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In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti.

Epicuro
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 26/06/2010 @ 16:08:03, in Magistratura, linkato 1521 volte)
Ribadita dal difensore la richiesta di un rinvio al 7 ottobre

Antonveneta, il pm di Milano: ''Mi sento preso in giro da Brancher''


Milano - (Adnkronos/Ign) - Il magistrato: ''Doveva venire all'udienza, non ha alcun legittimo impedimento''. Il giudice deciderà entro il 5 luglio se accogliere o meno la richiesta del neoministro. E' imputato per appropriazione indebita e riciclaggio. Lo stop del Colle: ''Non c'è nessun nuovo ministero da organizzare". Opposizione all'attacco e critiche dai finiani. Il caso sulle prime pagine dei quotidiani

Milano, 26 giu. (Adnkronos/Ign) - "Mi sento preso in giro". Non usa mezze parole il pm di Milano Eugenio Fusco per commentare la richiesta di legittimo impedimento presentata dai difensori di Aldo Brancher nell'ambito del processo milanese sulla mancata scalata all'Antonveneta che lo vede imputato, insieme alla moglie, per appropriazione indebita e ricettazione per somme pari a circa un milione di euro ricevute dall'ex banchiere di Lodi Giampiero Fiorani.

Dopo aver ricordato che "la realtà processuale di questo caso non è mai stata messa in discussione" il pm Eugenio Fusco ha ricordato al giudice e ai legali che "l'accordo era che questo processo si doveva fare a luglio e per questo sono state fissate udienze con sacrifici di tutti". Poi è intervenuta la nomina di Brancher a ministro che ha subito vantato il legittimo impedimento in base alla legge approvata ad aprile.

Ma, osserva ancora l'accusa "nel caso di Brancher ci sono lacune enormi anche nella certificazione prodotta da parte della Presidenza del Consiglio. Io so solo che Brancher è un ministro senza portafoglio ma non si sa con quali deleghe. Non sono state scritte. Si poteva avere almeno la bontà di precisarlo, e non a caso i suoi difensori hanno puntato sulla sua attività parlamentare e non su quella ministeriale e per questo questa udienza è stata fissata di sabato perché il Parlamento è fermo. Brancher oggi doveva venire perché non ha alcun legittimo impedimento". Da parte sua, quindi, nessuna richiesta di ricorso alla Corte Costituzionale per una legge che, comunque "si fa fatica a non giudicare incostituzionale". Ma la richiesta, dal momento che non ci sono i presupposti per un rinvio, che il processo vada avanti.

Se l'accusa insiste con la prosecuzione dei lavori processuali individuando una 'finestra' possibile tra il 20 e il 31 luglio, la difesa ribadisce la richiesta iniziale: la causa deve essere rinviata al 7 ottobre anche perché quella data, ''tolti i termini feriali rappresenta solo uno slittamento di 37 giorni'', cioè un lasso di tempo ''consentito anche in procedimenti a carico di detenuti''. Però, dice uno dei difensori, l'avvocato Filippo Dinacci ''se il Tribunale dovesse decidere che l'impedimento vantato è sindacabile, l'esito sarebbe un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato'' che, nel caso ''sarebbe lo stesso governo a sollevare''.

La questione, a questo punto, è tutta nelle mani del giudice monocratico Anna Maria Gatto che si è riservata di decidere se accogliere o meno il legittimo impedimento entro la data del 5 luglio , appuntamento già in calendario per la prosecuzione del procedimento. Nell'attesa, allo stato degli atti, il giudice ha comunque autorizzato il pm a citare alcuni dei suoi testi per la data del 5 luglio riservandosi di comunicare disposizioni diverse in base alla sua decisione.

Intanto l'opposizione torna a chiedere le dimissioni di Brancher. ''Occorre fare assolutamente chiarezza, il Paese deve sapere'', sottolinea Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato. ''Ribadiamo la nostra richiesta di dimissioni del ministro Brancher - continua -, ma è necessario anche che il governo venga al più presto di fronte al Parlamento a dare spiegazioni sulle motivazioni di questa nomina''. Sulla stessa linea l'Idv. ''Brancher si è fatto nominare ministro dal presidente del Consiglio per garantirsi l'impunità '', afferma in una nota il portavoce Leoluca Orlando invitando il neoministro ''a lasciare la poltrona'' e a ''farsi processare''. ''Per questo - annuncia - presenteremo una mozione di sfiducia nei suoi confronti''.

Ma critiche arrivano anche dai finiani e dalla Lega Nord. Berlusconi inviti Brancher a rinunciare al legittimo impedimento e a presentarsi "immediatamente" dal giudice, sostiene il vice presidente dei deputati Pdl ed esponente della minoranza interna, Italo Bocchino, in un editoriale pubblicato sul sito di Generazione Italia. Per il vice capogruppo alla Camera l'errore di Brancher "rischia di affossare una buona legge che serviva a tutelare Berlusconi da un evidente accanimento''.

