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 l'ombrello ...... di Lunadicarta
 
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Pirate Bay non si nasconde bene dietro al dito del decreto legislativo 70/2003.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Internet: Sicurezza della Rete
e Repressione del Crimine organizzato


In queste ore assistiamo ad un moltiplicarsi delle iniziative per la libertà della Rete. I socialnetwork come FaceBook e Twitter pullulano di post e newsgroup in cui si sollecitano gli animi "nerdici" (sorry, qui ci vuole) ad attivarsi in nome della libertà.

Ritengo sia giusto chiarire, che molto del materiale in circolazione è meramente propagandistico, almeno quanto lo sono gli appelli in nome della libertà dei migranti contro il pacchetto sicurezza, che certamente non è una buona legge, che certamente è anticostituzionale in alcune parti, ma ha un solo merito: quello di punire il business criminale degli affitti a migranti, un servizio predisposto dalle mafie italiane per l'accoglienza delle manovalanze migranti invisibili del lavoro nero: gli affittuari italiani per i nuovi schiavi. Il cui articolo è usato invece per far del pietismo sul diritto alla casa.

Propaganda di libertà falsa, certo, che in Svezia però ha mandato al Parlamento Europeo addirittura il rappresentante di 3 ceffi da galera. I tre di Pirate Bay, che han venduto per 7.8 milioni di dollari la board, cioè il frutto del "maltolto" alle Major dello spettacolo, insieme ai dati di connessione di TUTTI gli UTENTI. Delinquenti e anche traditori.

Una barzelletta per risvegliare la Rete: Un gruppo terroristico ha catturato il politico famoso e minaccia di dargli fuoco. La gente interrogata risponde: "Per ora abbiamo raccolto 4 taniche di benzina e 3 accendini". Prego, prendete anche il mio - rispondo - se il politico è il nuovo europarlamentare del Partito Pirata.

Tornando seri, vi informo che alcuni strumenti di controllo della Rete sono necessari e non se ne può fare più a meno.

Ad esempio, per tutti gli operatori dell'anti pedopornografia, occorrerebbe uno strumento e/o una trattativa governativa per ottenere che la piattaforma dei Blog della multinazionale Google censurasse, cancellando con doviziosa solerzia, i diari dei pedofili della rete.

Esatto, mi riferisco proprio a Blogger.com, che per i diari online dei pedofili utilizza un metodo decisamente poco serio, quello del consenso, con la paginetta che vi chiede se siete maggiorenni per accedere a storie degne dei manuali dell'orrore. Il problema è che sono storie vere, naturalmente.

Su Blogger.com sono allocati anche alcuni degli italiani estensori delle tematiche dell'orgoglio degli Orchi, riconoscibili per la condivisione dei contenuti di odio nei confronti degli operatori del volontariato contro la pedofilia e per la capillare documentazione prodotta contro tutti i magistrati, che si sono occupati in giudizio di casi di pedofilia. Non ci vuol molto per capire che gli esperti, linkati anche con il nome e cognome, sono quelli che lavorano alla creazione di prove per la difesa del pedofilo e per imbavagliare il minore e la sua famiglia.

Io i siti di questi esperti non li guardo neppure, non mi interessano le loro teorie, mi limito a registrarne fedelmente i nomi per una loro collocazione futura nel comparto di appartenenza. Nonostante questo, io ho scoperto una agenzia legale per pedofili qui in Italia. Don Di Noto della Associazione Meter invece ne fa professione e pazientemente cataloga: agenzie legali, studi specialistici, periti di tribunali, psicologi e altra gente votata alla difesa dell'orrore contro l'esistenza stessa della vita umana.

I meglio camuffati italiani tra questi blogger filo pedofili sono Ugo, di giustiziaintelligente, e Il-Giustiziere della Fabbrica dei Mostri. Potrete riconoscerli anche perché Tutti linkano il clone del presidente della Prometeo Onlus, che è persona tra le più odiate della rete per essere a capo di una associazione impegnata nella tutela dei minori nei maggiori casi di pedofilia italiani e quindi, con tutta probabilità, è oggetto della diffamazione anonima di periti, avvocati o delle parti stesse incriminate di quei processi.

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E ognuno degli operatori a contrasto di questo fenomeno ha la sua collezione di trofei: io per aver strappato il server di Università di Napoli dalle mani della criminalità organizzata ho dovuto far cancellare ad oggi almeno 35 cloni del mio nome, dei nomi delle associazioni che presiedo e dei domini web a me intestati, la cui diffamazione è ancora visibile online. (la mia foto con quella del mio Parroco è anche sul sito di un pedofilo).

Cari Politici, a noi tutti occorre urgentemente uno strumento agile per spegnere queste voci dell'osceno.

Dati sopra i nomi altisonanti usati dalla criminalità del web è necessario dire, che solo un ignorante molto superbo potrebbe confondere i siti dei pedofili falso giustizialisti con Giustizia Quotidiana, perché su questo sito si parla e si fa parlare la magistratura nelle proprie battaglie per la libertà di giurisdizione e nel suo quotidiano confronto con la Società e la Politica.

