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 G. Q. ... una insolita versione manga ... ... di Lunadicarta
 
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Non ci sono dubbi che la deprivazione prolungata di cure subita da un bambino può avere effetti gravi e prolungati sul suo carattere e in tal modo su tutta la vita futura. I bambini deprivati delle cure sopratutto materne, specialmente se cresciuti in istituzioni da un’età inferiore ai sette anni, possono essere colpiti nel loro sviluppo fisico, intellettuale, emozionale e sociale; inoltre un bambino emotivamente deprivato genera un circolo vizioso che si autoperpetua generando un genitore trascurante di domani.

John Bowlby, psicoanalista inglese
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 20/05/2009 @ 05:09:19, in Magistratura, linkato 1290 volte)

Le motivazioni del Tribunale di Milano: secondo i giudici l'avvocato inglese agì "da falso testimone" e consentì al Cavaliere "l'impunità dalle accuse di corruzione"

La sentenza di condanna di Mills
"Mentì per salvare Berlusconi"

La posizione del presidente del Consiglio è stata stralciata grazie al Lodo Alfano

MILANO - "Mentì per salvare Berlusconi". Per questo l'avvocato inglese David Mills è stato condannato a Milano a 4 anni e 6 mesi dai giudici milanesi. Il legale, condannato per corruzione in atti giudiziari agì "da falso testimone "per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l'impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati". E' questo uno dei passaggi delle motivazioni (leggi il documento completo), circa 400 pagine, della sentenza con la quale il tribunale di Milano ha motivato la condanna del legale inglese.

Mills, scrivono i giudici nelle motivazioni, "ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse, o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data, dall'altro ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico". I giudici milanesi ricordano che oltre ai 600mila dollari ritenuti "il prezzo della corruzione", Mills nel 1996 percepiva direttamente da Berlusconi almeno 45mila sterline dichiarate al fisco inglese. "Enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali" che il legale riceveva da Berlusconi.

In pratica, scrivono ancora i giudici, "la condotta di Mills era dettata dalla necessità di distanziare la persona di Silvio Berlusconi dalle società off shore, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero, la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi".

In sostanza, per i giudici, "il fulcro della reticenza di Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società off shore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti".

La condanna per l'avvocato inglese era arrivata nel febbraio di quest'anno. A conclusione di un'inchiesta che tirava in ballo il premier e che aveva visto una prima ammissione di colpa di Mills. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Berlusconi: le tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian.

Poi, nel gennaio 2009, la ritrattazione e il tentativo di discolpare il presidente del Consiglio (la cui posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" che garantisce l'imminutà alle alta cariche dello Stato). Una svolta che permise al premier di evitare il rinvio a giudizio per corruzione chiesto dia giudici nel 2006.

(19 maggio 2009)

La sentenza del caso Mills

Svolgimento del processo e premessa
Svolgimento del processo
Premessa

La falsità delle testimonianze
Le singole contestazioni di falso e reticenza
Il regalo
Le consulenze tecniche del P.M. e delle Difese - La prima consulenza tecnica
La seconda consulenza tecnica
Considerazioni conclusive
La decisione
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Di Loredana Morandi (del 20/05/2009 @ 05:44:19, in Magistratura, linkato 1212 volte)

Continuano le reazioni alle motivazioni della sentenza di condanna di Mills che secondo i giudici è stato corrotto da Berlusconi. Ma il sottosegretario lo difende

Bonaiuti: "Giustizia a orologeria"
Anm: "Inaccettabili attacchi ai giudici"

Franceschini: "Viene solo per autoassolversi". Di Pietro: "Vada in tribunale, non in Parlamento"

ROMA - "A due settimane dalle elezioni il Presidente del Consiglio si vede attaccato con un attacco politico ad orologeria". A dirlo è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Riferendosi alle motivazioni della sentenza di condanna dell'avvocato inglese Mills, che secondo i giudici ha mentito perché corrotto da Silvio Berlusconi. Dura la replica dell'Anm che esprime solidarità ai giudici del processo Mills. "E'inaccettabile che da parte di esponenti politici e di rappresentanti del governo vengano rivolte invettive e accuse di carattere personale nei confronti dei componenti del collegio del tribunale di Milano ed in particolare del suo presidente".

