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 Miuu significa "bellissima piuma"... di Lunadicarta
 
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Un criminale è un orrore per i giusti, un uomo giusto è un orrore per i criminali.

Libro dei Proverbi 29:27
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 28/05/2010 @ 07:52:31, in Magistratura, linkato 3586 volte)
Pordenone. Sgarbi diffamò un magistrato
Condannato a risarcire 110mila euro

Il critico aveva fatto insinuazioni pesanti rivolte al procuratore Raffaele Tito durante il suo programma "Sgarbi quotidiani"

di Gianluca Amadori

PORDENONE (27 maggio) - Il reato è prescritto per il troppo tempo trascorso, ma Vittorio Sgarbi dovrà pagare un consistente risarcimento all’ex pm di Pordenone, Raffaele Tito (ora procuratore aggiunto a Udine), per averlo diffamato pesantemente nel corso di alcune puntate di "Sgarbi quotidiani" trasmesse su Canale 5 nel lontano 1997.
Lo ha deciso ieri sera la Corte d’Appello di Venezia quantificando in 225 milioni di vecchie lire (poco più di 110 mila euro) l’ammontare del risarcimento dovuto, riducendo l’ammontare di un quarto rispetto a quello stabilito in primo grado (300 milioni di vecchie lire), in quanto per una delle trasmissioni finite sotto accusa Sgarbi è stato dichiarato non punibile. La prescrizione ha invece "cancellato" il reato per quanto riguarda le altre tre puntate diffamatorie.
Sgarbi, del quale in questi giorni si parla come possibile sovrintendente al Polo Museale di Venezia, dovrà pagare a Tito (avvocati Franchini e Vassallo) anche 15 mila euro di spese legali.
La vicenda giudiziaria è durata 13 anni, anche perché i legali di Sgarbi, dopo la condanna di primo grado intervenuta nel 2001 (un anno e un mese di reclusione), si sono rivolti alla Corte costituzionale sostenendo l’insidacabilità delle sue affermazioni, in quanto parlamentare. Ma la Consulta rispedì gli atti a Venezia, rigettando l’istanza e dando il via libera al processo.
Al risarcimento andranno aggiunti gli interessi maturati in tutti questi anni. Ma è probabile che Sgarbi, prima di pagare, farà ricorso per Cassazione.


L'iter giudiziario nato da una love story:
«A Pordenone fanno le sentenze a letto»
      
PORDENONE (27 maggio) - La polemica fatta da Sgarbi durante tre puntate del suo programma e che ha dato il via all'iter giudiziario, riguardava la love story nata a Palazzo di Giustizia tra il giudice Fasan e il collega Raffaele Tito, allora pm a Pordenone.
Sgarbi riprese, nella sua trasmissione, il contenuto di un memoriale scritto dal marito della Fasan (ora sono separati), l’imprenditore Danilo Da Re di Orsago (TV), e indirizzato all’ex deputato dc Michelangelo Agrusti, uno degli imputati illustri della Tangentopoli friulana. Nella lettera di Da Re, veniva descritta una sorta di “cupola” giudiziaria pordenonese: l’intesa sentimentale tra il pm Tito e il gip Anna Fasan si sarebbe estesa anche al campo professionale - con la supervisione di un terzo magistrato, il giudice Alberto Rossi - producendo conseguenze irreparabili per gli indagati: Tito chiedeva gli arresti e la Fasan, nella sua veste di gip, li avrebbe regolarmente concessi. L’eloquio televisivo di Sgarbi sintetizzò la vicenda più o meno con queste parole: «A Pordenone fanno le sentenze a letto». Per non parlare delle pesanti allusioni, anche gestuali, alla relazione sentimentale tra i due magistrati.
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Di Loredana Morandi (del 28/05/2010 @ 07:45:34, in Magistratura, linkato 2294 volte)
In attesa di pubblicare i video degli interventi da youtube, riprendo alcune note di agenzia. La puntata di Porta a Porta è stata molto interessante e ben strutturata. Diversamente dal delirio di onnipotenza e complottismi dato ad Anno Zero negli stessi orari. Il web si domanda: ma vi fidate veramente di Ciancimino? L.M.


Intercettazioni/ Anm: Collegialità è impossibile da gestire

Orlando (Pd): "Troppi passaggi di mano, facili fughe di notizie"

Roma, 27 mag. (Apcom) - Il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, prende posizione contro la norma che impone il ricorso a un tribunale collegiale per avere l'autorizzazione a intercettare spiegando, nel corso della registrazione di 'Porta a Porta', che "è oggettivamente impossibile da gestire per il sistema". "Dovremmo trovare dei collegi che si riuniscono il sabato e la domenica, fare su e giù dal tribunale provinciale a quello collegiale...". Insomma, troppi gravami non giustificati, secondo Cascini, dalla necessità. "In tre devono decidere sulle intercettazioni ma uno - si è chiesto il magistrato - può decidere se condannare a pene anche pesantissime?".
D'accordo con Cascini si è detto anche il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando. "Ci saranno non solo i dipendenti di un tribunale che potranno mettere le mane sulle carte, ma tantissimi passaggi di mano", che potranno agevolare eventuali fughe di notizie.


