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 ... by Nakamura Daizaburo... di Admin
 
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Io non posso nascondere reati.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Dichiarazione del senatore della Margherita Antonio Montanino, capogruppo in Commissione lavoro.

“Il Parlamento impegnato per oltre due anni e mezzo sulla delega previdenziale poi approvata di gran fretta con ben due voti di fiducia perché urgente. A distanza di 50 giorni dal voto finale della Camera la legge non viene ancora pubblicata nonostante sia pronto il primo decreto: un ritardo davvero molto strano, in contrasto con l’urgenza sbandierata in precedenza, e che probabilmente non ha solo motivazioni tecniche che il Governo avrebbe comunque il dovere di chiarire. Chissà se davvero, come annunciano, la pubblicazione avverrà nei prossimi giorni”. E’ quanto dichiara il senatore Antonio Montanino, capogruppo in commissione lavoro al Senato, che nel denunciare l’ennesima distonia nell’iter della delega previdenziale non rinuncia comunque ad entrare nel merito. “Ribadiamo il dissenso nel merito della riforma - continua Montagnino - soprattutto sull’innalzamento dell’età e su taluni spetti negativi, e pertanto da modificare, contenuti nella pur positiva normativa sulla previdenza complementare. Sugli incentivi, su cui dovrà essere emanato il primo decreto, va ribadito che devono essere realmente vantaggiosi rispetto al calcolo dei contributi per la pensione relativi al periodo fino al 2007. E’ comunque una valutazione che dovrà essere effettuata dai singoli lavoratori rispetto alla prospettiva di vita e di lavoro". "Per quanto riguarda invece le aziende in crisi - aggiunge Montanino - è vero che, come ha sostenuto Maroni, nella delega non è previsto un blocco degli incentivi. E’ tuttavia un errore, voluto dal Governo e dalla maggioranza, che determina iniquità rilevanti in quanto nelle aziende in crisi ci saranno lavoratori espulsi dall’attività produttiva ed altri che rimaranno al lavoro con gli incentivi". "Si tratta di un palese dirottamento di risorse finanziarie – conclude Montagnino - che potrebbero invece essere impiegate per gli ammortizzatori sociali”. 16/9/2004

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Dichiarazione dell’onorevole Katia Zanotti, commissione Affari sociali Camera dei deputati

Leggo che il ministro Prestigiacomo, che non ha fatto nulla per impedire l’approvazione di una legge crudele, ora cerca di salvarsi l’anima spiegando che parlerà col premier per avviare modifiche alle norme sulla procreazione assistita. Questa maggioranza di centrodestra ha condannato, in un colpo solo, la ricerca e le donne e gli uomini che vogliono, e non possono, diventare genitori. Non ci possono essere ripensamenti dunque in questa maggioranza e lo dimostrano anche le “linee guida” di Sirchia che aggravano ulteriormente le rigidità della legge. Il nostro obiettivo, ora, è arrivare al referendum. Siamo agli ultimi giorni utili, firmiamo e facciamo firmare. Roma, 16 settembre 2004

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Di Loredana Morandi (del 16/09/2004 @ 18:41:24, in Politica, linkato 1312 volte)
Gli onorevoli Luciano Violante, Mauro Agostini e Giorgio Benvenuto incontrano le associazioni dei consumatori. Il presidente del gruppo Ds della Camera dei deputati, Luciano Violante, il vicepresidente Mauro Agostini e il capogruppo della commissione Finanze, Giorgio Benvenuto, hanno solidarizzato con i consumatori che manifestano davanti a Montecitorio. I Democratici di sinistra, che hanno presentato proposte di legge a sostegno dei redditi più bassi e per la revisione del paniere Istat, si sono impegnati a sollecitare il governo perché realizzi immediatamente un monitoraggio prezzi e, coinvolgendo le associazioni, trovi le soluzioni contro il caro-vita. Roma, 16 settembre 2004
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Di Loredana Morandi (del 16/09/2004 @ 18:42:26, in Economia, linkato 1348 volte)