La differenza vera è che questo sito dialoga con e per la Magistratura, non la discute. Gli errori, di cui ahimè l'umana natura è afflitta, appartengono ancora alle competenze della giurisdizione. E se qui non si discute affatto del provvedimento e/o non si critica la sentenza, alle volte io mi permetto di mostrare gli aspetti sociali in divenire, come i disagi veri cagionati ai bimbi di una scuola aquilana anni or sono per la questione del crocifisso, esposti involontariamente dalla pur ottima sentenza di pugno di un meraviglioso giurista alla reazione invasiva della stampa.

E sempre sia "gossip, vade retro". Fenomeni come l'antiberlusconismo infatti mi spaventano molto, perché l'occhio rivolto al futuro intuisce prospettive di manipolazione demagogica delle folle italiane in stile Libano post omicidio Hariri (pre attacco unilaterale israeliano) / Iran 2009. Infatti, a mio avviso, ogni "ammazza ammazza", di ogni ordine e grado, contiene un principio criminoso.

In tema criminalità e rete, recentemente mi è capitato di assistere al repentino spegnersi del luccichio di una cultura solo millantata. Una ragazza, sedicente esperta di diritto, spregiudicatamente si appropriava dei termini e del lessico proprio dei blog pedofili, che ha chiarissimo carattere doloso, pur di farmi omaggio di parole già sentite. Quasi certamente si finirà in denuncia, ma nonostante ciò resta ridicola la situazione in cui chi ignora apostrofi come ignorante colui che sa, per mera presunzione e soprattutto senza sapere.

Ah, beata giovinezza, che si fugge tuttavia ...

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 05/07/2009 @ 11:58:39, in Sindacati Giustizia, linkato 2334 volte)
Comitato Informatici ATU
intervento video alla trasmissione
Iceberg di Tele Lombardia



Un grande intervento di Fausto Mamberti del Comitato Informatici ATU, sul processo di remotizzazione dell'Assistenza Tecnica dei computer degli Uffici Giudiziari. Un sincerissimo applauso da parte di Giustizia Quotidiana.

Per la partecipazione del Comitato Informatici ATU io, in qualità di ufficio stampa, ringrazio il conduttore della trasmissione Iceberg, Davide Parenzo, Matteo Iuliano e tutta le redazione di Tele Lombardia.

Come risponderà il Ministro Brunetta ai 600 bravissimi informatici a rischio di licenziamento?

A voi il video!



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Di Loredana Morandi (del 06/07/2009 @ 02:10:14, in Politica, linkato 1227 volte)
A dir la verità si tratta di una operazione coraggiosa, perché in precedenza il cittadino doveva attendere gli errori tecnologici dell'INPS e che finissero online i contenuti delle pensioni eccellenti, per venire a conoscenza delle "spese di Stato".

Oggi invece questi dati sono liberamente consultabili al cittadino.



Consorzi e società partecipati dalle PPAA

Nell'ambito dell'Operazione Trasparenza avviata dal Ministro Renato Brunetta, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione pubblica online l'elenco dei consorzi e delle società a totale o parziale partecipazione da parte delle Amministrazioni pubbliche, così come previsto dall'articolo 1, commi 587 e 591, della legge Finanziaria 2007.

La banca dati consultabile tramite il nostro sito oppure direttamente sul sito www.consoc.it contiene le informazioni riguardanti la misura della partecipazione, la durata dell'impegno, l'onere complessivo a qualsiasi titolo gravante per l'anno 2009 sul bilancio dell'amministrazione, il numero dei rappresentanti dell'amministrazione negli organi di governo nonché il trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante.

Complessivamente si tratta di 1.785 consorzi e 3.356 società partecipati dalle Pubbliche amministrazioni con 19.870 rappresentanti negli organi di governo. Nel 2008 i consorzi erano 2.291, le società partecipate 4.461 e i rappresentanti negli organi di governo 23.410.

I dati pubblicati fanno riferimento a due tipologie di elenchi differenti.

Il primo elenco, suddiviso per regioni, comprende la denominazione dell'amministrazione che partecipa al consorzio o società, i relativi oneri finanziari in euro gravanti sull'anno 2009 e la percentuale di partecipazione. La suddivisione per regioni è relativa alle pubbliche amministrazioni che partecipano ai consorzi e società e non alla localizzazione dei consorzi. Quindi gli stessi consorzi possono comparire in regioni differenti poiché sono partecipati da amministrazioni localizzate in regioni diverse.

Il secondo elenco comprende il numero dei rappresentanti, suddivisi per ruolo, nell'organo di governo dei consorzi o società e il loro compenso annuo lordo in euro. Le dichiarazioni sono tutte quelle regolarmente confermate dal Responsabile del Procedimento di ogni amministrazione e trasmessi dalle Amministrazioni pubbliche, per via telematica, tramite il sito web www.consoc.it.

Dati consultabili


Anni precedenti

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Di Loredana Morandi (del 06/07/2009 @ 05:52:36, in Redazionale, linkato 1483 volte)
Scontri G8 a Torino: 21 arresti - l'Onda si mobilita


Oggi la Procura di Torino ha emesso 16 mandati di arresto in carcere e 5 di arresto ai domiciliari, a seguito degli scontri durante il G8 dell'università a Torino.

Gli studenti dell'Onda si sono attivati occupando il Rettorato della Sapienza e lo stesso han fatto gli studenti della università Ca' Foscari di Venezia. Lo slogan: "l'Onda perfetta non si condanna, liberi tutti!"
Dichiarano i portavoce che gli arresti sono stati emanati a titolo di pena preventiva, in previsione del G8 a L'Aquila.

