Immagine
 bozza...... di Lunadicarta
 
"
Con la giustizia si contraccambi il male e con il bene si contraccambi il bene.

Confucio
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Comunicato Stampa di Alfredo Garzi
Segretario Nazionale FPCGIL



Il Ministro Alfano ed il Ministro Brunetta continuano a buttare fumo negli occhi dei cittadini pubblicizzando la firma di protocolli di intesa, su processo civile telematico e digitalizzazione delle sentenze, nel Distretto di Corte d’Appello di Venezia.

La verità è che a causa delle carenze di organico non c’è sufficiente personale  che faccia funzionare gli uffici giudiziari del Veneto, al punto che in alcuni Tribunali si utilizzano carabinieri in pensione come ‘volontari’.

Il Ministro Brunetta parla a ruota libera di mobilità ‘spintanea’ e di utilizzare i 30.000 sottufficiali degli ex uffici di leva per colmare le carenze di organico: siamo alla gestione ‘creativa’ della pubblica amministrazione, non si parla più di professionalità ma semplicemente di colmare i buchi con soluzioni tampone.

Fino ad oggi il Governo ha solo tagliato risorse e presto gli uffici giudiziari saranno costretti a chiudere: altro che processo telematico e digitalizzazione.

Invitiamo il Ministro Alfano a leggere il ‘Patto per la giustizia e per i cittadini siglato dalla FPCGIL, dall’ANM e da altre OO.SS e Associazioni e dopo a rendersi disponibile ad un confronto serio per migliorare veramente il servizio ai cittadini.



Roma 22 luglio 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/07/2009 @ 05:29:14, in Magistratura, linkato 1296 volte)
Interrogativi senza risposta sulle stragi di Cosa nostra

di Luca Tescaroli - 22 luglio 2009

Vorrei prendere le mosse dal mio ricordo su quel che accadde il 19 luglio 1992. Distruzione, palazzi sventrati, macchine in fiamme, decine di feriti, i brandelli dei corpi irriconoscibili di Paolo Borsellino, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Eddie Walter Cusina...
...condomini scioccati, sgombero di edifici, ambulanze, parenti delle vittime che piangevano, una folla di gente scomposta che affluiva per curiosare e per capire il perché di quel botto, tentativi di prestare soccorso ai feriti e di transennare la zona. È lo scenario che si presentava agli occhi di chi si trovava in via Mariano d´Amelio il pomeriggio del 19 luglio 1992, poco dopo le 16,58. Immagini strazianti frutto della ferocia mafiosa dure da svanire. Le rivedo, soprattutto, nei momenti di scoramento, di difficoltà che incontro nelle giornate di lavoro che si protraggono sino a tarda notte e che iniziano alle prime luci dell´alba.

INTERROGATIVI SENZA RISPOSTE SULLE STRAGI DI COSA NOSTRA

Serve la resistenza civile di fronte al sistema mafioso e al suo potere che convoglia appartenenti a tutte le classi sociali Con la richiesta di impegno alle istituzioni

