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 ... la forza ... by Parkes... di Admin
 
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L'avvocato è un galantuomo che salva i vostri beni dai vostri nemici tenendoli per sé.

Heinrich Heine
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
All'inizio di questo processo è d'obbligo un augurio di buon lavoro al pm e ai giudici. Fin qui è stato fatto moltissimo per screditare le famiglie, imbavagliare i minori abusati e per sostenere i violenti. Ora la battaglia passa nelle mani dei periti, contro i quali c'è un solo metodo superiore a quello mediatico: la denuncia del pm. L.M.

IL CASO


Rignano Flaminio, parte il processo
per i cinque imputati

Tre maestre, il marito di una di loro e una bidella accusati di presunti abusi sessuali su 21 bambini

ROMA - Poche ore al processo che dovrà chiarire cosa accadde, tra il 2005 e il 2006 nell'asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio a pochi chilometri da Roma. Inizierà giovedì mattina, presso il Tribunale di Tivoli, il processo per i cinque imputati, tre maestre, il marito di una di loro e una bidella, coinvolti nei presunti abusi su almeno 21 bambini che frequentavano l'asilo. I cinque sono accusati, tra l'altro, di maltrattamento, violenza sessuale e stupro di gruppo: i reati sarebbero avvenuti nella scuola del paese alle porte di Roma tra il 2005 e il 2006.

L'ACCUSA - L'accusa si basa sul racconto fatto da alcuni bambini ai genitori: i piccoli sarebbero stati prima narcotizzati e poi avrebbero subito violenza sessuale in una villa poco distante dalla scuola, il tutto alla presenza di un uomo che avrebbe filmato gli incontri. Una vicenda che fin dal primo momento ha diviso l'Italia in innocentisti e colpevolisti. Il 24 aprile del 2007 vengono disposti gli arresti delle maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, una bidella, Cristina Lunerti e l'autore tv, nonchè marito dalla Del Meglio, Gianfranco Scancarello. In carcere finisce anche il benzinaio cingalese, Kelum Weramuni De Silva, la cui posizione verrà poi archiviata così come quella di un'altra maestra, Assunta Pisani. Dopo poche settimane, il 10 maggio del 2007, il Tribunale del Riesame li rimette in libertà smontando la tesi accusatoria, così come farà la corte di Cassazione. La Procura di Tivoli ha però proseguito nell'inchiesta raccogliendo «nuovi indizi» anche grazie all'incidente probatorio.

IL CASOLARE - Nel corso dell'atto istruttorio, nelle scorse settimane, i bambini avrebbero, inoltre, riconosciuto un altro casolare, il quarto della serie, che potrebbe essere stato il teatro dei presunti episodi di pedofilia. Quattro bambini hanno riconosciuto l«'ambiente» dove sarebbero avvenute le violenze sessuali. Si tratta del luogo che veniva descritto dai bambini come «la cucina bianca e rossa» e «il castello della paura». Gli altri luoghi, definiti in passato dai bambini 'castello cattivò durante gli interrogatori condotti da esperti, su cui si era concentrata l'attenzione degli investigatori a partire dal 12 ottobre 2006 (data del blitz dei carabinieri del Ris nella scuola) sono l'abitazione di una delle maestre rinviate a giudizio, un casolare nella campagne di Rignano Flaminio, quello in cui c'è una cucina con le mattonelle rosse e bianche, scoperto tempo fa, l'abitazione di una donna bosniaca che, dopo essere stata iscritta sul registro degli indagati dalla procura di Tivoli per violenza sessuale su minori si è resa irreperibile, e quello cui sta lavorando attualmente la polizia giudiziaria di Tivoli. (Fonte: Ansa).

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Di Loredana Morandi (del 26/05/2010 @ 17:41:19, in Osservatorio Famiglia, linkato 1344 volte)
Tutte le vite dei grandi Santi recano almeno un episodio di incontro con il Demonio. Il poveretto aveva davvero poco altro da fare che pregare e sperare nell'arrivo di un angelo e tra i racconti si sprecano gli agguati, le percosse e altro subito da quelle anime care al Signore. Il lavoro di Don Di Noto è la testimonianza di come il demonio abbia sottovalutato le capacità umane nel contrasto ai nuovi strumenti tecnologici della "tentazione", perché i "Santi" di oggi denunciano alla Polizia Postale... L.M.

Pedofilia/ Scoperto forum con bimbi a guinzaglio e violentati

La denuncia di Meter alla polizia postale di Catania


Roma, 26 mag. (Apcom) - Una bambina nuda e tenuta al guinzaglio come un cane, come i prigionieri iracheni di Abu Grahib. Un'altra con l'invito esplicito: "Violentami" scritto sul torace. Un'altra ancora violentata sul letto di un hotel, già identificato grazie alle scritte ricamate sulle lenzuola. E per finire un "murale" costituito dal collage di almeno 300 piccole vittime abusate in qualsiasi posizione. È questo il contenuto di un portale pedofilo segnalato oggi alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania da parte dei volontari dell'associazione Meter di don Fortunato Di Noto.

"Come mai da mesi segnalo - si chiede don Di Noto - siti, violenze, forum e video di ogni tipo ma nessuno si interessa di questo sui giornali? Forse perché sono un prete? Forse perché non vado in Tv a dire che un prete mi ha violentato? Mi aspetto una prova di maturità dalla stampa di questo Paese. Almeno spero", conclude.
 
