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Con la giustizia si contraccambi il male e con il bene si contraccambi il bene.

Confucio
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 19:05:39, in Osservatorio Famiglia, linkato 1678 volte)
Spunta terzo testimone nel caso di Garlasco
Avrebbe visto passare bicicletta nera simile a quella di Stasi


Roma, 4 mag. (Apcom) - Spunta un nuovo testimone nel caso Garlasco: oggi a Mattino cinque Ilaria Cavo presenta un servizio esclusivo in cui viene intervistato un nuovo testimone, Maria Teresa Colombassi, che dichiara davanti alle telecamere di aver parlato insieme a Franca Bermani, testimone chiave del caso, con la signora Brognoli. Quest'ultima, avrebbe confessato loro di aver visto passare, anche lei, una bicicletta nera molto simile a quella appartenente ad Alberto Stasi proprio la mattina dell'omicidio di Chiara Poggi.

La signora Maria Teresa Colombassi racconta che una mattina, al mercato, la signora Brognoli, che non si è mai lasciata intervistare dalle telecamere ed è sempre fuggita, ha confessato a lei a alla signora Bermani che, la mattina dell'omicidio, si stava recando, di mattino presto, dal figlio Giacomo - che abita in fondo a Via Pascoli - la via in cui è stato rinvenuto il corpo di Chiara Poggi, ed ha visto passare una bicicletta nera simile a quella di Stasi. Sarebbero quindi tre le persone ad aver visto questa bicicletta attraversare Via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007.

In ultimo, sempre Maria Teresa Colombassi, insiste sul fatto che bisognerebbe prestare molta più attenzione alla bicicletta, poiché potrebbe fornire dati importanti per lo sviluppo del caso Garlasco e che, se fosse necessario, sarebbe disposta a confermare quanto le è stato detto dalla signora Brognoli davanti ai Carabinieri.


Delitto Garlasco, il PM:
"Omicidio possibile anche prima delle 9:35"


Affari Italiani - Lunedí 03.05.2010 20:15 - "Cio' che si conosce di quanto Stasi ha fatto e' che alle 9:35 ha acceso il proprio computer e' ha guardato fino alle 10:07 alcune immagini erotiche e pornografiche. Dalle 10:17 Stasi ha lavorato sul computer portatile al file della tesi fino alle 12:20 aggiungendo al testo gia' elaborato circa due pagine. Ne consegue che Alberto Stasi abbia avuto il tempo di commettere l'omicidio sia prima delle 9:35 che nell'ultima parte della mattinata, dopo le 12:46".

Lo scrive il Pm di Vigevano, Rosa Muscio, nel ricorso in appello contro l'assoluzione di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. La rappresentante dell'accusa sembrerebbe, quindi, cambiare ancora una volta l'opinione sull'orario in cui la ragazza e' stata uccisa.

Durante le indagini, aveva sostenuto che Chiara fosse stata ammazzata nella prima parte della mattinata, mentre durante la requisitoria, a sorpresa, aveva esposto una ricostruzione diversa, indicando l'ora del delitto nella seconda parte della mattinata, tra le 12:46 e le 13:27. Nei motivi d'appello, la Procura si riavvicina all'ipotesi iniziale e a quella sostenuta dalla parte civile della famiglia Poggi rappresentata dall'avvocato Gian Luigi Tizzoni.



Omicido Garlasco, depositata perizia
 materiale pedopornografico: processo il 24 maggio


Milano - (Adnkronos) - Sembra cadere l'ipotesi di divulgazione di materiale pedopornografico, ma resta dubbia la volontarietà di scaricare quelle stesse immagini

Milano, 28 apr. (Adnkronos) - E' stata depositata la perizia, firmata dagli ingegneri Roberto Porta e Daniele Occhetti, sul materiale pedopornografico trovato nel computer di Alberto Stasi, assolto il 17 dicembre scorso dall'accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco. Sembra cadere l'ipotesi di divulgazione di materiale pedopornografico, ma resta dubbia la volontarieta' di scaricare quelle stesse immagini. L'udienza del processo è fissata per il 24 maggio prossimo, davanti al gup di Vigevano Stefano Vitelli.
Dopo la perizia sul pc di Alberto, il giudice aveva chiesto ulteriori indagini per capire se i file cancellati e ritrovati nell'hard disk, una decina di filmati e una ventina di foto di pedopornografia, fossero finiti per errore nel computer del bocconiano, oppure se fossero stati scaricati volontariamente. Pochi i dubbi che emergono nella perizia e che potrebbero garantire ad Alberto la seconda assoluzione. Dopo il contraddittorio delle parti, spettera' al giudice emettere, probabilmente prima dell'estate, la sua sentenza.

Omicido Garlasco: periti,
Stasi no interessato a tematiche pedopornografia


Milano, 28 apr. - (Adnkronos) - "La conclusione dell'analisi delle numeriche e delle forme di organizzazione non puo' che ritrarre il profilo comportamentale di Alberto Stasi come quello di un soggetto non specificatamente interessato alle tematiche della pornografia minorile e privo delle caratteristiche tipiche di chi fruisce abitualmente di contenuti di tale natura". E' questo quanto si legge nella relazione firmata dagli ingegneri Roberto Porta e Daniele Occhetti in merito al contenuto pedopornografico trovato all'interno del materiale informatico sequestarto ad Alberto, assolto il 17 dicembre scorso dall'accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco.


