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L'assoluzione del colpevole condanna il giudice.

Publilio Siro
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 18/07/2010 @ 19:45:25, in Giuristi, linkato 1293 volte)
Una Tesi sui reati di stalking su GQ!

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-18_194426_dalila.jpg

Sì, proprio così, sorprendentemente la mia sofferenza pubblica è utile a qualcuno.

Si tratterà di un inarrestabile avvocato, oppure di un futuro brillante magistrato???

Per adesso sappiamo che si tratta di una futura giovane giurista, si chiama Dalila, non ho idea di dove si trovi in Italia, e sta lavorando alacremente alla sua tesi di laurea utilizzando per studiare un computer in condivisione.

Come lo so io? E' semplice. La studentessa universitaria deve aver salvato sul suo computer la pagina contenente la "prima sentenza" di Corte di Cassazione sui reati di stalking in formato Asp, lo stesso  formato delle pagine di questo sito web. Ed io leggo dal link, tra i referal del mio "conta ingressi", che la cartella "tesi stalking" si trova sull'hard disk principale (è sempre "C"), nella cartella Desktop, cioè la prima pagina personale dell'user "Dalila".

Le faccio i miei migliori e più sinceri auguri!

E che il mio dolore di 24 mesi a combattere da sola anche contro tante corruzioni le porti fortuna ed un voto eccellente.

In bocca al lupo!

Loredana
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Questo ritaglio da Repubblica quasi lo perdevo. Brava Felicia, approvo! Cmq ricordatevi di questa amica lontana, quando siete in difficoltà perché potevan scrivere meglio di voi... :) Il testo della lettera in inglese è lo stesso della "Lettera di un cancelliere al cittadino", che potete leggere sul sito della FpCgil a questo Link. L.M.

E la Cgil gli consegna una lettera...


"Magistratura nel caos, salvaci tu"

Repubblica — 17 luglio 2010   pagina 21   sezione: CRONACA


«DEAR Mr. Clooney...» comincia così la lettera che Felicia Russo, della Cgil, consegna all' attore americano nella speranza che possa diventare «il nostro ambasciatore su quanto sta accadendo alla giustizia in Italia». La lettera riassume i problemi del settore: «Siamo sempre meno, manca la carta, i toner, i pc sono vecchi». E le azioni di questo governo «sono attacchi all' autonomia della magistratura, ai mezzi di indagine, senza attenzione ai bisogni dei cittadini».


Dear Mr. Clooney,


Since you’re a famous person, we hope you can help us to tell the world what is happening to the justice system in Italy.

I’m a civil servant, a Court clerk, and have been working for the Italian Justice Department, in the Court of this town, for 25 years.

I’ve always believed in what I do, and this is essential in order to guarantee the “right to justice” that is written in our Constitution.
At the beginning I was very proud of my profession but, as time went by, due to wrong policies, my function has been mistreated and hindered and financial and human resources have been greatly reduced, thus compromising the whole justice system.
The actions of the Italian government have been recently characterized by attacks to the independence of Judges, to the most efficient means of investigation, without, however, paying any attention to the needs of citizens.
My office is experimenting a continuous reduction of personnel, forcing those who are on duty to work overtime so that the ordinary daily activities may be guaranteed, even though they are not, unfortunately, carried out in a prompt manner; we lack paper, toner for printers and our computers are obsolete; we lack the basic instruments which would ensure the implementation of daily office duties.
We have been precluded the possibility of any professional career and the new labor contract which has been recently signed by a minority of the Trade Unions and the Justice Administration will further disqualify and humiliate us.
During the past few years my colleagues and I have been defined by a Minister of the Italian Republic (who certainly is not a very polite and nice person) as ‘lazy waste of space’, without having any idea whatsoever of what our work consists of nor the conditions in which it is carried out.
The salary of Italian civil servants is among the lowest in Europe and, moreover, the Ministry of the Economy recently decided to block it for the next three years without, however, guaranteeing the block of the cost of life; with the latest provisions on the “turnover block” issued by said Minister, all the people that will retire during the next three years will not be replaced.
Such provisions will cause me to become poorer and less motivated, working in conditions which become worse and worse, thus leading to a probable shutting down of judicial offices due to the actual physical lack of personnel.

Dear Mr. Clooney, although you’re not Italian, you may however require to address the Italian justice in the future.

In Italy, justice is a total chaos thanks to the Government’s policies. These policies aim at destroying the actual legal system also due to the Prime Minister and his fellow politicians’ private interests.

We hope that you will be our spokesman in informing the world what is happening in Italy.

Thank you for your attention.

Yours faithfully,
A Court Clerk
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Un non raro caso di "assistenzialismo selvaggio", assistenti sociali, case famiglia e associazioni percepiscono denaro contante tutti i mesi per ogni bambino. Un altro caso in cui il magistrato si è trovato stretto e morso al fianco dall'ipocrisia. Io prego sempre che i giudici, specie quando hanno casi di minori, non perdano mai la loro sensibilità personale contando su quella e non sulle consulenze. In questo caso i due saranno anche ex tossicodipendenti, ma se stanno ancora insieme in quella coppia c'è Amore. E non c'è nulla di più semplice. Quanto alla capacità di gente a "stipendio" o a "pagamento", come gli psichiatri nascosti nell'albo nazionale dei Medici senza alcun titolo, sono da rivedere tutte le priorirà. Perché fin dal giorno in cui l'Italia ha votato il "divorzio" schiere di idioti laureati han distrutto le famiglie e "scopato" le donne (Letteralmente!) con la scusa della terapia d'analisi. Le denunce su questi casi di stupro forse non raggiungono l' 1% nazionale, ma è lecito dire che lo hanno fatto tutti gli uomini almeno 1 volta nella intera carriera.  L.M.

«Rapiscono» la figlia di 5 anni:
«Vogliamo solo stare insieme»

di Maria Zegarelli L'Unità

Chissà quanto devono averci pensato. A lungo, o forse no, hanno agito seguendo un istinto che è sicuro gli costerà caro. Ma l’altro pomeriggio Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, sono andati nella casa vacanze di Marina di Massa, a Massa Carrara, nel convento San Francesco di Marina di Massa, proprio di fronte alla spiaggia, e hanno rapito la loro figlioletta, Anna Giulia di 5 anni. L’hanno portata via dalla struttura dove le suore l’avevano portata in vacanza: Anna Giulia da due anni, è in affidamento ai servizi sociali del comune di Reggio Emilia, su disposizione del Tribunale dei minori di Bologna che ha tolto la patria potestà ai genitori. Entrambi con precedenti di tossicodipendenza, questo il motivo.

