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 .. i racconti di un albero ..... di Lunadicarta
 
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Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave.

Francesco Saverio Borrelli
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 03/11/2011 @ 05:50:46, in Giuristi, linkato 2348 volte)
La difesa è sotto attacco e
l'Unione reagisce proclamando l'astensione





Il diritto di difesa costituisce uno dei capisaldi dello Stato democratico ed il difensore ne è l’interprete essenziale. Muovendo da questa premessa, si è inteso  reagire ai molteplici attacchi condotti dalla magistratura verso la figura del difensore ed ai ritardi della politica nel dare concreta attuazione normativa al diritto di difesa, deliberando un’ astensione dalle udienze penali di 5 giorni, dal 14 al 18 novembre 2011. In costanza di astensione si terranno due manifestazioni nazionali ed assemblee a livello locale organizzate dalle Camere Penali territoriali.

Il diritto di difesa costituisce uno dei capisaldi dello Stato democratico ed il difensore ne è l’interprete essenziale: è questo il punto di partenza di una protesta attuata per reagire ad una congerie di accadimenti, di vario tipo e livello, tutti volti ad indebolire la figura del difensore.

Mentre impegnavamo le nostre energie per non far spegnere il dibattito sui temi fondamentali del giusto processo e per sospingere la riforma della professione forense verso l’approvazione, ecco che abbiamo dovuto registrare più episodi di convergente attacco al cuore dell’attività difensiva. 

Dev’essere chiaro che gli avvocati non intendono più tollerare le intrusioni illegali nel rapporto con il proprio assistito, le intimidazioni e le violazioni del segreto professionale, le intercettazioni e gli origliamenti dei colloqui tra cliente ed avvocato, l’irridente violazione degli studi professionali.

Aspiriamo ad un avvocato capace di garantire un effettivo presidio al diritto di difesa delle persone. Per questo, vogliamo che sia “autorevole”, cioè posto sullo stesso piano del pubblico ministero, “preparato”, dunque specializzato, e  “forte”, ossia non intimidito dai proditori attacchi di magistrati intraprendenti se non spregiudicati.

Ci fermeremo una settimana, ma non staremo fermi. Ci vedremo tutti a Verona, una delle città teatro dei fatti denunciati, e poi a Roma, per chiamare i politici ad esprimere una parola chiara e responsabile. E, comunque, dovunque ci sia, sola o insieme ad altre, una Camera Penale.

Visualizza la delibera di astensione della Giunta.
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Giustizia: Ucpi a Ferri (Mi), siamo aperti a confronto, ma prima risponda su motivi sciopero




Il segretario di Magistratura Indipendente chiede un confronto costruttivo con l'Unione delle Camere Penali per una giustizia efficiente e garantista, e i penalisti "sono pronti a qualsiasi dibattito, solo che bisogna mettersi d'accordo su alcuni concetti di fondo". Che il Pm sia "una parte pubblica che deve perseguire l'accertamento della verità", è per l'Ucpi una "questione indiscussa, ma proprio perché è una 'parte', il pm non può condividere carriera e disciplina col giudice, dunque si impone la separazione delle carriere".

Quanto all'art. 525 c.p.p., che è espressione di un "sacrosanto principio di garanzia secondo il quale è bene che il giudice che pronuncia una sentenza sia anche quello che ha ascoltato i testimoni", l'Unione Camere Penali fa notare come "da tempo si è dimostrato che il suo rispetto non comporta alcuna alterazione dei tempi processuali statisticamente influente, giacchè solo nell'1% dei casi (ricerca Eurispes 2008), si verifica una rinnovazione degli atti processuali". Riguardo la domiciliazione ex lege degli indagati presso il difensore di fiducia, l'art 157 del c.p.p. già la prevede, ma non è certo con le "finzioni", insistono i penalisti, "che si risolve il problema delle notifiche, che dipende in massima parte dalla sgangherata macchina amministrativa. Peraltro, se si continuasse sulla strada delle 'presunzioni di conoscenza degli atti da parte degli imputati', l'Europa, che già l'ha fatto in passato su questa materia - aggiungono- non potrebbe che censurare il nostro sistema".

Sulla competenza per territorio per l'Ucpi "nulla c’è da dire, perché risulta un po' oscura la presa di posizione del dott. Ferri al riguardo, mentre sulla custodia cautelare par di capire che anche il segretario di Mi la giudica eccessivamente applicata, e qui siamo finalmente d’accordo". Per i penalisti, "rimane un solo interrogativo: sulle intercettazioni delle conversazioni tra avvocati ed assistiti, sul segreto professionale, sugli arresti negli studi professionali, sulla criminalizzazione delle attività dei difensori, insomma su tutto quello che abbiamo denunciato nella delibera di proclamazione dell'astensione - concludono - come la pensa il segretario di Mi”?