Un articolo passato per evidenziare un certo interesse (in forma di "scarica barile") nel "criminalizzare" la figura di Chiara.

Il giallo dei siti erotici nel computer di Chiara
Garlasco Gli investigatori: in quelle ore la giovane era al lavoro

I clic dal pc di casa. «Ma non lo usava solo lei»

DAL NOSTRO INVIATO

GARLASCO — C'è un nuovo capitolo nella storia di Garlasco. A pochi giorni dall'inizio del processo con rito abbreviato di Alberto Stasi, accusato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi (e che secondo il pm Muscio potrebbe aver agito per il rifiuto della fidanzata a girare un filmato hard), emerge dagli atti del procedimento un documento con l'elenco degli accessi Internet fatti con il computer della famiglia Poggi. Tra i siti visitati molti (migliaia) sono a sfondo erotico come «Youporn», «Pornotube», «Nuovemozioni.com». Gli investigatori hanno lavorato a lungo a questo aspetto, partendo dalla relazione tecnica che i carabinieri del Ris hanno depositato l'11 dicembre 2007, dopo più di tre mesi di lavoro sul computer di Chiara. E siccome gli allegati di quella consulenza avevano elencato molti dettagli di carattere pornografico è stato fatto uno screening delle consultazioni a luci rosse. Risultato: quasi la totalità dei click sono stati fatti in orari in cui Chiara era al lavoro. Lo conferma anche l'avvocato dei Poggi, Gian Luigi Tizzoni, commentando la pubblicazione della notizia, ieri, sul quotidiano Libero.

Il computer era il solo in casa Poggi ed è sempre stato usato sia da Chiara sia dal fratello Marco, 21 anni. Tutti i collegamenti risultavano con il solo nome di Chiara. E siccome la cronologia delle consultazioni erotiche spesso è frammista a siti che si occupano di ingegneria (la facoltà di Marco) «E' più che lecito dedurre e immaginare che quei siti li consultasse il fratello — rivela un investigatore —. E' maggiorenne e vaccinato. Fa quello che fanno quasi tutti i ragazzi della sua età e non è niente di penalmente rilevante come lo sono invece i siti pedopornografici che consultava Alberto...». «I sospetti su Chiara sono solo fango sull'immagine di una persona morta. Inaccettabile. Anche perché dimostreremo che non è come si vuole far credere», sostiene il legale della famiglia, Gaggi.

E' vero che non in tutti i casi di consultazione dei siti a luci rosse Chiara era al lavoro. Alcuni dei siti, per esempio, risultano visionati fra il 5 e il 13 agosto 2007, quando in casa Poggi c'era soltanto lei. Ma è anche vero che in buona parte quelle consultazioni riguardano negozi-web di oggettistica erotica e orari in cui (stando alle ricostruzioni dell'indagine) Alberto era in compagnia di Chiara. Proprio nei giorni in cui Alberto, rientrato dalla sua vacanza londinese, aveva appena regalato alla fidanzata uno di quegli oggetti. I genitori di Chiara sono amareggiati e arrabbiati. Ora devono proteggere l'immagine della figlia, ma anche difendere il figlio dalla curiosità morbosa.

Il padre si sfoga: «E' giusto scrivere certe cose, quando una persona è morta e non si può più difendere?». Dal Ris fanno sapere che solo due-tre video sono a sfondo pornografico. Gli altri sono film commerciali, anche se erotici, come pellicole di Tinto Brass. Inoltre è stato studiato un lasso di tempo lungo, non solo gli ultimi giorni di vita di Chiara. E come se non bastasse nel caso Garlasco registra anche una lettera anonima spedita per raccomandata al quotidiano locale «La provincia pavese». Dentro la busta sette pagine con un frontespizio dal titolo «Analisi forense intrnet history (l'errore di battitura è originale. Cronologia internet del computer di Chiara Poggi». Poi qualche parola scritta a mano in stampatello minuscolo: «Foto porno, video porno, sexi shop». I dati sono gli stessi del Ris. Ma chi poteva avere accesso a quel materiale? E soprattutto, chi può avere interesse a far passare Chiara come una frequentatrice dei siti porno?

Cristina Marrone - Corriere della Sera 04 aprile 2009
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Questo caso è paragonato a quello di Elisa Claps, ma forse anche 35 anni dopo è più simile a quello della piccola Denise Pipitone, apparentemente sotto sequestro, o a quello egualmente tragico dei fratellini Francesco e Salvatore Pappalardi, scomparsi nel 2006 a Gravina di Puglia e ritrovati mesi dopo in un pozzo inesplorato durante le prime ricerche. Alla scomparsa di Ottavia la famiglia poté contare sul sostegno di un solo carabiniere di stanza a Montemurro. Solo dopo arrivarono i rinforzi e i cani per le ricerche.  Sembra quasi che la vita umana dei minori conti pochissimo in una fascia della popolazione italiana. Egualmente questi sono tutti casi sui quali grava pesante l'omertà, causa probabile dell'inefficienza immediata delle ricerche. LM