Anche per Stefano Stefani (Lega), presidente della commissione Affari esteri della Camera, ''rifugiandosi dietro il legittimo impedimento'', mossa che Umberto Bossi ha definito ''poco furba'', Brancher ''ha fatto un grosso errore''. ''Ammesso che questo impedimento ci sia - rimarca l'esponente della Lega Nord - uno come lui avrebbe dovuto assolutamente affrontare il giudizio''.
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Di Loredana Morandi (del 26/06/2010 @ 14:19:28, in Politica, linkato 1150 volte)
Non è un passo avanti, ma a caval donato non si guarda in bocca. Ad ogni modo io sarò in piazza con la Fnsi contro la Legge Bavaglio il 1 luglio ed il 30 giugno con MD a Roma. L.M.

Intercettazioni, Bongiorno decide sette nuove audizioni


L'opposizione plaude. Critico il Pdl: è in contrasto con l'orientamento della maggioranza
 

Roma, 24 giu (Il Velino) - Ancora audizioni sul ddl intercettazioni all’esame della commissione Giustizia della Camera. Il presidente Giulia Bongiorno ha dato soddisfazione all’opposizione che aveva chiesto di sentire nuovi pareri dopo le modifiche al provvedimento apportate al Senato.

Saranno sette le nuove audizioni, a cominciare da quella del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.

Saranno ascoltati inoltre: Glauco Giosta, ordinario di procedura penale presso l’Università la Sapienza; il procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone; i rappresentanti dell’Anm, del Consiglio nazionale forense, della Fnsi e della Fieg.

Il Pd, con la capogruppo in commissione Donatella Ferranti giudica “apprezzabile lo sforzo del presidente Bongiorno” nell’autorizzare le audizioni “nonostante gli ostacoli frapposti dalla sua maggioranza”. Soddisfazione nei confronti della decisione della Bongiorno anche dall’Idv, che chiede però un aumento del numero delle audizioni.

Molto critico, invece, il giudizio di Enrico Costa, capogruppo Pdl in commissione: “Desta perplessità - dice Costa - la decisione di reiterare la processione di superflue e ripetitive audizioni che, di fronte a un'istruttoria già delineata e approfondita, non può essere finalizzata - contrastando con l'orientamento della maggioranza della commissione - a dare maggior corpo alle osservazioni critiche contenute nella relazione del presidente - relatore".
 
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Di Loredana Morandi (del 26/06/2010 @ 09:26:31, in Osservatorio Famiglia, linkato 1442 volte)
Contro l'orgoglio pedofilo


Anche in questo giugno 2010 ricorre l'oscena data. Purtroppo dobbiamo prendere atto dell'orrore 2 volte all'anno: in giugno e a Santo Stefano, un giorno dopo il Natale.



Dalla prima data nefasta e dalla iniziativa del quotidiano Epolis con la sua raccolta firme sono trascorsi già "troppi" anni, i provider nazionali ed internazionali lucrano su porno e sul pedoporno (si anche Tiscali di Renato Soru, editore de L'Unità), e qui in Italia giace nel dimenticatoio del governo la migliore legge che sia stata mai scritta per contrastare il fenomeno della pedofilia in rete: ovvero la proposta di legge per l'introduzione dello specifico reato di "apologia" dei reati di pedofilia.


La Polizia Postale e delle Telecomunicazioni scende in piazza per avvicinarsi alla popolazione, ma ancor oggi occorre l'intervento di Don Di Noto e di una associazione di volontariato animalista per scoprire un sito che distribuisce materiale pedopornografico con violenze inaudite verso i bambini e verso gli animali.

Ciò accade perché le istituzioni italiane sono ingessate dalla burocrazia e da uno strisciante permessivismo mascherato da "garantismo", di fatto neppur celato agli occhi del cittadino. Altri, ovvero alcuni tra gli operatori dell'antipedofilia, sono fors'anche più inquietanti dei pedofili stessi perché perseguono strenuamente solo il loro successo personale.

E' il caso di Aurelia Passaseo, unica condannata per  gli errori nella conduzione delle sue indagini, che pubblica in queste ore sul suo profilo l'intero decalogo della giornata dell'orgoglio degli orchi in Italiano e bella grafia a questo link rendendolo di pubblico dominio.

E' il caso di Massimiliano Frassi, che risponde dal proprio blog a quanto scrive Pino Lamonica su un blog del portale Splinder che dovrebbe essere chiuso e da un profilo Facebook che gode addirittura dei favori della stampa grazie all'interessamento di Roberta Lerici che scrive alla Gazzetta di Reggio Emilia.

Non entro nel merito della querelle, e lo dico a Frassi: io con un condannato a 9 anni per reati di pedofilia non ci parlo affatto, ma  attribuisco il mio plauso a tutto tondo a favore del solo magistrato che ha inchiodato il reo per i suoi delitti e a favore del suo staff. E, se è il caso e come in realtà è avvenuto, contribuisco con ulteriori elementi di indagine sul medesimo circuito.