E intanto dall'opposizione monta la polemica sull'annuncio fatto ieri dal premier, a proposito di un suo prossimo intervento in Parlamento per denunciare i comportamenti di "certa magistratura". "Abbiamo sentito tanti distinguo - dice questa mattina Bonaiuti - ma quando arriva la sentenza politica, il Pd si dimostra giustizialista come Di Pietro. Dio li ha fatti e poi li accoppia". Poi le critiche ai titoli dei giornali che parlano di "ira" o di "sfogo" di Berlusconi. "Nessuno scrive semplicemente la 'replica' di Berlusconi".

E il concetto di "giustizia a orologeria" viene usato anche dal capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Che aggiunge: ''Oggi vale il lodo Alfano perché altrimenti subiremmo una destabilizzazione totale di tutto il sistema politico italiano in un momento delicatissimo''.

Ma sulla vicenda Mills interviene, con toni e opinioni assai diverse, anche Dario Franceschini. Girando questa mattina per il quartiere Centocelle di Roma, dice: "Qui ho trovato un grande senso di indignazione perchè la gente si aspetta che i politici si occupino dei problemi delle persone, della crisi. Berlusconi non ha trovato due minuti di tempo per venire in aula a parlare dei problemi degli italiani, vuole venirci per autoassolversi e sollevare un polverone politico".

Ancora più duro il capogruppo Antonio Di Pietro. "Siamo totalmente in disaccordo - spiega - sul fatto che Berlusconi venga a riferire in Parlamento, sarebbe inaccettabile avere una sentenza parlamentare. Berlusconi come tutti gli italiani deve andare a difendersi in tribunale. Se Berlusconi viene ad accusare la magistratura in Parlamento è un attacco alla Costituzione e una violazione al principio della divisione dei poteri. I presidenti delle Camere non devono permettere che avvenga".

(20 maggio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 20/05/2009 @ 08:29:01, in Magistratura, linkato 1273 volte)
Oggi in redazione a La Repubblica devono essere sotto pressione, il loro articolo infatti è mutuato direttamente da quello di Adnkronos. Lo dico perché si tratta di soli ottimi giornalisti, sia in Agenzia che nel quotidiano, ed effettivamente è un fatto inusuale.

Bonaiuti: ''Sentenza a orologeria a 2 settimane dal voto'''

Caso Mills, Pd e Di Pietro: Berlusconi risponda in Tribunale.

Anm: inaccettabili le accuse a magistrati


E' polemica dopo la deposizione della sentenza con la quale il tribunale di Milano ha motivato la condanna dell'avvocato David Mills. Franceschini: ''Chi fa politica dovrebbe occuparsi dei problemi degli altri e non sempre dei suoi problemi'. Di Pietro: ''Si difenda in tribunale non in Parlamento''. Fassino: ''Rinunci ad invocare il lodo Alfano''

ultimo aggiornamento: 20 maggio, ore 15:38
Roma, 20 mag. (Adnkronos/Ign) - Contunua a tenere banco la polemica scatenata dalla deposizione della sentenza con la quale il tribunale di Milano ha motivato la condanna dell'avvocato David Mills, condannato per corruzione perché, secondo i giudici, avrebbe mentito al fine di proteggereSilvio Berlusconi. Mentre la maggioranza parla dell'uscita delle motivazioni come "un attacco politico a orologeria a due settimane o poco più dalla data di scadenza delle elezioni", l'opposizione va all'attacco sull'annuncio del Premier di voler intervenire in Parlamento per denunciare i comportamenti di "certa magistratura".