Caso De Luise, medico legale

esamina 'reperti' trovati in un pozzo


Potenza - (Adnkronos) - Ottavia scomparve il 12 maggio 1975. Aveva 12 anni e stava giocando con una cuginetta, poi si è allontanata e da allora è stata inghiottita dal nulla. A Montemurro potrebbe esserci chi conosce la verità perché alla famiglia sono giunte lettere anonime in cui si afferma che la bambina è stata violentata, uccisa e il suo corpo nascosto proprio nel fienile dove si stanno conducendo le indagini

Potenza, 4 mag. - (Adnkronos) - Nuovi accertamenti sono in corso da parte della polizia scientifica di Potenza nell'ambito della riapertura del caso riguardante la scomparsa di Ottavia De Luise, sparita nel 1975 a Montemurro (Potenza) quando aveva solo 12 anni. E' l'altro ''cold case'' di stretta attualita' in Basilicata ed e' stato riaperto sull'onda emozionale e mediatica del ritrovamento del corpo di Elisa Claps, scomparsa a 16 anni nel 1993, i cui resti sono stati ritrovati dopo quasi 17 nel sottotetto della chiesa Trinita' a Potenza. Ieri a Montemurro gli agenti hanno recuperato degli oggetti e dei 'reperti' da un pozzo-cisterna nel fienile di una masseria sulla vecchia strada tra Montemurro e Armento, a poca distanza dalle case di Montemurro. I 'reperti' sono stati assegnati ad un medico legale per esaminarli e cio' fa supporre che si possa trattare di resti umani.

Ottavia, cosi' chiamata perche' era ultima di 8 figli, scomparve il 12 maggio 1975. Stava giocando con una cuginetta, poi si e' allontanata e da allora e' stata inghiottita dal nulla. Nel paese potrebbe esserci chi conosce la verita' perche' alla famiglia nel tempo sono giunte lettere anonime in cui si afferma che la bambina e' stata violentata, uccisa e il suo corpo nascosto. In particolare un anonimo indica precisamente anche il luogo dell'occultamento proprio nel fienile dove si stanno conducendo le indagini. L'area e' delimitata dal nastro in uso alle forze dell'ordine e non si esclude che possa essere posta sotto sequestro.

Le attivita' di indagine stanno ripercorrendo i luoghi in cui la bambina fu vista viva subito prima della scomparsa. Una signora, ancora in vita, dichiaro' 35 anni fa di aver incrociato la bambina sulla via per Armento, vicino alla chiesa del Carmine, e di averle chiesto dove andava, ottenendo per tutta risposta da Ottavia che era diretta alla masseria alla periferia del paese, proprio il luogo dove ora si stanno conducendo le indagini ma che all'epoca non fu perlustrato.
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- PUBBLICITA' -

INTERCETTAZIONI: ALFANO, DDL PER DIFESA CITTADINI

(AGI) - Napoli, 4 mag. - Il sistema delle intercettazioni "certamente migliorera' e certamente rimarra' in mano alla magistratura uno strumento formidabile, perche' e' uno strumento invasivo della privacy dei cittadini, come se ogni mattina si trovasse la cassetta della posta aperta". A dirlo e' il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, parlando a Napoli a margine della firma di un protocollo d'intesa. -

All'informatizzazione napoletana si può credere, solo poco tempo fa la Regione  Campania ha stanziato i fondi per questi interventi. L.M.

il ministro della giustizia a napoli

I giudici fanno pace coi computer
Informatizzazione uffici, c'è l'intesa

Alfano firma la convenzione per la telematizzazione

NAPOLI - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha firmato oggi a Castel Capuano una convenzione con i giudici di pace di Napoli e con Prefettura, Comune ed Equitalia che ha «l’obiettivo di consentire lo scambio di informazioni concernenti lo stato delle opposizioni e dei ricorsi proposti dinanzi al giudice di pace avverso il verbale di accertamento delle violazioni al codice della strada, le ordinanze di rigetto del prefetto, dei cartelli di pagamento relative ai ruoli trasmessi al Comune di Napoli».

UFFICI GIUDIZIARI - Dunque, avanti sulla strada dell’informatizzazione degli uffici giudiziari: un elemento fondamentale affinchè i cittadini possano avere risposte più veloci e complete: «Lo scopo - ha aggiunto il Guardasigilli - è non ci siano più file, e che attraverso internet i cittadini possano accedere direttamente agli uffici, presentare le loro istanze e avere risposte in tempi rapidi". L’estrema lentezza della giustizia, in particolare quella civile, è uno dei nodi più intricati da sciogliere: non a caso una analoga convenzione è stata già stipulata con l’ufficio del giudice di pace di Roma, che si trovava in una situazione di enorme difficoltà in particolare sul fronte della registrazione degli atti e per il ritardo della definizione nei procedimenti. “Il governo - ha aggiunto Alfano al termine degli incontri di questa mattina - intende portare avanti un piano della giustizia per Napoli investendo mezzi e modalità straordinarie.