INTERCETTAZIONI: ANM, COLLEGIALITA' SARA' IMPOSSIBILE DA GESTIRE

(ASCA) - Roma, 27 mag - Il segretario dell'Anm, Giuseppe Casini, intervenendo alla trasmissione Porta a Porta con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si e' detto preoccupato per la norma del disegno di legge sulle intercettazioni che prevede l'autorizzazione da parte di un collegio di magistrati: ''Io credo che la collegialita' sia un bene e che tutte le volte che e' possibile e' da preferire alla scelta del giudice monocratico, ma mi domando un giudice solo puo' decidere per la liberta' personale e di pene molto elevate, mentre serve un collegio per decidere dell'ascolto di un telefono?''. Il segretario dell'Anm dice poi che la valutazione collegiale sara' 'di fatto impossibile da gestire': ''E' impossibile immaginare che per un'inchiesta che prevede l'ascolto di seimila telefoni differenti ogni quindici giorni si vada dal tribunale locale a quello provinciale per chiedere l'autorizzazione''.

 
Intercettazioni/ Pd: Nodo è pubblicazione indebita,non limitazione
Orlando: Non hanno voluto inserire l'udienza per lo stralcio

Roma, 27 mag. (Apcom) - "Il ddl Alfano non affronta un nodo di sistema sul tema giustizia: quello che dovrebbe prevedere dei filtri non alle intercettazioni, bensì alla loro pubblicazione". Lo ha detto Andrea Orlando, presidente del forum Giustizia del Partito Democratico, nel corso della registrazione di 'Porta a Porta'.
Ha proseguito Orlando: "Nel ddl intercettazioni, ad esempio, la maggioranza non ha voluto inserire la previsione di un'udienza stralcio per far sì che le parti e il giudice si incontrino per stralciare, appunto, le intercettazioni non rilevanti".
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Di Loredana Morandi (del 27/05/2010 @ 21:10:22, in Magistratura, linkato 1279 volte)
Associazione Nazionale Magistrati
 


Manovra economica, l’Anm si rivolge a Napolitano

 
L'Associazione nazionale magistrati ha inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il testo del documento consegnato ieri al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, on. Gianni Letta, da una delegazione del Comitato di coordinamento fra le Magistrature e l'Avvocatura dello Stato presieduta dal segretario generale Giuseppe Cascini.

Nella lettera indirizzata al capo dello Stato il presidente dell’Anm, Luca Palamara, ha ricordato che i rappresentanti delle associazioni, nel corso dell’incontro con l’on. Letta, hanno manifestato allarme e preoccupazione per le misure economiche anticipate dalla stampa sul trattamento economico dei magistrati.

Il presidente dell’Anm ha sottolineato, inoltre, che nel documento consegnato all’on. Letta sono rappresentati dubbi e perplessità, anche di ordine costituzionale, sugli interventi annunciati.

Palamara si è appellato, infine, alla  sensibilità e all’attenzione di Napolitano riguardo ai temi dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura.


Roma, 26 maggio 2010
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GIUSTIZIA: E io pago!!!...pago!! e pago ancora!!!
 

In allegato il volantino sulla manovra economica, da affiggere in ogni bacheca, con le prossime iniziative che coninvolgeranno tutti i lavoratori della Giustizia.

Stipendi: bloccati per il prossimo quadriennio 2010/2013; restituzione degli incrementi salariali eccedenti il 3,2% percepiti nel biennio 2008/2009;

Pensioni: ridotte le finestre di uscita per i prossimi pensionamenti; slittamento di un anno per la maturazione dei requisiti; elevazione età pensionabile delle lavoratrici pubbliche già dal 2011, fino a giungere ai 65 anni nel 2016 con due anni di anticipo (2018);

Assunzioni: blocco del turn over per altri 2 anni;

Liquidazioni: erogate in ritardo ed in tre rate nel biennio 2011/2012;

Formazione: le risorse subiranno un taglio del 50%;

Regioni e comuni: i pesanti tagli alle risorse incideranno sui servizi erogati.

Per i lavoratori della giustizia questa manovra sarà la beffa nella beffa. Dopo aver subito: la farsa del nuovo ordinamento professionale (in attesa di giudizio) le cui mansioni, riscritte, saranno utili soltanto all’Amministrazione; l’oltraggio di dover dire addio alle aspettative di carriera; il taglio pesante del salario accessorio; dovranno assistere all’ulteriore aggravarsi delle condizioni di lavoro, già seriamente compromesse, per effetto della manovra economica.