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2010 @ 17:32:35, in Magistratura, linkato 1416 volte)
Manovra, magistrati in agitazione:
''Mina l'indipendenza delle toghe''

Sul piede di guerra anche i medici



ultimo aggiornamento: 26 maggio, ore 17:00
Roma - (Adnkronos) - L'Anm proclama lo stato di agitazione e promette proteste: "Misure inaccettabili". Per i medici del Ssn è "ingiusta e iniqua". L'Europa plaude alla manovra. Barroso: ''L'Italia va nella giusta direzione''. Nel pomeriggio Berlusconi e Tremonti illustrano il provvedimento. Ieri il via libera del Cdm, no di Cgil e Regioni (FORUM). Niente casa né lavoro, resta in famiglia oltre il 58% dei giovani (FORUM). Crisi 2008-2009 la più profonda della storia recente. Ocse: in Italia recessione finita ma ripresa lenta

Roma, 26 mag. - (Adnkronos) - La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati "proclama lo stato di agitazione e si riserva di proporre al Cdc, convocato per sabato 29 maggio, immediate iniziative di protesta contro la manovra economica del Governo che contiene misure inaccettabili per i magistrati e per il funzionamento del sistema giudiziario". Lo annuncia la stessa Anm, in una nota. Un intervento di questa natura, spiega l'Anm, "incide profondamente sullo status giuridico dei magistrati e sulla loro autonomia e indipendenza.

L'Anm ribadisce poi che "le retribuzioni dei magistrati vengono colpite tre volte: con il blocco dei meccanismi di progressione economica, con il blocco dell'adeguamento alla dinamica dei contratti pubblici e, addirittura, con un prelievo forzoso sugli stipendi. Sono interventi incostituzionali e palesemente punitivi nei confronti dei magistrati".

La progressione economica dei magistrati, prosegue l'Anm, "non è un automatismo, ma è vincolata a periodiche valutazioni di professionalità e l'adeguamento triennale rappresenta soltanto una modalità di allineamento, per giunta ex post, della retribuzione dei magistrati alla media degli aumenti già conseguiti dal personale pubblico contrattualizzato, peraltro con l'esclusione dal calcolo di significative voci retributive dei dirigenti pubblici (che sono quelle, sia detto per inciso, che hanno maggiormente determinato l'aumento della spesa del settore negli ultimi anni)".

Sul piede di guerra anche i medici del Servizio sanitario nazionale uniti contro la manovra finanziaria varata dal governo. Ai camici bianchi, dipendenti del pubblico impiego, non piace per nulla il provvedimento messo a punto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Lo ritengono "ingiusto e iniquo", che va a colpire "i soliti noti".

Non solo. Se alcune misure previste dal documento varato ieri in Consiglio dei ministri non saranno riviste, "a pagare saranno anche i pazienti, che per avere assistenza saranno costretti a rivolgersi sempre di più al privato". E' il quadro a tinte fosche tratteggiato all'Adnkronos Salute da alcune tra le principali organizzazioni sindacali della dirigenza medica del Ssn: Anaao Assomed, Cimo-Asmd e Fp Cgil medici. Sindacati delusi dalla manovra ma pronti a dare battaglia. "La prossima settimana - dichiara il vicesegretario nazionale dell'Anaao Assomed Costantino Troise, che conferma la mobilitazione della categoria - cercheremo di organizzare una riunione con tutte le sigle per fare il punto e per decidere quali iniziative intraprendere. L'intenzione è quella di ottenere la rimodulazione dei punti più negativi della manovra. Prima che il decreto diventi legge".

Un invito raccolto subito dal segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza: "Siamo disponibili a iniziative unitarie e ad azioni di protesta contro questa manovra iniqua, a difesa della categoria e dell'intero sistema sanitario". I punti della manovra che più preoccupano i camici bianchi riguardano il blocco contrattuale, l'aliquota fiscale aggiuntiva per i redditi superiori a 90 mila euro e il blocco del turn over.

La Rassegna

Manovra/ Anm: Pronti alla protesta, mina indipendenza toghe -2-

Virgilio - ‎6 minuti fa‎
Roma, 26 mag. (Apcom) - "La progressione economica dei magistrati - spiega l'Anm - non è un automatismo, ma è vincolata a periodiche valutazioni di professionalità e l'adeguamento triennale rappresenta soltanto una modalità di allineamento, ...

Magistrati contro i tagli: iniziativa punitiva e anticostituzionale

Libero-News.it - ‎32 minuti fa‎
ra i dipendenti pubblici, i primi a protestare contro i tagli in manovra sono i magistrati. Attraverso una nota dell'Anm, associazione nazionale magistrati, i giudici denunciano i rischi derivanti dalla manovra appena approvata dal governo. ...

Manovra, magistrati in agitazione: ''Mina l'indipendenza delle ...

Adnkronos/IGN - ‎7 minuti fa‎
Roma, 26 mag. - (Adnkronos) - La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati "proclama lo stato di agitazione e si riserva di proporre al Cdc, convocato per sabato 29 maggio, immediate iniziative di protesta contro la manovra ...

MANOVRA: ANM PROCLAMA STATO AGITAZIONE,MINA NOSTRA INDIPENDENZA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎8 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 26 mag. - "Un intervento di questa natura incide profondamente sullo status giuridico dei magistrati e sulla loro autonomia e indipendenza". Contro la manovra economica del governo, "che contiene misure inaccettabili per i magistrati e ...