Una rivoluzione che porterà il capoluogo campano a diventare un punto di eccellenza del sistema giudiziario in Italia. Stiamo preparando l'elenco degli interventi straordinari. Da oggi parte per Napoli una nuova fase che ha come obiettivo accelerare i processi per far sì che non si debba più aspettare, così come avviene oggi, per avere risposte dal sistema giustizia". Il Guardasigilli ha inoltre sottolineato come ieri siano partiti, proprio dal tribunale di Napoli, i primi pagamenti in via telematica rassicurando che la storica sede di Castel Capuano, il più antico castello di Napoli dopo Castel dell’Ovo, non sarà abbandonata al suo destino". "Se necessari - ha rassicurato Alfano - saranno fatti degli investimenti". Rassicurazioni anche per la carenza di personale presso la procura di Santa Maria Capua Vetere nel casertano, dove si registra una carenza di giudici. "Una delle priorità del governo è stata la lotta alla criminalità organizzata. Pensiamo - ha concluso - che non si possa inceppare questo meccanismo di fronte a un tribunale o a una corte di Appello".

Corriere del Mezzogiorno - Carlo Tarallo
04 maggio 2010

La rassegna

INTERCETTAZIONI: ALFANO, DDL PER DIFESA CITTADINI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia -
(AGI) - Napoli, 4 mag. - Il sistema delle intercettazioni "certamente migliorera' e certamente rimarra' in mano alla magistratura uno strumento formidabile, ...

Intercettazioni: Alfano, sistema migliorera' (2)

Libero-News.it -
(Adnkronos) - "Qual e' lo sforzo che stiamo facendo? -ha proseguito Alfano- fare si' che nelle mani della magistratura resti uno strumento formidabile come ...

Intercettazioni: Alfano, sistema migliorera'

Adnkronos/IGN -
Napoli, 4 mag. - (Adnkronos) - "Certamente il sistema delle interecettazioni migliorera'. Certamente rimarra' in mano alla magistratura uno strumento ...

I giudici fanno pace coi computer Informatizzazione uffici, c'è l ...

Corriere del Mezzogiorno -
NAPOLI - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha firmato oggi a Castel Capuano una convenzione con i giudici di pace di Napoli e con Prefettura, ...

ALFANO: Dopo le dimissioni Scajola potrà difendersi più liberamente

PDL - VotaBerlusconi.it -
"Il ministro Scajola ha motivato le sue dimissioni con la volonta' di difendersi piu' liberamente svestito dal ruolo istituzionale. ...

Giustizia/ Alfano: Napoli sarà punto eccellenza sistema italiano

Virgilio -
Il governo intende portare avanti un Piano straordinario della giustizia per Napoli investendo mezzi e modalità "straordinarie". Una rivoluzione che porterà ...

parte 'piano straordinario per Napoli'

La Repubblica Napoli.it -
Il Guardasigilli a Castel Capuano per siglare una convenzione per il miglioramento dei servizi del giudice di pace. Il protocollo siglato oggi serve ad ...

Intercettazioni/ Alfano: Resteranno strumento formidabile

Virgilio -
Il sistema delle intercettazioni "migliorerà" e rimarrà "uno strumento formidabile" in mano alla magistratura. Questa la rassicurazione del Guardasigilli ...

INTERCETTAZIONI: ALFANO, CON DDL FINALMENTE PUNTO EQUILIBRIO

Primaonline.it -
(ANSA) - NAPOLI, 4 MAG - Con il ddl sulle intercettazioni “finalmente si troverà un punto di equilibrio” tra l'articolo 15 della Costituzione che tutela la ...

Scajola/ Alfano: Dimissioni gesto per dare servizio a Paese

Virgilio -
Le dimissioni del ministro delle Attività produttive Claudio Scajola rappresentano "un gesto determinato per rendere un servizio al Paese". ..
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 17:26:30, in Politica, linkato 1492 volte)
L'inchiesta è dell'aggiunto Saviotti e della sostituto Marazza.

Ciarrapico indagato per truffa



Inchiesta della Procura di Roma in relazione a contribuiti all'editoria percepiti illecitamente dalle società editoriali che fanno capo al parlamentare

ROMA, 04 maggio, 14:41 - Il senatore Giuseppe Ciarrapico, il figlio Tullio ed altre cinque persone, per lo più prestanomi, sono indagati dalla procura di Roma per truffa in relazione a contribuiti all'editoria percepiti illecitamente dalle società editoriali che fanno capo al parlamentare. Contemporaneamente la guardia di finanza ha sequestrato beni per circa 20 milioni di euro tra immobili, quote societarie ed una imbarcazione di lusso.

I fatti contestati dal pm Simona Marazza fanno riferimento - è detto in un comunicato diffuso dalla procura - al periodo che va dal 2002 al 2007 e "per analoghi tentativi susseguitisi fino all'anno in corso, in danno dello Stato - presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, da parte delle società editrici Nuova Editoriale Oggi Srl ed Editoriale Ciociaria Oggi Srl". La Guardia di finanza di Roma, Nucleo speciale polizia valutaria, "ha eseguito oggi a Roma, Milano e altrove, decreto di sequestro preventivo fino alla concorrenza di importo equivalente al danno, su immobili, quote societarie, conti correnti e imbarcazione di lusso.

Il sequestro ha riguardato beni riconducibili, attraverso intestazioni ritenute fittizie, al soggetto rilevato come effettivo proprietario delle società editrici". Gli indagati rispondono del reato di truffa per gli anni che vanno dal 2002 al 2007 e di tentata truffa per il periodo 2008-2010. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti le società editoriali effettuavano richieste di finanziamenti in modo non conforme alla legge sull'editoria del 1990. Il sequestro non comprometterà la funzione operativa delle società interessate dal provvedimento dell'autorità giudiziaria. L'indagine è partita da una iniziativa delle fiamme gialle finalizzata alla verifica sui contributi per l'editoria.