Ipotesi possibile, cui io mi associo, con la coscienza chiarissima di aver partecipato alle annose riunioni del Tavolo Pace nazionale e alle estenuanti trattative per collocare il blocco disobbediente in fondo al corteo, subito dopo i Cobas, anche a quelle manifestazioni che hanno visto il servizio d'ordine di CGIL.

La perfezione, purtroppo, non è di questo mondo. E lo slogan odierno appare in tutto metafisico, quasi pseudo religioso della peggiore tradizione gesuitica, proprio come il precedente "Disobbedire non è peccato". Uno slogan che ha consolidato, ancora per una nuova generazione, l'usabilità della popolazione studentesca e prodotto centinaia e centinaia di indagati in tutta Italia.

Gli studenti usa e getta li abbiamo visti più volte, l'ultima volta è stata nel corso delle rivolte in Iran, ma senza avvertirne la strumentalizzazione mediatica sia in Italia e all'estero. Gli scontri del dopo elezioni presidenziali, vinte onestamente da Ahmadinejad, sono stati fin dall'inizio circoscritti alla sola città di Teheran, mentre il resto del paese è rimasto perfettamente calmo. I blogger così seguiti, chi più chi meno, sono tutti iraniani all'estero. Dulcis in fondo, l'uso e l'abuso della storia della povera Neda. Infatti la donna bellissima pubblicata sui cartelloni anche in Italia è viva e vegeta: vedere su FB.

Tutto questo si chiama strumentalizzazione demagogica delle masse.

Sono contenta che nella attuale costante turbativa pubblica, che ha prodotto facinorosi anche a Viareggio dopo lo scoppio della ferro-botte contenente gas, si attivi il Legal Team.

Io l'ho fatto il Legal Team e quindi vorrei avvisare gli avvocati e/o i praticanti, che si presteranno a fare la foto con la pettorina: Attenzione. Non contate sul sostegno del numero telefonico messo a disposizione da un partito, nel caso in cui vi trovaste soli.

La mia esperienza, infatti, registrò la totale assenza di assistenza telefonica, perché dal numero non mi pervenne neppure alcuna informazione. Nonostante ciò io fui tanto assennata e tanto attenta ai particolari nei miei rapporti con le forze dell'ordine, da essere la sola a poter visitare "da lontano" ma con i miei occhi gli arrestati ricoverati al San Giacomo, e a poter dare notizia dello stato di salute generale alle famiglie lontane. In seguito mi dissero che nessun avvocato aveva presenziato agli arresti e che in altri casi non si erano neppure avvicinati agli uffici di Questura.

Correva l'anno 2004 e sì, fu una esperienza negativa. Perché degli avvocati quell'anno neppure l'ombra, nonostante la carica effettuata dagli uomini della Questura a seguito dei tentativi di sfondamento con gli scudi e l'improvvido lancio di mortaretti e fumogeni sugli agenti.

Concludendo: cosa accadrà a L'Aquila? Dipenderà tutto da come saranno guidate le masse.
Unica nota positiva, ora si potranno perseguire anche alcuni ex parlamentari.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 06/07/2009 @ 09:07:40, in Politica, linkato 1683 volte)
LETTERA APERTA DI SONIA ALFANO (IDV)



AL CAPO DELLO STATO,
ON. GIORGIO NAPOLITANO


 
Palermo, 06 luglio 2009 - «On. Presidente, per parecchi anni mi sono battuta, da semplice cittadina, nel denunciare le collusioni di apparati del potere ufficiale con il gruppo mafioso dominante a Barcellona Pozzo di Gotto, città nella quale mio padre l’8 gennaio 1993 venne ucciso affinché non infastidisse più con il suo impegno giornalistico le dinamiche criminali di alto livello che trovavano sede o sponda in quel territorio». Lo scrive in una lettera aperta, indirizzata la Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, l’eurodeputato di Italia dei Valori Sonia Alfano

«In particolare – aggiunge -, ho denunciato le notorie contiguità che hanno legato importanti magistrati di quella città ad esponenti apicali della criminalità organizzata. Ciò facevo già prima del 2 ottobre 2008. In quella data arrivò, poi, la tragica morte del prof. Adolfo Parmaliana, che con l’ultima lettera lasciataci prima del suo suicidio urlò al paese intero la sua riprovazione per le pratiche criminali di certa “magistratura barcellonese/messinese”. Signor Presidente, Adolfo Parmaliana era un militante politico, del Suo stesso partito, che aveva assunto il sacro rispetto della legalità quale stella polare del proprio impegno pubblico».

«Per effetto della sua morte – sottolinea -, sono stati avviati, dal Consiglio Superiore della Magistratura e dall’Autorità giudiziaria competente, i doverosi approfondimenti su alcuni magistrati del distretto di Messina. Uno di questi, il dr. Olindo Canali, fin dal 1992 in servizio alla Procura della Repubblica di Barcellona P.G., è oggi indagato (come ufficializzato, nel silenzio censorio degli organi di stampa, da numerosi siti internet e blog) dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per falsa testimonianza e per favoreggiamento del capomafia barcellonese Giuseppe Gullotti. Entrambe le contestazioni a carico del dr. Canali sono aggravate dal fine di aver agevolato l’associazione mafiosa operante a Barcellona P.G.».