Anche lo scorso marzo i due coniugi avevano «rapito» la loro bimba, per quattro giorni, poi erano stati fermati in provincia di Trieste, mentre cercavano di superare il confine verso la Slovenia. il rapimento Venerdì scorso hanno preso Anna Giulia e l’hanno caricata su una Fiat punto a tre porte grigia, adesso li cercano ovunque, ci sono posti di blocco e controlli in tutto il Paese. I coniugi hanno telefonato al loro avvocato, gli hanno affidato un messaggio, «vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica» e hanno concluso chiedendo di essere lasciati in pace. «In qualità di avvocato di fiducia dei genitori di Anna Giulia - ha detto il legale Francesco Miraglia - sento il dovere di informarvi che i genitori della piccola hanno provveduto a farsi giustizia da soli. Hanno telefonato al professor Camillo Valgimigli consulente insieme al dottor Roberto Valgimigli nella perizia disposta dal Tribunale per i minori di Bologna».

Hanno spiegato che non ce la facevano più a stare lontani dalla figlia e lo stesso legale assicura che «la bambina sta bene, si sta cercando di garantirgli una serenità, siamo di fronte a due genitori e non a due delinquenti». Il rapimento, aggiunge, è frutto di «un gesto disperato di due persone che si sono scontrate contro un muro di gomma ma che non hanno nessuna intenzione di commettere reati». C’è chi racconta di una pistola al momento dell’irruzione dei due genitori nella casa vacanze di Marina di Massa, circostanza di cui l’avvocato dice di non sapere nulla.

Il Tribunale dei minori, dopo aver tolto la patria potestà ai due genitori, lo scorso aprile aveva disposto una perizia di valutazione della «capacità genitoriale - racconta Miraglia - e delle relazioni tra i genitori e la figlia». Vengono videoripresi tre incontri, poi intervengono il nuovo tutore e il direttore della casa della struttura e fermano tutto. «I due hanno spiegato _ dice l’avvocato - che la piccola non poteva incontrare i genitori perché non si potevano prevedere le reazioni psicologiche che avrebbe avuto.

Tra le altre cose la direttrice ha detto in una relazione che da un anno e mezzo la bambina non ha supporto psicologico. Così facendo hanno bloccato tutto e hanno delegittimato la perizia». Chi doveva disporlo quel supporto psicologico? Forse una burocrazia senza anima. E così i due genitori hanno deciso, due giorni dopo il compleanno di Anna Giulia, di portarla via. Ad aprile scorso si incatenarono al Colosseo, a maggio scrissero al presidente della Repubblica. Adesso sono indagati per sottrazione di minore in concorso con il sequestro di persona.

18 luglio 2010
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Di Loredana Morandi (del 18/07/2010 @ 06:53:52, in Politica, linkato 1425 volte)

18 anni fa, nel giorno dell'omicidio di Paolo Borsellino e nei giorni successivi, io mi trovavo a Monasterace (Calabria) ospite della vedova di un onoratissimo presidente di Corte di Cassazione insieme con le mie figlie. Solo io potevo uscire a comprare "il pane" da sola, ma per ogni spostamento della mia "Amica" avevamo l'auto blindata e un anziano amico poliziotto a farci da scorta. Anche per andare alla Messa. Io li ricordo ancora i volti di quei ragazzi di ritorno da Palermo, sudati, stanchi e spaventati. Una invasione di autoblindo in giardino ed in casa una invasione di cuori in cerca di ristoro. La ricetta per tutti: "limonata calabrese". Vedere le registrazioni video dei carabinieri precedenti all'arresto milanese dei 300 mi ha fatto una certa impressione anche oggi, perché anche noi, la mia amica ed io, eravamo costrette a dialogare al centro del "giardino" per non far ascoltare nessuno dall'esterno. Voglio ricercare la mia traccia di quei giorni, perché sono sicura di essere tra le persone segnalate come "a rischio" a Reggio in Questura e forse scriverò ancora di quei pomeriggi in una casa, vicino alla dimora di un camorrista. Oggi, francamente, vedo che quei giorni sono sempre più strumentalizzati. Specie in Sicilia. Non chiedete a me perché non si è più ritrovata l'agenda di Borsellino, vi risponderei che ieri in piazza c'era anche chi con la divisa di Bertolaso si è avvalso di questo, ai miei danni. LM.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/auto_borsellino.jpg

Mafia/ Diciotto anni fa la strage di via D'Amelio

Resta il mistero dietro attentato a Borsellino e 5 agenti scorta

Palermo, 18 lug. (Apcom) - Alle 16.58 del 19 luglio 1992 un'auto imbottita con cento chili di tritolo, posteggiata in via D'Amelio, fece tremare ancora una volta Palermo, dopo appena 57 giorni dalla strage di Capaci. Una vera e propria carneficina che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e ai suoi cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Le immagini trasmesse dai tg quel giorno mostrarono i palazzi sventrati da un'esplosione che in una frazione di secondo, tra le alte colonne di fumo, aveva trasformato Palermo in una città come Beirut. Dietro quella strage, che rappresenta una delle pagine più nere della storia recente del Paese, i contorni nebulosi e sfumati di una realtà capace di celare ancora oggi i nomi di quelli che furono i reali mandanti ed esecutori di un attentato destinato a segnare per sempre le coscienze della società civile italiana.