Venerdì 28 Maggio presidi sotto le Banche, Finanziarie e Borse colpevoli della crisi.
Sabato 5 Giugno manifestazione nazionale a Roma;
Lunedì 14 Giugno sciopero generale del pubblico impiego. 

Saluto tutti
Pina Todisco  



E io pago!!!...pago!! e pago ancora!!!


La manovra da oltre 25 miliardi licenziata dal Consiglio dei Ministri si abbatte come una scure sui pubblici dipendenti e i cittadini meno abbienti di questo paese. E noi paghiamo.
Paghiamo per l’allegra gestione degli ultimi anni in cui molti politici, piuttosto che essere attenti ai bisogni della collettività, sono stati impegnati ad ingrossare le loro tasche; paghiamo per i costi della politica lievitati; paghiamo per mantenere i privilegi della casta; paghiamo perché chi di dovere non ha messo un freno al grandissimo business della corruzione stimato in 60 miliardi di euro l’anno; paghiamo perché banche e finanziarie si sono divertite in grandi manovre speculative utilizzando i nostri soldi; paghiamo perché le imprese non vogliono rinunciare ai lauti guadagni; paghiamo perché ci sono sempre più evasori fiscali; paghiamo perché il falso in bilancio non è un reato; paghiamo perché i condoni legittimano i furbi; paghiamo perché la illegalità è sempre più diffusa.
E mentre i poteri forti si arricchiscono i più deboli - i cassaintegrati, i precari, i flessibilizzati, i pensionati, - cioè coloro che non riescono ad arrivare alla terza settimana pagano, così come i lavoratori pubblici diventati oramai il nuovo “Bancomat” dei vari Governi.

Rivediamo in alcuni dettagli la Manovra:

•  Stipendi: bloccati per il prossimo quadriennio 2010/2013; restituzione degli incrementi salariali eccedenti il 3,2% percepiti nel biennio 2008/2009;
•  Pensioni: ridotte le finestre di uscita  per  i prossimi pensionamenti;  slittamento di un anno per la maturazione dei requisiti; elevazione età pensionabile delle lavoratrici pubbliche  già dal 2011, fino a giungere ai 65 anni nel 2016 con due anni di anticipo (2018);
•  Assunzioni: blocco del turn over per altri 2 anni;
•  Liquidazioni:  erogate in ritardo ed in tre rate nel biennio 2011/2012;
•  Formazione: le risorse subiranno un taglio del 50%;
•  Regioni e comuni: i pesanti tagli alle risorse incideranno sui servizi erogati.

Per i lavoratori della giustizia questa manovra sarà la beffa nella beffa. Dopo aver subito: la farsa del nuovo ordinamento professionale (in attesa di giudizio) le cui mansioni, riscritte, saranno utili soltanto all’Amministrazione; l’oltraggio di dover dire addio alle aspettative di carriera; il taglio pesante del salario accessorio; dovranno assistere all’ulteriore aggravarsi delle condizioni di lavoro, già seriamente compromesse, per effetto della manovra economica.
Gli uffici giudiziari, ormai ridotti al collasso, con questi provvedimenti si paralizzeranno del tutto.
Questo conto salato va presentato ad altri, ai veri responsabili della crisi. I lavoratori della Giustizia non sono più disposti a pagare. Ad un attacco forte si risponde in maniera forte aderisci alle iniziative di lotta già indette dalla RdB P.I./ USB per i prossimi giorni:

• Venerdì 28 Maggio presidi sotto le Banche, Finanziarie e Borse colpevoli della crisi.
• Sabato 5 Giugno manifestazione nazionale a Roma;
• Lunedì 14 Giugno sciopero generale del pubblico impiego.

Roma, 26 maggio 2010 

RdB P.I./USB
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Di Loredana Morandi (del 27/05/2010 @ 13:55:36, in Magistratura, linkato 1218 volte)
Solidarietà al dott. Pignatone. L.M.

Proiettili in busta a Giuseppe Pignatone
Procuratore 
di Reggio Calabria 


La busta contenente il proiettile e la lettera di minacce a Pignatone è stata recapitata stamattina alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria insieme alla normale corrispondenza che arriva ogni mattina in ufficio.

L'impiegato addetto al ritiro della posta, nel tastare la busta, indirizzata personalmente al procuratore Pignatone, si è insospettito ed ha avvertito, in assenza del Procuratore della Repubblica, che oggi è fuori Calabria per impegni istituzionali, il procuratore aggiunto Michele Prestipino.

Quest'ultimo si è messo poi in contatto con polizia e carabinieri, che hanno aperto la busta constatando la presenza all'interno del proiettile calibro 7.65 e della lettera con le minacce. Giuseppe Pignatone è Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria dal 15 aprile del 2008.

Pignatone, 61 anni, originario di Caltanissetta, in magistratura dal 1974, prima di arrivare a Reggio è stato Procuratore della Repubblica aggiunto a Palermo, istruendo alcune delle inchieste più importanti condotte dalla Procura del capoluogo siciliano sulla mafia e sui rapporti tra Cosa nostra ed ambienti politici. (ANSA).

