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 photo vintage... di Lunadicarta
 
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Vista la "cannibalizzazione telematica" di uno dei motti storici della Magistratura Associata, si informano Luigi de Magistris e Italia dei Valori che i nomi e i loghi di Artists Against War in Italia sono copyright della Associazione Argon.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 13/05/2010 @ 08:01:06, in Magistratura, linkato 1411 volte)
Giustizia/ Berruti (Csm) contro 'Giornale':
Una sporca vendetta

'Stima' da Mancino: Attaccano la credibilità del Consiglio


Roma, 12 mag (Apcom) Una "sporca vendetta", opera di chi punta soltanto a fare "confusione" attraverso un vero e proprio "tritacarne di allusioni". Ma anche una "operazione di intossicazione politica contro il Consiglio". Il consigliere del Csm Giuseppe Maria Berruti, togato di Unicost, prende la parola in apertura del plenum per denunciare l'"infamia" di cui è stato vittima:

domenica scorsa 'Il Giornale' ha pubblicato un articolo in cui si riferiva di "contatti" avuti con magistrati che siedono al Csm - lui compreso - da parte "di un certo Pasquale Lombardi, indagato per questioni che hanno a che fare con impianti di energia eolica in Sardegna". Un "signore" con il quale "mai ho parlato", dice Berruti: "E' una persona che io non frequento perchè non voglio frequentare. Lombardi è un signore che dispone dell'amicizia di molti miei colleghi, che ospita in convegni, pranzi, cene e riunioni, mai ha avuto il piacere di vedere me".

In quell'articolo "sghangherato e disordinato", riferisce ancora Berruti, si accenna pure ad intercettazioni che "riguardano anche la copertura da parte del Csm del posto di presidente della Corte d'appello di Milano". Ed è proprio questo il sospetto: che "tutto risale" a quella nomina, una "vendetta" per il fatto di aver votato contro il magistrato che poi è stato scelto per quell'incarico, Alfonso Marra, di cui invece "si occupava qualcuno che veniva intercettato".

"Mettere me nel calderone giornalistico delle intercettazioni, me che mai ho parlato con Lombardi, vuol dire - sostiene Berruti - allentare l'attenzione mediatica su altre persone. Mettere chi non c'entra nel tritacarne delle allusioni, vuol dire fare confusione. Vuol dire, alla fine, che il Csm è una cloaca. Dove tutti fanno affari, come fanno nomine dei direttivi. Vuol dire che c'è fango per tutti. Io respingo questa barbarie, chiederò giustizia al giudice".

Parole alle quali molti colleghi reagiscono esprimendo "stima" a Berruti. A cominciare dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che coglie l'occasione per denunciare con "amarezza" come ciò avvenga in un clima fatto di continui "attacchi concentrici al Consiglio, a cui si tenta di addebitare qualunque disfunzione".

"Parlarne in plenum dà credibilità al Csm - fa eco il togato di Md Livio Pepino - il rigore di Berruti è inattaccabile".

"Sdegno" per un "attacco a Berruti che è un attacco alla credibilità dell'intero Consiglio" esprime Ciro Riviezzo (Movimento per la giustizia) che sollecita una reazione di "forte trasparenza" da parte dell'organo di autogoverno dei giudici.

"Bisogna fare chiarezza, sì, ma partendo dai fatti", dice Cosimo Ferri, togato di Magistratura indipendente, anche lui citato nell'articolo. Trasparenza sul comportamento dei componenti del Csm? Sì, allora "chiediamo - è la sua proposta - che vengano pubblicati i tabulati telefonici dei nostri cellulari in questi quattro anni".

Ma ai colleghi Ferri chiede anche di porsi "il problema della tutela della privacy degli indagati e soprattutto di terzi coinvolti in intercettazioni che vengono pubblicate". "Centinaia di magistrati - dice - hanno partecipato ai convegni organizzati da 'Diritti e libertà' (l'associazione di Lombardi, ndr), raramente anche io, ma ho pagato di tasca mia le spese di viaggio e ho pernottato in una caserma di Carabinieri, non mi convinceva andare a spese dell'organizzazione...".