Roma, 31 ottobre 2011

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Di Loredana Morandi (del 03/11/2011 @ 05:29:56, in Magistratura, linkato 1542 volte)
Sulla questione della separazione delle carriere c'è una grande e trasversale sensibilità. L'opinione contraria e autorevole espressa dal dott. Cosimo Ferri, segretario di Magistratura Indipendente, ha per assurdo oppositori del calibro di Bruno Tinti dalle pagine de Il Fatto. In questo modo la gente, ovviamente, non comprende. Per colmo della incomunicabilità su certi temi il nome storico di questo sito "Giustizia Quotidiana", da sempre contrario alla separazione delle carriere e più in particolare collocato sulle linee guida della Associazione Nazionale Magistrati, nonché caratterialmente moderato per vocazione eccettuato verso il crimine "visibile" nella rete o quello subito ed altrettanto evidente, è stato clonato da una testata web registrata e di destra. Cattivo segno questo di una vera mancanza di idee proprie, per il quale scriverò alla segreteria di M.I.  L.M.

Separazione delle carriere Ferri (Mi): Siamo contrari

Magistratura indipendente “non condivide le motivazioni che hanno ispirato le Camere penali a proclamare lo sciopero”, e ribadisce “la propria ferma contrarietà alla separazione delle carriere perché crede nell’unicità della giurisdizione e ritiene che il pubblico ministero non possa perdere la cultura della giurisdizione”.
Così, in una nota, il segretario, Cosimo Ferri, spiega la posizione di Mi sullo sciopero di cinque giorni proclamato dall’Unione camere penali a partire dal 14 novembre, per sollecitare la riforma forense e la ripresa del dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia e per denunciare gravi violazioni al diritto di difesa.
“Il pm rappresenta una parte pubblica ed ha l’obbligo di accertare la verità. Lo stesso non vale per la difesa – chiarisce Ferri – . Al contempo e’ giusto esigere pieno rispetto per le garanzie difensive effettive ma si deve lavorare per eliminare quelle dilatorie. Si intervenga sulla disciplina delle notifiche – suggerisce Ferri – alcune delle quali oggi sono ripetitive e inutili, si introducano norme chiare in tema di competenza, si modifichi l’articolo 525 del codice di procedura penale che oggi costringe a ripetere dibattimento ogni volta che cambia il giudice, si rafforzino invece le garanzie difensive nella fase della carcerazione preventiva”.
Secondo il segretario di Mi “E’ assurdo che con il sistema attuale sia più facile andare in carcere prima di una sentenza di condanna che quando si è colpevoli dopo tre gradi di giudizio. Sono tanti i temi e le modifiche su cui aprire un confronto costruttivo con le Camere penali per una giustizia penale davvero efficiente e garantista – conclude Ferri – , confronto che deve aver come obiettivo primario la ricerca della verità”.

R. R.
http://denaro.it/blog/2011/11/01/separazione-delle-carriere-ferri-mi-siamo-contrari/
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Di Loredana Morandi (del 03/11/2011 @ 05:15:55, in Magistratura, linkato 1504 volte)
le carte depositate al tribunale di brescia

Robledo cita il premier per diffamazione

Il procuratore aggiunto di Milano chiede a Berlusconi 500mila euro per le dichiarazioni sul caso Mills


MILANO- Non finiscono i guai giudiziari per il premier. Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha citato Silvio Berlusconi davanti al Tribunale di Brescia chiedendogli 500 mila euro per le dichiarazioni che fece nel 2006 nell'ambito dell'inchiesta Mills. Robledo era contitolare del fascicolo penale a carico del premier per corruzione in atti d'ufficio.

LE DICHIARAZIONI- Il presidente del Consiglio parlò in diverse occasioni di «inerzia» della Procura milanese, di «pervicace volontà accusatoria», di «uso politico della giustizia». Sinora la causa tra il procuratore aggiunto Robledo e Berlusconi istruita davanti al giudice del Tribunale di Brescia Adriano De Lellis ha visto la costituzione in giudizio del premier, i cui legali hanno sollevato l'eccezione fondata sull'art. 68 della Costituzione: il diritto dei parlamentari a non essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse nell'esercizio delle proprie funzioni.

Corriere Sera 28 ottobre 2011
http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_28/robledo-mills-diffamazione-berlusconi_62222524-0153-11e1-994a-3eab7f8785af.shtml
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Di Loredana Morandi (del 03/11/2011 @ 05:11:55, in Magistratura, linkato 1611 volte)

«Una rete per spiare Woodcock»

Indagato il sostituto pg Bonomi. «Dossier falso anche con i tabulati della Sciarelli»


ROMA - Un'associazione segreta composta da magistrati, agenti delle forze dell'ordine e dell' intelligence che utilizzava informazioni segrete per fare carriera e ottenere altri vantaggi. Ma anche per cercare di annientare i nemici rovinando loro la reputazione. Come il pubblico ministero Henry John Woodcock, spiato e denunciato per circostanze in realtà false quando era in servizio a Potenza, oppure il giudice che lavorava nella stessa città, Alberto Ianuzzi.