La Rassegna

Un proiettile recapitato in Procura

Rainews24 - ‎58 minuti fa‎
Una busta contenente un proiettile calibro 7.65 ed una lettera con minacce al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e' stata recapitata stamattina. A renderlo noto, con un comunicato, e' stata la Procura della Repubblica ...

Busta e proiettile a Procuratore Reggio

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(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 27 MAG - Busta con un proiettile ed lettera di minacce al Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone. A renderlo noto e' stata la stessa Procura. Nella missiva anonima a Pignatone si fa riferimento anche all'attivita' ...

Reggio: busta con proiettile inviata al Procuratore Capo Giuseppe ...

Strill.it - ‎46 minuti fa‎
Adesso anche il Procuratore Capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, finisce "ufficialmente" nel mirino delle cosche. Il clichè è quello di sempre: lettera di minacce con allegato proiettile calibro 7,65. Le frasi di intimidazione nei confronti del ...

Busta con proiettile inviata a Procuratore Reggio, dettagli

Tele Reggio Calabria - ‎56 minuti fa‎
La busta contenente il proiettile e la lettera di minacce a Pignatone è stata recapitata stamattina alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria insieme alla normale corrispondenza che arriva ogni mattina in ufficio. L'impiegato addetto al ritiro ..

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Corte Costituzionale
Ufficio Stampa


 

Partecipazione della Corte
alla manovra di riduzione della spesa pubblica


   La Corte costituzionale intende proseguire nella linea di rigore e di contenimento della spesa per il proprio funzionamento che ha già portato alla sua autonoma decisione di rinunciare, sin dal 2008, ad ogni incremento della dotazione che da quella data non è stata più rivalutata, con conseguente risparmio per le finanze pubbliche.

   Inoltre, tenuto conto della manovra economica in via di elaborazione, ha già posto all’esame ulteriori misure di tagli alle proprie spese (per personale ed acquisto di beni e servizi) che, in aggiunta alla riduzione degli emolumenti dei Giudici della Corte, stabiliti per legge, possano ulteriormente contribuire alla riduzione della spesa pubblica.


dal Palazzo della Consulta, 27 maggio 2010
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Di Loredana Morandi (del 27/05/2010 @ 13:07:20, in Osservatorio Famiglia, linkato 1845 volte)
Sono comprensibili le ragioni tecniche del rinvio, ma purtroppo è dall'esterno e sulla lunga durata che gli indagati e la manipolazione mediatica intorno a questi è in condizione di far strage delle famiglie dei minori abusati. Voglio sperare che, diversamente da altri processi, sul caso Rignano non si debba assistere all'oltraggio alla giustizia visibile altrove per i medesimi interessi della lobby nazionale della pedofilia la cui strada è visibile con chiarezza anche oggi. L.M.

Rignano/ Giudice a legali: il processo andrà veloce
Gli avvocati di parte civile: "E' iniziato un lungo cammino"


"Il presidente del collegio, Mario Frigenti, l'ha spiegato a tutti: il calendario di udienze sarà molto fitto". Parla chiaro l'avvocato Antonio Cardamone, che assiste con Franco Merlino e Luca Milani, molte delle famiglie coinvolte come parti offese nel processo per gli abusi e le violenze sessuali avvenuti a Rignano Flaminio. "E' iniziato comunque un lungo cammino che porterà all'accertamento dei fatti. Il rinvio per la precarietà del collegio ce lo aspettavamo. Siamo soddisfatti della decisione che il processo si svolgerà a porte chiuse. Bisogna proteggere i bambini e i loro genitori".

***

RIGNANO FLAMINIO

Il processo alle maestre rinviato a settembre

La prima udienza al tribunale di Tivoli si è chiusa col rinvio per instabilità del collegio. Uno dei componenti sarà trasferito a Roma

Si è conclusa con un niente di fatto la prima udienza al tribunale di Tivoli per i presunti abusi sessuali subiti da 21 bambini della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Il processo, infatti, è stato subito aggiornato al 22 settembre (e poi al 29 dello stesso mese) a cause della precarietà del collegio. Uno dei suoi componenti, infatti, sarà trasferito nella capitale e pertanto non avrebbe avuto senso iniziare il processo davanti ad un collegio di giudici destinato a cambiare e a determinare un ri-inizio dello stesso processo.

Gli imputati sono le tre maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio, l'autore televisivo Gianfranco Scancarello e la bidella Cristina Lunerti. Pesante l'elenco dei reati contestati: dagli atti osceni al sequestro di persona e alla violenza sessuale aggravata. Contro di loro si sono costituiti parte civile i genitori di diversi bambini assistiti dagli avvocati Pietro Nicotera, Franco Merlino, Luca Milani e Antonio Cardamone.