In particolare Dario Franceschini sceglie una ambientazione fortemente simbolica per criticare la condotta del Cavaliere sulla vicenda. ''Chi fa politica dovrebbe occuparsi dei problemi degli altri e non sempre dei suoi problemi", ha detto i segretario del Pd in visita al mercato rionale di Centocelle incontrando la gente, stringendo mani e parlando con gli operatori commerciali. "Stiamo girando in questo mercato per ascoltare la gente, gli italiani sono stanchi dei politici che non li ascoltano -ha detto Franceschini- Ho trovato un senso di grande indignazione perché la gente si aspetta che i politici si occupino dei loro problemi e invece dall'inizio della legislatura Berlusconi non ha trovato due minuti di tempo per venire in aula a parlare dei problemi degli italiani e della crisi mentre adesso vuole venire per autoassolversi e per sollevare un polverone politico. Anche con il Lodo Alfano è successo lo stesso, e ci sono voluti solo tre giorni per approvarlo", ha concluso Franceschini.

Gli fa eco Antonio Di Pietro che, ospite di 'Faccia a faccia' su Radio3 tuona: "Berlusconi come tutti gli italiani deve andare a difendersi in tribunale. Se Berlusconi viene ad accusare la magistratura in Parlamento è un attacco alla Costituzione e una violazione al principio della divisione dei poteri. I presidenti delle Camere non devono permettere che avvenga, altrimenti si rendono assenti nel difendere le prerogative del Parlamento".

Sulla stessa linea Piero Fassino che si chiede ''quale è l'obiettivo dell'intervento del Premier in Parlamento? Farsi assolvere dalla sua maggioranza politica? Il Parlamento non è un'aula di giustizia'', afferma sottolineando che Berlusconi ''deve rinunciare ad invocare il Lodo Alfano e presentarsi ai giudici se è così sicuro della sua innocenza'', anche perché ''un uomo politico che ricopre la carica di Presidente del Consiglio'' non puo chiedere "ai cittadini di rispettare la legge, quando lui stesso si sottrae, anzi l'ha violata con reati gravissimi''.

Più duro il commento di Anna Finocchiaro che al Senato, sollecitata dai giornalisti sull'ipotesi sollevata dal premier di un complotto, ha risposto: "certo... un complotto cosmico: stampa, magistratura, opposizioni, tutti uniti nella lotta contro Berlusconi per mandarlo giù dal posto su cui, peraltro legittimamente siede, dati i risultati delle elezioni. Non è così, questa è l'ossessione di una persona che non è in grado di riconoscere il limite del proprio potere. Ed è una cosa grave che rischia di diventare una patologia istituzionale". ''Berlusconi utilizzerebbe il parlamento come una scena pubblica per fare campagna elettorale. Non è un atto di rispetto nei confronti del parlamento, e francamente questa cosa mi infastidisce molto per la ragione che vedo piegato il parlamento a un uso che trovo mortificante. Vada dal suo giudice, e' quella l'istituzione, spieghi le sue buone ragioni e applichi il principio di uguaglianza a se stesso", conclude Finocchiaro.

A difendere la reazione del presidente del Consiglio alla vicenda, ci pensa il sottosegretario e portavoce del presidente del Consiglio, Paolo Bonaiuti, per il quale l'uscita delle motivazioni della sentenza Mills si presenta come "un attacco politico, un attacco veramente a orologeria a due settimane o poco piu' dalla data di scadenza delle elezioni". ''Prese di posizioni e giudizi del premier si sono tradotti nei titoli dei giornali come "l'ira di Berlusconi' o 'lo sfogo di Berlusconi, nessuno che metta 'la replica di Berlusconi'', afferma.

Parla di un aattacco frontale e personale contro Berlusconi anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: ''E' evidente - ha detto- che Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 20/05/2009 @ 08:46:19, in Magistratura, linkato 1274 volte)
Ecco qui perché alla redazione di Repubblica sono sotto pressione..

L'ordinanza del giudice Oscar Magi stabilisce la continuazione del procedimento delimitandone i confini e riconoscendo l'esistenza del segreto di Stato

Abu Omar, il processo va avanti
Prodi e Berlusconi non saranno in aula

MILANO - Il processo per il sequestro Abu Omar va avanti ma con il preciso vincolo del segreto di Stato. E non vedrà la presenza in aula di Silvio Berlusconi e Romano Prodi che non saranno chiamati a testimoniare sul sequestro dell'imam di Milano. L'appuntamento in aula è per il prossimo 27 maggio, per un procedimento che vede imputati l'ex direttore del Sismi Niccolò Pollari, dell'ex numero due del Servizio segreto militare, Mario Mancini, e di 26 agenti Cia.