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Per una volta, visto che è giusto, voglio metterci anche la "quotidiana giustizia" del dott. Daniele Minotti che spesso mi cita a sproposito, quando scrive tranquillo e beato sul sito di Mantellini (il primo che pubblicava i banner creati da Neri) "guarda un po'" proprio insieme a Maxifasso, (personaggio reo di sostituzione di persona ai sensi art 494/496 codice penale), DA LEGGERE QUI insieme ad altra "feccia comune da web (*)" ripensando attentamente all'evoluzione vera nel web di quella famosa "netiquette" predicata e forse mai praticata con la semplice "attenzione responsabile".

Doveroso: affinché non vi sia alcun dubbio di quanto affermo, pubblico in data 27 giugno 2010 alle ore 10:09 un formato PDF contenente l'intero scritto dal sito di Mantellini più i commenti di Minotti, con lo stalker Third_Eye e l'ideologo della pedofilia Maxi Fasso (violazione art 496 cp). Affinché le tanto millantate libertà della rete non facciano liberi i soli criminali o i loro avvocati, ma anche le persone per bene offese dai reati.


Il web spettacolo lasciatelo ad altri, oppure ai comici che lo fanno con maggiore impegno e serietà!

E' solo l'esperienza di chi si occupa da anni di informazione a farmi dichiarare il successo di quanto intuisce il fiuto, se e quando: Loredana Morandi parla di pedofilia si assiste addirittura all'arrivo dei "consulenti tecnici di parte", degli avvocati del "crimine organizzato e della pornografia" e di pedofili veri e propri che si palesano  con le azioni.

La massima: il Reato attira solo coloro che lucrano con il crimine o con l'indotto economico di questo. E, naturalmente, i rei del medesimo reato.

Così, anche per questo giorno dell'orgoglio pedofilo, grazie: per non aver fatto nulla contro l'archivio del pedofilo Maxifasso su piattaforma Imageshack e per non aver fatto nulla di concreto se non accendere i fari dell'attenzione sul blog di Lamonica, che si trova su piattaforma Splinder, ovvero su una proprietà di un avvocato napoletano che può tranquillamente essere trascinato di fronte ad un giudice e di fronte al suo ordine professionale se consente la divulgazione di questi testi. Non abbiate alcun dubbio è così, sono italianissimi, oppure non si sarebbero avvalsi di Register.IT (IT vuol dire sempre Italia, in tutto il pianeta) perché Dada network si trova a Firenze.

Ah, quasi dimenticavo. Io sono efficacemente minacciata di morte, si veda pure il blog Biagioquotidiano.blogspot.com (mandante SessoChannel.it - Pirate Bay), e nel mio caso appare evidente il "permissivismo" ad integrale dimostrazione di omertà verso tutti i reati di stalking e violenza privata subiti nei 22 mesi appena trascorsi.

Loredana Morandi

(*) Mantellini l'identificazione di Third_Eye, ex administrator di ItaliaZip (vedi sequestro GdF 2004), ce la darà sicuramente. Così vediamo se quel delinquente scrive da una connessione Tiscali su Lucca.

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Di Loredana Morandi (del 25/06/2010 @ 16:45:33, in Magistratura, linkato 1389 volte)
Rinvio a giudizio per Vittorio Emanuele


Rinvio a giudizio per Vittorio Emanuele di Savoia e altri 5 persone per l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al falso e alla corruzione per ottenere licenze per il gioco d'azzardo.

La richiesta fatta a Roma dal pubblico ministero Andrea De Gasperis è un risvolto di una più ampia indagine che nel 2006 fu avviata dal pm Henry John Woodkock e che determinò l'arresto per una settimana dell'erede dei Savoia

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=142336
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Di Loredana Morandi (del 25/06/2010 @ 08:39:09, in Sindacati Giustizia, linkato 1384 volte)
CGIL, oggi 25 giugno Sciopero Generale

Contro una manovra iniqua, astensione dal lavoro di almeno 4 ore per i lavoratori dei settori privati e dell'intera giornata per quelli pubblici.

» Volantini - English version
» 25 giugno, stop trasporti


25/06/2010

La CGIL chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico e privato allo Sciopero Generale di venerdì 25 giugno, rispettivamente per otto e quattro ore. Una protesta proclamata dalla Confederazione che arriva dopo il varo della 'manovra correttiva' da parte del Governo, un provvedimento che la CGIL ha più volte definito 'sbagliato e iniquo'.