Immagini che mi hanno offerto e mi offrono la forza morale e l´energia per continuare nell´impegno quotidiano e per testimoniare i valori in cui credo anche dentro le aule di giustizia. Noi tutti dobbiamo ricordare quel che accadde 17 anni fa. Serbare la memoria di coloro che il 19 luglio 1992 sono morti significa riportare in vita il loro spirito e il patrimonio dei valori morali che ha permeato la loro esistenza. È con l´impegno quotidiano, e non solo in occasione delle commemorazioni, che si deve dimostrare che Borsellino e i valorosi ragazzi della sua scorta sono vivi. Un impegno tanto più importante oggi dinanzi alla crisi di legalità e allo strapotere della criminalità organizzata e della corruzione politica. La mafia e i suoi garanti avvertono preoccupazione e temono la repressione, ma ancor di più l´impegno dei cittadini che rifuggono il compromesso, l´indifferenza, rispettano anche le leggi che impongono sacrifici, rifiutano di trarre benefici dal sistema mafioso (aiuti, posti di lavoro, raccomandazioni), collaborano con la giustizia, si impegnano sul territorio, nella scuola, nelle associazioni, nelle parrocchie in attività educative e culturali, di costruzione di reti sociali e di una cultura della legalità.
Quel che serve è una resistenza civile di fronte al sistema mafioso e al suo meccanismo di potere, che convoglia appartenenti a tutte le classi sociali. Una resistenza a cui dev´essere affiancata una forte e pressante richiesta di impegno da parte delle forze dell´ordine e della magistratura nel non dare tregua ai mafiosi e a chi condivide con loro interessi. In questa direzione bisogna puntare senza riguardi e senza le eccessive prudenze che spesso si sono registrate. L´attentato di via d´Amelio rimane il più misterioso e inquietante dell´intera campagna stragista dei primi anni Novanta, che cambiò il corso della storia, riuscendo a condizionare i mutamenti degli equilibri di potere, creando le premesse per l´affermarsi di nuove forze politiche e assetti istituzionali.
Sono stati compiuti passi importanti nella ricerca della verità. Abbiamo provato con certezza piena il coinvolgimento di Cosa nostra. Alcuni interrogativi però sono rimasti aperti sulle modalità operative di quell´agguato: chi azionò il telecomando che provocò l´esplosione, come fu procurato l´esplosivo collocato nella Fiat 126 rubata dai membri del commando operativo. Nessuna certezza è stata raggiunta sulle responsabilità dei cosiddetti "mandanti altri". Gli esiti dei dibattimenti celebrati hanno indicato la via da percorrere in questa difficile ricerca della verità nelle crepe del potere politico-istituzionale-finanziario. Una verità sulla quale non può calare una cortina. L´impegno dei magistrati induce a ritenere che la partita non possa ancora considerarsi conclusa, nonostante il lungo lasso temporale. Ma l´Italia è pronta ad accettare che comportamenti devianti siano addebitati a esponenti della classe dirigente, tanto più se accostati a eventi stragisti? Per ottenere i risultati non è sufficiente investigare con convinzione e serietà, senza compromessi e incertezze. Occorre la tensione e la partecipazione attiva del popolo del mondo politico e della comunicazione. Io credo che i cittadini non possano accettare che permangano su quel passaggio cruciale della nostra storia recente lati oscuri e che taluni quesiti non trovino risposte. Perché vi fu l´accelerazione della strage di via d´Amelio? L´accelerazione è correlata alla trattativa che i vertici di Cosa nostra stavano portando avanti con rappresentanti delle istituzioni per condizionare la politica legislativa del governo in cambio dell´interruzione delle stragi? Perché la stagione stragista basata su azioni eversive e terroristiche - che oggettivamente contribuirono a disarcionare le classi dirigenti - si fermò e il fallito attentato allo stadio Olimpico, programmato per domenica 31 ottobre 1993 in via dei Gladiatori a Roma, non venne replicato? Mi auguro che l´anniversario appena passato sia l´occasione per rilanciare un impegno investigativo e che si possa scoprire tutta la verità perché senza verità completa non può esserci giustizia. Spero, al tempo stesso, che il legislatore, impegnato in una nuova riforma della giustizia, nella sua ansia di neutralizzare l´azione dei pubblici ministeri, non impedisca il necessario sviluppo investigativo. Non può sfuggire il fatto che i pubblici ministeri siano oggetto di una campagna di demonizzazione e delegittimazione senza precedenti nella storia europea. Un attacco fagocitato da uomini che detengono il potere, i quali paradossalmente si spingono a indicare taluni mafiosi come eroi. E ciò deve rappresentare un motivo di riflessione per tutti i cittadini.

Antimafia 2000 - tratto da: la Repubblica
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/07/2009 @ 05:52:04, in Magistratura, linkato 1267 volte)
Elezioni del Csm: la sfida delle primarie
Riforme. Per rendere più aperta, libera e democratica la selezione dei candidati.

Nello Rossi
Il Riformista pag.  22, ediz. 23/07/09

Tra un anno i magistrati ordinari saranno chiamati a votare per il rinnovo del CSM. Secondo consuetudine , l’approssimarsi delle elezioni è accompagnato dal fiorire delle più disparate proposte di riforma del sistema di elezione dei membri togati del Consiglio. Con l’obiettivo, sempre dichiarato e sempre fallito , di eliminare il peso delle correnti nella formazione della rappresentanza consiliare.

In realtà basta un rapido sguardo d’assieme alle leggi elettorali che si sono succedute dal 1958 per convincersi di una verità: il parlamento italiano detiene, con la sola eccezione della legge del 1975 , il deludente primato di “riforme” elettorali del CSM produttive di effetti radicalmente diversi ed opposti rispetto a quelli desiderati. Ed una performance decisiva per la conquista di questo Guinness dell’insipienza à stata compiuta con la legge elettorale in vigore, approvata dal centro destra nel 2002. Una legge che – è bene ricordarlo - non prevede né “liste” né “raggruppamenti” di alcun genere e che contempla esclusivamente candidature individuali e voti dati direttamente dai singoli elettori a singoli candidati, cancellando del tutto correnti e programmi dall’orizzonte normativo.

Perché, allora, dopo due tornate elettorali si constata che un sistema elettorale così atomistico ha aumentato il peso delle correnti, attribuendo ad esse il potere di proporre le candidature “decisive” su cui poi confluiscono i voti degli elettori? La risposta sta nel fatto che il magistrato è un elettore razionale che dà legittimamente peso alle idee, ai programmi ed alle persone che li rappresentano e non vuole sprecare il voto attribuendolo ad un outsider, che appaia privo di un chiaro programma e un di effettivo sostegno.

Se le cose stanno così, la possibilità di sbloccare il sistema sta nel rendere più aperta, libera e democratica la selezione dei candidati. Potrebbe essere utile perciò sperimentare “primarie”che consentano a tutti i magistrati di concorrere a selezionare i candidati, essendo liberi, in quella sede, dal razionale timore di dare un voto inutile. Primarie gestite in termini organizzativi dall’ANM ma aperte a tutti i magistrati, da svolgersi con modalità di voto analoghe a quelle delle vere elezioni allo scopo di selezionare una platea di candidabili doppia o tripla rispetto a quella degli eletti al CSM Con il naturale corollario di un impegno dei gruppi a scegliere solo all’interno dell’area dei più votati alle primarie le persone sui cui orientare i consensi.