La Procura di Catanzaro riapre il fascicolo «Toghe lucane», in passato affidato a Luigi de Magistris, e mette sotto inchiesta il sostituto procuratore generale di Potenza Gaetano Bonomi per reati gravissimi che, oltre all'associazione, vanno dalla corruzione in atti giudiziari alla calunnia, dall'abuso d'ufficio alla rivelazione di segreto. Sarebbe lui, secondo l'accusa, il capo del sodalizio che avrebbe coinvolto anche il suo collega Modestino Roca, l'allora capo della squadra mobile di Potenza Luisa Fasano e quello della sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri Pietro Gentili. Ma pure un cancelliere del Palazzo di giustizia, altri due militari dell'Arma e un finanziere.
Riparte da quanto accaduto nel 2008 l'indagine affidata al pubblico ministero di Catanzaro Giuseppe Borrelli, ma riguarda anche fatti recenti, tanto che le contestazioni per Bonomi e altri fanno riferimento a «reati in atto». Tra gli episodi più gravi viene indicato quello relativo al febbraio 2009 quando fu preparato un esposto anonimo con i tabulati telefonici di Woodcock e quelli della giornalista Federica Sciarelli per «accreditare l'ipotesi non veritiera che erano state veicolate notizie riservate alla stessa conduttrice della trasmissione Chi l'ha visto? , ma anche al conduttore di Annozero Michele Santoro». Sarebbero stati i funzionari di polizia a procurarsi i dati riservati, mentre il cancelliere avrebbe preparato la denuncia. Obiettivo: far avviare verifiche disciplinari sui colleghi, ma anche intimidirli tenendo conto che questo tipo di verifiche sono delegate proprio ai sostituti procuratori generali.

Una vera e propria guerra tra toghe che adesso rischia di avere esiti imprevedibili. Anche perché agli atti ci sono centinaia e centinaia di intercettazioni che documentano i legami di Bonomi con esponenti politici locali e nazionali, ma anche con alcuni magistrati in servizio presso l'ispettorato del ministero della Giustizia, ufficio dove lo stesso Bonomi aspirava a essere trasferito. Agli atti ci sarebbero alcune conversazioni con Gianfranco Mantelli, uno degli ispettori incaricato di occuparsi dell'indagine amministrativa disposta dal Guardasigilli Francesco Nitto Palma a Napoli e relativa ai fascicoli condotti da Woodcock insieme con i colleghi Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli. Inchieste relative ai pagamenti effettuati da Silvio Berlusconi all'imprenditore procacciatore di donne Gianpaolo Tarantini attraverso il faccendiere Valter Lavitola.

Indicativo delle modalità di azione del sodalizio è, secondo l'accusa, quanto accaduto tra il 2008 e il 2010 quando Bonomi avrebbe accettato di mettersi a disposizione dell'amico imprenditore Ugo Barchiesi, soprattutto per occuparsi di una denuncia che l'uomo aveva presentato e per cercare, senza però riuscirci, di non farla archiviare. Ma soprattutto per carpire notizie riservate sugli accertamenti disposti e sul pubblico ministero titolare del fascicolo. Come contropartita avrebbe ottenuto la raccomandazione di alcuni politici nazionali per essere trasferito al ministero, il posto in una commissione e un viaggio a Velden in Austria per festeggiare il Capodanno con la sua compagna.

In alternativa all'ispettorato, Bonomi mirava a diventare procuratore di Potenza. Per questo avrebbe fatto pressioni su alcuni ufficiali di polizia giudiziaria affinché gli fornissero informazioni su indagini condotte dall'allora capo di quell'ufficio, Giuseppe Galante, e poi avviava a sua volta accertamenti sul collega ipotizzando un'«incompatibilità ambientale». Un presupposto inesistente, ma la situazione che si era creata convinse comunque Galante a dimettersi dalla magistratura.
Tra le accuse c'è anche quella di aver «garantito l'impunità ad alcuni esponenti del mondo politico e imprenditoriale lucano», così come al direttore generale dell'Ospedale San Carlo di Potenza Michele Cannizzaro. Oltre a essere il marito del magistrato Felicia Genovese, il manager aveva contatti con numerosi politici che Bonomi - questa è la contestazione - aveva intenzione di sfruttare proprio per farsi favorire nella nomina.

Fiorenza Sarzanini
Corriere Sera - 29 ottobre 2011
http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_29/woodckock-sciarelli-spiati-sarzanini_b4c2342a-01f5-11e1-b822-152c7b3c1360.shtml
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Di Loredana Morandi (del 03/11/2011 @ 05:09:01, in Magistratura, linkato 1443 volte)

Luca Palamara (Anm) ad Affari:

"Troppi processi mediatici"


L’assoluzione di Amanda Knox e il dibattito mediatico che ne è seguito ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica e della community professionale della comunicazione il ruolo delle Litigation PR, l’insieme di attività di relazioni pubbliche che supportano un procedimento giudiziario in tutte le sue fasi, dall’inizio del procedimento ai diversi gradi di giudizio, fino alla sentenza finale. Per fare il punto della situazione la rivista Reset, in collaborazione con Ferpi e ANM – Associazione Nazionale Magistrati, ha promosso un dibattito. E’ la prima volta che in Italia viene discusso in pubblico il ruolo crescente che i professionisti della relazioni pubbliche svolgono a sostegno di interesse legittimi nelle fasi pre, inter e post sentenza di processi civili, penali e amministrativi. 