A differenza della strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone, infatti, riguardo le responsabilità sull'eccidio di via D'Amelio si è sempre sospettato un maggior coinvolgimento di un'entità che andasse oltre la sola Cosa nostra, arrivando piuttosto a lambire ambienti attigui a quelli istituzionali: in particolare il sistema deviato del Sisde. Un episodio ancora lontano dall'essere chiarito e in cui l'ingorgo di verità ha inesorabilmente impantanato il delicato lavoro dei magistrati della Procura di Caltanissetta che indagano ancora oggi sulla strage. Su via D'Amelio ci sono le verità dei politici di allora come l'ex ministro degli Interni Nicola Mancino che non ricorda d'aver incontrato il giudice Borsellino pochi giorni prima della strage; e le verità dei collaboratori di giustizia, e di un capomafia storico come Totò Riina che dalla sua cella ha rimarcato l'estraneità di Cosa nostra rispetto a questo episodio. Ci sono poi le parole di Massimo Ciancimino, che negli ultimi anni ha deciso di raccontare agli inquirenti quelle verità rivelategli dal padre Vito, e relative alla presunta trattativa fra Stato e mafia avviata già all'indomani dell'attentato. Ci sono infine le verità scritte dallo stesso giudice Borsellino sulla sua agenda rossa, sparita misteriosamente da via D'Amelio pochi minuti dopo l'agguato e mai più recuperata.

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Libero Frisullo, revocati i domiciliari


BARI - Il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha revocato gli arresti domiciliari per Sandro Frisullo (Pd), ex vicepresidente della giunta regionale pugliese, arrestato il 18 marzo scorso e recluso per 21 giorni nel carcere di Bari nell’ambito di una delle inchieste sulla gestione della sanità in Puglia. Dall’8 aprile era ai domiciliari nella sua casa di Lecce su provvedimento dei giudici del Riesame. Qualche giorno fa i difensori di Frisullo avevano depositato all’ufficio gip una nuova richiesta di revoca della misura cautelare, ottenendo il parere favorevole della Procura.

Il gip, a quanto si è appreso, ha revocato gli arresti domiciliari perchè sarebbero venute meno le esigenze cautelari. L'inchiesta in cui è coinvolto Frisullo, è quella coordinata dai pm Giuseppe Scelsi, Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia e che riguarda le forniture alla Asl di Lecce. Nell’inchiesta sono indagate altre sei persone tra cui i fratelli Claudio e Gianpaolo Tarantini, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio.

La Rassegna

Ex vicepresidente giunta Vendola fu arrestato il 18 marzo scorso

Varese News - ‎11 ore fa‎
(ANSA) - BARI, 17 LUG - Revocati gli arresti domiciliari all'ex vicepresidente della giunta Vendola, Frisullo, coinvolto nelle inchiesta sulla sanita' in Puglia. La decisione e' stata presa dal gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola per il venir ...

Libero Frisullo, revocati i domiciliari

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎17 ore fa‎
BARI - Il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha revocato gli arresti domiciliari per Sandro Frisullo (Pd), ex vicepresidente della giunta regionale pugliese, arrestato il 18 marzo scorso e recluso per 21 giorni nel carcere di Bari nell'ambito di ...

INCHIESTA SANITÀ, IL GIP SCARCERA SANDRO FRISULLO

Lecceprima.it - ‎17 ore fa‎
Il gip del Tribunale di Bari ha revocato arresti domiciliari all'ex vicepresidente della Regione Puglia coinvolto nell'inchiesta sulla sanità. I pubblici ministeri avevano espresso parere favorevole LECCE - Dal 18 marzo fino a questa mattina. ...

Il gip scarcera Sandro Frisullo

La Repubblica Bari.it - ‎18 ore fa‎
E' stato scarcerato Sandro Frisullo, ex vicepresidente della giunta Vendola nella precedente legislatura arrestato quattro mesi fa nell'ambito delle indagini sulla gestione della sanità pugliese. Il 18 marzo a Frisullo, uno dei più autorevoli dirigenti ...

Frisullo torna libero, nessuna esigenza cautelare

BariSera (Blog) - ‎14 ore fa‎
BARI – Revocati gli arresti domiciliari a Sandro Frisullo, ex vice presidente della Giunta regionale pugliese. Lo deciso il gip, accogliendo la richiesta dell'avvocato Michele Laforgia che aveva avuto il parere favorevole della Procura. ...

TG 17.07.10 Sandro Frisullo torna in libertà

ANTENNA SUD - ‎15 ore fa‎
Sandro Frisullo è libero da questa mattina. Il gip di Bari Sergio Di Paola ha revocato gli arresti domicialiri per l'ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese, accoglienza le richieste dei difensori. http://www.antennasud.com.
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Sanità Puglia ‘Era Tedesco’:

5 ai domiciliari per appalti oncologico di Bari


Bari – INCHIESTA della Procura della Repubblica di Bari sulle gare pubbliche milionarie indette dalla ASL di Bari per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti nelle strutture sanitarie ed amministrative dell’ente e per il completamento delle attrezzature dell’IRCCS Gioanni Paolo II-Oncologico di Bari (lotto 2 e 4). Stamane è stata data esecuzione ad una ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le indagini preliminari dottor Vito Fanizzi nei confronti di 5 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di turbativa d’asta, corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, falsità materiale in atti pubblici su richiesta avanzata dai PP.MM. dott.ssa Desirè Digeronimo, dottor Marcello Quercia e dottor Francesco Bretone nell’ambito dell’inchiesta sulla Sanità pugliese condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari e del ROS.

L’attività di indagine, in particolare, ha consentito di far luce su un torbido ed illecito intreccio fra il management sanitario e l’imprenditoria operante nel settore con il coinvolgimento dell’ex Assessore Regionale alle politiche della Salute Alberto Tedesco, nei cui confronti sono al vaglio degli inquirenti ulteriori vicende sospette. In particolare, l’inchiesta ha riguardato le gare pubbliche milionarie indette dalla ASL di Bari per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti nelle strutture sanitarie ed amministrative dell’ente e per il completamento delle attrezzature dell’IRCCS Gioanni Paolo II-Oncologico di Bari (lotto 2 e 4).

Le indagini hanno consentito di evidenziare l’illecita ingerenza degli indagati a sostegno degli interessi economici:
- della ditta VI.RI. srl, specializzata nella raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali, facente capo a Michele Columella e Francesco Petronella, concretizzatasi con l’assegnazione dell’appalto dell’ASL di Bari nell’aprile 2009 per un importo di circa 5 milioni di euro, relativo al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti speciali prodotti dalle strutture sanitarie della succitata azienda sanitaria;

della Draeger Spa, rappresentata da Elio Rubino, concretizzatasi con l’assegnazione dell’appalto dell’ente pubblico dell’importo di circa 2 milioni e 600mila euro, relativo alla fornitura di attrezzature necessarie per il completamento della nuova sede dell’IRCCS “Giovanni Paolo II” di Bari (cd. Istituto Oncologico)

della Consanit scpa concretizzatasi con l’assegnazione dell’appalto relativo alla fornitura di arredi di laboratorio per l’importo di circa 2 milioni di euro grazie all’illecita attività posta in essere dal p.u. Antonio Colella.