(Ansa)

Ciarrapico indagato per truffa ai danni dello Stato


Il senatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico è indagato dalla Procura di Roma per truffa aggravata ai danni dello Stato. Oltre a Ciarrapico sono indagate altre sei persone, tra cui il figlio Tullio. L'indagine si riferisce alla fraudolenta percezione di contributi destinati all'editoria per importi complessivi pari a circa 20 milioni di euro dal 2002 al 2007. I contributi sono stati percepiti dalle società editrici Nuova Editoriale Oggi e Editoriale Ciociaria Oggi. Su richiesta della Procura di Roma, la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro a Roma, Milano e altre località italiane, conti correnti, immobili, quote societarie e un'imbarcazione di lusso per un importo complessivo di circa 20 milioni. Tutti i beni posti sotto sequestro sono riconducibili, attraverso intestazioni fittizie, allo stesso senatore Ciarrapico.

Le indagini, condotte dall'aggiunto Pietro Saviotti e dal sostituto Simona Marazza, e affidate al Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza guidato dal colonnello Leandro Cuzzocrea, hanno portato ad accertare, si legge in una nota diramata dalla Procura, «gravi fatti di fraudolente percezioni di contributi all'editoria» erogati dal Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I contributi su cui indaga la Procura di Roma vanno dal 2002 al 2010, per importi annuali di circa 5 milioni di euro. I sequestri preventivi posti in essere dalle Fiamme Gialle si riferiscono ai contributi illegittimamente percepiti dal 2002 al 2007. I contributi per il 2008, il 2009 e il 2010 non sono stati invece erogati proprio per effetto dell'inchiesta condotta da Piazzale Clodio. Gli altri indagati, tutti per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, sono prestanome o amministratori di fatto o di diritto delle società coinvolte.

La legge per l'editoria del 201 del 1990 prevede che, per accedere ai contributi, le società editrici debbano possedere determinati requisiti: devono essere scisse tra di loro, vale a dire non devono esserci collegamenti tra le società editrici; in secondo luogo le società devono essere partecipate da una società cooperativa al 51 per cento. Nel caso in questione, secondo gli inquirenti, i contributi sono stati chiesti da due società editrici, la Nuova Editoriale Oggi e la Editoriale Ciociaria Oggi, che fanno parte di uno stesso gruppo societario e che non sono partecipate al 51% da una società cooperativa. I sequestri riguardano conti correnti, fondi, immobili, le quote societarie delle due società coinvolte e di altre aziende che operano nel settore sanitario. Sotto sequestro anche un'imbarcazione di Ciarrapico ormeggiata nel porto di Gaeta. La gestione dei beni sotto sequestro é affidata al custode giudiziale nominato dal gip. I sequestri, fanno presente gli investigatori, non incidono sull'operatività delle società coinvolte. L'inchiesta nasce da una serie di accertamenti a campione sui contributi all'editoria condotti dalla Guardia di Finanza.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) 4 maggio 2010
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 17:24:31, in Politica, linkato 1479 volte)
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 17:08:14, in Politica, linkato 1618 volte)
La notizia è stata data da tutti i Tg, da tutti i quotidiani, da tutte le agenzie. Ne parlano su facebook e  tra i cinguettii di twitter per giungere infine sulle pagine di centinaia e centinaia di blog.
Il mio pensiero è il seguente: la magistratura non si è ancora pronunciata in merito all'iscrizione di un reato sulla persona dell'ex Ministro. Quale che sia il reato.
Vero ciò che dichiarava il direttore di Affari Italiani in un "salotto televisivo" - per i Vip esiste una sorta di assistenza alla scelta dei confort nella Capitale. Non è detto che questo sia reato. - Anche se, aggiungo io, dalle stelle alle stalle, questo è il reato degli affittacamere a extracomunitari senza permesso di soggiorno dalle Dolomiti a Rosarno.
Vero ancora che Scajola è il solo politico nostrano (a destra come a sinistra) ad optare per le "dimissioni" quando sotto attacco mediatico. In ogni caso è una rara qualità e induce a ritenerlo più onesto della massa. L.M.

A lui il cavaliere ha affidato la responsabilità dell'organizzazione nazionale di Forza Italia

Scajola, il ministro che si è dimesso due volte


Roma - (Adnkronos/Ign) - Ex democristiano, tra i fondatori di Forza Italia, uomo di governo fedelissimo del premier Berlusconi, agli inizi di luglio 2002 dovette lasciare il ministero dell'Interno travolto dalle polemiche scatenate da una sua frase sulla questione della scorta a Marco Biagi

Roma, 4 mag. - (Adnkronos/Ign) - Ex democristiano, tra i fondatori di Forza Italia, uomo di governo fedelissimo del premier Silvio Berlusconi, Claudio Scajola è costretto, nuovamente, a dimettersi dal suo incarico.