«Il dr. Canali – continua la Alfano - è anche oggetto di una procedura del Consiglio Superiore della Magistratura, ancora in fase preliminare, di incompatibilità ambientale e funzionale. Sennonché, si è da ultimo appreso che egli, al fine di porre nel nulla il procedimento paradisciplinare a suo carico, abbia avanzato al CSM domanda di trasferimento volontario presso altra Procura della Repubblica siciliana: in particolare, addirittura, avrebbe espresso gradimento per due Procure distrettuali, come Catania e Caltanissetta; una sorta di promozione per meriti sul campo. Se ciò davvero accadesse, cioè se il dr. Canali venisse trasferito su sua richiesta ad altra Procura della Repubblica, il CSM da Lei presieduto, Signor Presidente, scriverebbe l’ennesima pagina nera della sua pur non sempre commendevole storia».

«Negli ultimi anni – chiosa l’eurodeputato -, ho contestato pubblicamente l’operato di questo Consiglio Superiore della Magistratura, responsabile di aver operato una rappresaglia contro magistrati responsabili solo di aver fatto il proprio dovere (Forleo, De Magistris, Apicella, Nuzzi e Verasani) e di aver deliberato nomine poco decorose ad importanti vertici giudiziari (la peggiore, senz’altro, quella del barcellonese Antonio Franco Cassata quale Procuratore generale a Messina). A fronte della cacciata sommaria deliberata contro alcuni magistrati integerrimi, però, se il Consiglio Superiore della Magistratura omettesse di decidere per il dr. Olindo Canali il trasferimento d’ufficio ed il cambio di funzioni assesterebbe un intollerabile sfregio alla memoria di mio padre, Beppe Alfano, e di Adolfo Parmaliana, oltre che al decoro dell’ordine giudiziario».

«Perché ciò non accada, allora – conclude la Alfano -, mi rivolgo a Lei, Signor Presidente, perché un’ipotesi così indecente non diventi realtà. Dopo aver lottato per anni da comune cittadina, mi sentirei alla stregua di un disertore se, oggi che ho la responsabilità di rappresentare l’Italia al Parlamento europeo, sulla scorta del voto di decine e decine di migliaia di cittadini, non mantenessi alta l’attenzione su un blocco giudiziario filomafioso che continua a imperversare nella mia Barcellona Pozzo di Gotto.

Con deferenti ossequi,

Sonia Alfano».
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Di Loredana Morandi (del 06/07/2009 @ 21:39:37, in Redazionale, linkato 2796 volte)
In nessun luogo d'Italia è impedito agli studenti di manifestare. Coloro che devono essere fermati sono i violenti, dietro i quali serpeggiano le truppe cammellate di certi partiti.
Il Lodo dell'immunità parlamentare è finito. Sia lode al voto degli italiani, Amen.
E un sentito grazie al dott. Caselli, perché i partiti di questi violenti sono esattamente quel che ha spezzato le ossa al movimento pacifista nonviolento in Italia, lottizzando associazioni, mobbizzando attivisti, sostituendo persone in ruoli politico sociali rilevanti o durante le campagne elettorali, ed infine anche privando del Lavoro o sfruttando alcune delle forze migliori per la Pace.

Loredana Morandi
Portavoce nazionale del Forum contro la Guerra all'Iraq presso la Magistratura Italiana
15 febbraio 2003 - 3 milioni di manifestanti a Roma

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Gli scontri si sono verificati il 19 maggio scorso

Scontri al G8 Università di maggio, 21 arresti.
L'Onda occupa gli atenei.

ultimo aggiornamento: 06 luglio, ore 18:33

Torino - (Adnkronos) - I reati contestati sono violenza, resistenza, lesioni, danneggiamenti in concorso aggravato. Occupato il rettorato della Federico II di Napoli, irruzione alla Statale di Milano.

Il procuratore capo di Torino, Caselli: "Operazione in difesa della libertà di pensiero"

Torino, 6 lug. (Adnkronos) - Sono 21 gli arresti eseguiti a Torino, Padova, Bologna e Napoli per i disordini accaduti scorso maggio nel capoluogo piemontese in occasione del G8 dell'università. Le misure cautelari, 16 in carcere e 5 ai domiciliari, riguardano esponenti di movimenti legati all'area cosidetta antagonista che si sarebbero resi responsabili delle violenze. Dodici gli arresti a Torino.

Intanto, proprio per gli arresti, gli studenti dell'Onda protestano a Venezia davanti allo Iuav e occupano il rettorato dell'universita' Federico II di Napoli, al corso Umberto I. Altri hanno fatto irruzione nel pomeriggio nel Rettorato dell'Universita' Statale a Milano: i manifestanti hanno affisso due striscione "Liberi tutti liberi subito" e "Universita' libere e ribelli, l'Onda non si arresta" alla balconata del corridoio del Rettorato.

"Quello che appare chiaro - scrive in una nota l'Onda Anomala veneziana - e' il meccanismo repressivo che mira a colpire il movimento dell'Onda: studenti, ricercatori, donne e uomini del mondo della formazione che in questi mesi hanno dimostrato con i fatti e con le analisi la vitalita' di una generazione che molti vorrebbero schiacciata dalla crisi". Il rettore dello Iuav, Carlo Magnani, "condividendo la preoccupazione per quanto sta accadendo e per l'instaurarsi di un clima che non contribuisce positivamente allo sviluppo di un dibattito sulla necessita' di una riforma dell'università", ha concordato di dare voce agli studenti diffondendo la presa di posizione contraria agli arresti di Torino a seguito dei fatti del G8.