Il giudice Oscar Magi, con un'ordinanza di 16 pagine, ha così stabilito che il procedimento dovrà rispettare i limiti probatori imposti dalla Corte Costituzionale che aveva annullato alcuni atti processuali.

No quindi al proscioglimento degli imputati per carenza di elementi di prova, no alla dichiarazione di non doversi procedere per l'esistenza del segreto di Stato, e no anche alla richiesta di annullare l'ordinanza di rinvio a giudizio e di rinviare gli atti al pm.

Il giudice ha anche respinto la richiesta avanzata dai legali degli agenti Cia, di annullare l'ordinanza di custodia cautelare, che ancora grava su di loro.


Magi, inoltre, ha spiegato che l'opposizione del segreto di Stato riguarda non solo i testimoni, ma anche gli indagati e gli imputati e che, sulla scorta della normativa sui servizi segreti, questi pubblici ufficiali hanno l'obbligo di opporre il segreto di Stato, fatto salvo il loro diritto di difesa qualora volessero invece rispondere alle domande.

Dunque si andrà avanti pur con limiti ben definiti negli interrogatori di testi e degli imputati che saranno chiamati a deporre. Stando ai suoi legali, il 27 in aula ci sarà anche Pollari. "Il processo è su un binario morto" dice l'avvocato Madia che difende l'ex numero 2 del Sismi.

Secca la replica del procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro: "Penso che le dichiarazioni rese dal difensore dell'imputato Pollari dovrebbero essere ispirate a maggior continenza".

(20 maggio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 20/05/2009 @ 08:56:44, in Politica, linkato 1779 volte)

brunetta

Stretta sui fannulloni, fino a 5 anni
di carcere per certificato medico falso

Multa fino a 1.600 euro, anche per il medico che concorre al fatto

ROMA - In carcere per un certificato medico falso. Lo rischiano i dipendenti pubblici alla luce del decreto legislativo pubblicato su Internet sulla «ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico».

CINQUE ANNI - La stretta sui fannulloni e sui dipendenti pubblici scorretti - la cosiddetta «rivoluzione Brunetta» - prevede dunque come punizione anche il carcere: per le false attestazioni o certificazioni si fa riferimento a una sanzione anche penale che può arrivare alla «reclusione da uno a cinque anni» oltre alla «multa da 400 a 1.600 euro». La medesima sanzione è prevista anche per il medico che concorre al falso.

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Di Loredana Morandi (del 20/05/2009 @ 09:33:56, in Magistratura, linkato 1203 volte)


L'ANM sulle reazioni alla sentenza Mills



La pubblicazione delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Milano sul cd. caso Mills ha suscitato diverse reazioni nel mondo politico.

L'Associazione Nazionale Magistrati ritiene inaccettabile che da parte di esponenti politici e di rappresentanti del governo vengano rivolte invettive e accuse di carattere personale nei confronti dei componenti del collegio del Tribunale di Milano ed in particolare del suo presidente.

La critica dei provvedimenti giudiziari è sempre legittima, ma è grave che vengano messi in discussione, e con questi toni denigratori utilizzati nelle ribalte mediatiche, non in merito del provvedimento, ma l'indipendenza e l'imparzialità dei giudici. In questo modo si minano fondamentali principi costituzionali posti a garanzia del corretto equilibrio tra poteri dello Stato.

Sorprende, ancora una volta, il "garantismo a corrente alternata" utilizzato come chiave di lettura di vicende giudiziarie che riguardano esponenti del mondo politico-imprenditoriale a fronte del disinvolto giustizialismo con cui si commentano fatti di criminalità diffusa.

Ogni giorno i Tribunali della Repubblica decidono della libertà e della responsabilità di persone accusate anche di gravi delitti. La credibilità di tali provvedimenti è un pilastro irrinunciabile del sistema democratico e del corretto vivere civile. E dovrebbe stare a cuore in primo luogo a chi ha responsabilità nel governo del paese.

Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai colleghi Gandus, Caccialanza e Dorigo.

Roma, 20 maggio 2009

La Giunta Esecutiva Centrale
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L’ORGOGLIO DI APPARTENERE A
MAGISTRATURA DEMOCRATICA


Le invettive dell’onorevole Gasparri contro Nicoletta Gandus e la sua mancanza di “attendibilità” e di “serenità” travolgono nella loro virulenza tutti gli appartenenti a Magistratura democratica, privi, nel pensiero dell’esponente del Partito della libertà, del requisito primo del giudicare, l’imparzialità.

L’onorevole Gasparri dovrebbe documentarsi, e così apprendere della storia di Magistratura democratica e di tutti gli uomini e le donne che ne hanno fatto parte e che hanno concorso a scrivere alcune delle pagine più alte ed importanti della storia giudiziaria di questo Paese, nella lotta contro il terrorismo, contro la mafia e la criminalità organizzata e quella economica; dovrebbe imparare a conoscere la ricchezza culturale di un gruppo che fa del terreno della politica del diritto una delle sue ragioni di riflessione e di impegno, per meglio riuscire ad assolvere al dovere di servire la giustizia tutti i giorni; dovrebbe sforzarsi di comprendere che assumere posizioni pubbliche di critica nei confronti di scelte normative è cosa del tutto diversa dal perdere di vista il proprio dovere che riguarda l’imparzialità e l’assenza di ogni interesse personale e privato nel processo.

Ma il nostro auspicio non riguarda l’onorevole Gasparri, perché, siamo sicuri, andrebbe a vuoto: a noi piacerebbe che comunque si ripartisse dal parlare dei fatti, che in questo caso consistono, da un lato, nei ripetuti tentativi di mandare a vuoto un processo, che sono stati respinti da tutti gli organi giudiziari che se ne sono occupati, ivi compresi quelli che hanno rigettato l’istanza di ricusazione di Nicoletta Gandus; dall’altro, nell’impianto di un’accusa che si basa, appunto, su fatti, e non su slogan violenti ed offensivi; infine, nel rispetto doveroso dei termini di deposito della sentenza, a cui certo un giudice imparziale non si può sottrarre aspettando che finiscano le campagne elettorali della politica.

Magistratura democratica non si fa intimidire dai toni minacciosi ed infamanti con cui viene attaccata, perché da sempre si riconosce nel rispetto assoluto dei doveri della funzione di giudice e di pubblico ministero, quali presupposto incondizionato della propria azione, e di questi si fa forte, all’interno ed all’esterno della magistratura, con orgoglio. Alla grave, ed irresponsabile, delegittimazione, a cui è stata esposta, risponde ricordando ai cittadini, prima che alla politica, che l’offesa alle istituzioni gratuita e, quella sì, interessata e di parte, è un’offesa a tutto l’equilibrio democratico del Paese.

Da giudici come Nicoletta Gandus ci si può e ci si deve far processare con fiducia e serenità.

La totale solidarietà di Magistratura democratica va a lei ed ai colleghi Caccialanza e Dorigo.

Il segretario generale
Rita Sanlorenzo
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Di Loredana Morandi (del 20/05/2009 @ 23:41:09, in Magistratura, linkato 1714 volte)


MILLS: BERLUSCONI, GANDUS MILITANTE ESTREMA SINISTRA



(AGI) - Roma, 20 mag. - "Un'attivissima militante dell'estrema sinistra". Cosi' Silvio Berlusconi definisce Nicoletta Gandus, presidente del collegio del Tribunale di Milano chiamato a giudicare il 'caso Mills', nel racconto del prossimo libro di Bruno Vespa.


Convinto che ci sono "argomenti inoppugnabili" per cui "qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe chiuso il processo", il Capo del Governo elenca le ragioni delle sue critiche al magistrato:

"Uno: nego' alla difesa tutti i testimoni a discarico ammettendo invece tutti quelli del P.M.