E’ STATO UN SUCCESSO L’INIZIATIVA DI INTESACONSUMATORI CHE E’ SCESA IN PIAZZA A MANIFESTARE CONTRO IL CARO-VITA

L’insoddisfazione degli italiani si è fatta sentire ed è stata dimostrata dai numeri: ben il 75% dei consumatori ha modificato la propria propensione agli acquisti. Lo sciopero degli acquisti tenutosi oggi in tutte le città italiane ( a cui hanno aderito le sigle di CGIL, UIL, FNSI, DS, Verdi, Rifondazione Comunista, Sunia, Uniat, Comunisti Italiani, Codiretti, Vas,  oltre che centinaia di enti, associazioni, organizzazioni di consumatori e comitati dei cittadini in tutta Italia ) ha fatto, quindi, registrare un record di adesioni rispetto anche al dato dello scorso anno (71%) rilevata in un’indagine condotta da Renato Mannheimer.
Dai rilevamenti effettuati dall’Intesa dei consumatori in tutto il paese, nelle fasce orarie  (10-12 e 15-16), molti hanno capito il senso dell’iniziativa e hanno scelto di protestare partendo dalle abitudini quotidiane.
Questo significa che circa 30 milioni di cittadini hanno aderito allo sciopero. Le rilevazioni sono state effettuate dalla strutture periferiche delle 4 associazioni (ADOC, ADUSBEF, FEDERCONSUMATORI e CODACONS) che hanno monitorato l’afflusso medio di consumatori presso supermercati e centri commerciali, in alcune grandi città, nei giorni di giovedì 9 (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 16) e nel giorno di oggi.
Ecco alcuni dati relativi all’adesione allo sciopero nelle principali città italiane: Roma (58%), Milano (43%), Firenze (42%), Bologna (39%), Bari (52%), Palermo (44%), Napoli (61%), Torino (57%), Catania (65%), L’Aquila (37%), Pescara (40%), Reggio Calabria (35%) Cagliari (40%).
In base alle stime di IntesaConsumatori le adesioni allo sciopero della spesa da parte dei cittadini si attestano al 49% che è la percentuale media degli italiani che hanno scelto di non spendere.
Il primato va al Sud e alle isole dove si è raggiunta la percentuale del 54%, segue il centro (45%) ed il nord (39%).
Lo sciopero dell’auto , invece, anche a causa della pioggia in alcune zone del paese, ha fatto registrare circa il 20% di vetture in meno sulla strada (dalle ore 8 alle ore 9).
Le categorie commerciali più colpite sono state i supermercati, i negozi di abbigliamento, intimo e quelli di calzature. Qui l’assenza di consumatori è stata più massiccia rispetto mercati e negozi di alimentari. L’Intesa prevede comunque che l’adesione allo sciopero possa raggiungere, entro la mezzanotte di oggi, il picco di 40 milioni di cittadini che abbiano rinunciato ad almeno un acquisto. Roma 16.09.2004