Le primarie, dunque, come una sfida lanciata dalla magistratura sul terreno dell’autoriforma ad un esecutivo impegnato ad elaborare “riforme” elettorali bizzarre ed avvilenti, oltre che palesemente incostituzionali, come quella incentrata sul “sorteggio degli eleggibili- elezione tra i sorteggiati”

Una sfida che non deve far smarrire la consapevolezza che la via maestra di una riforma legislativa resta quella , da sempre auspicata dalla magistratura, del confronto di idee e programmi e candidati nell’ambito di un sistema elettorale proporzionale in un collegio unico nazionale, con la possibilità di dare un voto anche a candidati di altre liste, con il metodo del panachage.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/07/2009 @ 06:20:31, in Politica, linkato 2717 volte)
Wed, 22 Jul 2009 09:30:00

Prodi condannato dalla Corte di Giustizia Europea


I fatti che hanno portato alla condanna risalgono al 2002-2003 e si riferiscono a una contorta vicenda relativa all’Eurostat, innescata dalla lettera di una funzionaria che si riteneva discriminata

di Roberto Pepe

Ma come mai Romano Prodi è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea per azioni compiute quando era Presidente della Commissione e nessuno dei media importanti nazionali, sia della carta stampata che soprattutto della TV,  sempre pronti a guardare nel letto dei politici, ne ha fatto cenno?

Queste le motivazioni di condanna espresse dalla Corte a carico del Prof. Prodi:

1 - aver fornito al Parlamento Europeo notizie false e non documentate;

2 - aver emesso comunicati che mettevano in dubbio l’onorabilità di alti dirigenti che non si erano sottomessi alle sue imposizioni;

3 - aver tentato di ostacolare la giustizia.

I fatti che hanno portato alla condanna risalgono al 2002-2003 e si riferiscono a una contorta vicenda relativa all’Eurostat, innescata dalla lettera di una funzionaria che si riteneva discriminata. L’inchiesta è iniziata per capire se tali irregolarità fossero state effettuate su iniziativa di dirigenti o addirittura dallo stesso responsabile della Commissione, Prodi.

È cominciato così il rimbalzo delle responsabilità, nonché la "fughe di notizie" – questo afferma la sentenza – depistate verso giornali amici. Proprio per la paura di rivangare anche questioni irrisolte del passato (gli scheletri nell’armadio: Iri, Nomisma), Prodi ha pensato bene, da far suo, di chiudere con un colpo di mano gli Istituti, ma, non avendo elementi per mandare a spasso un migliaio di persone li ha destituiti tutti dai loro incarichi, tenendoli a non fare nulla fino alla pensione! In Italia questi si sarebbero trovati un secondo lavoro, e comunque tutti a ringraziare il benefattore che paga senza far fare niente; ma all'estero, qualcuno dal senso civico sviluppato e con un sano amor proprio, si sente discriminato e sottostimato... e si lamenta.

Col suo modo di fare credeva di passarla franca, padroncino anche all’estero, ma, fortunatamente, da quelle parti sanno bacchettare le mani come agli studentelli presi con le mani nella marmellata, anche se si tratta di Professoroni.

Roberto Pepe - Italia chiama Italia
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/07/2009 @ 07:16:38, in Magistratura, linkato 1175 volte)
GIUSTIZIA: MILANO, DA OGGI TELEMATICI TUTTI I TRIBUNALI DEL DISTRETTO


Milano, 22 lug. - (Adnkronos) - "Con l'attivazione delle sedi di Sondrio e Busto Arsizio, da oggi gli 11 tribunali del distretto di Milano sono telematici e in tutti e' possibile richiedere in via telematica il decreto ingiuntivo". Lo riporta il sito del ministero della Giustizia (www.giustizia.it), sottolineando che "si attua cosi' un ulteriore tassello del progetto di digitalizzazione della giustizia del ministro Alfano che prevede la progressiva estensione a tutte le sedi giudiziarie di sistemi informatici moderni capaci di facilitare il dialogo a distanza tra professionisti e giudici".

Il risultato e' stato raggiunto, si legge ancora sul sito, "creando una sinergia tra tutte le componenti della giustizia, tribunali, ordini degli avvocati, tecnici del ministero sul territorio e Unione Lombarda degli Ordini Forensi, che hanno fortemente sostenuto il progetto. L'iniziativa prosegue con una forte campagna per favorire l'adesione degli avvocati in vista dell'introduzione delle comunicazioni di cancelleria telematiche, gia' realizzate al tribunale di Milano con notevole risparmio nei tempi di lavoro dei cancellieri".

"Il cambiamento organizzativo e' in atto. Occorre ancora -conclude il testo sul sito del ministero- molto impegno da parte degli uffici giudiziari, degli ordini degli avvocati e della Direzione generale per i Sistemi Informativi Automatizzati, che conduce i progetti di innovazione tecnologica, per raggiungere l'obiettivo di offrire ai cittadini una giustizia piu' efficiente e soprattutto piu' rapida".