Due: accelero' i tempi del processo (si era in piena campagna elettorale).

Tre: accetto' inopinatamente i nuovi improponibili termini di prescrizione.

Tutto cio' fece insospettire i nostri avvocati che alla fine vennero a sapere che la Gandus era ed e' un'attivissima militante della sinistra estrema e che come tale ebbe a partecipare a tutte le manifestazioni di contrasto nei confronti del mio governo".

 "E' curioso sostenere - come ha fatto la Corte d'Appello - che la Gandus, - dice Berlusconi - pur essendo un mio dichiarato e palese nemico politico nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d'imparzialita' impostole dalla Costituzione.

Ma un giudice - conclude il premier - non deve essere soltanto imparziale. Deve anche apparire tale".
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Di Loredana Morandi (del 20/05/2009 @ 23:46:42, in Sindacati Giustizia, linkato 1491 volte)
GIUSTIZIA: LA RDB-CUB P.I. RIMARRA’ NELLA SALA VERDE DEL MINISTERO
FINO A CHE NON VERRA’ FISSATO INCONTRO CON ALFANO
 
CONSEGNATA TARTARUGA PER IL MINISTRO,
CHIEDE RISPOSTE CONCRETE SULLO STATO DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
 
 
Si è tenuto questa mattina presso la Sala Verde del Ministero della Giustizia un incontro fra organizzazioni sindacali ed il Sottosegretario Caliendo, il Capo Dipartimento Birritteri ed il Direttore generale del Personale Fontecchia.
 
La delegazione della RdB-CUB Pubblico Impiego, pur apprezzando lo sblocco dei trasferimenti, giunto con ben due anni e mezzo di ritardo, ha ritenuto insoddisfacente l’esito dell’incontro. Ha pertanto consegnato una tartaruga, simbolo della estrema lentezza che affligge il sistema Giustizia, da far recapitare al Ministro Alfano. Al termine dell’incontro ha poi deciso di rimanere nella Sala Verde del Ministero fino a che non verrà fissato un incontro con il Ministro da cui emergano risposte concrete in merito alle questioni che la RdB-CUB P.I. pone da tempo.
 
In particolare, dopo aver già ribadito che la situazione in cui versano i circa 40.000 dipendenti degli uffici giudiziari è ormai al collasso, la RdB-CUB P.I. sollecita il Ministro a chiedere una deroga Governo, così come già successo per altri ministeri, sul taglio degli organici; a dotare gli uffici giudiziari di mezzi, persone, risorse e strumenti necessari al buon funzionamento della Giustizia;  ad adoperarsi per dare risposte certe e rapide ai lavoratori  al fine di riconoscere finalmente il diritto alla carriera a questo “popolo di invisibili”.
 
Roma, 20 maggio 2009 


Le agenzie ...

GIUSTIZIA: RDB-CUB RESTA IN SALA MINISTERO, ALFANO...


GIUSTIZIA: RDB-CUB RESTA IN SALA MINISTERO, ALFANO CI RICEVA (AGI) - Roma, 20 mag. - Una delegazione della RdB-CUB Pubblico Impiego e' da questa mattina nella Sala Verde del Ministero della Giustizia.
"A fronte di un generico impegno per un incontro con il ministro prima della chiusura estiva, giunto da parte del sottosegretario e del Capo Dipartimento, la RdB-CUB P.I. - si legge in una nota - considerando non piu' procrastinabile il reale confronto sui gravi problemi che stanno portando gli uffici giudiziari al collasso, ha deciso di rimanere nella Sala Verde in attesa di un incontro con Alfano fissato in data certa e ravvicinata". Proprio nella Sala Verde del dicastero di via Arenula si e' tenuto stamane un incontro fra organizzazioni sindacali ed il Sottosegretario Caliendo, il Capo Dipartimento Birritteri ed il Direttore generale del Personale Fontecchia.
La delegazione della RdB-CUB Pubblico Impiego, pur apprezzando lo sblocco dei trasferimenti, ha ritenuto insoddisfacente l'esito dell'incontro e consegnato una tartaruga, simbolo della lentezza che affligge il sistema Giustizia, da far recapitare al Guardasigilli.
Dopo aver gia' ribadito che la situazione in cui versano i circa 40mila dipendenti degli uffici giudiziari "e' ormai al collasso", la RdB-CUB P.I., si spiega in una nota, sollecita il ministro a chiedere "una deroga al Governo, cosi' come gia' successo per altri ministeri, sul taglio degli organici, a dotare gli uffici giudiziari di mezzi, persone, risorse e strumenti necessari al buon funzionamento della Giustizia, e ad adoperarsi per dare risposte certe e rapide ai lavoratori al fine di riconoscere finalmente il diritto alla carriera a questo 'popolo di invisibili'". (AGI) Red

