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 giustizia e arte ... Lunadicarta... di Lunadicarta
 
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"Devi concentrarti interamente a ciascuna giornata, come se un fuoco infuriasse fra i tuoi capelli."

Deshimaru
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 05:36:42, in Magistratura, linkato 1184 volte)
MAGISTRATURA DEMOCRATICA



L'AGGRESSIONE AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI VERONA



Ieri notte il Procuratore della Repubblica di Verona, dott. Giulio Schinaia è stato aggredito.

Si tratta di un fatto di eccezionale gravità su cui occorre innestare una riflessione di tutti.

Impressiona che un magistrato della Repubblica con alti incarichi possa essere impunemente aggredito e ferito in piena città. Ciò impone una verifica ed un'estrema attenzione sull'idoneità delle misure di sicurezza adottate e da adottare.

Va altresì rimarcato come questa aggressione si inserisca in un clima di delegittimazione e denigrazione della magistratura, ed in particolare dei Pubblici Ministeri, di volta in volta definiti da settori politici come "eversori", "matti", "malati".

Speriamo che da questo grave evento derivi una riflessione e l'abbandono di un costume di accuse e offese che può portare a danni gravissimi per le istituzioni, ma anche per le persone.

Cogliamo l'occasione per porgere al collega vittima di questo inqualificabile atto la nostra più piena solidarietà.


2 giugno 2009

Il Segretario Generale    
Rita Sanlorenzo

Il Presidente
Claudio Castelli
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 09:13:17, in Magistratura, linkato 1263 volte)
Associazione Nazionale Magistrati



SOLIDARIETA' AL PROCURATORE SCHINAIA



L'Associazione Nazionale Magistrati esprime indignazione per la vile aggressione di cui è stato vittima il Procuratore della Repubblica di Verona, Giulio Schinaia.

Non stupisce come l'episodio si verifichi in un momento storico nel quale le istituzioni, e in particolare la magistratura, sono quotidianamente oggetto di disprezzo. Il clima di intolleranza e intimidazione che si è determinato nel Paese costituisce inevitabilmente la condizione per il verificarsi di simili gravi condotte.

La giunta dell'Associazione magistrati auspica che tali episodi provochino finalmente una seria riflessione, che induca ad abbassare i toni nell'interesse delle istituzioni e della collettività.

L'Anm esprime convinta solidarietà al collega Schinaia, che con coraggio e determinazione svolge la propria delicata attività a difesa della legalità.

Roma, 3 giugno 2009

La Giunta Esecutiva Centrale
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 10:00:52, in Magistratura, linkato 1173 volte)
MAFIA: BOSS IENI DEPRESSO, DAL 41 BIS AI DOMICILIARI


CATANIA - Il presunto boss Giacomo Maurizio Ieni, 52 anni, indicato come il capo della cosca mafiosa Pillera é fortemente depresso e per questo lascerà il regime di 41 bis, anche se scontato nel centro clinico del carcere di Parma, per passare agli arresti domiciliari a casa, a Catania. E' la decisione della terza sezione penale del Tribunale del capoluogo etneo per "gravi motivi di salute".

Nella precedente udienza di uno stralcio del processo Atlantide, Ieni era scoppiato in lacrime davanti ai giudici sostenendo di "essere fortemente depresso e di non riuscire a stare in carcere". Il Tribunale, accogliendo la richiesta del suo legale, l'avvocato Giuseppe Lipera, adesso gli ha concesso gli arresti domiciliari ritenendo che "l'affetto dei familiari" sarà per lui la terapia migliore per riprendersi e guarire.

La decisione è "fortemente contestata" dalla Procura di Catania che si dice "estremamente sorpresa e sgomenta" sia "per la pericolosità sociale del soggetto" e visto che "nella perizie redatte non ce n'era alcuna che stabilisse che il suo stato di salute sia incompatibile con la detenzione in un centro medico, così come si trovava ristretto".

2009-06-03 18:54
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 10:04:25, in Politica, linkato 1087 volte)
Intercettazioni: verso la fiducia

Provvedimento calendarizzato in Aula Camera dal 9 giugno

(ANSA) - ROMA, 3 GIU - Il governo e' intenzionato a porre la questione di fiducia sul ddl intercettazioni entro la prossima settimana. Il provvedimento, infatti, e' calendarizzato per l'Aula della Camera da martedi' 9 giugno.

E la richiesta del voto di fiducia potrebbe arrivare gia' nella giornata di martedi' o al massimo di mercoledi' 10 giugno per arrivare al voto finale entro giovedi'. A confermarlo sono fonti della maggioranza e del governo.