AdnKronos - Libero News
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/07/2009 @ 09:37:03, in Magistratura, linkato 1427 volte)

GIUSTIZIA: CSM, SU PROCURE RECEPITE PAROLE NAPOLITANO


(AGI) - Roma, 22 lug. - La risoluzione sull’organizzazione delle Procure approvata ieri dal plenum ha tenuto in gran conto le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, pronunciate durante la sua visita a Palazzo dei Marescialli il 9 giugno scorso. E’ quanto rilevano i consiglieri del Csm che hanno lavorato alla risoluzione, in una conferenza stampa all’indomani dell’approvazione del documento, avvenuta con la sola astensione dei due laici del centrodestra, Gianfranco Anedda e Michele Saponara e dei laico dell’Udc Ugo Bergamo.

“E’ una risoluzione che nasce dal confronto - ricorda Celestina Tinelli, presidente della Settima Commissione - con i procuratori di tutta Italia, a partire da un incontro avvenuto circa un anno fa”. “La dobbiamo quasi esclusivamente al Capo dello Stato - aggiunge Anedda - la Commissione ha ricevuto alcune direttive contenute nelle parole di Napolitano e a fronte di un orientamento emerso negli anni di dare alle procure un assetto quasi assembleare, con il procuratore capo ‘primus inter pares’, oggi invece il capo della Procura avrà grandi responsabilità e qualche potere in più”.

Per il vicepresidente Nicola Mancino, la risoluzione messa a punto dalla Settima Commissione “non ha creato un monarca assoluto, ne’ un re travicello, ma un ‘monarca’ costituzionale”. Il ruolo del procuratore della Repubblica, le cui funzioni sono state riformate con la legge dell’ordinamento giudiziario varata negli anni scorsi, “non viene contestato - spiega il numero due di Palazzo dei Marescialli - ma si tiene conto dei rapporti nelle Procure e tra le Procure” che “non sono cosa semplice”.

Anche il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, ha voluto ricordare come le linee guida dettate dalla risoluzione “possano contribuire a dare serenità al lavoro degli uffici e costituire un momento di crescita, anche con lo scambio di buone prassi e l’uniformità dell’applicazione della legge”.

I tre relatori del documento, i togati Luisa Napolitano (Unicost), Dino Petralia (Movimento per la Giustizia) e Fiorella Pilato (Magistratura Democratica), hanno rilevato che le linee guida “portano chiarezza - sottolinea Pilato - e ciò è importante soprattutto quando si creano soluzioni di conflitto, perché è possibile arrivare a una più rapida soluzione, invece di continuare con polemiche interne”. Il pensiero va, in particolare, alla situazione emersa alla Procura di Napoli: “queste regole ulteriori sono una risposta non solo ai sostituti, con il riconoscimento della loro indipendenza interna - sottolinea Luisa Napolitano - ma anche ai procuratori come utili indicazioni”. Per quanto riguarda il ruolo del Csm, aggiunge Petralia, “questo viene riaffermato come supremo vertice per l’organizzazione delle Procure una sintesi unificatoria per uffici requirenti e giudicanti”. (AGI)

Oll



CSM: MANCINO, PROCURATORE NON E' MONARCA ASSOLUTO MA COSTITUZIONALE


(ASCA) - Roma, 22 lug - ''Il procuratore capo della Repubblica non e' un monarca assoluto, ne' negli uffici requirenti puo' valere il semplice assemblearismo. Diciamo che il procuratore e' un monarca costituzionale''. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, sintetizza cosi' la risoluzione in materia di organizzazione degli uffici del pm, che il plenum ha approvato ieri sera valutando e riorganizzando l'ultima tranche della legge Castelli-Mastella.

In sostanza il documento del Csm regolamenta e pone dei limiti alle nuove norme che hanno reso piu' diretto il potere di controllo del procuratore sul lavoro dei singoli pm. Con la nuova legge il procuratore puo', ad esempio, revocare le deleghe per una inchiesta a un magistrato e affidarle a qualcunaltro e in generale organizzare il lavoro senza la necessita' di 'tabelle' approvate da Palazzo dei Marescialli.

Il controllo del Csm, spiega la delibera, in qualche modo restera' comunque. Il lavoro del procuratore deve essere centrato sui profili organizzativi della procura ''rispettando il principio di autonomia del sostituto procuratore'' ma stabilendo tre obiettivi:

''1. ragionevole durata del processo,

2. corretto, puntuale ed uniforme esercizio dell'azione penale,

3. efficienza nell'impiego dela polizia giudiziaria e nell'uso delle risorse''.