Nota: la mia umilissima e incondizionata stima al consigliere Berruti. L.M.

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Di Loredana Morandi (del 13/05/2010 @ 06:59:03, in Politica, linkato 1397 volte)
Il disegno di legge costituzionale

Lodo Alfano, la maggioranza presenta
lo «scudo» per le alte cariche

Anche la Lega Nord ha deciso di sottoscriverlo dopo un incontro con il gruppo del Pdl

MILANO - Il gruppo parlamentare del Popolo della Libertà al Senato ha presentato un disegno di legge costituzionale recante disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato.

I FIRMATARI - Dopo un incontro con il gruppo del Pdl, anche la Lega Nord ha deciso di sottoscrivere il ddl. Pertanto, primi firmatari sono i senatori Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Federico Bricolo, Roberto Centaro, Domenico Benedetti Valentini. Il testo del disegno di legge è consultabile dal portale internet del gruppo Pdl al Senato all'indirizzo www.pdlsenato.it. (Fonte: Dire - Corriere Sera)

Il Testo

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SOSPENSIONE DEL PROCESSO PENALE NEI CONFRONTI DELLE ALTE CARICHE DELLO STATO

Art. 1.

1. Al di fuori dei casi previsti dall’articolo 90 della Costituzione, quando l’autorità giudiziaria esercita l’azione penale nei confronti del Presidente della Repubblica, anche in relazione a fatti antecedenti alla assunzione della carica, ne dà immediata comunicazione al Senato della Repubblica, trasmettendo gli atti del procedimento.
Entro il termine di novanta giorni dalla comunicazione, nel corso dei quali il procedimento è sospeso, il Parlamento in seduta comune dei suoi membri può disporre la sospensione del processo.
2. Al di fuori dei casi previsti dall’articolo 96 della Costituzione, quando l’autorità giudiziaria esercita l’azione penale nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri, ne dà immediata comunicazione alla Camera di appartenenza, trasmettendo gli atti del procedimento. La comunicazione è data al Senato della Repubblica se si deve procedere nei confronti di soggetti che non sono membri delle Camere. Entro il termine di novanta giorni dalla comunicazione, nel corso dei quali il procedimento è sospeso, la Camera di appartenenza o il Senato della Repubblica possono disporre la sospensione del processo.
3. La sospensione del processo opera per l'intera durata della carica o della funzione e si applicano le disposizioni dell'articolo 159 del codice penale.
4. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale per l'assunzione delle prove non rinviabili.
5. In casi di sospensione del processo, non si applica la disposizione dell'articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce l'azione in sede civile, i termini per comparire, di cui all'articolo 163-bis del codice di procedura civile, sono ridotti alla metà, e il giudice fissa l'ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all'azione trasferita.

Art. 2

1. La disposizioni della presente legge si applicano ai processi in corso alla data della sua entrata in vigore.
2. Nei casi di cui al comma 1, il giudice ne dà immediata comunicazione alla Camera di appartenenza o al Senato della Repubblica, trasmettendo gli atti ad essi relativi.
Entro il termine di novanta giorni dalla comunicazione, nel corso dei quali il processo è sospeso, la Camera di appartenenza, il Senato della Repubblica o il Parlamento in seduta comune dei suoi membri decidono se disporre la sospensione del processo per la durata della carica o del mandato.

Art. 3
(Entrata in vigore).

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
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Di Loredana Morandi (del 13/05/2010 @ 06:54:48, in Politica, linkato 1288 volte)
Secondo il nuovo lodo Alfano Scajola è l'ultimo dei "dimessi".

Scajola non deporrà a Perugia,
avvocato: non ci sono garanzie


mercoledì 12 maggio 2010 19:28

ROMA (Reuters) - L'ex ministro dello Sviluppo Scajola non si presenterà ai pm di Perugia che indagano sull'inchiesta dei cosiddetti Grandi Appalti, annuncia questa sera il suo legale, perché le notizie pubblicate stampa sulla vicenda lo dipingerebbero non come testimone, ma come indagato.