Per quanto riguarda gli arresti, i reati contestati sono violenza, resistenza, lesioni, danneggiamenti in concorso aggravato. Le misure sono state emesse a seguito delle indagini condotte dalla Digos e dalla Polizia di Torino coordinate dalla direzione contrale della Polizia di prevenzione. Tra le persone arrestate dagli agenti della Digos di Napoli c'è E. G., 25 anni. Il giovane, che è l'unico napoletano coinvolto nell'inchiesta, è stato fermato all'Aquila. Tra i manifestanti fermati vi sarebbero anche alcune persone che avrebbero partecipato alla manifestazione di sabato scorso a Vicenza contro l'ampliamento della base americana.

La Digos inoltre ha eseguito una decina di perquisizioni nelle sedi e nelle abitazioni degli esponenti dei centri sociali. Delle 21 misure cautelari emesse su ordine del gip di Torino, 19 sono state eseguite in mattinata mentre due persone residenti nel padovano non sono ancora state rintracciate. Sette misure di custodia cautelare in carcere sono state eseguite dalla Digos di Torino che ha anche eseguito cinque provvedimenti di arresti domiciliari, due custodie cautelari sono state eseguite dalla Digos di Padova, quattro da quella di Bologna e una dalla Digos di Napoli. Nel corso dell'operazione denominata 'Rewind' sono state eseguite anche 35 perquisizioni sia a carico delle persone arrestate sia di altre che risultano indagate per i medesimi reati, violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravata, lesioni personale aggravate, violenza privata. Le città interessate dalle perquisizioni sono state anche Varese, Verona, Pesaro, Cagliari e Alessandria.

Gli scontri che si sono verificati il 19 maggio scorso a Torino in occasione del G8 dell'Università "sono stati premeditati, preparati da tempo". Lo ha detto il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli. "A fronte di un corteo di circa tremila manifestanti dissenzienti che sono rimasti al di fuori di qualsiasi iniziativa che potesse avere rilevanza penale -ha spiegato Caselli- circa 300 persone hanno messo in atto comportamenti di violenza indiscutibile. La nostra non è stata un'indagine contro questo o quel gruppo, contro questa opinione o quell'altra, è stata un'indagine contro reati commessi da soggetti singoli, autori di violenza".

A questo proposito il procuratore capo ha poi tenuto a precisare che "è stata una operazione in difesa della libertà di pensiero perché intervenendo come siamo intervenuti, contro i violenti, abbiamo inteso difendere la libertà di manifestare di quei soggetti che lo fanno con comportamenti che utilizzano legittimamente lo strumento della democrazia. Noi abbiamo voluto intervenire contro chi ha determinato la determinazione genetica di un corteo che fino ad allora - ha concluso Caselli- si era svolto in maniera legittima e pacifica".

AdnKronos
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Di Loredana Morandi (del 06/07/2009 @ 22:10:29, in Osservatorio Famiglia, linkato 1357 volte)
La morte di Federico generò un vero tam tam tra i blogger italiani. A me la notizia del blog con l'appello della mamma di Federico fu riferita da Doriana, la mia ex vicina di casa, cuore di madre come me, che aveva telefonato al babbo di Fede. I genitori affranti e gli amici di Fede avevano pubblicato il numero di un telefonino sul blog. Nella stessa mattinata anche io volli parlare con il signor Lino, presi poi il telefono e relazionai agli uffici stampa politici e ad alcuni parlamentari conosciuti l'intera vicenda. Il mio intervento provocò così la prima interrogazione parlamentare di Titti De Simone, di Prc, ovvero la prima interrogazione in assoluto sul caso Aldrovandi. L.M.

http://www.siatec.net/bloggersperlapace_/upload/rte/faldro.jpg

La madre di Federico:

«Ora quei quattro non devono più indossare la divisa»

FERRARA (6 luglio) - «Volevo che a mio figlio fossero restituiti giustizia, rispetto e dignità. Adesso tutti i poliziotti che hanno parlato male di Federico dovranno ricredersi e chiedere scusa. Non era un drogato, era un ragazzo di 18 anni che amava la vita e che quella mattina non voleva morire». Così Lino Aldrovandi, il padre di Federico, ha commentato la sentenza. «Ma nessuno potrà restituirmi Federico. Ora voglio soltanto restare solo con mio figlio», ha aggiunto.

Patrizia Moretti, la mamma del giovane, alla lettura della sentenza non ha trattenuto le lacrime: «Eravamo convinti della colpevolezza dei quattro poliziotti, ora il tribunale lo ha sancito e così doveva essere. Ci sono stati momenti in cui ho avuto paura che se la potessero cavare, ma in fondo ci ho sempre creduto. Ora quei quattro non devono più indossare la divisa».

Il Messaggero

Ferrara, 3 anni e 6 mesi a quattro poliziotti
processati per morte 18enne Aldrovandi

Eccesso colposo in omicidio colposo. I genitori della vittima in lacrime. I difensori: tutti i processi hanno tre gradi di giudizio

FERRARA (6 luglio) - Il tribunale di Ferrara ha condannato a tre anni e sei mesi di reclusione i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell'omicidio colposo di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia. Alla lettura della sentenza da parte del giudice Francesco Maria Caruso i genitori del ragazzo si sono abbracciati piangendo e in aula sono partiti applausi. Per gli imputati, Paolo Forlani, Luca Pollastri, Enzo Pontani e Monica Segatto, l'accusa aveva chiesto una condanna a 3 anni e 8 mesi.