2009-06-03 18:32
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 11:09:21, in Magistratura, linkato 1306 volte)
2009-06-03 18:54

Mafia: sequestrati in un anno 3,3 mld, 2894 arresti


ROMA - Ad un anno dall'insediamento del Governo sono state fatte 270 operazioni di polizia giudiziaria contro la criminalità organizzata che hanno portato all'arresto di 2.894 persone, tra cui 207 latitanti (9 dei 30 più pericolosi) ed al sequestro di 4.314 beni per un valore di 3,3 miliardi di euro. Solo nel 2009 ammonta invece a 535 milioni di euro il valore dei beni confiscati ai clan. Sono i numeri diffusi dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per illustrare i risultati dell'azione di contrasto alle mafie svolta da maggio 2008 a maggio 2009. Presente alla conferenza al Viminale anche il capo della polizia, Antonio Manganelli.

 "Mai come in questo periodo - ha detto Maroni - la lotta alla criminalità organizzata ha avuto grandi risultati ed il ddl sicurezza, una volta approvato, fornirà ulteriori strumenti per continuare senza sosta l'azione di contrasto che ha l'obiettivo di annientare la mafia". Il ministro si è soffermato in particolare sull'aggressione ai patrimoni mafiosi, uno dei fronti, ha sottolineato, "su cui ci siamo impegnati e ci impegneremo di più. Nella riunione del G8 Giustizia-Interni della settimana scorsa c'é stato l'accordo a definire una procedura comune per aggredire i beni delle organizzazioni criminali in qualunque Paese si trovino". Parte dei beni confiscati, ha informato, "confluiranno nel Fondo unico giustizia, che ha già una dotazione di 400 milioni di euro, e potranno essere destinati alle forze dell'ordine". Il titolare del Viminale ha poi parlato del "modello Caserta", le iniziative messe in campo per contrastare il clan dei casalesi nel casertano con il potenziamento degli uffici investigativi e dell'attività del controllo del territorio con l'invio di 400 unità delle forze dell'ordine e 350 militari. "E' un grande lavoro - ha rilevato Maroni - avviato per far capire che lo Stato c'é".

E il contrasto alle mafie, ha continuato, "é esteso anche ai controlli sulle infiltrazioni negli appalti pubblici: vigiliamo in particolare sull'Expo di Milano e sulla ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo". Il ministro ha infine bollato come "interpretazioni maliziose che non mi toccano" una domanda sul perché una conferenza stampa a pochi giorni dalle elezioni: "credo giusto - ha affermato - che i cittadini conoscano i risultati della lotta alla mafia ad un anno dall'insediamento del Governo: si tratta di dati concreti". Da parte sua, anche Manganelli ha parlato di un "momento particolarmente felice nella fermezza dell'azione di contrasto alla criminalità organizzata. Mai come in questo periodo le forze dell'ordine hanno ottenuto risultati straordinari".


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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 12:33:47, in Osservatorio Famiglia, linkato 1257 volte)

Atti persecutori o "stalking": reato punibile con la reclusione fino a 4 anni


Dal 23 aprile 2009, data di approvazione definitiva del decreto legge n. 11/09, conosciuto col nome di decreto antistupri, è stato introdotto", nel codice penale, il nuovo reato di atti persecutori, meglio noto col termine "stalking", con la previsione di una pena da sei mesi a quattro anni di carcere per i responsabili. Nel codice penale, infatti, nella sezione "Delitti contro la libertà morale", subito dopo l'art. 612 è stato inserito l'art. 612 bis "atti persecutori".

La nuova legge n. 38/09, inoltre, per porre fine, nel più breve tempo possibile, agli atti persecutori che, se reiterati, inciderebbero significativamente sullo stato d'animo della vittima, dà la possibilità alla persona offesa dal reato, fino a quando non decide di querelare il suo persecutore, di esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza, avanzando una richiesta al Questore di ammonimento, con cui il soggetto destinatario del provvedimento è invitato a tenere una condotta conforme alla legge. In particolare, l'art. 7 della Legge 38/09 prevede che "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo tale da cagionare un perdurante e grave stato d'ansia o di paura ovvero ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso da coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all'art. 3 della legge 5/2/1992 n. 104, ovvero con armi o da persona travisata. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all'art. 3 della legge 5/2/1992 n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio".

La nuova legge n. 38/09, all'art. 8 prevede, altresì, l'adozione di una misura di prevenzione "l'ammonimento" che, nella sua prima applicazione, sarà alternativa all'avvio del procedimento penale. La persona che si ritiene offesa da atti persecutori "fino a quando non propone querela per il reato di cui all'art. 612 bis del C. P., può esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al Questore di ammonimento nei confronti dell'autore della condotta.
Il Questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l'istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Il Questore valuta l'eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni".