Allarmante è risultata la facilità con cui gli odierni indagati intervenivano nelle sedute dei seggi di gara al fine di attribuire punteggi decisamente superiori nelle valutazioni delle offerte dal punto di vista tecnico e qualitativo rispetto alle ditte concorrenti. Le due vicende vagliate dagli inquirenti si connotano per una accertata illecita condotta di turbativa ad opera degli indagati finalizzata alla aggiudicazione degli appalti in favore delle società citate ed in danno delle altre ditte partecipanti.

“IL MECCANISMO PERVERSO ALLA BASE DELL’AGGIUDICAZIONE ILLECITA DELLE GARE” – L’esame delle gare ha evidenziato un perverso meccanismo di aggiudicazione illecita basato non sulla libera concorrenza fra ditte nell’ambito di un legittimo sistema procedurale di gestione della gara, ma sulla fraudolenta iniziativa di taluna di esse volta a piegare il sistema a proprio vantaggio, avvalendosi della condotta posta in essere dai pubblici funzionari Nicola Del Re e Filippo Trani per l’appalto dei rifiuti speciali aggiudicato alla Viri e Antonio Colella per l’appalto dell’oncologico aggiudicato alla Dragher e alla Consanit.

“REITERATA RIVELAZIONE DI NOTIZIE SEGRETE” – L’indebito stravolgimento delle regole della gara si è perfezionato con la reiterata rivelazione di notizie segrete inerenti l’istruttoria e con la complice disponibilità dei predetti pubblici funzionari ad assecondare le richieste delle ditte poi risultate vincitrici degli appalti; nel caso dell’appalto sui rifiuti speciali anche con la sostituzione della busta in corso di istruttoria contenente l’offerta economica della ditta VIRI.

IL RUOLO DI TEDESCO – Nelle vicende in esame Tedesco si inserisce decisamente nel turbamento della gara per i rifiuti speciali vinta dalla VI.RI. srl, di cui segue attentamente le sorti, attraverso la concreta ed interessata ingerenza nell’istruttoria della stessa – certamente segreta sino alla pubblicazione dei punteggi finali – per il tramite del proprio genero Elio Rubino; il tutto reso possibile con la comprovata complicità dei componenti delle Commissioni di gara, Nicola Del Re e Filippo Tragni che si prodigheranno all’uopo per il raggiungimento dello scopo (in particolare, agendo per l’utilità di veder sistemata definitivamente la propria posizione professionale di dirigenti precari all’interno dell’ASL).

Nella gara dell’oncologico vinta dalla ditta Draeger (lotto 2) è stata parimenti riscontrata l’illecita attività di turbativa posta in essere dal Elio Rubino e dal Mario Malcangi e dal pubblico funzionario dell’Asl-Ba Antonio Colella, già coinvolto in altre inchieste sulla sanità Il sistema ‘Tarantini’ tra Cosentino, Asl e Colella; nella gara vinta dalla Consanit è stata altresì riconosciuta l’illecita attività del Colella per falso ideologico e abuso di ufficio in favore della menzionata ditta.

Il compendio indiziario acquisito a supporto dell’ipotesi investigativa è corredato da intercettazioni telefoniche, dalle acquisizioni documentali e dai contenuti di esami testimoniali e interrogatori: l’insieme combinato di tali fonti di prova fotografa uno spaccato che evidenzia gravi condotte lesive degli interessi pubblici nel quadro più in generale di una diffusa mala gestione della cosa pubblica.

I SOGGETTI INTERESSANTI DELLE MISURE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI – A seguito della richiesta avanzata dalla Procura è stata emessa dal GIP ordinanza cautelare applicativa della misura degli arresti domiciliari nei confronti di:

Francesco Petronella, cl.1957, imprenditore, titolare di fatto della società a r.l. VI.RI.;
Michele Columella, legale rappresentante della società a r.l. VI.RI.;
Antonio Colella, cl.1948, già capo Area Gestione Patrimonio ASL Bari;
Nicola Del Re, cl.1949, dirigente ASL Bari;
Filippo Tragni, cl. 1959, dirigente ASL Bari.

Pur confermando i gravi indizi di colpevolezza, non è stata accolta dall’ufficio GIP per difetto di esigenze cautelari la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura nei confronti di Elio Rubino e Malcangi Mario; parimenti è stata rigettata la richiesta di misura interdittiva nei confronti della società VI.RI. srl ex D.lgs 231/01 per insussistenza del contestato reato di truffa aggravata. Avverso detti provv. di rigetto la Procura promuoverà appello presso il Tribunale della Libertà.

IN ATTESA DI ULTERIORI SVILUPPI – Nei confronti di Alberto Tedesco la Procura non ha avanzato allo stato richiesta di misura cautelare “essendo al vaglio ulteriori episodi di indebite ingerenze nella gestione della cosa pubblica“.

Redazione Stato Quotidiano
Pubblicato il 17 luglio, 2010


La Rassegna


Inchieste sanita'/ Procura Bari: torbido intreccio con imprenditoria

Virgilio - ‎6 ore fa‎
Le indagini che hanno portato all'arresto di cinque persone nell'ambito di una delle inchieste della procura della Repubblica di Bari sulla gestione della sanità in Puglia (tre dirigenti dell'Asl di Bari e due imprenditori) e condotte dai carabinieri ...

Inchieste Bari: sanita', cinque arresti

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(ANSA) - BARI, 17 LUG - Cinque arresti nell'ambito di una delle inchieste della procura della Repubblica di Bari sulla gestione della sanita' in Puglia. Si tratta dell'ex capoarea gestione Patrimonio dell'Asl Antonio Colella e dei dirigenti Nicola Del ...