Il pm: un buon risultato per una vicenda drammatica. Si fa abbracciare e si schermisce il pm Nicola Proto, che ha ereditato da altri colleghi una inchiesta zoppicante e l'ha rimessa in piedi: «Č stato un processo lungo, difficile e complicato. Ora quello di primo grado si è chiuso ed è già un buon risultato per una vicenda che è stata drammatica». Proto non ha voluto commentare la sentenza che conferma di fatto le sue tesi e le sue richieste e si è limitato a dire che «l'impianto accusatorio ha tenuto». E quando gli è stato fatto rilevare che uno degli imputati ha detto che «giustizia non è stata fatta», ha ribadito: «Ne prendiamo atto ma ora leggeremo le motivazioni del giudice».

«Tutti i processi hanno tre gradi di giudizio, vedremo la coda lunga di questo». Così Alessandro Pellegrini, uno dei quattro difensori, uscendo dall'aula dopo la sentenza. «Ciò che dovevo dire l'ho detto al giudice», si è limitato a dire Gabriele Bordoni che aveva proposto l'assoluzione degli agenti. Giovanni Trombini è sembrato il più distaccato: «Leggeremo le motivazioni, attentamente e poi proporremo appello». E le sue non sono state solo le solite dichiarazioni di circostanza: «Abbiamo prospettato al giudice ciò di cui eravamo e siamo convinti ossia la totale estraneità dei quattro agenti, che riproporremo in appello».

«Giustizia non è stata fatta». L'unico a commentare tra gli imputati è stato Enzo Pontani (l'altro agente presente era Luca Pollastri, mentre gli altri due erano assenti, uno perché in servizio al G8 de L'Aquila): «Posso dire che stasera giustizia non è stata fatta. E posso anche dire che io la notte dormo sonni tranquilli, qualcun altro non lo so».

«Tutto questo fa male, perché ha messo in luce la fatica che abbiamo fatto solo per ottenere un dibattimento»: così Riccardo Venturi, legale di parte civile, uno dei due avvocati che ha dovuto fare i conti con il clima ostile dei primi mesi dell'indagine, ha commentato la sentenza. «Guardando indietro possiamo dire che non erano vere le accuse di chi diceva che volevamo speculare su questo dramma». Gli ha fatto eco Fabio Anselmo, il primo legale della famiglia, abbracciando la madre di Federico, Patrizia Moretti: «Questa sentenza è uno schiaffo verso la nostra generazione di cinquantenni: abbiamo creato un ambiente ostile nei ragazzi di oggi, i nostri figli, regalando loro solo falsi valori». Poi, tornando sul piano tecnico del processo: «Quattro anni sono lunghi, e la sentenza si commenta da sola e ci ha dato ragione di tutto ciò che abbiamo fatto, contro chi ci ha denunciati per calunnia, ad esempio, sostenendo che dicevano il falso: ci è stato veramente tolto tanto in questi quattro anni, posso dire troppo».

Le parti civili nelle loro repliche avevano ribadito come le cause della morte fossero riconducibili alla colluttazione e all'ammanettamento a terra del ragazzo e avevano rimarcato che le conclusioni del cardiopatologo loro consulente di parte avevano individuato come cause dell'arresto cardiaco un evento traumatico al cuore. Le difese dal canto loro avevano continuato a contestare la mancanza di prove e la mancanza di un nesso causale tra la morte e l'intervento degli agenti. Gli avvocati degli agenti avevano ribadito come probabile causa di morte la Eds, sindrome da eccitamento, determinata comunque dalla concausalità determinante di assunzioni di droghe.

Un legale della difesa aveva stigmatizzato il volantinaggio di un gruppo anarchico in aula ritenendola una cosa indegna, sostenendo in replica a quel volantino che i quattro agenti «non sono assassini», e che una assoluzione affermata dal giudice sarebbe una «riaffermazione dello stato di diritto di questo paese».

Il Messaggero
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Di Loredana Morandi (del 06/07/2009 @ 22:38:03, in Politica, linkato 1256 volte)
Vendola l'ho conosciuto come artista impegnato per i diritti degli omosessuali, però il potere può anche cambiare le persone e la politica imporre compromessi altrimenti inaccettabili. Ad occhio direi che a lui le escort non interessano affatto e che meglio informato di lui è certamente il suo assessore al bilancio (però io seguo pochissimo questa vicenda, quindi l'assessore potrebbe essere già tra gli indagati).

Infatti della Puglia adoro: il rotolo dell'Exultet conservato nel museo della Cattedrale di Bari, Caparezza e la mia terribile nipotona. L.M.


Sanità Puglia, Vendola per cinque ore dal magistrato



lunedì 6 luglio 2009 17:04


BARI (Reuters) - Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola è stato sentito oggi come persona informata sui fatti dal giudice titolare di una delle quattro inchieste su presunti appalti pilotati e illeciti nella sanità pubblica pugliese.

All'uscita dalla caserma dei carabinieri, dove il sostituto procuratore della Dda di Bari, Desirè Digeronimo, l'ha interrogato per cinque ore, Vendola si è detto sereno. "Credo di essere una persona al di sopra di ogni sospetto".