Sul tema, Luca Palamara, presidente ANM dichiara ad Affari: "Partiamo da un presupposto: i tempi del processo non  sono i tempi dell'informazione.  Sono due realtà separate. E' innegabile però che oggi esiste un processo parallelo a quello che si svolge nelle aule di giustizia, che è quello mediatico".

Questo processo mediatico che conseguenze ha? Influenza l'opinione pubblica o i giudici?

"Questo è il primo tema da affrontare. Personalmente ritengo possa influenzare principalmente l'opinione pubblica. E' ovvio che i giudici vivono nella società e ne fanno  parte. Stabilire quanto possono essere influenzati è però impossibile dirlo. Quello che dobbiamo pretendere è che il  processo, l'accertamento, la decisione si svolga nel rispetto delle  regole e delle norme previste nel Codice".

Come possono essere  gestiti i rapporti tra media e Giustizia  che negli ultimi casi sono evidentemente sfuggiti di mano?

"Noi siamo dell'idea che il Processo in Tribunale sia l'unico vero processo che dobbiamo garantire. Tutto il resto rappresenta un rischio molto forte. Il rischio di deformare la realtà,  di creare falsi convincimenti che poi possono interferire con il processo penale. Sta alla sensibilità e all'accortezza del giudice  rendersi impermeabile a questo. E' però indimostrabile stabilire quanto i processi  svolti in televisione o determinati  messaggi rivolti all'opinione pubblica possono aver effetto sul Giudice e sulle giurie popolari. Il rischio è che tutto questo  battage possa poi avere effetti deleteri sulla Giustizia. Dobbiamo impegnarci perchè questo non accada".

Come considera la figura di un comunicatore o di un team,  le cosiddette Litigation PR, preposto a gestire il rapporto tra media e aule di Tribunale?

"E' una figura che non trova disciplina nel  nostro Codice. Non è regolamentata. Le domande da porsi riguardano la sua funzione, riproponendo le medesime problematiche sollevate con riferimento al tema del processo mediatico. Oppure può, viceversa, assumere un ruolo diverso nel momento  in cui funge da ufficio stampa, di fronte al quale deve essere soggetto a tutte  le limitazioni del ruolo".

Interventi legislativi potrebbero regolare l'introduzione di questa figura?

"E' difficile. Ben poco può fare un intervento legislativo".

Ma secondo lei, essendo la stampa sempre più presente e spesso ingerente nei processi, si impone una figura di comunicatore mediatore?

"No, ci sono eccessi di spettacolarizzazione dei processi. Si impone più che altro la necessità di una corretta informazione. Oggi c'è senz'altro un problema di comunicazione, un problema di come filtrare le notizie. In conclusione, se si prevede una figura, a mio avviso, deve essere assoggettata alle regole del diritto dell'informazione". Insomma, ogni professionista dovrebbe attenersi al suo campo.

 

Maria Teresa Melodia, 29 ottobre 2011

http://affaritaliani.libero.it/mediatech/comunicatori-processi-LucaPalamara281011.html

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Approvato dal Senato il ddl sulle
funzioni dei magistrati di prima nomina




La Giunta esecutiva centrale dell'Anm esprime soddisfazione per l'approvazione in via definitiva, all'unanimità, da parte del Senato del ddl n. 2936 in materia di "Funzioni dei magistrati ordinari al termine del tirocinio". Da tempo l'Anm aveva chiesto l'abolizione di una norma punitiva nei confronti dei magistrati e devastante per il funzionamento degli uffici.

Prendiamo atto della circostanza che il legislatore continua a mantenere non ragionevoli limitazioni all'esercizio delle funzioni giudicanti monocratiche penali, ma appare, comunque, positivo che sia intervenuto per scongiurare il rischio di paralisi di molti uffici.

mercoledì 26 ottobre 2011



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Di Loredana Morandi (del 24/10/2011 @ 13:49:54, in Osservatorio Famiglia, linkato 2137 volte)
Se fino a questa mattina mi son preoccupata di non aver rispettato la parcondicio, ora sono sicura del fatto mio: questa gente "parla troppo" e agisce senza nessun criterio. Rivedete la puntata di "Chi l'ha visto?" e il consiglio della Redazione di usare maggiore attenzione alla privacy della bambina, e il "silenzio" con i media per evitare la strumentalizzazione personale.

La verità? Sono le speculazioni su questo caso a farne una disgrazia.

L.M.

