 volte)
Elezioni e Sorvegliati Speciali,
Una Legge Attesa per Sedici Anni



Ha compiuto un importante passo avanti negli ultimi giorni, presso la Commissione giustizia della Camera, grazie alla elaborazione di un testo unificato tra analoghe proposte provenienti da deputati dei più diversi schieramenti (da Angela Napoli a Sabina Rossa e Rosa Calipari), il disegno di legge diretto a vietare lo svolgimento di propaganda elettorale a certe persone sottoposte a misure di prevenzione. Si tratta di un testo risalente ad un progetto promosso oltre 16 anni fa dal centro studi "Giuseppe Lazzati" di Lamezia Terme (specialmente dietro impulso di Romano De Grazia), e più volte già presentato nelle aule parlamentari, ma finora rimasto senza effetto, sebbene sia rivolto a colmare una obiettiva lacuna e, nel contempo, a risolvere una non lieve incoerenza all'interno del nostro sistema.
Una lacuna ed una incoerenza evidenti quando si pensi che le persone sottoposte dal tribunale alla misura della sorveglianza speciale di polizia, in quanto soggetti socialmente pericolosi (tra i quali, in particolare, gli indiziati di appartenere ad associazioni di stampo mafioso), sono bensì private per legge dell'elettorato attivo e passivo, ma non incontrano alcun limite sul terreno delle attività di propaganda elettorale.
E, pertanto, rimangono libere di esercitare una loro specifica influenza nell'ambito delle competizioni politiche, in favore o in pregiudizio di determinate liste o candidature.
Tutto ciò appare palesemente contraddittorio, oltreché fonte di gravi conseguenze, soprattutto dinnanzi al rischio che simili persone (tanto più per la loro vicinanza a gruppi mafiosi) possano, anche attraverso persuasivi strumenti di pressione, influire sulle scelte degli elettori, specialmente nei piccoli centri. Anche per evitare che, in tal modo, ne risultino favoriti oscuri intrecci di interesse tra tali gruppi e questo o quel candidato, il disegno di legge stabilisce, dunque, un chiaro divieto di qualsiasi attività di propaganda elettorale in capo a personaggi del genere, estendendo giustamente la punibilità (con decadenza della carica, se eletti) anche ai candidati che abbiano consapevolmente richiesto o sollecitato il loro sostegno.

Vittorio Grevi
Corriere Sera, pag. 8, ed 4/08/09
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie più cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unità per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog è di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










21/08/2019 @ 9.03.09
script eseguito in 531 ms