"Questo pomeriggio ho deciso di non far presentare il mio assistito... all'audizione come persona informata sui fatti per il 14 maggio p.v., dandone comunicazione ai magistrati", ha scritto in una nota l'avvocato Giorgio Perroni.

"Oramai da giorni la stampa nazionale riporta quel che viene presentato come il contenuto di atti di indagine.... concernenti la compravendita di un immobile sito a Roma... di proprietà del ministro Scajola ed oggetto di investigazione da parte della Procura di Perugia".

La vicenda che coinvolge l'ex ministro del Pdl è quella dell'acquisto di un appartamento alcuni anni fa nel centro di Roma, che sarebbe stato pagato non solo con denaro dello stesso Scajola, ma anche con assegni circolari per circa 900mila euro provenienti dal costruttore Guido Anemone.

I media riferiscono poi che i pm indagherebbero anche su presunti favori concessi da Scajola al costruttore, ha detto l'avvocato.

Anemone - scarcerato nel weekend per decorrenza dei termini - è uno dei principali indagati nell'inchiesta sugli appalti per le Grandi opere, divisa in tre filoni in mano alle procure di Perugia, Roma e Firenze. Tra gli altri compaiono anche il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, e - ancora in carcere - Angelo Balducci, all'epoca dei fatti presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici del ministero delle Infrastrutture.

"Alla luce di tali notizie, che si dimostreranno non conformi al vero, non riesco obiettivamente a comprendere come la Procura di Perugia possa valutare di sentire l'Onorevole Scajola in una veste che parebbe oramai solo formalmente, ma non già sostanzialmente, quella di persona informata sui fatti".

Secondo il legale, questa situazione "non è corretta su un piano tecnico processuale" e rischia di fare in modo che "la richiesta audizione avvenga... senza il rispetto delle garanzie difensive normativamente previste".

Inoltre, l'avvocato Perroni si dice convinto, nella nota, che la procura perugina non sia competente a indagare, e che a farlo debba essere "eventualmente" il tribunale dei ministri.
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Di Loredana Morandi (del 13/05/2010 @ 06:48:59, in Magistratura, linkato 1364 volte)
GIUSTIZIA: ANM A CSM,
NO TRASFERIMENTI PER SEDI DISAGIATE


(AGI) - Roma, 12 mag - L'Anm ribadisce il proprio no ai trasferimenti d'ufficio nelle sedi "disagiate", ossia in quegli uffici giudiziari dove si assiste ad una preoccupante carenza di magistrati, e indica come soluzione quella di potenziare l'istituto delle applicazioni extra distrettuali, durante le quali le toghe, per un periodo limitato, possono scegliere se prestare servizio in una sede diversa da quella assegnata.

Giustizia/ Anm a Csm: Per coprire 'buchi' no trasferimenti
Palamara: Discutiamo con ministero applicazioni fuori distretto