Rimane comunque, spiega la delibera, il controllo ex post: ''Il Csm verifica che il programma organizzativo sia rispondente alle norme dell'ordinamento giudiziario nonche' alle indicazioni consiliari relative alla loro applicazione; in caso negativo, formula i suoi rilievi e li trasmette sia al procuratore, sia al procuratore generale della Cassazione e al procuratore generale presso la Corte d'appello cui competono i poteri di vigilanza''.


sar/sam/rob 22-07-09
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/07/2009 @ 10:29:21, in Magistratura, linkato 1697 volte)
L'attentato di via Rasella fu un momento doloroso della nostra storia durante l'occupazione nazista di Roma, in cui i diversi gruppi della resistenza combattevano con coraggio, ma senza un vero coordinamento. La ritorsione in vite umane che seguì l'attentato di via Rasella, 10 italiani per 1 tedesco morto, è celebrato oggi alle fosse Ardeatine, ove sono deposti i resti mortali di tantissimi patrioti della famosissima "Bandiera Rossa".

La disorganizzata bravata di via Rasella, infatti, non tenne conto del fatto che il carcere di Regina Cieli fosse addirittura straboccante di patrioti, appena arrestati con una maxi retata cittadina delle milizie naziste, mentre distribuivano il foglio dalla resistenza di Bandiera Rossa appena stampato di fronte ai cinema della capitale.


Attacco di via Rasella: i partigiani non definibili massacratori di civili


Corte di cassazione - Sezione III civile - Sentenza 21 luglio 2009 n. 16916

I partigiani che il 23 marzo del 1944 compirono l'attacco di via Rasella a Roma contro le truppe di occupazione nazista non possono essere definiti "massacratori di civili". Commette pertanto diffamazione, ed è tenuto a risarcire il danno, chi li apostrofa in questo modo. Lo ha stabilito la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 16916/2009 che ha accolto il ricorso della figlia di una delle partecipanti all'azione nei confronti di un quotidiano della Capitale. Quella definizione, spiega infatti il collegio, produce "l'inequivoco effetto di accostare l'atto di guerra compiuto dai partigiani all'eccidio di connazionali inermi".

La sentenza 16916/09 è scaricabile da Guida al Diritto
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/07/2009 @ 13:22:30, in Politica, linkato 1180 volte)
Ecco un evidente segnale del disgusto maturato nei giornalisti in merito alle peripezie del Gruppo Espresso. La Reuters, con gran classe, nel dare la notizia cita con link la quotazione in borsa del titolo editoriale milanese.
In effetti è lecito dire, che la denuncia del Gruppo Espresso contro il Premier è solo una contromossa giuridica, considerato che allo stato dell'arte essi sono perseguibili d'ufficio per reati contro l'amministrazione della Giustizia, a causa delle evidenti violazioni al segreto istruttorio.

A me Berlusconi non è simpatico e non lo voto, ma assistere al gossip degli ultimi mesi mi ha portata al conato: perché probabilmente la mignottocrazia è sbagliata, ma altrettanto sbagliato è chi scende ad un grado sociale più basso per contrastarla. Di seguito l'articolo citato ...

L.M.

L'Espresso, esposto contro Berlusconi

mercoledì 22 luglio 2009 19:05

MILANO, 22 luglio (Reuters) - Il gruppo L'Espresso (ESPI.MI: Quotazione) ha depositato oggi un esposto al tribunale di Milano nei confronti del premier Silvio Berlusconi ipotizzando i reati di diffamazione, abuso d'ufficio e market abuse. L'esposto segue le dichiarazioni con cui il premier aveva invitato gli industriali a non scegliere le testate del gruppo per i loro annunci pubblicitari.

Lo si legge in una nota del gruppo editoriale.

"Le ipotesi di reato prospettate dal Gruppo Espresso riguardano la diffamazione, l'abuso d'ufficio e la violazione della disciplina in materia di market abuse", scrive l'Espresso.

In sede civile, l'atto di citazione riguarderà la concorrenza sleale e il boicottaggio.

Le azioni legali sono state affidate a Carlo Federico Grosso e a Guido Rossi.

Il 13 giugno scorso Berlusconi aveva invitato gli industriali a boicottare e interrompere gli investimenti pubblicitari al gruppo e accusato il quotidiano La Repubblica di un attacco eversivo.

In una nota, l'avvocato difensore di Berlusconi, Niccolò Ghedini, ritiene che questa azione legale, che definisce "temeraria", verrà presto archiviata.

"La denuncia presentata dal Gruppo L'Espresso è chiaramente correlata alle iniziative mediatiche da tempo intraprese contro il Presidente Berlusconi. Così come non sono riusciti a scalfire la fiducia degli italiani nel Presidente Berlusconi, che hanno ben compreso la inconsistenza delle loro inesistenti insinuazioni, basti ricordare i voli di Stato, parimenti questa azione a dir poco temeraria, finirà nel nulla e sarà rapidamente archiviata", dice Ghedini.