Dopo la grande manifestazione del 12 giugno scorso, che ha visto la partecipazioni di oltre 100mila persone, la CGIL prosegue la mobilitazione in difesa dell'occupazione, della crescita e dello sviluppo. Con la manovra correttiva, accusa la CGIL, il Governo ha scelto di colpire solo i lavoratori e le lavoratrici, i precari, le pesionate ed i pensionati. Per un intervento a sostegno dei giovani, tra i più colpiti dalla crisi; contro i tagli a Regioni e Comuni che porteranno alla diminuzione dei servizi e ad aumentare le tasse locali e le spese per le famiglia; contro una manovra che colpisce il lavoro pubblico e privato con le norme sulla previdenza e contro il collegato lavoro che mina i diritti fondamentali, in particolare dei nuovi lavoratori, la CGIL invita tutti allo sciopero generale e a partecipare ai numerosi cortei, regionali e provinciali, previsti.

Numerose le manifestazioni che si svolgeranno su tutto il territorio nazionale in occasione della giornata di sciopero. Il programma, per quanto riguarda le presenze di segretari confederali nazionali, prevede: a Bologna ci sarà la vice segretaria generale della CGIL, Susanna Camusso; a Napoli il segretario confederale, Fulvio Fammoni; a Palermo la segretaria confederale, Vera Lamonica; a Reggio Calabria il segretario confederale, Nicola Nicolosi; a Milano il segretario confederale, Enrico Panini; a Cagliari il segretario confederale, Vincenzo Scudiere; a Terni il segretario confederale, Fabrizio Solari. Questo il quadro per la segreteria confederale della CGIL Nazionale ma manifestazioni sono previste su tutto il territorio nazionale
(leggi l’elenco completo).

Sciopero Generale: le manifestazioni in programma e le articolazioni dello sciopero

Previste numerose manifestazioni su tutto il territorio nazionale a carattere regionale o territoriale tra comizi e presidi

Abruzzo (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazione regionale a L’Aquila. Concentramento alle ore 9.30 in Viale della Stazione. Corteo fino a Piazza Duomo.

Basilicata (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazioni a Potenza e Matera

Calabria (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazioni territoriali (Catanzaro, Crotone, Cosenza, Gioia Tauro, Vibo Valentia, Castrovillari). A Reggio Calabria alle ore 9,30 in Piazza Campagna. Interviene il segretario confederale della CGIL, Nicola Nicolosi.

Campania (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazione regionale. Concentramento alle ore 9.00 Piazza Mancini. Corteo fino a Piazza Matteotti. Interviene il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni.

Emilia Romagna (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazione regionale a Bologna. Concentramenti alle ore 8.30 in Piazza dell'Unità e in Piazza Azzarita. Cortei fino a Piazza Maggiore. Interviene la vice segretaria generale della CGIL, Susanna Camusso.

Friuli-Venezia Giulia (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazione regionale a Trieste. Concentramento alle ore 9.30 in Piazza della Libertà. Corteo fino a Piazza dell'Unità d'Italia.

Lazio (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazione nelle province. A Roma, concentramento alle ore 9.00 Bocca della Verità. Corteo fino a Piazza Farnese.

Liguria (sciopero generale di 4 ore per settori privati e 8 pubblici)
Sciopero generale il 2 luglio esclusa la provincia di La Spezia che sciopererà il 25 giugno.

Lombardia (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazione regionale a Milano. Concentramento alle ore 9.00 ai Bastioni di Porta Venezia. Corteo fino a Piazza Duomo. Interviene il segretario confederale della CGIL, Enrico Panini.

Marche (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazioni nelle province (Ancona, Pesaro, Porto Sant’Elpidio provincia Fermo, Ascoli Piceno, Macerata)

Molise (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazione regionale a Campobasso. Concentramento alle ore 9 in Piazza San Francesco. Corteo fino a Piazza Prefettura.

Piemonte  (sciopero generale di 4 ore per settori privati e 8 pubblici)
Sciopero generale il 2 luglio

Puglia (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazioni nelle province (Bari, Bisceglie provincia BAT, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto)

Sardegna (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazioni nelle province. A Cagliari concentramento alle ore 9.00 Piazza Garibaldi. Corteo fino a Piazza Carmine. Interviene il segretario confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere.

Sicilia (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazione regionale a Palermo. Concentramento alle ore 9.30 in Piazza Croci. Corteo fino a Piazza Verdi. Interviene la segretaria confederale della CGIL, Vera Lamonica.

Toscana (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Sciopero generale il 2 luglio

Trentino Alto Adige  (sciopero generale di 4 ore per settori privati e 8 pubblici)
Manifestazioni territoriali (Trento, Cles, Storo)

Umbria (sciopero generale di 8 ore per settori pubblici e privati)
Manifestazioni nelle province. A Perugia alle ore 9.30 in Piazza dei Partigiani. A Terni alle ore 11.30 in Piazza della Repubblica dove interviene il segretario confederale della CGIL, Fabrizio Solari.

Veneto  (sciopero generale di 4 ore per settori privati e 8 pubblici)
Manifestazioni nelle province (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia Mestre, Verona, Vicenza).
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Di Loredana Morandi (del 25/06/2010 @ 07:14:21, in Osservatorio Famiglia, linkato 1371 volte)


Militari Israeliani assassini e la Madonnina del don Orione


Accade a Roma, per volere del sindaco Alemanno, tra una mattinata "cattolica" ed una inquietante serata "sionista" anche se il famoso film vorrebbe gli eventi, così moralmente distanti, appaiati nel più famoso "tutto in una notte".