Roma, 12 mag. (Apcom) - No ai trasferimenti d'ufficio di magistrati per coprire i quasi 1.200 'buchi' negli organici degli uffici giudiziari di tutta Italia, in particolare nelle sedi disagiate. Si può pensare ad una soluzione alternativa: quella di applicazioni extra distrettuali di magistrati, limitate nel tempo. Un intervento che però richiede alcune correzioni delle norme attuali: incentivando di più questi spostamenti ed eliminando i limiti per il passaggio da una funzione all'altra. È questa la proposta di cui hanno discusso i vertici dell'Associazione nazionale magistrati, guidati dal presidente Luca Palamara, in un incontro avuto con i consiglieri della Terza commissione del Csm, alle prese con la necessità di coprire i posti vacanti negli uffici giudiziari anche disponendo trasferimenti d'ufficio, come previsto dalle norme approvate recentemente. A sollecitare l'incontro è stato lo stesso sindacato delle toghe, "particolarmente preoccupato - ha detto Palamara - della situazione in cui versano gli uffici giudiziari". L'Anm è "consapevole che la situazione è problematica", ma ribadisce la propria "contrarietà ai trasferimenti d'ufficio": "meglio le applicazioni extra distrettuali di magistrati, unico rimedio concreto alternativo ai trasferimenti d'ufficio". Proprio per verificare che si tratta di una strada percorribile i vertici dell'Anm (oggi all'incontro era presente anche la rappresentanza di Magistratura indipendente, che non siede in giunta) è stato chiesto "un tavolo Anm-Csm-ministero per ulteriormente incentivare il ricorso alle applicazioni extra distrettuali". L'obiettivo, spiega Palamara, è quello di modificare le norme attualmente in vigore, introducendo "meccanismi per facilitare il ricorso a questo istituto, abbattendo l'attuale limite che impedisce il passaggio dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti e viceversa e prevedendo miglioramenti all'attuale regime, anche attraverso benefit". Il ricorso a magistrati di altri distretti per coprire i 'buchi' degli organici in 113 uffici giudiziari consentirebbe "di coprire il buco fino al giugno del 2011, quando i vincitori di concorso potranno andare in quelle sedi". (segue)

Giustizia/ Anm a Csm: Per coprire 'buchi' no trasferimenti -2-
Molti uffici ancora scoperti, in certe sedi manca il 100% di pm

Roma, 12 mag. (Apcom) - Dall'incontro con l'Anm, ha spiegato da parte sua il presidente della Terza commissione Alfredo Viola, sono venuti "utili spunti di riflessione": "siamo consapevoli che un buco di 1.195 posti, 750 dei quali solo in primo grado, richiede che si faccia ricorso a tutti gli strumenti previsti", discutendo anche di "rimodulare il tirocinio" magari abbreviando nella durata, scelta che "in situazioni eccezionali in passato è stata fatta". "Certo - ha ammesso ancora Viola - la coperta è corta e la situazione che ci troviamo di fronte è di assoluta criticità". Per questo va approfondito il percorso che potrebbe consentire le applicazioni extra distrettuali, su base volontaria e per un periodo limitato nel tempo. La scorsa settimana il plenum del Csm ha già disposto i primi trasferimenti, su richiesta, assegnando 13 magistrati in 10 uffici. Ma molto resta ancora da fare. Dagli ultimi dati a disposizione risulta che posti da coprire siano ancora senza aspiranti. E in alcuni casi i 'buchi' riguardano il cento per cento dell'organico: è il caso delle Procure di Enna, Nicosia, Crotone, Mistretta, Sciacca, Trapani e Ivrea. Ma non va meglio anche altrove: ad esempio, a Nuoro, Paola e Barcellona Pozzo di Gotto i posti scoperti negli uffici di pm sono oltre l'80 per cento.


Giustizia/ Penalisti:
Anm contro legge e Napolitano,stop privilegi

"Situazione è intollerabile, in 7 uffici nessun magistrato"

Roma, 12 mag. (Apcom) - "In 7 uffici giudiziari non c'è neanche un magistrato, eppure l'Anm persevera nel rifiutare i trasferimenti d'ufficio, contravvenendo non solo alla legge ma perfino al monito del Presidente della Repubblica". L'Unione Camere Penali Italiane attacca l'Anm per il 'no' ai trasferimenti d'ufficio per coprire i buchi d'organico, ribadito dal sindacato delle toghe in un incontro avuto oggi al Csm.
"Proprio oggi - prosegue l'Ucpi - il Csm ha informato del fatto che in 7 uffici giudiziari la scopertura ha raggiunto il 100%, ovvero non c'è nessun magistrato in servizio. E nonostante ciò, proprio oggi l'Anm sta chiedendo al Csm di non applicare la legge, e sta suggerendo il ricorso a prassi eversive, dimentico del fatto che il ricorso al trasferimento d'ufficio non solo è previsto dalla legge, ma è anche stato sollecitato dal presidente della Repubblica per far fronte ad una situazione intollerabile, che crea enormi disagi al cittadino".
I rappresentanti degli avvocati penalisti incontreranno domani la Terza Commissione del Csm e in quella sede "contrasteranno con forza le richieste dell'Anm che mirano solo a difendere privilegi intollerabili".
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DIRITTO DI ASSEMBLEA E BUONI PASTO