Reuters
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/07/2009 @ 13:53:46, in Politica, linkato 1445 volte)
Il caso Baraldini appartiene al terrorismo della visione degli americani. Io ho avuto l'occasione di incontrarla quando era ancora in carcere con i permessi per lavorare all'esterno (con posto di lavoro al Comune di Roma) e mi sembrò persona umile e disponibile.
Altro è il leader del PdCI, Oliviero Diliberto, accusato pesantemente per le sue amicizie in grembiulino dal collega Rizzo, fuoriuscito dal partito, in un clima da definirsi dittatoriale presso il Grande Oriente d'Italia, a causa della terza rielezione del Gran Maestro contraria ad ogni tipo di legittimo Statuto massonico, essendo ciò regolamentato alla maniera della presidenza statunitense (max 2 elezioni, poi a casa). Cosa per la quale son già finiti in Tribunale su richiesta delle R:. L:., che han dato inoltre pubblicazione di intere liste elettorali in quel delle amministrative (fino a 11 candidati massoni sui 12 totali della Lista, facilissima da identificare perché il GOI è un Oriente per soli uomini oppure, alla luce dei fatti, cercare pdci).
Morale: anche la sinistra cd "movimentista" è corrotta. E non desta sorpresa che una ex brigatista in odore di camorra possa essere stata a stipendio da porta borse parlamentare, a rappresentare indegnamente l'Italia al Consiglio Europeo. L.M.


Lodo ministri: Senato salva Castelli, opposizione insorge


di Anna Laura Bussa


ROMA - L'Aula del Senato ha 'salvato' il viceministro della Lega Roberto Castelli approvando con 170 sì e 120 no la relazione della Giunta per le Autorizzazioni che definisce di "natura ministeriale" il reato di diffamazione che gli venne contestato nel 2004 in seguito a una denuncia del leader del Pdci Oliviero Diliberto. La vicenda è complessa da un punto di vita tecnico e politico. Tanto che l'opposizione insorge accusando Pdl e Lega, come fa il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, di aver "reintrodotto l'immunità per i ministri". "Oggi - aggiunge il responsabile Giustizia dell'Idv Luigi Li Gotti - è stato scritto il lodo Alfano anche per i ministri". Tutto comincia il 18 marzo 2004 durante la trasmissione tv 'Telecamere'. Sono presenti, tra gli altri, l'allora ministro della Giustizia Castelli e il leader del Pdci Diliberto. Quest'ultimo critica il Guardasigilli per aver gridato il giorno prima in piazza insieme ai 'Giovani padani' 'chi non salta italiano e'!'. E dura è la replica di Castelli: "Piuttosto che mandare in giro a sprangare come fai tu, preferisco saltare".

Quindi aggiunge che lui da ministro non era "mai andato a ricevere con tutti gli onori terroriste" fatte "scarcerare negli Usa" riferendosi al caso di Silvia Baraldini liberata per via di una grave malattia, accolta al suo rientro in Italia da Diliberto. Il leader del Pdci minaccia le vie legali. Risarcimento richiesto: 5 milioni di euro. Il procedimento si incardina presso il Tribunale civile di Roma. Ma il 30 giugno il Senato decide l'insindacabilità di Castelli. Le sue dichiarazioni, dice la giunta, sono state espresse "nell'esercizio delle funzioni". Diliberto presenta anche una denuncia-querela che la Procura inoltra al Tribunale dei ministri di Roma. Quest'ultimo il 13 dicembre 2004 si dichiara incompetente e restituisce gli atti al Pm. Questi chiede al Gip di "investire il Senato" anche del profilo penale e propone di sollevare conflitto di attribuzione contro Palazzo Madama per la pronuncia di insindacabilità. Il conflitto si solleva l'8 giugno davanti alla Consulta.

E la Corte dà ragione al Pm e annulla la delibera della Giunta che dà ragione a Castelli. "Non spetta al Senato - si spiega - affermare che" le parole di Castelli "costituiscano opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni". Il leghista però non si arrende e il 30 ottobre 2008 manda una lettera alla Giunta per chiedere che il suo caso venga riesaminato ("alla luce dell'art.96 della Costituzione") visto che contro Diliberto si era espresso in veste di ministro. La Giunta, tornata ad occuparsi della vicenda, denuncia il fatto che il Tribunale dei ministri dopo aver dichiarato l'incompetenza non ha trasmesso gli atti al Parlamento. Ma ha investito direttamente della questione il giudice ordinario. Del suo decreto di archiviazione infatti non c'é traccia. Interrogato sul punto il tribunale speciale ammette: non abbiamo fatto né decreto di archiviazione, né abbiamo chiesto alcuna autorizzazione al Senato. Da qui, per via di questa procedura definita "anomala" dalla maggioranza, la decisione del presidente della Camera Alta Renato Schifani di consentire che la Giunta si pronunciasse sul caso. Cosa che è avvenuta: quello di Castelli è un reato ministeriale perché ha agito nel perseguimento "di un preminente interesse pubblico".

L'Aula conferma. E così, secondo l'opposizione, si crea il "pericoloso precedente" di una pronuncia della Giunta che di fatto "si sostituisce alla magistratura" stabilendo da sola la natura del reato. Per la legge, insiste Li Gotti, tale compito spetta alle toghe. Per Felice Casson (Pd), sarebbe stato meglio attendere le motivazioni della Consulta che da poco si è pronunciata sul caso analogo del ministro Altero Matteoli, ora all'esame della giunta della Camera. Anche nel suo caso si pone la questione se il Tribunale dei ministri, dopo essersi dichiarato incompetente, possa o meno investire direttamente del caso il Pm senza passare dalle Camere. Castelli intanto esulta e ringrazia il centrodestra per "la solidarietà". "Sono i magistrati che hanno violato le regole - assicura - non io". La verità, taglia corto Diliberto, è che "Castelli ha paura di venire processato, ma io andrò avanti lo stesso".