Manovra, l'Associazione magistrati all'attacco: "Misure ...

Italiainformazioni - ‎6 minuti fa‎
Nella manovra ci sono 'misure inaccettabili' e l'Associazione nazionale magistrati proclama lo stato di agitazione.Il sindacato delle toghe, commentando il documento approvato dal Consiglio dei ministri, parla di 'interventi punitivi che minano ...

Manovra: Anm, pronti a protesta

euronews - ‎47 minuti fa‎
(ANSA) – ROMA, 26 MAG – Nella manovra ci sono 'misureinaccettabili' e l'Associazione nazionale magistrati proclama lostato di agitazione.Il sindacato delle toghe, commentando ildocumento approvato dal Consiglio dei ministri, parla di'interventi ...
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2010 @ 17:25:20, in Magistratura, linkato 1746 volte)
PARMALAT: CONFERMATI
10 ANNI IN APPELLO A TANZI



(AGI) - Milano, 26 mag. - I giudici della seconda sezione penale d'appello del tribunale di Milano hanno confermato la sentenza a 10 anni di reclusione per Calisto Tanzi nel processo milanese sul crack Parmalat. Due le novita' del verdetto d'appello rispetto al primo grado: la condanna a 3 anni del consigliere indipendente Luciano Silingardi e la condanna a 2 anni e 6 mesi dell'ex responsabile di Parmalat Venezuela, Giovanni Bonici.

La Rassegna

Crac Parmalat: confermati 10 anni a Tanzi

Il Sole 24 Ore - ‎26 minuti fa‎
La Corte di Appello di Milano ha confermato la pena di dieci anni di reclusione inflitta inprimo grado a Calisto Tanzi per il crack Parmalat. Oltre a Tanzi, ha condannato a due anni e sei mesi di reclusione Giovanni Bonici ea tre anni di reclusione ...

Crac Parmalat, 10 anni a Tanzi«E dovrà risarcire 100 milioni»

Corriere della Sera - ‎49 minuti fa‎
La procura aveva chiesto 11 anni e un mese. Il legale dell'ex patron: Ricorso in cassazione La procura aveva chiesto 11 anni e un mese. Il legale dell'ex patron: Ricorso in cassazione MILANO - Nessuno sconto per Calisto Tanzi: la Corte d'appello di ...

Appello Parmalat, confermata condanna Tanzi a 10 anni

Reuters Italia - ‎37 minuti fa‎
MILANO (Reuters) - La Corte d'Appello di Milano ha confermato oggi la condanna a 10 anni di reclusione per l'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi nel processo di secondo grado per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza nell'ambito del crack del ...

Parmalat, confermata condanna 10 anni a Tanzi

La Repubblica - ‎19 minuti fa‎
(Teleborsa) - Roma, 26 mag - Nessuno sconto per Calisto Tanzi. La Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione per l'ex numero uno dell'azienda di Collecchio, nell'ambito del processo di secondo grado per aggiotaggio e ...

Parmalat, Tanzi sorpreso a vendere quadri
TGCOM - ‎48 minuti fa‎
Il settimanale Oggi pubblica una sequenza fotografica in cui Calisto Tanzi, ex patron di Parmalat, è ripreso mentre consegna a un mercante d'arte un grande quadro. Tanzi è stato al centro di un crac da 14 miliardi di euro che ha coinvolto almeno 42 ...

Crac Parmalat: confermata in appello condanna a 10 anni a Tanzi

Borsa Italiana - ‎37 minuti fa‎
MILANO (MF-DJ)--Il collegio giudicante della 2a sezione penale della Corte d'Appello del Tribunale di Milano, presieduto dal giudice Clotilde Maria Calia, ha provveduto ad una parziale riforma della sentenza di primo grado del processo sul crac ...

Parmalat, confermati in Appello dieci anni a Tanzi

La Repubblica - ‎49 minuti fa‎
MILANO - La Corte di Appello di Milano ha confermato la condanna a dieci anni di reclusione inflitta in primo grado a Calisto Tanzi per il crac Parmalat. Due le novità del verdetto d'appello rispetto al primo grado: la condanna a 3 anni del consigliere ...

Crac Parmalat: Appello conferma pena a Tanzi 10 anni e ...

il Giornale - ‎10 minuti fa‎
Confermata la pena inflitta in primo grado per aggiotaggio e ostacolo agli organismi di vigilanza. Tanzi dovrà risarcire circa 105 milioni di euro, cioè il 30% del danno, ai risparmiatori danneggiati dal Milano - Dieci anni di reclusione per Calisto ...

Parmalat: appello; a Milano confermati dieci anni per Tanzi

ANSA - ‎35 minuti fa‎
(ANSA) - MILANO, 26 MAG - La Corte di Appello di Milano ha confermato la pena di dieci anni di reclusione inflitta in primo grado a Calisto Tanzi per il crac Parmalat. La Corte ha condannato anche a 2 anni e 6 mesi di reclusione Giovanni Bonici ea tre ...

Dieci anni di carcere per Tanzi

Rainews24 - ‎1 ora fa‎
La Corte di Appello di Milano ha confermato la pena di dieci anni di reclusione inflitta in primo grado a Calisto Tanzi per il crack Parmalat il 19 dicembre del 2008. Condannati anche 2 manager che erano stati assolti in primo grado La Corte di Appello ...