La Rassegna


Rignano, inizia a Tivoli il processo per "l'asilo degli orrori"

Al banco degli imputati, le tre maestre della scuola primaria: Silvana Magalotti, Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio, oltre al marito di quest'ultima, Gianfranco...

Bari mia - 27 Mag 2010 09:53

Rignano, inizia il processo: alla sbarra le maestre
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2010 @ 20:00:35, in Sindacati Giustizia, linkato 1473 volte)
E' una mia impressione oppure è in corso la disfatta del diritto di sciopero dei lavoratori pubblici? L.M.

Manovra: Epifani, sciopero generale

E il 12 giugno manifestazione nazionale del lavoro pubblico

Manovra: Epifani, sciopero generale (ANSA) - ROMA, 26 MAG - La Cgil verso lo sciopero generale entro giugno contro la manovra economica del governo. Il segretario generale Guglielmo Epifani, lo proporra' al Direttivo della prossima settimana.

In precedenza si terra' una manifestazione nazionale sabato 12 giugno di tutto il mondo del lavoro pubblico. 'Obiettivo della protesta - spiega Epifani - e' quello di cambiare i contenuti della manovra'.

***

Manovra, Epifani propone a Cgil sciopero generale 4 ore

mercoledì 26 maggio 2010 19:27
(Aggiunge dichiarazioni, posizioni Cisl e Uil, commento Berlusconi) di Antonella Cinelli

ROMA, 26 maggio (Reuters) - Contro la manovra correttiva 2011-2012 da 24 miliardi di euro approvata ieri dal governo la Cgil, primo sindacato italiano con oltre 5 milioni di iscritti, si appresta a indire uno sciopero generale di 4 ore.

Il segretario Guglielmo Epifani ha annunciato ai giornalisti che la prossima settimana proporrà "al comitato direttivo lo sciopero generale per fine mese [di giugno] con manifestazioni su base territoriale".

"La Cgil dice sì alla correzione dei conti pubblici, non trova però nelle scelte del governo la risposta a questo problema", ha detto Epifani in una conferenza stampa riferendosi all'obiettivo del governo di riportare il deficit al 2,7% del Pil nel 2012 dal 5,3% lo scorso anno.

I provvedimenti sono destinati a "deprimere la crescita e aumentare il tasso di disoccupazione dei prossimi anni".

Il comitato direttivo della Cgil si terrà il 7, 8 e 9 giugno. Per il 12 giugno Epifani ha annunciato una manifestazione nazionale del pubblico impiego.

Il pacchetto anti-deficit, che mira ad evitare che il debito sovrano dell'Italia sia investito dalla speculazione come accaduto alla Grecia, prevede il congelamento dei salari dei dipendenti dello Stato per tre anni, un taglio lineare del 10% nelle spese dei ministeri, la riduzione delle finestre per il pensionamento e una sforbiciata negli stipendi più alti dei dirigenti pubblici e dei parlamentari.

"DOVE POSSIBILE LAVOREREMO CON CISL E UIL"

Il leader della Cgil, rispondendo a una domanda sul rapporto con gli altri due sindacati confederali, Cisl e Uil, in questa fase che si annuncia di lotta, ha risposto: "Sarebbe utile lavorare insieme. Dove sarà possibile lo faremo".

 Epifani ha precisato che tra i sindacati ci sono punti di vista diversi, ma che "le nostre decisioni non sono contro gli altri".

Oggi la Cisl ha parlato di una manovra "troppo timida" e anche la Uil si è detta insoddisfatta, pur sottolineando lo sforzo dell'esecutivo a tagliare i costi della politica e a combattere l'evasione fiscale. Ma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi stasera, illustrando la manovra in una conferenza stampa, ha detto che i due sindacati non hanno giudicato alcuna delle misure in maniera negativa.

"Troppo timida. Tutta la classe politica vuole conservare questo impianto fatto di regioni, province, comuni, comunità montane, consigli di quartiere e di vari livelli istituzionali che l'Italia non si può più permettere", ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni a proposito della manovra. "La classe politica non si sente in una economia di guerra, pensa ancora di gestire i propri privilegi".

Il sindacalista ha però apprezzato alcuni interventi di natura fiscale previsti nel provvedimento, come la tracciabilità delle operazioni abbassando la soglia del contante consentito per i pagamenti a 5.000-7.000 euro dagli attuali 12.500 e la fatturazione elettronica oltre 3.000 euro.

Secondo il leader della Uil, Luigi Angeletti, "il taglio dei salari al pubblico impiego è una misura ingiusta, non siamo soddisfatti, non siamo contenti... Bene invece il taglio ai costi della politica. E' una manovra un po' più equilibrata del solito. Bene anche le misure contro l'evasione".

"PAESE DIVISO NEI SACRIFICI"

"La Cgil è disposta ai sacrifici, la cosa che non possiamo accettare è che li faccia solo una parte del Paese", ha spiegato Epifani, sottolineando come questa manovra "divide nei sacrifici il Paese".