Pubblicato 2009-05-20 19:17:26

GIUSTIZIA: RDB-CUB RESTA IN SALA MINISTERO, ALFANO CI RICEVA

(AGI) - Roma, 20 mag. - Una delegazione della RdB-CUB Pubblico Impiego e' da questa mattina nella Sala Verde del Ministero della Giustizia.
"A fronte di un generico impegno per un incontro con il ministro prima della chiusura estiva, giunto da parte del sottosegretario e del Capo Dipartimento, la RdB-CUB P.I. - si legge in una nota - considerando non piu' procrastinabile il reale confronto sui gravi problemi che stanno portando gli uffici giudiziari al collasso, ha deciso di rimanere nella Sala Verde in attesa di un incontro con Alfano fissato in data certa e ravvicinata".
Proprio nella Sala Verde del dicastero di via Arenula si e' tenuto stamane un incontro fra organizzazioni sindacali ed il Sottosegretario Caliendo, il Capo Dipartimento Birritteri ed il Direttore generale del Personale Fontecchia.
La delegazione della RdB-CUB Pubblico Impiego, pur apprezzando lo sblocco dei trasferimenti, ha ritenuto insoddisfacente l'esito dell'incontro e consegnato una tartaruga, simbolo della lentezza che affligge il sistema Giustizia, da far recapitare al Guardasigilli.
Dopo aver gia' ribadito che la situazione in cui versano i circa 40mila dipendenti degli uffici giudiziari "e' ormai al collasso", la RdB-CUB P.I., si spiega in una nota, sollecita il ministro a chiedere "una deroga al Governo, cosi' come gia' successo per altri ministeri, sul taglio degli organici, a dotare gli uffici giudiziari di mezzi, persone, risorse e strumenti necessari al buon funzionamento della Giustizia, e ad adoperarsi per dare risposte certe e rapide ai lavoratori al fine di riconoscere finalmente il diritto alla carriera a questo 'popolo di invisibili'". (AGI) Red

Pubblicato 2009-05-20 18:18:12
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Di Loredana Morandi (del 21/05/2009 @ 00:12:30, in Sindacati Giustizia, linkato 1274 volte)

Alle segreterie regionali
Alle segreterie territoriali
FPCGIL

Alle lavoratrici e ai lavoratori della Giustizia



Si è svolta oggi la prevista riunione con l’Amministrazione sulle piante organiche provvisorie e sulla questione dei trasferimenti; l’amministrazione ci aveva fornito solo ieri uno schema delle piante organiche provvisorie divise per distretto di Corte d’Appello.
Il Sottosegretario Caliendo ha lasciato quasi subito la riunione, che è stata dunque condotta dal Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria Luigi Birritteri.

Il Dr. Birritteri ha subito comunicato, consegnandoci la documentazione relativa, che a seguito dell’emanazione della pianta organica provvisoria sono stati sbloccati i trasferimenti e che tutti i lavoratori coinvolti prenderanno possesso tra il 15 ed il 30 settembre p.v.
Ha inoltre illustrato le piante organiche provvisorie, evidenziando le posizioni soprannumerarie presenti in molti distretti, prendendo un impegno formale ad evitare che i lavoratori, anche se perdenti posto, vengano spostati in esito all’intera procedura.