(ANSA 2009-07-22 21:19)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/07/2009 @ 06:59:20, in Magistratura, linkato 1648 volte)
Approvato con alcune modifiche il parere al disegno di legge

Processo penale, il Csm boccia la riforma:

''Viola la Costituzione''

ultimo aggiornamento: 23 luglio, ore 15:24

Roma - (Adnkronos) - Per Palazzo dei Marescialli il ddl del ministro Alfano avrà effetti "gravi" sull'efficacia delle indagini. A rischio principi costituzionali come l'obbligatorietà dell'azione penale e la ragionevole durata dei processi. Il vicepresidente Mancino: "Non è una bocciatura, ma un parere articolato, perché il Csm non approva e non boccia nulla". Sicurezza, Di Pietro a Napolitano: ''Non doveva firmare. Ora spieghi e non offenda''. Il Pd: ''Tonino destabilizza le istituzioni''

Roma, 23 lug. (Adnkronos) - Il Csm 'boccia' il ddl sul processo penale sottolineando come violi i principi costituzionali, come l'obbligatorietà dell'azione penale e la ragionevole durata dei processi. Il plenum di Palazzo dei Marescialli ha così approvato con alcune modifiche il parere al ddl del ministro Alfano sulla riforma del processo penale; un provvedimento, si sottolinea, che avrà effetti "gravi" sull'efficacia delle indagini.

Hanno votato a favore della delibera i togati del Csm, i laici di centrosinistra e il vicepresidente Nicola Mancino, con la contrarietà invece dei laici di centrodestra e l'astensione del laico dell'Udc Ugo Bergamo.

"Non si può parlare di bocciatura, ma di un parere articolato, perchéil Csm non approva e non boccia nulla", precisa il vicepresidente del Csm Nicola Mancino a conclusione del plenum che ha approvato il parere redatto dalla VI Commissione di Palazzo dei Marescialli sul processo penale. Un parere che critica il ddl Alfano anche dal punto di vista costituzionale.


GIUSTIZIA: MANCINO,
DA CSM PARERE ARTICOLATO
SU DDL, NON BOCCIATURA


Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - "Non si puo' parlare di bocciatura, ma di un parere articolato, perche' il Csm non approva e non boccia nulla". E' il commento del vicepresidente del Csm Nicola Mancino a conclusione del plenum che ha approvato il parere redatto dalla VI Commissione di Palazzo dei Marescialli sul processo penale. Un parere che critica il ddl Alfano anche dal punto di vista costituzionale.


GIUSTIZIA: CSM BOCCIA ANCORA
DDL PROCESSO PENALE CON MODIFICHE SOFT

 

(ASCA) - Roma, 23 lug - Il plenum del Consiglio superiore della Magistratura ha approvato a maggioranza un parere fortemente critico sul ddl del ministro Alfano che modifica alcuni punti del processo penale. Come ha spiegato il relatore Livio Pepino: ''Non ci sono state modifiche sostanziali'' al giudizio che la scorsa settimana aveva tacciato di incostituzionalita' il testo. Il nuovo documento ha modificato alcuni aggettivi eliminando la parola ''incostituzionale'' restando nella sostanza fortemente critico con le proposte delle legge. In particolare il consigliere Antonio Patrono di Magistratura indipendente, ha definito ''sconcertante la norma nel punto in cui mente in concorrenza e in regime di controllo reciproco pm e polizia giudiziaria, perche' consente alla pg di controllare il pm in fase di indagine''. Secondo Fabio Roia il ''problema della giustizia italiana e' la lunghezza del processo e invece su questo punto si interviene molto poco''. I laici di centrodestra Gianfranco Anedda e Michele Saponara hanno votato contro l'intero testo perche' ''accanto al giudizio andava individuata una soluzione alternativa'', ha spiegato Anedda. Il testo finale e' stato parzialmente modificato con un emendamento presentato da Bernardo Petralia. Al voto finale si e' astenuto anche il consigliere Ugo Bergamo.

sar/sam/bra  23-07-09


Leggi anche


Ddl Alfano,Csm:"Viola costituzione"

TGCOM - ‎33 minuti fa‎
Si profila uno scontro tra Csm e governo sulla riforma del processo penale voluta dal Guardasigilli Alfano. Secondo il Csm il ddl violerebbe principi costituzionali, come l'obbligatorietà dell'azione penale e la ragionevole durata dei processi, ...

Csm: bocciato ddl processo penale

ANSA - ‎51 minuti fa‎
(ANSA) - ROMA, 23 LUG - Il ddl Alfano sulla riforma del processo penale viola alcuni principi costituzionali, come l'obbligatorieta' dell'azione penale. Il plenum del Csm ha approvato con qualche piccola modifica il parere della VII commissione, ...