La prima volta accadde agli inizi di luglio 2002, quando dovette lasciare il ministero dell'Interno, travolto dalle polemiche scatenate da una sua frase sulla questione della scorta a Marco Biagi, il consulente del ministero del Lavoro ucciso dai terroristi quello stesso anno. Con alcuni giornalisti, durante una visita istituzionale a Cipro, Scajola aveva detto: "Biagi era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza". Era il 29 giugno 2002. Questa frase provocò un uragano di proteste e reazioni imbarazzate che alla fine, il 4 luglio, lo costrinsero a dare le dimissioni.

La carriera politica di Scajola inizia nelle file della Democrazia cristiana. Del resto nelle sue biografie ama ricordare che la politica è stata ''simbolicamente nel suo destino'' fin dalla nascita: a tenerlo fra le braccia nel giorno del battesimo fu Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista trentino Alcide De Gasperi. Nel 1980 viene eletto nel Consiglio comunale di Imperia. Nell'ottobre 1982 ottiene l'incarico di sindaco in sostituzione del dimissionario Renato Pilade ed è il terzo membro della famiglia Scajola a ricoprire, in meno di tre decenni, il ruolo di primo cittadino di Imperia. Il 12 dicembre 1983 deve però dimettersi, perché arrestato dai Carabinieri con l'accusa di concussione aggravata. In seguito verrà prosciolto dalle accuse.

La sua carriera politica riparte dal progetto politico di Silvio Berlusconi. Eletto deputato nel 1996, l'8 maggio dello stesso anno, all'indomani della sconfitta elettorale e in vista di quella che verrà definita la traversata nel deserto prima del ritorno al governo, Berlusconi gli affida la responsabilità dell'organizzazione nazionale di Forza Italia: prepara lo statuto e i regolamenti interni, vara il sistema delle iscrizioni, convoca i congressi provinciali per eleggere i dirigenti locali, fino ad arrivare al primo congresso nazionale di FI, dal 16 al 18 aprile del 1998. Quindi il Cavaliere lo nomina coordinatore nazionale. Dopo la vittoria del maggio 2001, Scajola approda al governo e ottiene un ministero di primo piano, quello dell'Interno. Come detto dovrà lasciarlo un anno dopo. Dodici mesi di 'purgatorio' e poi Scajola torna nell'esecutivo alla fine di agosto 2003 al ministero per l'Attuazione del programma. Quindi la promozione alle Attività produttive quando il Cavaliere vara un un nuovo esecutivo nell'aprile 2005. Con la sconfitta elettorale dell'anno dopo e il passaggio all'opposizione, riesce comunque a ottenere uno degli incarichi riservati alla minoranza, vale a dire la presidenza del comitato di Controllo sui Servizi segreti. Nuovo ritorno al Governo nel 2008, ancora allo Sviluppo economico.

Quindi le vicende di questi giorni che pongono Scajola nuovamente al centro delle polemiche come accaduto altre volte in passato. Durante la sua permanenza al Viminale, fu criticato per la gestione del G8 di Genova in quanto molti imputarono all'organizzazione della sicurezza parte della responsabilità per il comportamento duro delle Forze dell'Ordine.

Il nome di Scajola finisce sotto i riflettori anche per una vincenda legata al trasporto aereo, con polemiche che si rialimentano nel pieno della partita per la privatizzazione di Alitalia. La pietra dello scandalo è il volo quotidiano Alitalia che collega l'aeroporto di Albenga, 33 chilometri da Imperia, città natale del ministro e suo collegio elettorale, a quello di Roma Fiumicino. La nuova rotta entra in funzione il 17 maggio 2002, ma il collegamento diretto Albenga-Fiumicino viene soppresso dall'Alitalia poco dopo le dimissioni di Scajola dal Viminale. Quando Scajola rientra al governo come ministro per l'Attuazione del Programma, è il 28 agosto 2003, ricompare anche il volo, questa volta di Air One. Ancora una volta, viene cancellato non appena Scajola lascia il governo.
 
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 07:19:57, in Magistratura, linkato 1730 volte)
E' primavera, fioriscono i convegni...

Parole di Giustizia 2010
 

Sergio Staino, Gustavo Zagrebelsky, Giuliano Amato e molti altri tra i protagonisti della rassegna di incontri. Dal 21 al 23 maggio a La Spezia

L'uguaglianza delle persone, la tutela dei diritti di tutti, la capacità di sintesi tra culture diverse sono il banco di prova delle democrazie contemporanee. Ciò sta scritto nelle costituzioni del Novecento ma troppo spesso resta un obiettivo irrealizzato. Così la giustizia sembra talvolta ridursi, da orizzonte di vita decorosa e serena per tutti, a insieme di procedure per risolvere controversie e conflitti.

Č in questo contesto che si sviluppa Parole di Giustizia, appuntamento annuale teso a recuperare la consapevolezza del carattere etico e politico oltre (e prima) che tecnico della questione giustizia. La seconda edizione è in programma alla Spezia da venerdì 21 a domenica 23 maggio 2010. Un appuntamento di giuristi, studiosi, politici, personaggi pubblici di diversa estrazione culturale, finalizzato a mettere in campo, sottoponendole al giudizio dei cittadini, parole di giustizia. Un appuntamento da collocare a Spezia, la città di Giuseppe Borrè, grande magistrato e giurista, a cui è intitolata l’Associazione che lo promuove.