"Non tocca in alcun modo i redditi medi e medio alti e i patrimoni. Non c'è uno straccio di riforma", ha detto Epifani. "Il problema non è il futuro previdenziale dei giovani? C'è qualcosa in questo senso? Zero".

La Cgil è per una "politica di tagli e sacrifici, però equa" che si accompagni al "sostegno degli investimenti, alla difesa dei redditi dei precari e dell'occupazione".

 Per Epifani, infine, c'è il rischio che la manovra, così come concepita dal governo, non sia sufficiente: "Il punto è che una manovra così scombinata può anche non essere capace di dare risposta ai problemi di urgenza su cui il governo ha pensato di agire".

La manifestazione nazionale in programma nel pomeriggio del 12 giugno a Roma riguarderà "tutto il mondo del lavoro pubblico, scuola, ricerca, università", con lo slogan "Solo sulle nostre spalle".

Il 2 giugno, invece, "a Milano la Cgil, con altre organizzazioni, parteciperà a una grande manifestazione perché sia insieme festa della Repubblica e festa della Costituzione" in un momento, ha voluto sottolineare Epifani, in cui i valori costituzionali rischiano di essere calpestati.

La Rassegna

La Cgil: "Sciopero generale"

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Anm e camici del Ssn attaccano il governo. I magistrati proclamano lo stato di agitazione. Tremonti: "Siamo ad un tornante della storia". Dall'Europa, invece, giudizi positivi. Epifani: "Agitazione entro il mese di giugno, e una manifestazione il 12" ...

Cgil contro la manovra, sciopero generale entro giugno

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Contro la manovra la Cgil chiama i lavoratori alla mobilitazione. Il 12 giugno il sindacato guidato da Guglielmo Epifani ha organizzato a Roma una manifestazione di tutto il settore pubblico, in previsione dello sciopero generale previsto entro la fine ...

Manovra, Epifani propone manifestazione nazionale il 12 giugno

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(Teleborsa) - Roma, 26 mag - Di fronte alla manovra finanziaria varata ieri dal Governo, il Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani, ha annunciato nella conferenza stampa di oggi presso la sede di Corso d'Italia, una mobilitazione nazionale ...

PUNTO 1-Manovra, Epifani propone a Cgil sciopero 4 ore a giugno

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«Gli sforzi nella buona direzione»

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Tremonti : «Salva la coesione sociale». S&P: «Conti più sostenibili». Ma Epifani: «Si faccia sciopero generale» Tremonti : «Salva la coesione sociale». S&P: «Conti più sostenibili». Ma Epifani: «Si faccia sciopero generale» MILANO - In Italia sarà ...

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MANOVRA: EPIFANI, PROPORRO' A DIRETTIVO SCIOPERO GENERALE

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ROMA (MF-DJ)--"Mi sarei aspettato una manovra piu' equa, ma mi sembra che non ci siamo: i tagli sono tutti concentrati sul lavoro dipendente, ricetta vecchia che lascia fuori chi guadagna molto, mentre sul fronte dello stimolo invece mi pare non si ...

Manovra iniqua, da cambiare in Parlamento - Epifani

Reuters Italia - ‎25/mag/2010‎
ROMA, 25 maggio (Reuters) - La manovra correttiva dei conti pubblici illustrata stamani alle parti sociali dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti è iniqua e va cambiata in Parlamento, secondo il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. ...

E' l'ora del sacrificio

Libero-News.it - ‎25/mag/2010‎
Ma fioccano le polemiche. Tremonti agli enti locali: "Attenti ai conti o l'Ue ci taglia i fondi". Epifani: "Pagheranno solo i lavoratori" ' tempo di rinunce. "Sacrifici molto pesanti, molto duri che siamo costretti a prendere, spero in maniera ...

Epifani: manovra colpisce lavoratori

ANSA - ‎25/mag/2010‎
(ANSA) - ROMA, 25 MAG - 'Il grosso dei sacrifici lo si chiede sempre ai lavoratori. Quindi e' una manovra che non mantiene un profilo di equita'' dice Epifani. 'Va quindi cambiata in Parlamento' aggiunge. Per la Cgil, dice Epifani, ...

Manovra: Epifani, e' iniqua, grosso sacrifici chiesto a lavoratori

Adnkronos/IGN - ‎25/mag/2010‎
Roma, 25 mag. (Adnkronos) - ''E' una manovra di iniquita' sociale'' perche' il ''grosso dei sacrifici si chiede ai lavoratori''. Lo afferma il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, al termine dell'incontro con il governo per la presentazione della ...

MANOVRA: EPIFANI, DOMANI VALUTEREMO SU SCIOPERO GENERALE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎25/mag/2010‎
(AGI) - Roma, 25 mag. - Critiche decise alla manovra dal leader della Cgil, che non esclude uno sciopero generale: "Se lei o io stesso guadagnassimo un milione di euro l'anno, non daremmo - ha detto Guglielmo Epifani parlando al Tg3 - neanche un ...