Ma è la notte della moralità ad imperare sovrana sulla nostra capitale dove il "piccolo sindaco" era riuscito a conquistarsi anche la fiducia dei popolani dai quartieri di periferia e dei comunisti figli dei martiri delle Fosse Ardeatine. Nonostante il nero azzurro del cuore (no, non è interista).

Solo nella notte più nera della moralità egli ha potuto pensare di restituire alla città la bellissima "Madonnina"  del don Orione, che benedice la città dalla collina di Monte Mario, nelle mani del Santo Padre Benedetto XVI e concedere il Colosseo ad Israele per lo show militarista della farsa socio politica del "militare rapito" Gilad Shalit rendendolo di nuovo pagano e grondante sangue.

E' ovvio, Gianni Alemanno non ha compreso il significato dello spengere le luci del Colosseo. Oppure non avrebbe posto il "simbolo" nelle mani dell'esercito di occupazione israeliano per le ipocrisie del pietismo, quando soltanto ieri lo stesso esercito ha violato i trattati sull'uso delle Acque Internazionali uccidendo a sangue freddo una dozzina di pacifisti. Lui, il sindaco, non ne ha la cultura e persegue la politichetta di bottega per il premio dei voti di Pacifici.

Gianni, te lo dico io: "Li hanno uccisi sparando alla testa!"

Tutti devono sapere che Gilad Shalit è un falso simbolo, falso anche per coloro che si soffermano un solo minuto secondo a riflettere sulla sua ipotetica condizione di "prigioniero di Hamas".  Un pubblico falso anche per l'Israel Defence Force che non ha avuto nessuna esitazione nel bombardare a tappeto Gaza, la martirizzata roccaforte di Hamas, per 22 giorni consecutivi radendo al suolo ogni casa e ogni muro disponibile in un area grande come Napoli.

Gilad Shalit è certamente morto e sepolto, ma con tutta probabilità non se ne può restituire la salma alla famiglia perché irriconoscibile tra le dozzine di altri cadaveri coperti di sangue, terra e dai calcestruzzi del dopo esplosioni.

Quel ragazzo, troppo giovane per essere fagocitato da una guerra per il potere commerciale sul Mediterraneo e per l'egemonia sul petrolio dell'asse Stati Uniti/Israele, non merita il Colosseo, anche se è giusto ritenerlo un "condannato a morte" dai suoi stessi connazionali.

Solo un fiore potrà curare il dolore di chi ne attende invano il ritorno.

Solo il silenzio può evitare lo scempio delle false lacrime sullo scomparso, date nel disprezzo del sangue  versato per le uccisioni di uomini e donne nati liberi e resi schiavi dalle mire colonialiste di Israele. 

Solo la parola può condannare l'assassinio di uomini e donne nati liberi, prigionieri di una stessa volontà.

Liberi come lo era Gilad Shalit.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 25/06/2010 @ 06:54:25, in Magistratura, linkato 1403 volte)
TERRORISMO

Nuove Br, in appello le condanne sono 13
Ancora pugni chiusi e slogan contro Ichino

Solo piccole riduzioni di pena per i terroristi. Le condanne più pesanti a a Davide Bortolato e Claudio Latino, leader delle cellule padovana e milanese, entrambi condannati 14 anni e sette mesi invece di 15 anni. Unico assolto Federico Salotto, condannato in primo grado

MILANO - La prima Corte di Assise di Appello di Milano in parziale riforma della sentenza di primo grado 1, ha emesso 13 condanne, fino a 14 anni e sette mesi di reclusione, nei confronti di presunti appartenenti alle cosidette Nuove Br. La pena più alta tocca a Davide Bortolato e Claudio Latino, leader delle cellule padovana e milanese, entrambi condannati a 14 anni e sette mesi invece di 15 anni. Condanne ridotte di pochi mesi anche a Vincenzo Sinisi, ritenuto capo del gruppo torinese, a Bruno Ghilardi, Massimiliano Toschi e Massimiliano Gaeta. La Corte ha invece assolto un imputato, condannato in primo grado. Si tratta di Federico Salotto, perché il fatto non sussiste. Assoluzione che si somma alle tre del primo processo, quelle di Andrea Tonello, Michele Magon e Alessandro Toschi.

L'articolo prosegue su La Repubblica



Dopo la lettura del verdetto, una quarantina di persone, tra parenti e amici degli imputati, ha intonato slogan in favore della "guerra di classe" e della "rivoluzione". Fuori dall'aula erano presenti una decina di carabinieri in assetto anti sommossa, non ci sono stati incidenti.