In base alla previsione normativa, quindi, l'ammonimento non è un provvedimento che si fonda solo sulla richiesta dell'istante il quale, nell'ambito di un rapporto conflittuale e di forte partecipazione emotiva, specie se con la persona accusata di atti persecutori sussisteva una relazione sentimentale, potrebbe enfatizzare gli atti ed i comportamenti di cui si ritiene vittima. Da qui il presupposto della nuova normativa che dà facoltà al Questore, se ritenuto necessario, di svolgere un'attività istruttoria per verificare la fondatezza della richiesta. Appare evidente, quindi, che la ratio dell'ammonimento è sicuramente quella di far cessare, nel più breve tempo possibile gli atti persecutori che incidono significativamente sullo stato d'animo della vittima.

Pubblicato il: 03 giugno 2009
Polizia di Stato - Questura di Salerno
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 14:33:28, in Politica, linkato 1226 volte)
Giustizia: Mancino e Alfano al Colle,
Napolitano prepara plenum al Csm

Sul 'tappeto' le riforme e la mediazione toghe-politica


Roma, 3 giu. (Apcom) - Un incontro "cordiale" per mettere a punto i dettagli del plenum straordinario di martedì prossimo, quando il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in qualità di presidente del Csm, sarà alla guida dell'assemblea di palazzo dei Marescialli. Così fonti della magistratura raccontano il faccia a faccia tra il presidente della Repubblica e il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che si è svolto al Quirinale.

Mezz'ora di conversazione sull'appuntamento di martedì prossimo, che avrà all'ordine del giorno due temi: le pratiche a tutela dei magistrati e una circolare sull'organizzazione delle Procure.

Fu lo stesso Napolitano, mesi fa, a rendere nota, per bocca di Mancino, la propria intenzione di presiedere in prima persona questo appuntamento: al capo dello Stato, infatti, preme molto la riforma delle pratiche a tutela, sulla cui proposta di modifica ha lavorato a lungo la seconda commissione del Csm, redigendo una bozza valutata con molta attenzione dagli uffici del Quirinale e che attende ora il voto del plenum per diventare norma applicabile.

Un voto che, secondo le toghe, deve arrivare il prima possibile, perchè al momento, sono circa una decina i 'fascicoli' fermi negli uffici del Csm, primo fra tutti quello relativo al presidente del collegio giudicante del caso Mills, Nicoletta Gandus, aperto oltre un anno fa.

Inoltre, i recenti attriti tra procuratore capo e sostituti di Napoli in merito all'inchiesta sulla gestione dei rifiuti nel capoluogo campano hanno imposto maggior attenzione anche alle difficoltà di gestione dei rapporti di forza nei palazzi di Giustizia. Per questa ragione, dunque, nella delibera sull'organizzazione degli uffici giudiziari, che verrà discussa martedì, vi è un punto relativo proprio ai rapporti tra 'capi' e 'sottoposti' nelle Procure: sostituti procuratori e aggiunti, infatti, contestano il ruolo assegnato ai capi degli uffici dalle riforme Castelli e Mastella.

In buona sostanza, le toghe chiedono che palazzo dei Marescialli ridimensioni i poteri dei capi degli uffici. Mancino, però, ha più volte detto che fino a quando le norme della riforma saranno in vigore verranno applicate senza interpretazioni che possano snaturarle. Ovvio però che le correnti, durante le tradizionali 'arringhe' alla presenza del capo dello Stato, vogliano significare tutte le loro perplessità.

Ma Mancino non è stato l'unico esponente del mondo della Giustizia ospite oggi al Quirinale. Nel pomeriggio, infatti, il capo dello Stato ha incontrato personalmente anche il Guardasigilli Angelino Alfano, molto probabilmente per essere informato sull'andamento delle numerose riforme messe in campo dall'esecutivo in materia di giustizia. Alfano, in mattinata, ha infatti ribadito l'intenzione del Governo di porre mano a una riforma 'costituzionale' che investa il mondo della giustizia. Inoltre, non sono un mistero per nessuno i desiderata del presidente del Consiglio riguardo a una più netta separazione tra magistratura requirente e giudicante.

Logico che il capo dello Stato, prima di incontrare le toghe, abbia voluto avere ben chiaro il quadro della situazione, un quadro che per parte sua il ministro non ha mancato di tratteggiare con chiarezza. Informazioni utili se non preziose, visto che con ogni probabilità a Napolitano toccherà cercare una non facile mediazione tra i timori delle toghe nei confronti di un esecutivo che spesse volte hanno definito se non 'ostile' quantomeno 'prevenuto' e il governo, desideroso di risolvere l'annosa questione "dell'uso politicamente strumentale della giustizia - per dirla con frasi ricorrenti nella maggioranza - operato da una certa parte della magistratura".