Un esposto contro la tutrice di Anna Giulia

Tensione sempre a mille attorno alla delicata vicenda della piccola Anna Giulia, dopo che il tribunale dei minorenni di Bologna ne ha decretato l’adottabilità.

 

REGGIO. Tensione sempre a mille attorno alla delicata vicenda della piccola Anna Giulia, dopo che il tribunale dei minorenni di Bologna ne ha decretato l’adottabilità, troncando di netto i rapporti con i genitori naturali, cioè i coniugi Gilda Fontana e Massimiliano Camparini che nel 2010 hanno rapito per ben due volte la figlia.

Una sentenza che sta scatenando di tutto: la pagina Faceebook “Insieme per Stella” è finita sotto inchiesta – su denuncia della tutrice della bimba – per la taglia da 20mila euro (e c’è chi ieri ha offerto altri 10mila euro...) messa a disposizione per rintracciare Anna Giulia, la famiglia Camparini che annuncia un esposto contro l’operato del tribunale dei minorenni, ieri l’ultima “puntata” con nuovamente il gruppo “Insieme per Stella” protagonista, con nel mirino la tutrice della bambina, cioè l’avvocatessa Sabrina Tagliati.

«Ci meraviglia molto il comportamento della tutrice – fa sapere il gruppo con una nota – che si permette di esporre mediaticamente la figura di Anna Giulia. Ci riserviamo di prodigarci per far sì che venga valutato il comportamento della suddetta tutrice, pertanto manderemo un esposto all’Ordine degli avvocati e al giudice tutelare di Reggio».

Sempre il gruppo “Insieme per Stella” è partito ieri con la raccolta di firme a sostegno di una petizione popolare tesa a chiedere «la restituzione di Anna Giulia alla sua famiglia che l’aspetta con amore».

22 ottobre 2011
http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/10/22/news/un-esposto-contro-la-tutrice-di-anna-giulia-1.1612489


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Di Loredana Morandi (del 24/10/2011 @ 07:07:47, in Osservatorio Famiglia, linkato 2186 volte)
Camparini: la Rassegna Stampa
delle Repliche alla Denuncia



Di più non posso fare per consentire la replica alle parti e gli articoli sono irreperibili in altro formato (da notare che nelle foto non appaiono neppure le testate giornalistiche).

In merito alla vicenda dei due coniugi Camparini, certamente in corso di strumentalizzazione, il fascicolo aperto a Reggio Emilia garantisce una migliore sicurezza sulla solidità della tutela istituzionale contro ogni tipo di sfruttamento anche mediatico della vita privata della bambina con finalità ancora tutte da accertare.

L'articolo che segue narra dell'ennesimo attacco dell'avvocato Miraglia verso la magistratura italiana, non è la prima volta naturalmente, basti leggere l'elenco a lato destro del suo blog alla voce "Parole chiave". Con correttezza tutta giornalistica la Testata pubblica l'estraneità dei due genitori alla iniziativa per una "taglia di 20.000 euro", destinata a chi offra informazioni sul come rintracciare la bambina che si trova "sotto la tutela del Tribunale".

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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/taglia_anna_giulia.jpg

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***  *** ***

Nell'articolo che segue in formato immagine la parola è ai denunciati del gruppo facebook "Insieme per Stella", una delle famose 500 pagine dai contenuti mistificati commissionate ad una società di web hosting circa 2 anni fa da una associazione di associazioni (le prime 330 pagine sono all'attenzione della Questura di Roma).
L'uso fumoso dei media gioca a sfavore dei Camparini e della loro bambina, perché si evince dall'articolo che 53 firme di agenti di polizia penitenziaria, raccolte dalla associazione "Italia garantista" siano pervenuti ad allungare l'elenco.

L'elemento che ritengo pericoloso è la capacità dell'interesse a monte di far convergere anche risorse umane "pulite", riversandole poi in un ambiente in cui sono numerosissimi gli indagati per stalking, violenze familiari e anche per pedofilia. Un interesse a monte che nasce "spurio" e per la libera associazione di persone con i medesimi gravi tarli giudiziari. Così le firme degli agenti penitenziari potrebbero trovarsi iscritte strumentalmente  insieme a quelle di alcuni futuri carcerati, con tutto quel che ne consegue.

L'eventualità è reale. Il pedofilo Murolo di Trentola Ducenta, nella sua permanenza su Facebook in  abuso della credulità popolare ed in violazione delle disposizioni del Giudice di Sorveglianza, operava ai danni di alcuni operatori dell'antipedofilia e ai danni di appartenenti all'Arma dei Carabinieri, salvo finire in carcere con le sue 3 condanne a fine ottobre 2010.
Ancor più eclatante è la vicenda emersa per sommi capi sempre su Facebook, che una delle primigenie associazioni aderenti alla rete, tra le firmatarie di importanti documenti pre associativi a difesa dei padri separati, sia stata fondata da una ex prostituta con tanto di vicenda personale di abbandono e successiva sottrazione giudiziaria dei figli.