Come un film già visto: alla lettura della prima sentenza, nel giugno 2009, gli imputati e il pubblico in aula avevano intonato l'Internazionale e mostrato i pugni chiusi scandendo cori contro la corte.  Oggi gli slogan delle Nuove Br hanno coinvolto ancora il giuslavorista
Pietro Ichino 2, uno degli bersagli della formazione eversiva. Al termine del processo di primo grado, la Corte d'assise aveva condannato alcuni imputati a risarcire Ichino, che aveva dichiarato di rinunciare all'indennizzo in cambio di un incontro con gli imputati per un confronto di "idee diversissime" tra "esseri umani". Appello caduto nel vuoto.

Durante il processo, l'avvocato Laura Panciroli, legale di Ichino, aveva spiegato come dalle indagini fosse emerso che il piano per eliminare il giuslavorista fosse in stato avanzato di realizzazione. Ichino, nelle parole del legale, era "destinatario di azioni violente", "volte alla sua eliminazione fisica". Il risarcimento, di 100mila euro, era stato deciso proprio in considerazione del "grave danno esistenziale" subìto da Ichino, privato dei "suoi diritti e delle libertà fondamentali", costretto a vivere "sotto un regime di protezione".

(24 giugno 2010)
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Di Loredana Morandi (del 24/06/2010 @ 14:40:55, in Magistratura, linkato 1338 volte)


La Corte Costituzionale sulle Ronde

S. 226/2010

del 21/06/2010

Udienza Pubblica del 28/04/2010,
Presidente: AMIRANTE, Redattore: FRIGO

Norme impugnate: Art. 3, c. 40°, 41°, 42° e 43°, della legge 15/07/2009, n. 94.

Oggetto: Sicurezza pubblica - Volontariato - Comuni, Province e Città metropolitane - Possibilità per i sindaci, previa intesa col prefetto, di avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare alle Forze di polizia dello Stato o locali, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale - Iscrizione delle associazioni in un apposito elenco tenuto dal prefetto - Determinazione con decreto del Ministro dell'interno di ambiti operativi, modalità e requisiti - Lamentata esorbitanza dalla materia della sicurezza pubblica ed incidenza sulla disciplina regionale in materia di polizia comunale e provinciale e in materia di politiche sociali, esorbitanza dai limiti della potestà regolamentare spettante allo Stato, e, in subordine, carenza di coinvolgimento delle Regioni.

Dispositivo: illegittimità costituzionale parziale - non fondatezza
Atti decisi: ric. 64, 66 e 67/2009
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Di Loredana Morandi (del 24/06/2010 @ 14:26:02, in Politica, linkato 1769 volte)
Sulla questione ne ho lette parecchie di bugie. Giunge così puntuale il commento del gran maestro avvocato Gustavo Raffi, che in un impeto di verità rivela il numero totale degli iscritti tra i quadri e i sindacalisti di sinistra nelle logge del Grande Oriente d'Italia. Ovviamente ce ne sono anche presso la Gran Loggia degli ALAM e presso la Gran Loggia Regolare.

Ciò che invece non ho letto, soprattutto nelle parole dei politici che si sono affannati nella querelle, è dell'abitudine  consolidata ad "iniziare" i deputati e i senatori di prima nomina immediatamente dopo il loro arrivo a Roma. Sono convinta che i poveri "cristi" dovessero pur passare con qualcuno il "mercoledì sera, ma tutto questo si chiama "confort" e non è mercimonio politico solo della "cricca", proprio per la multiculturalità e universalità "trasversale" della massoneria. L.M.


LA POLEMICA


"I massoni di sinistra?
Nelle logge sono 4mila"

Il Gran Maestro e il caso Pd: "Scoprono ora che la sinistra è figlia anche della massoneria". "E' ora di finirla con la leggenda della segretezza, frutto avvelenato di Gelli"

di ALBERTO STATERA



"Quando nel mondo la canaglia impera, la patria degli onesti è la galera", recita ironico il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Gustavo Raffi, avvocato ravennate dal profilo un po' risorgimentale, ex segretario locale del defunto Partito repubblicano di Ugo La Malfa, quando gli si chiede di commentare l'improvvisa fiammata antimassonica di parte del Partito Democratico. E l'Opus Dei? E Comunione e Liberazione? E tutti i mariuoli, clericali o non, ormai in circolazione per ogni dove? E tutti i seri problemi del paese che il Pd tende spesso a rimuovere imboccando improbabili vie di fuga? Il Gran Maestro se lo chiede, ma la delibera assunta lunedì dalla Commissione di Garanzia presieduta da Luigi Berlinguer, proveniente da una vecchia famiglia massonica il cui capostipite Mario, padre di Enrico e Giovanni, era Gran Maestro della Loggia di Sassari, in fondo non gli dispiace: "Al di là della temporanea sospensione dei fratelli pd iscritti - dice - c'è un percorso serio per capire la questione e non infliggere una censura dogmatica; è un percorso laborioso, ma simile a quello già tracciato saggiamente dal lodo di Valerio Zanone e Giovanni Bachelet". Ma non gli va giù che i problemi interni di un partito in cui si è rivelata difficile la convivenza tra l'anima cattolica ex democristiana con quella laica ex repubblicana, ex socialista ed ex comunista, tirino inopinatamente in ballo "una delle più importanti agenzie produttrici di etica che abbia creato dal suo seno la storia dell'occidente, come il professor Paolo Prodi ha efficacemente definito la massoneria".