Parmalat:confermati 10 anni a Tanzi

ANSA - ‎37 minuti fa‎
(ANSA) - MILANO, 26 MAG - La Corte di Appello di Milano ha confermato la pena a 10 anni di reclusione inflitta in primo grado a Calisto Tanzi per il crack Parmalat. Tanzi dovra' risarcire ai risparmiatori, 32 mila persone associate in un Comitato, ...

Parmalat, pena confermata in appello: 10 anni a Tanzi

ANSA - ‎54 minuti fa‎
MILANO - La Corte di Appello di Milano ha confermato la pena di dieci anni di reclusione inflitta in primo grado a Calisto Tanzi per il crack Parmalat. Per Tanzi, condannato in primo grado a 10 anni, il pm di Milano Eugenio Fusco e il sostituto pg ...

Parmalat,confermati 10 anni a Tanzi

TGCOM - ‎1 ora fa‎
I giudici della seconda corte d'Appello di Milano hanno confermato la condanna a 10 anni di reclusione inflitta già in primo grado nei confronti dell'ex patron della Parmalat, Calisto Tanzi. L'imprenditore è stato quindi giudicato colpevole per reati ...

Crac Parmalat, 10 anni a Tanzi

Libero-News.it - ‎54 minuti fa‎
ieci anni di reclusione per Calisto Tanzi. Dopo sei ore di camera di consiglio, i giudici della seconda sezione della corte d'appello di Milano hanno così confermato la condanna emessa in primo grado per l'ex patron della Parmalat, ...

Parmalat: corte Appello Milano condanna due manager assolti in ...

Libero-News.it - ‎46 minuti fa‎
Milano, 26 mag. - (Adnkronos) - In parziale riforma della sentenza emessa dal tribunale di Milano nel dicembre 2008, i giudici della corte d'Appello del capoluogo lombardo, hanno nel pomeriggio dichiarato colpevoli due degli imputati che erano stati ...

Crac Parmalat: 10 anni per Tanzi

La Voce d'Italia - ‎30 minuti fa‎
Dopo sei ore di camera di consiglio i giudici hanno espresso la loro sentenza: dieci anni di reclusione per Callisto Tanzi, ex patron della Parmalat, confermando così la condanna di primo grado. Tanzi dovrà risarcire - insieme ai manager Giovanni ...

PARMALAT: PRIMO GRADO TANZI UNICO CONDANNATO, OGGI 3 CONDANNE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎24 minuti fa‎
(AGI) - Milano, 18 dic. - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano e il loro presidente, Luisa Ponti, avevano condannato in primo grado il 18 dicembre del 2008 Calisto Tanzi a 10 anni di reclusione con l'accusa di aggiotaggio e ...

Parmalat, la condanna di Tanzi confermata in appello

SoldiOnline.it - ‎22 minuti fa‎
La corte d'appello di Milano ha confermato la sentenza di condanna di Calisto Tanzi, nell'ambito del fallimento di Parmalat. L'ex numero uno della società è stato condannato a 10 anni di reclusione. I magistrati hanno condannato anche altri due ex ...

PARMALAT: TANZI CONDANNATO A PAGARE 100 MILIONI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎6 minuti fa‎
(AGI) - Milano, 26 mag. - Calisto Tanzi dovra' pagare, insieme ai manager Giovanni Bonici e Luciano Silingardi, una somma di circa 100 milioni ai risparmiatori che si sono costituiti parte civile. Lo hanno deciso i giudici della seconda sezione ...

Parmalat, Tanzi: confermata la condanna a 10 anni ...

Corriere Informazione - ‎27 minuti fa‎
La corte d'appello di Milano, dopo sei ore di riunione iniziata questa mattina alle 10.25, ha sentenziato in merito alla vicenda che aveva visto coinvolto Caltisto Tanzi nel tracollo della Parmalat nel 2003. Una parziale modifica, rispetto al processo ...

10 anni e 100 milioni di risarcimento

L'Espresso - ‎17 minuti fa‎
La Corte di Milano ribadisce la pena detentiva inflitta in primo grado e ordina una maxi-riparazione per i 32 risparmiatori coinvolti nel crac. Condannati altri due manager. Il legale dell'ex patron: "Ricorreremo in Cassazione" MILANO - La Corte di ...

Crack Parmalat: confermati in appello dieci anni a Tanzi

Quotidiano Nazionale - ‎49 minuti fa‎
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010. Alla fine del riquadro di spiegazione ne ...

PARMALAT: CORTE D'APPELLO CONFERMA 10 ANNI PER TANZI

Agenzia di Stampa Asca - ‎50 minuti fa‎
(ASCA) - Milano, 26 mag - La Corte d'Appello di Milano ha confermato una condanna di 10 anni per Calisto Tanzi, accusato di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza nell'ambito del processo milanese sul crack Parmalat. ...

Italia: Calisto Tanzi condannato a dieci anni di carcere in appello

Sabato Sera Online - ‎1 ora fa‎
Italia. Il settantunenne fondatore di Parmalat, Calisto Tanzi è stato condannato a dieci anni di carcere dai giudici della seconda sezione della corte d'appello di Milano nel processo Parmalat, dove Tanzi e altri imputati rispondono di aggiotaggio, ...

Appello Parmalat, giudici Milano in camera di consiglio

Reuters Italia - ‎6 ore fa‎
MILANO (Reuters) - I giudici della Corte d'Appello di Milano sono entrati in camera di consiglio attorno alle 10 e un quarto per emettere la sentenza di secondo grado nel processo per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza nell'ambito del ...