I Camparini sono certamente disperati. Questo è fuor di dubbio. Che siano strumentalizzati si vede. Ma sono da ritenersi di tutto informati, con l'efficacia possibile alla Redazione della trasmissione Rai "Chi l'ha visto?", in merito al circo di personaggi che si muove intorno alla loro vicenda giudiziaria, fin dalla loro ultima apparizione televisiva.

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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anna_giulia_raccolta_firme.jpg

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L.M.
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Di Loredana Morandi (del 23/10/2011 @ 08:34:49, in Magistratura, linkato 2157 volte)

Assemblea Generale Soci

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Anm_Oro.jpg


domenica 31 luglio 2011 - fonte: Comitato direttivo centrale

Il Comitato direttivo centrale dell'Anm, nella seduta del 9 settembre 2011, ha deliberato all'unanimità di celebrare l'assemblea generale dei soci  il 22 ottobre 2011, rivedendo la data precedentemente fissata per  il 1° ottobre, scadenza ritenuta troppo ravvicinata per consentire un'adeguata preparazione e dibattito.

L'assemblea si aprirà alle ore 11.00, presso l'Aula Magna della Corte di Cassazione in Roma, sul seguente ordine del giorno:

  1. proposte di modifica statutaria in tema di incompatibilità e di "quote di risultato" (deliberate dal Cdc del 25 giugno 2011);
  2. proposte di modifica statutaria all'art. 43 comma 4 (deliberate dal Cdc del 5 dicembre  2009);
  3. varie ed eventuali.

Al fine di facilitare la discussione nel corso dei lavori assembleari, di seguito riportiamo integralmente le proposte di modifiche statutarie rimesse alla valutazione dell'assemblea dal Cdc nelle riunioni del 09 dicembre 2009 e del 25 giugno 2011, comprensive degli emendamenti presentati .

I temi trattati:


Estratto del verbale del Comitato Direttivo Centrale del 05 dicembre 2009

... Prende la parola Menditto. MI ha messo una pietra tombale sulle consultazione. Ma si sofferma anche su quello che sta accadendo fuori. Disegno di legge sul legittimo impedimento preoccupante, le intercettazioni idem, processo breve. Il Ministro della Giustizia gioca con i numeri. Disastro degli uffici giudiziari, desertificazione degli uffici di Procura. Pianta organica del personale amministrativo risicata, con tagli pesanti. Le carceri scoppiano. Grande lavoro della Gec e richiesta di dibattiti sui territori. Torna sulla consultazione. Richiamo alla consultazione da parte di tutti i gruppi ed è condizione preliminare. MD farà le primarie d'area. Presentazione di modifica statutaria dell'art. 56 dello Statuto ANM:


PROPOSTA DI MODIFICA STATUTARIA

L'art. 43 comma 4 dello statuto dell'ANM prevede, per le elezioni delle giunte esecutive sezionali, che le liste dei candidati siano presentate da un numero di soci non inferiore ad un decimo di tutti gli iscritti alla sezione.

L'alto numero di firme necessarie, tale da creare difficoltà alla presentazione di liste, ha indotto gli uffici elettorali sezionali e le giunte uscenti di alcuni distretti a stabilire, all'unanimità, un quorum inferiore (con rinuncia dei candidati al ricorso) con l'obiettivo di consentire una più ampia partecipazione alle elezioni di liste sottoscritte da un numero adeguato di colleghi.

D'altra parte la disparità tra elezione delle giunte sezionali e del comitato direttivo centrale, per il quale l'art. 25 comma 2 prevede che le liste siano presentate da almeno cento soci, appare evidente se solo si considera che in alcuni grandi distretti (Roma, Napoli) occorrono statutariamente un pari numero di firme.

Il Comitato Direttivo Centrale ritiene che occorra modificare lo statuto al fine di consentire una più ampia partecipazione alle elezioni delle giunte sezionali, costituendo un valore da perseguire quello dell'ampliamento delle posizioni culturali nelle quali si possono riconoscere i colleghi all'atto della scelta dei loro rappresentanti.

Il Comitato Direttivo centrale, ai sensi dell'art. 56 dello statuto dell'Associazione Nazionale Magistrati propone alla prossima assemblea generale la seguente modifica statutaria:

all'art. 43 comma 4 sostituire le parole ad un decimo  con al 5 %.

All'esito della modifica l'art. 43 comma 4 sarà cosi formulato:

Ogni lista di candidati non può comprendere più di sette nomi. Essa deve essere  presentata da un numero di soci non inferiore al 5 % di tutti gli iscritti alla sezione.


****************

Estratto del verbale del Comitato Direttivo Centrale del 25 giugno 2011

.... Il Comitato Direttivo Centrale decide all'unanimità che tutte le proposte di cui al punto 1) dell'ordine del giorno (discussione sulle modifiche dello Statuto dell'Anm) e gli emendamenti oggi presentati vengano portati all'assemblea generale.