Bari: inchiesta su smaltimento rifiuti sanitari, 5 arresti (2)

Libero-News.it - ‎14 ore fa‎
(Adnkronos) - Gli arrestati sono Francesco Petronella, 53 anni, imprenditore, titolare di fatto della societa' Vi.Ri., Michele Columella, legale rappresentante della Vi.Ri., nipote del primo, Antonio Colella, 43 anni, gia' capo Area Gestione Patrimonio ...

Inchiesta sanità in Puglia: arrestate 5 persone

Libero-News.it - ‎17 ore fa‎
Sono imprenditori e politici. L'indagine è stata condotta dalla procura della Repubblica di Bari inque persone sono state arrestate oggi dai Carabinieri nell'ambito di una delle inchieste della procura della Repubblica di Bari sulla gestione della ...

Alberto Tedesco e la corruzione nella Asl Bari

BariSera (Blog) - ‎6 ore fa‎
BARI – Corruzione, turbativa d'asta e concorso in violazione del segreto d'ufficio in riferimento ad appalti per un valore complessivo di 9 milioni di euro. Questi i reati ipotizzati a carico dell'ex assessore regionale alla Sanità e attuale senatore ...

Scandalo sanitá, cinque arresti fra dirigenti Asl e imprenditori

KataWeb News - ‎14 ore fa‎
Repubblica.it > Homepage — Scandalo sanitá, cinque arresti fra dirigenti Asl e imprenditoriAi domiciliarti sono finiti i re della gestione dei rifiuti, Francesco Petronella e Michele Columella, rispettivamente titolare e legale rappresentante della ...

Sanità Puglia, 'Era Tedesco': 5 ai domiciliari per appalti ...

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Bari – INCHIESTA della Procura della Repubblica di Bari sulle gare pubbliche milionarie indette dalla ASL di Bari per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti nelle strutture sanitarie ed amministrative dell'ente e ...

Inchieste Bari: sanita', cinque arresti

euronews - ‎14 ore fa‎
(ANSA) – BARI, 17 LUG – Cinque arresti nell'ambito di una delleinchieste della procura della Repubblica di Bari sulla gestionedella sanita' in Puglia. Si tratta dell'ex capoarea gestionePatrimonio dell'Asl Antonio Colella e dei dirigenti Nicola DelRe e ...
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Naturalmente è una orrenda balla quella della società di Montain View. Infatti non sussiste il benché minimo dubbio che si tratti di personale italiano/internazionale (pedofilo è una parola italiana/lingue latine), che ha modificato l'algoritmo per ottenere questa indicizzazione. Sono anni che sappiamo che Yahoo italia legge le email o entra e modifica i gruppi, oppure certi bloggers vip della vecchia generazione non le avrebbero pubblicate negli anni (è accaduto a me). Nulla vieta che questo accada anche su Google.

Aprite pure un fascicolo di indagine.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/vatican_2010-07-17_182729.jpg

Attacco degli hacker

Digitando Vatican su Google esce sito pedofilo


Roma, 17-07-2010 (AGI) - Google sotto attacco degli hacker: da alcune ore, qualunque utente inserisca la parola 'vatican' all'interno della stringa di ricerca ottiene come primo risultato il link al sito 'pedofilo.com'. "Stiamo analizzando la situazione e cercando di risolverla quanto prima", ha riferito Google all'Agi, "stiamo valutando le cause, non si è trattato necessariamente di un hackeraggio".

Il problema non riguarda soltanto la versione italiana del motore di ricerca. Anche su google.com, cercando 'vatican' o 'vaticano' esce come primo risultato il sito pedofilo e per secondo quello ufficiale della Santa Sede.

A Mountain View stanno lavorando per risolvere il problema che potrebbe essere stato causato da un attacco all'algoritmo che permette al motore di ricerca di indicizzare i contenuti in base alla loro attinenza.

Meno credulone l'articolo su La Repubblica, che fonda le proprie conoscenze sull'esperienza di personaggi vicini a Pirate Bay e a quella di un blog vip il cui nome è permanentemente associato al mio presso il Tribunale di Milano. Qualsiasi cosa sia quel sito: è una porcheria. Soprattutto se a farlo sono associazioni radicali o vicine agli ambienti ateistici e/o del movimento omosessuale italiano.


Cerchi 'Vaticano' esce 'pedofilo'
Google, beffa sui risultati

Cercando informazioni sulla Santa Sede, il primo risultato è il dominio "pedofilo.com", al momento disattivato. L'azienda indaga sull'accaduto

AVERE il proprio nome associato ad una serie di scandali sessuali, su internet può essere un problema. Così almeno fa pensare il comportamento di Google se si ricerca il termine "Vatican", da alcune ore a questa parte. Il secondo risultato porta dritti alla home page della Santa Sede, ma il primo link, sotto la scritta "Vaticano", punta al sito "pedofilo.com". Irraggiungibile, va detto, dopo l'intervento di Google, che però al momento non ha modificato la peculiare gerarchia dei risultati.

Come è potuto succedere? Non si tratta quasi certamente di un attacco hacker. Piuttosto di una certa conoscenza dei funzionamenti di Google da parte dei creatori della pagina incriminata, per far salire quel particolare sito nella rilevanza del termine di ricerca "Vatican". A Google hanno comunque ritenuto opportuno esaminare tempestivamente la questione: "Stiamo valutando le cause, non si è trattato necessariamente di un hackeraggio", dichiara l'azienda. Al momento, il problema non riguarda soltanto la versione italiana del motore di ricerca.

Il Whois del sito web è questo, potete vederlo in immagine o cliccare QUI.

Quel sito è nato nell'aprile del 2005, ha avuto ben tre registrar, l'attuale è Wild West Domain Inc, ed attualmente è intestato alla GuionBajo di Monterrey in Messico, probabilmente una società prestanome con altri 490 domini intestati. Io mi fermo qui, probabilmente nelle prossime ore leggeremo un comunicato di Don Fortunato Di Noto o la sua intervista sulle Agenzie. L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/vatican_2010-07-17_184958_whois_pedofilo_com.jpg


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Di Loredana Morandi (del 17/07/2010 @ 18:19:26, in Magistratura, linkato 1384 volte)

“Cherchez il Magistrato”


Cherchez la femme” è la famosa frase di un investigatore francese che voleva dire che non esiste trama criminosa o delitto in cui non ci sia di mezzo una donna: cercatela!