Crac Parmalat, confermati 10 anni a Tanzi: 100 milioni di euro ai ...

Il Salvagente - ‎13 minuti fa‎
La corte d'Appello non fa sconti all'ex patron. Il legale: "Ricorriamo in Cassazione" Nessuno sconto sul caso Parmalat. La Corte d'appello di Milano - dopo circa 5 ore e mezza di camera di Consiglio - ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione ...

Crac Parmalat: attesa nel pomeriggio sentenza in Appello

Borsa Italiana - ‎6 ore fa‎
MILANO (MF-DJ)--La sentenza della Corte d'Appello del Tribunale di Milano per il processo sul crac Parmalat e' attesa per meta' pomeriggio. E' quanto ha stabilito il collegio giudicante, riunitosi da pochi minuti in camera di consiglio. ...

Parmalat in rosso in attesa di una sentenza d'appello

La Stampa - ‎5 ore fa‎
Parmalat in controtendenza a Milano: il titolo della società di Collecchio cede lo 0,43% e si riporta a 1,86 euro dopo aver toccato un minimo a quota 1,85. Per oggi pomeriggio è attesa la sentenza della Corte d'Appello del Tribunale di Milano per il ...

Parmalat, nel pomeriggio sentenza appello processo a Milano

Milano Finanza - ‎5 ore fa‎
E' attesa per oggi pomeriggio la sentenza di secondo grado del processo in appello per aggiotaggio su titoli Parmalat. I giudici della seconda Corte d'appello del tribunale di Milano si sono chiusi in camera di consiglio e hanno annunciato che la loro ...

Calisto Tanzi: condannato a 10 anni per il Crac Parmalat

NanoPress (Blog) - ‎12 minuti fa‎
Calisto Tanzi è stato condannato. La Corte d'Appello di Milano ha, infatti, confermato la condanna pari a dieci anni di reclusione, per l'ormai tristemente famoso Crac della Parmalat, che aveva mandato in rovina moltissimi consumatori italiani, ..

Parmalat: pena confermata, 10 anni a Tanzi

Bluewin - ‎51 minuti fa‎
La corte di appello di Milano ha confermato la pena di dieci anni di reclusione inflitta in primo grado all'imprenditore Calisto Tanzi per il crack della Parmalat, di cui era proprietario, nel 2003. Tanzi era già stato condannato alla stessa pena il 18 ...

Crac Parmalat, attesa per la sentenza d'appello

Radio Lombardia - ‎3 ore fa‎
E' attesa nel pomeriggio la sentenza nel processo milanese d'appello a carico di Calisto Tanzi e altri imputati, sulla vicenda del crac Parmalat del 2003. Per Tanzi, condannato in primo grado a 10 anni, l'accusa ha chiesto un aumento della pena e una ...
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2010 @ 17:17:30, in Osservatorio Famiglia, linkato 1427 volte)
CASSAZIONE
AVANCES SESSUALI AD ALUNNE,
PROF VA LICENZIATO

(AGI) - Roma, 26 mag. - Atteggiamenti "sconci" e "dall'inequivoco contenuto sessuale" tenuti in classe di fronte agli studenti costano al professore la perdita del proprio posto di lavoro. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la destituzione dal servizio inflitta, dopo un procedimento disciplinare, ad un docente di Diritto ed Economia che prestava servizio presso una scuola di Matera. A denunciarlo era stata la preside della scuola, sulla base di fatti che le erano stati riferiti da numerose alunne della quinta classe, le quali avevano reso note le "attenzioni fisiche e allusioni sessuali", le "palapazioni corporee maldestramente celate" tenute nei loro confronti dal professore, il quale faceva anche "discorsi ed atteggiamenti turpi" in coincidenza delle lezioni o in occasione di manifestazioni scolastiche svolte in ambienti esterni. L'uomo, si legge nella sentenza 12.848 della Sezione Lavoro della Suprema Corte, era stato anche sottoposto ad un processo penale, terminato con sentenza di patteggiamento. A suo carico, dunque, era stata disposta un'ispezione, conclusasi con il decreto ministeriale di destituzione dal servizio. Contro tale decisione del Consiglio Nazionale di Disciplina della Pubblica Istruzione, il docente aveva presentato ricorso presso il Tribunale del Lavoro, chiedendone l'annullamento e sottolineando "l'insussistenza dei presupposti di fatto richiesti ai fini dell'irrogazione della sanzione espulsiva, ma il Tribunale di Matera e la Corte d'Appello poi avevano rigettato i suoi appelli. Anche la Cassazione ha condiviso i verdetti dei giudici di merito e rigettato dunque il ricorso del professore.