****************

1 - INCOMPATIBILITA' E DECADENZA

PROPOSTA A)

Proposta condivisa dai componenti della commissione presenti alla riunione del 15 giugno (Palamara, Natoli, Mura, Caputo, Greco, Rossi, San Giorgio), in tema di incompatibilità e decadenza mediante l'aggiunta dell'art. 6 bis:

Art. 6 bis - Incompatibilità

Le cariche di componente Comitato Direttivo Centrale o di una Giunta Esecutiva Sezionale non possono essere ricoperte dagli associati che, nei tre anni precedenti alla data fissata per il rinnovo di tali organi, abbiano svolto:

  1. incarichi ministeriali apicali o di diretta collaborazione con Ministri;
  2. il ruolo di membro del Governo o del Parlamento;
  3. incarichi elettivi o di governo negli enti pubblici territoriali.

 

Fatti salvi gli obblighi derivanti da specifiche disposizioni di legge, i componenti del Comitato Direttivo Centrale o delle Giunte Esecutive Sezionali decadono dalla carica associativa in caso di:

  1. accettazione di una candidatura nelle elezioni politiche o amministrative;
  2. accettazione di incarichi ministeriali apicali o di diretta collaborazione con un Ministro;
  3. accettazione di incarico di membro del governo nazionale o degli organi di governo di enti pubblici territoriali;
  4. presentazione della candidatura alle elezioni per il Consiglio Superiore della Magistratura.

 

EMENDAMENTO DI GRAZIA ( allegato n° 1 del verbale Cdc 25 giugno 2011)

Nell'assumere le rispettive cariche il Presidente ed il Segretario Generale si impegnano, inoltre, a non candidarsi alle elezioni per il Consiglio superiore della magistratura nel corso del mandato e nei due anni successivi.

EMENDAMENTI CERRONI   ( Allegati n° 3 e n° 2 del verbale Cdc 25 giugno 2011)

  1. emendamento alla proposta A), con riferimento al comma 1 dell'art. 6 bis (incompatibilità), come formulato dalla Commissione riforma dello Statuto: sostituire il punto 1) con il seguente: "1. incarichi ministeriali apicali nei ministeri o negli uffici di diretta collaborazione".
  2. sub emendamento alla proposta A), con riferimento al comma 3 dell'art. 6 bis (incompatibilità), come formulato dalla Commissione riforma dello Statuto: sostituire alle parole: "… nei due anni successivi" le seguenti parole: "… nei tre anni successivi".

 

PROPOSTA B) Proposta Vaccari (a cui aderisce Reale)

A) Sostituire in tutti gli articoli dello statuto i termini  socio o soci con i termini, rispettivamente, di associato e associati

B) All'art. 5 primo periodo dopo "cariche sociali" aggiungere: "fatte salve le ipotesi di incompatibilità di cui all'art. 6 bis secondo periodo"

C) Sempre all'art. 5:

  • eliminare l'ultimo periodo (lo stesso viene riformulato all'art. 6 bis, primo e secondo periodo);
  • aggiungere in fine il seguente comma: "L'espulsione dell'associato è deliberata dal Comitato Direttivo Centrale previa diffida scritta dell'addebito all'associato e dopo aver dato modo a quest'ultimo di rendere le sue giustificazioni, nel termine massimo di quattro mesi dalla contestazione".

D) All'art. 6 eliminare gli ultimi tre periodi (gli stessi sono riformulati all'art. 6 bis)

E) Aggiungere prima dell'art. 7 il seguente articolo:

Art. 6 bis. - Incompatibilità

L'iscrizione all'Anm è incompatibile con:

  1. l'iscrizione a partiti politici e con l'assunzione di incarichi o cariche in partiti o formazioni politiche;
  2. l'appartenenza ad associazioni riservate o che comportino la sottoposizione degli iscritti a vincoli incompatibili con l'ordinamento democratico. E' considerata riservata ogni associazione che non consenta la conoscibilità dello statuto e delle relative fonti di finanziamento;
  3. il coinvolgimento in centri di potere affaristici.


La ricorrenza di una delle suddette ipotesi di incompatibilità comporta l'espulsione dall'associazione.

Le cariche di membro del Comitato Direttivo Centrale, della Giunta Esecutiva Centrale, o della Giunta Esecutiva Sezionale, non possono essere ricoperte dagli associati che, nei tre anni precedenti alla data fissata per il rinnovo di tali organi:

  1. abbiano ricoperto cariche ovvero abbiano svolto incarichi per i quali è previsto il collocamento fuori ruolo;
  2. abbiano svolto mandato di parlamentare o di consigliere regionale.


Gli associati che dovessero versare in una di tali cause di incompatibilità, decadono immediatamente dalla carica ricoperta in seno all'Anm.