La UIL PA coordinamento territoriale di Napoli, con atto del 28 aprile 2010, ha diffidato l'Amministrazione Giudiziaria a restituire i buoni pasto, illegittimamente sottratti, ai lavoratori assenti per partecipare alle assemblee sindacali di novembre 2009.

L'iniziativa del coordinamento territoriale Uil Pa di Napoli si è resa necessaria, dopo ripetuti e vani tentativi di far valere le ragioni dei lavoratori nei confronti dei responsabili degli Uffici Giudiziari, per affermare il principio che la partecipazione alle Assemblee Sindacali non può essere considerato assenza dal servizio.

Tale comportamento, oltre a ledere i diritti soggettivi del lavoratori, viola in modo palese le prerogative sindacali, rilevandosi strumento di pressione e limitazione della libertà di Assemblea.


 Atto Stragiudiziale buoni pasto
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Di Loredana Morandi (del 12/05/2010 @ 12:32:39, in Sindacati Giustizia, linkato 1206 volte)
COLLEGATO LAVORO:
la RdB avvia la raccolta firme



Roma – mercoledì, 12 maggio 2010

L'attacco ai lavoratori pubblici non conosce sosta: dopo la campagna sui fannulloni, cui ha fatto seguito la legge Brunetta 133/08 e il decreto legislativo 150/09 in attuazione della legge 15/09, arriva il COLLEGATO LAVORO che contiene pesanti ricadute sui lavoratori pubblici.

Il tutto con la complicità dei sindacati confederali. Invito tutti i colleghi a leggere attentamente il volantino allegato e a far sottoscrivere l'appello da inviare ai presidenti di Camera e Senato.

Siamo stanchi di essere oggetto di continui attacchi da parte dei governanti di turno che fanno pagare pesantemente la crisi ai pubblici dipendenti. I fatti di questi giorni avvenuti in Grecia ci dicono che anche lì la crisi la si fa pagare ai pubblici dipendenti che si sono visti falcidiare in un sol colpo: tredicesima, quattordicesima, liquidazione e pensioni.

Non vorremmo essere i prossimi: fermiamoli fintanto che siamo in tempo. Firma e fai firmare la petizione allegata e falla pervenire alla RdB P.I.

Il volantino in immagine



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ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
Commissione Pari Opportunità

= CONVEGNO NAZIONALE =

Le pari opportunità negli organismi istituzionali e associativi
della magistratura italiana






La delibera del C.S.M. che ha istituito i Comitati Pari Opportunità presso i vari Consigli Giudiziari sul territorio consente di monitorare la concreta attuazione sul territorio delle pari opportunità in magistratura.
I C.P.O. si sono finalmente insediati ed hanno cominciato a lavorare in sinergia con i Consigli Giudiziari, affrontando la concreta applicazione delle pari opportunità nei singoli distretti.
Lo stato dei  rapporti con i C.G. e con i dirigenti degli uffici è la cartina di tornasole, non sempre trasparente e brillante, delle pratiche della non-discriminazione di genere, nei progetti tabellari, nella organizzazione concreta del lavoro degli uffici, nella formazione professionale nonché, aspetto certamente rilevante, nella diffusione tra gli operatori del diritto della cultura della parità di genere.
La riforma dell’ordinamento giudiziario, con i limiti di mobilità che impone, rischia di fare tornare ad una magistratura al maschile.
L’accesso agli incarichi direttivi, ai quali si può oggi accedere ad età decisamente meno avanzate, comporta d’altra parte la necessità del singolo magistrato di “costruire” nel tempo la carriera, con ulteriore penalizzazione delle donne, sia in partenza dopo la modifica dell’ordinamento giudiziario, sia in prospettiva, per la scontata minore mobilità femminile.
Al C.S.M. ed ai vertici della Associazione Nazionale Magistrati le componenti-donna sono tuttora netta minoranza, nonostante alcuni gruppi associativi siano da tempo impegnati a garantire quote tendenzialmente paritarie nelle liste degli eleggibili.
La questione delle pari opportunità in magistratura, nonostante le riflessioni degli anni scorsi e taluni risultati raggiunti, resta quindi più che mai aperta.
Con la strategica collaborazione del Comitato P.O. del Consiglio Superiore e quella logistica di tutto il Consiglio, la Commissione Pari Opportunità dell’A.N.M. ritiene opportuno proporre una rinnovata considerazione delle questioni di genere all’interno della magistratura italiana, chiamando a discuterne esperti del settore e soprattutto coloro che a vari livelli sono impegnati sul campo, tra cui appare indispensabile l’apporto dei nuovi C.P.O. dei Consigli Giudiziari dei 26 distretti italiani e del Consiglio Direttivo istituito presso la Suprema Corte.