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PEDOFILIA: NONNO VIOLENTA NIPOTI E FILMA ABUSI


(AGI) - Catania, 26 mag. - Questa volta l'orco ha il volto del nonno. E' lui il violentatore delle tre bimbe che gli venivano affidate dai genitori delle vittime. L'uomo, un operaio siciliano di 52 anni, riprendeva gli abusi col telefonino. Le tre nipotine, di eta' compresa tra i 10 e i 12 anni, hanno subito uno trauma e uno choc tali che dinanzi allo psicologo infantile hanno fatto scena muta. Non sono riuscite a pronunciare una sola parola. Una di loro si e' lasciata andare con uno scritto, pochissime frasi in cui raccontava le avances e le violenze del nonno. Dopo i primi sospetti, i racconti strozzati delle piccole ai genitori, figlia e genero del pedofilo; infine la denuncia alla polizia.
  La procura distrettuale di Catania ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di fermo e un ordine di carcerazione, eseguito dalla Polizia Postale, per violenza sessuale nei confronti di minori e produzione di materiale pedopornografico. E' stato lo smarrimento e il casuale ritrovamento della scheda di memoria, da parte della figlia del pedofilo, di uno dei cellulari che ha consentito l'avvio delle indagini. La donna ha voluto vedere cosa contenesse, insospettita dall'ansia del padre, e ha fatto la terribile scoperta: ha visto le immagini degli abusi e sentito la voce di una bambina che si rivolgeva al "nonno". Da qui la denuncia alla polizia. L'analisi delle memorie, svolta dagli uomini della Polizia Postale, ha consentito di estrapolare i video degli abusi e, considerato che l'uomo non veniva ripreso in volto, alcuni elementi utili per la sua certa identificazione. I magistrati che hanno coordinato le indagini, il procuratore aggiunto Marisa Scavo e il sostituto Antonella Barrera, hanno proceduto agli interrogatori, con l'assistenza di un neuropsichiatra infantile, delle bimbe da cui sono giunte le conferme alle violenze subite.        

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PEDOFILIA: VESCOVO LODI, AMAREZZA PER ARRESTO DON PEZZINI


(AGI) - Milano, 26 mag. - Amarezza per la notizia dell'arresto di don Domenico Pezzini, ma fiducia nella magistratura. Il vescovo di Lodi, Giuseppe Merisi, commenta cosi', con delle dichiarazioni apparse oggi sul quotidinao 'il Cittadino' di Lodi, l'arresto del sacerdote per violenza sessuale aggravata, accusato di avere avuto dei rapporti sessuali con un ragazzo 16enne che all'epoca dei fatti aveva 13 anni. "Siamo molto amareggiati - ha detto monsignor Merisi - per le notizie relative all'arresto di don Domenico Pezzini, che ci ha colto completamente di sorpresa". In casa di don Pezzini, nel corso di una perquisizione, gli agenti della Squadra Mobile di Milano avrebbero trovato anche materiale pedopornografico. Il vescovo spiega: "Don Pezzini risiede e opera a Milano da oltre quarant'anni e non ha incarichi nella nostra diocesi di Lodi.
  Cio' nonostante siamo in attesa di conoscere qualche dettaglio in piu' che ci aiuti a chiarire le dimensioni della vicenda, che comunque guarderemo con il rispetto rigoroso delle norme canoniche, nella naturale fiducia verso la magistratura civile.
  Intanto chiediamo la preghiera di tutti". Don Pezzini, gia' docente di Linguistica inglese all'Universita' di Verona e di Lingua inglese in quella di Sassari, e' autore di apprezzate pubblicazioni di letteratura medievale, ed e' stato tra i fondatori del gruppo 'La Fonte' nel 1986, che si riunisce a Milano alla ricerca di un'integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana. (AGI) Cli/Cre
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Caso Claps: Restivo nuove accuse
per l'omicidio di una sudcoreana



L'uomo, arrestato per l'omicidio di Heather Barnet è ora sospettato per l'omicidio di Jong Ok Shin, detta Oki, una studentessa sudcoreana uccisa il 12 luglio 2002 sempre a Bournemouth, quattro mesi prima del delitto Barnett.

Contro Restivo si sta muovendo inoltre la difesa di Omar Benguit, l'uomo condannato dalla magistratura londinese per l'omicidio di Jong Ok Shin. Secondo il legale la donna sarebbe stata uccisa con 3 colpi di forbice alle spalle, in Malmesbury Park Road a pochi isolati di distanza dall'abitazione di Restivo. Dalle rilevazioni risulta inoltre che le fu tagliata una ciocca di capelli.

I capelli sembrano essere il tema ricorrente di questo "profilo seriale", ma allora, come ha fatto a nascondersi per anni e anni?

L.M.

La Rassegna

Inghilterra, nuove accuse a Restivo Contestato l'omidicio di una ...

La Stampa - ‎20 minuti fa‎
Nuove accuse contro Danilo Restivo in Inghilterra. L'uomo, indagato per l'omicidio di Elisa Claps a Potenza ed arrestato per l'omicidio di Heather Barnett a Bournemouth, è ora accusato anche dell'omicidio di Jong Ok Shin, detta Oki, ...
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Magistratura Democratica



UN GOVERNO CHE PENALIZZA I MAGISTRATI,
MORTIFICA IL PERSONALE GIUDIZIARIO,
VUOLE DISTRUGGERE LA GIUSTIZIA.