 Un fatto è certo, i massoni del Partito democratico, che dovranno ora rivelarsi, sono a bizzeffe, come garantisce l'ex sindaco comunista di Pistoia Renzo Baldelli. Col Gran Maestro recalcitrante, che giura di non aver mai chiesto di mostrare la tessera di partito ai suoi fratelli ("Se no verrei messo fuori dal consesso della massoneria mondiale") tentiamo un computo, che ci porta a un totale di oltre 4 mila su quasi 21 mila iscritti in 744 logge, il 50 per cento dei quali concentrati in Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia, Lazio e Lombardia, con la maggiore densità assoluta a Firenze e Livorno. Di questi almeno 4 mila diessini, molte centinaia ricoprono cariche politiche, amministrative o dirigenziali, come in passato il Gran Maestro aggiunto Massimo Bianchi, che è stato vicesindaco socialista di Livorno. Adesso dovranno rivelarsi ed è facile prevedere che non sarà un'operazione indolore.

Ma Gustavo Raffi pensa che potrebbe venirne persino un bene, cioè "la fine di questa leggenda della segretezza, frutto avvelenato delle gesta del materassaio di Arezzo, che non ha ragione di persistere. Ma come si fa - si accalora - a confondere il Grande Oriente, scuola di etica e di classe dirigente, con i mariuoli che infestano il paese anche in false massonerie? Il fascismo, perseguitandola, costrinse la massoneria al segreto, ma oggi siamo un'istituzione trasparente tornata nella storia. Lo dimostrano le decine di nostri convegni culturali con partecipanti del calibro di Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Umberto Galimberti, Giuseppe Mussari, Ignazio Marino, Paolo Prodi, Gian Mario Cazzaniga e tanti, filosofi, storici, accademici di reputazione e scienza preclare. Il Pd si accorge adesso che la sinistra è figlia anche della massoneria? Fanno fede i nomi dei fuorusciti a Parigi durante il fascismo, le Brigate partigiane in Spagna e la Costituente, dove su 75 membri 8 erano massoni, da Cipriano Facchinetti ad Arturo Labriola, Meuccio Ruini... ".

Gran Maestro - lo interrompiamo - per favore, non torniamo a Garibaldi e Bakunin e ai generi massoni di Marx, il fatto è che in un passato più recente le vicende della massoneria ufficiale non sempre sono apparse commendevoli. Tra l'altro, nel governo e nella attuale maggioranza di destra si dice ci sia la più alta concentrazione di massoni (e di Opus Dei) mai vista, come ha rilevato l'ex presidente Francesco Cossiga, che se ne intende. A parte Berlusconi, Cicchitto, che erano nella P2, e al consulente di Gianni Letta, quel Luigi Bisignani che ne era il reclutatore, ce ne sarebbero molti altri, a cominciare da Denis Verdini, che però ha smentito. Per non dire dei Lavori Pubblici, culla della Cricca degli appalti, considerato il ministero col maggior numero di dirigenti massoni. Il Gran Maestro non sfugge: "Io le posso dire in tutta coscienza che, tolti quelli che giocavano a nascondino col materassaio di Arezzo e che con noi non hanno nulla a che fare, abbiamo fatto un'attenta analisi dei nomi emersi come appartenenti alla Cricca e delle intercettazioni telefoniche pubblicate sui giornali. Abbiamo trovato solo un nome nelle nostre liste e l'abbiamo sospeso immediatamente. Se ne emergeranno altri, stia certo subiranno la stessa sorte". Inutile insistere per ottenere il nome, il Gran Maestro garantisce di non ricordarlo, ma promette di ricercarlo, perché dice di sognare una massoneria supertrasparente come quella americana, cui i fratelli sono fieri di appartenere, dove le logge sono indicate al centro delle città con grandi cartelli stradali, "come già abbiamo fatto a Ravenna mettendo la targa sulla nostra sede, perché se ti nascondi finisci alla gogna". Ma nulla autorizza la componente cattolica del Pd a confondere la massoneria storica con pseudomassonerie affaristiche, "se no è come se io dicessi non che un partito è degenerato, ma che tutti i partiti sono degenerati, mentre, pur se disastrati, continuano ad essere il cardine della democrazia. Mai dirò che i partiti inquinano la massoneria, ribaltando l'affermazione di quel parlamentare del Pd, il quale ha osato dire che la massoneria inquina il suo partito". Se la teoria del senatore di Magliano Sabina Lucio D'Ubaldo prendesse piede nel Pd, il Gran Maestro vi scorgerebbe un arretramento clericale e culturale quasi a due secoli fa, all'enciclica "Mirari Vos" di Gregorio XVI che condannò la separazione tra Stato e Chiesa e qualunque libertà di coscienza.