Da una delle indagini sulla gestione sanitaria è nato il filone d'inchiesta che riguarda un giro di feste con politici ed escort, una delle quali ha detto di avere incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella sua casa di Roma.

"Io sono persona informata sui fatti... In qualche maniera oggi finisce questa ridda di voci, perché è completato l'interrogatorio che era anche frutto dell'attività di cooperazione con la magistratura che io ho messo in campo", ha detto Vendola ai giornalisti che l'attendevano davanti alla caserma.

"La Regione, come ente, si sente parte lesa di qualunque atteggiamento lesivo delle regole e delle leggi. Qualunque atto che abbia portato opacità e danneggiato l'organizzazione del sistema sanitario è bene che venga perseguito: non ci devono essere zone di impunità e zone d'ombra per nessuno. Io ho reso testimonianza di tutto quello che conosco e di tutto quello che so".

Il confronto tra Vendola e il pm Digeronimo è avvenuto a poche ore dalla nomina della nuova Giunta regionale azzerata una settimana fa. Sono cinque su 14 gli assessori sostituiti nel nuovo esecutivo regionale, ieri nella tarda serata.

Pochi giorni fa era stata interrogata dal magistrato la direttrice generale dell'Asl di Bari, Lea Cosentino, che il 30 giugno scorso era stata prima sospesa "per motivi cautelativi". Successivamente per la manager della più grande Asl pugliese sono state avviate le procedure per la decadenza dall'incarico.

Cosentino è indagata in due delle quattro inchieste sulla sanità per l'associazione a delinquere e la corruzione.

In altre due inchieste sono coinvolti i fratelli Gianpaolo e Claudio Tarantini, titolari della Tecnohospital. E' stato proprio tracciando le loro comunicazioni telefoniche che è nato il filone di indagini sul presunto giro di escort che il 34enne Gianpaolo Tarantini avrebbe portato a feste in case di imprenditori e politici e a cene nelle residenze di Berlusconi a Roma, a Palazzo Grazioli e in Sardegna, a Villa Certosa.

Nel corso della stessa inchiesta sarebbe emersa la presenza di droga in alcune di queste feste e in particolare di cocaina, come hanno detto fonti giudiziarie.

Reuters
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Di Loredana Morandi (del 07/07/2009 @ 10:36:46, in Sindacati Giustizia, linkato 1414 volte)
SCIOPERO GENERALE RIUSCITO

Grande partecipazione allo sciopero generale del Pubblico Impiego, indetto per oggi dalle categorie pubbliche del Patto di Base (RdB-CUB P.I., Cobas P.I., SdL Intercategoriale).
I lavoratori della Giustizia hanno partecipato compatti alla riuscitissima e coloratissima manifestazione tenutasi davanti palazzo Vidoni urlando tutto il loro sdegno, sotto le finestre del Ministro Brunetta, per i provvedimenti contenuti nel decreto legislativo attuativo della legge 15/09.

L’unica O.S. a tenere sempre la barra diritta è stata la RdB che sin dal 1999 con coerenza e determinazione ha sostenuto e sosterrà, con iniziative di lotta, la ricollocazione di tutto il personale.
I lavoratori dopo anni di contratti a perdere, di svendita dei diritti, di aumenti dei carichi di lavoro, di condizioni insostenibili in cui sono costretti ad operare, sanno perfettamente a chi attribuire le responsabilità.
A questi signori, da cui non accettiamo lezione alcuna, suggeriamo di dire con chiarezza da che parte stanno e di smetterla con le contraddizioni che emergono tra ciò che dicono e ciò che fanno.
La RdB continuerà, come sempre fatto, ad essere al fianco dei lavoratori, a sostenere e difendere il diritto al salario, alla carriera, alla sicurezza, alla dignità sui posti di lavoro.

In allegato il volantino da affiggere in tutte le bacheche.

Saluto tutti
Pina Todisco
Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego
Confederazione Unitaria di Base