A seguire le mille trame della “Sporca Italia”, storie talvolta di crimine e malaffare organizzato altre volte di “semplici” intrallazzi, clientelismi, raccomandazioni e interessamenti “interessati”ci si rende rapidamente conto che non ve n’è una dove non ci sia dentro un Magistrato o Giudice, spesso di alto livello. La conferma a questa regola non scritta è arrivata immancabile dalle vicende di questi ultimi mesi, dalle indagini legate alla “cricca” vicina alla Protezione Civile per la ricostruzione post terremoto de L’Aquila come a quelle, di ieri e l’altro ieri, legate alla cosiddetta “P3”, sospetta associazione criminosa segreta per condizionare sentenze, appalti e quant’altro che coinvolge altissimi personaggi del partito di maggioranza, del governo e, appunto, della Magistratura.

Tanto che perfino l’ineffabile Capo dell’ANM (Associazione Nazionale Magistrati, il privatissimo sindacato unico dei Magistrati Italiani), Luca Palamara, famoso per difendere sempre e comunque i magistrati anche quando sono indifendibili, davanti all’ennesimo caso di Alti Magistrati implicati in una trama poco chiara (la cosiddetta P3) ha prima ammesso: “C’è una questione morale tra le toghe” (Q.N. del 13-7-2010) per poi aggiungere 2 giorni dopo (15-7-2010) “Si dimettano dalla Magistratura coloro che sono implicati nella vicenda “P3”.

Tanto che l’ex Magistrato ed ex Presidente della Repubblica (ed in tale veste Presidente del CSM, organo di autogoverno della Magistratura) Oscar Luigi Scalfaro, che a suo tempo ebbe forti conflitti istituzionali con il primo governo Berlusconi, richiamò i suoi ex colleghi “Isolate i colleghi indegni. Un PM non può candidarsi politicamente nel territorio dove ha indagato” (“CorrSera” 26-3-2010, 9), con riferimento alla scandalosa candidatura alle Regionali 2009 in Puglia di un PM pugliese che aveva perfino indagato fino al giorno prima, da Magistrato, sui suoi avversari politici.

Tanto che l’ex Giudice e considerato il Capo del cd. “partito dei giudici”, l’ex Presidente della Camera ed esponente di spicco della sinistra Luciano Violante 2 anni fa sbottò, pure lui: “Basta, questa Magistratura ha troppo potere”.

Dunque “Cherchez il Magistrato” che è sempre in mezzo a qualche vicenda poco chiara, penalmente rilevante o moralmente riprovevole, dunque. Ecco un elenchino sommario che ci aiuta.

Prima di iniziare il lungo elenco ricordiamo la nutrita pattuglia di Magistrati, oltre a quelle dei giornalisti, dei Politici, degli alti graduati dell’arma dei CC,… presente nella disciolta loggia massonica deviata P2. Se la memoria non mi tradisce (non ne sono certissimo) vi era pure addirittura perfino l’allora Vicepresidente del CSM.


  1. La Procura di Firenze porta avanti le indagini sulla “cricca” di affari poco chiari legati alla Protezione Civile ed alla ricostruzione post terremoto in Abruzzo. Indagini che hanno visto indagato lo stesso Bertolaso e che hanno portato in carcere personaggi potentissimi come il Presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici Angelo Balducci ed il Provveditore alle opere Pubbliche della Toscana Fabio De Santis. Indagini che hanno tirato in ballo uno dei Coordinatori Nazionali del PdL e colonnelli di Berlusconi, Denis Verdini. Dalle intercettazioni emerge il ruolo del Procuratore aggiunto della Repubblica di Roma Achille Toro accusato di aver favorito in itinere gli indagati tenendoli aggiornati sullo sviluppo delle indagini, tanto che pare che qualcuno si preparasse ad emigrare. Achille Toro si dimise immediatamente dalla Magistratura onde evitare sanzioni.
  2. In alcune delle tante intercettazioni relative alla suddetta “cricca” legata alla ricostruzione post terremoto in Abruzzo emergono strane telefonate, interessamenti e sospetti conflitti di interesse di 2 alti Magistrati: Giuseppe Tesauro, Giudice della Corte Costituzionale e Mario Sancetta, Giudice della Corte dei Conti. Entrambi soci in società immobiliari con tal Antonio Di Nardo, imprenditore e dipendente del ministero delle Infrastrutture, in stretti rapporti con quell’imprenditore De Vito Piscicelli divenuto famoso per aver confessato via telefono la sua risata alla prospettiva di fare affari sui morti del terremoto. Di Nardo che, secondo certi rapporti del ROS, sarebbe in stretti rapporti con la criminalità organizzata campana. Sancetta parla al telefono con un socio di Di Nardo, Lamino e promette interessamento per di attivare i suoi contatti per ottenere commesse per le imprese di Di Nardo (suo socio) e Lamino in Abruzzo. Altrettanto i ROS hanno accertato un giro di telefonate tra il Giudice Tesauro ed il suo socio Di Nardo: Tesauro si interessa per una licenza di una sua azienda (fonte: “CorrSera”, Mercoledì 17 febbraio 2010).
  3. Processo conclusosi in data 12-7-2010 presso l’8° Sezione Penale del Tribunale di Milano con la condanna a 14 anni del Generale Giampaolo Ganzer capo del reparto di èlite dell’Arma dei carabinieri, quel ROS che ha condotto e sta conducendo le indagini su quasi tutte le più grandi inchieste di questi anni, incluse quelle quelle qui esposte. Condannato per aver organizzato importazioni, traffici e spacci di grossi quantitativi di droga, in collaborazione coi narcotrafficanti di mezzo mondo, per poter poi fare brillanti operazioni all’unico fine di mettersi in mostra, raccogliere encomi, fare carriera ed acquisire potere. Sotto accusa, in uno stralcio di processo che sarà celebrato a parte, finisce il PM di Bergamo Mario Conte, accusato di aver fatto da sponda autorizzando queste strane “operazioni coperte” volute ed organizzate appunto dal generale Ganzer (fonti: “CorrSera” e “Q.N” di martedì 13-7-2010).
  4. Luglio 2010, scoppia lo scandalo della cd. “P3”. Secondo gli investigatori un potentissimo comitato segreto di pressioni, affari ed intrallazzi, una sorta di loggia massonica segreta trasversale come appunto la P2 in grado di condizionare grossi appalti come quello dell’eolico in Sardegna, nomine di Giudici, decisioni della Corte Costituzionale,…: “sodalizio criminale” lo definiscono i giudici. Vengono indagati per associazione a delinquere e ci finiscono dentro il fondatore di Forza Italia e già condannato in 2° grado di supporto esterno in Associazione Mafiosa il Senatore Marcello Dell’Utri, il ViceMinistro dell’Economia Nicola Cosentino (che si dimette in data 14 luglio), il Coordinatore Nazionale di Forza Italia Denis Verdini, mentre vengono addirittura arrestati per le stesse accuse il noto faccendiere Flavio Carboni, e 2 suoi amici, il Giudice Tributario Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino. Ma l’elenco dei Magistrati coinvolti si allunga ben presto quando emergono altri partecipanti ad una strana cena del “sodalizio criminale” svoltasi nella casa romana di Denis Verdini. Oltre a Verdini, Dell’Utri ed il trio degli arrestati Carboni-Martino-GiudiceLombardi sono accusati di aver partecipato a quella cena altri 3 Magistrati: Antonio Martone, avvocato di Stato in Cassazione (che si dimette subito, come fece in Procuratore Toro, per evitare sanzioni), Giacomo Caliendo, ex membro del CSM e sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia ed il Capo degli Ispettori dello stesso MGG Arcibaldo Miller. Ma non bastano 4 alti Magistrati implicati nella vicenda (Lombardi, Martone, Caliendo e Miller): ce ne finiscono dentro altri 2. L’avvocato Generale della Cassazione Oscar Fiumara, che avrebbe ricevuto da un altro Giudice (quello arrestato, Lombardi, con tanto di eloquenti telefonate) il dono di alcune per bottiglie di vino pregiato come ricompensa per aver sostenuto lo spostamento dalla Commissione Tributaria alla Cassazione a sezioni unite del processo per 400 milioni di tasse non pagate dalla Mondadori nel 1991. Il presidente della corte di Appello di Milano Alfonso Marra, trasferito d’ufficio dal CSM in data 15 luglio in seguito allo scandalo: il suo nome compare nelle intercettazioni in quanto la sua nomina a tanto importante incarico sarebbe stata frutto delle pressioni della “P3” di Flavio Carbone (fonte: “CorrSera”, martedì 13-7-2010).