Chissà se la delibera dei garanti pd guidati da un Berlinguer frenerà ora le iscrizioni al partito, notoriamente non in splendida salute, o al Grande Oriente d'Italia, che conta 1600 "bussanti" all'anno, più di un terzo dei quali respinti in attesa di "passaggi all'Oriente Eterno" di anziani fratelli.

(La Repubblica, 09 giugno 2010)
http://www.repubblica.it/politica/2010/06/09/news/massoneria_pd-4683769/
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APPLICAZIONI ed UTILIZZO DEL MEZZO PROPRIO:
FACCIAMO CHIAREZZA

Al Capo Dipartimento
dell’Organizzazione Giudiziaria
Al Direttore Generale
del personale e della formazione
ROMA

                                                                                          



OGGETTO: Applicazione temporanea del personale e rimborso delle spese inerenti l’utilizzo del mezzo proprio.

Con circolare del 5 giugno 2010 codesto Capo Dipartimento ha informato tutti gli uffici giudiziari della novità introdotta dall’art. 6, comma 12, del decreto legge n. 78/2010 in tema di trattamento economico di missione dei dipendenti statali, ed in particolare del divieto di rimborso delle spese relative all’utilizzo del mezzo proprio.
         
E’ indubbio che la norma penalizza ulteriormente il personale giudiziario già massacrato, a causa del blocco delle assunzioni e del turn over, da decine di migliaia di provvedimenti di temporanea applicazione in  uffici diversi da quelli di appartenenza e che si vedrebbe costretto ad utilizzare i mezzi pubblici con tutto ciò che ne consegue oppure a pagare di tasca propria la trasferta forzata.
La RdB P.I. – USB segnala l’irresponsabile comportamento dell’Amministrazione che,  ancora una volta, si piega supinamente ai provvedimenti legislativi facendone ricadere il peso sulle spalle dei lavoratori, piuttosto che illustrare ai governanti cosa comporterebbe per la giustizia tale scelta. 
         
Eppure l’amministrazione è perfettamente al corrente che, per rimediare alla sempre più crescente carenza di organico, i Presidenti delle Corti d’Appello ed i Procuratori Generali ricorrono ormai sistematicamente (e sempre più spesso anche in violazione dell’accordo sulla mobilità interna del 27-3-2007) all’istituto dell’applicazione temporanea del personale obbligandolo, talvolta anche in modo discontinuo, a svolgere la propria prestazione lavorativa in sedi giudiziarie distanti dal luogo di residenza e senza idonei collegamenti di trasporto pubblico.
Tra l’altro l’Amministrazione in maniera del tutto arbitraria non riconosce  come normale attività di lavoro il tempo occorrente per raggiungere una sede di servizio diversa dalla propria.
              
Con la stessa solerzia adoperata per segnalare questo ulteriore provvedimento peggiorativo per i lavoratori, ci saremmo aspettati dal Dott. Birritteri un contestuale “suggerimento” ai Capi degli Uffici distrettuali di sospendere o, quanto meno, di limitare per il futuro l’adozione di provvedimenti di applicazione alle situazioni di grave eccezionalità; ciò per dimostrare un minimo di sensibilità nei confronti di lavoratori sempre più vessati e sfruttati.
Chissà se coloro che hanno la responsabilità di gestire il Ministero della Giustizia sono al corrente (anche se è legittimo dubitarne visto che per i propri spostamenti di lavoro e non, dispongono di macchine di servizio con relativo autista), che in alcune regioni segnalandone solo due, per semplificare, la Sicilia e la Sardegna, i mezzi pubblici di collegamento sono inesistenti oppure lenti come “lumache”.
In queste circostanze, neanche tanto rare, cosa dovrebbero fare i lavoratori: passare l’orario di lavoro sui mezzi pubblici per poi tornare a casa oppure regalare all’amministrazione ore di tempo che verranno sottratte alla famiglia?
         
I lavoratori giudiziari non possono e non vogliono pagare le scelte scellerate operate negli anni sulla drastica riduzione delle piante organiche che, nel tempo, hanno determinato lo svuotamento di interi  uffici giudiziari,   alcuni di essi risultano privi completamente di personale.
La RdB P.I. – USB pertanto chiede un incontro immediato sulla materia: per meglio illustrare le ricadute del provvedimento e per regolare in maniera adeguata la corsa sempre più sfrenata all’istituto dell’applicazione, avvertendo che in difetto non esiterà a sostenere e mettere in campo azioni di lotta in grado di tutelare i diritti dei lavoratori.

In attesa di un sollecito riscontro si porgono cordiali saluti.

Roma, 23 giugno 2010                   
RdB P.I. – USB Coord. Nazionale Giustizia
G. Todisco
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