ROMA, 28 maggio 2010
Sala delle Conferenze del Consiglio Superiore della Magistratura

 - piazza Indipendenza -

I sessione: ore 9,30 – 13,30

ore 9,30 - Saluti - Luca Palamara
(Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati)

ore 9,45 – Introduzione - Evelina Canale
(coordinatrice Commissione Pari Opportunità A.N.M.)

A che punto siamo?
ore 9,50 - Ezia Maccora (Presidente Comitato P.O. del Consiglio Superiore della Magistratura)

Le ricadute di genere delle recenti riforme dell'Ordinamento giudiziario: il punto sulla presenza femminile negli incarichi direttivi e semidirettivi
ore 10,20 - Luisa Napolitano (C.P.O. C.S.M.)

Il ruolo della “rete”dei Comitati di Pari Opportunità delle professioni legali
ore 10,40 - Irene Tricomi (C.P.O. A.N.M.)

Rapporti tra Consiglio Giudiziario e Comitato P.O. distrettuale: sinergie e punti di criticità
ore 11,00 - Antonietta Carestia (Consiglio Direttivo Corte di Cassazione)

La Suprema Corte e la parità di genere
ore 11,15 - Elisabetta Pierazzi (C.P.O. A.N.M.)

La condizione dei magistrati distrettuali nella prospettiva di genere
ore 11,30 - Antonella Ciriello (comitato scientifico C.S.M.)

L’accesso alla formazione professionale
Quali strumenti per conciliare il lavoro di cura?
ore 11,45 - Caterina Interlandi (coordinatrice C.P.O. A.N.M.)

Art. 45 della Circolare tabelle e flessibilità degli orari
Ore 12,00 - Celestina Tinelli (C.S.M.)

Una “azione positiva”: gli asili-nido nei Palazzi di Giustizia

ore 12,30 - Interventi programmati e Dibattito

ore 13,30/14,30 Pausa pranzo – Buffet

II sessione: ore 14,30 – 17,30
Presiede Ezia Maccora

La condizione della donna magistrato nella UE
ore 14,30 - Maria Grazia Giammarinaro (magistrato distaccato c/o Commissione UE)

….. e in Francia
ore 14,55 – Françoise Travaillot (magistrato di collegamento della Francia in Italia)

Il “genere” nell’associazionismo giudiziario
ore 15,10 - Anna Canepa (G.E.C. A.N.M.)

L’eterno dilemma: la questione delle “quote”
ore 15,35 - Laura Curcio (C.P.O. Consiglio Giudiziario di Milano)

ore 16,00 Dibattito

Qualche conclusione propositiva
ore 17,00 - Fabrizio Amato (C.P.O. A.N.M.)