Fatti salvi gli obblighi derivanti da specifiche disposizioni di legge, gli associati che ricoprano o abbiano ricoperto la carica di membro del Comitato Direttivo Centrale, della Giunta Esecutiva Centrale, o della Giunta Esecutiva Sezionale, non possono, per tutto il periodo del mandato e per un ulteriore periodo di cinque anni dalla cessazione della carica ricoperta in seno all'Anm:

  1. accettare candidature in elezioni politiche o amministrative;
  2. accettare incarichi apicali o di rappresentanza esterna presso uffici, dipartimenti o articolazioni, di ministeri, di organismi internazionali, di organi costituzionali, di rilevanza costituzionale, di autorità indipendenti;
  3. non possono parimenti assumere le cariche di Presidente, di membro del Comitato Direttivo o dei Comitati di gestione della Scuola Superiore della Magistratura;
  4. candidarsi alle elezioni per la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura e dei Consigli Giudiziari dello stesso distretto di Corte di Appello della cui Giunta Sezionale siano stati componenti.

Qualsiasi violazione delle disposizioni contenute nel presente comma comporta la immediata decadenza dalla carica ricoperta all'interno dell'associazione e la sospensione dei diritti sociali fin dal momento della violazione e per un periodo di cinque anni dalla cessazione della carica o dell'incarico».

F) All'art. 10, lett. b), è aggiunto, in fine, il seguente inciso:
« fatto salvo quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 6».

G) All'art. 60, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Le disposizioni di cui all'art. 6 bis e si applicano a far tempo dal primo rinnovo, successivo alla data di approvazione delle suddette disposizioni, delle cariche in seno all'Anm ivi contemplate».


2 - MODIFICHE DEGLI ARTT. 11 E 37 DELLO STATUTO
CONDIVISE DALLA TOTALITA' DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE

Art. 11 - Procedimento disciplinare

Il Collegio dei probiviri esercita l'azione disciplinare, ha poteri istruttori, delibera ed infligge le sanzioni con la maggioranza dei due terzi e può disporne la pubblicazione nel giornale e sul sito web dell'Associazione.

Contro il provvedimento sanzionatorio del Collegio dei probiviri è ammesso il ricorso dell'interessato al Comitato direttivo centrale entro trenta giorni dalla comunicazione. Il Comitato direttivo centrale può ordinare la sospensione dell'esecuzione del provvedimento disciplinare fino all'esito del ricorso.

Con la maggioranza dei due terzi dei votanti può confermare la sanzione.

Le deliberazioni sono adottate con voto segreto.

Art. 37 - Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei probiviri è composto da sei componenti, i quali, nella prima seduta successiva alle elezioni, eleggono nel loro seno il Presidente.

Non sono eleggibili i candidati alle elezioni del Comitato direttivo centrale che procede alla nomina.


3 - PROPOSTA DI MODIFICA STATUTARIA DEGLI ARTT. 25 E 29
DA PARTE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA'

Art. 25. - Liste dei candidati

Ogni lista non può comprendere un numero di candidati superiore a trentasei, pari a quello dei seggi da attribuire.

Nella composizione di ogni lista deve - a pena di inammissibilità - essere garantita la presenza paritaria di genere, ossia il 50% per ciascun genere, ed in caso di numero dispari di candidature una differenza di candidature tra i due generi uguale a uno.

La lista deve essere presentata da almeno cento soci. Nessun socio può presentare più di una lista. Anche le firme dei presentatori devono recare l'autenticazione del Presidente delle rispettive sezioni di appartenenza.

Non si può ricoprire la carica di componente del Comitato Direttivo Centrale per più di due volte consecutive.

Art. 29. - Operazioni dell'ufficio elettorale centrale

L'ufficio elettorale centrale, esaminati gli eventuali reclami, effettua i riepiloghi dei voti riportati da ciascuna lista in campo nazionale e di quelli riportati da ciascun candidato.

Quindi procede alla distribuzione dei seggi disponibili fra le varie liste concorrenti in proporzione dei voti da ciascuna riportati, trascurando gli eventuali resti. Nell'ambito di ciascuna lista i seggi sono assegnati ai candidati che abbiano riportato il maggior numero di suffragi (voti di lista più voti di preferenza), con il correttivo per il quale dopo ogni candidato eletto, a partire dal primo, viene considerato eletto (come secondo eletto della lista) il candidato dell'altro genere che abbia conseguito il susseguente maggior numero di suffragi e così via fino al completamento degli eletti di ogni lista). A parità di voti è preferito il candidato più anziano.

I seggi eventualmente residuati, dopo la distribuzione proporzionale di cui sopra, sono attribuiti facendo applicazione del meccanismo correttivo di cui al secondo periodo del secondo comma,ai candidati primi esclusi delle liste che abbiano riportato i resti maggiori.

EMENDAMENTO DI GRAZIA E CERRONI ( Allegato n° 4 verbale Cdc 25 giugno 2011)

Articolo 29, comma 2: con il correttivo per il quale vengono comunque considerati eletti nella misura del 30%, fino al completamento degli eletti di ogni lista, i candidati di ciascun genere che abbiano conseguito il maggior numero di suffragi.

Documenti e articoli correlati
http://www.associazionenazionalemagistrati.it/2011/07/31/assemblea_generale2011.aspx
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