Cherchez il Magistrato”, dunque. E ne troverete sempre. In abbondanza. Purtroppo.

Sporca Italia


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Di Loredana Morandi (del 17/07/2010 @ 18:14:16, in Giuristi, linkato 1397 volte)
Accade a Rodano, ma poteva essere Palermo o Napoli o Roma. La mia impressione, dettata anche dall'esperienza del caso Uni Napoli, è che gli avvocati siano sempre più legati alla criminalità. LM

Agguato in strada vicino Milano:
ucciso un avvocato a colpi di pistola

A sparare sarebbe stato una persona a bordo di una moto guidata da un complice

Una raffica di colpi, poi lo stridio di ruote che sgommavano via a tutta velocità. A terra, ieri sera poco prima delle ventidue, un uomo, devastato da diversi colpi d'arma da fuoco. Per lui non c'è stato nulla da fare: è morto meno di un'ora dopo, nonostante tutti i tentativi dei medici del 118 di salvarlo. Ha tutti i contorni di un agguato in piena regola quello che è costato la vita a Pasquale Maglione, avvocato cinquantacinquenne originario di Benevento, il cui passato i carabinieri di Cassano d'Adda hanno già iniziato a scandagliare da ieri sera per cercare di capire chi e perché abbia voluto la sua morte: ai militari è apparso subito chiaro che i suoi assassini non volevano lasciargli scampo, non hanno mirato alle gambe, ma al petto e all'addome.

Almeno quattro colpi, sparati a raffica in un parcheggio alla periferia di Rodano, zona residenziale, isolata ma circondata da antiche cascine ristrutturare e negozi. Lì la vittima deve esser arrivata poco prima delle 22, qualcuno ha riferito di aver sentito i colpi, forse di aver visto due persone in sella a una moto che sgommava via. Un passante ha avvisato il 118 e i carabinieri, i volontari hanno rianimato l'uomo per più di venti minuti, poi non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. E gli elementi in mano agli uomini del capitano Camillo di Bernardo per ora sono pochi: la vittima è un avvocato noto a Milano e nell'hinterland, è dai suoi contatti di lavoro che sono partite le indagini, già avviate nella notte. L'uomo ha esercitato la professione di avvocato sino al 1996, si occupava di gestione e di recupero crediti, curava interessi di aziende e di enti, è stato vicepretore reggente dal 1993 al 1996 alla Pretura di Airola in provincia di Benevento, è stato Giudice Tributario a Benevento e poi alla sede Regionale della Campania, ma si è anche occupato di gestione delle risorse umane per un'azienda di Caleppio di Settala e per alcune cooperative di servizi nel milanese.


Leila Codecasa Barbara Sanaldi
16 luglio 2010(ultima modifica: 17 luglio 2010)
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Di Loredana Morandi (del 16/07/2010 @ 22:42:37, in Osservatorio Famiglia, linkato 1611 volte)
L'identikit del pornodipendente medio secondo lo specialista del Policlinico Gemelli di Roma: "Si tratta di soggetti dai 30 anni in su. Molti non hanno mai avuto un’esperienza sessuale vera e propria, altri sono regolarmente sposati ma vanno comunque in overdose da sesso attraverso internet. Ovviamente a livello solo virtuale, arrivando così a confondere reltà e immaginazione". Chi vi ricorda?
Più seriamente anche questo signore pecca di violento e volgare maschilismo. Ad oggi non ha avuto nessun paziente donna, però è pronto a dichiarare che la popolazione dei pornodipendenti sia 50/50. Eh no, caro lei. Se le sue fonti sono solo maschietti allora deve rivedere le priorità, perché l'esibizionismo non è direttamente assimilabile alla militanza del fruitore di servizi. Ed è una fantasia erotica maschile quella in cui la donna pensi e si comporti come un uomo. Tutto sommato non è difficile, basta non confondere le donne con i trans. L.M.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/panorama_2010-07-16_224104.jpg