Hanno assicurato il loro intervento Giuseppe Battista, Giuseppe Cascini, Ulrike Ceresara, Fernanda Cervetti, Giuliana Civinini, Paola Del Giudice, Camilla Gattiboni, Silvia Governatori, Isabella Mariani, Maria Rosaria Sangiorgio.
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Di Loredana Morandi (del 12/05/2010 @ 08:18:33, in Associazioni Giustizia, linkato 1219 volte)
Camorra: Libera, scorta sociale per magistrati minacciati


(11 Maggio) Prodotti agricoli biologici sono stati donati da studenti dell'istituto 'Lener' e della scuola media 'Aldo Moro' di Marcianise, nel giorno del suo compleanno, al giudice del Tribunale di S. Maria Capua Vetere, Raffaello Magi, estensore della sentenza del processo Spartacus, e minacciato di recente dalla criminalità organizzata. Un magistrato per il quale l'associazione Libera chiede una "scorta sociale".

Al magistrato, che da anni è impegnato in processi contro le cosche camorristiche casertane, ed in particolare quella dei Casalesi, sono state donate, "come segno di vicinanza ed affetto", alcune ceste contenenti verdure prodotte negli orti coltivati da persone diversamente abili.

La consegna è avvenuta anche alla presenza di esponenti di 'Libera Caserta' e del Comitato don Peppe Diana, Valerio Taglione, Mauro Baldascino e Gianni Solino. Questi ultimi, da quando il magistrato ha subito pesanti intimidazioni da parte della camorra hanno lanciato la proposta di sostenere le persone più esposte nella lotta contro la criminalità, con la 'scorta sociale'. Si tratta, ha spiegato Valerio Taglione, referente di Libera, di "azioni pubbliche di sostegno, per tenere sempre accesi i riflettori su chi è costretto a vivere una vita blindata".

Lunaset
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Di Loredana Morandi (del 12/05/2010 @ 08:14:58, in Magistratura, linkato 1456 volte)
CARCERI: ANM, BENE EMENDAMENTO A DDL SU AUTOMATISMO

(AGI) - Roma, 11 mag. - "Prendiamo atto con favore che gli emendamenti recepiscono le osservazioni formulate dall'Associazione Magistrati in sede di audizione davanti alla commissione Giustizia della Camera". Cosi' il presidente dell'Anm, Luca Palamara, commenta le modifiche al Ddl 'svuota-carceri' al vaglio della Commissione Giustizia di Montecitorio. In particolare, il sindacato delle toghe approva l'emendamento che elimina l'automatismo per quanto concerne la concessione dei domiciliari a chi deve scontare l'ultimo anno di pena. .

La Rassegna

hanno votato contro solo i radicali

Ddl svuota carceri, deciderà il magistrato
se scontare l'ultimo anno di detenzione ai domiciliari

Riscritto il ddl voluto da Alfano, accolte le richieste della Lega

Ddl Alfano sulle carceri riscritto dal governo. Accolte le istanze della Lega, tra le modifiche: lo stop all'automatismo per cui l'ultimo anno viene scontato ai domiciliari. L'eventuale trasferimento a casa verrà deciso dal magistrato di sorveglianza che dovrà anche valutare “l'idoneità” del domicilio. Il governo ha poi presentato altri due emendamenti: il primo inserisce tra le circostanze aggravanti l'aver commesso un delitto durante il periodo di detenzione alternativa; il secondo adegua il corpo della Polizia penitenziaria per affrontare l'emergenza carceri. Tutti i gruppi hanno votato a favore ad eccezione dei Radicali.

Tre emendamenti per mediare con la Lega. Il governo modifica nella sostanza il ddl Alfano che intende ridurre la popolazione carceraria. Il guardasigilli avrebbe voluto dare la possibilità ai detenuti di scontare l'ultimo anno di reclusione ai domiciliari. Ipotesi questa fermamente respinta dal carroccio. La Lega aveva spiegato che un provvedimento simile sarebbe stato interpretato come una sorta di amnistia. Così che Alfano ha sentito l'esigenza di rimettere mano al provvedimento e di concordarlo sulle esigenze espresse dal Carroccio. Il governo ha quindi presentato tre emendamenti in commissione giustizia alla Camera che ha di fatto revocato l'automatismo per cui ai detenuti a cui resta un anno di pena è data la possibilità di scontarlo ai domiciliari. Toccherà al magistrato di sorveglianza decidere caso per caso considerando anche "l'idoneità" del domicilio. Stralciato in commissione anche l'articolo che prevede la sospensione della detenzione con l'affidamento ai servizi sociali.