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Di Loredana Morandi (del 16/09/2004 @ 18:46:04, in Ambiente, linkato 1344 volte)
Roma, 16 set - L'area di tutela dei cetacei tra Italia, Francia e Principato di Monaco puo' entrare nella sua fase operativa. Si e' conclusa infatti oggi con l'approvazione del regolamento interno la II Conferenza delle parti contraenti, l'accordo relativo alla creazione del Santuario per i mammiferi marini nel Mediterraneo, ''Santuario Pelagos''. Il summit di due giorni (15 e 16 settembre)  tenutosi all'Isola d'Elba ha sancito il successo di un percorso che ha portato alla nascita della piu' grande area marina protetta per i
cetacei che popolano i 90.000 chilometri quadrati di mare prospiciente la costa corso-ligure-provenzale. I delegati di Italia, Francia e Principato di Monaco, dopo aver adottato ieri il piano di gestione dell'area marina, hanno concluso i lavori della Conferenza con l'approvazione del documento  che regola la vita del Santuario. Mentre il piano di gestione punta alla tutela della popolazione dei mammiferi marini dagli impatti negativi dovuti alle attivita' umane; alla ricerca e controllo e all'educazione degli operatori e dei fruitori del mare, nonche' alla promozione del turismo eco-sostenibile, il regolamento interno rappresenta lo strumento essenziale per lo svolgimento delle riunioni delle parti contraenti e per il funzionamento degli organi di gestione. La delegazione italiana ha inoltre proposto Portoferraio, localita' dell'isola d'Elba come sede dell'istituendo Segretariato permanente del Santuario. Con l'adozione del regolamento, ricorda il Ministero dell'Ambiente, si e' sancita anche l'istituzione della figura del Segretario esecutivo, che dura in carica tre anni  e del Comitato tecnico scientifico, nonche' l'approvazione del documento finanziario. La due giorni all'Isola d'Elba rappresenta un traguardo importante per le tre delegazioni che hanno raggiunto gli obiettivi che si erano prefissati e che sono a fondamento del Santuario Pelagos. Asca res-gc
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Di Loredana Morandi (del 16/09/2004 @ 18:51:16, in Economia, linkato 1319 volte)
Roma, 16 set - Anche l'AIE, l'Associazione Italiana Editori, sara' ascoltata dalla Commissione interministeriale sui contenuti informatici digitali (e-Content) e sulla pirateria informatica. Lo ha reso noto l'ing. Paolo Vigevano, presidente dell'organismo interministeriale e capo della segreteria tecnica del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, tranquillizzando cosi' il presidente dell'Associazione, Ferruccio De Bortoli, e il direttore Generale, Ivan Cecchini, che ieri all'assemblea degli editori italiani avevano manifestato preoccupazione per una eventuale esclusione e richiesto di partecipare all'attivita' conoscitiva della Commissione. Vigevano ha ribadito che ''la partecipazione dell'AIE all'indagine conoscitiva era stata gia' prevista e programmata''. La Commissione per l'e-Content e' composta da rappresentanti dei ministeri per l'Innovazione e le Tecnologie, Beni e Attivita' Culturali, Comunicazioni, Politiche Comunitarie, Giustizia, Attivita' Produttive ed Esteri, con l'obiettivo di predisporre un rapporto sulle problematiche del settore, nonche' le proposte di disposizioni normative necessarie nell'era dei media digitali e di Internet, ed entro la fine di novembre presentera' una relazione sull'attivita' svolta e sulle conclusioni emerse dall'indagine conoscitiva. Asca
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Di Loredana Morandi (del 16/09/2004 @ 18:54:09, in Politica, linkato 1283 volte)

Dichiarazione dell’on. Franco Monaco, vicepresidente dei deputati della Margherita

“Dopo le voci di dissenso della comunità scientifica, dell’associazione dei costituzionalisti, di sindacati e confindustria, di comuni, province e regioni (comprese quelle governati dalla Cdl) è venuto oggi il più autorevole dei moniti: quello del Presidente Ciampi. Egli ha invocato la ricerca di larghe convergenze, la coerenza e la funzionalità del quadro costituzionale, la salvaguardia dell’interesse e dell’unità nazionale, la cura di evitare il contenzioso tra stato e regioni, aggravi burocratici e oneri esorbitanti. Pur col garbo che gli è proprio, Ciampi ha fissato sinteticamente problemi e preoccupazioni che sono anche le nostre. Lo ha fatto oggi a Piacenza, mentre è in corso il dibattito alla Camera. Si può pensare che sia casuale, che il monito non sia puntuale e mirato su un progetto di riforma che non può che allarmare chi è supremo arbitro della vita politica e garante dell’unità nazionale?” Roma, 16 settembre 2004