La manovra economica del Governo, pur nel quadro di comprensibili obiettivi di contenimento,  si abbatte sulla giustizia, in tutte le sue componenti, in termini gravemente penalizzanti.
I magistrati sono colpiti su due piani, con il prelievo forzoso per i redditi di importo superiore a 90.000 euro, che, ricordiamo, corrispondono a stipendi mensili superiori a 3500 euro, e con il blocco di ogni aumento di stipendio (pare anche in caso di progressioni di carriera dovute a positiva valutazione di professionalità).  In tal modo,  si altera la stessa struttura del trattamento economico, e si provoca una reale riduzione degli stipendi, contraria ad ogni principio di irriducibilità della retribuzione.
Il personale giudiziario, sin qui mortificato per la mancata riqualificazione e per l’impossibilità di progressioni in carriera, subisce oggi la sterilizzazione di quegli aumenti già concordati in sede di contrattazione collettiva.
Sia per i magistrati, sia per il personale giudiziario,  il blocco viene addirittura ad essere retroattivo,  prevedendosi  che per quattro anni di qui in avanti il trattamento economico complessivo non potrà essere superiore al trattamento in godimento nell’anno 2009.
La giustizia, già drasticamente colpita con il taglio degli organici del personale, il blocco del turn over  e un taglio dei consumi intermedi del 30 % nel 2010 e del 42 % nel 2011, vede un’ulteriore proroga del blocco del turn over per due anni ed un ulteriore taglio del 10 %. Ciò comporta che gli uffici giudiziari dovrebbero continuare a funzionare con una riduzione effettiva che arriva quasi al 25 % del personale e con fondi che ammontano a stento al 50 % di quanto stanziato nel 2008.
Questo avviene  mentre con disegni di legge come quello sulle intercettazioni telefoniche viene  messa in dubbio la stessa possibilità di svolgere indagini e si creano ulteriori, ingenti problemi organizzativi agli uffici.
Il quadro si completa fino a rappresentare una vera strategia d’insieme. I cittadini debbono sapere di chi è la responsabilità se, nonostante lo sforzo di magistrati, cancellieri, avvocati,  non si riuscirà a far funzionare questa macchina.
Siamo tutti consapevoli della situazione del Paese e dunque disposti a dare il nostro contributo, ma dobbiamo denunciare con forza che la manovra messa in campo è gravemente iniqua e penalizzante non solo per i magistrati, ma per il complessivo andamento della giustizia.
Prendiamo atto del positivo impegno messo in campo dalla Giunta dell’Associazione magistrati e dal Comitato intermagistrature:  crediamo che l’iniziativa di pressione e protesta debba continuare e rafforzarsi, attraverso momenti di informazione della pubblica opinione sulla realtà attuale della giustizia, e con la mobilitazione generale di tutti gli operatori della giustizia.

25 maggio 2010
L'Esecutivo di Magistratura democratica     
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2010 @ 08:03:23, in Magistratura, linkato 1492 volte)
Comitato di Coordinamento fra le Magistrature e l’Avvocatura di Stato
 

Manovra, Comitato Intermagistrature ricevuto da Letta


Questa mattina una delegazione del Comitato di coordinamento fra le Magistrature e l'Avvocatura dello Stato, presieduta dal segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Cascini, è stata ricevuta dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, on. Gianni Letta.

I rappresentanti delle associazioni hanno manifestato allarme e preoccupazione per le misure economiche anticipate dalla stampa, consegnando all'on. Letta un documento nel quale sono rappresentati gli evidenti profili di incostituzionalità degli interventi annunciati.

L'on. Letta ha preso atto della fondatezza e della pertinenza dei rilievi e delle osservazioni avanzati dal Comitato e ha garantito un suo personale impegno diretto ad assicurare che la manovra in discussione non contenga misure eccessivamente penalizzanti per i magistrati rispetto alle altre categorie e ad evitare interventi che incidano, direttamente o indirettamente, in maniera stabile, sulla struttura della retribuzione.

Roma, 25 maggio 2010


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 Comitato di Coordinamento fra le Magistrature e l’Avvocatura di Stato



 Il Comitato Intermagistrature esprime netta contrarietà alle misure annunciate tramite gli organi di stampa.

In un momento di crisi, in cui si chiedono sacrifici generalizzati, sarebbe doveroso assicurare in primo luogo quella trasparenza dei processi decisionali e dei contenuti, che sola consente il controllo sociale sulla reale pertinenza delle misure che si intende adottare con la gravità della crisi e sull’equità delle misure medesime, condizioni minime per invocare un atteggiamento consapevole e responsabile dei cittadini.

Misure eccessivamente penalizzanti  nei confronti delle magistrature, sia in termini assoluti che nel raffronto con altre categorie del settore pubblico e privato, appaiono inaccettabili e si rivelano oggettivamente idonee a colpire i meccanismi di garanzia dell’autonomia della magistratura.

Per questo esprimiamo una particolare preoccupazione per gli interventi aventi ad oggetto la progressione economica per classi e scatti e l’adeguamento triennale della retribuzione.

Contrariamente a quanto spesso si dice, i suddetti meccanismi non costituiscono meri automatismi di carriera, ma rappresentano il metodo logicamente conseguente a un sistema in cui, per garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, la retribuzione è stabilita per legge e, conseguentemente è stabilita per legge, e in maniera automatica, ogni forma di progressione volta quanto meno ad assorbire la perdita programmata del potere di acquisto. Unica alternativa a questo sistema sarebbe collegare la progressione economica a forme di contrattualizzazione, che politica e magistratura hanno da sempre concordemente deciso di evitare, proprio per salvaguardare l’autonomia della seconda.

In particolare, va ricordato che il meccanismo dell’adeguamento triennale, lungi dall’essere un privilegio, rappresenta solo l’adeguamento, e per giunta ex post, della retribuzione dei magistrati alla media degli aumenti già conseguiti dal personale pubblico contrattualizzato, per giunta con l’esclusione dal calcolo di significative voci retributive dei dirigenti pubblici.

Sul punto la Corte Costituzionale ha ribadito che tale meccanismo  rappresenta l’attuazione del precetto costituzionale dell'indipendenza dei magistrati (sent. n. 42 del 1993), che va salvaguardato anche sotto il profilo economico (sent. n. 1 del 1978), evitando, tra l'altro, che essi siano soggetti a periodiche rivendicazioni nei confronti di altri poteri, così che esso concretizza una guarentigia idonea a tale scopo (sentenza n. 238 del 1990).