Nella sua prima edizione l’iniziativa ha avuto ad oggetto il tema dei nuovi diritti e dei diritti negati, cioè, in sintesi, la questione della capacità (o incapacità) di una società in profonda trasformazione di includere e di garantire il pieno espandersi dello status di cittadinanza. Quest'anno l'orizzonte, pur senza perdere di vista la specifica situazione italiana, si allarga alla dimensione internazionale e alla riflessione su diversi modelli di governo della società e di tutela (o mancata tutela) dei diritti fondamentali.

I filoni fondamentali di approfondimento sono quattro.

Nel primo si parla di democrazia: la nostra democrazia e quella degli altri. Su questo tema si soffermano Pietro Costa (storico del diritto nella Università di Firenze), Renzo Guolo (professore nella Università di Torino e studioso dell’Islam e della sua cultura) e Gustavo Zagrebelsky (già presidente della Corte costituzionale e massimo teorico italiano della democrazia e dei suoi fondamenti).

Il secondo filone di approfondimento ha a che fare con i diritti e le libertà delle persone e con i percorsi e gli strumenti per realizzarli e tutelarli. Tra gli studiosi e i testimoni diretti che discutono di questo punto, Salvatore Senese (magistrato e presidente del Tribunale permanente dei popoli), Marcello Flores (storico e studioso dei diritti umani), Adolfo Pérez Esquivel (premio Nobel per la Pace), Giuliano Amato ed Elena Paciotti (protagonisti del processo di formazione di una Costituzione europea).

Il terzo filone riguarda il graduale deperimento dei concetti di diritti e libertà, a maggior ragione in tempi di crisi e per i più deboli: il carcere scoppia sotto la spinta di un numero di detenuti crescenti senza corrispondenti aumenti degli indici di criminalità; i giovani e le donne vivono nuove forme di marginalizzazione sul piano economico, sociale, politico. Su questo versante intervengono esperti di diritto, economia, sociologia: Silvio Spaventa (economista, già ministro della Repubblica), Giovanni Palombarini (procuratore aggiunto della Corte di cassazione), Rita Sanlorenzo (segretario nazionale di Magistratura democratica) e molti altri.

Infine, uno sguardo alla situazione nazionale e, in particolare, a due dei grandi temi che la attraversano con riferimento ai diritti: il governo dell’immigrazione e la cosiddetta riforma della giustizia. Di questo parlano Laura Boldrini (rappresentante in Italia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), Jean René Bilongo (responsabile del coordinamento immigrati della Cgil di Caserta), Livio Pepino (componente del Consiglio superiore della Magistratura e presidente della Associazione Borrè), Luca Palamara (presidente della Associazione nazionale magistrati) e Gaetano Pecorella (avvocato, parlamentale del Popolo della Libertà).

Il tutto con una nota finale affidata all’ironia: la matita di Sergio Staino disegna, impietosamente, la giustizia e la politica.

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Giudice di Pace, manca un cancelliere e la giustizia si ferma

di Redazione

Una carenza di organico all'interno dell'Ufficio del Giudice di Pace di Corato sta paralizzando la giustizia cittadina.

Ormai da molti mesi, infatti, accade che l'assenza di un cancelliere con particolare qualifica renda praticamente impossibile il rilascio delle formule esecutive, l’evasione delle istanze relative alla emissione di mandati di pagamento e le attestazioni di passaggio in giudicate delle sentenze.

Il malumore fra gli avvocati coratini è palpabile ormai da tempo ed ora, per tentare di smuovere le acque, interviene anche la politica. Nella fattispecie, il Partito Democratico interroga il Ministro della Giustizia.

«Da quanto appreso, - spiega il Coordinamento politico del Pd - l’attuale pianta organica non contempla figure professionali da adibire alle suddette mansioni, con gli evidenti e gravi disguidi che ne derivano agli operatori della giustizia e, per tramite di questi ultimi, ai cittadini.

Pertanto, abbiamo interessato della vicenda l’Onorevole del Partito Democratico Cinzia Capano, la quale, unitamente agli On.li Dario Ginefra e Margherita Mastromauro, in data 28.4.2010, ha depositato presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati una interrogazione al Ministro della Giustizia.

Chiediamo una rapida soluzione della vicenda che, ad oggi, impedisce una adeguata risposta alla domanda di giustizia che i cittadini, in particolare di Corato, rivolgono al suddetto ufficio giudiziario».

Corato Live  http://www.coratolive.it/News/news.aspx?idnews=9976
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Di Loredana Morandi (del 03/05/2010 @ 15:29:34, in Associazioni Giustizia, linkato 1772 volte)
Presente!
Loredana Morandi

E’ il messaggio che don Luigi Ciotti ha lanciato, questa mattina, agli studenti ericini che hanno affollato l’aula bunker delle carceri di San Giuliano.

Uniti con i magistrati

Nell'ambito delle manifestazioni organizzate dal Comune di Erice per ricordare la strage di Pizzolungo, questa mattina don Luigi Ciotti ha incontrato gli studenti nell'aula bunker delle carceri di San Giuliano.