Accolte le posizioni della Lega
«Sono state accolte alcune istanze che avevamo posto sin dall'inizio come la cessazione dell'automatismo dell'ultimo anno a casa, l'accertamento della pericolosità da parte del magistrato e il potenziamento delle forze dell'ordine», ha detto Nicola Molteni, componente leghista in commissione Giustizia alla Camera. «Finalmente - dice anche Matteo Brigandì - non si parla più sic et simpliciter di prendere i detenuti e portarli a casa. Ora bisognerà fare i conti con l'oste e l'oste in questo caso sono i magistrati». Per l'esponente del carroccio «è evidente che non ci può scoppiare in mano una situazione insostenibile ma non si può trovare un escamotage all'ultimo minuto per risolvere il problema».

Per il Pd un passo avanti
Positivo il giudizio del Partito Democratico, «per noi è un passo in avanti in termini di chiarezza»ha spiegato il capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti. «Si tratta di un testo diverso che tiene conto delle osservazioni che sono emerse durante il dibattito. Il governo ha fatto uno sforzo e non si è irrigidito ma ha tenuto conto di quello che è stato detto in Parlamento».

(ami)2010-05-11 16:28:59

Articoli Collegati

* Piano Carceri, Cgil: Non convince che ci si affidi solo alla costruzione di nuove strutture
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Di Loredana Morandi (del 11/05/2010 @ 19:01:00, in Sindacato, linkato 1302 volte)
Voglio bene a D'Alema ma sono assolutamente d'accordo con l'Ordine.
Non sono d'accordo su Minzolini perché:
a)
non potete crocifiggere il mio vicino di casa Di Giannantonio,
b)
perché bastano Santoro e Travaglio ad aver aizzato centinaia di persone che sputano su tutti i giornalisti professionisti del Tg 1 via Facebook.

E in questi tempi di oscura criminalità non mi pare il caso di ascoltare la folla che preferisce "Barabba" a Gesù Cristo o si rischia di ripetere il gesto di Pilato.

Loredana Morandi


Procedimenti anche per Maglie e Piperno


D'Alema e Minzolini,
si muove l'Ordine dei giornalisti


Roma, 11-05-2010

Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti del Lazio ha deciso l'apertura del procedimento disciplinare nei confronti di Massimo D'Alema per "le frasi offensive espresse durante la trasmissione Ballarò del 4 maggio scorso". In quell'occasione l'ex premier disse "Vada a farsi fottere" al vicedirettore de Il Giornale, Alessandro Sallusti.

La procedura, discussa lo scorso 7 maggio, è stata aperta d'ufficio.

"Mills Assolto"
Nei confronti del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, è stato invece comminato un avvertimento del presidente "per il titolo incompleto letto nella edizione delle 13.30 del Tg1 del 26 febbraio". In quel caso si parlò di assoluzione per l'avvocato inglese, David Mills, e non di assoluzione per prescrizione.

Troppo fuoco sulla Busi
Decisa inoltre l'apertura del procedimento disciplinare a Maria Giovanna Maglie e Antonella Piperno per gli articoli riguardanti la collega del Tg1 Maria Luisa Busi. Su esposto di quest'ultima, è stato contestato alla Maglie l'articolo su Libero del 2 aprile scorso e alla Piperno quello su Panorama del 22 aprile. Nei due articoli incriminati si criticava l'intervista alla Busi su Repubblica nella quale la conduttrice del Tg1 prendeva le distanze dalla direzione e, più in generale, la carriera di inviata della stessa Busi.

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