In conclusione, un intervento su questi meccanismi inciderebbe profondamente sullo status giuridico dei magistrati ed sulla loro collocazione istituzionale di autonomia e indipendenza.

Quanto alla disposizione con la quale si prevederebbe una decurtazione del trattamento economico dei magistrati, l’incostituzionalità dell’intervento appare di tutta evidenza. Sia per i profili appena richiamati di stretta correlazione tra indipendenza della magistratura e trattamento economico, che per la palese violazione dei principi di eguaglianza e di progressività del sistema fiscale che deriverebbe dalla introduzione di una imposta fissa a carico esclusivamente di una categoria di dipendenti pubblici.

Ad ogni modo, occorre che i sacrifici siano equamente distribuiti, con particolare riferimento all’importo reale, effettivo e onnicomprensivo dei redditi da lavoro pubblico sotto qualsiasi forma e a una platea di soggetti che non tolleri esclusioni, più o meno mascherate.

A tal fine occorre un’operazione di trasparenza che consenta di comparare le posizioni coinvolte dai sacrifici in modo tale che tutti vi concorrano in misura progressiva rispetto al reddito percepito a carico del settore pubblico allargato.

Roma 24.5.2010
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Unità per la Costituzione
UNICOST

 

manifesta il proprio allarme  per le annunciate proposte di interventi finanziari che, addirittura, vogliono spingersi sino a forme di riduzione degli stipendi dei magistrati;

confida che la Giunta nazionale della ANM, anche attraverso l'attività del Comitato Intermagistrature, sappia rappresentare al Governo lo sconcerto della magistratura italiana per una manovra che, pur nella comprensione delle possibili forme di solidarietà, sembra dimenticare la situazione di grande disagio in cui già versano i magistrati italiani per il carico di lavoro e di responsabilità di cui sono gravati;

evidenzia la inaccettabilità di proposte che, senza effettiva comprensione delle concrete dinamiche degli stipendi dei magistrati, vorrebbero influire contestualmente sugli scatti biennali, sul meccanismo di adeguamento triennale e su una riduzione secca delle retribuzioni superiori ad un certo importo ( euro 80.000). Una prospettiva che, per effetto delle indicate dinamiche, influirebbe pesantemente anche sui futuri stipendi del triennio successivo.

Una simile manovra pone dubbi di costituzionalità che non potranno non comportare un contenzioso che, oltre tutto, risulterà dannoso per l'immagine stessa dei rapporti tra Esecutivo e Giudiziario.

Ultima considerazione è quella che il ventilato blocco rischia di determinare non solo la "fuga" dei magistrati più anziani, già in posizione pensionabile per età anagrafica e di servizio, ma soprattutto una ferma reazione verso una iniziativa che - ancora una volta - rende i magistrati un comodo bersaglio per il semplice motivo che è l'unica categoria che fa parte della esigua percentuale dei contribuenti " ricchi"  ( 1% del totale) solo perché, a differenza degli altri contribuenti della stessa fascia, si tratta di categoria oggetto di tassazione elevata alla fonte.

Assicura alla Giunta della ANM il proprio sostegno per la ricerca di soluzioni adeguate al ruolo ed alla dignità della magistratura.
 

Il  Segretario  Generale
Marcello Matera  
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2010 @ 07:55:12, in Magistratura, linkato 1362 volte)
Associazione Nazionale Magistrati



Meno informazione e meno sicurezza per cittadini

L’Anm interviene alla manifestazione contro il ddl intercettazioni

 
Il segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini, è intervenuto oggi alla manifestazione indetta dai firmatari dell'appello ‘per la libertà di informazione, per le libertà costituzionali, no alla legge bavaglio’ che si è tenuta al teatro dell’Angelo di Roma.

Cascini ha ribadito la posizione dell’Anm in materia di intercettazioni.

Il ddl va a incidere in modo negativo sia sul versante dell'informazione sia su quello della sicurezza dei cittadini.

Quanto alla libertà di stampa, gli effetti sono paradossali perché non sarà possibile dare alcuna notizia, anche di sicuro interesse pubblico, fino alla chiusura delle indagini. Tale divieto di pubblicazione rappresenta  un’inaccettabile limitazione al diritto/dovere di informazione e di cronaca garantito dall’articolo 21 della Costituzione.

Sul versante della capacità investigativa di forze dell'ordine e magistrati, è di tutta evidenza che il complesso di norme da approvare o in discussione renderà impossibile l'uso delle intercettazioni ambientali per gravi reati, dagli omicidi ai sequestri di persona, dalle violenze sessuali ai reati di immigrazione clandestina, fino al riciclaggio e alla corruzione. E seppure si riuscissero a fare le intercettazioni potrebbero durare soltanto due mesi, un tempo talmente breve da renderle sostanzialmente inutili.

Gli effetti saranno devastanti anche per le indagini per i reati legati alla criminalità organizzata perché per individuare le attività di un’organizzazione criminale si deve partire dagli accertamenti su reati come l’usura, la corruzione o il riciclaggio. Questa legge, rendendo più difficile l’accertamento di questi reati, farà diventare  impenetrabile l’invisibilità delle organizzazioni criminali.

Roma, 24 maggio 2010
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