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“In base a quali valutazioni di urgenza avanzate dalla U.S. Navy e dal Pentagono, il Ministero della difesa ha acconsentito all’avvio dei lavori per la trasformazione del punto di approdo dell’isolotto di S.Stefano in vero e proprio insediamento americano sul territorio italiano, nonostante l’esistenza di una chiara opposizione da parte delle popolazioni locali e la conferma dei numerosi e gravi problemi relativi alla salute, alla sicurezza e alla tutela ambientale commessi alla presenza della base? Perché il Governo continua a non chiarire quale sia l’entità dei lavori di ampliamento del punto d’appoggio della U.S. Navy nell’isolotto di Santo Stefano, quale la reale portata della riorganizzazione della presenza americana sottesa dentro tale ampliamento? In base a quali considerazioni politiche e valutazioni strategiche relative alla difesa nazionale il Governo ha ritenuto legittimo interpretare il Memorandum del 72 nel senso di concedere un’espansione della presenza americana a La Maddalena e per quale motivo tale scelta non è diventata materia di discussione e decisione in sede parlamentare? – sono le domande poste da Elettra Deiana, capogruppo di Rifondazione Comunista in Commissione Difesa alla Camera, e Franco Giordano, presidente del gruppo, in una interpellanza urgente al Presidente del Consiglio ed al Ministro della difesa in merito all’ampliamento del sito statunitense nell’arcipelago de La Maddalena - Da notizie di stampa (L’Unità 13/09/2004) si apprende che i lavori inizieranno il 15 settembre, come confermato da un ordine del giorno trasmesso agli uffici della Naval Support Activity da parte di una commissione tecnica militare. I lavori di ampliamento dell’attuale punto di approdo per una Nave appoggio della U.S. Navy per sommergibili di attacco, relativo ad una modifica apportata nel 1972 all'accordo fra l’Italia e gli Stati Uniti del 1954, riferito ad infrastrutture bilaterali, fa di questa area nucleare statunitense sul territorio nazionale una struttura anomala, avulsa da qualsiasi contesto di compartecipazione di interesse bilaterale, in cui tutti gli elementi di sicurezza ecologico sanitaria, i rapporti istituzionali, le regole urbanistiche, la compatibilità con il Parco Nazionale Arcipelago, restano in secondo piano rispetto alla priorità della U.S. Navy. L'onorevole Martino con una nota ministeriale ha deciso di avallare il Progetto statunitense di «Migliorie infrastrutturali» che era stato respinto dal Comitato Paritetico Regionale sulle Servitù Militari (Co.Mi.Pa.). In questo modo – proseguono i parlamentari - il progetto della U.S. Navy, sommario ma molto esplicito, che trasforma il punto d'approdo in una nuova ed effettiva base nucleare statunitense, viene presentato come un mero rifacimento e ammodernamento delle strutture esistenti. La decisione del Ministro è stata avversata nelle sedi istituzionali, sia dalla Giunta della regione Sardegna che dal sindaco de La Maddalena, oltre che da comitati e dai cittadini, sempre più allarmati dal fatto che nei territori che ospitano gli insediamenti militari dell’intera Sardegna si registra, da tempo, un'elevata incidenza di tumori tra la popolazione, in una percentuale che va decisamente oltre la norma statistica, il 200 per cento in più della media nazionale. In un assetto del territorio così strettamente connesso alla funzione e funzionalità militare – concludono Deiana e Giordano - l’ampliamento del sito americano nell’isolotto di S. Stefano avrebbe ulteriori ricadute negative sulla vita della popolazione in termini di sicurezza della vita e salvaguardia della salute, oltre che per gli equilibri ambientali.”
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Di Loredana Morandi (del 16/09/2004 @ 18:56:29, in Politica, linkato 1315 volte)
ROMA, 16 SET – La deputata Luana Zanella esprime la solidarietà dei Verdi ai medici "impegnati nella difesa del proprio contratto di lavoro e della sanità pubblica in Italia”. La parlamentare sostiene che “il governo Berlusconi ha determinato una vera e propria rivolta del personale sanitario che non accettare lo smantellamento delle garanzi sociali: la battaglia dei medici di famiglia ha tutto il valore di una iniziativa che va al di là degli interessi particolari perché oltre a chiedere il rinnovo della convenzione,  i camici bianchi chiedono di fermare la folle corsa verso una devolution che affosserà il Servizio sanitario nazionale”.
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Di Loredana Morandi (del 16/09/2004 @ 18:59:09, in Sindacato, linkato 1369 volte)
Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha dichiarato: “ La serie A di calcio in diretta su Sky, le partite per il digitale terrestre su Mediaset, la Champions League su Sky e Mediaset, la coppa Uefa su La7, il basket su Sky e sulle radio private. Alla Rai hanno perso la testa e i diritti sportivi. Anzi, sono rimaste, dopo le Olimpiadi, solo la Nazionale di calcio e la Formula Uno. C’è da sperare che la Federazione Gioco Calcio e Bernie Ecclestone non aprano nuove trattative per la vendita dei diritti dei prossimi mondiali. In un clima generale che sembra favorevole ad una consistente privatizzazione del servizio pubblico ed alla collocazione in borsa di quote rilevanti della Rai, la perdita dei diritti sportivi rappresenta un colpo micidiale che indebolisce i palinsesti e, forse, rende più facile dismettere il poco che resta. Hanno ragione l’Usigrai, il Cdr di Raisport e la redazione a protestare per la rinuncia della Rai ai diritti del basket decisa ieri. Il sindacato dei giornalisti rispetta le regole del mercato ma non può accettare che il Ministro Gasparri e il Direttore Generale Cattaneo continuino in questa opera di demolizione del servizio pubblico”. Prot. 153/C. Roma, 16 settembre ’04.
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