Abbiamo preso atto dello sblocco dei trasferimenti che è giunto a nostro avviso tardivamente ed è un atto dovuto seguito ad una sospensione ingiustificata ed illegittima delle procedure; abbiamo invece accolto con favore l’impegno dell’Amministrazione a non spostare nessun lavoratore anche se in soprannumero.
In relazione alle piante organiche provvisorie abbiamo chiesto all’Amministrazione se questo schema è veramente provvisorio, e rappresenta dunque una situazione transitoria in vista di nuove dotazioni organiche e relative piante per l’applicazione del CCNL 2006/09 e la redazione del C.I. di Ministero.

Abbiamo infatti dichiarato che le piante organiche provvisorie, a causa del drastico taglio concentrato nelle figure apicali, bloccano qualsiasi progressione in carriera per il personale e fanno scomparire alcune figure professionali dall’Organizzazione giudiziaria; se tale schema rimanesse invariato sarebbe in contrasto con un servizio efficiente da offrire alla cittadinanza, aggraverebbe le condizioni, già di sofferenza, dei lavoratori della giustizia ed impedirebbe l’applicazione del CCNL che impone la ricomposizione dei profili professionali su un’unica area.

Per questo abbiamo chiesto all’Amministrazione se esiste un progetto concreto per riformare finalmente la giustizia e dare ai lavoratori il giusto riconoscimento professionale che attendono da anni, o se intende procedere con soluzioni tampone che presto porteranno al collasso degli uffici.

Il Dr. Birritteri, sollecitato da tutte le OO.SS, ha dichiarato, dopo una breve interruzione, che il Ministro della Giustizia, non appena sarà nelle condizioni di presentare un progetto concreto, riceverà le OO.SS e le renderà partecipi dello stesso; abbiamo comunque ricordato al Dr. Birritteri che attendiamo una risposta dal Ministro dallo scorso febbraio e che, ad oggi, non ha mantenuto la parola data. Abbiamo inoltre sottolineato che non si può attendere oltre e che il comportamento del Ministro testimonia scarso interesse verso i lavoratori della giustizia nonché l’assenza di un progetto concreto volto a rendere un servizio efficiente alla cittadinanza.

In esito alla riunione abbiamo richiesto al Dr. Birritteri un incontro sulla questione dell’informatica, in relazione ai tagli alle risorse ed al mutamento delle responsabilità degli esperti informatici a seguito dei provvedimenti del Garante sulla Privacy sul trattamento dei dati sensibili; il Dr. Birritteri ha dimostrato la sua disponibilità fissando un incontro su tali questioni per l’11 giugno p.v.

Abbiamo inoltre chiesto alla Direzione Generale del Personale se intende rispondere a quei lavoratori che hanno chiesto l’esonero anticipato ai sensi della legge 133; la Dr.ssa Fontecchia ha detto che attendono una risposta ad un quesito che l’Amministrazione ha posto al Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e dopo procederanno a rispondere a quei lavoratori che hanno fatto richiesta.

Da ultimo è intervenuta la coordinatrice regionale della FPCGIL Abruzzo, Ivana Giardino, per ribadire la necessità di un incontro, da noi richiesto ripetutamente sin dal 10 aprile scorso, per la tutela dei lavoratori colpiti dal sisma del 6 aprile; il Dr. Birritteri ha illustrato quanto fatto all’Aquila nell’ultimo mese ed ha dato la sua disponibilità per un incontro in loco il prossimo 26/05/09.

Crediamo tuttavia, a causa della mancanza di risposte concrete da parte dell’Amministrazione in relazioni a questioni per noi fondamentali come la ricomposizione dei profili e dunque la riqualificazione professionale, che sia necessario continuare con la mobilitazione: pertanto invitiamo tutti i lavoratori a partecipare alle iniziative programmate dalla FPCGIL a partire dalla giornata del 28/05 p.v. e alle altre che si terranno nel mese di giugno, che ci vedrà protagonisti, insieme al altre OO.SS e l’ANM in molte città italiane.

Roma, 20/05/09

La coordinatrice Nazionale
FPCGIL Organizzazione Giudiziaria
Nicoletta Grieco
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23/08/2019 @ 22.05.29
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