Manovra: Epifani, grosso sacrifici per lavoratori, niente sostegni

Archivio Radiocor - ‎9 ore fa‎
Il leader della Cgil non parla al tavolo di Palazzo Chigi (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 mag - "Il grosso dei sacrifici li si chiede sempre ai lavoratori, pubblici piu' di qualsiasi altro, ma anche privati e non c'e' alcuna manovra di sostegno ...

MANOVRA: EPIFANI, CHIEDE UN GROSSO SACRIFICIO AI LAVORATORI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎25/mag/2010‎
(AGI) - Roma, 25 mag. - La manovra cosi' come illustrata e' una "manovra di iniquita' sociale". Lo ha detto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, al termine dell'incontro con il governo a palazzo Chigi. "Il grosso dei sacrifici - ha aggiunto - lo si ...

MANOVRA: EPIFANI, CHI HA DI PIU' NON PAGA UN CENTESIMO

Agenzia di Stampa Asca - ‎25/mag/2010‎
(ASCA) - Roma, 25 mag - ''C'e' un problema: c'e' una parte del Paese, quella che puo' di piu', a cui non chiedi niente'' perche' ''se io guadagno un milione di euro non darei neanche un centesimo''. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ...

Manovra: Sacconi, critiche Cgil? Mi sarei stupito del contrario

Archivio Radiocor - ‎9 ore fa‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 mag - "Mi sarei stupito del contrario". Cosi' il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi replica a chi chiedeva un giudizio sulle affermazioni del segretario generale della Cgil, Epifani che ha definito la manovra ...

Manovra: Epifani, e' iniqua e va cambiata in Parlamento

Archivio Radiocor - ‎9 ore fa‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 mag - La Manovra 2011-2012 "va cambiata in Parlamento, perche' nel suo cuore e' iniqua". Lo ha detto il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, dove si e' presentato ...

MANOVRA: EPIFANI, A GIUGNO SCIOPERTO GENERALE DELLA CGIL

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎1 ora fa‎
(IRIS) - ROMA, 26 MAG - La Cgil è pronta a scendere in piazza per chiedere modifiche alla manovra economica del governo. Il segretario del sindacato, Guglielmo Epifani, ha annunciato la volontà di manifestare contro il provvedimento, che già ieri era ...

MANOVRA: EPIFANI, E' INIQUA E VA CAMBIATA IN PARLAMENTO

Agenzia di Stampa Asca - ‎25/mag/2010‎
(ASCA) - Roma, 25 mag - ''E una manovra iniqua che va cambiata in Parlamento''. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, boccia la manovra correttiva presentata dal governo. Intervendo in sala stampa dopo l'incontro con il governo, ...

Italia: verso sciopero generale

Bluewin - ‎1 ora fa‎
Il segretario generale del sindacato italiano Cgil, Guglielmo Epifani, proporrà al direttivo della prossima settimana uno sciopero generale contro la manovra economica del governo Berlusconi da attuare entro il mese di giugno. ...

Manovra/ Epifani: Non contrario sacrifici, ma li facciano... -2-

Virgilio - ‎19 ore fa‎
Roma, 25 mag. (Apcom) - Alla critica del ministro del Welfare Maurizio Sacconi secondo cui ci si sarebbe dovuti stupire se la Cgil avesse detto 'sì' alla manovra, Epifani ha replicato: "per la verità parto da una considerazione che dice sì: c'è bisogno ...

Manovra/ Epifani: Non contrario sacrifici, ma li facciano tutti

Virgilio - ‎19 ore fa‎
Roma, 25 mag. (Apcom) - "Ci sono aspetti della manovra che non sono chiari. Io non sono contrario ai sacrifici. Non devono però farli solo lavoratori privati e quelli pubblici". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani ...
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2010 @ 19:15:43, in Sindacati Giustizia, linkato 1197 volte)
PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE
NO DELLA UIL PA AGLI INTERVENTI PUNITIVI
NEI RIGUARDI DEI PUBBLICI DIPENDENTI






COMUNICATO STAMPA


la segreteria nazionale ed i responsabili di tutti i coordinamenti di amministrazione e di ente della uil pa

RIUNITISI A ROMA

il 26.5.2010 per esaminare i contenuti della manovra economica approvata dal governo il 25 maggio u.s.,

PUR CONSAPEVOLI

della gravita’  della crisi e della necessita’ da parte di tutti di dare il proprio contributo per superare questo difficile momento ed apprezzando la riduzione dei costi della politica e le prime iniziative riguardanti la lotta all’evasione fiscale

ESPRIMONO

IL PROPRIO ASSOLUTO DISSENSO SULLA NORMATIVA RELATIVA AL PUBBLICO IMPIEGO

RITENGONO

che le decisioni adottate siano fortemente punitive nei confronti dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda:

1) il blocco, fino a tutto il 2013 delle retribuzioni globali, comprensive del trattamento accessorio, ai livelli del 2009, che di fatto rimette in discussione la contrattazione integrativa finalizzata ad incrementare la produttivita’.