21:52 - POLITICA - 03 GIU 2009
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Vicenza: Giornata della Giustizia

Il servizio video di Antenna 3




Magistrati, sindacati e avvocati si sono incontrati a Vicenza per capire come riformare la giustizia. L'obiettivo è quello di fornire un servizio efficiente alla cittadinanza. In onda il 20-05-2009

Antenna 3



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Di Loredana Morandi (del 04/06/2009 @ 01:54:55, in Sindacati Giustizia, linkato 1181 volte)
Una giornata "non troppo" particolare
negli Uffici Giudiziari


Il video a cura della FP CGIL, realizzato con la collaborazione di Nicoletta Grieco e Carmine Caputo, documenta lo stato attuale della giustizia in Italia evidenziandone problemi e carenze.

Da oggi il video è anche su YouTube, a cura del Comitato ATU.

Il documentario è stato proiettato all'apertura della "Giornata Nazionale per la Giustizia" tenutasi il 5 maggio 2009 al Centro Congressi Frentani di Roma. L'iniziativa è stata organizzata dalla FP, Associazione Nazionale Magistrati e altre OO.SS.

- NELLA SECONDA PARTE LA TESTIMONIANZA DI UN INFORMATICO ATU -

Per la versione DVD siete pregati di farne richiesta vie email al Coordinamento FP CGIL Giustizia http://www.fpcgil.it


Parte 1






Parte 2

- AD INIZIO VIDEO -
- LA TESTIMONIANZA DI UN INFORMATICO ATU -




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Di Loredana Morandi (del 04/06/2009 @ 06:55:34, in Magistratura, linkato 1273 volte)
Proposta irrazionale e anticostituzionale

di Nello Rossi

Dopo il parlamento dei “nominati” il paese rischia ora di sperimentare il CSM dei “sorteggiati”?

La voce circola con insistenza, senza smentite e prese di distanza. Il governo sarebbe pronto a proporre una riforma della legge elettorale dei membri togati del CSM imperniata sul “sorteggio” preliminare di una rosa ristretta di candidati - si dice cento -  tra i quali i magistrati dovrebbero poi eleggere i loro rappresentanti. Pur filtrando dall’interno stesso della compagine governativa la notizia continua a suscitare incredulità. Almeno in chi ancora spera nella razionalità e nel buon senso della politica e non crede che sia consentito stravolgere, con espedienti grossolani,  il testo e lo spirito della Costituzione.
Per quanto i sistemi elettorali conoscano infinite varianti - nella scelta dei collegi, nel calcolo dei voti,  nell’attribuzione dei seggi - una elezione è una elezione. Presuppone una personale “vocazione” a candidarsi , espressa con l’accettazione della candidatura o con l’autocandidatura; la disponibilità ad assolvere ad un compito diverso da quello normalmente svolto nella vita sociale e professionale; la consapevole assunzione di  responsabilità  per i risultati del proprio operato.

Il sorteggio degli eleggibili cancellerebbe tutto questo ed affiderebbe al capriccio del caso il primo e fondamentale momento del processo elettorale : la determinazione della platea delle persone tra cui l’elettore è chiamato a scegliere.
Una soluzione palesemente irrazionale, che restringerebbe preventivamente e senza criterio, le possibilità di eleggere i più adatti, i più meritevoli, i più  motivati. Ed infatti nessuno si azzarda  a proporre il sorteggio preventivo per altri tipi di elezioni o per selezionare i concorrenti ad una qualsiasi competizione di interesse pubblico (si tratti dell’ottenimento di un contratto o di un concorso).

Negando in radice l’essenza stessa del fenomeno elettorale, l’escogitazione “sorteggio degli eleggibili- elezione dei sorteggiati” entrerebbe poi in aperta rotta di collisione con la Costituzione che,  sancendo il principio della “elezione da parte di tutti i magistrati ordinari” dei componenti togati del Consiglio, parla di “elezioni” vere, libere, aperte, realmente competitive, e perciò incompatibili con il marchingegno del sorteggio preventivo. Il progetto di depotenziare la rappresentanza del CSM aggirando – grazie ad un simulacro di elezioni  – la viva sostanza del precetto costituzionale rischierebbe perciò di trasformarsi in un boomerang, come spesso accade alle mediocri astuzie.

Ai molti scontenti dell’attuale sistema elettorale del CSM, desiderosi di  limitare il peso delle correnti , si può dunque consigliare di non infilarsi nel vicolo cieco di  elezioni finte e di imboccare la via maestra. Ampliare al massimo l’offerta elettorale - consentendo la presentazione di liste di candidati sostenute anche da un numero esiguo di elettori -  e lasciare all’elettore la massima libertà di scelta, prevedendo che una o più delle sue preferenze possano essere liberamente indirizzate verso i candidati meritevoli di liste diverse da quella votata.
Da un tale sistema emergerebbe, con ogni probabilità,  una rappresentanza della magistratura più fedele , forte ed autorevole di quella attuale. Ma forse è proprio questo ciò che si vuole evitare.

radiocarcere
 
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