"La mafia non è problema solo della Sicilia. La mafia è un problema nazionale". Don Luigi Ciotti lo ha gridato, questa mattina, nell'aula bunker delle carceri di San Giuliano durante un incontro con gli studenti ericini. "Tutti insieme - ha aggiunto il prete - dobbiamo dare un segnale forte. Dobbiamo stare vicini ai magistrati e alle forze dell'ordine. Questa nostra vicinanza, però, dobbiamo manifestarla tutti i giorni e non applaudire inquirenti e investigatori soltanto in determinate occasioni". L'incontro rientra nell'ambito delle manifestazioni organizzate dal Comune di Erice per ricordare la strage di Pizzolungo. Don Luigi Ciotti ha anche parlato di padre Puglisi. "I mafiosi  - ha detto - lo hanno ucciso perché non stava dalla loro parte. Ciò significa che altri, invece, stanno dalla loro parte". Poi ha snocciolato un dato assai significato: in Italia il 36 per cento dei beni confiscati alla mafia e sotto ipoteca bancaria. E a proposito di beni confiscati a Cosa nostra, il pensiero non poteva non andare all'ex prefetto di Trapani, Fulvio Sodano, che ha impedito che la Calcestruzzi ericina, sottratta all'ex boss Vincenzo Virga,  finiva nelle mani dell'organizzazione criminale, denunciando il piano ordito dall'associazione. "Sodano - ha sottolineato don Ciotti - è stato determinante e determinato. I trapanesi non devono dimenticare il coraggio di questo valoroso prefetto".

di Luigi Todaro
Tele Sud, lunedì 3 maggio 2010
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Di Loredana Morandi (del 02/05/2010 @ 17:30:57, in Osservatorio Famiglia, linkato 1794 volte)
Mentre sul mio facebook impazza il divertissment della notizia falsa da fonte scientifica sullo spray all'ossitocina, che "miracolosamente" dovrebbe ridurre gli ormoni di un partner brutale ai minimi termini di un femmineo tipo "coccoloso", i quotidiani e le agenzie celebrano una ennesima strage da contagio: il figlicidio.
E' l'omicidio della solitudine, il virus dell'abbandono sociale incubato da un essere umano per mesi o anni che si abbatte improvviso sradicando una "vita innocente".
Un virus più grave e più pericoloso di Ebola, che si diffonde per via aerea tramite i media. I primi giorni del caso Cogne hanno mietuto almeno 5 vittime, uno di quei casi è identico a quello di Caltanissetta. E la storia si ripete con il primo caso scatenante, senza controllo ... L.M.


Partorisce e lancia bimba da finestra
Grave la piccola. Arrestata la madre, una romena di 41 anni

(ANSA) - COSENZA, 2 MAG - Ha messo la luce una bambina e subito dopo il parto l'ha lanciata dalla finestra: arrestata a Grisolia (Cosenza) una romena di 41 anni. A trovare la neonata, in strada e con la placenta ancora attaccata al corpo, sono stati i carabinieri, avvertiti da una segnalazione anonima. La piccola, che al momento del ritrovamento piangeva con forza, ha subito un trauma cranico e versa in gravi condizioni in ospedale. Arrestata per tentato infanticidio la madre, che aveva nascosto la gravidanza.


Campobasso, neonato abbandonato in strada
Ricoverato in ospedale, e' in discrete condizioni

(ANSA) - CAMPOBASSO, 29 APR - A Campobasso un neonato e' stato trovato in strada da una donna che lo ha subito portato al pronto soccorso. Secondo i medici dell'ospedale 'Cardarelli', dove e' ora ricoverato nel reparto di Neonatologia, il bimbo e' in discrete condizioni. Qualche ora dopo l'arrivo del piccolo, al pronto soccorso e' giunta una donna di circa quarant'anni che e' stata ricoverata per emorragia post-partum. Si indaga per accertare eventuali legami fra i due episodi.


Bimba: madre avrebbe appiccato fuoco auto
La donna ha comprato 2 litri benzina. Fiammiferi vicini a veicolo

(ANSA) - BENEVENTO, 27 APR - La madre della piccola di 7 mesi morta carbonizzata in auto e' piantonata in ospedale dalla polizia. Secondo quanto si e' appreso, Daniela Liguori, questa mattina, ha acquistato due litri di benzina da un distributore della zona. Un particolare al vaglio degli investigatori cosi' come e' da valutare il ritrovamento, a pochi metri dall'auto, di un pacco di fiammiferi, usati probabilmente dalla donna per dare fuoco all'auto e alla piccola. Arrestata Daniela Liguori, di 33 anni, la madre della piccola di 7 mesi morta carbonizzata nell'auto. L'accusa per la donna e' di omicidio volontario.


Mamma annega figli: arresti domiciliari
Donna affidata a centro riabilitativo. Domani funerali bambini

(ANSA) - (CALTANISSETTA), 26 APR - Arresti domiciliari per Vanessa Lo Porto la casalinga di Gela che venerdi' scorso ha ucciso i suoi due bambini, annegandoli. La donna e' ai domiciliari in un centro di riabilitazione psico-motoria a Troina, in provincia di Enna. Lo ha disposto il Gip del Tribunale di Gela ritenendo il carcere il luogo meno adatto per la sua detenzione, considerata la sua grave patologia psichica. Oggi i corpi dei bimbi saranno restituiti alla famiglia. Domani ci saranno i funerali.
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