2) la sospensione dei rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2012, in aperta violazione degli accordi sul nuovo modello contrattuale, sottoscritti dal governo e dalle confederazioni sindacali.

3) il taglio lineare del 10% delle risorse delle amministrazioni che avra’ ripercussioni negative sul funzionamento dei servizi.

4) il blocco totale del turn-over fino al 2014 che non consentira’ alle amministrazioni il necessario ricambio generazionale e favorira’ ancora una volta il ricorso a costose  esternalizzazioni e  privatizzazioni.

5) la riduzione del 50% degli stanziamenti per la formazione che blocca il processo riformatore finalizzato a migliorare la qualita’ del lavoro pubblico.

6) l’accelerazione del meccanismo di aumento dell’eta’ pensionabile delle donne del pubblico impiego fino a 65 anni, nonche’ la possibile rateizzazione nel trattamento di fine rapporto.

LA UIL PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

RAPPRESENTA

il vivo malcontento dei lavoratori della p.a. rispetto a provvedimenti che rimettono in discussione diritti, tutele e garanzie contrattuali

DICHIARA

lo stato di agitazione e la mobilitazione di tutto il personale delle amministrazioni centrali, degli enti pubblici, delle agenzie

DA MANDATO

alla segreteria nazionale di predisporre tutte le iniziative sindacali atte a contestare e respingere le  disposizioni contenute nella manovra economica del governo relative al pubblico impiego.
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2010 @ 17:59:06, in Magistratura, linkato 1230 volte)
Associazione Nazionale Magistrati
 



SULLA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO

 

La manovra economica del Governo contiene misure inaccettabili per i magistrati e per il funzionamento del sistema  giudiziario.

Le retribuzioni dei magistrati vengono colpite tre volte, con il blocco dei meccanismi di progressione economica, con il blocco dell’adeguamento alla dinamica dei contratti pubblici e, addirittura, con un prelievo forzoso sugli stipendi.

Si tratta di interventi incostituzionali e palesemente punitivi nei confronti dei magistrati.

Va ricordato che la nostra progressione economica non è un automatismo, ma è vincolata a periodiche valutazioni di professionalità, e che l’adeguamento triennale rappresenta solo una modalità di allineamento, per giunta ex post, della retribuzione dei magistrati alla media degli aumenti già conseguiti dal personale pubblico contrattualizzato, peraltro con l’esclusione dal calcolo di significative voci retributive dei dirigenti pubblici (che sono quelle, sia detto per inciso, che hanno maggiormente determinato l’aumento della spesa del settore negli ultimi anni).

Sul punto la Corte Costituzionale ha ribadito che tale meccanismo  rappresenta l’attuazione del precetto costituzionale dell'indipendenza dei magistrati (sent. n. 42 del 1993), che va salvaguardato anche sotto il profilo economico (sent. n. 1 del 1978), evitando, tra l'altro, che siano costretti a periodiche rivendicazioni nei confronti di altri poteri (sentenza n. 238 del 1990). 

Un intervento di questa natura incide, quindi, profondamente sullo status giuridico dei magistrati e sulla loro collocazione istituzionale di autonomia e indipendenza.

E’ del tutto evidente, infine, l’incostituzionalità della disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico, per la palese violazione dei principi di eguaglianza e di progressività del sistema fiscale che deriva dalla introduzione di una imposta fissa a carico esclusivamente dei dipendenti pubblici.

Queste misure, peraltro, si inseriscono in un clima di costante aggressione da parte di esponenti politici e istituzionali nei confronti della magistratura,  accompagnata da una campagna mediatica di delegittimazione dei magistrati, dipinti come fannulloni strapagati e politicizzati, e da interventi legislativi dichiaratamente finalizzati ad impedire lo svolgimento delle indagini e dei processi.

In una situazione di drammatica crisi di funzionamento della giustizia, la manovra colpisce pesantemente il sistema giudiziario.

Il personale amministrativo, da anni in attesa di una necessaria riqualificazione, viene ancora mortificato e svilito, con il blocco dei contratti, la proroga del divieto di nuove assunzioni, e una ulteriore riduzione del 10% degli stanziamenti per il funzionamento degli uffici.

I magistrati hanno il dovere di denunciare i rischi per la indipendenza della magistratura e per la funzionalità del servizio giudiziario derivanti da una manovra iniqua, sperequata e incostituzionale.

La Giunta esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati proclama pertanto lo stato di agitazione e si riserva di proporre al CDC convocato per il 29 maggio 2010 immediate iniziative di protesta.

Roma, 26 maggio 2010

La Giunta Esecutiva Centrale

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