Santi, eroi e… pornodipendenti
“Ti capita di trovarti a pensare di voler andare on line alla ricerca di materiale pornografico molte volte durante la giornata, anche quando non vorresti pensarlo?” E’ questa la prima domanda di un test scaricabile a pagamento da internet, “Treating an addiction to internet ponografy”, per valutare se si è diventati dei veri o propri “pornodipendenti”. Se la risposta a questo e ad altri quesiti, del tipo “menti agli altri sui tuoi comportamenti sessuali on line” o “stai spendendo più denaro di quanto vorresti per reperire materiale pornografico on line”, è sì, allora, consigliano gli autori del test, è il caso di correre ai ripari. Ma come? In Italia, come anche nel resto del mondo, negli ultimi anni sono nati centri specializzati nel curare malattie dovute alla dipendenza da internet come la cosiddetta “pornodipendenza”. Ma di cosa si tratta esattamente? E quanti sono gli italiani che ne soffrono?

Lo chiediamo a uno dei massimi esperti del settore, Federico Tonioni, psichiatra del Policlinico Gemelli di Roma e responsabile dell’ambulatorio per le dipendenze da internet. “Le stime ufficiali parlano di un milione e mezzo di pornodipendenti in Italia, un numero che ritengo del tutto plausibile. Per quanto riguarda la “pornodipendenza”, si tratta di una delle manifestazioni della più generale dipendenza da internet. Una dipendenza legata al diverso modo di rapportarsi al tempo e allo spazio tipico della cosiddetta “epoca digitale”.

Andiamo nello specifico: come si manifesta la pornodipendenza?
Il mondo della pornografia in rete si divide tra siti pornografici e chat erotiche. Nei siti pornografici il tutto avviene in un contesto autistico masturbatorio privo di interazione e che porta a fenomeni dissociativi.  Nelle chat, invece, si interagisce o digitando sulla tastiera o attraverso la web cam, il contesto non è più autistico

E allora perché si finisce per “andarci in fissa”?
Perché non si diventa mai rossi

Cioè?
Su internet non c’è corporeità. Anche se ci si vede attraverso la web cam, i corpi non sono mai messi direttamente, fisicamente, in comunicazione, per cui è possibile dire qualsiasi cosa senza che le emozioni siano coinvolte

Dove sta il piacere?
Provare emozioni non è sinonimo di piacere. Non sempre provare emozioni provoca piacere, anzi! Ci sono emozioni del tutto spiacevoli. Diciamo che attraverso la chat si provano emozioni senza  coinvolgere la nostra corporeità e quindi senza limite, per cui si diventa preda delle proprie fantasie

Quali rischi si corrono?
Nel confondere la fantasia con un pezzo vero della propria identità. Una volta è  venuto da me un paziente disperato: aveva provato piacere nel guardare le foto di una 18enne con un seno molto poco sviluppato e si era convinto di essere diventato pedofilo, mentre non era affatto così. La sua paura dipendeva infatti da una fantasia che non aveva alcun riscontro nella realtà fisica

A questo proposito, quanto è forte il senso di colpa tra i suoi pazienti pornodipendenti?
Tantissimo, proprio per il fatto che si sentono dei mostri senza esserlo davvero diventati. Chi non si sente in colpa è un perverso puro e probabilmente un pedofilo reale


Cosa li preoccupa di più: il giudizio della società o quello della propria famiglia?
La società viene per ultima, si sentono in colpa soprattutto verso se stessi, la propria educazione, moglie e figli

C’è un identikit del pornodipendente tipo?
Si tratta di soggetti dai 30 anni in su. Molti non hanno mai avuto un’esperienza sessuale vera e propria, altri sono regolarmente sposati ma vanno comunque in overdose da sesso attraverso internet. Ovviamente a livello solo virtuale, arrivando così a confondere reltà e immaginazione

La maggior parte di questi sono uomini?
Niente affatto: sono metà uomini e metà donne. Il fenomeno è trasversale

E chi è che chiede maggiormente aiuto?
Praticamente solo gli uomini. E le dico la verità: non abbiamo ancora capito bene il perché

Forse perché le donne temono di più il giudizio di una società storicamente molto meno comprensiva verso l’universo femminile …
In parte può essere vero, ma azzardo anche un’altra ipotesi: secondo me le donne rivendicano, così, il loro diritto di poter frequentare siti pornografici senza che questo significhi chissà che cosa. Una forma di liberazione sessuale

Come curate, invece, quelli che riconoscono di avere un problema e vengono da voi?
Dipende da chi ci troviamo davanti. Tempo fa mi capitò di incontrare nello stesso giorno una ragazzina di 12 anni e una vecchietta di 72. In questo secondo caso si trattava di una donna da poco rimasta vedova che cercava su internet solo qualcuno con cui parlare. Nonostante ciò si era sentita in colpa e il nostro compito è stato solo quello di rassicurarla

E con gli adolescenti invece come si fa?
Nel caso degli adolescenti la questione gira intorno alla percezione del proprio corpo, che su internet non si ha, e sul gap generazionale con i propri genitori che talvolta drammatizzano situazioni che ancora rientrano nella sfera della normalità

E se una madre si rivolge a lei perché, magari, ha trovato su internet foto in mutande della figlia 12enne?
In realtà il problema più grave legato a internet, per gli adolescenti non è questo, bensì quello della dipendenza dai giochi di ruolo. Abbiamo ragazzini che addirittura smettono di andare a scuola. Poi, certo, ci sono anche i casi che lei mi cita. Ma, le assicuro, sono molto meno gravi di quanto sembri. Con ogni probabilità, una ragazzina che mette on line una propria immagine mezza nuda, non avrà mai un comportamento altrettanto disinvolto nel momento di un contatto fisico reale

Per finire, che consiglio si sente di dare agli adulti pronodipendenti e ai genitori di adolescenti a rischio?
Agli adulti di venire da noi e farsi aiutare perché le terapie funzionano. Ai genitori, invece, dico: non staccate mai i cavi del computer: non serve a niente e anzi può peggiorare la situazione

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