Processo penale, il Csm boccia la riforma: ''Viola la Costituzione''

Adnkronos/IGN - ‎49 minuti fa‎
Roma - (Adnkronos) - Per Palazzo dei Marescialli il ddl del ministro Alfano avrà effetti "gravi" sull'efficacia delle indagini. A rischio principi costituzionali come l'obbligatorietà dell'azione penale e la ragionevole durata dei processi. ...

PROCESSO PENALE: NO DEL CSM ALLA RIFORMA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎46 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 23 lug. - Il Consiglio Superiore della Magistratura boccia il disegno di legge di riforma del processo penale messo a punto dal guardasigilli Angelino Alfano. Il plenum, dopo un lungo dibattito, ha approvato a maggioranza il parere ...

GIUSTIZIA: MANCINO, DA CSM PARERE ARTICOLATO SU DDL, NON BOCCIATURA

Il Tempo - ‎15 minuti fa‎
Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - "Non si puo' parlare di bocciatura, ma di un parere articolato, perche' il Csm non approva e non boccia nulla". E' il commento del vicepresidente del Csm Nicola Mancino a conclusione del plenum che ha approvato il parere ...

Giustizia, il Csm boccia il ddl Alfano

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎29 minuti fa‎
Il Csm boccia il ddl Alfano sulla riforma del processo penale. I magistrati confermano con il voto il parere della VI Commissione di qualche giorno fa. La bocciatura è arrivata nonostante l'invito del vice presidente del Csm, Nicola Mancino, ...

GIUSTIZIA: CSM BOCCIA ANCORA DDL PROCESSO PENALE CON MODIFICHE SOFT

Agenzia di Stampa Asca - ‎57 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 23 lug - Il plenum del Consiglio superiore della Magistratura ha approvato a maggioranza un parere fortemente critico sul ddl del ministro Alfano che modifica alcuni punti del processo penale. Come ha spiegato il relatore Livio Pepino: ...

Csm boccia riforma processo penale: viola Costituzione

SKY.it - ‎17 minuti fa‎
Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha approvato il parere contrario al ddl del Ministro della Giustizia Alfano sulla riforma del processo penale. Secondo l'organo di autogoverno dei giudici, il testo "viola principi costituzionali, ...

POL - Csm, Mancino: mai incontrato Borsellino e niente "trattative"

Il Velino - ‎21 ore fa‎
Roma, 22 lug (Velino) - "Lo Stato non è mai stato interessato a trattative con la mafia". Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino, nel corso della conferenza stampa tenuta per illustra. ...

BORSELLINO: MANCINO, MAI INCONTRATO, NON SO COSA SAPEVA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎21 ore fa‎
(AGI) - Roma, 22 lug. - "Quello che sapeva Borsellino non me lo ha mai detto, non l'ho mai incontrato". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, interpellato in merito a margine di una conferenza stampa a Palazzo dei Marescialli. ...

Giustizia: CSM recepisce direttive del Capo dello Stato

Studio Cataldi - ‎15 ore fa‎
Il vicepresidente del Consiglio Superiore dalla Magistratura, Nicola mancino, illustrando in una conferenza stampa i risultati della delibera approvata da Palazzo dei Marescialli sull'organizzazione delle procure, in applicazione del nuovo ordinamento ...

CSM: MANCINO, PROCURATORE NON E' MONARCA ASSOLUTO MA COSTITUZIONALE

Agenzia di Stampa Asca - ‎22/lug/2009‎
(ASCA) - Roma, 22 lug - ''Il procuratore capo della Repubblica non e' un monarca assoluto, ne' negli uffici requirenti puo' valere il semplice assemblearismo. Diciamo che il procuratore e' un monarca costituzionale''. Il vicepresidente del Csm, ...

MAFIA: MANCINO, LO STATO MAI INTERESSATO A TRATTATIVE

Libero-News.it - ‎22 ore fa‎
Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - "Lo Stato non e' mai stato interessato a trattative con la mafia". Cosi' Nicola Mancino, vicepresidente del Csm che 17 anni fa, quando ci furono le stragi di Capaci e via d'Amelio, era ministro dell'Interno, ...

CSM: PRATICA MILLS RISCHIA NUOVO RINVIO

Agenzia di Stampa Asca - ‎22 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 22 lug - La discussione delle pratiche a tutela per una serie di magistrati era annunciata per questa settimana. In particolare il plenum del Csm avrebbe dovuto discutere della mozione sulla giudice del processo Mills, Nicoletta Gandus, ...

Csm, Nicola Mancino: 'la nuova circolare ridarà «serenità» alle ...

MELITO online - ‎20 ore fa‎
Scritto da Bruna Italia Massara on lug 22nd, 2009 archiviato in Giustizia, Lazio, Regionale, Roma, Rubriche. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso ROMA, ...

Il Csm sul nuovo processo penale: «Viola la Costituzione»

Il Sole 24 Ore - ‎31 minuti fa‎
Il Consiglio superiore della magistratura ha approvato con qualche piccola modifica il parere della VI commissione che esprime forti critiche su alcune norme chiave previste dal ddl Alfano in tema di riforma del processo penale. ...

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










21/08/2019 @ 9.56.00
script eseguito in 485 ms