GIUSTIZIA IN PIAZZA: SCIOPERO RIUSCITO

    Grande partecipazione allo sciopero generale del Pubblico Impiego, indetto per oggi dalle categorie pubbliche del Patto di Base (RdB-CUB P.I., Cobas P.I., SdL Intercategoriale).
    I lavoratori della Giustizia hanno partecipato compatti alla riuscitissima e coloratissima manifestazione tenutasi davanti palazzo Vidoni urlando tutto il loro sdegno, sotto le finestre del Ministro Brunetta, per i provvedimenti contenuti nel decreto legislativo attuativo della legge 15/09.
    Eppure l’attacco nei confronti dei Pubblici Dipendenti, senza esclusione di colpi,  portato avanti dal governo per mano del Ministro Brunetta è all’epilogo.
    Il vero disegno, che è la destrutturazione della Pubblica Amministrazione e il conseguente smantellamento dello stato sociale, viene nascosto da provvedimenti di facciata in cui si parla di meritocrazia, selettività, efficienza e qualità dei servizi.
    Lo sanno bene i lavoratori della giustizia che da anni sono sotto il fuoco incrociato delle numerose riforme che avrebbero dovuto snellire  i tempi della Giustizia ma che nella realtà hanno finito per affossare definitivamente il servizio.
    L’unica vera triste realtà è la continua perdita salariale, dei diritti e della dignità sui posti di lavoro. La campagna denigratoria mossa nei confronti dei pubblici dipendenti in maniera trasversale da destra e da sinistra ha trovato sponda nell’opinione pubblica convinta che i lavoratori sono tutti fannulloni.
    Di tutto ciò dobbiamo dire grazie anche ai sindacati concertativi che in proposito tacciono oppure balbettano visto che hanno contribuito e collaborato all’impianto. 
    Il ridicolo è che alcune OO.SS. abituate a continui balletti e salti della quaglia, a seconda dei governi che si succedono, firmano accordi vergognosi a perdere per poi incitare i lavoratori a protestare. Dimenticano lor signori di aver illuso, in passato, i lavoratori sbandierando un’imminente riqualificazione che non è mai arrivata.
    Grazie a loro e alle fantasiose rivisitazioni che, in questi ultimi 10 anni, l’accordo sulla riqualificazione ha subito vari rimaneggiamenti a partire dall’integrativo del 2000, al successivo accordo del 2003, al blitz Vitali del marzo 2005, al protocollo Li gotti del novembre 2006 senza che il passaggio di carriera si materializzasse. Oggi invece si propongono come i salvatori della patria e promettono sfaceli che non arrivano mai.
    L’unica O.S. a tenere sempre la barra diritta è stata la RdB che sin dal 1999 con coerenza e determinazione ha sostenuto  e sosterrà, con iniziative di lotta, la ricollocazione di tutto il personale.
    I lavoratori dopo anni di contratti a perdere, di svendita dei diritti,  di aumenti dei carichi di lavoro, di condizioni insostenibili in cui sono costretti ad operare, sanno perfettamente a chi attribuire le responsabilità.
    A questi signori, da cui non accettiamo lezione alcuna, suggeriamo di  dire con chiarezza da che parte stanno e di smetterla con le contraddizioni che emergono tra ciò che dicono e ciò che fanno.
    La RdB continuerà, come sempre fatto, ad essere al fianco dei lavoratori, a sostenere e difendere il diritto al salario, alla carriera, alla sicurezza, alla dignità sui posti di lavoro.
   
Roma, 3 luglio 2009   

RdB CUB P.I. – Coord. Giustizia
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Magistratura Democratica



Procure sotto vuoto


Presentazione del Libro Bianco sulla scopertura degli organici negli uffici di procura

La mancanza di un numero adeguato di magistrati negli uffici delle Procure più esposte è una  emergenza, che  mette in pericolo la sicurezza dei cittadini. Organici ridotti significano meno indagini, meno prevenzione, meno Stato là dove la criminalità ruba territorio, e  soprattutto vite.

L’allarme lanciato dai magistrati che hanno scelto di lavorare nelle zone più esposte è rimasto inascoltato. Per questo Magistratura Democratica lancia un appello: lo fa con un libro bianco di denuncia , ma anche  con 5 proposte  praticabili e concrete di modifica legislativa, in grado di tamponare immediatamente  disservizi  e lacune. 

Il libro bianco e le proposte saranno presentate e discusse giovedì 9 luglio alle ore 15,30, al Residence di Ripetta in una tavola rotonda con la partecipazione di Giacomo Caliendo (Sottosegretario alla Giustizia), Lanfranco Tenaglia (deputato), Bartolo Iacono (Componente Giunta Unione Camere Penali Italiane), Roberto Carrelli Palombi (Componente del CSM),  Bernardo Petralia (Componente del CSM), Luca Palamara (Presidente dell’ANM), Claudio Castelli (Presidente di Magistratura Democratica).

Interverranno inoltre Giuseppe Creazzo (Procuratore della Repubblica a Palmi), Domenico Gozzo (Procuratore Aggiunto a Caltanissetta), Carmelo Petralia (Procuratore della Repubblica a Ragusa), Rita Sanlorenzo (Segretario di Magistratura Democratica).

Hanno assicurato la partecipazione Dario Franceschini (Segretario Generale del PD), Fiorella Pilato (Componente CSM).



"Procure sotto Vuoto"


Presentazione  del

Libro Bianco sulla scopertura degli organici negli uffici di procura


elaborato da Magistratura Democratica.
 

Giovedì 9 luglio
ore 15,30


 Residence di Ripetta

Via di Ripetta 321, Roma
 

Programma
 

15,30,

Introduzione: 

Una ricostruzione generale della situazione,

 Eugenio Albamonte (magistrato)
 

16,00

Gli uffici in situazione di emergenza
comunicazioni di:

Giuseppe Creazzo (Procuratore della Repubblica a Palmi).

Domenico Gozzo (Procuratore Aggiunto a Caltanissetta),

Carmelo Petralia (Procuratore della Repubblica a Ragusa),
 

16,45

Le Proposte di Magistratura democratica,

Rita Sanlorenzo (segretario Generale di Magistratura Democratica)
 

17,15:

tavola rotonda

 con la partecipazione di:

On. Giacomo Caliendo (Sottosegretario alla Giustizia) ,

On. Dario Franceschini (Segretario Generale del Partito Democratico),

Avv. Bartolo Iacono (Componente Giunta Unione Camere Penali Italiane)

Cons. Roberto Carrelli Palombi (Componente del CSM),

Cons. Bernardo Petralia (Componente del CSM),

Luca Palamara (Presidente dell’ANM).

 

coordina

Claudio Castelli (Presidente di Magistratura Democratica)


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